Sei sulla pagina 1di 2

NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 1

13
AMOS
Michael L. Barré

BIBLIOGRAFIA
13:1
Commentari: AMSLER, S., Amos (CAT 11a, Genève 19822) 159-247; HAMMERSHAIMB, E., The Book of Amos (New York
1970); MAYS, J.L., Amos (OTL, Philadelphia 1969); MCKEATING, H., The Books of Amos, Hosea, and Micah (CBC,
Cambridge 1971); RUDOLPH, W., Joel-Amos-Obadja-Jona (KAT 13/2, Gütersloh 1971); VAWTER, A., Amos, Hosea, Micah
(OTM 7, Wilmington 1981); WEISER, A., Das Buch der zwölf Kleinen Propheten I (ATD 24, Göttingen 1967); WOLFF, H.W.,
Joel and Amos (Herrn, Philadelphia 1977).
Studi: ANDERSON, B.W., The Eighth Century Prophets: Amos, Hosea, Isaiah, Micah (Proclamation Commentaries,
Philadelphia 1978); COOTE, R.B., Amos among the Prophets (Philadelphia 1981); CRAGHAN, J.F., “The Prophet Amos in
Recent Literature”, BTB 2 (1972) 242-261; CRENSHAW, J.L., “The InOuence of the Wise upon Amos”, ZAW 79 (1967) 42-51;
GROSCH, H., Der Prophet Amos (Gütersloh 1969); KAPELRUD, A.S., Central Ideas in Amos (Oslo 19612); KOCH, K., Amos
untersucht mit den Methoden einer strukturalen Formgeschichte (AOAT 30, Kevalaer 1976); The Prophets I: The Assyrian
Age (Philadelphia 1982); MAYS, J.L., “Words about the Words of Amos”, Int 13 (1959) 259-272; REVENTLOW, H.G., Das Amt
des Propheten bei Amos (FRLANT 80, Göttingen 1962); ROBERTS, J.J.M., “Recent Trends in the Study of Amos”, ResQ 13
(1970) 1-16; SCHMIDT, W.H., “Die deutero-nomische Redaktion des Amosbuches”, ZAW 76 (1965) 168-193; Smart, J.D.,
“Amos”, IDB 1, 116-121; Terrien, S., “Amos and Wisdom”, in B.W. ANDERSON et al. [edd.], Israel's Prophetic Heritage
(Fest. J. Muilenburg, London 1962) 108-115; VAN DER WOUDE, A.S., “Three Classical Prophets: Amos, Hosea and Micah”, in
R. COGGINS et al. [edd.], Israel's Prophetic Tradition (Fest. PR. Ackroyd, Cambridge 1982); Ward, J.M., “Amos”, TDBSup
21-23; Amos and Isaiah (Nashville 1969); WOLFF, H.W., Amos the Prophet (Philadelphia 1973).
[In italiano: BOVATI, P. – MEYNET, R., Il libro del profeta Amos, Brescia 1995; LOSS, N.M., Amos, Roma 1979; SOGGIN, J.A.,
II profeta Amos, Brescia 1982].

INTRODUZIONE
13:2
(I) Amos, l'uomo e il suo tempo. Amos è il primo dei “profeti classici”, il primo di cui sono giunti fino a noi
gli oracoli nella forma di un libro. Secondo 1,1 era originario della Giudea, della cittadina di Tekoa nella regione
collinosa di Giuda appena a sud del confine tra i due regni. Rimane incerta la durata della sua carriera profetica.
Profetizzò a Betel, uno dei principali centri di culto nel Regno del nord, vicino alla frontiera Israele-Giuda (Am
7,10-17), e forse anche altrove (Samaria?, cf. Am 4,1-3). L'intestazione (Am 1,1) data la sua attività durante il regno
di Ozia di Giuda (783-742) e di Geroboamo II di Israele (786-746). Di mestiere faceva l'allevatore di bestiame
(l'ebraico nòqèd [Am 1,1] è attinente agli ovini, mentre bòqèr [7,14] ai bovini). Oltre a questo, era un “raccoglitore
di sicomori” (Am 7,14), il cui compito era quello di fare un'incisione nel gambo del frutto non maturo per
affrettarne la maturazione. Questo lavoro deve averlo allontanato dal suo paese d'origine Tekoa, che è in posizione
troppo elevata per permettere la coltivazione di queste piante. Recentemente l'interesse si è centrato sul suo legame
con il culto e con la tradizione sapienziale. H.G. Reventlow Ami ritiene che egli fosse un profeta cultuale e vede il
suo ministero radicato nella festa del rinnovamento dell'alleanza. Benché Amos profetasse certamente presso
santuari (Am 7,10-14) e conoscesse bene il linguaggio cultuale (Am 4,4; 5,4-14), la sua precisa relazione con il
culto non è stata chiarita. S. Terrien (“Amos and Wisdom”) ha indicato la stretta relazione tra la “tradizione
sapienziale” e il profeta, una tesi ulteriormente approfondita da H.W. WOLFF, (Amos the Prophet). Comunque tutto
quello che si può concludere è che Amos aveva familiarità con la sapienza popolare del suo tempo (cf. J.L.
Crenshaw, “Influence”). Il ministero di Amos si svolse durante un periodo di grande prosperità materiale per
Israele, ma anche di corruzione sociale e religiosa. Politicamente, fu la calma prima del temporale – o piuttosto tra
due temporali. Durante la seconda metà del secolo IX, Israele aveva sperimentato direttamente la potenza militare
dell'Assiria. Salmanassar III (859-825) esigette dei tributi da leu (cf. ANEP 355), e Adad-Nirari III (811-784) da
Ioas. Dopo di ciò, il potere assiro nell'area si indebolì fino all'ascesa al trono di Tiglat-Pileser III (745-727). Nel
721 Sa-maria, la capitale del regno settentrionale, cadde sotto gli Assiri. Amos menziona l'Assiria solo una volta
(cf. il commento a Am 3,9) e vi allude in Am 5,27.
(II) Messaggio e teologia. Di importanza fondamentale in Amos sono quattro temi collegati tra loro.
(a) Giudizio. Tra tutti i profeti classici, il messaggio di Amos è quello meno contrassegnato dalla speranza. Il
destino di Israele – la distruzione – è certo, inevitabile, totale. Anche se Amos non si riferisce mai direttamente
all'alleanza del Sinai, questa nozione sta al cuore del suo messaggio di giudizio. YHWH aveva riconosciuto Israele
come il popolo della sua alleanza (Am 3,1-2), ma essi hanno abusato di questo privilegio. Di conseguenza YHWH
scioglierà l'alleanza (Os 1,9) e dichiarerà guerra ad Israele, che ora è diventato suo nemico. Come il messaggio
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 2

degli altri profeti, anche le dure parole di Amos erano dirette in particolare contro le classi dirigenti – re (Am 7,10-
11), sacerdoti (Am 7,16-17), e aristocratici (Am 4,1-3; 6,1). Ma il giudizio imminente avrebbe colpito tutto il
popolo, perché il pensiero israelitico tende a concepire la nazione come unità, con un destino comune, (b) Giustizia
sociale. Un tratto distintivo della religione d'Israele fu il legame tra la relazione di ciascuno con il proprio prossimo
e con Dio, stabilito nell'alleanza. La qualità della relazione di ciascuno con Dio dipendeva in certa misura dal modo
in cui uno si relazionava con i membri della propria comunità dell'alleanza. Al tempo di Amos molti tra i potenti
d'Israele avevano scelto di ignorare questo aspetto della religione israelitica e di trattare gli svantaggiati come loro
pareva. Ricchi possidenti terrieri opprimevano i meno fortunati, accaparrandosi le terre di molti Israeliti caduti in
povertà. Il profeta esprime il dolore di YHWH per i maltrattamenti subiti da queste persone (Am 2,7; 4,1;
5,7.11.24; 8,4-6). Questa accusa rappresenta il motivo decisivo per la risoluzione di YHWH di dare corso al
giudizio contro il suo popolo, (c) Il culto. Durante questo tempo non c'era scarsità di fervore religioso (Am 5,21-
24). Amos nomina i principali centri di culto – Betel (Am 3,14; 4,4; 5,5-6; 7,10-13), Galgala (Am 4,4; 5,5), e Dan
(Am 8,4) – e a volte imita il linguaggio cultuale (Am 4,4-5; 5,4-14). Coloro che vengono meno all'alleanza e
ricavano vantaggi dai poveri continuano a far finta di osservare l'alleanza di Dio. I mercanti si preoccupano
scrupolosamente di non trattare affari durante giorni proibiti dalla legge divina (Am 8,4-8). Amos denuncia la loro
ipocrisia, talvolta con amara ironia (Am 4,4-5). A differenza del suo contemporaneo Osea, egli quasi ignora la
questione del culto reso ad altri dèi (cf. commento a Am 5,26; 8,14). Dal suo punto di vista, il peccato cultuale più
grave di Israele era la separazione tra culto e sollecitudine per ü prossimo (Am 5,21-24). (d) La parola. Israele non
prestava attenzione ai profeti che lo rimproveravano per la sua slealtà, anzi cercava di chiuder loro la bocca (Am
2,12; 7,12-13). Agli occhi del profeta, questa era una colpa particolarmente grave, perché rappresentava un rifiuto
dello stesso YHWH. Il giusto castigo sarebbe stata la perdita della parola illuminante di YHWH (Am 8,11-12).
13:3
(III) Struttura. Nella forma attuale del testo, i cc. 1 e 9 contengono un buon numero di paralleli, e formano
perciò una inclusione attorno a quella che era probabilmente una più antica forma del libro. Si noti
“terremoto/scuotere” (Am 1,1; 9,1-9), “cima del Carmelo” (Am 1,2; 9,3), 'àbal (“desolate” [Am 1,2], “lutto” [Am
9,5]); “Kir” (Am 1,5; 9,7); “Filistei” (Am 1,8; 9,7); e l'ambito del Tempio supposto da Am 1,2; 9,1. Il libro può
essere strutturato come segue:

(I) Introduzione editoriale (1,1-2) (e) Cercare Dio (5,14-15)


(A) Intestazione (1,1) (f) Lamentazione su Israele (5,16-17)
(B) Versetto di esordio (1,2) (IV) Tre ammonimenti (5,18-6,14)
(II) Oracoli contro le nazioni (1,3-2,16) (A) Ammonimento a coloro che desiderano il Giorno
(A) Damasco (1,3-5) di YHWH (5,18-20)
(B) Gaza (1,6-8) (B) Il culto corrotto d'Israele (5,21-27)
(C) Tiro (1,9-10)(D)Edom (1,11-12) (C) Ammonimento a coloro che si sentono sicuri per
(E) Ammon (1,13-15) le proprie ricchezze (6,1-3)
(F) Moab (2,1-3) (D) Ammonimento ai ricchi oziosi (6,4-7)
(G) Giuda (2,4-5)(H) Israele (2,6-16) (E) Devastazione e conseguenze (6,8-10)
(III) Tre appelli ad ascoltare la parola di YHWH (3,1- (F) I frutti della depravazione d'Israele (6,11-14) (V)
5,17) Cinque visioni (7,1-9,10)
(A) Popolo d'Israele (3,1-15) (A) Prima visione: le cavallette (7,1-3)
(a) Israele come partner dell'alleanza di YHWH (B) Seconda visione: il fuoco (7,4-6)
(3,1-2) (C) Terza visione: il piombino (7,7-9)
(b) La fonte della parola profetica (3,3-8) (D) Interludio biografico (7,10-17)
(e) Samaria corrotta e il suo destino (3,9-11+12) (E) Quarta visione: la frutta estiva (8,1-3)
(d) Le case degli empi (3,13-15) (F) Pietà ipocrita (8,4-8)
(B) Vacche di Basan (4,1-13) (G) I1 giorno delle tenebre (8,9-10)
(a) Oppressione dei poveri (4,1-3) (H)Fame della parola di Dio (8,11-12+13-14)
(b) Culto e trasgressione (4,4-5) (I) Quinta visione: distruzione (9,1-4)
(e) Litania di impenitenza (4,6-12) (J) Frammento innico (9,5-6)
(d) Frammento innico (4,13) (K) Israele e le nazioni (9,7-10)
(C) Casa d'Israele (5,1-17) (VI) Conclusione editoriale (9,11-15)
(a) Lamentazione su Israele (5,2-3) (A) La capanna di Davide sarà rialzata (9,11-12)
(b) Cercare YHWH (5,4-6) (B) Restaurazione di Israele (9,13-15)
(e) Frammento innico (5,8-9)
(d) Coloro che odiano la rettitudine (5,7; 5,10-13)