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Esercitazione 13 - IL MODELLO REDDITO-SPESA (MODELLO KEYNESIANO BASE DI BP) - Soluzioni

Esercizio 1

Considerate un’economia senza scambi con l’estero. Il settore pubblico dell’economia è caratterizzato da uno
schema di tassazione di tipo lineare 𝑻𝑿 = 𝟓 + 𝟎, 𝟐𝟓𝒀 – dove 5 indica il livello della tassazione autonoma (𝑇𝑋 ̅̅̅̅)
̅
e 0,25 indica il livello dell’aliquota proporzionale (𝑡) sul reddito (𝑌) –, da una spesa pubblica autonoma (𝐺 ) pari
a 50 e da un flusso di trasferimenti al settore privato (𝑇𝑅 ̅̅̅̅) pari a 10. Il settore privato dell’economia si
caratterizza invece per una spesa per investimento pari a 150 interamente determinata dalla sua componente
autonoma (𝐼 )̅ e per una funzione del consumo aggregato di tipo lineare nella forma 𝑪 = 𝟏𝟎𝟎 + 𝟎, 𝟖 𝒀𝑫, dove
100 indica il consumo autonomo, 0,8 la propensione al consumo dell’economia e 𝑌𝐷 è il reddito disponibile.
In corrispondenza del pieno impiego, il reddito potenziale di questa economia si stima essere 𝒀 ̅ = 𝟖𝟎𝟎.

(A) Calcolate, sia analiticamente che numericamente, il reddito disponibile aggregato dell’economia.

(B) Determinate, sia analiticamente che numericamente, i moltiplicatori della spesa pubblica e dei
trasferimenti.

(C) Determinate il reddito di equilibrio dell’economia e l’output gap.

Soluzione
̅̅̅̅ −
R.: (A) In termini analitici, il reddito disponibile dell’economia è dato dalla seguente formula 𝑌𝐷 = 𝑌 + 𝑇𝑅
𝑇𝑋. Sostituendo in questa espressione l’equazione che indentifica il flusso delle entrate del governo, 𝑇𝑋 =
̅̅̅̅ + 𝑡𝑌, otteniamo:
𝑇𝑋
̅̅̅̅ − (𝑇𝑋
𝑌𝐷 = 𝑌 + 𝑇𝑅 ̅̅̅̅ + 𝑡𝑌) = (1 − 𝑡)𝑌 + 𝑇𝑅
̅̅̅̅ − 𝑇𝑋
̅̅̅̅.

̅̅̅̅ = 10 e ̅̅̅̅
Poiché i dati ci dicono che 𝑡 = 0,25 𝑇𝑅 𝑇𝑋 = 5, la versione numerica della funzione che esprime il
reddito disponibile dell’economia è

𝑌𝐷 = 0,75𝑌 + 5.
R.: (B) Per ottenere i vari moltiplicatori, impostiamo la condizione di equilibrio tra risorse (𝑌) e gli impieghi
(𝐶 + 𝐼 + 𝐺) in modo da ottenere la seguente espressione: 𝑌 = 𝐶 + 𝐼 + 𝐺. Quindi, inserendo le due equazioni
che definiscono il comportamento al consumo e all’investimento dell’economia otteniamo:

𝑌 = 𝐶̅ + 𝑐𝑌𝐷 + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ → 𝑌 = 𝐶̅ + 𝑐(𝑇𝑅 ̅̅̅̅) + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ + 𝑐(1 − 𝑡)𝑌,


̅̅̅̅ − 𝑇𝑋

dove, nell’ottenere la seconda equazione, abbiamo fatto ricorso all’equazione che definisce il reddito
disponibile dell’economia 𝑌𝐷 = (1 − 𝑡)𝑌 + 𝑇𝑅 ̅̅̅̅ − 𝑇𝑋
̅̅̅̅ [cfr. sopra la risposta al quesito A].
Infine, risolvendo per 𝑌, possiamo scrivere:
1 𝑐
𝑌= (𝐶̅ + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ − 𝑐𝑇𝑋
̅̅̅̅) + ̅̅̅̅.
𝑇𝑅
1 − 𝑐(1 − 𝑡) 1 − 𝑐(1 − 𝑡)
Dalla precedente espressione è possibile osservare come variazioni marginali di 𝐺̅ e 𝑇𝑅
̅̅̅̅ abbiano impatti diversi
su 𝑌. Infatti, se denotiamo il moltiplicatore keynesiano con 𝛼𝐺 ≡ 1/[1 − 𝑐(1 − 𝑡)], è possibile dimostrare le
seguenti relazioni:

∆𝑌 = 𝛼𝐺 ∆𝐺̅ , dove αG è il moltiplicatore della spesa pubblica


̅̅̅̅ , dove cαG è il moltiplicatore dei trasferimenti,
∆𝑌 = 𝑐𝛼𝐺 ∆𝑇𝑅

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da cui segue che, a parità di importi, una variazione dei trasferimenti determina una variazione del reddito
minore a causa della presenza di 𝑐 ∈ (0,1). Quest’ultimo punto può essere verificato anche numericamente
partendo dai dati in nostro possesso. Infatti, sostituendo 𝑐 = 0,8 e 𝑡 = 0,25 è possibile scrivere i seguenti
valori per i due moltiplicatori

𝛼𝐺 = 2,5 [moltiplicatore della spesa pubblica]


𝑐𝛼𝐺 = 0,8 ∙ 2,5 = 2 [moltiplicatore dei trasferimenti].

R. (C) Dalla soluzione del punto precedente, sappiamo che

𝑌 = 𝐶̅ + 𝑐(𝑇𝑅 𝑇𝑋) + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ + 𝑐(1 − 𝑡)𝑌.


̅̅̅̅ − ̅̅̅̅

Risolvendo per 𝑌 otteniamo il reddito di equilibrio

𝑌0 = 𝛼𝐺 𝐴𝐺 ,

dove 𝛼𝐺 è il moltiplicatore keynesiano e 𝐴𝐺 ≡ 𝐶̅ + 𝑐(𝑇𝑅 𝑇𝑋) + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ è la componente autonoma della


̅̅̅̅ − ̅̅̅̅
domanda aggregata. Per determinare l’output gap (𝑂𝐺), determiniamo prima il livello del reddito di equilibrio.
Sulla base dei dati in nostro possesso si ha che 𝛼𝐺 = 2,5 e 𝐴𝐺 = 304, da cui segue che

𝑌0 = 2,5 ∙ 304 = 760


Pertanto, l’output gap dell’economia in corrispondenza dell’equilibrio è pari a
𝑌0 760
𝑂𝐺 = 1 − =1− = 0,05 (5%).
𝑌̅ 800

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Esercizio 2
Considerate un Paese senza scambi con l’estero. Supponete che il comparto reale della sua economia possa
essere descritto da un semplice modello reddito-spesa caratterizzato dalle seguenti equazioni
̅̅̅̅ − 𝑇𝑋 indica il reddito disponibile),
Consumo: 𝐶 = 100 + 0,8 𝑌𝐷 (dove, 𝑌𝐷 ≔ 𝑌 + 𝑇𝑅
Investimento: 𝐼 ̅ = 30,
Tassazione, consumi pubblici e trasferimenti: 𝑇𝑋 = 10 + 0,25𝑌, 𝐺̅ = 15, 𝑇𝑅 ̅̅̅̅ = 5,
dove i valori monetari sono espressi in milioni di euro.
A) Determinate la funzione del risparmio di questa economia ed il saldo di bilancio del governo.
B) Calcolate i livelli di equilibrio del reddito, del risparmio e dell’avanzo (o disavanzo) pubblico [esprimere sia
il risparmio sia il saldo del bilancio in % del reddito/Pil];
C) Come variano reddito, risparmio e saldo di bilancio se la funzione del consumo diventa: 𝐶 = 110 + 0,8 𝑌𝐷?
[Commentate i risultati trovati]

Soluzioni

R.: (A) Sappiamo che in equilibrio vale la seguente identità fondamentale di contabilità nazionale: 𝑌 =
𝐶+𝐺 ̅ + 𝐼̅. Sottraendo da entrambi i lati dell’equazione il livello del consumo, 𝐶, è possibile ottenere 𝑌 −
𝐶=𝐺 ̅ + 𝐼̅, dove il termine di sinistra, 𝑌 − 𝐶, è il risparmio aggregato generato dall’economia, 𝑆.
Sostituendo al posto di 𝐶 la funzione aggregata del consumo, 𝐶 = 100 + 0,8(𝑌 + 𝑇𝑅 ̅̅̅̅ − 𝑇𝑋), ed al posto di
̅̅̅̅ e 𝑇𝑋 le altre espressioni comportamentali, 𝑇𝑅
𝑇𝑅 ̅̅̅̅ = 5 e 𝑇𝑋 = 10 + 1,25𝑌, la funzione del risparmio
aggregato si scrive

𝑆 = 𝑌 − 𝐶 = 𝑌 − [100 + 0,8(𝑌 + 5 − 10 − 0,25𝑌)] = −96 + 0.4𝑌


Il saldo di bilancio del governo è dato dalla differenza tra le entrate da tassazione e la spesa per consumi
pubblici e trasferimenti; in formule: 𝑆𝐵 = 𝑇𝑋 − 𝐺 ̅ − 𝑇𝑅
̅̅̅̅. Sostituendo l’equazione che determina il livello
della tassazione, 𝑇𝑋, otteniamo:

𝑆𝐵 = 10 + 0,25𝑌 − 15 − 5 = − 10 + 0,25𝑌,
la quale ci dice come varia il saldo di bilancio, 𝑆𝐵, al variare del livello del reddito 𝑌.

R.: (B) Per trovare il reddito di equilibrio, impostiamo la seguente equazione di equilibrio tra risorse e
impieghi (identità fondamentale di contabilità nazionale):

𝑌 = 𝐶 + 𝐺̅ + 𝐼 ̅ = 100 + 0,8(𝑌 + 5 − 10 − 0,25𝑌) + 15 + 30.


Risolvendo per il livello del reddito, 𝑌, otteniamo: 𝑌0 = 352,5 milioni di € . Quindi, sostituendo quanto
trovato nelle due funzioni del risparmio e del saldo di bilancio statale [cfr. la soluzione del punto (A)] si ha:

𝑆0 = −96 + 0.4𝑌0 = 45 milioni, 𝑆𝐵0 = 0,25𝑌0 − 10 ≈ 78,1 milioni.


Riscritto in termini di reddito/Pil, il risparmio aggregato è pari a 𝑆0 /𝑌0 = 45/352,5 ≈ 0,128 (12,8%), mentre
il livello del saldo del bilancio statale ammonta a 𝑆𝐵0 /𝑌0 = 78,125/352,5 ≈ 0,222 (22,2%).

R.: (C) Innanzitutto va osservato che nel caso di un’economia chiusa con settore pubblico l’equilibrio
macroeconomico può essere scritto come l’uguaglianza tra il risparmio e la somma investimenti e spesa
pubblica; in formule: 𝑆 = 𝐺̅ + 𝐼̅ [N.B.: questa nuova condizione di equilibrio è un’estensione dalla nota identità
di contabilità nazione: 𝑌 = 𝐶 + 𝐺̅ + 𝐼 ]̅ . Poiché la somma 𝐺̅ + 𝐼 ̅ non è variata, possiamo concludere che il
livello del risparmio generato da questa economia è anch’esso rimasto invariato in corrispondenza del valore:
𝑆0 ′ = 15 + 30 = 45.

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Per verificare se il reddito di equilibrio è variato o meno in risposta alla variazione della funzione del
consumo, per prima cosa riscriviamo la nuova funzione del risparmio:

𝑆 = 𝑌 − 𝐶 = 𝑌 − [⏟110 + 0,8(𝑌 + 5 − 10 − 0,25𝑌)] = −106 + 0,4𝑌.


Nuova funzione del consumo

Una volta trovata la nuova funzione di S, inseriamola nella condizione che descrive l’equilibrio
̅ + 𝐼̅, in modo da ottenere la seguente equazione ad una sola
macroeconomico dell’economia, 𝑆 = 𝐺
incognita:

−106 + 0,4𝑌 = 45.


Infine, risolvendo la precedente equazione per il reddito troviamo: 𝑌0 ′ = 377,5 milioni. Mettendo a confronto
𝑌0 e 𝑌0 ′ possiamo concludere che, a causa della variazione della funzione del consumo, il reddito di equilibrio
è cresciuto di 25 milioni (+7.1%).

Infine, per determinare il nuovo saldo del bilancio statale, inseriamo il nuovo livello del reddito di equilibrio
𝑌0 ′all’interno del vincolo di bilancio del governo. Ciò determina:

𝑆𝐵0′ = 0,25𝑌0′ − 10 = 84,4 milioni di €,


il quale risulta cresciuto di 6,25 milioni a causa delle maggiori entrate dovute all’aumento del reddito di
equilibrio.

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Esercizio 3

Un’economia chiusa senza scambi con l’estero è caratterizzata dalle seguenti equazioni:

Consumo: 𝑪 = 𝟏. 𝟎𝟎𝟎 + 𝟎, 𝟖 𝒀𝑫 (dove, 𝑌𝐷 ≔ 𝑌 + 𝑇𝑅 ̅̅̅̅ − 𝑇𝑋 indica il reddito disponibile)


̅
Investimento e produzione: 𝑰 = 𝟏𝟓𝟎𝟎, 𝒀 = 𝟏𝟎𝑵 𝟏/𝟐

Tassazione, consumi pubblici e trasferimenti: 𝑻𝑿 = 𝟓𝟎 + 𝟎, 𝟐𝟓𝒀, 𝑮 ̅ = 𝟓𝟎𝟎, ̅̅̅̅𝑻𝑹 = 𝟏𝟎𝟎


dove i valori monetari sono espressi in milioni di € e l’occupazione, 𝑁, in milioni di unità fisiche.

(A) Determinate il reddito (𝑌), l’occupazione (𝑁) ed il saldo di bilancio di equilibrio (𝐵𝑆).

(B) Sapendo che in corrispondenza dell’equilibrio l’output gap (𝑂𝐺0 ) è pari al 5%, calcolate la forza lavoro
dell’economia (𝐹𝐿) ed il tasso di disoccupazione di equilibrio (𝑢).

(C) Calibrate un taglio dell’imposta proporzionale sul reddito in grado di raggiunge il pieno impiego (𝑢 = 0).

Soluzione

R.: (A) L’equilibrio macroeconomico dell’economia può essere sintetizzato dal seguente sistema di tre
equazioni in tre incognite
𝑌 =𝐶 +𝐼+𝐺

𝑌 = 10𝑁1/2 .

{𝐵𝑆 = 𝑇𝑋 − (𝐺 + 𝑇𝑅)
Sostituendo all’interno del sistema le due equazioni che definiscono 𝐶 e 𝑇𝑋 e i valori numerici che determinano
il livello degli investimenti, della spesa pubblica e dei trasferimenti è possibile ottenere:
𝑌 = 3.000 + 0,8 𝑌𝐷

𝑌 = 10𝑁1/2 .

{ 𝐵𝑆 = −550 + 0,25𝑌
̅̅̅̅ − 𝑇𝑋 =
Infine, sostituendo l’espressione che definisce il reddito disponibile dell’economia, 𝑌𝐷 = 𝑌 + 𝑇𝑅
̅̅̅̅ ̅̅̅̅
(1 − 𝑡)𝑌 + 𝑇𝑅 − 𝑇𝑋 = 0,75𝑌 + 50, il precedente sistema diventa

𝑌 = 3.000 + 0,8( 0,75𝑌 + 50) 𝑌 = 3.040 + 0,6 𝑌

𝑌 = 10𝑁1/2 → 𝑌 = 10𝑁1/2 .

{ 𝐵𝑆 = −550 + 0,25𝑌 {𝐵𝑆 = −550 + 0,25𝑌


Il sistema può essere risolto in modo sequenziale ricavando 𝑌0 dalla prima equazione, 𝑁0 dalla seconda ed
infine 𝐵𝑆0 dalla terza. Operando in questo modo, i valori di equilibrio delle tre variabili endogene saranno:

𝑌0 = 7,6 miliardi, 𝑁0 = 577.600, 𝐵𝑆0 = 1,35 miliardi.


R.: (B) L’output gap di equilibrio è dato dalla differenza tra il reddito di pieno impiego (o output potenziale, 𝑌̅)
ed il suo livello corrente (o di equilibrio, 𝑌0 ). Espresso in termini percentuali, questo si scrive:
𝑌0
𝑂𝐺0 = 1 − .
𝑌̅

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Se sostituiamo al posto di 𝑂𝐺0 il suo valore di equilibrio 0,05 (5%) e al posto di 𝑌0 il valore di 7,6 miliardi di €
(𝑌0 = 7,6) trovato risolvendo il punto precedente, la precedente equazione diventa:
7,6
0,05 = 1 − ,
𝑌̅
la quale, risolta per il 𝑌̅ (reddito potenziale), ci dà: 𝑌̅ = 8 miliardi (𝑌̅ = 8). Poiché il reddito potenziale
corrisponde al massimo livello di reddito che sarebbe possibile raggiungere se l’occupazione corrente
coincidesse con l’intera forza lavoro (𝑁 = 𝐹𝐿), allora per determinare il livello della forza lavoro è possibile
partire dall’equazione che definisce il reddito potenziale dell’economia per poi risolverla per 𝐹𝐿; ciò implica
quanto segue:
1 1
𝑌̅ = 10𝐹𝐿1/2 → 8 = 10𝐹𝐿2 → 𝐹𝐿2 = 0,8 → 𝐹𝐿 = 0,82 = 0,64 (640 mila unità).
Infine, partendo dal dato della forza lavoro, 𝐹𝐿 = 640.000 unità (lavoratori), e da quello relativo al livello
corrente dell’occupazione, 𝑁0 = 577.600 unità, è possibile procedere al calcolo del tasso di disoccupazione
corrente dell’economia, il quale risulterà pari a:
𝑁0 577.600
𝑢0 = 1 − =1− = 1 − 0,9025 = 0,0975 (9,75%).
𝐹𝐿 640.000
R.: (C) Per ottenere il pieno impiego è necessario che il reddito raggiunga il suo livello potenziale: 𝑌̅ =
8 miliardi (𝑌̅ = 8). Poiché il livello corrente del reddito è di 7,6 miliardi (𝑌0 = 7,6), la parte di reddito da
generare attraverso il taglio dell’imposta sarà pari a ∆𝑌 = 𝑌̅ − 𝑌0 = 8 − 7,6 =
0,4 miliardi di € (ossia 400 milioni di €). Pertanto, per calibrare l’entità della nuova aliquota fiscale, 𝑡′,
impostiamo la condizione di equilibrio tra reddito e spesa nel caso in cui reddito corrispondere sia quello di
pieno impiego:

𝑌̅ = 𝐶 + 𝐼 ̅ + 𝐺̅ .
Inserendo al posto di 𝐶, 𝐼 e 𝐺 le informazioni in nostro possesso, ed esprimendo tutti i valori monetari in milioni
di €, possiamo scrivere:

𝑌̅ = 1.000 + 0,8 [50 + (1 − 𝑡 ′ )𝑌̅] + 1.500 + 500, → 𝑌̅ = 3.040 + 0,8(1 − 𝑡′)𝑌̅.

Infine, sostituendo il valore del reddito potenziale 𝑌̅ = 8.000 (dato in milioni di €) nell’ultima equazione di
destra e risolvendo per 𝑡 ′ otteniamo la nuova aliquota fiscale da applicare a famiglie ed imprese:
8.000 − 3.040
8.000 = 3.040 + 0,8(1 − 𝑡′)8.000 → 1 − 𝑡′ = → 𝑡 ′ = 0,225 (22,5%).
6.400
In conclusione, affinché il sistema possa raggiungere il pieno impiego, è necessario che l’aliquota proporzionale
sul reddito si riduca, complessivamente, di 2,5 punti percentuali.

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