Sei sulla pagina 1di 2

NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 10

16
MICHEA
Léo Laberge, O.M.I.

BIBLIOGRAFIA
16:1
HILLERS, D.R., Micah (Herrn, Philadelphia 1984); JEPPESEN, K., “New Aspects of Micah Research”, JSOT 8 (1978) 3-32;
MAYS, J.L., Micah (OTL, Philadelphia 1976); “The Theological Purpose of the Book of Micah”, in H. DONNER et. al. [edd.],
Beiträge zur alttestamentüchen Theologie (Fest. W. Zimmerli, Göttingen 1977) 276-287; Renaud, A., La formation du livre de
Uichée (Paris 1977); WILLIS, J.T., “The Structure of the Book of Micah”, SEA 34 (1969) 5-42; WOLFF, H.W., Micha
(Neukirchen 1982); Micah the Prophet (Philadelphia 1981).
[In italiano: FREZZA, F., Il libro di Michea, Roma 1985; Maillot, A. – LELIÈVRE, A., Attualità di Michea, Brescia 1978;
CARBONE, S.P. – RIZZI, G., Il libro di Michea, Bologna 1996].

INTRODUZIONE
16:2
(I) Il profeta. Michea è l'ultimo dei quattro profeti del secolo VIII a. C. (cf. il primo versetto di Is e di Os. Il
“tempo di Iotam, di Acaz e di Ezechia” copre gli anni 740-687. Come fa anche Isaia, nella sua predicazione Michea
sfrutta la caduta di Samaria (721) come un esempio per Gerusalemme. Michea era di Moreset-Gat (Mi 1,1-14; Ger
26,18), una città della Se-fela, il bassopiano sud-orientale di Giuda (molto probabilmente el-Judeideh, tra Bet-
Semes e Lachis, a metà strada tra Ebron e Asdod). Non è stato tramandato il nome di suo padre e Moreset era una
città di nessuna importanza. La sua fama come profeta di sventura durò a lungo (cf. Ger 26,18-19, un secolo dopo).
Il suo nome può essere accostato a quello di un altro profeta: Michea figlio di Imla, che visse più di un secolo
prima (cf. 1Re 22,8). Il nome significa “chi [è] come [YHWH]?” (probabile allusione in Mi 7,18: “Quale Dio [è]
come te: mî'ël kâmôkâ?”).
Niente fa pensare che Michea abbia svolto un ruolo politico, e poco sappiamo della sua vita personale. La sua
predicazione parla di peccato e di punizione, non di questioni politiche o cultuali. Egli è preoccupato della giustizia
sociale e non ha paura né di principi, né di profeti né di sacerdoti. Non facendo parte di alcuno di questi gruppi, egli
afferma la propria indipendenzaattraverso il suo messaggio. I tempi erano difficili. Gli eserciti assiri di Tiglat-
Pileser III conquistarono Damasco nel 732 (e parte di Israele), e Samaria nel 722. Asdod cadde nel 711.
Sennacherib stava occupando parte della zona costiera, minacciando Moreset e la regione; cf. Mi 1,10-15.
Gerusalemme venne cinta d'assedio nel 701. Il pericolo non era solo esterno. Profeti, sacerdoti e giudici
accettavano compensi; i mercanti imbrogliavano; i culti cananei erano praticati insieme a quelli yahwisti.
16:3
(II) Struttura e composizione. Il libro presenta la classica organizzazione della letteratura profetica: oracoli di
sventura seguiti da oracoli di promessa (sventura: da Mi 1,2; 3,12; 6,1; 7,6; promessa Mi 2,12-13; 4-5). I versetti
conclusivi (Mi 7,8-20) hanno l'aspetto di un “testo liturgico” dei giorni successivi all'esilio. Alcuni altri elementi
sono stati aggiunti al messaggio del profeta. Almeno Mi 1,8-16; 2,1-11; 3,1-12 sono generalmente considerati
opera di Michea. Invece Mi 2,12-13 e almeno parte dei cc. 4-5 sono aggiunte posteriori. Vanno considerati opera
principalmente di Michea anche Mi 6,1-7,6.
16:4
(III) Testo. Il testo ebraico presenta molte difficoltà. Le copie antiche (vedi p. es. i frammenti di Qumran
1Q14, 1Q168 e quelli provenienti da Murabba'at, Mur 88 xi-xiv) non migliorano la situazione. Già le antiche
versioni si erano scontrate con questo problema.
16:5
(IV) Messaggio. Preoccupazione centrale di Michea è il fatto che il popolo ha respinto YHWH. È il peccato il
motivo dell'incombente punizione. Il re assiro non è altro che un inconsapevole strumento dell'ira di Dio. Un falso
senso di sicurezza (Mi 3,11: “Non è forse il Signore in mezzo a noi?”) ha sostituito un'autentica devozione e fedeltà
a Dio. La ribellione di Giacobbe è il motivo per cui Samaria è caduta; i peccati di Giuda sono una minaccia per
Gerusalemme. Il Signore deve giudicare, e il profeta è l'accusatore a nome di Dio. Come Os, Am, e Is, Michea si
interessa della giustizia sociale e dell'astuta malvagità di tutti i capi, politici e spirituali. Mentre principi e mercanti
imbrogliano e derubano i poveri e gli umili, specialmente le donne e i bambini, i sacerdoti e i profeti adattano le
loro parole ai gusti del pubblico. I capi contrabbandano il male per il bene e il bene per il male. La profezia è
rigettata e i sacrifici sono svuotati della loro relazione a Dio. L'alleanza è ignorata e il Signore deve allontanare il
suo volto dal popolo e abbandonarlo al suo destino. In Mi,1a denuncia e l'accusa assumono spesso l'aspetto del
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 11

lamento.
Tuttavia, al centro del libro è inserito un messaggio di speranza. Di nuovo il Tempio diventerà il centro del
paese e del mondo. Le genti verranno lì in processione. Un resto sarà all'origine di un nuovo Israele, e ü suo capo
sarà un vero pastore, un portatore di pace nel nome del Signore. Così, Bedemme e Gerusalemme saranno rinnovate
e verranno eliminate le fonti di peccato. I versetti finali del libro presentano un esempio di liturgia da celebrare:
avendo confessati i propri peccati, il popolo non chiede più: “Dov'è YHWH, il vostro Dio?”. Si sta realizzando un
nuovo esodo. L'ira del Signore si è placata e una nuova era sta sorgendo. L'amore indefettibile di Dio, la sua hesed,
sarà mostrato a Giacobbe e ad Abramo, realizzando in tal modo il giuramento fatto agli antenati nei tempi antichi.

16:6
(V) Struttura. Basandoci sull'alternanza di oracoli di sventura e di promessa e su indizi di carattere letterario (quali
i nuovi inizi o le ripetizioni), suggeriamo ü seguente schema:

16:7
(I) Il giudizio del Signore contro il suo popolo (1,1-2,11)
(A) Titolo (1,1)
(B) Atto di accusa contro Samaria e Giuda (1,2-7)
(C) Lamentazione (1,8-16)
(a) La tremenda situazione di Gerusalemme (1,8-9)
(b) Il destino delle città del sud (1,10-16)
(D) Peccati sociali (2,1-11)
(a) “Guai!” contro gli oppressori (2,1-5)
(b) Rifiuto della profezia (2,6-11)
(II) Tornerà un Resto (2,12-13)
(III) Condanna dei capi (3,1-12)
(A) Contro i capi perversi (3,1-4)
(B) Contro i profeti (3,5-7) con una dichiarazione circa la missione di Michea (3,8).
(C) Contro i capi, profeti e sacerdoti compresi (3,9-12)
(IV) Una nuova dimora per Dio in un Israele rinnovato (4,1-5,14)
(A) Tutte le nazioni verranno al monte della casa del Signore (4,1-5)
(B) Il Signore come re dell'assemblea del Resto (4,6-8)
(C) Distruzione ed esilio (4,9-14)
(D) Un messia da Betlemme (5,1-3)
(E) Pace: liberazione dall'Assiria (5,4-5)
(F) Il resto di Giacobbe in mezzo alle nazioni (5,6-8)
(G)Eliminazione delle cause di peccato (5,9-14)
(V) Accusa contro Israele e sua condanna (6,1-7,7)
(A) Processo di YHWH contro Israele (6,1-8)
(a) Convocazione (6,1-2)
(b) Lamentazione basata sulle opere potenti di YHWH (6,3-5)
(c) La vera religione (6,6-7)
(d) La risposta (6,8)
(B) Gerusalemme è punita per il suo peccato (6,9-16)
(C) Lamentazione (7,1-7)
(a) Ingiustizia sociale e conseguente “visita” di Dio (7,1-6)
(b) Atteggiamento del profeta (7,7)
(VI) Una liturgia di fede (7,8-20)
(A) Gerusalemme confessa il proprio peccato e si rivolge alla sua nemica (7,8-10)
(B) La risposta di Dio: una nuova Gerusalemme (7,11-13)
(C) Preghiera a Dio per il suo popolo con un riferimento alle altre nazioni (7,14-17)
(D) Un inno a Dio, che perdona ed è fedele (7,18-20).