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Il difficile equilibrio europeo. I rischi di guerra in Europa e il concerto delle potenze.

Tra '800 e '900 si afferm in Europa la supremazia tedesca grazie al cancelliere Bismarck, il quale non voleva procedere con altre conquiste perch sapeva che la proclamazione del Reich tedesco aveva provocato una grossa rottura in Europa, quindi era necessario mantenere un equilibrio internazionale (che venne chiamato il concerto delle potenze); questo perch: Dopo la guerra franco-prussiana la Francia aveva un forte desiderio di rivalsa (revanscismo), infatti era stata pesantemente sconfitta e costretta a pagare 5 miliardi di franchi oro e a cedere senza motivo Alsazia e Lorena. C'era inoltre un'antica rivalit fra Austria e Russia che si contendevano i Balcani con la motivazione ufficiale di difendere rispettivamente i cattolici e i cristiani ortodossi di quell'area. Era necessario isolare diplomaticamente la Francia e legare Austria e Russia in un'alleanza.

La politica diplomatica di Bismarck e il congresso di Berlino. L'alleanza fra Austria e Russia si comp nel 1873 con la costituzione della lega dei tre imperatori (il kaiser tedesco, lo zar russo, l'imperatore austro-ungarico). L'Austria grazie a questo patto riusciva a mantenere l'ordine interno minato dai nazionalismi, la Russia guadagnava da tale alleanza la possibilit di tenere sotto controllo le popolazioni polacche. Ma due anni dopo a lega si stava sgretolando a causa della questione d'Oriente: in Bosnia e Bulgaria si stavano sollevando dei moti antiturchi e la Russia ne approfitt per schierarsi con i paesi balcanici venne creata la Bulgaria, politicamente controllata dai russi. Tale espansione minava gli equilibri europei, cos Bismarck al congresso di Berlino riusc a sistemare a situazione: la Bulgaria fu ridimensionata grazie alla creazione di tre stati indipendenti (Montenegro, Serbia, Romania) e all'Austria venne affidata l'amministrazione della Bosnia e dell'Erzegovina. La Triplice alleanza fra Germania, Austria e Italia. 1879: La Germania stipul un patto militare con l'Austria, con l'intento di impedire alla Russia di attaccare l'Austria. 1881: I rapporti fra Italia e Francia si inasprirono poich la Francia si impossess della Tunisia, su cui aveva messo gli occhi anche l'Italia. Bismarck colse l'occasione per proporre all'Italia un'alleanza fra Germania, Austria e Italia; nacque la Triplice alleanza (1882) 1887: Venne stipulato un trattato di controassicurazione fra Germania e Russia per impedire all'Austria di non attaccare la Russia. La politica interna in Germania: centralismo e tendenze particolaristiche. In politica interna Bismarck cerc di conciliare gli interessi dei grandi proprietari terrieri e ella borghesia industriale, instaurando anche misure di protezionismo. Lo stato tedesco era autoritario: nonostante ci fosse un parlamento (Reichstag) eletto a suffragio universale, cancelliere e ministri rispondevano solo all'imperatore. Questo forte potere centrale si scontrava con le tendenze particolaristiche di alcuni stati della federazione tedesca, cos Bismarck decise di imporre una moneta unica (il marco) per lo stato e cre la banca nazionale tedesca (Reichsbank). Un'altra minaccia all'unit era il movimento cattolico, cos che inizi il Kulturkampf (battaglia per la civilt) con cui lo stato controllava fortemente la chiesa. Ma con l'ascesa dei socialisti Bismarck: Fu costretto ad abbandonare tale progetto e ad allearsi con il partito cattolico Zentrum. Tent di accattivarsi le masse con alcune riforme sociali. Nel '88 per sal al trono l'imperatore Guglielmo II che presto si scontr con Bismarck per idee di politica interna ed estera differenti, per Guglielmo II la Germania doveva ampliare le proprie colonie rafforzando l'industria bellica. Bismarck si dimise nel 1890. L'Europa divisa in due blocchi. Con la fine della strategia dell'equilibrio di Bismarck l'Europa si trov divisa in due blocchi: Triplice alleanza (Germania, Austria e Italia) e un'alleanza fra Inghilterra, Russia e Francia. Qualunque mossa da parte di una potenza avrebbe potuto scatenare un conflitto europeo, trascinando il sistema delle alleanze. Per il momento il conflitto si spost nelle colonie: la Germania aveva tentato di impossessarsi di territori francesi nel Marocco, e dopo una forte tensione la Germania si ritir in cambio della concessione del Congo da parte dei francesi. L'Europa tra democrazia e autoritarismo. L'impero asburgico e il problema della nazionalit. Tra '800 e '900 in Europa c'era la tendenza da parte dei gruppi dirigenti di imporre soluzioni politiche autoritarie al fine di ridimensionare l'azione dei sindacati, dei partiti d'opposizione e dei nazionalismi. In particolare nell'impero asburgico cechi e slavi, che non erano rappresentati in maniera adeguata in parlamento, volevano una costituzione di un proprio stato indipendente. Per risolvere tale problema i governanti viennesi pensarono a due soluzioni: Associare sloveni e croati alla direzione dell'impero. Liquidare militarmente la Serbia, che costituiva un polo importante per le nazionalit slave. Si prefer questa scelta (che poi port alla prima guerra mondiale) e l'imperatore Francesco Giuseppe opt per un governo autoritario. La Russia tra autoritarismo e progresso economico. In Russia lo zar Alessandro III applic una politica fortemente reazionaria, furono repressi intellettuali, anarchici, liberali; e continuarono le persecuzioni contro gli ebrei. Nonostante questi squilibri la Russia avvi un processo di industrializzazione, grazie anche ai capitali stranieri, con la creazione di un moderno sistema bancario e di importanti reti ferroviarie, la transiberiana (MoscaVladivostok) e la transcaspiana (Poti-Samarcanda). Si svilupp inoltre una forte industria siderurgica. La Francia della terza repubblica. La situazione interna francese non era forte, a causa dei contrasti fra repubblicani e monarchici. Per diversi anni ci fu il pericolo di un colpo di stato da parte del presidente della repubblica Patrice Mac Mahon, appoggiato dal clero e dall'esercito, ma fu poi costretto a dare le dimissioni e salirono al potere i repubblicani moderati che promossero una politica di liberalizzazione, garantendo libert di stampa e di associazione, istruzione elementare gratuita e obbligatoria, e altre riforme sociali. L'opposizione delle forze reazionarie per era sempre molto forte e si addensarono attorno al ministro della guerra Georges Boulanger. Un caso emblematico, l'affaire Dreyfus. Alfred Dreyfus era un capitano ebreo accusato falsamente di spionaggio in favore dei tedeschi e condannato nel 1894 ai lavori forzati. Ma due anni dopo il caso fu riaperto: il colonnello G. Picquart comunic che si era convinto dell'innocenza di Dreyfus, e che il vero colpevole era il maggiore F. Wasin-Esterhazy. Stranamente Picquart fu rimosso dal suo ufficio e inviato in zona di guerra, ma per fortuna riusc ad avvisare dell'accaduto il vicepresidente del senato. Nel mentre buona parte della stampa e degli intellettuali si schierarono con Dreyfus, ma lo Stato maggiore fece arrestare Picquart, e sui giornali nazionalisti si scaten una campagna contro ebrei, democratici e liberali. Nel 1899 Dreyfus venne assolto dal presidente della repubblica Loubet.

I due volti della Francia: la destra nazionalista e la sinistra repubblicana. Riguardo al caso Dreyfus si stava diffondendo il mito della congiura internazionale ebraica contro le fondamenta dello stato francese, con questo mito si poteva condire il malessere dell'opinione pubblica e ricompattare la societ. Attraverso il caso Dreyfus le varie classi sociali esternarono le proprie posizioni: L'esercito, portavoce dei valori aristocratici e simbolo di una societ autoritaria, con la repubblica vide non solo cambiare il proprio ruolo, ma anche gli ebrei arricchirsi. Sostenuto dai cattolici, promosse l'odio contro la repubblica e l'antisemitismo. Gli intellettuali invece, guidati dal radicale Clemenceau, capirono quale pericolo portasse l'antidreyfusismo e decisero di promuovere valori universali di civilt. Riuscirono a spaccare l'opinione pubblica; infatti anche il partito operaio si schier dalla parte di Dreyfus. La folla per la prima volta si mostr reazionaria, aderendo ai principi razzisti . I nazionalisti erano intimidatori e violenti, durante il corso del processo a Dreyfus gli ebrei venivano picchiati per strada e si formarono delle squadre antisemite (Ligue antismite) che agivano tollerate dalla polizia. Comunque, nonostante il peso delle forze reazionarie la sinistra democratica vinse le elezioni nel 1899, il capo del governo fu fino alla prima guerra mondiale, Clemenceau. L'Inghilterra: i liberali al potere. Il governo inglese vedeva la presenza di due importanti leader politici: Gladstone, pacifista e democratico, e Disraeli, conservatore. Venne attuato un programma di riforme sociali e politiche (fra cui l'allargamento del suffragio da 3 a 5 milioni di votanti), per negli ultimi anni dell'800 l'economia inglese perse il suo primato mondiale, seppure riusc ad uscire dalla crisi europea. Tale recessione ebbe delle conseguenze in campo politico: In seguito a disoccupazione, bassi salari, ecc il movimento operaio si consolid Nasce, nel 1904, il Labour Party. Nel 1906 i liberali salgono al potere promuovendo un programma di riforme sociali (giornata lavorativa di 8 ore, assistenza agi operai, ecc). Per poter varare questo programma il governo propose una politica fiscale basata sulle imposte dirette, che colpivano maggiormente i redditi alti. La prima guerra mondiale: le ragioni dell'immane conflitto. L'assassinio di Sarajevo e il crollo degli equilibri internazionali. Il 28 giugno 1914 lo studente serbo Gavrilo Princip uccise l'erede al trono asburgico, Francesco Ferdinando, e la moglie a Sarajevo. Questo evento trascin tutte le potenze europee, pi Giappone e Stati Uniti, in un conflitto: fu la scintilla che fece scoppiare gli equilibri, gi precari, fra le potenze europee. Le reali cause erano ovviamente ben pi profonde e radicate, per quanto riguarda il piano politicodiplomatico grazie a Bismarck si era creato un sistema di alleanze in Europa che isolava la Francia e che vedeva la Gran Bretagna neutrale. Con le dimissioni del cancelliere tedesco e l'ascesa al trono di Guglielmo II gli equilibri si dissolsero, facendo poi precipitare la situazione. Nazionalismo tedesco, programma pangermanista e guerra rigeneratrice. La politica di espansionismo coloniale di Guglielmo II si scontr presto con gli inglesi, infatti in Africa si contendevano alcuni territori. Questo contrasto anglo-tedesco si inaspr quando il kaiser mostr di dar spazio agli spiriti nazionalistici dell'opinione pubblica, che sperava nel progetto della grande Germania ovvero, creare una nazione tedesca che comprendesse tutti i tedeschi sparsi in Europa, tramite una guerra rigeneratrice che potesse stabilire il nuovo ordine (pangermanismo). Tale progetto riscuoteva successi fra le forze conservatrici e liberali per ragioni economiche e politiche. Infatti gli imprenditori tedeschi non solo volevano ampliare i mercati, ma erano spaventati dalle lotte dei lavoratori quindi riponevano le loro speranze nella guerra che poteva essere una valvola di sfogo per questi conflitti sociali e creare l'opportunit per instaurare un regime gerarchizzato, autoritario e disciplinato. Europa delle nazioni e imperi multinazionali: la lunga crisi balcanica. L'equilibrio europeo era inoltre minacciato dal riemergere delle questioni nazionali irrisolte, specialmente nei Balcani la situazione era tesissima: Stava emergendo la fragilit dell'impero asburgico e di quello ottomano a causa delle lotte di indipendenza di croati e sloveni, a cui si aggiunsero cechi e ungheresi. Fu poi la Serbia a guidare il nazionalismo di Bulgaria, Grecia e Montenegro creando con questi stati una lega che nel 1912 dichiar guerra alla Turchia (prima guerra balcanica); vinsero i paesi balcanici togliendo all'impero ottomano la Macedonia. Questo per port ad un conflitto interno alla lega per stabilire i confini, tenendo conto del fatto che dietro i paesi balcanici stavano le potenze europee con i propri interessi (l'Austria temeva il rafforzamento della Serbia, ma a Russia e Italia avrebbe fatto comodo per contrastare l'impero austriaco). Cos nel 1913 scoppi la seconda guerra balcanica con la Bulgaria che attacc la Serbia per ottenere il controllo sulla Macedonia; vinse la Serbia (alleata con Turchia e Romania) che, rafforzandosi maggiormente, diventava sempre pi pericolosa per l'impero asburgico. Declino dell'egemonia inglese, competizione sui mercati internazionali, economia di guerra. Nel corso del XIX secolo l'Inghilterra aveva svolto il ruolo di grande potenza e leader che mantenesse gli equilibri politico-diplomatici europei. Ma ora, all'inizio del '900, la sua egemonia era in crisi, infatti si trovava contro altre potenze emergenti: Germania e Stati Uniti. Dopo il ciclo espansivo di inizio secolo l'Inghilterra si trov a dover sostenere una competizione economica contro le altre potenze europee. Inoltre tutte le terre ormai erano conquistate e i vari imperi coloniali potevano allargarsi solo a discapito di altri, dunque i rapporti fra le potenze non potevano che inasprirsi. Questo si tradusse in una politica aggressiva che comport una corsa agli armamenti tendenza a potenziare eserciti e flotte e a investire capitali in armi sempre pi mortali. La guerra diventava un grande affare economico. La crisi dell'ordine europeo. La paura di un'Europa controllata dalla Germania spinse la Gran Bretagna ad avvicinarsi alla Francia nel 1904 stipulando l'Entente cordiale (intesa cordiale) che divent un'alleanza politico-militare. L'Europa si trovava divisa in due blocchi: da una parte Francia, Russia e Inghilterra, dall'altra Germania, Austria e Italia. Tale sistema di alleanze comportava degli obblighi reciproci, cos che se fosse scoppiato un conflitto fra due sole potenze tutte le altre ne sarebbero state trascinate. Cultura e politica del nazionalismo. Una nuova idea di nazione lontana dalla tradizione liberale ottocentesca. Un'altra causa del gran conflitto deve essere ricercata nelle trasformazioni della societ e delle ideologie. L'ingresso delle masse in politica si manifest non solo con partiti socialdemocratici e cattolici, ma anche con la formazione di movimenti nazionali e reazionari. Con questi

movimenti cambi l'idea di patria e nazione tradizionale, ora infatti era un miscuglio di antidemocrazia, aggressivit imperialistica, volont di potenza, mitologie autoritarie e razziste. L'ideologia del nazionalismo europeo espressa ne La rivolta ideale di Alfredo Oriani, il quale dice che il dovere delle nazioni quello di espandersi e conquistare in ogni modo, ritirarsi dalla gare impossibile. In Italia venne fondata nel 1910 l'Associazione nazionalista italiana, gli esponenti di tale movimento credevano in una riscossa della borghesia, che sarebbe potuta risorgere solo se capace di affermarsi come una nuova e potente aristocrazia. Studiare scheda pag 11 Popolo-nazione/nazionalismo.

La saldatura fra nazionalisti e liberali. Il nazionalismo si stava diffondendo anche fra i ceti medi (e non solo fra gli intellettuali) che speravano di potersi sostituire alla vecchia classe dirigente, ma che comunque erano spaventati dall'avanzare socialista. Questa momentanea alleanza fra nazionalisti e liberali portava ad una contraddizione: L'avversione nazionalistica alla democrazia, all'uguaglianza, alla pace, esercit un'azione corrosiva nei confronti dei principi liberali, avviando un processo di disgregazione che avrebbe poi lasciato spazio al fascismo. Questi fenomeni crearono nei vari paesi un atteggiamento che portava a considerare la guerra come una clamorosa occasione di affermazione internazionale e sviluppo. Il movimento operaio, pacifista e internazionalista, fu in parte influenzato dalla politica di potenza nazionalista, ecco che allora di fronte alla guerra la maggior parte dei partiti socialisti abbandon le intenzioni pacifiste per abbracciare gli interessi nazionali. Gli intellettuali di fronte alla guerra. L'idea di avvenire come progresso inarrestabile entr in crisi con l'epoca dei nazionalismi che vedevano nella guerra una confutazione dell'idea di progresso. Questo fenomeno port gli intellettuali a schierarsi realmente, prendendo una posizione a proposito della guerra. C'erano varie posizioni: Tesi del neutralismo intellettuale; sosteneva che l'uomo di cultura avesse il dovere di rimanere al di sopra della mischia mantenendo integra la sua ricerca della verit. Sostenitore di questa tesi era Romanin Rolland; anche Benedetto Croce era neutrale ma perch credeva che scienza e storia non si potessero contaminare per i doveri patriottici. Tesi della partecipazione attiva, in senso patriottico, alle vicende politiche e militari. Fu la tesi prevalente, soprattutto in Germania, dove moltissimi grandi uomini tedeschi ritenevano la guerra necessaria per rompere l'accerchiamento delle altre nazioni. Altra posizione fu quella presa da Thomas Mann, che vedeva la guerra come missione tedesca, la quale avrebbe portato i nobili valori tedeschi ai popoli barbari come francesi e inglesi. Per Mann nel campo di battaglia si scontravano anche la Kultur (cultura radicata nel popolo ricco di valori e tradizioni, come la Germania) e la Zivilisation (cultura superficiale fatta di progresso, come la Francia) Alcuni anni dopo nacque l'<<appello dei 93>> in cui gli intellettuali, come Mann, affermavano che la lotta al militarismo tedesco era anche un attacco alla cultura e civilt tedesca.