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Primo Capitolo: La didattica a distanza

1.1 Introduzione

È il cinque Marzo 2020 il giorno in cui, seppur con l’entusiasmo che


contraddistingue i bambini e i giovani ragazzi, le attività didattiche di
ogni ordine e grado vengono sospese, con esse anche le iniziative di
scambio o gemellaggio, visite guidate e didattiche. A seguito del
Decreto emesso dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, viene
ordinata la chiusura delle scuole e quindi la sospensione di tutte le
attività didattiche a causa del Coronavirus fino al 15 Marzo. Sarebbe
stato troppo alto il rischio di tornare tra i banchi di scuola vista la
rapidità del contagio quindi meglio sospendere le attività per qualche
settimana. Nessuno però sapeva che la situazione da lì a pochi giorni
sarebbe precipitata e divenuta drammatica tanto da indurre il Primo
Ministro a decidere di “chiudere” di far entrare l’Italia in uno stato di
lockdown e quindi di convincere i dirigenti scolastici e rettori delle
università a dare il via alla cosiddetta Didattica a distanza fino al 3
aprile, ma con il passare dei giorni i numeri dei contagi crebbero così
drasticamente tanto da sospendere ogni attività didattica in loco fino
a Settembre 2020.

Nasce così un nuovo modo di fare scuola: la Didattica a distanza.

1.2 Cos’è la didattica a distanza

La didattica a distanza è l’insieme delle attività didattiche che


vengono svolte in un processo di formazione che vede coinvolti due
attori principali: il docente e il discente. Tali attori, però, non si
incontrano in compresenza, condividendo dunque la stessa aula e gli
stessi spazi ma si incontrano in un mondo virtuale, grazie all’uso di
varie piattaforme online, tutto è mediato dai mezzi tecnologici.

Tale didattica permette a quei soggetti, che per qualsiasi motivo non
riescono a condividere lo stesso spazio, di iniziare o continuare il
proprio percorso di formazione. Usufruendo di tale opzione, al fine
di non interrompere la scuola il Primo Ministro e della Ministra alla
scuola Lucia Azzolina decidono di intraprendere tale strada. Se il
Covid ha fermato ogni attività lavorativa, ricreativa, ha messo il
“pause” in ogni azione abituale delle nostre vite, la scuola non può e
non deve fermarsi, perché lo studio è un diritto e oltre che un diritto è
una possibilità di dimenticare per qualche ora quello che sta
accadendo e tornare al normalità, termine inteso in senso molto
ampio. Dall’intento di non lasciare nessuno solo, di continuare a
studiare e almeno sul fornte dell’istruzione non darla vinta al virus,
nasce il Manifesto della scuola che non si ferma, realizzato dal
Ministero dell’Istruzione il quale afferma:

Siamo, con forza, comunità: docenti, dirigenti, personale della scuola,


famiglie e studenti.
Vogliamo sostenerci a vicenda, ognuno per il ruolo che ricopre. Fare lezione
adesso significa affrontare insieme un’emergenza che rinsalderà la nostra
scuola, la farà crescere e la renderà migliore

Con queste parole il Ministero dell’Istruzione incoraggia ogni


singolo docente, dirigente, personale della scuola, famiglie e studenti
a fare del proprio meglio, a non mollare la presa nonostante le
difficoltà legate alla didattica a distanza, nonostante le ansie e le
paure dell’emergenza, senza lasciare che essere prendano il
sopravvento.

La didattica a distanza secondo i dirigenti scolastici è anche un modo


per gli insegnanti di rimanere accanto ai propri alunni e di mantenere
un legame e un contatto, oltre che didattico, anche affettivo, ora più
che mai, ora che la paura, l’ansia del Covid è sempre più forte.
L’intento dell’istituzione scolastica, ora più che mai è quello di
rappresentare un porto sicuro, una stella cometa che indichi la strada
e il percorso. La scuola non è solo occasione di apprendimento, ma
possibilità di incontrare insegnanti e compagni, di confrontarsi
l’incontro con gli insegnanti e i propri compagni, dando così un
senso di appartenenza e legame.

La scuola a distanza rende il nuovo modo di vivere “anormale un


po’ più normale. Quindi da Marzo la scuola si trasforma. Gli studenti
aprono le porte delle proprie case ad insegnanti, compagni, lezioni e
interrogazioni. Basta un pc, tablet o telefonino cellulare per poter
seguire la lezione. La maggior parte delle classi hanno mantenuto gli
orari delle lezione “in loco”, intensificando, e di certo non sono
mancate le lamentale da parte dei genitori, le lezioni e lo svolgimento
dei compiti. Ogni mattina ogni studente italiano, si alza, accende il
proprio dispositivo elettronico e si “collega” alla lezione. Detto così
sembra tutto semplice e privo di problemi, ma così non è perché
diverse sono le problematiche, le lamentele e le critiche emerse
attraverso la didattica a distanza, così come vedremo più avanti.
Prima di parlare di tali problematiche, o per meglio di dire, prima di
parlare dei vantaggi e degli svantaggi della didattica a distanza, vale
la pensa spiegare qual è la differenza tra la didattica a distanza e la
didattica tradizionale.

1.3 Didattica a tradizionale vs didattica a didattica a distanza

Fin dai primi tre anni della nostra vita, abbiamo sentito parlare dai
nostri genitori, nonni e zii di scuola. Essi ce l’hanno sempre
presentata come un luogo idilliaco in cui imparare tante cose,
conoscere nuove persone, trovare amici e punti di riferimento. La
scuola prevede un processo di apprendimento che, come è stato già
detto, presuppone due attori: docente e discente. L’intera attività
didattica è guidata dall’utilizzo di approcci, tecniche e metodologie
didattiche, che più avanti saranno approfondite. Per tutti noi la
scuola, intesa come tradizionale, è sempre stata un punto di
riferimento fisso, nonostante le difficoltà legate alle troppe ore di
studio e di lezione. Con l’emergenza sanitaria del Covid, tale
sicurezza e punto di riferimento sono venuti meno. Pensiamo ai
bambini e ai ragazzi che da un giorno all’altro sono stati catapultati
in una realtà nuova, fatta di regole, di segregazione e di rinunce. Se i
grandi hanno sofferto il troppo rimanere chiusi a casa, per i bambini
l’impatto è stato sicuramente peggiore.

Tornando a quello che è l’obiettivo del paragrafo, volendo fare una


differenza tra la didattica a distanza e quella tradizionale, possiamo
affermare che quest’ultima è un processo di
insegnamento/apprendimento tradizionale, che fin dagli anni
dell’asilo abbiamo sperimentato.

Per didattica tradizionale intendiamo lo svolgimento di attività di


insegnamento e apprendimento fatti in presenza, in un luogo fisso,
caratterizzato da tante aule, biblioteche, laboratori, definiti scuola.
Un luogo che ci accoglie fin da piccoli e ci permette di crescere e
formare, oltre che la nostra cultura, anche il nostro carattere, poiché
la scuola forgia la nostra personalità. Questo sarebbe impossibile
senza guide come gli insegnanti, i quali oltre ad essere semplici
“portatori di sapere “ svolgono anche ruoli fondamentali per la
trasmissione di valori. A tal proposito vale la pena spendere due
parole a riguardo. L’insegnate di oggi è una figura sicuramente
diversa rispetto a quella del passato, infatti, abbiamo spesso sentito
parlare dei docenti di un tempo come persone sicuramente molto,
preparate ma anche severe, docenti che tenevano così tanto alla
formazione degli alunni tanto da bacchettarli qualora ce ne fosse
stato il bisogno e di punirli con voti bassi senza troppi problemi; essi
nonostante tenessero alla preparazione dei discenti mantenevano una
certa distanza affettiva. Oggigiorno invece, gli insegnanti sono
prossimi agli alunni, ai loro bisogni e alle loro personalità; questo
non significa che il docente ha smesso di essere una figura autorevole
e di essere paragonato ad un amico, ma sicuramente è cambiato il
modo di fare didattica. Infatti, ogni insegnante pone al centro
dell’attività didattica i bisogni formativi e soprattutto educativi degli
alunni. Sappiamo bene che oggi operare didatticamente presuppone
problemi e difficoltà maggiori e sicuramente diverse rispetto ad anni
addietro, causati da una società segnata da problemi relazionali, dove
i ragazzi fanno difficoltà a trovare la propria strada e scoprire la
propria personalità, dove i rapporti con i genitori a volte sono
conflittuali e i ragazzi si sentono sempre più soli. In un contesto
senato da tali problematiche l’insegnate assume diversi ruoli:

- Regista in quanto organizza, attraverso gli strumenti che egli


sceglie, come gestire e svolgere l’attività didattica.
- Educatore, l’insegnante oltre a trasmette le conoscenze
disciplinari per le quali si è specializzato, si propone di trasmettere
valori e comportamenti educativi giusti e onesti condivisi dalla
società.
- Facilitatore, partendo da un’attenta analisi dei bisogni
educativi e formativi dei discenti deve rendere l’attività didattica più
facile, più motivante e interessante possibile.
- Valutatore, deve valutare l’apprendimento dei discenti e la
propria attività di insegnamento.

Se il docente assume tali ruoli nel processo di apprendimento il


discente è allora un alunno, il quale attraverso i suoi bisogni
educativi e formativi assume un ruolo centrale in tale processo.

La didattica tradizionale si differenzia dalla didattica a distanza per


essere svolta in presenza, attraverso il contatto fisico tra l’insegnante
e gli alunni e tra gli alunni stessi. È una didattica che prevede lo
svolgimento di diverse attività, dalle spiegazioni attraverso la
lavagna tradizionale o la LIM, alle attività disciplinari svolti in
diversi tipi laboratori. È una didattica che prevede un ventaglio di
azioni didattiche in diversi contesti spaziali.

A differenza di tale didattica, quella a distanza come abbiamo visto si


svolge in uno spazio virtuale condiviso, grazie a piattaforme digitali
quali Google Classroom, Meet, Microsoft Teams ecc…

È inutile dire che il contatto tra insegnate e alunni viene meno, così
come viene meno la possibilità di recarsi nei laboratori o nelle aule
apposite. È una didattica sicuramente efficace e funzionale
all’apprendimento ma sicuramente con tale didattica diversi sono i
problemi a cui andare in contro (motivazione, digital divide, bambini
disabili e attenzione, compiti). Prendere parte ad una didattica online
significa possedere una connessione ad internet stabile, un
dispositivo elettronico, una stanza libera e silenziosa e tanta buona
volontà e motivazione ma non sempre . Oltre alle differenze di
carattere logistico e organizzativo, a differenziare tale didattica sono
sicuramente i diversi approcci, metodi e tecniche utilizzati nel
processo di apprendimento e il modo di affrontare l’intero processo.
Nel prossimo paragrafo affronteremo meglio tale questione.
1.4 vantaggi e svantaggi della didattica a distanza

Oggigiorno viviamo in perenne connessione con il mondo, basti


pensare alle applicazioni di messaggistica istantanee, ai vari social
network e a tutte le possibilità che la rete ci offre per poter lavorare,
studiare e relazionarci con il mondo. Dovremmo essere dunque
abituati a tutto a questo, ma di fronte alla didattica a distanza
vediamo che diverse sono le problematiche che ne vengono fuori.
Diversi sono i vantaggi ma altrettanto molti sono gli svantaggi legati
alla didattica a distanza.

In un primo momento ci concentriamo su quelli che sono i vantaggi.


A tal proposito possiamo affermare i vantaggi di tipo questo tipo di
formazione sono i seguenti:

- Flessibilità di affrontare la formazione a distanza in qualsiasi


luogo della casa, purché ci sia silenzio, di svegliarsi qualche
minuto prima dell’inizio della lezione senza la necessità di
svegliarsi presto per prendere i mezzi pubblici e raggiungere la
scuola. Tale flessibilità è anche legata al fatto che molte volte le
lezioni sono registrate e dunque permettono agli studenti di
seguirle quando, come e dove vogliono.

- Riduzione dei costi, basti pensare agli studenti pendolari che


dovendo muoversi ogni giorno devono affrontare i costi dei mezzi
pubblici, o ancora gli studenti universitari i quali dovendosi
trasferirsi in altre città per studiare e dunque pagare mensilmente
l’affitto delle loro case e ogni spesa legata al vivere fuori casa,
possono ritornare nelle casa dei genitori e gestirne lì la didattica.

- Più sicurezza di sé stessi, tale sicurezza a volte viene a mancare


quando un ragazzo con una personalità più fragile deve affrontare
l’ambiente scolastico, visto da egli come una minaccia. Molte
volte infatti la classe, i compagni o il docente stesso può far
innalzare il cosiddetto filtro affettivo, concetto elaborato dal
brillante linguista Stephan Krashen. Secondo lo studioso, infatti, la
componente affettiva è fondamentale nel processo di acquisizione;
l’emotività del soggetto, l’ansia, la percezione che il soggetto ha
di sé e della classe, intesa come i compagni e i docenti, possono
accelerare o frenare i processi di apprendimento. Se il soggetto si
sente minacciato dall’ambiente o da un compito che ritiene
difficile o che possa minacciare la propria personalità, erge il
cosiddetto filtro affettivo che funge da barriera e si contrappone
tra egli e l’apprendimenti, rendendolo così inefficiente. Proprio
per questo il docente deve progettare una didattica che tenda
sempre a mantenere basso tale filtro.

Tra gli svantaggi legati alla didattica a distanza possiamo riscontrare: