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TEMA esame pedagogia Curcuruto Nunzio

Dall’alba del ventesimo secolo l’ordinamento scolastico era – ed è ancora tutt’oggi – imperfetto, poiché non
aiuta lo studente a sviluppare quelle che sono le sue reali attitudini e capacità.

Spesso, infatti, i programmi risultano essere molto lunghi e pesanti anche se ben strutturati, dove le
materie tra di loro sono ben equilibrate, in modo da dare una buona preparazione a proposito di cultura
generale.

Il problema, però, è la modalità con cui questi programmi vengono svolti: spesso gli alunni non hanno la
possibilità di poter esprimere la propria creatività e le proprie idee riguardo un determinato argomento;
motivo per cui oggi, ai nostri giovani, fanno ribrezzo gli infiniti capitoli di storia.

Tutto ciò può essere fatto risalire alla mentalità di alcuni professori che preferiscono dedicarsi a finire il più
presto possibile il programma invece di preoccuparsi di coltivare, in maniera interessante, gli argomenti
trattati nella mente degli studenti.

Gli Insegnanti devono essere capaci di creare uguaglianza all’interno della classe, individuando i ragazzi con
maggiore difficoltà, portandoli avanti.

Al giorno d’oggi questo problema si è accentuato maggiormente a causa della cosiddetta DAD: chi è veloce
a seguire va avanti, chi ha difficoltà resta indietro, poiché assente quel contatto diretto sia con i compagni
che con i professori.

Un’altra problematica presente nella scuola odierna è l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso il
progetto scuola-lavoro, dove i riscontri sono stati molto negativi poiché gli allievi venivano sfruttati dai
datori di lavoro, invece di riuscire a inserirsi nel settore interessato.

Tutto ciò è stato causato da un mancato controllo periodico e continuo della scuola con le aziende che, se
presente, non avrebbe causato questi disagi.

La scuola dovrebbe essere il nido della cultura, dove al suo interno l’allievo cresce e si istruisce; ciò
dovrebbe comportare una buona struttura in cui operare il proprio il diritto di studio che purtroppo spesso
risulta assente. Il problema delle strutture scolastiche è una delle prime difficoltà che lo stato dovrebbe
affrontare, poiché vecchie e malconce, e un luogo malridotto non è l’ideale per una buona istruzione. Una
problematica che unisce tutte le problematiche sopracitate è, inoltre, la mancanza dei supporti dello
studente in tutti i vari aspetti del percorso formativo.

Una proposta potrebbe essere introdurre, in tutti i livelli di istruzione, dei soggetti che guidino lo studente
nel superare le varie difficoltà. Queste figure dovrebbe essere ad esempio uno psicologo e un esperto nei
processi formativi, come ad esempio nelle scuole elementari lo psicopedagogista, che dovrebbero
affiancare e completare il lavoro dell’insegnante. Questo aiuterebbe anche gli allievi affetti da DSA o adhd
che spesso non sono seguiti adeguatamente, in quanto l’insegnante si limita a seguire in modo meccanico e
vuoto i programmi strutturati per questi ragazzi.

La scuola italiana è ricca di indirizzi culturali, sportivi, ma tuttavia mal strutturati, che a volte risultano solo
come una perdita di tempo ed energia per lo studente. Un esempio di questi può essere rappresentato dal
progetto musicale, che, per quanto riguarda, ha molti aspetti positivi ma altrettanti negativi. In primo
luogo, gli aspetti positivi, sono le esperienze e le scoperte che si possono fare, anche se tutto ciò non è
sempre svolto al fine dello studente ma della scuola, dove il sacrificio che compie lo studente non lo porta
ad un livello di cultura musicale adeguato.

Il modo in cui è strutturata l’orchestra-banda scolastica è struttura da un mese di prova, dopodiché l’allievo
non potrà lasciare l’incarico di musicista. Ciò è errato, perché in un periodo breve di un mese l’allievo non
può riconoscere se la musica e ciò che ama o meno; poiché il periodo di studio della musica è ben più lungo
di un mese, lo studente dovrebbe avere più tempo per potersi abituare all’ambiente e scegliere. In caso
contrario, questo condurrà il ragazzo ad allontanarsi dal mondo della musica uccidendo in lui la curiosità
verso quest’arte.

Affinché la musica venga vista come un lavoro per lo studente, questi dovrebbe prima frequentare il
conservatorio, ma purtroppo le problematiche di questa università in Italia si presenta a zone – dato che
non tutti i conservatori hanno aspetti negativi -, in particolare nell’estremo mezzogiorno, dove il maestro
nel rapporto interdisciplinare con l’alunno vive di una mancata voglia di stimolare lo studente allo studio.
Ciò richiederebbe un maggiore controllo da parte del direttore spesso assente, poiché molti direttori di
conservatori non applicano il loro dovere, favorendo i bisogni soltanto dei professori; non venendo incontro
alle problematiche degli allievi, si è cercato di risolvere il problema nominando dei rappresentanti che
potessero interagire con il direttore al fine di risolvere le varie problematiche degli studenti stessi, ma
purtroppo in altri conservatori, i suddetti rappresentanti non hanno ricevuto un’adeguata considerazione
da parte dei direttori finendo così per risultare inutili al fine del miglioramento del rapporto conservatorio-
studente.

Detto ciò, ripensando alle parole del primo ministro Draghi, mi viene di rivolgere questo messaggio agli
insegnanti e soprattutto ai direttori-dirigenti. Come Draghi ha ricordato, il sacrificio dei nonni e dei padri
della generazione antecedente a lui, al fine di migliorare l’Italia, è innegabile ed è per questo che mi
verrebbe di chiedere loro di impegnarsi per migliorare la scuola italiana, soprattutto quella in ambito
musicale, poiché noi italiani abbiamo un’altra responsabilità nei confronti della musica: siamo stati noi a
dare il via a tutte le arti, sin dalla camerata de Bardi in Firenze, che diede vita al genere musicale, ossia
l’opera, che mai morirà e che ci onora ed emoziona da sempre.