CALCOLO MENSOLE ISOLANTI
Una mensola isolante è composta da un elemento inferiore lavorante a compressione (puntone) e da un
elemento superiore lavorante a trazione (tirante). Si consideri lo schema riportato nella figura sottostante,
che rappresenta una generica mensola isolante collegata al traliccio nei punti A e B (cerniere) e caricata
dalla linea nel punto C: l’elemento puntone BC, dovendo sostenere un carico di compressione, è concepito
come biella incernierata agli estremi, mentre, l’elemento tirante AC è formato da una catena di isolatori tra
loro incernierati e quindi privo di rigidezza flessionale.
Fintantoché l’azione assiale nell’elemento AC risulta di trazione, tale configurazione si può assimilare ad un
arco a tre cerniere isostatico ma, non appena l’azione assiale nell’elemento AC diventa negativa, lo schema
strutturale cambia completamente e diviene labile (la biella BC può ruotare attorno al punto B).
In tale situazione, da evitare, la valutazione degli delle sollecitazioni sui diversi elementi isolanti diviene
molto complessa a causa del comportamento marcatamente non–lineare dell’elemento AC che si comporta
a tutti gli effetti come una corda.
È quindi fondamentale assicurarsi che l’azione assiale nell’elemento AC resti positiva per qualsiasi
condizione di carico (TPL) considerata nella progettazione e/o nella verifica così da rendere stabile il sistema
“mensola”.
Qui di seguito si riporta lo schema di applicazione dei carichi (i cui versi sono ipotizzati) nella condizione di
carico con conduttori integri (azione longitudinale L = 0) e delle reazioni vincolari (TA, PA, TB e PB) per la
valutazione di tutte le forze agenti nel sistema mediante le equazioni cardinali della statica.
Per l’equilibrio globale alla traslazione in direzione trasversale si ha:
−( T A +T B ) + T=0→ T A +T B =T
Per l’equilibrio globale alla traslazione in direzione verticale si ha:
P A + P B−P=0 → P A + PB =P
Per l’equilibrio globale alla rotazione rispetto al polo C (scelto ad hoc):
−T A ∙ AC ∙ sin ( β+ δ ) + P A ∙ AC ∙ cos ( β +δ )−T B ∙ BC ∙ sin δ+ PB ∙ BC ∙ cos δ=0
Per l’equilibrio locale dell’asta BC alla rotazione rispetto al polo C (scelto ad hoc):
−T B ∙ BC ∙ sin δ+ P B ∙ BC ∙ cos δ=0
Tenendo presente quest’ultima equazione la terzultima può riscriversi nella forma più semplice:
−T A ∙ AC ∙ sin ( β+ δ ) + P A ∙ AC ∙ cos ( β +δ )=0 → T A ∙ sin ( β +δ )=P A ∙ cos ( β +δ )
In definitiva si perviene al sistema di equazioni:
¿
Riscritto in forma ancora più semplice:
{
T A +T B =T
P A + PB =P
P A=T A ∙ tan ( β +δ )
PB =T B ∙ tan δ
Sommando le ultime due equazioni e tenendo presente la seconda si ha:
P=T A ∙ tan ( β +δ )+ T B ∙ tan δ
Sostituendo a T B l’espressione della prima equazione si ha:
P−T ∙ tan δ
P=T A ∙ tan ( β +δ )+ ( T −T A ) ∙ tan δ →T A =
tan ( β+ δ )−tan δ
Conseguentemente:
T ∙ tan ( β+ δ )−P
T B=T−T A =
tan ( β+ δ )−tan δ
P−T ∙ tan δ
P A =T A ∙ tan ( β + δ )= ∙ tan ( β+ δ )
tan ( β +δ )−tan δ
P−T ∙ tan δ
PB =P−P A =P−
tan ( β+ δ )−tan δ
Per quanto riguarda le risultanti delle reazioni vincolari R A e R B corrispondenti rispettivamente alle azioni
assiali sul tirante F T e sul puntone F P:
TA
2 2
√
F T =R A= √ T A + P A = T A + [ T A ∙ tan ( β +δ ) ] =
2 2
( )
=
P−T ∙ tan δ
cos β +δ sin β +δ )−cos ( β +δ ) ∙ tan δ
(
TB T ∙ tan ( β +δ )−P
2 2
√
F P=R B =√ T B + P B= T B + ( T B ∙ tan δ ) =
2 2
=
cos δ cos δ ∙ tan ( β +δ )−sin δ