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-GLI AVVERBI-
(ADVERBS)

Gli aggettivi sono utilizzati per descrivere una persona o una cosa (reale o
astratta). Gli aggettivi qualificativi, per esempio, conferiscono una qualità al
sostantivo che accompagnano.
Più in generale diremo che gli aggettivi modificano o precisano un sostantivo.
(Delle differenti tipologie ed usi degli aggettivi si è avuto modo di parlare in
precedenza, nel fascicolo dedicato agli AGGETTIVI).

Ora, se gli aggettivi modificano o precisano un sostantivo, gli avverbi modificano o


precisano le azioni.

TIPI DI AVVERBI:
Gli avverbi possono essere di molti tipi:
1) DI MODO → ci dicono “come”;
2) DI LUOGO → ci dicono “dove”;
3) DI TEMPO → ci dicono “quando”;
4) DI FREQUENZA → ci dicono “quanto spesso”;
5) DI QUANTITA’ → ci dicono “quanto”;
6) FRASALI

Gli avverbi possono essere collocati, come in italiano, all’inizio, nel mezzo o alla
fine di una frase: la scelta della giusta posizione da dare all’avverbio dipende sia
dal tipo di avverbio sia dal significato che vogliamo dare alla frase, con un
procedimento del tutto simile alla lingua italiana.
Se collocati nel mezzo della frase, però, gli avverbi vanno in inglese sempre tra il
soggetto e il verbo. Questo a meno che il verbo non sia “to be” o “to have”: in quel
caso esso va collocato dopo il verbo.
Si arrabbia spesso → He often gets angry
E’ sempre in ritardo → He’s always late
Ora, in italiano, quando è presente un avverbio, il complemento oggetto può
essere inserito sia subito prima che subito dopo, a seconda di quale delle due
parti del discorso si vuole evidenziare: se il complemento oggetto o l’avverbio.
Mi piace leggere molto → si dà enfasi a “molto”
Mi piace molto leggere → si dà enfasi a “leggere”

Non è così in inglese, dove è possibile una sola di queste due costruzioni, ovvero
la prima. Questo perché in inglese il verbo e il complemento oggetto retto da esso
non possono mai essere separati.
Mi piace leggere molto/Mi piace molto leggere → I like reading very much

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Unica eccezione a questa regola è quando il complemento oggetto è
rappresentato da una lunga espressione o frase.
La stessa cosa capita con tutti gli altri complementi: di norma l’avverbio non si
interpone tra verbo e complemento. Fanno eccezione quei casi in cui il legame tra
avverbio e verbo sia molto stretto.

Gli avverbi di modo (o “adverbs of manner”, come vengono chiamati in inglese),


come in italiano possono trovarsi o in mezzo alla fine della frase: è difficile che
possano trovarsi all’inizio di frase, e se questo capita di rado in italiano, assai più
di rado capita in inglese, nel linguaggio scritto o formale.

Gli avverbi di spazio e di tempo vanno di norma in fondo alla frase, sebbene delle
eccezioni possano capitare.
Se dunque in italiano è comune dire ad esempio: “Lunedì c’è il compito in classe”,
in inglese si dirà invece di preferenza “C’è il compito in classe lunedì”.
Da ricordare che gli avverbi di spazio in fondo alla frase vanno sempre prima di
quelli di tempo.
Se l’avverbio di tempo è molto breve, non è però raro trovarlo al fondo della frase.

Gli avverbi di frequenza vanno nella stragrande maggioranza dei casi in mezzo
alla frase, anche se occasionalmente possono occupare anche la posizione di
inizio o di fine.

Gli avverbi frasali possono occupare tutte le posizioni, anche se generalmente


sono utilizzati all’inizio di frase.

FORMAZIONE AVVERBI:
In italiano l’avverbio si forma spesso aggiungendo il suffisso “mente” all’aggettivo
corrispondente.
Allo stesso modo, l’avverbio di modo si forma in inglese aggiungendo all’aggettivo
corrispondente il suffisso “ly”.
Naturalmente se il suffisso è preceduto da “y” a sua volta preceduto da una
consonante, prima di aggiungere tale suffisso la “y” cambia in “i” semplice.

AGGETTIVO AVVERBIO
Happy Happily
Slow Slowly
Quick Quickly
Easy Easily

Nel caso di aggettivi polisillabici, come regola generale, si preferisce -invece


aggiungere il suffisso “ly”- ricorrere ad un giro di parole. Tanto per fare un
esempio di che cosa si intende, diremo che in inglese si preferisce dire “in modo
particolare” anziché “particolarmente” o “in modo interessante” anziché
“interessantemente”.

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AGGETTIVO AVVERBIO
Interesting In an interesting way (anziché: interestingly)

La stessa cosa vale per gli aggettivi terminati in “ly”, nei quali l’avverbio si forma
di preferenza non aggiungendo il suffisso “ly”, ma ricorrendo ad una
circonlocuzione.
AGGETTIVO AVVERBIO
Friendly In a friendly way/Like a friend
Lovely In a lovely way
Manly In a manly way/ Like a man

Esistono in inglese –come in italiano- aggettivi che possono essere anche avverbi.
Tra questi si ricordano ad esempio: CHEAP – EARLY – FAST - LOW - HARD -
NEAR – LATE. Ma ne esistono molti altri.
La forma con “ly” di alcuni di questi avverbi identici ai corrispettivi aggettivi ha
dunque una traduzione completamente differente.
HIGHLY = alta opinione
LATELY = ultimamente
HARDLY = a malapena
NEARLY = quasi

Altre volte può accadere che aggettivi e avverbi abbiano la stessa forma, ma il
significato dell’avverbio sia comunque diverso da quello dell’aggettivo.
EASY = facile – con calma
FINE = bello/di alta qualità - bene
FREE = libero –gratis/senza

AVVERBI DI LUOGO:
Tra gli avverbi di luogo, i più utilizzati sono sicuramente HERE (qui) e THERE
(là).

Here/There + verbo “to be”/“to go”/“to come” traducono l’espressione


“ecco/ecco(lo) qua” e “ecco/ecco(lo) là”.
Eccomi qui → Here I am
Eccoli là → There they are
Eccolo che viene/arriva → Here he comes
Quando il soggetto della frase è un pronome, esso va tra here/there e il verbo
essere. Se invece è un sostantivo esso va in fondo.
Ecco la sua ricevuta→ Here is your receipt

Utilizzato da solo, spesso “here” traduce l’espressione “ecco”.

L’epressione “here we go again” traduce invece l’italiano: “ci risiamo”.

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Si è già avuto modo di parlare anche (nel fascicolo dedicato a “THERE IS/THERE
ARE”) di come l’avverbio “there” seguito dal verbo essere privo di soggetto traduca
l’espressione “c’è/ci sono”, e l’uso che se ne fa.

AVVERBI DI TEMPO:
Tra di essi vi sono:
YESTERDAY → ieri;
TODAY → oggi;
TOMORROW → domani;
NOW → adesso/ora;
LATER → più tardi.
…E molti altri, comprese le “espressioni di tempo”.

YET-STILL- ALREADY:

Vale la pena di soffermarsi su questi tre avverbi di tempo.


L’avverbio italiano “ancora” può essere tradotto in inglese in due modi: STILL e
YET.

“Still” è di norma utilizzato nelle frasi affermative (e in rari casi in quelle negative)
e solo in mezzo alla frase (seguendo la regola generale), e sta ad indicare che una
azione continua nel suo svolgimento (non a caso, come aggettivo “still” significa
“immobile”) più a lungo di quanto ci aspettassimo.
He’s still studying → Sta ancora studiando

“Yet” sta invece ad indicare che un’azione non è stata per il momento eseguita.
Nel tradurre “ancora” si utilizza solo nelle frasi negative e sempre alla fine della
frase.
Hai fatto i compiti? Non ancora → Did you do your homework? Not yet.
(“AND YET” significa invece “EPPURE”)

Quando “ancora” significa “di nuovo”, si traduce invece con “AGAIN”.

L’avverbio “già” può essere invece tradotto in inglese: ALREADY e YET.

“Already” traduce letteralmente “già, di già” e viene utilizzato quando qualcosa è


accaduto prima di quanto ci aspettassimo. Di norma viene utilizzato nelle frasi
affermative. Può trovarsi in mezzo (seguendo al regola generale) o assai più
raramente alla fine della frase.
E’ già uscito? → Has he already gone?

Come accade quando traduce “ancora”, anche quando traduce “già” yet sta ad
indicare che un’azione non è stata per il momento eseguita. Viene dunque
utilizzato per tradurre “già” nelle domande e ancora una volta può trovarsi solo
alla fine della frase.

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Hai già parlato con il Signor Brown? → Did you talk to Mr Brown yet?

NO MORE/NO LONGER

L’avverbio “non più” può essere tradotto in inglese con due avverbi: NO MORE o
NO LONGER.
Poiché in inglese non esiste la doppia negazione, qualora il verbo fosse in forma
negativa, essi diventano rispettivamente ANY MORE e ANY LONGER.

Nella forma con “NO” essi sono posizionati di norma nel mezzo della frase. Nella
forma con “ANY” essi sono posizionati di norma alla fine della frase.

Dicevamo che entrambi traducono l’espressione “non più”, ma con una piccola
differenza di significato.
“No more” traduce “non più” nel senso della quantità
“No longer” traduce “non più” nel senso della durata.
Tuttavia solitamente “no more” viene utilizzato con la stessa accezione di “no
longer” (ma “no longer” non viene usato con la stessa accezione di “no more”).

AVVERBI DI QUANTITA’:
Gli avverbi di quantità vengono chiamati in inglese “adverbs of degree” (avverbi di
grado).

Tra di essi vi sono:


VERY → molto (utilizzato con gli aggettivi);
MUCH/A LOT → molto (utilizzati con i comparativi o i verbi);
FAIRLY/QUITE/ENOUGH → abbastanza;
RATHER → piuttosto;
A BIT/(A) LITTLE → un po’, poco
REALLY → davvero;
JUST → appena/soltanto;
…E molti altri.

Di alcuni di questi avverbi si è già avuto modo di parlare –seppure non nel
dettaglio- a proposito degli AGGETTIVI INDEFINITI.
Essi vengono infatti frequentemente utilizzati per “alterare” il significato di un
aggettivo o di un avverbio, anche se spesso alcuni di essi possono accompagnare
anche i verbi.

Quando accompagnano un aggettivo vanno sempre in mezzo alla frase, mentre se


accompagnano un verbo possono andare a metà o alla fine della frase: dipende
dal tipo di avverbio.

“Abbastanza” può essere tradotto in inglese in molti altri modi: enough, fairly,
quite, rather o pretty.
Ma mentre “enough” può essere utilizzato da solo o insieme ad un sostantivo,
questi avverbi possono essere usati solo accompagnando un sostantivo.

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“Quite” vuol dire “abbastanza”, ma davanti agli aggettivi che non hanno la forma
comparativa –come “right/wrong”, ad esempio- può significare “del tutto”.
Può accadere che insieme all’aggettivo modificato da “quite” sia presente un
sostantivo. Se è un sostantivo numerabile singolare, l’aggettivo tra “quite” e il
sostantivo è preceduto dall’articolo indeterminativo.
He’s quite a young boy

“Rather” traduce “piuttosto”, ed è solitamente utilizzato quando qualcosa si rivela


diverso dalle aspettative o per dare connotazione negativa ad un aggettivo.
Può accadere che insieme all’aggettivo modificato da “rather” sia presente un
sostantivo. Se è un sostantivo numerabile singolare, l’aggettivo tra “quite” e il
sostantivo è preceduto dall’articolo indeterminativo.
He’s rather a young boy
Un costrutto analogo l’ha anche l’avverbio/aggettivo “such”, che traduce “tale”.

AVVERBI DI FREQUENZA:
Tra di essi vi sono:
ALWAYS → sempre;
OFTEN → spesso;
USUALLY → di solito;
SELDOM → raramente;
SOMETIMES → qualche volta;
EVER/NEVER → mai;
AGAIN → di nuovo.
…E molti altri, comprese le “espressioni di frequenza”.

AVVERBI FRASALI:
Parliamo adesso degli avverbi frasali più comuni.

TOO – AS WELL - ALSO → In inglese l’avverbio “anche” si traduce in tre modi:


“too”, “as well” e “also”.
“As well” veramente traduce più propriamente “pure”, ma si tratta di una
irrilevante sfumatura. Sia “too” che “as well” vengono sempre posizionati alla fine
della frase.
“Also” viene invece posto sempre in mezzo alla frase, e non si riferisce mai a
persone o oggetti, ma è un “anche” che si riferisce alle azioni.
He’s gonna come too → Verrà anche lui/anche lui verrà
He’s also gonna come → Lui verrà, anche.

Nei precedenti fascicoli, si è già avuto modo di parlare di come fare a tradurre in
inglese “anche io” o “nemmeno io”, che è la sua forma negativa.

Le espressioni “anche io/tu, lui…” e “nemmeno io/tu, lui…”, in inglese possono


essere tradotte in due modi.
Me too/Also I + verbo

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So am/have/do/will/can I
Me neither
Neither am/have/do/did/will/can I
Il verbo da utilizzare è quello espresso nella frase a cui si sta rispondendo.
I will never believe that → Never will I

Quando “anche” viene utilizzato invece in italiano per esprimere qualcosa di


straordinario, in inglese si utilizza “EVEN”, che significa “PURE/PERFINO”.

ONLY-JUST-UNIQUE → L’avverbio “soltanto” si traduce in inglese con “ONLY” o


con “JUST”, anche esiste tra i due una piccolissima sfumatura di significato.
“Only” traduce infatti “solo/soltanto/solamente”, mentre “just” traduce
“solo/propriamente”. Ma la verità è che spesso e volentieri possono essere
utilizzati in modo del tutto indifferente.
“ONLY” può essere anche un aggettivo, e in quel caso traduce “unico”.
Sei l’unica → You are the only one
Sono figlio unico → I am an only child
“Only” traduce “unico” nel senso di solo.
“Unico” nel senso di “speciale” si traduce infatti “unique”.

SURE- SURELY → Entrambi sono due avverbi, con il medesimo significato:


“certo/sicuro”.

FALSE FRIENDS:
Vengono chiamate “false friends” (falsi amici) quelle parole inglesi che hanno un
suono/una scrittura simile a quella di una parola italiana, ma il cui significato è
invece completamente diverso. Di conseguenza la “similitudine” che a prima vista
può sembrare esserci tra la parola inglese e la parola italiana è falsa, giacchè le
due parole hanno due significati (e dunque utilizzi) completamente differenti.

Anche tra gli avverbi non mancano i cosiddetti “false friends”.


Il più “famoso” di tutti è probabilmente quello rappresentato dall’avverbio
“ACTUALLY”, che non significa “ATTUALMENTE”, come un interlocutore italiano
sarebbe portato a credere, ma “VERAMENTE/IN VERITA’”.
“Attualmente” si traduce infatti in inglese “NOWADAYS”.

Un altro di questi “false friends” è rappresentato dall’avverbio “EVENTUALLY”,


che significa “ALLA FINE”. “Eventualmente” si traduce infatti in inglese
“POSSIBLY”.

Anche “POSSIBLY” è però un “false friends”. Il suo significato è quello di


“forse/può darsi”, ma anche di “possibilmente” o “per caso”.
Altri due modi per tradurre in inglese “forse” sono PERHAPS e MAYBE. “Perhaps”
è di solito utilizzato da solo, perché quando “forse” è inserito in una frase si
preferisce tradurlo in inglese con “maybe”, il quale significa sia “forse” sia “può
darsi”.

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Lo stesso dicasi per l’avverbio “INCIDENTALLY”, che significa “TRA
PARENTESI”. “Incidentalmente” si traduce infatti in inglese “ACCIDENTALLY”.

AVVERBI/ESPRESSIONI DI COLLEGAMENTO:
Alcuni avverbi o espressioni hanno poi la funzione di unire tra loro delle frasi, e di
“giocare” dunque il ruolo di congiunzioni.
Il modo in cui un avverbio o una espressione può unire due frasi è molto vario e
dipende ovviamente dal tipo di avverbio/espressione usati.

Riportare tutti quanti questi avverbi/espressioni sarebbe molto lungo, in quanto


si tratta di una casistica pressoché innumerevole, il cui elenco esula oltretutto
dalle questioni di pura grammatica.

Non resta dunque altro da fare che imparare queste espressioni poco alla volta a
memoria, quando capita di incontrale.

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