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Equazioni dierenziali

a variabili separabili
Con discussione del metodo urang-utang c
Appunti a cura di
Fioravante PATRONE
versione del 5 dicembre 2009
Indice
1 Teoria 2
2 Esempi 5
3 Il metodo urang-utang c 13
3.1 Wikipedia e il metodo urang-utang c . . . . . . . . . . . . . . 16
3.2 Trattiamoli con discre(tizza)zione . . . . . . . . . . . . . . . . 19
4 Bibliograa 23
5 Appendice 23
6 Ringraziamenti 25
Note per il lettore
Questi appunti hanno lo scopo di:
- descrivere come possano essere risolte le equazioni dierenziali ordinarie a variabili se-
parabili (EDO a VS)
- illustrare il metodo con diversi esempi. Scopo di questi esempi `e anche mostrare come
possano essere risolti problemi connessi allinversione di funzioni, visto che un passaggio
standard nella risoluzione delle EDO a VS consiste proprio nel passaggio da una soluzione
implicita ad una esplicita mediante inversione di funzione
- mostrare come certi metodi molto diusi (che ho collettivamente battezzato come urang-
utang c ) per la risoluzione di EDO a VS non abbiano alcun fondamento serio. Per fortuna
non servono!
Fioravante PATRONE http://www.fioravante.patrone.name/default.htm homepage
patrone@diptem.unige.it http://www.fioravante.patrone.name/mat/TdG/DRI/index.htm Decisori (razionali) interagenti
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 2
1 Teoria
Si consideri lequazione dierenziale

() = ()(), (1)
con:
: continua, intervallo aperto e non vuoto di
: continua con derivata prima continua, intervallo aperto e
non vuoto di
In queste ipotesi lequazione dierenziale data ha soluzioni, denite su
opportuni intervalli, perche il problema di Cauchy:
{

= ()()
(
0
) =
0
(2)
soddisfa le condizioni del teorema
1
che ci garantisce esistenza e unicit` a della
soluzione (almeno in piccolo), comunque sia dato (
0
,
0
) .
Ci proponiamo di determinare le soluzioni dellequazione dierenziale
mediante integrazioni.
Innanzi tutto osserviamo che se `e t.c. ( ) = 0, allora la funzione
costante () = `e soluzione dellequazione dierenziale proposta su tutto
(verica immediata).
Quindi, ad ogni zero della funzione `e associata una soluzione, costante,
dellequazione. Daltro canto, il teorema di esistenza e unicit`a per il problema
di Cauchy ci permette di dire che: se `e una soluzione dellequazione, denita
su un certo intervallo , tale che in almeno un punto `e (()) = 0,
allora (()) sar` a sempre diverso da zero su . Se cos` non fosse, ci sarebbe
t.c. (( )) = 0. Se chiamo il valore ( ), allora il problema di Cauchy:
{

= ()()
( ) =
avrebbe due soluzioni distinte: la funzione in questione e la funzione
costantemente uguale ad .
Pertanto, se `e una soluzione su :
o `e (()) = 0 per ogni ,
1
Vedi la sezione 5 (Appendice), se necessario, per gli enunciati dei teoremi sulle
equazioni dierenziali che vengono citati.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 3
oppure (()) = 0 per ogni .
Nel secondo caso si avr` a sempre (()) > 0 su tutto oppure (()) <
0 su tutto (altrimenti si avrebbe una contraddizione con il teorema degli
zeri).
Risolviamo ora eettivamente lequazione dierenziale (1). Per quanto
detto sopra, ci limiteremo a cercare le soluzioni tali che (()) = 0 per
ogni . Pi` u precisamente, abbiamo che {() : } sar` a un intervallo
contenuto in nel quale mantiene un segno costante.
Da

() = ()(()) ,
segue:

()
(())
= () ,
da cui:

()
(())
=

() .
Eettuiamo nellintegrale indenito a primo membro la sostituzione = ():
(

()
)
=()
=

() .
Se le funzioni e sono due primitive, rispettivamente di su e di
1/ su , si ha:
(())
=()
= () + ,
dove `e una costante reale, e quindi:
(()) = () + . (3)
Ma

() = 1/() conserva su segno costante, pertanto `e stretta-


mente monotona su e quindi invertibile. Se
1
indica linversa di , si
ha:
() =
1
(() + ) . (4)
Con il procedimento sopra indicato si ottengono tutte le soluzioni delle-
quazione a variabili separabili, anche se occorre tenere presente che bisogner` a
usare tante funzioni inverse di quanti sono gli intervalli su cui ha segno
costante.
Abbiamo quindi trovato la formula che descrive la soluzione su . Da
un punto di vista pratico, le principali dicolt` a nella risoluzione eettiva
di una equazione a variabili separabili sono:
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 4
- trovare e . Non sempre `e facile trovare primitive; potremmo addirittura
trovarci di fronte al caso di funzioni non elementarmente integrabili
- trovare
1
. Anche se sappiamo che `e invertibile, questo non vuol dire
che sia facile descrivere linversa con una formula.
Nel paragrafo seguente vedremo anche esempi che mostrano questo tipo
di dicolt`a: vedi esempi 6, 7 e 8.
Nel caso in cui si abbia da risolvere un problema di Cauchy che, come
(2), `e associato ad una equazione a variabili separabili, si pu` o procedere in
due modi.
Un modo consiste nellutilizzare la formula (3) che d` a le soluzioni delle-
quazione, da cui si ricava = (
0
) (
0
); `e importante ricordare che poi
per passare alla forma esplicita (4) occorre usare linversa di sullintervallo
individuato dal fatto che contiene
0
.
Un altro modo consiste nel risolvere lequazione usando lintegrazione
denita.
Da:

()
((())
= () ,
segue:

()
((())
=

0
()
(la lettera di integrazione `e stata come al solito cambiata per evitare di fare
confusione con la variabile ).
Anche qui, usiamo la sostituzione = ():

()
(
0
)

()
=

0
() ,
da cui:
(()) ((
0
)) = () (
0
) .
Ovvero (ricordiamo che (
0
) =
0
):
(()) = () + (
0
) (
0
) .
Se poi
1
e linversa di sullintervallo che contiene
0
:
() =
1
(() + (
0
) (
0
)) .
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 5
2 Esempi
Cominciamo con lesempio pi` u semplice (a dire il vero, lesempio davvero pi` u
semplice lo faremo per ultimo: qui intendo dire che si tratta dellesempio pi` u
semplice tra quelli che coinvolgono eettivamente quello che si intende essere
una equazione dierenziale).
Esempio 1 Consideriamo il seguente problema di Cauchy:
{

=
(
0
) =
0
Se
0
= 0 la soluzione (massimale) `e () = 0 per ogni .
Altrimenti (la teoria ci garantisce che il problema dato ha una ed una
sola soluzione massimale, denita su tutto ):

()
()
= 1 ,
da cui (dora in poi ometto di ripetere: )

()
()
=

0
1
eettuando la sostituzione = ():

()

0
1 .
Se
0
> 0, otteniamo:
log

()

0
=

0
da cui:
log
()

0
=
0
()

0
= exp(
0
)
() =
0
exp(
0
)
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 6
Analogamente se
0
< 0:
log

()

0
=

0
.
Da cui:
log
()

0
=
0
.
A questo punto, naturalmente i calcoli sono identici a quelli appena visti.
Possiamo raggruppare i risultati trovati in ununica formula, che vale per
ogni
0
:
() =
0
exp(
0
)
Esempio 2 Data la funzione : , continua sullintervallo aperto e
non vuoto di , consideriamo il seguente problema di Cauchy:
{

= ()
(
0
) =
0
Come per lesempio precedente, se
0
= 0 la soluzione (massimale, denita
su ) `e () = 0 per ogni .
Altrimenti (ricordo che la teoria mi garantisce che la soluzione massimale
`e unica e denita su tutto ):

()
()
= () ,
da cui (come fatto nellesempio precedente, ometto di ripetere sempre
)

()
()
=

0
() .
Eettuando la sostituzione = ():

()

0
() .
Se
0
> 0, otteniamo:
log

()

0
=

0
()
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 7
Da cui:
log
()

0
=

0
()
()

0
= exp(

0
() )
() =
0
exp(

0
() )
I calcoli sono analoghi per
0
< 0. Anche in questo esempio, come nel
precedente, possiamo esprimere la soluzione del problema di Cauchy con la
formula (valida per ogni
0
):
() =
0
exp(

0
() )
Esempio 3 Consideriamo il seguente problema di Cauchy:
{

= 1 +
2
(
0
) =
0
Abbiamo:

() = 1 +
2
() ,
Cio`e:

()
1 +
2
()
= 1 ,
da cui

()
1 +
2
()
=

0
1
eettuando la sostituzione = ():

()

1 +
2
=

0
1
arctan

()

0
=
0
Da cui:
arctan(()) arctan
0
=
0
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 8
() = tan(arctan
0
+
0
)
Notare che si ha il fenomeno della esplosione in tempo nito. La solu-
zione massimale non `e denita su tutto ma su un sottointervallo proprio.
Esempio 4 Consideriamo lequazione

= sin .
E sin() = 0 se e solo se = . Quindi le funzioni costanti () =
sono soluzioni dellequazione . Per il resto, abbiamo:

()
sin(())
= 1
da cui:

()
sin(())
=

1
Pertanto:
(

sin()
)
=()
= +
Se () = ]2
0
, (2
0
+ 1)[, abbiamo:
[
log
(
tan

2
)]
=()
= +
[
log
(
tan
()
2
)]
= +
tan
(
()
2
)
=
+
() = 2
(
arctan(
+
) +
0

)
(`e opportuno tenere presente che linversa di = tan in ]
0
,
0
+ /2[ `e
= arctan +
0
).
Analogamente, se () = ](2
0
1), 2
0
[, si ha:
[
log
(
tan
(

2
))]
=()
= +
[
log
(
tan
(
()
2
))]
= +
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 9
tan
(
()
2
)
=
+
() = 2
(
arctan(
+
) +
0

)
Gracamente, le soluzioni sono:

Osserviamo che, essendo lequazione dierenziale autonoma (cio`e il secondo


membro (, ) non dipende esplicitamente dalla variabile indipendente ),
il graco risulta invariante rispetto a traslazioni nel senso delle .
Esempio 5 Utilizziamo ancora lequazione appena risolta, stavolta conside-
rando un problema di Cauchy:
{

= sin
(0) =
11
2

Seguendo la prima strada: (0) =
0
=
11
2
](2
0
1), 2
0
[ per
0
= 3.
Quindi, log
(
tan(
11
4
)
)
= 0 + .
Ovvero: = log
(
tan(

4
)
)
= log(tan

4
) = log 1 = 0.
Pertanto, () = 2 (arctan(

) + 3).
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 10
Seguendo la seconda strada:

()
sin (())
=


0
1
Ovvero:


11
2

sin
=
Poiche sin
11
2
< 0, abbiamo:
log(tan

2
)]

11
2

=
Ossia:
log(tan

2
) = + log
(
(tan
11
4
)
)
Cio`e:
log(tan

2
) =
Ovvero:
tan

2
=

Da cui

2
= arctan(

) + 3
Ovvero
() = 2 ((

) + 3)
VERIFICA:
(0) = 2 (arctan(1) + 3) = 2(

4
+ 3) =
11
2

() = 2

1 +
2
sin () = sin [2(arctan(

) + 3)]
Le ultime 2 equazioni DOVREBBERO ESSERE UGUALI!!!
Lo sono in eetti, basta usare la relazione
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 11
sin =
2 tan /2
1 + tan
2
/2
sin (()) =
2 tan[arctan(

) + 3]
1 + tan
2
[arctan(

) + 3]
=
2 tan[arctan(

)]
1 + tan
2
arctan(

)]
=
2

1 +
2
Esempio 6 Risolvere:

= exp(
2
)
La procedura ci richiede di trovare:

()
exp(
2
())
=

1 ,
ovvero:
(
exp(
2
)
)
=()
= +
Ma `e noto che la funzione a primo membro non `e elementarmente integrabile.
Esempio 7 Risolvere:

= exp(
2
)
Come visto nellesempio 2, la soluzione `e data da:
() =
0
exp(

0
() )
dove () = exp(
2
).
Quindi:
() =
0
exp(

0
exp(
2
) )
Ma, come nellesempio 6, ci troviamo di nuovo di fronte alla funzione exp(
2
)
che non `e elementarmente integrabile.
Esempio 8 Risolvere:

=
1
1 + exp()
La procedura ci richiede di trovare:

()(1 + exp(())) =

1 ,
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 12
ovvero:
(
1 + exp()
)
=()
= +
Da cui:
() + exp(()) = +
Dobbiamo quindi invertire la funzione + exp(). Essa `e certamente
invertibile su , ma la sua inversa non la possiamo esprimere con una formula
chiusa che usi le funzioni elementari.
Esempio 9 Questo `e di fatto un problema di integrazione, ma naturalmente
rientra nella teoria vista. Vediamo allora, per curiosit` a, cosa otteniamo.
{

= ()
(
0
) =
0
La funzione `e, sintende, identicamente uguale ad 1. Pertanto non si annulla
mai.
Supponiamo che sia : continua, intervallo aperto e non vuoto
di .
Visto che abbiamo un problema di Cauchy, seguiamo la strada vista in
questo caso. Sia allora : la soluzione massimale del problema di
Cauchy, che `e denita su tutto lintervallo . Da (tutte le relazioni seguenti
sono valide per ogni ):

() = (),
segue:

() =

0
() .
Usando la formula fondamentale del calcolo integrale:
() (
0
) =

0
()
ovvero:
() =
0
+

0
()
o, anche:
() =
0
+ () (
0
)
Dove `e una primitiva di su .
Insomma, per fortuna la soluzione di questo particolare problema di Cau-
chy non `e altro che la funzione integrale di , calcolata dal punto iniziale

0
, pi` u
0
.
Cosa che sapevamo benissimo, dalla teoria dellintegrazione.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 13
3 Il metodo urang-utang c
E sciaguratamente diuso, anche su libri di testo, un metodo risolutivo
per le equazioni dierenziali a variabili separabili che costituisce unoesa
allintelligenza del lettore.
Tale metodo `e stato da me battezzato urang-utang c . Perche questo
nome? Non tanto per il fatto che sia un modo di indicare gli oranghi, nome
daltronde demode
2
, ma per la sua valenza onomatopeica. Mi d` a una idea
simile a quella di un elefante in un negozio di porcellane.
Vediamo un esempio, fra i mille che si potrebbero scegliere.
Le equazioni a variabili separabili sono quelle che, posto

=
()/() si possono scrivere nella forma tipica () = ()
dove a primo membro `e presente la sola variabile e a secondo
membro solo la variabile (o viceversa).
Cosa vuol dire forma tipica? Si usa questo indegno trucco dialettico per
nascondere il fatto che si `e spezzata la notazione
3
/, che rappresenta la
derivata prima di una funzione dei due pezzi: numeratore e denominatore.
Ma chi ha detto che sia possibile? La derivata non `e stata certo denita come
quoziente fra queste due quantit` a
4
! Si sta prendendo in giro il lettore.
E poi si dice: () = () dove a primo membro `e presente la sola
variabile e a secondo membro solo la variabile .
La presa in giro continua. La variabile era usata per indicare una
funzione incognita della . Ora `e diventata una variabile indipendente?
Miracoli della faccia tosta.
Andiamo avanti, mica `e nita qui.
Sia ad esempio

= 0
si pu`o scrivere
()/() = 2

o anche

= 2
Integrando ambo i membri si perviene allintegrale generale

=
2
+ , cio`e = log
2
+
2
Anche se unaltra sensazione che provo leggendo certe pagine orribili `e un acre odore
dantan...
3
Nota minima: chiss`a perche vengono usate le parentesi, nel testo citato.
4
Ne si sta usando lanalisi non standard, che permetterebbe di dare un senso a questo
tipo di operazione. Peccato che introdurre lanalisi non standard per giusticare questo
metodo risolutivo per le equazioni a variabili separabili `e come ammazzare una mosca con
un cannone. E, poi, non giusticherebbe il passo successivo...
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 14
Allora, molto interessante. Si dice:

= 2. Integrando ambo i membri si perviene allintegrale gene-


rale

=
2
+
Veramente magico. Se si dice integrando entrambi i membri si pervie-
ne..., visto che alla ne si mette una uguaglianza, si intende dire che le due
funzioni:

e 2 sono uguali. Senn` o come si pu` o, dico, solo immaginare che


i loro integrali siano uguali??
Ma sono due funzioni espresse mediante variabili diverse! Cosa si sta
assumendo, quindi? Che

= 2 per ogni , ? Mi sembra lunico


sensato, possibile tentativo di dare un senso a queste aermazioni a capocchia
che si susseguono.
Ma, prendendo = 1 e = 1, si ottiene che = 2. Bel risultato, non c`e
che dire.
Insomma, non c`e verso di dare un senso a queste scempiaggini.
Ancora due chicche, di cui lultima `e specica di questo testo
5
:

=
2
+
, cio`e =
2
+. Naturalmente qui si sta assumendo che luguaglianza
di partenza sia una relazione fra le variabili ed che denisce come
funzione di (non male, questo va e vieni fra interpretazioni inconciliabili!).
Questa disinvolta gestione delle variabili la si incontra in ogni applicazione
del metodo urang-utang c . Ultimo colpo di genio, specico di questo testo:
=
2
+ . Da dove spunta fuori quel valore assoluto? Dubito che
qualcuno possa essere in grado di spiegarlo. Visto che

= `e equivalente
6
,
come tutti sanno, a = log , chiss` a da quale cappello a cilindro spunta fuori
il valore assoluto, ciliegina su una torta di cui non si sentiva il bisogno (ne
della ciliegina, ne tanto meno della torta...).
Esempio 10 Vediamo un esempio, che mi era stato proposto a suo tem-
po per confrontare il metodo urang-utang c con il metodo corretto che ho
illustrato in questi appunti.
Consideriamo lequazione

= 0 (equazione ordinaria del primo


ordine lineare omogenea e quindi per trovare lintegrale generale si potrebbe
applicare o il metodo della variazione della costante arbitraria (Lagrange) o
la formuletta risolutiva). Tuttavia, essa `e anche a variabili separabili.
Vediamo allora i due metodi.
1. urang-utang c

=
5
Ma si tratta di una ulteriore sconcezza diusa, in versioni pi` u o meno simili a questa.
6
Lequivalenza `e valida per ogni e per ogni > 0.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 15


log = log + log
anziche la costante la chiamo log , per comodit` a; inne
= , o analogamente, detto

=
1

, =

.
Commento di chi ha proposto lesempio: ora sicuramente i passaggi fatti
sono un po arditi (passare agli inversi `e rischioso perche si potrebbero perdere
- per via dellesistenza delle frazioni - degli integrali singolari), tuttavia - cosa
sbalorditiva - il risultato torna. Tu come avresti fatto a risolvere

= 0?
2. Un esempio di soluzione corretta.

= 0 `e come dire (per = 0):

= /. Ora, () = si annulla
evidentemente per = 0. Quindi abbiamo la soluzione costante = 0, sugli
intervalli ] , 0[ e ]0, +[. Ovviamente si pu` o prolungare a una soluzione
identicamente nulla dellequazione data, su tutto .
Procediamo, lavorando sullintervallo ] , 0[ (il caso ]0, +[ `e analogo).
Se () `e una soluzione dellequazione data su ] , 0[, diversa da quella
identicamente nulla, sappiamo che essa non si potr`a mai annullare su ], 0[.
Quindi, la relazione:

() = ()/ (valida per tutte le appartenenti al-


lintervallo su cui `e denita ), `e equivalente a:

()
()
=
1

Preso
0
, ed , otteniamo (come detto nella illustrazione generale,
integrando due funzioni uguali sullo stesso intervallo si ottengono risultati
uguali):

()
()
=

Facciamo la sostituzione: = ():

()
(
0
)

Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 16


Da cui (ricordo che siamo su ] , 0[, pertanto log() `e una primitiva di
1/):

()
(
0
)

= log()

0
Visto che non si annulla mai, essa sar` a o sempre positiva o sempre negativa.
Supponiamo di essere nel primo caso. Abbiamo allora che una primitiva di
1/ su un sottointervallo della semiretta positiva `e log :
log

()
(
0
)
= log()

0
Quindi:
log(()) log((
0
)) = log() log(
0
)
Ovvero:
log(
()
(
0
)
) = log(

0
)
Da cui:
()
(
0
)
=

0
E quindi:
() =
(
0
)

Questa `e la soluzione del problema di Cauchy dato dallequazione dierenziale


assegnata e dalla condizione di assumere valore (
0
) in
0
.
Direi che ci si pu`o fermare qui. E facile vericare come, al variare di
(
0
), possiamo ottenere lintegrale generale dellequazione data su ] , 0[.
Come detto, calcoli analoghi si possono fare per lintervallo ]0, +[. Volendo,
si pu` o studiare cosa avviene in 0, usando gli integrali generali trovati a sinistra
e a destra di 0. Ma questo esula dallargomento urang-utang c .
3.1 Wikipedia e il metodo urang-utang c
Secondo voi, dove si pu` o andare a caccia di urang-utang c ?
Beh, una prima scelta `e sicuramente la amata, odiata, vituperata, ma-
gnica Wikipedia. E, in eetti, ho trovato un urang-utang c , direi anche
bello grosso. Alla pagina Metodi di soluzione analitica per equazioni
dierenziali ordinarie
Vediamo. Ma, prima, una precisazione: Wikipedia non pu` o certo essere
paragonata a un manuale universitario, avendo altre nalit`a. Cosa di cui
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 17
terr` o conto, nellelaborare le mie obiezioni ed in ogni caso mi limiter` o a
mettere in evidenza le manchevolezze pi` u eclatanti.
Ultima precisazione. Visto che Wikipedia `e una realt` a mutevole, in con-
tinuo divenire, preciso che la versione cui faccio riferimento `e quella che era
disponibile alla data del 22 agosto 2008, ore 17:00. Questa versione, per le
caratteristiche di Wikipedia (riconducibili alla licenza GFDL), dovrebbe ri-
manere sempre disponibile al link: Versione del 17 agosto 2008, ore 11:10.
Dato che in fondo in fondo sono buono, ho cercato di risistemare la pagina.
Quindi nella versione corrente niente urang-utang c , a meno che qualcuno,
preoccupato che non si estinguano, li abbia reintrodotti.
Cominciamo. Le parti che cito da Wikipedia saranno evidenziate in blu.
Equazioni dierenziali a variabili separabili
Sono tutte le equazioni dierenziali riconducibili alla forma:

()
= ()
Cominciamo bene! Nessuna preoccupazione per quella () a denomina-
tore? Nulla viene detto.
Poiche

`e uguale a

, possiamo scrivere allora


A dire il vero, sarebbe pi` u corretto dire che sono due notazioni diverse
per indicare la stessa cosa, ma non stiamo a sottilizzare...
1
()

= ()
Quindi si pu` o integrare, ottenendo

1
()
=

()
Abilit` a? Fortuna? Non si sente lurlo dello urang-utang c . In eetti, il
passaggio pi` u malsano resta nascosto e si pu` o dare una doppia interpretazione
(anche se, visto il contorno, propendo per il pensare male):
- interpretazione buona: viene usato correttamente il teorema di integrazione
per sostituzione.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 18
- interpretazione cattiva: si fa la solita schifezza. Ovvero, si moltiplica per
e si integra, a sinistra in e a destra in (sic!)
La soluzione `e quindi
La soluzione? Beh, con tutta la generosit`a possibile, si sente la mancanza
di qualche costante arbitraria!
() = ()
dove `e una primitiva di
1

e di . E una soluzione implicita, da cui si


ricava una soluzione esplicita se `e invertibile, altrimenti si pu` o ricorrere
allanalisi numerica.
Ovviamente per garantire lesistenza di primitive sarebbe bene assumere
qualche ipotesi sulle funzioni integrande (diciamo la continuit`a, magari). Ma
su questi dettagli, come detto, sorvolo.
Mi colpisce per` o la chiosa se `e invertibile, in quanto sappiamo che,
facendo i conti per bene, si sa che `e invertibile.
Ma la cosa raccapricciante `e se `e invertibile, altrimenti si pu` o ricorrere
allanalisi numerica. Ohib` o! Qui siamo davanti ad una ingenuit` a veramente
molto grave. Devo dire che, pur con tutto il rispetto per coloro che si occupa-
no di analisi numerica, a me non risulta che essa possa fare miracoli. Se una
funzione non `e invertibile, non la si pu`o invertire: ne con lanalisi numerica
ne con riti voodoo.
Evidentemente chi aveva scritto quelle righe aveva in mente altro: la
invertibilit`a di mediante formule. Peccato che questa confusione sia
inaccettabile anche per le nalit` a di Wikipedia.
La pagina contiene anche un esempio: la soluzione di:

=
cos()
sin() + 1
Non perdo tempo su questo esempio (per` o osservo che sarebbe stato me-
glio fare prima un altro esempio, pi` u semplice). Noto che viene detto, a
proposito della funzione cos(), che non `e invertibile: ovviamente
questa aermazione `e glia di quanto si `e notato sopra e quindi non insisto
su questo. Noto piuttosto che nellesempio spunta fuori una costante di in-
tegrazione, alla faccia della coerenza fra teoria ed esempio. Interessante `e
quello che segue:
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 19
... non `e invertibile. Ma se espandiamo in serie di MacLaurin cos() ottenia-
mo
Buona lidea di ricorrere alla serie di MacLaurin (o Maclaurin: vedi Wi-
kipedia inglese per la ortograa), tuttavia quello che si usa in realt` a `e il
polinomio di MacLaurin di secondo grado. E, allora, se si usa il polinomio
ci sar` a un errore di approssimazione, mentre viene buttato l` un uguale
che invece richiederebbe riessioni non banali. Ma questo non fa parte della
tradizione di precisione degli urang-utang c .
Se uno si `e ingollato tutto questo, il resto `e meno indigesto. Anche se, di
fronte ad un davanti ad una radice, si dice che il segno lo si sceglie a seconda
delle condizioni iniziali. Interessante, visto che di condizioni iniziali non ce
nerano e magari uno potrebbe rimanere per sempre bloccato a chiedersi cosa
possa fare se ha una equazione dierenziale da risolvere, anziche un problema
di Cauchy.
3.2 Trattiamoli con discre(tizza)zione
Tanto per cambiare, partiamo da una equazione dierenziale a variabili
separabili. Anzi, da un problema di Cauchy ad essa associato:
{

= ()()
( ) =
(5)
Supponiamo di essere in un caso molto tranquillo (lo scopo qui `e solo di
vedere se e come una idea pu` o funzionare, poi i ghirigori se uno li vuol fare
li fa). Suppongo allora che le funzioni e siano denite e continue su .
Non solo, per assumo anche che sia di classe
1
() e che non si annulli mai
(per esempio, che sia sempre strettamente positiva).
Come ben sappiamo, il metodo urang-utang c funziona cos`
7
:
Si riscrive

= ()() in questo modo:


= ()(), dopo di che si


interpreta il primo membro come se fosse una frazione (sic!) e si ottiene:
= ()(), e poi si divide per () per separare le variabili, ottenendo:

()
= (), etc.
Allora, proviamo a prendere sul serio una idea che possiamo immaginare stia
7
Per i dettagli, vedasi la sezione 3.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 20
dietro luso di un simile metodo: vedere la derivata come rapporto fra due
quantit` a molto piccole
8
.
Facciamo quindi una operazione molto banale: sostituiamo alla deri-
vata il rapporto incrementale. Ovvero
9
considero
0
= e mi vado a
prendere un
1
abbastanza vicino ad
0
. Quanto vicino? Ne parleremo
dopo. Per ora mi basta prendere un
1
maggiore strettamente
10
di
0
e so-
stituire appunto alla derivata in
0
il rapporto incrementale, valutato fra
0
ed
1
. Insomma, sostituisco lequazione data con:
(
1
) ( )

1

= ( )(( ))
ovvero:
(
1
) (
0
)

0
= (
0
)((
0
))
Attenzione: per chi non se ne fosse accorto, c`e un imbroglio. Provate a
trovarlo, poi se non lo vedete girate pure pagina.
8
Lo so che un po di gente al mondo pensa che si tratti di una frazione con numeratore
e denominatore innitesimi, ma non `e colpa (solo...) mia se la matematica al momento
non riesce a orire un quadro coerente in cui questa aermazione abbia senso. Eccettuati
ovviamente i cosiddetti modelli non standard della matematica: in breve, la cosiddetta
analisi non standard. Ma sono convinto che la quasi totalit`a di chi pensa alla derivata
come rapporto tra innitesimi non `e in grado di utilizzare lanalisi non standard! Ammesso
che sappia che esista.
9
Sfrutto il problema di Cauchy perche `e comodo usarlo, gi`a che c`e, ma si potrebbe
lavorare tranquillamente anche solo sulla equazione dierenziale.
10
Lo potrei prendere anche minore strettamente, non fa nessuna dierenza. E solo
comodit`a ed abitudine.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 21
Limbroglio `e questo: lequazione dierenziale `e una relazione che vo-
gliamo sia vera per ogni . Ricordo
11
che

= ()() `e solo un modo


abbreviato e convenzionale di dire che cerchiamo una funzione , denita su
un intervallo (chiamiamolo ), tale che

() = ()(()) per ogni .


Quindi ho sostituito una relazione che voglio valga per inniti con una
relazione in cui sono coinvolti solo due punti!!! Anzi, `e coinvolto un punto
che gi` a avevamo e solo uno nuovo, ovvero
1
.
Ora, uno pu` o sperare di essere fortunato, ma qui si sta pretendendo trop-
po dalla sorte. Se vogliamo fare qualcosa di minimamente avvicinabile alla
idea di equazione dierenziale, non dobbiamo limitarci a prendere
1
, ma
dobbiamo prendere una bella manciata di punti:
2
,
3
, . . . ,

,
+1
(o
magari inniti? Boh, al momento non preoccupiamoci troppo. Pendiamone
tanti, poi vedremo se ci basteranno).
Ok, ma cosa ne facciamo di tutti questi punti? Semplice, ripartiamo
da
1
con un nuovo rapporto incrementale:
(
2
) (
1
)

1
= (
1
)((
1
))
e andiamo avanti no a:
(
+1
) (

+1

= (

)((

))
Bene, che ne facciamo di tutte queste uguaglianze?
Ovvio: separiamo le variabili in ognuna delle relazioni scritte:
(
1
) (
0
)
((
0
))
= (
0
)(
1

0
)
(
2
) (
1
)
((
1
))
= (
1
)(
2

1
)
. . .
(
+1
) (

)
((

))
= (

)(
+1

)
Siamo quasi arrivati. Semplicemente, ora riscrivo le relazioni sopra in
modo pi` u succinto
12
, chiamando

quello che `e (

).
Otteniamo cos`:

0
(
0
)
= (
0
)(
1

0
)
11
Vedasi, per dettagli su questo: http://www.diptem.unige.it/patrone/equazioni_
differenziali_intro.pdf.
12
Per risparmiare bit, gesso, inchiostro, quello che volete voi. O `e il caso di didare?
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 22

1
(
1
)
= (
1
)(
2

1
)
. . .

+1

)
= (

)(
+1

)
Non ci resta che sommare membro a membro, e otteniamo:

0
(
0
)
+ . . . +

+1

)
= (
0
)(
1

0
) + . . . + (

)(
+1

)
Visto che bravi che siamo stati? Abbiamo ottenuto due somme di Cau-
chy
13
! A sinistra `e una somma di Cauchy che riguarda la integrazione della
funzione
1
()
sullintervallo che va da
0
a
+1
. A destra, una somma di
Cauchy per la funzione () da
0
a
+1
.
A questo punto non c`e alto da fare che ispessire (ranare, per i
ranati) la partizione e al limite si ottiene la solita cosa:



1
()
=



()
Stupendo. Nessun trucco. Ovvio che poi dovr` a passare un matematico a
spolverare e sistemare la chincaglieria, ma direi che abbiamo seguito una
procedura che:
segue da molto vicino quello che si fa con il metodo urang-utang c (ho
davvero diviso!!!);
sembra avere una sua dignit` a;
`e vicina al sentimento diuso (dei sici, degli ingegneri...) che do-
potutto i sono degli incrementi piccoli (vabb`e, piccolissimissimer-
rimi) e sarebbe ora di smetterla di perdere tempo con le paturnie dei
matematici.
Ultima cosa. Chi sono ed ? Diciamo che [ , ] `e lintervallo sul quale
si decide di lavorare e che = ().
13
Per chi non lo sapesse, data : [, ] , data una partizione = (
0
, . . . ,

) di
[, ], data una -pla di punti = (
1
, . . . ,

) di t.c.

[
1
,

], si dice somma di
Cauchy per , associata a e a :

=1
(

)(

1
). Con le somme di Cauchy si pu`o
realizzare un approccio alla integrazione di funzioni che risulta essere equivalente a quello
nel senso di Riemann.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 23
Spendendo due parole in pi` u: possiamo immaginare di ssare un intervallo
[ , ] di e risolvere (approssimativamente) lequazione a variabili separa-
bili su questo intervallo. Quindi, ritornando alla scelta di
1
, abbastanza
vicino a
0
che avevo lasciato in sospeso, lidea `e semplicemente quella di
suddividere [ , ] in tanti intervalli, usando
0
= ,
1
, . . . ,

= . E, ov-
viamente, pi` u ne prendiamo migliore sar` a (speriamo) lapprossimazione che
otteniamo.
4 Bibliograa
Indico qui, in ordine strettamente decrescente di mie preferenze, tre ottimi
riferimenti sulle equazioni dierenziali.
Brauer, Fred, e John A. Nohel: Ordinary Dierential Equations: a rst
course, Benjamin, Reading (MA, USA), 1973.
Pontryagin, Lev Semenovich: Ordinary Dierential Equations, Addison We-
sley, Reading (MA, USA), 1962.
Braun, Martin: Dierential Equations and their Applications. An introduc-
tion to applied mathematics, Springer, New York, 1978.
5 Appendice
La trattazione fatta utilizza risultati e terminologie di carattere generale per
le equazioni dierenziali. Raccolgo qui (senza dimostrazioni) i risultati e le
denizioni di cui mi sono servito.
Premettiamo un po di terminologia. Sia
2
e sia (, ) .
Diremo che (, ) e interno ad se esiste > 0 tale che {(, )
2
:

( )
2
+ ( )
2
< } .
Dato
2
, diremo che `e un aperto se ogni suo punto `e un punto in-
terno. Cio`e, se per ogni (, ) esiste > 0 tale che {(, )
2
:

( )
2
+ ( )
2
< } .
Ci occuperemo del seguente problema di Cauchy, dove : ed

2
`e aperto e non vuoto:
{

= (, )
(
0
) =
0
(6)
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 24
Diremo che una funzione , denita su un intervallo aperto e non vuoto
, `e soluzione di (6) se:
(, ()) per ogni

() = (, ()) per ogni


Ci serve anche sapere cosa si intende per soluzione massimale di (6).
Denizione 1 Siano : , : (con , intervalli aperti non
vuoti
14
) due soluzioni di (6). Diciamo che `e un prolungamento proprio di
se:
- , con = ,
-

= .
Diciamo che una soluzione di (6) `e una soluzione massimale se non c`e
alcunaltra soluzione che ne sia un prolungamento proprio.
Notiamo che, usualmente, quando si parla di soluzione di (6) senza speci-
care su quale intervallo sia denita, si intende riferirsi alla soluzione massi-
male.
Teorema 1 Sia : , con
2
, aperto e non vuoto. E sia
(
0
,
0
) .
Dato il problema di Cauchy (6), se e

sono continue
15
in , allora:
esiste un intervallo aperto, contenente
0
, sul quale `e denita una ed
una sola funzione che sia soluzione di (6)
il problema (6) ha una ed una sola soluzione massimale
Ricordo inne che la soluzione massimale di un problema di Cauchy as-
sociato ad una equazione dierenziale lineare, i cui coecienti siano funzioni
continue su un intervallo aperto e non vuoto , `e denita su tutto .
14
Mi si perdoni lo sproloquio. Un intervallo viene detto degenere se `e vuoto o contiene
un solo punto. Pertanto, un intervallo non degenere contiene almeno due punti, e pertanto
ne contiene inniti. Se un intervallo `e aperto e non vuoto, allora `e non degenere. Insomma:
dire che questi e sono intervalli come si deve, cio`e non degeneri, visto che sono aperti
`e come dire che sono non vuoti.
15
Sarebbe suciente la continuit`a di ed una appropriata condizione di lipschitzianit`a,
sempre per , rispetto alla variabile , ma per questo ed altro (dimostrazioni comprese!)
rinvio ai libri citati in Bibliograa o a un qualunque buon testo che si occupi di equazioni
dierenziali.
Equazioni dierenziali a variabili separabili e urang-utang c c F. Patrone 25
6 Ringraziamenti
Chiudo ringraziando gli utenti Paolo90 e gugo82 del forum di Matematica-
mente.it per i loro contributi e suggerimenti. Un ringraziamento va anche al
mio proto Kroldar, ed a VINX89 per avermi indotto a scrivere la sezione 3.2.
Ringrazio anche cristina da Yahoo! Answers per avermi indotto a scrivere
le iniziali Note per il lettore.