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Orbitali atomici (atomo di Bohr)

Orbitali molecolari

CH4

C2H4 Legami coniugati

C2H2

Gli orbitali possono sovrapporsi frontalmente dando luogo a legami oppure lateralmente dando luogo a legami . Sovraposizione orbitali p Legame

Grafene singolo strato conduttivo trasparente Nobel per la fisica 2010 Andre Geim Konstantin Novoselov

Forme allotropiche del Carbonio: lo stesso elemento, strutture diverse propriet diverse

diamante

grafite

Tutti legami

SP3 Isolante

SP2 conduttivo

La classificazione dei materiali

I metalli sono elementi chimici che formano solidi che sono opachi alle radiazioni, buoni conduttori di calore ed elettricit e, quando lucidati, buoni riflettenti della luce. La maggior parte dei metalli sono resistenti, duttili e malleabili e, in generale di alta densit. I metalli sono i materiali strutturali pi utilizzati dalla tecnologia attuale ed includono una grossa variet di leghe a base di ferro.

Tipo di legame chimico: covalente, ionico o misto

covalente ionico Questa classe pu essere definita come ogni solido inorganico, non metallico lavorato o utilizzato ad alta temperatura. Immediatamente pensiamo a cose come il vasellame, i sanitari, le mattonelle, la porcellana ecc., sottostimando le applicazioni ad alta tecnologia degli ossidi, carburi e nitruri che sono di grosso interesse industriale. I ceramici includono anche materiali come vetri, grafite e cemento.

Questa classe copre un gruppo di materiali organici con la comune caratteristica di essere legati chimicamente con legami covalenti. Molecole semplici (spesso gruppi carbonio-idrogeno) sono unite in catene molto lunghe da legami covalenti molto forti mentre deboli legami secondari (dipoli, van der Waals, ponti idrogeno) le tengono unite.

Polimeri e polimerizzazione: definizioni La polimerizzazione dei monomeri sviluppa polimeri lineari (termoplastici) e polimeri reticolati (termoindurenti)

Questi materiali non sono mai completamente cristallini e possono essere anche esclusivamente amorfi. Possono essere di origine naturale come le fibre (cotone, seta, lino ecc.) o come il legno o sintetici come molti dei polimeri termoplastici correntemente in uso. Oltre alle materie plastiche i polimeri sono la base per vernici, gomme, e fibre sintetiche.

Polimeri naturali di origine vegetale: terpeni (isoprenoidi)


idrocarburi insaturi derivati dellisoprene presenti negli oli essenziali di molte piante e negli essudati gommosi (oleoresine) degli alberi

lineari

ciclici

Terpenes 1 2 3 4 5 6 7 Monoterpeni Sesquiterpeni Diterpeni Sesterpeni Triterpeni Carotenoidi Gomma

Isoprene unit Atomi di Carbonio 2 10 3 15 4 20 5 25 6 30 8 40 > 100 > 500

Polimeri naturali di origine vegetale: terpeni (derivati dellisoprene)

timolo (origano) carotenoidi

licoprene (pomodoro)

-carotene (carote)

retinolo (vitamina A)

labdanoid

pinene, canfene (rosmarino)

miscele di terpeni ciclici resine

Polimeri naturali di origine vegetale: resina fossile (ambra)

LAmbra la resina di alcuni alberi che ha subito un processo di fossilizzazione. Le ambre pi antiche si trovano in rocce (depositi friabili) risalenti al Carbonifero (300 Ml di anni), mentre le pi abbondanti sono di solo 30-40 Ml di anni (Eocene).

Nelle ambre fossili, le miscele di terpeni ciclici a pi alto peso molecolare (sesquiterpenoidi e diterpenoidi) e di componenti pi volatili (monoterpeni - pinene, carene, limonene, ) delle resine, hanno subito nel tempo e per effetto delle alte pressioni e temperature dei depositi, un lento processo polimerizzazione radicalica dei doppi legami insaturi presenti nella struttura macromolecolare (in assenza di ossigeno).

Polimeri naturali di origine vegetale: resina fossile (ambra) I doppi legami insaturi presenti nelle molecole dei terpeni ciclici delle resine (dove ci sono composti pi piccoli e volatili e composti pi pesanti) subiscono un processo di polimerizzazione radicalica analogo a quello osservato nella resina dellalbero della gomma (cis-poli-isoprene) e, contemporaneamente, una lenta evaporazione dei composti volatili

caucci

isoprene

Polimeri naturali di origine vegetale : Caucci e Gutta-perca Hevea brasiliensis Ficus elastica Palaquium gutta

Lattice di gomma che contiene miscele di polimeri lineari insaturi dellisoprene (di diversa lunghezza)
cis-polisoprene

caucci Addizione radicalica gutta-perca


trans-polisoprene

Polimeri naturali di origine vegetale: polisaccaride - amido e cellulosa

Amido (isotattico)

Cellulosa (sindiotattico)

cellulosa

Ibridazione sp3 Configurazione a sedia: Possibile isomerismo

Forti legami Secondari: Ponti idrogeno

Polimeri naturali di origine animale: polisaccaride - Chitina

Gusci di aragoste, gamberi, granchi, gamberetti e altri crostacei

Unit di-saccaride della poli-(Nacetil-glucosammina)

Unit di-saccaride dellacido ialuronico. Presente nei tessuti connettivi dei mammiferi (pelle)

Polimeri naturali di origine animale: aminoacidi e proteine

ammina

Acido carbossilico

Aminoacido

R -H -CH3 -OH -SH

glicina alanina serina (presente nella seta) cisteina

Polimeri naturali di origine animale: aminoacidi e proteine


- Il legame necessario per formare una catena - Reazione di condensazione: eliminazione di una molecola di acqua - il prodotto (di-peptide) bi-funzionale

<10 aminoacidi: oligo peptidi Reazione di condensazione 11-100 aminoacidi: polipeptidi >100 amino acidi : proteine

Polimeri naturali di origine animale: aminoacidi e proteine

Polimeri naturali di origine animale: aminoacidi e proteine La catena di aminoacidi: macromolecole che per la loro complessa composizione sono in grado di assemblarsi in differenti modi e forme:

La disposizione spaziale Con formazione di legami secondari forti che stabilizzano la forma: Piastrine o eliche

La sequenza spaziale di piastrine , di eliche e di segmenti amorfi

Polimeri naturali di origine animale: cheratine Proteine fibrose principalmente dagli aminoacidi lisina, arginina e cisteina (che contiene Zolfo, S). Presente nella pelle, capelli, cornea, unghie, corno, guscio delle tartarughe

Polimeri naturali di origine animale: Seta (bachi, ragni)

Molti insetti producono filamenti molto resistenti utilizzati per le loro ragnatele o i loro bozzoli

Polimeri naturali di origine animale: Seta (bachi, ragni)

Nella fibra di seta secreta dallinsetto sono presenti due proteine: Sericina e Fibroina Sericina: sostanza gommosa formata da catene degli aminoaci con alta percentuale di Serina (30%)

Fibroina: materiale stutturale a base di Glicina (40%), Alanina (30%), Serina (15%)

Il filamento di seta (Bombix) formato da due bave di fibroina (80%) avvolte da sericina (20%). Nella seta utilizzata come fibra tessile, la sericina viene parzialmente rimossa (seta cruda) o completamente rimossa con il processo di sgommatura.

Polimeri naturali di origine animale: fibre resistenti ed elastiche La elevata resistenza e flessibilit della fibra di seta dipende dai forti legami idrogeno presenti nella struttura secondaria, dalla organizzazione e dalla orientazione delle zone cristalline nella fibra nella struttura terziaria

I legami secondari stabilizzano le piastrine e le eliche La formazione di zone cristalline intercalate da random coils ed eliche impartisce elasticit alla fibra E=3-5 GPa (acciaio 200 GPa) , allungamento a rottura b= 20-30% (acciaio 2%) Lorientazione delle zone cristalline nella direzione dello stiro della fibra le impartisce alta resistenza (2 Gpa, acciaio 3GPa).

Polimeri naturali di origine animale: DNA

guanina

adenosina

tirosina

Lintervento delluomo: sintesi chimiche - polimeri di origine naturale (da non confondere con i polimeri naturali) - polimeri interamente sintetici

Polimeri di origine naturale: Lintervento delluomo Vulcanizzazione del caucci e della gutta-perca Hevea brasiliensis Ficus elastica Palaquium gutta

Lattice di gomma che contiene miscele di polimeri lineari insaturi dellisoprene (di diversa lunghezza)

isoprene

Levaporazione delle componenti volatili e coagulazione del lattice di gomma produce un solido secco elastico

Polimeri di origine naturale: Vulcanizzazione della gomma (1830) Il materiale secco che contiene le catene insature di polisoprene risulta difficile da utilizzare per le scarse caratteristiche meccaniche (tende a fluire) e per la sua appiccicosit. E un materiale viscoelastico con una componente viscosa dominante (una gomma da masticare Chicle, gomma naturale dellalbero Manilkara chicle specie famiglia sapotacee). Charles Goodyear Vulcanizzazione della gomma 1830 circa
Poli-isoprene reticolato

La gomma vulcanizzata un materiale viscoelastico con una componente elastica dominante.

Polimeri di origine naturale: Caucci e Gutta-perca Gomma vulcanizzata Materiale elastico

Poliisoprene 1.4 cis (caucciu)

Ebanite Materiale rigido ma resiliente Poliisoprene 1.4 trans (guttaperca)

1880

guttie 1840

Polimeri di origine naturale: Lacca cinese (7000 AC) Urusciolo, resina (velenosa urticante) ottenuta dalla quercia, edera, urushi tree ed altre piante: una miscela di fenoli

-(CH2)14CH3 edera

-(CH2)7CH=CH(CH2)5CH3 quercia

Dinastia Yuan 1271 - 1368

Per ossidazione in ambiente umido in presenza di enzimi (catalizzatori), i fenoli polimerizzano creando un termoplastico vetroso-lucido. Il colore viene ottenuto aggiungendo ossidi di Ferro: rosso, Ossido ferrico Fe2O3, o nero, Ossido ferroso FeO.

Polimeri sintetici da polimeri naturali: nitrocellulosa (1870)

Gli studi su nuovi esplosivi basati sulla combinazione di acido nitrico( HNO3) e solforico con amido e cellulosa hanno portato alla formulazione della Nitrocellulosa, polimero termoplastico rigido, incolore e trasparente: la celluloide (infiammabile). Questo polimero termoplastico poteva essere termoformato o lavorato in pellicole trasparenti.

1889 celluloide (pi flessibile)

Polimeri sintetici da polimeri naturali: Fibre artificiali dalla cellulosa (1920) Le fibre artificiali sono ottenute da polimeri naturali attraverso delle manipolazioni chimiche. Le prime fibre artificiali sono state prodotte alla fine dell800, inizio 900 come seta artificiale o seta di legno. Le fibre ottenute erano continue, sottili e lisce come la seta ma non possedevano le stesse caratteristiche meccaniche.

Rayon 1925 (cellulosa rigenerata) Acetato di cellulosa 1929

Polimeri sintetici da polimeri naturali: Acetato di cellulosa (1906) Lacetato di cellulosa, polimero termoplastico, ottenuto con un processo di lavorazione complesso che prevede il trattamento e dissoluzione con acido solforico ed anidride acetica per la esterificazione e successiva idrolisi (rimuovere lo zolfo). La soluzione di acido acetico e acetato viene lavorata in fibre (per evaporazione del solvente) o in lastre termoformabili. Fibre di acetato di cellulosa

Gruppi acetato (triacetato)

1910-20 (non infiammabile) 1920-30

1929

2000

Polimeri sintetici da polimeri naturali: Viscosa o Rayon (1924) Le fibre di cellulosa (pasta di legno), trattate con soda caustica (idrossido di Sodio, NaOH) e di-Solfuro di Carbonio (CS2), producono una soluzione viscosa che, passando in docce dotate di tanti piccoli uggelli, precipita come cellulosa rigenerata in bagni di soluzioni acide (wet spinning). Ottenuta in film sottili il cellophane. Lorientazione durante lo spinning orienta le catene polimeriche di cellullosa favorendo la formazione di ponti idrogeno fra le macromolecole di cellulosa.

Polimeri interamente sintetici: BAKELITE (1903) Fenol-formaldeidi

1930 Fenolo Struttura simile a quella dellurusciolo (lacche di origine naturale)

Aldeide formica (formaldeide) Hirst: squalo in formaldeide

Resoli: Catalisi basica (bakelite) delle fenol-formaldeidi

rapporto aldeide: fenolo superiore a 1 termoindurente

Resine fenoliche Leo Hendrik Baekeland 1903 circa

Struttura reticolata

Novolacche: Catalisi acida delle fenol-formaldeidi rapporto aldeide: fenolo inferiore a 1 termoplastico

Struttura lineare

Fibre interamente sintetiche: Nylon

1500

1797

1915 palloni frenati

1940

Fino al 1940, la seta, per le sue caratteristiche strutturali, non veniva utilizzata solo per labbigliamento ma anche per i paracadute e per i palloni frenati. La seta proveniva principalmente dal Giappone per cui durante la II guerra mondiale non f pi facilmente disponibile. Questo forz lindustria bellica a trovare delle valide alternative alla seta. Le fibre artificiali esistenti non possedevano caratteristiche meccaniche comparabili con quelle della seta.

Fibre interamente sintetiche: analogie fra Nylon e seta La Du Pont aveva messo a punto in quegli anni un polimero sintetico a base di ammine scientificamente denominato poli-ammide e noto commercialmente come Nylon ottenuto facendo reagire un di-acido carbossilico con una di-ammina.
+ H2O

adipic acid

1, 6 diaminohexane

ammide

condensazione

La caratteristica chimica che lo accomuna alla seta la presenza di legami ammide (peptide), la reazione di condensazione e la presenza di forti legami secondari. La caratteristica fisica e morfologica che accomuna le fibre di Nylon alla seta il modo in cui i domini cristallini si organizzano nella fibra orientata

Nylon, E=5GPa, b=0.9 GPa, b=18%

Seta E=5GPa, b=0.6 GPa, b=12%

PTFE - TEFLON
Il poli-tetra-fluoro-etilene (PTFE) un fluoro polimero vinilico sintetico, commercializzato dalla DuPont con il nome di Teflon. La catena principale di atomi di carbonio interamente avvolta da atomi di Fluoro (elemento altamente elettronegativo) che impartiscono al polimero una altissima resistenza agli agenti chimici ed al calore associati ad una fortissima idrofobicit e bassissimo coefficiente di attrito. 1937-1940

Elettronegativit, dipoli e forze di attrazione delle molecole + -

Simmetria e polarit

Acqua (asimmetrica polare)

anidride carbonica (simmetrica apolare)

acido acetico (polare)

Superfici e nanotecnologie

La superficie cerosa e nanorugosa della foglia del Loto (Nelumbo) formata da un alto numero di punti di contatto (epicuticular wax crystalls)* che spingono via lacqua dalla superficie.

Eadie L , Ghosh T K J. R. Soc. Interface 2011;8:761-775

La super-idrofobicit pu trovare importanti applicazioni tecniche per le superfici antiappanamento, autopulenti e a basso attrito. *Triterpeni derivati di ursani (oleanani)

Superfici e nanotecnologie: nanorugosit

Acqua su Teflon nanorugoso: angolo di contatto da 108 a 121 Aumentando la rugosit di un materiale idrofobico aumentiamo langolo di contatto fra la goccia dacqua e la superficie. Su di una superficie rugosa idrofobica, le particelle di sporco vengono facilmente inglobate dalle gocce di acqua che, riducendo la loro superficie di contatto, rotolano via: effetto autopulente. La stessa tecnica della super-idrofobicit utilizzata per ridurre lattrito dei nuotatori in acqua (costume in fibra di Teflon con superficie nanorugosa).

I polimeri termoplastici semi-cristallini tipici Polietilene bassa densit (LDPE)

Polietilene alta densit (HDPE) ,

Polipropilene (PP),
isotattico

poliammidi (PA, Nylon), Polietilentereftalato (PET), poliestere, dacron, terital

Fra i polimeri termolastici completamente amorfi ricordiamo il Cloruro di Polivinile (PVC),

il Polistirene (PS atattico),

il Poli-Metil-Meta-Acrilato (PMMA), Plexiglass, Perspex, acrilico

il Policarbonato (PC), Lexan

I metalli sono elementi chimici che formano solidi che sono opachi alle radiazioni, buoni conduttori di calore ed elettricit e, quando lucidati, buoni riflettenti della luce. La maggior parte dei metalli sono resistenti, duttili e malleabili e, in generale di alta densit. I metalli sono i materiali strutturali pi utilizzati dalla tecnologia attuale ed includono una grossa variet di leghe a base di ferro.

Metalli

s-p: gruppi IA, IIA, IIIA, alcuni dai gruppi IVA, VA d: serie di transizione f: terre rare

Orbitali atomici (atomo di Bohr)

Orbitali d poco sovrapposti

banda d stretta con alta densit di stati

Metalli f (terre rare) basse temperature di fusione conducibilit < dei metalli d propriet ottiche propriet magnetiche molti elettroni confinati sugli atomi > dei metalli s-p < dei metalli d

Orbitali f praticamente non sovrapposti (interni, localizzati)

Metal Properties Metallo Symbol Melting E G Poisson density T.E.C.* Name Point Ratio rho alpha C GPa GPa g/cm^3 X10^-6 /C Aluminum Chromium Copper Gold Iron Lead Magnesium Molybdenum Nickel Osmium Silver Tin Titanium Tungsten Zinc
*

Al 660 Cr 1875 Cu 1085 Au 1064 Fe 1538 Pb 327 Mg 650 Mo 2610 Ni 1453 Os 2700** Ag 962 Sn 232 Ti 1668 W 3410 Zn 420

71 243 124 78 210 16 44 327 193 539 81 53 106 397 92

27 117 45 28 82 5 17 116 75 210 29 19 39 153 37

0.34 0.209 0.345 0.425 0.279 0.44 0.28 0.3 0.3 0.285 0.37 0.375 0.345 0.284 0.29

2.699 7.19 8.96 19.32 7.87 11.45 1.74 7.19 8.90 22.5 10.49 7.298 4.54 19.3 7.133

23.9 6.2 16.5 14.2 11.7 29 25 4.9 13.3 4.6 19.7 23 8.5 4.3 39.7

**Osmium

T.E.C. Thermal Expansion coefficient melting temp can be + - 200

Ferro: Acciai e Ghise

La produzione annua di acciaio circa 700-800 milioni di tonnellate. Questa produzione decrescente perch in molte applicazioni dove richiesta un'alta resistenza all'abrasione stato sostituito da materiali ricoperti di materiale ceramico. Non di meno, l'acciaio sar ancora utilizzato per molte grandi strutture cos come navi, condotte ed edifici. L'acciaio anche ampiamente utilizzato per le automobili.

Ferro: Produzione (Ghisa)


Ematite Fe2O3 Calcare, carbonato di Calcio CaCO3

Magnetite Fe3O4 Gas dalto forno, H2, CO, CO2, N2

Carbon coke CaCO3 3CO + Fe2O3 CaO + CO2 2Fe + 3CO2

CaO+ Al2O3 + SiO2


Loppa, silico-alluminati di Calcio

Riduzione degli ossidi di Ferro

2C + O2 2CO CO agente riducente

Aria preriscaldata
Loppa daltoforno (cementi a presa rapida)

Ghisa grezza fusa

I prodotti della fonderia


Nel fuso metallico raccolto nel crogiuolo alla base della fornace presente il Ferro con disciolte percentuali del 4/5%di Carbonio, del 2/3% di Silicio (Si), dell1% di Manganese (Mn) e tracce di altri elementi indesiderati (P). Il fuso colato e raffreddato in stampi di sabbia denominato ghisa grezza (pig iron), materiale intermedio per la produzione delle ghise (cast iron con tenore di Carbonio da 2.1% a 3%), del Ferro dolce (wrought iron) a bassissimo contenuto di Carbonio (< di 04%), e degli acciai (contenuti di carbonio da 0,4% al 2.1%)

pig iron wrought iron

cast iron

steel

Riduzione del contenuto di Carbonio, Si, Mn ed altre impurezze Affinazione della ghisa C + O2 CO2 Si + O2 SiO2 + calore Mn + O2 MnO2

Il diagramma di stato Ferro - Cementite

applicazioni " Aumento % di Carbonio

Ferro - Cementite
Austenite (stabile alta temperatura) Fe3C Cementite (fragile b < 0.2%)
LAustenite () una soluzione solida di Fe e C (max 0,80% di C), duttile e stabile ad alte temperature (>720C) con struttura Cubica a Facce Centrate (FCC)

Ferrite (duttile b 40%)


La Ferrite () una soluzione solida di Fe e C, duttile e stabile ad basse temperature (<720C) con struttura Cubica a Corpo Centrate (BCC) La cementite un composto interstiziale (ceramico), il Carburo di Ferro Fe3C, duro e fragile con rapporto Ferro-Carbonio di 3 a 1 (in peso Fe 93,3% e Carbonio 6,67%)

Ferro: Acciai e Ghise


Altoforno

Acciai

Ghise

Fe

Ferro: Acciai
Influenza della composizione

ACCIAIO EUTETTOIDE: 0.8% di Carbonio

Austenite

La struttura lamellare la Perlite

ACCIAIO IPO-EUTETTOIDE: < 0.8% di Carbonio

Austenite

Perlite in Ferrite

Materiale duttile

ACCIAIO IPER-EUTETTOIDE: > 0.8% di Carbonio

Austenite

Perlite in Cementite

Materiale fragile ma molto duro La cementite e la fase bianca

Ferro: Acciai
Influenza della velocit di raffreddamento

La forgia di Vulcano Luca Giordano

Trattamenti termici: Austenite - Perlite


stabile

non stabile

metastabile

Perlite

Trattamenti termici: Austenite - Bainite


stabile stabile

non stabile non stabile

metastabile metastabile

Bainite

Tenace

Trattamenti termici: Austenite - Martensite


stabile

non stabile

metastabile

Martensite (metastabile)

twinning pi rigido e fragile (per la presenza del carbonio)

Trattamenti termici: Austenite - Martensite

A temperatura ambiente sarebbe stabile la struttura perlitica, un miscuglio di Ferro alfa (Ferrite) e Cementite (Fe3C), ma il raffreddamento rapido non permette alla massa metallica di trovare la struttura di equilibrio a quella temperatura (due fasi). La struttura presente quindi simile a quella austenitica (una fase) ma nel reticolo del Ferro alfa (Cubico a corpo centrato) molto tensionato e sovrassaturo di Carbonio: la Martensite. Nella trasformazione da Austenite a Martensite si ha un aumento di volume che induce lo stato di tensionamento interno fra zone diversamente orientate.

BCC to FCC X

BCC to FCC Z

Trattamenti termici e struttura degli acciai


stabile

non stabile

metastabile

Austenite

Ms - Martensite start Mf Martenite finish

Acciai e corrosione
La corrosione il principale problema dei metalli come l'acciaio.
Una soluzione stata lo sviluppo di una gamma di acciai inossidabili aggiungendo Cromo (contenuto di Cromo Cr >9%), progettati per specifiche applicazioni. Il Cromo, una volta in contatto con lossigeno, forma un sottilissimo e trasparente strato passivante (impermeabile alossigeno) di Ossido (Cr2O3) che protegge il metallo (lega) dai fenomeni di corrosione (ruggine). La percentuale di Cr indicata affianco alla indicazione di inossidabile: i.e. acciaio inox 18 (con il 18% di Cr). Si dividono in tre principali categorie: acciai inossidabili ferritici, dove la struttura ferritica, sono i pi comunemente utilizzati, sono magnetici : campi di applicazione, elettrodomestici (lavatrici ecc.), tubazioni, acciai inosidabile austenitici, laggiunta di Nikel (Ni) promuove la trasformazione stabile da Ferrite ad Austenite: duttili, tenaci, saldabili, non magnetici: applicati per utensili da cucina. Lindicazione del contenuto di Ni aggiunto a quello di Cr nella sigla, i.e. acciaio inox 18/10 (18 Cromo, 10 Nikel). acciai inossidabili martesitici (Martensite) dove la struttura cristallina martensitica contengono 14-15% di Cr e basso contenuto di Ni, pi duri e tenaci, non difficili da lavorare e da saldare, meno resistenti alla corrosione ma pi resistenti allusura: ottimali per parti di macchinari soggetti ad usura (alberi motore, ingranaggi ecc), lame, rasoi.

Alluminio
LAlluminio (Al), metallo del gruppo del Boro di numero atomico 13 scoperto nel 1791, ha un colore bianco argentato ed una buona resistenza alla corrosione ed ossidazione (fenomeno della passivazione). E un elemento altamente reattivo ed lelemento metallico maggiormente presente nella crosta terrestre (270 minerali). Isolato nel 1825 prese il nome dallallume (solfato idrato di Al e K), sostanza gi utilizzata nellantichit per le sue caratteristiche medicinali (astringente e antibatterico) e tecnologiche (mordente per colorazioni). Propriet fisiche e meccaniche Solido a TA Densit a TA Densit del liquido fuso Calore specifico Temperatura di fusione Modulo elastico (Young) Modulo di taglio Modulo di bulk Coefficiente di Poisson Resistivit elettrica Conduttivit termica Espansione termica

1950 McDonnel DC 3

2.700 g cm-3 2.375 g cm-3 24.200 Jmol1K1 660C 70 GPa 26 GPa 76 GPa 0.35 28.2 nm 237 Wm1K1 23.1 mm1K1

1960 Bialetti

1970 cerchioni In lega

2011 Peter Donders Shelly chair 3D-printed sand mold

Processo Bayer: produzione allumina 1887 - Dr. Karl Joseph Bayer mise a punto il processo per la produzione a basso costo di Allumina da Bauxite Materie prime

Bauxite: metaidrossido d'alluminio AlO(OH) ed ortoidrossido Al(OH)3

Soda Caustica: idrossido di Sodio Na(OH)

Prodotti e reflui

Fanghi rossi: reflui acquosi altamente basici ricchi di ossidi di Ferro, Silice e Idrossido di Sodio

Allumina: sesquiossido di Alluminio Al2O3

Processo Bayer: produzione allumina


Step 1 - Mixing: la bauxite viene macinata e miscelata con la soda caustica per essere trasportate nel digestore. Step 2 - Digestione: Ad alta pressione e temperatura, la soda caustica scioglie gli ossidi idrati di alluminio presenti nella Bauxite formando una soluzione di Alluminato di Sodio. Step 3 - Chiarificazione: Mentre lAlluminato di Sodio resta in soluzione, gli ossidi di Ferro , la Silice ed altre impurezze precipitano sul fondo della vasca, formando dei fanghi rossi che vengono pompati allesterno e smaltiti in grosse vasche. Step 4 - Precipitazione: La soluzione di Alluminato di Sodio viene diluita e raffreddata. Queste condizioni, con una opportuna agitazione, favoriscono la precipitazione di cristalli di idrossido di Alluminio (Al(OH)3) che si depositano sul fondo della vasca. Step 5 - Calcinazione: Lidrossido di Alluminio Al(OH)3 riscaldato a circa 1000C perde acqua e si trasforma in Sesquiossido di Alluminio Al2O3.

Metodo di estrazione dellAlluminio puro dallAllumina Hall, U.S. patent #400,666


1886

Anodo e catodo immersi nella soluzione di criolite fusa ed allumina

LAlluminio puro ottenuto dallAllumina attraverso un processo di elettrolisi di bagni di criolite (Na3AlF6) ed Allumina fusa messo a punto contemporaneamente dal chimico francese Heroult e dal chimico americano Hall. Fino al 1886 lAlluminio era considerato raro perch molto complesso da estrarre dai minerali.

Posa del puntale in Alluminio del Monumento a Washington - 1885

Metodo di estrazione dellAlluminio puro dallAllumina LAllumina, che fonde ad altissime temperature ( 2320C), viene miscelata alla criolite (Na3AlF6): la miscela ottenuta presenta una composizione eutettica che fonde a temperature relativamente basse (900). Barre di grafite (Carbonio) immerse nella soluzione fusa fungono da anodo (positivo), mentre la guaina di grafite della vasca funge da catodo (negativo). Gli ioni positivi dellAlluminio presenti nella soluzione fusa sono attratti dal catodo e ridotti ad Alluminio metallico (fuso a 900C) mentre gli ioni ossigeno O- vengono attratti dallanodo, cedono gli elettroni, e diventano Ossigeno molecolare che brucia, consumandolo, il Carbonio dellelettrodo, in monossido di Carbonio ed anidride carbonica CO2.

Al catodo (la vasca): 2 Al+++ + 6eAllanodo: C(s) + O- 2 O- C(s) + O2(g)

2 Al (fuso sul fondo) CO(g) + 2eO2(g) + 4eCO2(g)

Alluminio
Ottenuto per riduzione elettrolitica dellossido di alluminio (richiede una grande quantit di energia), relativamente poco costoso, molto utilizzato per applicazioni tecniche e per beni di consumo. Facilmente riciclabile Facilmente lavorabile (lattine, profilati, pressofusione), Buon conduttore elettrico (utilizzato puro nei cavi per lalta tensione)

Alluminio

L'alluminio utilizzato per moltissimi prodotti quali utensili da cucina e barattoli per bevande. Le leghe di alluminio sono invece utilizzate per le pareti e le strutture di velivoli. Fusioni di leghe di alluminio e silicio sono ampiamente utilizzate per il blocco motore di automobili ed aerei poich sono leggeri, resistenti ed hanno una buona resistenza alla corrosione ed all'abrasione. Il rapporto peso/resistenza delle leghe di alluminio pu essere migliorato con l'aggiunta di Litio che il pi leggero dei metalli.

Alluminio
Basso peso specifico (2.7 g/cm3 contro 7.9 per lacciaio). La sua resistenza si aumenta legandolo con altri metalli (leghe o soluzioni solide) o per lavorazione meccanica (e un materiale duttile). Elementi metallici per le leghe sono: Boro, Titanio, Rame, Zinco, Magnesio, Silicio e Litio (leghe piu leggere)

Alluminio - Passivazione
Lossidazione superficiale (anodizzazione) dellAlluminio produce un ossido impermeabile e coerente (Al2O3) a differenza del Ferro il cui ossido (Fe2O3, la ruggine) e poroso ed incoerente (quindi si stacca facilmente esponendo il metallo non ossidato).

Ossido di alluminio (Allumina-Corindone)

Ossido di Ferro (incoerente)

Titanio
Il Titanio, metallo di transizione di numero atomico 22 scoperto nel 1791, ha un colore argentato ed una altissima resistenza alla corrosione degli acidi (solforico, cloridrico ecc.). Le principali leghe sono con 4-6% di Alluminio (Al) e Vanadio (V). Il Ti brucia con O2 (TiO2) a 600C e N2 (TiN) a 800C. Propriet fisiche e meccaniche Solido a TA Densit a TA 4.506 g cm-3 Densit del liquido fuso 4.11 g cm-3 Temperatura di fusione 1668C Calore specifico 24.200 Jmol1K1 Modulo elastico (Young) 116 GPa Modulo di taglio 44 GPa Modulo di bulk 110 GPa Coefficiente di Poisson 0.32 Resistivit elettrica 420 nm Conducibilit termica 21.9 Wm1K1 Espansione termica 8.6 m m-1 K-1

USA Area 51 1950 aereo in Titanio

Bilbao 1997 Guggenheim Museum

Processo di produzione del Titanio


Il biossido di Titanio (il minerale il Rutile TiO2) fatto reagire a 1000C in reattori a letto fluido con polvere di carbon coke. La miscela trattata con Cloro gassoso per produrre terocloruro di Titanio (TiCl4). Successivamante, messo a contatto con Magnesio (Mg) fuso ad 800C, viene ridotto a Titanio metallico: 2 Mg (l) +TiCl4 2MgCl2 (l) + Ti (s).

Da questo processo si ottiene la precipitazione del Titanio in forma solida spugnosa che viene frantumata e rifusa (1700C) per eliminare eventuali inclusioni solide di altri ossidi. Il Titanio, proprio per questo complesso processo, costa circa 6-10 volte pi dellacciaio inossidabile.

Rutile (sabbia) Coke

Cloro

TiCl4

Spugna di Ti

Ti fuso e ricristallizzato

Leghe con memoria di forma (shape memory alloys): Nikel Titanio (NITINOL) Austenite e Martensite sono strutture presenti non solo nellacciaio ma anche in molte altre leghe La trasformazione da Austenite a Martensite accompagnata da un aumento di volume e da una emissione di calore (esotermica)

La trasformazione Austenite-Martensite pu essere indotta sia meccanicamente, con lapplicazione di una deformazione, che sottraendo calore con la diminuzione della temperatura: si tratta, quindi, di un materiale termoelastico

Leghe con memoria di forma: inizio e fine trasformazioni Lanalisi termocalorimetrica (DSC) evidenzia con un picco lemissione o lassorbimento di calore. Per una lega di NiTi osserviamo lemissione di calore (eso) durante il raffreddamento e assorbimento di calore (endo) durante il riscaldamento. Le trasformazioni non sono n isoterme n istantanee ma richiedono un lasso di tempo e di temperature per avvenire. E possibile, quindi, individuare delle temperature di inizio e fine. MS: Martensite Start -3C Mf: Martensite Finish -29C AS: Austenite Start 7C Af: Austenite Finish 33C

Ci sono diverse strade per formare la martensite, ma solo una per ritornare alla struttura austenitica. Nel modello grafico, si hanno due differenti variet di martensite, rappresentata con dei rombi, alle quali posso arrivare dalla austenite applicando sforzi di taglio diversi. Volendo tornare allaustenite per, rappresentata dai quadrati, posso seguire una sola strada. Questo semplice concetto geometrico sta alla base delleffetto memoria di forma (SME).

Trattamenti termici e condizioni termomeccaniche I materiali NiTi vengono sottoposti a lavorazioni a caldo (forgiatura, laminazione a caldo, ecc.) seguite da una serie di trattamenti a freddo e, successivamente, ancora a caldo (ciclo termico) variabili a seconda degli scopi che si vogliono perseguire: miglioramento della deformabilit della fase martensitica, maggior resistenza della fase austenitica, grado di superelasticit, conferimento e recupero di una forma (parziale o totale), meccanismo di memoria di forma a due vie, propriet delle superfici.

Le lavorazioni a caldo previste si eseguono a T tra 450C e 600 C in atmosfera normale, per terminare col trattamento termico finale. In base al trattamento subto, possiamo classificare i seguenti materiali SME: -Lavorati a freddo (stiratura o laminazione): ovvero materiali che non hanno subto il trattamento termico finale, del quale si occuperanno gli acquirenti. Notiamo che in tali condizioni la lega non presenta n superelasticit n SME. -"Straight Annealed": il termine indica quei materiali trattati in modo da ottimizarne le propriet, che hanno quindi subito il trattamento completo, e che presentino conformazione filiforme. -"Flat Annealed": come i precedenti, ma di forma laminare. -"A forma predefinita": il materiale stato costretto e trattato termicamente all'interno di uno stampo per conferirgli una configurazione permanente. -"Altre condizioni termomeccaniche": possono includere pretensionamento, ulteriori trattamenti a caldo (T maggiore di 600 C) e sottovuoto.

Vetri metallici (amorfi) Lega metallica fusa Vetro metallico Raffreddamento ultrarapido (-106 K/s) Leghe con molti componenti Velocita di raffreddamento Concentrazioni quasi eutettiche

Competizione con la fomazione di cristalli

AuSi (19% Si ca.), Pd80Si20, Pd78Si16Cu6, Ni36Fe32Cr14P12B6

Propriet

Buona conduzione del suono (fononi a alta lunghezza donda) materiale praticamente Bassa conducibilit elettrica e omogeneo termica Elevata durezza e duttilit Resistenza alla corrosione

Ceramici
Il termine ceramica deriva dal greco keramos (vasellame) che, a sua volta, deriva dal sanscrito ed indica oggetti bruciati Anatolia neolitio 6000 AC

Egitto neolitico 3400 AC

Cina neolitico 2550 AC

Ceramici
Materiali ottenuti dalla cottura di miscele di Argilla, Sabbie silicee e Feldspati (Silico alluminati di Sodio, Potassio, Calcio).
Argilla Feldspati

Sabbia silicea

Materiale plastico

Per cottura assume le caratteristiche di un soldo

Argille (fillosilicati)
Contengono: Silicio e Alluminio come Idrossisilicato di Alluminio (caolino Al2Si2O5(OH)4) Composti del Potassio (metalli alcalini), Ossidi di Ferro Composti del Magnesio e Calcio (metalli alcalino terrosi)
Plasticit dellargilla

Al2(OH)4

Si2O5

Paragone fra ceramici e metalli


Metals Ceramics

Tipi di materiali ceramici


Ceramiche e porcellane Refrattari Vetri Abbrasivi Cementi

Ceramiche e porcellane
Vasellame Mattonelle Sanitari Porcellane elettriche

Refrattari
Utilizzati per dare una protezione termica ad altri materiali in applicazioni ad alte temperature come nella produzione della ghisa/acciaio (Tm=1500C), lavorazioni di fonderia, forni ecc. Generalmente composti di Allumina (Tm=2050C) e Silice con altri ossidi: MgO (Tm=2850C), Fe2O3, TiO2, ecc. (porosit del 10%) Refrattari speciali con BeO, ZrO2, Mullite (un silicoalluminato), SiC, e grate per refrattari a bassa porosit.

Refrattari
Mattoni refrattari per fornaci e forni. Sono caratterizzati da un alto contenuto di Silice (SiO2), Allumina (Al2O3) o Ossido di Magnesio MgO.
Mattoni refrattari silicei: La Silice presente come Tridimite* e non come Quarzo Convertitore Bessemer: esterno acciaio interno in refrattario siliceo

Volta riflettente del forno e pavimento in refrattario

Tridimite: forma allotropica della Silice cristallina stabile ad alte temperture. Il Quarzo stabile a basse temperature

Ceramici amorfi - vetri


Principale ingrediente Silice (SiO2 Cristallina) Quando si raffredda la Silice fusa, non si ottiene una struttura cristallina ma una struttura meno ordinata e compatta (il vetro). Molti altri ossidi possono formare strutture vetrose con la silice. Sono indicati come formatori di reticolo. La lavorabilit e le propriet del vetro vengono modificate con ossidi dei metalli alcanini e terrosi. I vetri che utilizziamo sono delle miscele di questi ossidi: - Formatori di reticolo, principalmente Ossido di Boro B2O3 e Silice SiO2) - Intermedi (sia formatori di reticolo che modificatori di propriet), Allumina Al2O3, Biossido di Titanio TiO2, Ossido di Berillio BeO - Modificatori, Ossido di Sodio Na2O, Ossido Calcio CaO, Ossido di Piombo PbO, Ossido di Magnesio MgO

Vetro (tectosilicato)

Modificatori Ossido di Sodio Na2O, Ossido Calcio CaO,


Ossido di Piombo PbO, Ossido di Magnesio MgO

Tipi di Vetro
Tre principali tipologie: Sodico calcico - 95% dei vetri, contengono Ossidi di Calcio e Sodio (CaO, Na2O) Vetri al Piombo contengono ossido di Piombo per aumentare lindice di rifrazione (vetri ottici e cristalli) Borosilicate contengono Ossido di Boro (Pyrex e vetri ottici crown). Anche se della stessa tipologia, le composizioni dei vetri variano molto in funzione dellapplicazione (bottiglie, vetrate, bicchieri, contenitori ecc)

Viscosit del vetro

Rilassamento delle tensioni

Zona di lavorazione

Nella zona di lavorazione il fuso e sufficientemente soffice per essere deformato plasticamente. Nella zona di annealing il materiale vetroso (solido) ma mantiene la caratteristica di un liquido di rilassare le tensioni.

Plasticit e fragilit del vetro

Alta temperatura - plastico

Bassa temperatura - fragile

Transizione vetrosa
Vetro

Transizione vetrosa

Fuso
Fusione

Cristallo

Comportamento fragile-duttile

Fragile: la frattura si propaga velocemente Lo stress alla punta del crack non si riduce

Duttile: la frattura si propaga lentamente Lo stress alla punta del crack si riduce per effetto della deformazione plastica

Comportamento fragile-duttile

Non si frattura facilmente

Si frattura facilmente

Non si frattura facilmente


Plastico - non si frattura facilamnete

Meccanica della frattura: Fragile vs Duttile


Vetro - superficie di frattura fragile: la frattura si innesca in un punto (presenza di un difetto) e rapidamente si propaga in tutto il materiale. Le superfici sono a specchio e lenergia per la creazione di nuove superfici minima (bassa tenacit)

Metallo - superficie di frattura duttile: lavanzamento della frattura associato ad una deformazione plastica del materiale. Le superfici sono increspate e lenergia per la creazione di nuove superfici alta (alta tenacit)

Meccanica della frattura: distribuzione statistica delle fratture in materiali fragili


Distribuzione cumulativa degli eventi

tempo

Meccanica della frattura


La distribuzione di Weibull la funzione di distribuzione delle probabilit di tempo di vita pi utilizzata in ingegneria per descrivere laffidabilit di manufatti e sistemi.

Distribuzione statistica

Distribuzione cumulativa

Il fattore di forma k il Modulo di Weibull Il modulo di Weibull una misura della distribuzione dei difetti superficiali dei materiali ceramici.

Meccanica della frattura


La resistenza a rottura di un materiale ceramico non un singolo valore ma una distribuzione di valori legati alla difettosit superficiale. Immagini al SEM della superficie di un vetro come ricevuta e pulita alla fiamma

Resistenza media a frattura Deviazione standard (MPa) (MPa) As received Abraded Flame polished 119 72 132 25 12 17

Comportamento a compressione e trazione del vetro


Trazione Ceramico-vetro fragile

Compressione

Ceramico-vetro fragile Sistema di crack-stop nei materiali fragili Il crack si ferma sulle particelle plastiche

Tempered Glass
Small Scratches The strength of glass can be enhanced by inducing compressive residual stresses at the surface. The surface stays in compression - closing small scratches and cracks.

Tempra del vetro: comportamento viscoelastico

Raffreddamento in due stadi: il primo a circa 400C con vetrificazione delle superfici e rilassamento delle tensioni il secondo a T ambiente con la compressione dello strato esterno vetroso dovuta al ritiro del cuore della lastra

Le fratture si innescano in tutto il materiale a partire dal centro della lastra.

Glasses
Flat glass (windows) Container glass (bottles) Pressed and blown glass (dinnerware) Glass fibres (home insulation) Advanced/specialty glass (optical fibres)

Glass Containers

Pressed Glass Processing


Softened Gob

Blow Molding
Softened glass

Glass in Buildings

Vetri per finestre vetri piani con lavorazione manuale


Dal 1200 fino al 1800 i vetri per finestre erano lavorati per soffiaggio e centrifugazione (crown)

1800-1920 Lavorazione per soffiaggio a cilindro e spianatura in forni

Plate Glass Drawing Processes


Questo processo (molto utilizzato in passato) produce vetri dove sono visibili le striature e disuniformit del processo di stiratura 1920

Floating glass Processes


Il vetro floating presenta spessore costante, superfici molto regolari e lisce oltre ad una ottima trasparenza (non presenta linee di flusso o striature). Il vetro estruso galleggia su di un bagno di Stagno fuso garantendo una ottima planarit.

1960 Vetro floating a basso contenuto di ossidi di Ferro

Recycled glass finds fewer takers in economic downturn

100% recycled glass

Vetro di composizione media di ossidi non costante e variabile nei limiti delle formule proprietarie dei singoli diversi produttori dei manufatti utilizzati nel processo di riciclo (bottiglie, barattoli, bicchieri, ecc.)

Un uso alternativo del vetro riciclato. Il vetro blu contiene Ossido di Cobalto

Recycled and Repurposed Glass Bottles

Recycled Glass Tile Countertop Surface Material

Recycled Glass Bottle Vases $24.00 - $36.00

BOTTLES MOUNT UP: Ross McPherson of Southern Aggregates, stands near a mountain of glass bottles stockpiled near Oreti Beach.

Invercargill's recycled glass could soon be buried in huge gravel pits in Omaui because the market value is so low.

Gold nanoparticles
Dal passato le tecnologie per la sostenibilit

The Lycurgus Cup in reflected (a) and

transmitted (b) light.

The Lycurgus Cup Late Roman, 4th century AD The glass contains tiny amounts of colloidal gold and silver, which give it these unusual optical properties. The range of colors shown by colloidal gold is attributed to a phenomenon called Surface Plasmon Resonance (SPR).
The scene on the cup depicts an episode from the myth of Lycurgus, a king of the Thracians (around 800 BC). A man of violent temper, he attacked Dionysos and one of his maenads, Ambrosia. Ambrosia called out to Mother Earth, who transformed her into a vine. She then coiled herself about the king, and held him captive. The cup shows this moment when Lycurgus is entrapped by the branches of the vine, while Dionysos, a Pan and a satyr torment him for his evil behaviour. It has been thought that the theme of this myth - the triumph of Dionysos over Lycurgus - might have been chosen to refer to a contemporary political event, the defeat of the emperor Licinius (reigned AD 308-24) by Constantine in AD 324.

Radiazioni elettromagnetiche:natura ondulatoria della luce

Selfpropagating

The different colors ranging from bright red, purple and blue depends on the size of the particles in the colloid, red being the smallest and blue being the largest. The particles giving bright red color are 2-30 nm in sizes.

Surface plasmon is the collective oscillation wave of the free electron gas in the particle, and the oscillation frequency is size and refractive index dependent. It so happens that the Au particles of ~70 nm in size absorb most of the other colors (absorption peak around 520 nm), and only red light passes through the cup, therefore, the cup appears red. In Roman time, they knew how to make these fine Au particles, which are tough to make to be uniform in size. One cannot see them with naked eyes.

"Gold, when in very small particles, becomes very active under sunlight.

The magnetic field on the surface of the gold nanoparticles can be enhanced by up to hundred times, which breaks apart the pollutant molecules in the air.

These works of art are also, in modern language, photocatalytic air purifier with nanostructured gold or TiO2 catalysts

Dalla massa alla superficie


Nano and vacuum plating technologies

I colori strutturali
Nano and vacuum plating technologies

I colori strutturali non dipendono dai pigmenti ma da effetti di interferenza e diffrazione della luce

Interference Condiction
Indice di rifrazione della luce - n

If we consider normal incidence, phase difference between first reflection and second reflection is:

Maximum condition is: Minimum condition is:

Two kinds of intererference are possible: Constructive interference Destructive interference

Interference

Using Interference
The previous case is for a monochromatic wave. If the structure is illuminated by a white light, waves that agree with maximum condiction are reflected and waves that agree with minimum condiction are suppressed. Depending on the thickness of thin film is possible to obtain different chromatic effect.

Micro e nanostruttura delle piume con colorazione strutturale

Nature inspired structural colors by Ion Plating Plasma Assisted with Reactive Magnetron Sputtering

Our IPPA RMS system

Ti-TiO2 Structures
Single layer structure

Double layers structure

Work in progress
Resonant cavity to improve reflectivity and to avoid finger-print effects

Spessori nanometrici multistratificati su superfici micro e nano-incise

Conduttori, semiconduttori ed isolanti: Struttura elettronica e conduzione elettrica

Nel Rame, Cu ci sono 29 elettroni nei livelli K (2), L (8), M (18), N (1). In ogni livello saranno presenti gli orbitali s, p, d, ecc.(Ls e Lp, Ms, Mp, Md ..)

In ogni livello, lelettrone pu avere diverse energie allinterno di un banda di valori che distingue il livello. Lelettrone non pu assumere particolari valori di energia (forbidden band). La banda di conduzione il livello energetico vuoto oltre lultima banda proibita. Nei conduttori non esiste un gap energetico proibito. Gli elettroni facilmente passano dalla banda di valenza (quella coinvolta nei legami fra atomi) a quella di conduzione. Gli elettroni con energia sufficiente (> Fermi level) sono disponibili per la conduzione elettrica.

Questa una speciale categoria di materiali principalmente inorganici e non metallici (ceramici). Essi sono isolanti nei quali il gap energetico fra lo stato degli elettroni di valenza e quello necessario per la conduzione elettrica molto pi piccolo di quello riscontrato nei conduttori convenzionali (nella TP sono elementi a cavallo fra i metalli e i non metalli) e pu essere attivato dalla eccitazione termica o dalla introduzione di piccoli livelli di particolari impurezze.
3e 4e 5e

n-type

p-type

In una cella Fotovoltaica (PV), i fotoni sono assorbiti nello strato p-type liberando elettroni: lo strato p-type deve avere composizione tale per cui il numero di elettroni formati possano uscire dalla cella senza ricombinarsi con i buchi. Gli strati p sono infatti strutturati in modo tale da rilasciare gli elettroni quanto pi vicino possibile alla giunzione con lo strato n-type. Chiudendo in circuito, gli elettroni si spostano liberamente nello strato conduttivo (n-type) generando la corrente elettrica.

Polimeri Intrinsecamente isolanti (legami covalenti)

Polimeri coniugati Conduttivi (elettroni delocalizzati

Fotovoltaico a Film sottile su supporto flessibile


La nuova generazione di celle solari fotovoltaiche utilizza film sottili di Deselenide di Rame, Indio e Gallio (Copper Indium Gallium deselenide - CIGS) nella forma di inchiostri di nanoparticelle. Una nanoparticella una particella con almeno una dimensione pi piccola di 100 nanometri (1/1,000,000,000 m). Esistendo nella forma di nanoparticelle (blocchi di materia), i quattro elementi si auto-combinano in una struttura uniforme con un rapporto atomico corretto

Il film sottile di CIGS films deposto su di un substrato che stato metallizzato con Molibdeno con la funzione di contatto per la raccolta della corrente elettrica. Un sottile strato di solfato di Cadmio (Cadmium Sulfide CdS) viene depositato sullo strato assorbente formando una giunzione fra il semiconduttore p-type (CIGS) e quello n-type (CdS) . Un materiale trasparente conduttivo del tipo Ossido di Zinco dopato (ZnO), forma il contatto superiore del sistema fotovoltaico.

Film ceramici conduttivi - ITO Ossido di Indio dopato con Stagno (ITO, Indium tin oxide) una soluzione solida di Sesquiossido di Indio (valenza 3 - In2O3) e Ossido si Stagno (valenza 4 - SnO2) tipicamente al 10% in peso di SnO2 (Densit 7.14 g/cm3, Temperatura di fusione ~1900C). In spessori sottili (< mm) trasparente (leggermete grigio-giallognolo a spessori maggiori) mentre riflettente come uno specchio metallico nello spettro infrarosso. Per le sue ottime caratteristiche di trasparenza e conducibilit elettrica uno dei conduttori ceramici pi utilizzati. Viene facilmente depositato in film sottile con le tecniche di sputtering e plasma freddo. Applicazioni Touch panels Electrochromic, electroluminescent and LCD displays Plasma displays Field emission displays Heat reflective coatings Energy efficient windows Gas sensors Photovoltaics

Oggi si stanno sviluppando materiali organici semiconduttori Progettazione molecolo-strutturale, la sintesi e caratterizzazione di semiconduttori organici basati su sub-unit di ditienil-ciclo-pentadienone su di uno scheletro di politiofene hanno fornito i primi sistemi elettronici organici. Il copolimero formato dal donatore di elettroni tiofene alternato allaccettore ciclopentadienone esibisce una caratteristica di semiconduttore p-typeed una inaspettata e non diretta correlazione fra assorbimento e fotoconducibilit.

Organic thin-film transistor structure, fabrication and operational principles.

Y He et al. Nature 000, 1-8 (2009) doi:10.1038/nature07727