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periodico della sezione pedagogica anno VIII (serie III) Agosto-Settembre 1979

Sperimentazione del servizio di sostegno pedagogico - Il concordato sulla coordinazione scolastica


SOMMARIO - Vie di accesso all'università - Maria Boschetti Alberti: un'esperienza ticinese di «Scuola serena » -
Stranieri nella città - 1979: Anno internazionale del bambino - I nuovi programmi della Radiotele-
scuola della Svizzera italiana - Telescuola della Svizzera italiana - Libri di casa nostra - Comunicati.
informazioni e cronaca.

Sperimentazione
del servizio
di sostegno
pedagogico

La scuola è oggi comunemente definita


un «servizio sociale» che, in quanto ta-
le, porta in sé una contraddizione inter-
na fondamentale : da una parte, con la
sua azione, crea e difende le norme del
contesto sociale in cui agisce, dall'altro
si pone come sostegno e aiuto alle mi-
noranze che non possono o non vo-
gliono riconoscersi nella norma.
Questa premessa generale è necessaria
per far risaltare nella scuola gli stessi
meccanismi indicati sopra e per porre il
significato della sperimentazione del
sostegno pedagogico in un contesto
più ampio: la scuola, con le sue norme
e le sue esigenze, definisce e, in parte,
provoca i fenomeni di devianza - diffi-
coltà di apprendimento, comporta-
mento disadattato - che, d'altro ver-
so, dichiara di voler eliminare.
Riteniamo importante che la scuola,
come ogni altro servizio sociale, pren-
da coscienza delle contraddizioni e cer-
chi, nel proprio interno, mezzi per com-
pensare e contenere il fenomeno.
Il problema delle grandi differenze indi-
viduali degli allievi di fronte all'appren-
dimento e alle esigenze normative della
scuola e del conseguente disadatta-
mento per minoranze più o meno am-
pie è da decenni presente nella ricerca
pedagogica e si è tradotto in precise
soluzioni organizzative.

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plessa e meno ingenua della scuola e nel periodo evolutivo più adeguato e al
delle sue funzioni è senz'altro la speri- quale spesso si riconducono gli insuc-
mentazione del servizio di sostegno pe- cessi scolastici ;
dagogico, decisa dal Consiglio di Stato cl collaborazione costante tra docenti
il 16 agosto 1979. incaricati del «sostegno pedagogico» e
L'istituzione di questo servizio per gli specialisti assunti interamente dal Can-
allievi in età d'obbligo scolastico e della tone (psicopedagogista, psicomotrici-
scuola materna si fonda su un'espe- sta, logopedista) e loro intervento in se-
rienza pluriennale nel Cantone e su stu- de a seconda delle necessità;
di teorici e di programmazione recente- dI equità di t rattamento tra sedi perife-
mente attuati dall'Ufficio studi e riche o località di montagna e agglome-
ricerche 1 e da un apposito Gruppo di rati urbani tenuto calcolo delle possibi-
lavor02 • lità finanziarie di dotarsi di un Servizio
In particolare, per quanto ripuarda il inteso a ridurre l' insuccesso scolastico.
settore elementare, le prime esperienze r..Jel IV e VI circondario SE (Lugano e
di «sostegno pedagogico individuale» Valle del Vedeggio; Locarno e Valli)
risalgono a una decina di anni fa; da al- agiranno, sulla fascia di età che va dai 4
lora le istanze dei Comuni intese a otte- agli 11 anni, due équipes composte ri-
Elena Bennati-Besozzi
nere l'autorizzazione di assumere do- spettivamente da 7 docenti di · soste-
centi cui affidare tale compito andaro- gno, da 210gopedisti, da 1 psicomotri-
no progressivamente aumentando, fi- cista, le cui attività saranno coordinate
Fondamentalmente possiamo dire che no a determinarne l'attuale numero di dal capo-équipe.
si scontrano due grandi correnti: 34. Se, da un lato, questa situazione !: chiaro che, per non incorrere nel ri-
- il disadattamento è un fenomeno permise di raccogliere utili elementi cir- schio della espulsione e negazione del
individuale; si deve agire sul singolo al- ca le tecniche d'intervento, la loro fun- problema del disadattamento, i membri
lievo creandogli un contesto particola- zionalità e il modello organizzativo, dell'équipe dovranno agire in stretto
re: classe differenziale, parallela, di ri- dall'altro, indusse i responsabili del set- contatto con le altre componenti della
cupero. tore a ristudiare l'impostazione esisten- scuola, in particolare con i docenti tito-
!: il modello che sta alla base della crea- te in vista di una estensione su scala lari e con le famiglie. Il docente titolare
zione, a tutti i livelli, di classi il più omo- cantonale. rimane il primo responsabile del suo al-
genee possibile - per età e capacità di Il risultato dello studio compiuto consi- lievo e deve evitare qualsiasi meccani-
apprendimento - in modo da ridurre al ste appunto nel «servizio di sostegno smo di delega al docente di sostegno.
minimo, all'interno delle classi stesse, il pedagogico» che si caratterizza princi- La famiglia, cui compete in primo luo-
fenomeno della devianza. palmente per i seguenti aspetti: go l'educazione dei figli, va rinforzata
L'organizzazione scolastica deve per- al aiuto agli allievi scolasticamente de- nel proprio ruolo implicandola, sia a li-
ciò offrire a ogni età classi a diversi li- boli o con disturbi di comportamento vello informativo, sia a livello decisio-
velli in modo che i fanciulli non debba- evitando la separazione definitiva dai nale, in ogni fase del lavoro di soste-
ne confrontarsi con chi è più o meno compagni e dall'ambiente familiare: gli gno.
capace di loro; allievi che necessitano di un ricupero Nella scuola media il docente di soste-
- il disadattamento, pur avendo radi- scolastico vengono affidati, in sede, al gno, esteso alle 11 sedi esistenti, dovrà
ci nelle difficoltà individuali di un singo- docente di sostegno pedagogico per occuparsi, con modalità diverse, di una
lo, è un fenomeno sociale che può es- un numero limitato di ore settimanali; popolazione scolastica molto eteroge-
sere contenuto solo se si agisce con- bI possibilità di concentrare il maggior nea: nella scuola media emergono in-
temporaneamente sul singolo e sul sforzo nel sostegno degli allievi ai primi fatti in misura più evidente difficoltà e
contesto sociale. anni di frequenza scolastica. vale a dire disagi di origine molto varia.
In quest'ottica la creazione di classi Vi è un numero limitato di allievi con
omogenee diventa solo il modo per na- buone capacità scolastiche, ma impediti
scondere i problemi, senza tuttavia ri- da difficoltà strumentali varie (udito, vi-
solverli: il fanciullo inserito nella classe R A PPORTO sta, motricità); vi sono allievi con diffi-
parallela si può infatti considerare adat- SULL' ISTITUZIONALIZZAZIONE DEL SERVEIO
coltà di comprensione sia legate a leg-
tato alla sua nuova classe, ma la sua geri ritardi mentali, sia a inibizioni intel-
devianza rispetto alla norma sociale ge- oI SOSTEGNO PEOAGOG I CO lettuali ormai radicate e vi sono allievi
nerale è rimasta invariata, se non au- CON PARTICO!.AR.E RIFERIMENTO ALli SCUOLE
con lacune scolastiche gravi, ma setto-
mentata. riali e superabili.
In Ticino, pur con le difficoltà e le resi- ELEMENTARI DEL CANTONE
Anche nella scuola media resta chiara
stenze inevitabili in ogni evoluzione, ci la preoccupazione di evitare processi di
sembra che negli ultimi tempi emerga- delega e di espulsioni, riconfermando il
no segni chiari del prevalere della se- docente nel suo ruolo centrale e inso-
conda corrente: la creazione della Gruppo di lavoro OSR I UES I CISE
stituibile.
scuola media concepita come scuola La collaborazione tra docente di soste-
comune a tutti i giovani di una certa gno, docente di classe, direzione e fa-
età; la diminuzione degli allievi per E. Bennat:.l.. - Beso:n:1. miglia dovrà permettere di formulare
classe nella scuola elementare e una per ogni allievo in difficoltà un piano di
mentalità diversa verso l'insuccesso intervento efficace.
scolastico; il contenimento nel numero Alla fine dell'anno scolastico le équipes
degli allievi delle classi speciali, limitato dovranno compilare un rapporto sui di-
a situazioni particolarmente gravi o a versi aspetti della loro esperienza, pre-
periodi definiti e intensivi; l'aboliZione, cisando vantaggi e difficoltà del model-
in tutte le sedi, delle classi di ricupero lo scelto.
sostituite dal ricupero individuale. Bellinzona, 5 febbraio 1979 USRI EB/dt
Per gli operatori attivi nella scuola ma-
Ultimo indizio, in ordine di tempo, del terna e nel primo ciclo sarà particolar-
prevalere di una concezione più com- mente importante verificare le possibili-
(Continua a pago 28)
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Ha mancato i suoi obiettivi? sono essere auspicate e addirittura essere
ritenute necessarie.
La prima ragione scaturisce dalle rilevanti
Il concordato sulla coordinazione differenze fra i sistemi scolastici di cantoni
vicini, non prive di gravose conseguenze.
Pur senza sopravvalutare il problema della
scolastica migrazione interna; che concerne circa il
10% degli allievi, occorre tuttavia rilevare
che, nell'ambito di una stessa regione con
sistemi scolastici diversi, essa ha conse-
guenze di non trascurabile importanza, spe-
Cie se un cantone anticipala selezione 8 ha
introdotto l'insegnamento precoce della se-
oonda lil)gua nazionale.
1129 ottobre 1970, la Conferenza svizzera dei ma in un clima di serenità, tenuto conto che Non sorprende pertanto che la Svizzera
direttori dell'istruzione pubblica (CDIP) ap- non esiste più carenza di docenti e che, in francofona e la Svizzera nord-occidentale
provava all'unanimità il « Concordato sulla media, le classi non sono più sovraccariche. dimostrano molta apertura in fatto di coor-
coordinazione scolastica)). Il problema è allo studio presso la Conferen- dinazione, mentre la Svizzera orientale e la
Nonostante la ratifica di 21 cantoni (non za dei direttori cantonali della pubblica Svizzera ceotrale,i cui sistemi scolastici
l'hanno ratificato Argovia, Basilea-Città, istruzione, alla quale non sfugge il fatto che hanno notevoli analogie, sono assai meno
Berna, Turgovia e Ticino), non tutte le di- la cooperazione tra la Svizzera romanda e la arrendevoli.
sposizioni che esso contiene sono state ri- Svizzera tedesca sembra incamminarsi su Nella Svizzera romanda e nel Ticino si mani-
spettate. Sarebbe tuttavia errato conclude- strade diverse. festa inoltre, come stimolo supplementare,
re che il concordato ha fallito al suo scopo. Per dare una risposta a questi interrogativi una certa inquietudine, fors'anche il timore
Infatti, anche se non si è ancora riusciti a riteniamo opportuno cercare una spiegazio- di dover subire «la legge del più forte» nel
coordinare l'inizio dell'anno scolastico, si ne del fatto che l'evoluzione non ha seguito caso di una coordinazione estesa a tutto il
avverte un processo di armonizzazione della lo stesso corso in t utta la Svizzera e, nello Paese. Donde il desiderio di anticipare i
durata della scolarità. stesso tempo, allestire un bilancio dei lavori tempi, ponendo in discussione preliminar-
~ un fatto che, dal profilo pedagogico, rive- di coordinazione compiuti nelle diverse re- mente taluni aspetti del problema, prima
ste una grande importanza, mentre la coor- gioni della Svizzera tedesca la quale, a ra- che siano oggetto di un dibattito generale.
dinazione dell'inizio dell'anno scolastico gion veduta, non può essere considerata Nella circostanza, i cantoni romandi ebbero
(fissata per la fine dell'estate) è soltanto un come un'unità. Essa è infatti divisa in tre re- il vantaggio di poter far riferimento alla « ba-
provvedimento amministrativo, il quale gioni che, da più punti di vista, favoriscono se». In un certo senso, il colpo d'avvio fu
avrebbe comunque un rilevante significato la costituzione di blocchi, i quali rendono appunto dato dal corpo insegnante, in oc-
politico, sia per l'autonomia scolastica dei spesso più ardua la coordinazione nell'am- casione del30.mo Congresso della Società
cantoni, sia per il federalismo. bito della regione linguistica. pedagogica romanda svoltosi a Bienne nel
~ noto che i cantoni dei Grigioni, di Zugo, di La Conferenza svizzera dei direttori canto- 1962, dal quale scaturl il rapporto (<Verso
Glarona e di Svitto auspicano una soluzione nali dell'istruzione pubblica è oggi divisa in una scuola romanda».
a livello federale di questo problema. quattro conferenze regionali. Alcuni canto- Nella Svizzera tedesca, al contrario, la posi-
Ma qual è, su questo tema, la posizione del- ni sono contemporaneamente membri di zione del corpo insegnante differiva assai
la Svizzera tedesca considerata nel suo in- due conferenze: dell'una per ragioni lingui- da regione a regione.
sieme 1 E qual è la posizione del corpo inse- stiche, dell'altra per ragioni di politica scola-
gnante, dei cantoni di Berna e di Zurigo in stica. La seconda ragione che, indirettamente,
particolare 1 Nella misura in cui questa doppia apparte- suggerisce l'opportunità della coordinazio-
La maggioranza dei cantoni romandi e il Ti- nenza riesce a unire al di sopra delle regioni, ne è la cosiddetta «collaborazione forzata»,
cino hanno accettato di modificare la data essa può ovviamente essere auspicabile. la quale coinvolge soprattutto i piccoli can-
d'inizio dell'anno scolastico ed è ovvio che Non è tuttavia questo un elemento tale da toni e i cantoni finanziariamente deboli che
manterranno le decisioni prese; mentre i consentire alla Svizzera tedesca di compor- non sono in grado di adempiere gli impegni
cantoni plurilingui (Berna, Friburgo, Valle- tarsi come un sol blocco, considerato che, conseguenti all'educazione senza l'aiuto dei
se, Grigionil si oppongono all'idea di adot- in,primo luogo, i cantoni fanno parte di una loro vicini. Quest'esigenza favorisce i reci-
tare criteri diversi per ogni regione linguisti- regione. proci rapporti e l'assimilazione a livello di or-
ca. Da ultimo non bisogna dimenticare l'op- Per capire come mai la coordinazione non ganizzazione scolastica e di piani di studio,
posizione dei cantoni che, su questo punto, sia potuta progredire alla stessa stregua nel- nonché l'adozione di mezzi d'insegnamento
hanno rispettato le clausole del concordato le singole regioni, è necessario chiedersi comuni.
(Uri, Lucerna, Obwalden, Nidwalden, Zu- perché, in un Paese federalista come il no- Ciò si verifica particolarmente nella Svizzera
go, Grigionil. stro, nel quale i cantoni sono sovrani in ma- centrale dove, in omaggio agli indirizzi del
Ci si può chiedere, al momento attuale, se teria scolastica, una coordinazione e un'ar- concordato, sono state create scuole co-
non sia possibile riesaminare questo proble- monizzazione delle strutture educative pos- muni (Technicum della Svizzera centrale,

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cl La durata normale della scolarità,
dall'entrata nella scuola obbligatoria all'esa-
me di maturità, è di almeno dodici e al mas-
simo di tredici anni.
dI L'anno scolastico inizia in tutti i cantoni
a una data compresa tra la metà di agosto e
la metà di ottobre.

Art. 3
Raccomandazioni
I cantoni concordatari elaborano delle rac-
comandazioni all'indirizzo di tutti i cantoni
sui seguenti argomenti:
a) piani di studio quadro;
b) materiale d'insegnamento comune;
cl libero passaggio tra scuole equivalenti ;
d) passaggio al ciclo secondario;
el riconoscimento sul piano intercantonale
dei certificati di studio e dei diplomi ottenuti
in curricoli di formazione equivalenti;
ti designazione uniforme degli stessi gradi
e generi di scuole;
gl formazione equivalente degli insegnanti.
AI momento in cui saranno elaborate le rac-
comandazioni, sarà consultata la Conferen-
za svizzera delle associazioni d'insegnanti.

Art. 4
Cooperazione
I cantoni concordatari collaborano tra loro e
Fanciullo nella cascina dell'alpe (Canton Appenzellol. con la Confederazione in materia di pianifi-
cazione dell'educazione, di ricerca pedago-
Scuola normale di Rickenbach), sono stati Ci preme, a questo punto, illustrare gli svi- gica e di statistica scolastica. A tale scopo:
sottoscritti accordi, è stata istituita una luppi della coordinazione scolastica nella al sostengono e sviluppano le istituzioni
Conferenza intercantonale dei mezzi d'inse- Svizzera tedesca. A questo proposito ricor- necessarie a questa cooperazione;
gnamento e, or non è molto, è stato costi- deremo sia gli sforzi di coordinazione che b) elaborano direttive per l'allestimento di
tuito un Centro di pianificazione per la rifor- interessano tutta la Svizzera, sia quelli che una statistica scolastica svizzera, annuale o
ma dei gradi superiori. ~ facile immaginare si verificano particolarmente nella Svizzera periodica.
in quale misura questa cooperazione può tedesca e nelle sue diverse regioni.
influenzare la coordinazione. Occorre rilevare che, se la Svizzera franco-
Ma anche in altre regioni si assiste a sforzi di fona continua tenacemente nei suoi propo-
cooperazione ispirati dalla volontà di coor- siti di coordinazione (spesso senza preoccu-
dinazione. Solo la Svizzera centrale sembra parsi di ciò che awiene nella Svizzera tede- Ventun cantoni hanno ratificato il concor-
estraniarsi da questi intendimenti. In questa sca), la COIP, da parte sua, si è sempre dato : per molti di essi, probabilmente, piO
regione, infatti, la cooperazione dipende in preoccupata di aprire la strada alla coordi- di un reale desiderio di coordinazione è sta-
gran parte da accordi bilaterali. nazione per l'insieme della Svizzera, o alme- ta determinante, nell'assumere un atteggia-
La circospezione di cui i cantoni di questa no di fare in modo che essa non risulti im- mento favorevole, la volontà di conservare
parte della Svizzera danno prova nasce pro- possibile. la loro autonomia in materia scolastica . Nel
babilmente dal fatto che un solo cantone - In questa direzione essa ha operato in tre concordato essi hanno senza dubbio identi-
Zurigo - ha tanto «peso» quanto tutti gli modi. ficato un complemento all'articolo costitu-
altri assieme. Innanzitutto, come abbiamo ricordato, i zionale sull'educazione, anche se, per una
cantoni hanno elaborato un concordato in- parte, altro non costituiva che un paraven-
Una terza ragione per auspicare la coordi- tercantonale sulla coordinazione scolastica, to.
nazione si può ricercare nella volontà di at- accettato il 29 ottobre 1979, i cuiobiettivi Sta di fatto che, da un lato, le disposizioni
tuare riforme comuni. sono i seguenti: fondamentali del concordato sono state ap-
~ owio che non avrebbe senso pretendere plicate solo parzialmente e, dall'altro, dopo
di «coordinare il passato». ~ del resto diffi- Art. 1 l'insuccesso dell'articolo costitUZionale
cile prevedere se una coordinazione a livello Scopo sull'educazione, la volontà di coordinazione
di riforme consentirà di raggiungere l'obiet- I cantoni concordatari creano un'istituzione si è affievolita: ne consegue che oggi in
tivo prefisso, cioè l'armonizzazione dei di- di diritto pubblico allo scopo di promuovere molti ambienti si awerte la necessità di rida-
versi sistemi scolastici. la scuola e di armonizzare le rispettive legi- re vigore ai principi ispiratori della coordina-
Siccome la coordinazione scolastica «ester- slazioni cantonali . zione.
na» non ha dato i frutti sperati (un insucces- La COIP, alla quale era stato demandato il
so che si tenta spesso di scusare afferman- compito di far applicare il concordato, si è
do che gli adattamenti esteriori preconizzati A. Disposizioni di fondo comunque impegnata, in omaggio ai suoi
non avrebbero comunque rappresentato al- statuti e nel rispetto del suo regolamento in-
cun progresso pedagogico) ci si è rivolti ver- Art. 2 terno, nel dare consistenza a uno strumen-
so la coordinazione «intema» che interessa Obblighi to atto ad assicurare la coordinazione, se-
primariamente le riforme scolastiche. C'è I cantoni concordatari decidono di coordi- condo l'art. 3 del concordato.
da vedere, ora, se questa nuova strada per- nare le loro legislazioni scolastiche nel se-
metterà di raggiungere l'obiettivo. guente modo: Le seconde possibilitlJ di promuovere le
~ nostra convinzione che questi nuovi sfor- a) l'età d'inizio della scolarità obbligatoria è coordinazione per l'insieme della Svizzera si
zi, imperniati soprattutto sull'insegnamento fissata a 6 anni compiuti al 30 giugno. I can- é tradotte nell'istituzione di gruppi di levo-
della seconda lingua nazionale e su quello toni hanno la facoltà di anticipare o postici- ro.
della matematica, avranno veramente suc- pare la data limite di quattro mesi. La Commissione pedagogica ha elabora-
cesso solo dal momento in cui si prowederà b) La durata minima della scolarità obbliga- to delle raccomandazioni in merito alla
anche a una certa armonizzazione sul piano toria per ragazzi e ragazze è di nove anni, in coordinazione scolastica interna (sull'inse-
esterno (strutture scolastiche, piani di stu- ragione di almeno 38 settimane di scuola gnamento della seconda lingua, per facilita-
dio, ecc.). all'anno. re l'accesso alle scuole dei diversi cantoni).

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In tal modo, essa ha tentato di accaparrarsi La Svizzera tedesca comprende tre cantoni Tutti i cantoni della Svizzera centrale hanno
nella maggior misura possibile la collabora- che non hanno ratificato il concorda- ratificato il concordato e, ad eccezione del
zione del corpo insegnante, sia per cercare to: Basilea-città, Berna e Argovia. Ciò di- canton Svitto, influenzato da quello di Zuri-
una soluzione ai problemi, sia per formulare mostra che la sua volontà di coordinazione go, tutti ne hanno applicato le disposizioni
raccomandazioni. è limitata alla regione e non si estende all'in- o sono in procinto di farlo.
La Svizzera romanda e il Ticino, tuttavia, sieme del Paese. La Svizzera centrale è piuttosto in ritardo ri-
sono rimasti un po' isolati in quest'azione Ad ogni buon conto, la Svizzera nord- spetto alle altre regioni nella promozione
Il corpo insegnante, inoltre, non si è per nul- orientale s'è messa energicamente all'ope- dell'insegnamento della seconda lingua. Ol-
la ritenuto vincolato ai gruppi di lavoro in ra. Tra i fattori che l'hanno sointa su questa tre a talune ragioni oggettive, ciò è causato
cui era rappresentato. strada v'è certamente la presenza della vici- dall'irritazione di certi ambienti nei confronti
Appare pertanto necessario promuovere na Svizzera romanda, oltre owiamente alla del Canton Zurigo che s'è fatto promotore
un'efficace campagna d'informazione e grande disparità delle sue strutture scolasti- del progetto d'introduzione della seconda
procedere con pazienza e gradualità. che. Essa ha perciÒ affrontato decisamente lingua, ma non ha voluto cambiare la data
Si tratta, per la verità, di un'operazione la riforma dell'insegnamento della matema- d'inizio dell'anno scolastico.
scarsamente spettacolare i cui risultati reali tica e ha tentato di introdurre l'insegnamen- Come abbiamo già sottolineato, nella Sviz-
sono difficili da evidenziare. to precoce della seconda lingua; ha messo zera orientale la coordinazione è progredi-
a pumo mezzi d'insegnamento comuni per ta più spedita mente che altrove per quanto
La Commiaslone del 'insegnamento se-
l'insegnamento della storia e della geogra- attiene alle strutture scolastiche. Ciò spiega
condario, da parte sua, ha promosso studi
fia, ha elaborato un accordo regionale - un certo riserbo di questa regione nell'acco-
su diversi temi: «Insegnamento secondario
oggi ratificato - sull'ammissione reciproca gliere le iniziative provenienti dall'esterno.
di domani», «La formazione dei docenti di
degli allievi nelle diverse scuole, mentre at- Sono stati anche awertiti un certo malcon-
domani», «Scuole del grado di diploma».
tualmente sta coordinando l'insegnamento tento e la sensazione d'essere stati gabbati
Si tratta di iniziative decisamente volte ver-
della musica. dalla Svizzera centrale che, senza preoccu-
so l'awenire, il cui scopo è la coordinazione
per il tramite delle riforme. Come abbiamo ricordato in precedenza, la parsi degli altri, ha spostato l'inizio dell'an-
Facendo perno su vaste procedure di con- cooperazione fu agli inizi una delle preoccu- no scolastico dalla primavera alla fine
sultazione ci si sforza ora di formulare rac- pazioni maggiori della Svizzera centrale. dell'estate.
comandazioni comuni per tutti questi pro- Essa aveva come oggetti principali i mezzi Alla stessa stregua di Berna, il grande can-
getti di riforma. d'insegnamento, i piani di studio e il perfe- tone di Zurigo (per la velittl, più ad opera
Per quelli riguardanti tutta la Svizzera ci si zionamento degli insegnanti. A dipendenza degli insegnanti che delle autorità) ha rite-
atterrà all'essenziale, lasciando in tal modo del concordato e del prolungamento della nuto inopportuno ratificare gli accordi già
alle regioni e ai cantoni un sufficiente margi- scolarità obbligatoria, questa cooperazione sottoscritti dai piccoli cantoni, svigorendo
ne di libertà. ha condotto alla creazione di un Centro di con ciò notevolmente il concordato, e ha
Oltre alla Commissione pedagogica e alla pianificazione per la riforma dei gradi supe- dato per contro la propria adesione all'arti-
Commissione dell'insegnamento seconda- riori (strutture, curricoli) . colo costit uzionale sull'educazione.
rio, la CDIP ha istituito un'altra commissio- Da allora, il mandato di questo centro è sta-
ne permanente, il cui mandato è di garantire to esteso all'insieme della scolarità obbliga-
la cooperazione e la coordinazione nell'am- toria. (Continuaspag.25)
bito dei mezzi audio-visivi per /'insegna-
mento e l'educazione ai mass media. Ragazzi che visitano il Museo storico di Berna.
Per favonre la coordinazione, la COIP ha
considerato, sulla base di quanto dispone
l'art. 4 del Concordato, la possibilità di crea-
re delle istituZIoni comuni. Sono sorti cosI,
ad opera dei cantoni e della Confederazio-
ne, nel 1962 il Centro svizzero di docu-
mentazione In materia d'insegnamento
e di educazione, nel 1968 il Centro di per-
fezionamento del professori dell'inse-
gnamento secondario e, nel19n, il Cen-
tro svizzero di coordinazione per la ri-
cerca in materia d'educazione.
Non bisogna dimenticare, inoltre, la Legge
federale sulla statistica scolastica, che è
pure stata emanata su iniziativa della CDIP,
alla quale si devono tutti i lavori preparatori
della stessa.
Sono questi i mezzi con i quali la Conferen-
za svizzera dei direttori della pubblica istru-
zione si sforza di far progredire, per l'insie-
me della Svizzera, la cooperazione e la
coordinazionE! nel campo dell'insegnamen-
to. C'è da chiedersi, a questo punto, se è
ancora necessario fare appello alla Confe-
derazione e a un nuovo articolo di legge.
Da parte nostra risponderemmo nello stes-
so tempo affermativamente e negativamen-
te, in quanto tutto dipende dai cantoni. Ci
sembra perciò opportuno considerare la si-
tuazione delhi diverse regioni della Svizzera
tedesca, per chiederci se una coordinazione
estesa a tutta la Svizzera tedesca costitui~
rebbe una minaccia per la Svizzera roman-
da.
Come già abbiamo avuto occasione di I ile-
vare, la Svizzera nord-orientale è la regione
in cui maggiormente è sentita la necessità di
una sollecita coordinazione: un desiderio
che, tuttavia, è circoscritto al suo compren-
sorio.

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In Svizzera, in Francia e nella Repubblica Federale Tedesca di fare uno studio universitario. L'insegnan-
te di fisica non ha il compito di trasformaFe
tutti i suoi allievi In giovani fisici, e quello di
italiano o di storia deve dare una visione
d'insieme della sua materia anche (e soprat-
Vie d- accesso all'università tutto) a quegli allievi che all'università non
studieranno lettere. Per la riuscita negli stu-
di non sono determinanti le nozioni che gli
studenti non hanno all'inizio dell'università,
ma le lacune nei metodi di lavoro scientifico
e nel ragionamento logico che il rimo anno
d'università non riesce a colmare.
Lo scopo e i metodi di lavoro del liceo sono
Dal 28 al 30 maggio scorsi la sezione La maturità federale è riconosciuta da tutte diversi dallo scopo e dai metodi dell'univer-
dell'educazione della Commissione nazio- le università. Le scuole cantonali ricono- sità. Perciò non è possibile valutare il valore
nale svizzera per l'Unesco, di oui è presiden- sciute dalla Commissione federale di matu- di un liéeo in base alla riuscita universitaria
te il dotto Sergio Caratti , si è riunita a Wa- rità sono 113 e formano i 9/10 dei portatori dei suoi ex-allievi. Il punto d'arrivo della for-
bern presso Berna per discutere sulle vie di questo titolo. Il decimo rimanente è com- mazione liceale e il punto di partenza
d'accesso all'università in Svizzera, in Fran- posto di privatisti. Attualmente esistono le dell'università devono però essere vicini. Se
cia e nel Baden-Wurttemberg. maturità di tipo A (con, oltre alle materie co- tra le due scuole si dovesse creare un vuoto,
Sebbene la maturità non sia l'unica via d'ac- muni a tutti i tipi, il latino e il greco), B (lati- le università potrebbero decidere di istituire
cesso all'università, essa è ancora oggi quel- no e una lingua moderna), C (geometria de- esami d'ammissione oppure un anno di pre-
la scelta nella maggior parte dei casi. L'ac- scrittiva e maggior approfondimento della parazione supplementare. Questa soluzione
cesso per altre vie (diploma di STS, patente matematica e della fisica), D (quattro lingue va rifiutata, sia perché snaturerebbe i licei
magistrale, maturità commerciale, esame moderne), E (scienze economiche). La sia perché favorirebbe l'apparizione di scuo-
d'ammissione., ammissione senza diploma Commissione federale di maturità decide se le private per colmare lo iato tra liceo e uni-
ecc.. ), sottoposto a condizioni diverse se- concedere l'equivalenza alle maturità con- versità, sia perché prolungherebbe la durata
condo l'università, è inteso come facilitazio- seguite all'estero da svizzeri che intendono degli studi.
ne per le persone che, dopo avere scelto iscriversi a un politecnico o agli studi sanita- Secondo il direttore di un liceo della Svizze-
una professione, si rendono conto di avere ri. Riconosce inoltre la maturità economica ra francese le università si difendono
l'interesse e la capacità per uno studio uni- della Scuola svizzera di Roma. (I candidati dall'entrata in massa di nuovi student1 cer-
versitario oppure vogliono perfezionarsi. alla maturità della Scuola svizzera di Milano cando di spaventarli con informazioni sulle
Agli inizi degli anni '70 gli specialisti si presentano agli esami di maturità della possibili, ma non certe, difficoltà occupa-
dell'educazione tendevano a propagare la Scuola cantonale di Coiral. zionali dei diplomati di alcune facoltà, oppu-
diffusione dell'accesso all'università anche La Commissione è responsabile del ricono- re sulla difficoltà degli esami, oppure po-
per chi aveva seguito formazioni precedenti scimento del titolo di studio concesso dalle nendo esigenze non sempre chiaramente
diverse dalla media superiore, sia per favori- nuove scuole medie superiori e del controllo motivate. Per esempio, fino a qualche anno
re l'allargamento della cultura universitaria della qualità dell'insegnamento nelle scuole fa sembrava che un medico non potesse
al maggior numero possibile di persone me- già riconosciute. l': un compito particolar- proprio fare a meno del latino, ora invece si
ritevoli sia per rinnovare il clima universitario mente difficile perché la durata degli studi, i dà maggior importanza alle materie scienti-
grazie a studenti con esperienze diverse. programmi, gli insegnanti e le caratteristi- fiche. I licei chiedono alle università di conti-
Ora non si va più in questa direzione, eccet- che culturali delle scuole svizzere sono mol- nuare ad accettare come titolo d'ammissio-
to in alcune università, t ra cui Ginevra. Le to diversi e non è possibile stabilire una volta ne per tutte le facoltà tutti i tipi di maturità
università spiegano l'inversione di rotta con per tutte il livello di una scuola, perché si è senza distinzioni, di essere abbastanza ela-
motivi finanziari e di spazio e con il desiderio notato che i risultati agli esami propedeutici stiche per assorbire tutti i liceali che si vo-
di evitare il numerus clausus. Di.etro questa dei candidati provenienti da una determina- gliono iscrivere e di non sottoporre gli stu-
deoisione si potrebbe però supporre anche ' ta scuola possono essere un anno molto denti a esami già dopo un anno o un anno e
l'intenzione di salvaguardare il prestigio di buoni e pessimi l'anno seguente. mezzo, prima che siano riusciti a inserirsi
una classe sociale e di una cultura a scapito I rappresentanti delle università sono con- completamente e ad approfondiFe i metodi
delle altre oppure la paura della disoccupa- cordi nell'affermare che la preparazione li- di studio e le conoscenze di base.
zione degli universitari. ceale deve essere una preparazione di base, Eugen Egger, dQPo aver menzionato le di-
In Svizzera la maturità federale, che è retta non una «prespecializzazione universitaria», vergenze di opinioni sulla struttura da dare
da un'ordinanza del maggio 1968 completa- tanto più che è sempre più spesso seguita alla maturità di domani, che vanno dalla
ta nel 1972, è stata creata nel secolo scorso anche da giovani che non hanno intenzione creazione di un solo tipo di maturità, per
per stabilire le esigenze poste ai candidati al-
lo studio delle arti Sànitarie o agli studi poli-
tecnici, che, diversamente dagli studi uni-
versitari, non dipendono dai Cantoni ma
dalla Confederazione.
Neno stabilire i programmi degli esami si è
badato a chiedere a tutti i candidati le nozio-
ni di base necessarie allo studio sia nei poli-
tecnici sia nelle arti sanitarie. Questa è l'ori-
gine di una delle caratteristiche della maturi-
tà federale: essa prepara a qualsiasi studio
universitario, non solo all'una o all'altra fa-
coltà . Per continuare a garantire questa li-
bertà di scelta ai liceali è indispensabile
mantenere un gruppo di materie comuni a
tutti i tipi di maturità ed evitare una specia-
lizzazione precoce che, se per qualche lioea-
le potrebbe essere un utile approfondimen-
to e per q,ualohe altro una comoda scappa-
toia, rischierebbe di spingerne molti altri
verso uno studio che, scelto verso i 16 anni,
qualche anno più tardi potrebbe non corri-
spondere più ai loro interessi oppure di crea-
re specialisti con una visione ristretta della
realtà.

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permettere maggiore flessibilità nella scelta, «vale» uno o due punti. Per ottenere la ma- Questi modelli, che permetterebbero allo
alla diminuzione delle materie obbligatorie turità dovrà raggiungere un punteggio sta- studente una maggiore autonomia e una
in favore del perfezionamento delle tecni- bilito. Nelle materie alle quali dà un peso maggior libertà di scelta, comportano diffi-
che di lavoro e di ricerca, ha proposto alcuni doppio raggiungerà un buon grado di spe- coltà non indifferenti: è quindi necessario
modelli come stimolo per una discussione. cializzazione, senza per questo trascurare la esaminarli a fondo pr'ima di dare awio a una
I modello comprende t re tipi di maturità cultura generale. L'approfondimento in una sperimefltazione.
con: materia può essere dato:
9 materie comuni di cultura generale + 2 - con corsi approfonditi, Nel 1972 il Baden-WGrttemberg ha ristruttu -
materie da scegliere tra le lingue antiche e - dall'integrazione di corsi normali e corsi rato le sue scuole medie superiori, allegge-
moderne, supplementari, rendo il programma. L'allievo liceale deve
9 materie comuni di cultura generale + 2 - dall'integrazione dei corsi normali con un scegliere due materie da approfondire in
materie da scegliere tra le scienze naturali, approfondimento personale o in piccoli corsi intensivi accanto a un gruppo di mate-
9 materie comuni di cultura generale + 2 gruppi di lavoro seguiti regolarmente da un rie obbligatorie di base, in parte prestabilite,
materie da scegliere tra le scienze economi- docente. in parte a scelta. Sono materie obbligatorie,
che Seguendo questo modello l'allievo potreb- eccetto nel caso in cui siano state scelte
(ca. 30-32 ore settimanalì) be: scegliere le materie corrispon~e ntj a uno come materie da approfondire : il tedesco,
dei tipi attuali; combinare materie tipiche una lingua straniera, le arti figurative oppure
1\ modello: della maturità A con materie della maturità
9 materie comuni di cultura generale + 2 l'educazione musicale oppure una letteratu-
C o D o E, dare ad alcune materie più peso di ra, le scienze sociali (storia, geografia, poli-
materie da scegliere tra le lingue antiche e quanto viene richiesto e fare così contem-
moderne, le scienze naturali e le scienze tica), la matematica, la biologia oppure la
poraneamente due tipi diversi di maturità; chimica oppure la fisica, la religione e lo
economiche. t: possibile scegliere una ma- comporsi un programma <là la carte» con
teria linguistica e una scientifica, oppure sport. Gli allievi che lo desiderano possono
combinazioni di materie nuove (materie arti- scegliere corsi di informatica, di filosofia,
una scientifica e una economica, oppure stiche, pedagogiche, sociali ecc .) .
una linguistica e una economica, oppure di psicologia, di geometria, di astronomia
due materie dello stesso gruppo. Non dobbiamo dimenticare che, più impor- o di geologia (in altre regioni tedesche an-
tanti delle materie scelte, sono il rapporto che di sociologia e di pedagogia), a condi-
III modello: tra insegnanti e allievi e il clima della classe. zione che non frequentino più di 25 corsi in
corrisponde al \I modello con una diminu- Non è più sufficiente «restaurare» l'insegna- due anni.
zione del numero delle materie comuni ob- mento delle materie, bisognerà rinnovare Lo scopo dei corsi intensivi non è di formare
bligatorie. Eugen Egger ritiene realistico anche i rapporti umani. A questi progetti si giovani specialisti ma di permettere che in
questo modello, ma altri temono che esso oppongono molte difficoltà. due materie sia compiuto un lavoro più ap-
non garantirebbe più l'accesso a tutte le fa- - Siccome è difficile cambiare gli uomini e profondito e. che le teorie vengano control-
coltà e che creerebbe difficoltà agli inse- le istituzioni, bisognerà procedere per gradi late con esercizi pratici. In questi corsi l'allie-
gnanti delle materie rese non obbligatorie. e prowedere alla formazione e al perfezio- vo impara a lavorare con metodo scientifi-
IV modello: namento dei docenti. co, a redigere un protocollo, a consultare e
esami finali in 3 materie comuni (lingua ma- - Le scuole medie superiori piccole offri- citare correttamente la bibliografia, a strut-
terna, lingua straniera, matematica) + esa- rebbero meno corsi delle scuole grandi e po- turare e a presentare una relazione, a ese-
mi in una materia a scelta secondo il tipo di trebbero diventare meno attrattive per gli al- guire esperimenti e a valutarne i risultati, a
maturità (letteraria-linguistica, scientifica, lievi. Ci sarebbe il pericolo che le università lavorare in gruppo, a discutere, a prendere
economica) + esami in una materia a scelta facciano dipendere l'immatricolazione non appunti, a conoscere le proprie doti e i pro-
(tra le materie comprese nel tipo di maturità dal possesso del titolo di maturità ma dalla pri limiti. Ogni corso intensivo occupa sei
scelta, tra quelle di un altro tipo di maturità scuola che ha rilasciato il titolo. ore settimanali d'insegnamento. Tutte le di-
oppure tra altre materie: psicologia, peda- - t: difficile stabilire il confine tra il pro- scipline che possono essere scelte come
gogia ... l gramma e gli obiettivi di un corso normale e materie d'approfondimento sono conside-
quelli di un corso intensivo. La differenzia- rate equivalenti. Una delle materie d'appro-
V modello: zione dei programmi potrà essere studiata fondimento deve essere una lingua stranie-
lo studente sceglie di dare un'importanza nell'ambito dei corsi di abilitazione e di per- ra oppure la matematica oppure una delle
doppia ad alcune materie, cioè ogni materia fezionamento degli insegnanti. scienze naturali. Le altre sono: il tedesco, la

7
storia, le scienze della terra, la politica, la tanza quando la diminuzione delle nascite si Un anno prima della maturità:
musica, le arti figurative, la religione e lo riPercuoterà sull'università.
sport (in altre regioni anche la filosofia). Nei Il diploma di maturità (Abitur) dà accesso a corsi comuni
licei professionali, che non danno accesso a tutte le facoltà e alle scuole professionali francese 4 ore
tutte le facoltà, l'allievo deve scegliere, a se- para-universitarie, che si tende a diffondere lingua moderna I 3 ore
conda del genere di scuola, tecnologia, per offrire una maggior varietà di sbocchi ai mondo contemporaneo
scienze economiche oppure economia do- liceali. Accanto ad esso ci sono i diplomi di (storia, geografia, economia,
mestica. maturità professionale che abilitano all'eser- sociologia, ecc.) 4 ore
Quasi la metà degli studenti sceglie di ap- cizio di una professione e danno accesso ad educazione fisica
profondire la biologia, l'inglese o la mate- alcune facoltà.
matica.
Le materie che hanno ottenuto il maggior In Francia il concetto di «baccalaureato»si è opzioni obbligatorie')
numero di preferenze corrispondono alle modificato negli ultimi decenni. Ci si è stac-
materie della maturità tradizionale. La scelta cati dalla concezione unicamente umanisti-
6 ore oppure
matematica 3 ore
della materia d'approfondimento è legata ca e si è fatto posto anche a nuovi tipi di ma-
alla scelta universitaria. Da una parte, cre- turità scientifici e socio-economici.
dendo di affrontare meglio gli studi universi- I diplomi di baccalaureato generale (6 tipi fisica 5 ore
2 ore oppure
tari, alcuni tendono ad approfondire le ma- con 7 sottotipi) danno accesso a tutte le fa- e chimica
terie che hanno intenzione di studiare coltà e, dopo esami d'ammissione, in alcuni oppure
all'università, dall'altra alcuni proseguono casi, dopo la frequenza di corsi preparatori, biologia 2 ore
lo studio delle stesse materie per forza ai politecnici, alla Scuola normale superiore
d'inerzia. Gli specialisti dell'educazione in- e alle «Grandes Ecoles». I diplomi di bacca-
vece preferirebbero che i liceali approfittas- laureato tecnico e commerciale (9 tipi con
sero dell'occasione per avvicinarsi a materie 11 sottotipi) danno accesso solo alle facoltà opzioni di specializz zione')
lontane dal loro futuro campo di studio e di corrispondenti, ma permettono di esercita-
latino
3 ore
oppure
lavoro e per allargare il loro orizzonte intel- re subito una professione tecnica o com- 4 ore
lettuale. merciale.
Alcuni rimproverano a questo sistema di Le università possono preferire i detentori di
greco
3 ore oppure
non approfondire abbastanza lo studio di al- un determinato tipo di baccalaureato. ~ im- 4 ore
cune materie, per esempio della matemati- portante che i giovani non siano discriminati
ca, e di permettere la concent razione su ma- nella scelta degli studi a seconda del tipo di lingua 3 ore
oppure
terie che considerano secondarie. Si può ri- baccalaureato scelto; perciò si cerca di otte- moderna Il 4 ore
spondere che ci sono molte persone che nere una certa permeabilità tra un tipo e l'al- lingua
hanno raggiunto buoni risultati nel loro set- tro. Una vasta base di cultura generale è in- moderna III 3 ore
tore senza essere specialisti in matematica dispensabile anche in vista di un riciclaggio, scienze
oppure che hanno recuperato durante i pri- nel caso in cui la professione appresa non economiche
mi semestri universitari le conoscenze che offrisse più sbocchi o non soddisfacesse e sociali 4 ore
gli mancavano. più. tecnologia 4 ore
In quanto alle divergenze sulle materie più o Dal 1972 sei scuole francesi che ogni anno biologia 3 ore
meno importanti, o~ni materia, se sufficien- danno il baccalaureato a un migliaio di stu- materie
temente approfondita, porta alla conoscen- denti sono organizzate secondo un pro- artistiche 3 ore
za della realtà. Nessuno oserebbe pretende- gramma sperimentale comprendente un
re che un professore di musicologia di per sé blocco di corsi comuni obbligatori e un cer-
sia meno valido di un professore di latino. opzioni supplementari
to numero di opzioni che sinora ha dato
Tutte le discipline sono formative per una buoni risultati.
francese 2 ore
persona Intelligente, che vi impara le leggi e lingua moderna l,
i metodi che può applicare a problemi di na- corso intensivo 2 ore
tura differente. Le discipline che sviluppano Struttura dei corsi matematica applicata 1 ora
il pensiero astratto a molti sembrano più for- sperimentali francesi disegno 1'/2 ore
mative delle altre. Qui entra i gioco l'imma-
2 anni prima della maturità
gine che ci si fa dell'uomo: è giusto che illa-
voro «intellettuale» sia considerato superio- corsi comuni Il peso medio delle materie opzionali è di 11-
re al lavoro «manuale»? Gli insegnanti di francese 4 ore 17 ore settimanali, da aggiungere alle ore
musica e quelli delle arti figurative del Baden storia, educazione civica, dei corsi comuni.
-Wurttemberg si muovono in questa dire- geografia 4 ore
zione; per evitare che nella loro materia lingua moderna 3 ore HL'allievo può scegliere il peso da dare ad alcune
l'uso della ragione si trasformi in razionali- matematica 5 ore materie, cosl che alla diversificazione secondo la
smo hanno insistito affinché, accanto materia scelta si aggiunge quella secondo il gra-
fisica 4 ore
do di specializzazione.
all'esame teorico, venga svolto anche un biologia 1 ora
esame di interpretazione o di produzione tecnologia 2 ore
pratica . educazione fisica
L'esame di maturità si fa in 4 materie che
toccano 3 campi diversi: letterario, socio- Anno della maturità:
ambientale e scientifico. Due esami concer- opzioni (ogni allievo ne sceglie 2)
nono le materie d' approfondimento scelte, latino 3 ore oppure corsi comuni
due le materie obbligatorie di base. La nota greco 5 ore per i filosofia 3 ore
finale è data per un terzo dalle note dell'esa- lingua moderna Il principianti lingua moderna I 3 ore
me e per due terzi dalle note ottenute negli scienze economiche e sociali 3 ore mondo contemporaneo 4 ore
ultimi due anni. Ogni regione della Repub- biologia 2 ore educazione fisica
blica federale tedesca ha un sistema scola- disegno 3 ore
stico diverso, ma la concezione della matu- musica 3 ore
rità ha molti punti in comune per garantire tecnologia 4 ore opzioni obbligatorie
agli studenti l'accesso a università di regioni 9 ore
diverse. oppure
matematica 6 ore
Il numerus clausus in vigore in alcune facol- opzioni supplementari oppure
3 ore
tà tedesche contribuisce a spingere i liceali lingua moderna I,
verso la scelta di alcune combinazioni di ma- corso intensivo 2 ore fisica 6 ore
terie ritenute favorevoli . Questo è uno svan- disegno 1 ora oppure
e chimica 1'12 ore
taggio dell'attuale sistema scolastico del musica 1 ora oppure
Baden-Wurttemberg, che perderà impor- economia domestica 1 ora biologia

8
Il «Palais de Rumine», edificio stile toscano terminato nel 1906 su progetto dell'architetto G. André. (foto di Marcai A. Mattheyl
Sullo sfondo l'Antica Accademia eia cattedrale di Losanna.

opzioni di specializzazione Anche le università dovranno aprirsi a nuovi cupazione universitaria e contribuiscono a
compiti: la formazione permanente e le for- diminuire il divario tra il livello culturale degli
filosofia 5 ore oppure
2 ore mazioni nei campi della gestione aziendale, universitari e quello degli operai e degli im-
scienze dell'amministrazione e dell'industria. Sicco- piegati.
economiche me un ordine di scuola è legato all'ordine Democratizzare gli studi in questi paesi non
e sociali 4 ore precedente e al successivo, non sarà possi- vuoi dire lasciare che t utti vadano all'univer-
latino 3 ore bile ristrutturare la scuola media superiore sità, m·a educare i giovani e creare le condi-
greco 3 ore senza il colloquio con gli altri ordini di scuola zioni necessarie affinché qualsiasi lavoro
lingua e con il mondo·dellavoro. valga come gli alt ri non solo a parole ma an-
moderna 1\ 3 ore In tutti e tre i paesi considerati i responsabili che finanziariamente, per considerazione
lingua delle scuole medie superiori e dell'esame di sociale e quanto a possibilità d'avanzamen-
moderna 1\1 3 ore maturità stanno cercando metodi d'inse- t o e di svolgere un lavoro soddisfaceRte.
tecnologia 4 ore gnamento e strutture degli studi liceali che Maddalena Muggiasca
biologia 3 ore evitino uno spontaneismo in cui tutto è giu-
materie sto e non cadano nel nozionismo, pur for-
artistiche 3 ore nendo le informazioni necessarie per una vi-
sione d'assieme della cultura in cui viviamo,
che permetta di trarre da un esempio scelto Bibliografia
opzioni 8upplementari Egger, E., Blanc, E. : L'ens ignement en Suisse,
francese 2 ore in un campo deduzioni valide in altri campi,
Ginevra, Centro svizzero di documentazione in
lingua moderna l, per altre culture o per la ricerca di nuove vie materia d'ins~namento e di educazione, 1974
corso intensivo 2 ore da seguire. Le conoscenze non sono più im- Riforme scolastiche in Svizzera, Frauenfeld, Hu-
matematica applicata 2 ore portanti in quanto tali ma per l'uso che ogni ber, 1977.
disegno, musica, studente ne fa. L'insegnamento medio su- Blanc, E., Egger, E. :Innovations scolaires en Sui-
lavoro manuale 1'/20re periore in Svizzera, in Francia e nel Baden- se: particularités et tendances, Parigi, UNESCO,
Wurttemberg dà ora molta importanza ai 19n.
metodi di lavoro e di studio, perché dalla Insegnamento secondario di domani: rapporto
della commissione d'esperti per f insegnamento
Il livello richiesto all' esame di baccalaureato qualità dei metodi di lavoro degli insegnanti
di domani, Frauenfeld, Huber, 1973.
è determinato dalle materie studiate I liceo, dipende in parte la qualità dei metodi di stu- Conferenza svizzera dei direttori cantonali della
non dalle materie che saranno scelte all'uni- dio degli allievi. pubblica educazione, commissione per l'insegna-
versità. In Francia questa regola vale per Negli Stati che ci circondano stanno sor- mento secondario, gruppo di valutezione «Inse-
l'accesso alle università, non per l'accesso gendo scuole medie superiori a carattere gnamento secondario di domani»: Valutazione
alle «Grandes Ecoles». Perciò, per poter rin- professionale che, oltre a dare la possibilità delle risposte alla consultazione e presa di posi-
novare più a fondo il liceo, è necessario che a chi lo desidera di andare all'università, of- zione dell'assemblea plenaria della CDPE Gine-
anche le «Grandes Ecoles» e i politecnici frono sbocchi in scuole tecniche superiori di vra, segretariato CDPE, 1976.
Conferenza svizzera dei direttori cantonali della
mettano in discussione il loro ruolo e diven- vario genere oppute nel mondo del lavoro.
pubblica educazione, commissione per l'insegna-
tino più flessibili. I problemi che si pongono Queste scuole rendono possibile l'accesso mento secondario: Die Reduktion der Maturitiits-
qui non sono di struttura ma di mentalità e di vasti strati della popolazione a una cultura typen und Maturitiitsfjjcher, Ginevra, segrataria-
di considerazione sociale delle professioni. più profonda senza incrementare la disoc- to CDPE,1979.

9
Dante e Shakespeare; già in America si
Maria Boschetti Alberti: recavano regolarmente all'Opera, frequen-
tavano il teatro quando si producevano le

un'esperienza ticinese di Compagnie italiane. Naturalmente legge-


vano moltissimo e avevano rapporti, per
esempio, col Fogazzaro, che abit;;Jva, co-
«S,cuoia serena» me si sa, in Valsolda, a due passi da Lu-
gano, come testimoniano lettere dello
scrittore vicentino. Ai genitori è da
aggiungere, per completare l'ambiente, lo
zio materno Giuseppe Ferretti, il famoso
«zio Pep», che poi la Boschetti Alberti ri-
corderà, come vedremo, in un suo libro:
geometra versatissimo in matematica, spi-
rito estros.o, che era stato in Sardegna a
L'occasione di commemorare Maria Bo- Franscini e organizzati, a partire dal 1837, costruire acquedotti.
schetti Alberti, a 25 anni dalla morte, dal milanese Luigi Alessandro Parravi- ~ a Montevideo, comunque, che Maria
potrebbe essere un'occasione preziosa, cini, l'autore del famoso «Giannetto». Carolina fa il suo primo incontro con la
non solo perché ci vede qui convenuti a In casa gli Alberti, come è tramandato an- realtà della scuola. Ed è un incontro che le
rievocare la figu ra e l'opera di un'Educa- cora nei ricordi di famiglia, recitavano lascia il segno e ricorderà in più punti:
trice Ticinese che ha fatto conoscere nel
mondo Muzzano ed Agno, legandoli in
qualche modo alla storia ricca e comples- Maria Boschetti Alberti nel suo orto di Agno (12 settembre 1915)
sa del movimento delle «scuole nuove».
Questa commemorazione è - a mio awi-
so - un'occasione preziosa anche perché
ci offre la possibilità di verificare quanto e
come la sua lezione educativa abbia inciso
nel nostro contesto·.
(do odio l'arte di rimpicciolire le COSeJ) 1l,
scriveva la Boschetti Alberti nel celebre
Diario di Muzzano, volendo così sottoli-
neare la grande importanza pedagogica di
rispettare la natura e le proporzioni delle
cose. Commemorarla, perciò, impone in
cualche modo l'obbligo di cogliere e ri-
spettare le proporzioni esatte, il senso e la
portata della sua azione di educatrice non
solo attenta e impegnata, ma anche sensi-
bile e coraggiosa nell'intraprendere con in-
telligenza e originalità quelle nuove strade
di liberazione e promozione dello sviluppo
dei fanciulli, strade allora solo vagamente
praticate tanto nel vecchio quanto nel
nuovo continente.

1. La vita
La biografia di Maria Boschetti Alberti è
abbastanza nota per potervi individuare a.-
cuni dei tratti tipici della realtà socio-cultu-
rafe del Ticino fra l'Ottocento e il Nove-
cento. È innanzitutto il destino dell'emi-
grazione dal quale - come sappiamo -
poche famiglie furono allora risparmiate.
Maria Carolina (è questo il suo secondo
nome) nasce nel 1879 a Montevideo, nel
lontano Uruguay dove i genitori - mal-
cantonesi entrambi - erano andati a cer-
care lavoro e fortuna. Il padre, Giuliano
Alberti, di Bedigliora, era pittore decorato-
re, e nutriva una passione spiccata per la
letteratura e la musica; la madre Teofila
Ferretti, di Banco (frazione di Bedigliora),
aveva frequentato i «corsi di metodica»
che allora formavano e abilitavano all'inse-
gnamento nella scuola elementare, sugge-
stionata certamente dall'esempio del pro-,
prio genitore (<<Bernardon da Bane») «un
ciabattino che amava i libri» e che, proba-
bilmente credeva e sperava nelle possibili-
tà dell'educazione, se è vero che anche
egli aveva lasciato per qualche mese i ferri
del mestiere e s'era iscritto a uno dì quei
primi corsi di metodica voluti da Stefano

·Testo del discorso commemorativo del dotto Sergio


Ceratti pronunciato ad Agna il 16 gennaio 1976 in occa-
sione del XXV anniversario della morte dell'Educatrica
ticineee.

11
((Andai a scuola - scrive -, a quattro o poi alla magistrale dell'Istituto Santa Cate- zano. Facevamo la gara a chi riusciva a portarle
cinque anni, in una grande città dell'Ame- rina di Locarno, da cui sarà licenziata, con la borsa».
rica del Sud. Non vedo piÙ la scuola, non una brillante votazione, maestra nel 1894. E certo le fotografie che di Maria Boschetti ~I­
berti ci restano testimoniano ancora d'una nobi-
vedo più la faccia della maestra; ma vedo E l'anno appresso, 1895, incomincerll il le bellezza lombarda, d'un portamento a cui gli
benissimo un braccio da lei levato in alto suo insegnamento su e giù per il Malcan- anni aggiungeranno una serena solennità.
in atto di spiegare una lezione; vedo una cat- tone: Monteggio, Neggio, Bioggio, Muz- E un'altra scolara ancora:
tedra alta, molto alta ... forse perchè le mie zano - e sarà proprio il municipio di Muz- «lo sono stata la sua allieva per quasi tre anni e
gambe erano ancora piccole, tanto piccole zano a confermarla maestra il primo otto- la ricordo come un'insegnante meravigliosa,
che io salivo a stento. Salivo però, quel bre 1917. dallo sguardo dolce, sempre sorridente e, una
primo giorno di scuola, con una grande L~anno 1917 è un anno importante nella cosa che mi colpiva moltissimo, è che era quasi
gioia in cuore. La maestra doveva avermi biografia della nostra educatrice: conclude sempre vestita di bianco.
La scuola da lei era un gioco, eravamo liberi,
dato un filo annodato e delle perline di vi- un periodO della sua vita e della sua attivi- potevamo lavorare da soli, non ci aiutava non ci
vaci colori, e doveva avermi suggerito tà di maestra, ma soprattutto ne apre un guidava nemmeno, penso che ci spronasse»3).
d'infilarle; di questo non ricordo più. Ma altro, quello reso più significativo dalle sue
mi rivedo nettamente, arrancante per sali- esperienze di scuola rinnovata (dal 1917 al Ma forse è opportuno che anche noi, pri-
re alla cattedra col mio capolavoro in ma- 1924 a Muzzano con le prime classi della ma di ripercorrere questo nuovo periodo li
no, le perline variopinte (come accarezza- scuola elementare, dal 1925 in poi ad cui motivi ispiratori sono delineati con
vo con l'occhio quella festa di colori/) Agna, dapprima con il secondo ciclo delle suggestione nella prima parte del Diario
combinate in modo inimitabile/ .. . La mae- scuole elementari e, in seguito con le clas- di Muzzano), sostiamo - idealmente -
stra che stava spiegando col braccio leva- si di scuola maggiore), esperienze che so- per cercare di capire meglio le esigenze
to, non fece che chinarsi dalla mia parte, no ampiamente documentate nei suoi avvertite dalla Nostra, esigenze che l'ave-
rompere il nodo, far uscire le perline e dir- scritti e che ebbero, come è noto, ricono- vano spinta a compiere un viaggio peda-
mi: - Va' ad infilare un'altra voltai - Ah, scimenti e apprezzamenti più che lusin- gogico in Italia - a Milano e a Roma -
quella maestra/ . . . Se a/meno si fosse vol- ghieri dalla nuova pedagogia militante: dal per incontrarsi con le esperienze che vi si
tal11 . .. e non m 'avesse fatto assistere alla Lombardo Radice al Ferrlire e ai nume- venivano effettuando all'insegna del «me-
distruzione del mio capolavorol ... Il dolo- rosi visitatori che ad Agno e Muzzano - todo Montessori». Perché - dobbiamo
re ch'io provai in quel momento fu tale in tempi diversi - sentivano di dover so- chiederci - questa giovane ticinese, ap-
che mi restò sempre vivissimo nell'ani- stare per capire lo «spirito» con cui Maria prezzata dalle autoritl1 scolastiche, sente il
moJil). Boschetti Alberti sapeva vivificare due limite contro cui cozza la sua quotidiana
Dopo il 1883 la famiglia Alberti (Maria Ca- umili scuole di campagna. attività educativa? Ma, soprattutto, qual è
rolina è la quartogenita di otto figli, tra il la portata dello stimolo effettivo che essa
fratello maggiore Giacomo, che sarll poi 1917, dunque, Muzzano: ed ecco come la ricor- riceve - positivamente o negativamente
pretore di lugano, giornalista e poeta del da oggi ancora una sua antica scolara, e para - dall'ambiente, dal clima culturale che
genere umoristico che legò il suo nome un quadro dawero emblematico: dominava nel Ticino dell'epoca?
anche al primissimo socialismo ticinese, e Ila maestra Boschetti la ricordo, ma sono pas- Noi faremmo in certo qual modo torto al-
il minore Francesco, che diventerll sacer- sati diversi anni, era grande, coi capelli piuttosto l'intelligenza di Maria Boschetti Alberti se
dote, romanziere e giornalista politicamen- neri, un tipo da città, non era una contadina; ci accontentassimo della spiegazione che
te impegnato dalle colonne del «Popolo e vestive bene, era sempra ben messa,e noi la
ella ce ne dà ne Le campane di V/nata,
guardavamo sempre. " mattino andavamo a ri-
libertb) - dopo il 1883, dicevamo, la fa- ceverla alla stazione della Cappella, dato che ve- quando attribuisce allo zio Pep il merito,
miglia Alberti rientra a Bedigliora e qui la niva da Agna. In estate quando era bel tempo, indiretto, di averla spinta verso le «scuole
futura maestra di Muzzano e di Agno fre- l'aspettavamo in cima alla BrOsada, che è un nuove)), verso, cioè, quel nuovo modo di
quenta le scuole elementari, per iscriversi sentiero che dal piano d'Agno sale verso Muz- praticare l'insegnamento, non più centrato

Cinque immagini della .Scuola sere".,. di Agno 119381


Gli allievi con la loro maestra.

12
sulla presenza invadente della figura del
maestro - un maestro, per altro, ignoran-
te e presuntuoso, come amava sottolinea-
re con sarcasmo o zio Pep: «BMe comme /l,,~
un mai'tre d'école ... »4). A meno che que-
sto episodio, tutto permeato di quella sin-
golare compiacenza che anima solitamen-
te certi ricordi, non stia a significare anche
qualcosa di pill. Cosa ci vieta, ad esempio,
di vedere incarnata proprio nello zio Pep la
realtà socio-culturale ticinese sul finire del-
l'Ottocento, indubbiamente provinciale,
ma ricca di quei fermenti che da sempre
animano la «provincia», facendone non di
rado il serbatoio di esperienze che, prima
o poi, vanno a confluire nelle «metropoli»
per rinforzarne le nervature in via di inde-
bolimento?

2.11 paese
E in effetti il Ticino dell'epoca - stando
9J. ?--t.-.o
alle testimonianze accurate di Ernesto
Pelloni e di Carlo Sganzini - era in pie- .A "Go-. .c~,A,. '~~....-._-
no fervore per quella nuova pedagogia ~~ D L
che traeva ispirazioni dal Pestalozzi e che ;~A.. g1,. P)I"-~-'-"'_4..
mirava a trasformare radicalmente la pras- .
si educativa, adultistica, mnemonica e ver-
balistica ancora in auge nelle scuole d'Eu-
ropa, vera mortificazione della natura e
..
~ ~~
}
degli interessi dell'educando.
«Ricordo - scrive ad es. il Pelloni - che
uni! rigida mattina d'inverno Oreste Gal-
lacchi, anima pestalozziana in veste di uo-
mo politico, venne nella scuola maggiore
di Breno a invitare la scolaresca a seguirlo
attraverso le gelate viuzze del villaggio
montano, per festeggiare con canti pa-
triottici il centocinquantesimo anniversario

~.
della nascita del grande educatore elveti-
co. Era il 12 gennaio 1896»6).
In quale villaggio del Malcantone insegna-
va allora Maria Boschetti Alberti? Ma Pe-
stalozzi e il metodo intuitivo, insieme alla
complessa problematica dell'educazione
come autoeducazione, del pieno libero e
armonico sviluppo dell'individualità del Testimonianza di Giuseppe Lombardo-Radice, in visita alla scuola di Muzzano, scritta sul diario di
fanciullo, non erano allora solo occasioni Maria Boschetti Alberti (1923).
per festeggiamenti ufficiali. C'era un movi-
mento effettivo, politico e pedagogico ad Le idee che io avevo raggiunto cosi poveramente, per mio conto, e un po ' anC()ra astratte, qui in q/Jesta
suà bella scuola campestre sono già realtà confortante, ricchissima.
un tempo, impegnato nel rinnovamento Grazie, cara Alberti, della offerta gentile di tenermi al C()rrante del suo lavoro ulteriore: la scuola di
delle teorie e delle pratica scolastica. Muzzano è III se/lolll di dOlmm;. Ho bisogno di conoscerla bene, per farla conoscere ai meestri ittIIia-
«Centro del movimento - prosegue an- ni, perché ne traggano incitamento alloro lavoro nuovo.
cora il Pelloni - (era) la scuola normale
maschile, diretta dal teologo Luigi Impera- G. Lombardo Radice
tori. Due anni prima, nel 1894, l'lmperato-
n, In una con rancesco Giannini, inse-
gnante di didattica, aveva riformato, per
incarico del nuovo Governo liberale, il Pro-
gramma delle scuole elementari, ispiran- di Pestalozzi e di Girard e lo trasportarono magna pars della storia delle idee politiche
dolo 'alle dottrine ed agli esempi dei due fra noi a vivificare le scuole nostre e della e della cultura ticinese. Perché - come
luminari della pedagogia contemporanea, vicina Lombardia, ed imitiamoli'»6). scrive Carlo Sganzini fin dalle prime righe
il Padre Girard ed Enrico Pestalozzi'. Il Ora se - come lo stesso Pelloni mostra di un suo saggio premesso alla raccolta
nuovo programma, soggiungeva l'Impera- con un apparato storico e critico che fa antolog,ica dei moralisti e pedagogisti, nel
tori, 'impresta dal Girard il metodo mater- del suo saggio, Pestalozzi e gli educato- secondo volume degli Scrittori della
no e dal Pestalozzi il principio dell'intuizio- ri del Cantone Ticino, un documento Svizzera Italiana - , «vi è una caratteristi-
ne'. Trasportato dal suo fervore per il Gi- fondamentale della nostra letteratura pe- ca comune ai nostri pensatori ed è questa
rard e il Pestalozzi, Luigi Imperatori ne af- dagogica -, se, dicevamo, gli entusiasmi che, anche dove essi si elevano a problemi
fermava l'influenza anche sugli educatori dell'Imperatori peccano di genericità ap- d'ordine speculativo, vi arrivano in conse-
e sulle scuole ticinesi della prima metà del prossimativa (anche per la scarsa cono- guenza di preoccupazioni educative o poli-
secolo diciannovesimo, al punto che, nella scenza che l'Imperatori aveva del pensiero tiche, rarissimo per interesse teorico puro.
chiusa del suo discorso in onore di Pesta- originale del Pestalozzi), non meno vero è Il pensiero dei nostri moralisti riflette il
lozzi, pronunciato a Locarno la sera di il fatto che i personaggi citati dal dotto processo per cui nel nostro paese si sono
quella stesso 12 gennaio 1896, 'ricordia- teologo avessero dato un contributo im- venute formando una coscienza pedagogi-
moci (giunse a dire) di quella pleiade illu- portante nell'oper~ di radica mento e diffu- ca ed una coscienza politica. Quella, po-
stre di Educatori Ticinesi, il Padre Soave, sione di una filOSi'fia morale dalla quale di- tendo sorgere come espressione di
l'abate Bagutti, Stefano Franscini, l'abate scendeva in linea diretta un preciso impe- umanesimo universale non legato neces-
Lamoni, l'abate Fontana, che nella prima gno pedagogico e didattico, attorno al sariamente a contingenze politiche, prece-
metà di questo secolo raccolsero lo spirito quale e per mezzo del quale si è svolta de e offre anche sviluppi propri: questa

13
in uso nelle nostre scuole, ma· credo di po-
termene esimere, imperocché se alla dire-
ISPETTORE SCOLASTICO
del
Lugann, ~.~. .. 192tC.. zione delle scuole normali si ponessero ve-
ri pedagogisti moderni, l'indomani comin-
cetebbero gli allievi maestri ad imparare
che cosa sia e come si applichi il metodo
intuitivo, che da tanti anni si predica. Fini-
rebbe una volta questa vergogna delle no-
stre scuole normali ... per cui i nostri gio-
vani maestri e le nostre maestre. uscite
dalle scuole normali colle migliori patenti,
non conoscono nemmeno di nome le
lezioni di cose, non hanno nessuna idea
del metodo intuitivo per insegnare la lin-
gua . .. >1 ecc. 8).
La diagnosi del Bertoni è, come dicevamo,
del 1888; abbiamo altresì visto che all'ini-
zio del decennio successivo qualcosa in-
comincia a cambiare nei programmi della
scuola elementare e che, con l'Imperatori
alla magistrale di Locarno, si intraprende
una certa apertura verso la pedagogia mo-
derna, all'insegna di un Pestalozzi che sa-
rà però veramente capito più tardi - gra-
zie all'apporto del movimento delle
«Scuole nuove» (attivismo) da UII lato, e
1925 - b 557 - 500 al primo st\Jdio scientifico rigoroso di Car-
Io Sganzini (1926), dall'altro. Ma intanto la
lettera dell'ispettore scolastico del Il circondario A. Teucro Isella citata a pago 17, seconda colonna
nostra Boschetti Alberti era già diventata
(1926). maestra e praticava il metodo tradiz·ionale
nelle scuole elementari del Malcantone,
coincide cogli inizi e gli svolgimenti della operare, deve per bella maniera awiare e con quella insoddisfazione interiore - be-
nostra Iibel"Ul e sue istituzioni e tende a in- confortare la mente al vero con piacevoli ninteso - di cui ella stessa parla ne Le
corporarsi la prima come suo elemento in- ragionari, e con evidenti considerazioni, campane di Vinata. Ora, non dovrebbe
tegrante. valendosi ad ogn'ora dei medesimi giocoli- essere difficile immaginare tutto il vuoto
I nostri pensatori sono in massima parte ni, dei medesimi cicaleccÌ» . che la Nostra awertì tra le idee pedagogi-
uomini di scuola, accessoriamente uomini Ma il Fontana offre qualcosa di più per i che moderne, conclamate e dibattute nel
politici nei quali è particolarmente vivo il possibili riferimenti con l'opera della Bo- nostro Cantone, e la realtà dell'insegna-
problema della scuola e della educazione schetti Alberti, in quanto la pedagogia del- mento, la triste e monotona realtà del-
di una coscienza civica nel popolo»7) . l'amore, dell'intuizione sensibile e dello l'esperienza quotidiana in cui si sentiva
E di questi uomini di pensiero e d'azione, studio d'ambiente, espressa da quest'uo- confinata.
oltre al Franscini e all'Imperatori, è forse mo che fu - come scrive il Pelloni - il «Cominciai - confesserà, infatti, più tar-
qui il caso di ricorda me alcuni per le possi- più colto educatore del Canton Ticino, do- di, in una conferenza sul Metodo Montes-
bili connessioni con la «pedagogia» della po il Soave, ha tra i suoi meriti anche sori ai maestri della Leventina - , comin-
Boschetti Alberti: quello di aver scritto una Grammatica pe- ciai a seguire una scuola più naturale, più
- l'abate Giuseppe Bagutti (1776-1837) dagogica (1828) in cui precorre quelle ten- razionale, più materna, più pratica, più
che diresse l'istituto nazionale per sordo- denze affermatesi diversi anni dopo e so- adatta ai bisogni psichici del maestro e
muti di Milano, autore di un saggio, Il ga- stenitrici dell'utilizzazione del dialetto nel- dell'alunno. E cercai la nuova scuola sui li-
lateo dell'istruttore (1825), nel quale l'insegnamento della lingua (<< ••• le paro- bri. Ma con tutto il rispetto dovuto alle
questo fervente ammiratore di Padre Gl- le e lo scritto debbono sempre derivarsi ombre di novità dei nostri grandi pedago-
rard (cui aveva fatto visita a Friburgo nel dal linguaggio del fanciullo, ossia dal dia- gisti, non trovai che bellissima teoria: da
1819) si preoccupava di evidenziare, citan- letto»); tradurre in pratica, da portare direttamen-
do la figu ra e l'opera di Pestalozzi, come - il canonico Alberto Lamoni (1798-t838) te nella scuola, nullaJ!3).
«un buon maestro, oltre all'essere fornito che dal 1828 diresse proprio a Muzzano un Tanta confessione di un bisogno di espe-
di sufficiente scienza, deve principalmente Istituto «informato» ai principi metodici rienza, che la spingerà poi a intraprendere
possedere le qualità e doti che possono a del Lancaster e dello Jacotot, sostenitori il «Viaggio pedagogico in Italia», non ha, a
lui conciliare l'affezione ed una rispettosa entrambi del «mutuo insegnamento». Pur- sua volta, bisogno di commento: esso
stima degli scolari»; troppo la morte, che lo colse nel fiore del- prenderà poi, nel ricordo, le sembianze
- l'abate Antonio Fontana (1784-1865), l'età, impedì una prima realizzazione dei dello zio Pep.
che come il Bagutti visse però fuori del Ti- suoi progetti educativi.
cino, nella vicina Lombardia, autore di un E, per finire con questi lontani riferimenti,
Manuale per l'educazione umana in tre citerò appena Giuseppe Curti (1809-1895) 3. L'opera e il pensiero pedagogico
volumi (1834) di cui già la dedica (<<a una e la sua battaglia contro la vecchia scuola, Il dIario di Muzzano., La Scuola Serena
madre / Nella sapienza dell'umana educa- e la vecchia grammatica combattuta in di Agno e " dono di s6 nell'educazio-
zione vate meglio una ottima madre che i nome del Pestalozzi. Ma a questo punto la ne rappresentano la quasi totalità degli
libri dei filosofi») è ampiamente significati- storia delle idee pedagogiche nel Canton scritti in i:ui Maria Boschetti Alberti ha vo-
va. «La scuola - scrive il Fontana - nella Ticino si fonde con quella delle nuove isti- luto raccogliere e fermare la sua esperien-
prima età deve seguitare il fanciullo, e non tuzioni educative awertite ormai come za di «Scuola nuova», (altri scritti: articoli
debbasi costringere il fanciuUo a seguitar strumenti necessa.ri per una migliore rea- di pedagogia e note pole}Tliche apparvero
la scuola. Egli non deve punto accorgersi lizzazione delle prime. E anzitutto la crea- dal 1919 al 1939 su «L'Adula», su «Popolo
d'esser contenuto ad alcuno studio: egli zione di una Scuola Normale capace di as- e Libel"Ul», sul «Corriere del Ticino» e sulle
deve essere liberissimo. Egli deve trastul- sicurare agli educatori una formazione più riviste pedagogiche «Risveglio», Lugano,
larsi e volgersi a piacer suo a quelle cose organica e moderna di quella fornita con i «II Gruppo d'Azione», Milano e «Scuola
che ragionevolmente possono concedersi vecchi corsi di metodica. Ma la Normale, italiana moderna», Brescia). Certo, non è
a quegli anni primissimi. Ma l'educatore istituita poi nel 1873, come risponderà a in questi scritti che va rawisata la sua
seguitandolo diligentemente in tutte quelle queste esigenze? Nel 1888 Brenno Berto- opera più autentica, bensl nella pratica
innocenti sollecitudini, in tutti quei giudizi, nl ne traccia il seguente quadro rivelatore: quotidiana che essi in qualche modo rac-
in tutti quei consigli, in tutte quelle delibe- «Or dovrei dire qualche cosa della necessi- contano. Ma bisogna fare attenzione a
razioni, in tutto quel perpetuo favellare ed tà di far sparire i metodi antiquati ancora non confinare questa pratica in una di-

14
Certo, la pedagogia della protagonista del- chiediamo, infatti, cosa abbia rappresenta-
la Scuola serena è fortemente personaliz- to per lei l'insieme dei procedimenti scien-
zata, ma non fino al punto che vorrebbe tifici della pedagogista italiana, troviamo so-
ad esempio il Dottrens, il quale preferisce lo un'occasione, un esempio che la mae-
sottolineare quasi esclusivamente la «per- stra ticinese reinterpreta però a modo pro-
sonatità educativa inimitabile» della No- prio: «Quello - scriverà ad esempio, in
stra. «lo mi inchino - scrive il pedagogi- merito ad un problema pedagogico non
sta ginevrino - davanti alla personalità e secondario - che la Montessori chiama
all'opera della signora Boschetti, ma il suo concentrazione dell'attenzione è un fatto
esempio è pochissimo probante per me, vero, naturtlle, che succede ad ogni fan-
poiché allor quando la signora Boschetti ciullo posto nell'ambiente di libe~ un
non c'è più, tutto, più o meno, sparisce, e fatto naturale come la comparsa del primo
potrebbero imitarla soltanto gli educatori dente e il primo movimento di deambula-
dotati di una personalità paragonabile alla zione. La Montessori lo chiama concentra-
sua. zione dell'attenzione e pare credere che si
Essa è di qualità troppo alta perché si tro- faccia unicamente sul suo materiale.
vino molti che siano capaci di fare come Deve essere invece una concentrazione di
lei»10). interesse, e può farsi su qualsiasi ~OSB. /I
Ma, a ben guardare, quello della «perso- fanciullo che entra nell'ambiente di libertà,
nalità inimitabile» non è forse un falso pro- venga da casa o venga dalla scuola comu-
blema? La pedagOgia implicita tra le pie- ne, è divagato, distratto, inquieto,annoia-
ghe dell'azione educativa della Boschetti to. Poi ad un tratto . .. si fissa su di una
Alberti cé ne spiega, indirettamente, il per- materia; fa, rifA, ripete. t /'interesse che si
ché: «Se mi dite, maestri carissimi, che concentra; e da questo primo centro si
ognuno dei vostri allievi deve imparare le estendem a poco a poco alle altre materie
medesime cognizioni, sono con voi; ma se finchfl diventem generale.
mi dite che ognuno deve imparare al me- Allora noi diciamo che l'alunno si è
desimo modo, vi rispondo che questo è ordinato ... ))12).
assurdo, è contro natura, è inumano. Cia- I termini Interesse e Libertà sono appunto
scuno dei nostri alunni ha un diverso gra- quelli che sintetizzano questa «semplicissi-
do di intelligenza; sono enormi le differen- ma pedagogia» tanto cara al Ferrière e al
ze tra uno e l'altro tipo. Ogni tipo arriva ad Lombardo Radice. La libertà, anzitutto,
Verifiche di conoscenze geografiche appena ac- imparare le medesime cognizioni, è vero: perché essa rappresenta il contesto più
quisite.
ma ogni tipo vi arriva in modo diverso»11). ricco per il fiorire degli interessi: «lo non
mensione quasi inaccessibile per la teoria Il rilievo pedagogico è importante, è deci- avrei immaginato che i ragazzi potessero a
- bisogna are attenzione, perché tra le sivo anzi; esso pone il problema del rispet- tal segno interessarsi dei loro studi. Mai,
to dell'individualità dell'educando e, quin- mai quando io facevo scuola col metodo
pieghe diverse di questo racconto educati-
di, della ricerca di quelle strategie educati- comune, mai arrivai a vedere qualcosa di
vo scorre una CQnsapevo ezza che è sor-
ve atte a favorire e migliorare lo sviluppo sbiaditamente somigliantel E mi adopera-
retta da un impianto pedagogico da non
dell'individualità (individualità non indivi- vo a fare le lezioni sui punti di Herbart, e
sottovalutare. Cito a questo proposito la
testimonianza del figlio Franco (rilasciata a dualismo, perché tutti sappiamo quanto mi affannavo a portare il più svariato ma-
Radio Monteceneri nel 1974) che di sua radicato fosse nella maestra di Muzzano e teriale in Scuola, ad illustrare in tutti i mo-
di Agna l'afflato sociale, cosi immediato e di possibili le mie lezioni.
madre è stato anche allievo ad Agl'IO:
ingenuo, né impreziosito né turbato da Ma dopo un primo moto di curiosittJ per
«Ognuno portava in scuola i propri int~
quelle che oggi potremmo chiamare «pre- una cosa nuova, dopo un interesse falso,
ressi di ragazzo abitante una regione rura-
occupazioni ideologiche»). Attorno a que- subito l'apatia più generale»13). Basta ri-
le. Owiamente erano interessi molto vari.
sto senso pieno dell'individualità ruota, pensare, anche solo di sfuggita, a tutte le
Non c'era nessuna barriera ad importare
perciò, tutta l'awentura educativa dalla battaglie combattute dal migliore «attivi-
nell'aula scolastica quello che ci occupava
Boschetti Alberti, fin dal suo primo incon- smo» in nome di una teoria dell'interesse
fuori dalla scuola, sui temi che portavamo
tro con il «Metodo Montessori». Se ci che .si contrapponeva all'herbartismo, ad
in classe, gli oggetti, anche i giornali, i li-
bri, gli autori nostri, poi noi davamo le
spiegazioni a quei gruppi che in scuola si
formavano spontaneamente secondo gli Aiuto vicendevole
inter9S$i.
Si facevano cosi scoperte su temi nuov~,
erano scoperte anta pill valide, in quanto
ci erano proposte da compagni con i quali
poi fuori si facevano i giochi tipici dei ra-
gazzi, diciamo di quelle regioni. Quindi
non erano scoperte che ci venivano da un
mondo estraneo a quello nostro di tutti i
giorni.
La funzione di mia madre in tutto questo,
cioè in questo irrompere della vita normale
del ragazzo entro il mondo scolastico,
quasi non appariva, benché fosse, io riten-
go, potente. Doveva essere un po' come
un'influenza, direi quasi sotterranea, che
ci aiutava a crescere spiritualmente ed in-
tellettualmente e cutturalmente. Un'in-
fluenza che non veniva mai in primo pia-
no; era, agiva proprio senza parere, per-
ché mia madre, e credo che questo sia
uno dei canoni fondamentali del suo inse-
gnamento, si sforzava sempre di non in ~
fluenzare in nulla lo sviluppo della perso-
nalità del ragazzo perché questo crescesse
secondo, diciamo cosi, le sue leggi inte.r-
ne».

15
spontenei che ne derivano, sull'insegnamento
individualizzato. su una scuola senza programmi
cristallizzati e cepaca di stimolare gli allievi al-
l'osservazione, alla ricarca. all'esplorazione del-
l'ambiante. al lavoro individuale e di gruppo
anche per coltivare Il senso sociale. non potava
non essere entusiasta di un'opera educativa,
come quella della Boschetti Albertl, che realiz-
zava in concreto la scuola attiva che lui sognava
e «con un'armonia e una poesia indicibile• •
Il figlio Franco ricorda il Ferrière che veniva in
casa: un bel vecchio. dice, interessante anche
nella persone, apacie neila faccia tormentata: Il
quale incuriosiva il bambino d'allora per la totale
sordità, che lo obbllgave, conversando con la
madre, a farsi scrivara rapldiasirnamante la pa-
role s un libnccino che portava sempre con sé.
E certo' questo ritretto corrisponde all'immagina
del grande padagogista ch'io stasao porto nella
memoria.
Incontrai il Ferrière una prima volta il 30 agosto
del 1954 a Ginevra, guidato a lui da un anarchi-
co italiano ch' egli teneva nascosto, con spirito fi-
lantropico, in una rustica dépendence del suo giar-
dino, già servitagli per i suoi esperimenti pedago-
gici: e parlandomi del Ticino. venne subito a di-
re della Boschetti Alberti. e volle sapere sa il
suo spirito era sempre vivo e se si ere diffuso
nelle scuole; e ritornò pii} d'una volta il nome
della Boschetti Albartl nei successivi Incontri. A
Libero lavoro di gruppo lei il Ferrière aveva scritto In una lettera: . Ve-
dendo la sua scuola è come se, da un abba-
ino, io gettassi un COlpo d'occhio sull'awenire»;
una pedagogia, cioè, che riduceva l'inte- l'affermarsi delle correnti idealistiche in Italia, e ancora, parlando dell'eccezionale maestra:
specialmente attraverso l'opera di Gentile e di • Ella fu una delle più grandi educatrici dell'Europa
resse a meccanicismo intellettualistico, ad e, SI può dire, del mondo. Cionondimeno fu
un fatto momentaneo ed «esterno» ai Croce, aveva condotto a un mondo culturale
tutto impregnllto di uno spirito nuovo che non quasi sconosciuta nel suo paese e non svelo
bisogni concreti dell'educando - basta ri- un segreto ricordando che le autorità scolastiche
fu certamente aatrsnao allo stasao spirito che
pensare a queste vecchie polemiche che animò l'opera di Maria Boschetti Albarti, dati i del suo cantone non l'hanno né semprecomprasa
videro come protagonisti il Daway in rapporti e legami che univano il Ticino alla vici- né sempre tollerata»; aggiungendo infine:
Americe e il Claparida in Europa, per co- «Gli innovatori disturbano le sacrosante abitu-
na penisola.
gliere tutta la consapevolezza pedagogica Giuseppe lombardo Radice, che fu n migliore dini e calpestano i regolamenti».
della nostra Boschetti Alberti, pur cosi Interprete, sul piano pedagogico, di tali correnti Ma qui sorge il problema: le autoritè scolastiche
e che ara alla ricerca di nuove via educativa, an- del Ticino furono varamente Insensibili al mes-
schiva le, perché n07, sospettosa) nei saggio di Msria Boschetti Alberti7 Insensibili al
confronti di tutto quanto sapesse di teori- che in contrasto con ie aspirazioni di un regime
dittatoriale che lo feca tanto soffrire, amava ri- punto di ostaggiarla7 la parola del Ferrière è
col certamente Importante. e altro potrebbe pure
trovare nel Ticino quell'oasi di vita democratica
Un'azione educativa, dunque, quella della e libera, che stava scomparendo nel suo paese, fer pensare in quella direzione: tuttavia qualche
maestra di Muzzano e di Agno, in linea e amava sostare nelle scuole in cui a tale vita si testimonianza ci dice cha, 88 il Ticino forsa ere
con la migliore pedagogia militante del educava. in una certa misura impreparato a intendere e
suo tempo. Anziché «esempio inimitabi- Nel particolare momento storico in cui si tratta-
le», più corretto sarebbe parlare di un'ori- va di lottare e di lavorare anche in miaera cata-
ginale - o, se si vuole, personale - inter- pecchie, il maestro quasi missionario e idealista Il giornale nella scuola
pretazione delle teorie attivistiche, inter- era quello che sacondo lui occorreva per educa-
pretazione fatta «sul campo» e con un chiaro re le nuova generazioni.
intento che non è esagerato definire politi- E ciò che certi maestri sapavilno fare, in condi-
zioni di lavoro spasso assai disagevoli era per lui
co, perché mirava al rinnovamento dell'in- motivo di conferma del suo intimo pensiero.
tiero apparato pubblico della Scuola ele- E: in questa disposizione d'animo che agli vide
mentare: «lo cerco - scrive ancora nel nella scuoia di Maria Boschetti Albarti, cosl co-
suo saggio più importante, 'La libertà edu- ma in altre scuole prasantate nelle sue numero--
cativa' - di dimostrare coi fIItti che t} pos- se pubblicazioni, l'lnlzio di un'era nuova. In altre
sibilissimo portare nelle scuole governative parole le scuole di Agno e di Muzzano costitui-
la liberttJ, l'auto-educazione, il rispetto del- scono la viva esemplificazione della sua staua
l'individualitB; cerco di dimostrere coi fatti dottrina pedagogica.
Il metodo era quindi del maestro stasao. nella
che, senza dBre troppo nell'occhio Bi ne-
sua capacitè di informare educando e di rinno-
mici delle scuole nuove, senze uoppo bru- varsi continuamenta r:ar maglio indirizzare i pro.-
schi trapessi, senztl violenti strappi, si pu() pri allievi.
cBmbiBre une CIBsse comune iQ une scuo- Questo è lo spirito che in gran parte impregna
la serene, ciotJ in un Bmoiente di pece, di ancora i nostri programmi per le scuole elemen-
armonie, di serenità; possibilissimo, solo tari del 1959 e che ha dato a Maria Boschetti AI-
che lo si vogliB»14) . berti l'energia per impostare una vita scolastica
Ho sempre creduto che tanta decisione allena dalla coercizione autQl'ltaria e da qualsiasi
nozioniamo scolastico. in contrasto con l'unitè
nel perseguire un progetto educativo mo-
del sapere. l ' anima del tutto e la conoscenza
derno sia stata, in ultima analisi, il fonda- lobale deva precedere la conoacanza dalle par-
mento vero dei molti riconoscimenti che ti, e cioè il frammentarismo di nozioni separata
Maria Boschetti Alberti ricevette dai peda- astrattamente materia per materia.
gogisti del tempo: dal Lombardo Radice Senza dubbio l'educazione In questa condizioni
che volle fare di Muzzano e della «Scuola è per certi aspetti Inimitabile per it fatto steaso
serena» un punto di riferimento per quel che può essere frutto di un'arta pii} che di una
rinnovamento che aveva cercato di impri- scienza. Ma è poi veramen18 possibile svolgere
una vera attiviti educativa COf) la lOIa scienza
mere alla scuola italiana, al Ferrière. que- senza arte o con la sola arta senza scienza 7
sto nostro apostolo delle scuole nuove Adolfo Ferrièra. ginevrino, fra i maggiori espo-
che citò ampiamente e con entusiasmo, nenti europei di una scuola attiva fondata sul bi-
nei suoi scritti sul movimento attivistico, le sogno di sapere. di carca .... di OII8MIre. di la-
esperienze di Muzzano e di Agno. vorare insito in ogni ...gazzo e sugli interalli

16
gogisti militanti nel cattolicesimo, religione nella
quale pure la maestra di Agno credeva; e citerO
ancora, senza pretesa di completezza, il Ga·
brielll, trII ".n.lero • l'o".,. di Mariti Bo·
.:hettl A/berti», Firanze 1954, e il Mazzetti,
trMaria Bo_atti AlbertI oh,. III Montauo-
" . Lombardo Radice», Roma 1962: che è un
titolo, quest'ultimo, cha appara assai signifi-
cativo e dice la modernità e anzi l'attualitll di
quel metodo e di quella prassi.

Maria Boschetti Alberti vive nel tempo


grazie al suo magistero permeato in pro-
fondità di rispetto, ma soprattutto di intel-
ligente amore per il fanciullo: quell'amore
materno che è il segreto di ogni vittoria e
con il quale gia Pestalozzl sognava di rivo--
luzionare la scuola: «E se la scuola diven-
tasse una madre? E se la scuola facesse
per tutti i fanciulli quello che una madre fa
per i suoi figli?»
r: vero: anche se noi oggi abbiamo dovuto
imparare che l'amore non basta; ma rileg-
giamo questa annotazione di una scolaret-
ta di Muzzano, una piccola zingara, tocca-
ta dal dolore, del 3 marzo 1920: sono paro-
le commoventi, in una lingua che può
suonare ai nostri orecchi strana, un gergo
dei giramondo, ma che è umanissima: «Si-
gnura maestra sei bèla come loro (l'oro),
signura maestra cara cume sei Stela -
dimme o cara cume ti voglio bene cara
mia maestra sei propi mie tu cara maestra,
- o signorina io piange perché sei tropo
Stèla - o ma ma vieni aiutarmi a purtare
cuela signura stela a casa mia» 15).
Ritorna il sogno del Pestalozzi: «E se la
scuola diventasse una madre?»
L'amore non basta, dunque. Ma quali pro-
gressi si renderebbero possibili nelle scuo-
'le se ogni allievo sentisse quella coinci-
denza singolare tra la maestra e la madre I
E sarebbero progressi, senza dubbio, an-
cne sul piano di quello sviluppo cognitivo
Maria Boschetti Alberti negli ultimi tempi che oggi costituisce la preoccupazione
maggiore della nostra pedagogia.
accettare la via indicata dalla maestra di Muzza- «Lugano, 24.5.1926 Sergio Caratti
no, non mancarono neppure nel nostro Egregia e stimata
Cantone gli incoraggiamenti, gli apprezzamenti, Signora Ma. Boschetti, Agno
i consensi.
Nel 1917, per esempio, partendo per il suo pri- Il suo articolo sulla disciplina è un gioiello di ss-
mo viaggio in Italia, la Boschetti Alberti è 1Ie- na e santa pedagogia I
Note
compagnata da lettere di raccomandazione del La scuola deve proprio diventare come Lei l'ha
suo ispettore Salvatore Monti (che la defini- 11 MARIA BOSCHETTI A LBERTI, Il Diario di
descritta: un tempio di pace e di amore.
sca «buona docente, animata da nobile entusia- Muzzano - a cura di A. Agazzi, «La Scuolu,
E pii) noi dimenticheremo noi stessi e la nostra Brescia 1953; pago 134.
smo per la sua mission8l1 e del Dipartimento
persona per amore dei bimbi, e più ci faremo 21 MARIA BOSCHETTI ALBERTI, Il dono di • •
della pubblica educazione; e del Monti troviamo
maestri nel senso più bello e più umano della nell'educazione - a cura di A. Agazzi, «La
una fotogrefia con la seguente dedica del di-
parola. Scuola li, Brescia 1959; pp. 22/23.
cembre 1926 «Alla ~istinta signora Ma. Maria
Boschetti Alberti perché ricordi colui che la fu Avanti sempre, con fede e con coraggio. 31 La testImonianza' tratta dal servizio (cu-
sempra superiore e collega insieme• . rato da M. Horatl che la Radio della Svizzera lta·
Saluti cordiali. liana ha dedicato all'educatrice ticinese nel 1974.
Sarti Ernesto Pellonl ed accompagnara Giusep-
pe Lombardo Radice nella sua prima visita alla Teucro Isella» 41 Cfr. Il diario di Muzzano, op. cit.; pag 23.
scuola di Muzzano il 21 dicembre 1923. 61 E. PELLONI, Pestalozzl e gli educatori del
E mi piace ricordare queste lettere dell'ispettore Canton T1clno - in «Cuaderni Pestalozzianill, Il,
Teucro 188l1e, del 1926 e del 1926, quando cioè 111- 1927; pag o39.
l'opera di Maria Boschetti Alberti assumeva la sllbid.; pago 40.
sua piena sostanza ed espressione: 71 G. SGANZINI, Morallsti e Pedagogisti - in
Voci, che certo non bastano ad annullare la non M, W., Scrittori della Svizzera Italiana - vol. Il,
lieta affermazione del Ferrière, ma che lasciano Bellinzona 1936; pago 1106
la questione insoluta: ed io la propongo nel de- al Citato in E. PELLONI, op cit.; pago 75.
«Lugano, 12.5.1925 siderio che la ricerca sia portata più a fondo, 91 Citato in M. PERETTI, Boschetti Albarti, «La
con la raccolta di ulteriori testimonianze. Il Tici- Scuola», Brescia 1963; pago 23.
Signora, con pii) rileggo il !lUO ultimo articolo no, a ogni modo, non fu gitl allora del tutto sor- 101 Si veda questo giudizio del Dottrens in ap-
con pii) lo trovo profondo e pieno di fede e di do, anche se i tempi, per certi aspetti, erano an- pendice a Il Dono di " nell'educazione, op.
amore. core acerbi. cit. ; pag. 176.
Acerbi in Ticino, a parte le illustri eccezioni che 111 MARIA BOSCHETTI ALBERTI, La Scuola
C'è una visione idealistica e realistica insieme ho ricordato, per intendera la vera sostanza di Serena dI Agno - a cura di A. Agazzi, «La
della scuole; e c'è un ardore di passione capace quell'insegnamento, ma acerbi anche altrove: Scuola», Brescia 1956; pag.lKl.
di scaldare gli animi pii) freddi, di suscitare i tant'è vero che solo negli anni trenta vediamo 12llbid.; pp. 93/94.
consensi e gli entusiasmi più vibranti. fiorira sistematicamente, per continuare nei de- 131 M. BOSCHETTI ALBERTI, La Scuola Se,...
Avanti sempre, con coraggio e con fermezza. cenni successivi, gli studi sull'opera della Bo- na di Agno, op. cit.; pp. 81/62.
Con stima e auguri cordiali schetti Albarti; da quello del aaroni nel 1934, a 141Ibid.; pp. 75n6
quelli del Chizzollnl, 1939, a quelli dell'Agazzl, ,61 MARIA BOSCHETTI ALBERTI, Il Diario di
dev.mo T. lsella. del CataHamo sino al Perettl, del 1963, peda- Muzzano, op. cit.; pp. 118/119.

17
Stranieri nella città

(Sintesi e considerazioni Con il primo punto si è cercato di approfon-


dire:
relatsve all'incontro - come awiene l'incontro con gli stranieri
tenutosi a Losanna all'interno della scuola e nella città;
il 25 maggio 1977) - quali sono gli ostacoli che si frappongo-
no a un incontro costruttivo e libero da con-
flitti;
Il 25 maggio 19n si è svolto, a Losanna, un - quali sono invece i requisiti di fondo
incontro per insegnanti sul tema «Stranieri che sottendono e promettono un incontro
nella città», organizzato dalla Commissione che sia scambio amichevole e arricchimento
Nazionale Svizzera per l'UNESCO. A que- reciproco.
sta giornata di discussioni ha partecipato Le riflessioni relative al primo punto hanno
una quindicina di persone, tra cui tre ticine- sottolineato come spesso l'incontro con gli
si. Gli insegnanti sono stati accolti da Sylvia stranieri awenga (o sia awenutol in termini
Junod, presidente delle scuole associate del- di conflitto e di rifiuto, con la conseguente
l'UNESCO in Svizzera e da Henriette Ehin- emarginazione dello straniero. Il rifiuto na-
ger, direttric.e della scuola specializzata di sce soprattutto dalla paura del diverso, di
Mémise (Lutryl, che si è occupata di anima- ciò che è estraneo alla nostra cultura, ma
re l'incontro e di coordinare le discussioni. anche da un falso patriottismo che fa so-
Il tema affrontato in questo incontro; « Stra- gnare un paese «puro», con costumi che
nieri nella città», rientra nel quadro di un non vengano intaccati nel tempo... Tuttavia
progetto più ampio di riflessioni e di incontri anche lo straniero tende spesso a ricreare,
che la Commissione Nazionale per J'UNE- nel paese che lo ospita, il proprio ambiente
SCO della Repubblica Federale di Germania d'origine e a vivere secondo le proprie usan-
ha proposto alle scuole associate di diversi ze e abitudini, senza confrontarle. In so-
paesi europei. Un progetto che ha come stanza, il proprio patrimonio culturale, è per
scopo principale di sensibilizzare i ragazzi al ognuno fonte di sicurezza e ognuno tende a
fatto che viviamo in una società plurinazio- difenderlo, perché il confronto fa temere il
naie, in cui si incontrano e si mescolano di- disorientamento o la perdita della propria
verse culture. Attraverso un'adeguata sen- identità.
sibilizzazione, i ragazzi dei diversi paesi ven- Perché sia possibile uscire da un rifiuto reci-
gono preparati alla comprensione interna- proco, che o.ltre a essere conflittuale, è an-
zionale sulla base di un'esperienza vissuta che sterile per la cultura di ciascuno e im-
direttamente in prima persona e con consa- pedisce una convivenza serena, occorre
pevolezza. sgombrare il campo da alcuni pregiudizi.
L'incontro di Losanna si è svolto secondo Prima di tutto, tanto nella scuola, comè in
due momenti. AI mattino, i partecipanti han- tutto l'ambiente cittadino, bisogna acquisi-
no esposto le loro esperienze e le loro riftes- re una mentalità più aperta, che poggia sul-
sioni intorno al problema degli stranieri e i la certezza che «non è questione né di cam-
vari interventi hanno ripetutamente sottoli- biare l'altro, né di cambiare se stessi. Il "Ii-
neato che tale problema riguarda soprattut- vellamento" non deve esistere: non si parla
to i lavoratori stranieri emigrati e i loro figli. di assimilazione, ma d'integrazione nel sen- temporaneo: la mancanza di dialogo, l'inca-
Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti su so più ampio del termine». (Rapporto fina- pacità a dialogare. Ciò comporta un rifiuto
un terreno più concreto: si sono cercate so- le, pago 31. Non si può pretendere dallo stra- dell'altro, ancora prima di averlo ascoltato,
luzioni al problema e i mezzi d'intervento niero una passiva accettazione della nuova o di averlo messo nelle condizioni di espri-
più idonei a facilitare e ad attuare l'incontro cultura, cioè un adattamento per forza di mersi: il rifiuto si aggancia quindi soprattut-
fra svizzeri e stranieri. cose all'ambiente acquisito: ciò significhe- to a pregiudizi e a luoghi comuni.
La discussione, come si può leggere nel rebbe «spogliare» l'altro, defraudarlo del Solo aprendo questa chiusura al dialogo e
rapporto finale redatto da Henriette Ehinger suo patrimonio culturale e misconoscere approfondendo la propria e l'altrui cultura,
e da Chantal de Schoulepnikoff (del Segre- quindi la sua uguale dignità culturale. Qui si è possibile approdare a una nuova mentali-
tariato della Commissione Nazionale Sviz- mette l'accento soprattutto su quella forma tà, che faccia apprezzare ogni cultura, co-
zera per l'UNESCOI, ha preso l'awio da di etnocentrismo, che fa credere di essere me sintesi originale di vari e diversi bisogni,
una costatazione di base e da un interroga- migliori perché piÙ fortunati. esigenze e valori e riconosca a ogni cultura,
tivo al quale si è cercato di rispondere: In secondo luogo, e anche il documento fi- e quindi a ogni esponente di essa, un appor-
«Viviamo in questo momento l'incontro di nale lo sottolinea con forza, non si riesce a to e un contributo validi.
culture diverse dalla nostra; gli stranieri arri- conoscere e ad accettare l'altro, se non si «II paese di accoglienza non può mostrarsi
vano da noi con la loro lingua e con i loro conosce se stessi. In altre parole, solo aven- caritatevole o paternalista, ma deve dar pro-
costumi; noi li riceviamo con i nostri. C'é do una esatta conoscenza della propria va di tatto e di modestia nel capire che
uno choc reciproco . Questa presa di cOn- identità socio-culturale si è in grado di sco- l'ospite porta qualcosa». (Rapp. finale,
tatto alla quale siamo mal preparati sfocia prire, confrontare, accettare l'identità cieli' pag.4).
spesso nell'aggressività. (Come arrivare ad altro. .Va sottolineata l'importanza del- Durante l'incontro di Losanna, i partecipan-
incontrarsi senza scontro?)) (Rapporto fina- le " radici" che consentono di capire meglio ti, tutti impegnati nell'ambito scolastico,
le, pago 21. l'altro. Questa conoscenza salvaguarda le anche se con ruoli e responsabilità diversi,
Le diverse osservazioni formulate dai parte- caratteristiche delle culture messe a contat- hanno approfondito il problema dello stra-
cipanti, nel rapporto finale sono state riuni- to e favorisce un arricchimento reciproco». ni.ero nella scuola e nella classe, cioè il rap-
te sotto due punti: (Rapp. finale, pago 3) porto tra bambini svizzeri e bambini figli di
al A che cosa sensibilizzare? In terzo luogo, è stato messo l'accento su stranieri. Si è sottolineato che /'incontro e la
bI Come sensibilizzare? un aspetto negativo del nostro vivere con- convivenza sono particolarmente difficili

19
~ Stranieri nella città
(Losanna, 25 maggio 19771
1. Intenti pedagogici gene,.11 2. Meteriali e mezzi pedagogici 3. Attivlt6, metodi e tecniche di lavoro

1.1 SBflsibilizzare la gioventù svizzera al fatto 2.1 3.1


della nostra vita che si svolge in seno a una socie-
tà p/urinazionale; donde la necessaria conoscen-
za delle seguenti realtà:
1.2 Cause e circostanze d~11a venuta di stranieri 2.2 Ragioni per le quali un altro paese è scelto come luogo di soggiorno o di lavoro. Questo stu- 3.2 Studi comoarativi delle risorse e den'economia dei
nel nostro paese. dio potrebbe essere inteso come lavoro interdisciplinare. paesi interessati; mezzi d'esistenza, livelio di vita, disoc-
cupazione.

1.3 Le migrazioni possono essere a doppio sen- 2.3 Studio delle emigrazioni nel corso dei secoli. Ripercussioni. Studio dell'emigrazione degli 3.3 Tabelle indicanti le diverse correnti migratorie. Ri-
so: emigrazione/immigrazione. Svizzeri : il Ticino nel passato. Attualmente c'è emigrazione? cerche e relazioni .

1.4 Problemi delle minoranze. 2.4 Studio delle varie possibili minoranze in un paese: minoranze linguistiche, religiose, politi- 3.4 Ritagli di giornali, inchieste, interviste.
che. Dimostrare come gli stranieri costituiscano pure una minoranza da tenere in considerazione.

1.5 Necessità di un dialogo. 2.5 Studio completo della comunicabilità, verbale e in altre forme, in relazione a tutti i sentimenti 3.5 Scambio di lettere, interviste, reciproci inviti, di-
affettivi. Informazione agli allievi e loro sensibilizzazione ~urate dagli insegnanti. (II passato vissuto scussioni.
dagli allievi stranieril.
Scambio di soggiorni tra giovani svizzeri e giovani stranieri in conformità della formula: vivere in-
sieme nella famiglia svizzera e in seguito recarsi assieme presso la famiglia straniera. Scambi di
classi.

1.6 Approfondimento, da parte di ognuno, del- 2.6 Ricerca, tramite lavori personali o fatti in gruppo, delle analogie tra i due paesi e di quanto in- 3.6 Viaggi - discussioni - film - .fotografie - musica .
la propria identità e ricerca dell'identità dali'ospi- vece tra essi è diverso. Può essere eseguita nelle varie discipline: letteratura, storia, geogfafia, di-
te. ritto ecc. I

I
1.7 Accettazione delle differenze e della diver-
sitè
2.7 Dimostrare come le differenze non implichino un'opposizione. 3.7 S,"d~ ..., d",.~'" ",rittu.. - ""~.oo; ~ f~"-
cobolli e di altri contrassagni - studio comparato delle
i
letterature dei diversi paesi - cucina.

1.8 Evitare il rifiuto reciproco. 2.8 Corsi di cultura e di lingua proprie del paese di origine (in particolar modo tenendo presenti 3.8 Inchieste nel quartiere. Interviste.
gli allievi che ritengono di far ritorno al loro paese), in fattiva collaborazione con l'insegnante sviz-
zero della classe del giovane straniero.

1.9 Analisi dei caparbi preconcetti che, spesso 2.9 Ricerca di concetti stereotipici sulla stampa o nei mass-media. 3.9 Ritagli di giornali e riviste - cartelloni pubblicitari
inconsciamente, influenzano il giudizio. -sequenze tipo fumetti .

1.1!) Lotta contro i pregiudizi. 2.10 Indurre l'allievo a ragion,re in modo che i giudizi non siano dedotti da fatti o osservazioni del 3.10 Specchietto dei pregiudizi (ristoranti, specialità) .
tutto marginali. Approfittare di ogni occasione per parlare dello straniero nell'intento di eliminare Esposizioni - di~ussioni - cucina - moda - sport - giochi
qualsiasi sentimento sciovinistico. Tutte le materie si prestano a una tale sensibilizzazione. Anche -gemellaggio di città.
quanto awiene fuori della ~uola può offrire spunti per opportuni interventi.

---- -- --- --- - - -- - - - -- --


1.11 Confronto delle culture con intenti di reci- 2.11 Studio del rapporto reciproco tra di esse delle differenti culture (in maniera generale). È im- 3.11 Letteratura - pittura - musica - film con documen- I
proco arricchimento e non con spirito aggressi- portante far capire agli allievi quali siano gli aspetti positivi di ogni cultura. tazione sulle canzoni - spettacoli folcloristici.
vo.

1.12 Necessità d'un'integrazionearmoniosa sen- 2.12 Accoglienza immediata nelle classi di adattamento e di transizione tra due culture, non am- 3.12 Presentazione di manifestazioni folcloristiche, ri-
za pregiudicare le rispettive culture. mettendo che ragazzi stranieri che devono poi essere progressivamente integrati nelle classi nor- chiamanti tradizioni e usi. Discussioni sulla moda. Pre-
mali del paese. Altra formula: accoglienza immediata dei ragazzi stranieri nelle classi normali del parazioni di piatti nazionali. I
paese, ma modificando i programmi e prevedenao corsi di adattamento adeguati all'età degli sco-
lari. Nell'ambito della formazione degli adulti si prevedano gruppi d'informazione e di riflessione
per i partecipanti e per i genitori allo scopo di attenuare i loro pregiudizi e di accelerare la loro inte-
grazione. Awio alla conoscenza degli elementi basilari della nuova lingua e all'adattamento alla
mentalità e agli usi del paese d'immigrazione.

1.13 Ricerca di uno spirito di reciproca egua- 2.13 Lavoro di riflessione tenendo presente che il fanciullo straniero è il mediatore t ra due culture 3.13 Relazioni fatte dagli allievi sui costumi di vita ecc.
glianza e di tolleranza. (famlglia-scuolal. Trovare i mezzi per avvalorare il ragazzo straniero e aiutarlo nel dare un apporto
di elementi del suo paese. Rivalutare in classe le culture straniere assai spesso troppo emarginate.

1.14 L'esperienza personale è alla base di qua- 2.14 Lavori personali o di gruppo, partendo dalla personale esperienza del ragazzo . 3.14 Spettacoli di libera espressione creativa per espri-
sta ricerca. mere, ad esempio, lo stato attuale delle cose, desideri o
bisogni. Atletica, giochi, sport.

1.15 " paese che ospita non deve assumere at- 2.15 Presentazione, da parte degli allievi, del proprio paese. 3.15 Partecipazione nelle società e alle riunioni degli
teggiamenti caritatevoli o paternalistici. Deve fa- stranieri ; collaborazione con le missioni interne straniere
vorire invece i reciproci apporti: prendere e dare. e ai loro servizi sociali.

1.16 Famigliarizzarsi se si vuoi convincere. 2.16 Incrementare le occasioni per i contatti con le famiglie straniere. Informare i genitori degli al- 3.16 Organizzare incontri con reciproci inviti.
lievi stranieri sui programmi scolastici e sugli aiuti (agevolazionil previsti. Compito dell'insegnante
è quello di responsabilizzare i genitori degli allievi stranieri per quanto riguarda l'integrazione dei io-
ro figli.

1.17 La comprensione internazionale è uno sta- 2.17 Compito preponderante dell'insegnante è quello di trasmettere il messeggio della compren- 3.17 Favorire gli incontri nell'ambito della scuola, sul
to d'animo di ogni momento e una disposizione sione internazionale. Si introducano corsi di comprensione internazionale e altri per sensibilizzare i piano privato e professionale; incoraggiare l'amicizia de-
del cuore. partecipanti alla reciproca accettazione. Nozioni, queste, che devono pure riaffiorare in ogni occa- gli scolari di diversa nazionalità.
sione durante l'insegnamento delle materie t radizionali di studio. Incrementare le possibilità di in-
formare. Sensibilizzare alle inquietudini cui vanno soggette le persone immigrate da altri paesi. Of-
frire molte occasioni per dimostrare loro comprensione e affetto.

1.18 Questa nuova disposizione d'animo e di 2. 18 Attraverso i contatti quotidiani, scoorire altri modi di vita per comprenderli e per accettare
-
3.18 Soggiorni e vacanze presso le famiglie straniere;
cuore deve manifestarsi nel quotidiano compor- anche quanto può essere diverso. inviti a tali soggiorni. Incoraggiare l'ospitalità e i contatti
tamento. diretti.

1.19 Lo spirito di comprensione internazionale, 2.19 Occorre essere 'coscienti dell'apporto delle matematiche moderne alla mobilità dell'intelli- 3.19
contraddistinto da schietti sentimenti di tolleran- genza. L'informazione degli insegnanti sui programmi di comprensiotle internazionale deve essere
za e di solidarietà, deve essere introdotto in tutti i migliorata, come pure la coordinazione tra le varie organizzazioni che di ciò si occupano. Incre-
programmi e in tutte le riforme scolastiche. mentare maggiormente l'informazione sulla comprensione internazionale in occasione di corsi
previsti per la formazione pedagogica. Chiedere appoggi per avere materiale d'insegnamento spe-
cifico alle autorità e ai servizi della pubblica istruzione.

~
(Henriette Ehinger)
verso i 10-12 anni e ancora di più durante
l'adolescenza. Spesso, risulta determinante
l'atteggiamento dei genitori e degli inse-
1979 : Anno internazionale
gnanti per l'accettazione o il rifiuto dello
straniero.
del bambino
La scuola ha un ruolo importante da svolge- Sapevate: i: owio che ogni Paese elabora il proprio
re sia nell'elaborazione e nell'approfondi- ... che 52 milioni di fanciulli d'età inferiore ai programma in modo da adattarlo alle esi-
mento, sia nell'incontro-scambio fra le varie 15 anni devono lavorare? ge~ze specifiche dei propri bambini. Ogni
culture. Il suo è ((un ruolo d'informazione, . .. che 42 milioni di essi non ricevono com- regione darà la precedenza ai problemi di
di sensibilizzazione e di coordinazione». penso alcuno, siccome lavorano in aziende più urgente soluzione: protezione del bam-
(Rapp . finale, pago 5). familiari, specie di carattere agricolo? bino, il bambino handicappato, i bambini e
Le riflessioni, relative al primo punto, si rias- . .. che i rimanenti 10 milioni sono veri e pro- il lavoro, la situazione della famiglia, il bam-
sumono quindi nell'affermazione che «La pri salariati alle dipendenze di piccoli labora- bino rifugiato o immigrato, la droga, la pro-
comprensione internazionale procede pri- tori, di officine e di aziende agricole? st ituzione. Il ventaglio dei temi da affronta-
ma di tutto da uno stato d'animo e da una .. . che milioni di fanciulli non possono fre- re è (sfortunatamente) molto ampio. C'è
disposizione del cuore; tale comprensione quentare la scuola causa la povertà della lo- comunque da sperare che la società si ren-
richiede un'informazione consistente» ro famiglia? da conto delle sue responsabilità nei con-
(pag. 5) e nell'altra,-che «Lo spirito di com- f ronti dei bambini. Sono essi che costrui-
prensione internazionale è uno stato di ogni D'altra parte, è pOSSibile che i dati qui riferiti
siano incompleti, tenuto conto che, in molti ranno il mondo di domani e a loro dev'esse-
momento. Primordiale è l'apporto di ogni re riservato il posto che si meritano nella so-
paese attraverso i bambini i quali, grazie alla Paesi, le persone d'età inferiore ai 15 anni
non figurano nelle statistiche; inoltre, i fan- cietà d'oggi. E ciò anche in considerazione
scuola, preparano il terreno agli altri immi- del fatto che l primi anni della vita di un es-
grati». (pag. 6) . ciulli che frequentano la scuola e contem-
poraneamente lavorano non sono conside- sere umano sono decisivi per il suo sviluppo
rati nel computo della popolazione attiva. intellettuale e affettivo futuro.
Il secondo punto (Come sensibilizzare?)
raccoglie tutte le osservazioni, i suggeri-
menti,gli interventi, i mezzi concreti sugge- Verso una presa di coscienza Iniziative
riti o e.laborati dai partecipanti per consegui- universale
re l'obiettivo primario, cioé un incontro ami- Per la cronaca, rileviamo che l'idea di un Il comitato svizzero per
chevole e creativo tra svizzeri e stranieri, Anno internazionale del bambino, partita da l'Anno internazionale del bambino,
con.particolare riguardo all'ambito scolasti- un religioso belga, Padre Moerman, è stata ha proposto con la collaborazione
co. Il rapporto finale mette l'accento su al- condivisa da rappresentanti di organizzazio- degli insegnanti, diverse iniziative:
cune idee generali, che possono essere at- ni non governative ed è approdata davanti 13 maggio: Festa delle madri, vissuta all'in-
tuate in diversi modi e con l'ausilio delle tec- ali' Assemblea generale delle Nazioni Unite il segna «La famiglia e il bambino»;
niche o dei mezzi più diversi: 21 dicembre 1976. 1. agosto: Festa nazionale, ottima occasio-
- rivalutazione, fra gli allievi, delle culture L'Anno internazionale del bambino si pro-
ne di incontri ;
straniere, troppo spesso emarginate; pone di sensibilizzare l'opinione pubblica al- 16 settemore: Digiuno federale, occasione
- promozione di una conoscenza migliore lo scopo di migliorare i servizi di base a favo- per manifestare una solidarietà attiva verso
delle culture straniere «sul campo» (cioè re dell'infanzia in tutti i Paesi. Sarà predi- i bambini del Terzo mondo;
con mezzi essenzialmente pratici : cucina, sposta una campagna d'informazione per 20 novembre: 2O.mo anniversario della Di-
moda, sport, francobolli, inchieste, intervi- trarre le conclusioni delle ricerche, delle con- chiarazione dei diritti del bambino.
ste ... ecc.); feren2:e e delle realizzazioni consacrate ali' Questa dichiarazione è uno strumento per
- utilizzazione di tutte -le occasioni per infanzia nel 1979. controllare, nel nostro come negli altri Pae-
parlare dello straniero e distruggere i pre- Nei singoli Paesi sono stati costituiti dei co-
si del mondo, se il bambino, il nostro bene
giudizi; mitati nazionali allo scopo di coordinare gli più prezioso, è dappertutto rispettato. Per
- studio delle cause e delle circostanze sforzi intesi al miglioramento dell'educazio-
esempio: il diritto del bambino all'affetto,
delle emigrazioni; ne, delle cure mediche, della legislazione
all'amore e alla comprensione si realizza
- scambio di allievi, di classi, di lettere con ecc. Le nazioni più favorite dovrebbero de-
sempre per i nostri bambini nel mondo at-
paesi stranieri; dicare una parte del loro programma all'in-
tuale? Siamo pronti, per il loro bene, a limi-
- taccia ai pregiudizi attraverso i modi di fanzia dei Paesi in via di sviluppo .
tare le nostre pretese e il nostro benessere,
dire; Hanno finora risposto all'appello e hanno
a trovare in ogni circostanza il tempo neces-
- studio comparato delle letterature dei costituito dei comitati nazionali circa cin-
sario per dare soddisfazione ai loro bisogni
diversi paesi; quanta Paesi, tra cui la Svizzera (Comitato
e alle loro preoccupazioni?
- ricerca degli stereotipi sullo straniero svizzero per l'Anno internazionale del bam-
Un anno, per quanto internazionale, non
nella stampa. bino, 36, Werdstrasse, 8021 Zurigo, Telefo-
sarà certo sufficiente per rispondere con i
Queste sono soprattutto tracce di lavoro, no: 01 2414030) .
fatti a queste e ad altre domande.
alle quali se ne possono aggiungere molte
Questo non è, comunque, un motivo per
altre.
perdere fiducia di fronte all'importante im-
Resta acquisito che per raggiungere l'obiet- pegno che ci attende.
tivo fondamentale, di natura essenzialmen-
te pedagogica, di sensibilizzazione della Ogni bambino ha diritto :
gioventù sv~zzera e di una presa di coscien- - all'affetto, all'amore e alla comprensio-
za nazionale del pluralismo culturale esi- ne;
stente all'interno di ogni paese, la linea da - a un nutrimento adatto e alle cure medi-
seguire è quella del confronto tra le varie che;
culture, confronto che si trasformi in incon- - all'educazione gratuita;
tro, scambio fra le varie culture, riconosciu- al gioco e alla ricreazione;
te tutte ugualmente vive e di pari dignità. - a un nome, a una nazionalità;
Una linea, e quindi un progetto di lavoro - a .cure specialistiche se è handicappato;
valida anche per la scuola ticinese, nell~ - di essere soccorso f ra i primi in caso di
quale la presenza degli stranieri è rilevante e catastrofe;
verso i quali essa, malgrado molti sforzi fat- - di imparare a diventare un membro utile
ti, non sempre ha operato secondo il criterio della società e di sviluppare le sue capacità
d~~/a valorizzazione e della integrazione, ma
personali;
plU spesso forse con quello della assimila- - di essere educato in uno spirito di pace e
zione. di fratellanza universali;
- di godere di questi diritti senza riguardo
alla razza, al colore,. al sesso, alla religione e
Elena Bennatl-Besozzi alla sua origine nazionale o sociale.

22
Estratto da «Scuola ticinese», N. 75, Agosto-Settembre 1979.
2. Telescuola
I nuovi programmi Presenta tre programmi, composti di emis-

della Radiotelescuola della sioni cicliche della durata media di


trenta/quaranta minuti, destinati agli allievi

Svizzera italiana Schema 1m/IO


delle medie inferiori e superiori .

Programma A - del venerdJ


Contenuti: un lungo ciclo di matematica, ri-
preso e adattato per le nostre scuole dalla
SWF e corredato di speciali dispense, una
nuova produzione TSI sulla fauna alpina e
l'abituale serie dedicata alle più recenti con-
quiste spaziali.

Programma B - del martedì


Inizierà, come è consuetudine da qualche
anno, con un ciclo sulla musica da camera;
quindi, successivamente, «Emigrazione ti-
........ cinese nell'Ottocento», «Architettura tici-
... nese dal 1850 a oggi», «Acqua passata», ci-
clo di storia ticinese dalle origini al 1803 e, a
conclusione, le abituali «Proposte per una
gita scolastica». Tutte queste trasmissioni
sono già state diffuse per gli adulti e vengo-
no riproposte alle scuole per il loro valore di-
dattico.

Programma C - del giovedì


Giungono a conclusione quest' anno le due
impegnative serie prodotte interamente ne-
gli studi di Comano e cioè: «Introduzione
all'astronomia» (9 puntate) e «Accenni alla
flora del Cantone Ticino.» (10 puntate).
In totale Telescuola diffonderà 66 trasmis-
sioni.

3. Nastroteca,
1. Radioscuola sonaggi dal vero», «Colloqui con i giovani», registrazioni di radio e
«Problemi d'orientamento professionale» e telelezioni su cassette
Sono previsti tre distinti tipi di emissioni, «Commento al fatto del mese».
cosI raggruppate : le emissioni (durata 15 minuti) sono di ca- I docenti possono usufruire della Nastrote-
Programma A - del venerdJ rattere informativo e per la loro realizzazio- ca della Radioscuola, completata recente-
ne ci si awale in larga misura della collabo- mente e comprendente ora ben 301 regi-
È destinato soprattutto alle elementari e alle strazioni su nastro (velocità 9,5 cm/sec.).
razione degli allievi.
medie inferiori. Comprende in particolare Si consultino in proposito i relativi catalo-
giochi e fiabe, un ciclo dedicato a testimo- ghi, oppure l'indice generale, già inviati alle
nianze di storia locale, un romanzo a punta- Avvertenza: Tutte le trasmissioni radio- sedi scolastiche. Il prestito dei nastri è gra-
te e una nutrita serie di «incontri al microfo- scolastiche (in totale 67) saranno diffuse dal tuito: le richieste sono da spedire al respon-
no», estesi per la prima volta alla scuola me- primo programma della RSI. sabile, Emilio Bazzi, c/o Scuola magistrale,
dia; anzi, in quest'ambito, è allo studio la Inizio: 19 ottobre p.v. 6600 locarno, teL 093/311545.
realizzazione di due incontri intercantonali
e, in tali occasioni, i nostri allievi s'incontre-
ranno a distanza, grazie alla radio, con i loro
coetanei d'Oltralpe.
la durata media delle trasmissioni del
venerdì si aggira sui trenta minuti.
Schema settimanale delle trasmissioni

Programma B - del mattino


lunedl TV 17.30 - 18.00 Anteprima per i docenti
Presenta emissioni più brevi (quindici minu-
ti ognuna) e di carattere spiccatamente in- Martedl RA 8.45 - 9.00 «II mercatino delle poesie»
tegrativo. TV 9.00 - 9.50 e
10.00 - 10.50 Telescuo/a 8
Sono previsti due lunghi cicli: il primo, dal
titolo, «II mercatino delle poesie», presenta Mercoledl RA 8.45 - 9.00 <di mercatino delle poesie»
testi di autori italiani, destinati alternativa- (ripetizione)
mente alie scuole elementari e alle medie; Giovedl RA 8.45 - 9.00 «Impariamo ad ascoltare»
comprende pure due puntate dedicate alla
TV 9.00 - 9.30 e
letteratura orale. ticinese. Il secondo, intito- Telescuola C
10.00 - 10.30
lato «Impariamo ad ascoltare», è impernia-
to sulla presentazione, fatta in maniera spi- Venerdl RA 8.. 45 - 9.00 «Impariamo ad ascoltare»
gliata, di strumenti musicali. (ripetizione)
Per facilitarne l'ascolto, ogni trasmissione RA 14.00 - 14.30 Radioscuola A
del mattino sarà ripetuta la settimana suc- TV 14.00 - 14.30 e
15.00 - 15.30 Telescuola A
cessiva, allo stesso orario.
Programma C - speciale sabato Sabato RA 8.45 - 9.00 Fuori schema scolastico:
È diffuso appositamente fuori schema sco- «Speciale sabato»,
lastico, in modo da interessare non solo gli rubriche d'informazione
allievi, ma anche le loro famiglie. Esso pre- e diattualità
senterà, suddivisi in rubriche distinte, «Per-

23
Presso i Centri didattici cantonali si posso- 4. Informazioni varie nate a piccoli complessi strumentali aveva
no ottenere, con la sola spesa del materiale, al suo servizio un'editoria molto sviluppata
a) Cartella dei programmi: è distribuita a
copie di radiolezioni su cassette. Inoltre il che alimentava un consumo domestico di
tutti i docenti, tramite le direzioni scolasti-
Centro didattico di Bellinzona fornisce al musica in cui va riconosciuta quella disposi-
che.
prezzo di f r. 25. - l'intero corso «Musica in- b) Documentazione: le trasmissioni sono zione mentale tipica dell'area austro-
sieme no. 1», registrato su 7 cassette e cor- tedesca che nella musica da camera celebra
completate con bollettini destinato in linea
redato dello speciale bollettino didattico il momento privilegiato di compartecipazio-
di massima ai docenti (in certi casi anche
con i testi e le musiche delle canzoni tra- ne dell'ascoltatore.
agli allievil, pubblicati in collaborazione con
smesse. l'Economato dello Stato e con il Centro di- Carls Ditters von Dittersdorf, compositore
Riguardo alle teielezioni, i Centri didattici e dattico cantonale. viennese nato nel 1739 e morto nel 1799,
l'Ufficio cantonale degli audiovisivi posseg- c) Modifiche dei programmi: la RTSI e il nella sua autobiografia parla addirittura di
gono diverse registrazioni su cassetta di tra- DPE si riservano di modificare i programmi una «Wiener Methode» cioè di un riterio ti-
smissioni già diffuse, pure ottenibili in pre- annunciati. picamente viennese il quale aveva introdot-
stito. d) Segreteria e coordinazione generale del- to la consuetudine per gli esecutori di suo-
la Radiotelescuola: Silvano Pezzoli, 6648 nare seduti anziché in piedi, capovolgendo
Minusio (tel. 093/3346 41-332102). qui,ndi' il rapporto che, abolendo la posizio-
ne di riverenza verso il pubblico, concentra-
va ormai l'attenzione sull'atto esecutivo in
sé. In questo contesto va considerata la fio-
ritura di trii, quartetti, sinfonie che diedero
vita al cosiddetto stile classico viennese
(Haydn, Mozart, Beethoven): una conce-
Telescuola della Svizzera italiana zione del discorso che non a caso si fa risali-
re al quartetto prima ancora che alla sinfo-
nia.
Quando Haydn nel 1781 compone i sei
Quartetti op. 33 (detti «Quartetti Russi» in
PROGRAMMA B Diffusione: quanto dedicati al Granduca Paolo di Rus-
4 8 / 5- ginnasiali, SMS il martedl, ore 09.00 sia) si rende conto di aver gettato le basi di
Ripetizione, ore 10.00
un nuovo linguaggio, di «una maniera parti-
colare e affatto nuova» come dirà nella pre-
M usica da camera fazione all'edizione stampata nel 1782.
Grazie alla pratica cameristica che nei de-
scelta da Carlo Piccardi cenni precedenti a Vienna era cresciuta
enormemente aumentando il numero dei di-
30.10.1979 Franz Joseph Haydn lettanti capaci di affrontare anche impervie
Quartetto in do magg. op. 33 no. 3 difficoltà esecutive, Haydn aveva trovato
Esecuzione del Tokyo String Quartett l' humus adatto a sviluppare un linguaggio
Produzione POLYTEL-colore complesso. Il primo violino rinunciava
2 6.1 1.1979 Wolfang Amadeus Mozart ali' egemonia che per tradizione vantava sul-
Quartetto in si bem. magg. KV 468 le altre voci, mentre il quartetto cessava de-
«La caccia» finitivamente d'essere un' orchestra ridotta
Esecuzione del Wiener Streichquartett per diventare organismo autosufficiente. Le
Produzione TSI - colore voci strumentali «secondarie», che lo stile
3 13.11.1979 Ludwig van Beethoven galante aveva relegato a ruolo d'accompa-
Quartetto in la min. op. 132 gnamento si ridestano a svolgere un lavoro
Esecuzione del Quartetto Juillard di primo piano entro uno schema composi-
Produzione TELEPOOL-colore tivo che recuperava l'equilibrio delle parti e
4 20.11.1979 Robert Schumann la loro capacità d'interazione presente
Quartetto in la magg. op. 41 no. 3 nell'antico contrappunto, mantenendo a
Esecuzione del Quartetto Schumann ogni singolo tema quel prOfilo caratterizzan-
Produzione TSI - colore te e quelle implicazioni armoniche che lo sti-
5 27.11 .1979 Johannes Brahms le settecentesco aveva ormai codificato.
Quintetto in fa min. op. 34 Da quel momento in poi al nuovo ideale si
Quartetto di Sidney adegua anche la sinfonia e non sarà un caso
Produzione TSI - colore se la svolta fondamentale nell'opera di Mo-
6 4.12.1979 Bela BartoK zart awerrà per indiretta ispirazione di
Quartetto no. 3 Haydn. L'anno stesso in cui appare 'edizio-
Esecuzione dello Jowa Stradivarius Quartett ne a stampa dei Quartetti Russi Mozart
Produzione TSI - colore compone il Quartetto in sol minore in cui
immediatamente dimostra di recepire il va-
lore della proposta di Haydn: l'individuazio-
ne di un linguaggio moderno, denso di dot-
AI di fuori dell'area di cultura tedesca la mu- valdiano come meteora attraverso tutta Eu- trina quanto quello degli antichi ed espressi-
sica da camera è ritenuta ancor oggi genere ropa e nella pratica strumentale molto spa- vamente articolato alla misura di un pubbli-
di difficile ascolto, nettamente distanziato zio era occupato dalla musica clavicembali- co dalla cultura musicale straordinariamen-
per quanto riguarda le preferenze dalla mu- stica, dal duo e dalla sonata a tre. Il concet- te elevata attraverso una pratica assidua
sica orchestrale e dall'opera teatrale. Ciò è to moderno di musica da camera prese cor- delle forme cameristiche, intime e riflessive.
vero soprattutto in Italia (e quindi anche da po invece nei paesi tedeschi o, più precisa- Cos] quando Mozart nel 1785 pubblicherà i
noil, dove i grandi compositori dell'Otto- mente, nel contesto multinazionale dell'im- sei quartetti dedicati ad Haydn, li farà pre-
cento non produssero che opere, dedican- pero degli Absburgo che faceva capo a cedere da una prefazione significativa :
do qualche attenzione alla composizione Vienna, descritta nel Settecento dalle cro- «Che ti piaccia quindi accoglierli con bene-
cameristica solo in privato (i quartetti di 00- nache come città animata da una febbre di volenza ed essere il loro padre, la loro gui-
nizetti ad esempio o il quartetto di Verdil musica capace di coinvolgere ogni casa, da, il loro amico. Da questo istante ti cedo i
ben sapendo che non era ormai più per ogni ritrovo. Vienna fu la capitale europea miei diritti su di essi» .
quella via che era possibile conquistare il che per prima assisté all'awento del piano- La paternità di Haydn in verità può essere ri-
pubblico. Eppure l'Italia aveva conosciuto forte, alla fine del secolo diffuso ormai in conosciuta a tutta la tradizione cameristica
un glorioso passato di musica strumentale: ogni casa borghese, e la quale per tale stru- nella misura in cui f ino al Novecento i pro-
nel Settecento aveva lanciato il concerto vi- mento e per t utte le attività musicali desti- gressi del trio, del quartetto, del quintetto e

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della sua personalità, cioé il lato patetico
che pur emerge dal profilo melodico e da
quello coloristico che non a caso spesso ac-
coppia agli archi la sonorità prospetti ca del
pianoforte, come nel Quintetto in fa minore
op. 34 (1863-64).
1\ quartetto, che per Haydn può veramente
essere considerato fucina di un nuovo lin-
guaggio, non poteva non ritrovare questa
sua funzione nel Novecento. In questa di-
mensione lo sorprendiamo nell'opera capi-
tale di un Bela Bartok, che se ne awalse per
saggiare le risorse di un linguaggio esteso
poi in modo fecondo alla composizione sin-
fonica e vocale. I sei quartetti di Bartok co-
prono infatti un periodo che va dal 1908 al
1940, sviluppando un linguaggio a cui signi-
ficativamente approda il messaggio di Bee-
thoven che nessuno aveva raccolto nell'Ot-
tocento. La ricerca dell'astrazione, presente
nel modello, viene portata da Bartok a un li-
vello parossistico: egli lavora soprattutto
sul dato timbrico, già reso diafano
Quartetto di Sydney e Alexandre Golovine al piano.
dall'esperienza beethoveniana, e che nella
di tutte le forme che fanno capo a compIes- Nell'Ottocento solo Brahms fu colui che sua audace concezione scava all'interno
si di pochi strumenti, sono stati attuati te- riuscl a sintetizzare nella musica da camera della sonorità degli archi in uno sforzo quin-
nendo presente l'esempio di Haydn, vale a per archi il determinante principio della tra- tessenziale, spinto al di là della materialità
dire la serrata elaborazione tematica cala in dizione con la sensibilità romantica. Inten- del suono stesso.
un contesto contrappuntistico attivo in samente interessato alla musica antica, ri- Se la ricerca di Bartok ha potuto sondare,
ogni sua parte. Tale concezione rivive su- goroso nelle scelte (da cui escluse ad esem- come qualcuno ha affermato, «l'assoluta
perbamente in Beethoven il quale, dopo pio l' opera per concentrarsi quasi esclusiva- interiorità espressiva che attinge ai più ripo-
averla interpretata fedelmente nella sua pri- mente sulla pratica strumentale), Brahms sti abissi dell'anima», le sue soluzioni st ru-
ma maniera, durante il periodo della maturi- aveva individuato nel modello classico vien- mentali sono rimaste un punto di riferimen-
tà la porta ad elaborazioni ulteriori. A partire nese un ideale insostituibile; e nella profon- to essenziale della musica più recente, si-
dall'op. 127(1822-25) infatti il quartetto bee- dità di quell'insegnamento si immerse, co- gnificando con ciò il riconoscimento di un
thoveniano, senza nulla negare alle premes- me dimostra la sua musica cameristica ap- ampio arco che non solo collega il principio
se strutturali della concezione classica vien- punto dove, piÙ che i ogni altro autore ot- classico alle moderne esperienze, ma che
nese, t ende sempre più a sottrarre il discor- tocentesco, trova spazio l'elaborazione mo- ne riconosce anche la continuità .
so all'immediatezza. er mezzo di una scrit- tivica e l'ambizione costruttivistica, senza
tura aspra e angolosa, spogliata di ogni resi- con ciò negare la componente più moderna Carlo Piccardi
duo orpello di graziosa ridondanza, il suo di-
scorso trova la via dell' astrazione, di una
forma ridotta a sostanza, a percezione del (Convnuazionedapag.5J la Svizzera tedesca, mentre nella Svizzera
momento costitutivo del linguaggio in romanda e nel Ticino è anCora posiibile
un'operazione di potente sollecitazione del «governare». Persino la Confederazione in-
pensiero chiamato a proiettarsi ben al di là
del semplice livello di ascolto. Il concordato contrerebbe molte difficoltà nel coordinare
e unificare sul piano culturale e scolastico.
In verità la lezione beethoveniana rimase
inascoltat a per quasi un secolo: tranne rari
sul a coordinazione 1\ fatto che la coordinazione progredisce a
rilento nella Svizzera tedesca non dovrebbe
casi di comprensione, oltretutto parziale scolastica indurre la Svizzera romanda a trarre una
(Wagner, Liszt), gli ultimi suoi quartetti at- conclusione nel senso che ciò costit uisce
traversarono l' Ottocento come messaggio un freno ai suoi sforzi. Essa non dovrebbe
consegnato a una bottiglia. d'altra parte partire alla garibaldina senza
La musica da camera romantica, impegnata Nella Svizzera orientale la collaborazione si preoccuparsi degli altri, bensl cercare di
nella fondamentale operazione riplasmante è soprattutto concentrata sulla formazione non mettere in pericolo la coordinazione
delle forme classiche, alla ricerca di uno continua e sul perfezionamento degli inse- nell'insieme del Paese, almeno nel limite del
spaziO che garantisse il prevalere del senti- gnanti nel campo della matematica e della possibile.
mento sui vincoli imposti dalla forma, non seconda lingua nazionale. Due cantoni si Nel corso della discussione sul rapporto
poteva non venire in conflitto con l'assetto sono pronunciati contro le raccomandazio- «Verso una scuola romandn, uno dei re-
razionalistico che Haydn aveva lasciato in ni della CDIP sull'insegnamento della se- dattori ha esclamato: «Siamo in primo luo-
eredità al quartetto. conda lingua nazionale. go Svizzeri, poi Romandillt. C'è da augu-
Un compositore come Schumann ad esem- Appare pertanto evidente che, nella Svizze- rarsi che questa opinione prevalga, poiché
pio si troverà più a suo agio nella libera com- ra tedesca, la coordinazione si trova in fasi soltanto l'unità nella diversità ci permetterà
posizione pianistica che nella musica da ca- diverse secondo le regioni e c'è da t emere di salvaguardare il nostro patrimonio cultu-
mera per soli archi. I suoi pezzi per pianofor- che la formazione di blocchi regionali renda rale.
te sono musica dell' attimo assaporato, di ancora più difficile o comunque rallenti una Occorre tuttavia che, da parte nostra, ci sia
un'espressione a cui basta la sensazione e coordinazione estesa a tutta la Svizzera. il coraggio di affrontare nuovamente temi
che rifugge dalle elaborazioni sul dato te- Queste difficoltà non sono da attribuire sol- scottanti, come la coordinazione dell'inizio
mute come nemiche dell'autenticità del tanto a ragioni d'ordine storico e a diversità dell'anno scolastico, l'armonizzazione delle
sentire. In questo senso è già rivelante la esistenti fra le tradizioni dei diversi cantoni; strutture scolastiche, la libera circolazione
sproporzione tra l'enorme produzione piani- spesso esse dipendono da condizioni di ba- degli insegnanti, ecc. Probabilmente ne de-
stica e i tre soli quartetti d'archi composti da se radicalmente diverse contemplate dalle riverebbero stimoli e impulsi nuovi ai nost ri
Schumann nel 1842. Anche se il quartetto in legislazioni scolastiche. sforzi. E in ogni caso indispensabile una
Schumann si presenta come soluzione di E difficile trovare un cantone dove la «de- condizione di partenza : la stretta collabora-
compromesso, dove prepotentemente ogni mocrazia scolastica» sia spinta come nel zione tra le autorità che presiedono alla poli-
voce tende ad isolarsi per svettare in una canton Zurigo: ne consegue che il proble- t ica scolastica, i responsabili dell'ammini-
sciolta cantabilità, esso non può venir meno ma della coordinazione non è una questione strazione e l'int ero corpo insegnante.
a un impianto strutturale di equilibrata com- di volontà, bens! piuttosto di possibilità. Da
penetrazione d1 parti. un punto di vista generale, ciò vale per tutta Eugène Egger

25
seduzione alla quale è difficile resistere». E
LIBRI DI CASA NOSTRA altrove: «II mondo cambia, ci fa sentire vec-
chi, noi che siamo rimasti fermi: fuori tono,
dawerol» Brevi segmenti d'un discorso su-
bito interrotto. Per discrezione? Per pudo-
re? Oppure (come qualcuno potrà magari
Piero Bianconi insinuare) per un atto di pura e semplice ri-
Diario del rimorso mozione? Ipotesi, quest'ultima, per niente
infirmata, dalla descrizione d'un paio di f u-
Armando Dadò, editore nerali, dai ricami ugualmente descrittivi
d'un cimitero. «Su nel cimitero di Campo i
«Nei diari come negli epistolari anche di ferri ricurvi di una povera tomba mettono
gente semplice - scrive Piero Bianconi nel- sul bianco della neve una gentile trina nera.
le "Due parole" apposte a questo ennesimo Pace». (p. 71).
suo libro - c'è un profumo di autenticità Il libretto è, al suo termine, infoltito di un
che non sempre, o meglio che piuttosto di paio di resoconti di viaggio; in Russia, a
rado si trova negli scritti destinati al pubbli- New York. Trascrizione veloce, quasi ste-
co ». Rebus sic stantibus, in quale misura si nografica di cose viste un attimo; impres-
addice la qualifica di diario a queste pagine sioni.
stese, una buona parte d'esse almeno, per Bianconi dedica il «diario», uscito non sen-
una rubrica radiofonica? In scarsissima, di- za una certa qual dose di civetteria in occa-
ciamolo pure, anche se i pretesti, le occa- sione dei suoi ottant'anni, a sua moglie Ce-
sioni delle «conversazioni» bianconiane cilia, «apis argumentosa». Una dedica, in-
fanno capo a eventi di giorni precisi, sca- dubbiamente stilizzatissima, dalla quale tut-
glionati tra il maggio del 75 e l'agosto del tavia traspare una carica di devozione, di af-
'TI. La pagina di fatto rimane ancorata a fettuoso trasporto. I: forse, a guardar bene,
una resa già collaudatissima da parte la confessione più apella, più persuasiva
dell'autore; del pezzo breve, cioè, dell'elze- del libro; il quale, sia pure in buona parte in
negativo, racchiude mazzi di schede
virino in cui accanto al brano di pura descri-
zione si colloca un commento, una conside-
Diario del rimorso senz'altro preziose per un sempre meno ap-
prossimativo, non di circostanza ritratto
razione, che spesso ha l'owietà tipica della
didascalia. (Si veda, ad esempio, a pago 45,
la parafrasi d'un passo del Vasari: «Bellissi-
--- dell'uomo e dello scrittore.

mo quadretto, a saperlo vedere»). Giovanni Bonalumi


Manca in questo fittizio diario oltre il vero ri- Lo stesso accade, che so, nel ricordo d'un
morso «di non aver tenuto un diario» (p. 9), incontro a Soletta per un dibattito sul tema
una disposizione qualsiasi a una vera e pro- «Quattro lingue, una patria?». Anche qui
pria confessione di qualcosa d'intimo, di se- una schivata; una battuta finale che rimane Antonio Rossi
greto, siano esse rabbie, delusioni, o gioie, tra l'altro un tantino enigmatica: «La Sviz-
all'opposto. Illetterato prevale nettamente zera è paese difficile, bisognerebbe saperlo Ricognizioni
sull'uomo; sia quando - ma qui di esempi soffrire di più ». (p. 70). Edizioni Casagrande, Bellinzona
riempirei un canestro - si sofferma a de- Bianconi è noto ai suoi lettori per una certa
scrivere la bellezza d'un emigrante (<<Nero qual mordacità, esercitata qui, nel libro che Ventisettenne, di Maroggia, insegnante di
di capelli, una testa da antico romano» e abbiamo sottomano, con indubbia discre- lettere italiane a Lugano e a Mendrisio, An-
così via), a evocare «quel sapore di rude e zione. tonio Rossi ha pubblicato all'inizio di
virile poesia che era tipico della scabra Ver- Ne fanno le spese, more solito, i turisti, gli quest'anno un volumetto - il suo primo
zasca», sia quando, e ripetutamente, si svizzeri-tedeschi, la semiologia (<<radio tele- - di poesie, dal pertinentissimo titolo, Ri-
compiace nel vedere come la Chiesa ancora visione telefono rotocalchi e la trionfante cognizioni.
conservi «l'impronta barocca e controrifor- semiologia dispensano ormai l'umanità dal-
«La vita - scrive Giovanni Raboni in una
mistica», o si addolora, che fa lo stesso, Ia sporcarsi le dita d'inchiostro e dallo stan-
car gli occhi leggendo»), ecc. Il piacere del- ben calibrata, illuminante prefazione appò-
nell'ascoltare un Te Deum «rimpannuccia-
to ... con parole italiane.». la battuta caustica (che è tutt'altta cosa del- sta alla raccolta - come spettacolo conti-
Illetterato che ti tira giù cinque o sei disegni la battuta d'umore; di quell'umore sgor- nuamente interrotto e ripreso, come giocat-
di bravura, anche se d'un sapore che sa un gante nella sterniana convinzione «che un tolo a molla, come successione di brevi ceri-
po' di compito in classe : di un castagno (in sorriso possa aggiungere un filo alla t rama moniali resi emblematici e solenni dalla loro
fiore), di una camelia (idem), di un ciliegio brevissima della vita») lo porta a risultati, stessa intermittenza, dal loro balenare tra
(ibidem), d'un melograno, ecc.; che t'infila, come dire?, di dubbio, se non addirittura, di
probabilmente con un massimo d'innocen- cattivo gusto: «Caro uomo (Giovanni Zust),
za, due perfetti endecasillabi, con rima in- e dawero generoso; cuore d'oro, come
terna per giunta, attaccando a parlare - d'oro aveva colmo la bocca». (p. 71).
luogo topico per eccellenza - dell'aurora: Sed satis. Meglio ricordare le pagine felici
«Nel cielo t urchino la luna splende, / delle - che sono pure un bel mazzetta - di que-
stelle non ne rimane che una, / Venere ... ». sto, nell'assieme, deludente «diario»; pagi-
Esercizi d'un'eleganza consunta, e pertina- ne che vanno trovate, ad esempio, nella de-
ce, in non poche pagine di questo libro; scrizione sliricata, una buon.a volta, e intrisa
«imperterrita», per dirla con un epiteto caro d'autoironia, d'un muratore intento a rin-
all'autore. (Lo è di fatto anche la camelia, a zaffare un muro (p. 55), d'un incontro con
p. 25). Eleganza che finisce per sconfinare una brava donna di Dunzio (p. 67), di un
con la maniera, con lo stucchevole; guaio momento, ormai remotissimo negli anni,
~ si premura di awertirci Bianconi - «as- vissuto in compagnia di un collega in riva al
sai forte che con I.'età va facendosi sempre lago (p. 43): «Commentiamo con caste pa-
più subdolo: ed è che lo scrittore si trova role le belle donne che passeggiano legge-
come ingabbiato in una maniera, chiuso in (e, come portate dall'aria, sullo sfondo gri-
una trappola, cioè in un sempre più ossifica- gio celeste del lago».
to e prevedibile modo di esprimersi, in un E in questa antologietta collocherei anche
certo ritmo e cadenza ... » (p. 18). tutti quei passi, rari, purtroppo, in cui si af-
Bianconi sfugge ie questioni grosse. Attac- faccia il tema della grande vecchiaia, della
ca, ad esempio; a dire che la «parola cristia- stanchezza. (Rari, non a caso: il «diario»
no è talmente awilita che ormai ha perduto quasi per scararnanzia, attacca appunto
il suo vero senso». Fatta questa costatazio- cos1: «Inutile far discorso del decadimento
ne, tira in scena i «cristiani» maroniti,la de- della vecchiaia, meglio accennare a qualche
mocrazia cristiana. Ci si aspetta un discor- beneficio dei tanti anni. .. »).
so. Eh, no: il «discorso» è «troppo lungo e «Tempo di tacite meditazioni in bianco,» -
spinoso, meglio smetteru. fuori nevica - «il tepore del tetto è d'una

26
sponde e cornici di buio : ecco, in un primis- ne, d'un celebre passo dell'Ortis: al posto del- un impiego minimo di rime (le poche usate
simo e owiamente (ctendenzioso» tentativo la «gentile pianella di seta rosa-languida», la con netta sprezzatura: «Cosa si ripromette
di descrizione, il precipitato, lo spettro della «padrona» (idem anche nel testo del Rossi) la nostra vicina I che con la camicia da con-
poesia di Giovanni Rossi». calzerà volgari «pantofole di ginnastica»l. tadina», La nostra vicinal di assonanze, di
Gli oggetti, le circostanze (della vita) sui Parecchie di queste poesie hanno la gettata alliterazioni, ecc. Di capitale importanza, il
quali il Rossi appunta l'attenzione, appar- dal primo all'ultimo verso d'una sola inarca- ritmo, che restituisce dentro una pacata tra-
tengono tutti o quasi a una sfera d'intensa ta frase; non poche, grazie ad anafore in sognatezza la certi di una quotidiana banali-
precarietà (<<al punto che si era, avrebbe po- funzione di supporti, come ad esempio in tà.
tuto aggiungere / a quel terriccio o levare Movimenti della nebbia dopo l'alba e voci, Diremo da ultimo, dopo queste sommarie
non importa che cosa / e nulla sarebbe in Cartuccia (e a far da pilone sarà un mode- notazioni, come per trovare una primizia di
cambiato». Cosi in Terriccio); uomini, ani- sto «chil,1 in Per un verso o per l'altro, ecc. poesia cos1 insolita, cosi promettente, den-
mali, cose appaiono per subito sparire (e Altre, invece, si distendono dentro moduli tro l'area della Svizzera Italiana, occorra
magari, ma molto di rado, ricomparirei. più articolati, tipicamente narrativi, con senz'altro risalire, scavalcando decenni. al
L'evento, non a caso, quasi sempre si preci- proposte di vero e proprio «racconto». primo libro d'un Casé, e forse, addirittura,
sa nella clausola finale, dentro un'ultima Trampolino di lancio, in generale, del verso sl, a un libro che ha segnato da noi una net-
battuta; eccovi alcuni campioni estrapolati lungo, il decasillabo; attenuatissimo il rit- ta svolta, una nuova stagione, voglio dire, a
da un mazzetta di componimenti: «e l'idea mo, come appunto si addice a tal ordine di Né bianco né viola. (1944).
che il sabato già venuto / stia per conclu- affabulazione. (Si viaggia spesso o.ltre il ca-
dersi anzitempo / in questo momento parti- po delle quindici sillabel Giovanni Bonalumi
colare della sera .. . » (Sabato); «ristanno un Altri componimenti ancora - una porzio-
attimo e si eclissano fra rumori leggeri I o in ne assai ridotta - si affidano invece a versi,
silenzio» (Giochi nella nebbial; «scompa- per modo di dire, più frugali: settenari, ot-
rendo quasi subito fra le reti e i semprever- tonari, novenari: tra i risultati più eleganti, Anitra sul lago
di» (Spalatori di nevel; (<indi facemmo delizioso minuetto, andrà senz'altro ricor-
senz'altro strada I verso il valico di Ponte dato il testo di Anitra sul lago (Un'«anitra» alla madame
Chiasso» (II lago di Como in procinto di fuo- piuttosto che il più comune, oggi, «anatra», Per vie mutevoli e piane
riusclfel ; «segnali luminosi, chiamano, / si nel ricordo dell'«anitra» dantesca?: Inf., tentenna il suo capo appena
perdono ra rotaie e giunzioni» (Manovrato- XXII, 130 «Non altrimenti l'anitra di botto / l'anftra germano reale, muove
ri nella nottel; e cos1 via. Uno sparire, si ba- quando 'I falcon s'appressa, giù s'attuffa»l . verso luoghi d'ormeggio
di, che in apparenza - di fatto è l'opposto Si noterà come il Rossr, all'oppostO, che so, né /'incedere suo s'inceppa
- poco ha di drammatico, visto che la vita d'un Orelli, per citare un suo conterraneo per ostacoli in superficie
si sdipana, si rompe e di nuovo può ancora, dal quale ha pur derivato qualche stilema o pericoli umani;
chi sa come, tornare ad assumere una par- (ma forse non direttamente - vedi parte s'impunta, sfodera a volte
venza di durata, come accade, ad esempio, centrale di Primavera, e anche, un emisti- le penne di cooa, lavora di palme
al «filo d'acqua che non sai dove comincia / chio di Sabato - visto che entramoi hanno e om con semicerchi e correzioni
e dove finisce» (Lo spartiacquel, o al fag- pur fatto, sia pur variamente, tesoro della di rotta, om con rare soste
gio, che pur dentro il camino «resiste, ma lezione luzianal tessa l'ordito della sua poe- ella prosegue il suo percorso sul lago.
per poco, I ancora un momento, o una not- sia con fili, come potrei dire?, generalmente
Antonio Rossi
te, I e allora sarà forse l'inizio .. .» (II faggio scoloriti; voglio dire, fuori di metafora, con
che nel brillioI.
La puntigliosa descrizione di ciò che di per
sé vivo, reale, racchiude gl'in confondibili
contrassegni dell'effimero, del destinato,
presto, a perire, assume nel Rossi un preci-
Comunicati, informazioni e cronaca
so valore emblematico; più il reticolo della
frase s'infittisce nel tentativo di catturare
l'oggetto, di descriverlo in ogni suo detta-
La morte di Plinio Martini
glio, più detto oggetto sembra vanificarsi
come sostanza (esempio preclaro, illuppo-
lo, nell'omonimo testol, divenire diafano, Non importa dove vivere basta vivere
voluta di fumo, in perfetta simbiosi con ii di-
scorso in cui stupendamente - dico, in insieme I
questo testo - un linguaggio clle si parla
da solo si organizza dentro un fraseggio ric-
co, proporzionatissimo, con una civetteria A chi lo conobbe e gli fu amico, anche se
che ha qualcosa del barocco. oramai attesa, la notizia della morte di Plinio
Improbo, se non impossibile attestare in Martini giunge non meno dolorosa e amara,
questa sede di segnalazione l'esattezza del né meno piena la commozione e la malinco-
giudizio raboniano, là dove tenta di caratte- nia. E questo momento pare agli amici il
rizzare le peculiarità di questa poesia, di un meno facile a dire di lui; esso sembra piutto-
linguaggio capace di conciliare «un massi- sto volere il silenzio pensando al suo pas-
mo di affabile naturalezza con un alto grado saggio nel mistero di Dio nel quale ora sa il
di coscienzioso artificio, la colloquialità più perché e il frutto di tanto dolore sofferto.
bisbigliata con una quasi aulica forbi- Quello di Di , del dolore, del male è stato il
tezza .. . ». suo costante pensiero nei lunghi mesi della
Solo un esercizio di lettura su uno o più testi sua malattia.
visitati con la dovuta diligenza potrebbe of- In questo momento, l'immagine di lui afflit·
frirci la comprova della giustezza di queste ta e disarmata nella malattia, frena ancora
precise indicazioni ; un esercizio che qual- in noi il ritorno della memoria all'immagine
che docente, letto il libro, sarà pure indotto, di lui nel pieno della vitalità di una natura
ce lo auguriamo, a compiere. (E se ne vedrà estroversa, impulsiva e intuitiv8, capace di
l' utilità anche nel risalire a certe «fonti » pa- slanci delicati e commossi, quanto di im-
rodisticamente utilizzate: si veda, ad esem- pennate, motteggi e condanne per tutto ciò
pio, in un testo come Bella stagione il mani- che gli sembrava rimanesse fuori di ciò che
festo richiamo - pur parlando di «piscine», credeva essere la verità. Loquacissimo con
di «crawl» di «succhi di frutta e vaniglia» - gli amici, pronto a farsi centro e raccontare
al gimignanese Folgòre; e in un attacco, co- le sue storie con estro innato di narratore
me questo, «Fui accolto sull'entrata da un rapsodico, ma anche pronto al dialogo e
volpino», un'eco, - ipotesi da verificare -, all'ascolto quando la conversazione tocca-
un'eco, ma vaghissima, data la contraffazio- va le ragioni, i temi e i modi del suo SCrivere,

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meschino e talora anche patologico, e fu Nomine P!'es80 la Sezione
Plinio Martini (1923-1979), già docen- portato a credere che quella tradizionale vi- pedagogica del OPE
te di scuola elementare a Cavergno e sione della vita stesse in un rapporto causa-
docente di scuola maggiore nel Cen- le con la povertà e la miseria per secoli sen- Il dotto Enrico Simona, Lumino, docente di
tro scolastico di Cevio. za prospettiva di terreno riscatto. Nella ri- filosofia e pedagogia alla Scuola magistrale
Tra le sue pubblicazioni si ricordano: flessione di questo nodo toccava il suo irri- e al Liceo di Locarno, è stato nominato di-
- due raccolte di poesie dell'età solto limite. Significativo fu il suo rifiuto, rettore dell'Ufficio dell'Insegnamento
giovanile: Paese così e Diario forse espressomi in una conversazione, del film di medio superiore, posto sin qui occupato
d'amore. Olmi che il mondo di quegli umiliati e offesi dal dotto Odilo Tramèr, recentemente pen-
- 1/ fondo del sacco (1969) poteva lasciare intendere, pure quaggiù, sionato per limiti di età.
- I funerali di zia Domenica (rac- salvifico e salvato. Sede di servizio:
conto inserito in Pane e còltello, Del suo mondo Martinifu quindi un fedele 6501 Bellinzona, Residenza governativa
1975) sofferente e insofferente; in quella sofferen- Tel. 092243460
- Requiem per zia Domenica (1976) za e insofferenza attingeva la carica di senti-
- Delle streghe e d'altro (postumo, mento e passione che accompagna il suo
d'imminente pubblicazione), narrare; e in quella fedeltà ha radici il suo (Contiriuazione da pago 2)
raccontare corale, tratto distintivo del suo

nel discutere di libri a paragone dei quali di-


narrare. Nei suoi libri la vicenda individuale,
di per sé esile, si allarga a rappresentazione
Sperimentazione
stinguersi e riconoscersi - non ad altro fine di tutta la comunità, a testimonianza di una del servizio di
leggeva - pronto a cogliere il «la» che condizione e di un destino comuni. sostegno pedagogico
muovesse la sua fantasia , a cogliere la pro- Martini - Gori, protagonista del «Fondo del
spettiva su cui ordinare la materia delle sue sacco», fa questa riflessione ricordando la tà di prevenzione del disadattamento
storie. Poichè il suo impegno di scrittore fu brutale domanda rivoltagli in America da scolastico intervenuto sul fanciullo e
in lui sempre piÙ centrale ed esclusivo. Rocco Valdi che da quella comunità si era sugli atteggiamenti e aspettative dei
~ stato da noi l'interprete più alto del mon- messo fuori approdato al cinico convinci- genitori nei suoi confronti.
do contadino e religioso in cui era nato e mento che «la vita è passar sopra gli altri»: Il lavoro intensivo con I.e famiglie, tipi-
cresciuto e nella cui crisi del suo processo «- Cosa ci vai a fare in quel buco] Come co di ogni efficace intervento precoce,
storico conclusivo si era sempre più sentito pensi di investire i tuoi dol/ari in Ticino] - ~
coinvolto e partecipe.
è delicato e difficile e ancora poco co-
per domande come questa che vorrei anco-
Visto così, dal di dentro, I!antico suo mon- nosciuto.
ra vederlo. Quando di notte torno da Federi-
do non poté apparirgli come bella favola, ar" co che sta fuori in fondo al paese, e a destra La sperimentazione del Servizio di so-
cadia morale, ma come rugosa realtà, in cui e a sinistra della strada vedo le case di Ca- stegno pedagogico rappresenta perciò
l'uomo non poteva chiedere altro che di esi- vergno, io le guardo e penso a Rocco Valdi. per la scuola ticinese un momento im-
stere, soprawivere, sottomesso ad una du- Perché io so chi ci sta, li conosco tutti, pos- portante da seguire con attenzione e vi-
ra legge di sacrificio di sé, nella repressione so immaginare le loro facce addormentate gilanza e dal quale dovranno scaturire
di ogni indiViduale spinta intellettuale, emo- sui cuscini, dei grandi, dei piccoli, dei vec- ~pportune indicazioni in vista dell'ado-
tiva, istintuale non inquadrata in rigidi e chi, dei malati; qualche luce è ancora acce- zione di precise norme legislative, se-
controllati rapporti. sa, magari una si spegne quando passo, e
In quel mondo, il c!Ji centro moraie e meta-
gnatamente per la scuola materna e
posso persino indovinare la mano che ha gi-
fisico era la parrocchia, l'unica giustificazi~ per la scuola elementare, che ne con-
rato l'interruttore; posso immaginare Vale-
ne, l'unica alternativa di altra vita era l'aldi- rio che russa e Beatrice che non può dormi-
sentano l'estensione graduale a tutto il
là: una presenza awiluppante ogni ora, re e recita il rosario. Vivere insieme, non im- Cantone.
ogni gesto con la garanzia per pochi porta dove, è l'unica cosa che conti: è que- 1 E.Bennati-Besozzi, Rapporto sull'lstituzio-
dell'esercizio di virtù eroiche, per i più della sto che proverei a dire a Rocco». nallzzazione del servizio di sostegno peda-
pratica di un costume cristiano non di libere Basta questo breve brano, in cui la topogra- gogico con particolare riferimento alle
scelte ma di conformistica obbedienza alle fia si è fatta spazio umano e tempo morale, scuole elementari del Cantone, Gruppo di la-
forme di una tradizione sempre più stanca. a darci il senso che ebbe Martini, di una vita voro USR/UES/CISE, Ufficio studi.e ricerche,
Martini seppe misurare quella rara austera guardata globalmente e religiosamente ab- febbraio 1979.
grandezza morale e ammirarla con animo bracciata. 2Rapporto del Gruppo di lavoro «Recupero e
commosso, ma anche vederne il rovescio Plinio Martini, l'uomo che abbiamo cono- sostegno nella scuola media», giugno 1979.
sçiuto e amato, non è più. Resta l'opera; in
essa, per virtù d'arte notevole, lo ritrovere-
mo vivo; per essa, continueremo a «vivere REDAZIONE:
insieme». Vincenzo Snider Sergio Caratti
redattore responsabile
Cluesto ricordo di Plinio Martini è stato letto alla RSI
all'annuncio della morte dello scrittore. Maria Luisa Delcll
Diego Erba
Franco Lepori
Corsi di psicomotricità Giuseppe Mondada
Allo scopo di rispondere alle molte richieste Felice Pelloni
di una formazione pratica nel campo Antonio Spadafora
dell'educazione psicomotoria, l'Ufficio SEGRETERIA:
dell'educazione speciale ha organizzato dei Wanda Murialdo. Dipartimento della
corsi di sensibilizzazione alla psicomotricità pubblica educazione, Sezione pedagogica,
che sono stati tenuti a Sorengo e a Giubia- 6501 Bellinzona, tal. 092 243456
sco dal 23 al 25 agosto u.s.
Più di cento docenti di scuola materna, ele- AMMINISTRAZIONE:
...... mentare e speciale, suddivisi in 7 gruppi e Silvano Pezzoli. 6648 Minusio
diretti da psicomotriciste specialiuate pro- tel. 093 334641 - C.C.p. 65-3074
venienti da Ginevra e dal nostro Cantone, GRAFICO : Emilio Rissone
hanno avuto l'occasione di partecipare ad
attività psicomotorie implicanti direttamen- STAMPA:
te la loro persona, prendendo cos1 coscien- Arti Grafiche A. Salvioni & co. SA
za dell'importanza della componente corpo- 6600 BeUinzona
rea nel processo educativo.
Le giornate hanno riscosso un notevole in- TASSE:
teresse e la maggior parte dei partecipanti abbonamento annuale fr.10.-
ha espresso il desiderio di continuare que- fascicoli singoli • fr. 2.-
sto tipo di esperienza .

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