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I.I.S.

MANFREDI-TANARI Bologna
e
DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL'EDUCAZIONE Università di Bologna

DIDATTICA INCLUSIVA
NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

PROPOSTA DI UN PERCORSO

a cura di
prof.ssa Angela De Marinis

1
Questa guida descrive e documenta il progetto "Didattica inclusiva" svolto nell'a.s.2018/19
presso l'I.I.S. MANFREDI-TANARI di Bologna.

Hanno collaborato al progetto:

- prof.ssa Angela De Marinis, docente specializzata nelle attività di sostegno presso


l'I.I.S. MANFREDI –TANARI angela.demarinis@manfreditanariedu.it

- prof.ssa Patrizia Lazzarini, docente di economia aziendale presso l'I.I.S.


MANFREDI-TANARI patrizia.lazzarini@manfreditanariedu.it

- prof.ssa Patrizia Sandri, docente di Pedagogia speciale presso il Dipartimento di


SCIENZE DELL'EDUCAZIONE dell'Università di Bologna
patrizia.sandri@unibo.it

2
INDICE

- INTRODUZIONE………………………………………………………………………..p 4

- L’EDUCAZIONE INCLUSIVA………………………………………………………….p 8

- DIDATTICA INCLUSIVA E RIFORMA DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI……..p 9

- FINALITA’………………………………………………………………………………..p 10

- METODOLOGIA GENERALE…………………………………………………………p 11

- DESCRIZIONE DELLA CLASSE……………………………………………………..p 12

- FASI OPERATIVE E STRUMENTI…………………………………………………...p 13

a) FASE D’INDAGINE………………………………………………….p 15

b) PROPOSTE OPERATIVE………………………………………….p 49

- ALLEGATI……………………………………………………………………………….p 67

3
INTRODUZIONE

Ha preso avvio nell'a.s.2018/19, il progetto "DIDATTICA INCLUSIVA" effettuato presso l’IIS


MANFREDI-TANARI di Bologna, in collaborazione con il DIPARTIMENTO DI SCIENZE
DELL'EDUCAZIONE dell'Università di Bologna.
Il progetto è stato applicato in una classe prima dell’Istituto Professionale "MANFREDI",
indirizzo Servizi Commerciali e si è realizzato in concomitanza con l'avvio del percorso di
Revisone dell'istruzione professionale, secondo il Dlgs 61/2017.

L'idea nasce dall'incontro/confronto tra una docente specializzata nelle attività di sostegno,
operante in una scuola secondaria di secondo grado e una docente universitaria del
Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna.
La prima si è rivolta alla seconda, dopo la partecipazione a un Convegno sul tema
dell'inclusione scolastica (riferito però prevalentemente ad altri ordini di scuole), per
condividere competenze ed esperienze e interrogarsi insieme su come poter mettere in
pratica proposte didattiche che siano espressione di una prospettiva educativa realmente
inclusiva, in particolare all'interno della scuola secondaria di secondo grado.
Precisando che il confronto è stato comunque reciprocamente ed estremamente
arricchente dal punto di vista professionale, l'esigenza di cercare nuovi e diversi
interlocutori, per me, insegnante delle scuole superiori, nasce dalla percezione che le
proposte educative e gli strumenti didattici attualmente in nostro possesso sono quanto
meno insufficienti e spesso inadeguati a rispondere ai diversi bisogni formativi (e non solo
quelli relativi ad alunni con difficoltà specifiche) che caratterizzano il contesto scolastico
attuale.
La realtà scolastica rispecchiando l'attuale società complessa e multisfaccettata, richiede
necessariamente, in risposta all'ampio ventaglio di bisogni formativi emergenti, una
flessibilità progettuale e operativa: più che mai l'approccio inclusivo, che per definizione
parte dai bisogni di tutti, si rivela opportuno e imprescindibile.
Nell'esperienza didattico-educativa, spesso ci si limita a focalizzare lo sguardo e a operare
sul singolo soggetto considerato più vulnerabile (per deficit psico-fisico, per svantaggi
socioculturali, etc.), sostenendolo individualmente dal punto di vista formativo.
4
Tuttavia l'accompagnamento individuale, per quanto proficuo, si rivela in generale
insufficiente a contribuire alla creazione di una comunità inclusiva e solidale, in cui ognuno
possa sentirsi appartenente, rispettato nella sua individualità, valutato nel suo potenziale e
possa portare il suo contributo come adulto e cittadino.
La scuola, cioè, dovrebbe rappresentare una fondamentale opportunità (spesso purtroppo
l'unica e/o la scuola secondaria di secondo grado l'ultima) per promuovere una autentica
cultura dell'inclusione, in cui gli alunni che la frequentano, spesso più ricettivi in tal senso di
quanto ci si aspetti, possano imparare ad apprezzare e valorizzare le differenze individuali
e a considerare la diversità come valore e risorsa e quindi fonte di benefici per sé e la
società.
Lavorando sul gruppo classe, con questo progetto, abbiamo potuto constatare come
l'osservazione e sperimentazione diretta da parte degli alunni dell'esistenza di differenti
caratteristiche, modalità, obiettivi, opportunità per ciascuno, tutte ugualmente riconosciute
e valorizzate, possa fornire un contributo fondamentale allo sviluppo di una mentalità
maggiormente aperta, inclusiva, meno pregiudiziale negli alunni.
All'interno della prospettiva inclusiva, occorre sottolineare che è fondamentale che si
proceda in un'ottica relazionale di reciprocità e coevoluzione fra gli alunni: cioè il percorso
del singolo deve fornire un'opportunità di crescita per tutti gli altri alunni, dal punto di vista
non solo emotivo o delle abilità sociali, ma anche rispetto all’apprendimento generale e
delle singole discipline.1
Cioè la presenza in classe di un alunno con determinate caratteristiche (ad es. difficoltà
uditive), dovrebbe offrire spunti che favoriscano i processi di apprendimento di tutti i
compagni: ad es. approfondimenti sulla fisica del suono, sull'anatomo-fisiologia
dell'apparato uditivo, sulla comunicazione verbale e non verbale, etc.
Soprattutto rappresenta l'occasione per mettere in atto metodologie induttive, che partono
dall'esperienza concreta e che risultano facilitanti l'apprendimento, fra l'altro indicate come
prioritarie nella recente normativa relativa alla Revisone dei percorsi dell'istruzione
professionale (Dlgs 61/2017).
Tra le varie difficoltà che ho incontrato, riguardo all'applicazione della prospettiva inclusiva,
c'è la constatazione che relativamente alla scuola secondaria di secondo grado rispetto
agli altri ordini di scuola, le proposte operative in merito risultano più carenti, oltre che a
volte di più difficile applicazione.
In questo ordine di scuola, una certa rigidità dei curricoli, incentrati (almeno finora)
5
prevalentemente sul raggiungimento degli obiettivi disciplinari e la conseguente relativa
preoccupazione, lascia meno spazio all'introduzione di progetti formativi che coinvolgano
una dimensione globale dell'alunno.
In realtà l'attenzione alle competenze trasversali, risulta in questo contesto fondamentale
anche ai fini dell'apprendimento stesso: ad esempio il miglioramento delle competenze
relazionali, oltre che incidere positivamente sul clima di classe, può favorire motivazione e
impegno, magari attraverso una maggiore propensione alla collaborazione tra alunni e
avere quindi ricadute positive sulla didattica disciplinare.
Inoltre occorre constatare che anche la realtà produttiva attuale, non richiede più
competenze solo di tipo tecnico, ma verifica, ad es. attraverso prove di selezione del
personale, la padronanza delle cosiddette soft skills, le competenze di tipo trasversale,
perché ritenute fondamentali per un adeguato approccio all'attività lavorativa.
L'arco temporale e quindi la fascia di età che riguarda gli studenti di questo ordine di
scuola, può mostrare accentuate le distanze tra le modalità cognitive, relazionali e
comportamentali che caratterizzano gli alunni in situazione di difficoltà rispetto agli altri e
ciò può contribuire a creare un atteggiamento demotivato e rinunciatario da parte degli
insegnanti nei confronti del processo di inclusione.
In realtà l'inclusione non dipende dalla gravità del deficit dell'alunno 2, ma dall'intenzionalità
pedagogica dell'insegnante e dall'attuazione di proposte operative flessibili e adeguate ai
singoli contesti educativi, che in quanto tali possono risultare particolarmente proficue per
tutti gli alunni.
Infine vorrei sottolineare l'importanza dell'aspetto relazionale fra i docenti e in particolare
tra docente curricolare e docente specializzato nelle attività di sostegno.
Ai fini della realizzazione del progetto, aspetti come la sinergia, il confronto e l'ampia
collaborazione con l'insegnante curricolare (in questo caso docente di economia aziendale
e coordinatrice di classe) si sono rivelati, per quanto mi riguarda, essenziali.
E' infatti fondamentale che vi sia, tra i colleghi coinvolti nei percorsi didattici proposti, intesa
e condivisione di intenti, finalità, obiettivi da perseguire e modalità di intervento da attuare.
Serve che i docenti condividano essi stessi una mentalità e una prospettiva inclusiva e
flessibile, insieme alla consapevolezza della corresponsabilità educativa che li riguarda.

6
1
Sandri P. (2015) "Elementi di didattica speciale per l'inclusione", Integrazione scolastica e sociale,
febbraio 1, pp61-71.
2
Canevaro A. (1999) Pedagogia speciale. La riduzione dell'handicap, Milano, Mondadori.

Con questa guida, intendiamo mettere a disposizione degli altri colleghi la descrizione e la
documentazione dell'esperienza svolta, in un'ottica di condivisione e socializzazione dei
percorsi e nella convinzione che un ampio coinvolgimento, scambio e confronto su idee ed
esperienze, possa proficuamente sostenerci e stimolarci, nel proseguimento delle attività.

Chi è interessato al confronto sul progetto può contattarci utilizzando gli indirizzi mail
indicati in seconda pagina.

7
L'EDUCAZIONE INCLUSIVA

L'educazione inclusiva è finalizzata a valorizzare le risorse di ciascun alunno, lo sviluppo


delle sue potenzialità, nel rispetto delle differenze individuali e del diritto di uguaglianza e
partecipazione.
Parte dalle esigenze formative, non del singolo, ma di tutti gli alunni offrendo opportunità
didattiche adeguate ed efficaci per ciascuno, in un'ottica di crescita reciproca e
coevoluzione di tutti i componenti la comunità educativa.

La didattica inclusiva prevede l'elaborazione di un'unica programmazione educativa e


didattica rivolta a tutti gli allievi della classe, con o senza bisogni educativi speciali,
declinata in percorsi di apprendimento individualizzati e personalizzati, coinvolgendo
direttamente ogni studente nel perseguimento delle competenze da raggiungere,
accompagnandolo in una riflessione metacognitiva verso la consapevolezza delle proprie
percezioni di efficacia nello studio di una determinata materia, delle proprie attribuzioni in
merito alla causa delle sue difficoltà, del proprio stile di apprendimento, etc. 1

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1
Guida:102 strumenti per la formazione. HEY! TEACHER, DON’T LEAVE THE KIDS ALONE

INCLUSIONE E RIFORMA DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI

Dal corrente anno scolastico, ha preso avvio nel nostro Istituto, il progetto di riforma
dell’Istruzione Professionale, previsto dal Dlgs 61/2017, in attuazione della delega
contenuta nella legge 107/2015, che propone un'organizzazione didattica innovativa
basata sulla personalizzazione dei percorsi e quindi sulla flessibilità progettuale e
operativa.
Il nuovo modello didattico prevede, fra l’altro, l'introduzione della figura di un Docente-Tutor
per ogni alunno, che lo segue individualmente e che redige per lui una progettazione
calibrata: il Progetto Formativo Individuale (PFI). (vedi allegati)
Il PFI si basa su un bilancio personale che evidenzia saperi e competenze acquisiti
dall'alunno, anche in modo non formale e informale e ha lo scopo di motivarlo e orientarlo
adeguatamente nel percorso formativo.
Altri elementi innovativi sono rappresentati dall'aggregazione degli insegnamenti in assi
culturali, per favorire la progettazione interdisciplinare, da una didattica modulare basata su
apprendimento per competenze e organizzata per Unità di Apprendimento (UDA) e da una
prevalente metodologia induttiva ed esperienziale, con potenziamento delle attività di
laboratorio.

Va da sé che la realizzazione del progetto "Didattica inclusiva" e l'avvio del percorso di


riforma, basandosi entrambi su presupposti di personalizzazione e flessibilità, si siano
inevitabilmente intrecciati e amalgamati, potenziando reciprocamente gli effetti positivi
sull'intero percorso scolastico.
Sottolineiamo come il modello didattico proposto dalla riforma, per le caratteristiche sopra
descritte, possa presentare una notevole valenza dal punto di vista inclusivo.
Ad esempio, la redazione di un progetto individuale per ogni alunno, tende a favorire un
allineamento fra l'impostazione dei percorsi didattico-educativi degli alunni B.E.S. e quella
del resto della classe e in particolare, la presenza di una funzione tutoriale per ciascuno,
può contribuire a ridurre un elemento di difformità tra i percorsi degli alunni con
certificazione di disabilità e i compagni.
In generale, i principi di personalizzazione e flessibilità dei percorsi di apprendimento,
9
ponendo attenzione alle peculiarità e ai diversi bisogni formativi di tutti gli alunni,
contribuiscono al rispetto e alla valorizzazione delle differenze individuali e quindi alla
diffusione di una cultura inclusiva.

FINALITA'

Il progetto, proponendo l'elaborazione e l'applicazione di una PROSPETTIVA DIDATTICA


INCLUSIVA, pone come centrali l'INDIVIDUALIZZAZIONE e la PERSONALIZZAZIONE dei
processi di insegnamento/apprendimento e quindi si basa, come presupposto
imprescindibile, sulla flessibilità progettuale e operativa dei percorsi didattici.
Il lavoro prende avvio dalla conoscenza e soprattutto autoconoscenza da parte degli alunni
delle proprie caratteristiche e modalità cognitive, emotive e relazionali, attraverso
l'utilizzazione di procedure di assessment e autovalutazione, finalizzate a coinvolgere
direttamente ogni studente nel perseguimento delle competenze da raggiungere,
accompagnandolo in una riflessione metacognitiva sul proprio operato.
Tale approccio si propone, inoltre, di favorire l'espressione di sé, da parte dell'alunno in
ambito relazionale, stimolando le abilità collaborative, il confronto, l'aiuto reciproco e
favorendo il rispetto dell'altro e delle differenze individuali.
Il progetto si pone come opportunità di contribuire a prevenire forme di esclusione e
dispersione scolastica da parte degli studenti più sensibili a ciò per ragioni diverse (sociali,
economiche, linguistiche, deficit cognitivi, etc.)
Ha inoltre la finalità di stimolare consapevolezza e riflessione da parte dei docenti sul
proprio operato e di favorire un'esperienza di cooperazione sinergica tra i docenti stessi.

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METODOLOGIA GENERALE

In generale si è cercato di utilizzare una metodologia il più possibile in linea con la


prospettiva inclusiva, basata prevalentemente su:

- Sinergia, confronto e collaborazione tra insegnanti: la cooperazione tra i docenti,


soprattutto tra insegnante curricolare e insegnante di sostegno, sono risultati elementi
fondamentali per la realizzazione del progetto, a dimostrazione dell'importanza di una
gestione progettuale condivisa tra docenti e del principio della corresponsabilità educativa.
- Centralità della relazione che il docente instaura con ciascun alunno e attenzione
all'accompagnamento di quest'ultimo verso il successo scolastico e formativo.
- Attenzione al clima di classe e agli aspetti emotivi e motivazionali degli alunni, per poter
guidare la classe stessa a diventare una comunità di apprendimento inclusiva e solidale.
- Mantenimento di uno sguardo globale verso l'alunno, piuttosto che parziale e limitato ad
alcune sue caratteristiche, riconoscendolo prima di tutto come persona e sollecitandolo a
far emergere risorse e punti di forza.
- Impiego di una didattica metacognitiva e di un approccio di partecipazione attiva e
costruttiva da parte degli alunni, che vede l'alunno stesso protagonista del proprio
apprendimento e soggetto attivo capace di riflettere sui propri processi cognitivi, emotivi,
motivazionali, di auto-valutarsi e di confrontarsi con gli altri.
- Approccio educativo e didattico basato sul rispetto delle singole individualità e delle
diversità fra gli alunni e dei loro diritti di uguaglianza e di partecipazione.

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COMPOSIZIONE DELLA CLASSE
totale % Genere
femmine 9
Lineari 13
52% maschi 4
femmine 4
Non Lineari 12
48% maschi 8
Totali 25 25
%

Genere
Genere totale %
Femmine 13 52% 48% Femmine
Maschi 12 48% 52%
25 100%
Maschi

Lineari
31%
Totale femmine
0% maschi
69%

48% Lineari
52% Non Lineari Non lineari
0% 33%
femmine
maschi
67%

Cittadinanza
Cittadinanza totale %
32% Italiani
Italiani 17 68%
Stranieri 8 32%
Stranieri
25 100% 68%

8%
Piano di studio
Piano di Studio totale % 8%
8% Standard
Standard 16 64%
12% 64% PEI
PEI 3 12%
PDP - DSA 2 8%
Svant. Soc/cult 2 8%

12
PSP non italofoni 2 8%
25 100%

FASI OPERATIVE
e
STRUMENTI

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Il progetto si articola in 2 FASI:

1) FASE DI INDAGINE

In questa prima fase, finalizzata alla conoscenza iniziale degli alunni, vengono
somministrati agli alunni test e questionari relativi a 6 ambiti di indagine, a cui fanno
seguito discussioni e riflessioni sui risultati ottenuti

2) PROPOSTE OPERATIVE

In questa seconda fase, in base ai risultati emersi, si propongono agli alunni attività
didattiche e procedure in linea con le caratteristiche rilevate, utilizzando diversi
strumenti e procedure operative.

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FASE DI INDAGINE

a) IMPORTANZA DELLA FASE DI INDAGINE

Una didattica basata sul principio della personalizzazione degli apprendimenti e quindi dei
percorsi, non può prescindere da una approfondita fase iniziale di conoscenza degli alunni.
Per questo il progetto prevede un'accurata fase istruttoria iniziale, all'interno della quale
agli alunni vengono proposte attività e utilizzati vari strumenti di indagine, per ricavare
informazioni che li riguardano sotto diversi punti di vista: cognitivo, emotivo, relazionale,
etc.
Tutti gli strumenti di indagine somministrati sono stati rielaborati e riadattati al contesto
scolastico specifico, in maniera da renderli accessibili e fruibili da parte degli alunni stessi.
Si è cercato di utilizzare un linguaggio semplice e comprensibile: gli alunni sono stati
comunque invitati a chiedere chiarimenti, soprattutto se stranieri, qualora non avessero
compreso bene le domande o le affermazioni presentate nei questionari.
Occorre sottolineare che la fase di indagine, includendo attività e momenti di
autovalutazione, conoscenza, discussione e riflessione, si è rivelata estremamente
stimolante e produttiva, manifestando nel contempo una valenza operativa, costruttiva e
formativa.
I ragazzi hanno partecipato volentieri a questa fase, curiosi di conoscersi in maniera più
approfondita e soddisfatti per l'attenzione e l'interesse a loro rivolti individualmente.

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b) AMBITI DI INDAGINE

La fase di indagine riguarda i seguenti ambiti:

1) PRESENTAZIONE INIZIALE DELL'ALUNNO

2) STILI COGNITIVI E METODO DI STUDIO

3) INTELLIGENZE MULTIPLE

4) PUNTI DI FORZA

5) BENESSERE A SCUOLA

6) RAPPORTO EMOTIVO CON LA SINGOLA DISCIPLINA

Al termine della prima fase è stata prodotta, per ogni alunno, la seguente documentazione:
- Dossier personale comprendente le schede con tutti i risultati ottenuti dall'alunno, che
ciascuno ha potuto conservare, per successive riflessioni.
- Profilo sintetico finale, contenente una breve sintesi dei risultati dell'alunno, esposto in
un cartellone in classe, per favorire reciproca visibilità e conoscenza tra gli alunni.

NOTA: l'insegnante può decidere di indagare, a seconda delle esigenze e degli obiettivi
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specifici e anche del tempo a disposizione, solo alcuni degli ambiti sopra indicati.

c) ORGANIZZAZIONE E METODOLOGIA DELLA FASE DI INDAGINE

L’indagine relativa ai primi 5 ambiti dev’essere effettuata una sola volta per la classe e può
essere proposta da un unico docente o suddivisa tra più docenti, magari dopo confronto in
Consiglio di classe.
Invece l’indagine relativa alla singola disciplina (ambito n.6) può essere applicata da tutti i
docenti del CdC.
Nel nostro caso, la parte relativa ai primi 5 ambiti di indagine è stata proposta nel corso dei
primi mesi dell'anno scolastico, durante le ore di compresenza fra insegnante curricolare e
insegnante di sostegno, per 1 ora settimanale.
Abbiamo scelto come disciplina economia aziendale, per la compresenza già sperimentata
in passato, tra docente curricolare e docente di sostegno.
La durata della fase di indagine può essere decisa dal docente a seconda delle esigenze
contestuali e del livello di approfondimento che desidera proporre.
Possono essere indagati tutti gli ambiti o solo alcuni in base alle esigenze e obiettivi della
classe e del tempo a disposizione.
Gli strumenti di indagine possono essere proposti da qualunque insegnante, curricolare e/o
di sostegno: lo scopo principale è la discussione e la riflessione condivisa con gli alunni sui
risultati, per favorire autovalutazione e autoconsapevolezza, non la trattazione approfondita
dei temi in oggetto (stili cognitivi, intelligenze multiple, etc.) di cui comunque si allega una
breve sintesi descrittiva (che noi abbiamo letto in classe e poi consegnato agli alunni
stessi).
Naturalmente, la compresenza con l'insegnante specializzato nelle attività di sostegno, per
le sue competenze metodologiche e di facilitatore dell'apprendimento, favorisce
l'applicazione degli strumenti e la realizzazione, in generale, delle attività.
Tali attività hanno sempre preso avvio dalla somministrazione dei test e/o questionari, a cui
hanno fatto seguito discussioni, confronti e riflessioni sui risultati ottenuti, basati su
partecipazione attiva degli alunni. Dal confronto e dalla riflessione sui risultati, quindi
dall'analisi delle situazioni concrete, sono state gradualmente ricavate informazioni sui
singoli alunni e sull'argomento in questione, riepilogate poi in sintesi finali.
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Ad es. relativamente all'ambito degli stili cognitivi si è proceduto somministrando il test,
analizzando attraverso una discussione condivisa con tutti gli alunni i risultati da loro
ottenuti e ricavando dal confronto alcune caratteristiche di apprendimento di ciascuno e
alcuni aspetti descrittivi dei diversi stili cognitivi.

Si è utilizzato quindi prevalentemente un metodo di tipo induttivo, che partendo


dall'esperienza concreta e dalla riflessione sulla stessa, risale attraverso un approccio
attivo e costruttivo da parte degli alunni, a considerazioni di carattere generale.
Ciò anche in linea con le indicazioni proposte dalla normativa relativa alla Revisione dei
percorsi di Istruzione Professionale.
I risultati di ogni test e/o questionario relativi a ciascun alunno, sono stati inseriti in una
Scheda Riassuntiva Individuale, consegnata a ciascuno studente allo scopo di poterla
riesaminare e produrre eventuali ulteriori riflessioni, in qualunque momento: tutte le Schede
Riassuntive di ogni alunno sono state raggruppate, formando un Dossier Personale
comprendente tutti i risultati da lui ottenuti ai test, che l'alunno stesso ha potuto
conservare.
Si allegano, di seguito, tutti materiali utilizzati.

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AMBITO DI INDAGINE N° 1
PRESENTAZIONE DELL'ALUNNO

In questa prima indagine, viene proposto a ogni alunno un questionario che fornisce
elementi di conoscenza iniziale dello stesso, relativamente ad aspetti come interessi, paure
e aspettative rispetto alla scuola, motivazione e partecipazione all'esperienza didattica,
approccio di studio a casa, etc.
Ciò allo scopo di avere un'idea della situazione iniziale dell'alunno da parte degli
insegnanti, stimolando nel contempo, nell'alunno stesso, un primo approccio
all'autoconoscenza.
Si sono aggiunte, inoltre, domande relative agli apprendimenti di tipo formale, non formale
e informale, in linea con le indicazioni contenute nella normativa di riferimento della
Revisione dei percorsi di Istruzione Professionale.

Si allega di seguito:
- Questionario: Presentazione dell'alunno 1
- Scheda riassuntiva individuale (Presentazione dell'alunno)
- Questionario: Apprendimenti formale, informale, non formale

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1
Rielaborato da: Progetto di Portfolio di Angelo Errani

MI PRESENTO

1) Dati generali
Nome _________________________________________________
Età __________________________________________________
Luogo di nascita ________________________________________
Luogo in cui abito _______________________________________

2) Interessi
Tre miei interessi o hobbies sono:
- __________________________________________________________________________
- _________________________________________________________________________
- __________________________________________________________________________

3) Perché ho scelto questa scuola?


____________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________

4) Cosa mi aspetto da questo corso di studi?


□ Di ottenere un titolo di studio utile per il lavoro
□ Che sia un'esperienza utile per la mia vita
□ Di farmi nuovi amici
□ Di impiegare tempo in attesa di trovare lavoro
□ Altro____________________________________________________________________

5) Quali paure ho rispetto a questa esperienza scolastica?


□ Paura che sia troppo impegnativa
□ Paura di affrontare nuove materie
□ Paura di non riuscire a ottenere risultati positivi
□ Paura di non fare amicizie
□ Paura del giudizio dei compagni
□ Paura del giudizio dei professori
□ Altre paure ________________________________________________________________

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6) Le materie che mi piacciono di più sono:
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

7) Le materie che mi piacciono meno sono:


______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

COME APPRENDO A SCUOLA


Quali sono le condizioni che favoriscono il mio apprendimento a scuola?

1) In quale momento riesco a seguire maggiormente le lezioni?


□ Nella prima parte della mattinata
□ Nella parte centrale delle mattinata
□ Nell'ultima parte della mattinata
□ Nel primo pomeriggio

2) Quando sono impegnato in un lavoro a scuola mi disturbano:


□ Mormorio della classe
□ Rumori dovuti a spostamenti di oggetti (banchi, sedie,...)
□ Rumori esterni all'aula
□ Il tono di voce alto di persone presenti nell'aula
□ Assoluto silenzio
□ Altro ______________________________________________________________________

3) A scuola preferisco lavorare:


□ Da solo
□ In coppia
□ In gruppo

4) Preferisco verifiche:
□ Orali
□ Scritte
Perché?
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________

5) Preferisco:
□ Verifiche dal posto
□ Verifiche alla cattedra
□ Verifiche brevi ad ogni lezione
□ Un'unica verifica al termine di un modulo didattico

6) Svolgo il lavoro scolastico:


□ Per ottenere voti positivi
□ Per non deludere i genitori
□ Per avere riconoscimenti della mia intelligenza nell'ambito scolastico
21
□ Per me stesso, perché lo studio gratifica le mie curiosità e aspettative
□ Altro ______________________________________________________________________

7) Penso all'ultima verifica in cui ho ottenuto una valutazione inferiore a quello che mi
aspettavo. Penso di aver preso un voto basso perché (Indica almeno 2 motivi)
1. __________________________________________________________________________
2. __________________________________________________________________________

L'ATTENZIONE

Quando l'insegnante spiega STO ATTENTO (Dai al max 5 risposte)


□ Se l'insegnante procede lentamente
□ Se ripete le spiegazioni
□ Se scrive anche alla lavagna
□ Se usa la LIM
□ Se fa esempi pratici
□ Se legge il libro di testo
□ Se ogni tanto si rivolge a me
□ Se si muove tra i banchi
□ Se varia il tono della voce
□ Se fa collegamenti con le lezioni precedenti
□ Se c'è silenzio
□ Se posso chiedere quello che non ho capito
□ Se prendo appunti
□ _______________________________________________________

Quando l'insegnante spiega NON STO ATTENTO (Dai al max 3 risposte)


□ Se l'insegnante procede lentamente
□ Se l'insegnante procede velocemente
□ Se legge il libro di testo
□ Se sono agitato
□ Se sono stato richiamato
□ Se non sono bravo in quella materia
□ Se non mi sento stimato dal prof.
□ Se non mi sento considerato dai compagni
□ Se c'è chiasso
□ Se c'è silenzio
□ _______________________________________________________

IL SUCCESSO SCOLASTICO

Secondo me per avere risultati positivi a scuola è importante: (Dai al max 3 risposte)

□ Essere dotati, intelligenti


□ Avere buona volontà
□ Studiare molto
□ Essere interessati alla materia
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□ Avere insegnanti che sanno comunicare
□ Avere insegnanti severi
□ Andare d'accordo con gli insegnanti
□ Stare attenti in classe
□ Andare volentieri a scuola
□ Avere pochi interessi extrascolastici
□ Avere una famiglia che pensa che la scuola sia importante
□ Essere fortunati
□ _______________________________________________________________
COME STUDIO A CASA
Come studio abitualmente a casa?

LUOGO: dove studio?


□ Nella mia camera
□ In cucina
□ In soggiorno
□ Altro _____________________________________________________________________

TEMPO: quando studio?


□ Subito dopo mangiato
□ Dopo essermi riposato
□ Nel tardo pomeriggio
□ Dopo cena
□ Altro _____________________________________________________________________

MODALITA' IN RAPPORTO AGLI ALTRI: con chi studio?


□ Da solo
□ Con un amico/a
□ Con più amici
□ In presenza di un familiare
□ Con un'insegnante che mi aiuta
□ Altro _____________________________________________________________________

MODALITA' IN RAPPORTO AL LAVORO: come studio?


□ Ripeto ad alta voce
□ Leggo e sottolineo
□ Faccio schemi
□ Faccio riassunti
□ Ripeto a memoria
□ Mi pongo domande
□ Studio volta per volta
□ Studio solo prima delle verifiche
□ Altro _____________________________________________________________________

MODALITA' IN RAPPORTO ALLO SFONDO: come studio?


□ Con un sottofondo musicale
□ In perfetto silenzio
□ Sentendo il rumore della televisione
□ Mangiando e bevendo
□ Altro _____________________________________________________________________
23
MODALITA' IN RAPPORTO A ME STESSO: come studio?
□ Quando studio penso soltanto a quello che faccio
□ Studio con continuità, senza interruzioni
□ Immagino l'insegnante che mi interroga
□ Ripeto a qualcuno
□ Altro _____________________________________________________________________

SCHEDA SINTETICA INDIVIDUALE

Alunno:

PRESENTAZIONE
Mi Interessi
pre Perché ho scelto questa scuola
sen Cosa mi aspetto da questo corso di studi
to Paure rispetto a questo corso di studi
Materie preferite
Materie che i piacciono meno
Per avere risultati scolastici positivi è
importante

Come Quando riesco a seguire meglio le lezioni


apprendo Mi disturba in classe
a scuola A scuola preferisco lavorare
Preferisco verifiche
Svolgo il lavoro scolastico per
Penso di aver avuto voto basso in ultima
verifica perché

Come studio a casa Luogo


Tempo
Con chi
Con che metodo
Con quale sfondo
Come

Attenzione Quando l’insegnante spiega sto attento


Quando l’insegnante spiega non sto

24
attento

Nome_______________________________________________

APPRENDIMENTO FORMALE
Percorso scolastico:
TIPO DI SCUOLA ANNI FREQUENTATI ITALIA/PAESE STRANIERO
Scuola primaria
Scuola secondaria di primo grado
Scuola secondaria di secondo grado

APPRENDIMENTO NON FORMALE


(= apprendimento in organismi extrascolastici che perseguano scopi educativi e formativi)
Quali esperienze extrascolastiche ho svolto/svolgo?
(Es: Corsi, stage, volontariato, servizio civile, associazioni,..)
Anno Esperienza Mi è piaciuto

APPRENDIMENTO INFORMALE
(= apprendimento in situazioni di vita quotidiana, anche non dovuto a scelta intenzionale o consapevole)
Quali attivita' ho svolto/svolgo in situazioni di vita quotidiana che mi permettono di imparare?
(Es: aiuto a un familiare sul lavoro, aiuto a un familiare in difficoltà, letture, internet, ecc.)

25
AMBITO DI INDAGINE N°2
STILI COGNITIVI E METODO DI STUDIO

Questo ambito comprende attività di indagine, conoscenza e riflessione sui diversi stili
cognitivi coinvolti nel processo di apprendimento e sui metodi di studio utilizzati dagli
alunni.
Lo scopo è quello stimolare negli alunni le componenti metacognitive, favorendo quindi
attività di consapevolezza e autoregolazione, con conseguente possibilità di strutturare
metodi di studio maggiormente personalizzati ed efficaci per gli alunni stessi.
Ai fini dell'apprendimento, l'abitudine all'uso di un approccio metacognitivo, trasversale a
tutte le discipline, risulta di fondamentale importanza, non solo per ottimizzare le modalità
di studio, ma perché permette in generale, il passaggio da un atteggiamento passivo che si
avvale di modalità didattiche predefinite e uniformi, a un approccio personalizzato, attivo e
responsabile. Soprattutto saper gestire direttamente e organizzare attivamente i propri
processi cognitivi, può favorire lo sviluppo di un pensiero critico e autonomo.
Gli stili cognitivi possono essere indagati secondo diversi assi:
- Verbale/Uditivo/Cinestesico
- Globale/Analitico
- Collaborativo/Autonomo
- Impulsivo/Riflessivo
- Convergente/Divergente
- Dipendente dal campo/Indipendente dal campo

Nel presente lavoro è stato utilizzato solo l'asse Visivo/Uditivo/Cinestesico, perché si è


ritenuto che i test, uniti a tutti gli altri del progetto, sarebbero diventati troppi, rischiando di
saturare e stancare i ragazzi... Naturalmente un insegnante può decidere di considerare
anche gli altri assi, soprattutto se decide di concentrarsi su quest'ambito di indagine.
La parte fondamentale, al di là dei risultati ottenuti è comunque la fase di discussione,
confronto e riflessione che segue la somministrazione, perché è questa che favorisce
riflessione e consapevolezza.
26
Si allega di seguito: - Test: Stili cognitivi1
- Calcolo punteggio
- Scheda riassuntiva individuale (Stili cognitivi)
- Stili cognitivi e indicazioni operative 1

1
Rielaborato da Mariani L. Portfolio- Stili di apprendimento (www.learningpaths.org)

Nome__________________________________________________________ Classe______________

Data _______________________________

STILI COGNITIVI
0 = per niente 1 = poco 2 = abbastanza 3 = molto

1 Quando studio mi ricordo di più se leggo o ripeto ad alta voce 0 1 2 3


2 Mentre studio cammino 0 1 2 3
3 Capisco meglio le istruzioni per una attività se sono scritte e posso leggerle, 0 1 2 3
piuttosto che ascoltarle
4 Quando ripeto mi ricordo soprattutto schemi, grafici, figure piuttosto che 0 1 2 3
testi scritti
5 Imparo facilmente a memoria frasi, brani, testi, poesie, etc 0 1 2 3
6 Quando parlo tendo ad accompagnare la mia conversazione con gesti 0 1 2 3
7 Preferisco imparare leggendo qualcosa di scritto piuttosto che ascoltando 0 1 2 3
una lezione o una registrazione
8 Per capire un testo che sto studiando mi aiuto facendo disegni, diagrammi, 0 1 2 3
schemi con figure
9 Se devo ricordare una serie di numeri li ripeto a voce, invece che 0 1 2 3
immaginarli
10 Mi piacciono le attività di laboratorio e le attività manuali 0 1 2 3
11 Quando studio faccio riassunti scritti 0 1 2 3
12 Quando studio uso molti evidenziatori di colori diversi e la pagina risulta 0 1 2 3
colorata
13 Capisco meglio le istruzioni per un'attività se mi vengono spiegate a voce, 0 1 2 3
piuttosto che leggerle
14 Quando studio ho bisogno di pause frequenti in cui potermi muovere 0 1 2 3
15 Quando ripeto mi ricordo l'immagine delle frasi scritte sul libro 0 1 2 3
16 Per ricordarmi una serie di numeri li Immagino visivamente come se 0 1 2 3
"scattassi una foto" nella mente
27
17 Imparo di più ascoltando qualcuno che parla o una registrazione, piuttosto 0 1 2 3
che leggere la spiegazione scritta
18 Non mi piace leggere o ascoltare le istruzioni per una attività: preferisco 0 1 2 3
cominciare subito a lavorarci
19 Trovo utile prendere appunti delle lezioni e a casa li riguardo 0 1 2 3
20 Quando ripeto mi ricordo soprattutto le pagina del libro con le figure e le 0 1 2 3
illustrazioni

CALCOLO DEI PUNTEGGI


STILE UDITIVO
Domanda n° Punteggio
1
5
9
13
17
TOTALE

STILE CINESTESICO
Domanda n° Punteggio
2
6
10
14
18
TOTALE

STILE VISIVO -VERBALE


Domanda n° Punteggio
3
7
11
15
19
TOTALE

STILE VISIVO-NON VERBALE


Domanda n° Punteggio
4
8
28
12
16
20
TOTALE

Istruzioni:
Riportare nella colonna di destra il punteggio corrispondente alla domanda il cui numero è
indicato nella colonna di sinistra. Quindi sommare il punteggio per ogni stile.

SCHEDA RIASSUNTIVA INDIVIDUALE

Alunno: ____________________________________

STILI COGNITIVI

STILI PUNTEGGIO

Visivo NON Verbale

Visivo Verbale

Cinestesico

Uditivo

29
STILI COGNITIVI E INDICAZIONI OPERATIVE CORRELATE

STILE UDITIVO Preferisco ascoltare ciò che devo imparare


-Ascoltare una lezione piuttosto che studiare dal libro
-Leggere a voce alta
-Ripetere mentalmente o a voce alta
-Parlare con un altro dell'argomento di studio
-Ascoltare una dimostrazione di come fare qualcosa, piuttosto che leggere istruzioni scritte
-Prestare attenzione alle spiegazioni in classe
E’ utile: -Richiedere spiegazioni orali
-Leggere a voce alta
-Ripetere a voce alta o mentalmente
-Registrare la voce mentre ripeto e riascoltare
-Usare audiolibri
-Usare la sintesi vocale
-Discutere con un altro dell'argomento di studio

STILE CINESTESICO Preferisco svolgere attività concrete, manuali, in movimento


-Fare esempi concreti di un problema
-Poterti muovere quando studio
-Accompagnarti coi gesti quando parli
-Fare esperienze attive dentro o fuori la scuola: esperienze di laboratorio, ricerche, interviste, etc.
E’ utile: -Prendere appunti mentre segui la lezione o studi a casa
-Fare un riassunto con parole tue dell'argomento
-A casa cercare le posizioni e i movimenti che più ti aiutano a concentrarti mentre studi: per
esempio alternare momenti in cui stai seduto a momenti in cui cammini
-Dividere un compito lungo in più parti e variare le attività in modo da non dover fare la stessa
cosa a lungo
-Fare grafici e diagrammi e completarli con eventuali scritte
30
STILE VISIVO VERBALE Preferisco vedere ciò che devo imparare: vedere soprattutto le parole
scritte
-Leggere le istruzioni invece di ascoltare la spiegazione
-Vedere le cose scritte alla lavagna
-Studiare sul libro piuttosto che ascoltare la lezione
-Prendere appunti in classe e a casa riguardarli o ricopiarli
-Prima di studiare un capitolo del libro leggere attentamente titoli, sottotitoli e didascalie delle
E’ utile: figure
-Fare riassunti scritti
-Evidenziare le parti più importanti di un testo e riassumerle a margine dei paragrafi con parole
tue
-Fare mappe riassuntive utilizzando parole scritte
-Fare elenchi scritti delle cose principali che devi ricordare
-Guardare in volto la persona che parla
-In classe sedersi ai primi banchi

STILE VISIVO NON VERBALE Preferisco vedere ciò che devo imparare: vedere soprattutto le figure
-Imparare a fare qualcosa osservando come si fa piuttosto che leggendo o ascoltando la
spiegazione
-Disegnare figure, grafici, diagrammi riassuntivi di quello che devi ricordare
E’ utile -Usare evidenziatori colorati
-Prima di leggere un capitolo guardare attentamente figure, fotografie, eventuali grafici...
-Creare delle immagini mentali di ciò che stai leggendo o ascoltando
-Usare simboli o abbreviazioni
-Guardare in volto la persona che parla
-Sedersi ai primi banchi

31
AMBITO DI INDAGINE N°3
INTELLIGENZE MULTIPLE

Quest'ambito comprende attività di conoscenza e riflessione sull'esistenza di diverse


tipologie di intelligenza e conseguente indagine e autovalutazione relativamente ai tipi di
intelligenza prevalentemente attivati dagli alunni nei propri processi di apprendimento.
Lo psicologo americano H. Gardner con la Teoria delle Intelligenze Multiple1 ha proposto
una concezione pluralistica dell'intelligenza e quindi una diversa prospettiva nel modo di
considerare quest'ultima, prima legata a una visione unitaria e prevalentemente riferita alla
prestazione scolastica.
Le diverse forme di intelligenza, relativamente indipendenti ma in interazione dinamica e in
combinazione tra loro, costituiscono un potenziale di base dell'alunno che può essere più o
meno sviluppato, a seconda delle opportunità offerte dal contesto educativo.
Ogni tipo di intelligenza rappresenta un modo diverso di approcciarsi alla realtà, di
pensare, di risolvere i problemi e di imparare: per questo è importante tenerle presenti ed
esercitarle, utilizzando una varietà di strategie didattiche diversificate che possano
intercettarle e favorirle, rendendo gli alunni maggiormente coinvolti e disponibili ad
apprendere.
Variando le proposte didattiche è possibile sia sfruttare e valorizzare le opportunità già
esistenti negli alunni, sia stimolare e potenziare le aree meno sviluppate o più carenti.
Questo ambito di indagine si è rivelato fra i più interessanti e probabilmente
particolarmente stimolante ai fini della condivisione di una cultura inclusiva e di rispetto
delle differenze.
In seguito ai risultati ottenuti, infatti, gli alunni hanno potuto constatare e sperimentare
direttamente che ognuno può esprimere un tipo di intelligenza diversa e che i vari tipi di
intelligenza sono tutti ugualmente rispettabili e apprezzabili, valorizzando così ad es. i
compagni dotati di intelligenza emotiva, sociale, pratica, psicomotoria etc. e non solo quelli

32
più abili in campo linguistico e matematico... settori più tradizionalmente considerati
indicativi in ambito scolastico.
Ad es. chi ha mostrato di possedere capacità come ascolto dell'altro o empatia non è stato
considerato "buono", ma intelligente e in particolare dotato di intelligenza interpersonale.
Si allega di seguito: -Test Intelligenze multiple
- Calcolo punteggi e Scheda riassuntiva individuale
- Corrispondenza con attività professionali

1
Gardner H. Formae mentis Feltrinelli 1991

Nome _______________________________________

INTELLIGENZA LINGUISTICA

Mi piace leggere Poco Abbastanza Molto


Mi esprimo bene attraverso la parola Poco Abbastanza Molto
Imparo facilmente poesie a memoria Poco Abbastanza Molto
Mi piace raccontare storie, esperienze, barzellette, etc. Poco Abbastanza Molto
Mi piace conoscere il significato di parole nuove Poco Abbastanza Molto
Mi piace scrivere storie racconti, poesie Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono i giochi basati sulle parole (es. cruciverba) Poco Abbastanza Molto
Mi piace esprimermi e parlare in presenza di più persone Poco Abbastanza Molto
Mi piace andare in libreria o in biblioteca Poco Abbastanza Molto
A scuola vado bene in italiano Poco Abbastanza Molto
Quando leggo un libro mi concentro di più sulle parole scritte Poco Abbastanza Molto
che sulle figure

INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA

Mi piace la matematica Poco Abbastanza Molto


Mi piacciono i quiz e i giochi di logica Poco Abbastanza Molto
Mi piace lavorare al computer Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono le scienze Poco Abbastanza Molto
Mi piace capire come funzionano le cose Poco Abbastanza Molto
Mi piace fare calcoli, anche a mente Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono film o libri gialli e cerco di capire che è Poco Abbastanza Molto
l’assassino
Sono bravo a risolvere problemi e nel ragionamento Poco Abbastanza Molto
Mi piace giocare a scacchi dama o altri giochi di strategia Poco Abbastanza Molto
Vorrei fare un lavoro che ha a che fare con i numeri o con le Poco Abbastanza Molto
materie scientifiche
Mi piace fare ricerche in laboratorio di scienze Poco Abbastanza Molto

INTELLIGENZA MUSICALE
33
Mi piace cantare Poco Abbastanza Molto
Mi piace ascoltare la musica Poco Abbastanza Molto
Suono o suonavo uno strumento musicale Poco Abbastanza Molto
Riconosco le stonature musicali o se chi canta è fuori tempo Poco Abbastanza Molto
Seguo o ho seguito corsi di canto o musica Poco Abbastanza Molto
Sento o riesco a seguire il ritmo musicale Poco Abbastanza Molto
Canto o cantavo in un coro Poco Abbastanza Molto
Mi ricordo facilmente una musica o una canzone dopo averla Poco Abbastanza Molto
sentita poche volte
Mi piace studiare o lavorare con una musica in sottofondo Poco Abbastanza Molto
So leggere gli spartiti musicali Poco Abbastanza Molto
Tamburello con le dita seguendo un ritmo musicale Poco Abbastanza Molto

INTELLIGENZA NATURALISTICA

Amo gli animali Poco Abbastanza Molto


Mi interessano le questioni e i problemi legati alla difesa Poco Abbastanza Molto
dell'ambiente
Mi piace il verde, i fiori, le piante, etc. Poco Abbastanza Molto
Mi piace o mi piacerebbe vivere a contatto con la natura Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono i documentari sulla natura Poco Abbastanza Molto
Sono contrario all'uso degli animali negli esperimenti Poco Abbastanza Molto
Quando posso sto all'aria aperta Poco Abbastanza Molto
Ho un animale in casa e me ne occupo Poco Abbastanza Molto
Quando vado in giro mi piace osservare l'ambiente intorno a Poco Abbastanza Molto
me
Faccio la raccolta differenziata dei rifiuti Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono i prodotti biologici Poco Abbastanza Molto

INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTESICA

Mi piace fare sport Poco Abbastanza Molto


Sono coordinato nei movimenti Poco Abbastanza Molto
Mi piace ballare Poco Abbastanza Molto
Mi sento fisicamente in forma Poco Abbastanza Molto
Mi piace lavorare con le mani (cucinare, aggiustare oggetti, Poco Abbastanza Molto
truccare, pettinare, fare massaggi, etc.)
Mi piace il movimento in generale Poco Abbastanza Molto
Sono bravo a fare piccoli movimenti con le mani (avvitare Poco Abbastanza Molto
piccole viti, infilare ago, etc.)
Pratico sport a livello agonistico Poco Abbastanza Molto
Mi piace comunicare con i gesti Poco Abbastanza Molto
Preferisco una vacanza con attività in movimento (es. Poco Abbastanza Molto
camminare) piuttosto che statica (es. riposare)
Vorrei fare un lavoro di tipo fisico, piuttosto che mentale

34
INTELLIGENZA VISUO-SPAZIALE
Mi piace disegnare Poco Abbastanza Molto
Ho un buon senso dell'orientamento Poco Abbastanza Molto
So distinguere facilmente destra e sinistra Poco Abbastanza Molto
Penso attraverso immagini Poco Abbastanza Molto
Mi piace guardare le forme degli oggetti, degli edifici, etc. Poco Abbastanza Molto
Mi piacciono le materie artistiche Poco Abbastanza Molto
Quando mi sposto mi oriento bene guardando le cartine Poco Abbastanza Molto
Leggo più facilmente mappe, schemi grafici che un testo Poco Abbastanza Molto
scritto
Posso facilmente immaginare le cose come apparirebbero Poco Abbastanza Molto
dall'alto
Mi piace la geometria Poco Abbastanza Molto
Se chiudo gli occhi riesco a vedere immagini degli oggetti Poco Abbastanza Molto

INTELLIGENZA INTERPERSONALE

Mi piace stare con gli altri Poco Abbastanza Molto


Mi piace lavorare in gruppo Poco Abbastanza Molto
Mi piace ascoltare gli altri Poco Abbastanza Molto
Frequento gruppi, associazioni, comunità etc. Poco Abbastanza Molto
Riesco a convincere gli altri facilmente Poco Abbastanza Molto
Mi piace aiutare gli altri Poco Abbastanza Molto
Spesso gli amici parlano con me se hanno un problema Poco Abbastanza Molto
Riesco a mettermi nei panni dell'altro Poco Abbastanza Molto
Gli altri stanno volentieri con me Poco Abbastanza Molto
Quando ho un problema parlo con gli altri per un consiglio Poco Abbastanza Molto
Mi piacerebbe fare un lavoro in cui sto a contatto con la gente Poco Abbastanza Molto

INTELLIGENZA INTRAPERSONALE

Spesso mi piace stare da solo Poco Abbastanza Molto


Conosco le mie capacità e i miei punti deboli Poco Abbastanza Molto
Imparo dagli errori che faccio Poco Abbastanza Molto
So riconoscere e descrivere le mie sensazioni e i miei Poco Abbastanza Molto
sentimenti
Rifletto sul mio comportamento Poco Abbastanza Molto
Spesso medito riflettendo su importanti problemi della vita Poco Abbastanza Molto
Tengo un diario personale in cui scrivo sensazioni e ricordi Poco Abbastanza Molto
Quando provo un disagio, in genere riesco a capire la causa Poco Abbastanza Molto
Mi piacerebbe trascorrere una vacanza in un luogo isolato, Poco Abbastanza Molto
piuttosto che con molte persone
Preferisco studiare o lavorare da solo piuttosto che con altri Poco Abbastanza Molto
Di solito sono autonomo o indipendente Poco Abbastanza Molto

35
CALCOLO PUNTEGGI

Sommare i risultati ottenuti all’interno di ogni tipo di intelligenza, considerando:

Poco = 0

Abbastanza = 1

Molto = 2

Riportare i totali ottenuti nella scheda sintetica individuale seguente:

SCHEDA RIASSUNTIVA INDIVIDUALE

INTELLIGENZE MULTIPLE

Intelligenza LINGUISTICA

Intelligenza LOGICO-MATEMATICA

Intelligenza MUSICALE

36
Intelligenza NATURALISTICA

Intelligenza CORPOREO-CINESTESICA

Intelligenza VISUO-SPAZIALE

Intelligenza INTERPERSONALE

Intelligenza INTRAPERSONALE

INTELLIGENZA LINGUISTICA
scrittore, poeta, avvocato, politico, giornalista, insegnante, attore, venditore, conferenziere,...

INTELLIGENZA LOGICO-MATEMATICA
matematico, fisico, ingegnere, informatico, statistico, ragioniere, scienziato, commercialista,.

INTELLIGENZA MUSICALE
musicista, cantante, compositore, tecnico del suono, disk jockey, critico musicale,...

INTELLIGENZA NATURALISTICA
agricoltore, botanico, giardiniere, veterinario, zoologo, naturalista, ecologo, etologo, ...

INTELLIGENZA CORPOREO-CINESTESICA
sportivo, atleta, ballerino, fisioterapista, chirurgo, cuoco, parrucchiere, artigiano, muratore, idraulico,
elettricista, interprete lingua dei segni, ...

INTELLIGENZA VISUO-SPAZIALE
pittore, scultore, architetto, fotografo, grafico, cartografo, geografo, autista, pilota, guida turistica,
anatomista,...

INTELLIGENZA INTERPERSONALE
psicologo, sociologo, psichiatra, medico, operatore sociale, infermiere, insegnante, venditore, politico,
mediatore, manager, consulente, ....

INTELLIGENZA INTRAPERSONALE
37
filosofo, religioso, psicologo, psichiatra, artista, poeta, ....

AMBITO DI INDAGINE N°4


PUNTI DI FORZA

Quest'ambito comprende attività di indagine, conoscenza e riflessione su risorse,


potenzialità e talenti posseduti dagli alunni.
In generale l'indagine sui punti di forza è attualmente particolarmente diffusa, soprattutto
ad es. risulta spesso parte integrante dei colloqui di selezione del personale per le
assunzioni lavorative.
La conoscenza dei propri punti di forza può essere molto utile per indirizzare gli alunni
(spesso molto disorientati in tal senso) verso l'approfondimento di determinati ambiti di
studio o di lavoro.
Soprattutto la consapevolezza rispetto ai propri punti di forza e la conseguente
valorizzazione delle risorse personali, può avere una ricaduta decisamente positiva dal
punto di vista psicologico, rafforzando senso di efficacia e autostima, cioè contribuendo a
costruire una base emotiva supportante e facilitante i processi di apprendimento e
un'adeguata ed efficace gestione delle eventuali difficoltà incontrate e dell'errore.
Nel test proposto agli alunni, sono stati considerati diverse tipologie di punti di forza:
personali, sociali, metodologici, professionali e interculturali.

Si allega di seguito:
- Test: Punti di forza 1

38
- Scheda riassuntiva individuale Punti di forza (esempio compilato): tale scheda si ottiene
escludendo i punti di forza che l'alunno, nel test, ha indicato col quantificatore "Poco".

1
Rielaborato da: 312 punti di forza personali-come mi vedo Sito internet: hafelekar.at>pdf ita

Nome __________________________________________________
Data_______________________

PUNTI DI FORZA

PUNTI DI FORZA PERSONALI


Qualità generali
Curo il mio aspetto e il mio abbigliamento poco abbastanza molto
Sono educato poco abbastanza molto
Ho passioni, interessi e hobby poco abbastanza molto
Sono autonomo: mi muovo o cerco di affrontare le situazioni poco abbastanza molto
indipendentemente dagli altri
Sono ambizioso: desidero raggiungere obiettivi alti poco abbastanza molto
Sono determinato: se mi pongo un obiettivo faccio di tutto per poco abbastanza molto
raggiungerlo
Sono in generale una persona riflessiva poco abbastanza molto
Ho un forte senso del dovere poco abbastanza molto
Creatività
Mi piace avere il mio stile personale (vestiti, capelli, trucco accessori...) poco abbastanza molto
Ho spesso idee nuove poco abbastanza molto
Quando ho un problema trovo diverse soluzioni poco abbastanza molto
Autostima
Riesco a esprimere le mie opinioni poco abbastanza molto
Credo in me stesso poco abbastanza molto
Quando non capisco qualcosa chiedo poco abbastanza molto
So esprimere dubbi, desideri, bisogni poco abbastanza molto
Conosco le mie capacità e le so usare poco abbastanza molto
Accetto le critiche, utilizzandole per migliorarmi poco abbastanza molto
Flessibilità
Mi piacciono i cambiamenti poco abbastanza molto
Mi piace sperimentare nuove idee ed esperienze poco abbastanza molto
39
Riesco a portare avanti più cose contemporaneamente poco abbastanza molto
Affidabilità
Svolgo con responsabilità e impegno le attività che mi vengono richieste poco abbastanza molto
Rispetto appuntamenti e impegni presi poco abbastanza molto
Gli altri si possono fidare di me poco abbastanza molto
Capacità di affrontare situazioni stressanti
Quando incontro una difficoltà non la evito o mi abbatto, ma cerco di poco abbastanza molto
affrontarla adeguatamente
Se sono in difficoltà sono capace di chiedere aiuto poco abbastanza molto
Se commetto un errore non mi scoraggio, ma cerco di imparare poco abbastanza molto
dall'errore stesso per non ripeterlo
Nelle situazioni di stress tiro fuori le mie energie e cerco di reagire poco abbastanza molto
positivamente
Quando c'è un problema riesco a cogliere anche i lati positivi poco abbastanza molto

Senso di responsabilità
Quando faccio qualcosa penso sempre alle conseguenze che può avere poco abbastanza molto
su di me e sulle altre persone
Cerco di mantenere le promesse che faccio poco abbastanza molto
Sono capace di scusarmi se sbaglio poco abbastanza molto
Se qualcosa non mi piace cerco comunque di farla al più presto, non la poco abbastanza molto
rimando
Informo sempre i miei genitori su quello che faccio poco abbastanza molto
Rispetto le regole a scuola poco abbastanza molto
Rispetto le regole a casa poco abbastanza molto
PUNTI DI FORZA SOCIALI
Capacità comunicative
So esprimere e spiegare le mie idee dialogando con un'altra persona poco abbastanza molto
So ascoltare gli altri poco abbastanza molto
Mi esprimo in modo chiaro poco abbastanza molto
So convincere gli altri poco abbastanza molto
So rispettare le opinioni degli altri, anche se diverse dalle mie poco abbastanza molto
Capacità interpersonali
Mi piace stare con gli altri poco abbastanza molto
Se incontro una persona nuova, prendo l'iniziativa per conoscerla poco abbastanza molto
Rispetto compagni e amici poco abbastanza molto
Riesco a mettermi nei panni di un'altra persona poco abbastanza molto
Se qualcosa mi preoccupa cerco di parlarne con un'altra persona poco abbastanza molto
Sono una persona disponibile: mi piace aiutare gli altri poco abbastanza molto
Sono generoso verso gli altri poco abbastanza molto
Capacità di lavorare in squadra
Mi piace svolgere attività con altre persone piuttosto che da solo poco abbastanza molto
So collaborare con gli altri nel lavoro di gruppo poco abbastanza molto
So esprimere le mie idee se sono in un gruppo o in classe e sono capace poco abbastanza molto
di sostenerle
Sono capace di guidare un gruppo (leader) poco abbastanza molto
40
Sono capace di accettare le decisioni prese dal gruppo poco abbastanza molto
So proporre le mie idee e soluzioni al gruppo poco abbastanza molto
PUNTI DI FORZA METODICI
Organizzazione
Sono ordinato nel tenere il materiale scolastico o di lavoro poco abbastanza molto
Porto sempre con me il materiale che serve poco abbastanza molto
Scrivo sul diario o agenda gli impegni e i compiti poco abbastanza molto
Sono preciso quando svolgo un attività o un compito poco abbastanza molto
Tempi
Sono puntuale poco abbastanza molto
Rispetto i tempi che mi vengono richiesti quando svolgo un'attività poco abbastanza molto
Quando devo svolgere un'attività mi programmo organizzando il tempo poco abbastanza molto
necessario

Impegno
Mi impegno a scuola o sul lavoro poco abbastanza molto
Se sono assente cerco di recuperare i compiti di scuola poco abbastanza molto
Ho pazienza nello svolgere le attività e risolvere i problemi poco abbastanza molto
Lavoro su un compito o attività che mi viene richiesta finché non l'ho poco abbastanza molto
terminata
Ho tempi lunghi di attenzione e concentrazione poco abbastanza molto
PUNTI DI FORZA PROFESSIONALI
Mi piace studiare poco abbastanza molto
Sono curioso e mi piace imparare cose nuove poco abbastanza molto
Ho una buona memoria poco abbastanza molto
Mi piace leggere poco abbastanza molto
Mi piace scrivere poco abbastanza molto
Mi piacciono le lingue straniere poco abbastanza molto
Mi piace l'informatica poco abbastanza molto
Mi piacciono le attività pratiche e manuali poco abbastanza molto
Mi piacciono le attività artistiche poco abbastanza molto
Mi piace lo sport e l'attività fisica poco abbastanza molto
Mi piace la matematica e il ragionamento logico poco abbastanza molto
Mi piace la musica poco abbastanza molto
Mi piace tutto ciò che riguarda la natura poco abbastanza molto
Ho un buon senso dell'orientamento poco abbastanza molto
PUNTI DI FORZA INTERCULTURALI
Mi piace sapere cosa avviene in Italia e nel mondo poco abbastanza molto
Mi piace interessarmi di questioni di politica e della società in generale poco abbastanza molto
Conosco la storia e le tradizioni italiane o del mio paese di provenienza poco abbastanza molto
Mi piace conoscere, parlare, frequentare persone di nazionalità e poco abbastanza molto
culture diverse dalla mia
Non giudico le persone in base alla loro nazionalità, provenienza, poco abbastanza molto

41
genere, religione o aspetto fisico, ma rispetto le differenze in
qualunque situazione

Scrivi 3 aggettivi (positivi) per descriverti:


Io sono:
-________________________________________________

-________________________________________________

-________________________________________________

SCHEDA RIASSUNTIVA INDIVIDUALE (COMPILATA COME ESEMPIO)

Alunno:

PUNTI DI FORZA

PUNTI DI FORZA PERSONALI


Qualità generali
Curo il mio aspetto e il mio abbigliamento
Sono educato
Ho passioni, interessi e hobby MOLTO
Sono autonomo: mi muovo o cerco di affrontare le situazioni indipendentemente dagli altri
Sono ambizioso: desidero raggiungere obiettivi alti
Sono determinato: se mi pongo un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo
Sono in generale una persona riflessiva ABBASTANZA
Ho un forte senso del dovere
Mi ritengo: (3 aggettivi)
Creatività
Mi piace avere il mio stile personale (vestiti, capelli, trucco accessori...) MOLTO
Ho spesso idee nuove ABBASTANZA
Quando ho un problema trovo diverse soluzioni
Autostima
Riesco a esprimere le mie opinioni MOLTO
Credo in me stesso
Quando non capisco qualcosa chiedo
So esprimere dubbi, desideri, bisogni ABBASTANZA
Conosco le mie capacità e le so usare
Accetto le critiche, utilizzandole per migliorarmi
Flessibilità
Mi piacciono i cambiamenti MOLTO
Mi piace sperimentare nuove idee ed esperienze
Riesco a portare avanti più cose contemporaneamente ABBASTANZA
Affidabilità
Svolgo con responsabilità e impegno le attività che mi vengono richieste
Rispetto appuntamenti e impegni presi ABBASTANZA
Gli altri si possono fidare di me

42
PUNTI DI FORZA SOCIALI

Capacità di affrontare situazioni stressanti


Quando incontro una difficoltà non la evito o mi abbatto, ma cerco di affrontarla adeguatamente MOLTO
Se sono in difficoltà sono capace di chiedere aiuto
Se commetto un errore non mi scoraggio, ma cerco di imparare dall'errore stesso per non ripeterlo
Nelle situazioni di stress tiro fuori le mie energie e cerco di reagire positivamente
Quando c'è un problema riesco a cogliere anche i lati positivi ABBASTANZA
Senso di responsabilità
Quando faccio qualcosa penso sempre alle conseguenze che può avere su di me e sulle altre MOLTO
persone
Cerco di mantenere le promesse che faccio
Sono capace di scusarmi se sbaglio ABBASTANZA
Se qualcosa non mi piace cerco comunque di farla al più presto, non la rimando
Rispetto le regole a scuola
Rispetto le regole a casa
Informo sempre i miei genitori su quello che faccio

43
Capacità comunicative
So esprimere e spiegare le mie idee dialogando con un'altra persona
So ascoltare gli altri MOLTO
Mi esprimo in modo chiaro
So convincere gli altri
So rispettare le opinioni degli altri, anche se diverse dalle mie ABBASTANZA
Capacità interpersonali
Mi piace stare con gli altri MOLTO
Se incontro una persona nuova, prendo l’iniziativa per conoscerla
Rispetto compagni e amici
Riesco a mettermi nei panni di un’altra persona
Se qualcosa mi preoccupa cerco di parlarne con un’altra persona ABBASTANZA
Sono una persona disponibile: mi piace aiutare gli altri
Sono generoso verso gli altri
Capacità di lavorare in squadra
Mi piace svolgere attività con altre persone piuttosto che da solo MOLTO
So collaborare con gli altri nel lavoro di gruppo
So esprimere le mie idee se sono in un gruppo o in classe e sono capace di sostenerle
Sono capace di guidare un gruppo (leader)
Sono capace di accettare le decisioni prese dal gruppo ABBASTANZA
So proporre le mie idee e soluzioni al gruppo
PUNTI DI FORZA METODICI
Organizzazione
Sono ordinato nel tenere il materiale scolastico o di lavoro MOLTO
Porto sempre con me il materiale che serve
Scrivo sul diario o agenda gli impegni e i compiti
Sono preciso quando svolgo un attività o un compito ABBASTANZA
Tempi
Sono puntuale
Rispetto i tempi che mi vengono richiesti quando svolgo un’attività ABBASTANZA
Quando devo svolgere un’attività mi programmo organizzando il tempo necessario
Impegno
Mi impegno a scuola o sul lavoro
Se sono assente cerco di recuperare i compiti di scuola MOLTO
Ho pazienza nello svolgere le attività e risolvere i problemi
Lavoro su un compito o attività che mi viene richiesta finché non l'ho terminata ABBASTANZA
Ho tempi lunghi di attenzione e concentrazione
PUNTI DI FORZA PROFESSIONALI
Mi piace studiare
Sono curioso e mi piace imparare cose nuove
Ho una buona memoria
Mi piace leggere MOLTO
Mi piacciono le lingue straniere
Mi piace l'informatica
Mi piacciono le attività pratiche e manuali
Mi piace lo sport e l'attività fisica
Mi piace la matematica e il ragionamento logico
Mi piace la musica
Ho un buon senso dell’orientamento
Le mie materie preferite in questo anno scolastico sono:
PUNTI DI FORZA INTERCULTURALI
Mi piace sapere cosa avviene in Italia e nel mondo MOLTO
Mi piace interessarmi di questioni di politica e della società in generale
Conosco la storia e le tradizioni italiane o del mio paese di provenienza ABBASTANZA
Mi piace conoscere, parlare, frequentare persone di nazionalità e culture diverse dalla mia
Non giudico le persone in base alla loro nazionalità, provenienza, genere, religione o
aspetto fisico, ma rispetto le differenze in qualunque situazione

44
AMBITO DI INDAGINE N°5
BENESSERE A SCUOLA

L'indagine relativa a tale ambito, fa parte di una ricerca effettuata dal Dipartimento di
Scienze dell'Educazione di Bologna, volta a rilevare la percezione di benessere degli
studenti in alcune scuole italiane, sulla base della somministrazione di un questionario
elaborato dal Ministero dell'Educazione in Danimarca. 1
Dato che la ricerca è attualmente in corso, non è possibile allegare il questionario
corrispondente.

Chi fosse interessato può rivolgersi a:


patrizia.sandri@unibo.it

In particolare il livello di benessere è indagato secondo 4 indicatori:


1 Benessere sociale
2 Benessere scolastico
3 Sostegno fornito da parte degli insegnanti e influenza dell'allievo sulla didattica
4 Contesto tranquillo e ordinato

1
Sandri P. , Marcarini M. Ambienti di apprendimento, inclusione e benessere: dati di ricerca (in corso di stampa)

45
AMBITO DI INDAGINE N°6
RAPPORTO EMOTIVO CON LA DISCIPLINA

Quest'ambito riguarda l'indagine sulla percezione di sé nell'apprendimento e nel rapporto


con la disciplina.
Qui è riferita in particolare a economia aziendale, ma può essere estesa anche alle altre
materie.
L'aspetto emotivo in generale e in particolare il rapporto con la disciplina specifica, gioca
un ruolo fondamentale nell'apprendimento, orientando l'alunno e stimolando o meno
processi attentivi, motivazionali etc.
L'analisi dei risultati, successiva alla somministrazione e il relativo confronto con gli alunni,
forniscono importanti e utili elementi di conoscenza sia per l'alunno che per l'insegnante.
L'alunno può essere stimolato a effettuare riflessioni metacognitive sull'attribuzione delle
cause del disagio specifico percepito, sull'adeguatezza del metodo di studio, etc.
L'insegnante a sua volta può pensare di riadattare metodi e strategie didattiche alle
specifiche caratteristiche dell'alunno, emerse dalle indagini effettuate.

Si allega di seguito:
- Questionario Rapporto con la disciplina 1
NOTA: In questo caso, come Scheda riassuntiva individuale, si è mantenuto il questionario
stesso, in quanto già sintetico.

1
Rielaborato da: Questionario di Rosetta De Zan e Pietro Di Martino (Università di Pisa)

Nome ______________________________________________ Data______________________

46
1) Scrivi 3 aggettivi che associ alla parola ECONOMIA AZIENDALE
__________________________________________
__________________________________________
__________________________________________

2) Qual è secondo te una caratteristica positiva della materia Economia aziendale?


__________________________________________________________

3) Qual è secondo te una caratteristica negativa della materia Economia aziendale?


__________________________________________________________

4) Che rapporto hai con la materia Economia aziendale?


- Positivo
- Negativo
- Indifferente

5) Indica 3 qualità che ritieni necessarie per riuscire in economia aziendale:


A ___________________________________________________
B ___________________________________________________
C ___________________________________________________

6) Per ogni qualità espressa sopra, indica in che misura ritieni di possederla, segnando nella giusta
casella una crocetta

QUALITA' Molta Poca Niente


A
B
C

7) Perché secondo te si può andare male in economia aziendale?


_________________________________________________________________________________
_________________________________________________________________________________
________________________________________________________________________________

47
Profilo sintetico finale

Al termine della fase di indagine è stato prodotto da ciascun alunno, un breve Profilo
sintetico finale, contenente un breve sintesi delle caratteristiche dell'alunno.
I Profili di tutti gli alunni sono stati raggruppati in un cartellone esposto in classe: in questo
modo si è potuto dare visibilità alle caratteristiche individuali di ciascuno, stimolando
curiosità, conoscenza reciproca e possibilità di confronto.
Ognuno ha anche decorato il proprio Profilo con un disegno o un simbolo personalizzato
che lo rappresentasse.
Nel Profilo, in seguito a confronto con gli alunni stessi, sono state indicate le modalità
comunicative preferite e quelle non gradite perché causa di disagio, da ciascun ragazzo.
Gli alunni hanno infatti sottolineato l'importanza di far conoscere le proprie modalità
comunicative prevalenti e di conoscere le modalità comunicative altrui.

Si allega di seguito:
- Modello del Profilo Sintetico Finale

48
Il mio simbolo

Nome ____________________________________

I miei interessi _______________________________________________________________________

____________________________________________________________________________________

Io sono (3 aggettivi)

_____________________________________________

_____________________________________________

_____________________________________________

3 miei punti di forza sono

1____________________________________________

2____________________________________________

3____________________________________________

Nella comunicazione:

-mi piace che l’altro _________________________________________________________________

_________________________________________________________________________________

-non mi piace che l’altro _____________________________________________________________

_________________________________________________________________________________

49
PROPOSTE OPERATIVE

- STILI COGNITIVI E LAVORO DI GRUPPO

- PEER TUTORING

- COOPERATIVE LEARNING

- PUNTI DI FORZA

- INTELLIGENZE MULTIPLE

- RAPPORTO EMOTIVO CON LA MATERIA

- TESTIMONIANZE

- DISCUSSIONE INVERTITA

- SIMULAZIONE CINESTESICA

- DIBATTITO FIGURATO

- DISEGNO BENDATO

- STESURA ARTICOLI

- CREAZIONE VIDEO

50
La parte relativa alle proposte operative è stata applicata parzialmente, per motivi di
tempo.
Nell'anno scolastico prossimo si procederà con la prosecuzione del progetto, realizzando
le attività che non si sono riuscite a svolgere durante il corrente anno scolastico.
Di seguito viene riportata una descrizione delle esperienze didattiche proposte e/o da
proporre.

51
STILI COGNITIVI E LAVORO DI GRUPPO

Il lavoro di gruppo in classe può essere organizzato tenendo conto di diverse variabili, ad
esempio la composizione dei gruppi considerando lo stile cognitivo utilizzato
prevalentemente dall'alunno.
In questo caso, si può favorire l'esercitazione e consolidamento delle proprie modalità di
studio, la collaborazione tra compagni: si rafforzano soprattutto apprendimento e memoria,
in quanto coinvolti diversi canali sensoriali.

Descrizione
In base ai risultati ottenuti nella fase d'indagine, gli alunni possono essere suddivisi in
gruppi a seconda dello stile cognitivo emerso.
Diversi alunni potrebbero aver ottenuto come risultato al test uno stile cognitivo misto: a
questi ultimi si può far scegliere il gruppo a cui appartenere, oppure decidere di inserirli in
gruppi meno numerosi.
L'insegnante tratta inizialmente l'argomento previsto, consegnando eventualmente
materiale informativo: ciascun gruppo è invitato a preparare, con modalità comunicative
inerenti lo stile cognitivo di appartenenza, una presentazione dell'argomento al resto della
classe.
Ad esempio il gruppo "visivo" potrà preparare disegni, mappe multimediali, immagini,
schemi, grafici, materiali a colori; il gruppo "uditivo" effettuare una sintesi attraverso
registrazione audio, preparare un’esposizione orale inerente all’argomento; il gruppo
“cinestesico” creare materiale concreto inerente all'argomento, rappresentare attraverso il
movimento alcuni concetti chiave, etc.
Al termine i diversi gruppi espongono ai compagni il risultato del loro lavoro: i lavori
possono essere eventualmente raggruppati in una sintesi finale dell'argomento, espressa
attraverso le diverse modalità presentate.

52
PEER TUTORING

L'insegnamento reciproco tra studenti può rivelarsi una strategia operativa utile ed efficace,
soprattutto in un'ottica educativa inclusiva.
Consiste nel coinvolgimento di un alunno in funzione di tutor, per favorire l'apprendimento
del compagno che viene ad assumere il ruolo di tutee.
All'interno di questa modalità operativa, risulta fondamentale l'individuazione di adeguati
criteri di selezione degli allievi da impiegare nel ruolo di tutor e tutee.
Spesso si ritiene erroneamente che l'allievo più bravo o più disciplinato sia il più idoneo ad
aiutare un compagno in difficoltà, ma non sempre è così.
In realtà al tutor occorrono buone abilità afferenti all'ambito interpersonale e intrapersonale,
come ad esempio capacità di ascolto e incoraggiamento, pazienza, empatia, saper
monitorare la situazione e dare feed-back opportuni, capacità riflessiva, saper affrontare
eventuali ostacoli e prevedere soluzioni alternative, etc. oltre naturalmente alla conoscenza
dei contenuti da trasmettere al compagno.
Nel nostro percorso, soprattutto nelle prime esperienze di peer tutoring proposte alla
classe, abbiamo potuto proficuamente utilizzare le informazioni emerse nella fase di
indagine, affiancando gli alunni che hanno ottenuto risultati positivi nell'ambito delle
intelligenze interpersonale e intrapersonale e/o dei punti forza correlati alla relazione
d'aiuto, ad alunni con particolari difficoltà di apprendimento, ottenendo risultati positivi.
Abbiamo constatato che nel peer turoring l'alunno con difficoltà, sperimenta attenzione e
interesse da parte del compagno e ciò lo pone in un condizione emotiva favorevole sia ai
fini dell'apprendimento, che della relazione.
I benefici sono reciproci: i tutor rinforzano abilità come autostima e sensibilità,
approfondiscono la materia, consolidano gli apprendimenti e migliorano le prestazioni;
entrambi (tutor e tutee) migliorano la motivazione allo studio; migliora anche il clima di
classe.

INVERSIONE DEI RUOLI


Si può pensare, col tempo, a un'inversione dei ruoli tutor-tutee, pianificando accuratamente
53
le attività e selezionando contenuti idonei.
Gli alunni B.E.S. possono ugualmente svolgere ruolo di tutor (ed es. nei confronti degli
alunni stranieri residenti da poco in Italia, ma non solo): nella nostra esperienza sono
apparsi motivati e gratificati dall'idea essere utili ai compagni. Anche qui risulta
fondamentale l'adeguata progettazione e l'organizzazione del lavoro.
Con il peer tutoring, grazie alla sollecitazione delle relazioni dirette tra i compagni,
l'apprendimento assume una connotazione collaborativa e non solo individualistica. Viene
proposto un modello culturale di solidarietà, sostegno reciproco e rispetto degli altri, tipico
dell'ottica educativa inclusiva.

54
COOPERATIVE LEARNING

L'apprendimento cooperativo prevede la differenziazione e attribuzione di precisi ruoli e


compiti a ciascun alunno, all'interno di piccoli gruppi in cui viene suddivisa la classe.
Si basa su un'interdipendenza positiva e costruttiva tra i componenti del gruppo, all'interno
del quale l'apporto di ogni alunno risulta fondamentale ai fini del raggiungimento degli
obiettivi e dei risultati comuni previsti per il gruppo stesso.
La conoscenza delle caratteristiche prevalenti degli alunni, emersa nella fase di indagine,
può facilitare e indirizzare l'attribuzione di compiti e ruoli ai ragazzi: così ogni alunno,
anche quelli con specifiche difficoltà, percependosi adeguato al compito, può sentirsi
valorizzato, protagonista importante ai fini del raggiungimento degli obiettivi comuni,
potenziando il proprio senso di autoefficacia e autostima.
Ciò a conferma dell’importanza della valorizzazione delle differenze, utilizzate, in questo
caso, come risorse per l'apprendimento cooperativo.
In tale attività vengono coinvolte e stimolate diverse componenti: abilità cognitive,
organizzative, comunicative, relazionali, responsabilità individuali e di gruppo,
coinvolgimento emotivo, etc.

Presentiamo di seguito un esempio di organizzazione di lavoro cooperativo, rivelatosi


proficua per i nostri studenti.

55
1
REGOLAMENTO

1. Tutti partecipano alla risoluzione degli esercizi ma ognuno ha un RUOLO e dei COMPITI specifici.
2. I compiti:

Il LETTORE: è colui che legge ad alta voce e con attenzione gli esercizi assegnati.
L’ARCHITETTO: è colui che rappresenta graficamente l’algoritmo (uno solo per ciascun esercizio).
Gli AIUTANTI: sono tutti gli altri componenti del gruppo. OSSERVANO e si sincerano che l’architetto stia
facendo bene. Se l’architetto sbaglia, in modo civile glielo fanno notare e gli danno dei consigli affinché
rappresenti l’algoritmo correttamente.
Il NOTAIO: è colui che compila la tabella fornita (uno solo per ciascun esercizio).
Tutti all’interno del gruppo possono esprimere la loro opinione.
Fatta eccezione per il lettore, tutti i compiti vengono riassegnati per ciascun esercizio. A turno, tutti possono
assolvere la funzione di architetto, notaio. La funzione del lettore invece verrà assolta da un membro del
gruppo per tutti gli esercizi. Un membro del gruppo può assolvere una sola funzione fra notaio, lettore e
architetto.
La suddivisione dei compiti avviene in modo civile e democratico: se non ci si riesce a mettere d’accordo si
vota.
3. Prima di cominciare si stabilisce chi assolverà la funzione di lettore.
4. Il lettore legge tutti gli esercizi assegnati e tutti i membri del gruppo (in modo civile e democratico)
stabiliscono da quale esercizio cominciare.
5. Si assegnano gli altri compiti all’interno del gruppo.
6. Il lettore rilegge l’esercizio fino a quando tutti non comprendono bene l’esercizio.
7. L’architetto si confronta con tutti gli altri membri del gruppo e insieme a loro decide i vari blocchi da
rappresentare.
8. Ogni volta che un’istruzione viene rappresentata, il notaio si assicura che tutti abbiano capito. Se qualcuno
all’interno del gruppo non ha capito ci si ferma. Chi ha capito spiega con gentilezza a chi non ha capito.
Soltanto dopo si va avanti. Durante l’eventuale spiegazione, TUTTI gli altri ascoltano in silenzio, in modo
rispettoso e intervengono per alzata di mano.
9. Alla fine di ciascun esercizio, tutti ricopiano sul proprio quaderno algoritmo e sua rappresentazione grafica.
Il notaio compila la tabella fornita.
10. I componenti del gruppo si danno un voto per la partecipazione e decidono insieme un voto per la
coesione del gruppo.
N° Nome del Nome Nome del L’es. è stato ricopiato sul proprio L’es. è stato
Es. notaio dell’architetto lettore quaderno da tutti? capito da tutti?

Che voto dareste al gruppo per la partecipazione?


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Che voto dareste al gruppo per la collaborazione?


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Cosa ha funzionato bene nel gruppo? Perché?


________________________________________________________________
________________________________________________________________

56
1
Attività svolta dalla prof.ssa M. Giovanna Di Carlo (informatica)

PUNTI DI FORZA

La consapevolezza dei propri punti di forza, rappresenta un aspetto fondamentale per gli
alunni, sia ai fini dell'orientamento di studio o lavorativo, sia ai fini della fiducia in se stessi
e quindi dell'autostima.
Un'attività di gruppo correlata può essere quella in cui ogni alunno sottolinea i punti di forza
dei compagni: ciò favorisce sia l'autoconoscenza che la conoscenza reciproca.

Descrizione
L'insegnante mostra alla classe (ad es. attraverso la L.I.M.) un elenco di punti di forza,
selezionati dal test corrispondente, relativi a diversi ambiti. A ogni alunno viene chiesto di
associare uno (o più) punti di forza a ciascun compagno mettendolo per iscritto (uno stesso
punto di forza può, naturalmente essere abbinato a più alunni).
Seguono discussione e confronto di gruppo in cui vengono esplicitati per ciascuno i punti di
forza indicati dai compagni, con eventuali motivazioni e/o esempi tratti dai comportamenti
quotidiani.
Gli alunni possono riferire se riconoscersi o meno in ciò che emerge e perché: in ogni caso
viene stimolata una riflessione sulle proprie caratteristiche e capacità che favorisce
autoconoscenza, autopercezione e valorizzazione delle risorse personali.

57
INTELLIGENZE MULTIPLE

I risultati ottenuti in questo ambito, come nell'ambito dei punti di forza, permettono di
sottolineare risorse, potenzialità e predisposizioni degli alunni, la cui consapevolezza è
molto importante e che possono essere utilizzati in vari modi dal punto di vista operativo.

Una possibilità è, nell’ottica di una flessibilità operativa, quella di costituire gruppi di


arricchimento, rivolti ad alunni, anche di classi diverse, che mostrano potenzialità simili.
Ciò permetterebbe agli alunni stessi di esprimere ed approfondire risorse specifiche
personali, con ricadute positive sull'autostima, sull’apprendimento, sulla motivazione a
frequentare la scuola e sulla conoscenza di sé per un eventuale orientamento (o
riorientamento) formativo o professionale futuro.

Un'altra possibile attività da svolgere in classe consiste nel proporre agli alunni di scegliere
un tipo di intelligenza fra quelle indagate (in cui si è ottenuto un punteggio alto) e chiedere
loro di rappresentare attraverso quel tipo di intelligenza un argomento proposto.
Ad es. l'intelligenza musicale può essere espressa attraverso la ricerca e l'abbinamento di
musiche, canzoni, strumenti musicali, etc. inerenti all'argomento, creando magari un
percorso musicale pertinente e rappresentativo.
L'Intelligenza naturalistica attraverso l'individuazione di aspetti o problematiche ambientali
o naturalistici collegati all'argomento, stimolando discussione e confronto in proposito.
L'intelligenza interpersonale attraverso la predisposizione e la realizzazione di interviste (a
compagni, insegnanti, persone esterne alla scuola, etc.) relative all'argomento trattato.

In generale risulta molto importante e proficuo, ai fini di una ottimizzazione dei processi
insegnamento-apprendimento, che l'insegnante tenga conto dei tipi di intelligenza
prevalentemente espressi dagli alunni.

58
RAPPORTO CON LA DISCIPLINA

I risultati emersi da questo tipo di indagine dovrebbero stimolare riflessioni e


consapevolezze negli studenti rispetto al proprio modo di percepire e affrontare una
determinata disciplina.
Il vissuto da parte dell'alunno rispetto a ciò e quindi l'aspetto emotivo, è fondamentale ai
fini dell'apprendimento e dei risultati didattici.
Lo studente dovrebbe essere il più possibile stimolato a compiere riflessioni autonome e a
trovare egli stesso, dopo la fase di autoconoscenza, modalità e strategie per migliorare il
rapporto con la materia.
In fase di discussione di gruppo è utile che ogni alunno espliciti le informazioni ottenute dal
questionario e che si confronti con gli altri su ciò.
In caso di elementi comuni, sia positivi che negativi, si può creare un vissuto di
condivisione che può risultare emotivamente facilitante: ciò può favorire il confronto su
motivazioni, strategie ricercate, tentativi di soluzione effettuati, stati d'animo, attribuzione
del problema a cause esterne o interne, conclusioni raggiunte sulla materia o su sé stessi,
etc.
Anche in caso di risultati diversi, il confronto è utile, perché permette di prendere atto della
possibilità di diversi approcci, modalità, reazioni individuali e soluzioni.
L'esplicitazione di aspetti relativi al rapporto con la disciplina, partendo dai risultati ottenuti
nell'indagine, favorisce sia l'esternazione di sensazioni e convinzioni altrimenti non
proficuamente trattenute, sia l'acquisizione di indicazioni e stimoli provenienti dai compagni
e può contribuire a far rimettere in discussione approcci mentali e operativi non efficaci nel
rapporto con l'apprendimento.
Soprattutto può essere utile che ciascun compagno suggerisca all'altro modalità o opinioni
su come risolvere operativamente le difficoltà emerse, in base alla sua prospettiva o alla
sua esperienza e che induca quindi l'altro all'autoriflessione, a nuove sperimentazioni e al
cambiamento.

Un'altra possibilità è la proposta di un contratto educativo-didattico1, che può essere di


vario tipo e all'interno del quale si concordano fra insegnante e alunno compiti in cui ci si

59
viene incontro reciprocamente.
Il contratto dev'essere rivisto e rielaborato periodicamente, proponendo compiti un po’ più
impegnativi, nell'ottica di aumento della fiducia in sé da parte dell'alunno e nei confronti
dell'insegnante.

La lettura dei risultati ottenuti da parte dell'insegnante, effettuata anche in un'ottica


statistica, ad es. valutando in che percentuale emerge uno stesso aspetto negativo o fonte
di disagio per gli alunni, potrebbe essere d'aiuto al docente stesso per verificare ed
eventualmente rimodulare la metodologia didattica utilizzata, ma non solo.
Potrebbe favorire riflessioni anche sul piano relazionale, permettendogli di rilevare lo stato
della relazione con l'alunno, partendo magari dalla propria autoriflessione: ad. es. chiedersi
se si ha fiducia in lui, se si crede nella possibilità di cambiamento, se si tende a
riconoscere e ad apprezzare i progressi compiuti, etc.
Cioè, per il docente, l'indagine può fornire strumenti di consapevolezza relazionale con
l'alunno che può tradursi in una operatività didattica più adeguata alla situazione e quindi
più efficace.

60
1
Miato, Miato La didattica inclusiva Erikson (2003)

TESTIMONIANZE

Questo strumento si basa sull'esperienza di testimonianze dirette ed è finalizzato a porre


gli studenti in contatto diretto con persone con deficit o svantaggio, allo scopo di superare
possibili pregiudizi o timori.
Attraverso quest'esperienza può essere approfondito il lavoro sui concetti di diversità,
normalità, uguaglianza, differenza, intelligenza, etc. attraverso la conoscenza e il confronto
con modalità comportamentali e strategie comunicative e di apprendimento diverse e
peculiari di ciascuno.1
Le testimonianze possono essere portate a conferma, sostegno e integrazione, delle
riflessioni e consapevolezze emerse nelle fasi di indagini effettuate in precedenza con tutta
la classe.

Descrizione
Incontro diretto con una persona con disabilità che comunica, interagisce, risponde a
domande, mostra diverse modalità comunicative, partecipa ad attività con i ragazzi,
racconta esperienze, etc.
A tal proposito sono stati presi contatti con Progetto Calamaio, Cooperativa Accaparlante
(Bologna).
L'attività verrà realizzata nel corso del prossimo anno scolastico.

61
1
Guida:102 strumenti per la formazione. HEY! TEACHER, DON’T LEAVE THE KIDS ALONE

DISCUSSIONE INVERTITA

Quest'attività ha permesso di sperimentare come le differenze e i conflitti di opinione


possano essere affrontati attraverso la polarizzazione e l'estremizzazione del proprio punto
di vista, oppure attraverso l'attenzione e il rispetto verso le opinioni altrui, anche quando
queste appaiono irriducibilmente opposte.
Gli alunni hanno potuto esercitare la capacità di ascolto reciproco e di decentramento
verso il punto di vista dell'altro, favorendo aspetti come allargamento di prospettiva,
apertura e flessibilità mentale.1
Descrizione
1) Si propone alla classe un tema di discussione, particolarmente coinvolgente per i
ragazzi e, relativamente ad esso, 2 punti di vista contrapposti: ciascun alunno sceglie un
punto di vista e in base a ciò vengono creati 2 gruppi. I 2 gruppi sono invitati a discutere,
confrontarsi e difendere il punto di vista del gruppo di appartenenza.
Devono cercare di convincere un ascoltatore esterno (compagno o insegnante)
relativamente alla loro tesi.
2) Viene chiesto agli alunni di scambiarsi i ruoli e di difendere il parere opposto a quello
espresso precedentemente.
Anche qui cercando di convincere l'ascoltatore.
3) Una terza fase prevede la collaborazione di tutti gli alunni alla costruzione di un progetto
operativo concreto che tenga conto dei punti di vista opposti, precedentemente discussi.

Al termine delle attività si propone il confronto e la riflessione di gruppo sull'esperienza


effettuata.

62
1
Guida:102 strumenti per la formazione. HEY! TEACHER, DON’T LEAVE THE KIDS ALONE

SIMULAZIONE CINESTESICA1

Abbiamo utilizzato qui il coinvolgimento attivo, creativo, emotivo e corporeo degli alunni,
oltre alla sollecitazione delle loro intelligenze intra e interpersonale.
Sperimentando in prima persona i meccanismi messi in atto da un altro individuo
nell'incontro e nella relazione interpersonale, si contribuisce a migliorare la conoscenza e
comprensione dell'altro, a migliorare la propria conoscenza e ad esplorare modi diversi e
creativi per superare i limiti della comunicazione e della relazione. 2

Descrizione
Un alunno si pone al centro dell'aula e su un'indicazione di un compagno deve comunicare
un messaggio al resto della classe (es. apri la finestra, accendi la luce, passami una
penna, etc.).
L'alunno può utilizzare un'unica modalità comunicativa non verbale, concordata in
precedenza, equivalente alla performance correlata a un deficit: es. muovere solo una
mano, solo gli occhi, solo i piedi, solo le labbra, etc.
I compagni possono fare domande, ma l'alunno può rispondere solo con l'unica modalità
prevista.
Al termine delle attività si procede con una discussione di gruppo, stimolando gli alunni ad
esprimere le proprie impressioni, percezioni fisiche, vissuti, osservazioni, riflessioni,
difficoltà, etc.

63
1
Attività svolta in collaborazione con gli operatori di “Progetto SCU.TER”
2
Guida:102 strumenti per la formazione. HEY! TEACHER, DON’T LEAVE THE KIDS ALONE

DIBATTITO FIGURATO 1

Attraverso questa proposta, risultata particolarmente significativa, abbiamo potuto


constatare come, all’interno di una discussione di gruppo, il coinvolgimento di componenti
non solo cognitive, possa stimolare e approfondire la riflessione e il confronto fra gli alunni,
sperimentando in particolare che la presenza di aspetti visivi e motori nel dibattito,
favorisce dinamiche di partecipazione, coinvolgimento, attenzione, presa di posizione,
ascolto, cambiamento di prospettiva, etc.
La percezione visiva della situazione, caratteristica di questa esperienza, è risultata
indicativa per noi insegnanti: abbiamo potuto osservare direttamente le componenti di
sensibilità e ricettività negli alunni, i quali sono riusciti a passare da posizioni
maggiormente rigide e pregiudiziali a posizioni più aperte e inclusive.

Descrizione
Si propone agli alunni la trattazione su un tema, accompagnandola eventualmente con
immagini, letture e video attinenti.
Quindi si predispone l'aula collocando 3 gruppi di sedie vuote: nella parte sinistra, al centro
e a destra. Gli alunni si dispongono inizialmente in piedi a un lato dell’aula.
Si pone agli alunni una domanda sul tema in questione, chiedendo loro un parere in
proposito e invitandoli a occupare a seconda della propria opinione, le sedie
corrispondenti: Risposta SI- sedie a sinistra; Risposta NON SO-sedie al centro; Risposta
NO-sedie a destra.
Si avvia una discussione fra gli alunni, durante la quale se modificano opinione possono
cambiare sedia (sinistra, centro, destra), argomentando però il nuovo punto di vista.
Gli spostamenti fisici dei ragazzi, corrispondenti ai cambiamenti di opinione, hanno
stimolato un approccio visivo al dibattito, favorendo il coinvolgimento emotivo e la
profondità della riflessione.
64
Tutta la classe ha partecipato attivamente.

1
Attività svolta in collaborazione con gli operatori di “Progetto SCU.TER”

DISEGNO BENDATO1

Anche questa attività ha permesso un'identificazione e una percezione di modalità


operative e comunicative, diverse da quelle usate solitamente.
Consente di stimolare e potenziare importanti componenti come capacità di cooperazione,
relazione d'aiuto, fiducia nell'altro, senso di responsabilità, etc.

Descrizione
L'attività si svolge a coppie.
A uno dei 2 alunni che viene bendato, è chiesto di fare un disegno, il cui soggetto è deciso
dall'altro alunno: quest'ultimo deve indirizzare il compagno bendato, con indicazioni verbali,
alla realizzazione del disegno.
Si invertono poi i ruoli.
Al termine si procede con la discussione di gruppo in cui si chiede agli alunni come si
sentono quando disegnano guidati da un'altra persona o quando descrivono all'altro il
disegno da effettuare.
Gli alunni hanno partecipato volentieri a questa attività, risultata particolarmente divertente
e quindi coinvolgente.

65
1
Attività svolta in collaborazione con gli operatori di “Progetto SCU.TER”

STESURA DI ARTICOLI

La possibilità di esprimere per iscritto le proprie opinioni, riflessioni, esperienze, vissuti etc.
su un tema e di vederle pubblicate su giornali o riviste e quindi poterle condividerle e
diffonderle, rappresenta un'opportunità e uno stimolo per gli alunni.
In questo caso abbiamo pensato di proporre come argomento la diversità, nelle sue
svariate sfaccettature.

Descrizione
Abbiamo contattato la redazione di un periodico che si occupa di temi quali svantaggio e
diversità.
Il progetto è di andare a visitare la redazione con la classe e far scrivere ai ragazzi,
coinvolgendo italiano come disciplina, uno o più articoli, in cui possano descrivere il loro
pensiero, la loro esperienza e il loro vissuto.
Possono lavorare individualmente, in piccolo o grande gruppo.
L'attività verrà realizzata durante il prossimo anno scolastico.

66
CREAZIONE DI VIDEO

L'attività di creazione di video ha il vantaggio di risultare, in genere, particolarmente


coinvolgente per gli alunni.
Venendo utilizzate diverse capacità sensoriali, può stimolare e migliorare l'attenzione,
l'apprendimento, la memoria, e altri aspetti come collaborazione tra gli alunni, creatività,
capacità organizzativa e operativa, etc.

Descrizione
L'attività verrà proposta il prossimo anno scolastico.
Il tema è quello dell'inclusione.
Il progetto è quello di chiedere la collaborazione di enti esterni, ad es. l'Università di
Bologna, che propongano laboratori, progetti e iniziative relative all'ambito della didattica
inclusiva, con il supporto di tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

67
ALLEGATI
DOCUMENTI RIFORMA ISTRUZIONE PROFESSIONALE

68
Sistema Qualità certificato secondo la Norma UNI EN ISO 9001:2015
ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE “I.P.C. MANFREDI - I.T.C. TANARI”
Viale Felsina, 40- 40139 Bologna Tel. 051/6039611 - Fax 051/6011006 - C.F. 91200880374
e-mail:BOIS01600C@istruzione.it - pec:BOIS01600C@pec.istruzione.it – sito: www.manfreditanari.it
Sistema Qualità certificato secondo la Norma UNI EN ISO 9001:2015
Prot. N. 416/61c del 28/01/2019

ANNI SCOLASTICI 2018-2020


P.F.I.
PROGETTO FORMATIVO INDIVIDUALE - BIENNIO
INDIRIZZO: SERVIZI COMMERCIALI
Codici Ateco: Sezioni da “A” a “S” compresa “U” e correlate Divisioni

DATI GENERALI RELATIVI ALL’ALUNNO

Nome e cognome

Data e luogo di nascita

Indirizzo e comune di residenza:

Docente tutor individuato dal CdC Classe a.s. 2018/2019

Docente tutor individuato dal CdC Classe a.s. 2019/2020

Eventuale segnalazione/ Disturbo specifico dell'apprendimento L. 170/2010 (DSA) □


certificazione
Bisogno educativo speciale (PDP BES) □
Studente non italofono (PSP) □
Certificazione L. 104/92 (PEI) con programmazione per:
obiettivi minimi □ obiettivi differenziati □
Bilancio iniziale delle Formali

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competenze Non formali
Informazioni provenienti dallo
studente.
Eventualmente anche dalla famiglia , dalla scuola
precedentemente frequentata, da operatori
Informali
esterni.

OBIETTIVI
Generali del Cdc
- sostenere e valorizzare ciascun studente a partire dalle sue attitudini e potenzialità;
- prevenire la dispersione, ridurre l’abbandono scolastico e supportare il successo formativo;
- sviluppare strumenti d’integrazione per favorire la conoscenza e l’inserimento nel mondo del lavoro;
Specifici
(ad esempio: partecipazione alla vita scolastica (per alunni a rischio dispersione/ devianza); inclusione / socializzazione all’interno del contesto
classe (per alunni con difficoltà di inserimento nella classe); risultati di apprendimento della lingua italiana (per alunni non italofoni); recupero o
conseguimento di crediti per il passaggio ad altri percorsi di istruzione e formazione; potenziamento dei propri risultati di apprendimento;
orientamento in uscita e ri-orientamento verso altri percorsi; conseguimento di certificazioni (ECDL, PET, DELF); sviluppare particolari conoscenze,
abilità e competenze o educare alla cittadinanza tramite progetti).

PERSONALIZZAZIONE DEL PERCORSO


LIVELLO LIVELLO
LIVELLO
LIVELLO INTERMEDIO FINALE
INTERMEDIO
INIZIALE BIENNIO BIENNIO
ASSI CULTURALI INSEGNAMENTI (al termine
(al termine del (al termine del (al termine del
del primo
trimestre) trimestre del secondo anno
anno)
secondo anno)
AREA GENERALE
Italiano – Lingue straniere –
LINGUAGGI
Scienze motorie
SCIENTIFICO-
Scienze integrate - geografia
TECNOLOGICO
MATEMATICO Matematica
Diritto – Storia
STORICO-SOCIALE

AREA DI INDIRIZZO
PROFESSIONALE Economia aziendale-
Informatica
NOTE: 1 - Lo studente deve frequentare almeno il 75% del Piano di studi previsto dal presente documento. 2 - I livelli di competenza sono così
espressi: 4 (AVANZATO); 3 (INTERMEDIO); 2 (BASE); 1 (INSUFFICIENTE)

ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ in riferimento ai bisogni rilevati


STRATEGIE E METODOLOGIE UTILIZZATE/UTILIZZABILI DAI DOCENTI NELLE MODALITÀ
Primo anno Secondo anno
DI LAVORO A SUPPORTO DEL PROCESSO DI PERSONALIZZAZIONE

Lavoro di gruppo

Tutoraggio fra pari

Affiancamento/guida nell'attività comune

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Privilegiare l’apprendimento esperienziale e laboratoriale

Utilizzare mediatori didattici che facilitano l’apprendimento (immagini, schemi, mappe,…)

Dividere gli obiettivi di un compito in “sotto obiettivi”

Riproporre e riprodurre gli stessi concetti attraverso modalità e linguaggi differenti

Altro (specificare …)

INTERVENTI VOLTI A FAVORIRE IL SUPERAMENTO DELLA SITUAZIONE DI SVANTAGGIO Monte ore Monte ore
NONCHÉ DELL'ABBANDONO SCOLASTICO (anche attraverso iniziative formative integrate
con centri di formazione professionale e/o in collaborazione con i servizi sociali e/o con primo anno secondo anno
altre realtà educative e formative del territorio)
Progetti extrascolastici

Collaborazione con servizi sociali

Attività extrascolastiche con Centri Educativi e Sociali

Altro (specificare …)

AZIONI SPECIFICHE DI ORIENTAMENTO SCOLASTICO/LAVORATIVO Monte ore Monte ore


primo anno secondo anno
Ri-orientamento scolastico

Laboratori di orientamento lavorativo

Altro (specificare …)

ATTIVITÀ DI PERSONALIZZAZIONE DEL PERCORSO

Accoglienza

Attività di recupero pomeridiane: corsi di recupero e sportelli

Lezioni personalizzate per piccoli gruppi IeFP

Studio assistito IeFP

Italiano L2

Alternanza scuola -lavoro

Attività di laboratorio (specificare)

Attività all’esterno dell’ambiente scolastico (specificare)

Attività di carattere culturale, formativo, socializzante (specificare)

Altro (specificare …)

AGGIORNAMENTO E REVISIONI
Il seguente PFI verrà sottoposto a verifica e conseguente ridefinizione periodica in qualunque momento il
Cdc ne ravvisi la necessità
ALLEGATI (Allegare la documentazione ritenuta significativa)

Il Coordinatore Lo studente
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_________________________________ __________________________________
Il docente tutor Firma di un genitore o di chi ne ha la responsabilità
genitoriale
_____________________________________ ___________________________________________

Consegnato il ____________

ISTITUTO D'ISTRUZIONE SUPERIORE


“I.P.C. MANFREDI - I.T.C. TANARI”
Viale Felsina, 40- 40139 Bologna Tel. 051/6039611 Fax 051/6011006
e-mail: BOIS01600C@istruzione.it

PROFILO DELLO STUDENTE: INTERVISTA


DATI ANAGRAFICI
Cognome
Nome
Data di nascita
Luogo di nascita
Provincia di nascita
Comune di residenza

PERCORSO SCOLASTICO
TIPO DI SCUOLA ANNI FREQUENTATI ITALIA/PAESE STRANIERO
Scuola primaria
Scuola secondaria di primo grado
Scuola secondaria di secondo grado

PROFILO LINGUISTICO
Lingua madre
(Solo per gli stranieri) Lingua italiana dall'anno:
Prima lingua straniera studiata n° anni di studio
Seconda lingua straniera studiata n° anni di studio

APPRENDIMENTO NON FORMALE


(= apprendimento in organismi extrascolastici che perseguano scopi educativi e formativi)
Quali esperienze extrascolastiche ho svolto/svolgo?
(Es: Corsi, stage, volontariato, servizio civile, associazioni,.)
Anno Esperienza Mi è piaciuto

APPRENDIMENTO INFORMALE
(= apprendimento in situazioni di vita quotidiana, anche non dovuto a scelta intenzionale o consapevole)
Quali attività ho svolto/svolgo in situazioni di vita quotidiana che mi permettono di imparare?
(Es: approfondimento di un argomento di interesse, letture, internet, aiuti in famiglia nella quotidianità, etc)

INTERESSI
Cosa mi piace fare nel tempo libero? (sport, musica, etc.)

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APPROCCIO CON LA NUOVA SCUOLA
Perché ho scelto questa scuola?

Le mie materie preferite sono:

Le materie in cui incontro più difficoltà sono:

Le mie paure rispetto a questa esperienza scolastica sono:

COME APPRENDO A SCUOLA


Studio perché:
□ Mi piace imparare cose nuove
□ Per ottenere soddisfazioni personali
□ Perché mi interessa l’argomento
□ Per ottenere voti positivi
□ Per non deludere i genitori
□ Per ottenere riconoscimenti della mia intelligenza in ambito scolastico
□ Per ottenere apprezzamenti dagli insegnanti
□ Per fare bella figura con i compagni
Altro______________________

Studio malvolentieri perché:


□ Faccio fatica a capire gli argomenti che i prof spiegano
□ Non mi interessano gli argomenti
□ Non riesco a ricordarmi quello che studio
□ Non ho un buon metodo di studio
□ Le mie prove non vengono apprezzate
□ Nelle verifiche sono sfortunato

Preferisco verifiche: □ Scritte □ Orali


A scuola preferisco lavorare: □ Da solo □ In coppia □ In gruppo

Quando l'insegnante spiega STO ATTENTO


□ Se l'insegnante procede lentamente
□ Se ripete le spiegazioni
□ Se scrive anche alla lavagna
□ Se usa la LIM
□ Se fa esempi pratici
□ Se legge il libro di testo
□ Se ogni tanto si rivolge a me
□ Se si muove tra i banchi
□ Se varia il tono della voce
□ Se fa collegamenti con le lezioni precedenti
□ Se c'è silenzio
□ Se posso chiedere quello che non ho capito
□ Se prendo appunti
□ Altro

Quando l'insegnante spiega NON STO ATTENTO


□ Se l’argomento non è interessante
□ Se l’insegnante legge il libro di testo
□ Se sono agitato
□ Se sono stato richiamato
□ Se non vado bene in quella materia
□ Se non mi sento stimato dal prof.
□ Se non mi sento considerato dai compagni
□ Se c'è chiasso

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□ Altro

COME STUDIO A CASA


Quando
Con chi
Con che metodo
Con quale sfondo (silenzio, musica, tv...)

PROGETTAZIONE DEL FUTURO


Cosa voglio diventare da grande:
A cosa mi serve questa scuola per fare quello che voglio diventare da grande:

-RIORDINO ISTRUZIONE PROFESSIONALE: applicazione del nuovo modello didattico-organizzativo


Nel corrente anno scolastico 2018/19 nelle 3 classi prime dell’I.P. “Manfredi, ha preso avvio il nuovo
percorso didattico previsto dalla Riforma degli Istituti Professionali (D.L.61 del 13-4-2017).
La nuova denominazione dell’indirizzo di studio è ora SERVIZI COMMERCIALI-WEB COMMUNITY.
Il nuovo modello formativo, volto alla prevenzione della dispersione scolastica e alla promozione di una
didattica inclusiva, si basa sul principio della personalizzazione e della flessibilità dei percorsi di
apprendimento allo scopo di corrispondere alle diverse capacità di apprendimento, sensibilità, attitudini e
livelli motivazionali degli studenti.
A questo proposito i docenti delle classi prime dell’Istituto Professionale hanno partecipato a incontri di
formazione, sia organizzati dalla scuola, che esterni ad essa.
Applicazione del nuovo modello di assetto didattico:
2 strumenti fondamentali:
1) Un P.F.I. (Progetto Formativo Individuale) per ogni alunno
2) Un DOCENTE-TUTOR per ogni alunno
1) P.F.I. (Progetto Formativo Individuale)
Per ciascun alunno delle classi prime dell'Istituto Professionale è stato redatto, un progetto personalizzato,
allo scopo di motivare e orientare l'alunno nella costruzione progressiva del proprio percorso formativo e
lavorativo.
Caratteristiche principali:
- Il PFI è elaborato sulla base del BILANCIO PERSONALE, cioè una raccolta di informazioni sull'alunno,
relativa a saperi e competenze acquisite anche in modo non formale e informale, utile a rilevarne
potenzialità e carenze. A inizio anno scolastico, per ogni alunno è stata così effettuata una fase istruttoria, di
indagine iniziale (utilizzando un modello di Intervista predisposto dalla scuola).
-AGGREGAZIONE DELLE DISCIPLINE IN ASSI CULTURALI
Le attività e gli insegnamenti sono aggregati in assi culturali: ciò per favorire un lavoro sinergico fra più
docenti e una migliore progettazione interdisciplinare dei percorsi didattici
-APPRENDIMENTO PER COMPETENZE E ORGANIZZATO PER UNITA' DI APPRENDIMENTO (UDA)
I percorsi didattici sono organizzati per Unità di Apprendimento: le UDA, espressione dell'interdisciplinarietà,
partono da obiettivi adatti e significativi e sviluppano appositi percorsi di metodo e contenuto, attraverso cui
si valuta il livello di conoscenze, abilità e competenze acquisite.
-DIDATTICA INDUTTIVA E LABORATORIALE
Vengono utilizzate metodologie di tipo induttivo attraverso esperienze di laboratorio e in contesti operativi.
Ciò comprende analisi e soluzione dei problemi relativi alle attività economiche di riferimento, il lavoro
cooperativo per progetti, la gestione di processi in contesti organizzati, etc.
2) DOCENTE-TUTOR (Tutorship)
Ogni alunno, è accompagnato, nel percorso di apprendimento personalizzato, da un Docente-Tutor (che
appartiene al CdC) che gli fornisce supporto e guida.
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Il Tutor di riferimento sostiene lo studente nell'attuazione e nello sviluppo del proprio PFI. Svolge attività di
osservazione, accoglienza, ascolto, orientamento. Inoltre favorisce la circolazione delle informazioni sullo
stato di attuazione del P.F.I. all'interno del CdC, per il monitoraggio e l'eventuale adattamento del percorso
formativo.

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