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Calore specifico di una trasformazione politropica di gas perfetti

1) Definizione di Calore Specifico per una politropica di esponente “n”


𝛿𝑞
𝑐𝑛 = | (1)
𝑑𝑇 𝑛
2) Equazione Politropica:
𝑝𝑣 𝑛 = 𝑐𝑜𝑠𝑡 (2)
3) Equazione di stato di un gas perfetto:
𝑝𝑣 = 𝑅𝑇 (3)

Obiettivo: trovare una formula che quantifichi di cn in funzione di n.


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Ricordando l’espressione del primo principio in forma differenziale:


𝛿𝑞 = 𝑑𝑢 + 𝑝𝑑𝑣 (4)
e sostituendola nella definizione del calore specifico mostrata nell’Equazione 1, si ottiene che:
𝑑𝑢 𝑑𝑣
𝑐𝑛 = +𝑝 (5)
𝑑𝑇 𝑑𝑇
Vediamo cosa accade ai termini del secondo membro dell’Equazione (5).
Trattandosi di un gas perfetto, è possibile affermare che la derivata dell’energia interna rispetto alla
temperatura è uguale al calore specifico a volume costante.
𝑑𝑢
= 𝑐𝑣 (6)
𝑑𝑇
Sostituendo Eq.6 nell’Eq. 5 si avrà:
𝑑𝑣
𝑐𝑛 = 𝑐𝑣 + 𝑝 (7)
𝑑𝑇
𝑑𝑣
Per il termine 𝑝 𝑑𝑇 presente nell’Equazione 7, occore fare un ragionamento in più.

PASSO 1. Differenziando l’equazione della politropica (2), si ottiene che:


𝑝𝑛𝑣 𝑛−1 𝑑𝑣 + 𝑣 𝑛 𝑑𝑝 = 0 (8)
Dividendo entrambi i membri dell’equazione (8) per il termine 𝑝𝑣 𝑛 , si ottiene:
𝑛𝑑𝑣 𝑑𝑝
+ =0 (9)
𝑣 𝑝
da cui:
𝑝
𝑑𝑝 = − 𝑛𝑑𝑣 (10)
𝑣
PASSO 2. Differenziando l’equazione di stato del gas perfetto Equazione (3) si ottiene:
𝑝𝑑𝑣 + 𝑣𝑑𝑝 = 𝑅𝑑𝑇 (11)
Sostituendo il differenziale di pressione trovato nel PASSO 1 (Equazione 10) nell’equazione
differenziata trovata al PASSO 2 (Equazione 12), si ottiene:
𝑝
𝑝𝑑𝑣 + 𝑣 ∙ (− 𝑛𝑑𝑣) = 𝑅𝑑𝑇 (12)
𝑣
Ripulendo l’Equazione 12 si ottiene:
𝑝𝑑𝑣 − 𝑝𝑛𝑑𝑣 = 𝑅𝑑𝑇 (13)
Dividendo ambi i membri dell’Equazione 13 per 𝑑𝑣, si ottiene:
𝑑𝑇
𝑝 ∙ (1 − 𝑛) = 𝑅 (14)
𝑑𝑣
Dividiamo successivamente ambo i membri dell’Equazione 15, per p ed R, si ottiene che:
1 − 𝑛 1 𝑑𝑇
= (15)
𝑅 𝑝 𝑑𝑣
𝑑𝑣
Riorganizzando l’Equazione 15, si trova il termine 𝑝 𝑑𝑇 desiderato:
𝑑𝑣 𝑅
𝑝 = (16)
𝑑𝑇 1 − 𝑛
Sostituendo nell’Equazione 7 si ottiene:
𝑅
𝑐𝑛 = 𝑐𝑣 + (17)
1−𝑛
𝑐𝑝
Da cui, ricordando che per la relazione di Meyer 𝑅 = 𝑐𝑝 − 𝑐𝑣 e che 𝑘 = , risulta:
𝑐𝑣
𝑐𝑝 − 𝑐𝑣 1−𝑛+𝑘−1 −𝑛 + 𝑘 𝑛−𝑘
𝑐𝑛 = 𝑐𝑣 + = 𝑐𝑣 ( ) = 𝑐𝑣 ( ) = 𝑐𝑣 ( )
1−𝑛 1−𝑛 1−𝑛 𝑛−1
e si deriva la seguente espressione generale del calore specifico lungo una politropica di indice n:
𝑛−𝑘
𝑐𝑛 = 𝑐𝑣 ( ) (18)
𝑛−1
Casi particolari deducibili dall’Equazione 18.
- Se n=0 la politropica diviene una isobara, e si trova che 𝑐𝑛 =
𝑐𝑝
- Se n=1 la politropica diviene un’isoterma. In questo caso
𝑐𝑛 → ∞. In effetti, in un’isoterma accade che fornendo (o
sottraendo) calore non si osserva alcuna variazione di
temperatura, e quindi non è definito un calore specifico di
trasformazione, come evidente dall’Eq.1. La definizione di
calore specifico fornita dall’Eq. 1 è utilizzabile nei casi in cui
si abbia un effetto termico del calore scambiato, ovvero una
variazione incremento di temperatura (per questo motivo si
parla comunemente di calore SENSIBILE). Le
trasformazioni isoterme tipiche sono le transizioni di fase,
per le quali pur scambiando calore, non sono rilevabili
variazioni di temperatura. In questi casi si parla di calore
LATENTE, e non è possibile definire un calore specifico
associato ad esse a partire dall’Equazione 1.
- Se n=k la politropica diviene un’adiabatica reversibile.
Infatti in questo caso 𝑐𝑛 = 0, e non vi è pertanto scambio di
calore, coerentemente con la definizione di trasformazione
adiabatica.
- Se n→∞, la trasformazione politropica diviene un’isocora: in
questo caso 𝑐𝑛 = 𝑐𝑣 .
- Nel caso in cui 1<n<k, il calore specifico risulta
negativo. Si tratta di traformazioni (di scarso interesse
pratico), per le quali nonostante si fornisca calore (o si
sottragga calore) la temperatura diminuisce (o aumenta).