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ESPERIENZA DI POTENZIOMETRIA 2

Obiettivo: Titolazione di una miscela di ioni cloruro e ioduro mediante tecnica potenziometrica

Il metodo potenziometrico consiste nella misura della forza elettromotrice E in funzione del
volume di titolante aggiunto: si registrano valori di E prima e dopo il PF, e tali valori possono
essere poi graficati per dare la curva di titolazione vera e propria.
Per la misura di E è necessario disporrere di un elettrodo di misura sensibile all’analita o al
titolante, e di un elettrodo di riferimento.
Le informazioni cercate, tra cui la concentrazione incognita di analita, possono essere ricavate
velocemente ed accuratamente elaborando la curva di titolazione.
La f.e.m. misurata dal potenziometro è data dalla differenza tra la f.e.m. dell’elettrodo di misura, e
quella dell’elettrodo di riferimento. L’elettrodo di riferimento per eccellenza è l’elettrodo ad
idrogeno, che però non si usa in pratica essendo scomodo e costoso. Gli elettrodi di riferimento
più comunemente impiegati sono l’elettrodo ad argento/cloruro di argento e l’elettrodo a
calomelano (ovvero a mercurio/cloruro mercuroso).

Le titolazioni argentometriche sono titolazioni per precipitazione nelle quali il titolante è lo ione Ag+. Tale
ione forma sali insolubili con numerosi anioni di importanza fisiologica ed am-bientale, quali gli alogenuri, i
cianuri, e i solfocianuri:

X- + Ag+ = AgX (s)

Le titolazioni argentometriche sono le più importanti titolazioni per precipitazione, dato che si
dispone di uno standard primario, il nitrato d’argento, e dato che per queste titolazioni esiste un
buon elettrodo indicatore, l’elettrodo di argento.

Lo ioduro d'argento, AgI, é molto meno solubile di AgCl. I prodotti di solubilitá dei due sali sono 9.8
x 10‐17 and 1.78 x 10‐10, rispettivamente. Pertanto, se si titola una miscela di I- e Cl- con Ag+, AgI
precipiterà praticamene completamente prima che AgCl inizi a precipitare. Se misuriamo la
concentrazione di Ag+ , si osserverá che questa aumenta bruscamente al punto corrispondente alla
completa precipitazione di I-, e poi di nuovo al punto corrispondente alla completa precipitazione
di Cl-. I volumi di standard di soluzione di Ag+ aggiunti a questi due punti ("punti di rottura nella
curva di titolazione") si possono usare per determinare il contenuto di I - e Cl- in soluzione

In laboratorio:

REAGENTI
 Soluzione standard di nitrato di argento 0,05 M (PMAgNO3 = 169; 87);

STRUMENTI
 potenziometro munito di elettrodo di argento e di elettrodo di riferimento (argento/solfato
di argento se disponibile, oppure calomelano o argento/cloruro di argento).

MATERIALE
 Per il campione: beker 400ml.

PROCEDIMENTO

1) Diluire a circa 100 ml il campione contenuto nel becker avendo cura di lavare
accuratamente le pareti.
2) Avvinare e azzerare la buretta contenente la soluzione standard di nitrato di argento.
3) posizionare il becker sopra l'agitatore magnetico e si disporre: l'ancoretta magnetica, la
bacchetta di vetro
4) Introdurre l’elettrodo d’argento diluendo fino alla giusta immersione degli elettrodi.
5) Titolare come segue:
a. Registrare il potenziale della soluzione
b. aggiungere una aliquota di 1 ml di titolante e registrare il potenziale misurato
c. proseguire con le aggiunte per la costruzione della curva di calibrazione. Fra
aggiunte permettere all’elettrodo di stabilizzarsi
d. in prossimità dei due punti equivalenti, procedere con aggiunte di titolante di 0,
1ml.
e. dopo il raggiungimento del PF, se la titolazione è condotta con elettrodo è
necessario proseguire la titolazione, raccogliendo almeno altri 10-15 punti, per
potere poi tracciare una curva completa.

Attenzione: i residui della titolazione devono essere raccolti negli appositi contenitori.

NOTE

 Quando in una soluzione sono coinvolti ioni ioduro (oppure bromuro) si deve rinnovare la
soluzione interna dell’elettrodo di riferimento immediatamente dopo la fine dell’analisi.
Durante la titolazione, infatti, la soluzione interna si arricchisce di ioni I - (o Br-), che
attraversano il setto poroso e possono danneggiare sia l’elettrodo ad Ag/AgCl sia l’elettrodo
a calomelano.
 Se le analisi in presenza di ioni I - vengono effettuate saltuariamente, si può procedere alla
titolazione il più rapidamente possibile, rinnovando la soluzione interna di KCl ogni volta. Se
invece si effettuano analisi di routine, è consigliabile usare un ponte salino. L’elettrodo di
misura viene immerso nella soluzione in analisi, mentre l’elettrodo di riferimento viene
immerso in una soluzione di KCl a concentrazione identica a quella in esso contenuta. I due
recipienti sono collegati tramite un ponte salino di vetro o, meglio, di materiale plastico
morbido e trasparente.
 Avendoli a disposizione, si dovrebbero utilizzare burette di vetro scuro e becher schermati.
Risultati
ml al primo punto ml al primo punto equivalente
Δ
E ml titolante Δml equivalente (metodo delle derivate)
E
(interpolazione grafica)
Calcoli:

milligrammi di ioni
cloruro

milligrammi di ioni
ioduro