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Olivier Messiaen nel centenario della nascita:

riflessione organistica e recensione bibliografica

Giampaolo Di Rosa
Ph.D. in music
www.giampaolodirosa.com

La solennità offerta dal centenario della nascita del compositore ed


organista francese Olivier Messiaen (Avignon, 10 dicembre 1908 – Paris,
27 aprile 1992), tra i massimi del XX secolo, rende opportuna una
riflessione, seppur succinta, sulla composizione della sua opera
organistica.
L’organo costituisce, infatti, un dominio speciale in Messiaen, a causa della
funzione di organista di Chiesa, e grazie all’attuazione
dell’improvvisazione, che in ambito francese assume, particolarmente
nella Liturgia, cime elevatissime.
L’organo – il tanto proclamato re degli strumenti, spesso non
sufficientemente conosciuto né valorizzato – incontra in Messiaen la
restituzione ad integrità artistica nella sua triplice complessità:
composizione, interpretazione ed improvvisazione.
Senza peraltro tralasciare la conoscenza organologica di Messiaen che lo
indusse ad apportare integrazioni rilevantissime nel “suo” organo parigino
de La Trinité.
L’intera opera creata da Messiaen per l’organo1 è un modello, nella
maggior parte dei casi reso palese dal titolo, di espressione di fede
cristiana nel vissuto cattolico del compositore, la cui pratica devozionale è
manifesta nella partecipazione liturgica in qualità di organista, e di
improvvisatore2.
L’improvvisazione organistica liturgica, oltre al mero accompagnamento e
al preludio, interludio o postludio, trova nel seno della Chiesa cattolica

1
Vedere annesso.
2
La “Messe de la Pentecôte” è, a dire stesso di Messiaen, la sintesi della sua esperienza
d’improvvisazione organistica liturgica.
francese la realizzazione più complessa e completa, tanto da farne una
Scuola di rilievo mondiale.
È d’uopo tuttora improvvisare una sinfonia durante la liturgia3, constante
in 4-5 movimenti, coincidente, sostanzialmente, con le seguenti parti
(alcune relative al Proprium Missae):
Introito – Offertorio – Comunione – Finale,
(si può aggiungere una parte meditativa dopo la Prima Lettura, in
sostituzione del Salmo responsoriale).
Le caratteristiche musicali inerenti a codesti momenti, peraltro in completa
simbiosi con i tempi dell’azione rituale, possono corrispondere alla forma
sinfonica (espansione della forma-sonata), tale che:
Allegro – Intermezzo – Adagio – Allegro.
Che un compositore del calibro di Messiaen si dedichi per tutta la sua vita,
ed in maniera costante, al servizio domenicale, è segno non solo della sua
devozione cristiana, ma anche del fatto – vitale per un compositore, a
maggior ragione per un compositore cattolico – di incontrare l’inspirazione
anche nella produzione musicale estemporanea realizzata con la
“partecipazione organistica” alla S. Messa.
La fede dell’uomo è l’essenza della creazione artistica – come per Johann
Sebastian Bach – per lodare e glorificare Dio.
L’opera organistica, così come l’intera opera di Messiaen, diviene quindi
elemento di condivisione con il Prossimo: con quanti, nel mondo intero, si
rapportano ad essa fruendola, dentro e fuori le mura della Chiesa.
Da qui, l’intelligibilità di una tale opera è senz’altro imprescindibile a
quanti, musicisti, studiosi, amatori nonché agli stessi fedeli, si dedicano
alla musica, particolarmente a quella organistica, arrivando spesso essi
stessi ad esercitare le funzioni musicali liturgiche.
Ogni ben fatto strumento analitico è perciò utile contributo di
comprensione e comunicazione.

3
Si rammenta, inoltre, la pratica organistica liturgica degli “antichi”, che incontra un
esempio altissimo nell’opera di Girolamo Frescobaldi (1583-1643), Fiori musicali, del
1635.
A titolo meramente informativo e personale, inoltre, lo scrivente ha la possibilità di tale
servizio musicale liturgico nella Chiesa Madre di Oberthulba, in Germania.
La recente monografia sull’opera integrale per organo di Messiaen,
realizzata da Fausto Caporali per i tipi Armelin Musica di Padova, in Italia4,
rappresenta, al merito, un mezzo idoneo.
La provenienza italiana, considerando sia l’autore che l’editore, è resa di
per se meritoria, causa la non soddisfacente considerazione musicale e
sistematica del repertorio organistico del secolo XX, poco presente, o in
maniera non comunque esauriente, nei programmi di insegnamento e di
concerto di quel Paese5.
Il contenuto di questo studio è esposto succintamente nella prefazione
circa il metodo seguito.
Il primo capitolo funge da introduzione dei concetti complessivi sviluppati
lungo l’intera attività compositrice, non solo d’organo.
I successivi (2-15) si riferiscono ad ogni opera organistica, ognuna della
quale inquadrata, in ordine cronologico, in un capitolo a se stante.
Riguardo alla metodologia analitica, come si evince esplicitamente dalla
prefazione, si offrono due livelli: uno sommario introduttivo ed un altro
strettamente tecnico, individuato dalla terminologia “Analisi strutturale”.
Quest’ultimo presenta una selezione di esempi musicali.
Si noti che il termine concernente tale secondo livello – strutturale – è
impiegato in modo generico circa le parti fondamentali di ogni opera, e
non implica quindi un’analisi di tipo strettamente semiologico né tanto
meno strutturalista.
La praticità della suddetta organizzazione ed esposizione è notevole circa
la facilità di consultazione singola delle varie opere e l’individuazione delle
caratteristiche fondamentali, messe in evidenza da alcuni esempi (pur
essendo impossibile, nelle finalità editoriali, la riproduzione totale).

4
CAPORALI, Fausto – Il dialogo perpetuo. L’opera per organo di Olivier Messiaen.
Padova: Edizioni Armelin Musica, 2007. 208 p. ISBN 978-88-95738-06-2.
5
Pur tuttavia, anche in altri Paesi cattolici europei la situazione è comunque migliorabile
in termini sistematici; in tal senso si comprenda la funzione pedagogica del Pontificio
Istituto di Musica Sacra in Roma così come dell’Università Cattolica Portoghese del Centro
regionale di Porto – Escola das Artes (realtà conosciute dallo scrivente, e perciò quivi
menzionate), la quale tra il 1-XI e il 10-XII 2008 realizza l’esecuzione integrale, a Porto e
in Roma, dell’Opera organistica di Messiaen.
Anche il suddetto metodo stratificato di presentazione – generale e tecnico
– potrà offrire un’accessibilità ulteriore a coloro i quali non siano
necessariamente musicisti, o essendolo, non siano immediatamente
interessati alle particolarità analitiche, ma vogliano invece considerare
l’interezza dell’opera circa le sue caratteristiche generali.
L’analisi si avvale di citazioni (a piede di pagina) nonché di un complesso
di appendici:
- strutture accordali
- formule melodiche
- modi a trasposizione limitata
- piedi greci utilizzati
- alcuni dei 120 deci-tâla di śârngadeva usati nelle opere organistiche
- esempi, sinestetici, di relazione tra suoni e colori6.
Segue l’indice dei nomi, la bibliografia essenziale e l’indice generale.
Il primo capitolo, da potersi considerare autonomamente, è un riuscito
affresco dell’itinerario compositivo di Messiaen, durante la sua vita.
Il titolo, rifacentesi a quello della monografia, è: “Olivier Messiaen o il
dialogo perpetuo fra opposti”.
Efficacemente non si fa riferimento esclusivo all’opera organistica, poiché
questo capitolo è un excursus integrale, dove il criterio compositivo
globale è applicato anche all’organo.
Viene realizzata una buona contestualizzazione:
radici formative di Messiaen, caratteristiche organistiche del “sinfonismo”,
pedagogia, tecniche utilizzate, dimensione esistenziale, liturgia e canto
gregoriano, esperienze di ricerca ed etnomusicologia, apriorità del discorso
ritmico e personaggi ritmici, ornitologia, simbolismo e comunicazione,
musica quale atto di fede ed il cattolicesimo di Messiaen, dalle Sacre
Scritture a Tommaso fino a Hans Urs von Balthasar.

6
Su quest’ultimo argomento, in ambito scientifico-musicale portoghese, è da rilevare
l’importante ricerca di: MOTA, António - Olivier Messiaen e o Livre du Saint Sacrement –
Estudo analítico e estilístico. Tesi di dottorato, orientatore Prof. Dr. João Pedro Oliveira,
Università di Aveiro – DECA, 2007.
Questi sono, negli intenti analitici, gli “opposti” che Messiaen concepisce
ed “armonizza” in modo perpetuo, nella sua esistenza di musicista
credente, cattolico.
Questo capitolo può essere utile riferimento per altri studi – peraltro di
complessa realizzazione proprio a causa della complessa (addirittura
universale) concezione di Messiaen – che devono poggiarsi
necessariamente su di una ben fondata e reperibile contestualizzazione.
Il contributo apportato da questa ricerca analitica con presentazione dei
risultati in un quadro sintetico, benché esauriente, ha l’indubbio merito di
offrire uno strumento valido al fine dell’intelligenza di questo compositore
cattolico, tra i grandi nella storia della musica, contemporanea ed in
particolare organistica.
Annesso

Opere per organo di Olivier Messiaen7

Esquisse modale (1927; non pubblicato)

Prélude (ca. 1928; trovato nel 1997; Paris: Leduc, 2002)

L'hôte aimable des âmes (1928; non pubblicato)

Le Banquet céleste (1928; Paris: Leduc, 1960)

Variations écossaises (1928; non pubblicato)

Diptyque: essai sur la vie terrestre et l'éternité bienheureuse (1930; Paris:


Durand, 1930)

Offrande au Saint Sacrement (1930; trovato nel 1997; Paris: Leduc, 2001)

Apparition de l'église éternelle (1932; Paris: Lemoine, 1934)

L'Ascension (1933-34; Paris: Leduc, 1934)

La Nativité du Seigneur (1935; Paris: Leduc, 1936)

Les corps glorieux (1939; Paris: Leduc, 1942)

Messe de la Pentecôte (1949-50; Paris: Leduc, 1951)

Livre d'orgue (1951; Paris: Leduc, 1953)

Verset pour la Fête de la Dédicace (1960; Paris: Leduc, 1961)

Monodie (1963; Paris: Leduc, 1997)

Méditations sur le mystère de la Sainte Trinité (1969; Paris: Leduc, 1973)

Livre du Saint Sacrement (1984; Paris: Leduc, 1989)

7
Fonte: http://de.wikipedia.org/wiki/Olivier_Messiaen#Orgel_Solo (19 giugno 2008)