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Approssimazione delle radici di un equazione

Introduzione
Quando possibile trovare le soluzioni di unequazione, si dice anche che esiste un metodo
di risoluzione esatta dellequazione.
Si pu trovare la risoluzione esatta di unequazione di primo, secondo, terzo e quarto
grado... ma per alcune equazioni non sempre possibile ricercare la soluzione, soprattutto
per quanto riguarda le equazioni miste, cio quelle formate da una funzione trascendente e
una algebrica.
E dunque importante lo studio dei procedimenti di risoluzione approssimata o numerica.

Ogni equazione a una incognita pu essere scritta nella forma normale:


() = 0
Trovare le radici, ossia le soluzioni, dellequazione equivale a ricercare gli zeri della funzione
= (), ossia le sue intersezioni con lasse delle ascisse.

Per ricercare le soluzioni approssimate bisogna passare per due fasi:


Separazione delle radici
Determinazione intervalli che contengono soltanto una radice
Determinazione delle radici approssimate
Con la precisione voluta (1,2,3 cifre dopo la virgola)

La separazione delle radici


Per separare una radice dell equazione () = 0dobbiamo essere certi che esiste almeno
un intervallo [a;b] in cui abbia soltanto uno zero.
A questo scopo richiamiamo alcune propriet delle funzioni continue.

Teorema di esistenza degli zeri

Se una funzione continua nellintervallo [a;b] limitato e chiuso e


negli estremi assume valori di segno opposto, cio se () () < 0,
allora esiste almeno un punto c interno ad [a;b] in cui la funzione si
annulla, ossia: ]; [ tale che () = 0
Questo teorema assicura lesistenza di almeno una soluzione
dellequazione () = 0nellintervallo [a;b], ma non ne garantisce
lunicit. Vediamo allora due condizioni sufficienti per lunicit della
soluzione.

Esempio

() = con [, ] tenendo conto che () =


Occorre innanzitutto individuare il dominio della funzione: D: x>0 , con ci la funzione
continua nellintervallo [2,4]
Successivamente si passa alla sostituzione dei due estremi dellintervallo alla funzione,
quindi:
(2) = 22 4 = 2,6
(4) = 4 4 4 = 1,5
A questo punto occorre verificare la funzione :(2) (4) < 0

Un modo empirico della funzione quello della rappresentazione grafica delle funzioni:

4 = 0
4
=

In questo modo possiamo individuare il grafico
della funzione:

4
Prendiamo in considerazione: =

compiliamo una tabella a due entrate per trovare i
punti:

Nel grafico la linea viola indica la funzione crescente mentre la linea verde costituisce un
ramo di iperbole equilatera riferita ai propri asintoti, un ramo perch abbiamo preso in
considerazione solo i quadranti interessati dove si trova il punto di intersezione delle curve.

Primo teorema di unicit degli zeri


Se una funzione continua nellintervallo [a;b] limitato e chiuso,
derivabile con derivata prima diversa da 0 nei suoi punti interni e,
inoltre, () () < 0, allora esiste un solo punto c interno ad
[a;b] in cui la funzione si annulla, ossia: ! ]; [ tale che () =
0

Esempio
() = con [2,4]
Consideriamo la derivata prima : () =
Questa data da : + 1 = 0 con intervallo [2,4]
+ 1 = 0

= 1 diventa : = 1 questo
1
implica che =
[2,4]

La funzione verifica tutte le ipotesi del teorema e


quindi si annulla soltanto in [2,4]

Il grafico riferito alla funzione () = 4

Secondo Teorema di unicit degli zeri ( o delle radici di unequazione)

Se una funzione continua nellintervallo [a;b] limitato e chiuso, derivabile con derivata
prima diversa da 0 nei suoi punti interni e, inoltre, () () < 0, e () < 0 , oppure
() < 0, ] , [ allora esiste un solo punto c interno ad [a;b] in cui la funzione si
annulla, ossia: ! ]; [ tale che () = 0

Esempio

= con intervallo [2,0]


Occorre verificare che questa funzione presenti solo un 0.
La funzione continua in tutto lintervallo e ammette come derivata prima e seconda tutti i
suoi punti:
4
= 5 3 = 20 3
Inoltre risulta: ! ]0,2[
Sostituendo i due estremi dellintervallo alla funzione abbiamo:
(0) = 1 <0 e (2) =25 >0
Per il secondo teorema di unicit la funzione y si annulla una solasola volta nellintervallo
[2,0]
IL METODO DELLA BISEZIONE

Il metodo della bisezione viene utilizzato quando, dopo aver separato le radici, bisogna
determinare un valore approssimato, questo consiste nel ridurre il pi possibile lampiezza
dellintervallo che le contiene.
Quindi questo metodo determina un intervallo di ampiezza sempre minore ed ogni volta si
ridurr di una quantit pari alla met dellintervallo precedente.

Data unequazione () = 0, si verifichino i teoremi di unicit degli zeri nellintervallo [, ]


assegnato tale che () () < 0 , per cui avendo , una delle radici dellequazione, si
procede in questo modo:
+
si calcola il punto medio dellintervallo: =
2
+ +
se ( )=0=
2 2
+
altrimenti si considerano gli intervalli [, 2 ] ; [+
2
, ]
si stabilisce a quale intervallo appartiene :
+ +
se () ( 2 ) < 0 [, 2 ]
+
altrimenti [ , ]
2
si sostituisce lintervallo individuato a quello precedente, ponendo il primo estremo al
posto di ed il secondo estremo al posto di

Si ripetono questi passaggi, creando una successione di intervalli uno interno allaltro, che
converge al valore esatto della radice, cio se indichiamo con a e con b gli estremi
dellintervallo ottenuto alln-esima iterazione, si ha: + = + = .

Una successione di intervalli la sequenza di intervalli, in cui ad ogni intero viene associata
una funzione reale definita nellintervallo.

Il procedimento terminer quando lapprossimazione sar vicina allo zero o inferiore ad un


certo valore di tolleranza 0.

Esercizio 1

() = 3 + 2 1
Si prende in considerazione lintervallo [1; 1]

Calcolo i valori agli estremi

(1) = 1 + 1 1 = 1
(1) = 1 + 1 1 = 1

Verifico che () () < 0

(1) (1) < 0 1 1 < 0

Il polinomio cambia di segno, quindi esiste almeno uno zero nellintervallo.

1. Calcolo il punto medio e stabilisco i nuovi intervalli

1+1
= =0 [1; 0] [0; 1]
2

2. Calcolo il polinomio nel punto medio

(0) = 1

3. Si verifica quale intervallo soddisfa () () < 0

(1) (0) < 0 1 (1) < 0


(0) (1) < 0 1 1 < 0

Lintervallo che viene preso in considerazione [0; 1]

Da qui si ricomincia con il punto 1.

0+1
= = 0,5 [0; 0,5] [0,5; 1]
2
(0,5) = 0,625

(0) (0,5) < 0 1 (0,625) < 0


(0,5) (1) < 0 0,625 1 < 0
Si prende lintervallo [0,5; 1]

0,5+1
= = 0,75 [0,5; 0,75] [0,75; 1]
2
(0,75) = 0,0015

(0,5) (0,75) < 0 0,625 (0,0015) < 0


(0,75) (1) < 0 0,0015 1 < 0

Si prende lintervallo [0,75; 1]

0,75+1
= = 0,875 [0,75; 0,875] [0,875; 1]
2
(0,875) = 0,435

(0,75) (0,875) < 0 0,0015 (0,435) < 0


(0,75) (1) < 0 0,0015 1 < 0

Si prende lintervallo [0,75; 0.875]

SUCCESSIONE NUMERICA
Una successione numerica pu essere definita come una funzione che ha per dominio
linsieme dei numeri naturali e per codominio linsieme dei numeri reali o complessi.
:

Esercizio 2

3 + 1 = 0

Cerchiamo eventuali soluzioni con approssimazione inferiore a 0,3.

Come prima cosa, scriviamo lequazione nella forma 3 = 1 e disegniamo il grafico delle
seguenti funzioni () = 3 e () = 1:
Una volta disegnato il grafico possiamo notare che le due funzioni si intersecano solo in un
punto appartenente allintervallo [-2;0], questo punto rappresenta lunica soluzione
dellequazione 3 + 1 = 0

PROCEDIMENTO:

Si prende in considerazione lintervallo [-2;0]

Calcolo i valori agli estremi


(2)= -8+2+1= -5

(0)= 1

Verifico che f(a)f(b)<0


f(-2)f(0)<0 -5<0

Il polinomio cambia di segno, quindi esiste almeno uno zero nellintervallo.

1. Calcolo il punto medio


0 +0 2
0 = 2
= 2 = 1

2. Calcolo il polinomio nel punto medio


f(-1)= -1+1+1=1

se f(m) fosse uguale a 0 allora m la soluzione cercata, ma in questo caso f(m)


diverso da 0, quindi m un valore approssimato della soluzione a meno della
0 0
quantit 0 = 2
.

3. Calcoliamo la stima del valore di approssimazione


0 0 2
0 = 2
=2=1
Adesso verifichiamo se lapprossimazione 0 sia minore o uguale a quella voluta, in
quel caso il calcolo terminato; in caso contrario proseguiamo.

4. Stabilisco i nuovi intervalli


Se (0 ) > 0 allora gli intervalli saranno 1 = 0 1 = 0
Se (0 ) < 0 allora gli intervalli saranno 1 = 0 1 = 0
In questo caso (0 ) maggiore di zero e quindi gli intervalli saranno: 1 = 2 1 = 1

Adesso si ricomincia con lo stesso procedimento finch f(m) sia uguale a 0 o il valore sia
minore o uguale al volare di approssimazione voluto.

1 + 1 3
1 = = = 1,5
2 2
f(-1,5)= -0.875

f(-1,5) diverso da 0 quindi si continua con il calcolo


1 1 1+2
1 = 2
= 2
= 0,5

Visto che 0,5 maggiore di 0,3 si ricomincia il procedimento da capo con nuovi intervalli.

In questo caso (0 ) minore di zero e quindi gli intervalli saranno: 2 = 1,5 2 = 1

2 + 2 2,5
2 = = = 1,25
2 2
f(-1,25)= 0,297

f(-1,5) diverso da 0 quindi si continua con il calcolo

2 2 1 + 1,5
2 = = = 0,25
2 2
Visto che 0,25 minore di 0,3 il calcolo terminato, perch abbiamo ottenuto
unapprossimazione inferiore a quella richiesta e possiamo dire che il valore approssimato
della soluzione -1,25 con approssimazione di 0,25.