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FONTE: LA RIFORMA PROTESTANTE


LEONE X, Bolla Exsurge Domine (15 giugno 1520) [Errori di Martin Lutero]

1. Haeretica1 sententia est, sed usitata, Sa- 1. È sentenza eretica, ma largamente seguita,
cramenta novae legis justificantem gratiam che i sacramenti della Nuova Alleanza dan-
illis dare, qui non ponunt obicem. no la grazia giustificante a coloro che non vi
pongono ostacolo.

2. In puero post baptismum negare rema- 2. Negare che il peccato rimane nel bambino
nens peccatum, est Paulum et Christum si- dopo il battesimo, significa disprezzare in-
mul conculcare. sieme Cristo e Paolo.

3. Fomes peccati, etiam si nullum adsit ac- 3. Il fomite del peccato, anche se non c’è
tuale peccatum, moratur exeuntem a corpore nessun peccato attuale, trattiene l’anima che
animam ab ingressu coeli. esce dal corpo dall’ingresso nel cielo.

4. Imperfecta caritas morituri fert secum ne- 4. La non perfetta carità di colui che sta per
cessario magnum timorem, qui se solo satis morire porta necessariamente con sé un
est facere poenam purgatorii, et impedit in- grande timore, che di per sé è solo sufficien-
troitum regni. te a ottenere la pena del purgatorio, e impe-
disce l’ingresso nel regno.

5. Tres esse partes poenitentiae, contritio- 5. Che le parti della confessione siano tre:
nem, confessionem, et satisfactionem, non contrizione, confessione e soddisfazione non
est fundatum in sacra scriptura, nec in anti- è fondato nella Sacra Scrittura, nè negli anti-
quis sanctis Christianis doctoribus. chi santi dottori cristiani.

6. Contritio, quae paratus per discussionem, 6. La contrizione che si ottiene con l’esame,
collectionem, et detestationem peccatorum, la ricapitolazione e la detestazione dei pec-
qua quis recogitat annos suos in amaritudine cati, e con la quale si ripensa alla propria
animae suae, ponderando peccatorum gravi- vita nell’amarezza della propria anima, sop-
tatem, multitudinem, foeditatem, amissio- pesando la gravità, la moltitudine, la turpitu-
nem aeternae beatitudinis, ac aeternae dam- dine dei peccati, la perdita della beatitudine
nationis acquisitionem, haec contritio facit eterna e il conseguimento dell’eterna danna-
hypocritam, immo magis peccatorem. zione, questa contrizione rende ipocrita, anzi
addirittura peccatore.

7. Verissimum est proverbium, et omnium 7. Verissima e più perfetta in tutto della dot-
doctrina de contritionibus hucusque data trina fino a questo momento proposta sulla
praestantius, de cetero non facere, summa contrizione è la massima: «Non farlo più è
poenitentia, optima poenitentia, nova vita. la migliore penitenza; una nuova vita è
l’ottima penitenza».

8. Nullo modo praesumas confiteri peccata 8. Non presumere in alcun modo di confes-
venialia, sed nec omnia mortalia, quia im- sare i peccati veniali, ma neppure tutti i mor-

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H. DENZINGER, Enchiridion Symbolorum definitionum et declarationum de rebus fidei et morum, Bologna 1996,
628-633.
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possibile est, ut omnia mortalia cognoscas: tali, perché è impossibile che tu conosca tut-
unde in primitiva Ecclesia solum manifesta ti i peccati mortali. Per questo motivo nella
mortalia confitebantur. chiesa primitiva si confessavano soltanto
quelli mortali manifesti.

9. Dum volumus omnia pure confiteri, nihil 9. Quando vogliamo confessare tutto in
aliud facimus, quam quod misericordiae Dei modo completo non facciamo altro che que-
nihil volumus relinquere ignoscendum. sto: non vogliamo lasciare nulla da perdona-
re alla misericordia di Dio.

10. Peccata non sunt illi remissa, nisi remit- 10. A nessuno sono rimessi i peccati, se non
tente sacerdote credat sibi remitti; immo crede che gli sono rimessi dal sacerdote che
peccatum maneret nisi remissum crederet; assolve; anzi il peccato rimane, se non lo
non enim sufficit remissio peccati et gratiae crede rimesso: non sono sufficienti infatti la
donatio, sed oportet etiam credere esse re- remissione del peccato e il dono della gra-
missum. zia, ma bisogna anche credere che è stato ri-
messo.

11. Nullo modo confidas absolvi propter 11. Non confidare in nessun modo di essere
tuam contritionem, sed propter verbum assolto a motivo della tua contrizione, ma
Christi: «Quodcumque solveris»2, etc. Sic, per la parola di Cristo: «Tutto ciò che scio-
inquam, confide, si sacerdotis obtinueris ab- glierai», ecc. In questo confida, io dico: se tu
solutionem, et crede fortiter te absolutum; et hai ottenuto l’assoluzione del sacerdote, e
absolutus vere eris, quidquid sit de contritio- credi fermamente che tu sei stato assolto, sa-
ne. rai stato assolto davvero, qualsiasi cosa sia
in quanto alla contrizione.

12. Si per impossibile confessus non esset 12. Se, per assurdo, colui che si confessa
contritus, aut sacerdos non serio, sed joco non fosse contrito, oppure il sacerdote assol-
absolveret, si tamen credat se absolutum, ve- vesse non sul serio, ma per gioco, se tuttavia
rissime est absolutus. egli si crede assolto, è assolto con assoluta
certezza.

13. In sacramento poenitentiae se remissione 13. Nel sacramento della penitenza e nella
culpae non plus facit Papa aut episcopus, remissione della colpa, il papa o il vescovo
quam infimus sacerdos; immo ubi non est non fanno nulla di più di un semplice sacer-
sacerdos, aeque tantum quilibet Christianus, dote: anzi, dove non c'è un sacerdote, può
etiam si mulier, aut puer esset. fare ugualmente un semplice cristiano, an-
che se fosse una donna o un bambino.

14. Nullus debet sacerdote respondere, se 14. Nessuno deve rispondere al sacerdote di
esse contritum, nec sacerdos requirere. essere contrito e il sacerdote non lo deve do-
mandare.

15. Magnus est error eorum, qui ad sacra- 15. È grande l'errore di coloro che si acco-
menta Eucharistiae accedunt huic innixi, stano al sacramento dell'eucaristia fidandosi
quod sint confessi, quod non sint sibi conscii del fatto di essersi confessati, di non essere
alicujus peccati mortalis; quod praemiserint consapevoli di nessun peccato mortale, di
orationes suas et praeparatoria; omnes illi ad aver premesso preghiere personali e prepara-
2
Matt. 16, 19.
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judicium sibi manducant et bibunt; sed si torie: tutti questi mangiano e bevono la pro-
credant et confidant se gratiam ibi consecu- pria condanna. Ma se credono e confidano
turos, haec sola fides facit eos puros et di- che qui essi conseguiranno la grazia, questa
gnos. fede sola li rende puri e degni.

16. Consultum videtur, quod Ecclesia in 16. Risulta come deciso, che la chiesa abbia
communi concilio statueret, laicos sub utra- stabilito in un concilio universale che i laici
que specie communicandos; nec Bohemi debbono comunicarsi sotto le due specie: e i
communicantes sub utraque specie sunt hae- Boemi che si comunicano sotto le due spe-
retici, sed schismatici. cie, non sono eretici, ma scismatici.

17. Thesauri Ecclesiae, unde Papa dat indul- 17. I tesori della chiesa, da cui il papa trae le
gentias, non sunt merita Christi et sancto- indulgenze, non sono i meriti di Cristo e dei
rum. Santi.

18. Indulgentiae sunt piae fraudes fidelium, 18. Le indulgenze sono dei pii inganni dei
et remissiones bonorum onerum, et sunt de fedeli, e dispense dalle opere buone; e ap-
numero eorum, quae licent, et non de nume- partengono al numero delle cose che sono
ro eorum, quae expediunt. permesse, e non al numero di quelle che
sono utili.

19. Indulgentiae his, qui veraciter eas conse- 19. Le indulgenze, per coloro che veramente
quuntur, non valent ad remissionem poenae le acquistano, non hanno valore per la re-
pro peccatis actualibus debitae ad divinam missione della pena dovuta alla giustizia di-
justitiam. vina per i peccati attuali.

20. Seducuntur credentes indulgentias esse 20. Si ingannano coloro che credono che le
salutares, et ad fructum spiritûs utiles. indulgenze sono salutari e utili per il bene
dello spirito.

21. Indulgentiae necessariae sunt solum pu- 21. Le indulgenze sono necessarie solo per
blicis criminibus, et proprie conceduntur du- le colpe pubbliche, e vengono propriamente
ris solummodo et impatientibus. concesse solo ai duri di cuore e agli insensi-
bili.

22. Sex generibus hominum indulgentiae 22. Per sei categorie di uomini le indulgenze
nec sunt necessariae, nec utiles; videlicet non sono né necessarie nè utili: e cioè per i
mortuis seu morituris, infirmis, legitime im- morti o per quelli che stanno per morire, per
peditis, his qui non commiserunt crimina, i malati, per i legittimamente impediti, per
his qui crimina commiserunt, sed non publi- coloro che non hanno commesso peccati, per
ca, his qui meliora operantur. coloro che hanno commesso peccati, ma non
pubblici, per coloro che compiono cose mi-
gliori.

23. Excommunicationes sunt tantum exter- 23. Le scomuniche sono soltanto pene este-
nae poenae, nec privant hominem communi- riori, e non privano l'uomo delle comuni
bus spiritualibus Ecclesiae orationibus. preghiere spirituali della chiesa.

24. Docendi sunt Christiani plus diligere ex- 24. Bisogna insegnare ai cristiani più ad
communicationem quam timere. amare la scomunica che a temerla.
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25. Romanus Pontifex, Petri successor, non 25. Il pontefice romano, successore di Pie-
est Christi vicarius super omnes mundi ec- tro, non è il vicario di Cristo sopra tutte le
clesias ab ipso Christo in beato Petro institu- chiese del mondo intero, dallo stesso Cristo
tus. costituito nel beato Pietro.

26. Verbum Christi ad Petrum: «Quodcum- 26. La parola di Cristo a Pietro: «Tutto ciò
que solveris super terram», etc., extenditur che scioglierai sulla terra», ecc. si estende
duntaxat ad ligata ab ipso Petro. soltanto alle cose legate dallo stesso Pietro.

27. Certum est in manu Ecclesiae aut Papae 27. È certo che non è affatto in mano della
prorsus non esse statuere articulos fidei, chiesa o del papa lo stabilire gli articoli di
immo nec leges morum, seu bonorum ope- fede, e anzi neppure le leggi morali o delle
rum. opere buone.

28. Si Papa cum magna parte Ecclesiae sic 28. Se il papa con una gran parte della chie-
vel sic sentiret, nec etiam erraret, adhuc non sa pensasse in un modo o nell'altro, e inoltre
est peccatum aut haeresis contrarium sentire, non sbagliasse, non è ancora peccato o ere-
praesertim in re non necessaria ad salutem, sia pensare il contrario, soprattutto in cose
donec fuerit per Concilium universale alte- non necessario per la salvezza, finché da un
rum reprobatum, alterum approbatum. concilio universale una cosa non è stata re-
spinta e l'altra approvata.

29. Via nobis facta est enarrandi auctorita- 29. Ci è stata aperta la via per svuotare
tem Conciliorum, et libere contradicendi eo- l'autorità dei concili e per contraddire libera-
rum gestis, et judicandi eorum decreta, et mente le cose da loro compiute, per giudica-
confidenter confitendi quidquid verum vide- re i loro decreti e per confessare con confi-
tur, sive probatum fuerit, sive reprobatum a denza qualsiasi cosa sembri vero, sia che sia
quocunque concilio. stato approvato, sia che sia stato respinto da
un qualsiasi concilio.

30. Aliqui articuli Joannis Husz condemnati 30. Alcuni articoli di Jan Hus condannati nel
in concilio Constantiensi sunt Christianissi- concilio di Costanza sono cristianissimi, ve-
mi, verissimi et evangelici, quos non univer- rissimi ed evangelici, e neppure la chiesa
salis Ecclesia posset damnare. universale potrebbe condannarli.

31. In omni opere bono Justus peccat. 31. In ogni opera buona il giusto pecca.

32. Opus bonum optime factum veniale est 32. L'opera buona compiuta nel modo mi-
peccatum. gliore, è peccato veniale.

33. Haereticos comburi est contra volunta- 33. È contro la volontà dello Spirito che gli
tem Spiritûs. eretici siano bruciati.

34. Praeliari adversus Turcas est repugnare 34. Combattere contro i Turchi è opporsi a
Deo visitanti iniquitates nostras per illos. Dio, che visita le nostre iniquità per mezzo
loro.
35. Nemo est certus se non semper peccare 35. Nessuno è certo di non peccare sempre
mortaliter propter occultissimum superba vi- mortalmente, a motivo del segretissimo vi-
tium. zio della superbia.
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36. Liberum arbitrium post peccatum est res 36. Dopo il peccato, il libero arbitrio è una
de solo titulo, et dum facit quod in se est, realtà in modo solo apparente; e quando
peccat mortaliter. compie ciò che gli compete, pecca mortal-
mente.

37. Purgatorium non potest probari ex sacra 37. Il purgatorio non può essere provato me-
scriptura, quae sit in canone. diante la sacra Scrittura che si trova nel ca-
none.

38. Animae in purgatorio non sunt securae 38. Le anime nel purgatorio non sono sicure
de earum salute, saltem omnes; nec proba- della propria salvezza, almeno non tutte; e
tum est ullis aut rationibus aut scripturis, ip- non è provato da nessun argomento raziona-
sas esse extra statum merendi, aut agendae le né dalle Scritture, che esse si trovano al di
caritatis. fuori della condizione di meritare o di accre-
scere la carità.

39. Animae in purgatorio peccant sine inter- 39. Le anime del purgatorio peccano in
missione, quamdiu quaerunt requiem, et modo continuo finché cercano il riposo e
horrent poenas. hanno orrore delle pene.

40. Animae ex purgatorio liberatae suffragiis 40. Le anime liberate dal purgatorio per i
viventium minus beantur, quam si per se sa- suffragi di coloro che sono vivi godono mi-
tisfecissent. nore beatitudine che se avessero soddisfatto
da se stesse.

41. Praelati ecclesiastica et principes secula- 41. I prelati ecclesiastici e i principi secolari
res non malefacerent si omnes saccos men- non farebbero male, se eliminassero tutte le
dicitatis delerent. sacche di mendicità.