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23/11/2020

Altri tre fenomeni di sintassi marcata:


Dislocazione a destra
E’ una denominazione impropria, in realtà, perché nulla viene spostato, c’è semmai
l’anticipazione con un pronome di ciò che viene a destra  Lo prendi un caffè? il clitico
qui ha valore cataforico, perché rinvia a destra della frase, a qualcosa che non è stato
ancora introdotto.
Non riguarda soltanto l’oggetto diretto ma anche i complementi indiretti  Gli ho dato un
libro a Giovanni; Ne abbiamo abbastanza di questa storia; Ci torno domani a Roma
Anche con la dislocazione a destra possiamo avere un’intera frase che viene anticipata con
il clitico  Lo so bene che sei pigro
Che valore ha?
Appartiene alle strutture focalizzanti, cioè dare rilievo al rema che, la maggior parte delle
volte, è il predicato  Ci vai o no a Roma?
A volte avviene per chiarire qualcosa di cui abbiamo parlato ma che temiamo
l’interlocutore abbia dimenticato.

La posposizione del soggetto


E’ un’effettiva dislocazione, mette in evidenza il rema che stavolta si trova a destra.
Es. Mario canta oggi dislocazione a destra Oggi canta Mario  Abbiamo avuto
una diversa sfumatura di significato
Non c’è anticipazione del clitico.

Topicalizzazione o anteposizione contrastiva


Se la dislocazione a destra è solo del parlato ma può anche essere usata dagli scrittori per
imitare dialoghi, la topicalizzazione può essere usata solo nel parlato perché richiede un
innalzamento della voce.
Dislocazione a sinistra: Il pane lo ha comprato Giovanni
Topicalizzazione: IL PANE ha comprato Giovanni
In latino era possibile spostare soggetto e complemento oggetto senza nessun problema
es. Filius amat matrem  Si distinguevano per la desinenza  Matrem amat filius
In italiano  Il figlio ama la madre è diverso da La madre ama il figlio
Dunque in italiano dobbiamo ricorrere per forza ad un pronome.
La successione sintattica della topicalizzazione non è possibile se non alziamo il tono di
voce per mettere in risalto il soggetto.
Viene chiamata anche contrastiva perché spesso si ha una contrapposizione  IL PANE ha
comprato Giovanni e non la carne
La topicalizzazione si può avere anche con complementi indiretti  A GIOVANNI ho detto
di venire e non a Mario

La frase scissa
Separa il contenuto di una frase, che potrebbe essere espresso da una singola frase, in due
frasi diverse  Verbo essere + proposizione introdotta da un che di ripresa (è una relativa
apparente)
Si può incontrare nel parlato, ma anche nello scritto senza abusarne troppo.
E’ Giovanni che mangia la mela  Non è una vera relativa, Giovanni non ha funzione di
tema ma ha funzione di tema, è l’elemento nuovo quindi si mette all’inizio della frase, lo
mettiamo in evidenza a sinistra.
La frase che abbiamo scisso sarebbe semplicemente  Giovanni mangia la mela
Anche la frase scissa si può avere con i complementi indiretti  E’ a lui che devo dire la
verità; E’ qui che facciamo la riunione; E’ mettere in ordine che mi affatica
Si può costruire anche con l’infinito: E’ Giovanni a mangiare la mela (scrittura giornalistica)
Nel parlato la frase scissa può presentarsi anche in modo diverso  Non è che mi piaci
molto – Qui riprendiamo l’elemento noto
Com’è che sei venuto?  Enfasi
Ci presentativo
Costruisce una sorta di scissione  es. C’è un ragazzo che mi piace moltissimo
Es. Vi parlerò di quelli che sono i problemi dei giovani  Non ha nessuna funzione, serve
prevalentemente a prendere tempo

Perché si parla di sintassi marcata? La marca è una caratteristica distintiva. Quindi si dice
marcata perché organizziamo diversamente la frase, diamo un carattere in più, diversa, che
la distingue da quella della sintassi di base.
Ha sempre valore pragmatico, comunicare qualcosa in più che va oltre il significato
normale delle parole  Fateli una buona volta questi compiti.
LE SUBORDINATE DICHIARATIVE
Le dichiarative che coprono il ruolo di subordinate non vanno confuse con le completive.
Sono frasi, infatti, che hanno la funzione di precisare, spiegare, circoscrivere un elemento
della frase reggente:
Devi precisare questo, che non sono stato io a spedire la lettera
Diversa è invece la costruzione delle completive  Devi precisare che non sono stato io a
spedire la lettera
L’elemento da cui dipende la frase dichiarativa: soggetto, complemento oggetto o indiretto
Nella gran parte dei casi, la frase sovraordinata e l’elemento cui si connette la dichiarativa
precedono la subordinata. L’elemento di raccordo ha quindi funzione cataforica. Può
anche accadere però che la subordinata preceda la reggente; in questo caso l’elemento a
cui si connette ha valore anaforico (continua moodle)

La punteggiatura
In italiano ha funzione logico-sintattica, ci fa capire il rapporto tra le frasi o tra componenti
della frase  Mario e Giovanni hanno incontrato degli amici, che li hanno abbracciati,
perché non si vedevano da tempo: è stata una bella rimpatriata.
La virgola è un segnale debole
I due punti sono un segnale più forte, poteva esserci anche il punto fermo
Nel caso del punto esclamativo e interrogativo essi ci dicono che ci sono toni ascendenti o
discendenti, anche nell’oralità. Nella scrittura la punteggiatura segnala pause e stacchi ma
solo all’interno del testo, non riguardano l’intonazione.
La punteggiatura è importantissima per far capire il testo.
Esistono, oggi, usi diversi della punteggiatura: nella dislocazione a destra se uno scrittore
deve imitare il parlato dei personaggi e vuole rappresentare una pausa prima della
dislocazione  Lo prendi, un caffè? In italiano standard è un errore ma è utilizzato per
riprodurre il parlato.
Il punto fermo è usato per immedesimare il lettore in un’esposizione di tipo enfatico, quasi
retorico  Il giovane è stato arrestato sotto il portone della sua casa. Che era un covo di
terroristi.  E’ come se il giornalista avesse voluto far fermare per più tempo il lettore, ma
in italiano standard è errato perché non si può separare la subordinata dalla sua reggente
attraverso un punto fermo.
Es. Il delitto è stato freddo e calcolato. Un’autentica freddura.  Punto dinamizzante
La scrittura trasmessa, quella delle chat, separa addirittura, con una virgola, il soggetto dal
verbo.
Es. Hai visto anche tu che cosa ha fatto Giovanni…  i puntini sospensivi qui non indicano
che io ho saltato un pezzo di testo, sottintendo ‘’ci siamo capiti’’, ‘’sai come la penso su
Giovanni’’ ecc. sono funzioni che sono estranee al normale funzionamento, alla norma che
guida il nostro italiano scritto.

TESTO E TESTUALITA’
Quando studiamo la lingua dal punto di vista della testualità guardiamo soprattutto la
coerenza e la coesione delle frasi tra loro. Il testo ha a che vedere soprattutto con la
comunicazione.
L’enunciato ha più a che vedere col testo; la combinazione degli enunciati per garantire
una buona comunicazione deve essere coerente  Buongiorno  E’ coerente se fuori
non è buio, in un determinato contesto.
Es. La spider rossa parlava con la berlina azzurra  Sintatticamente funziona bene (SVO),
sul piano morfo-sintattico stessa cosa (femminile, singolare, plurale, reggenza giusta). Dal
punto di vista del testo io non lo trovo coerente perché il verbo parlare non può essere
associato alle macchine. Se però il contesto è quello dei cartoni animati, allora la frase ha
senso.
Es. Giovanni cammina da solo lungo la spiaggia.  Se è una bella giornata di sole e
Giovanni è un adulto allora si sta godendo il sole, o forse ha problemi e vuole stare da solo.
Se Giovanni ha 5 anni è preoccupante, non può stare da solo sulla spiaggia essendo
pericoloso.
Non possiamo essere incoerenti sia rispetto al contesto sia alle conoscenze condivise,
ovvero tutto ciò che fa parte della nostra esperienza, tutto il sapere appreso.
Decodifica  Partendo dalle singole unità di una frase decodifico il significato letterale.
Inferenza  Guardo al testo nel suo insieme, in rapporto al contesto e alle conoscenze
condivise.
Tutte queste competenze sono necessarie per definirsi ‘’competenti’’ di una lingua.
Tutte le strutture della lingua (fonetica, morfologia, sintassi - sono rilevanti le conoscenze
linguistiche - e testo, lessico – sono rilevanti anche le conoscenze extralinguistiche-) sono
fondamentali.
Per la costruzione e la comprensione del testo sono fondamentali i due principi costitutivi
del testo:
 Coerenza, consiste nel collegamento logico tra i contenuti del testo e la continuità
semantica (logica e significato);
 Coesione