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LA NEGAZIONE in prospettiva semantico-pragmatica

Capitolo 1: Facultas loquendi e facultas negandi

Quando si nega si compiono diverse cose: si pu negare per opporre a un giudizio assertivo, per asserire la falsit di P in quanto non vogliamo aderire al contenuto proposizionale, in questo caso la negazione comporta un giudizio di natura verocondizionale che pu intervenire sul valore si verit di un giudizio Possiamo negare per asserire la falsit di qualcosa, ma anche negare per asserire la falsit di P per caratterizzare l'oggetto. Questo vestito non rosso, altro da rosso. Identificare il non con falso che una riduzione, e comporta una confusione di piani linguistico e metalinguistico. Luigi non mangia = asserzione relativa ad un frammento di mondo. falso che Luigi mangi = asserzione su un'asserzione. La negazione viene usata anche per rifiutarsi di fare: non accetto scuse, non il caso. Non pi un giudizio su un frammento di mondo, ma un atto che avviene attraverso il dire performativo. La natura performativa trova un riscontro nella morfologia: la prima persona singolare degli enunciati condizionante rispetto al performativo. In ogni caso di fronte a Non accetto scuse, non ti prometto di venire, non ha senso chiedersi se siano veri o falsi. Il rifiuto si sottrae ad una valutazione di natura verocondizionale. Es: Vieni in piscina? Sono raffreddato. L'interlocutore B declina l'invito di A: compie un atto illocutorio primario di rifiuto della proposta attraverso un atto illocutorio secondario. Spetter al destinatario inferire l'illocuzione primaria a partire da quella letteraria. La cultura giapponese, ad esempio, preferisce al no il silenzio. Non sono mancati i tentativi di ricondurre ogni negazione al rifiuto di asserire. Ma identificare la negazione con l'atto illocutivo di rifiuto di asserzione non tiene conto dei contesti non assertivi in cui essa pu comparire (Se non piove, vado in montagna). Mentre i parlanti italiani, inglesi o francesi, ad una frase come There is no table in the room, risponderanno con No, there isn't o Yes, there is (S c', no non c'), il parlante russo risponder Net, est o Da, ne est. Con net e da egli non prende immediatamente posizione rispetto alla realt, ma si riferisce all'asserzione rifiutandola o accettandola in base alla presenza o alla effettiva assenza dell'oggetto. Poi c' un modo di usare la negazione per mentire, ma la menzogna viene realizzata non solo con la negazione. Ma in entrambi i casi, abbiamo una sorta di negazione: dire no alla realt. Il mentire emerge in quel Geist der steits verneint (io sono lo spirito che sempre nega), secondo la definizione che Mefistofele d di se stesso. Dire di no
alla realt mentendo

per asserire la falsit di p

per rifiutare di fare

per rifiutare l'adesione a p

per affermare l'altro da p

Anna Wierzbicka cerca d'individuare al di l della specificit delle singole lingue storico-naturali un common core di primitivi concettuali universali. Il suo gruppo ha individuato, a tutt'oggi, una sessantina di universali semantici, testati empiricamente su una vasta scala attraverso l'analisi di lingue geneticamente e tipologicamente del tutto dissimili. Nel gruppo originario, fra i 14 primitivi semantici non compare not. In questa fase, Wierzbicka considera come primitivo 'don't want', ossia la negazione come rifiuto. Ma presto le viene un dubbio, e l'analisi della negazione nel processo di apprendimento del linguaggio infantile riesce a convincerla del riduzionismo di questo suo approccio iniziale. Nel linguaggio infantile la negazione compare con un ampio spettro di valori: a volte viene usata come negazione del quantificatore esistenziale (No pocket per dire There is no pocket here), o per esprimere un giudizio negativo (No truck per This is not the truck in risposta a chi chiede Where is the truck?), o come rifiuto (No dirty soap per I don't want dirty soap). La convince la scoperta che nell'apprendimento del linguaggio infantile l'u-

so della negazione come rifiuto non anteriore all'uso della negazione come giudizio.

Capitolo 3: La negazione nel testo: la dinamica dello scope

Definizione di scope, lo scope della negazione il suo ambito di azione. Un'anticipazione di scope si ha in Aristotele, ma tale nozione giunge a un momento di consapevolezza nella riflessione degli Stoici. Tra gli studiosi della scuola di Port Royal si viene a profilare l'ipotesi che una proposizione possa essere contraddetta in pi modi. La nozione di scope viene desunta dalla matematica, una definizione insoddisfacente, ma lo scope definito come ci che a destra. Noi linguisti ci sentiamo stretti in questa definizione. Lo scope non pu essere definito come ci che a destra, ma osservando i fatti El Luis el me pias no in dialetto milanese, l'operatore di negazione pu essere messo in fondo alla frase. Non devi andare via pu essere assenza di obbligo, seleziona l'elemento sulla destra e dice assenza di obbligo, ma c' un'altra lettura devi non andare via si verifica che addirittura la negazione viene agganciata dal modale. Definizione: lo scope un operatore che si applica ad un operando. Non ci riferiamo a destra o a sinistra, lo scope di un operatore il suo operando, il suo partner dislocato in vari punti del testo e dell'enunciato. La nozione di scope svolge senza dubbio un ruolo fondamentale nell'ambito della modificazione avverbiale. Es: intelligentemente. Confrontiamo Intelligentemente Mario ha parlato e Mario ha parlato intelligentemente. Nel primo il fatto che Mario abbia parlato che intelligente, nel due dislocando l'avverbio, l'avverbio cambia il suo scope, l'avverbio seleziona con il suo scope il predicato ha parlato e caratterizza una qualit del parlare. Quando l'avverbio e il suo scope selezionano tutto l'enunciato AVVERBIO ENUNCIATIVO. Non sempre il variare della posizione dell'avverbio determina uno spostamento dello scope. A volte ci non influisce sulla delimitazione del suo ambito di azione, come ad esempio: 1. Velocemente Carlo chiuse il portone. 2. Carlo velocemente chiuse il portone. 3. Carlo chiuse velocemente il portone. 4. Carlo chiuse il portone velocemente. A livello semantico, lo scope dell'avverbio chiudere. Gli avverbi lavorano per giustapposizione, vengono collocati in un punto dell'enunciato e dobbiamo stabilire su base semantica qual l'elemento coordinato e selezionato dall'avverbio. Non abbiamo nessuna marca morfologica esplicita che ci dica qual l'ambito di applicazione dell'avverbio velocemente. L'avverbio velocemente qui seleziona con il suo scope il predicato chiudere e dice che la modalit dell'azione stata veloce. L'avverbio cambia il suo punto di applicazione? Non muta il suo scope, non muta il suo campo di azione, seleziona sempre il predicato chiudere. Il diverso ordine delle parole non cambia il punto di applicazione del modificatore avverbiale velocemente, che rimane in tutti i casi il sintagma verbale. In altri casi l'avverbio, variando posizione, e cl variare delle strategie intonazionali, provoca uno spostamento dello scope: 1. Forse Maria domani parte per Roma. 2. Maria, forse, domani parte per Roma. 3. Maria forse domani parte per Roma. 4. Maria domani forse parte per Roma. 5. Maria domani parte forse per Roma. 6. Maria domani parte per Roma forse. In (1) forse pu avere come scope, a seconda dell'intonazione, l'evento nella sua totalit o il solo sintagma nominale Maria. In (2) e (6) in posizione di inciso e aggiunta, e lo scope la totalit dell'evento. In (3), (4), (5), esso sposta l'ambito d'azione sul segmento di testo a cui di volta in volta anteposto (domani, parte, per Roma). Tuttavia, non si pu definire lo scope semplicemente come quel segmento di catena direttamente coinvolto nella predicazione. Es: i predicati aggettivali monoargomentali alto, onesto, bello e intelligente. Giovanni alto. Giovanni onesto. Giovanni bello e intelligente. Tutti hanno come argomento Giovanni, ossia lo stesso segmento della catena, ma non si pu dire che lo scope sia costituito dall'elemento argomentale nella sua totalit. Esso assume ogni volta come punto di applicazione un tratto

specifico dell'argomento. Esistono, per, aspetti linguistici la cui riconducibilit a una questione di scope meno trasparente, anche se molto probabile. Ad esempio, le differenze d'interpretazione tra i diversi tipi di opposizione de re e de dicto: Stefano ha sempre amato sua moglie. Duplice interpretazione: moglie attuale (de re) o colei che stata sua moglie di volta in volta (de dicto). Nell'interpretazione de re il tratto individuante di essere moglie coincide con il momento dell'enunciazione nell'interpretazione de dicto no, e il momento d'instaurazione della referenza individua distributivamente una moglie diversa per tempi diversi. La diversa posizione dell'elemento negativo si riflette nella distinzione fra negazione frasale e negazione di costituente: nella prima la particella negativa associata al nesso predicativo, nella seconda la negazione tende ad associarsi al costituente negato. Spesso gli enunciati con negazione frasale vengono fatti coincidere con negazioni totali, mentre gli altri con negazioni parziali. Es: non lavoro per divertirmi duplice interpretazione. Solo nell'interpretazione La ragione per cui lavoro non quella di divertirmi l'espressione veramente negativa. Nell'interpretazione La ragione per cui non lavoro quella di divertirmi la negazione non interviene sul vertice sintattico ma fa parte del presupposto, quindi l'enunciato affermativo. negazione frasale e di costituente no corrispondenza biunivoca con negazione totale e parziale. La negazione frasale semanticamente totale quando il vertice sintattico coincide con quello semantico: non partito, come aveva annunciato. In assenza di coincidenza tra vertice sintattico e semantico la negazione frasale semanticamente una negativa parziale, come nella seconda interpretazione di Non lavoro per divertirmi. Per quanto concerne la negazione di costituente, non sempre essa coincide con una negativa parziale, come in La camicia non stirata di Mario di lino. Quando la negazione di costituente interviene sul vertice semantico negativa totale: non molti hanno superato la prova di ammissione. Recensiamo gli effetti di senso della negazione nel senso: 1. Non esiste una terza via. 2. Non hanno commesso il fatto. Negazione usata nella sua asserzione pi comune, capovolge il valore di verit del giudizio precedente. Asseriamo la falsit di P. Negazione con funzione non marcata. la negazione vero-condizionale. Se sostituisco il non con falso che allora vero-condizionale. La negazione con il suo scope qui seleziona un contenuto proposizionale, il contenuto di una proposizione. Ma la funzione della negazione non solo quella di capovolgere il valore di verit di un contenuto proposizionale. In: 1. Non ti prometto di venire 2. Non ti domando di venire 3. Non chiudete la finestra la negazione non capovolge alcun valore di verit, ma opera sulla forza illocutoria. Abbiamo a che fare con negazioni performative. 1) la promessa un atto linguistico COMMISSIVO, con un commitment, l'assunzione di un impegno. 2) Mi rifiuto di fare una richiesta, la negazione esprime il rifiuto di compiere un'azione. 3) Quando ho un ordine e lo nego, la negazione in questo caso fa passare da un comando a un divieto. [A un primo livello il discorso un atto locutivo, latto stesso di parlare, a cui si sovrappone un livello illocutivo, quello dellazione che il parlante intende compiere attraverso il proprio atto locutivo. Infine latto linguistico un atto perlocutivo, cio unazione che provoca un certo effetto sul destinatario.] In (1) la negazione non interviene sul contenuto proposizionale (p) ma sull'illocuzione (F) di promessa (Pr). F (p) Pr (p) Diverso sar lo scope in: Prometto di non venire che assume nel suo ambito di azione il contenuto proposizionale (p), senza toccare la forza illocutoria (F). F ( p) Pr ( p) Quando si nega una promessa lo scope della negazione seleziona come sua zona di attivazione tra le condizioni di soddisfazione dell'atto illocutivo in particolare la messa in gioco da parte del mittente del proprio impegno a realiz-

zare p. 1. Questo vestito non rosso. 2. Questo vestito rosso. In questo caso, pi che esprimere falsit, la negazione afferma che l'oggetto in questione di un colore diverso dal rosso, ossia dice un essere diverso da. Lo scope della negazione cosa va a colpire? Non interviene solo sul contenuto, ma seleziona un elemento di un paradigma. Qui il non seleziona un elemento del paradigma cromatico (insieme che contiene tutti i colori). Dicendo che non rosso, lo scope interviene su un elemento del paradigma e apre questo testo a tutte le altre possibilit previste dal paradigma. Apre il testo a tutti gli altri elementi del paradigma escluso quello negato emerge il potere comunicativo della negazione. Apre il testo a tutti gli elementi del paradigma ma non a quello negato. Il non apre il testo a una disgiunzione di possibili alternative. Dice che l'elemento pu essere VP1, VP2... del paradigma cromatico. Se confrontiamo 1 e 2, asserendo che il vestito rosso, dico che di quel colore l e di non altri, quindi SI NEGA paradossalmente che abbia tutti gli altri requisiti. Esclude dal testo tutte le altre possibilit. In rapporto a paradigmi diversamente strutturati cambia lo scope. La struttura del paradigma dipende dal numero dei suoi elementi e dalla qualit di opposizione. Se abbiamo un paradigma a due elementi, la negazione di un elemento di necessit percepita come immediata e semplice affermazione dell'altro elemento. La luce della sua camera non era accesa. Acceso rientra in un paradigma semantico detto BINARIO o si accesi o si spenti. Ha solo due alternative. Per capire se il paradigma binario c' un test: la luce pi o meno accesa? No, o accesa o spenta. Questa donna sposata; o si sposati, o si nubili, quindi anche sposato entra in un paradigma binario. Qualora, invece, avendo a che fare con un valore scalare, il paradigma continuo, come in Questa minestra non calda tra i due estremi dell'opposizione sono possibili diverse gradazioni, soggettivo. Potrebbe essere tiepida o una serie di valori che si collocano tra il caldo e il freddo. In questo caso caldo e freddo sono gli estremi di una scala: in mezzo c' il tiepido. Quindi se dico che qualcuno non sposato, ricado sull'altro elemento del paradigma binario, ma caldo e freddo una serie di elementi continui tra i due estremi paradigma continuo. Quindi bisogna sapere che paradigmi sono quando analizziamo la negazione. Io potrei mettere una correzione avversativa: Questo vestito non rosso, ma vermiglio lo scope interagisce sempre con i paradigmi. C' un contesto correttivo, il vermiglio una certa sfumatura del rosso, quindi in questo caso lo scope della negazione interviene non tanto sul rosso, sull'elemento del paradigma, ma su un suo sottoparadigma. Rosso pu avere un tratto d'intensit. Lo scope interviene sul tratto dell'intensit di questo elemento del paradigma cromatico. Non esclude il rosso per rimandarmi a un altro elemento del paradigma, mi fa rimanere in quell'elemento ma interviene sul tratto dell'intensit. Questo caff non caldo, bollente. Bollente qualcosa di completamente diverso da caldo? No, una INTENSIFICAZIONE. La negazione interviene con lo scope su caldo, ma ci fa rimanere sullo stesso elemento selezionando il tratto del grado. Consideriamo: Piove ma non fa freddo. Abbaia ma non morde. Sono sempre contesti correttivi. Il ma contraddice un'aspettativa chiamata in semantica IMPLICAZIONE CONVENZIONALE (che il punto di attivazione dello scope). Piovere comporta, implica, che faccia freddo ma l'implicazione non rientra nel contenuto del termine, l'implicazione un significato che noi inferiamo dal dato linguistico ma non contenuto nel dato linguistico. Il contenuto semantico di piove non comprende fa freddo, ma fa freddo una possibile implicazione, una possibile aspettativa implicazione convenzionale. Nel significato di abbaiare si implica il mordere, lo scope seleziona quindi un'implicazione convenzionale. Inoltre lo scope della negazione pu assumere nel suo ambito di azione un'IMPLICATURA CONVERSAZIONALE: Non ha tre figli ma di pi. Te l'ho ripetuto non dieci ma mille volte. Si tratta di una lettura marcata. Lo scope non interviene sull'elemento del paradigma di volta in volta in questione (tre, dieci), ma seleziona come sua zone di attivazione l'implicatura conversazionale di natura scalare solamente (tre, dieci).

La casa non bruciata, sta bruciando Lo scope non colpisce il significato espresso dal lessema, ma quello espresso dal morfema, in questo caso temporale. Luigi non ha smesso di bere: a ben vedere non ha mai bevuto in vita sua. Con la negazione non si capovolge valori di verit, ma si obietta ad una certa asserzione per l'errata presupposizione su cui si fonda . La diversa posizione della particella negativa pu dar luogo a due esiti del tutto diversi in rapporto all'effetto di senso. 1. Mario non diede ad Anna un bicchiere di vino. 2. Mario diede ad Anna non un bicchiere di vino, ma una tazza di the. 3. Mario diede ad Anna un bicchiere non di vino, ma di sidro. 4. Non Mario ma Sergio diede ad Anna un bicchiere di vino. 5. Mario diede non ad Anna ma a Silvia un bicchiere di vino. In (1) il non assume nell'ambito di azione del suo scope il vertice sintattico, che coincide con quello semantico. Negli altri enunciati la diversa posizione del non comporta uno spostamento dello scope. N.B. Cambiando l'intonazione del primo enunciato si possono ottenere tutti gli altri. La diversa posizione dell'elemento negativo pu anche dare un altro esito, quando non si osserva uno spostamento di scope; le strutture negative ottenute sono quindi sinonimiche: Non ha risolto tutti i problemi. Ha risolto non tutti i problemi. Vediamo un'altra situazione in cui, pur non variando la dislocazione della negazione nella struttura enunciativa, muta l'ambito d'azione dello scope. Non bisticciano per delle sciocchezze. Non dormono da due giorni. Il non, pur sempre in posizione preverbale, in (1) seleziona come punto di applicazione il sintagma preposizionale (non si nega il bisticciare ma che la causa sia di un certo tipo), mentre in (2) assume come ambito di azione il verbo (si nega il dormire). Vediamo ora come, nell'ambito di uno stesso enunciato, al non variare della dislocazione della negazione si pu spostare l'ambito di azione dello scope. Non sono venuto per riposarmi. Duplice interpretazione (due intonazioni diverse). Pu assumere come scope alternativamente sia la completiva per riposarmi che il sintagma verbale sono venuto. Nel primo si nega che l'intenzione con cui si venuti sia quella di riposarsi, nel secondo si segnala la ragione per cui non si venuti.