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MATERIE PLASTICHE

ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI “LUIGI EINAUDI”

PROGETTO MATERIE PLASTICHE

TERMOINDURENTI
I materiali Termoindurenti prendono forma con il calore che modifica in modo
irreversibile la loro
struttura chimica e che non possono essere più rammolliti (processo irreversibile).
I prodotti polimerici termoindurenti sono materie plastiche che per riscaldamento
fondono ma, a seguito di reazioni di reticolazioni che avvenono nella prima fusione,
induriscono divenendo termostabili e insolubili (bakelite,
fenoplasti,melammine,poliesteri,ecc…)

PRODOTTI POLIMERICI TERMOINDURENTI:


La Bachelite (Bakelite) è una resina fenolica termoindurente.
Oggi le bacheliti sono state sostituite da altre materie plastiche nella maggior parte
delle loro applicazioni.
Le bacheliti vengono utilizzate come polveri da stampaggio e, a caldo, in miscela con
riempitivi(farina di legno, cascame di cotone,farina fossile ecc…)
Pressando a caldo, si ottengono oggetti con le caratteristiche fisiche, meccaniche,
elettriche più diverse che ne determinano l'uso. Sono ad esempio ottenuti in tal modo
gli apparecchi telefonici, le bocce sintetiche e le punte per i break (le stecche usate
per aprire la partita di biliardo), i cruscotti delle automobili , molte parti protettive di
apparecchi elettrici, ecc.
Le resine fenoliche- fenoplasti (PF) sono una famiglia di polimeri ottenuti per
reazione tra fenolo formaldeide.
Una di esse, la bachelite, è considerata la prima materia plastica sintetica comparsa
al mondo.
In genere le resine fenolo-formaldeide e simili sono prodotti viscosi e collosi, liquidi e
solubili in alcali o in opportuni solventi organici; possono pertanto essere impiegate
come vernici o mastici o altri prodotti che induriscono per essiccamento.
Utilizzata anche nella produzione di adesivi,laminati,prese elettriche,manici,valvole e
componentistica industriale e elettrica.
Una resina epossidica (EP) è una resina termoindurente ottenuta per condensazione
di bisfenolo (non necessariamente) ed epicloridrina.
Viene usata per la produzione di vernici, adesivi, laminati, colle e come matrice per
compositi con fibra di vetro e carbonio.
Si usa anche per adesivi, laminati, e componentistica per automobili.
Le resine melamminiche (MF) sono resine sintetiche termoindurenti ottenute per
policondensazione della formaldeide con la melammina.

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Si ottiene una resina incolore e inodore, resistente all'acqua, agli agenti chimici,
all'abrasione, al calore e con una notevole trasparenza alle radiazioni luminose
soprattutto nel violetto.
Le resine melamminiche sono utilizzate per la produzione di laminati plastici (quali
formica e arborite), mobilia da cucina, servizi da tavola (soprattutto piatti), colle e
vernici. Una forma speciale di resina melamminica è la schiuma di melamina-
formaldeide, usata soprattutto come materiale isolante e fonoassorbente e più
recentemente come pulitore.
Resina Ureica (UR) è una resina termoindurente ottenuta per la condensazione di
urea e formaleide. Utilizzata come legante nella produzione di pannelli truciolari ,
legno , compensato e appretti per carta.
Le fibre in Aramide o Aramidiche sono fibre polimeriche ad altissime prestazioni
meccaniche ottenute per lavorazione di Poliammidi Aromatiche (in inglese ARomatic
polyAMIDes) dalla cui contrazione deriva il nome "Aramid.
Questa fibra poliammidica aromatica è usata come rinforzo della materia plastica
nella produzione dei compositi di alta qualità ( per canoe da competizione, giubbotti
antiproiettile, caschi protettivi).
Inoltre l’elevata resistenza specifica delle fibre aramidiche le rende particolarmente
indicate nelle applicazioni aeronautiche mentre la loro notevole resistenza all'impatto
ne hanno suggerito l'uso in particolari applicazioni militari.
Resina Poliestere Isatura (UPR) è una resina termoindurente ottenuta per
condensazione di glicoli a acidi sciolti in stirene.
Utilizzata per barche,carrozzerie di veicoli, parti per edilizia e arredamento,
componentistica elettrica, bottoni e rivestimenti per interni.
Quella più utilizzata è una resina liquida ,catalizzata e spalmata sul vetro e
successivamente viene fatta reagire.
Formica è un laminato plastico prodotto fin dagli anni ’20, a base di urea,fenolo,
formaldeide e carta kraft, utilizzata nell’arredamento e sempre più sostituito da
pellicole e film plastici (PVC, ABS, ecc…)
Premessa Polimeri
Ogni materiale possiede una sua struttura cioè una precisa disposizione nello spazio
dei suoi componenti interni, legati tra loro da specifiche interazioni (legami).
Di norma, qundo parliamo di polimeri non stiamo solo parlando di enormi molecole in
cui gli atomi sono disposti in catena. Pensiamo che gli atomi che costituiscono la
catena principale si ripetano in modo regolare, e questo ordine si ripeta per tutta la
lunghezza della catena polimerica.

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ETILENE
L'etene è la materia prima delle sintesi di innumerevoli composti organici, tra cui
l'antracene, il cloroetano, il propanale, l'acetaldeide, l'isoprene, l'acetato di vinile,
l'acido propanoico, il butene, lo stirene, l'etandiolo. Minori quantità ne vengono
impiegate anche per la sintesi dell'ossido di etilene e dell'etanolo. Oggi l'etene
rappresenta nell'industria chimica la materia prima da cui si produce il 30% di tutti i
composti petrolchimici; grazie al suo minore costo di produzione e alla sua maggiore
disponibilità rispetto al petrolio, ha rimpiazzato l'acetilene in questo ruolo di
composto-chiave sin dalla fine della seconda guerra mondiale. È inoltre il composto
di partenza per la produzione di numerose materie plastiche, quali il politene (che ne
consuma la maggiore quantità in questo campo), l'etere polivinilico, il cloruro di
polivinile (PVC), i poliesteri, il copolimero tra etene e acetato di vinile (E/VA), l'acetato
di polivinile, il polistirene (tramite l'etilbenzene).

Altri impieghi
Trova impiego nella produzione di pesticidi e di armi chimiche
Inizialmente l'etene fu sintetizzato per disidratazione dell'etanolo e per isolamento dal
gas di cokeria; benché questi processi siano stati sostituiti da altri, sono oggi ancora
in uso in alcune nazioni in via di sviluppo in America del Sud, Asia ed Africa. Nei
paesi industrializzati, la principale fonte di etilene è costituita dal cracking termico del
gas naturale, dell'etano e di altri idrocarburi superiori (nafta, gasolio) e dal suo
isolamento dai gas ottenuti nei processi di cracking nelle raffinerie di petrolio; questi
processi hanno una resa superiore.

L'etene è anche il principale componente del gas di legna, ossia del gas che si
ottiene per distillazione della legna in assenza di aria.
Le piante lo producono a partire dall'amminoacido metionina. Per gli organismi
vegetali è un ormone che stimola la maturazione.

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CLORURO DI POLIVINILE

Il cloruro di polivinile, noto anche come”polivinilcloruro” o con la corrispondente sigla


PVC, è il polimero del cloruro di vinile. È il polimero più importante della serie
ottenuta da monomeri vinilici ed è una delle materie plastiche di maggior consumo al
mondo. Ottenuto dalla polimerizzazione del cloruro di vinile. È un materiale
termoplastico amorfo e possiede un' ottima resistenza chimica (buona resistenza alla
luce ed alle intemperie se stabilizzati).

Puro, è un materiale rigido; deve la sua versatilità applicativa alla possibilità di essere
miscelato anche in proporzioni elevate ( fino al 40% ) con prodotti plastificanti, che lo
rendono flessibile e modellabile o a composti inorganici come il carbonato di calcio
materiale conveniente visto i suoi basti costi. Viene considerato stabile e sicuro nelle
applicazioni tecnologiche, a temperatura ambiente, ma estremamente pericoloso se
bruciato o scaldato ad elevate temperature e in impianti inidonei, per la presenza di
cloro nella molecola, liberabile come Hcl con possibilità di formazione di diossina, o
per liberazione del monomero. Il materiale è inoltre autoestinguente, infatti in caso di
incendio si auto spegne liberando comunque HCl
Plastica riciclabile, a codice SPI , viene parzialmente recuperata per problemi di alti
costi di trattamento.
Utilizzato nell’edilizia per finestre, porte, piastrelle, tubazioni; nell’imballaggio per
contenitori per liquidi, contenitori alveolari, vaschette; mescolato con plastificanti per
tubi flessibili, pelli artificiali, carte murali. Il PVC rigido trova larga applicazione nella
produzione delle carte magnetiche.

POLIETILENE

Il polietene (più comunemente noto come polietilene) è il più semplice dei polimeri
sintetici ed è il più comune fra le materie plastiche. Viene spesso indicato con la sigla
"PE". Il polietilene è una resina termoplastica, si presenta come un solido trasparente
(forma amorfa) o bianco (forma cristallina) con ottime proprietà isolanti e di stabilità
chimica, è forse il polimero termoplastico che tu vedi di più nella tua vita quotidiana.
E' la plastica più famosa nel mondo. E' il polimero con cui si fanno i sacchetti dei
supermercati, le bottigliette per lo shampoo, i giocattoli per bambini ed anche i
giubbotti antiproiettile.

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Struttura e classificazione
Questo materiale così adattabile, ha una struttura molto semplice, la molecola di
polietilene non è altro che una lunga catena di atomi di carbonio, con due atomi di
idrogeno attaccati a ciascun atomo di carbonio. A volte è un po' più complicato;
accade che un atomo di carbonio abbia un'altra catena di polietilene al posto di uno
dei due atomi di idrogeno. Questo è detto polietilene ramificato o polietilene a bassa
densità LDPE. Se non ci sono ramificazioni, è detto polietilene lineare, o HDPE. Il
polietilene lineare è molto più resistente del ramificato, ma quest'ultimo è più
economico e facile da produrre. Questi 2 tipi di polimeri si ottengono attraverso la
polimerizzazione dell'etilene, che a sua volta è un prodotto derivato dal processo di
lavorazione del petrolio grezzo.
Applicazioni
Uno degli usi classici del polietilene è la fabbricazione, mediante estrusione e
successive lavorazioni, dei sacchetti comunemente detti "di plastica", dove la plastica
in questione è proprio il polietilene.
Struttura Chimica

-CH2 -CH2 -CH2 -CH2 -CH2 -CH2 -CH2 -

Altri usi del polietilene sono:

•rivestimento interno di confezioni in cartone per alimenti (per esempio cartoni del
latte);

•flaconi per il contenimento di detersivi o alimenti;

•giocattoli;

•tappi in plastica;

•tubi per il trasporto di acqua e gas naturale;

•pellicola di rivestimento di cavi elettrici e telefonici;

•palloni stratosferici

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Bibliografia
“Wikipedia” (www.wikipedia.it)
Schede Dr. Fiocca
“Macrogalleria” (http://www.pslc.ws/italian/)

Benassi Lorenzo, Calzolari Alessandro, Michele Paltrineri, Calzolari Dario, Ali Hamza

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Indice

TERMOINDURENTI........................................................................1
ETILENE...................................................................................................................3
CLORURO DI POLIVINILE ..................................................................................4
POLIETILENE....................................................................................................4
Bibliografia....................................................................................................................6
Indice............................................................................................................................7

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