Sei sulla pagina 1di 116

Logopedia

Disciplina che si occupa della gestione terapeutica abilitativa e riabilitativa dei disordini di Comunicazione Voce Linguaggio

Comunicazione
Scambio di messaggi o di informazioni fra 2 o pi persone
Attraverso canali multimodali che uniscono un apparato sensoriale (ingresso messaggi) con un sistema espressivo (uscita messaggi) Uso di segni arbitrari, raggruppabili in codici, scelti liberamente in base alle condizioni geografiche, storiche, economiche, politiche, culturali Per necessit o per desiderio

Logopedia
Possibilit di riabilitazione dipendenti da numerose variabili: Natura del disturbo Natura e entit della causa Et e stato generale del paziente Contesto comunicativo del paziente

Linguaggio
Linguaggio: funzione adattativa pi caratteristica e specifica delluomo, abilit di comunicare attraverso simboli comuni Nella patologia si distinguono
Disordini della comunicazione in et evolutiva (assenza del linguaggio, ritardo del linguaggio) Disordini della comunicazione nella et adulta

Linguaggio
Funzione cognitiva, uno dei molti mezzi di comunicazione
Che praticamente mai viene impiegato da solo Che ha delle soluzioni alternative Che deve essere considerato in una serie di contesti

Parametri principali della comunicazione linguaggio


Spinta volitiva ( Motivazione)
Mezzi cognitivi-decisionali superiori (Intelligenza)

Strumenti periferici

Spinta volitiva ( Motivazione)


Quanto maggiore sar la voglia tanto maggiore sar il numero di messaggi Pi stimolante lambiente pi ricchi, vari e numerosi saranno i messaggi

Spinta volitiva ( Motivazione)


Disponibilit a recepire i messaggi da altri, possibilit quindi di stabilire una relazione Le persone che comunicano fra loro formano un gruppo con regole proprie Regole Socialie con un proprio Patrimonio Culturale

Mezzi cognitivi-decisionali superiori (Intelligenza)


Garantiscono la qualit dei messaggi con diversi gradi di sofisticazione La loro alterazione determiner:

1. Deficit mentale: mancanza di tali strumenti 2. Demenza: perdita di tali strumenti che sono stati acquisiti

Strumenti periferici
Impressivi: Sensorio-Percettivi Espressivi: Esecutivo-Prassici

Garantiscono: 1. Accesso delle informazioni 2. Uscita delle informazioni

Categoria gerarchica comunicativa applicabile anche al linguaggio


Si possono sintetizzare 3 gruppi di disordini
Disordini della fonazione Disordini della articolazione verbale Disordini delle funzioni fasiche

Disordini del linguaggio

1. 2. 3. 4. 5. 6.

Mutismo: perdita totale della capacit di parlare, pu essere espressione di: Afasia Disartria Mutismo acinetico (sindrome frontale) Sindrome extrapiramidale (M.di Parkinson) Disordini non neurologici (patologie faringolaringee) Sindromi psichiatriche (catatonia)

Disartrie
Deficit dellaspetto puramente articolatorio della produzione verbale, esecuzione di programmi motori, pu essere clinicamente indipendente da disturbo del linguaggio (aspetti legati a scelta di vocaboli, sintassi, selezione dei suoni reali)

Eloquio possibile grazie alla complessa interazione tra 3 sistemi neuromuscolari: 1. Respiratorio 2. Articolatorio 3. Laringeo

Disartrie
1. 2. 3. 4. 5. 6. Aspetti che contribuiscono alla articolazione Respirazione Fonazione Qualit della voce Risonanza Articolazione Prosodia

Disartrie
Respirazione Valutare 1. Apporto del respiro durante leloquio, es. frasi corte per apporto insufficiente 2. Ciclo inspirazione-espirazione es. improvvise interruzioni del respiro 3. Coordinazione inspirazione allinizio della fonazione, es. perdita di aria

Disartrie
Fonazione
Timbro, valutare a. Adeguatezza a et e genere b. Variazioni improvvise o tremolio della voce Tono, valutare a. Se la voce sufficientemente alta b. Presenza di scoppi improvvisi di tono alto o se il tono si abbassa man mano durante il discorso

Disartrie
Qualit della voce
1. Voce aspra, raschiante 2. Voce sforzata o strozzata

3. Eventuali improvvise interruzioni della voce

Disartrie
Risonanza Valutare 1. Se vi un tono nasale 2. Se vi fuga di aria dal naso durante il discorso 3. Se vi aumento dei toni nasali

Disartrie
Articolazione
1. 2. 3. 4. 5. Valutare se Il suono delle consonanti riprodotto con precisione, se diminuito o fuso Vi difficolt nel passare da una consonante allaltra La difficolt a pronunciare le consonanti sistematica o irregolare Le vocali sono alterate in modo da perdere la loro identit I suoni vengono eccessivamente prolungati

Disartrie
Prosodia
Valutare Se il discorso troppo lento o troppo rapido 1. La lunghezza delle frasi, eventuali interruzioni, pause o silenzi ingiustificati 2. Se vi sono intervalli prolungati tra le parole o le sillabe 3. Se laccentazione corretta, se ridotta sulle parole chiave o sulle sillabe 4. Se vi una intensit eccessiva di voce su sillabe o parole che non la richiedono

Disartrie
Insufficienza velo-palatina: fuga di aria dal naso nella pronuncia di suoni non nasali, voce nasale (normalmente palato molle e faringe durante la produzione di suoni non nasali ostacolano il passaggio di aria attraverso il naso tramite la loro occlusione) CAUSE Danno del nervo vago (ramo faringeo), unilaterale disturbo lieve, bilaterale sintomatologia severa Miastenia e miopatie Lesioni bilaterali delle vie cortico-bulbari (spasticit rallentamento movimenti faringe e palato molle, movimenti asincroni durante lemissione della voce: palato molle simmetrico, riflesso palatino accentuato)

Disartrie
Paralisi della lingua: (lesione XII NC)

1. Unilaterale: raramente disturbo produzione verbale 2. Bilaterale: disartria marcata con distorsione di tutte le consonanti linguali (/l/, /r/) Disturbi motori muscoli mimici (paralisi faciale) ipostenia della muscolatura buccale e rigonfiamento delle guance quando vengono prodotti suoni occlusivi (/p/, /b/): 1. Unilaterale: deficit lieve 2. Bilaterale: deficit severo e difetto anche di suoni fricativi labiodentali (/f/, /v/)

Disartrie
Deficit del nervo laringeo ricorrente ( ramo del n. vago): emissione di frasi corte, voce ipofonica, e lieve stridore inspiratorio; a volte voce rauca Una lesione vagale pi rostrale compromette anche la funzione palatale e rinolalia
Lesioni multiple delle componenti motorie dei nervi cranici: ipofonia, rinolalia, emissione nasale di aria, stridore inspiratorio, frasi corte, consonanti imprecise, voce velata, monotona e non modulata

Disartrie

1. 2. 3. 4. 5. 6.

Lesioni bilaterali del tratto cortico-bulbare


spasticit, lentezza nel parlare voce aspra, distorta, velata, soffocata e rinolalica consonanti imprecise vocali distorte tono basso e monocorde frasi brevi, cadenza alterata

Disartrie
Lesioni cerebellari pause articolatorie irregolari, distorsioni di vocali, cadenza accentuata, prolungamento dei suoni, aumento dellintervallo di tempo tra una parola e laltra, voce stridula e diminuzione della fluenza
Disartria ipocinetica (tipica della malattia di Parkinson) brevi accelerazioni del discorso, aumento della fluenza, voce monotona e ipofonica, cadenza alterata, consonanti imprecise, voce stridula, basso volume, pause inappropriate e palilalia

Disartrie
Disartria ipercinetica fluenza variabile, consonanti imprecise, pause inappropriate, disturbi articolatori irregolari, vocali distorte, voce stridula, emissione soffocata o sforzata, monotonia

Disartrie
Prove test utili per identificare le alterazioni: La ripetizione di suoni quali /pa/, /ta/, /ka/ fornisce una buona indicazione su tipo di disturbo 1. Il suono /pa/ dipende dal muscolo orbicolare (VII NC) 2. Il suono /ta/ dipende da corretto funzionamento dei mm. della punta della lingua (XII NC) 3. Il suono /ka/ dipende dalla parte posteriore della lingua e dal palato (IX, X, XII NC)

Disartrie
Una fluenza ritmica ma lenta implica una lesione bilaterale del primo motoneurone Un ritmo irregolare presuppone una lesione cerebellare Il passaggio di aria attraverso le narici proprio di una debolezza del palato

Disfonia/Afonia
Disturbo della fonazione
Si esamina chiedendo di emettere la vocale /a/ pi a lungo possibile in maniera continuativa

Il suono dovrebbe essere: chiaro e stabile, con volume appropriato

Disfonia/Afonia
Una ipotonia dei muscoli laringei determina voce velata e volume diminuito
Paralisi unilaterale delle corde vocali produce una voce meno velata ma pi stridula delle lesioni bilaterali, diplofonia (due suoni prodotti simultaneamente poich vi sono 2 differenti frequenze di vibrazione in ciascuna delle 2 corde vocali) Paralisi in adduzione delle corde vocali (deficit bilaterale del laringeo ricorrente) voce apparentemente normale stridore inspiratorio per mancata apertura della glottide

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA LARINGEA (FONATORIA)
VELOFARINGEA

ORALE

Mopatie

Voce bassa, velata, Rinolalia, basso volume, emissione nasale diplofonia Simile alla precedente, ma fluttuazioni e miglioramento con riposo Simile alla precedente, ma fluttuazioni e miglioramento con riposo

Vocali e consonanti alterate in base ai mm coinvolti Simile alla precedente, ma fluttuazioni e miglioramento con riposo

Miastenia gravis

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA
Lesione XII NC

LARINGEA (FONATORIA)
Normale

VELOFARINGEA Normale

ORALE
Atrofia, ipostenia, fascicolazioni lingua, scialorrea, consonanti e vocali imprecise

Lesione X NC

Voce rauca, velata, basso volume, diplofonia

Rinolalia, Normale emissione nasale (lesione sopra ramo faringeo)

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA LARINGEA (FONATORIA)
Normale VELO-FARINGEA

ORALE

Lesione VII NC

Normale

Debolezza orbicolare bocca, consonanti e vocali imprecise Debolezza mm. mandibolari, consonanti e vocali imprecise

Lesione V NC

Normale

Normale

Lesione multiple NC Voce velata, vol. ridotto, stridore inspiratorio, monotonia

Rinolalia, emissione Vocali e consonanti nasale imprecise

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA
Lesione corticobulbare

LARINGEA (FONATORIA)
Iperadduzione corde vocali, voce forzata, soffocata, stridula, tono variabile, monotono

VELO-FARINGEA ORALE Rinolalia Consonanti imprecise, emissione lenta, scialorrea, aumento riflesso palatino Articolazione rallentata, consonanti imprecise, frasi brevi, vocali distorte

Sclerosi laterale amiotrofica

Voce forzata, aspra, Rinolalia, umida, gorgogliante, emissione nasale vibrazioni nella emissione prolungata vocali

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA
Malattia di Parkinson

LARINGEA (FONATORIA)
Emissione debole, voce rauca, basso volume, monotona

VELO-FARINGEA ORALE
Normale Emissione verbale accelerata, ripetizioni, cons. imprecise

Malattia cerebellare

Tremore, variazioni della melodia

Normale

Interruzioni articolatorie irregolari, cons. imprecise, accentazione eccessiva e uguale su tutte le sillabe di ogni parola

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA LARINGEA (FONATORIA)
VELO-FARINGEA ORALE Normale Improvvise alterazioni pronuncia vocali e consonanti Disartria ipercinetica- Improvvise corea alterazioini tono o melodia, arresti fonatori e stridore

Disartria ipercinetica- Alterazioni graduali distonia tono e melodia, arresti fonatori e stridore

Normale

Prolungata pronuncia vocali e consonanti Prolungata pronuncia vocali e consonanti

Disartria velopalatina Contrazioni ritmiche Contrazioni ipercinetica-mioclono mm. faringei ritmiche (1-4 sec) intrinseci e estrinseci (1-4 sec)

Diagnosi differenziale di disartria


MALATTIA LARINGEA (FONATORIA)
VELO-FARINGEA ORALE Normale Quasi normale

Disartria ipercinetica- Alterazioni ritmiche tremore fonatorio tono e melodia, arresti fonatori in adduzione, sforzo compensatorio Disartria ipercinetica- Grugniti, guaiti, sindrome di Tourette grida, schiarimenti di voce, gargarismi, gemiti

Sbuffi, aspirazioni

Fischi, schiocchi, baci, sputi, suoni incomprensibili, ecolalia, coprolalia

Linguaggio
Strumento di comunicazione
Capacit di utilizzare, per comunicare oralmente o per iscritto, gli elementi del codice linguistico ossia i fonemi (consonanti e vocali) e le parole, selezionandoli e combinandoli in modo da esprimere messaggi linguistici che trasmettano il proprio pensiero
Traduzione dei contenuti di coscienza in comportamento verbale

Linguaggio
Scambio di messaggi o di informazioni fra 2 o pi persone attraverso canali multimodali che garantiscono questi scambi
A. Canale uditivo-verbale-fonatorio B. Canale visivo-grafico C. Canale visivo-mimico-gestuale

Dominanza
Implica che un emisfero contenga dei sistemi specializzati per alcuni processi, rappresentazioni o programmi che nellaltro emisfero non sono presenti o sono poco sviluppati. Lemisfero non dominante da solo, talvolta, non capace di mediare una specifica attivit.

Specializzazione emisferica per il linguaggio

Le aree del linguaggio sono localizzate nellemisfero dominante che quello sinistro nella quasi totalit dei destrimani e in oltre i 2/3 di mancini e ambidestri

Aree perisilviane
Area di Broca 44: parte infero-posteriore lobo frontale Area di Wernicke 22: 2/3 post.-superiore lobo temporale Aree di connessione cortico-sottocorticali di questi 2 centri:

a. Area 40, giro sopra marginale e opercolo parietale


b. Fascicolo arciforme

Aree marginali
Aree posteriori: carrefour temporo-parietooccipitale Aree anteriori: lobo frontale anteriormente allarea di Broca

Aree perisilviane
Area 22 : recettiva, specializzata nella decodificazione, selezione (evocazione e identificazione) dei fonemi (singole vocali e consonanti del codice linguistico) Area 44: espressiva, specializzata nella codificazione rapida e scorrevole dei fonemi in sequenze verbo-motorie
Area 40 + fascicolo arciforme: collegamento, controllo acustico area 22 e chinestesico area 40 sulla espressione orale

Aree perisilviane
La collaborazione funzionale di tutte queste strutture sembra sia indispensabile:
alla corretta utilizzazione dei fonemi della lingua parlata alla ripetizione che impegna selettivamente luso dei fonemi, capacit di identificarli con precisione nella corrente sonora del messaggio percepito e di riprodurli fedelmente in identica sequenza.

Aree marginali
Queste aree vengono a maturazione pi tardi di quelle perisilviane, dopo i 2 anni, sono indispensabili alluso delle parole intere in quanto segni linguistici dotati di significato.

Aree marginali
Aree posteriori
Indispensabili nella selezione delle parole Costituite dal carrefour temporo-parieto-occipitale, uniscono larea di Wernicke alle altre aree associative sensoriali, specialmente a quelle visiva

Questo complesso sistema di interconnessione garantisce la acquisizione nel bambino di un vocabolario in quanto impara il significato delle parole collegandole alle immagini Tale collaborazione nelladulto costituisce la costruzione di un codice di diverse migliaia di parole significative

Aree marginali
Aree anteriori

Indispensabili nella combinazione delle parole in frasi


Alcune di queste aree sono connesse a circuiti sottocorticali della sfera istintivo-emotiva e la loro complessa funzione permetterebbe alla intenzioneiniziativa di comunicare di tradursi in attivit espressiva autonoma : il bambino diviene capace di ordinare le parole in un discorso coerente.

Disordini del linguaggio


Afasia: disturbi del linguaggio acquisiti, conseguenti a danno di determinate strutture dellencefalo ( Alexander e Benson, 1997) Disfasia: disturbi del linguaggio congeniti o acquisiti nellet evolutiva

Esame del paziente afasico


Produzione verbale
Comportamento nella espressione orale spontanea nelle descrizione di attivit abituali

1. Eloquio fluente : ricco di parole, talora sovrabbondante, frasi lunghe 2. Eloquio non fluente: ridotto al minimo, frasi molto corte con struttura sintattica semplificata

Esame del paziente afasico


Prosodia e intonazione
Normale melodia Alterata in modo monotono

Esame del paziente afasico


Parafasie fonemiche o letterali
Trasformazionedeformazione dei fonemi ( es. assordamento P/K/T al posto di B/C/D, errori tipo tarolo invece di tavolo) Metatesi: anteposizione o posposizione di un gruppo sillabico di una parola es. talovo invece di tavolo

Esame del paziente afasico


Elisioni es. autobile invece di automobile
Assimilazioni es. pappello invece di cappello Inceppo-arresto della articolazione di una parola Scansione: netta separazione tra fonemi della parola (pazienti che sembrano avere accento straniero)

Esame del paziente afasico


Difficolt nel reperire parole necessarie per esprimersi Anomia: difficolt a trovare il nome degli oggetti, uso di parole passe-partout tipo coso; perifrasi per mascherare la difficolt o espressioni pleonastiche

Parafasie verbali: parole errate inserite nel contesto del discorso es. tovaglia al posto di telefono

Esame del paziente afasico


Difficolt nel reperire parole necessarie per esprimersi
Parafasie semantiche: parole errate ma semanticamente simili alla parola non reperita es. bicchiere invece di bottiglia

Neologismi: parole inesistenti nel vocabolario e non riconducibili ad alcuna altra


Gergo: linguaggio incomprensibile formato sostanzialmente da neologismi e parafasie
NB La parola non reperita non persa in assoluto, ma non accesssibile al paziente in quel momento, pu essere prodotta attraverso frasi o espressioni automatiche, oppure essere reperita in altra occasione.

Esame del paziente afasico


Errori grammaticali
Agrammatismo: omissione di articoli, aggettivi, avverbi, preposizioni e uso di verbi allinfinito linguaggio telegrafico: frasi brevi e con struttura semplificata Paragrammatismo: errori nellordine delle singole parti delle frasi, uso di forme grammaticali errate, raddoppiamento di parti della frase

Esame del paziente afasico


Comprensione verbale orale
Si valuta la risposta a un ordine verbale semplice evitando di comunicare al paziente lordine con modalit gestuale
Vari modi di valutare questa funzione: es. chiedere di toccare oggetti posti di fronte oppure uso di test specifici Ripetizione

Lettura
Scrittura

Esame clinico del linguaggio


1. Linguaggio spontaneo a. Intervista informale b. Compiti strutturati c. Sequenze automatiche 2. Denominazione 3. Comprensione orale

Esame clinico del linguaggio


2. Ripetizione
3. Lettura a. Lettura da alta voce b. Comprensione della lettura Scrittura a. Scrittura spontanea b. scrittura su dettato c. Copia

Disturbi Cognitivo-Motori e Aprassia


Perch il sistema motorio interagisca con lambiente sono necessari 2 programmi, il prassico e lintenzionale
Il programma prassico fornisce al sistema motorio (piramidale e extrapiramidale) la conoscenza del come fare una sequenza di movimenti, curando gli aspetti temporospaziali del movimento

Il programma intenzionale fornisce al sistema linformazione su quando muoversi

Disturbi Intenzionali (Quando)


Il sistema intenzionale fornisce diversi tipi di istruzione sugli scopi 1. Quando iniziare il movimento 2. Quando non cominciare un movimento 3. Quando continuare o mantenere un movimento o una postura 4. Quando finire il movimento

Disturbi Intenzionali (Quando)


Emisfero destro: dominante nellattivit intenzionale (ancora non ben note le basi anatomo-fisiologiche) importanza del sistema limbico (ruolo nella motivazione) che ha 2 output principali verso la corteccia

1. da parte dellippocampo
2. attraverso il giro del cingolo

Disturbi Intenzionali (Quando)


Lobi frontali sono fondamentali nel circuito dellattivit intenzionale delluomo; diversi tipi di deficit :

1. Neglect motorio degli arti dopo lesioni frontali dorsolaterali 2. Acinesia degli arti e difetto di inibizione della risposta degli arti in lesioni frontali mediali 3. Acinesia oculare dopo lesioni frontali dorsolaterali,

4. Impersistenza motoria e deficit di inibizione degli occhi frequente in lesioni frontali dorsolaterali

Disturbi Intenzionali (Quando)


Acinesia: incapacit di iniziare un movimento in assenza di lesioni cortico-spinali o delle unit motorie, causata da un deficit dei sitemiche attivano questi motoneuroni corticospinali Ipocinesia: ritardo nellinizio della risposta motoria
Deficit di inibizione della risposta: incapacit di inibire la risposta ad uno stimolo sensoriale; risposta non richiesta di una parte del corpo. Diverse forme di deficit ( es. allochiria motoria degli arti o direzionale o disinibizione della risposta ipsilaterale: in compiti a risposta crociata arto ipsilesionale si muove mentre il compito era muovere arto controlaterale)

Disturbi Intenzionali (Quando)


Impersistenza motoria: incapacit di mantenere un movimento o una posizione. Persistenza equivalente intenzionale di vigilanza attenzionale, impersistenza analogo di distraibilit attenzionale
Perseverazione motoria: incapacit di interrompere un movimento o un programma di azioni: incapacit di spostarsi in un diverso programma motorio e ripetizione del primo programma. Perseverazione cognitiva: uso inappropriato di strategie cognitive utilizzate precedentemente per risolvere un compito diverso.

Disturbi Prassici (Come)


Quando si utilizza un oggetto i programmi prassici forniscono diversi tipi di istruzioni: Come posizionare un arto Come muovere un arto nello spazio (traiettoria spaziale). Questo programma pu contenere informazioni: 1. 2. allocentriche (in relazione agli oggetti con cui lorganismo interagisce) egocentriche (in relazione al corpo dellorganismo stesso)

Disturbi Prassici (Come)

Come orientare gli arti verso il target della loro azione


Come muoversi rapidamente nello spazio, o come temporizzare il movimento Come imitare un movimento Come risolvere un problema meccanico Come ordinare le componenti di unazione

Disturbi Prassici (Come)


Euprassia: funzione specializzata di uno dei 2 emisferi (il sinistro nei destrimani) Capacit di apprendere nuovi compiti motori Capacit di organizzare movimenti in rapida sequenza

Aprassia
Definizione Specifico disturbo della funzione motoria consistente nella incapacit di utilizzare il movimento per lazione intenzionale gesto
Laprassia degli arti un gruppo eterogeneo di disturbi con diversi quadri clinici e substrati anatomici

Aprassia
Quando si definisce la aprassia indispensabile che i segmenti corporei siano in grado di muoversi con forza normale e coordinazione normale Occorre accertarsi che lalterazione non sia dovuta a: Paresi Distonia Ipoestesia Atassia cerebellare Movimenti patologici

1. 2. 3. 4. 5.

Aprassie
Caratteristiche generali

Dissociazione tra gesti automatici e volontari


Dissociazione tra gesti di precoce e di tardiva acquisizione Dissociazione tra gesti significativi e non significativi - Gesti espressivi stato emotivo (mimica, gesticolazione, rabbia, minaccia) - Gesti simbolici (saluto militare, segno della croce) - Gesti privi di alcun significato che il paz. deve imitare a solo scopo di esame, ma che non hanno alcun riscontro nella vita reale

Aprassie
1. 2. 3. 4. 5. Tipi di Aprassia Ideomotoria Conduzione Dissociativa Ideativa Concettuale

Aprassia ideativa
Incapacit di recuperare una serie di atti o una sequenza di azioni/un piano ideativo che conduce a un obiettivo. Nelleseguire un compito che richiede una serie di atti, tali pazienti hanno difficolt nel porre nellordine corretto la sequenza degli atti

Incapacit di utilizzare strumenti e oggetti (GESTI TRANSITIVI) indipendentemente dalla complessit delloperazione NB Confusione nelluso di tale termine, spesso erroneamente utilizzato
per indicare altri tipi di aprassia es per descrivere errori concettuali

Aprassia ideativa
Incapacit di eseguire gesti semplici o complessi che non richiedono luso di strumenti, gesti espressivi e simbolici (GESTI INTRANSITIVI)
Es. saluto militare, segno della croce, fare marameo, fare le corna, segno della fame..

Aprassia ideativa
Es. per accendere una sigaretta il paziente la estrarr dal pacchetto poi la strofiner nella scatola dei fiammiferi invece di portarla alla bocca Il paziente non in grado di utilizzare loggetto sia in sua presenza che invitandolo a mimarne luso (es. come si usa uno spazzolino da denti)

Aprassia concettuale
Deficit delle conoscenze necessarie per selezionare e utilizzare correttamente strumenti e oggetti
Errori concettuali e di selezione degli strumenti Incapacit di richiamare il tipo di azione associata ad uno specifico strumento, utensile o oggetto (conoscenza dellazione strumento-oggetto) e talvolta errori di contenuto (es in un compito di uso del cavatappi attraverso pantomima o in presenza delloggetto il paziente potrebbe pantomimare luso del martello o utilizzare il cavatappi come un martello)

Aprassia Ideomotoria
Tipo pi comune di aprassia, in genere da lesioni dellemisfero sinistro nei destrimani e dellemisfero destro nei mancini, lesioni corpo calloso, lobo parietale inferiore e aree premotorie Incapacit di posizionare correttamente un arto, di muoverlo correttamente nello spazio e di orientarlo Nel tentativo di compiere movimenti esperti gi appresi in precedenza, comprese pantomime, imitazione e uso di oggetti reali, errori nella produzione spaziale e temporale

Aprassia ideomotoria
Incapacit di tradurre lidea del gesto Il soggetto ha progettato bene lazione nel suo complesso, con sequenze e successione corrette, ma non realizza il movimento giusto perch impossibilitato a comunicare il piano alle strutture deputate alla esecuzione di quel gesto

La maggior parte degli errori avvengono quando si chiede di pantomimare atti transitivi sotto comando verbale, la prestazione solitamente migliora con limitazione

Aprassia ideomotoria
Nelluso di oggetti errori nellorientamento delle braccia verso un target immaginario (fingere di tagliare un pezzo di carta utilizzando forbici immaginarie, orientamento in un piano non consistente, non in quello sagittale) Errori di traiettoria spaziale (non coordinazione dei movimenti verso la direzione spaziale desiderata, spesso articolazioni che dovrebbero muoversi ferme mentre si muovono articolazioni che dovrebbero stare ferme, es. nel mimare luso di un cavatappi rotazione delle spalle mentre gomito e polso sono fermi) Errori temporali: ritardo lungo prima dellavvio e interruzioni multiple e brevi

Aprassia bucco-faciale
Incapacit di eseguire movimenti buccofaciali a comando e per imitazione Es. mostrare la lingua, fischiare, soffiare, dare un bacio, schioccare la lingua

Aprassia costruttiva
Cattiva prestazione in compiti che richiedono al soggetto di costruire qualcosa (es. un disegno oppure costruzione con cubi) a partire da elementi che devono esser composti secondo regole precise, es la costruzione in senso verticale, orizzontale, copia di disegni (quadrati, triangoli..) Errori: omissioni di linee presenti nel modello, aggiunta di tratti, spostamenti di posizione o rotazione dei segmenti costitutivi.

Aprassia di abbigliamento
Difficolt nel vestirsi, i pazienti non riescono a orientare in modo corretto gli indumenti rispetto al proprio corpo In alcuni casi paz. che non vestono in modo selettivo gli arti di sinistra.

Aprassia
Nonostante laprassia costrutttiva e quella dellabbigliamento siano disturbi dellapprendimento di abilit che coinvolgono luso degli arti, questi sono spesso associati a neglect e disturbi della percezioine visiva.

Agnosie
Termine derivato dal greco non conoscere
Disordine della identificazione di oggetti per insufficiente elaborazione centrale di tutte o di alcune informazioni trasmesse attraverso una singola modalit sensoriale

Agnosie
Nella definizione di agnosia necessario accertarsi che
Canale sensoriale (recettori-vie-aree corticali) indenne Vigilanza tale da garantire operazioni conoscitive e formulazione delle risposte richieste Attenzione conservata Esplorazione attiva delloggetto possibile Meccanismo di risposta (verbale, non verbale) indenne Disordine circoscritto ad una modalit sensoriale, il che implica che lo stesso oggetto pu essere identificato attraverso unaltra modalit sensoriale.

Agnosie visive
Forma di agnosia pi comune, caratterizzata da uno spettro di disturbi Agnosia appercettiva: compromissione del riconoscimento di oggetti, forme, con capacit visiva primaria preservata, (acuit visiva, discriminazione della luminosit, visione del colore, percezione del movimento e altre capacit visive elementari); conservata coscienza del processo visivo, contrariamente a quanto avviene nella cecit corticale

Nei test di accoppiamento o copia di figure semplici notevolmente deficitario il riconoscimento di forme, oggetti

Agnosie visive
Sindromi correlate alla agnosia appercettiva

Simultanagnosia: incapacit di percepire elementi multipli o diverse parti presentate visivamente (quando viene mostrata una figura complessa con molti oggetti o persone i paz le descrivono a pezzi con frequenti omissioni di materiale e spesso fraintendendo linterpretazione dellintera scena); deficit attenzionale che impedisce di vedere pi di un oggetto alla volta
In genere i simultanagnosici presentano lesioni bilaterali della corteccia parietale posteriore

Agnosia visiva associativa


Disturbo di riconoscimento visivo di oggetti, risparmiata labilit di copia di oggetti che non sono riconosciuti Gli errori di tali agnosici sono legati alle caratteristiche locali (es. chiamare una forchetta pettine a causa dei denti) o sono dovuti a impoverimento della visione globale (es. chiamare la saliera un barile) Danno a livello alto della rappresentazione percettiva della forma delloggetto Comunemente lesioni temporo-occipitali postero-inferiori, spesso bilaterali, in alcuni casi solo a sinistra o a destra.

Agnosia visiva associativa


Diversi tipi di deficit di riconoscimento
Prosopoagnosia: agnosia per le fisionomie, disturbo selettivo di identificare i volti di persone familiari, uso di altri indizi per il riconoscimento, come la voce, abiti particolari, taglio di capelli (lesioni emisfero destro o bilaterale)

Alessia pura: deficit di riconoscimento delle parole presentate visivamente, con sistema uditivi di riconoscimento intatto e abilit di scrittura conservata

Agnosie uditive
Disordine di identificazione di suoni non verbali e rumori con integrit udito elementare Lesioni emisfero destro: disordini percettivodiscriminativi Lesioni emisfero sinistro: disturbi associativosemantici

Agnosie uditive
Spettro di disturbi, incapacit di riconoscere suoni verbali e non verbali

1. Sordit corticale: deficit di percezione uditiva, anomalie nellaudiologia dei toni puri, nella localizzazione dei suoni, nellanalisi audiologica temporale (per lesioni bilaterali lobo temporale, giro di Heshl) 2. Agnosia uditiva non verbale o agnosia uditiva per i suoni o per i suoni ambientali: non riconoscimento di oggetti comuni o eventi attraverso il loro suono (es. cane che abbaia, chiave che tintinna, porta che sbatte), in assenza di sordit corticale. Frequenti errori basati acusticamente (squillo di telefono confuso con rumore di vagone ferroviario, suono di clacson confuso con un grido)

Agnosie uditive
Agnosia uditiva verbale: disturbo di comprensione del linguaggio parlato non spiegabile con deficit uditivi tipo sordit corticale, agnosia non verbale o deficit linguistici tipo afasia (risparmio dei processi sensoriali primari, riconoscimento di suoni ambientali non verbali, risparmio delle abilit di lettura e di scrittura ed eloquio spontaneo)
Amusia uditiva: perdita di abilit di riconoscere musica di ascolto, come distinguere la voce di un cantante o riconoscere alcune melodie apprese precedentemente

Agnosie tattili
Diversi livelli di destrutturazione.
Anilognosia: incapacit di identificare caratteristiche elementari delloggetto (durezza, ruvidit, calore..) non riconoscimento della materia che lo costituisce Amorfognosia: incapacit di riconoscere forma e dimensioni

Agnosia associativa: incapacit di identificare loggetto in assenza di anilognosia e amorfognosia (simbolizzazione)


Sede lesionale : lobo parietale destro

Disordini dello schema corporeo


Somatognosia= schema corporeo
Immagine spaziale tridimensionale che ognuno di noi ha del proprio corpo, prodotta dalla sintesi delle diverse esperienze sensoriali combinate con un meccanismo corticale specifico di integrazione (substrato anatomico:lobo parietale)

Disordini dello schema corporeo


Lesioni del lobo parietale destro determinano un disordine somatognosico limitato allemicorpo sinistro
Lesioni dellemisfero dominante per il linguaggio provocano disintegrazione bilaterale della somatognosia

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero destro
Asomatognosia: negligenza limitata allemicorpo sinistro (paz. seduto sembra aver dimenticato la natica sinistra che resta fuori dalla sedia; stanghetta degli occhiali a destra correttamente infilata a sinistra pende a fianco dellorecchio)

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero destro Aspontaneit motoria: paziente dimentica larto superiore sinistro pur in assenza di grossolana paresi Anosognosia: negazione dellesistenza di malattia a carico del alto del soma colpito

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero destro
Anosodiaforia: indifferenza alla malattia (pur riconoscendo una paresi o plegia degli arti di sinistra il paziente non se ne preoccupa, la considera insignificante)

Somatoparafrenia: proiezione della infermit fuori dal proprio corpo; il malato attribuisce ad altra persona larto malato.

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero sinistro
Autotopoagnosia: incapacit, difficolt a indicare su ordine verbale parti del proprio corpo, dellesaminatore o di una figura

1. invitato a indicare il suo gomito il paziente guarda perplesso lesaminatore dichiarando che non sa pi dove si trovi 2. oppure indica unaltra parte del corpo oppure sbaglia lato (Errore Topografico) 3. oppure utilizza un comportamento tipo condotta di approccio ossia arriva alla parte dopo diversi tentativi es. tocca prima la spalla poi lentamente cercando conferma arriva fino al gomito

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero sinistro
Agnosia digitale: incapacit di indicare, riconoscere, muovere su comando, denominare le dita di ambedue le mani sia sul proprio corpo che sullesaminatore Disorientamento destra-sinistra: errori e difficolt nella discriminazione tra destra e sinistra

Disordini dello schema corporeo


Lesioni dellemisfero sinistro
1. 2. 3. 4. Sindrome di Gerstmann caratterizzata da: Agnosia digitale Disorientamento destra-sinistra Acalculia Agrafia (Lesione della giunzione parieto-occipitale sinistra in assenza di afasia, aprassia, disturbi motori o sensitivi)

Disturbi dellorientamento nello spazio extracorporeo


Comprendono disordini della capacit di acquisire e di elaborare informazioni relative ai rapporti tra stimoli extracorporei e soma corporeo e di adeguarvi il comportamento

Disturbi dellesplorazione
1. Emi-inattenzione (Agnosia spaziale unilaterale) Negligenza a stimoli provenienti dallemispazio controlaterale allemisfero leso Discrepanza di registrazione e ricerca degli stimoli tra i due emi-spazi

2.

3.

Estinzione di uno dei due stimoli somministrati contemporaneamente e in modo spazialmente simmetrico rispetto al piano sagittale mediano; lo stimolo estinto, trascurato quello controlaterale allemisfero leso

Disturbi dellesplorazione
Comportamento conseguente: caratterizzato da difetto di esplorazione spaziale, meccanismo preliminare per la percezione degli stimoli

Aspetti semeiologici dei disturbi dellesplorazione


A) Mancata esplorazione visiva e tattile emispazio controlaterale alla lesione Lesione emisfero destro (aree posteriori) compito: 1. raccogliere una serie di oggetti posti davanti sono raccolti solo quelli di destra, 2. barrare cerchi disegnati su un foglio trascurati quelli posti a sinistra del foglio, 3. mangiare lasciato il cibo posto nella parte sinistra del piatto

NB: anche in assenza di emianopsia oppure se questa presente questi errori sono compiuti anche quando il compito viene eseguito interamente nel campo visivo risparmiato. Il paziente esplora esclusivamente lemispazio indenne

Aspetti semeiologici dei disturbi dellesplorazione

B) Omissione dei dettagli di met dei disegni eseguiti: es. disegno solo della met destra di un fiore oppure rappresentati solo gli arti di destra di un pupazzo C) Associate spesso anosognosia, somatoparafrenia

Sindrome di Balint (lesioni bilaterali P.O.)

1. 2. 3. 4.

Si definisce con questo termine un comportamento patologico complesso caratterizzato da: Incapacit di volgere lo sguardo verso uno stimolo che compaia perifericamente rispetto al punto di fissazione, in assenza di deficit della oculomozione o campimetrici Lentezza dei movimenti di sguardo quando sollecitato verbalmente o dei movimenti di inseguimento di un bersaglio Attenzione visiva ristretta alloggetto che cade nel punto di fissazione, negligenza pi o meno completa di qualsiasi stimolo che cada allesterno della zona che cade nella macula Lo stimolo, percepito in quanto capitato nella retina maculare, viene raggiunto dalla mano con titubanza, incertezza, pur essendo il paz. esenta da disturbi sensitivi o cerebellari