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Discovering Hans Werner Henze.

The freedom in music: El Cimarrn


5 dicembre 2014 ore 17 Deutsches Institut Florenz- Borgo Ognissanti, 9
Hans Werner Henze. La libert in musica
Prof. Giovanni Guanti, Docente di Storia della Musica, Universit Roma 3

19 dicembre 2014, ore 15 Scuola di Musica di Fiesole


El Cimarrn di Henze e la vocalit nella letteratura musicale contemporanea
Docente: Maurizio Leoni

9 gennaio 2015, ore 18, Museo Novecento, Presentazione dello spettacolo


El Cimarrn di H.W. Henze
A cura di Gregoro Moppi (La Repubblica). Interverranno gli interpreti
10 gennaio 2015, ore 21. Teatro Cantiere Florida, Firenze
El Cimarrn di Hans Werner Henze
una produzione Murmuris
In collaborazione con Gamo / Firenze

con Luigi Attademo, chitarra - Maurizio Ben Omar, percussioni


Maurizio Leoni, voce - Luciano Tristaino, flauto
Regia teatrale Laura Croce Progetto video Francesco Migliorini
con il sostegno della Ernst Von Siemens Musikstiftung

Hans Werner Henze scrive El Cimarrn durante il suo soggiorno cubano tra il 1969 e
1970.
Come egli stesso racconta, in quegli anni si stava interrogando sulla possibilit di scrivere
un ciclo di canzoni basate su un contenuto politico, uscendo dalle modalit in cui Brecht
aveva lavorato con Weil, Eisler o Dessau.
Il testo de El Cimarron nasce dal racconto autobiografico che Esteban Montejo, un tempo
schiavo nelle piantagioni di canna da zucchero, rende al giornalista e scrittore Miguel
Barnet. All'epoca dell'incontro con Barnet, Montejo ha circa 103 anni. Il suo racconto
attraversa tutta la storia di Cuba, partendo dalla liberazione dalla schiavit, alla Guerra di
Indipendenza contro gli spagnoli, fino alla Rivoluzione castrista.

Henze chiede ad Hans Magnus Enzensberger di realizzare un libretto dal libro di Barnet, e
ne scaturisce un testo in quindici quadri che sono simbolici e rappresentativi della vicenda
de El Cimarrn.
Il testo
Nato nel 1860, Montejo fu venduto schiavo in una piantagione di zucchero prima che fosse
abbastanza grande da conoscere sua madre cubana o un padre nato in Africa. Rif iutando
di accettare quella vita, Montejo cerc di scappare, fin dalla giovane et. Dopo un primo
tentativo, fallito, riusc nell'intento e visse in completa solitudine, nel bosco, come
Cimarrn.
La parola inglese "maroon", e quella Cimarrn, da cui deriva, signif ica animale selvatico,
latitante, fuggitivo. La traduzione letterale "colui che vive sulle cime".
Montejo riapparse poi come operaio nelle piantagioni di zucchero dopo l'abolizione della
schiavit nel 1880, lavorando come bracciante fino nel 1895, quando si un all'esercito
rivoluzionario cubano per combattere contro gli spagnoli.
Dopo la fine della guerra, la vita cambi poco per Montejo e per gli altri ex schiavi, cos
tornato nella sua provincia natale di Las Villas ricominci a lavorare come operaio in uno
zuccherif icio.
Il nome di Montejo sarebbe caduto nel dimenticatoio se non fosse stato per Miguel Barnet,
scrittore cubano ed etnografo, che venne a conoscenza della sua vicenda in un giornale
1963. Dopo averlo incontrato, Barnet rimase colpito dalla capacit di Montejo di ricordare
gli eventi dalla prima infanzia. Seguirono una serie di interviste durante le quali Barnet
registr le testimonianze di Montejo, ritraendo con precisione le sfumature ei toni del suo
linguaggio. Nel 1966, Barnet d alle stampe la storia di Montejo nel suo libro Biografia de
un Cimarrn. Montejo morto nel 1973 a 113 anni.
Il libro diviso in tre sezioni principali con un epilogo. La prima sezione, chiamata
Schiavit, descrive i primi anni di vita di Montejo e la schiavit in generale. Contrasta in
questa parte del racconto la brutalit dei padroni con l'amore degli schiavi per la musica, i
loro passatempi dopo il lavoro e la loro determinazione a sopravvivere.
La seconda sezione, l'Abolizione della schiavit, si svolge nel decennio successivo
l'emancipazione degli schiavi nel 1886. Durante questo periodo, Montejo ha lavorato come
libero operaio nelle fabbriche di zucchero di Perio e Ariosa. In essa si possono cogliere i
molti apsetti della vita sociale di cuba lla fine del XIX secolo.
La terza sezione, La guerra di indipendenza, segue Montejo dagli anni 1895-1898, tratta
delle tattiche di guerriglia dei cubani conosciuti come mambises.
Nell' epilogo, L'alchimia della memoria, Montejo rif lette sull'importanza e la responsabilit
di condividere la propria esperienza al fine di comunicarla alle generazioni future.
La partitura
La scrittura di Henze rappresenta certamente uno dei punti pi avanzati della sua
sperimentazione. Questo lo si coglie fin dalla scelta dell'organico percussioni, chitarra e

flauto, oltre alla voce che segna un assieme timbricamente molto vario. Ovviamente lo
spettro sonoro cio la tavolozza che Henze sceglie per ciascun strumentista - molto
articolata. Si parte da un numero altissimo di strumenti a percussione (circa sessanta), che
rappresentano di per s un organico autonomo, per poi passare ai flauti (dal basso
all'ottavino, oltre all'armonica a bocca e lo scacciapensieri) e la chitarra: flautista e
chitarrista sono comunque impegnati alla realizzazione di alcuni effetti sia sui propri
strumenti, sia operando molto frequentemente sulle percussioni.
La scrittura vocale estrema, e passa da situazioni in cui l'elemento del parlato diventa
preponderante, ad effetti quasi onomatopeici. Il linguaggio adottato per ciascun strumento
molto specif ico e include un alfabeto timbrico molto complesso, mentre la scrittura si
sviluppa tra momenti di improvvisazione (su modelli scritti, ma in cui le componenti ritmica
e dinamica sono affidate all'esecutore) a momenti in cui sono riconoscibili ritmi di danza
(in effetti Henze evita accuratamente la ripetizione e di riconoscibilit di motivi, eccezion
fatta per i riferimenti alle danze popolari). La struttura dell'opera cos divisa:
Parte I: 1) Il Mondo; 2) El Cimarrn; 3) La schiavit; 4) La fuga; 5) La foresta; 6) Gli spiriti;
7) La falsa libert;
Parte II: 8) Le donne; 9) Le macchine; 10) I preti; 11) La ribellione; 12) La battaglia di Mal
Tiempo; 13) La mala vittoria; 14) L'amicizia; 15) Il machete.

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