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DALLA FILOSOFIA ALLA NASCITA

DELLA PSICOLOGIA SCIENTIFICA

La data di nascita della psicologia scientifica viene fissata in genere nell'anno 1879, quando Wilhelm Wundt
fond presso l'Universit di Lipsia, in Germania, il primo laboratorio di psicologia sperimentale. In realt
sempre difficile stabilire la data di nascita di una scienza, cio il momento storico che segni una linea di
demarcazione netta fra quanto era stato elaborato in precedenza dalla mente umana e quanto stato
elaborato in seguito. In particolare, per la psicologia, riflessioni sistematiche e tuttora valide si perdono
nella notte dei tempi. A questo proposit o possiamo sicuramente risalire a quelle di cui c' arrivata
documentazione scritta e, in particolare, al pensiero di filosofi della Grecia classica che hanno avuto
intuizioni tuttora valide o comunque anticipatrici di idee e dati psicologici moderni. Le citazioni storiche
riportate in questo capitolo e in quelli successivi sono tratte in particolare dall'antologia di testi classici
proposta da Herrnstein e Boring[1973].

1. Il contributo dei filosofi greci classici alla riflessione psicologica


Aristotele e Platone sono due filosofi noti a tutti per la vastit e l'ampiezza del loro contributo che, per molti
versi, ha coinvolto anche la psicologia. Molti dialoghi di Platone hanno a che fare con la riflessione
psicologica. Basti pensare alla Repubblica e alla descrizione della psiche nei termini di un cocchio sotto la
pressione di tre istanze, una cosciente e volontaria (il cocchiere), una dipendente dai valori etici e razionali (ii
cavallo bianco), e una dipendente dagli impulsi (il cavallo nero). Questa metafora presenta, per esempio,
diversi elementi di somiglianza con la descrizione della personalit offerta da Freud e dai freudiani, con
rifenimento rispettivamente a Io, Super-Io ed Es. Un altro dialogo, il Menone, offre un'esemplificazione
brillante e incisiva dell'arte "maieutica", utilizzata da Socrate, che consiste nello sviluppare conoscenze e
apprendimento a partire dagli elementi che il discente ha gi a disposizione. Questa metodica pu essere
considerata anticipatrice di modalit significative di insegnamento-apprendimento, quali certe forme di
apprendimento programmato e di apprendimento metacognitivamente mediato. Aristotele ha compiuto
poderose escursioni nel campo della psiche. Una sua opera importante ne fa esplicito riferimento (essa
nota anche col titolo latino De anima) e offre un excursus sistematico su vari aspetti del funzionamento
psichico. Ma anche in altri saggi Aristotele ha dato illuminanti descrizioni. Egli considerato il padre della
nicerca sulla memoria, per la quale ha illustrato il ruolo critico delle immagini mentali, le modalit attraverso
cui avvengono per via associativa gli apprendimenti, e le modalit attraverso cui questi ultimi vengono
recuperati al momento opportuno.
Meno noto, ma molto interessante, appare anche il contributo degli atomisti greci, che hanno in pi occasioni
avuto la capacit di elaborate spiegazioni, sia pur ingenue, che rendessero ragione del rapporto che esiste
fra mondo fisico, corpo ed evento psichico. Per esempio, perch sperimentiamo sapori diversi? L'esperienza
gustativa, che un evento psichico, viene associata a particolari eventi che si venificano nel nostro corpo,
pi esattamente nella nostra lingua, e che hanno a che fare col contatto della lingua con atomi di cibo di
diversa forma.
Infine, pi nota agli psichiatri e agli psicologi che ai filosofi, la posizione dei medici greci Ippocrate e
Galeno, che cercarono di mettere in relazione il funzionamento fisico col carattere dell'individuo e distinsero
quattro tipi di personalit che hanno costituito gli antecedenti delle moderne teorie tipologiche: stabile
esternalizzante (il sanguigno), instabile esternalizzante (il collerico), stabile internalizzante (il flemmatico) e
instabile internalizzante (il malinconico). Ciascuno dei quattro tipi era caratterizzato dalla prevalenza di un
umore: rispettivamente il sangue, la bile gialla, ii flegma e la bile nera. La ricerca di un elemento psicologico
fondamentale nell'umore non deve sorprendere dal momento che, per molto tempo, l'uomo non aveva
associato in maniera decisa l'attivit psichica a quella del cervello, e pari o maggiore importanza era
assegnata di volta in volta al cuore, al sangue ecc.

Suggeriamo a chi ha compiuto studi filosofici di utilizzare quanto ha studiato come sfondo culturale, e come
occasione per riflettere su come la mente umana possa pervenire ad elaborazioni psicologiche raffinate,
anche senza l'aiuto di sperimentazioni sistematiche. Oggi, ovviamente, non accettiamo queste elaborazioni
se non sono sostenute da dati di ricerca, ma riconosciamo tuttavia il debito che abbiamo verso i pensatori
del passato. Essi ci hanno indicato percorsi da seguire nell'approfondimento psicologico.

2.

L'empirismo inglese

Una tappa fondamentale verso la nascita della psicologia scientifica rappresentata dall'empirismo
britannico e dal contributo di diversi pensatoni fra cui spiccano i nomi di Hobbes, Locke e Hume. Il termine
"empirismo" deriva dalla parola greca empeiria che significa "espenienza" e viene utilizzato, in modo pi o
meno specifico, per descrivere posizioni filosofiche che assumono che le nostre conoscenze derivano
dall'esperienza. Una posizione empirista costituisce un polo esplicativo relativo al problema "gnoseologico"
(relativo alla natura e all'origine delle conoscenze) che ha molte implicazioni per la psicologia. Infatti essa
assume che, alla nascita, l'individuo sia una specie di "tabula rasa", cio una superficie priva di elementi e
che le idee e conoscenze vvengano apprese con l'espenienza. Questa posizione si contrappone quindi a
quella innatista per la quale certe idee, o quantomeno certe disposizioni a sviluppare idee, siano innate:
la posizione innatista fu difesa da vari pensatori e, in particolare, da Cartesio, che tuttavia la limitava alla
parte pensante (res cogitans) dell'individuo e non la estendeva alla parte corporea (res extensa) che pure
includeva eventi psichici, sia pure d'ordine inferiore.
La posizione empirista, se assunta in termini radicali (ma negli empiristi erano in realt gi indicate delle
correzioni), ingenua,in quanto oggi sappiamo benissimo che un individuo, alla nascita, porta con s un
patrimonio considerevole in dotazione genetica cui si aggiunge un contributo non indifferente di esperienze
uterine.
Tuttavia questa posizione ha avuto il merito di stimolare l'elaborazione di una teoria dell'acquisizione delle
conoscenze, cio dell'apprendimento. E' infatti importante spiegare come queste conoscenze vengono
acquisite e organizzate. Per fare ci, gli psicologi empiristi hanno generalmente fatto riferimento a principi
associativi e per questo sono stati anche definiti, soprattutto negli sviluppi ottocenteschi, come
"associazionisti". Un'associazione riguarda due stati mentali pi o meno complessi; per esempio pu
riguardare due sensazioni semplici (il lampo e il tuono) o pi idee della mente. Il principio fondamentale per
la formazione di un'associazione la contiguit temporale, per cui due eventi sperimentati in prossimit
tempotale o due idee evocate una dopo l'altra tendono ad essere associate. Questa condizione favorita da
caratteristiche proprie della relazione fra due idee; per esempio, se esse sono simili fra loro o sono in
contrasto, oppure legate da un rapporto di causazione, tendono ad essere evocate insieme e quindi ad
essere associate. Nel contributo associazionista ottocentesco di John Stuart Mill si parla di una specie di
chimica associativa, per cui come due elementi chimici combinati possono produrre qualcosa di nuovo
che pi della somma degli elementi originari, cos anche l'associazione fra due idee pu dare adito ad una
combinazione nuova.
L'empirismo britannico ha avuto larga influenza non solo sulla psicologia, ma - pi in generale - sullo
sviluppo del pensiero umano. Va precisato che le opere dei maggiori empiristi hanno ampio respiro e
affrontano altre tematiche con cui ha fatto sicuramente i conti chi ha studiato la storia della filosofia. Questa
ampiezza di pensiero e la loro precisa collocazione storica suggeriscono di non assimilare la posizione
empirista ad altre posizioni collegate quali l'"associazionismo", il "materialismo", l'"ateismo" e il "positivismo",
poich per molti versi queste altre posizioni hanno assunto connotati storici e scientifici diversi.
L'ambiente britannico empirista stato e ha rappresentato un terreno fertile per l'opzione a favore
dell'osservazione naturalistica. Se la conoscenza proviene dal mondo esterno ad esso che dobbiamo
rivolgere la nostra attenzione per conoscere come stanno le cose e correggere le distorsioni provenienti da
un'esperienza non filtrata criticamente. Per quanto la psicologia scientifica abbia avuto i suoi principali

pionieri in Germania, l'ambiente anglosassone si rivelato particolarmente fecondo per lo sviluppo


dell'osservazione naturalistica. Il contributo di Darwin, che solo indirettamente riguarda la psicologia, pu
essere scelto come esempio paradigmatico di un orientamento scientifico moderno.

3.

Darwin e l'evoluzionismo

Il contributo di Charles Darwin (1809-1882) viene considerato rivoluzionario, al pari di quello copernicano,
per avere spostato il centro dell'universo. Prima di Copernico, la terra era al centro dell'universo e l'uomo era
al centro della terra; con Copernico, la terra cess di essere al centro dell'universo; con Darwin, l'uomo
cess di essere considerato in maniera centrale e separata dagli altri esseri viventi. L'uomo risult infatti
essere il risultato dello sviluppo delle specie animali (filogenesi) per effetto della selezione naturale. In
questo modo si evidenziava che l'uomo un animale come gil altri, che lo studio degli animali pu aiutare a
capire l'uomo e che l'uomo una creatura in evoluzione. Oggi queste posizioni sono largamente accettate,
ma all'epoca di Darwin esse venivano a costituire una provocatoria e pericolosissima minaccia per le
concezioni tradizionali ben assestate.
Darwin si occup principalmente di specie animali che ebbe occasione di studiare nel corso di una lunga
navigazione attorno al mondo. Secondo il principio basilare della Selezione naturale, gli esseri viventi
differiscono per alcune caratteristiche e sopravvivono solo quelli le cui caratteristiche sono pi consone per
un adattamento all'ambiente. Per esempio, in un ambiente in cui per sopravvivere era indispensabile riuscire
a mangiare le foglie di alberi molto alti, poterono sopravvivere solo giraffe dal collo lungo, mentre animali a
collo corto dovettero soccombere. Le giraffe con il collo lungo generarono a loro volta altre giraffe con il collo
lungo determinando il predominio degli animali con quel tipo di caratteristica sul resto della specie. L'opera
pi importante di Darwin, L'origine della specie [1859], non si occupava di aspetti psichici, ma le implicazioni
psicologiche della teonia evoluzionista erano notevoli. Alcune di esse furono esposte da Darwin in un'opera
successiva, L'espressione delle emozioni nell'uomo e negli animali (1872). Altre implicazioni furono riprese
successivamente, in particolare da un celebre psicologo inglese, Francis Galton, cugino di Darwin.
Galton, fra le altre cose, avvi studi per misurare l'intelligenza umana che in un certo senso pu essere
considerata la capacit adattiva per eccellenza.
II successo di Darwin e in generale delle scienze naturali diede impulso nell'Ottocento ad un atteggiamento
ottimistico nei confronti del progresso e delle potenzialit della scienza, che gi aveva tratto un notevole
irnpulso dalla fiducia nelle risorse conoscitive dell'uomo e della ragione. In tutto il mondo si venne
estendendo una posizione talora radicale a favore della scienza che, in certe sue forme sistematizzate,
venne chiamata "positivismo". Il positivismo influenz molti pensatori e ricercatori di vanie nazioni, fra cui
Francia e Italia, e cre la fiducia che non solo le scienze della natura, ma anche le scienze dell'uomo (tra cui
sociologia e psicologia) potessero raggiungere grandi risultati teorici e pratici. In particolare, il filosofo
francese Auguste Comte (1798-1857), considerato il fondatore della sociologia, gi aveva avviato una
riflessione sulla fase positivo-scientifica dell'umanit (che faceva seguito ad una fase religiosa e ad una fase
metafisica astratta) in cui la priorit assoluta era assegnata al dato di fatto (l'elemento positivo).

4 La Germania prima di Wundt


Per quanto sviluppi importanti per la psicologia si fossero verificati anche in altre nazioni europee, fu in
Germania e in Austria che si crearono le premesse per un'esplosione della riflessione psicologica. Fino agli
anni a ridosso della seconda guerra mondiale (e a causa delle leggi razziali che costrinsero all'esilio molti
illustri psicologi), la psicologia tedesca era centrale, a tal punto che si riteneva quasi essenziale che un
buono psicologo conoscesse il tedesco (cos come oggi si ritiene essenziale che egli conosca l'inglese).

La cultura tedesca gi nel Settecento aveva manifestato interessi psicologici cospicui. Sembra che la prima
opera nel cui titolo compare la parola "psicologia" sia infatti stata scritta da un filosofo tedesco, Christian
Wolff. Ma pi famosi di Wolff sono stati certamente Kant e Herbart, che pi o meno direttamente hanno
influito sugli sviluppi del pensiero legati alla riflessione psicologica. Un altro filone significativo per la nascita
della psicologia associato all'attivit di medici e fisiologi che partivano dalla premessa materialistica, pi o
meno radicale, che nell'organismo non vi fosse nulla di spirituale, ma solo forze di natura fisica e chimica. In
base a questa premessa l'uomo andava studiato nello stesso modo con cui venivano studiate le altre
componenti della natura. Alcuni di questi studiosi compaiono tuttora nei manuali di psicologia, soprattutto nel
capitolo che affronta i temi delle sensazioni e delle percezioni. In particolare Hermann von Helmholtz (18211894) divenne famoso per gli studi sulla percezione dei colori e sulla velocit di trasmissione dell'impulso
nervoso.
Pi famoso ancora Gustav Theodor Fechner (1801-1887), considerato il padre della moderna psicofisica.
In realt Fechner ebbe una vita piuttosto tormentata, tra crisi mistiche e momenti di riflessione puramente
filosofica, ma da questi elementi trasse una forte energia volta a portare avanti lo sforzo di individuare regole
chiare di rapporto fra mondo fisico e mondo psichico. La famosa legge sulla costanza della soglia
differenziale (che viene associata anche a Weber che gi l'aveva intuita e che quindi viene talora chiamata
legge di Weber-Fechner) esprime un'esemplificazione prototipica di questo programma psicofisico. [...] La
legge di Weber-Fechner ha un'importanza centrale per il senso stesso della psicologia, perch mette in luce
la possibilit che si ritrovino regole chiare del funzionamento psichico (in questo caso dell'espenienza
psicologica di pesantezza) e che queste possano essere scnitte usando i numeri.
Chi ricorda la famosa analisi di Galileo del mondo della natura "scritto col codice numenico" ritrover qui una
brillante esemplificazione dell'estensione del principio dei numeri al mondo psichico. A dispetto di queste
evidenze, alcuni psicologi, tipicamente restii a vedere una continuit fra mondo naturale e mondo psichico,
allora e oggi, si sono opposti alla misurazione in psicologia. Anche in questo caso, come in molti altri, un
sano pragmatimo a mostrare limiti e possibilit in un determinato approccio; nella misura in cui l'uso dei
numeri permette di evidenziare una relazione significativa per la psicologia e di renderla pi precisa, appare
del tutto insensato portare avanti una battaglia donchisciottesca contro i numeri. Al tempo stesso, quando
l'uso dei numeri forza l'osservazione e non aggiunge informazioni utili ad una analisi di tipo qualitativo,
la quantificazione fatta per forza diventa grottesca e falsante.
5.

Wundt e la scuola strutturalista

Wilhelm Wundt (1832-1920) potrebbe essere considerato un ingombrante mostro sacro della psicologia
grazie soprattutto alla sistematicit, all'ampiezza e alle ripercussioni dei suoi studi svolti in un ampio arco di
tempo. Si calcolato che Wundt abbia scritto pi di 35.000 pagine di testi poi stampati. Pensiamo dunque al
grado di impegno quotidiano profuso da Wundt per la psicologia e all'impatto che egli pu avere avuto sui
suoi contemporanei. Abbiamo ricordato come la nascita della psicologia sia associata alla creazione da parte
di Wundt di un labororio spenimentale a Lipsia nel 1879. Questo evento stato analizzato da varie
prospettive, mettendo in luce le particolari caratteristiche che sono assunte da un laboratorio psicologico [cfr.
Legrenzi 1999], come il fatto che tanto il soggetto quanto l'oggetto sono esseri umani, che i due devono
essere distinti, che esiste una precisa sensibilit sperimentale.
Nella sua smisurata opera, Wundt si occup di vari temi. Per esempio, egli aveva ereditato dal maestro von
Helmholtz l'interesse per la misurazione della velocit dei processi mentali. Wundt cerc di misurare i tempi
necessari alla mente per compiere operazioni basilari, pensando in questo modo di ottenere i dati di base
per stimare i tempi necessari per operazioni pi complesse. La psicologia contemporanea in questo senso
largamente debitrice a pionieri quali Wundt e l'olandese Donders, che aprirono la strada ad una metodologia
oggi popolarissima che consiste nel misurare i cosiddetti tempi di reazione vale a dire quanto la mente
impiega a compiere certe operazioni e a operare confronti con i tempi richiesti per operazioni simili, ma non
identiche.

Wundt assunse posizioni abbastanza rigide sul piano metodologico, contrastando altri sviluppi. E' famosa la
sua polemica contro i colleghi (ed ex allievi) dell'Universit di Wrzburg, impegnati a studiare funzioni
mentali superiori con metodologie pi liberali, non gradite a Wundt. In particolare Klpe aveva sostenuto che
potessero esserci forme di pensiero che non si basavano sulle sensazioni elementari (si parlato a tale
proposito di "pensiero senza immagini" o "pensiero senza intuizione"), contro le premesse teoriche di Wundt.
Wundt e alcuni suoi allievi (in particolare Titchener) si posero l'obiettivo di identificare gli elementi della
mente e le modalit con cui essi si combinavano. Tichener defin questo orientamento di rfcerca
"strutturalismo" dal momento che l'obiettivo era quello di riconoscere la struttura della mente che a sua volta
era basata su esperienze consce sensoriali elementari. Si trattava a questo punto di identificare e studiare
queste esperienze e a tale scopo Titchener e altri sostennero l'importanza dell'uso esperto dell'introspezione.
6.

Psicologia e introspezione

Abbiamo gi accennato al termine "introspezione" e al fatto che esso pu essere usato in maniere differenti.
Introspezione, nella sua accezione generica e generale, si rifenisce all'atto di "guardare dentro di s". Come
termine generico, dunque, ma non per questo sbagliato, introspezione significa "guardare dentro di s" per
cogliere elementi della propria vita psichica che, magari, la fretta e la superficialit della vita quotidiana non
ci permettono di individuare. La riflessione su se stessi pu essere un ottimo punto di partenza per cogliere
importanti aspetti della psiche e cominciare a riflettere su di essa. Non per niente grandi scrittori e pensatori
hanno compiuto analisi sopraffine della psiche umana, partendo dall'introspezione. La psicologia nel
pensiero pre-scientifico si basata ampiamente sull'introspezione (cos come su altri metodi: per esempio
sull'osservazione non sistematica del comportamento, sulla considerazione delle anomalie psichiche ecc.).
Praticamente ogni individuo utilizza l'introspezione. Ma essa pu essere compiuta in modi diversi e
attribuendo ad essa un differente peso. Un excursus nella storia della psicologia permette di seguire un
percorso interessante nei meandri dell'introspezione e delle critiche ad essa rivolte. Per esempio Titchener e
James rappresentano due esempi molto diversi dell'uso dell'introspezione, e lo stesso Wundt, come del
resto molti psicologi di ogni epoca, non ha disdegnato di ricorrere all'introspezione come sussidio da
utilizzare in maniera integrata con gli altri metodi pi sicuri. Titchener era per convinto che ci fosse una
forma di introspezione esperta, risultato di uno specifico addestramento, che permette di riconoscere gli
elementi costitutivi della sensazione. Gray [1997] ricorda che Titchener pervenne alla conclusione che ogni
sensazione caratterizzata da quattro dimensioni fondamentali (qualit, intensit, durata e chiarezza).
Partendo da questa premessa una determinata sensazione poteva essere analizzata con riferimento a
queste quattro dimensioni: per esempio, la sensazione prodotta da un particolare lampo di luce poteva
essere descritta come blu, forte, breve e nitida. L'esempio ci fa capire come un metodo che ambiva ad
essere oggettivo rischiasse fortemente di essere soggettivo e arbitrario. Come possiamo essere sicuri che
un altro individuo descriverebbe nello stesso modo quella sensazione?
Quasi contemporaneo a Titchener oper negli Stati Uniti il filosofo e psicologo William James (1842-1910),
considerato da molti psicologi americani il loro padre spirituale, per la sua opera in generale e per il suo
capolavoro, Principi di psicologia (1890). James era molto pi aperto e meno rigoroso nell'uso della
metodologia e seppe anche prendere spunto dalla sua esperienza soggettiva, considerata a partire da una
semplice introspezione, e combinarla con elementi di riflessione teorica e risultati di osservazione. In questo
modo egli pervenne ad una serie di importanti conclusioni relative a molti ambiti di funzionamento mentale.
Per quanto James avesse un'impostazione interessata all'attivit mentale, ai suoi scopi e alla sua funzione
(si parlato a questo proposito di orientamento funzionalista), egli aiut psicologi di svariate impostazioni
come Thorndike, che fece sperimentazioni sui gatti nella casa di James, e come Mary Calkins,
probabilmente la prima importante figura femminile della storia della psicologia.
Orientamenti strutturalista e funzionalista ebbero vari sviluppi e contrasti sintetizzati da Marhaba [1999]. In
particolare, va rilevato che la prospettiva funzionalista, in senso lato, influenz il pensiero di molti psicologi
nordamenicani e contribu allo sviluppo della psicologia sperimentale negli Stati Uniti. Basti pensare che oggi

nessuno utilizza i risultati di Titchener, mentre le idee di James sono considerate attualissime. Questo ci
insegna che, in psicologia, il rigore metodologico ossessivo non sempre "paga".
Poich l'introspezione la via pi primitiva e diretta per accedere alla vita psichica, importante riflettere
sulle sue caratteristiche e implicazioni. Le critiche principali che da sempre sono avanzate nei confronti
dell'introspezione sono:
* la soggettivit
* il fatto che osservando la nostra psiche essa risulta modificata dal dall'atto stesso di osservarla;
* la deformazione che pu verificarsi nell'osservazione e scomposizione di eventi psichici che perdono
dinamicit e unit.
Mentre i vantaggi riguardano soprattutto:
* la possibilit di pervenire direttamente al cuore della vita psichica;
* la possibilit di ritrovare un rifenimento diretto, concreto e personale ai concetti psicologici.
Esistono per alcuni accorgimenti che permettono di superare almeno in parte i limiti dell'introspezione, per
esempio:
* ottenere osservazioni ripetute corrispondenti;
* mostrarne la coerenza con altri indicatori pi sicuri;
* ottenere resoconti introspettivi che combaciano con quelli ottenuti da altri individui.
Quando l'introspezione procede in modo attento e sistematico pu rappresentare un metodo di analisi
efficace che, in qualche modo, pu essere usato da vare approcci, come per esempio dalla fenomenologia
sperimentale nell'uso del pensiero ad alta voce ecc.

7.

Le origini della psicologia scientifica in Italia

Non possiamo concludere questo capitolo sulle origini della psicologia scientifica senza fare un cenno alla
realt italiana. A questo proposito, va precisato che un excursus sulla storia del pensiero in Italia rinverrebbe
importanti contributi anche nell'Ottocento. Alcuni di questi si inseriscono nel periodo di ripresa dello studio
dei pensatori classici, altri invece prendono spunto da nuovi percorsi intellettuali. Per esempio, il pensiero
cristiano ha portato in Italia ad elaborazioni che hanno implicazioni importanti per la psicologia. Sul versante
opposto, materialismo e positivismo crearono le basi per un progressivo svincolarsi della psicologia dalla
religione e per lo studio della psiche come oggetto delle scienze naturali. L'avvio di una considerazione
positivista della psicologia pu essere associato alla pubblicazione nel 1870 di un testo di Roberto Ardigll
intitolato, molto significativamente, La psicologia come scienza positiva. Un personaggio molto conosciuto e
rappresentativo di questo tipo di cultura fu Cesare Lombroso, che riprese l'antica idea di associare
caratteristiche somatiche a caratteristiche della personalit. In particolare, dallo studio della forma dei crani
di criminali Lombroso pervenne a conclusioni sulla relazione fra caratteristiche della testa e personalit
delinquente.
Un'altra studiosa di tutt'altro orientamento e sensibilit, ma ugualmente celebre - anzi, ancora pi famosa
essendo ricordata e commemorata in tutto il mondo -, che non fa parte della comunit scientifica psicologica
in senso stretto fu Maria Montessori (1870-1952). La Montessori, al contrario di Lombroso, dava maggiore
peso al ruolo dell'esperienza e pensava che con procedure educative idonee (essa, per esempio, ne
propose molte basate sull'educazione percettiva e sulla presentazione di materiale sensoriale) anche
bambini in difficolt potevano essere aiutati. Proprio in prossimit delle strutture che attualmente ospitano i
dipartimenti psicologici degli atenei romani si trova il luogo in cui la Montessori, a cavallo del Novecento,
avvi le sue pionienistiche esperienze educative.

In Italia la vera e propria psicologia accademica fu purtroppo imbrigliata a lungo da preconcetti filosofici
[Marhaba 1981] e fu ulteriormente danneggiata, durante il periodo fascista, da preclusioni ideologiche che ne
limitarono fortemente la crescita. Tuttavia, gi dalla fine dell'Ottocento, avevano cominciato a essere create
cattedre e piccoli istituti di psicologia. Nel 1889 venne fondato a Roma un pnimo laboratorio psicologico
aperto da Sergi, seguito poi da quello pi organizzato di De Sarlo a Firenze. Altre sedi importanti furono
quelle di Torino (con Kiesow), Padova (con Benussi) e Milano, ove ebbe un ruolo centrale - presso
l'Universit Cattolica da lui fondata - padre Agostino Gemelli, esempio prototipico della possibilit di
conciliare ricerca psicologica e pensiero cristiano.