Sei sulla pagina 1di 6

NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 12

17
SOFONIA, NAUM ABACUC
Thomas P. Wahl, O.S.B. – Irene Nowell, O.S.B. – Anthony R. Ceresko, O.S.F.S*

SOFONIA
BIBLIOGRAFIA

7:1
BROADT, L., Jeremiah 26-52, Habakkuk, Zephaniah, Nahum (OTM 10, Wilmington 1982); DRIVER, S.R., Zephaniah (CBSC;
Cambridge 1906); FENSHAM, EC, “Zephaniah, Book of”, IDBSup 983-984; HOONACKER, ALBIN VAN, Les douze petits
prophètes (EBib, Paris 1908); KAPELRUD, A.S., The Message of the Prophet Zephaniah (Oslo 1975); SABOTTKA, L.,
Zephanja: Versuch einer Neuübersetzung mit philologischem Kommentar (Roma 1972); SMITH, G.A., The Book of the Twelve
“Prophets (New York 1928); SMITH, J.M.P., Zephaniah (ICC, New York 1911).
[In italiano: SPREAFICO, A., Sofonia (Genova 1991); BONORA, A., Nahum, Sofonia, Abacuc, Lamentazioni. Dolore, protesta e
speranza (Brescia 1989)].

INTRODUZIONE

17:2
(I) Ambiente storico. Il libro contiene, in misura, le parole del profeta, forse un discendente del re Ezechia
(risalire all'indietro nella genealogia per quattro generazioni [1,1] è senza paralleli nella restante letteratura
profetica). Egli profetizzò durante il regno di Giosia (640-609), quando ci fu un tentativo, serio ma di successo e
durata limitati, di cancellare l'apostasia di Manasse, il predecessore di Giosia. Interpretando la profezia di Sofonia
come parte di questa riforma (2Cr 34,3-7), comprendiamo perché egli non includa il re tra le istituzioni della
società che condanna (Sof 1,8; 3,3-4). Giuda era stato vassallo dell'Assiria al-l'incirca da quando Israele
soccombette a quell'impero, un secolo prima. Comunque, dopo la morte di As-surbanipal, nel 627, il potere
dell'Assiria andò sgretolandosi. L'Egitto, più alleato che nemico dell'Assiria dopo che il padre di Assurbanipal,
Esaraddon, aveva cacciato i Cushiti, stava tentando di estendere il proprio potere e di puntellare la rovina degli
Assiri contro il nascente impero babilonese.

17:3
(II) Messaggio. In questo mondo politicamente agitato, Sofonia vede i destini delle nazioni nelle mani di
YHWH. Il tema dominante è il Giorno di YHWH Am 5,18 – Pensiero dell'AT, Am 77,137), quando YHWH
devasterà gli antichi vassalli (ora ribelli), Filistea, Moab, Ammon, e la détentrice del potere mondiale, l'Assiria. Lo
stesso Dio punirà il suo popolo, specialmente, ma non esclusivamente (Sof 1,9), per il falso culto. Poiché, però, la
distruzione è riservata ai ribelli e agli arroganti, il suo effetto sarà la purificazione e la formazione di un popolo
considerevolmente più piccolo, ma gradito a YHWH (Sof 2,3; 3,11-13). Un editore successivo, che vide queste
profezie compiute nella devastazione di Giuda ad opera di Nabucodonosor, incoraggiò un popolo sfiduciato,
magnificando la restaurazione (Sof 2,7; 3,9-20).
Mentre per la maggior parte i libri dell'AT sono anonimi, nel caso dei profeti come Sofonia la tradizione scelse
di identificare autore e tempo della proclamazione (indicando il re al potere). La parola profetica non è una verità
religiosa perenne, ma un messaggio comunicato per un momento storico specifico. Aggiunte e alterazioni di
redattori successivi, nell'antichità, reinterpretavano l'antico messaggio per il loro tempo. Ma, in definitiva, la
tradizione volle collegare anche la nuova interpretazione all'antico messaggio, proprio come gli autori del Dt
attribuirono all'autorità di Mosè i discorsi che secondo loro avrebbe inteso rivolgere a Israele al momento
dell'ingresso nella terra di Canaan.
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 13

17:4
(III) Struttura

(I) Titolo (1,1)


(II) Oracoli di sciagura (1,2-18)
(A) Distruzione universale (1,2-3)
(B) Giuda e Gerusalemme (1,4-18)
(a) Culto cananeo (1,4-6)
(b) Avvento del giorno del sacrificio (1,7-9)
(c) Invasione della città (1,10-13)
(i) Apertura di una breccia (1,10-11)
(ii) Saccheggio dei beni degli schernitori (1,12-13)
(d) Il Giorno di YHWH (1,14-18)
(III) Esortazioni basate sulle minacce contro le nazioni (2,1-15)
(A) Esortazioni (2,1-3)
(B) Motivazioni: oracoli contro le nazioni (2,4-15)
(a) Filistei (2,4-7)
(b) Moab e Ammon (2,8-11)
(c) Assiri (2,13-15)
(IV) Salvezza di Gerusalemme e Giuda (3,1-20)
(A) Oracolo 1(3,1-5)
(B) Oracolo II (3,6-8)
(C) La minaccia diventa promessa (3,9-20)
(a) Le nazioni serviranno YHWH (3,9-10)
(b) Rinnovamento morale di Gerusalemme/Giuda (3,11-13)
(c) Invito alla gioia (3,14-15)
(d) Oracolo di rassicurazione per Gerusalemme (3,16-17)
(e) Oracolo: cambio di sorti (3,18-20).
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 14

NAUM
BIBLIOGRAFIA

17:26
BOADT, L., Jeremiah 26-52, Habakkuk, Zephaniah,Nahum (OTM 10, Wilmington 1982); CATHCART, K., “More Philological
Studies in Nahum”, JNSL 7 (1979) 1-12; Nahum in the Light of Northwest Semitic (Roma 1973); “Treaty Curses in the Book
of Nahum”, CBQ 35 (1973) 179-187; CHRISTENSEN, D.L., “The Acrostic of Nahum Reconsidered”, ZAW87 (1975) 17-30;
KELLER, C.-A., Michée, Nahoum, Habacuc, Sophonie (Paris 1971); MIHELIC, J.L., “The Concept of God in the Book of
Nahum”, Int 2 (1948) 199-208; RUDOLPH, W., Micha-Nahum-Habakuk-Zephanja (KAT 13, Gütersloh 1975); SCHULZ, R.,
Das Buch Nahum (Berlin 1973); VAN DER WOUDE, A.S., “The Book of Nahum: A Letter Written in Exile”, OTS 20 (1977)
108-126.

INTRODUZIONE

17:27
(I) Ambiente storico. Si sa molto poco del profeta. Nativo di Elcos (→ 31), è stato considerato un profeta
cultuale, ma non è unanime il parere che la sfera della sua attività sia stata limitata a Gerusalemme. Ugualmente
vaga è la datazione della profezia. La caduta di Tebe (3,8) ad opera di Assurbanipal nel 663 costituisce il terminus
a quo; la caduta di Ninive (612) è il terminus ad quem. Alcuni studiosi hanno collocato la data più vicino alla
caduta di Tebe, o intorno al tempo della morte di Assurbanipal (626), poiché l'Assiria allora era ancora all'apice del
suo potere (Rudolph, Keller). Altri considerano il periodo tra il primo attacco di Ciassarre a Ninive, nel 614, e la
caduta della città ad opera degli eserciti uniti di Babilonesi, Medi e Sciti come la data più verosimile (Boadt). A.S.
van der Woude propone che Naum, esiliato a Ninive, abbia scritto la profezia come una lettera (cf. “libro”, 1,1) ai
simpatizzanti in Giuda tra il 660 e il 630. La sua teoria, basata sugli imprestiti di parole assire nel libro, sull'assenza
di interesse per Gerusalemme e su una vivida (“testimone oculare”?) descrizione di Ninive, ha trovato pochi
seguaci. È probabile che Naum abbia scritto in Giuda intorno al 612, durante la riforma di Giosia (notare l'assenza
di castigo per i peccati di Giuda), prima della morte di Giosia (609) e prima che l'esperienza del potere imperiale di
Babilonia estinguesse lo spirito di ottimismo suscitato dalla caduta dell'Assiria.

17:28
(II) Stile e tecnica poetici. La profezia di Naum proviene da un poeta di grandi qualità. L'opera è una
combinazione di diverse forme. L'intera profezia è un “carico”, massa', simile ad altri oracoli contro nazioni
straniere. Essa contiene un poema parzialmente acrostico (1,2-8), un lamento funebre (“guai”, 3,1-7) e un canto
sarcastico (3,8-19). Parecchie immagini riguardano Ninive: vasca d'acqua (2,9), tana di leoni (2,12-14), prostituta
(3,4-6), fico carico di frutti (3,12), sciame di locuste (3,15-17). Molto efficaci sono i giochi di parole e l'uso dei
suoni. In Na 2,11, la devastazione finale della città risuona come una campana (→ 36). Il gemito e il percuotersi il
petto dei servi si sente nei suoni di 2,8: këqôlyônîm mêtofêfôt 'al libbèhen. La domanda ironica in 3,7 gioca sulle
radici ndd, “fuggire”, nwd, “compatire”, “compiangere”, e sdd, “distruggere”. Il suono è echeggiato in Na 3,10 con
ydd, “gettare, scagliare”. In 1,10, un versetto notoriamente difficile da tradurre, si può udire il fischio del fuoco (?)
o degli ubriachi (?): sìrìm sebukîm û&sôb'âm sebû'îm. Molti altri versi sono allitterativi, p. es., 1,2 (?); 2,3 (b, q);
2,6 (k); 2,9(m); 3,4(s, p).

17:29
(III) Messaggio. C'è un solo messaggio: Dio compirà la vendetta contro Ninive. La distruzione dell'oppressore
apporterà gioia al popolo di Dio e a tutti quelli che hanno sofferto la crudeltà dell'Assiria. La caduta di Ninive, che
pure un tempo fu usata come strumento dell'ira di Dio contro il popolo dell'alleanza (Is 10,5-16), è un atto della
giustizia divina. L'Assiria ha saccheggiato le nazioni e le ha lacerate come preda per il suo vorace appetito; ora
l'Assiria, a sua volta, sarà saccheggiata e diventerà preda di altri.
Naum è stato criticato a causa della sua gioia eccessiva per la rovina del nemico e a causa della corrispondente
assenza di qualunque critica nei confronti del suo popolo (in contrasto con il suo contemporaneo Geremia). La sua
profezia, comunque, ha un solo scopo: affermare che Dio, che è fedele, non ha abbandonato Giuda; il nemico non
prevarrà per sempre, la punizione avrà fine. Proprio come una volta Dio aveva liberato quelli che erano schiavi in
Egitto (e si cercherebbero inutilmente espressioni di simpatia per gli Egiziani in Es 1-14), così ora Dio libererà
quelli che sono oppressi dall'Assiria. La buona notizia è già proclamata, si devono celebrare feste di ringraziamento
(2,1).
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 15

17:30
(IV) Struttura

(I) Titolo (1,1)


(II) Teofania del vendicatore divino (1,2-8)
(III) Oracoli di speranza (1,9-2,1)
(IV) La caduta di Ninive (2,2-14)
(A) Introduzione (2,2-3)
(B) Descrizione della battaglia dall'interno della città(2,4-10)
(C) Il destino del leone (2,11-14)
(V) Distruzione finale (3,1-19)
(A) Lamento funebre per la città prostituta (3,1-7)
(B) Canto sarcastico (3,8-19)
(a) Paragone con Tebe (3,8-11)
(b) Inutilità della difesa (3,12-15)
(e) Paragone con lo sciame di locuste (3,15-17)
(d) Destino finale (3,18-19).
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 16

ABACUC
BIBLIOGRAFIA

17.42
ALBRIGHT, W.F., “The Psalm of Habakkuk”, Studies in Old Testament Prophecy (Fest. T.H. Robinson, ed. H.H. Rowley,
Edinburgh 1950) 1-18; ALONSO SCHÖKEL, L. -SICRE DIAZ, J.L., Profetas II (NBE, Madrid 1980) [trad, it., I profeti, Roma
1984]; BOADT, L., Jeremiah 26-52, Habakkuk Zephaniah, Nahum (OTM 10, Wilmington 1982); BROWNLEE, W.H.,
TheMidrash Pesher of Habakkuk (SBLMS 24, Missoula 1979); CHILDS, B.S., CIOTS; EATON, J.H., “The Origin and Meaning
of Habakkuk 3”, ZAW 76 (1964) 144-171; EMERTON, J.H., “The Textual and Linguistic Problems of Habakkuk II. 4-5”, JTS
28 (1977) 1-18; FITZMYER, J.A., “Habacuc 2:3-4 and the NT”, TAG 236-246; GOWAN, D.E., The Triumph of Faith in
Habakkuk (Atlanta 1976); HIEBERT, T., “The Use of Inclusion in Habakkuk 3”, Directions in Biblical Hebrew Poetry (ed. E.R.
FOLIIS, JSOTSup 40, Sheffield 1987) 119-140; JEREMIAS, J., Kultprophetie und Gerichtsverkündigung in der späten
Königszeit Israels (WMANT 35, Neukirchen 1970); JÖCKEN, J„ Das Buch Habakuk (BBB 48, Bonn 1977); KELLER, CA.,
“Die Eigenart des Propheten Habakuks”, ZAW 85 (1973) 156-167; RUDOLPH, W., Micha-Nahum-Habakuk-Zephaniah (KAT
13, Gütersloh 1975); VON RAD, G., OTT 2.

INTRODUZIONE

17:43
(I) Ambiente. Il libro fornisce solo il nome del profeta e lo disegna come nabi ', un “profeta”. L'indicazione
principale per la datazione delle sue profezie proviene dalla menzione, in 1,6, dei Caldei, un popolo del sud della
Mesopotamia che, con il suo centro a Babilonia, rimpiazzò gli Assiri nella supremazia sul Vicino Oriente antico tra
la fine del VII sec. e l'inizio del VI a.C. Questo fatto, insieme all'ovvio fermento sia sulla scena nazionale che
internazionale, di cui si trovano riflessi nel libro, ha indotto gli studiosi a collocare le profezie in una qualche data
tra l'inizio del declino dell'Assiria, dopo il 626, e la caduta di Gerusalemme, nel 587. La questione di date più
precise, entro questo arco di tempo, per le singole profezie, come pure per la loro specifica destinazione, è più
complessa ed è legata alla determinazione della forma del libro. Il carattere liturgico dei “guai” in 2,6-20 ed il
cantico nel c. 3 hanno indotto alcuni studiosi a caratterizzare Abacuc come un profeta cultuale e a descrivere il libro
come una “liturgia profetica”, cioè un'opera composta e usata per il culto nel Tempio. Altri hanno notato legami
con la tradizione sapienziale di Israele. Il nostro commento segue sia la direzione di B.S. CHILDS (CIOTS) sia
quella di G. VON RAD (OTT). Childs, da una parte, accentua l'unità letteraria del libro e sostiene che l'autore ha
intenzionalmente ignorato la specifica ambientazione storica dei materiali, combinandoli in modo da dare priorità al
messaggio teologico, cioè il potere di Dio sulla storia umana e il conseguente appello alla fiducia e alla fedeltà (cf.
2,4). Von Rad, da parte sua, enfatizza il carattere profetico del libro. Così le affinità formali alle tradizioni
liturgiche e/o sapienziali di Israele provengono dal fatto che l'autore se ne è appropriato e le ha modellate per
esprimere un messaggio specificamente profetico.

Ab dà un importante ed originale contributo alla riflessione complessiva di Israele sulla natura del suo Dio e
sulle relazioni di Dio con Israele. Il libro si apre con una domanda che il profeta osa rivolgere a Dio, sollevando
dubbi sulla giustizia divina e sul trattamento che Dio riserva al malvagio. La domanda rappresenta un primo passo
in un tentativo di mostrare, con lo sfacelo dell'ordine e della giustizia, una situazione in cui Dio sembra
implicitamente assente, con il silenzio e l'apparente inazione. Ma, nonostante i dubbi che il profeta esprime, emerge
un atteggiamento di fede e di fiducia. Ciò avviene specialmente con il cantico del c. 3, che, con la sua ricorrente
affermazione dell'assoluto potere di Dio sulla creazione e sulla storia, situa gli eventi vessatori, raccontati nei cc. 1-
2, nel più ampio contesto del disegno salvifico di Dio. Così, la frase centrale di Ha 2,4 consiglia confidenza e fede
nella fedeltà di Dio, e il libro ripetutamente condanna ogni forma di oppressione e di sfruttamento, nonché la
superbia e l'arroganza che si oppongono all'umile fede richiesta da Dio. La storia dell'interpretazione del libro
comincia con il commento di Qumran ai cc. 1-2 (vedi BROWNLEE, Midrash Pesher. In aggiunta, la sua forte
insistenza sul bisogno di credere e confidare (Ab 2,4) ha trovato un pronto ascolto tra i primi cristiani. Di fatto,
Paolo da ad esso un posto preminente nel suo insegnamento sulla fede in Rm 1,17; Gal 3,11 (cf. anche Eb 10,38).

17:44
Struttura.
NUOVO GRANDE COMMENTARIO BIBLICO 17

(I) Dialogo tra il profeta e Dio (1,1-2,5)


(A) Primo dialogo (1,2-11)
(a) Lamento del profeta: Non c'è giustizia (1,2-4)
(b) Risposta del Signore (1,5-11)
(B) Secondo dialogo (1,12-2,5)
(a) Lamento del profeta (1,12-17)
(b) Risposta del Signore (2,1-5)
(II) I cinque guai (2,6-20)
(A) Introduzione (2,6)
(B) Primo guai: Contro l'avidità arrogante (2,6-8)
(C) Secondo guai: Contro la presunzione (2,9-11)
(D) Terzo guai: Contro la vanagloria e la violenza (2,12-14)
(E) Quarto guai: Contro la degradazione della dignità umana (2,15-17)
(F) Quinto guai: Contro l'idolatria (2,18-20)
(III) Il cantico di Abacuc (3,1-19)
(A) Titolo (3,1)
(B) Introduzione: Timore e salvezza (3,2)
(C)Teofania (3,3-15)
(a) Parte I: Apparizione di Dio e reazione della creazione (3,3-7)
(b) Parte II: Battaglia contro le forze del Caos (3,8-15)
(i) Preparativi per la battaglia (3,8-9)
(ii) Reazione della natura (3,9b-11)
(iii) Carica nella battaglia (3,11-13)
(iv) Vittoria (3,13-15)
(D) Conclusione: Timore e salvezza (3,16-19)
(a) Timore (3,16-17)
(b) Salvezza (3,18-19).