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Cooperative Learning Il lavoro di gruppo Le competenze sociali Realizzare una attivit in apprendimento cooperativo

LAPPRENDIMENTO COOPERATIVO COME METODOLOGIA COMPLESSIVA DI GESTIONE DELLA CLASSE Il Cooperative Learning costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale gli studenti apprendono in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso. Linsegnante assume un ruolo di facilitatore ed organizzatore delle attivit, strutturando ambienti di apprendimento in cui gli studenti, favoriti da un clima relazionale positivo, trasformano ogni attivit di apprendimento in un processo di problem solving di gruppo, conseguendo obiettivi la cui realizzazione richiede il contributo personale di tutti. Tali obiettivi possono essere conseguiti se allinterno dei piccoli gruppi di apprendimento gli studenti sviluppano determinate abilit e competenze sociali, intese come un insieme di abilit interpersonali e di piccolo gruppo indispensabili per sviluppare e mantenere un livello di cooperazione qualitativamente alto Il Cooperative Learning un metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente il loro apprendimento. Tale metodo si distingue sia dallapprendimento competitivo che dallapprendimento individualistico e, a differenza di questi, si presta ad essere applicato ad ogni compito, ad ogni materia, ad ogni curricolo. Il lavoro di gruppo non una novit nella scuola, ma la ricerca dimostra che gli studenti possono anche lavorare insieme senza trarne profitto. Pu infatti accadere che essi operino insieme, ma non abbiano alcun interesse o soddisfazione nel farlo. Nei gruppi di apprendimento cooperativo, invece, gli studenti si dedicano con piacere allattivit comune, sono protagonisti di tutte le fasi del loro lavoro, dalla pianificazione alla valutazione, mentre linsegnante soprattutto un facilitatore e un organizzatore dellattivit di apprendimento. Quali vantaggi presenta? Rispetto ad unimpostazione del lavoro tradizionale, la ricerca mostra che il Cooperative Learning presenta di solito questi vantaggi: Migliori risultati degli studenti: tutti gli studenti lavorano pi a lungo sul compito e con risultati migliori, migliorando la motivazione intrinseca e sviluppando maggiori capacit di ragionamento e di pensiero critico; Relazioni pi positive tra gli studenti: gli studenti sono coscienti dellimportanza dellapporto di ciascuno al lavoro comune e sviluppano pertanto il rispetto reciproco e lo spirito di squadra; Maggiore benessere psicologico: gli studenti sviluppano un maggiore senso di autoefficacia e di autostima, sopportano meglio le difficolt e lo stress. Che cosa rende efficace la cooperazione ? I cinque elementi che rendono efficace la cooperazione sono: Linterdipendenza positiva, per cui gli studenti si impegnano per migliorare il rendimento di ciascun membro del gruppo, non essendo possibile il successo individuale senza il successo collettivo; La responsabilit individuale e di gruppo: il gruppo responsabile del raggiungimento dei suoi

obiettivi ed ogni membro responsabile del suo contributo; Linterazione costruttiva: gli studenti devono relazionarsi in maniera diretta per lavorare, promuovendo e sostenendo gli sforzi di ciascuno e lodandosi a vicenda per i successi ottenuti; Lattuazione di abilit sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali allinterno del piccolo gruppo: gli studenti si impegnano nei vari ruoli richiesti dal lavoro e nella creazione di un clima di collaborazione e fiducia reciproca. Particolare importanza rivestono le competenze di gestione dei conflitti, pi in generale si parler di competenze sociali, che devono essere oggetto di insegnamento specifico; La valutazione di gruppo: il gruppo valuta i propri risultati e il proprio modo di lavorare e si pone degli obiettivi di miglioramento. Lefficacia della metodologia cooperativa data inoltre dal supporto di alcuni comportamenti e valori specifici. Allinterno di questo quadro generale, le diverse interpretazioni del principio di interdipendenza e delle variabili pi significative nellapprendimento (interazione, motivazione allapprendimento, compito e ruolo dellinsegnante) hanno originato lo sviluppo di diverse correnti o modalit di Cooperative Learning.

Alcuni aspetti del Cooperative Learning sono ancora oggetto di discussione e di approfondimento: la situazione dei pi dotati, linserimento di alunni con handicap grave, le modalit in relazione a specifici obiettivi trasversali, la possibilit di sviluppare questo metodo combinandolo con altri e con luso delle nuove tecnologie.
E importante che anche in Italia questa metodologia continui ad essere approfondita, studiata e sviluppata e che non diventi una nuova moda che prima crea entusiasmo e poi viene presto accantonata per una presunta inefficacia dovuta pi a uninadeguata applicazione che non al metodo in s.

Nelle scuole statunitensi sembra emergere la tendenza a disporre i banchi a cerchio o a ferro di cavallo, oppure divisi in tanti quadrati o triangoli per 4 - 6 alunni ognuno. Nel primo caso, linsegnante sta al centro, nel secondo si sposta da un gruppo allaltro. In certe scuole, la disposizione dei banchi, cambia pi volte al giorno a seconda degli insegnanti o delle materie. E non mancano le classi dove anzich banchi si trovano tavoli, o dove i ragazzi siedono a terra sul tappeto. Una rivoluzione che suscita perplessit in molti genitori e apre dibattiti alla radio, tv e nei giornali. Il cambiamento cominciato una decina di anni fa e pare che le classi con i banchi in fila siano ora una minoranza. Il merito, o la colpa, viene attribuito a un discusso metodo di insegnamento, il Cooperative learning (imparare collaborando) praticato in circa il 60% delle scuole americane. Sebbene non sia dimostrato, esso vuole che gli allievi studino di pi e meglio se distribuiti in piccoli gruppi di 4-6 appunto.

I PROBLEMI SU CUI INCIDERE

Questi ragazzi non hanno voglia di studiare; I ragazzi non sanno comunicare, spiegare bene le cose, esprimere in modo chiaro le loro idee ; Sono molto egocentrici ed immaturi; Sono poco scolarizzati, non stanno attenti, sono indisciplinati e, oggi pi di ieri, si muovono in continuazione; E difficile individualizzare lapprendimento quando ti trovi a lavorare con alunni portatori di problemi cos diversi tra loro: c chi isolato, chi vuole prevalere sugli altri, chi in costante ritardo nei ritmi di apprendimento e chi si confronta con un ideale talmente perfetto che non porta mai a termine il lavoro ..; Vorrei trovare delle soluzioni didattiche pi efficaci ma difficile farlo da soli, cos come arduo riuscire a concordare qualche intervento con i colleghi. Se raccogliamo le impressioni dei ragazzi invece sentiamo dire: Questa materia proprio noiosa ; linsegnante dice tante cose, ma dimentica di insegnarci a studiare ; Questa scuola troppo difficile!; Meglio cercarsi un lavoro ben pagato che continuare a perdere tempo solamente per avere il pezzo di carta. Queste possono essere un campione di affermazioni e percezioni che insegnanti e studenti nutrono nei confronti della scuola e dellapprendimento. Esse fanno riferimento a problemi di comportamento, di mantenimento della disciplina, di motivazione, di impegno responsabile verso i compiti scolastici, insoddisfazione professionale, di disagio verso la scuola. Questi sono solo alcuni dei problemi che, ogni giorno, insegnanti ed alunni si trovano a vivere sulla loro pelle e che, se non affrontati, portano al burn out dei docenti e al disagio e alla dispersione scolastica degli studenti. Fin dove possono intervenire gli insegnanti curricolari, oltre a quello che abitualmente fanno per gestire la classe, per agire con efficacia anche nei confronti di quegli alunni non certificati ma considerati problematici? Come possibile intervenire dando risposte individualizzate lavorando con classi composte da pi di 20 studenti? Qual il ruolo dellinsegnante di classe in relazione a quello di insegnanti di sostegno, di consulenti esterni dellA.S.L., di eventuali figure di psicopedagogisti o psicologi scolastici presenti nellistituzione, di assistenti sociali o altro personale della scuola? Fino a che punto il rapporto con le famiglie diventa un tassello essenziale della gestione di situazioni problema e chi lo deve gestire? Quali metodologie / strategie di insegnamento possono essere utili attuare per gestire situazioni problema sempre pi variegate? IL RUOLO DELLINSEGNANTE Ci sembra che agli insegnanti possano essere affidate alcune funzioni fondamentali: 1. quella di istruire, cio di aiutare gli allievi ad acquisire padronanza di abilit e di conoscenze disciplinari; 2. quella di condurre la classe, cio di definire regole e procedure, tenendo costante lattenzione e la partecipazione durante la lezione; 3. quella di socializzare gli studenti e mantenere un buon clima di classe. Spesso succede che non tutti gli studenti reagiscano in maniera positiva agli interventi di istruzione, gestione della classe o socializzazione e che sia necessario un lavoro suppletivo, che richiede ulteriori abilit. Per rispondere agli interrogativi sovraesposti, infatti, sono necessarie la capacit di analizzare la situazione, di decodificare le diagnosi dei diversi specialisti, di condurre interviste finalizzate a raccogliere le informazioni utili alla costruzione di un piano di intervento.

Ma prima ancora indispensabile lapertura ad accorgersi che c un problema e che su questo problema possibile intervenire efficacemente anche se risulta difficile; vitale pensare che sia effettivamente possibile risolvere il problema e che il primo passo per fare ci consista nellaffrontarlo, superando lansia, limpotenza, linadeguatezza o la rabbia, che coglie chiunque di fronte ad una situazione nuova, complessa e stressante.

IL LAVORO DI GRUPPO
Il lavoro di gruppo Gli esseri umani sono esseri sociali. Si radunano in gruppi, trovano terapeutico essere ascoltati, traggono energie luno dallaltro, e cercano reciprocit. Nei gruppi, viene dedicato tempo e energie a compiti che stancherebbero velocemente se si dovesse lavorare da soli. Infatti, una delle forme pi crudeli di punizione che si pu infliggere a un individuo lasciarlo in totale solitudine. Il cooperative learning un metodo dinsegnamento-apprendimento che applica particolari tecniche di cooperazione allinterno della classe, dirette a piccoli gruppi di alunni. Lelemento caratteristico del cooperative learning dato dalla modalit del lavorare in gruppo degli allievi (ed anche dei docenti). La riuscita ed il successo del lavorare in gruppo sono comunque legati ad un insieme di competenze ed atteggiamenti che vanno a costituire gli aspetti costitutivi e fondamentali della professionalit docente (team teaching); infatti, nel lavoro di gruppo ogni insegnante pu limitarsi a svolgere la propria parte, o piuttosto manifestare la propria convergenza sullo scopo condiviso dal gruppo. Il livello e la qualit del funzionamento di un gruppo scolastico vengono valutati e misurati in riferimento a una variabile specifica: la capacit di costituirsi come gruppo di lavoro. I compiti dellinsegnante (e del team) sono: rendere trasparente ai singoli e al gruppo, sia allinizio del lavoro che in itinere, il progetto e il percorso operativo; fornire il sostegno per il lavoro dei singoli e per il lavoro e lequilibrio del gruppo .
Differenze tra lavoro di gruppo e lavoro in apprendimento cooperativo

Secondo Norm and Kathy Green (in Fondazione per la scuola Accademia di Follow up, 2005) quando gli studenti lavorano in gruppo e si esprimono oralmente si realizzano tre benefici: gli studenti pi dotati mostrano metodi appropriati per affrontare un problema (come analizzano il materiale nei suoi contenuti, come formulano argomentazioni e giustificazioni al loro approccio). un gruppo affronta un problema da una prospettiva pi ampia e considera molte pi opzioni, quali possibili soluzioni, di quante potrebbe pensare un individuo che lavori da solo. discutendo vari aspetti della soluzione di un problema e chiedendo aiuto agli studenti pi dotati, i principianti del gruppo possono effettivamente partecipare alla risoluzione del problema e alla fine imparare a risolvere un problema senza laiuto dei loro coetanei. Il livello e la qualit del funzionamento di un gruppo scolastico vengono valutati e misurati in riferimento ad una variabile specifica: la capacit di costituirsi come gruppo di lavoro. I compiti dellinsegnante (e del team) sono: rendere trasparente ai singoli e al gruppo, sia allinizio del lavoro che in itinere, il progetto e il percorso operativo; fornire il sostegno per il lavoro dei singoli e per il lavoro e lequilibrio del gruppo.

Variabili importanti per un lavoro di gruppo sono: i prodotti, i processi, nonch il feedback e le azioni dei singoli e del gruppo. Le funzioni di un gruppo possono essere relative a: 1. i ruoli di gestione 1.1.1. controllo dei toni di voce 1.1.2. controllo dei rumori 1.1.3. controllo dei temi 2. i ruoli di funzionamento 2.1.1. spiegare idee e procedure 2.1.2. registrare 2.1.3. incoraggiare la partecipazione 2.1.4. osservare i comportamenti 2.1.5. fornire guida 2.1.6. fornire sostegno 2.1.7. chiarire e illustrare 3. i ruoli di apprendimento 3.1.1. ricapitolare 3.1.2. precisare 3.1.3. verificare la comprensione 3.1.4. fare ricerche comunicare 3.1.5. elaborare 3.1.6. approfondire 4. i ruoli di stimolo 4.1.1. criticare le idee e non le persone 4.1.2. chiedere motivazioni 4.1.3. distinguere 4.1.4. sintetizzare 4.1.5. sviluppare 4.1.6. verificare 4.1.7. sviluppare opzioni 4.1.8. valutare Creare situazioni di apprendimento cooperativo significa considerare e mettere in pratica alcuni principi essenziali, che si differenziano da ci che tradizionalmente viene considerato lavoro di gruppo (Comoglio). Secondo Dishon e OLeary cinque sono i principi che caratterizzano i gruppi cooperativi: 1. il principio della leadership distribuita; 2. il principio del raggruppamento eterogeneo; 3. il principio dellinterdipendenza positiva; 4. il principio dellacquisizione delle competenze sociali; 5. il principio dellautonomia del gruppo. Le differenze rilevate in base ad essi ci permettono di evidenziare che cosa accade in una classe organizzata cooperativamente. Le differenze rilevate in base ad essi ci permettono di evidenziare che cosa accade in una classe organizzata cooperativamente 1. Dal punto di vista della LEADERSHIP DISTRIBUITA GRUPPI COOPERATIVI Convinzione: Ogni membro del gruppo in grado di capire, di imparare e di fornire una prestazione del compito se gli fosse richiesto di completarlo. Si constata un senso di simpatia di uno verso laltro, quando il compito terminato.

Comportamento: non si sceglie n si assegna un leader. Tutti i membri del gruppo esercitano le competenze di leadership, quando necessario e appropriato farlo. GRUPPI TRADIZIONALI Convinzione: Un membro del gruppo scelto dallinsegnante o dal gruppo come leader. responsabile dellesecuzione e del completamento del compito. Ognuno sente simpatia per gli altri/e quando finito il lavoro. Comportamento: Un leader assegnato o scelto. Esercita tutte le competenze di leadership e le assegna ai membri del gruppo 2. Dal punto di vista della RAGGRUPPAMENTO ETEROGENEO GRUPPI COOPERATIVI Convinzione: i gruppi pi efficaci sono i gruppi eterogenei in termini di provenienza sociale di livelli di competenza, di doti fisiche e di sesso. Comportamento: la selezione dei gruppi fatta in modo casuale o dagli insegnanti per assicurare leterogeneit GRUPPI TRADIZIONALI Convinzione: I gruppi pi efficaci sono quelli omogenei in termini di provenienza sociale, di livello di comsociale, di livello di competenza, di doti fisiche e di sesso. Comportamento:Linsegnante seleziona i gruppi in base alle caratteristiche dei membri del gruppo 3. Dal punto di vista della INTERDIPENDENZA POSITIVA GRUPPI COOPERATIVIConvinzione: non tutti gli studenti vogliono lavorare in gruppo a meno che non vi sia una ragione per farlo. Comportamento: esiste un risultato prodotto dal gruppo, una responsabilit di gruppo o individuale, materiali condivisi e/o una particolare premiazione di gru ppo. GRUPPI TRADIZIONALI Convinzione: gli studenti lavorano insieme soltanto, quando linsegnante dice loro di farlo. Comportamento: i membri del gruppo creano uno o pi prodotti di gruppo, qualche volta condividono i materiali, si sentono responsabili solo del proprio apprendimento e ricevono premi individuali 4. Dal punto di vista della ACQUISIZIONE DELLE COMPETENZE SOCIALI GRUPPI COOPERATIVI Convinzione: labilit di lavorare in modo efficace in gruppo deriva dalle competenze che possono essere insegnate ed apprese. Comportamento: le abilit sociali sono definite, discusse, praticate, osservate e controllate GRUPPI TRADIZIONALI Convinzione: gli studenti vanno a scuola pensando di sapere gi come andare daccordo e lavorare per gruppi. Comportamento: Linsegnante dice al gruppo di cooperare. 5. Dal punto di vista della AUTONOMIA DEL GRUPPO GRUPPI COOPERATIVI Convinzione: gli studenti imparano a risolvere i problemi che incontrano per conto proprio, anzich chiedere aiuto all insegnante. Comportamento: nelle situazioni problematiche, linsegnante suggerisce e consiglia a richiesta dellinterno gruppo. GRUPPI TRADIZIONALI Convinzione: i membri del gruppo hanno continuamente bisogno dellaiuto dellinsegnante per risolvere i loro problemi Comportamento: Linsegnante dirige e ordina i gruppi per risolvere i problemi secondo quanto rileva.

LE COMPETENZE SOCIALI

Le competenze sociali Il cooperative learning pi complesso dellapprendere in modo competitivo o individualistico perch assegnare ad un gruppo individui socialmente non abili e dir loro di cooperare non garantisce che saranno capaci di farlo effettivamente. Per questo motivo una delle caratteristiche del Cooperative Learning linsegnamento diretto delle competenze sociali che gli studenti devono saper usare per lavorare con successo con i pari. Quando i gruppi di apprendimento funzionano da tempo o si impegnano in attivit complesse, sono le abilit sociali a determinare il livello di successo del gruppo stesso. Infatti la comunicazione difettosa influisce non solo sul livello di amicizia ma anche sullo scambio di informazioni, sullo scambio delle risorse, sullefficacia del feedback per migliorare il compito. Viceversa gli individui che sono socialmente competenti hanno acquisito unampia gamma di abilit interpersonali e di piccolo gruppo, che possono applicare in modo appropriato nellinterazione con gli altri, ottenendo in tal modo il risultato condiviso che intendevano raggiungere Le abilit sociali, cio i comportamenti che la persona manifesta nel contesto interpersonale, costituiscono la base e la pre-condizione per lo sviluppo di unadeguata competenza. Per competenza sociale si intende un insieme di abilit consolidate e utilizzate spontaneamente e con continuit dallo studente per avviare, sostenere e gestire uninterazione in coppia o in gruppo. Le abilit sociali non sono innate, ma devono essere identificate e insegnate. E necessario motivare gli studenti e dare loro lopportunit di usarle in contesti autentici di apprendimento. Se esse non vengono insegnate, gli insegnanti non devono aspettarsi che gli studenti siano capaci di metterle in pratica. La letteratura specifica propone diverse classificazioni delle competenze sociali. Linsegnamento diretto delle abilit sociali non valorizzato allo stesso modo dalle diverse modalit di applicazione del Cooperative Learning. Esso escluso solo dalla modalit Success for all (una volta Student Team Learning) di Slavin della John Hopkins University.
Per i Johnson gli individui apprendono le abilit sociali per raggiungere le competenze sociali..

La competenza sociale (social competence), nellaccezione utilizzata nel testo citato, il livello di expertise raggiunto nelluso coerente di un insieme di abilit relazionali che favoriscono la buona relazione e interazione con gli altri. Linsegnamento di una competenza non avviene

direttamente, ma attraverso la costruzione progressiva delle abilit che la descrivono (ad es. la competenza comunicativa implica una serie di abilit: saper superare il rischio di aprirsi allaltro, saper esprimere emozioni, ecc). I fratelli Johnson hanno distinto queste abilit in quattro categorie: a. abilit che aiutano gli studenti a stare insieme in gruppo (abilit comunicative e di gestione di conflitti). Ad. esempio formare il gruppo in modo ordinato, stare con il gruppo e non gironzolare per laula, parlare sottovoce, essere interessati e partecipare, essere positivi verso gli altri membri, conoscere e usare segnali per abbassare il tono di voce, fare a turno); b. abilit che aiutano i gruppi a funzionare bene, rispetto alla realizzazione del compito (abilit di leadership). Ad esempio chiedere / dare informazioni; aiutare ad organizzare il materiale; dare dei ritmi di lavoro; saper ascoltare e saper dare comandi; incoraggiare la partecipazione; mostrare apprezzamento; parafrasare; condividere i sentimenti c. abilit di apprendimento per comprendere il materiale fornito. Ad esempio: saper ripetere e riassumere; saper spiegare ogni fase del proprio ragionamento; valutare o correggere con accuratezza le sintesi dei propri compagni; trovare modi intelligenti per memorizzare; pensare a voce alta e invitare gli altri a farlo d. abilit di stimolo allapprofondimento e alla riflessione attraverso cui gli studenti incoraggiano se stessi e gli altri a vedere le cose da una prospettiva multipla, a fare domande profonde, a imparare a confutare le idee dellaltro. Ad esempio porre domande, profonde, critiche e creative; chiedere di mostrare i passi del proprio ragionamento; criticare le idee e non le persone; differenziare le opinioni; trasferire idee; integrare idee e prospettive differenti. Per insegnare le competenze sociali pu essere utile seguire una procedura di tipo cognitivo comportamentale che prevede i seguenti momenti: 1. Suscitare la motivazione negli alunni 2. Descrivere, durante momenti specifici dedicati opportunamente allinsegnamento diretto delle competenze sociali, in modo oggettivo, specifico e osservabile i comportamenti che esprimono labilit usando le seguenti tecniche: Descrivere gli aspetti verbali e nonverbali della competenza attraverso una carta a T Usare il modellamento Usare role playing e simulazione del ruolo Presentare situazioni problema che richiedono luso e lapplicazione della competenza Dare un feedback su ci che lalunno ha saputo correttamente simulare. 3. Esercitarsi durante tradizionali momenti di cooperative learning applicato a contenuti di tipo didattico. 4. Operare una revisione metacognitiva rinforzando i comportamenti desiderati e ignorando/correggendo quelli inopportuni. 5. Generalizzare gli apprendimenti. Soresi e Nota sottolineano alcuni elementi particolarmente importanti allabilit: le abilit sociali sono frutto di apprendimento. Non si tratta di predisposizioni innate, ma dei risultati di processi di apprendimento determinati dalle esperienze educative sperimentate dalle persone; le abilit sociali sono i mezzi attraverso cui si raggiunge il soddisfacimento dei propri bisogni sociali; le abilit sociali sono legate a situazioni specifiche e variano al variare dei contesti e dei compiti. La persona socialmente competente, quando si dimostra in grado di modificare il proprio comportamento al variare del dove, del quando e del con chi; Comoglio e Cardoso: (1996) propongono unaltra scansione delle competenze sociali, che pone lenfasi sulla dimensione relazionale e delle dinamiche di gruppo, piuttosto che su quella cognitiva e di apprendimento - come invece fanno i Johnson nelle loro abilit di apprendimento per comprendere il

materiale fornito e di stimolo allapprofondimento o alla riflessione. Comoglio M. cos definisce (in Educare insegnando, 1998), le abilit sociali (social skill): un insieme di comportamenti motivati e cognitivamente controllati che permettono ad una persona di iniziare, sviluppare, mantenere e affrontare in modo efficace una buona relazione con gli altri e un buon inserimento nellambiente che la circonda. Secondo Comoglio - Cardoso dalla psicologia sociale possibile scandire un percorso curricolare cui far riferimento che si declina nel seguente modo: competenze comunicative interpersonali; competenze di leadership; competenze di soluzione dei problemi (o problem solving); competenze di per una gestione positiva e costruttiva del conflitto; competenze decisionali (o decision making). 1. Competenze comunicative interpersonali sono quella sommatoria di singole abilit legate sia al momento in cui ascoltiamo un messaggio (come riceventi), sia a quello in cui rispondiamo ad un messaggio (come emittenti) e abbiamo presente che la nostra comunicazione viaggia su due livelli quello verbale e quello non verbale. Sono perci comprese nella competenza comunicativa interpersonale: le abilit di ascolto come il guardare negli occhi linterlocutore o il parafrasare lintervento dellaltro o il fare domande di approfondimento; le abilit di comunicazione nonverbale come ad esempio il posizionarsi fianco a fianco quando si sta lavorando in cerchio, lusare un tono di voce adeguato al lavoro che si sta svolgendo (sufficientemente basso da non disturbare gli altri se molti gruppi lavorano contemporaneamente e sufficientemente alto da essere sentiti dai compagni di gruppo), il rivolgersi con una gestualit che comunichi accoglienza; le abilit di risposta efficace come luso di una comunicazione descrittiva e non valutativa, lutilizzo di espressioni legate al proprio vissuto emozionale (anche detta comunicazione rappresentativa o io-messaggio), lattenzione alla strutturazione di frasi chiare e sintetiche. 2. Competenze di leadership sono quella sommatoria di singole abilit che permettono agli individui di gestire un gruppo rivolto allesecuzione di un compito, in modo da giungere al traguardo richiesto con soddisfazione dei membri. Tra queste ricordiamo: le abilit di introduzione del lavoro come ad esempio introdurre largomento e scaldare lambiente o distinguere i compiti / ruoli nel gruppo o ancora chiarire lordine del giorno, quelle di pianificazione e progettazione come ad esempio definire il problema, chiarire gli obiettivi del lavoro, stabilire una scaletta di priorit o delle azioni da realizzare, quelle di gestione del percorso di gruppo come ad esempio controllare i toni di voce, dare il turno di parola, favorire la partecipazione, dare istruzioni, scandire i tempi di lavoro, condividere i materiali ed infine quelle di apprendimento come ad esempio spiegare idee e procedure, prendere appunti, ricapitolare, controllare la comprensione, approfondire. 3. Competenze di gestione dei conflitti sono quella sommatoria di singole abilit che permettono di affrontare, gestire e risolvere un conflitto interpersonale come ad esempio il distinguere le proprie/ altrui emozioni, il nominare le proprie/ altrui emozioni, il gestire le emozioni attraverso lautocontrollo e lespressione verbale diretta delle stesse, lidentificare il terreno comune per creare tutte le soluzioni possibili, laccettare le differenze, il riconoscere il valore degli altri, il valutare e scegliere di comune accordo cio negoziare, il definire di modalit concrete di attuazione delle soluzioni prospettate. 4. Competenze di soluzione dei problemi sono quella sommatoria di singole abilit che permettono di definire il problema, favorire la generazione di idee e la scelta dellidea pi efficace, criticare le idee e non le persone, essere consapevole degli errori, effettuare correzioni appropriate al livello dei discenti, sviluppare tecniche di autocorrezione, usare aiuti per la correzione tra pari,

raggiungere un accordo. 5. Competenze decisionali sono quella sommatoria di singole abilit che permettono ad un gruppo di persone di prendere delle decisioni insieme. Alla luce di quanto sopra espresso si conclude che le abilit sociali devono essere chiaramente identificate ed insegnate. Se non sono insegnate, gli insegnati non devono aspettarsi che gli alunni siano capaci di metterle in pratica. E necessario motivare gli alunni e dare loro lopportunit di usarle in contesti autentici di apprendimento. Per un efficace lavoro cooperativo essenziale sviluppare competenze sociali adeguate. Esse servono a regolare e rendere efficienti le relazioni interpersonali tra i membri del gruppo e includono comportamenti che inducono una corretta collaborazione, orientano verso il compito e/o mantengono un buon clima di gruppo, ma anche stimolano una corre-sponsabilit individuale. Il possesso e luso efficace di tali abilit nel loro insieme si rendono indispensabili per generare ma soprattutto consolidare e incrementare il clima di fiducia, laccettazione e la condivisione allinterno del gruppo. Infatti, un buon clima una condizione necessaria perch ognuno possa esprimere liberamente le proprie idee, richiedere (e offrire) assistenza e aiuto senza timori di giudizi negativi o reazioni di rifiuto (si fa qui notare come in questo modo il Cooperative Learning affronti anche il tema delleducazione alla pace nella scuola, insegnando ai ragazzi a gestire in maniera costruttiva i conflitti, contro laffermazione di s a danno dei compagni). Il Cooperative Learning suggerisce di insegnare questo tipo di competenze con modalit graduali che prevedano inizialmente la loro definizione, la presentazione di modelli di riferimento, gli esercizi di ruolo o le simulazioni dalle quali appaia evidente il tipo di comportamento richiesto, e successivamente losservazione del modo di comportarsi di ogni gruppo da parte dei membri e dellinsegnante, il rinforzo durante lazione, e infine la verifica finale dopo ogni incontro sul lavoro realizzato e sulla competenza sociale applicata. A questo punto il caso di ricordare che spesso gli insegnanti commettono lerrore di assumere che gli studenti siano provvisti di capacit relazionali come tratti innati della loro personalit. Essi manifestano questa credenza nel momento in cui inseriscono allinterno dei gruppi un soggetto che sembra possedere le qualit tipiche di un leader: iniziativa, capacit, competenze, ecc. I ricercatori del Cooperative Learning non condividono assolutamente tale posizione perch ritengono che prima di organizzare un lavoro di gruppo sia indispensabile educare gli studenti a stare e lavorare insieme fornendo loro indicazioni chiare e precise.
REALIZZARE UNA ATTIVIT IN APPRENDIMENTO COOPERATIVO

Prima, dopo e durante la lezione Praticare lapprendimento cooperativo non semplice n facile. Oggi, di fronte alle difficolt di far apprendere i contenuti disciplinari agli studenti, e spesso, anche di gestire la classe, si tende a improvvisare attivit di apprendimento cooperativo. Ma non pu bastare n la lettura dei sacri testi n la partecipazione ad un corso a dare gli strumenti necessari per riuscire a fare della classe un gruppo cooperativo. In questi ultimi tempi molti insegnanti hanno cominciato a sperimentare il cooperative learning. Ma per passare da attivit sporadiche ad attivit inserite allinterno di un progetto strutturato, la gradualit dellapplicazione diventa fondamentale. Un insegnante che intende trasformare la teoria in pratica educativa, che intende realizzare lezioni, unit di apprendimento, moduli in Cooperative Learning deve in concreto creare attivit in cui ogni singolo membro di ogni singolo gruppo si possa sentire responsabilizzato perch indispensabile al raggiungimento dellobiettivo del suo team di lavoro. Il problema allora creare attivit in cui linterdipendenza positiva sia vissuta come autentica e non come qualcosa di fittizio. Far leggere lo stesso brano a due ragazzi con competenze di lettura

differenti crea un rapporto di dipendenza, perch il meno veloce dipender dal pi veloce. Se si fa realizzare unintervista al preside e il pi sfacciato fa le domande e il pi timido scrive larticolo si riesce a creare un rapporto concreto di dipendenza reciproca. Imparare a progettare la lezione in apprendimento cooperativo richiede tempo, molto tempo. Padroneggiare le tecniche richiede esperienza. Sul campo. Ma soprattutto bisogna accettare di mettersi al servizio dei discenti e favorire lapprendimento naturale, sostituendo al controllo della classe, la costruzione negli studenti del senso di appartenenza. Inoltre indispensabile un gran lavoro di programmazione e preparazione da parte degli insegnanti per mettere a punto le attivit Felder sostiene che bisogna innalzare gli studenti al livello dellinsegnante, dando loro fiducia nelle proprie capacit di imparare e di capire autonomamente. Un insegnante quando si accinge a preparare unattivit didattica in una modalit cooperativa deve: a) prima della lezione predisporre un piano che possa abbracciare un mese o un quadrimestre, indicando quali argomenti potrebbero essere affrontati dagli studenti in modo cooperativo, quali in modo individualistico, quali in modo competitivo. Questo piano dovrebbe essere elaborato da tutto il Consiglio di Classe. effettuare una buona analisi della situazione. E importante la conoscenza approfondita degli interessi, della motivazione e delle capacit di ciascuno. fondamentale anche conoscere quale sia la qualit delle relazioni interpersonali allinterno del gruppo classe e quale rapporto ogni studente abbia maturato nei confronti della scuola, delle materie e degli insegnanti. Il consiglio di classe ha il compito di preparare gli strumenti pi idonei per la raccolta di queste informazioni (Accoglienza). stabilire compiti e obiettivi. Non basta mettere insieme gli studenti e dir loro di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo prefissato. invece assai importante che essi abbiano chiaro che cosa devono fare e che cosa si pretender da loro. Per questo diventa necessario comunicare in modo preciso gli obiettivi da raggiungere e i compiti da eseguire. prendere decisioni organizzative. Prendere decisioni sulla dimensione dei gruppi, sulla formazione, la strutturazione dellaula, il materiale da utilizzare, lassegnazione dei ruoli che dovranno essere ricoperti dagli studenti. definire le modalit del processo di controllo (monitoring)e di revisione dellattivit (processing) svolta in gruppo. I processi di controllo e revisione dellattivit svolta avvengono in due momenti separati e secondo distinte modalit. Il primo (monitoring) si sviluppa durante lo svolgimento della stessa attivit ed condotto dallinsegnante (con o senza laiuto di uno studente) che, attraverso una scheda di osservazione, rileva comportamenti e livello di partecipazione al lavoro di gruppo. Il secondo (processing) avviene al termine dellattivit e utilizza le osservazioni fatte dallinsegnante e dal gruppo stesso. Il monitoring prevede che al termine di ogni ora linsegnante, o losservatore di gruppo, faccia il punto della situazione e sottolinei il livello di applicazione delle competenze sociali su cui si deciso di esercitarsi; il monitoring rende possibile un miglioramento del comportamento gi dallora successiva. Il processing la revisione al termine del lavoro, necessaria per capire cosa ha funzionato e cosa deve essere migliorato e a identificare eventuali percorsi di rinforzo delle competenze non ancora sviluppate in modo adeguato. a) prima della lezione Ogni lezione pu iniziare con una valutazione della qualit dei lavori svolti a casa dagli studenti. Successivamente linsegnante comunica agli studenti gli obiettivi di apprendimento da raggiungere, i criteri per il successo, le modalit del lavoro cooperativo, specifica la struttura dinterdipendenza positiva cio i modi attraverso i quali ogni studente sar responsabile per gli apprendimenti propri e dei compagni, sia studiando i materiali a lui assegnati, sia aiutando gli altri nel gruppo. Definisce i criteri di valutazione del lavoro, sollecita la responsabilit personale, indica i comportamenti desiderati e insegna le

competenze sociali. Poi linsegnante divide gli studenti in piccoli gruppi eterogenei e assegna loro un compito. a) durante della lezione Dopo che gli studenti hanno iniziato il lavoro, linsegnante sistematicamente svolge unattivit di monitoraggio per ogni gruppo di apprendimento e interviene, quando necessario, per assicurarsi che gli studenti comprendano correttamente i contenuti disciplinari. Il monitoraggio e lintervento fornisce opportunit per valutare lapprendimento degli studenti in itinere, soprattutto osservando gli studenti, mentre lavorano nei gruppi e durante i loro interventi con i compagni. Controlla la qualit delle spiegazioni e degli interscambi di contenuto tra i membri del gruppo, valuta la comprensione degli studenti, le strategie che utilizzano per affrontare i problemi e i compiti. Attenzione particolare data alla valutazione nelluso da parte degli studenti delle abilit sociali e di piccolo gruppo richieste durante il lavoro di gruppo. Gli studenti invece affrontano tre fasi di lavoro: 1. studio o elaborazione individuale; 2. studio di gruppo (studio, soluzione di problemi o scrittura creativa); 3. produzione di gruppo (generazione di un prodotto comune). d) dopo la lezione Linsegnante ascolta la presentazione dei lavori, valuta il lavoro svolto e lapplicazione delle competenze sociali, favorisce lautovalutazione del lavoro svolto (metodo utilizzato e prodotto), favorisce lautovalutazione dellapplicazione delle abilit sociali. Gli studenti rivedono il lavoro svolto e il loro modo di lavorare insieme BIBLIOGRAFIA http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/cooperative_learning.htm www.apprendimentocooperativo.it http://www.scoop.it/t/innovative-pedagogy