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Ges - Wikipedia

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(GRC) !"#$%&" '()"&" *+*,-) .-/", 0"( 12(3#4 1%%5%$67, '(897 :2;<=( .-37 0"( '(> .-4/7 12(3#4 1%%5%$67[1] (Vangelo di Giovanni, XIII,34) (IT) Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, cos amatevi anche voi gli uni gli altri.

Ges di Nazaret (Betlemme o Nazaret, 7-2 a.C. Gerusalemme, 26-36) il fondatore del Cristianesimo, religione che lo riconosce come il Cristo (Messia) atteso dalla tradizione ebraica e Dio fatto uomo. Alcune religioni non cristiane, tra cui l'Islam, lo riconoscono invece come profeta mentre altre hanno elaborato una specifica visione su di lui. Ges ha svolto la sua attivit di predicatore, guaritore ed esorcista negli ultimi anni della sua vita nella provincia romana della Giudea. Secondo la tradizione cristiana, le principali fonti testuali relative a Ges sono i
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quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici. Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l'attendibilit storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Ges storico. I vangeli narrano la nascita di Ges da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull'annuncio del Regno dei Cieli e sull'amore al prossimo, e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione, morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Ges con il Messia e il Figlio di Dio. Le neotestamentarie lettere paoline esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione. Per le principali confessioni religiose cristiane la seconda persona della Trinit, assieme al Padre e allo Spirito Santo, e "vero Dio e vero uomo". Dai vangeli appare come la predicazione e l'operato di Ges abbiano riscosso nella societ ebraica coeva un limitato successo, conseguito peraltro principalmente tra i ceti pi bassi. Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce, richiesta, secondo i vangeli, dalle autorit ebraiche del Sinedrio ma irrogata dall'autorit di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte), su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Ges ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione, facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale. Secondo il punto di vista ebraico, Ges stato un predicatore itinerante, ma non il Messia atteso; non era Figlio di Dio, non ha compiuto miracoli e, dopo la morte in croce, non risorto n asceso al cielo. Secondo l'Islam, Ges stato uno dei maggiori profeti venuti prima di Maometto; nacque verginalmente, comp dei miracoli (per volere divino), non mor, ascese al Cielo, deve tornare alla fine dei tempi quando sconfigger l'Anticristo, ma non era Dio che, secondo la sura CXII, "non ha generato n fu generato". Anche molti degli altri principali movimenti religiosi contemporanei hanno elaborato una propria interpretazione su Ges.

Fonti testuali
Le fonti testuali relative a Ges possono essere raggruppate in quattro tipologie:

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le lettere paoline, poi incluse nel Nuovo Testamento: scritte approssimativamente tra il 51 e il 63 da Paolo di Tarso, che non conobbe direttamente Ges, rappresentano i documenti noti pi antichi, ma contengono pochi dati biografici sulla figura storica di Ges. Le lettere, nate spesso come scritti occasionali, non intendono infatti fornire un resoconto completo di atti o insegnamenti, ma costituiscono tuttavia una testimonianza rilevante di come venisse tramandata e percepita l'esperienza gesuana nelle pi antiche comunit cristiane; i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). I primi tre, i cosiddetti sinottici, sono stati scritti nella seconda met del I secolo e sono stati preceduti da una tradizione orale e da appunti scritti. Il testo di Giovanni ha invece una datazione pi avanzata, a cavallo tra la fine del I e l'inizio del II secolo. I quattro vangeli raccontano dettagliatamente la vita pubblica di Ges, cio il periodo della predicazione negli ultimi anni della sua vita, mentre sulla sua vita privata precedente forniscono informazioni scarne. Rappresentano i principali, ma non gli unici, documenti sui quali converge il lavoro ermeneutico degli storici. In epoca moderna si sono sviluppate differenti correnti di pensiero sull'attendibilit dei vangeli come resoconti storici e sulle le metodologie da utilizzare per la loro analisi; i vangeli apocrifi. Nella maggior parte dei casi non sono accolti dagli studiosi come fidati testimoni del Ges storico (data la composizione tarda, a partire dalla met del II secolo, sono al pi utili per ricostruire l'ambiente religioso dei secoli successivi a Ges), anche per il genere letterario favolistico-leggendario che contraddistingue gran parte delle loro narrazioni. Di particolare interesse per gli storici si comunque rivelato il ritrovamento del Vangelo di Tommaso. La testimonianza degli apocrifi variegata: i cosiddetti vangeli dell'infanzia (quali il Vangelo dell'infanzia di Tommaso, da non confondersi con il testo gnostico attribuito all'apostolo, e il Vangelo dello pseudo-Matteo) presentano un carattere abbondantemente e gratuitamente miracolistico che sfocia spesso nel magico-fiabesco. Ges appare come un bimbo prodigio, talvolta capriccioso e vendicativo; i vangeli gnostici (tra i quali il Libro segreto di Giacomo, il Vangelo
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secondo Filippo e il Vangelo di Tommaso), contenenti prevalentemente rivelazioni private e inedite espresse in raccolte di loghia (detti), descrivono Ges come una particella di divino intrappolata nella carne: il suo insegnamento mira ad abbandonare la materialit per raggiungere la salvezza; i cosiddetti vangeli della passione (ad esempio il Vangelo di Pietro e il Vangelo di Nicodemo) non aggiungono molto alle descrizioni della passione contenute nei vangeli canonici, caratterizzandosi per con l'intento di discolpare Ponzio Pilato e far ricadere la colpa della morte di Ges sulle autorit religiose e sul popolo ebreo; fonti storiche non cristiane su Ges. In alcune opere di autori antichi non cristiani (Tacito, Flavio Giuseppe, Plinio il Giovane, Luciano di Samosata) si trovano accenni a Ges o ai suoi seguaci. Uno dei documenti pi antichi il cosiddetto Testimonium Flavianum, che diversi storici ritengono per oggetto di interpolazioni tardive di copisti cristiani. Uno dei pi antichi artefatti archeologici correlabili a Ges la cosiddetta Iscrizione di Nazaret. Scavi condotti negli ultimi due secoli hanno inoltre fornito riscontri archeologici relativi a Ponzio Pilato e ad altri personaggi citati nei vangeli (Caifa, Simone di Cirene), nonch a luoghi quali, ad esempio, la Piscina di Siloe e la Piscina di Betzaeta. inoltre documentata la pratica della crocifissione nella Gerusalemme del I secolo.

Nome ed epiteti di Ges


Nei libri del Nuovo Testamento, scritti in greco ellenistico, Ges indicato come ?<=$@7 (Isous) che la resa in greco del nome ebraico " ! #%&'( $ ) (Yhoa, contratto in Joshua) a sua volta composto da '*+,'( ) (YH[VH], nome proprio del Dio di Israele) e "-. ! * ) (yasha, salvezza) quindi con il significato di "Dio la salvezza". Era un nome piuttosto comune tra i giudei dell'epoca. Oltre che col nome proprio, Ges viene indicato anche con vari epiteti e titoli (l'elenco in ordine decrescente di frequenza): "[il] Cristo". In lingua greca [A] BC)=#D7 ([ho] CHrists), da EC+, (chro),
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ungere: "[l']unto", "[il] consacrato" (per mezzo dell'olio d'oliva, spalmato o versato sul capo) a sua volta traduzione dall'ebraico / ! )-. 0$ 1 * (m ) sempre nel significato di "unto". All'epoca di Ges, il Cristo-Messia era l'inviato di Dio atteso dal popolo ebraico, dal quale ci si aspettava in particolare il riscatto sociale e politico dalla dominazione romana. "Signore". In greco 'FC)$7 (kyrios), usato soprattutto negli Atti degli Apostoli e nelle Lettere. Il titolo onorifico, nel greco classico privo di valore religioso, particolarmente significativo applicato a Ges, in quanto il termine col quale la traduzione greca della Settanta rende il prototermine masoretico ebraico '+') ("YHWH"), cio il nome proprio di Dio. "Figlio dell'uomo". In greco 6GH7 #$@ 1"8CI$6 (hyios tou anthrpou). Nella tarda tradizione ebraica l'espressione .23 456 (kevar enash, figlio dell'uomo) aveva anche una connotazione messianico-escatologica. "Figlio di Dio". In greco 6GH7 #$@ 84$@ (hyios tou theou). Nell'Antico Testamento l'espressione ad esempio 758 )89')') 3+'+ (vehu yihyeh-li leven, "egli diverr mio figlio", pronunciato da Dio e riferito all'erede della casa di Davide in II Samuele 7,14) indica una relazione stretta e indissolubile tra Dio e un uomo o una comunit umana. Nel Nuovo Testamento il titolo si riveste di un nuovo significato, indicando una filiazione vera e propria. "Re". L'attributo della regalit era correlato al Messia, che era considerato discendente ed erede del Re Davide. Ges, pur identificandosi come Messia, non si per attribuito le prerogative politiche che questo comportava. Altri titoli sono Messia, Rabbi-Maestro, Profeta, Sacerdote, Nazoreo, Nazareno, Dio, Verbo, Figlio di Giuseppe, Emmanuele. Inoltre, soprattutto da Giovanni, vengono applicate a Ges espressioni allegoriche come: agnello, agnello di Dio, agnello immolato; luce, luce del mondo; pastore, buon pastore, pastore grande; pane della vita, pane vivo, pane di Dio; vita, autore della vita; vite; ultimo Adamo; porta; via; verit.

Vita di Ges secondo i vangeli canonici


I quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) rappresentano le uniche fonti testuali antiche che descrivono dettagliatamente la vita di Ges, soprattutto gli
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ultimi anni caratterizzati dal ministero pubblico. La nascita del moderno metodo storico-critico ha portato a esaminare criticamente i racconti evangelici, cercando di distinguerne il nucleo storico dagli aspetti leggendari e mitici. Alcuni approfondimenti, in particolare relativamente a nascita, infanzia e giovinezza di Ges, sono presenti anche nei vangeli apocrifi. Questi particolari tuttavia non sono riconosciuti dagli studiosi come storicamente fondati, sebbene abbiano influenzato pi o meno ampiamente la tradizione artistica e devozionale cristiana. La narrazione della vita e dell'insegnamento di Ges procede nei quattro vangeli prevalentemente in modo parallelo, soprattutto tra i primi tre (Matteo, Marco, Luca) detti per questo "sinottici" : un certo episodio narrato da pi vangeli, solitamente con alcune variazioni, ma sono presenti anche lacune o racconti propri di un singolo evangelista. In Giovanni mancano numerosi racconti presenti nei sinottici, mentre sono presenti svariate aggiunte proprie.
Sinossi dei principali eventi della vita di Ges[31] Marco Luca Giovanni Genealogia di Ges
(3,23-38)

Matteo Genealogia di Ges (1,1-17)

Altri testi

Prologo teologico (1,1-18) -

Annunciazione a Giuseppe (1,18- 25)

Annunciazione a Maria (1,26-38) Nascita (2,1-20) Circoncisione e presentazione al tempio (2,22-39) Ritrovamento al tempio (2,41-50) Battesimo e tentazioni (3,2122;4,1-13)

Accenno alla nascita (1,25-2,1) Epifania (2,1-12) -

Fuga in Egitto e strage degli innocenti (2,1323)

Battesimo e tentazioni (3,134,11)

Battesimo e tentazioni (1,913)

Ministero pubblico (1,35-

Ministero pubblico (4,12https://it.wikipedia.org/wiki/Ges

Ministero pubblico

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20,34;21,18-25,46)

con alcune pericopi proprie[32]

Ministero pubblico (1,1410,52;11,20-13,37)

(4,14-19,27;20,1-21,38)

con molte pericopi proprie[33]

12,50;13,31-17,26)

con moltissime pericopi proprie[34]

parole e opere, segni e prodigi


(Romani 15,18-19)

Ingresso a Gerusalemme
(21,1-11)

Ingresso a Gerusalemme
(11,1-10)

Ingresso a Ingresso a Gerusalemme (19,29- Gerusalemme


44) (12,12-15)

Ultima cena e istituzione dell'Eucaristia


(1 Corinzi 11,23-26)

Ultima cena e istituzione dell'Eucaristia


(26,26-29)

Ultima cena e istituzione dell'Eucaristia


(14,22-25)

Ultima cena e Ultima cena e istituzione lavanda dei dell'Eucaristia (22,15piedi (13,1-11) 20)

Processo, passione e morte (26,3027,66)

Processo, Processo, passione e Processo, passione e morte morte (22,39-23,56) passione e morte (14,32-15,47) (18-19) Risurrezione e apparizioni (24,1-49) Risurrezione e con la pericope apparizioni (20) propria dei discepoli di Emmaus Apparizione in Galilea (21) Altri testi del Nuovo Testamento, passim[35] Ascensione (Atti
1,6-11)

Risurrezione e apparizioni (28)

Risurrezione e apparizioni (16)

Ascensione
(16,19)

Ascensione (24,50-53) -

Annunciazione
Secondo il racconto del vangelo di Luca, una vergine di nome Maria, promessa sposa a Giuseppe, discendente del Re Davide, ricevette a Nazaret di Galilea al tempo di re Erode una visita dell'Arcangelo Gabriele, che le annunci il concepimento di Ges (Lc1,26-38). Nel vangelo di Matteo, invece, il concepimento verginale di Maria solo fugacemente accennato, mentre il protagonista Giuseppe, che riceve da un angelo la rivelazione del concepimento soprannaturale di Maria (Mt1,18-25).

Nascita
Sia Matteo che Luca collocano la nascita di Ges a Betlemme, in Giudea, al tempo di
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re Erode. Mentre Matteo vi dedica un breve accenno (Mt1,25-2,1), Luca sviluppa la narrazione motivando il viaggio di Giuseppe e Maria da Nazaret a Betlemme con un censimento indetto da Augusto mentre governava Quirinio (Lc2,1-20). L'accenno a questo "primo censimento" di Quirinio rappresenta un problema di difficile soluzione: l'unico censimento (il "secondo"?) indetto da Quirinio che ci noto da altre fonti storiche avvenne infatti nel 6 d.C., quando Erode il Grande era gi morto (4 a.C.). Non si conosce con esattezza la data di nascita di Ges. La data tradizionale del Natale al 25 dicembre tardiva (IV secolo), e ancor pi tarda la datazione all'anno 1 a.C., in quanto risalente al monaco Dionigi il Piccolo (VI secolo). Secondo la maggior parte degli studiosi contemporanei, la nascita va collocata negli ultimi anni di re Erode, attorno al 7-6 a.C.

Epifania
Dopo la nascita di Ges il solo vangelo di Matteo (capitolo 2) racconta la cosiddetta "Epifania" (dal greco epifneia, "manifestazione"). Alcuni magi (tradizionalmente chiamati "Re Magi" e ritenuti in numero di tre) vennero dall'oriente a Gerusalemme, avendo visto il suo astro (tradizionalmente chiamato "stella cometa"), con l'intento di portare al nuovo re annunciato dall'astro oro, incenso e mirra. Seguendo la stella, trovarono Ges a Betlemme e gli resero omaggio. Il re Erode, venuto a sapere di ci, e temendo l'usurpazione del trono, ordin l'uccisione di tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni (fu la cosiddetta strage degli innocenti). Giuseppe per, avvertito in sogno da un angelo, fugg in Egitto con Ges e Maria. Morto Erode (4 a.C.), i tre ritornarono nella terra d'Israele e si stabilirono a Nazaret.

Infanzia
Il vangelo di Luca (2,21-52) tralascia il racconto dell'Epifania e della successiva fuga in Egitto. Dopo aver brevemente accennato alla circoncisione di Ges, riporta due
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episodi: la presentazione di Ges al tempio di Gerusalemme, durante la quale il neonato venne venerato come Messia da Simeone e dalla profetessa Anna; il ritrovamento di Ges al tempio, episodio nel quale Ges dodicenne si intrattenne nel tempio di Gerusalemme con i dottori della Legge, all'insaputa dei genitori, che lo ritrovarono dopo tre giorni.

Vita prima del ministero


I vangeli non narrano esplicitamente la vita di Ges prima del suo ministero pubblico come pure le altre fonti storiche non cristiane. Alcune informazioni sono per desumibili da accenni sporadici contenuti nei racconti evangelici. Professione Quanto alla professione, a Nazaret Ges era conosciuto come il figlio del carpentiere Giuseppe (Mt13,55), e carpentiere egli stesso (Mc6,3). Il termine greco originario tekton (vedi l'italiano "tecnico"), ampiamente polisemico, e pu indicare carpentieri, falegnami, artigiani del legno, come anche muratori o tagliatori di pietre. Questa attivit artigianale gli ha verosimilmente garantito una relativa agiatezza ed autonomia economica, che non lo ha fatto appartenere agli strati poveri della sua societ. Non ci dato conoscere la dimensione della sua impresa artigianale, se cio si trattasse di una piccola bottega rurale dedita ad aratri e gioghi, o invece di una media o medio-grande impresa costruttrice con apprendisti e garzoni, attiva in opere edilizie anche magari in citt vicine come Zippori (a 6 km da Nazaret), che veniva ricostruita e ampliata in quegli anni da Erode Antipa. Famiglia Quanto alla famiglia, il totale silenzio circa Giuseppe durante il ministero di Ges lascia ragionevolmente supporre che questi fosse gi morto. La madre Maria, invece, oltre che negli episodi dell'infanzia, compare numerose volte durante la predicazione pubblica di Ges.
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Nel Nuovo Testamento sono poi presenti diversi accenni a "fratelli" (Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda) e "sorelle" (anonime) di Ges, che tuttavia non sono mai detti figli di Giuseppe o Maria. Data la sporadicit degli accenni e la polisemia del termine nelle lingue semitiche (i testi neotestamentari sono scritti in un greco caratterizzato da ricorrenti semitismi), non possibile risalire con certezza alla effettiva parentela di questi con Ges, e sono state proposte diverse interpretazioni: la tradizione cattolica, unitamente ai primi riformatori protestanti (soprattutto Lutero, Calvino) li interpreta come cugini; la tradizione ortodossa li interpreta come fratellastri, figli di un precedente matrimonio di Giuseppe; la maggior parte delle Chiese protestanti contemporanee li interpreta come fratelli in senso proprio, negando il dogma della verginit di Maria sostenuto da cattolici e ortodossi. Celibato I vangeli canonici e le altre opere neotestamentarie non fanno alcuna menzione di una sposa di Ges o di suoi figli: la tradizione cristiana lo ha pertanto considerato celibe. Questa convinzione trova inoltre riscontro nel suo stile di vita di predicatore itinerante e nell'invito all'eunuchia per il regno (Mt19,10-12), con il quale Ges chiama i suoi discepoli a una scelta ascetica, verosimilmente sul suo modello. Alcuni studiosi hanno per rilevato come la scelta celibataria di Ges si ponesse in contrasto con l'ambiente giudaico del tempo, dove erano esaltati matrimonio e fecondit. In realt, forme di celibato erano praticate nel gruppo degli esseni, concentrati a Qumran ma diffusi in tutta la societ israelita, oltre che nel caso del rabbino coevo Siemone ben Azzai. Particolarmente significativi, in relazione a Ges e alla religiosit del suo tempo, sono anche i riferimenti biblici al celibato di Geremia e quello, documentato nella tradizione ebraica, dell'astinenza praticata da Mos dopo essere stato chiamato per la sua missione. Diverse opere letterarie e cinematografiche si sono comunque di recente ispirate all'idea di una relazione con Maria Maddalena, ipotizzata anche da alcuni studiosi.
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Lo spunto offerto dell'apocrifo gnostico Vangelo secondo Filippo (II-III secolo) che, nei capitoli 32 e 55, sembra accennare a un amore tra Ges e la Maddalena. Nel testo, entrambi sono descritti come l'incarnazione di eoni divini (Soter e Sofia), mentre dalla loro unione sarebbero derivati gli angeli: il senso dei passi viene comunque generalmente interpretato come un'elaborazione successiva dovuta alla teologia gnostica, vista anche la genesi degli angeli. Formazione culturale e religiosa Quanto alla cultura, Ges, come tutti gli ebrei della Terra d'Israele dell'epoca, parlava correntemente aramaico, una lingua semitica, della quale appare traccia in alcuni detti originali riportati dai vangeli (Mc5,41;7,34;15,34). Dai vangeli (Gv7,15) non sembra che avesse studiato presso qualche scuola rabbinica, anche se non si pu escludere che possedesse la cultura di base che poteva essere impartita in una scuola di lettura della Torah di una sinagoga. Sicuramente sapeva leggere (e scrivere) in ebraico, lingua non pi correntemente parlata, ma usata per il culto e le preghiere (Lc4,16-17), e dalla sua predicazione traspare una profonda conoscenza delle Scritture ebraiche. ignoto se conoscesse il latino, lingua degli occupanti romani, o il greco, nella versione popolare (koin) parlata in Medio Oriente. In epoca moderna, alcuni studiosi hanno sostenuto che Ges fosse un esseno, ma tutta la sua predicazione e i suoi atti contro il formalismo e le regole di purit formale sono in totale antitesi con quanto si sa degli Esseni.

Inizio del ministero


Secondo il vangelo di Luca, Ges inizi il suo ministero pubblico di predicazione quando aveva circa trent'anni (Lc3,23). La datazione storica dell'inizio della sua attivit (come anche la durata) non ci nota con precisione. Luca colloca l'inizio del ministero di Giovanni il Battista, parente di Ges, nel quindicesimo anno dell'imperatore Tiberio (Lc3,1) ovvero verso il 28 d.C.. L'inizio del ministero di Ges presentato come immediatamente successivo a quello del Battista, e pu
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pertanto essere ipotizzato per il 28 d.C. La stessa data pu essere ipotizzata sulla base di un diverso accenno evangelico: il tempio di Gerusalemme la cui costruzione fu iniziata da Erode il Grande nel 20-19 a.C. all'inizio del ministero di Ges detto costruito in 46 anni (Gv2,20): questo dunque daterebbe l'accaduto al 27/28. Secondo i Vangeli Ges inizi il suo ministero pubblico in seguito al battesimo ricevuto da Giovanni in una localit imprecisata presso il fiume Giordano (Mt3,1317;Mc1,9-11;Lc3,21-22). Dopo il battesimo, Ges si ritir nel deserto della Giudea, dove stette quaranta giorni digiunando e subendo infine le tentazioni del demonio, che riusc a contrastare (Mt4,1-11;Mc1,12-13;Lc4,1-13). In seguito all'arresto e alla decapitazione del Battista da parte di Erode Antipa, Ges si trasfer da Nazaret a Cafarnao, presso il lago di Genesaret (Lc4,12-13). Prima di iniziare la predicazione pubblica, Ges chiam a seguirlo alcuni dei dodici apostoli che gli saranno vicini negli anni seguenti. Il vangelo di Giovanni indica come uno dei primi avvenimenti della vita pubblica di Ges l'episodio della cosiddetta purificazione del tempio di Gerusalemme, durante la quale scacci i mercanti e i cambiavalute dal recinto del luogo sacro.

Ministero pubblico
Tempi e luoghi La durata del ministero di Ges non conoscibile con certezza. Nei vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca) non vengono fornite indicazioni temporali che permettano di scandire il passare del tempo. Il vangelo di Giovanni invece accenna a tre Pasque (2,13.23; 5,1;6,4; 11,55;12,1;13,1), l'ultima delle quali fu la Pasqua della sua morte. Questo porta a ipotizzare una durata triennale (o meglio, di due anni interi e qualche mese) del ministero di Ges. Assumendo come validi il dato circa l'inizio del ministero desumibile da Luca (28 d.C.) e le tre Pasque accennate da Giovanni, si pu ipotizzare una datazione per la predicazione pubblica tra il 28 e il 30 d.C.
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Le localit menzionate dai vangeli durante il ministero itinerante di Ges sono concentrate soprattutto nella zona del lago di Genezaret, in Galilea (nord della Palestina). Ges si rec anche a Gerusalemme e in localit limitrofe della Giudea (sud della Palestina), prevalentemente in occasione delle feste di Pasqua che ogni pio ebreo cercava di trascorrere nella citt santa. Le zone della Samaria, abitate da ebrei scismatici (samaritani), furono toccate solo fugacemente dalla sua attivit. Ges fece alcuni viaggi anche in zone non abitate da Ebrei: a Tiro e Sidone in Fenicia, a nord della Palestina, e nei territori della Decapoli, a oriente della Palestina. Non possibile ricostruire con certezza la sequenza e le varie tappe dei viaggi compiuti da Ges in queste localit: gli evangelisti, nella loro redazione finale, hanno spesso accorpato le narrazioni (pericopi) senza un preciso ordine cronologico, e inoltre le descrizioni dei viaggi sono solitamente generiche. Contenuti Il Regno di Dio, o Regno dei Cieli (un eufemismo semitico tipico di Matteo, che usa Cieli invece che Dio, diversamente da Luca e Marco), il centro della predicazione (il cui termine tecnico "kerigma", "annuncio") e dell'azione di Ges. Con questo messaggio, Ges si pone in continuit con la tradizione messianica propria dell'ebraismo del suo tempo che aspettava, secondo le scritture, un Messia regale, "figlio" (ovvero discendente) di Davide, dal quale ci si aspettava la liberazione del popolo ebraico dal secolare dominio straniero e la ricostituzione del regno d'Israele. Tuttavia, il Regno predicato da Ges, strettamente legato alla sua persona (Mt12,28;Lc11,20), appare privo di connotazioni propriamente politiche e sociali (Gv18,36). questo il probabile motivo del cosiddetto "segreto messianico": dai vangeli, soprattutto in quello di Marco, appare come Ges durante il ministero pubblico tentasse di tenere nascosta la sua identit messianica (Mt16,15-20;Mc8,2930;Lc9,20-21) per evitare di essere visto dalla folla entusiasta come un messia liberatore trionfale. Solo quando iniziata la sua passione, quando abbandonato dalla folla e dai discepoli, si riconosce apertamente come il Cristo-Messia (Mc14,61https://it.wikipedia.org/wiki/Ges Pagina 13 di 48

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62). Dai discorsi di Ges, e in particolare dalle cosiddette "parabole del Regno", il Regno appare principalmente come una realt teologica, spirituale, morale, caratterizzata da una condotta di vita centrata sul duplice comandamento dell'amore a Dio e al prossimo (Mt22,35-40;Mc12,28-31). Si tratta di una nuova condizione della persona, che si instaura nella vita degli uomini nella misura in cui essi riconoscono la regalitsignoria-paternit (basilia) di Dio. La morale del Regno predicata da Ges, e centrata sull'amore a Dio e sulla carit, proposta come in continuit con gli insegnamenti della tradizione ebraica dell'Antico Testamento. Tuttavia, in alcuni punti per esempio, il ritornello stato detto... ma io vi dico del discorso della montagna , la predicazione di Ges in contrasto con tali precetti, e con la modalit (da lui giudicata esteriore e formale; Mt23,13-35) con la quale le autorit farisaiche li applicavano e insegnavano ad applicarli. Ges propone una nuova giustizia "pi grande", che non vuole abolire gli insegnamenti precedenti ma portarli a compimento (Mt5,17-20). Quanto al carattere storico del Regno, nei testi evangelici si nota un dualismo apparentemente inconciliabile: alcuni loci (per esempio, Mt12,28;Lc11,20;Lc17,21) lo presentano come gi attuale, presente (escatologia attuale o immanente). Questo ha portato alcuni studiosi moderni a vedere Ges come un riformatore morale che ha cercato, fallendo, di riformare e migliorare la societ del tempo, pur senza pretese propriamente politiche e rivoluzionarie. altri loci (per esempio Mt4,17;Mc1,14-15, e soprattutto il discorso escatologico) lo presentano come non ancora presente, ma futuro (escatologia futura o conseguente). Il Regno futuro tradizionalmente (ma non da Ges) chiamato "paradiso", e la sua instaurazione sar preceduta dal "Giorno del giudizio" (espressione usata esplicitamente in Mt10,15;11,22;11,24;12,36, implicitamente nel discorso escatologico). Questa escatologia futura ha portato alcuni studiosi moderni a vedere Ges come un entusiasta profeta apocalittico che ha annunciato un mondo futuro e migliore. La tradizione cristiana ha ricomposto questa dicotomia individuando nel "gi" l'attivit di Ges proseguita nella Chiesa, e nel "non ancora" il mistero della sua morte e risurrezione che sar pienamente attualizzata con la sua seconda venuta e la
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trasfigurazione del mondo. Modalit di predicazione Le modalit della predicazione di Ges, centrata sull'annuncio del Regno e della condotta di vita ad esso relativa, furono diverse dagli insegnamenti rabbinici del tempo. Ges faceva larghissimo uso di parabole, cio esempi allegorici tratti dalla vita e dalle comuni attivit e situazioni quotidiane, che avevano lo scopo di illustrare concetti teologici o morali non direttamente esperibili. Pur con le debite differenze, per questo metodo didattico Ges accostabile a Platone e ai suoi miti. Queste le principali parabole di Ges: Parabola del banchetto di nozze Parabola del Buon Pastore Parabola del buon samaritano Parabola delle dieci vergini Parabola del fariseo e del pubblicano Parabola del figlio prodigo, o come si preferisce attualmente chiamarla, "del padre misericordioso" Parabola dei lavoratori della vigna Lazzaro e il ricco Epulone Parabola della moneta smarrita Parabola della pecora smarrita Parabola del seminatore Parabola del granello di senape Parabola del servo senza piet Parabola dei talenti Parabola dei vignaioli omicidi Parabola della zizzania Secondo i vangeli, la predicazione era accompagnata da miracoli. Questi possono essere tipologicamente distinti in tre categorie:

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miracoli di guarigione (da febbre, lebbra, emorragia, edema, sordit, cecit, paralisi), esorcismi, risurrezioni. Sono i pi ricorrenti; miracoli sulla natura, che mostrano il dominio diretto di Ges sul creato (pesca miracolosa, moltiplicazione dei pani, tramutazione dell'acqua in vino a Cana, maledizione del fico, tempesta sedata, camminata sull'acqua); epifanie (manifestazioni): la trasfigurazione sul monte e le apparizioni ai discepoli dopo la risurrezione. La maggior parte degli studiosi laici contemporanei, e una parte degli studiosi cristiani, nega valore storico ai miracoli evangelici, considerandoli rappresentazioni simboliche e letterarie distinte dai fatti accaduti e correlate al fine religioso della narrazione. Destinatari La predicazione di Ges si rivolse principalmente agli Ebrei (Mt10,5-6;15,24). Questa preferenza per non esclusiva: sono accennati alcuni viaggi missionari in citt e zone abitate prevalentemente da pagani (Mt8,28;15,21;16,13), e sia prima che dopo la risurrezione Ges invia esplicitamente i suoi discepoli a tutte le nazioni (Mt24,14;28,19). Nel suo ministero Ges valorizz e si rivolse a categorie sociali che erano marginali o disprezzate nella societ ebraica del tempo, suscitando in alcuni di questi casi lo sdegno delle autorit religiose farisaiche (Mt9,11;11,19 e paralleli): bambini (Mt19,14), donne (Lc8,2-3), samaritani (Gv4,40), prostitute (Mt21,31), peccatori (Mt9,10), pubblicani (Lc19,2-5) ovvero ebrei collaborazionisti incaricati dagli occupanti romani per la riscossione delle tasse. Dai vangeli appare come la predicazione e l'operato di Ges riscossero nella societ ebraica del tempo un limitato successo, conseguito peraltro principalmente tra i ceti pi bassi. Sono tuttavia segnalati tra i primi discepoli anche persone ricche e di rango elevato, come per esempio i membri del Sinedrio Nicodemo, Giuseppe di Arimatea e Giovanna moglie di Cusa, amministratore di Erode.

Ultimi giorni di vita


Secondo il racconto dei vangeli, dopo alcuni anni di predicazione, Ges fece il suo ingresso a Gerusalemme per la celebrazione della Pasqua ebraica. Al suo arrivo in
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citt fu accolto da una folla festante che lo acclamava come Messia (Mt21,1-11;Mc11,1-10;Lc19,2944;Gv12,12-15) evento ricordato nella tradizione cristiana la Domenica delle Palme. I sinottici collocano dopo l'ingresso a Gerusalemme la "purificazione del tempio", che Giovanni colloca invece in occasione della prima Pasqua. In prossimit della morte di Ges sia i sinottici (Mt26,26-29;Mc14,22-25;Lc22,15-20) che Giovanni (13,1-11) riportano il racconto di una cena, tradizionalmente chiamata "Ultima Cena". Si notano tuttavia alcune divergenze: per i sinottici corrisponde alla cena della Pasqua ebraica, e fu tenuta la sera precedente il giorno della morte di Ges (15 nisan, Pasqua, venerd), dunque di gioved sera. In essa Ges istituisce il sacramento dell'Eucaristia; per Giovanni si tratta di una cena generica e non pu trattarsi di quella pasquale, in quanto il rito ebraico si sarebbe svolto la sera del giorno corrispondente alla morte di Ges (14 nisan, vigilia di Pasqua, venerd). In essa non vi accenno all'Eucaristia, mentre viene riportato il racconto della lavanda dei piedi, assente nei sinottici. Una possibile armonizzazione che l'Ultima Cena fosse effettivamente una cena pasquale e sia stata tenuta, secondo il calendario esseno, di marted sera. In tal caso i vangeli, che fanno apparire gli eventi successivi (arresto, processo, crocifissione e morte) concentrati tra il gioved sera e il venerd pomeriggio, non rispecchierebbero il reale andamento storico che li vedrebbe distribuiti lungo pi giorni, dal marted sera al venerd pomeriggio.

Processo e morte
Il racconto degli eventi che portarono alla morte di Ges riportato parallelamente dai quattro vangeli, seppure con alcune differenze ed aggiunte proprie. Dopo l'Ultima Cena, tenuta in citt, Ges si rec nel podere chiamato Getsemani sul monte degli Ulivi, poco fuori Gerusalemme , dove sost in preghiera. Qui un gruppo di guardie del tempio (soldati ebrei agli ordini delle autorit sadducee), guidato dall'apostolo traditore Giuda Iscariota, procedette al suo arresto. In seguito,
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Ges fu condotto da Anna, ex sommo sacerdote e suocero del sacerdote in carica Caifa, poi da Caifa, quindi al Sinedrio che ne stabil la condanna a morte per bestemmia, essendosi equiparato a Dio. Al mattino presto avvenne un nuovo incontro col Sinedrio, poi Ges fu condotto dal prefetto romano Pilato per richiederne l'esecuzione; questi lo interrog ma non lo trov colpevole. Pilato lo invi dunque a Erode Antipa, re della Galilea che, dopo averlo schernito, ma non condannato lo risped a Pilato. Questi, nel tentativo di salvarlo, propose al popolo di liberarlo (era infatti uso da parte delle autorit romane rilasciare un prigioniero all'anno, per Pasqua), ma la folla gli prefer il ribelle/assassino Barabba, mentre invoc la crocifissione per Ges. Per paura di un tumulto Pilato si lav le mani, dichiarandosi innocente per l'ingiusta condanna, e acconsent alla richiesta della folla, condannando formalmente a morte Ges per il reato di lesa maest, essendosi dichiarato Re dei Giudei. Quindi Ges fu flagellato; venne poi schernito dai soldati romani, che lo coronarono di spine e lo condussero, assieme ad altri due condannati (tra cui il "buon ladrone"), verso il luogo della condanna, una piccola collina appena fuori le mura, chiamata Golgota-Calvario. Lungo la salita, Ges fu aiutato a portare la croce da un certo Simone di Cirene. Giunti alla meta, Ges fu crocifisso all'ora terza (nove di mattina); mor all'ora nona (tre del pomeriggio). Secondo i vangeli, la sua morte fu accompagnata da eventi straordinari: venne l'oscurit su tutta la terra, vi fu un terremoto e la risurrezione di molti santi. In seguito, Giuseppe di Arimatea chiese a Pilato il corpo di Ges e, dopo averlo avvolto in un lenzuolo (o in teli, secondo Giovanni), lo depose nel suo sepolcro personale, che si trovava presso il Golgota. impossibile stabilire con certezza la data della morte di Ges. I quattro vangeli sono concordi nel collocarla di venerd, ma, mentre per i tre sinottici questo giorno
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coincideva con la Pasqua ebraica (15 nisan), per Giovanni si trattava della vigilia di Pasqua (14 nisan). La cronologia sinottica porta a ipotizzare come data venerd 27 aprile del 31 d.C. (opzione che non gode di largo consenso, ponendo processo ed esecuzione nel giorno festivo di Pasqua), mentre quella giovannea venerd 7 aprile del 30 d.C. o venerd 3 aprile del 33 d.C. La datazione giovannea del 7 aprile 30 compatibile con la probabile datazione dell'inizio del ministero pubblico nel 28 e con l'accenno giovanneo delle tre Pasque.

Risurrezione
I vangeli, immediatamente dopo la descrizione della passione e della morte di Ges, riportano alcuni fatti avvenuti dopo la deposizione del cadavere di Ges: il rinvenimento della tomba vuota e le apparizioni di Ges alle discepole (Maria Maddalena, Maria di Giacomo, Salom), interpretati dai cristiani come segni di una sua risurrezione. La scoperta avvenne all'alba del giorno dopo il sabato (Mc16,2;Lc24,1;Gv20,1), cio domenica anche se l'originale greco di Mt28,1 pu indicare l'inizio della notte tra sabato e domenica. In seguito, sono testimoniate anche delle apparizioni di Ges agli apostoli e 2;At1,3;At3,15;1Cor15,3-8).

ad

altri

discepoli

(Gv21,1-

I Vangeli dicono che, quaranta giorni dopo la risurrezione, Ges ascese al cielo. In altri testi sacri cristiani, come l'Apocalisse di Giovanni, si parla del ritorno di Ges, che le chiese cristiane attendono, definito "seconda venuta" o "parusa" ritorno che dovr coincidere con il giorno del Giudizio e l'inizio di un nuovo cielo e una nuova terra (Ap21,1). La successiva tradizione cristiana ha ritenuto come storico l'evento della risurrezione, riconoscendo questa con professioni di fede e di culto. Quegli studiosi moderni che negano questa interpretazione ritengono che si tratti di una mistificazione degli apostoli, o di una convinzione sorta a seguito di allucinazioni, o della riproposizione nel mondo giudaico di un mito diffuso nella religiosit ellenistica, babilonese e fenicia, relativo ad una divinit che muore e risorge.
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Ges nella storiografia moderna


A partire dal Settecento, con lo svilupparsi del moderno metodo storico-critico, numerosi studiosi hanno cercato di ricostruire e interpretare la figura storica di Ges. possibile distinguere pi fasi. La prima fase (first quest) inizia alla fine del Settecento con Reimarus ed caratterizzata dall'utilizzo delle metodologie dell'epoca per cercare di distinguere elementi storici ed elementi mitologici. Questa fase termina tradizionalmente all'inizio del Novecento con l'opera di Schweitzer, che evidenzia la frammentariet dei risultati conseguiti. Segue quindi una fase di calo di interesse per la ricerca storica su Ges, nella quale viene comunque proposto (Bultmann) di filtrare il linguaggio delle fonti antiche, tenendo conto del contesto del tempo e della natura teologica degli scritti. La ricerca riprende slancio alla met del XX secolo (new quest): si cerca di conciliare le diverse nature di Ges, ma si ancora concentrati sui vangeli canonici. Lo studio sulla figura di Ges si quindi ampliato notevolmente negli ultimi decenni, estendendo la base documentale e considerando anche testi quali i vangeli apocrifi e i manoscritti non biblici di Qumran. Questa nuova fase (third quest) si caratterizza inoltre per l'interesse e l'attenzione posti nell'analisi del contesto storico e sociale del tempo. Allo stato attuale non ci sono dubbi sostanziali sul corso della vita di Ges: quando e dove visse e mor e quale tipo di attivit svolse durante la sua vita pubblica. Rimane fitto invece il dibattito sulla storicit di singole azioni o detti a lui attribuiti, cos come sulle metodologie che possibile applicare per la loro analisi. L'insieme di affermazioni su Ges sulle quali c' generale consenso tra gli studiosi, indipendentemente dal loro credo, comprendono la sua nascita verso il 4 a.C., la sua infanzia a Nazareth, il battesimo a opera di Giovanni il Battista, la costituzione di un gruppo di discepoli, l'insegnamento nei villaggi e nelle campagne della Galilea, la predicazione del Regno di Dio, il viaggio a Gerusalemme culminato con i disordini al
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Tempio, la cena finale con i discepoli, la cattura, l'interrogatorio e la messa a morte da parte di Ponzio Pilato, cui seguono prima una fuga e poi la ricostituzione del gruppo di discepoli, convinti del ritorno di Ges per fondare il Regno.

Ges tra ricerca e divulgazione


La figura di Ges, tradizionalmente oggetto di studi teologici e storici, stata di recente al centro di un nuovo fenomeno culturale, che si concretizzata in un rinnovato interesse da parte del vasto pubblico e nella diffusione di numerosi contributi saggistici, giornalistici e televisivi, nonch di rielaborazioni cinematografiche e romanzesche. emerso, quindi, un forte intento divulgativo, che per stato spesso accompagnato e condizionato dalla ricerca dell'effetto, a scapito del rigore. Nel panorama editoriale sono quindi prevalentemente diffuse pubblicazioni semplificate, come testi a carattere devozionale, da un lato, e libri scandalistici, dall'altro: i risultati della ricerca storica sono invece ancora poco noti all'opinione comune, e questo scollamento pare in aumento. Fatta questa precisazione, comunque possibile individuare con larga approssimazione quattro orientamenti principali, qui elencati progressivamente da una maggiore a una minore pretesa di storicit attribuita alle fonti canoniche: Secondo alcuni autori e confessioni cristiane di stampo fondamentalista (tra le quali i Testimoni di Geova e la cattolica Scuola esegetica di Madrid), i vangeli rappresentano dei fedeli resoconti storici della vita e dell'operato di Ges. Eventuali discordanze interne, tra i racconti evangelici o con fonti storiche non cristiane, a un esame approfondito possono essere spiegate e appianate in vario modo. Secondo la Chiesa cattolica e la maggior parte delle Chiese protestanti, le quali non accettano la completa inerranza biblica, i vangeli non sono vere e proprie biografie di genere storico, ma sono racconti principalmente teologici, fondati comunque su solide basi storiche, redatti dalla Chiesa del I secolo col non secondario intento di dare una risposta alle situazioni problematiche che si
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trovava ad affrontare (di qui il concetto di Sitz im Leben, "situazione di vita"). Secondo molti storici non cristiani, e alcuni teologi e biblisti cristiani, seppure caratterizzati da notevoli differenze nei presupposti e nelle conclusioni della ricerca, le fonti evangeliche non sarebbero totalmente attendibili: Ges stato un predicatore ebreo di grande levatura morale vissuto all'inizio del I secolo, secondo alcuni un Esseno o un Nazireo, che avrebbe terminato in croce la sua esistenza. La comunit dei suoi credenti lo avrebbe poi esaltato, attribuendogli miracoli e prodigi. Per risalire al vero Ges storico occorre pertanto "demitizzare" i vangeli, privandoli delle aggiunte e reinterpretazioni attuate dai suoi fedeli. Secondo alcuni di questi studiosi Ges sarebbe un uomo trasformato in un dio. Altri autori privano infine di qualunque valore storico i vangeli, negando in alcuni casi la stessa esistenza storica di Ges e relegandolo alla sfera del mito. La cosiddetta "corrente mitica" sostiene infatti - all'opposto della corrente storica che Ges sarebbe un dio trasformato in un uomo: leggende e miti preesistenti all'anno zero sarebbero stati applicati ad un predicatore ebreo in realt mai esistito.

Ges nel Cristianesimo


Cristologia
La cristologia quella parte della teologia cristiana che definisce e studia razionalmente, sulla base della rivelazione, la figura di Ges Cristo. Quattro sono i temi principali, strettamente legati tra loro, sui quali si soffermata nella tradizione cristiana la riflessione cristologica: il ruolo della morte e risurrezione di Ges nella redenzione e salvezza del genere umano (cristologia soteriologica). La riflessione in tal senso gi presente nei testi neotestamentari soprattutto nella Lettera agli Ebrei e nelle Lettere paoline. Due sono in particolare gli aspetti soteriologici del mistero pasquale:
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la morte di Ges, che contemporaneamente vittima e sacerdote, costituisce il compimento e il superamento dei sacrifici dell'Antico Testamento, che non sono pi necessari per l'espiazione del peccato (Ebrei 9,14;10,5-10). Grazie a questo sacrificio "tutti" hanno ottenuto la giustificazione (Romani 5,19), cio il ristabilimento dell'originale stato di grazia tra Dio e gli uomini, che si era corrotto in conseguenza del peccato originale; la risurrezione di Ges, oltre a compartecipare con la morte al processo di giustificazione (Romani 4,25;6,4), permette all'umanit riscattata di poter ricevere la cosiddetta adozione filiale cio di partecipare alla vita di natura divina propria del Figlio nella risurrezione futura (1 Corinzi 15,2022); il rapporto tra la natura umana e divina in Ges (cristologia antropologica). Il Nuovo Testamento attribuisce a Ges sia la natura umana secondo la quale Ges, come tutti gli uomini, nato, ha patito ed morto , sia quella divina, secondo la quale Ges-Logos esiste fin dall'eternit (Gv1,1;8,58;17,5), stato la causa della creazione dell'universo (Gv1,3) ed esister per l'eternit (Apocalisse 22,13). Non sono per fornite indicazioni sul modo nel quale queste nature, di per s inconciliabili, coesistano nella persona di Ges. Il problema stato vivacemente e ampiamente dibattuto nei primi secoli della cristianit in particolare durante i concili ecumenici, in risposta alle varie dottrine cristologiche; in che modo la natura divina di Ges si relaziona con quella del Padre e dello Spirito Santo (cristologia trinitaria). Anche in questo caso il Nuovo Testamento accenna fugacemente alla "Trinit" in alcuni passi (Mt28,19; 1 Corinzi 12,3; 2 Corinzi 13,13),[senza fonte] ma solo nei successivi concili ecumenici verr chiarito il legame tra le tre persone divine; in epoca moderna, con lo svilupparsi del metodo storico-critico applicato ai libri del Nuovo Testamento, si sviluppato il binomio "cristologia esplicita" (cosa i testi dicono di lui, il Cristo della fede) e "cristologia implicita" (come era realmente Ges e cosa ha detto di s, il Ges della storia). Obiettivo della cristologia implicita risalire al reale Ges storico, privato delle successive interpretazioni della tradizione cristiana.

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Dispute cristologiche
Come accennato, il Nuovo Testamento lascia largo spazio alla libera riflessione cristologia e trinitaria. Durante i primi secoli della cristianit furono elaborate molte teorie teologiche giudicate eretiche dai primi concili ecumenici. spesso difficile conoscere il reale contenuto di queste dottrine: le informazioni pervenuteci provengono infatti perlopi da autori cristiani, e dunque la nostra conoscenza soltanto indiretta. Ebionismo. Il movimento giudeo-cristiano degli Ebioniti (II secolo) considerava Ges come un grande profeta, al pari di Mos, ma soltanto un uomo: di grande virt, ma privo della natura divina. Docetismo. Sostenuto da autori gnostici tra il I-IV secolo. Ges un eone di natura divina, e l'elemento umano solo apparente in particolare per quanto riguarda la passione (una corrente minoritaria sostiene che non fu Ges a patire e morire in croce, ma Simone di Cirene). Cenni antidoceti indicanti la realt del Logos-Ges sono presenti gi nel Nuovo Testamento (1 Giovanni 1,1-3). Adozionismo. Sostenuto da vari autori come l'ebionita Cerinto (fine I inizio II secolo), Paolo di Samosata (ca. 200 ca. 275) e altri. Ges un semplice uomo, che, per la sua notevole virt, stato adottato da Dio il quale lo ha investito della natura divina al momento del battesimo. L'adozionismo confluito in una corrente del modalismo, il cosiddetto modalismo dinamico. Modalismo, detto anche Monarchismo, Sabellianesimo (Sabellismo) o Patripassianesimo. Sostenuto da Sabellio (inizio del III secolo). Il Figlio, al pari del Padre e dello Spirito Santo, non una vera e propria persona, ma un modomanifestazione dell'unica sostanza-principio (arch) divina. In tal modo in croce ha patito anche il Padre (e lo Spirito Santo). Arianesimo. Elaborato da Ario (256-336). Il Logos-Ges divino, ma stato creato dal Padre (la formula attribuitagli dagli avversari : C'era un tempo in cui il Figlio non era). Il Figlio dunque non della stessa sostanza del Padre, ma rappresenta una sorta di semi-divinit a lui subordinata (subordinazionismo). L'arianesimo diede origine ad alcuni movimenti, detti "neo-ariani": Anomeismo. Sostenuto da Ezio ( 367). Il Figlio, creato dal Padre, non consustanziale al Padre, ed diverso da lui (anmoios = non omoios = non
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simile). Omoiusiani. Sostenitori di Basilio di Ancira (attivo tra il 336 e il 360). Il Figlio, creato dal Padre, di sostanza distinta ma simile (omoisios) al Padre. Nei fatti, questa definizione differisce da quella ufficiale elaborata dal concilio di Nicea (omousa, "consustanzialit") solo per una iota. Omeismo. Sostenuto da Acacio di Cesarea ( 366). Come la corrente precedente, indica il Figlio come creato e simile (omios) al Padre, lasciando per indefinito il rapporto circa la sostanza. Apollinarismo. Elaborato da Apollinare di Laodicea (310-390 circa) sulla base dell'antropologia aristotelica. In Ges c' la sola natura umana, ma in modo incompleto: l'anima vegetativa e animale sono umane, mentre l'anima razionale costituita dal logos divino. Nestorianesimo, o duofisismo (dal greco antico *F7, dys, 'due', e JF=)7, physis, 'natura') estremo. Elaborato da Nestorio (381-451 circa). In Ges ci sono due nature e due persone, connesse attraverso un'unione puramente morale. Monofisismo. Elaborato da Eutiche (378-454 circa). In Ges esisteva una sola natura (mne phsis), quella divina, che ha assorbito la natura umana. Monotelismo, o monoteletismo. Elaborato dal patriarca Sergio I di Costantinopoli (565-638 circa). Nella persona di Ges ci sono le due nature, umana e divina, ma una sola volont, quella divina.

Concili ecumenici
La chiesa cattolica, gi prima del Grande Scisma, ha elaborato un insieme di dottrine e dogmi definiti come cristologia, durante i primi sette concili ecumenici, in base ai quali altre correnti di pensiero o altre interpretazioni delle scritture sono state definite "eresie".

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I. Primo concilio di Nicea (325). Nel cosiddetto Simbolo Niceno (o "Credo breve") il Figlio definito consustanziale (omosion) al Padre, cio della stessa sostanza del Padre, con un'implicita condanna della dottrina di Ario. II. Primo concilio di Costantinopoli (381). Ribadisce il concilio di Nicea formulando il Simbolo NicenoCostantinopolitano ("Credo lungo"), ampliamento del precedente. III. Concilio di Efeso (431). Stabilisce che Maria Madre di Dio (K4$#D'$7, Theotkos) e che in Cristo sono unite la natura umana e divina in una sola persona, condannando implicitamente il difisismo di Nestorio, l'adozionismo e il docetismo. IV. Concilio di Calcedonia (451). Stabilisce che nell'unica persona-ipostasi (sostanza) di Ges vi sono le due nature, umana e divina, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili, con una condanna implicita, dunque, del monofisismo di Eutiche. V. Secondo concilio di Costantinopoli (553). Riafferma le dottrine cristologiche stabilite nei precedenti concili, condannando esplicitamente diversi autori, tra cui Apollinare, Nestorio, Eutiche. VI. Terzo concilio di Costantinopoli (680-681). Stabilisce che in Ges vi sono sia la volont umana che quella divina non in contrasto tra di loro, in quanto la prima segue la seconda , e condanna esplicitamente il monotelismo di Sergio. VII. Secondo concilio di Nicea (787). Stabilisce che chi venera un'immagine sacra venera chi in essa riprodotto, condannando quindi l'iconoclastia.

Chiese cristiane conciliari


Al giorno d'oggi, i seguaci del messaggio di Ges (cristiani) sono circa 2,1 miliardi, cio poco meno di un terzo degli abitanti del mondo. I cristiani sono suddivisi in molte chiese, confessioni o denominazioni che possono essere distinte in riferimento all'effettivo riconoscimento dei vari concili ecumenici.
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Le decisioni dei primi sette concili ecumenici sono adottate dalle maggiori confessioni cristiane, che condividono dunque la stessa cristologia: cattolici, ortodossi, protestanti, anglicani. Le diversit tra queste chiese riguardano prevalentemenete questioni ecclesiologiche. Alcune chiese di tradizione monofisita riconoscono solo i primi tre concili rigettando dunque il concilio di Calcedonia e i seguenti: si tratta dei cristiani copti, siriaci e armeni. Secondo queste confessioni, in Ges presente la sola natura divina, la quale ha assorbito quella umana. Alcune chiese di tradizione nestoriana riconoscono solo i primi due concili rifiutando il concilio di Efeso e i seguenti: si tratta dei cosiddetti cristiani assiri. A loro detta, in Ges ci sono due nature e due persone, connesse da un'unione puramente morale.

Chiese cristiane non conciliari


Altre chiese cristiane non si riconoscono nella tradizione storica e teologica propria del Cristianesimo tradizionale, basato sulle decisioni dei primi concili ecumenici. Principalmente esse rigettano le definizioni sull'unicit di Dio e la natura divina di Ges riportate nel Credo del concilio di Nicea. Secondo i Testimoni di Geova, Ges non Dio e non esiste dall'eternit, ma rappresenta il principio della creazione di Dio-Geova, ed pertanto chiamato dalla Bibbia Figlio Unigenito. Per mezzo di lui sono state create tutte le cose; nacque verginalmente da Maria, era il Messia preannunciato, ha predicato e compiuto miracoli, morto su un palo di tortura (non una croce) in sacrificio di riscatto, per redimere l'umanit dal peccato di Adamo; risorto, e torner alla fine dei tempi per instaurare un regno di pace. Coincide con l'arcangelo Michele descritto nel Libro dell'Apocalisse-Rivelazione. Secondo la Chiesa di Ges Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), Ges il Cristo, il Redentore, il Figlio di Dio e l'Iddio Eterno. Inoltre, Ges considerato il Geova dell'Antico Testamento, e dunque il Creatore del mondo. Per i mormoni, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono un solo Dio, in quanto uniti e in armonia nei proposti e nella dottrina, bench siano personaggi separati e distinti infatti, il Padre e il Figlio sono esseri spirituali con corpi tangibili di carne e ossa, mentre lo Spirito Santo una persona di solo spirito. In base al
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racconto del Libro di Mormon testo considerato sacro dai mormoni al pari della Bibbia , Ges, dopo essere risorto a Gerusalemme, apparve e impart i suoi insegnamenti ad un popolo che abitava il continente americano, discendente da famiglie del lignaggio di Israele. Secondo una tradizionale interpretazione di Dottrina e Alleanze 20,1, altro testo sacro per i mormoni, si ritiene che Ges sia nato il 6 aprile dell'1 a.C. Secondo la Chiesa dell'Unificazione del reverendo Sun Myung Moon, Ges non Dio, ma soltanto un uomo. Non nato verginalmente, ma era figlio illegittimo di Maria e Zaccaria. La sua predicazione si rivel fallimentare, principalmente a causa del mancato supporto di Giovanni Battista. La morte in croce di Ges non ha significato salvifico, mentre la sua risurrezione non stata corporale: si trattato soltanto di un suo "ritorno" in forma spirituale. Il reverendo Moon si definisce terzo Adamo e incarnazione dello stesso Ges Cristo.

Liturgia
Tutta la liturgia cristiana costruita intorno alla figura di Ges. I riti principali sono i sacramenti (sette nella tradizione cattolica e ortodossa, di numero variabile a seconda delle varie chiese protestanti), che sono considerati basati sul comando e l'esempio di Ges. Il principale sacramento l'Eucaristia (traslitterazione del termine greco 4LE(C)=#+(, eucharista, "rendimento di grazie"), che secondo il racconto dei vangeli Ges istitu nel corso dell'Ultima Cena. Tra le varie chiese cristiane vi sono notevoli differenze circa il significato da attribuirsi all'Eucaristia: per la Chiesa cattolica e quella ortodossa, durante l'Eucaristia celebrata nel pi ampio rito della Messa ("Divina Liturgia" nella dicitura ortodossa) avviene il miracolo della transustanziazione: la sostanza del pane e del vino muta in quella del corpo e sangue di Ges (presenza reale), rimanendo per inalterati gli accidenti (forma, colore, sapore...). La tradizione cattolica riconosce che, nel caso dei cosiddetti miracoli eucaristici, tale mutazione riguarda anche gli accidenti;
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per le chiese protestanti di tradizione luterana, durante l'Eucaristia celebrata durante il rito della "Cena del Signore" avviene l'unione sacramentale: alle sostanze del pane e del vino si affiancano quelle del corpo e sangue di Ges; per le chiese protestanti di tradizione calvinista, l'Eucaristia rappresenta invece una semplice commemorazione, o ricordo, dell'Ultima Cena e del sacrificio in croce di Ges, in cui la presenza di Cristo soltanto pneumatica, ovvero spirituale. L'anno liturgico il ciclo temporale, della durata di un anno, in cui sono scandite le celebrazioni relative ai principali avvenimenti della vita di Ges per esempio il Natale (nascita), l'Epifania (visita dei Magi), la Pasqua (risurrezione). Le preghiere usate nella liturgia si basano sui testi della Bibbia. La preghiera della Chiesa per eccellenza il Padre Nostro, insegnato dallo stesso Ges agli apostoli in Mt6,9-13. Le varie chiese hanno poi sviluppato riti e preghiere proprie per esempio, nella tradizione cattolica sono importanti il Rosario (nei cui 20 misteri sono ricordati i principali eventi della vita di Ges e di sua madre) e la Via Crucis (che ripercorre in 14 stazioni gli eventi della passione e morte di Cristo).

Reliquie
Secondo le tradizioni cattolica ed ortodossa, non accettate dai protestanti, esistono numerose reliquie attribuibili a Ges. probabile che molte (se non tutte) delle reliquie di Ges siano falsi medievali. In epoca contemporanea, la pi nota, studiata e discussa reliquia attribuita a Ges la Sindone (=)"*I", sindn, significa "lenzuolo" in greco), attualmente conservata a Torino e di possesso personale del Papa. Secondo la tradizione, il lenzuolo nel quale stato avvolto il corpo di Ges nel sepolcro. Il tessuto di lino e misura 442 x 113 cm. Presenta la doppia immagine (frontale e dorsale) di un uomo con barba, baffi e capelli lunghi, recante sul corpo i
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segni corrispondenti alla descrizione della passione: flagellazione, coronazione di spine, mani e piedi trapassati da chiodi, ferita di lancia nel costato. L'immagine non dipinta, ma deriva da un graduale ingiallimento della fibra tessile come se si trattasse dell'impressione negativa di una pellicola fotografica. In corrispondenza delle ferite pi profonde sono presenti tracce di sangue di tipo AB. La storia della Sindone documentata con certezza solo a partire dal 1353 anno in cui il cavaliere francese Goffredo di Charny, che aveva combattuto in Medio Oriente, ne dichiar il possesso. La Chiesa non si mai ufficialmente pronunciata circa l'autenticit della Sindone, ma ne permette comunque la venerazione. In epoca contemporanea, stata oggetto di numerosissimi studi scientifici. Ha destato grande eco l'esame del carbonio 14 realizzato nel 1988 secondo il quale andrebbe datata, con certezza al 95%, tra il 1260 e 1390, e si tratterebbe quindi di un falso medievale. I sostenitori dell'autenticit della Sindone fanno per notare come il reperto sia stato sicuramente contaminato in vario modo lungo i secoli (funghi, batteri, manipolazione non protetta, incendio; fu anche bollita nell'olio), lasciando ipotizzare una possibile alterazione del risultato dell'esame. Inoltre sostengono anche che se si trattasse di un falso medievale, non sarebbe comunque chiaro il metodo usato dal falsario per "impressionare" il tessuto. Un'altra reliquia attribuita a Ges, meno nota e studiata della Sindone, il Sudario di Oviedo un panno di lino che sarebbe stato usato per pulire il volto di Ges durante la deposizione, prima che venisse avvolto dalla Sindone. Contiene macchie indistinte di sangue di tipo AB. L'esame al carbonio 14 lo ha datato al VII secolo. Le altre reliquie attribuite a Ges sono i presunti resti del corpo di Ges (tra cui varie tracce di sangue, una costola, i resti della circoncisione del prepuzio), ed oggetti con cui egli sarebbe entrato a contatto, come strumenti della Passione (la croce, i chiodi, la corona di spine, la lancia, il Titulus crucis, o nella tradizione medievale il Santo Graal).

Ges in altre tradizioni religiose


Ebraismo
L'Ebraismo non riconosce Ges come il Messia atteso, n tantomeno gli attribuisce natura divina, caratteristiche non sono state considerate estranee alla tradizione ed alla religione monoteistica ebraica. Mos Maimonide, rabbino del XII secolo e fondamentale teologo ebraico, lo chiama Ges il Nazareno, e lo considera alla
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stregua di un rabb itinerante al quale la successiva tradizione cristiana, mentendo, ha attribuito miracoli, e del quale ha falsamente proclamato la resurrezione. Circa il processo di Ges che ne decret la morte, secondo la Jewish Encyclopedia (1901-1906) la responsabilit fu della "arrogante" gerarchia sadducea. Questa ne decret la morte consegnandolo a Pilato, ma non istitu un vero e proprio processo sinedrita (che avrebbe coinvolto anche l'ebraismo farisaico, sul quale si basa l'ebraismo contemporaneo). Il principale motivo della condanna non deriv da questioni teologiche relative alla divinit o messianicit di Ges ma dalla reazione all'episodio della cosiddetta Purificazione del Tempio da lui compiuto. Gli aderenti al Giudaismo messianico, una corrente minoritaria particolarmente diffusa negli Stati Uniti e considerata eterodossa dal resto dell'Ebraismo, riconoscono la natura messianica di Ges, i suoi miracoli e la sua risurrezione, pur non attribuendogli natura divina.

Religioni classiche
La figura di Ges e il suo insegnamento vengono investigati dai teologi e filosofi del cosiddetto paganesimo solo a partire dal III secolo. Al riguardo, tuttavia, disponiamo di poche fonti, per lo pi mediate dalle opere dei Padri della Chiesa del IV secolo. Il principale testo di riferimento certamente la Filosofia desunta dagli oracoli, opera perduta del filosofo pagano Porfirio (203-305). In quest'opera, Porfirio, come riporta Sant'Agostino, afferma:
Certamente al di l di ogni aspettativa pu sembrare quel che sto per dire. Gli di hanno considerato il Cristo molto devoto e hanno ricordato che stato reso immortale anche per la sua predicazione. Gli di dicono che i cristiani al contrario sono corrotti, depravati, avviluppati nell'errore e proferiscono molti oltraggi contro di loro. (Agostino, De Civitate Dei, XIX, 23)

Aggiunge poi altri brani come responsi degli di che oltraggiano i cristiani; quindi afferma:
A coloro che chiedevano se Cristo Dio, Ecate rispose: "Tu sai come l'anima umana dopo il corpo si perfeziona, ma separata dalla sapienza sempre in errore. Quell'anima di un uomo insigne; essi lo adorano perch la verit non in loro". (Agostino, Op. cit.)

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Dunque Ecate ha detto che era un uomo molto devoto e che la sua anima, come quella degli altri uomini devoti dopo la morte, fu stimata degna dell'immortalit e perci i cristiani, che sono insipienti, lo adorano. E aggiunge:
A coloro che interrogavano: "Ma perch dunque stato condannato?", la Dea diede questo responso: "Il corpo sempre soggetto a tormenti che lo spossano; invece l'anima degli uomini devoti ha la propria dimora nella casa del cielo. Per quell'anima diede per fatalit ad altre anime d'impigliarsi nell'errore e ad esse il destino non concesse di ottenere i doni degli di n di avere il riconoscimento di Giove l'immortale. Sono perci detestati dagli di perch, sebbene ad essi per destino non fu dato di conoscere il Dio n di ricevere doni dagli di, Cristo stato l'occasione fatale di d'impigliarsi nell'errore. Egli, essendo devoto, come tutti i devoti, ebbe dimora in cielo. Quindi non lo oltraggerai ma avrai piet della pazzia degli uomini, per i quali egli facilmente un pericolo estremo". (Agostino, Op. cit.)

Quindi, secondo questa testimonianza pagana, Ges era un uomo saggio e pio, degno dell'immortalit insieme a Pitagora ed Eracle, ma i suoi seguaci, i cristiani, ebbero il grave torto di trasformarlo in un dio e quindi di adorarlo, rinnegando, cos, l'essenza di Dio. I cristiani dovrebbero dunque limitarsi ad adorare Dio senza credere in Ges come Dio. La posizione di queste opere pagane il rifiuto di Cristo come Dio ma il rispetto di Cristo come maestro e santo verr poi ripresa da alcune correnti cristiane del IV secolo dette adozioniste, giudicate eretiche dalle Chiese cristiane conciliari.

Islam
Sulla base del Corano, i seguaci dell'Islam onorano la figura di Ges (!"#$, s in arabo). L'Islam crede nel suo concepimento virginale da Maria definita appunto alBatl, "la Vergine" (III,47; XIX,20; XXI,91; LXVI,12). Ges un grande profeta di Dio (%&'( !!"", rasl Allh, IV,157; LXI,6; VI,85), ma di natura umana, e non divina (IV,171; V,75). Ha compiuto miracoli col permesso di Allah (V,110): cosa che non fu concessa neanche a Maometto, se si eccettua la sua perfetta fedelt alla lettera del Messaggio divino, nel momento in cui egli lo riproponeva agli uomini. Non fu Ges a essere crocifisso e morire in croce (qualcuno fu reso ai loro occhi simile a Lui, IV,157).
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Ascese al Cielo (III,55), senza dunque risorgere (Iddio lo innalz a S, IV,158). In base al versetto Egli non che un Presagio per l'Ora (XLIII,61), Ges sarebbe destinato a tornare nel mondo, come Mahdi, prima del giorno del Giudizio, apparendo all'altezza del minareto cosiddetto "di s" nella Moschea degli Omayyadi di Damasco. Il suo fine di combattere e sconfiggere il Dajjal sar coronato da successo ed egli potr avviare quindi un quarantennio di perfetta vita islamica sulla Terra, prima di morire, infine, di morte naturale ed essere sepolto a Medina, risorgendo subito dopo, nell'apocalittico Yawm al-dn per il definitivo giudizio divino. La necessit della sua morte sembra d'altronde coerente con l'assioma per cui a nessun uomo concessa l'immortalit, tanto che anche Maometto dovette morire nel 632. Alcuni commentatori del Corano (tra cui Zamakhshar e Baydw) sostengono che uno degli apostoli (magari Pietro) si sia offerto come "sostituto" per il maestro, nella speranza di ottenere il paradiso come ricompensa. Tra le altre ipotesi avanzate circa l'identit del sostituto: Simone di Cirene, Giuda Iscariota, Satana, un soldato romano di nome Titanus, o un altro sconosciuto. Il movimento della Ahmadiyya di Qdyn e di Lahore, in India di origine islamica, ma considerato dai sunniti e dagli sciiti come eretico afferma che Ges non sarebbe morto in croce: a loro detta, dalla Palestina fugg in India, dove visse ancora per molti anni, fino a morire di vecchiaia a Srinagar, nel Kashmir: qui, in effetti, si trova un monumento tradizionalmente indicato come la tomba di s.

Buddhismo
Data la precedenza cronologica, sia nell'insegnamento di Buddha (VI-V secolo a.C.), sia nei testi sacri buddhisti, i Tripitaka (la cui prima redazione scritta risale al I secolo a.C.) non vi possono essere riferimenti alla figura di Ges. Tuttavia nella sezione Wijiob ( , T.D. 2139) del Canone buddhista cinese sono raccolti dei testi, databili ai primi secoli della nostra Era, della Chiesa nestoriana. Non ancora dato di sapere il loro contenuto in quanto questi scritti non sono mai stati tradotti in lingua occidentale, n in un'edizione critica in lingua cinese o giapponese. L'incontro tra buddhisti e cristiani, quindi l'incontro dei buddhisti con la figura di Ges, avvenne certamente gi nel IV secolo quando attestata la compresenza pacifica di monasteri buddhisti e cristiani nell'area di Merv (nell'attuale Turkmenistan). Coesistenza finita drammaticamente nel VI secolo al sopraggiungere di truppe persiane di fede mazdeista che distrussero i conventi di ambedue le religioni. Oggi, alcuni buddhisti
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tra i quali l'attuale Dalai Lama, Tenzin Gyatso considerano Ges come un bodhisattva (= "illuminato") che ha dedicato la sua vita al bene dell'umanit, caratterizzando la sua predicazione con valori tipici del Buddhismo, quali pazienza, tolleranza, compassione. Tuttavia, Ges non viene considerato manifestazione di un dio creatore, fonte unica e ultima di salvezza.

Induismo
Non esistendo nell'Induismo una struttura unitaria e centralizzata, i movimenti religiosi di tale matrice hanno posizioni variegate riguardo alla figura di Ges. Il guru Ramakrishna (1836-1886) credeva che Ges fosse un'incarnazione di Dio come anche Buddha e Krishna. Il guru Paramahansa Yogananda (1893-1952) riteneva Ges la reincarnazione di Eliseo, e sosteneva fosse discepolo di Giovanni Battista il quale era una reincarnazione di Elia. Del Mahatma Gandhi celebre l'aforisma:
(EN) I like your Christ, I do not like your Christians. Your Christians are so unlike your Christ. (Mohandas Karamchand Gandhi[153]) (IT) Mi piace il vostro Cristo, non mi piacciono i vostri cristiani. I vostri cristiani sono cos diversi dal vostro Cristo.

Bahaismo
La fede Bah' considera Ges una manifestazione dell'unico Dio al pari di Maometto, Buddha, Krishna, Zoroastro e dei messaggeri delle altre grandi religioni. Ges sia umano che divino; tuttavia, non possibile che sia presente nella sua persona la pienezza di Dio, in quanto egli assolutamente trascendente. Ges il Messia preannunciato dall'Antico Testamento; Figlio di Dio in senso spirituale, ma non biologico. Bahaullah, il fondatore del Bahaismo, rappresenta il ritorno di Ges.

Ges nell'arte
La persona di Ges e gli eventi a lui relativi narrati nel Nuovo Testamento hanno ispirato innumerevoli opere artistiche e culturali nei successivi due millenni. Si tratta soprattutto di pitture, mosaici, statue, melodie e canti ad uso della devozione cristiana; in epoca contemporanea, si sono aggiunti anche romanzi, film, opere teatrali.
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Le raffigurazioni pittoriche di Ges e dei santi, attestate sin dai primi secoli dell'era cristiana, marcano un deciso distacco dalla religiosit ebraica, che avversava profondamente qualunque riproduzione di esseri viventi, e vietava categoricamente la raffigurazione di Dio. I vangeli non forniscono una descrizione fisica di Ges. Nei primi secoli del Cristianesimo non si hanno sue rappresentazioni dirette, ma piuttosto simboli o immagini allegoriche come il pesce, il Buon Pastore, il Crismon-Labarum, il Sator. Non sono attestate rappresentazioni antiche della crocifissione che per la cultura grecoromana rappresentava la pena pi ignominiosa (fa eccezione il cosiddetto Graffito di Alessameno, probabile "vignetta" anticristiana). Nel periodo tardo antico, con la secolarizzazione del culto cristiano e il distacco definitivo dalla tradizione ebraica, si diffondono rappresentazioni dirette di Ges. Il suo volto viene inizialmente raffigurato come quello di un giovane imberbe e con i capelli corti tale modello rimarr in uso fino al VI secolo, con una successiva ripresa in et carolingia. Dal IV secolo appare il Ges barbuto, con i capelli lunghi, che diventato la raffigurazione tradizionale del Cristo. Il cambiamento fu probabilmente influenzato in Oriente dal Mandylion e in Occidente, successivamente, dalla Sindone che peraltro i sindonologi ipotizzano coincidente con lo stesso Mandylion. Per secoli l'iconografia ha privilegiato l'aspetto maestoso e glorioso di Ges risorto, rappresentato dal modello del Pantocratore (= "onnipotente"). A partire dal Medioevo, in concomitanza con la predicazione di Francesco d'Assisi, si afferma definitivamente in Occidente la raffigurazione della crocifissione, che si affianca a quella di Ges risorto. Nel Rinascimento la figura di Ges si laicizza, e diventa il prototipo dell'uomo perfetto. Tale visione avr il suo massimo esponente in Michelangelo, che nel Giudizio universale recupera l'immagine paleocristiana del Cristo imberbe.

Note
1. ^
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entoln kainn didmi umin ina agapate alllous kaths gapsa umas ina kai umeis agapate alllous

2. ^ Betlemme secondo i vangeli, la tradizione cristiana e alcuni studiosi moderni, Nazaret secondo alcuni studiosi odierni (vedi in merito Luogo di origine di Ges). 3. ^ Con maggiore consenso tra gli studiosi, tra il 7 e il 6 a.C. (vedi in merito Data di nascita di Ges). 4. ^ Con maggiore consenso tra gli studiosi, venerd 7 aprile 30 d.C. (vedi in merito Data della morte di Ges). 5. ^ Cfr., tra le altre, Encyclopedia of Religion, vol. 7. MacMillan, New York 2005, p. 4843. 6. ^ Va precisato, tuttavia, che non tutte le correnti cristiane ritengono l'umanit di Ges reale. Cos la Chiesa copta ortodossa ritiene la sua umanit solo apparente. Altre correnti cristiane invece, come gli Ebioniti, hanno negato la divinit di Ges considerandolo solo un uomo dotato di carismi divini; altre ancora lo hanno considerato alla stregua di un angelo o di Pnuma e, infine, come energia quasi personalizzata del Dio biblico (Cristo come Sapienza e Lgos di Dio), artefice della creazione e quindi come entit divina egli stesso, partecipe del Padre ma da lui personalmente distinto: cfr. a tal proposito Manlio Simonetti. Cristologia in Dizionario delle religioni, Torino, Einaudi, 1993, pag. 173. 7. ^ Probabilmente i tre anni dal 28 al 30 d.C. (vedi in merito Data della morte di Ges). 8. ^ Fanno eccezione un soggiorno lungo la costa fenicia, fra Tiro e Sidone, e nella Decapoli; cfr. Mc 7,24.31; Mt 15,21 9. ^
(EN) The most important sources for Jesus are found in the New TestamentPaul and the synoptics and their sources, including Q, the hypothetical sayings source used by Matthew and Luke. The Gospel of John is of less help, as are the various apocryphal gospels, although the Gospel of Thomas seems to contain some early and independent sayings of Jesus. Non-Christian sourcesthe Jewish historian Josephus, the Babylonian Talmud, the Roman historians Tacitus and Suetonius, and othersdo little more than confirm Jesus' existence and his crucifixion under Pontius Pilate. Scholars
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(IT) Le fonti pi importanti per [ricostruire la figura storica di] Ges sono presenti nel Nuovo Testamento - [le lettere di] Paolo, i [vangeli] sinottici e le loro fonti, inclusa la fonte Q, un'ipotetica raccolta di detti utilizzata da Matteo e Luca. Il Vangelo di Giovanni di minore aiuto, cos come i vari vangeli apocrifi, sebbene il Vangelo di Tommaso sembri contenere alcune pericopi iniziali ed indipendenti di Ges. Le fonti non cristiane lo storico ebraico Giuseppe, il Talmud babilonese, gli storici romani Tacito e Svetonio, ed altri - fanno poco pi che confermare l'esistenza e la crocifissione di Ges sotto Ponzio Pilato. Gli studiosi sono in disaccordo sull'affidabilit delle fonti ancora esistenti e
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disagree on the reliability of the extant non concordano di conseguenza su quanto si sources and so they do not concur on how possa sapere riguardo alla figura storica di much we can know about the historical Ges. Discussioni sui metodi non hanno Jesus. Discussions of method have led to condotto al [raggiungimento del] consenso. no consensus. Many attempt to Numerosi studiosi tentano di ricostruire [la reconstruct Jesus by passing individual figura storica di] Ges attraverso unit units through various criteria of individuali e vari criteri di autenticit. Tali authenticity. Such criteria are not criteri non sono particolarmente affidabili. particularly reliable. It seems safer to base Sembra pi sicuro basare le proprie one's major conclusions upon the larger conclusioni principali sugli schemi e sui temi patterns and themes that run throughout pi ricorrenti nelle varie fonti. the various sources. It is probably in such probabilmente in tali schemi e in tali temi che patterns and themes, if anywhere, that the il Ges storico stato ricordato, se il suo Jesus of history has been remembered. ricordo stato tramandato. (Dale C. Allison Jr., Jesus, in Encyclopedia of Religion, New York, MacMillan, 2005, vol. 7, p. 4848)

10. ^ Cfr. in tal senso J.H. Charlesworth, Jesus and Archaeology, 2006, e J.H. Charlesworth, Jesus within Judaism: New Light from Exciting Archaeological Discoveries, ABRL 1, New York-London 1988. 11. ^ Il primo studioso ad offrire un approccio critico sul tema fu il deista e illuminista tedesco Hermann Samuel Reimarus (1694-1768) che, nel 1754 nel suo saggio Abhandlungen von den vornehmsten Wahrheiten der natrlichen Religion, volle confutare la sussistenza dei miracoli nell'Antico e nel Nuovo Testamento. 12. ^
From early times, Christians worshiped Jesus. Johns gospel already speaks of him as divine (1:14), and the dominant Christian tradition makes Jesus deity an article of faith. So just as human beings always make gods in their own image, so too have Christians done with Jesus. (Dale C. Allison. Jesus in Encyclopedia of Religion, vol.7. New York, Macmillan, 2005, p.4843)

13. ^ Cfr. Ahmad V. Abd al Waliyy, Islam. L'altra civilt, Mondadori, 2001, pp. 280281 14. ^ Ad esempio quei movimenti che vanno sotto la denominazione di Jesus Movement sorti negli Stati Uniti a partire dagli anni sessanta. Cfr. David Di Sabatino. The Jesus People Movement: An Annotated Bibliography and General Resource. Westport, Conn., 1999. E anche Ronald Enroth, Edward Ericson e C. Breckinridge Peters. The Jesus People: Old Time Religion in an Age of Aquarius. Grand Rapids, Mich., 1972. 15. ^ Molto controversa invece l'attribuzione del papiro 7Q5, ritrovato a Qumran, che risale almeno al 50 d.C.: secondo alcuni studiosi, conterrebbe Marco 6,52-53; ma la necessit di giustificare molte incongruenze col testo trdito spinge molti altri papirologi a negargli tale attribuzione che, se confermata, dovrebbe arretrare di qualche decennio la presunta data di composizione del Vangelo di Marco.
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16. ^ Vedi Bibbia TOB, pp. 2919-2920. 17. ^ La datazione al I secolo proposta dalla maggior parte degli studiosi. Vedi p.es. Bibbia TOB (1975-1976): Matteo 80-90 d.C. (p. 2175); Marco 65-70 (p. 2261); Luca 80-90 (p. 2317); Giovanni fine I secolo (p. 2414). Cos anche Augias-Pesce, op. cit., pp. 15-16. Alcuni autori hanno suggerito datazioni pi avanzate: i vangeli avrebbero raggiunto la loro forma definitiva, sempre a seguito di diverse redazioni, solo intorno alla met del II secolo(Vedi Alfred Loisy, Le origini del Cristianesimo, 1964, p. 55-59;161. Anche Donini (op. cit.) ipotizza una datazione tra il 70 e la met del II secolo.) 18. ^ Cfr. Moraldi, op. cit., p. 31: circa gli apocrifi, il valore storico diretto [relativo cio a Ges e alla Chiesa delle origini] , generalmente parlando, assai tenue, e il pi delle volte nullo. 19. ^ Cfr. Moraldi, op. cit., p. 31: [gli apocrifi permettono] un contatto diretto con i sentimenti, gli stati d'animo, le reazioni, le ansie, gli ideali di moltissimi cristiani d'Oriente e di Occidente, ci rivelano le tendenze, le correnti morali e religiose di moltissime chiese, o almeno di larghi strati di esse, completando, supplendo e a volte rettificando quanto ci giunto da altre fonti. 20. ^ Cfr. Geno Pampaloni, La fatica della storia, in Craveri, op. cit., pp. XIII-XXVIII, in particolare: La materia narrativa [degli apocrifi] assai ricca di colorito romanzesco, da antica fiaba popolare... il miracolo, come accade negli scrittori intimamente poveri di fantasia, chiamato in causa di continuo, e si mescola quasi ingenuo lustrino al povero realismo degli scenari. un miracolo che agisce con automatismo implacabile, penoso, senza altro significato che il suo stesso prodigio. Non ha accento spirituale, ma solo il peso, assoluto, del Potere (p. XVII); Dietro gli Apocrifi senti l'ansito grosso dell'approssimazione, l'impazienza della meraviglia, lo stupore di una fede che si confessa come un amore (p. XXVII). 21. ^ Vedi in merito Gnosticismo. 22. ^ Tra questi Emil Schrer (The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ (175 B.C.- A.D. 135), 4 voll., Edimburgo, T. & T. Clark, 1973-87) e Henry Chadwick (The Early Church, Londra, Penguin, 19932). 23. ^ Nel 1968 sono stati ritrovati a Gerusalemme, in un ossario del I secolo, i resti di un uomo crocifisso, di nome Yehohanan (Cfr. Paul L. Maier, In the Fullness of Time. A Historian Looks at Christmas, Easter and the Eraly Church, Kregel Publications, 1997, p. 165. In italiano, G. Ravasi - G. Perego, Atlante biblico, Ed. San Paolo, 2009, pp. 152 e 157).
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24. ^ Aramaico " ! #%: ) (Ya), latino Iesus, arabo ;<=> (s). 25. ^ Cfr. 1 Re 19,16; Levitico 8,12; Salmi 133,2; 1 Samuele 10,1, 16,13; 2 Samuele 2,4, 5,3. 26. ^ Cfr. Messia, in Enciclopedia di Filosofia. Garzanti, Milano, 2007, pp. 709-10. 27. ^
The eschatological figure commonly identified with the Messiah occurs in chapter 7 of the Book of Daniel in a vision which is explained by the angel in a collective way as the holy ones of the most high, i.e., Israel or the pious among them. The author of Daniel based himself upon a more ancient tradition according to which the title son of man was a designation of a special eschatological figure. This idea existed possibly by the third century B.C.E.; the designation man for messiah already occurs in the Greek translation of the Pentateuch (see *Messiah) of this period. (David Flusser)

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^ Vedi in merito Luca 1,26-38. ^ Vedi in merito Giovanni 6,15;18,36. ^ Vedi in merito il paragrafo Ges nella storiografia moderna. ^ Riadattamento riassuntivo di Angelico Poppi. Sinossi quadriforme dei quattro vangeli. 1992. ^ Per esempio, parabola della zizzania, parabola del servo spietato, parabola degli operai nella vigna, parabola delle vergini. ^ Per esempio, risurrezione del figlio della vedova di Nain, parabola del buon samaritano, parabola del figlio prodigo, parabola di Lazzaro e il ricco Epulone, parabola del fariseo e del pubblicano. ^ Per esempio, guarigione del cieco nato, Buon Pastore, risurrezione di Lazzaro. ^ Il pi antico riferimento relativo alla risurrezione e alle apparizioni di Ges 1 Corinzi 15,3-8: la Prima lettera ai Corinzi infatti databile alla primavera del 56 (vedi Bibbia TOB, p. 2608). ^ L'imperatore Augusto indisse tre censimenti universali, negli anni: 28 a.C., 8 a.C., 14 d.C. (cfr. Res Gestae Divi Augusti, 8, testo LA, GRC, EN). Quello cui si riferisce Luca probabilmente il secondo. ^ L'anno successivo alla nascita di Ges secondo Dionigi il Piccolo stato preso come anno d'inizio del calendario giuliano-gregoriano. ^ Propongono il 7-6 a.C. la Bibbia TOB (p. 2917), e la Bibbia di Gerusalemme (p. 2674); Fabris (op. cit., p. 91) propone il 6-5 a.C.; Davide Righi (Storia della Chiesa antica, p. 61) il 7-5 a.C. ^ Vedi in merito: Nunc dimittis. ^ Vedi Fabris, op. cit., p. 93-94. ^ Catechismo della Chiesa Cattolica n. 500: "Giacomo e Giuseppe, 'fratelli di Ges' (Mt13,55) sono i figli di una Maria discepola di Cristo, la quale designata
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in modo significativo come 'l'altra Maria' (Mt28,1)" ^ Martin Lutero, Sermone sopra Giovanni, capitoli 1-4: "[Cristo] stato l'unico figlio di Maria, e la vergine Maria non ha avuto altri figli oltre a lui [...] "fratelli" significa in realt cugini, poich la sacra scrittura e gli ebrei chiamano sempre fratelli i cugini [...] Egli, Cristo, il nostro salvatore, fu il frutto reale e naturale del grembo verginale di Maria [...] Ci avvenne senza cooperazione dell'uomo, ed ella rimase vergine anche dopo". ^ Calvino, Commento in Matteo 13,55: "Secondo il costume ebraico si chiamano fratelli tutti i parenti. E tuttavia Elvidio si mostrato troppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perch in qualche punto si fatta menzione di fratelli di Cristo". ^ Vedi R.V.G. Tasker, voce Fratelli di Ges in Nuovo dizionario enciclopedico illustrato della Bibbia, 1997, p. 392. ^ Il primo studioso moderno che sostenne questa ipotesi, ampiamente ripresa da biblisti evangelici successivi, stato Theodor Zahn, Brder und Vettern Jesu. Lipsia 1900. ^ Per un approfondimento sul celibato nella predicazione di Ges, cfr. Carl Olson, Celibacy and Religious Traditions, Oxford University Press, 2008, pag. 67 ^ Secondo alcuni studiosi, il detto gesuano dell'eunuco sarebbe infatti rivolto a se stesso. L'ipotesi riportata da Giuseppe Barbaglio (in G.Barbaglio, Ges ebreo di Galilea, EDB, 2002, pagg. 129-130), secondo il quale il celibato di Ges probabile, ma non certo. ^ Vedi p.es. William E. Phipps, Was Jesus Married? The Distortion of Sexuality in the Christian Tradition, 1970; Schalom Ben Chorin, Bruder Jesus, 1972. ^ Vedi il comando di Dio in Genesi 1,28. ^ Sul celibato degli esseni, cfr. Carl Olson, Celibacy and Religious Traditions, Oxford University Press, 2008, pag. 44. Vedi anche Giuseppe Flavio. La guerra giudaica. II, 8, 2, testo EN: Presso di loro [gli esseni] il matrimonio spregiato, e perci adottano i figli degli altri quando sono ancora disciplinati allo studio e li considerano persone di famiglia e li educano ai loro principi. Non che condannino il matrimonio e l'aver figli, ma si difendono dalla lascivia delle donne perch ritengono che nessuna rimanga fedele a uno solo. ^ Sul rabbino ben Azzai cfr. tra gli altri, Armand Puig i Trrech, Ges, edizioni San Paolo, 2007, pag. 228. ^ Quest'ultima tradizione documentata gi nel I secolo da Filone di Alessandria (cfr. Armand Puig i Trrech, Ges, edizioni San Paolo, 2007, pagg.
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228-229). ^ The Jesus Scroll (1972); Holy Blood, Holy Grail (1982); The Gospel According to Jesus Christ (1991); The Woman with the Alabaster Jar (1993); Bloodline of the Holy Grail: The Hidden Lineage of Jesus Revealed (1996); Il codice da Vinci (2003); Jesus the Man: Decoding the Real Story of Jesus and Mary Magdalene (2006). ^ Vedi per esempio Robert W. Funk et al., The five gospels, San Francisco 1993, p. 221. ^ Questa interpretazione per esempio citata da Pesce (in Augias-Pesche, "Inchiesta su Ges", Mondadori, 2006, pag. 129), che per le ritiene interpretazioni errate del testo. ^ Vedi Craveri, op. cit., nota 3 a p. 521: L'unione perfetta dei due eoni Soter/Sofia il motivo del maggior affetto dimostrato da Ges a Maria Maddalena. ^ Vedi Fabris, op. cit., p. 95. ^ Nel film La passione di Cristo il regista Mel Gibson propone il dialogo tra Ges e Pilato in latino. ^ Jacob L. Teicher (The Dead Sea Scrolls: Documents of the Jewish Christian Sect of Ebionites, in Journal of Jewish Studies, n. 2 [1951], pp. 67-99.) si spinto a ipotizzare che Ges fosse il "Maestro di Giustizia", cio il capo della comunit essena di Qumran. ^ Vedi in merito il paragrafo Quando e dove. ^ 1 ottobre 27 - 30 settembre 28 d.C., adottando il calendario siro-macedone; 1 gennaio - 31 dicembre 28, secondo il calendario giuliano. Vedi Bibbia TOB, nota a Lc3,1; Meier, vol. I, p. 377. A partire da questi due dati forniti da Luca, nel VI secolo Dionigi il Piccolo ha collocato la nascita di Ges nell'1 a.C., calcolando 782 ab urbe condita (cio 28 d.C., quindicesimo anno di Tiberio) 29 (gli anni compiuti da Ges, avendone circa 30) = 753 ab urbe condita (cio 1 a.C.). ^ Vedi Giuseppe Flavio, Antichit Giudaiche, 15, 11, 1, par. 380, testo EN, secondo il quale Erode il Grande intraprese la ricostruzione e ampliamento del tempio nel diciottesimo anno del suo regno. ^ I sinottici pongono la purificazione del tempio alla fine del ministero di Ges (Mc11,15-19;Mt21,12-17;Lc19,45-48), nell'immediata vicinanza della Pasqua di passione l'unica narrata dai tre vangeli, probabilmente per esigenze narrative (Fabris, op. cit., p. 145). ^ Vedi p. es. Mc1,39: e and per tutta la Galilea. ^ Il termine ricorre 69 volte nel Nuovo Testamento.
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66. ^ Il termine ricorre 33 volte nel Nuovo Testamento. 67. ^ Traslitterazione del greco '5C62-(, dal verbo '<CF==,, kersso, "gridare" > "proclamare" > "annunciare". Il contenuto di questo annunzio l'4L(22M%)$", euanghlion, la "Buona Notizia", il "Vangelo". 68. ^ Vedi p.es. Mt4,17;Mc1,14-15. 69. ^ Vedi soprattutto il "discorso della montagna". 70. ^ Vedi anche Paolo in Romani 14,17. 71. ^ In proposito si vedano anche le parole di Ges rivolte ai farisei che lo accusavano di infrangere la legge mosaica: Mc2,23-28 72. ^ Vedi soprattutto Adolf von Harnack (L'essenza del cristianesimo [Das Wesen des Christentums], 1900) e gli studiosi della cosiddetta scuola liberale. 73. ^ Ges chiama il Regno paradiso solo fugacemente in Lc23,43, rivolgendosi in croce al "buon ladrone". 74. ^ Il termine indica il giardino dell'Eden dei primi capitoli della Genesi. 75. ^ Vedi soprattutto, pur con notevoli differenze tra loro, Johannes Weiss, Alfred Loisy, Albert Schweitzer. 76. ^ Vedi p.es. Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 541-542. 77. ^ Vedi p.es. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 671. 78. ^ Vedi Giovanni Cerri, Platone sociologo della comunicazione, Milano 1991, p. 55: Il mito per Platone una maniera elementare ed icastica di comunicare principi basilari, la cui comprensione concettuale ovviamente assai pi difficile e complicata. 79. ^ In epoca moderna il primo autore che ha negato la storicit dei miracoli evangelici, oltre agli altri aspetti soprannaturali contenuti nei vangeli, stato Reimarus, la cui opera Apologia degli adoratori razionali di Dio (Apologie oder Schutzschrift fr die vernnftigen Verehrer Gottes), scritta tra il 1735 e il 1767/68, stata pubblicata postuma da Lessing tra il 1774 e il 1778. Altri fondamentali contributi in tal senso sono David Friedrich Strau, Vita di Ges, 1835; Renan, Vita di Ges, 1863. Sullo scarto tra vicende storiche e rappresentazioni letterarie un recente contributo stato fornito, anche in relazione allo stato attuale della ricerca, da G.Gaeta, "Il Ges moderno", Einaudi, 2009. 80. ^ Vedi in merito: Data della morte di Ges. 81. ^ Tuttavia il cosiddetto discorso del pane di vita di Gv2,26-6,59, che Giovanni colloca nella sinagoga di Cafarnao, equivalente al resoconto dei sinottici circa l'Eucaristia. 82. ^ Annie Jaubert, La date de la cne, Parigi, 1957. Vedi anche Fabris, op. cit., pp.
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403-404. ^ Vedi Fabris, op. cit., pp. 400-404. ^ Vedi in merito il paragrafo: Inizio del ministero. ^ Vedi Bibbia TOB, nota a Matteo 28,1. ^ Ma 40 una cifra simbolica giudaica, ricorrente nei testi biblici per indicare indefinitamente un lungo periodo. ^ Il pi antico testo cristiano che riconosce la risurrezione di Ges 1 Corinzi 15,3-8, databile alla primavera del 56 (vedi Bibbia TOB, p. 2608). Tra i pronunciamenti ufficiali cristiani relativi alla risurrezione di Ges, vedi il Simbolo niceno del 325 ('(> 1"(=#;"#( #N #C)#N O-MCP, "e che risorto il terzo giorno"), il 3 articolo della Confessione augustana protestante del 1530, il 4 dei Trentanove articoli di religione anglicana del 1562, il n. 631 del Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992. ^ Questa ipotesi era sostenuta gi in epoca apostolica dagli Ebrei (Mt28,11-14), e in epoca contemporanea stata ripresa da Reimarus (Frammenti, libro II, 1862) e altri. Ernest Renan lascia aperta questa possibilit (Ernest Renan, Vita di Ges, 1863, tr. it. 1994, p. 179). ^ Cos David Friedrich Strau (Vita di Ges, 1835); Ernest Renan opta per questa possibilit (Ernest Renan, Vita di Ges, 1863, tr. it. 1994, p. 179: Potenza divina dell'amore! momenti sacri, in cui la passione di un'allucinata risuscita un Dio al mondo!). ^ Vedi in particolare Mitra e Attis (cos James Frazer, Il ramo d'oro, 1911-1915, tr. it. 1992, pp. 408-413), ma anche Dioniso e Osiride. ^ Vedi p.es. Hermann Samuel Reimarus, Ernest Renan, Albert Schweitzer, David Friedrich Strau. ^ Vedi p.es. Karl Barth, Rudolf Bultmann, Charles Guignebert. ^ Vedi p. es. Ernst Ksemann, Edward Schillebeeckx. ^ Vedi p.es. John Dominic Crossan, Giorgio Jossa, Morton Smith. ^ E. P. Sanders, "Ges la verit storica", Mondadori, 1995 (titolo originale, The Historical Figure of Jesus, 1993). ^ Per un elenco pi completo e dettagliato dei dati considerati allo stato attuale fuori discussione dagli storici, cfr. E. P. Sanders, "Ges la verit storica", Mondadori, 1995 (titolo originale, The Historical Figure of Jesus, 1993). ^ Giancarlo Gaeta, Il Ges moderno, Einaudi, 2009, pagg. 7-8. ^ Mauro Pesce, in Augias-Pesce, Inchiesta su Ges, Mondadori, 2006, pag. 235 ^ Vedi in particolare Jos Miguel Garca, La vita di Ges nel testo aramaico dei
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Vangeli, tr. it. Milano 2005. ^ Vedi p. es. David Friedrich Strau, Charles Guignebert, Alfred Loisy, Ambrogio Donini, Marcello Craveri, Adolfo Omodeo, Panfilo Gentile, Ernest Renan, Rudolf Bultmann. Vedi in merito la voce: Storicit di Ges. ^ Questa definizione stata proposta da Vittorio Messori, op. cit. ^ Vedi p. es., nel passato, Volney (francese, 1757-1820), Charles-Franois Dupuis (francese, 1742-1809), Bruno Bauer (tedesco, 1809-1882), Arthur Drews (tedesco, 1865-1935), Prosper Alfaric (francese, 1886-1955), Raoul Vaneigem (francofono belga, n. 1934). Vedi in merito la voce: Mito di Ges. ^ Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 606-618; Confessione Augustana, art. 4. ^ Vedi Gv1,29; 1Gv2,2;4,10 e in particolarel'espressione "agnello di Dio" tipica dell'Apocalisse. ^ Vedi: Eb2,17; 3,1; 4,14; 4,15; 5,5; 5,6; 5,10; 6,20; 7,3; 7,11; 7,15; 7,17; 7,21; 7,26; 8,1; 9,11; 10,21 ^ Vedi: Eb 10,5; 10,10, dove la volont del Padre, compiuta da Ges, esprime il superamento dei sacrifici stabiliti dalla legge Eb 10,1; Eb 10, 17. ^ Lev 1-7 ^ Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 651-655; Trentanove articoli di fede, art. 4;28. ^ Vedi: Rm 5,14; 5,15, in particolare il rapporto fra la funzione salvifica della morte di Cristo fatto uomo e la trasgressione di Adamo, il primo uomo peccatore. ^ Proprio dal greco dokin, "sembrare", proviene dunque il termine "docetismo". ^ Vedi Basilide, citato da Ireneo di Lione (Contro le eresie, I, 24, 4, testo EN): Costui fu crocifisso per errore, in quanto Cristo l'aveva trasformato in maniera tale che essi lo scambiarono per Ges. A sua volta Ges prese l'aspetto di Simone e stava l vicino prendendosi gioco di loro. Vedi inoltre la voce: Secondo trattato del grande Set. ^ Cfr. la condanna dell'arianesimo da parte del Concilio di Nicea (DenzingerSchnmetzer, n. 126). ^ Vedi: Jean Danilou; Henri Marrou, Nuova storia della Chiesa, 1976, p. 308-309. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, n. 125. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, n. 150. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, nn. 252-263. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, n. 302.
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^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, nn. 421-438. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, nn. 550-559. ^ Vedi Denzinger-Schnmetzer, nn. 600-603;605-609. ^ Vedi Major Religions of the World Ranked by Number of Adherents, http://www.adherents.com. ^ Vedi Chi Ges Cristo? Dio o uomo?, La Torre di Guardia, 15 settembre 2005: [] ci fu un tempo in cui Dio era solo. In un'epoca remotissima, per, Dio cominci a creare. Quale fu la sua prima creatura? L'ultimo libro della Bibbia definisce Ges "il principio della creazione di Dio" (Rivelazione 3,14). Ges "il primogenito di tutta la creazione". [] Ges fu l'unico a essere creato direttamente da Dio. Per questo viene definito "unigenito Figlio" di Dio. ^ Cfr. la dottrina sostenuta da Ario nel III-IV secolo. ^ Vedi: Libro di Mormon, frontespizio; Libro di Moroni, 8,3.8. Vedi anche:Il Cristo Vivente. La testimonianza degli Apostoli, documento ufficiale della Chiesa di Ges Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. ^ Vedi: Dottrina e Alleanze 110,3-4. ^ Vedi: Perla di gran prezzo, Mos 1,1. ^ Vedi: Libro di Mormon, 3Nefi 11,27. ^ Vedi la voce: Dio, Divinit, in Guida alle Scritture. ^ Vedi: Libro di Mormon, 3Nefi 11. ^ Vedi: Unification Church, da Biblical Discernment Ministries. ^ Ai sacramenti la tradizione cattolica affianca i sacramentali, pratiche di culto non da lui istituite. ^ Vedi Concilio di Trento, Decreti di riforma, sessione XIII, cap. IV, "La transustanziazione" e Concilio Vaticano I, Definizione della dottrina della fede cattolica e del primato e dell'infallibilit papale, sessione II, "Professione di fede". ^ Vedi Concilio di Costanza, Sentenza di condanna degli articoli di Giovanni Wicleff, sessione VIII. ^ Vedi Martin Lutero, Weimar Ausgabe, 26, 442. ^ Giovanni Calvino, Istituzione della religione cristiana, libro IV, 17, 10-11. ^ Vedi Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, 2005, n. 581. ^ A detta di molti, la Sindone probabilmente dell'oggetto pi studiato al mondo. Vedi p.es. la voce: Sindone di Torino, dall'Enciclopedia del CICAP. ^ Alcuni perci hanno parlato della Sindone come di un polaroid della risurrezione. ^ Vedi: P.E. Damon et alii, Radiocarbon dating of the Shroud of Turin, Nature,
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vol. 337, n. 6208 [1989], pp. 611-615. ^ Vedi: La scienza ammette: "Forse sulla Sindone abbiamo sbagliato", LaStampa.it, 23 marzo 2008. ^ Il punto questo: l'intera Cristologia della Chiesa - l'intero complesso delle dottrine sul Figlio di Dio che moir sulla Croce per salvare l'umanit dal peccato e dalla morte - incompatibile col Giudaismo, e sicuramente in disaccordo con l'Ebraismo che l'ha preceduta; cfr. Rayner, John D. A Jewish Understanding of the World, Berghahn Books, 1998, p. 187. ISBN 1-57181-974-6. Per un Ebreo, comunque, qualsiasi forma di shituf equivale all'idolatria vera e propria. Non c' quindi nessuna possibilit che un Ebreo accetti Ges come una divinit, come un mediatore o un redentore (messiah), o anche come un profeta, senza aver rinnegato il Giudaismo; cfr. Schochet, Rabbi J. Immanuel. "Judaism has no place for those who betray their roots", Canadian Jewish News, July 29, 1999). ^ Vedi Maimonide, Lettera allo Yemen, par. 17, testo EN. ^ Vedi articolo Jesus of Nazareth, paragrafi "The Last Supper" e "His Death". ^ Vedi Eusebio di Cesarea, Preparazione evangelica. ^ Nel lemma s, curato da Georges Chehata Anawati, su: Encyclopdie de l'Islam, oltre Bayw (Anwr al-tanzl wa-asrr al-tawl), il dotto orientalista domenicano cita in proposito il sunnita hanafita Muammad Anwr Shh alKashmr al-Hind (al-Tar bi-m tawtara f nuzl al-Mas, Aleppo, 1965) ^ Vedi Christine Schirrmacher, The Crucifixion of Jesus in View of Muslim Theology, 1997. ^ Vedi Vangelo di Barnaba, nn. 216-217, testo EN. ^ Dopo il Concilio di Efeso, nel 431, i nestoriani furono espulsi dall'Impero romano per finire prima in Persia, poi in Asia centrale e infine in Cina. ^ Cfr. Luce Boulnois. La ruote de la soie. Genve, Olizane, 2001. Trad. it. La via della seta. Milano, Bompiani, 2005, pag.226. Questo recente studio della ricercatrice del Cnrs, specialista in "scambi transhimalayani", riporta riferimenti sul Cristianesimo in Asia centrale nel IV secolo. ^ Vedi l'intervista al Dalai Lama: Hollywood's Idol, Christianity Today, 11 giugno 2001. ^ Vedi Swami Nikhilananda, Introduzione a The Gospel of Sri Ramakrishna, 1944, par. 34. ^ Vedi Paramahansa Yogananda, Autobiography of a Yogi, 2005. ^ Vedi Dan Taylor, The Jesus So Few Know, The Good News. A Magazine of Understanding, marzo-aprile 2007.
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154. ^ Vedi Robert Stockman, Jesus Christ in the Baha'i Writings, 1992. 155. ^ In riferimento a tutto il paragrafo, vedi Flavio Caroli, Il volto di Ges. Storia di un'immagine dall'antichit all'arte contemporanea, Mondadori, Milano 2008.

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