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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIAL ai ENTE INTORNO


AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI. EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA COETE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMHL AZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LX1X.

lw^ma/vt, Pop.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLIV.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
=

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
— B M <:

s
S P o SPO
SPOGLI ECCLESIASTICI (degli) stiche, e nemmeno in Du Cange, Glos-
Reverenda Camera, Spolia personarum sariuin mediac et infhnae latini talis. Per-
Ecclesiasticarum de e&rum bonis, Beve- tanto lo credo derivato da Sub e Colleclor,
rendae Canterete Spoliorum. Diritto del- oSollocollettore, perdistinzione di quelli
r
la Camera Apostolica (I -), che eserci- di cui vado a far cenno, e dalle quali due
ta mAlominii della Sovranità (/".) tem- parole latine si formò il nome di Succol-
porale della santa Sede, nell' ammini- lettore, Subcollectoruni.TaW succolletto-
strare i beni e raccogliere i frutti o ren- ri, ne'luoghiloroappartenenti hanno dei
dile de' Benefizi ecclesiastici [V.) vacan- vice succollettori degli spogli ecclesiasti-
ti ; e nello spoglio personale di persone I Papi spedironoffanzi Apostolici ( FJ
ci.

siano ex. regolari secolarizzati che muo- anche col grado di collettori apostolici, in
iano fuori di chiostro, siano ecclesiastici diversi stati e regni, particolarmente nel-
Beneficiati (/".) di qualunque grado che le due Sicilie[f/ .) ed in Portogallo {f.) t
muoiano senza facoltà pontificia di te- per esigere annualmente frutti ecclesia- i

stare ,
poiché senza facoltà non ponno stici soliti pagarsi alla camera pontifìcia,

disporre neppure in favore de'luoghi pii. e muniti di ampie facoltà per gli altri af-
In Roma presidente e collettore gene- fari ecclesiastici. Generalmente parlando

rale degli spogli era il Tesoriere Ponti- tutti i nunzi erano collettori nati degli
ficio {f7 .), suoi ministri nelle provincie spogli, anco con altre nazioni qui non no-
erano e lo sono i collettori o succollettori minate, ed a veano de'succolleltori subal-
apostolici commissari degli spogli, Adle- terni. Tuttavolta ho trovato qualche e-
ctor caducorum Ponlificis maxirni.U\ce- sempio di collettori spediti da'Papi, sen-
si Collettore, Colleclor, Adlector, Exa- za propriamente essere nunzi, o almeno
ctor, colui che raccoglie e riscuote. Il vo- de'censi che pagavano gli «Sto// e regni tri-
cabolo Sneccllettore non lo trovo ne'vo- butari alla s. Sede (E.). Inoltre Papi, i

cabolari latini, neppure di voci ecclesia- per riscuotere il Denaro di s. Pietro {V.),
4 s p o S P O
mandavano il collettore apostolico nel- pnrale ad esso annesso, ragionai di sua
l'Inghilterra (/'.) e negli altri stati elic- origine, derivata sia per le Oblazioni[l '
.)

lo pagavano. Di questi e altri collettori de'fedeli, sia dalle Decime [f.) ecclesia-

feci parola a Colletta piovfstua. Nella stiche, sia da' Reni di Chiesa (I '.), sia

Cancelleria apostolica vi è l'uffizio del da' Rcnefìcii ecclesiastici; pel necessario


Siici ollt/tore dell'annate ede'qnindenni. mantenimento de'ministri della Chiesa, e

Perla disposizione di Pio VII, die poi ri- dondeprovvenerogli stabili possedimen-
porterò, presidente e collettore generale ti del ciero secolare e del clero regolare,
degli spogli ecclesiastici, in luogo del teso- o per donazioni o per acquisti; diche trat-
riere pontificio, è ora il cardinal prefetto tai ancora a Recali \, dicendo dell'ampie

dell' econon.ia della Congregazione di signorie temporali d'ambo i cleri posse-

propaganda fide {?'.): per sua assenza, dute non meno che dalle religiose, anche
impotenza, o vacanza della carica, suppli- con sovranità; quindi della decadenza e
sce un pro-prefeltOjOvvero il cardinal pre- diminnzionedelle rendite,seguita perdis-
fetto generale della medesima. L'azienda sipazioni o per usurpa/ioni. Dissi pure
e segreteria generale della Reverenda ca- delle Sportale [P'.) o porzioni distribuite
mera drgli spogli esiste nel palazzo de! •
tra il clero, quindi della tripla e della
la stessa congregazione, e si compone, ol- quadrupla divisione canonica de' beni e
tre il cardinal presidente, del sostituto, delle rendite ecclesiastiche, secondo l'an-
del computista ,del minutante, di due tica disciplina ;degli Economi [V.) per
scrittori, di tre commessi, dell'esattore, vegliare stili' amministrazione delle ren-
del consu'tore legale, dell'assessore, del dite ecclesiastiche, massime in Sede va-
portiere, oltre gli ecclesiastici succolletto- cante j della proibizione agli ecclesiastici
ri e vice succolleltori nello stato pontifi- di disporre de' beni di chiesa, la quale
cio.Su questo vasto, grave e delicato ar- prendeva l'eredità del vescovo se moriva
gomento, io come sempre non intendo di senza aver fatto Testamento (F.),^ man-
dare un trattato, sol tanto prima ricorderò canza d'eredi; che ne' primi secoli del-

le relati ve erudizion iri por la te a Uro ve, poi laChiesa, come ripetei a Sportala, non
ne riunirò altre,e per ultimo darò un'idea siammettevano chierici se prima nona-
rcon brevi cenni sulla Reverenda Came- veano rinunziato a' loro beni, per una
ra degli spogli ecclesiastici e suoi diritti, maggior perfezione, e che poscia per e-
di cui ora è cessionaria la sagra Congre- vitar la confusione co'beni di chiesa, al-
gazione di propaganda fide. Ne' secoli cuni opinarono che i viventi, di essi non
barbari alla mortede'vescnvi ede'chieri- potessero ri tenere il loro Patri monio[ V.\,
ci l'audace popolo irrompeva avidamen- degli abusi pe' quali i vescovi e altri be-
te a spogliare l'episcopio e le abitazioni, neficiati impiegavano le rendite eccle-
7
benché i Difensori della chiesa (J .)
per siastiche in sostentare copiosamente le
la loroavocazia doveano impedire tanto loro famiglie e arricchirle, e che per por-
eccesso e vegliare sui beni della mensa vi un argine fu loro permesso dare qual-

vescovile. Da tale spoglio derivò il voca- che cosa a'parenti s'erano poveri e con-
bolo Spoglio. Non furono esenti da sif- siderandoli come tali; e de' principali ca-
fatte rapine neppure i palazzi de' Papi, noni de'concilii sull'uso de' beni e delle
come riportai nel voi. L, p. iq8 e 199. renditeecclesiaslicheanchein morte. In-
Ivi pur narrai gli energici provvedimenti oltre narrai a Regalia, come i re di Fran-
presi per impedire le usurpazioni e sac- i cia amministravano e godevano i frutti

rlieggi nella vacanza dellesedi sottoqual- de'vescovati e altri benefìzi ecclesiastici


sivoglia pretesto. A Rendita ecclesiasti- vacanti,e che nella vacanza delle sedi ve-
ca, patrimonio ecclesiastico e tutto il lem- scovili conferivano i beuefizi senza cura
S P o S P O 5
d'anime; parlai del decretato dal concilio alla sua chiesa titolare e al di lui succes-
di Calcedonia, che volle i frutti de' vesco- sore. Quanto a s. Gregorio I trovo nel p.
vati vacanti conservati pel successore; e ab. Galletti, Del Primicero della s. Se-
di quanto altro riguarda il delicato e com- de, p. ?.(), che scrivendo il Papa nel 5g3
plicato argomento delle franchigie. Feci ad Antonio suddiacono e rettore del pa-
pure paiola degli spogli laicali de' vassal- trimonio che possedeva la chiesa roma-
li feudatari, cui i loro signori si godeva- na nella Dalmazia, l'istruì di ciò che do-
no le rendite. Che ad onta delle proibi- vea l'are nel caso che fosse- avvenuta la
zioni della Chiesa e de'principi, i prepo- morte di Natale vescovo di Salona. Fra
tenti signori appropriavano gli spogli
si le altre cose gli dice, che debba colla sua

e beni de'vescovi defunti, eue davano an- presenza far inventariare fedelmente tut-
che ad altri, testando così in parte dissi- to ciò che troverassi spettare a quella
pali. Vi furono un tempo detti Difenso- i chiesa, e che ne dia la custodia a Respet-
ri per tutela e difesa delle rendite e ra- to diacono, ed a Stefauo primicero de'no-
gioni delle chiese, scelti da' principi, dai lari, quali bisogna credere, che per qual-
i

vescovi, dal clero, dagli abbati, dalle ab- che rilevante interesse della Sede aposto-
badesse. Siccome in seguilo di sovente es- lica dimorassero allora in quelle parti.
si se ne
appropriarono beni in sede va- i Aggiunge Galletti, che riguardala la di-
cante, e audacemente anche viventi ve- i sposizione degli antichi canoni, uiun se-
scovi, furono soppressi e con essi la loro colare poteva impacciarsi in questa ma-
avocazia. Papi procurarono che fossero
I teria. Ne'secoli a noi più remoti da uo-
brevi le sedi vacanti, per impedire la di- mini ecclesiastici si raccoglievano i frut-
lapidazione de'beni della chiesa, che do- ti, e si serbavano al legittimo successo-
veanogli arcidiaconi e clero amministra- re, e questa pratica ò stata quella che i

re, custodire edifendere pel uuovopasto- romani Pontefici hanno procurato sem-
re. L'abuso di sillàtti spogli si rese gene- pre di mantenere. Nell'Italia vacando li-
rale in oriente e in occidente. Iu un'epo- na chiesa, Papa stesso mandava un Vi*
il

ca i vescovi usarono il diritto personale siiaiore, perchè la custodisse,finchè prov-


dello spoglio ecclesiastico, e dell'ammini- veduta nou fosse. Perciò Alessandro UT
strazione de'beni e reudite de'chierici de- consultato dall'arcivescovo diCantorbcry
funti e loro soggetti. In processo di tem- circa la vacanza delle chiese, andò sui ve-
po il diritto degli spogli ecclesiastici, com- stigi de'iuaggiori, e gli rispose, ordinan-
prensivamente a quello de'vescovi, passò dogli di stabilire economi, che lutto ser-
De' Papi e alla loro reverenda camera a- bassero pe'futuri successori. Scora in al-

postolica. L'antica disciplina della Chie- cuni luoghi prendono ingeren-


i principi
sa non appropriava alla s. Stds o sua re- za di tali frulli vacanti, non può da loro
verenda camera apostolica le spoglie dei farsi,che per concessione della s. Sede fon-
benefizi, ma serbavansi ai successori per data forse o sul Padronato (/"'.), o su la
utile della chiesa, ed a soccorso de' pove- nomina, che è [iure un altro privilegio
ri, come leggesi nel can. ^o di quelli at- della slessa Sede. Leggo nell'arcivescovo
tribuiti agli apostoli, ne'canoni i\ e 2 5 Marchetti, Del denaro straniero chevie'
di detto coucilio di Calcedonia, ed iu mol- ne a Roma, p. 72, che un capo dell'o-
te lettere e pontificie sanzioni di s. Gre- dici tm entrata ecclesiastica sono per Ro-
gorio I, d'Alessandro III,d' Innocenzo HI, ma gli spogli, che consistono iu raccoglie-
di Bonifacio Vili, rilevandosi inoltre che re alla morte de'benefìciali, che possede-
neppure beni acquistati da un beneficia-
i rono pingui prebende, l'eredità che coi
to essemlo titolare d'una chiesa, potesse loro frutti hanno lasciala dopo di se. E
ad altri lasciarsi, ma dovessero restare sebbene, giusta la disposizione della boi-
i

G STO SPO
la Romani Pontifici* proi'itItnlia,ema- ni della chiesa, alla chiesa toglievansi".

nata Del i J67 da » P'o V, possano be- i E collo stesso autore farò plauso in ciò

neficiali che la domandano, impetrare la al sentimento del padre della storia ec-
facoltà ili fin
-
testamento, e dispone dei clesiastica cardinal Baronio, che all'an-
loro avanzi, che lasciano anco sui frutti no 3()7, n.° 4> dove parla del can. 4<) del
beneficiai*!, non potino però in altri usi concilio 3.° di Cartagine, dice: » Che le

disporne, che di carità odi religione, in cose comperate co' beni ecclesiastici da
quelli cioè ne' quali avrehbono giusta- alcun vescovo o chierico, di povero di-
mente potuto impiegare anche in vita le venuto ricco, si dovessero applicare alla
loro entrate di chiesa, giacché la circo- chiesa". ludi nel n.° G4 con queste gravi
stanza di morire non può cambiare la parole riprende il disordine de' chierici
natura e la destinazione a que'frutti, né trasgressori, prelati e altri beneficiali, e
togliere il dovere in cui era il beneficia- il ri medio giusti lì ca,contro le loro lagnan-
lo d'impiegare i suoi sopravanzi in sol- ze del diritto degli spogli, che i concili
lievo de'poveri, ed altre pie opere. Per- e i Papi come supremi custodi de' sagri
ciò, quelli che non aveano dalla chiesa canoni, furonocostrettiad opporvi.»» Poi-
un'entrata eccedente 3o ducali d'oro,
i ché i vescovi si videro negligenti in re-
non sono soggetti agli spogli, perchè in primere 1' avarizia di questi mercatanti
essi nou vi è di che essere solleciti come piutlostochè chierici; e che anzi eglino
abbiauo impiegato i loro sopravanzi , stessi, i quali doveano essere vindici del-
quando di che sopravanzare non ebbero erano qualche voltaattaccatidal
la legge,

dalle sostanze ecclesiastiche. Che se i be- contagio medesimo; con tutta ragione il
neficiati per tutto il tempo della loro vi- romano Pontefice usò di mandare per le
ta avessero trascurato questo stretto loro provincie degli esattori, che Collettori si
dovere, non permette la santa Sede, che appellano, a ricuperare queste ricchezze,
alla loro morte un peculio destiualo di nefai iamen te accumulate da'beui di chie-
sua natura a pascere il miserabile, e a or- sa. Della quale importuna esazione poi-
nar la casa di Dio, passi ad arricchire i ché molti si lagnano, è in mano loro di
:
i Vz/Y'«//(T'' -JjOesserescialacquato in inu- evitarla con facilità, ed eluderla con pru-
tilità; ma ne preude (o ne prendeva) pos- dente artificio, se le rendite ecclesiastiche
sesso ella stessa, acciò s' impiegasse nel di sopravanzo, invece di accumulare, di-

modo che il beneficiato defunto avea for- stribuiranno a'poveri: Ilabitantes enini
se colpevolmente trascurato di adopera- in terra salsuginis (Job. 3c)), panperes
re. Laonde in questa pratica degli spogli, scilicet, clamorem non audient exaclo-
e nella citata bolla che ne regola l'uso, ris". Osserva il Marchetti, che il ripiego
chiunque abbia lieve tintura di spirito ec- non si può negare è bellissimo, e che a-
clesiastico, non potrà non confessare in- vrebbe tolto ogni querela sugli spogli, se
genuamente col p. Tomassino, De velus l'amor del denaro e de'parenli, anziché
et nova Ecclesiae disciplina circa bene- buono zelo, non avesse indisposti soven-
ficia et benefìciarios, t. 3, 1. 2, cap. 58, te gli uomini contro que'molesli esatto-
n.°i3:»Che vi si ravvisano in copia i ve- ri. Egli è però innegabile, che questa leg-
stigi di ecclesiastica antichità: ebe la fa- ge dovea essere di uno stimolo incompa-
coltà di poter testare dc'beni della chie- rabile a profondere in vita nel seno ilei

sa è precaria, e accordata per singoiar in- poveri quelle ricchezze, delle quali sape-
dulgenza, non perchè si lasci a'parenti, vasi di non poter disporre a libero suo
ma a'iuoghi pii: che il diritto di Spoglio piacimento alla morte. E io que' luoghi
fu introdotto per metter argine a'seonsi- eziandio, diesi riducono in oggi allo sta-
gliati testamenti de'chiericijco'quali i bc to pontificio, ove gli spogli comprendono
S PO SPO 7
anche le rendite d'alcuni benefizi, duran- questi fosse assoluto padrone, e potesse
te il tempo che sono vacanti; tal pratica, lasciarli per testamento a chi gli piacesse;

oltreché non fu ingiuria a'ilirilli d'alcu- ina dell'entrate del benefizio non potesse
no, si volge anche in vantaggio de'bene- disporre per causa di morte. Dal che ne
fizi medesimi, che vengono in quel peri- segui , che i chierici possessori di bene-
coloso tempo ad avere pronto un custo- fizi tenui non eccedenti le spese, testava-
de, un economo, che ne difenda anco i no di tutto il loro; e se col loro risparmio
l'ondi; e la stessa emulazione serve a sol- avessero avanzato qualche cosa del be-
lecitare i collatori ordinari alla nomina, nefizio, lo riputavano acquistato per in-
ondei benefizi restino vacanti per meno dustria, e ne disponevano all'istesso mo-
tempo che sia possibile, lo che allo spi- do : il che ha introdotto una consuetu-
rito della Chiesa, generalmente parlan- dine iu molti regni cristiani, che benefi- i

do, è conformissimo. A p. too il Marchet- possano testare anche del-


ziati inferiori

ti calcola l'annuo introito degli spoglia l'entrate de'loro benefizi, e non testando,
scudi 100,000, quando cioè pubblicò il succedono in quelli gli eredi ab inlesta-
suo libro nel 1800, quindi uè descrive tojCome anche ue'patrimoniali. Ma quel-
l'uso. lo ch'era lascia loda' vescovi, resta va secon-
Ne' citati articoli dissi abbastanza, co- do i canoni antichi alla chiesa. Dopo ciò
me furono acquistati i beui di chiesa, a iu alcuni regui anche i vescovi per con-
chi fosse commessa la loro cura, e come suetudine acquistarono la facoltà di te-
fossero dispensati ; che iu parte di
noti stare, eziandio de' frutti ecclesiastici, in
quello che si fece quando alla morte del maniera che intorno alt3oo si trovano
beneficiatosi ritrovavano alcuni de'frutti 3 diverse consuetudini di diversi paesi:
non ancora dispostile egli per testamento una, dove nessun chierico poteva disporre
ne disponeva, o se ab intestato passavano dell'entrate de'benefizi avanzategli; l'al-
in altre persone. Mentre beni di ciascu- i tra, dov'erano l'entrate nell'istesso conto
na chiesa era no in comune e governali cou che le cose patrimoniali e proprie; la ter-

un solo conto, certa cosa è che quanto si za, dove i chierici inferiori disponevano,
trovava in mano d'un ministro restava ma quello che restava ai vescovi andava
tuttavia incorporato alla sua massa, e go- alla chiesa. Ne'tempi seguenti al 1 3oo, e
J
vernato dal successore nello stesso mo- come narrai in tanti articoli, i l api man-
do; ma eretti i benefizi ecclesiastici, fu- darono i loro nunzi collettori o altri mi-
rono anche insieme fatti canoni, che qua- nistri pontificii uegli stati o regni dove le
lunque parte fosse trovata in mano del chiese solevano ereditare dal beneficiato
beneficiato alla sua morte fossedellachie- morto, quali prima che fosse fatto il suc-
i

sa: e per la chiesa, se essa era collegiata cessore, applicavano il tutto alla camera
ed aveva comune mensa, fu inteso il col- pontificia la qual cosa succedeva facil-
:

legio o capitolo di quella ; ma se il be- mente, perchè vacando il benefizio uou


neficiato era senza colleghi, per nome di vi era chi per suo interesse contraddices-

chiesa s'intendeva il successore, il quale se; e creato il successore si quietava in co-


doveva quel residuo amministrare al sa fatta cou poca difficoltà. S' incomin-
modo slesso ch'era tenuto l'autecessore ciarono a mandar tali collettori e mini-
defunto, a cui erano avanzati i beni. Co- stri pontificii per tutto dove si poteva ,

s'i si costumò di fare sino al 1 3oo. Ma per- e a chiamarsi quello che restava a'morti
chè chierici beneficiati bene spesso ave-
i col nome di Spoglie; e gli ullìziali pouti-
vano allri beni del proprio patrimonio, cii mandati per esse si chiamarono Col-
ovvero anche acquistali colla propria in- lettori apostolici. Nel regno di Sicilia di
dustria e arte, fu insieme detto, che di qua dal Faro ossia Napoli lo spoglio fu
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istituito tardi, poiché soggiacendo la re- exarsitUrbanutninleretClemenlemschi'
gioneantieamente all'impero de' greci, le srna, gravissima Ecclesìae et Galline re-
chiese di essa nella più pai te seguivano la gnodispendiaimportavit.Eranl Clcmen-
disciplina greca stabilita nel concilio di ti cardinales (rigiiila sex etc.Exactiones

Calcedouia, proseguendosi nel dominio fiebanttum vacantium Ecclesiarutn, tutti


de'normauni,svevieangioini,finchèsoito decimarum: haeredes clericorum velie-
re Roberto il Saggio, il Papa Clemente menta- in festabanlitr, corninone bona ad
V cominciare l'esazione e Tinca-
vi fece Ponli/icem spedare debere jaclabanlur,
meramento degli spogli a vantaggio della connivente ad haec omniaAuduuii duce,
s. Sede e sua camera apostolica, esatti dai regni reeiore, quem et praedae consor-
pontificii nunzi, ma tali spogli erano as- fcmsujoicaèrtnffcr. E seguita a direbbe se
sai limitati. A(Fermanoalcuni,chegli spo- qualche vescovo veniva alla fine de'suoi

camera apostolica non


glia favore della giorni, volavano subitoi collettori esuceol-
ebbero mai luogo in Germania, doghe- lettor' ilella camera apostolica, per tras-
ria, Polonia, Portogallo, isola di Sicilia portarequanto colui aveva acquistalo di
eMilano: l'asserzione patisce diverse ec- mobili,benchèsi dovevano probabilmen-
cezioni, non per le prescrizioni che furo- te agli eredi, o agli esecutori testamentari,

no generali, ma per la ripugnanza di di- né permettevano che si spendessero in ri-


versi sovrani e de'loro ministri. Nel i 3j8 parazioni, pur troppo necessarie. Ma re
insorsecontro Urbano VI, l'antipapa Cle- Carlo VI venutomela, fece argine all'in-
inente \ Il che die origine al gran Sci- trodottocostuaie,lamentandosidiciòper-
snia [V.) d'occidente, e recandosi in Avi- che i vescovi diFrancia potevano far testa-
gnone vi stabilì una cattedra di pestileu- mento per consuetudine antica; egli ere-
za, riconosciuto e ubbidito da principi e di erano costretti dal regio giudice di speu-
nazioni, gii altri restando nell'ubbidienza derle nelle riparazioni intermesse. Laon-
d'Urbano VI. Il vescovo Sarnelli, Lette- de Carlo VI con editto deli 385 proibì
re eccl. t. ó, lett. l\i Delle spoglie che
: gli spogli, ordinando che gli eredi succe-

si esigono da' succollettori apostolici, ri- dessero, così in essi come ne'beui patrimo-
ferisce che lo spoglio è antichissimo, co- niali. Alessandro V creato nel 4°9i cor» 1

me quello che si faceva prima da'vesco- sua legge rinunziò al diritto degli spogli

vi, ed anche dagli abbati ai loro sudditi qua dal Faro, non
nel regno di Sicilia di
(tuttora religiosi e
\ le religiose in morte so- che Papa Mar-
alle riserve de' benefizi.

no soggetti allo spoglio iu favore del prò- tino V eletto nell4' 7> dopo l'estinzione
Brio monastero, convento e ordine); l'o- dello scisma, nel celebre Sinodo di Co-
a
rigiue di quello che si fa dalla s. Sede si stanza, nella sessioue 43. che tenne a'23
deve attribuire a quell'orribile scisma che marzo i /±i 8, oidi nò che ni uno potesse ira*
avvenne fra Urbano VI e il falso Clemen- porre le decime, fuorché il Papa col con-
te VII. Imperocché questi che risiedeva sigliode'cardiuali e prelati; proibì di con-
ili Avignone, nonavendo patrimonio del- tribuire ul Papa, ovvero alia sua camera
la chiesa romana in Italia, con cui potes- apostolica, le reudite delle chiese vacan-
se mantenere 3Gsuoi anticardinali(lecui
i ti, ed annullò tutte le riserve e le dispense
notizie riportai ad Avignone), cominciò concesse a'ehierici per possedere benefizi,
a risei baisi con Risei ve (P.) i benefizi più che richiedono gli ordini sacri. Papa Ni-

pingui, e le spoglie così de'vescovi, come colò V a' 3o agostoi453 pubblicò una
degli abbati e de' beneficiati. Riporta il bolla contro Cerata ni, ossia
i falsi col- i

cronista di Francia nella vita diCarlo VI ne parla ancora l'Alberti nella


lettori, e

all'anno i38 i , ed il quale col regno parteg- Descrizione d' Italia, dicendo le notizie
giava e riconosce va Clemente Vili Quo4 dell'Umbria. Pio 11 nel 1 463 tentò di ap-
S P S P o g
propriarsiglispogliinFrancia,a)oinvano, que regno e dominio, così di qua come
violandolo se velameli te re Luigi XI. Con di là du'i non ti, quantunque non si ni ornai

bolla deli.* gennaio 1 474) ^Lu Unìver- stali deputali collettori in quelli :dichia-
salis, Sisto IV almeno
liberò i cardinali, l'andò esecutoredi queste sue disposizioni
in parte} dalla legge dello spoglio dovuto ilcardinal Camerlengo di s. Chiesa (l'.) }

alla camera apostolica; ma nel 1479 P er coroecapo della camera apostolica. Il sue-
morte del celebre cardinal Ammelmali cessole Giulio III accordò alcune limi-
vescovo di Pavia, s'impadronì delle 8000 fazioni, ed ampliò il privilegio diSislolVifi
doppie d'oro clic teneva ti n'banclneri, e favore degli spogli de'carclinali colla boi'
ne die parte all'ospedale di s. Spirito. Cle« la Cupientes, de' io marzo i55o, Bull.
incute VII determinò che gli ornameli- cit.[ì. 'iGI; Indultacurialium,ct incola-
ti che usano cardinali nelle cappelle pon-
i rum Urbis dispone/idi decornili bonis in
lilicie, mitra, piviale, pianeta e altri, do- Urbe, ete/usdislrictuexistentibut,eliam
pò la moite si consegnassero alla sa-
loro ex fructibus honorum Eccicsiaslicorum
greslia delle medesime. Questo Papa, pel acquisi tis 3 et ad f.ivorem incapacium.
tremendo sacco di Uouia del 027 essen- 1 Et fiicultas proxintiorum in illis succe-
dasi indebitato, impose le decime t lospo- dendi ab intestato. A p. 269 di detto Bull.
gì io al regno di Sicilia, dando il Regio Exc- si legge di Giulio III il moto-proprio Cimi
auatur lo stesso Orange che aveva espu- sicutnobis,de'26 giugno i55o: Fructus
guata Roma ed era diveuuto viceré di Si- beneficiortim tempore obilus benefteia-
cilia, però colla clausola die l'esecuzio- tortini eliam Cardinalitim inexacti, ad
ne si facesse per quos decel. In molle re- successores in beneficiis, et non ad hae-

gioui fu introdotto l'uso delle Spoglie e rede.s spedante in locis in quibus non de-
continuato sino al secolo XVI, quando putantur a R. Cam. Apost. Spoliormii
per l'estorsioni de'collettori crebbe cosi Colleclores: Et ornameiilaCapelhicCar-
la querimonia di molti, che alcuni ebbe- dinalis defuncti dehentur eideai Carne-
ro ardire di opporsi apertamente e ne- rae, una cum predo Annuii. A p. 270
gare che le spoglie de'chierici morti toc- vie lai .'
declnratio ili tale moto-proprio,
cassero alla camera del Papa. Perlocchè col moto-proprio Dudumex, pubblicalo
1
Paolo III colla bolla Romani Pontifici* ,
a'4 agosto i55o. A 271 si legge fa 2.'
p.
de'23marzoi542, Bull. Rom. t.
4) par: 1, declaratio, col moto-proprio Cum au-
p. 206, fu il i.°clie con legge generale ap- tetti, pubblicato a' 1 8 giugno i55i. Pao-
propi io alla camera apostolica le spoglie, lo IV col moto-proprio Cum sicut acce-
ed frutti delle vacanze de'beuelizi; di-
i pitnus t di cui parlai nel voi. LX, p. 192,
tendo die alcuni curiosi, per usurparsi accordò «'fratelli del cardinal Girolamo
le camera apostolica e de-
ragioni della Veralli 1' esenzione di pagare alla carne-
fraudarla, mettevano in dubbio se be- i ra apostolica 5oo ducali d'oro per V a-
ni de'prelati e di altre persone ecclesia- nello cardinalizio, e gli spogli che leap-
stidie chiamale Spoglie, appartengono partenevano, e consegnare alla sagre*
di
alla camera, per non esservi alcuna co- slia pontificia le suppellettili sagre di sua

stiluzioue apostolica che gliele applichi; cappella, oltre leregalie propriedcllecon-


sebbene dall' aver mandali collettori in fraternite oe'cuochi e palafrenieri. Altre
diversi luoghi appariva chiaramente es- limitazioni sugli spogli non concesse Pio
sere slata mente della s. Sede di risei- IV, come pretesero alcuni, dappoiché II-
varli e appropriarli alla sua camera. Per- no a lui le Spoglie non comprendevano se
taulo dichiarò, ordinò e costituì, che alla non quello che si ritrovava alla morte del
camera pontificia appartengono le Spo- chierico e cavato dalle entrate ecclesiasli-
glic di tutti i chierici morii in quuluu- che;ma egli emanò le seguenti prof videa-
, 3

io S P O S PO
ze, colle bolle Grave Nobis, de'sG mag- S. Pio V autorizzò i beneficiati a implo-
gio 56o, Dutl. cit. t. 4» P a '« i> p. 8
1 1 : rare la facoltà di testare e disporre de'lo-
Spoliapersonarum Ecclesia sticarum,de roavanzi,anchesui frutti de'benefizi, che
eorum bonis, etiam adfavorem locoruni sono spogli devoluti alla s. Sede, per di-
pìorum absque Sedis aposlolicae licen- sporne in cose di carità e di religione; di-
tia disponenlium, spectant ad R. C. A- chiarando di non essere soggetti agli spo-
poslolicam ; Cupienles unicuique fusti- glique'beuelìciati che la loroentrala non
tiam, degli i i ottobre i 'j6o,lococit.p. 4>: eccedeva annui ducati 3o d'oro, e per-
Judices causarum benefìcialium, vel cri- ciò non bisognosi dell'indulto di far te-
minalium privalionem beneficiorum con- stamento. Quanto a'sagri utensili de'car-
cerncntium, eorumque affines, et fami- dinali, che pri ma apparteneva no allo spo-
Hares, beneficia illa impetrare non pos- glio, meglio ordinò che si classerò alla sa-
si/il j Decens esse censente*, i\e'5 novem- grestia della cappella pontificia, con quel-
bre 56o, loco cit. p. 58 De Spoliis eie-
1 : le eccezioni e norme che riportai nel voi.
ricontai ob illicilam negocialionem , et LX,p. 92 1 e seg, Gregorio XIII neh 57
de indultis curialium, et incolaruni al- accordò a' vescovi non molto facoltosi del
vine Urbis super dicti Spoliis ; In su~ regno di Napoli, gli spogli appartenenti
prema mililantis Ecclesiae, cle'5 novem- alla camera apostolica; e di quelli dello
bre 564, lococit. p. 207: De Spoliis eie-
i spagnuolo card inai Spi uosa, morto in Ma-
ricorum,extra residentiam decedentiuni. drid, parte ne assegnò alle domenicane
Adunque con queste bolle Pio 1 V dichia- de'ss. Domenico e Sisto di Roma, e par-
rò, che sotto il nome di Spoglie, per tut- te in Ispagna a diverse opere pie. Quia-
to il mondo, per tutti i domimi di qua e di colla bolla Officii nostri, de'2 1 genna-
di là dii'monli e da'mari, sono della ca- io! 077, Bull. Rom. par 3, dichiarò
t.
4,
rnei a apostolica, e per esse s'intenda an- che gli spogli de'regolari extra clauslra
che lutto quello che il chierico acquiste- vaganduni, spettavano alla camera apo-
rà per mercanzia illecita, o in altra ma- stolica, giusta la costituzione di Paolo III

niera contro i canoni; cosa che compren- e di altri predecessori. Nel 1 586 Sisto V
deva assai, perchè mercanzia illecita chia- stipulò una convenzione, colla quale ca- i

mavano dove la cosa la qua! si compra pitoli del regno di Napoli si obbligarono

tal si vende; e siccome dai canoni sono ogni annodi pagare alla cameraapostoli-
proibiti a 'chierici molte sorta de' giuochi ca una somma pegli spogli in vita, restan-
usatiemolte.?ert'f7ù, per le quali si acqui- do a'beneficiati libera facoltà di disporre
stava assai, cosi ritornava per questo al- in morte, eccettuati benefizi concisto- i

la camera apostolica molto vantaggio, riali, di vescovati e abbazie sulle quali il


che bene al certo sarebbe riuscito ingen- Papa si riserbò di fare lo spoglio in mor-
te se le bolle delie Spoglie a vesserò avuto te. Dichiarò Paolo V colla bolla In emi-
in tera,u ni versa le,cos tante esecuzione. Nel nenti, degli 8 aprile 606, Bull. cit. t. 5,
1

1 567 s. Pio V pubblicò la bolla Romani par. 3,p.ig7: Privilegia curialium, in-

Pontificis providenlìa, de'3o agosto e già colatimi E ibis, et civium romanorum,


ricordata: Spoliorumnomine ad R. Ca- in ipsa Urbe, et intra decem milLaria
rneram Apostolicarn spectiintium, non (iwn lamem extra resideuhamyleceden-
veniunt ornamenta, et paramento, Ec' iium,quo ad disposi tionem et successio-
eie sturimi, ncc suppell clilia domestica. nem suoruni honorum ibidem existen-
Neque bona clericorum qui ,
beneficia, ffum.UrbanoVIII colla bo\\a Aequum est,
ani pensiones non excedentes summatn de' 9 luglio G4^> Bull. cit. I. 6, par. 1,
1 1

ducatorum triginta habucrunt, sed eo- p. 336, meglio stabilì gli utensili sagri
turii Ecclesiis dori debcut. Come cLssi .spettanti alla sagrestia pontificia dopo la
SP o s 1» o ..

morie tic* cardinali, abrogando le facol- cit. 1. 1


1, 324, dichiarò e am-
par. 1, p.
tà che godessero. UNovacs nella Storia pliò quella d'Innocenzo XII sopra l'esen-
di Alessandro /'//del iG55, racconta zione a' vescovi del regno di Napoli degli
che abolì commissari degli spogli, qua*
i i spogli dovuti alla camera apostolica, re-
linella morie de' vescovi aveano la cura stando questa perciò priva ti' una nota-
di prendere a favore della camera beni i bile rendila, per silfatta completa estin-
da loro lasciati, poiché lontani dagli oc- zione. Avendo Benedetto XIII concesso
chi del principe, molti abusi cominelle- al cardinal Accora in boni la facoltà di di-
vano. Indi rimise all'arbitrio di ciascun sporre degli utensili sagri per chiesa o
"vescovo il comporsi intorno allo spoglio, cappella pubblica di luogo pio, in vece il
nel che stabilì varie regole di equità sin- cardinale li lasciò all'oratorio privalo di
golari, ordinaudo insieme, che in tratta* sua famiglia a Spoleli. I ministri della ca-
re siffatte composizioni non s'intromet- mera apostolica pretesero di doverli pren-
tesse il tesoriere, ma il solo datario. In- dere per la sagrestia pontificia, ed il pre-
nocenzo XI colla bolla Inscrutabili, dei
1 lato tesoriere deciie che si dovessero con-
28 gennaio 1694, Bull. cit. t. 9, p. 34 1> segnare a' succol lettori. Benedetto XIV
considerando la povertà delle chiese del approvò la risoluzione, eccettua ndoi can-
regno di Napoli, ad istanza del concilio delieri, bacili, boccali d' argento, a
i i

provinciale di Benevento, abolì lo spo- seconda del decretato dai predecessori^


glio de' vescovi e altri ordinari del me- colla bolla Inter ardua*, dei 22 aprile
desimo, e ordinò che potessero testare so- I rj\c),Bull. Magn. t.i8,p. 26, esorlando
la meo te a benefìcio della cai tedia le e delle i cardinali a ricordarsi delle loro chiese,
parrocchie, non ad altra opera pia; e pur- a tenore dello statuito dal concilio di La-
ché morissero nella propria residenza, e lerano V, e dalla bolla di s. Pio V. Nel
d isponessero dell'entra te raccol le esalte, 1 753 Benedetto XI V concluse il concor-

non de'frutti pendenti ceusi non esatti; dalo colla Spagliaci'.), e con esso eslime
che se non volessero o non potessero di- la controversia sugli spogli e frutti del-
sporre, possano ciò fare successori a lo- i le chiese vescovili vacanti di quella mo-
ro arbitrio e col consiglio del capitolo, narchia, applicandoli a quegli usi pii che
il quale morto il prelato deve fare legale prescrivono i sagri canoni, e prometten-
e fedele inventario di tutto. Apprendo dal do di non concedere più la s. Sede indulti
ricordalo No vaes, Storia di Clemente XI, per testare; perciò il re reintegrò la ca-
che nel 7 1 1 iil Papa scrisse a'capiloli di mera apostolica, pel danno che riceveva,
Saragozza e Tarragona, proibendo loro con corrispondente somma. Nel t. 1, p.
d'acconsentire che regi ministri met- i 227 Bull. Rom. contasi legge l'epistola
tessero le mani sugli spogli de' rispettivi enciclica Cum priinum, de' 1
7 settembre
arcivescovi defunti, uè prendessero l'ani- 1759, da Clemente XIII diretta a tutto
iiiinislrazionedi quelle vacanti chiese, ma l'episcopato, Super observanlia canoni-
riconoscessero soltanto per legittimi am- cariali sanctionum adversus clericos ne-
ministratori di essi quelli che il tesoriere gociatores et saecularibus negotiis seim-
pontifìcio, collettore generale degli spo- miscentes editarumj confermando il di-
gli, avesse con 1' autorità apostolica de- sposto di Pio IV: Qttod clericorum bo-
putati. Nel pontificalodi Clemente XI vi na ex illicila negociatione quaesita ad
furono variecontroversie tra las. Sede e i Canterani Spolioruui perlincanl jussitj
redi Sicilia e d'i Sardegna (/^.),pegli spo- nonché quello d'Urbano VIII, Clemente
gli de'regui di Napoli e Sicilia, della Sa- IX e Benedetto XIV. Pio VII colla boi-
voia edel Piemonte. Benedetto XII] colla la Nuper nobisjde 23 giugno 1807, Bull.
bolla&zcro.$rtrcc//,de'i51uglioi724,£^/. Baal. cont. 1. 1
3, p. 1 67, dispose: lieintc-
2

1 SPO SPO
gratto conslitiuìonis Pii V,cuju<; para- di testare, sembralo, die ridondereb-
ci è
incuta sacra adlubita ab Episcopi* devol- be a maggior decoro di questa s. Sedi: se
vini tur post co rum abituimi d ecclesia* ca< d'ora innanzi le rendite deglispogli alme-
thedrales, guibus praefuerunt. Trovan- no in parte fossero convertile in spese per
dosi l'erario della congregazione di propa- la propagazione della fedecatlolica. Laon-
grnul;i//(/c depauperato perle lunghe e pò- de udito il diletto figlio Cesare Guerrieri
liliche viccndc,oud'era impotente a soste* nostro vigilantissimo tesoriere e collet-
nei e i pesi inerenti alla santissima propa- tore generale degli spogli, sull'esempio
gazìone del cristianesimo, a riparare tali di Gregorio XV, eil a seconda delle let-

angustie pecuniariePio \ Ileol molo pro- tere apostoliche di Paolo 111, Pio IV, s.

prio Calholicae Fida propagatione, dei Pio V, Gregorio XIII di fel. me., e di al-
i () giugno 1 8 7, Bull. Poni, de Prop.fì*
r triromani Pontefici, relative a'dintli de-
de t.2, p. 32 2, e Bull. Pioni, cont. 1. i4, gli spogli,ed avendo cpii per espresso il
p. 32 7, dispose. « I nostri predecessori tenore e date delle medesime, di moto
Ita uno in ogni tempo atteso con tanto im- proprio, uon ad istanza altrui, ma di cer-
pegno e premura alla propagazione del- ta scienza e colla pienezza dell'apostolica
la lede cattolica, che giustamente hanno autorità, tali quali sono al presente go-
sempre riguardato un tale aliare corno duti dalla camera apostolica i diritti degli

priocipalissimo, e proprio della s. Sede. spogli, ora alla suddetta congregazione di


Quindi Gregorio XV di fel. me. colla sua propaganda fide a beneplacito nostro e
celebre costituzione 7/i£cru&z£//i divinile li attribuiamo, in-
dei nostri successori
providentiae, de* 22 luglioi622, istituì corporiamo, npplichiamo,collo slesso pri-
la particolare congregazione de propa- vilegio di mano regia, e con tutti gli al-

ganda fide, e le assegnò alcune rendite tri diritti e favori nell'esazione degli spo-
del ia ca in ei a apostolica, a Uniche pi il pron- gli da camera apostolica finora pos-
essa
tamente si avanzasse l'impresa, e la cri- seduti, talché la medesima congregazio-
stiana religione facesse di giorno in gior- ne si reputi pienamente surrogala e so-
DO nuoveconquiste.Ma perle passate pro- s:i lui ta in luogo della camera apostolica,

si sono diminuiti
cellose vicende tanto i a tutti e singoli gli effetti di ragione se-
pioventi della medesima congregazione, condo il piacere nostro e de'nostri suc-
che non può più,couie per lo innanzi, pa - cessori. Eccettuiamo poi da tale applica-
gar pensioni a' vescovi e vicari apostolici, z.one, ed in perpetuo riserviamo a favo-
somministrare stipendi agli operai evan- re della nostra camera, sì l'ereditàdi qua-
gelici, né ripristinare il collegio Urbano lunque persona muoia ab intestalo senza
per l'istruzione degli alunni, e sostenere legittimi eredi ed altri beni vacanti, si

altri simili pesi, non senza gravissimo dan- qualunque diritto ed azione già devo-
no della propagazione della fede cattoli- luta alla camera apostolica, o che potes-
ca. Appena pertantoavemmo contezza di se in avvenire ricadérle colla eventuale
tali -.venture, sollecito volgemmo il pen- soppressione di qualche vescovato, abba-
siero a' mezzi di ripararle, e di provve- zia, cappellania, od altro qualunque be-
deva importante negozio. Riflettendo
si nefizio. La stessa eccezione facciamo dei
in line che diritti degli Spogli,dd più no-
i beni ahbaziali delle Tre Fontane, la di
stri predecessori applicali alla camera a- cui amministrazione, durante il tempo
postolica, appartengono principalmente o della vacanza, vogliamo che continui ad
a fruiti di beuefizi ecclesiastici vacanti, appartenere al diletto figlio nostro teso-
o a beni di persone siano regolari fuori riere generale prò tempore, e suoi suc-
di chiostro, siano ecclesiastiche fuori di cessori ad arbitrio nostro e di questa s.
residenza, sia che rnuuiatiu acuza. (acuità Sede. Cuuiuudiuujo inoltre che lucougre-
3

SPO SPO 1

catione di propaga nda //V/<? debba di tricn- scientemente o ignorantemente fosse per
nio in triennio esibire al nostro tesoriera intentarsi. Non ostante etc... Castel Gan-
cenei tAtpro tempore il rendicontodi tutti dolfo li i
g giugno S 7. Più» VV. III."
i
1

i frutti, ossia dell'annua rendita de'me- Già nel voi. XVI, p. a53e ?.'" {> parlai dì

desimi spogli, ed in fine di ciascun trien- quanto precede e seguì alla cessione dei
nio pagare alla prefetti camera apostolica diritti della camera apostolica sugli spo-

la somma, che ecceda r>o,ooo scudi, dai gli, alla congregazione di propaganda fi-

compensarsi co'frutti de Luoghi di mon- de, e che non vi è mai eccellenza d'in-
ti non vacabili spettanti alla predetta con- troito al supposto prodotto; non che feci

grega rio ne, sebbene il fruttato degli «[togli cenno del cardinal prefetto dell'economia
del precedente triennio non fosse giunto presidente dell azienda generale della re-
a ditta somma di qo,noo scudi, tua fosse verenda camera degli spogli. Si può dire
ariti stato molto minore. Finahnenle,the che la carica di prefetto dell' economia
la stessa congregazione sia tenuta non so- della congregazione di propaganda fide
lamentea pagare le pensioni, esnstenere gli fu istituita colla fondazione della medesi-
altri pesi, che attualmente spettano alla ma nel 1622, ciò che semina naturale,
cassa degli spogli, ma ancora servirsi nel- trattandosi di dar vita a un grande sta-
l'amministrazione di essi spogli del com- bilimento, si dovea pensare a'tnezzi per
putista e degli altri ministri camerali alla farlo sussistere^ alla persona che ne pren-
medesima ora addetti, cogli stessi emolu- desse una cura specialee immediata; tari-

menti che al presente percepiscono, e ve- lo più che ubertose furono le renditeche
nendo a mancare i primi, sostituir loro si formò la congregazione rapidamente,
gli altri secondo i gradi d'anzianità con come ripetei a Stamperia di propagan-
quel maggior stipendio che godeva il de- da fide, e ove riparlai del prefetto dell'e-
funto, e di ciò prescriviamo l'osservanza conomia per l'ingerenza che ha pure sulla
finché vi rimarràqualcuno di delti officiali medesima. Nella primitiva origine della
camerali. Per la qual cosa incarichiamo congregazione, un solo cardinale là pre-
e commettiamo al R.mo cardinal Scotti siedette, che fu il cardinal Sauli, al quale
prefetto dell'economia di detta congre- tutto era commesso, o si trattasse di ma-
gazione, e a'di lui successori in tal oflicio, terie economiche o delle missioni, inizi
d'invigilare attentamente all'esazione e gli fu aggiunto altro cardinale da cam-

ricuperazione di tali spogli, e fedelmente biarsi ogni 4mesie tu chiamalo mensario.


eseguire tutte lealtrecoseda noi qui sopra Questo slato di cose fu però di breve du-
ordinate. Decretando, che tutte e singole rala, poiché divise le attribuzioni, ed elet-
cose contenute ed espresse nel presente to a prefetto generale il cai (linai Ludovi-
nostro molo-proprio, (ino a tanto che non si, al cardinal Sauli non restò che l'eco-
venga da noioda'nostri successori rivoca- nomia dello stabilimento. In seguito e nel
no per essere valide estahili,e debba-
lo,sia 1 638 altri due cardinali stabili si aggiun-
no osservarsi stabilmente ed inviolabili sero, e tutti uniti insieme dierono prin-
menteda tutti esingoli coloroa'quali spet- cipio a'congressi per risolvere le cose me-
ta, ed in futuro in qualunque modo spet- no rilevanti, riportandosi quanto era di
terà. E cosi non altrimenti da qualunque maggior importanza alle congregazioni
giudice ordinario e delegato, ancorché u- generali. Alessandro \ li variò quest'or*
ditore delle cause del palazzo apostolico dine di cose, ed alla congregazione che
o cardinale di s. r. chiesa, ovunque debba si teneva ogni 4 mesi, altra ne sostituì
giudicarsi e definire, dichiarando irrito di G cardinali e di due prelati della con-
e nullo tuttociò che al contrario su queste gregazione. L'epoca poi della definitiva
cose da chiunque con qualsiasi autorità istituzione del cardiuale prefetto econo-
.
4 s P o S P o
tu'ico, si può attribuire a Tnnnccn/o XI Grotta Ferrata raccontai come Leone
del i (irli, dal quale il cardinale che so- X 11 nel 1 8 2 4a (lido ni l'azienda degli spogli
vrastava all'economia ricevè grandi fa» l'amministrazione de'beni di quell'abba-
colla, tra le quali quella di poter sceglie- zia, e poi restituendola a'monaci, a questi
re alcuni ministri particolari. Allora pur impose a favore dell'azienda l'annuo ca-
la concessione di siffatte facoltà al pre- none di scudi Gooo,per beneficare il Papa
fetto dell'economia, cessò del tutto la ca- e successori con pensioni i benemeriti ec-
rica del cardinal mensario, non che de- clesiastici, e per assegnai e mensili stipendi
gli altri per turno. Fu però ordinato che a'parrochi di Roma, per supplemento di
ogni due mesi si tenessero congressi, a cui congrua. Nel voi. XII, p. 54 e 128, rilevai
doveano intervenire il prelato segretario come Leone \11 conferì la commenda
co' soliti ministri, come tuttora si pra- abbaziale delle 3 cappelle propinqua alla
tica. Dipoi l'autorità del prefetto econo- chiesa di s. Gregorio al capitolo di s. Maria
mico non sembra che ampia e fosse tanto Maggiore, le cui rendite amministrava

indipendente, perchè in forza d' un de- l'azienda degli spogli. Gregorio XVI a'6
creto del 727 si dovea ogni anno tene-
i settembre 832 fece pubblicare dal car-
1

re una congregazione generale sullo sta- dinal Cernetti prosegretario di stato la


to economico: iJ prefetto dell'economia seguente circolare riprodotta nella Rao-
era ih.°a riferire esponendo lo slato at- colta delle leggi t. 5, p. 5o4, colla quale
tuale economico, l'entrata e l'esito, i fon- si dichiara cessata la giurisdizioneconten-
di , i bisogni , e la piena congregazione ziosa de'succollettori o commissari degli
de'cardiuali prendeva l'opportuno par- spogliasi stabiliscono le massime in pro-
tito, quindi restava al prefetto dell'eco- posito. «Sul dubbio, insorto se la giuris-
nomia il potere esecutivo. Nell'articolo dizione contenziosa che esercilavasi in
Congregazione di propaganda fide ri- passato da' snccollettori degli spogli sia
portai la serie dei cardinali prefetti ge- colpita da'nnovi Regolamenti Giudiziari,
nerali e de'segretari dellamedesima, que- la Santità diXostro Signore ha dichiarato
sta compiendo a Segretario della con- e disposto quanto segue. i.°La giurisdi-
gregaziose di propaganda fide; registrai zione contenziosa de'succollettori e com-
ancora alcuni cardinali prefetti dell'eco- missari degli spogli è cessata. 2.°Non vi
nomia e quelli che riunirono la presidenza è bisogno del ministero de'giudici o tri-
degli spogli, cioè cardinali Scotti, Er- i bunali affinchè la camera degli spogli, e
colani, Riario-Sforza, e Mattei. A questo per essa la sagra congregazione de pro-
successero: nel 1 84^ il cardinal France- paganda fide cessionaria de'raedesimi a
sco Saverio Massimo, nel 1 843 il cardinal forma del molo-proprio della sa. me. di
Luigi Amat eli s. Filippo e Sorso, nel 1S47 Pio VII in data 9 giugno 817, acquisti
1 1

il cardinal Lorenzo Simonetti, nel 1 852 il possesso de'beni che appartengono ai

il cardinal Pietro Marini. Nel Concor- vescovati e benefizi vacanti, ed a'regolari


dalo tra Pio rile Ferdinando Ire delle che muoiono extra claustra. Questo pos-
dite Sicilie (^.), fu soppressa in Napoli sesso si trasferisce nella camera degli spo-
la regia amministrazione degli spogli e gli, e per essa nella congregazione depro-
delle rendite delle mense vescovili, ab- paganda fide , minislcrio juris , appena
baziali e altri benefizi vacanti; con so- avvenuta la vacanza de' vescovati o be-
stituzione di amministrazioni diocesane nefizi, o la morte dei regolari fuori del
per l'erogazione de'frulti de'benefizi va- chiostro. 3. "Potranno quindi i succollet-
canti. Qui noterò,che se negli altri concor- tori o commissari in nome della camera
dati furono presedisposizioni sugli spogli, degli spogli, e per essa della congrega-
non mancai di riportarle. Neil articolo zione de propaganda fide, prendere di
e

S P o S P O i ^
propria autorità il materiale possesso dei quindi un tempo egli solo li dava che : se

medesimi beni, tanto stabili cbe mobili poi concesse la facoltà d'investire anche
o semoventijSenza ministero di giudici o agli ordinari, nulla perciò viene tolto del

tribunali, e senza premettere alcuna ci- di lui supremo potere, cbe esercita pure
tazione o intimazione. 4-° Tutte le cause il diritto di Riserve apostoliche, con di-

o controversie cbe risguardano in qualun- vieto agli elettori, collatori o padroni dei
que modo l'interesse della camera degli benefìzi di procedere alla loro elezione o
spogli, saranno tratta te e decise co me cau- collazione. Tra'trattatisti di questo grave
se fiscali, in conformità del regolamento argomento ricorderò: Guglielmo Rcdoa-
particolare per le cause del lisco e della no nunzio di Gregorio Xlll a Napoli e
camera apostolica promulgato il joltobre vescovo di Nebbio, Tractalus diversorum
i83i,e colle norme prescritte nel titolo de, Spoliis ecclesiastici* , Uomae i 7(i8 ,

xi del Regolamento di procedura, e nel- i6ig,i65o: egli è pure autore detrat-


l'ordine circolare de' 3o maggio scorso tati De Simonia: De. alienaliunibus re-
:

n.° 8Go4- " Per le disposizioni ordinate


i rum ecclesiasticarurn. Francesco Mazzei,
daGregorio XVI epubbiicated.il regnan- De legilimo actionis Spolii usti conimeli-
te Pio 1 X nel i84? co breve Qnum Ulud,
' tarius, Iiomaei 773. Quest'opera fu lo-

fu provveduto meglio agli utensili sagri data dalle Effemeridi letterarie di Roma
de'cardinali ede'vescovi nella loro morte, di tale anno 11. ° 1 6. Lodovico Tomassino,
sia per lo spoglie di essi appartenente al- Vetus et nova ecclesiae disciplina circa

la sagrestia pontifìcia, sia a quella delle beneficia et beneficiario*, Venetiis 1 730.


loro cattedrali, tutto avendo riportato e L. Ferrari, Btbliotheca:Spolium. Quanto
con dichiarazioni in fine dell'articolo Sì- poi allo spoglio de'giudizi civili, eh' è di
giusta del Papa. Difendono i canonisti il d uè specie, giudiziale e stragi udizi ale, ossia
gius delle Spoglie con questo fondamen- l'esecuzione di qualche mandato, con ag-
to, cbe il Papa sia padrone di tutte l'entra- giudicazione di roba odi beni, si può ve-
te ecclesiasticbe; e quelli cbe parlano più dere Villetti, Pratica della Curia roma-
moderatamente, dicono amministratore: na, 1.
1
, cap. 3; non che il citato Ferrari,
per la qual dottrina si è anche introdotto Spoliator, Spolialus. Ora passerò a'cen-
in Roma, cbe se alcuno ha mai posseduto ni sulla Reverenda Camera degli spogli,
indebitamente qualche benefizio, ovvero sui diritti della medesima, di cui è ces-
in altro modo danno alla chiesa,
recato sionaria la congregazione di propagan-
ricorre e si accorda colla camera apostoli- da fide.
ca, e fatto l'accordo e pagato ed osserva- La rev. camera degli spogli in rappre-
to quanto convenuto ogli fu imposto,
si è sentanza della s. Sede, in origine eserci-

ognuno dice che del rimanente sia asso- tava i suoi diritti in Roma e nello stato
luto padrone e lo possa lecitamente te- pontificio, ed ancora in quelli di altre na-
nere come suo, perchè il Papa è o pa- zioni, come nel regno di Portogallo, in
drone o amministratore uni versale; e que- quello di Napoli ed in altri stati. In Ro-
sto chiamano comporsi colla camera a- ma e nello stato pontificio il prelato te-

postolica: il che viene anche esteso molto soriere collettore generale degli spogli a-
ampiamente, sicché quelli cheo sanno in vea in ciascuna diocesi il suo commissa-
coscienza o dubitano almeno di aver co- rioo succollettore, scelto dal grembo dei
sa che loro non appartenga, o non sanno capitolari dellechiese cattedrali. Negli al-
a chi restituirla, fanno la composizione, tri stati i nunzi erano rivestiti della stes-

della quale vado a parlare. Certo è, che sa qualifica di collettori generali, ma do-
il Papa baia plenaria podestà di conferire po molto tempo e inconseguenza de'ro/z-
i beuefizi ecclesiastici in tutto il mondo; cordatio altre speciali concessioni de'Pa-
16 SPO S P O
jii, cc^'i li i. Sede da M'esercitare in essi la chiesi , il vescoTo, i chierici, i poveri
tali diritti, i quali rimasero limitati (co- ec, quando già era decaduta la discipli-

me lo sono al presente) unicamente also- na della vita comune; finalmente dal par-
lo slato papale, e i redditi che ne deriva- teggio delle oblazioni e delle rendite si

vano erano devoluti a profitto della ca- passò a quello de'fondi e beni immobi-
mera apostolica e suo erario. Pio VII per li, ed a questa divisione si die il titolo di
contribuire al fine sublime della propa- Benefìcio ecclesiastico, che per lo più si

ga/ione della fede, volle santificare i me- conferì a' chierici ch'eransi distinti nel
desimi redditi, applicandoli col riportato servire la chiesa; finalmente furono isti-

molo-proprio a vantaggio della congre- tuite le Pensioni ecclesiastiche (/'.), che


gazione di propaganda, nominando il suo sono porzioni de'frutti che si ricavano dui
cardinal prefetto pio tempore dell'eco- beni di chiesa o da un benefizio ecclesia-
nomia a presidente della Reverenda ca- stico. Adunque c f >' benefìzi furono accor-
mera degli spogli, il quale perciò è rive- date le rendite de beni di chiesa in uni-
stito della qualifica di collettore genera- frutto, o come altri vogliono in uso a 'chie-
le, che prima area il prelato tesoriere ,
rici, ma fu proibito a' medesimi di tra-
e come in passato ha in ogni diocesi i suoi smettere a'Ioro eredi quanto a vesserò po-
buccoI lettori, che sceglie fra i capitolari tuto acquistare colle stesse rendite, divie-
delle cattedrali, in conseguenza di propo- to ch'era ancora in vigore nel secolo V.
sta e informazione de'rispettivi ordinari. Ne'secoli barbari incominciò l'enorme a-
A compenso delle prestazioni de'succol- buso, che alla morte de'cbierici benefi-
lettori , si rilascia loro per emolumento ciati, e molto più de'vescovi, l'ardita e
il 6 per 100 su Ile som me incassale, le qua- cupida plebe correva furiosa a spogliar-
li ogni anno sono tenuti spedire in Ho- ne le abitazioni e gli episcopii, donde de-
ma col rendiconto giustificativo di loro rivò la parola Spoglio. A frenare tanta
gestione; somme che secondo il disposto abusiva audacia, i vescovi oltre le censu-
di Pio V II sono esattamente riservateal- re ecclesiastiche,invocarono l'autorità dei
la congregazione di propaganda fide per principi. Vi fu un tempo che i vescovi e
la dillusione del cristianesimo nelle parti gli abbati pe' primi poterono usare del
Due sono diritti che da re-
degl'infedeli. i diritto di spoglio alla morte de' chierici
motissimo tempo ha la s. Sede, e in sua loro soggetti: quando poi cessò l'avocazia
rappresentanza la rev. camera degli spo- de' difensori delle chiese, per l'avidità di
gli. L' uno cioè dello spoglio personale molti, lo spoglio, almeno de'vescovi e pre-
alla morte degli ecclesiastici di qualun- lati inferiori, passò a'Papi, ossia vennede-
que grado e dignità, e de'cbierici investi- voluto alla s. Sede, cui in appresso ac-
ti de'benefizi ecclesiastici, come pure de- cedettero altresì gli spogli degli altri chie-
gli f\r religiosi secolarizzati. L'altro dirit- rici, della cui origine e progresso già trat-
to totalmente separato e distinto dal i.° tai in principio, e negli articoli indicali.
ossia di amministrare] beni e ricuperare Mancando però una legge certa che at-
le rendite de'benefizi vacanti. Quanto al tribuisse generalmente alla chiesa roma-
diritto dello spoglio personale, dissi già na e alla s. Sede o sua camera apostoli-
chene'pi imi tempi della Chiesa i chierici ca gli spogli ecclesiastici, ed insorgendone
viveano in comune, ricevendo solo gli a- quindi l'enunciatecontestazioni,nel [54-3
limenti da quella chiesa ov'erano incar- vi provvide Paolo III colla suddetta costi-

dinali senza alcun particolare assegno. la tuzione, solennementedichiarando:" Rei


seguito vennero istituite prima le sporgi- etbona hnjtismodi Spolia (ut praeferlur
le o porzioni distribuite tra il clero, indi noncupata) quae post obitmn Praelato-
la divisione delle rendite delle chiese tra rum et personal urn piaedictaium,etiain
S PO S P O i
7
Cardinalati^ lionore fnlgcnlinm, rema- slnto papale per tutti i rispettivi cleri ot-

nebunt ad Cameram Apostolicam, et tennero da'Papi chirografi co' quali ac-


non ad alios in quibuscumque cathedrali- cordarono anche ad essi l'esenzione dallo
bus, ac aliisecclesiiBjCaeterisquebenenciit spoglio personale, mediante però il paga-
spedasse, et spedare, illaque tamquam mento d'una mite annua tassa a titolo di
ad ipsam Camerali] spectantia perpetuo composizione; ed in appresso tutti o qua-
colligi, el recupera ri potuisse et posse at- si lutti gli stessi capitoli inclusivamente
que debere". Quindi L'immediato suc- a'Ioro cleri, altre concessioni conseguiro-
cessore Giulio 111 emanò quelle disposi- no per i frutti inconsunti ed incommisti,
-/ioni già riportate, e di cui riparlerò, per le quali composizioni sono tuttavia in
dire altre parole sulla vacanza de'bene- pieno vigore. Risulta pertanto dal sin qui
laonde parecchi si obbligarono al pa-
li/.i; esposto, che la s. Sede o sua camera a-
gamento d'un tanto all'anno in favore postolica non esercitò il suo diritto di spo-
della camera apostolica, per godere del- glio personale, se non che e come conti-
l'esenzione dello spoglio personale. Quin- nua ad esercitarlo anco al presenterei
di come prima si davano a molti eccle- seguenti casi, cioè: ."A Ila morte de' l'esco-
i

siastici, mediante indulti, particolari fa- vi prelati , quali morivauo o muoiono


i

coltà a testare;manèsilFattecomposizioni, senza essersi composti colla camera degli


né lali indulti, già m mai si estesero oltre gli spogli per una tale esenzione. Peròsilfat-
oggetti e v<jbe,qnae propriae ìpsorum he- to spoglio si restringe a tuttociò che il ve-

neficialorum, etabeis acquisita bona fu- scovo ha lasciato proveniente da'beni ec-

dicanlur, ossia non si estesero mai a'fru t ti clesiastici,né si estende a'di lui beni pa-
inconsunti ed incommisti, e molto meno trimoniali o derivatigli per altro qualun-
agli arretrali di quelli che lasciassero alla que titolo non ecclesiastico. 2. "Alla mor-
loro morte inesatti e provenienti da'beni te degli ex religiosi perpetuamele seco-
de' benefizi; quali frutti inconsunti, in- larizzati, che non avessero riportato la

commisti ed arretrati inesatti, non erano facoltà a testare, o riportatala non se ne


devoluti alla camera apostolica per titolo fossero giovati, onon avessero legittima-
di spoglio personale,ma sibbene/urepro- mente fatto uso della medesima;come pu-
prio,\n conseguenza della vacanza de' be- re degli apostati, ossia di quelli che asci-
nefìzi, i Sede li avea dati,
cui beni la s. tono dal chiostro senza autorizzazione, e
come li conferisce tuttora, ad ecclesiasti- di quelli che muniti di temporaneo in-
ci in usoo usufrutto durante la loro vita, dulto continuarono fino alla loro morte
come meglio dirò poi. Quindi Pio IV col- a rimanere nel secolo dopo cessata la cau-
la citala bolla Gravenobis del 5Go proi- i sa per cui erasi concesso loro il detto in-
bì agli ecclesiastici di qualunque grado e dulto. Lospogliodiquestisieslendea tut-
dignità, di disporre nelle ultime volontà to quanto si riconosce e9seredi loro pro-
delle cose proprie in qualsivoglia modo, prietà, rivestendo la camera apostolica la
anche a causa pia, senza il Beneplacito qualifica di vera erede. 3.° Alla morte di
(V.) apostolico, dichiarando che tali di- que'/'<7/gjo.s7,che a vesserò conseguito una
sposizionierano nulle, e le cose disposte prelatura dell'ordine , come sarebbe il

ricadevano, siccome spoglio, alla camera commissario del s. offìzio, per non dire
apostolica a cui erano esclusi vamente de- di altri, e di questi pure la camera apo-
volute. In vigore di chirografi e brevi pon- stolica ha la qualifica di vera erede. 11 di-
tificii riportarono l'esenzione dallo spo- ritto a carico degli individui notati ne'nu-
glio pei sonalei cardinali, ed i cleri e pre- meri i.° e 3." deriva alla camera aposto-
bendati di Roma, onde tuttora il clero lica in virtù della già ricordata bolla di
i ornano n'èesente;e quindi capitoli dello i Gregorio XIII deli 577, ed a' nostri gior-
\0L. lxix. . 1 2

•> »
i8 S P O S P O
ni confermala da Pio Vili nel 829. 4-° i cezione de' medesimi expircit colla loro
Ila luogo finalmente lo spoglio su tulle morie, senza poterlo trasmettere a chic-
le somme e capitali che avessero pollilo chessia. In falli neppure gli eredi de'car-
f;n e chierici, dipendentemente da illeci-
i dicali, anche dopo avere riportalo l'iu-
te negoziazioni, fondandosi tal pena sulla dulto o breve apostolico d'esenzione dal-
epistola enciclica nel 1
7 Tf) emanata da lo spoglio personale, di cui già parlai qui
Clemente XIII, e confei matoria di quel- e altrove, potevano far propri frutti in* i

le de'predecessori, come notai più sopra, consunti e incommisti lasciati da'loro au-
Quaulo alla vacanza de benefìzi ecclesia- tori, divenendo proprietà degli spogli tali

stici, per rinunzia o per morte, oltre il fruiti. In prova di che arroge ora il ri-

detto a Beneficio ecclesiastico e articoli cordare l'avvenuto agli eredi del cardi «

relativi, fu d'uopo dichiarare,ch'era trop- Dal Girolamo Colonna, morto nehfìGG


pò indispensabile che le rendite de bene- nel pontificato d'Alessandro VII, i quali
fizi ecclesiastici nel tempo in cui rimane- eredi nella questione colla camera aposto-
vano vacanti,sia per la morte, sia per ras- lica furono difesi dal sommo ginrecun-
segna o rinunzia de'pt ebendati o benefì- sulto De Luca poi cardinale. I detti ere-

ciati, non venissero erogate in usi profà- di non ostante tal valoroso difensore, noti
ni da'loro eredi o amministratori, ocome poterono pergiuslizia ottenere i frutti in-

aulicamente di lapidate/] nitidi furono sol* consunti e incoiti in isti, e ad onta dell'ani-
leciti diversi Papi a stabilire leggi oppor- piissimo indulto il' esenzione dallo spo-
tuneper laloroconservazione,ecollequa- glio, che in quell'epoca già godevano i

li prescrissero, che l'amministrazione dei cardinali. Solo per mera grazia li conse-
beni e la percezione delle rendite di qual- gu ir odo dal nuoto Papa Clemente IX. Si
siasi prebenda o benefìzio in istato di va- può vedere lo slesso De Luca, De Buie-
canza comprese pure le cappellanie di
, fìciis, disc. 80. Fu allora che Clemente
difillo padronato, di natura ecclesiasti- IX volle distinguere l'intero sagro colle-

ca, spellasseesclusivamente alla s. Sede o gio de' cardinali, ampliando loro il prece-
sua camera apostolica, fino al giorno del dente indulto, estendendo cioè la facoltà

formale possesso da assumersi da'nuovi di leslare eliamadfruclusinconsumptost

vescovi, prebendati e beneficiali, vietau- vel rum aliis ipsorum bonis non commi'
do a Qualsivoglia persona, latito ecclesia- xtoa, cornea legge nel suo moto-proprio
slica che secolare, sia ancora costituita in Cam a prima, de'28 febbraio 668, Bull.
1

qualunque dignità, di appropriarsele per Rom. t. 6, par. 6, p. 237. Fuegualmente


qualsiasi liloloo ragione;e per non ram- allora chequasi lutti i capitoli e cleri del-
inenlarele diverse bolle su ciò emanate implorarono e ottenne-
lo stalo pontifìcio

da'l'api, valga per tutte la già ricordata ro nuova composizione per tali frutti in-
Cupienles unicuique,à'\ Pio 1 V del 1 5(5o. consunti e incommisli, al modo accenna*
Inconseguenza dunque delia vacanza del- tosuperiormente. Pertanto oggidì non
le prebende ede'benefizi ecclesiastici, la ha più luogo a favore della camera apo-
camera apostolica ebbe costantemente il stolica la riscossione de'suddetli frutti, ma
diritto, /ure proprio, alla percezione dei sibbene unicamente di quelli che nella
frutti inconsunti ed incommisli edegli ar- morte di qualsivoglia prebendato si rico-
rettati inesatti, non avendo alcun altro noscotio per qualunque titolo arretrati
titolo di sorta ad appropriarseli, mentre inesatti, i quali sono devoluti anco al pie-
i beuelìciati sono slati sempre e sono tut- senlealla camera degli spogli in forza dei
tavia considerati come semplici usufrut- moto-propri del 55oei 55 1 di Giulio III
i

tuari in vita, ed usuati in mot le de'frulti e già riferiti; mentre per questi arretra*
beneficiali: cosicché ogni diritto alla per- ti inesalti, ad eccezione di due o tre capi-
SPO SPO ig
Coli e cleri dello stato pontificio, ninn al- cimisi pertanto si videro in poco tempo
tro ha composizione d'esenzione,neppure nella contrada mediterranea, né depose-
i cardinali, i quali benché sieno rivestiti ro però il loro carattere guerriero, die
di facoltà amplissinie,conlenute nel breve fu sovente (at.de a'pacifioi sabini. Que-
npostolico che viene loro rilasciato appe- sti popoli confinanti, ed emuli degli nin-
na elevati alla porpora, nonpertanto vie- bri, ebbero anch'essi or più ampia, or
ne in esso esclusa la facoltà di disporre di più ristretta sede. La storia di Spoleti è
delti arretrati, e siccome tante volte ho collegata con quella dell' Umbria[U.)co-
parlato di questo breve, riporterò la ri- me sua metropoli, ed occupò un posto
serva in discorso. Servata lumen in orniti' importantissimo sotto i romani e sotto
busquucfel.rec. Innocentii P. XII prue- i longobardi, non che sotto i Papi dopo
dccessorisnoslris sub datimi arino Incar- che pervenne a Carparle del dominio loro
nalionis Domimene i6c)3 idibusoctobris, temporale. Ora è capoluogo della dele-
pontificatili suis armo 3.° (è la bolla Ut gazione apostolica di Spoleti e residenza
judiciuin nostrum, nel t. 9, p. 3^4 del del prelato delegatoapostolico, de' \ con
Bull.Rom.) ac inrecondilaeConstitutioni
y
sultori della medesima, del tribunale di
non advcrsanlurre. meni. Urbani Papae, \ "istanza e suo presidente, e delle altre
UHI (dev'essere la bolla Curri S. R. E. autorità civili e militari; meritamente an-
Cardinales, degli 1 1 aprile 1 63 1 , Bull, noverandosi tra le principali città della
lìoni. t.G, par. : ,p.?.6'j: Declar alio acid- f s. Sede. Per disposizione del Papa regnali-
taluni trans ferendif et reservandipensio- te fu ripristinata la legazione apostolica
nes Beneficioruni per S. R. E. Cardino- dell' Umbria, nel quale articolo ricorde-
liurn oblentorum) praedecessoris pariter rò diversi de'suoi antichi cardinali lega-
nostri, et aliorum, si auos lavi per nos, ti, mólti de'quali ordinariamente dima-
quumRornanosPontificcs successores no- rarono in Spoleti, e la compose di questa
stros edi con tinger it, constilutiones super delegazione, di quella d\ Perugia, laquale
fruclibusinexactis,necnon allerius con- al due del ch.avv. Castellauo si (clini

slitutionis ejusdeni Urbani praedecesso- dell'Umbria settentrionale e dell'esili:-


ris circa utensilia Sacristiae ponlificiae ma parte orientale dell'Etruria, e delia
per obilumS. R. E. Cardinaliurn debita delegazione di Rieti. Però Spoleti non
emanatae. Questa bolla d'Urbano Vili riconobbe mai Perugia nell'Umbria, ma
è la ricordata di sopra; bisogna però te- Elruria quantunque Perugia nel
nell' ,

ner presente il pure rammentato e ana- 809 voleva farsi umbra per avere il pie-
1

logo breve di Pio IX. fetto,ed essere eapoluogodella prefettura


SPOLETI o SPOLETO (Spoletan). odipartimentodelTrasimeno,dappoiché
Cillà con residenza arcivescovile, celebre il Te vere fu riguardato sempre il confine

e antichissima, già metropoli e regina del- dell'Etruria e dell'Umbria, dopo che gli
l'Umbria, stata pri nei pai sede del potente etruschi cacciarono di qua dal Tevere gli
e vasto ducato del suo nome, de' duchi umbri, quantunque anticamente (ussero
e de'gaslaldi. Due potenti e antichissime tulioun popolo. Darò prima un breve
nazioni italiche ebbero stanza con varia- cenno storico della provincia, delle città
te vicende in questa contrada. Gli om- ede'luoghicoiupresi in questa delegazio-
bricio umbri'estendevano ne're moti lem- nepontificiadi Spoleti, ora governati dal
pi la loro dominazione dall'uno all'altro rispettabile e savio delegato mg. Toncre-
mare, ed (iume Orubrone ne conserva
il dilJel là diFerentiuo.La provincia di Spo«
il nome in quella parte, donde gli etru- leti formasi della massima parte dell'ali-

sebi li discacciarono, mentre dall'oppo- tica e tamigerata regione dell' Umbria,


sto lato penetravano i galli senoui. Uac- e di piccola porzione del nord della non
20 S P O S P
meno celebre Sabina(F.) che un tempo } suoi principali torrenti Maroggia e Te*-
appartenne al suo ducato e delegazione, sino; danni che insopportabili divennero
In gran parte montuosa, viene separata dopo lo sconsiglialo dissodamento opera-
all'ovest dal Tevere dal territorio delle toda'popoli ne'lerreni montuosi, a modo
delegazioni d' Orvieto e di Viterbo; al che né gli alvei esistenti furono più cnpa-
nord la circoscrivono le delegazioni di ci di convogliare le acque, né gli argini
Perugia e di Camerino j al sud la dele- di trattenerle; e fu spettacolo deplorato-
gazione di Rieti (f~.) }
c\iti come parte della le il veder questi squarciati per ogni do-
Sabina le appartenne, e per un tempo ai ve, e le acque con sassi e brecce andar va-
nostri giorni fu riunita alla delegazione ganti per tutta la valle, inondando e de-
di Spoleli; ed all'est da quella d'Ascoli vastando le più ubertose campagne, sen-
e dal regno di Napoli. La catena dell'A- za speranza di riordinamento e di rime-
pennino centrale d' Abruzzo cuopre la dio. A'Iamenti e alle supplicbedegl'infe-
parle orientale di questa contrada, dove liei abitanti accorsero Papi, i massime dal-
presenta il monte Fiscello o della Sibilla la mela del secolo passato, e diversi in-
eil monte Vittore, che si riconoscono Ira gegneri, e per ultimo il Ferrari, il Vici
le più alle vetle dello stalo pontifìcio. La e il Gozzi ne riconobbero i mali, sugge-
piccola poizionesituatasulclivoorientale rirono parziali rimedi e formarono pro-
degli Apenninimandalesueacquealma- getti, su'quali non si accordarono mai le
reAdriatico.e visiosservailfìumeTronto. convicine popolazioni di Spoleli, Terni,
Il restoapparlieneal bacino del mar Tir- Monte Falco e Foligno, principalmente
reno: il Tevere che passa sul limite occi- sul timore di veder deluse le loro speran-
dentale, vi s'ingrossa colla Nera, fiume ze dopo aver fatto i più grandi sagrifizi;
che bagna la delegazione dal nord-est al pel riflesso di non essere raro il caso che
sud-ovesf, e riceve il Corno e il Velino; la natura non si adatti alle idee e sistemi
il Clitunnoe la Ma roggia, confluendo nel de'periti, e ne risultino elfetli contrari a

Tinia, fiume che bagna Bevagna, quindi quelli che si ripromettevano. Di Pietro
nel Topino e poi nel Tevere vicino alla Ferrari spoletino abbiamo: Del regolare
Bastia. A Delegazioni apostoliche dello le acque nella falle Spolelina, ed i (or-
stato pontificio riportai altre nozioni sul remi ingenerale, e del modo di arrestare
governamene e topografia della provin- le ghiaie fra i monti trattato, Spoleto ,

insieme al numero degli abitanti, in


eia, 18 8. In Roma poi nel 828 e con rami
1 i

progresso di molto aumentati. La 1 ino- colorati fu pubblicato il Progetto di si-

mata Falle di Spoleti, e meglio


Falle stemazione de' torrenti e scoli della Fai-
dell' Ltnbria,z la parte più fertile di que- le Spolettila. Il magnanimo Leone Xlf,
sto paese; e siccome comincia assai prima munifico col suoSpoleti, e che ocular men-
ili Spoleti e termina al fine del territorio te conosceva l'infortunio, e temeva vici*
di Foligno, così abbraccia una estensione na la perdita d'una delle piti feconde vai-
di 4o miglia, e nella larghezza media ne li dello stato, volle incaricare i due inge-
ha4,dovunqueabitata pei la sua aria sa- gneri idraulici cav. Girolamo Scaccia e
lubre,diligenlementecollivataepiantata commend. Clemente Folcili, allineile di
d'alberi e vili; fiancheggiata da colline proposito si occupasserosullalocalitàdel-
coperte di olivi e sparse di amenissime l'oggetto, e ne suggerissero co'loro lumi
ville, ed è racchiusa in fine da circostan- ed esperienza l'efficace rimedio, che seb-
(i montagne. Ma fu da tempo assairemo- bene lungo e costoso ridonasse un gior-
to esingolarmente dal pontificalo di Cle- no la floridezza all'agricoltura e il coni-
meli te Vili, fatta bersaglio d'infiniti dati- penso alle spese da sostenersi. Corrispo-
ni che le apportava lo sregolalo corso dei sero con ugni maggior studio e fatica i due
S P o SPO 21
ingegneri alle mire del Papa, e si ebbe defunto, ambedue addetti al corpo ponti-
la compiacenza eli ritrovare nel progetto d'acque e strade, oltre la valida eoa-
ficio

da essi esibito riunite le opinioni di tutte diuvazione de'presidi prò tempore della
le popolazioni chiamate con pubblico in- provincia. Mercè tanto impegno in opera
vito dare il loro parere sul progetto dei così grandiosa e interessante, il 10 otto-
medesimi, la cui spesa in prevenzione si bre i83c) segnò l'epoca dell'inaugurata
valutava a scudi 120,000 circa; e fu dopo inalveazione delle acque del Maroggia e
tali sperimenti che il Papa pubblicò: Chi- Tessino da più d'un secolo infeste, e da
rografo di Leone Ali de' g aprile 1828 1 4o anni vaganti io que'terreni non più
sistemazione e scoli della f alle Spo-
tli coltivati e del tutto abbandonati. In det-
lelina, Roma 1828, diretto all'energico to anno fu più efficace l'attività de'lavo-
card inai Ili varola(poi bene merito del sali- ranti, per le frequenti visite sul luogo di
1
tila rio di Po/«/««co/rtneirUinbria,al mo- mg. Camillo Amici delegato apostolico,
do die celebrai in quell'articolo e uella col cav. Riccardi ingegnere esecutore,on-
sua biografia), prefetto allora della con- de ottenerne il pieuo e sollecito intento,
gregazione dell'acque, col quale approvò descrivendogli eseguili buonifica nienti e
il progetto de'due idraulici Scaccia e Fol- la «orazioni V Album citato nel t.6,p.3 1 2,

cili, e ne ordinò l'esecuzione ne'termini con incisione rappresentante nuovi am-


i

e modi espressi nel chirografo medesimo. pi canali e ponti, ue'quali furono inalvea-
Peto, come suole avvenire nelle grandi te le acque, ed assicurata la costruzione
opere, insorsero opposizioni particolari e dell'opera e quelle terre, anche contro le
si allacciarono economiche difficoltà sui possibili straordinarie meteore. L'artico-
riparile tali che per corrispondere a quel- lo de\\' Album fu pubblicato a parte col
le e per preparare gli esatti campioni di disegno, e con questo titolo: Buonifica-
contribuenza, molto tempo trascorse, né zione della Falle, dell' Umbria, Roma
altro far si potè che dar principio all'o- 1 839. Già il n.° 83 del Diario di Roma
pera e trattare in ispecial modo della par- di taleanno,avea celebrato ilcompimen-
te am mi nis ti ali va. Giù use tempo in cui il to della buonificazione della Valle Um-
un nuovo impulso ebbero tuttele grandi bra, e descritta la solenne inaugurazio-
opere dello stato intraprese o da intra- ne eseguita a' io ottobre, dicendo come
prendersi nella nostra età, come si espri- in tal giorno mg.r Amici delegalo partii
me V Album di Roma, t. 4> p- 208. Fu da Spoleti e si recò al ponte ili Bari, ove
questo la fausta assunzione al trono pon- il Maroggia e il Tessino sono al contatto,
tificio del glorioso Gregorio XVI, il cui e dichiarò l'inalveazione de'due torren-
volere e munificenza segnò anche l'epo- ti, che immediatamente seguì con dimo-
ca dell'effettiva e attiva esecuzione della strazioni festive. La provincia di Spoleti
sistemazione idraulica della Valle del- è ferace di cereali, di oliveti, di vigne, di
l'Umbria; imperocché confermò il decre- fruita e di ubertosi pascoli, perciò ricca
talo dal predecessore, ne ampliò l'opera di copioso bestiame, evi si fa molto ca-

e ne inculcò l'immediata e attiva esecu- cio; producendo ancora legname da co-


zione. A questa vi contribuirono l'umbro struzione, bachi da seta, api, pietra da cal-
cardinal Gazzoli prefetto della congrega- ce, terra da vasaio e marmo. L'industria
zione d'acque e strade, la commissione manifattrice non comprende ora che la
speciale di Spoleto, il commend. Folcili filatura della seta, opifici di lana, e fab-
per la direzione intelligente de'lavori, e briche di candele di sego che sono rino-
l'esecuzione lodevole in prima dell'inge- male. La delegazione di Spoleti si com-
gnere cav. Savino Natali, equindi dell'al- pone de'3 seguenti distretti Spoleti, Nor-
tro cav. Giuseppe Riccardi di Terni, testé cia e Terni, con due governi dutrettua-
ai S P O S P O
li, secondo ordine, 43 co-
7 governi tli scrivendo: » e il celebrato Dizionario di
mimi e diversi appodiati: se non appai- erudizione storico-ecclesiastica del cav.
tengono all'ai cidiocesi di Spoleli, Jo ri- G. Moroni, voi. XL, p. »6a, ove e da no-
marchei'ò. Molti comuni, oltre le città, tarsi, non appartenere epiesto comuneal-
hanno un cardinale per protettore. Di tul- la diocesi di Macerata, ina sì bene alla
ti i luoghi e della provincia trattano l'in- provincia". Nel mio articolo Macerata,
gegnere Calindri, Saggio statistico slori- come in questo e negli altri simili,iion in-

co dello stato pontificio, l'avv. Castella- tesi di descriverne la diocesi, ma la città,

no, Lo stalo pontifìcio , ed altri autori, ed insieme dare qualche cenno sull'ani*
Procedendocol Ri par lo territoriale ,o In- pia e cospicua sua delegazione. Prima di
dice alfabetico di lutti i luoghi dello stato pubblicare quell'articolo, mandai il mio

pontificio e delle diocesi da cui dipen- mss.per la revisione alla nobile magistra-
ilono, pubblicato dal governo papale in tura civica di Macerata che graziosamen-
Rorna nel 836, dovrei essere pienamen-
i te l'approvò, quindi pubblicai l'artico-
te tranquillosullasua legalità. Tuttavol- lo. E' vero che io in esso ho dello: s. Giti-
la conoscendo che a questo mondo niu- sto diocesi di Dì'aceraia j ma è vero pure
na cosa puòessere perfetta e incensura- c\\ene\ó\.a\oRiparlo territoriale a p.265
bile, per amore di diligenza e di possibile si legge: s. Giusto diocesi di Macerala.

critica, e trepidante d'aumentare il nove- Romano, poteva beu essere corretlo da


ro de' miei falli, o per dir meglio ripe- un fermano, che perciò appartiene all'ar*
tere parte degli altrui che non fui felice cidiocesi che comprende s. Giusto; il qua*
di poterconoscere(come rimarcoa Stavi- le la gentilezza e generosità d'animo,
per
va, a Storia ealtrove), secondo la con- sa congiungere magistralmente alla ve-
di/ione umana di chi fa e specialmente rità storica, la discreta censura e la rara
<li chi vuole enciclopedicamente abbrac- cortesia de'modi; e mentre qui mi scuso
ciar molto con deboli forze pari alle mie; per giustificare il mio asserto, quantun*
perciò procuro di stare vigile e attento, qne erroneo, ringraziamene
fo affettuosi
se positivamente tutto il Riparto corri- li all'aureo e dotto archeologo, cheono-
sponda al reale stato de'luoghi, governi, ra non meno il nostro slato che l'Italia.

provincie e diocesi, e se dopo la pubbli- Della città di Spoleli sono appodiati, A-


cazione del Riparlo si fecero variazioni; rezzo o Palazzo, Cerqiielo,3Icsscnano }
di che epercautelarmi ne sono testimoni e Terzo s. Severo. Tra le sue frazioni vi
non pochi vescovi, presidi e magistrati è Poreta, castello che fu nobilitalo dal
municipali checon rispetto interpellai, ed cardinal Annibaledella Genga,po\ Leo-
urbanamente mi corrisposero a rischia- ne XII, per la dimora che vi fece, e per
rare le mie dubbiezze, talvolta quasi mi- le possidenze ivi ereditate dal fratello Ma-
ticolose. Ora dunque non intendo assu- rio, e da Papa mostrò benefico cogli
si

mere responsabilità sul rigoiedel punto e abitanti. Altra frazione è il bórgo di s.


vii gola, per modo di dire,per quanto
della Giacomo in un bel piano di collina salu-
vado a indicare sull'illustre delegazione bre e temperato, con buone fabbriche.
di Spoleli, che anco per essa così procedo, La chiesa principale di s. Giacomo è ri-
acciò non si rinnovi il giusto rimarco, che marchevole per un affresco dello Spa-
erà ho letto nel t. 2 i
, p. 63 i\e\\' Album gna. Nel presbiterio vi è espressa la co-
di Roma, dell' avv. Gaetano de Minicis lunazione della Reata Vergine per ma-
di Ferino, il qnaleparlandoei uditamente no del Redentore. Più sotto vi è eflì*
della Terra di s. Giuslo nell' arcidiocesi giato un miracolo dell' apostolo s. Già-
di sua patria, e di quelli che ne trattarono, corno, e vi sono dipinti diversi altri
mi ci volle annoverare con distinzione, santi.
S P o SPO a3
Distretto di Spoleto. stupende pitturi: che rispondevano pri-
Campello. Comune con territorio in ma del diroccamento, restarono il solo s.

colle e in monte, con alquanti fabbrica* Sebastiano e pochi altri avanzi. Merita
li, già feutlo dell'illustre famiglia de'con- leggersi l'opuscolo Sulla diruta chiesa
:

ti di Cam pel lo, con titolo di contea. Dal di s. Cipriano di Campello presso Spo-
monte scaturiscono le limpidissime sor- leto, Lettere di Pompeo di iUontevecckio

genti del Clitunno, al cui fatidico nume Benedetti duca di Ferenti Ilo, e. del cttV,
eresse l'antichità il famoso tempietto, che PietroFonlanaJioma i <S3.[. Il Marchesi,
poco lungi alle falde si ammira; in pros- nella Galleria dell'onore, t.2,p. 5oG, ri-
simità vi è una sagra edicola o maestà, porta notizie sui Campello, loro origine,
che vanta opere del celebre spoletino antica potenza, e illustri che fiorirono da
Spagna pittore, non die la interessante e tale stirpe. Li dice originari di llcims ove
diruta chiesa di s. Cipriano vescovo, già godevano la signoria di Campeaux, che
de'beaedettini, eretta verso l'VllI seco- in italiano significa Campello. Rovero
lo. Questa in origine parrocchiale, tale venne conGuidoduca di Spoleti in Italia,
si mantenne finché moltiplicati gli abi- e determinò di stabilirsi nel suo ducato;
tanti si portarono sul dorso del monte, a tal elletto fabbricò in un forte poggio
ove la salubrità dell'aria e la coltivazio- presso la sorgente del Clitunno una terra
ne degli ed ove pure a-
olivi gli attraeva, che fu denominata Campa Ilo jn'ebUe l'in-
veanouoa opportuna perdi-
località più vestitura dal duca, e la conferma dall'im-
fendersi dalle scorrerie de'popoh vicini, peratore Lamberto dell'eie) i , con esten-
e dalle guerre delle fazioni, che fervendo sione d'ampio e fertile territorio che
com-
per tutta Italia, desolavano il ducato di prendeva 8 ville. Suo discendente fu Tan-
Spoleti nei secoli XIII e XIV. Ins. Ma- credi, non però ultimo duca di Spoleti,
ria di Campello si stabilì allora la par- come pretende Marchesi, che abusando
rocchia;coutinuò nondimeno la chiesa di di sua possanza travagliò Onorio III Pa-
s. Cipriano ad aver culto e rinomanza in pa. Questa asserzione è contraria ad ogni
tutto il secolo XIV, rispettata dalla licen- monumento storico diSpolcti, poiché pro-
za militare, e restaurata dal vescovo Sa- priamente, come dirò, l'ultimo duca fu
lomone, indi dal famoso cardinal Nicolò Corrado Svevo, e poiché usurpo il (itolo
Alberti da Prato amatore delle belle ar- il ili lui figlio bertoldo, a'quali Tancredi
ti, come quel lo che occupò il valentissimo come ghibellino fu accettissimo e partigia-
architetto Gioacchino Pisano nel risarci- no, contro i sentimenti degli altri della
re molti vecchi edilìzi, e in costruirne dei famiglia ch'erano tenacissimi guelfi. Al-
nuovi nella città e diocesi di Spoleti. Mi- tro della stessa famiglia fu il conte Gu-
nacciando forse rovina, senza riguardo al- glielmo arcidiacono di Parigi, e poi ve-
le molte e bellissime pitture che l'orna- scovo di Chalons. Moltiplicatasi verso il

vano, ed alcune del secolo XV, fu inco- i3oo in vari rami, diminuì il loro potere
minciata a demolire; ma riprovandosi tal per ladi visione de'beni; nondimeno molti
vandalismo,! cardinal Camerlengo ne im-
I sifecero rispettare con uflizi di toga e per
pedì il compimento, a benefizio della sto- militari imprese. Uu ramo passò nel con-
na e delle arti, ed a gloria della religione tado di Molise nel regno di Napoli e poi
e della pietà de'maggiori.Gli avanzi del- si estinse; altro si segnalò nella repubbli-
l'edilìzio sono di maschio stile dei tempo ca fiorentina. Francesco morì san-
11 b.
de'longobardi, di mirabilecostruzione di tamente nel i34cu il suo fratello Paolo
pietra viva riquadrata, di piccola mole, di Argento meritò d'essere senatore diRo
ma grandioso ne'suoi compartimenti, e ma (a quest'articolo aveudone riportato
di forma quadrilatera e oblunga. Delle la serie, registrai molti senatori spolettai
»4 s p o s p o
in un B Paolo, e per tale lo leggo pine che nella corte d'Ui bino, lecui leggi pub-
nel cav. Pompilj Olivieri, // Senato Ilo- blicò l'altro tiglio Solone giuntare. I con-
mano, p. 252), nel 36 i i, e capitano dei li Campello s'imparentarono con no-
ili

loin.un; eglial dire di Marchesi, ma non Ultissime famiglie, ricordate dai Marche*
è cerio, difese il suo fendo di Cumpeìlo si. Campello ha per Bppodiati, /égUano t

dall'esercito de'perugini Bagliori, e fat- Spina, u Fissionano che il Riparto terri-


tosic.ipo de'guelfi, unitamente a suo pa- toriate del 18 36 dice distretto e diocesi di
die Argento già pretore di Firenze, co- Perugia, mentre sono nel distretto e ar-
ine lo chiama Marchesi, dicendolo inol- cidiocesi di Spolcti.
tre chiaro in pace e in guerra, liberò più Cerreto. Comune edificato in monte
»olte la patria da coloro che tramavano con non molti fabbricati, da'francesi che
suggellarla, onde per pubblicodecreto si emigrarono di Francia, non però nelle ri-
acquisto il titolo di patire e liberatore, cende del 789, ede'quali tratta Leandro
1

lu quel secolo fiorirono i conti di Cam- Alberti ntWixDescrizione dilutlaC Italia.


pello per molti valorosi, ed anchepii che Neh 4-47 Nicolò V assolvè norciani che i

fondarono cappelle, padronati, «mplian- l'aveano distrutta, imponendo riparazio-


do cinese e monasteri, ed unode'quali in ni. Ila per appodiati Ponte e lìocchelle.
Asisi eretto dalla b.Francesca.che vi prese L'Alberti dice che Ponte fu edificato dai
il velo benedettino. Nel 1 3j5 fu senatore ceretani, e da cui trassero origine Lodo-
di Roma Francesco. Lo fu pure nel i-pS vico eccellente dottore di leggi, Paolo de-
Ceechino/ilqualeiniinicatosi colla patria, gno giureconsulto eavvocatoconcistona-
cogli aiuti de'vicini popoli e capo di pò- le,ed ilcelebre Giovanni Giorianoper-
derosa fazione, aspiròal dominio di Spo- ciò denominato Pontano, scrillore il più
ma non al modo ohe narra Marchesi,
leti; elegantee più fecondo del secolo XV, non
Lanfranco si resecelebreindiversigover- meno valoroso e uomo di stato, che alcu-
ni dello stato papale, ed aumentò la si- ni vogliono di Cerreto, per cui ne parlai
gnoria della famiglia col castello di Spi- in tanti luoghi, ed anche per essere sta-
na. Nicolò francescano fu fatto vescovo to segretario d'Alfonso V d'Aragona ere
nella Mauritiaoa, ove avea predicato il di Napoli, e ministro primario de'suoi'suc-
vangelo. II b. Savino Stella francescano cessori, autore di molte opere in verso e
si rese insigne per santità. Coltivando i in prosa, frutti del suo nobilissimo inge-
conti le lettere, ricettarono nella loiocasa gno. Dice pure l'Alberti, che il castello
1accademia degli Ottusi: uno di essi Cec- di Ponte fu chiamato dal suo ponte
cos'i
chino fu cameriere segreto di Paolo III, che congiunge le due ripe del fiume Ne-
e governatore di Piacenza e del ducato gra o Nera.
di Castro. Altro esimio francescano fu il Castel s. Felice. Comune con territo-
b. Girolamo. Pio IV fece prelato e mol- rio in colle e piano, e con fabbricati spar-
to favorì GiacomoFilippo. Assai si segna- si pel paese.
lo il conte Solone, chiamato da alcunial- Castels. Giovanni. Comune il cui ter-
ti o Solone savio di Grecia, per la sua dot- ri torio è in piano, con fabbricalo non del
trina, impiegata da Urbano Vili inardui tulio unito.
ministeri. Paolo eccellente geometra e Castel Ritaldi Rinaldi. Comune con
poeta, come cav. di s. Stefano si distinse territorio in colle e in piano, conmedio-
in Levantecontroi corsari, ondedue voi- cri fabbricati.Solo.menla menzione l'an-
te fu fatto grancrocc capitolare, ed anche tico piccolo monastero e chiesa di s. Ma-
gran conservatore e gran priore del con- ria di Scigliauo, giù di proprietà de'mo-
vento. Suo padre fu bernardino storico naci benedettini residenti in Castel Uilal-
patrio, di cui riparlerò, e sostenne cari- di, unito quindi alla mensa vescovile di
S P O s P O »5
Spoleti, insieme allesue terre, ed oggi ri- jani si vuole discesa dalla
romana fami-
dotto a cmìdo di villeggiatura dei vesco- glia Acchariana o Ancarana o Anemia
vi di Spoleti. Suo appodiato e Culle del celebrato da «ari scrittori. Si recò asta*
Marchete. bilirsi in Spoleti , e già vi esisteva
nel
Ceselli. Comune con territorio in col* i 02 7, fabbricando nel territorio il castel-
la e piano, con mediocri fabbricali. lo Ancajano. Versoili2if> ebbe l'abba-
Ferentillo. Comune, della (piale e suoi zia di s. Pietro di Ferentillo, la possedè
luoghi parlai a Ferentillo e altrove, la SÌnoall6a4>egià nel 1712 l'avea riacqui*
cui origineantiehissima altri attribuisco- stata. Il castello distrutto e quasi disabi-
no d& Fercolo (/'.), ed ancora la deriva- tato presso
il vicino
monteSolenne deno-
zioue del nome. Aggiungerò che notevo- vainaladgabbio oGabbio, frazione di Fé-
li sono palazzi del duca di Ferentillo, e
i l'enti Ilo e nella
sua diocesi, si vuole fab-
quellode'Silvani; il collegio de' Dottrina- bricatoda'profughi sopravvissuti alla di-
ri, fondato dal cardinal Cibo nel i5o6, strnzione del celebre GabiotFX del una-
fu il i."da tale congregazione aperto in I- le ragionai pure a Roma eS\BiNA.Del mon-
tai ia, ivi magi uè della B.
venerandosi l' ini te Solenne, dove sono le magnifiche cac-
Vergine de! .Gonfalone, egregiamente di- eie, sono stupendi funghi chiamati boc-
i

pinta. Pitture rimarcabili sono pure nei eie, come sono particolari e "ostosi i tar-
di versi castelli soggetti a Ferentillo, co- tufi di Ferentillo, nel cui territorio fiori-
tile in quelli di s. Mamiliano e di Moti- scono assai gli olivi e mori-celsi. Nella
i

terivoso, e nello stesso edilizio connina- chiesa di Matlerella esistono molte pitto-
le, fitte ristorare dal cardinal Galleili ca- re a -fresco di Mantegna, Pietro Penisi-
merlengo. In Ferentillo fiorirono eziau- no, Spagna e altri, mandate in rovina da
dio le famiglie Caromani, e Trotti diNic- barbare mani, rimanendo soltanto inot-
ciano per illustri capitani, oltre un vesco- timo stato quella di s. Antonio abbate e
voFilipponi. A Ferentillo ricordai pure delle Vergini, riputate dello Spagna; co-
i luoghi da esso dipendenti, come Mal- 6Ì furono imbiancate di mar- le colonne
terella, Precetto e Umbria/io, ed altresue modelle sue 3 navate semigotiche come
frazioni. A vendo pubblicato l'articoloFE- la navata di mezzo, che dicesi «ià deco-
rentillo nel 84-3j e dichiarato che l'ab-
1 rata di pitture: mirabile per solidità e lùr-
bazia nullius dioecesis e omonima di s. ma è l'elevato campanile. In Precetto vi
Stefano e s. Maria apparteneva all'arci- è un Presepio che si pretende opera dei
basilica Lateronense, qui noterò che il re- discepoli di Pietro Perugino, ed in poca
gnante Pio IX con bolla deli852lase- distanza giace in ameno e coltivato colle
parò dalla medesima, e la unì all'arcidio- un grazioso convento di cappuccini, nel-
cesi di Spoleti, lasciando intatto il padro- la cui chiesa è sepolto il veu. p. Giusep-
natochei baroni Ancajani hanno sull'ai- pe da Lionessa ,
giovinastro che
si con-

tra abbazia di s. Pietro e fondala da Fa- ver ti a santità di suono della cara-
vita, al

roaldo II,enon da Faroaldo I come scris- pana di mattutino del convento. Vi è un


sia Ferentillo seguendo altri; quindi a quadro del Bandiera, ed è unode'tanti
Faroaldo li devesi attribuire la visione sparsi di sua mano nel territorio di Fe-
di s. Pietro che lo determinò alla fonda- rentillo. A questo pure del
articolo dissi
zione. Ora è abbate di s. Pietro il p. d. singolare cimiterio di Precetto, la cui ter •
Lodovico Ancajani, già cameriere d'ono- ra ha la mirabile proprietà di diseccare
re di Leone XII e suo ablegato aposto- rapidamente i cadaveri, analizzata ezian-
lieo a Parigi per lo Stocco e Berrettone dio dal chimico Conti nell'università io-
ducale {f), e per la berretta al cardinal inaila. Questa indigena terra conserva ol-
do Croy. La nobilissima famiglia Auca- tre la cute e la sua bianchezza, persino
aG SP O S P O
le cartilagini, i peli,mentre Ica-
i capelli, giannetta (specie d'arma antica in asta)
daveri delle mummieegiziane, delle qua- sì gravechelo fece cadere da cavallo. Al-
h riparlai a SEPOLTURA, tosto annerisco- loia i compagni
Petrone abbassarono
di

ne. Siffatta terra meriterebbe una piiiac- learmi contro il governatore, e qua ut un-
curala analisi, per verificare se propria- que si difendesse valorosamente e fosse
inenteèindigeua.erenderepiù conoscili- aiutato da'suoi, fu uccisocon 7 ferite, ed
to il suo raro predio. 11 governo francese accanto gli morirono 5 suoi famigliari

erasi proposto ili far trasportare a Pari- spaglinoli.


gi due delle più belle mummie del cimi- /^//o-Comunecon territorio in moti-
terio. Notai nel voi. 192, che il LUI, p. te e piano, ed il paese è di poca entità.
Papa Pio IX, con breve del i.° ottobre
-
Ila l'annesso villaggio di Geppa.
1847, investì del titolo di principe roma- Bevagna(P'.).il\\.Vd«\\\ vescovilee go-
no d'Umbria no del Precetto, il duca Lui- verno, antichissima eche vanta essere pa-
gi di Monlholoo, che si recò sul luogo a tria di Sesto Aurelio Properzio poeta ele-
pr elidervi possesso. giaco,del pittore AndreaCamassei,eque-
Mcgginno. Comune con territorio in gli altri illustri die notai al suo artico-
piaoo ecolle, con mediocri fabbricali. Vi lo: ma quanto a Properzio, 9 città umbre
è pure altro Meggiano, frazione del di- le contendono i natali, e specialmente
stretto di Spoleti, e con pochi abitanti. Spelloe Asisi. La celebrarono gli antichi
S. Ann togliti. Comune il cui territorio scrittori, fu municipio romano ascritto
giace in piano e colle, con pochi fabbrica- alla tribù Emilia, e che venne in rinoman-
ti. Ha per appodiali Caso, Civitella, Ga- za e fu assai forte. Avendo molti>simosof-
vtlli e Monte s. Filo, ferto da' longobardi, restata vedova del
Scheggino a Silvcggino. Comune con suo vescovo, s. Gregorio 1 la raccomandò
territorio giacente in colle e piano, con a quello di Spoleti: predecessori dell'ulti -

mediocri fabbricati. Picozzo lirancaleoni mo anonimo erano stati s. Vincenzodato


bandita di Spoleti, nel 1 52 2 inutilmente da s. Bri zio apostolo dell'Umbria, Giusti-
assedio la rocca diSchieggino. Quindi l'è- noe Innocenzo. Ristabilita la sede vesco-
trone da Vallo unito a Picozzo e ad altri vile, l'Uglielli registrò i vescovi Marciano
fuorusciti si dierono a scorrere ostilmen- delG4<), Fabio Anellino o Savelli roma-
te la valle Nerina, lenendo per loro asi- nodell'844;mdi la diocesi fu riunita sta-
lo e rifugio Cerreto, il quale era allora bilmente a quella La città fu
di Spoleti.

in disgrazia del comune di Spoleti. Nei nel 1248 gravemente danneggiata da Fe-
primi di settembre questi fuoruscili si di- dericoll. Nel 1377 seneimpadronìTrin-
ressero contro Vallo, per cui il governa- ci signore di Foligno, a cui la tolse nel
toredi Spoleti d. Alfonso fratello del du* '4^9 Eugenio IV mediante il cardinal
Cardona grande di Spagna, a'q set-
ca di Vilelleschi. DiBevagua è Francesco Tor-
tembre uscì dalla città con pochi suoi fa- ti chiarissimo letterato. Illustri avanzi di
migliali e piccola comitiva di cittadini, sua antica grandezza sono un vasto sot-
credendo essere sufficiente a reprimere terraneo circolare fondamento di ben
l'audacia di quelle turbe la sola autorità grande anfiteatro, lunghi tratti di mura
della presenza di sua persona. Passato il reticolale, vari musaici termali, colonne,
ponte di Piedi Paterno s'incontrarono coi lapidi, ed un beltorso gigantesco di mar-
fuorusciti, e d. Alfonso fattosi incontro a mo greco, nel1810 trasferito nel Campi*
Petrone che precedeva la sua «quadragli doglio di Roma. Plinio rammentò come
domandòsdegnosamentes'egli era Petro- una rarità italica, il muro laterizio di Me-
ne, e questi avendogli risposto di esserlo, fd/2UZoBevagna,cuiegli non trovò il coni-
li. Alfonso lo percosse con un colpo di pagnoebe in Arezzo. Il suo territorio ab-
9

SPO SPO 27
bonda di eccellenti armenti, canape, olio reco a cavallo a Monte Falco tive Falco-
e vino; quindi è esleso il traffico delle sue ìie.,^ vi pernottò. Indi ad insinuazione del-
teleedi tessutia opera per biancherìa da l'agostiniano sacrista Foresi arcivescovo
tavola, che dicesi telabevagna. Sono ap- diDurazzo, si recò nella chiesa degli Bgo-
{«odiati al comune Casielbuonoe Limi- itiniani, ove fu riposta la ss. Eucaristia
giano ed annessi nella diocesi d'Asisi. i die precedeva il l'api nel viaggio; e sul
suoi abitanti ascendono a quasi Zjooo. rocchetto assunta la stola, Giulio li dal-
Gualdo Cattaneo. Coauinedcl gover- l'altare die la benedizione al popolo, con
nodi Devagna, con territorio in colle, con 7 anni d'indulgenza, che pubblicò il car-
paese di buoni fabbricati circondati da dinal Colonna. Inhoc castro Moniis Fai*
mura. Ha per appodiati, Campagna sub- cis sivc Falconi S est corpus integrimi s.
urbanat Pilla del Marchese, I dia del Clarae cunt corde ejus, in quo est imago
A/onte, Pilla dell' Oro a Bue e ma, con Pa- Corporìs Christi, ut ipsis oculis vidimus:
lombara e Villa del Piano. Altro ap-
, mirabile dìctu,scd mirabilitts visti. Il ter-
podiato è s. Terenziano, nella diocesi di ritorio è in piano e colle, i cui ubertosi
Todi, unito a vari villaggi. Fu un tempo, prodotti sono abbondanti per la ninne-
come altri luoghi dell'Umbria, soggetto iosa popolazione di circa 4oOO abitanti.
a "Trinci signori o vicari temporali di Fo- Leggo 1 1 della Gazzetta di Ilo-
nel n.° 1

ligno, e poi divennefeudo di questa città, ma 184$, e riportai nel voi. LIII,p.
del
Afonie Falco. Città con governo, gra- 198, che l'apa Pio IX con breve de'
ziosamente edificala nella sommila di ri- maggio insigni Monte Falco del titolo di
dente collina, al pie della quale scorre il città, con giubilo de'cittadini. Fuori delle
Topino. Ha numerosi e belli fabbricati sue mura, oltre il convento de' franco*

cinti di mura, con vaga piazza. Possiede scaui riformali, è il celebre monastero di
diverse chiese, 1' insigne collegiata di s. monache agostiniane, ove si venerano le

liartolomco,eilcnuveritodegli agostinia- sagre spoglie della b. Chiara di Monte


ni. Tra i suoi illusili ricorderò Giberto Falco, ed ivi nata, come le sue disccpoie
Senili nel 1 5o6 fatto vescovo di Piapolla b. Illuminata e b. Chiarella; essendo ali-
da Giulio Nana Calindri che già fu
li. cura incorrotto e flessibile il suo corpo,
città antica chiamata Falisco Umbro, ov- co 'segni della Passione di Gesù Cristo un-
veroFalliene,municipio romano, distrut- pressi nel cuore, oltre le 3 palline sòli-
ta nella guerra tra Mario e Siila. Riedi- bolo della ss. Trinità. Esso si espone a'24
ficata, fu denominata Corcurione (o Coe- giugno, rinnovandosi ogni anno dalle re-
coronesccondo il Dorio, Istoria della fa- bgiose le vesti che lo ricnoprono; la sua
miglia Trinci) lh\oa\ 1249, equindi det- festa solenne si celebra a' 18 agosto, an-
ta Monte Falco. L'antica era qualche mi- ni versano della beata sua morte. Proce-
glio distante, ed i goti abbatterono i su- dendo col dolio Butler nelle brevi bio-
perstiti edilizi. Ne sono avanzi, un pon- grafie de'santi e beali, in quella della bea-
le, delle mura, delle colonne e altri ino- la Chiara le diedi il titolo di santa, meli-
li u menti, fra'quali un tempio genlileson- tre è solamente beata, ad cacone le prove,
tuoso, ed insigni pitture. Aggiunge Ca- che rilevo da Novaes, Storia di Clemen-
li udii, che si accerta essere slato Falisco te. A7/,n.° 69. Nel 3 7 Giovanni XXII i 1

Umbro eretto in sede vescovile, ma non commise il processo della sua causa e mi-
Io trovo tra le riportale da Ugbelli e suoi rocoli, al cardinal Napoleone Orsini,con
continuatori.Apprendo dal p. (lattico, Pinaldo Artemia rettore del ducato
di s.

Diaria caeremonialia de ilineribus Ilo- di Spolette co' vescovi di Perugia, Spo-


manorum Ponlifìcum, p. 5j, che Giulio leti e Orvieto. Urbano Vili col breve
11 reduce da Foligno a'g marzo 5oy si 1 Donimi nostri, de'a4 agosto 6a {, Bull. 1
28 S P O S P o
/(O/i/. t. 5, par. 5, p. 242, concesse a'frati spaglinolo del p. Antolines e del p. Gou-
e monache eli s. Agostino, di poterne ce- te 1 agostiniani, in italiano del p. Agosti-
lehrare l'uffizio e inessa con orazione pro- no da .Monte Falco, di cui souovi molte
pria, il quale indulto fu poi esteso a tut- edizioni di Venezia, Roma, Foligno e Ri-
ta la diocesi ili Spoleti. Dipoi a' re) aprile mini. Monte Falco ha per appodiali i ca-
1673 furono approvate le lezioni proprie stelli di Fabri, Fratta e s. Luca. Gli so-
del 2. notturno dell'uffizio, per opera del no inoltre uniti quelli di Agnelli , Api-
cardinal Dona, ludi ClementeXI appro- 1 guano, Cannan grande, Camian picco-
vò il cullo immemorabile della b. Chia- lo, Casale, Cerrete, Colle Affuso, Colle
ra. Rilevo dal n.°aa5del Giornale di Ro- s. Clemente. Gallo disopra, Gallo disot-
ma del i85o, il pubblicalo decreto della to,Cassaro, Monte Pennino, Pielrauia,
congregazione de'riti, per la canonizza- Poggio Pagliano, Scorsìnaglia, Turri,
,

zione della b. Chiara dellaCroce daM onte Turrita e Frecciano3 tutti riportali dal
Falco monaca professa agostiniana, cioè Riparto territoriale.
propostosiil dubbio se constava del suo Giano. Comune del governo di Monte
esercizio in grado eroico delle virtù teo- Falco, con territorio in colle e sufficienti
logali e cardinali, per procedere alla di- fabbricali. All' articolo Congregazione

scussione de'miracoli, fu decretato con- del Sangue, narrai come in Giano il


ss.

stare eà'\ potersi procedere all'approva- ven. servo di Dio d. Gaspare del Bufalo
zione di due miracoli, per quindi celebrar- istituì lai. 'casa per le missioni della me-

ne la solenne canonizzazione, ed il Papa desima, nella maestosa chiesa di s. Feli-


confermò il decreto. Non debbo tacerebbe ce vescovo di Spello e contiguo con ven-
eccitandosi la controversia tra gli agosti- to, facendo intestare la concessione di Fio
niani e francescani, io quale de'loro abili VII al suo compagno d. Gaetano Bouan-
si dovesse dipingere la beata , Gregorio 111 poi vescovo di Norcia. Dissi a Spello,
!X11I la commise alla congregazione del che da questa città, vi fu trasferito il cor-
concilio, la quale con lettera del cardinal po del suo vescovo s. Felice. Il ven. fon-
Filippo Boncompagni al vescovo di Spo- datore di de Ita congregazione, la cui cau-
leti, decise che essendo la b. Chiara del- sa di beatificazione progredisce in bene,
l'ordine agostiniano, al suo bealo corpo avendola istituita in Giano nel bel gior-
doveasi restituire 1' abito del medesimo no sagro all'Assunzione della B. Vergi-
01 di ne, del colore del quale dovessero rap- ne in cielo, in tal giorno la congregazio-
presentarsi le sue immagini. A ttestaTom- ne del ss. Sangue canta il Te Deum di
maso Bosio di Gubbio, De tignis Eccle- ringraziamento. Nel porto di Recanati si
siae lib. 5, cap. 4o> di averne co'propri è consagrata la chiesa della medesima,
occhi veduto il mirabile corpo, ed il cuo- e per lai.' sotto il titolo del Preziosissi-

re in cui sono scolpiti Cristo crocefisso, mo Sangue. Ora essa in Roma ha ricevu-
i flabelli, la colonna e tutte le altre in- to dal Papa Fio IX, per lo studentato o
segne della Passione, ciò che pure si leg- convitto della congregazione, acciò viep-
ge nel martirologio romano. Asserisce an- più si dilati, oltre la chiesa che già colla
cora il Bosio, di aver eziandio veduto 3 sua casa possedeva di s. Salvatore inCam-
palline di carne trovate nelle viscere del- pò, che resta come fu sempre ospizio del-
la beata, le quali aveano sempre lo stes- la stessa congregazione, la chiesa e casa
so peso, o si pesassero due o tre insieme, di s. Maria in Trivio, di cui riparlai nei

il qua! miracolosi comprovada moltiau- voi. XLV, p. 184 e 186, eLXIIl, p. 86,
tori presso Liceto, De secundo quaesilis col pontifìcio rescritto, Presbyteri Con-
per lipistolas, cap. 43. La Vita della b. gregationis Preliosissimi Sanguinis, dei
Chiava si ha in latiuo dui Mosconi, in i- 28 gennaio i854, cui segui il decreto e-
S P O S P O a9

secutoriale del cardinal Ho- vicario di le falde del monte Fiacelloo della Sibilla,
ma pel possesso, in data de'ag maggio ; Bud'unacollinachesegnailtermined'un
dichiarandoti nella conceuione ponti fi- quadrilungoaltipiano,ove dopo H rigido
eia, che nella chiesa di ». Maria io Trivio, in verno, crescono rigogliose erbe e sani-
vi si deve pure stabilire l'università degli tanei fiori. Forma allora un bel colpo di

osti di Roma. Sono appodiati di Giano, vista l'ampia prateria ove brillano più i

Castagnola e Montecchio. Gli sono poi vivi colori dell.» natura, ed ove vanno li-
uniti i villaggi di Colle Mezzo, Fabri, bere a pascolare le mandrie di bovi, ca-

Macciano, Rustichino, Saggiano, s. Sa- valli, maiali e pecore. Verso il novembre


vino e s. Stefano. però rimane quel recinto coperto da ne-
Trevi (/ *.). Governo e già città vesco- vi esequestrato dal resto de' vi venti, e ra-
vile. Ne dipendono i castelli e villaggi di ramente può azzardarsi il passaggio det-
Bogara, Cannajola, Coste, Mandano, to della Forcapev calaread Anjuata sul
Maligge, Porrano, Picriche, Pigge, Pit- Tronto, essendo precipitoso il Fosso dei-
lino, Ponze, s. Maria in Falle e s. Lo- l'Inferno che mette a Norcia. 11 Castel-
renzo. Prima nel suo territorio avea al- lano rileva bontà delle donne che re-
la

tresì soggetti i castelli di Fabbri, Fratta- stano in guardia de'casolari, quando gli
e s.Luca, separati negli ultimi riparti ter- uomini partono recando il bestiame alle
ritortali, ed attribuiti a Monte Falco. maremme romane. Ancheinqnestoqua-
Monte Santo. Comune del governo di si inaccessibile luogo nel 1 799 penetralo-
Trevi. Gli sono uniti Caseggi, Civitclla, no le civili discordie, eja tattica delle re-
Penneggi, Petrognano, Piaggia ,Renano golari milizie fra ncesi, aiutate da un di-

e Setri. stacca mento civico di Foligno, prevalse


Sellano. Comune del governo di Tre- al numero delle disordinate masse de-
vi. Di Sellano è celebrato il b. Jolo. Gli gl'insorgenti, e quel suolo presentò l'or-
1
appaitengono6 «/c//i(7/ o, Casale, Cassi- ,
rido aspetto di sanguinoso campo di bai-

no, Forfì, /Vocali, Monte Albo, Oltaggi, taglia. In riverenza al glorioso patriarca

Pnpaggi,s.Marlino,Sierpara,FdlaMa- s. Benedetto, fondatore del suo benetne-


gina e Fio. rentissimoordine,ed in memoria del pae-

Distrelto di Norcia. seda cui si gran santo avea tratto natali, i

Norcia (F.). Città con residenza ve- la missione benedettina pe selvaggi nella

scovile econ governo distrettuale. Tra le parte occidentale dell'Australia, iteli'


O-
frazioni che le appartengono vi è Biselli, ceania, impose al ."monastero benedet-
1

nel cui altissimo colle omonimo nel 1 839 tino che fondò il nome di Nuova Norcia,
e nel sito detto Fespa, furono trovali dal dedicandolo alla ss. Trinità e all'Imma-
delegato mg. r Amici gli avanzi, nobili ve- colalaCoucezionedellaU. Vergine. Come
stigia de'monumenti dell'antica Fespa- da Norcia dell'Umbria uscì persila gloria
siae, indizi del suo antico splendore, per l'autore di tante congregazioni illustri e
quanto dicesi nel n.°86 del Diario di Ho- santissime, le quali ben presto si spaiselo
ma del 1 83c). Della patria de' Vespasiani per l'occidente e poi si propagarono nelle

parlaia Kieti e Sabina, e qui appresso ri- 4 mondo, così per l'istituzione
parti del
corderò a Cascia un libro relativo. Sem- monastica della Nuova Norcia riceverà e-
bra però che Norcia lo sia stata di Polla guati eimmensi benefizi l'Oceania che n'è
3
Vespasia madre dell'imperatore Vespa- la 5. parte, e come l'altra Norcia sarà av-

siano, ed ava di Tito delizia del genere venturoso e fecondo semenzaio d'istituti

umano. Appodiato di Norcia è pure Ca- monastici in quella vastissima estensione


5/c//;<cc/oeappartenentecomeEiselli alla dipaese. Le primizie si leggono nelle Me-
sua diocesi. Trovasi Castelluccio presso morie storiche dell' Australia, parùcolar-
3o S P O S P O
mente della missione benedettina di Ifno* nella valle Castoriana, con territorio in
va Norcia, per mg. d. Rudesindo Salvado monte e in colle, ricco di popolazione, che
delHordinedis.BenedeUOfVescovodiPor' abita in fabbricati antichi eleganti e in
tol Ù7onVz,Roma i 8 5i.l paesi del distretto parte rovinali, cinti di mura, con borgo
di mancavano di strada rotabile,
Norcia bagnato dai Catnpiano. Neil 5ay sosten-
per cui l'esteso commercio di quelle pò- ne ini lepido questo paese lungo e stretto
polazioni non race vasi chea mezzo di vet- attedio, contro il cardinal Armellini lega-
ture a schiena. Nel 10*37 sotto il regime to detla Marca, per avere ivi ricettato il

del delegato mg. r Lucciardi, ora degnis- duca Camerino Varamela duchessa
di
si ino cardinal vescovo di Sinigaglia, il Deatricesua consorte; assedio che non eb-
consiglio provinciale stabilì e decretò l'a- be fine-cheaperta la breccia dappertutto,
pei tura d'una nuova strada da Spoleli e squarciate dall'artiglierie le sue mura,
a Norcia, da proseguirsi quindi al confi- onde fu poi distrutto e dopo alcuni anni
nedi Ascoli, intitolata perciò Provinciale rifabbricato. Alle falde del colle, nel silo
Norcina, da ricongiungersi colla Salaria dellodi Maria della Pescbiera, vi sono
s.

superiore ossia Ascolana. Fino a questo acque molto pregio, e però ben note
di
punto erasi eseguita appena la metà di per la loro celebrità. Il Calindrì dice ebe
un tale imponente la voro,restato in parte Preci in ogni tempo meritò distinti en-
sospeso per insorte questioni, o per le vi- comi, per aver prodotto un bel numero
cernie de'tempi. Era riservalo all'attivi- di uomini sommi in arti, scienze, milizia,

là dell'attuale e sulloilalo delegato moti- e gerarchia ecclesiastica. Quivi fiorirono


signor Leila di conciliare tutte le ver- in medicina e chirurgia Scacchi che si fe«
lenze, superare ogni difficoltà, e profit- ce onore nella corte di Parigi, altro Scac-
tando dei l' imperiosa necessità di prov- chi che fu in Inghilterra presso la regi-
vedere in quesl' anno 1 854 così calami- na Elisabetta; Cattaui presso il sultano,
toso alla classe indigente, indurre il prò- Bacchettoni inlunspruck, altri inBologna
vinciate consesso a stabilire un contrai- e Cremona, Mensurali in Gratz, altri in

lo liliale per l'ultimazione di delta stia- Napoli e CremonadYIattioli inNapoli,M 1


-

da (ino a Norcia. La commissione pio- riniins. Spirito di Roma, Benevoli in ri-


vinciate credette con onorifica stampa e lenze, Lapi in Rjmini, Alessi in Cremo-
suo stato dimostrativo attestare all' esi- ni. Sigismondo Carocci fu addetto alla
mio prelato la sua riconoscenza per i tati- corte imperia le di Ferdinando 111, e a ven-
ti comparlili favori a questa provincia, do restituito la visla alla sui madre E-
perchè in forza delle savie disposizio- leonora l' imperatore con diploma nel
,

benemerito preside per sua


ni prese dal 1 '">.j.S locreù nobilcdel sagro romano im-

buona ventura è stata a preferenza di pero, insieme al fratello Caterino e a tut*


tante altrefornita di granaglieli insieme ti i loro discendenti d'ambo i sessi in in-

sollevala da miseria, somministrando i finito, colle prerogative e onori de'nobi-


mezzi di sussistenza all'infima classe co- li di 4 generazioni. Il ce v. Giuseppe M.
gli altri lavori attivali o dalla provincia Carocci ili tale famiglia stabilì il suo do-
odalle comuni. Immensi quindi saranno mie ho in Spoleti, nel 1784 fu aggrega -
i vantaggi die deriveranno alla provincia lo al patriziato, vi fonilo una commenda
per tanti utili lavori, oltre il compiuteli- de'ss. Maurizio e Lazzaro, online epite-
to della strada provinciale attivatala cui sire di Sardegna, fu lettore di diritto ci-
nltimazione si dovrà mercè l'impulso del- vile nel pontificio ginnasio spoletiuo , e
l'attivissimo prelato. morì quando stava per pubblicare, De
Pieci. Comune della diocesi sgoverno juris scicela: l'unica superstite sua figlia
di Norcia, d'antichissima origine, situalo è la contessa Augusta Pila. Altri Carocci
2

S P o S P O 3 r

fiorirono nella medicina e chirurgia in ottobre 1627, Bull. Rorn. t. G, par. 2, p.


Modena, Genova e Padova. Nella giuris- 87, concesse a suo onore l'uffizio e messa
prudenza si distinse Caroccio Carocci in nella diocesi di Spoleto e nelle chiese de-
l'ionia, altro in Modena, Arcangeli, Mat- gli agostiniani, propriamente non la bea-
tioli eBonajuli inGenova. Qui ebbero pu- tificò come crederono 1 Bollandoti, an-
re la culla il cardinal Giuseppe^ccorvz//.- che per aver il Papa neli(*>?.S permesso
boni, i vescovi Bacchettoni prima d' A- la messa a 'sacerdoti secolari in dcltcchie-

Degni, poi di Recanati e Loreto; Bona- se, e per essersi celebrata una solenne le-
juti vescovo di Lesina, e altro di Monte sta in tale anno nella chiesa di s. Agosti*
Feltre, e Bitozzi vescovo di Ripatranso- nodi Roma, pontificandoli cardinal An-
ne. Vi nacquero pure Accoramboni con- tonio Barberini alla presenza del sagro
sigliere e segretario intimo d'Augusto III collegio, con panegirico alla beata. Bene-
re ili Polonia ; Bonajuti cav. di s. Marco detto XI 11 nel 1724 permise che a Rio
di Venezia; Salimbeni vicario generale Janeiro os. Sebastiano nel Brasile si po-
di Roberto re di Sicilia; e per non dire di tesse consagrare una chiesa sotto la sua
altri, Cristoforo Carocci clic si trovò al invocazione, e celebrarne la citlà l'annua
suddetto assedio di Preci, quindi si por- fesla coirullizioe messa delle ss. Vergi-
tò presso l'imperatore Carlo V che lo fe- ni. Fu Geni ente XII chea'i 1737 2 agosto
ce capitano, e dopo 7 anni gli fece una ne approvò immemorabile, con
il culto
commendatizia al Papa perchè gli conce- equipollente beatificazione. La Vita dei-
desse la riedificazione della patria. Reca- lab. Rita fu pubblicata in ispagnuolo dal-
tosi Carocci in Roma e ottenuta dal Pa- l'agostiniana Borgia, e da Rivarola tra-
pa l'autorizzazione della ricostruzione di dotta in latino; indi si compili) pure in
Preci, scrisseletterea tutti i profughi pre- italiano e stampò in Roma, ed altrove fe-
ciani, acciò si riunissero nell'abbazìa di cero il simile Toma, Ciani, Galli e Rat-
s. Eulizio per concertare a rifabbricare ti o Rabbi. Notai nella biografia di Gre-
il luogo, come venne eseguilo, ed in bre- gorio Xì/ J, che confermò d culto imme-
ve Preci ritornò al suo primiero stalo. La morabile del b. Simone da Cascia agosti-
collegiata è dedicata alla Madonna della niano. Questa citlà die pui e aldi illustri,
Pietà. come il cardinal Fausto Poli,e il suo ni-
Coscia. Città con governo, della dio- pote Gaudenzio vescovo d'Amelia. Rife-
cesi di Norcia, posta fra monti in riva i risce Castellano, ch'é fondala opinione di
ni fiume Corno, che scorrendo sempre in occupar Cascia il medesimo luogo del-
mezzo ad angusti scogli va a sboccare per l'aulica Cursula, sebbene altri la fissino
le gole di Serravalle, ed influisce sul Ne- più al sudest nel confine d'Abruzzo, ov'é
ra. IJa l'insigne collegiata della ss. An- il casale di Civica di Cascia e sua frazio-
nunziata, altre chiese, e molli fabbricati, ne. Procedeva da Rieti a Cursola la ro-
con montuoso territorio. Professa gran mana via Giulia, costeggiando il monte
venerazione alla concittadiua b. Rica, sul- Colilo, oggi Monle Corvo. Dionigi d'All-
la cui tomba accorrono a porgere voli le ea masso ci rammenta l'isola d'Issa con-
pie genti da tutta 1' Umbria. Nella sua sistente in un'area cinta all'intorno da pa-
biografia la dissi nata in Rocca Patena ludose acque, che ne formavano la dife-

frazione di Cascia, descrivendo la chiesa sa, e vuoisi abitata dagli aborigeni. In un


nazionale e confraternita che hanno i ca- piccolo seno poi della palude slessa sor-
sciani in Roma (quella che ivi hanno i geva Marrubio annoverata tra le città a-
norcian i la descrissi a Norcia), dispensan- borigene. Narra Caliodri, che credesi Ca-
do nella sua festa delle rose. Sebbene Ur- scia essere succeduta all'antica Corsoli o
bauo Vili col breve In supremo } de' Corsuli,\\ cui 1. "vescovo fu s. Volusiauo
32 S P O S PO
del 3 io. Che nel territorio si trovano sicuri i confìhidello stato papale con l'A-
i rtideri delle città aborigene di Civita di bruzzo. Le memorate tremende guerre
Cascia e Marruvio, per cui di tan-
di tra i norciani e spoletini, in cui furono
to in tanto si scavano idoli, medaglie e involti i casciani , sono pure ricordate dal-
alni monumenti de' tempi più remoli. l'Alberti, pel Castello di tre Ponti e sua
L'Ughelli,//<7//rt sacra, l. io, p.3q, par- giurisdizione, per le reciproche pretensio-
la del vescovato Carsulanus nobile del» ni,con grandi uccisioni e crudeltà com-
l'Umbria, Carsulio Carsulae, Ira Naroi messe tra combattenti. Sono frazioni ili
i

eIievagna,poi chiamata Cassigliano, pro- Cascia 37 castelli, pure nella diocesi di


babilmente Casigliano appodialo dV/c- Norcia. •

(jiiasparta. L'Ughelli enumera s. "N'olii- Afonie Leone. Comune del governo di


siano tra i vescovi di Terni, a cui succes- Cascia, nella diocesi di Norcia, borgo si-
se s. Proculo verso il 3 io. Cai siili um- tuato sulle rive del Corno, presso l'estre-
bra non deve confondersi con Carsoli o mo limite dello stato ecclesiastico, e ri-
Cai seoli (f .), di cui meglio parlai a Pe- marchevole per una miniera di ferro, che
scina in uno a Ma rinvio, descrivendo il si è per lungo tempo scavata, ma per la
celebrelagodi Fucino che l'ingoiò com'è sua posizione e per la difficoltà de' tra-
fama, e diversi luoghi della Marsica. Di sporti non si è riconosciuta vantaggiosa.
Carsoli e Marruvio città de'Marsi, mol- 11 Ranghiasci, Bibliografìa storica dello
to scrisse Corsignani nella Reggia Mani- slato pontifìcio,\ach\aa\a levva,Trebula,
canti, ed io ne riparlai a Rieti e Sabota. Alons Leonisj dice che del convento di
Fatleschi riconosce Carsoli per gnstalda- s. Maria del Colle tratta il p. Theuli uel-
to degli Equi o de'Marsi, e lo dichiara X Apparalo AJinorilico, e ricorda questo
diverso da Carsole nell'Umbria; quan- libro di Antonio Piersanti: // Leone de-
to a Marruvio egualmente la dice città gli /(pennini, e sue vicende espresse nel-
de'Marsi, ed anch'essi, come il preceden- la descrizione di Monte Leone dell' Uni'
te, nel gastaldato del ducato di Spoleti. bria, Roma 1702. Il paese ha mediocri
Queste dichiarazioni servino a non con- fabbricati rispetto alla forma, ma nume-
fondere teanalogbeo simili denominazio- rosi riguardo alla quantità: il territorio
dovrò dire di alti e città
ni,ed in progresso è montuoso, comprende 3
e casali dipen-
e luoghi che vantano l'origine da Carsii- denti dal comune.
li, fra i quali quello vicino a s. Gemine, Poggio Domo. Comune del governo di
ed ivi ne riparlerò. Aggiungerò, che Ca- Cascia, nella diocesi di Norcia, con ter-
scia in Ialino dicesi Cassia, e Pamphilio ritorio in monte, e paese con fabbricati
Cesi ci diede: Elogium de Cassine and- sparsi e mediocri. N'è appodialo uc- M
fjuilale, et aedi//catione,Fu\gn\\<\e i G55: ciafora.
Monumentimi religiosorum illustrium Vìsso. Città con governo, nella dioce-
s4ugustinianorumeCassia Tu<\erli i656: t
si di Norcia, già chiamato castello daFat-
Paradossimi de patria fespasianorum, teschi, e confinante non colla Sabina, ma
dePespiaeCassiacagro^VulgiiViaei 635. sibbene col Camerinese e neppure col
,

L'odierna Cascia fu soggetta a frequenti monte Fiscello o montagna della Sibilla,


dispute ed a sanguinose risse co'norciani A pennino da cui la Nera principia a scor-
e spoletini, massime nel secolo XV, che rere. Dalle viscere del vicino monte sca-
riportai a No etcì A colle cure di Nicolò V turiscono due copiose sorgenti di limpi-
pei estinguerle, e di Paolo 11 che fabbri- da acqua, che cominciano divise il loro
cò la fortezza di Cascia, non che di Mon- corso; uno de' rami bagua le mura della
te Leone e Todi per tenere in freno le città, l'altro per metà la divide; cioè il

discordie di que'ciltudiui, e fendere più Nera scorre vicino alle mura di Visso, ed

S P o S P O 33
il lìumiccllo che la divide non è un suo .-> La nobile terra di Visso, nella delega
ramo, ma un influente che ha tull'allra '/ione di Spoleto, è Stata dalla Santità ili

dei iva/ione, e da'vissani chiamato fiume Nostro Signore Papa Leone VII dichia-
d'Ussita. Ricongiungessi poscia, e diven- rata città con breve apostolico de' q set- 1

gono per decorrenti appunto il


l'influii' tembre. Ha potutoella meritare quest'o-
notevole fiume Nera, che poi riceve nel nore non solo per la sua costante fedel-
suo alveo il cadente Velino, che descrissi tà e venerazione verso la s. Sede, ma an-

a Rieti, serve d'emissario al lago, fecon- che pe'tanti incliti pregi, clie la rendono
da la Terni e reca al Tevere il
valle di chiara fra le terre dell'Umbria. Fioriro-
suo maggior tributo. Racconta Calindri, no in essa uomini preclarissimi per san-
die \ isso fu detto Ileo Elacensco, città tità, per dignità ecclesiastiche, per lettere,
de'sabini, originato da Curio sabino se- per milizia. Ilsommo Pontefice Eugenio
condo L ili i, e al dire d'altri fu eretto 907 IV, in segno di particola!* dilezione, ag-

anni prima di Roma*. Nel territorio è sen- giunse allo stemma del comune le pon-
timento che vi fosse la città di Norcia, tificie chiavi coll'epigrafe: Antiqum et Fi-
della quale sono copiosi ruderi presso il de le J'issum, ed Urbano VII! vi fondò
Castel s. Angelo frazione di Visto Fu mu- il seminario". Nei territorio e precisamen-
nicipio romano a tempo di Menio Agrip- te una lega distante nel castello di Ma-
pa "\
ebbe la cittadinanza ro-
issano, ed cereto , si ammira un magnifico monu-
mana per ben due volte. Vi fiorirono non mento che si attribuisce alla perizia ar-
pochi uomini illustri, massime della ce- chitettonica del celebre Bramante, nel
iebre e principesca famiglia Boucompa- tempio e santuario della Madonna di Ma-
giio (P'.), da cui originai ono i Dragoni cereto, del cpiale vado a parlare. Il traffico
di Spoleti e di Asisi, e ne parlai nel voi. di Visso consiste principalmente in lane,
XXVIII, p. 264: signoreggiò la contea formaggi e bestiame. La città comprende
dì Macereto, Olmeto e /{pennino, die al nella sua amministrazione comunale gli
Vaticano Gregorio XIII, e al sagro col- appodiati di Ussita, \\ quale non è un bor-
legio di versi cardinali. Non grandiosi, ma go o villaggio, ma il nome complessivo
regolali sono i suoi edilìzi, e la ricca col- die formano gli appodiati, tra quali è i

legiata di s. Maria, decorata di copiosi u- Calcara , Gualdo, non che l'appoduilo


tensili sagri, è insigne e di grave aspetto di Croce che ha 6 casali. Questo appo-
per la sua gotica costruzione. Il suo ter- diato di Croce vanta antichità remota,
ritorio è in monte e piano, ed iu aria buo- come lo danno a conoscere le chiese co-
na. "\
isso ottenne onorifiche capitolazio- struite nelle forme de'bassi secoli, non che
ni in più fatti d'armi a tempo d'Euge- le pitture, massimeqnella della principale

nio IV, di Calisto III e di Alessandro VI, sotto il titolo della ss. Croce, che die nome

per cui risulta essere stato un popolo bel- al castello, con pievano dichiarato dal
licoso, e temuto da quelle città e luoghi vescovo di Spoleti cardinal Facchinetti,
colle qualipugnò, segnalamentecon Spo- e rappresentanti l' Invenzione della ss.

leti nel 3 3, non che con Norcia nel lu-


i 1 Croce, e la Deposizione dalla medesima
glio 522, nella quale epoca 600 pedoni
1 del Redentore. Protettore del luogo è
di Visso fugarono 6000 guerrieri di Nor- s Stefano protomartire: il castello è si-
cia. Urbano Vili fondò il seminario,
vi tuato tra monti in allegra posizione. Fu
i

tuttora esistente, per provvedere all'i- già feudo de' Varani duchi di Camerino,
struzione scientifica ed ecclesiastica di i quali fortificarono il castello di doppi
quel luogo, che dirupati monti rendono muri e forti torri, e mantenevano pub- i

dalle confinanti provmcie appartato. Ri- blici stabilimenti del medesimo, in uno
porta il n.°8o del Diario di RomaitìiS. all'acquedotto e alle strade. Sotto Giulio
VOL. LXIX. 3
S4 spo SPO
III duchessa Matilde vedova del duca
In d'innalzarsiun più magnifico tempio sa-
Ridolfo Varani ultimo investito, restituì rà nata dopo che la celebrità del santua-
il feudo alla s. Sede con tutti gli oneri, rio avrà aumentato il concorso de'fedeli
raccomandando, suoi diletti sudditi e i e con esso si saranno accresciute le spon-
vassalli. Il Papa vi spedì al governo un tanee ollerte. L'odierna grandiosa chiesa
podestà, il quale a spese della camera a- fu costruita a spese de'benefattori e di-
postolicu fece restaurare i pubblici edilì- voli, tra i quali personaggi d'alto lignag-
zi, come si legge inciso in pietra sulla por- gio che recarono doni copiosi, come leg-
ta di quellocomunale: Tarcjuiiiius Ilo- gesi uell' indicata lapide posta dietro la
manti* Restauratori 5GB.Oi a descriverò principal cappella. Dicesi che il tempio ve-
il rinomato santuario di Macereto, che uisse architettato dal celebre Bramante,
appartiene al territorio d'Ussita, edalla e in fatti l'eleganza dello stile, l'armonia
magistratura municipale di Visso, e la delle sue parti, la precisione degli ornati
principesca famiglia Boncompaguo ori- e la finitezza degl'intagli a scorniciature,
ginaria di tal città, come dissi, s'intito- fanno ragionevolmente supporre che sia
lava conte di Macereto, prima che ven- opera di quell'illustre. Ha la (òrma di cro-
desse i suoi possedimenti alla comune. ce greca con cappelle laterali, ed altare
Sottoposto al monte Bove, termine del- maggiore, e in mezzo sotto la cupola la
l' Apennini, la quale
alta giogaia degli cappella isolata colla s. Immagine. L'in-
principia col monte Yelore unode'punti terno della chiesa è di pietra locale qua-
più culminanti d'Italia, e dopo la vallata si simile al travertino e più compatto, ed
d'Ussita, popolata da 12 villette, sorge tra in parte di materiale; ma muri
i esterni
le cime delle montagne minori Macereto, sono rivestili della stessa pietra con ope-
con amena e spaziosa pianura, che nel- ra quadrata, e con pilastri egualmente di
l'inverno ridonda di neve, ed è esposta pietra, i di cui capitelli d'ordine composi-
all' infuriar de' venti. Sul confine della to contrastano in bellezza per la varietà

pianura si eleva maestosa chiesa con an- dell'invenzione colla maestria dell'esecu-
nessi fabbricati e recinto. E' pia tradizio- zione. grande ingresso e la porta mino-
11

ne, convalidata da una lapide, che nel re sono adorne di proporzionali colonne,
i35c) mentre si trasportava uua statuet- alle quali è sovrapposto il timpano leg-
ta di legno rappresentante l'immagine giadramente intagliato. La solida torre
della B. Vergine, che ora ivi si venera, campanaria annessa alla chiesa èalta pal-
per un luogo del vicino regno di Napoli, mi 80, e nella base muri ne hanno 9i

i muli che n'erano carichi, giunti nel sito di spessezza; anche questa è rivestita di

ove fu dipoi edificala la chiesa, iinprov- pietra del paese. Pare che si dovesse ele-
-lisamente si fermarono e non vollero pro- vare a maggior altezza, per cui le cam-
gredire più innanzi, ad onta delle ripetu- pane si posero provvisoriamente sul tet-
te percosse de' vetturali. Siffatto prodigio, to della chiesa ove rimasero. L'eccellen-
fuda alcuni divoti interpretato che la B. te intagliatore delle pietre e insieme di-
Vergine gradiva piuttosto di essere ve- rettore della fabbrica fu M. Battista Lu-
nerata su quell'altura. Non si hanno no- cano, che mentre attendeva con sommo
tizie precise sulla primitiva costruzione impegno all'innalzamento dell'edilìzio
della chiesa , ma può congetturarsi che morì nel i539, e come si vuole, precipi-
essendo stato fabbricato l'attuale tempio tando da un cornicione della fabbrica :

circa il 1 53f), sarà prima stata probabil- venne sepolto a pie della chiesa con roz-
ineate eretta una piccola cappella o chie- za lapide. Testimonianze che la chiesa
siua ove esporre alla pubblica venerazio- ù\ proseguita poi , sono gli anni notati,
ne il simulacro della B. Vergine, e l'idea cioè sulla porta principale ili 563 e nel-
6

S P o S P O 3ì
la laterale ili 565. Forse per tale infor- va che nel 17 o^ benefattori di Ussita re-
i

tunio la torre restì) imperfètta, come il staurarono o l'orse imbiancarono tutta la


restanti: dell'edificio. Inoltre la solidità chiesa. Esposta all'intemperie e a'geli, la

de*4 piloni principali della chiesa e dei parte esterna fu restaurata per elargizio-
ni di demente XII. Il vescovo di Reca-
4 grandi archi, dimostra eh' eransi co-
struiti per servir di base e sostegno a cu- nati e Loreto mg. Bacchettoni della dio-
1'

pola corrispondente alla bellezza e gran- cesi di Spoleti, nel7 5g coronò la s. Im- 1

diosità della fabbrica; aia invece altra se magine, e nel 1822 mg. Bouanoi vesco- 1'

ne vede poco elevata e di meschine for- vo di Norcia consagrò la chiesa. Adiacen-


me, ad 8 angoli semigoliei con cordoni te a essa s'innalza grandioso palazzo, la

di pietra chela scompartono: cjuesta cu- cui costi uzione sembra risalire al secolo

pola è all'esterno foderala da una specie XVI, e nella gran sala si vedono gli stem-
di torre ettagona con tettoia a tegole, e mi d'Urbano V 111, edi duecardinaliDar-
perciò anche in questa parte si deviò dal berini suoi parenti. Innanzi la chiesa e il

primitivo disegno dopo la mancanza di palazzo si estende uu vasto piazzale ri-

Lucano, il quale fu rimpiazzalo da altro cinto di portici, con copiosa fonte con 1

artista di minore abilità. NeliGyS s'in- fistole d'acqua limpidissima, provenien-


nalzò la cappella della B. Vergine nel bel te 3 miglia distante. Il porticato serve per
mezzo onde collocarvi la mi-
del tempio, collocar le merci nelle due annue fiere
racolosa immagine, di forma quadrilate- che hanno luogo, una nelle feste di Pente-
ra a foggia di tempietto, con due porte .'domenica dopo l'As-
coste, l'altra nella 1

laterali. L'idea di questo piccolo edilìzio sunta: esso e la fontana si fabbricarono


partecipa della cappella della Santa Casa a spese de'cavallari eli Ussita verso il fine
di Nazareth nella basilica di Loreto, an- del secolo XVII. 1 contadini e tutti gli
che negli ornati; ma quivi riesce spropor- abitanti di quelle montagne professano
zionato,ingombrando l'area del tempio somma divozione santuario, e vi è me-
al

e deturpandone l'elegante architettura; moria che nella peste che desolò nel 5jj 1

mentre la veneranda statuetta della ss. tutta l'Italia, Visso ne rimase illeso; che
Vergine con maggior decoro e minor di- nel terremoto del 1 7o3,il quale recò gra-
spendio si poteva collocare su 11' altare vissimi danni all'Umbria e alla Mars'ca,
maggiore o iu alcuno de'laterali. Questa Visso non patì alcun pregiudizio; come
coppella è rivestita esternamente di pie- non provò alcun disastro iu quelli del
tra indigena, formandone la decorazione 17 19,1 730 e 1 74- ' * che tanto afflissero

i Gpilastriui corinti e altrettante nicchiet- colla regione ilPiceno e l'Urbinate, ond'è


te, e al disopra corre un cornicione d'in- che i vi.ssani sempre riconobbero la pro-
tagliomollo lavorato. L'interno di essa è digiosa preservazione dalla Madonna di
suflicientemenledipinto^anel resto non Macereto. Nella 3/ festa di Pentecoste il
corrisponde alle belle parti del tempio. magistrato di Visso cogl'impiegati gover-
Nell'altare riccamente addobbato si vene- nativi, in abito di formalità si recano al
ra la s. Immagine dal tempo annerita e santuario, ad assistere alla messa solenne
coperta di preziose vesti con gemme e ri- e primi vesperi che vi si celebrano. Pri-
cami. Dall'epocheivi notalei 678 ei6g6 ma dell'invasione francese,quando Visso
si arguisce che la cappella fu costruita eraformatodi 5 frazioni che chiamavan-
in due epoche, o che per edifi-
differenti si guaite, e compostedi vari villaggi spar-

carla s'impiegarono 18 anni, poiché tan- si perquelle montagne, ognuna atea sol- i

to essa che tutto il tempio si costruì con dati municipali, e a vicenda una per vol-
limosi ne. Dalle iscrizioni esistenti sui me- ta mandavano! militi a corteggiare il ma-
daglioni e che decorano la volta, si rica- gistrato, che in abito di costume e con
3C. S P O S P O
solenne cavalcata partiva da Visso pre- di mura. Popolosa, ha molte mole a gra-
ceduto da tamburi, dalla guaita e dalle no, e fa commercio ne' mercati settima-
bandiere spiegate. Per giungere a Mace- nali, con territorio in piano, colle e mon.
reto passavano per una lunga strada tran- te. Leggo Diaria caeremonialia } òti
ne'
sitando il territorio d' A pennino, villag- p. Gattico, p. 57, che Giulio II a' o mar- 1

gio del ducato. diCamerino, ove sono a- zo i5o7 fu in Castro Acquasparta, e vi


vanzi d'un antico castello. Giunta la ca- pranzò; » eteum victualium,etsupellecti-
valcata al confine del territorio vissano, liuto inopia, ac defectus esset, intellexi-
fatta piccola pausa, il capo della magistra- inus intra annuii) sub Alexandro VI aut
tura diceva a voce alta: Estole cives J is- consentiente, aut tolerantea mililibusdi-
sarti , el pugnale prò patria. Battevansi versarmi! faclionum direptum bis fuisse;

allora i tamburi, si scaricavano i fucili, e et multus oppidanus diveisis, etinfoeli-


a modo di trionfo traversavano i campi cibns modis ferarum more inlerfectos".
d'A pennino, ripiegandosi poi perla mon- Oltre quanto narrai al citato articolo, e
tagna onde giungere in Macereto. Nel ri- a Cesi famiglia, per questa dirò a Cew in
torno tenevano la via più breve di Ussi- appresso altre parole. Che duca Fede-
il

ta. Nelladetta r." domenica dopo l'Assun- rico Cesi con fondare iu Acquasparla una
ta, nel santuario si lucra l'indulgenza ple- accademia vi fece risorgere le scienze, lo
comunicalo vi-
naria, da cbi confessato e celebrai ne' luoghi ove trailo di quella
sita la Immagine; tale è il concorso, da
s. pontificia de'Lineei, come nel vol.LVIII,
destarestuporecome in sì altissima mon- p.i5i. Uniti ad Acquasparta sono due i

tagna
o si aduni tanta moltitudine. 11 san- prossimi casali o frazioni di Con/igni e
tuarioèdotatodi molti beni,amministra- Casteldel Monte. Altri appodiati sono Ci-
ti dalla magistratura di Visso, e col pro- sterna, Forzano, Scoppio, Macerino, e
dotto de'quali si stipendiano due cappel- Casigliano il quale ignoro s'è Cassigliano
lani confessori chel'ufliziano, si provvede di Cluverio, succeduto alla città vescovi-

la chiesa con decoro, e l'esuberanza s'im- le di Corsali, d\ cui feci parola a Cascia,
piega nel mantenimento degli alunni del essendovisi trovati più monumenti e i-

seminariodi Visso. I pellegrini sono cari- scrizioni illustri. In Macerino i chierici di


tatevolmente accolti nel santuario, allor- camera nel declinar del secolo XVII, di-
ché si recauo a visitare la s. Statua; ed i videndo il governo di Cesi, vi mandaro-
viaggiatori ebe nella stagione invernale no il governatore delle Terre Arnolfe.
sono minacciali di qualche pericolo, tra Airone. Comune del governo di Ter-
le altissime nevi, trovano sicuro ricovero ni, nella diocesi di Spoleti, con territorio
dalla violenza della bufera. in monte e in colle, con pochi fabbricali.
Distretto di Terni. Forse lo fabbricò l'antica e nobile fami-
Terni {V.). Città con residenza vesco- glia Aironi di Spoleti, della quale abbia-
vile e con governo distrettuale. All'am- mo di Carlo Cicero: Memoriale de' nobili
ministrazione municipale sono incorpo- detti d'Arronii o d' Airone, Roma 692. 1

rali 5 casali, e gli appodiati à'Acquapa- La chiesa d'Arrone ha belli affreschi del-
lombo nella diocesi di Terni, Miranda, lo Spagna, ed un pregievole quadro del
Poggio Lavorino, s. Zenone o Rocca s. Campilli. Anone ha l'appodiato Buonac-
Zenone nella diocesi di Terni. quisto.
Acquasparta[ T- .). Comune del gover- Castel di Lago. Comune del governo
no di Terni, nella diocesi di Todi, irriga- di Terni, nella diocesi di Spoleti, il cui
ta dal tori ente Naia che influisce nel Te- territorio è in colle e piano, con mediocri
vere. Ha la collegiata di s. Cecilia vergi- fabbricati, cinti di mura da tramontana e
ne , molto bene fabbricata e circondata levante, aveudo nel restante iuacccssibih
S P S P 37
scogli. Credesi sorto all'epoca clic i primi Capitone tra gli altri illustri vanta un con-
longobardi venneroin Italia; altri dicono sole romano. Nel voi. Ili, p. ij^iS'òe
ila II.i demolizione del castellod'Iscia,che 288 parlai di Felieiano de' Capitoni da
poco lungi esisteva ancora a'tempi di Ci- Narni, già religioso de'servi di quella cit-
cerone,lecui rovine tuttora ne presentano là, poi arci vescovo zelantissimo d' A vigno-

le tracce. A'tempi ile' guelfi e ghibellini ne, acerrimo difensore del catolicismo
gli abitanti sostennero una guerra in u- contro gli ugonotti, ed ove mori, e dicesi
nione co'ternani, contro gli spoletiui. che lasciasse il suo cuore al convento SUO
Colle Stalle. Comune del governo di di s. Maria delle Grazie di Narni, ed i pre-
Terni, nella diocesi di Spoleti, con ter- cordi a Capitone. Trovo nel p. Gallico,
ritorio io monte, collee piano, con buoni Diaria caeremonialia, p. 5^, che Giù-
fabbricati, spaziosa e bella piazza, ampia lio II giovedì 1 1 marzo 5oj, provenien- 1

cisterna, e stradeben tagliate, il tutto cin- te ila s. Gemine, con tutta la curia vi pian-

to ili mura, con suo borgo. Vie la col- io,con gran festa degli abitanti, die si
legiatadis. Pietro apostolo,cbe ha un'an- mostrarono generosi; poscia il Papa si l'e-
tica chiesa sotterranea, ora ridotta a ci- co a pernottare in Orte. La famiglia Ca-
miterio. Presso la chiesa di s. Maria del- pitoni era uua delle più nobili e antiche
laCroce e s. Liberatore vi è una fiera ai dell'Umbria, volendosi discendente da C.
16 eiy maggio. Questa terra è antichis- Ateio Capitone, che fiorì tra romani e i

sima, e dapprima Fu stabilita dil 000 pas- longobardi. Per matrimonio dell'ultima
si di periferia; è di figura ovale, quindi superstite, si consolidò ne' nobili Fabi-
ri fabbricata in forma diversa. Si vuole e- Montani, che insiemeal possesso de'fondi
dilìcata nel 1° secolo di nostra era, ed al- e di una parie della contea, ne assuusero
lora ebbe una grossisti ma torre, de'tor- il cognome e i titoli. Tra gli altri privilegi
i'ioni,casematteealtri militari fabbricati, goderono quello di cavalieri dello Spero-
erano due templi, uno
JVel territorio vi ne d'oro, concesso a tulli i discendenti
della dea Maja, che venne convertito in dall'imperatore Carlo IV; per cui, quan-
chiesa dell'Assunzione di Majano; fu of- do Papa Gregorio XVI rinnovò l'ordine
fiatata da'monaci farfensi, poi ridotta a col litolodi s. Silvestro, lo concesse a 'coati
collegiata di preti, ed in fine a prepositu- Francesco e Silvestro Fabi Montani, ti-

ra, che tuttora esiste; l'altroera sagro agli nici superstiti di loro illustre famiglia. Il

Dei della Morte, posto alle Colline, che conte France»co cameriere segreto di spa-
fu trasmutato in chiesa a Angelo delle
s. da e cappa di quel Papa e decorato da
Colline, ma di questa poche rovine sol- lui dell'ordine eziandio di s. Gregorio I,
tanto sono rimaste. virtuoso per la sua saggia condotta, egre-
Capitone. Comunelle! governodi Ter- gio autore di molti interessanti e lodati
ni, nella diocesi di Narni, con territorio opuscoli, con quasi raro esempio, quaudo
in colle e mediocri fabbricati. Fu edifica- nel 1846 il glorioso Gregorio XVI era be-
ta dalla famiglia de'conli Capitoni di s. stemmiato dagli empi, fu segno dell'am-
Gemine, dove ne riparlerò. Nella chiesa inirazione e riconoscenza de'buoni, colla
a rei pie tale dedicata a s. Andrea apostolo, sua compilazione è pubblicazione dell i in-

vi è sepolto un vescovo Capitoni. Fra i portanti , Notizie isloriche di Gregorio


suoi cittadini nominerò quelli sepolti nel Xf'I P. M. di santa memoria, Roma
convento di ritiro de' minori osservanti 18 {.6, le quali furono estratte dagli An-
della ss. Annunziata d'Amelia con questa noli delle scienze religiose, 2/serie, t. 3,
lapide. In hoc sepulcìiro j aceti, corpor. p.i Aveudoabbraccialo lostato eccle-
1 o.
hb.p. Francisci Ovary,et Patdi de Ca- siaslico, merilòche il regnante l'io IX lo
pilotilo ord. min. de obscrv. Anno iGb8. facesse suo cameriere segreto sopianuu-
38 SPO SPO
mero di manlellone, e canonico Liberia- rilievo scolpito un pria pò, opera umbra
no. Egli fiorisce tra i letterati viventi e degna di rimarco. Sparse in vari luoghi
la horioside'buoni studi con chiaro nome, si trovano antiche iscrizioni, delle quali
ed è pio custode generale della cospicua meriterebbe l'archeologia di far tesoro.
accademia d'Arcadia, di cui ne pubblicò Nella casaPressio si vedono due belli di-
la bella istoria, non che consultore delle pinti, l'Assalonne
credulo per cora un con-
s. congregazioni dell'indice e de'riti. senso del Quercino, e la B. Vergine Ad-
Collescipoli. Comune del governo di dolorata forse dell'Albano. Secondo al-
Terni, nella diocesi di Marni, con territo- cuni storici, contraddetti da alili, è opi-
rio in colle e piano, e popoloso paese, for- nione che Cesi sorgesse dagli avanzi della
nito di molte e belle fabbriche attornia- celebre Carsulio Camoli3 àe\ìa qualegià
te da mura. Vi sono due collegiate, l'una fecicenno a Caccia. Il complesso del ter-
di s. Maria Maggiore, l'altra di s. Nicolò. ritorioèin monte, colle e piano, nella cui
Fu detta Colle dì Scipione, perchè si vuo- sommità sono due cisterne. Al citato ar-
le edificala da Publio Cornelio Scipione ticolo Cesi ricordai gli scritti diConlelori
l'anno di Roma 554, allorché ritornò vit- in favore della camera apostolica signora
torioso de'cartnginesi. Vanta diversi uo- di questa terra, e de'suoi duchi che re-
mini illustri, ed originari di Collescipoli puta fondatori, altri dicendola fabbrica-
furono i romani cardinali Jacopo Tebal- ta o almeno risarcita da Valerio d'Aqui-
f/o,edA ngeloFrancesco/iV//;,/cc/o//,il (pia- tania.chesi vuoledeìla famigliaCesi. Que-
le ebbe molli voli pel pontificato, ed in sto luogo fusempre capo d'uno stato par-
suo luogo restò eletto Alessandro VII. ticolarechiamato Terre Arnolfe, da Ar-
Cesi. Comune del governo di Terni, nolfo antico signore di esse, e governilo
nella diocesi di Spoleli, con titolo di du- da un rettore pontificio come una pro-
cato già della celebre famiglia Cesi (T.), vincia, il che rimarcai a Presidati del-
principi dell'Umbria e di Spoleli (non pe- lo stato Pontificio, ed a Sovranità' dei
rò che vi avesse mai esercitato dominio: romani Pontefici, per cui da questi fu
questa illustre famiglia partita antica* riguardata come parte integrante cle'do-
menteda nuovamente ascritta
Spoleti,fu minii temporali della s. Sede. Il Borgia
alla cittadinanza nel secolo XV), comeso- nelle Memorie isteriche di Benevento cru-
no da alcuni chiamati per le possidenze dilameute ne tratta, e riporta parte della
che vi ebbero, splendida per antichità, po- bolla di Martino V eletto nel i4' 7,inC'oe-
tenza e illusili personaggi, massime car- Ha DominijO sia processo papale col quale
dinali, e della quale riparlai a Silvestro fu fulminata la scomunica contro gl'inva-
II, perchè si crede della medesima, ed a sori delle città e luoghi spettanti alla signo-
Palazzo Camuccini, perchè ivi fondò il ria temporale della romana chiesa, ove
duca Federico la celebiatissima accade- espressamente sono nominati, Dncalum
mia de' Lincei, tuttora fiorente. La rag- Spoletanum , loca ac Terras specialis
guardevole terra diCesi è situata al nord- commissionis Arnulforum. Dirò dunque
ovest di Terni, e in distanza di 5 miglia: con Borgia, che per Terre Arnolfe $''in-
I estesissimo orizzonte diesi gode, riden- tendono molte ville, castella e terre poste
te e ameno ne rende il soggiorno. Possie- fra fiume Nera e la città di Spoleli, e
il

de numerosi fabbricali, fra quali


belli e i cosidenominate da un signore per nome
l'ampio e ben architettato palazzo de'du- Arnolfo, dal quale anche discendenti fu- i

chi Cesi, e tra le chiese primeggia la col- rono chiama ti A molti, come asserisceCon-
legiata di s. Maria, essendovi pure un mo- telori nel cap. 4 delle sue Memorie isto-

nastero di religiose. Mirabili sono gli a- riche della Terra di Cesi, ove molte cose
vauzi d'un muro ciclopeo, ov'è in basso scrive delle suddette Terre Arnolfe. L'a-
S P o s P O :>()

nonimoclie compose un libro (Riccardo nae dioecesis, S. B. Ecclesiae ini mediale


Anydo Bruni bastardo di casa Cesi, se* lubjecta, seu eorum aliqua, quaa ni) un-
condo Mazzucchelli, intitolato: Risposta memorabili tempora uti patrimoniales,et
alte Memorie ittoHche della Terra di Ce- peculiare* ApostolicaeSedii et llomanae
si, raccolte da mg.' Felice Contelori in Ecclesiae speciali praerogatìvac habita
(/nello riguarda l'interesse di casa Cesi, fuerunt et sunt prout Romanornm Poh-
Napoli 1676; ma fu così inconcludente, tifìcum praedecessorum aoatrorum ba-
die pubblicando lo stesso prelato la sua ctenus monumenta testantur". Dell'art*
Anlirispostaapolog('tica } iion die più luo- lieo dominio della s. Smìe su queste Ter-

go al bruni di replicare) per difendere la re Arnolfe, si hi ebe l'imperatore Ot-


casaCesi, contro l'opera del dotto prela- tone I il Grande donò alla s. Sede ed a

to, ailopiò più asprezza, clie erudizione: Giovanni XII, 7 città del ducato di Spo-
con tullociò non rigetta l'accennata ra« leti, fra lequali Norcia eTerni,echel'im-
gione sulla denominazione delle Terre peratores. Enrico II donò il resto del du*
Arnolje. Certamente il Contelori volendo cato a Benedetto Vili nel io 4, secondo r

provare die gli Arnold erano padroni di la donazione Carlo Magno, con altri
di
tutto o quasi tutto lo spazio fra la Nera beni posti monti, ed ecco le
al di là de'

e Spoleli, si appoggia su due scritture o parole del diploma: Pro quibus saepedi-
donazioni filile nel ior>3 e 109.4. almo- ctaeEcelesiaes.Petrìtranscribimus,con-
nastero di Maria di Farfa nell'Acuzia-
s. cedimus, et confirniamus omnern Ulani
110, e nel monastero di Monte Cassino; ed (errata, quain inter Nartiiant, luterani-
inoltre allega Pietro Diacono nella Cro- ne/n, vel Spoleturn ex regni nostri parte
nica cassinese cap. 3, lib. 4> ove scrive, 1 habuiinus. Le Terre Amolfe dunque fu-
cile Arnolfo persona nobile fece dono al rono comprese in questa definitiva dona-
monastero cassinese della metàdellechie* zione anche in forza della permuta di
,

se di s. Maria e s. Angelo di Cesi, essen- Bamberga e Fulda, che il Papa cede li-
do abbaleOderisiode'conti diMarsi crea* l'imperatore. Aggiungeròcon Contelori,
to nel 1087, ed Ugone abbate del mona- che Nicolò III ottenne nel [278 un diplo-
stero di Farfa nell'opuscolo De desini- ma dall'imperatoreR-odolfo I d'Absburg,

ctione monasterii sui, comei\alo nella bi- con dichiarazione che il ducato di S/>o-
blioteca Vaticana. Tra gli altri monumen- leti e leTerre Arnolfe erano d'assoluto
ti antichi spettanti alle Terre A rnolfee ri- dominio della romana chiesa. In unacar*
portati nelTAntirisposta apologetica per ta di Papa Nicolò IV del 1289, in cui si
le Memorie isloriche di Cesi, adduco qui enumerano le rendite, frutti, e censi che
soltanto la bolla d'Alessandro VI de'29 la chiesa romana possedeva in vari luo*
aprile 1 5o2,in cui sono individuati i luo- ghi, provinole e regni, affine di assegnar-
ghi delle medesime 7Vr/-e/^7io//<?. In que- ne una certa porzione al sagro collegio,
sta bolla dunque vuole il Papa, che ichie- vi annoverò anche le Terre Arnolfe, con
rici di camera reggano e governino--* Cae> queste parole: Ducato Spoletanu, Terra
saruin, Porcoriae (seu Portariae), Mace- Arnulforum. L'antica rocca di Cesi, un
lini, Purzani, Colliscampi, Messaui, Ci- tempo governata da'cavalierigerosolimi-
sternae, Florenzolae, Scoppii, Fogliani, tani, è oraquasi adequata al suolo. Que-
llapicciani, Palatii , Aretii , Cordigliani, sta rocca fu di molto interesse pe'P.ipi,
Mogliani, Buelani,Mantrellarum, Ballili* come dirò parlando a Spoletidi Cesi che
ni, Sterpeti, A poi natii, Poggi, Appecca-
li ad esso si sottopose, e (.Ielle guerre co'ler-
ni,et Aquaep. dumbi, Vallis-Pernacchiae, nani, in uno al governo de'chierici ili ci-
et alia castra, et loca terrai uni, ets[iecia- mera, succeduti agli antichi rettori del-
lis conuuissionis Ai'nulpkorum Spolela- lo Terre Arnolfe, di tutto trattando Con*
4o SPO SPO
telori nelle sue Memorie /.tfonWir, come dente; imperocché molte sono le gallerie

delle sue chiese. Cesi è situato al pie tli e le ca venie nelle quali si ammirano stal-

eli vita rape, che alcuni chiamano Monte latili formate da goecie d'acqua calcari-
Eolotdagl'internimeali della quale,e delti fere. Lunghi cilindri bianchissimi pendo-
lì/otte Eolie, soffia nell'estiva stagione no dall'altodelle cavità, e veggonsi come
un vento freschissimo, il quale per mez- sorgere dal basso altri cilindri di maggior
zodì conclottis insinua negli abitati quar- diametro de'pi imi, e di forme le piìi sva-
tieri, e tempera meravigliosamente il so- riate. Le grotte sono intonacate tutte tli
verchiocalore, come afferma l'av. Castel- sostanza calcarea, che penetrando dalle
lano, riportando, estratto dalle /Memorie fendiluredel monte hanno formatoscher-
eli l'epigramma di Angelo Gavotti,
Cesi, zi curiosissimi. In alcuni punti l'intonaco
il quale con venusta latinità descrisse il della grotta è nerastro, effetto forse di bi-
fenomeno. Il Calindri parlando delle fa- tume o più probabilmente di filtrazioni
mose profonde e aeree Grotte Eolie^ìme contenenti sostanze organiche. Si vedono
che sovrasta al fabbricalo di Cesi il mon- nell' alto crepature formate facilmente
te, ove una parte anamografìa si pre-
di dall'acqua congelata, e concrezioni a gui-
senta all'occhio indagatore, perchè vi so- sa di veli, frangie, festoni e altri bizzar-
no opache grò Ile eolie, ossiano bocche del ri disegni. Vi è qualche indizio d'ossami,
vento, che nell'esterno sono fenditure na- vi saranno fossili di varie specie.
e forse
turali sul masso del monte, e nell'inter- Queste grotte occuparono l'attenzione di
no caverne fra loro comunicanti, e che illustri geologi, e diverse scoperte si de-
spirano con istrepito gagliardo vento in vono al can. Carlo Stocchi. L'occulta ca-
ogoi stagione, e massimamente in eSta- gione di lauto fenomeno fu pure presa a
'

te, variando nella temperatura anche disaminadald. Luigi Bartolini di Trevi,


1

sulle diverse ore del giorno. Osserva mi- e con elaborata disseriazione spiegata, un
1
lologicamenle,che pare in quellesorpren- di cui brano pubblicò il d. Clemente Car-

dcuti spelonche si azzuffino Borea, Euro, toli. In poca disianza da Cesi vi è il san-
Auto, cZefìiro (ìgliodi Kolodiode'Venli tuario delleeremite di Cesi, ove stanzia-
e dell'Aurora, vento che spira dall'occi- no i minori osservanti. Cesi ha per ap-
dente. Leggo nella Lettera sulle, dotte podiati Apnecano e Polenaco o\lie
}
il vil-

Eolie di Cesi, del eh. p. Gio. Giuseppe laggio di Poggio Azzuano.


Ghisotti minore conventuale, che Cesi è Monte Castrilli. Comune del "overno
o
cognito ancora per le sue bocche eolie, di Terni, nella diocesi di Todi, con terri-

ossi a no per leprofonde cavità del monte, torio in colle, molti fabbricali mediocri
il quale lo chiude interamente al nord. e citili di mura. E' assai popolato, ma po-
])i carbonato calcareo si compone tutto co è nota la sua origine, essendola più
d monte, ed i suoi strati sono di varia in- antica memoria del io5g. Ne so no frizio-
clinazione, con gran copia di petriflcazio- ni diversi casali, CasteldtlC Aauila, Col-
jn marine. Dallediversefenditure con vio- le Serro, Belfiore e Sismano.
lenta esplosione esce durante l'estate un Pieililuco. Comune
governo e dio- del
ventocontinuo e freddo, con cui gli abi- colleemon-
Cesidi Terni, con territorio in
tanti, incanalando questecorrenti d'aria, te in cui alcuni pretendono sorgere la
,

artificiosamente col mezzodì tubi rinfre- città di Camola, altri sostengono che il
scano loro appartamenti; e le famiglie
i presente paese successe all'antica Tiora.
più agiate an/i vi i infresenno eziandiole Nel territorio si trovò un bassorilievo
bibite,! liquori eie vivande. Altra rarità rappresentante simulacro di Nettuno,
il

delle grolle sono gli stallatiti checonlen- enii tridente e delfìni, e ciò nelle rovine

g-;no,con ispetlacolo veramente sorpi cu- d' uu lempio dedicato a quel nume. Ai
S 1M> S P 4t

tempi (lelContelori vi cranucirca i 5 chic- lare fenomeno dell'eco assai dilettevole,


se,due confraternite, monti del ss. Sa* i poiché ripete chiaramente un endecasil-
Bramente e della ss. Annunciala, e l'o- labo, o (piai allro numero di parole si

pera pia per le zitelle sullo l'invocazione possa pronunziare in due minuti secon-
della ss. Annunziata. Ora esistono 7 chie- di. Che se si cimenta a ripetere un sem-
se. Vi fu un convento di agostiniani, al- plice monosillabo, ciò non avviene che
tro di minori conventuali, e per ultimo dopo trascorso il eletto istantaneo spazio,
quello del p. Federico, la cui congrega- quasi fosse l'ultima sillaba d'un verso. Il

zione fu poi soppressa dal Papa. Questo complesso delle sue naturali bellezze vi

borgo cospicuo e delizioso di Piedi luco o richiama a visitare Piedi luco personaggi
l'iè dì Lugo,^"e/i7KM,fii così detto dal Lu- e sovrani, e stranieri d'ogni rango, non
co o bosco consagrato alla ninfa Velia o che i pittori di paesaggio per ritrarne le

Velinia, nome che suona palude, e fu nei magiche prospetti ve. QuaudoSislolV par-
tempi pagani divinizzata, fingendosi che tì da Roma nel 1/^76 per la peste, si re-

•vidimorasse, onde vi ebbe culto, oltre cò pure a Piediluco co' cardinali agli 8 ot-
Diana. E' situato alle falde d' ignudo e tobre, e vi si fermò due giorni, tratto dal-
acuminato monte, in cima al quale sono l'amenità del soggiorno. Ricordai a Rieti
avanzi d'una grandiosa fortezza gotica, in la visita che vi fece Clemente Vili nel
cui si pretende da alcuno che vi fosse car- 1 ~>)f") con ispleudido corteggio, per ve-
eeratoCorrado Trinci tiranno di Foligno, dere i lavori da lui ordinati per disecca-
il quale in seguito mori in quella di So- re la Valle Reatina. Soggiacque a terre-
riano (/ '.), donde si partono le mura la- moti, per cui ha di Luigi Gilii, Disser-
:

si

terali, che di quel fabbricato formano un tazione fisico slorica sui terremoti di Pie
tutto col bello ed esteso abitato recinto, di Litgo } Roma 1786. Clemente XI la
il quale fa vaga mostra sul celebre lago smembrò dalla Sabina al cui governo
,

Velino che gli è a! piede, formato dalle appai teneva, attribuendola alla provin-
acque del fiume Velino, e specchiandosi cia di Spoleli, ed altrettanto lece con
in esso. Il lago che col suo famoso eco già Stroncone ed Otricoli.
descrissi nel voi. LVII, p. 2 18 e 220, è Monte Franco. Comune del governo
circondato all'intorno da floride colline, di Terni, nella diocesi di Spo!eti,cca ter-
ed abbonda di squisite trolte che acqui- ritorio in monte e piano, e mediocri fab-
stano delicato sapore nel sassoso bacino; e bricati circondati di mura, col borgo di
gran parte degli abitanti ritraggono dal- bell'aspetto. Ne'suoi primordi si denomi-
la pesca i mezzi di sussistenza. Un cana- nava Bufone, che nel 1290 cambiò col-
le all'ovest unisce il lago Velino al fiume l'atluale. L' imperatore Ottone IV nel

omonimo, in distanza poco meno d'una 1209 Io fece occupare, quando si ribel-

lega dalla famigerata caduta, e nelle agi- lò ingratamente a Innocenzo III. Vi fu


li barchette, chi lo visita, gode di deliziar- sanguinoso fallo d'armi fra gli spoletinie
•visi. Di prospetto al paese, nella parte che ternani, pel possesso di questa terra, che
il lago diviene più angusto, sorge sulla ri- poi rimase agli spoletini. Quindi lo domi-
\a un altro conico monte, che dicesi Cu- nò un Giuseppe nipote in linea disceuden-
perno o di s. Egidio, rivestito di sempre tale di detto Ottone IV.
verili boscaglie, che la scure rispettò in Papigno. Comune del governo e dio-
ogni tempo, qua! ferma barriera a'venti cesi di Terni, con territorio in colle e mon-
meridionali. In piccolo ripiano a pie di te, che produce gustose ed eccellenti per-
es-.il, dirigendosi la voce coll'aiuto d'ap- siche. Ila molli fabbricali, con bellissima
posita tromba verso l'opposta parte abi- chiesa matrice, il lutto cinto di mina, con
tala, si sperimculu il ricordalo e siugu- piccola borgo. E di antichissima esialen-
4* S P O • SPO
za, ma ignorasi l'epoca precisa del suo della quale è famigerata la virtù curati-
principio. La meravigliosa caduta delle va; l'altra d'acqua sulfurea, giovevole al-
Marmore, formata dal momento che il l'eruzioni cutanee, e perciò sono ambe-
Velino si getta nel Nera, è presso questo due assai frequentate e ne meritarono l'a-
paese: ne parlai a Rieti, eripai lei òa Teu- nalisi ilei prof. Sebastiano Purgotti, A-
m. Ila fi chiese e 3 confraternite. natisi dell' acque minerali di s. Gemini,
Polino. Comune del governo di Terni, Perugia 1 La chiesa matrice è sotto
8.| i.
diocesidi Spoleti, con territorio in monte, l'in vocazione s. Gemini discendenteda-
di
il cui paese è fornito di buoni fabbricati. $li antichi redi Persia, che abbandonata

Porlana. Comune del governo di Ter- l'idolatria e la patria, venne in Italia nel-
ni, diocesi di Spoleti, con territorio in col- l'abbazia di s. Paterniano di Fano,ove ab-
le e piano, avente sufficienti e mediocri bracciò la religione monastica. Dopo es-
fabbricati cinti di mura. sere stato in altri monasteri, dimorò lun-
S. Gemine o Sanremi/le, o Santo Ge- go tempo in Casuentino in un monastero
mini, Sancii Gemini. Città del governo del suo ordine, donde passò in Fere/ilo,
di Terni, nella diocesi di Narni,con ter- e vi mori a'g ottobre dell'8 i 5. Casvento
ritorio in colle e poco in piano, vasto e o Casvenlino fu municipio e colonia mi-
fruttifero, e tra le sue produzioni è rino- litare romana, presso l'antichissima Car-
mata l'uva appassita o uva passerina, ec- soli umbra, e vuoisi che ne'secoli di mez-
cellente quanto quella di Levante, e ce- zo fosse cattedrale, indi distrutta da'sa-
lebrata anche dall'Alberti. Ha molti fab- raceni nello stesso secolo IX. Crede Ca-
bricati cinti di mura, parecchi de'quali li in ri
I che i popoli della distrutta Carati'
ragguardevoli e regolari, e fu giàconipre- la, ch'era circa un miglio e mezzo lungi,
sa tra le Terre Arno/fe. E' situala sopra •vi si stabilissero. Dice il Castellano, che
amena collina, e sebbene più volte (piasi i casuentini ed i carsulaui furono, secon-
nuovamente rifabbricata, presenta non do Plinio, abitatorididiieconfinanti mu-
poche antichità. Ne'suoi scavi si trovaro- nicipi dell'Umbria nella VI regioned'Au-
no lapidi, monete, lastricali di musaico e gusto; e che i resti dell'antica Carsula si

di grosse pietre, ruderi e altri monumen- vedono ad una lega distanti, come un me-
ti che attestano di sua vetusta grandez raviglioso arco di pietre quadre commes-
za. Nel mezzo della città è un arco di ro- se senza cemento, e diverse muraglie ap-
mana costruzione, di circa i oo anni avan- partenenti ad un anfiteatro, con chiesa
tila nostra era, secondo il Calindri.Si tro- tuttora esistentee costruita ne'bassi tem-
varono pure varie piccole celle eziandio pi. Aggiunge, che a Casventosuccesse l'o-
d'opera romana, e credute avanzi di ter- dierno s. Gemini, lo che chiaro apparisce

me. Neli8a8si rinvenne un pianeito di per una lapide di Terni, e dall'illustra-


musaico, probabilmente costruito dagli zione che ne fece il dotto archeologo Gi-
antichi romani, che il cav.d. Carlo de'nrin- rolamo Amati: Memoria sopra l'aulico
cipi Santacroce, già signori di s. Gemine, Casvenlino, in risposta alla confutazio-
trasportò alla sua villa e insieme ad altre ne della particola del giornale dell' Uni-
anticaglie, non che stemmi d'antiche fa- briade?iia°oslo 82 5, Perugia 1 829. Fu
1

miglie sangeininesijda lui con amore rac- riprodotta dal Giornale Arcadico, t. 4 ' >
colte, essendo amatore di questo soggior- p. 33q. Veramente l'Amati non fece che
no: da ultimo mori in Foligno, ed ivi re- approvare altro simile opuscolo che so-
stò sepolto cou onorevole lapide. Gode stiene l'identità di Santogemini coll'anli-
ariasaluherrima,ed lia nelle sue vicinanze co Casuenloo Casuentillo, lavoro del no-
due sorgenti, l'una d'acqua acidula, con- bileDomenico Santi-Terzi delle patrie
tenente molle parti di magnesia e furio, memorie cultore iutelligcntissimo. Il ca-
a

SP<> SPO 43
pitano Ciccolini di Todi volle contrasta- se merita menzione quello s. «.li Fri inte-

re a s. Gemini tal vanto, per trasferirlo sco, il quale santo dimorando ini. Gemi-

a Ripabianca in riva al Tevere, nel leni- ne vi operò un miracolo. Fu nel secolo

torio di sua patria; ma monumenti


ad-
i XIV edificata o almeno restaurata, con
dotti si riferiscono piuttosto, secondo l' A- diritto di padronato, da'eonti Capitoni si-

inali, a'popoliCosani o Cossani Volcien- guori della Torre de' Termini detta di Pie*
ti, die dall'agro di Todi non erano lon- c7ti'o,e da'quali.come notai di sopra, vuoi-

teli. Osserva Calindri, che a comprova- si ancora fabbricato il castello di Capilo-

re maggiormente con 1' Amati die Ca- , ne, ove ne feci parola, dicendo die i con-
sultino non era lontano da s. Gemine, ti Capitoni Montani signori di varie ter-

edera lo stesso dell'attuale Santo Gemi- re, si consolidarono colla famiglia de'Fa-
ne, dentro la città vi è tuttora una vasta bi. Santo Gemini non mancò di altre il-

contrada denominata Casuentinoj tutta* lustri e antiche famiglie, cornei Milanesi,


volta non è contrario dal credere die nel i Genuense, Lamperini, gli Alvi, Ter-
i i

territorio Todiuo vi fosse altro Casuen- zi, Fabi; emigrate nella più parte dalla
i

tino, giacché non mancano esempi di pae- patria, ne sorsero altre doviziose e rispet-
ti uniforme nomenclatura. Allorché a
di labili. Molti uomini illustri fiorirono in
tempo di Guido II duca di Spoleti si ri- questa città,, e per ricordarne alcuni, in

fabbricò questa città, vi fu trasportato il santità di vita il b. Paolo Capitone fran-


corpodis. Gemini, e per la divozione che cescano osservante, s. Pietro martire di
a lui nutrivano e per la fresca memoria tal ordine, ucciso per la fede in Marocco.

che ne conservavano, vollero cittadini i Molli podestà e guerrieri, e diversi vesco-


che non più Casvenlo, Casuenlo o Ca- vi,come Biagi Alvi di Pesaro poi di Chiù-
suentino, ma
Santo Geminisi chiamasse, si,Matteo Grumoli di Terni, Tomeo Con-
fabbricando a suo onore una chiesa ser- felli dtMuro,eClemente suo nipote e eoa-

vitada monaci. Ilsuocultosi propagò per diutore poi d' Acerno, Giuseppe Saltasti
l'Umbria, e gli furono alzate altre chie- Fadulfì d'Amelia, e Carlo M.' F.ibi ve-
se con monasteri. Inseguito la città lo di- scovo di lai città, fatto da Pio VI che gli
chiaro protettore principale, ed al suo donò i suoi San dali (^\)con facoltà d u-

stemnia vi sostituì la figura del santo su sarli. Ne celebrò le virtù e i patimenti il

d'un cavallo bianco che tiene una bau- conte ora mg.i' Francesco Fabi Montani,
diera svolazzante. Essendosi perduta la che lodai a Capitone, come discendente
memoria del luogo preciso in cui giace- di quell'antica stirpe: Elogio storico di
vano le sue reliquie, furono 1 in venule nel mg.'' Carlo Maria Fabi vescovo d' Ame-
restauro della chiesa. Questa passò in lia } Roma 1 843. In questo si celebra pure
f
commenda cardinali, eperle diminuite la cortesia degli abitanti, Santogemini e
'

renditea'prelali, l'ultimo de'quali fu mg. 1 Casuento, ove dice esservi fiorita l'acca-
Giacomo Fabi che ir
generosamente la ri- deinia letteraria i\e' Nuvolosi. Santo Gè-
nunzio, acciocché unitevi altre rendite si mini passò sotto il soave dominio della
formasse uua collegiata, comeelleltuò l'io chiesa romana nel io 1
4> quando s. Enri-
VII nel 1 8o4, il cui abbate fu dichiarato co 1 1 per lepermute falte con Benedetto
unica d'igni là. Di recente questa chiesa fu Vili gli donò restituì definitivamente

rifabbricata in miglior forma. Forse più col ducato di Spoleti le Terre Arnolfe,dzl-
antica, e già primaria del luogo, è quella le quali parlai a Cesi. La città si mostro
parrocchiale di s. Gio. Battista, con ar- sempre fedele e affezionata alla s. Sede,
cipretee 4 canonici sino ah 34G, in cui il e validamente si oppose a Federico li e

vescovo Tinacci vi pose i suoi agosti nia- ad altri nemici della medesima, onde Pa-
ni che ancora l'ufficiano. Tra le al Ire chie- pa Gregorio IX l'annoverò tra beni pa- i
4 i.
s p o SPI)
L'imoniali della romana chiesa; Giovan- Trattò particolarmente di s. Gemine il
ni Wll per la resistenza falla allo sci- cappuccino saiigemincse p. Antonio Miti,
smatico Lodovico V il Bavaro, la dichia- / 'da de ss. Geiiune protettore della Città
rò lungo speciale e dislinto, spellante al- Ducale che porla il suo nome, Proculo
laSede apostolica, e Gregorio XI necon- martire e I olusiano C. /''.amendue di
fermò eaccrebbe i privilegi. Mostrò ezian- Temi e di Corsoli, con il compendio di
dio la sua divozione a' Papi, contro l'ani* quelle di alcuni altri santi e servi di Dio,
bizioso Ladislao re di Sicilia. Eugenio I V compiette e illustrale con dn-erse anno-
gli ampliò il territorio, ciò che conferma- tazioni storico-critiche, Macerala 1 784.:
ri. no Nicolò V e Calisto 111. Trovo nel Carsoli rediviva oivero storiche ricerche
,

p. («attico, Diaria caerernonialia, p.5j, intorno all'antichissima città di Carsoli


che Giulio io marzo 5oy vi pernot-
11 a' i ne II' Umbria, Macerata 800. Quanto al- 1

tò colla coite, in epoca che s. Gemini a- la 1 ."opera, nota il Banghiasci, che la die
vea assai sofferto perle guerre; indi passò alla luce Casimiro Picucei, e le cui anno-
;i pranzo in Capitone, apprendo da Con- tazioni in gran parte toccano la storia di
telori,che nel 1027 pel passaggio de' ve- Santogemini, Terni, Carsoli distrutta cit-
neziani capitanati da Francesco Al.* I du- tà,ed altri vicini luoghi.
ca d'Urbino, fu segno alla militare licen- iSiro'ico'ie.Comune del governo diTer-
za, e saccheggiata ebbe arsi gli archivi, ni, nella diocesi di Narni, con territorio
danno gravissimo e comune a molte ai- in colle e monte, paese popoloso, fornito
Ire città. Eppure il duca dovea soccorrere di molti e belli fabbricati, fra i quali la
Clemente VII assediato in Castel s. An- piazzaci tutto cinto di mura. Vi sono due
gelo, ma egli, come notai a Roma, tenne collegiate, di Michele Arcangelo, e di s.
s.

un biasimevole contegno. Da detlo Papa Nicolò nella quale Leone Xll col breve
nel 53 o o prima fu dato s. Gemine per
1 Ah indulge/dia, de'3 febbraio ài\ D'dL 1
<

3 sole generazioni in vicariato tempora- Rom. coni. 1. 16, p. 22, unì due canoni-
le a Ferdinando duca di Gravina, ed a cati di padronato. In questa collegiata di
Gio. Antonio fratelli Orsini (V.)j e du- s. Nicolò si venera il corpo del b. Anto-

bitando Clemente VII, come dopo pochi nio da S'.ronconefV.), tolto dalla basili-
anni segui, che la comunità ricusasse di ca di Maria degli Angeli o Porziun-
s.

essere sottoposta agli Orsini, ordinò alle cola(f.),a mano armata nel 809, e ri- 1

città e luoghi confinanti,sotto pena di ri- portato alla come ri marcai nel
sua patria,
bellione, che non dassero aiuto ai cittadi- voi. Ill,p. 76. Abbiamo di Filippo Mon-
ni di s. Gemini. Ma il vicariato fu da Pao- ti, Vita del h. Antonio Vici da Stronco-

lo II I confermalo in perpetuoa quella li- ne, Spoleti 688. In questo libro vi è la


1

nea maschile,ed il cardinal Flavio e Virgi- storia di Stroncone, Slronconium. Rife-


nio fratelli Orsini ne sanzionarono gli sta- risce Calindri, che fu detto prima Castel
tuti nel 568, e furono stampati. Nel 5qo
1 1 de' Trioni, e si accerta dell'antichissima
Libano VII la fece ducato, e nel y26fu i origine del pae>e, e forse derivato dalla
dal duca Flavio Orsini venduto il duca- diroccazione dell'antica città di Trcbola
to di Santogemini al principe ValerioPu- ch'era nel territorio, e diversa dalla Sttf-
blicola Santacroce (V.), famiglia illustre feiialeà\V\.Qccd Sinibalda in Sabina (Z7".).
che vanta \. cardinali, e ne fu signora si- essendo stata municipio del Lazio e co-
no all'abolizione fa'feudi. Gli Orsini e i lonia romana. Stroncone ha per appo-
Santacroce beneficarono non poco questo diati Aguzzo, Coppe, Finocchicito e / a-
loro linealo. Dice Calindri, che nel 1781 sciano.
l'io \ le nel 1 -So \ l'io VII, con loro brevi Torre Orsina. Comune del governo
gli confermarono l'aulico titolo di città. di Terni, nella diocesi di Spoleti, con lei
-
.
S PO s p o 47
rito rio in colle e piano, con paese di buo- gliuola d'I la!o,dal «piale riportò il nome
ni fabbricati. é Ani erta :he tuttora in latino porta. Di-
t

Amelia (^'.J.Città vescovilecon gover- ce che sorge in mezzo del Tevere e del-

no, etl alle notizie die riportai al suo arti- la Nera, sull'eminenza d'un colle, eh'' di

colo aggiungerò le seguenti. La cattedra- notabile fortezza la renderebbe se fosse

le, ot timo edilìzio, è sotto l'i n vocazione di aiutata la natura singolare del sito dal-
s. Firmino verginee martire patrona del- l'industria dell'arte: ed in fatti leg^o in
la città, e di S. Olimpiade uomo conso- Borgia, Memorie di Benevento, che Pa-
lare e martire, i corpi de'quali si vene- pa Leone IV fortificò Amelia e Orte
s.

rano nella medesima con ipiello di s. A- contro le aggressioni de'saraceni. Che re-
inalia e altre leliquie. L'episcopio sorge stano ancora in piedi i vestigi di sua va-

incontro alla cattedrale, la quale è mu- sta circonferenza in una parte delle 11111-
nita di ballisterio ch'è l'unico della cit- raglie,fattedi lungheelarghe pietre qua-
tà, sebbene vi siano altre 3 chiese par- drate. Celebra floscio difeso dalla facon-
rocchiali. Tra 'canonici del capitolo vi so- dia di Cicerone, dall' imposture d'aver
no le prebende ilei teologo e del peniten- privato di vita il proprio genitore, onde
ziere. Riferisce Calindri, che l'antichis- restò assolto. Dipoi A nielia con libero go-
sima e illustre città d'Amelia è d'origi- verno dominò 8 castelli, situati in ame-
1

ne etnisca, e dicesi fondata da'Veii 964 ne pertinenze del suo distretto; prero-
anni avanti la guerra di Perseo re di Ma- gativa che con pontificii diplomi confer-
cedonia co'romani; altri poi la credono marono Bonifacio Ville Calisto! Il prin-
eretta 35o anni prima di Roma, altri da cipalmente. A tempo di Marchesi Ame-
Amiio capo de'fàbbricatori. Si può ve- lia conlava più di 5ooo abitanti, orasu-

dere l'Alberti nella Descrizione ci' Ita- perano 4ooo. Dalla celebre famiglia Gi-
i

lia, che riporta i differenti pareri di sua raldini già Ulivi, le cui glorie scrisse pu-
fondazione e restaurazionejco n viene nel la reGain uni ni, Delle famiglie toscane e
sua antica origine, e loda gli ameni colli umbre, uscirono letterati, magistrati,
e la fertilità del suo territorio, copioso di guerrieri e cavalieri; tra le dignità eccle-
frutti, vini, olio e grano. Fu colonia e mu- siastiche fiorirono cardiuaU/c/»/o;An-
il

nicipio romano, e fatta città nel 344 f '' gelo vescovo di Sessa e di Camerino, da-
Roma. Aggiunge Calindri, che si preten- tario di Pio II che lo voleva elevare al
de che di qui fosse la famiglia del teofo- cardinalato, e nominò capitano generale
110 Pilato, ed i locali additano il fabbri- di 60,000 crocesignati perla famosa cro-
cato ove abitava, benché altra città le ciata navale contro il turco; Giovanni suo
contrasti un tal possesso. E' in colle e a- fratello vescovo di Catanzaro, della (pia-
ria buona, e fu patria di molti uomini il- le sede lo furono pure Angelo, A Scanio
come in santità di vita,
lustri, e da ulti- e Sforza; Agapito arcivescovo di Manfre-
mo GregprioXyi riconobbe il culto im- donia; Antonio fu coronatoda'propi i cit-

memorabile della b. Lucia d'Amelia mo- tadini colla corona poetica d'alloro. Di
naca agostiniana. Marchesi nella Gal- Il altro illustre personaggio parlai ad Ame-
leria dell'onore illustra le famiglie Can- lia, ove dissi che Geraldini con istraor-
i

sacchi, Geraldini e Pelrignani, e chiama dinaria magnificenza ivi ospitarono per


Amelia città tra le più antiche dell'Um- 20 giorni Sisto numerosa cor-
IV e la sua
bria, nobile e famosa ; nata a sentimento te. Dai Cansacchi uscirono illustri guer-
di Plinio quasi 1 000 anni innanzi la det- rieri, magistrati, dotti, e periti militari,
ta guerra di Perseo, indi accresciuta dai non che prelati, fra'quali Gio. Vincenzo
Yeii etruschi condotti nel suo recinto da vescovo d'Oi te e poi di s. Marco. Tra i

Amei-cc figlio d'Atlante e ili Pleiona fi- PaLrignani fiorirono pi elati, religiosità-
46 S P O SPO
•valieri ed aldi celebri, tulli nnmimti co- forse Lugoano, canonico della cattedra*
me i precedenti da Marchesi: Fantino l'u le di s. Rumina, a questa donò nel 1G0 1

arcivescovo di Cosenza, preside di Roma- perpetuo reddito, nella mela di detto ca-
pua e nunzio tli Napoli; Antonio e Ange- stello, con atto riportalo da Ughelli. O-
lo seniore, i quali con pia generosità uno berlo o Giberto d'Amelia deli to5, cui
fondò nella pallia convento de'mino-
il successe Giacomo nel 19G, indi Panieri- 1

ri osservanti, Poltro una pingue badìa con no /l/rnzro creato cardinale da Innocenzo
riserva del padronato a 'discendenti. A- III nel 1 20G o 1 207, ricordato tli sopra.
melia 5Ì vanta di veder fregiato della por- Nel 122 j Panieri uoOt Ione, nel 12 jL'lìIcou-
pora il concittadino cardinal Luigi Vati- cittadiuoGualtiero,cappeilano e scrittore
nicelii-Casoni, d'illustre famiglia oriun- apostolico, confermato da Alessandro IV
da d'Orvieto e di Lagnano, per cui poi dopo avere rigettato l'elezione fatta dal
ne parlerò. La sede vescovile, fondala nei capitolo del vescovo diBagnorea,poi tras-
primi «ecoli della Chiesa, continua ad es- lato a Penne e Atri. Nel 1 2G4 qui d'A-
sere soggetta alla s. Sei\c. Di alcuni più Bartolomeo di Beneven-
leria fu trasferito
illustri vescovi d'Amelia, a quell'artico- to domenicano, al suo tempo decretando
lo ne feci paiola; qui con Ughelli, Italia Clemente lV,che si osservasse lo statuto
sacra t. i, p. 295, riporterò la serie. Il del vescovo predecessore, che i canonici
i.°clie si conosca è Orlodolfo che vivea della cattedrale non superassero il nu-
nel 344) '"di Stefano del 4^o; llaro in- mero di 12, con diploma riprodotto da
tervenne al sinodo romano del 4-65; Ti- Ughelli. Per sua rinunzia uel 1 286 Mau-
burzio del 4^'>; Marliniano sottoscrisse ro abbate di s. Prassede, nel 32 Mi- 1 1

i sinodi di Roma del 4<M e 485; Salii- chele già canonico, neh 322 Alemanno
stio fece il simile io quello del 4QQJ& I- diMonte Fiascone, altri lo vogliono d'A-
merio monaco di santissima vita, che mo- melia traslato ad Anagni; neh 327 Gio-
rì a'17 loglio, e con lagrime fu Sepolto vanni Goceo poi di Veuafro, ne! i32g
nella cattedrale, ma transitando nel f)G5 Mauro o Moro Manno, nobile e cano-
l'imperatore Ottone I per Amelia, Luizo nicoamerino. Nel 3G3 fr. Gerardo Rossi
1

presidediCremona a questa città ottenne de'minori amerino,al quale e al capitolo


che (osse trasferito, ov'è in grande vene- Urbano V il diploma che si legge
diresse
razione. Adeodato fu al concilio romano iu Ughelli, di conferma de'privilegi del-
del 64q;Teodoro sottoscrisse quello del la chiesa d'Amelia, concessi da'Papi.Nel
680; Pietro l'altro del 721 e vivea nel 1 3 7G Panierino Francesco poi di Terni,
7 3y Sinibaldo trovasi firmalo nel sino-
. nel 1 38c) Francesco Mercatellodi Chiusi,
do di Roma del 76 ; Benedetto a quello 1 nel i3c)o Corrado Cloaco genovese poi
dell'826. Albino fiorì nell'853; Pasqua- d'Arborea, nel 3q2 Stefano Bordoni na-
1

le o Pascasi*) nell'868, che dal suburbio poletano, che per cattiva amministrazio-
trasferì nella cattedrale il corpo di s.Fir- ne rimosse Bonifacio IX; nel 399 Panie- 1

mina, insieme a quello di s. Olimpiade. rino fr. Andrea Mericoni, nel i4^6 Pa-

Gli successero Benedetto, Deodato del nierino Filippo Ventorelli caro a Marti-
10 i5, Antonio che nel 1 1 10 intervenne no V e dotto, nel 1 443 fr. Ugolino Nac-
alla consagrazionc della chiesa di s. Mat- ciamerinoagostiniauo. Allro amerino fu
teo in Mei ulana di Roma, falla da Pa- Roggero Mandosio del 444> se )0 ^° ue '" i
l

squale 11. Giacomo era vescovo neh 1 iG, la cappella gentilizia della cattedrale, il

Guardo nel 1 126, Pietro fu al concilio cui sepolcro è ornalo delle staine espri-
di Laterano deli 179, sotto il quale già menti le virlùFede, .Speranza eCarità. Si-
Lotario figlio di Bonifacio di Rubarlo del sto IV neh 484 elesse Cesare Nacci ame-
Casti um Liichianuiii } sta Lunianum , rino, chiaro per molle legazioni, beueuie-
S P o S P O 47
opere di giurisprudenza. Nel f>33 Tor-
riio della s. Scile, vicelegata di Bologna, 1

quato l'erotti di Sasso/arato , e in quel-


ove morì e fu sepolto in >. Petronio, lo-
l'articolo parlai de'suoi, già priore ili s.
dato per somma equità. Nel i5o4 Giu-
stiniano Monconi amerino, In castellano Maria Via Lata di Roma; quindi nel
in

della rocca di Forlì e poi governatore del- i643 Gaudenzio Poli di Cascia, virtuo-
la città, intervenne nel concilio di Late-
so e prudente, che lasciò monumenti di

rano V, ebbe a coadiutore e successore sua cura pastorale,» quae inter emine!
nel i523 il nipote Gio. Domenico. Nel eathedraleleinplum,in tanti parenti! ob-
1 558 da Lipari fu traslalo Baldo Ferra- seqnium, ab Amerinis fundilus, et ma-
tini d'Amelia dottissimo, già canonico vi- gniùcentissime raeedificatum". Nel 1
679
cario Vaticano e di grande estimazione Giuseppe Salusti Fadulfi nobile di Ter-
nella romana curia, per singoiar pruden- ni, già prelato che esercitò vari uffizi in

za e integrità; fu pure reggente della can- Roma; neh685 Gio. Battista Aulici no-

celleria, preside di Romagna, vice ca- bile di Recanati e preposto della catte-

merlengo e governa ore di Roma ,o ve mo-


t drale, osservantissimo tlelle leggi ecclesia-

rendo fu trasportato nella cattedrale e stiche; nel 1690 Giuseppe Crispino abili-

tumulato nella cappella della famiglia. tiate di Rocca Guglielma, traslato da Bi-
Gli successe neli5Ó2 il nipote Bartolo- sceglia, lodato già ad Amelia, amante dei

meo Ferratali poi cardinale, avendo no- poveri, zelantissimo e mollo dotto. Con
tato nella sua biografia, che pel suo pa- questi si termina nell'Italia .sacra la se-
lazzo ora della Congregazione di propa- rie de' vescovi, che compirò colle Notizie

ganda fide, prese il nome di Ferratimi di Roma. Neh 721 Gio. battista Benzoli
e poi Fi attilla la bella strada propinqua. di Vetralla; nel 1743 Giacomo Filippo
Però il Cancellieri avendo nelle sue Cam- Consoli di Visso, traslato da Germano-
pane parlato a p. 176 dello stabilimento poli in partilnts, nel 1 77oTommaso Stru-
de' Minimi (/'.) iu S.Andrea delle Frat- zieri di Sinigaglia, ove lo celebrai come
te, così detta la chiesa perchè De'd in tor- degno compagno del b. Paolo dellaCrcce

ni eranvi orti cinti di fratte, senza dichia- fondatore de'passionisti, già vescovo di

ra re che perciò la via Fruttino, prese il suo Tiene in parlibusj e posciaTodi (/ di .);

nome,tndi il cav. Raffini nell'interessante nel 1775 Francesco Angelo Jacoboni di

Dizionario delle strade ec. di Roma, in- Terni; neli785 Carlo Maria Fabidi s.

terpretò cheCancellieri avesse fornito l'e- Gemine, e perciò ivi ne parlai; nel 1800
timologia del nome Frallina. Bartolo- Francesco Gazzoli di Terni, già di Citta

meo ebbe Sj Mariano


a successore nel 1 1 della Pieve, e poi di Todi; nel 1 80G For-
Vittori di Rieti, ove fu traslato nel 1572, tunato M. Trinchetti romano,uno de'con-
e gli fu surrogalo Gio. Antonio Duran- fondatori della pia unione di s. Paolo di
tini integerrimo, che aumentò le rendi- Roma; nel 1828 Vincenzo Macioti di Vel-
te de'canonici, ripristinò nella cattedra- ie tri, piissimo e virtuoso. Nel 1 836 Gre-
le la salmodia, ed encomiato per pietà ri- gorio XVI nominò mg.r Mariano Brasca
posa nella cattedrale. Nel 5g2 Antonio 1 Bai tocci di s. Anatoglia diocesi di Came-
a
M. Grazia ni di Borgo s. Sepolcro, che ce- rino, protonotario apostolico, canonico
lebrai ad Amelia, a Segretario, a Car- della patria collegiata, vicario generale di
nevale pel sinodo che celebrò contro i più vescovi, e vicario apostolico dell ab-
suoi eccessi, e altrove, tumulato in cat- bazia di s. Lorenzo iu Campo; amando
a re-
tedrale. Indi nel 161 Antonio M. Fran-
1 la quiete, rinunziò il vescovato, ed il

cescani spoletino, nel 161 2 Francesco gnante Pio IX nel concistoro de* 7 1 feb-

Cennini poi cardinale, nel 1623 Dome- braio 1 85 1 lo conferì all'attuale zelante e
nico Pichi di Monte Rotondo, autore di savio vescovo mg. r Salvatore Valeutim
48 S P O S P O
romano, già canonico della basilica j. sposò Pantisilea Baglioni
ri ì
di Perugia; fu
Loi'Pii7oiiiDniii;iso, rettore della pia ca- valente generale, prima del re di Napoli,
so d'esercizi al Gianicoio, deputalo degli poi della repubblica veneta, rendendosi
ospedali e della commi<sionede'sussidii, celebre nelle guerre di Trieste e Cadore
e cameriere segreto soprannumero. Ogni contro tedeschi. In quella de' veneti con-
i

nuovo vescovo è tassato ne'hbri della ca- ilo Giulio II ed francesi, perì nella fa-
i

rnei a apostolica in fiorini 1 08, ascenden- mosa giornata Giana d'Adda. Il re di


di
do la mensa a più di 1800 scudi liberi. Francia Luigi XII, mosso dalla rinoman-
La diocesi si estende peri 5 miglia, ei 5 za di sue prodezze, volle vederne il ca-
luoghi comprende, con parrocchie echie- davere, e gli fece dare sepoltura con e>e-
se collegiate. Appodiali e frazioni di A- quie reali. Il Papa Paolo II deh 464 riu-
melia sono Monte Campano, Fornole, dominio della Chiesa Alvia-
nì al diretto
Sambucelo, eoll'annesso Macchia, Col- no, togliendolo al ribelle conte Everso
cello, Foce ove si venera una prodigio-
e. dell'Anguilla ra.
sa immagine della Madonna, ed il Cesari Alligliano. Comune del governoedio-
pubblicò in Roma
84 Storia della nel 1 1 : cesi d'Amelia, con territorio in colle, il

miracolosa immagine di Maria ss. delle cui paeseha fabbricali in parte terminati
Grazie che sì venera presso il castello di dalle mura.
Foce. Di Amelia tratta il Consoli, Ame- Giove. Comune del governo e diocesi
lia cilici dello stalo pontifìcio nell'Ini- d'Amelia, con territorio porzione in pia-
hriaj l'Orlandi nelle Notizie delle città no, il resto in monte e colle, con paese
d'Italiaj e il p. Antonio d'Orvieto, Cro- di circolare figura, di non vasto fabbri-
nologia dell' Umbria serafica, parlando cato, benché cinto di mura in parte di-
del convento di s. Gio. Battista. Nella bi- roccate. E' antichissimo, ma se de ignora
blioteca Vaticana vi è l'istoria mss. del l'origine; difille antichità si vede lo stem-
Jaco vacci. ma del luogo in pietra sopra il palazzo
Alviano. Comune del governo e dio- comunale, delle strade coperte superior-
cesi d'Amelia, con territorio in piano e mente alle mura, e delle vie sotterranee
colle, con mediocri fabbricali. Pare al di- che sortono lungi dal fabbricato. Vi fu
re dell'Alberti che fosse edificato da N. una popolo e quel di To-
zuffa tra questo
abbate, fratello Bartolomeo d'Alvia-
di di ch'ebbe per cui ogni anno
la peggio,
no eccellente capitano, onde ne prese il quelli di Giove sorti vano armati dal pae-
nome, e cos'i il paese che trovasi tra Pe- se recandosi ove fu il fatto d'armi, ed ivi
rento e il Tevere. Albiana o Alviana fu tiravano più colpi di fucile in segno di
perciò detta non meno la contrada, che il gioia per la riportata vittoria. Altro com-
fiume che sbocca nel Tevere, anch'essa battimento sostennero uel 1228 fra'pro-
parte dell'Umbria. Dierono nome e fama pri baroni da una parte, e dall'altra fra
a! paese e alla pianura due fratelli, l'ab- i gl'invasori amerini e viterbesi. Da tutto
bate colle sue virtù e qual mecenate di questo si può congetturare che allora fos-
uomini egregi, Bartolomeo colla scienza se luogo assai forte.
militare, avendo con Francesco I re di Guardea. Comune del governo e dio-
Francia vinto gli svizzeri a Malignano cesid'Amelia, il cui territorio giace in
o Melignano uel 5 5. 11 Marchesi, che1 1 piano e monte, ma non ha forma di pae-
pure ne parla, anticipa la sua morte. E- se riunito. Ne'tempi remoli era il paese
gli dunque narra, che Bartolomeo d'Ai- nella vetta d'un montedel suo territorio,
viano ed i suoi erano baroni romani, di- luogo poi abbandonalo dalla popolazio-
scendenti da' Borboni marchesi di Sor- ne per 1' incomodo che le recava in sa-
bello e germoglio de'reali di Francia. Che lirvi dopo le peuoàe fatiche campestri; ed
S PO S P O i')

allora fu che ciascuno si fabbricò le pro- l ile di uomo nero e bianco insieme le-

prie abitazioni ne'foudi rustici, il perché gale, per significare l'indissolubile unto-
il paese è confposto di case sparse per la nedelledue famiglie, nominate anche da
compagna. Dell'antico paese non vi re- Dante, una appartenente alla fazione
I

Stano che le crollanti mura. Guarclea fu dv'.Yeri [V.) di Firenze, l'altra a quella
già feudo de'conti di Marsciano, de'quali de' Bianchì (/'.). Nella parte inferiore poi
feci paiola nel voi. LII, p. i 34 e altrove. in luogo de' 3 rastelli dello stemma anti-
Lagnano. Comune del governo e dio- co, mise 3 controbande nere in campo
cesi d'Amelia, con territorio che si esten- bianco, per indicare colori delle stesse i

de in colle e monte, molto popoloso, con fazioni fra se riunite. Volendo quindi di-
belli fabbricati cinti di mura. Vi è l'an- mostrare la stabilità di siffatta riunione,
tichissima collegiata di s. Maria Assunta aggiunse sopra lo scudo in mezzo alla co-

con 3 navate, volte e colonne. L'origine rona un angelo colla spada in mano, co-
di questa terra è antichissima, tuttavol- me sagro custode dell'amistà, e col l'epi-
tanon trovansi memorie più lontane del grafe: Sempereris firma, alludendo al te-
700. Era uno de' forti paesi della pro- sto del vangelo: Qttod Deus conjunxit,
vincia, come lo attestano i rimasugli di homo non separet. i\el mentre la fami-
molte torri, per cui si chiamò la Città del- glia di Vanno Vannicelli viveva decoro-
la Teverina.Neì 1 047 fu de'conti Bovac- samente in Lugnano, il di lui figlio Gio-

cini; nel 1 1 76 fu danneggiata dagli ame- vanni e il nipote Vannicello furono a-


lini e da'todini; neli2c)3 tornò ad esse- scritti alla nobiltà generosa d'Amelia nel
re il suo territorio rovinato dagli ame- 1 3g2,ed in seguilo Io stessoGiovanni fi-

lini; e neh3oimollo predata dagli


fu gurò nella magistratura e consiglio de' ro,
orvietani. Appunto per la sua importan- per cui fin da quell'epoca la famiglia Van-
za e fortezza, vi si recò a stanziarvi uno nicelli può dirsi amerina, ascritta poi al
de'potenti e nobilissimi Monaldeschi di patriziato di molte altre città tanto d'I-
Orvieto, che fu progenitore dell'illustre talia, che in Portogallo, ove un ramo si

famiglia de' Vannicelli. Nella mela del se- distinse nella metà circa dello scorso se-
colo XIII, nell'ardore de'parliti guelfi e colo,allorquando il cav. Francesco ve-
ghibellini, Vanno di detta celebre casa dendosi senza prole ricorse a'collaterali
Monaldeschi s' invaghì delle rare virtù di Portogallo, chiamando in Italia il cav,
d'una Filippeschi della slessa città d'Or- Lorenzo suo cugino, e istituendolo erede
vieto, ad oula che appartenesse a fami- con perpetuo fidecommisso. I luminosi
glia di opposto partito. Dopo averla spo- parentadi contratti da' Vannicelli, e come
sata, temendo che la pareutela non fosse senza interruzione serbò il decoro distia
sufficiente ad estinguere le rivalila citta- nobiltà, risulta dal processo nel i835com-
dine, alla cui testa trovavansi le loro fa- pilato dall'ordinegerosolimitano,quando
miglie, risolvè di allontanarsi dalla pa- vi annoverò il cav. Francesco già guar-
tria, ritirandosi a Lugnano per godere dia nobile del Papa, e da'documenti de-
nella vita privata le dolcezze della pace e positali nella segreteria de'brevi, quando
del coniugio. Fu allora che dal suo no- il cav. Filippo,al pari di vari altri suoi an-
me Vanno derivò cognome il Vannicelli, tenati, fu da Gregorio XVI insignito del-
e volleassumere uno stemma istorico per l'ordine di Cristo. Fra'molti che illustra-
lasciare a'suoi perenne memoria di que- rono la famigliaci 4fai'òparticolar men-
sta civile metamorfosi. Lo formò d'uno zione.ll cav. Giovanni consigliere di guer-
scudo diviso per mela da una fascia: nel- ra del re di Portogallo e maestro gene-
la pai te superiore conservando il campo rale di campo nel regno degli Algarvi :

giallo dello stemma Monaldesco, pose2 mentre Alessandro VII trovnvnsi angu-
VOL. LXIX. 4
5o S PO SP O
sliato per la notn rottura con Frància, d'Amelia, con territorio in colle e piano,
con breve Dell 663 lo chiamò iu Roma con sufficienti fabbricati.
affidandogli il coniando di tutte le milizie Porcina no. Comune del governo e dio-
pontificie. Composte le vertenze di Fran- cesi d'Amelia, con territorio in colle, con

cia, fu richiamato in Portogallo, e dal re mediocri fabbricati. Nel 237 venne bru- 1

dichiarato commendatore di s. Giacomo cia lo da' Mona Ideschi d'Orvieto. Nel 1 25 1

e barone d'Altamora. Morì in Genova, vi fu un fallo d'arme tra'guelfi e ghibel-

e nella cappella gentilizia della cattedra- lini, e questi ultimi vi furono disfatti. Gre-
le di Magliano gli fu eretta un'onorevo- gorio XVI riconobbe il culto immemo-
le lapide. Tranquillo Vannicelli sosten- rabile del b. Giovanni da Rieti nato in
ne molte cariche nello stalo papale, nel- Porchiano.
la repubblica veneta, in Fra nei a, e in Por- Narni (/'.). Città con residenza vesco-
togallo col grado di maresciallo di cam- vile e con governo, e ne riparlai a Sabi-
po: morì in Italia e fu sepolto nella chie- na, anche per avereGregorio XVI smem-
sa della Madonna de'Pini,di padronato bralo da quel vescovato e unite a questo
della famiglia, con distinta lapide. Mg .r ili Narni, Castiglione, Vacone, Bocchet-
Lorenzo neh 70 fu preside di Sabina,
i temaggiori e Bocchette minori. Narni ha
nel 1709 governatore di Benevento, nel perappodiali Bor«aria e Monloroj sono
1 723 votante di segnatura, indi cessò di sue frazioni Schifanoia,s. Liberato , Sti-
vivere. Maggior lustro recò alla famiglia fone, Taizzano, G nadamcllo , s. Vito,
il vivente cardinal Luigi Vannicelli-Ca- lindi e Gualdo.
soni arcivescovo di Ferrara. Nacque in Calvi. Comune del governo e diocesi
Amelia dalcav. Giovanni e dalla conles- diNarni,con territorio inmontee in colle,
sa Maria Venturelli Casoni figlia della su- paese popoloso, con molti e belli fabbrica-
r
persli te de'due cardinali Casoni {f .). Do- ti cinti di mura, con suo borgo; il quale
po onorevole carriera in prelatura e ca- luogosinoalf ultima riforma amministra-
nonico Valicano, Gregorio XVI succes- tiva fu sede di governo. E' posto sul col-
sivamente lo fece protonotario apostoli- le e forma il confine dell'Umbria dal suo
co, nel i835 vice-commissario delle 4 le- lato, separandolo dalla Sabina il torren-
gazioni con residenza inBologna,indi pro- te che scorre alle falde : apparteneva a
legato di tal città, poi nel 836 pro-lega-
1 quel vescovato e Leone XII lo smembrò
to di Ravenna sino ah 838, in cui fu ele- e attribuì a Narni. La posizione elevata
vato a Governatore di Roma .canea ch'e- e le solide mura rendono munito il pae-
sercitò sinoa'i4 febbraio 1842, in cui il se, di cui il primario tempio è la colle-

Papa lopubblicò cardinale a'24 del pre- giata di s. Maria, eretta nel 1675 dalla
cedente gennaio, avendolo già creato e munificenza di Marco Arrighi, con capi-
riservato in petto a'28 settembre i83g. tolo di dieci canonici. Vi sono minori i

Gli conferì il titolo giada lui pollato nel conventuali con chiesa dedicata a s. Ber-
cardinalato di s. Calisto, e fece protetto- nardo, che vi ebbe i natali, il quale re-
redel comunediLugnano come lo è tut- ligioso di s. Francesco fu da questo man-
tora, e legalo di Bologna. Il Papa regnan- dato nel 1220 a predicar l'evangelo in

te,come dissi nel voi. LUI, p. 2 3 e seg., 1 Marocco, ove sparse il suo sangue per la

nel 1849 lonominòafar pai tedella com- fede.Altroillustredi Calvi fu Nicola fran-
missione governativa di stalo per riordi- cescano, cappellano e confessore d'Inno-
nare il ristabilimento del governo pon- cenzo IV, poi vescovod'AsisijSecondoCa-
tificio, e poi gli affidò la sede che con zelo lindi i, e che nella biografia di quel Papa

virtuosamente governa. col Novaes lo chiamai Nicolò da Curbio.


Penna. Comune del governo e diocesi L'autore della Disamina dis. Rufino ve-
S P o SPO 5r
scovo d'osisi, lo disse Nicolò di Carhio tosto ricuperata du'francesi e da'repub-
ossisi Calvi Dell'Umbria, delta Oppidum blicani che gli avevano seguiti. I francesi
o Terra Carini, perciò non anglico, co- attaccarono la posizione di Calvi, for-
me registrò l'Ughelli seguendo altri. Ol- mando le breccie nel muro del giardino
tre di questi due, Calvi vanta alcuni al- dellemonache, per dove penetrati nel mo-
tri illustri. Fu assai benemerito della pa- nastero soggiacque a crudo saccheggio,
tria, come apprendo dal Castellano, De- ma per cura di alcuni probi cittadini le
mofonteFerini die nel 1718 v'istitiù il ce- religiose furono guarentite e salve. La fa-
lebre monastero delle Orsoline, onde a miglia Leonori, presso di cui stanziò il

quell'articolo lo ricordai, per la morale quartiere generale francesediMacdonald,


e religiosa istruzione delle donzelle. E' in contribuì alla salvezza delle monache. Di-
bella posizione, con magnifico fabbricato ce il Calindri, che distrutta Ocriao et-
nel punto più alto Elegante è il
di Calvi. erea o Ocricoli, poi Otricoli, ipopoli pro-
coro della cbiesa dedicala alla B. Vergine fughi avendo varcato il soprastante col-
e alle ss. Orsola e Angela Menci. L'am- legi stabilirono ir» questo sito, edificando
pio recinto racchiude il giardino e l'orto, il paese che chiamarono fìlons Calvus,
formato da porzione delle mura castel- ed in seguito Crf/W.Nel territorio di quan-
lane, del perimetro di mezza lega, esten- do in quando si disotterrarono mirabili
dendosi nelle campagna fuori dell'abi- ruderi, avanzi d'acquedotti, monete di
tato.Narra Castellano, die mediante un argento, d'oro e altro metallo, e tutte di
gran foro die vi praticarono le truppe raro pregio, e pochi anni addietro fu di-
francesi, nel 1798 riuscirono a penetrare scoperto un sepolcro di significante mole,
nel monastero discendendo dal colle, e con iscrizione che riprodusse Calindri.
presero alle spalle l'armala di circa 6000 Pio VII col breve Exponi nobis,de 17
napoletani, fortificatisi entro le mura. Un giugno 806, Bull. Rom. coni. 1. 1 3, p. 3 3,
1

sanguinoso conflitto di sei ore fu seguito confermò privilegi concessi da Pio VI


i

dalla prigionia de' vinti, e l'ingresso dei per la fiera franca che godeva da tempo
francesi co 'repubblicani romani fu segna- immemorabile nel maggio.
latoda3 giorni interi di saccheggioedi de- Otricoli {!*•). Comune e già città ve-
vastazione. Aggiungerò die non pare die scovile, del governo e diocesi di Narni:
il depredamento siasi esteso a tutto il pae- ne riparlata Sabina, alla quale un tempo
se, imperocché deve sapersi, egià toccai in appartenne. Ha per appodiato Poggio.
parte a Roma, che avendo i napoletani Cenni storici della città arcivescovile
costretto i ad evacuare da quella
francesi di Spoleli e del suo antico ducalo.
metropoli, Metche generale de' medesimi S^o\e\\,Spolctium vetusta ì
città, il cui
napoletani pose il suo alloggio sul mon- nome si crede dal Castellano di etnisca
te di Calvi, dopo che parte del suo eser- derivazione o meglio umbra. Vero è pe-
cito era stato espulso da Magliano dal ge- rò che questa celebratissima città, essen-
neral francese Malhieu, il quale poi sba- do stata sempre illustre capitale degli
ragliò napoletani ad Otricoli,che quan-
i umbri, tali popoli ebbero cogli etruschi
tunque valorosamente si difendessero, al comuni le vicende, gli usi, la potenza e
dire di Botta, vi perderono 2000 solda- forse il linguaggio. Giace all'estremità
ti, 5oo cavalli, 8 cannoni e 3 bandiere. di bella e ferace pianura, e precisamente
Indi Malhieu col generale Mncdonald as- alle falde dell'erto e boscoso monte Lu-
salirono i napoletani nelle alture di Cal- co, lungi da Roma poste 1 4 e 172, come
vi^ mediante capitolazione li costrinsero vuole Calindri, ed in aria perfetta. Fab-
a ritirarsi nel regno, comeavea fatto re bricata in luogo scoscesojcome la più par-
Ferdinando IV partito da Roma, che fu te delle a nuche città, in questi ultimi te ni-
-

5* S P O SPO
pi con grande dispendio si è cercato di rio, cos'i detto dal sangue dc'molti marti*
riparare a'vari disagi che una tal situa- ri, che furono ivi uccisi per la fede in tem-
zione le arreca. La via postale per essere pò delle feroci persecuzioni della Chiesa;
non poco malagevole coire va lungo le ponte che Dell'erigersi al suo capo fu riem-
mura dalla parte occidentale, ma il prov- pito di terra e pietre, e meriterebbe una
vitlo municipio volle che attraversasse la lapide che a' posteri ricordasse la vene-
città, econ un grandioso lavoro incornili- labile rimembranza, a lustro de'fasti sa-
ciato nel 1 838 conseguì il suo intento. E gii della citlà, come deploro e desiderò
bagnata dalTesino, torrente che per me- l'avv.° Castellano. Questo celebratissùno
là l'accerchia, ed influisce alla distanza ponte era di sorprendente mole econ 3
d'una lega nelMaroggia. Con solido ponte archi, mirabile per l'ampiezza di colos-
di recente ricostruzione si trapassa nel suo Giacendo sotto detta porta, e
sali pietre.

fìancooccidentale,aprendosiivilamaesto- alquanto più oltre fuoridi essa,neh84i


sa porta, sotto gli auspicii del gran Leone al 1842 fu nuovamente scavato in parte,
XII edificata, che per questo lavoro som- quindi nel 84-3 il cardinal camerlengo
1

ministrò 25,ooo scudi. Incominciato ver- autorizzò il suo scuoprimenlo. Più tardi
so il 1825 con disegno del valente inge- il ministero pure de'lavori pubblici, co-
gnere cav. Natali, venne condotto a felice nosciula l'importanza di tale monumeo-
compimento. La commissione municipa- to, sotto il duplice aspetto religioso e ar-
ie, chenell'amministrare patrii inleres- i cheologico,nel 1 85 accordò una somma
;

si governo pon-
dalla ripr isti nazione del per proseguire gli scavi, concorrendo al-
lificio, seguita nel 849, fino al compie-
1 la spesa non meno il comune, che la pro-
to riordinamento de* mimicipii acquistò vincia. In conseguenza di che, dal lato 0-
tanti titoli di benemerenza, fece giusta- rientale fu circondato di muro, e vi fu
mentecollocaieallasommità della com- fatta la scala d'ingresso. A rendere però
pila porta la seguente epigrafe (che mi veramente completo e proficuo l'esegui-
piaceriportare,agloriadellasingolarmo- to lavoro, e per impedire le continue fil-

destiadisì glorioso Papa, che vivente ri- trazioni delle acque, è da sperarsi che l'en-
pugnava le lapidi e gli stemmi, forse an- comiata magistratura nel suo patrio ze-
che per non esporle a quelle barbare vi- lo vorrà ulteriormente interessarsi pel
cende cui sono talvolta soggette) in me- proseguimento del muro di recinto nel-
tallo, decretata con plauso universale dal l'altro lato, onde possa da lutti ammi-
consiglio municipale. Leoni XII P. O. rarsi il monumento. Indi e appresso ad
M. — Quod beneficia in Patria — Um~ esso si presenta una piana e sufficiente
briae Caput — Hoc monumento cuniu- larga via, denominata Borgo, in capo al-
laveril — S. P.Q.S. In questo modo Spo- la quale incomincia ad ascendersi l'erta
leti, dalla parte di Foligno,mediante que- del monte, e passando per la porta Fu
sia nuova e decorosa porta, che mette al ga,d'antichepietreriquadrateebencom-
borgo di s. Gregorio, e perciò anco con messe, ove memorabile iscrizione ha e-
qneslo nome fu denominata, presenta un ternato lo sbandamento dell'esercito di
bellissimo aspetto. La porta, che gli spo- Annibale, si prosegue il ripido cammino
Jetini chiamano per costante gratitudine sino alla piazza che viene ornata da ben
Leonina, nulla lascia a desiderare nel la- architettata fontana , altra essendovene
Toro, e forma il miglior ornamento del copiosissima e limpida nella piazza di s.
borgo, il quale finisce là dove sorge Por- Simone. Nella sommità orientale s'innal-
la Fuga, e può vedersene il disegno nel- za la munita Rocca, un tempo baluardo
l' Album di Roma t.i8,p. 329. Ivi era di guerra, ora convertita in Bagno carco-
dapprima l'antichissimo ponte Sanguina- rarìo, ove sono rinchiusi i servi di pena.
S PO S P () 53
Fu celeberrimo cardinal Alhnrnoz, le-
il sua totale elevazione è di metri 8o,ijo,
/
gato d'Italia e dell'Umbria, che costruì o e della lunghezza di metri 2o *,()S. ludi
edificò la rocca Del 1 3 56, solida nella co- dall'ingiuria del tempo, e più da quella
struzione, bella nella (brina, e perciò la degli uomini ebbe a soll'rire molti guasti
migliore di quelle che l'intrepido porpo- nelle fazioni di guerra che straziarono mi-
rato eresse nella provincia, a tutela del seramente Spoleti. Fu restaurato princi-
dominio temporale de' Papi. E' riguar- palmente dall'operoso cardinale Albor-
data come insigne monumento di civile noz, forse dopo la distruzione di Federi-
e militare architettura di que' tempi, e co I nel lungo assedio, e per togliere l'ac-

per 4 granili torri che sorgono ne'. la-


le j. qua alla città, perciò le costruzioni sono
ti della medesima. Alla maestà e vaghez- nella più parte de' tempi del cardinale.
za de'porlici o loggiati onde il gran cor- Costeggiando poi le mura a destra,si giun-
tile è ridato, rendevano maggior pregio ge per comoda via alla porta Homana,
all' edilizio alcuni inestimabili affreschi e volgendo a sinistra, agiata strada con-
dello Spagna, che furono trasportati al duce alla grandiosa e magnifica metro-
palazzo comunale ove si ammirano. Un politana basilica, edilìzio del G 1
7 fabbri-
grandioso acquedotto di gotica costruzio- cato dal duca Teodelapio presso il palaz-
ne, allo 2 3o piedi dal profondo della val- zo ducale, quindi nel 1 067 eretto in cat-
le, congiunse il monte, ove la città è l'ab- tedrale, sotto l'invocazione della 13. Ver-
bi icata, all'alita montagna esterna di gine Assunta incielo. In diversi tempi su-
Monte Luco, tuttora rivestita di verzura bì vari ristauri, e quantunque diretti da
e anuosi elei giganteschi, e sparsa di ro- valenti artisti, ebbe più a perdere chea
mite celle biancheggian ti, che olirono un guadagnare nell'armonia architettonica,
sorprendente e ameno punto di vista;poi- perchè non si ebbe il seuno di conserva-
chè que'romitaggi, aiutalo aspetto e uso, re in tutto la necessaria uniformità. La
sono stati abbelliti, recandovisi gli spole- parte più antica è la facciata esterna di
tiui per sollievo nella buoua stagione. Il gotica architettura del secolo XIII, ove
grandioso acquedotto che porta abbon- splende stupendo e grande musaico di
datili acque alla città, per ornato di essa, Solsterno, rappresentante il Sai valore, la
pe'bisogni degli abitanti, e per dar moto B. Vergine e s. Gio. Apostolo, però bob
a due mole da grano, è un colossale mo- perfettamente restaurato: il diseguo della
numento d'ardila architettura, sorretto facciala trovasi nell' Album di Roma t.,4>

da archi posali su piloni vuoti e d' im- p. 49- Opera di più recente costruzione è
ponente altezza, e che veduti da lontano ilbell'atriodisegnatoda Bramante. L'in-
sembrano altrettante torri, per quelle on- terno del tempio venne interamente rin-
de a ditesa venne munito, perciò comu- novato, tranne rabside,daBerniiiieaspc-
nemente è chiamato Ponte della Torri, o se del munifico Urbano Vili già suo ve-
per quelle innalzale all'estremità. Gli ac- scovo. Lìornata di bellissimi marmi nel-
quedotti costruiti da' romaui per la lun- le cappelle e negli altari, nel declinar del
ghezza b miglia, sono opera ardita. Il
di decorso secolo, e di marmo è pure il pa-
ponte poi che unisce il Monte Luco alla vimento; il battistero di pietra a bassi ri-
eittàsi vuolepure costruito da' romani; fu lievi figurati, è lavoro rimarchevole del
dalducaTeodela-
nella piìi parte ristoralo secolo XV. La cappella Eroli al sinistro
pio, quando venuto a coutesa col fratello lato fu dipinta da Giacomo Laureti si-

lo conquistò colle armi, per cui si vedono ciliano, genero delloSpagna, con lodati af-
architetture del cosi detto gusto gotico: freschi. Ammiratisi quadri di s. Fran-
i

altri escludono la costruzione romana, e cesco, d'Annibale Caiacci; la Presenta-


tutta f attribuiscono al detto duca. Nella zione al tempio, di Cavallucci; I« Depo-
54 SPO SP o
mione, del Corvi; ilb. Gregorio di Mon- re di letteratura, gran poeta latino e sa-
te Luco in tavola, nella cappella delle re- tirico de'moderni secoli, che col nome di
liquie, di pregiato pittore del secolo XV, Quinto Sellano scrisse le satire tradotte
e forse dello spoletino Bernardino Cam- da Missirini, emulatore di Giovenale e
pilli; e nella medesima cappella le figure di Perseo, e di cui parlai altrove; egli mo-
dipinte sugli stalli canonicali di Giacomo rendo iuSpoleti fu sepolto avanti l'alta-
Laureati sicHtano'gl'intagli in legno, gli re di s. Francesco, senza memoria, secon-
ornati e le dorature di delti stalli sono do la sua prescrizione, e siccome fu ac-
del secolo XVI. Ma
ben altra eccellen-
di cademico ottuso, il presidente dell'acca-
za sono meravigliosi all'i escili ch'empio-
i demia quando le ceneri furono trasferi-
no il fondo del coro grande, antica tri- te nella sepoltura de'Gelosi propose,sen-
buna Primiano patrono della città,
di s. za etfetto,di erigergli quell'iscrizione che
che sola rimase nel rinnovamento della si legge nelle sue opere dell'edizione di
chiesa. Sono questi il capolavoro di Fi- Lucca ealtre. Nella cappella della B. Ver-
lippo Lippi, uno de'primi luminari del- gine, di vago disegnoe copiosamente ric-
la scuola fiorentina, e descritti maestre- ca a dovizia di pregiatissimi marmi, si

volmente dal duca Benedetti già lodato, venera la celebre immagine


mede- della
nel libro; Descrizione delle pittare del sima grecamente appellata ss. Icone. Co-
duomo, Pesaro 1827. Primeggia nella me guarentigia di pace fu donata a Spo-
sommità mezzo a un disco
dell'abside in leti dopo il suo eccidio nel 1 i85 dall'ini»

fiammeggiante di luce la ss. Vergine sa- peratoreFederico I,già venerata nel mag-
lita al cielo, che genuflessa riceve da Dio gior tempio di Costantinopoli e per co-
l'aurea corona,sedenle nel trono in tutta stante tradizione dipinta da s. Luca, con-
la sua gloria tra le gerarchie de'cori de- fermata anche da Pio VII, quando con
a
gli angeli; prostrati sulla 1 . linea in atto solenne pompa la incoronò con corona
diadorazionestanno i patriarchi, profe- i d'oro,concedendoa tutta l'arcidiocesian-
ti eie sante eroine del vecchioTestaraen- nua festa con uffizio proprio. Nella lun-

to. L'arte del dipintore rifulge nel gran ga e greca iscrizione, esistente a sinistra
quadro di mezzo, ove espresse il Tran- dell' immagine, che rende indubbia te-
sito della Madonna, compilo dal suo elet- stimonianza di sua vetusta orientale ori-
to discepolo e imitatore fra Dannante da gine e relativa alla tradizione, si esprime
Prato, poiché Lippi mori con sospetto di il dialogo tra la B. Vergine e il divin Fi-
veleno propinato da una prepotente fa- glio, al quale domanda la salvezza degli
miglia toscaoa, e fu sepolto nella mede- uomini e viene accordata ai pentiti per
sima cattedrale, in bel sepolcro di mar- amore. L'incise R. A. Spieser, ed in Spo-
mo, erettogli da Lorenzo de Medici, con le ti nel 7 4,nel 75o e neh 772 fu stam-
1 1 1

iscrizionediPoliziano,a sinistra della cap- pata la Relazione della ss. Icona della
pella del ss. Sagramento, la quale ha pit- B. l'ergine che si venera nella cattedrale
ture di Coccetti e di Labruzzi. E qui di- di Spoleto. Ivi leg^o le indulgenze con-
rò che in questo tempio, tra gli altri per- cesse da' vescovi a'divoli della ss. Icone,
sonaggi, vi sono pure tumulati, Andieo- e quelle accordate da'Papi, come la ple-
la di Sarzana madre di Nicolo /^, mira- naria e perpetua di Bonifacio IX per la
bile per quanto dissi di singolare in quel- festadell'Assunta primaria protettricede-
la biografia, sebbene non pare per quan- gli spolettili, e di Urbano Vili che confer-
to rileverò, e già notai nella medesima mandola vi aggiunse quella per la ss. An-

biografia; ed il prelato Lodovico Sergar- nunziala; e l'indulgenza in tulli i sabati


di di Siena, economo e segretario della a chi assiste al canto delle litanie. In que-
bibbi ica di s. Pietro, dotto iu ogni gene- sta cappella con grandissima pompa la
S P SPO 55
trasferì dall'antica il cardinal Facchinetti zio divino. I canonici hanno l'uso del roc-
vescovo nel i 668, arricchendola d'un no- chettoecappa con pelli d'urmelliuo, roc-
bile ornamento d'argento. Accrescono i chetto e colla ue'mesi estivi : i beneficia-
pregi di questa metropolitana le innu- ti indossano la cappa con pelli di color
merevoli e insigni reliquie che possiede, bigio, e ne'mesi estivi la sola cotta. La
co'corpi de'ss. Pridaiano e Emiliano, e del cura delle anime è affidata al priore, coa-
detto b. Gregorio. Vi sono due belli or- diuvato da un beneficiato. L'arciepiscopio
gani restaurati, il busto di bronzo d'Ur- è poco distante e separato dalla cattedrale,
bano Vili sulla porta nell'interno, la cui antico fabbricato contenente la chiesa di
volta fu dipinta dal Zinga spoletino, per s. Lucia, edifìzio senz'ordine e euritmia,
non nominare altri egregi dipinti. Grato comechèdel VII o VIII secolo. Era pri-
il capitolo a Urbano Vili per le tantesue ma dedicala a s. Eufemia con monaste-
beneficenze, pe' 7 altari privilegiati con ro di religiose, trasferite a quello di s. A-
indulgenze concesse alla cattedrale, per gata, quando l'imperatore s. Enrico 11
la Uosa d'oro benedetta (/^.) donata, e ad istanza d'Heriberlo arcivescovo di Co-
per quanto altro poi dirò, gli eresse nel lonia, che l'Ughelli e altri pretesero ve-
portico onorevole iscrizione, che riporta- scovo di Spoleti, la douò a' vescovi di Spo-
no Ughelli diploma della
e Novaes. Nel leti per costruirvi o ampliarvi il palazzo e-
rosa d'oto, dice l'Ughelli, usò tali ono- piscopa!e,sebbene un monumento di dub-
rifiche espressioni : tamquam tanti Pori- biaautenticitàed esistentesulle pareti del-
tifici* judicio Spolelina civitat Umbriae la cancelleria la dica donata nel 10 16 al
a
cìi'itaturiiprincepshaberetur.Niìvva il car- conte Acodo. Nella i. anticamera vi è un
dinal Cadolini, che consagrò la cattedra- prezioso dittico del secolo XI V, ove sono
le nel ( 1 98 Innocenzo I II, nella qual cir- dipinti la B. Vergine, s. Giovanni arci-
costanza difettando la città d'acque, sca- vescovo di Spoleti, e s. Lucia, il cui mar-
turì per inaspettato prodigio subitamente tirio è al disotto effigiato. Nel trasferimen-
l'acqua purgatissiuia che si appella Fon- to della sede episcopale dalla basilica di
te di s. Maria, e lo attesta pure Rinaldi s. s. Maria, avvenu-
Pietro, all'odierna di
5
all'anno t 198, d. 2J. Dopo la ristorazio- to appunto intorno al memorato tempo,
ne d'Urbano Vili, di nuovo la consagrò il monastero di s. Eufemia veniva meno

il cardinal Facchinetti. campanile an-


11 pel ristretto numero delle monache, e per-
nessovi, al destro lato uscendo dalla chie- ciò sembra certo d'essere stato concesso
sa, d'assai bella e solidissima costruzio- per residenza de'vescovi. Nella città esi-
ne, sembra appartenere al X secolo. Ab- stono 4 altre chiese parrocchiali, fra le
biamo del eh. cav. Pietro Fontana, De- quali la collegiata di s. Gregorio prete spo-
scrizione della chiesa metropolitana di letino e martire, e la chiesa dis. Filippo,
Spoleto, ivi 1848. Il capitolo si compone che per concessione di Leone XII è muni-
a
di due dignità, lai. n il priore, la 2. l'ar- ta del sagro fonte; la 1. "resta a piò del Bor-
cidiacono, quali godono ovunque 1' a-
i go. La collegiata di s. Pietro apostolo fuori
bito e l'insegne prelatizie e rocchetto, coi della città è un'altra parrocchia con bat-
privilegi propri de'prelati domestici, per tisterio. Era l'antica cattedrale siuo al se-
concessione perpetua diPio VI I,e ne leggo colo XI, già esisteva nel IX, ma risto-
il breve In stimino Apostolati^, de'a a- rata nel 174° ha preso forme assai ele-
prilei8o2, nel Bull. Rom.cont. t.i 1, p. ganti di moderna architettura. Ivi sotto
320. Si compone inoltre di 4 canonici, 1 l'ara massima si venerano le sagre spo-
comprese le prebende del teologo e del glie dis. Giovanni arcivescovo di Spoleti,
penitenziere.di 6 prebendati o beneficiati, trasferitovi dalla chiesa dis. Eufemia, e
e d'altri preti e chierici addetti al servi- di s. Pietro altro vescovo di Spoleti. La
5ù S P O S P O
tazza del battistero, e due i pili dell'ac- tichissima chiesa del VII o Vili secolo,
qua benedetta, sono d' egregia scultura è quella di s. Giuliauo, situata sulla pen-
in pietra. La facciata del tempio è som- dice del colle che sovrasta alla collegiata
mamente rimarchevole per la simbolica di s. Pietro: questa chiesa è uno de'mi-
cristiana. In varie grandi e belle pietre gliori monumenti dell'architettura più
sono effigiati a bassi rilievi animali sim- remota medioevo. La chiesa di s. Poli-
del
bolici, l'anima che dal corpo dell'uomo ziano, altro patrono di Spoleti, ha la fac-
inoliente si diparte, il particolare giudi- ciata del secolo XI l'antico suo sotter- :

zio a cui tosto soggiace, il paradiso e l'in- raneo è sagro venerando monumento dei
ferno. Alcune cornici e nobilissimi fregi, primi giorni della nascente cristianità. Ivi
forse ad altri edilìzi appartenenti, furono le ossa riposano d'infiniti martiri, insieme
ivi associati a'que'troppn più antichi or- a quelle di s. Poliziano, non essendo ve-
namenti, alloichè si ricompose tal pro- ro che sieno in Utrecht, ove trovasi solo
spetto esterno. La collegiata di s. Gre- piccola reliquia: la testa del santo, chiu-
gorio, benché dell'antichità più remota, sada Pio VII in magnifica teca d'argento,
pure a nuova forma ridotta, racchiude venne affidata alle monache Clarisse cu-
io se antiche arenarie o catacombe, ove stodi di questo santuario. Il sotterraneo
in uuo colless. Abbondanze giacciono se- è chiamato pure cimitero di s. Sincleta,
polli più migliaia di martiri; monumen- e vi riposano ancora i corpi de'ss. Isacco,
to di inestimabile pregio, che col Ponte Paratlale, Tendila, Lorenzo e compagni.
Sanguinario, e col venerando sotterra- La chiesa dellaMannad'orOjCheper la sua
neo tempio di s. Poliziano si rannodano. vaghezza credesi di Bramante e va ador-
Giace ancora in questa chiesa Picenzia na di 3 ottimi quadri del Conca, e quella
spoletiDa nel 354 cresimata da Papa s. della Madonna di Loreto, ove uella cap-
Liberio,abbonda di lapidi cristiane, e vi pella de' conti Campello si ammirano 3
si animila il quadro di s. Giuseppe del quadri del taglioni, sono templi elegantis-
Couca. Nel cimitero di s. Abbondanza, simi della pietà spoleti na, per solenni vo-
in oggi s. Gregorio, più vescovi riconob- ti del pubblico maestrato consagrati ad
bero queste arenarie e le ossa sante di eternare le grazie dalla B. Vergine pro-
popoli di martiri. Altra s. Abbondanza, fuse a Spoleti negl'infortuni acerbissimi
coetanea di s. Maiolo abbate di s. Mar- che Roma e i circonvicini luoghi patirono
co, nel secolo IX sopra cimitero della il pel crudele e ladrone esercito di Borbone
i." s. Abbondanza edificò la basilica in contro Clemente VII, e negli spaventevo-
onore del glorioso s. Gregorio spolelino, li terremoti posteriori. Sono ambedue di
ove riposavano le sue ceneri. Nel 079 fu 1 squisito disegno del secolo XVI, e si de-
ristorata eatnpliata, e nel 1 146 consagra- vono ad un eremita spoletino di Monte
ta coll'inlervento diG vescovi. Parte del Luco. Nella chiesa diLoreto, cui si giunge
corpo di s. Gregorio sembra essere stala dalla porta laterale della città al coperto
recata a Metz dal vescovo Teodorico. Ab- per lungo e gaio porticato, in edicola di
biamo dell'ai). Filippo Gelosi Rosmarini: eletti marmi la taumaturga im-
si venera
Osservazioni sopra l'antico cimilcrio di magine Vergine con prodigioso
della ss.

s. Abbondanza vedova ed il (empio di magistero dipinta. Questa chiesa e il di vo-


t

s.Gregorio prete e martire; Spoìeli pel to simulacro meritarono due libri. Cor/i-
lui dell 7 7f). Nella piazza della chiesa di
i 1 pendio breve della storia intorno V ori-
s. Gregorio, in quella della Madonna del- gine e progressi dell'ini magine della Ma-
la Stella delle canonichesse Lateranensi, donna di Loreto _,
situata fuori e vicino
il quadro che la rappresenta è opera del alla città di Spoleti Ricavala da una sto-

valentissimo spolelino Campilli. Altra au- ria antica, composta da un p. barnabi-


STO Sl'U 5y
to, Spoleti 760 pel Giannini. P. Ignazio
i rissime di affetti. La chiesa di s. Paolo è ri-
Porta lupi barnabita, Hisloria della mi- marchevole per vetustà e per le assai pre-
racolosa immagine della Madonna ss. gevoli pitture anteriori al risorgimento
ili Loreto fuori di Spoleto, Terni 1G21. dell'arte, ed esistenti sopra la volta delia
La chiesa già eli s. Salvatore e ora di s. chiesa moderna. INella chiesa di s. Simo-
Domenico è bellissima e di buona archi* ne, Gregorio IX canonizzi) s. Antonio di
lettura, l'ammirabilecopia della Tra-
lia Padova, il di cui cranio ivi si venera : dice
sfigurazione di Raffaele, egregio e con- Castellano, che funzione ebbe luogo
la

servatissimo capolavoro del cav. d' Arpi- nella cattedrale, e perciò padovani in i

co. Nella lunetta semicircolare sulla por- benemerenza ri vestirono di piombo il suo
ta grande, vi è un allresco di Peri DO Ce- tetto e quello del campanile; questo po-
sarei perugiuo, e ne'sotterranei alquanti trà essere, ma la canonizzazione per l'au-
inestimabili superstiti avanzi di pittura torità del cardinal Cadolini sembra do-
del secolo XV. In ricca cappella è poi cu- versi ritenere l'atta in s. Simone. Notai nel
stoditouno de' ss. Chiodi che trafissero voi. VII, p. 294, che nello stesso giorno
ilRedentore, e in reliquario d'argento in Lisboua, patria di s. Antonio, suona-
di moito pregio per isquisitezza di lavo- rono prodigiosamente le campane. Nella
ro. Il grande affresco poi della Crocelis- chiesa di Paolo, per stenebrar le menti
s.

sione, elicsi vede nell'annessa chiesina di dei longobardi insozzate d'arianesimo,


6. Pietro Martire, è attribuito allo Spa- successequesto stupendo prodigio narra-
gna. La suddetta chiesa di s. Filippo è as- to da s. Gregorio 1. Avendo longobardi i

sai leggiadra, sia per l'architettura, sia tratto seco loro un vescovo ariano, que-
per la cupola che la sovrasta, sia per la sto non potendo ottenere dal vescovo di
ricchezza de' marmi. Il Conca dipinse il Spoletiuna chiesa pe'suoi settari, si pro-
quadro di s. Giuseppe, il cui altare ha 2 pose occupar questa di s. Paolo. L'ostia-
colonne di verde antico, altre 2 essendo rio che ciò seppe, chiuse le sue porle e le
in quello del Crocefisso, le quali 4 colon- munì meglio che potè, estinguendo tutte
ne credono appartenute al tempio di
si le lampade. Portatosi il vescovo ariano al-
Clilimno.E veramente mirabile il qua- la chiesa cogli eretici suoi seguaci, mentre
dro egregiamente dipinto dal Lapis, esi- adoperatasi ad atterrarne le porte, que-
stente sull'altare vicino alla porta della ste di subito per virili divina con terribi-
sagrestia, e rappresentante la B. Vergi- le impeto si aprirono, le lampade si riac-
ne e s. Giovanni a pie della croce. L'in- cesero, il vescovo acciecò. Pregevoli sono
teriore cappella de' filippini è decorala le pilline del \ 1 1 secolo e conservate, e-
da una sagra Famiglia del Vanni,che vol- sistenti nel sotterraneo de'ss.Gio. e Paolo
le emulare Barocci. Le chiese della Stel- dentro la città; e nella chiesa di s. Mad-
la già nominata, e de'serviti, di recente dalena, il suo quadro è di Guerrino. Non
costruzione, comechè più semplici, non la finirei più. se dovessi parlare di tutte
cedono in leggiadria e vincono in propor- le a lire chiese diSpoleli, e dell'opere d'arie
zioni quella di s. Filippo. La chiesa di s. di cuivanno adorne, celebrate dal cardi-
Simone si distingue per ampiezza e va- nal Cadolini, del quale mi vado giovando;
ghezzadi forme, con bel quadro in tavola gareggiando in vetustà la sotterranea di
ili pennello Giottesco, esprimente santi s.Brizio,ove si credono sepolte lesue sagre
francescani, mentreil chiostro del conven- mortali spoglie. Spoleti contiene 1 1 mo-
to trovasi ornato di bellissimi a (freschi del- nasteri e conventi dei religiosi domeni-
la scuola de'Zuccari, con istorie di s. An- cani, lilippinijServiti, gesuiti, fratelli del-
tonio di Padova, egregi per composizio- le scuole cristiane, liguorini, francescani

ne, prospettive ed espressioni siguifican- riformati, agostiniani scalzi, conventuali


53 S P O SPO
minori, cappuccini, ed i religiosi del ri- spoletina gioventù. A tale scopo ti sta-
1
tiro di i\Joule Luco. Vincenzo M.' Fonta- bilì per l'istruzione letteraria padri ge- i

na, De romana provincia orci, praedi- suiti con collegio; per l'elementare i fra-
convento di s. Salva-
calottini, trullo del telli delle scuole cristiane pe'giovanetti;
tore di Spoleli. I monasteri delle mona- econoscendo il bisogno di prov vedere an-
che,compresi consei vatorii, sono g, cioè
i che all'educazione delle fanciulle, destinò
canonichesse regolari Lateranenii o roc- a questa le maestre pie. In tal maniera
chelliue,niantellate o Servedi Maria, eia- Spo'eti può vantarsi di avere per i suoi
risse eoo due monasteri, e altrettanti ne figli vei i educatori e veri maestri, zelanti
hanno lebenedetline,convittrici delBam- ed edificanti. Leone XII stabilì pure iti
bino Gesù, terziarie di s. Francesco, e le Spoleti lacongregazione de'liguorini, di
religiose della Passione che hanno per i- che feci parola nel voi. LVI, p. 3o6, e
stitulo la correzione delle donne di mala fu largo di altre beneficenze. Dello sta-
vita. Molti sono sodalizi,
i due gli ospeda- bilimento ordinato dal Papa de'fratelli
li, in uno de'quali esiste la vocazione di delle scuole cristiane e delle maestre pie,
s. Matteo di Caravaggio; l'orfanotrofio, ne tratta il n.° 5i del Diario di Roma
il monte di pietà, ed altri istituti bene- del 1824- Nel Bull. Rom. coni, t.1'6, p.
fici, come la cassa di risparmio, per cui 27, vi è la bolla A recla puerorum insli-
lu pubblicato il Regolamento per l'isti- lr/1/orae, che ne effettua
la fondazione. Leg-

tuzione d'una cassa ili risparmio in Spo- go nelle Notizie sloriche delle accademie
leto, ivi 1837, tipografia Bossi e Bulloni. d'Europa, del conte Paolino Mastai Fer-
Gli stabilimenti di pubblico insegna men- retti, a p. 5g, che l'accademia di Spoleti
to vi fioriscono, e primamente il semi- fu istituita per cordiglio del già celebra-
nario con alunni fondato dal cardinal Vi- to Pontano, che prese poscia il nome di
sconti, oltre di quello nell'arcidiocesi i- Accademia degli Ottusi, a somiglianza
stituito da Urbano Vili in Fisso. All'ar- di quella di cui Pontano erasi fatto capo
ticolo Gen'ga famiglia, dissi che Leone e moderatore in Napoli: si rese celebre
XII sebbene nato in Genga, castello del- come attestano Tiraboschi, Storia della
la diocesi di Fabriano (/'.) e de! gover- letteratura italiana, t.
7 par. 1 ; e Ga- ,

no di Sassoferralo (/.) nel distretto di rulli nt\Y Italia accademica, dell' acca-
Fabriano, nondimeno sempre si chiamò demia di Spoleti. L'accademia degli Ol-
spoletino, couuchè affettuosissimo per (usi ancora fiorisce.

Spoleti che dichiarò sua patria d'elezio- Noto è a tulli, che la città di Spoleti
ne, ed ove uvea maritato al nobile Ti- è numerata fra le più illustri d'Italia per
burzio Mongalli la sorella d. Caterina che l'antichità, per le memorie storiche, e pel
dichiarò principessa. Inoltre a Gexga ed numero di quegli egregi spirili che colla
a Scuole cristiane parlai del palazzo che santità della vita e coll'opere dell'intel-
d<i Leone XII ereditato in Spoleli, on- letto o della mano crebbero gloria alla
de la circostante piazza prese il nome di patria comune, e a se stessiprorogarono
Genga, concesse per uso de'fratelli delle one->to e splendido nome tra'posteri, la-
scuole cristiane, e delle maestre pie di s. sciando belli esempi da imitarsi. Spoleti
Agata di Roma. Questo Papa appena su- primeggiò sempre in armi, in potenza e
blimalo al governo della chiesa univer- per un grandestuolod'illustri nelle varie
sale, volse le sue cure particolari all'a- sue epoche Umbra, Romana, Ducale, del
mata primieramente vide che non
città, e Medio evo e Papale; congiungendo nelle
poteva darea'suoi concittadini prova mi- secoude epoche al valore, la saulilà della

gliore di patrio all'etto, che provvedendo vita, la dottrina, le nobili arti, la feracità

con opporluui mezzi all'educazione della degl' ingegui; contribuendo così all'ita-
S P o S P O 59
liana civiltà, mediante uomini eccellenti danze e Gregoria ; ss. abbati Mauro e
i

in ugni qualità di dottrina, e in diverse Giovanni Puranueiise s. Senso, beati


; i

arti, la teulogiu, la giorisprudeuza, le Paolo, Francesco da Spoleti, Corrado,


matematiche, li medicina, le umane let- Angelo, Teoboldo, Giovanni Chiarani,
tele, e la pittura furono dagli spoletini e- Sabino da Campetto, Gregorio e Angelo
aereitate con grande sodezza ed eleganza da Spoleti, Martina e Andrea, e gli ul-
d'ingegno, né la storia pallia, né l'erudì* timi 3 martiri; Gabriele Garofàli, mor-
Biotte mancarono di fedeli e diligentissimi to con fama di santità e chiaro nelle let-
cultori ad ogni tempo, e inclusive al no- tere, e Cherubino di Capo Ferro; le beate
stro. Pe'fasli fragri di Spoleti, ben a ragio- Marina Petrucciani, Francesca Campelli,
ne il cardinal Cadolini esclama » Quivi, : Angelina, Cristina Visconti, ed Eufemia
seconda Roma, vidersi a mille a mille Palleltoni, per tacere di altra serie lun-
empio pagano furore,
cailer le vittime di ghUsimadi venerabili d'ambo i ses>i. A ilo
e il Ponte sanguinario imporporato dai paline mietute nelle marziali tenzoni e
Lucidati fedeli, sagro e venerando ad- ne'campi della fede, congiunse Spoleti in
diveniva, mentre pietose Priscille le pre- ogni e più svariato genere di sagre ed li-

ziose spoglie raccoglievano degl'invitti e- mane egualmente nobili e im-


discipline
stinti campioni, e in varie cripte o are- mortali corone; dappoiché menlrePiiblio
narie loca vanle, cioè le Sinclete, le Ab- Corniolo ne' romani rostri si meritò gli
bondanze, le Serene. Quivi dal sangue encomi e la domestichezza di Cicerone
de* martiri, die sempre mai semenza e- che ne lagnino la morte ; Caio Melisso
lelta si fu di religione, la mistica vigna fu carosomtuamenteaMecenate,ead Au-
rigogliosa crescea e grandeggiava del Na- gusto che lo incaricò di 01'diuare le bi-

zareno. E a codesta vigna, ove, mercè i blioteche nel portico d'Ottavia, commen-
Benedetti e gl'Isacchi, ebbero culla i ce- dato da Ovidio, da Aulo Gellio che lo

nobiti d'occidente, che gli empi delubri chiama sommo grammatico, e ila Sve-
e i profani impuri boschi santificavano; tonio pel suo valore nelle lettere e peri-
ove I' inconsutile veste dell' Agnello, da zia nel sermone del Lazio. Nella guerra
abominevoli resie e scisma lacerata, ri- timbrica rifulse la forte virtù di Mairi-
congiungevasi. " Oltre i santi vescovi, di nio, nella fazione dell'Acque Sestie; Lu-
cui parlerò a suo luogo, oltre i ceuobiti cio Matrinio ottenne la cittadinanza ro-
di MonteLucOjde'quali egualmente dirò, mana da Mario, ed a'Matrinii spetta la

e le molte migliaia de'già accennati mar- lapide che vedesi nell'esterno della torre
tiri, tra il fulgore di santità vanta Spo- campanaria del duomo. L. Carvilio fu ce-
leti s. Paleria con 4 ('gli martiri, e Gio- lebrato da Livio, dicitore facondissimo.
vanna madre di s. Poliziano, chiaro non Fabio Vigile fu chiamato il Vairone dei
meno per la palma del martirio, che pel suoi giorni, elegantissimo scrittore e poe-
patrocinio pili volte elargito alla città; i ta, segretario di Paolo
III, che a vea ser-

ss. Gregorio, Concordio e Quintino preti vito in tale impiego prima che fo-<se Pa-
e martiri; i ss. Primiano, Parattale, Vi- pa, poi vescovo di Foligno, quindi di sua
tale (diverso dal ravennate, fissandone il patria. Pier Francesco Giustolo come il
martirio i Doilandisti a'2 1 gennaio; lesue precedente co'suoi carmi rinnovò l' ele-
sagre spoglieck.il vescovo s. Speo rinve- gantissime gemme di Virgilio e di Ca-
nute ed onorevolmente collocate in mar- tullo, ed ileav. Fontana pubblicò nel 1 8 > S

moreo sarcofago al Terzo della Pieve, fu- in Roma col volgarizzamento quello va-
rono dal vescovo Sanvitale nella più par- ghissimo sul Monte Luco e sua leggiadra
te trasferite nella cattedrale) e compagni descrizione; anche il cav. Re nel suo Sag-
martiri; lo ss. Sincleta, Serena, Abbon- gio sulla poesia, contribuì a far cono-
60 Sl'O S P O
sn re il mei ito poetico di Giustolo ade- rono scrittori nel XV secolo di patrie sto-
coro dell'italiane lettere; fu amicissimo rie : il 1 .°[>e' suoi Annah-s civitatis, il 2.°

d'Angelo Colocci e di Pomponio Leti, e per le sue memorie o De rebus a se gesti*.,


segretario del Carnoso Borgia duca Va- e De nobilibus familiis Spole tinis. Nel-
lentino, cui dedicò alcuni carmi encomia- l'arte salutare Pier Leouio fu emulator
stici. Benedetto Egio nelle greche e Ia- di Galeno, e perì miseramente in un poz-
line lettere peritissimo, autore di classi- zo, per non aver potuto salvar Lorenzo
che traduzioni. Evenzio Pico pubblicò le de Medici, come si crede, a torto venen-
sue Istituzioni grani/natiche , profondo do invece accusato di averlo avvelena-
nella greca e latina letteratura, il quale to, e perciò fattovi gittare da Pietro de
corresse la voce Spolctanus, sostituendo Medici. Pietro Servio fu medico in Ro-
Spoletinus da Spolelium, e però è me- ma celebratissimo nel secolo XVI, au-
glio dirsi Spoltri, anziché Spoleto. Au- tore d'opere e professore dell'università.
r
relio Clarelio Lupi, lodato pe'suoi squi- Fu pur celebre medico e naturalista il d.
siti versi, onorato con diploma imperiale Luigi SinibaldijVlollissimo autore di pa-
d.i Massimiliano. Scrittori assai beneme- recchie opere mediche, lodate in quelle
riti del le patrie cose fu ronoGiuseppe Si Ila- del prof. Bufaliui e di altri. Fra'più ce-
rio Leoncilli vescovo d' Orte e poeta la- lebri giureconsulti ricorderò, Lodovico
tino. Filippo Leoncilli autore Hi-
dell' Pori ta no, discepolo ili Gio. da Imola, e
storia Spolctina per serieni Episcoporurn fu al concilio di Basilea chiamatovi d'Al-
digesta, scritta con assai erudizione e cri- fonso V d'Aragona. Lodovico cav. An-
terio; opera che Serafino Serafini, altro cajani, rettore dell'università di Padova.
spoletino, con molta avvedutezza e ra- Mario Favonio, anche poeta. Francesco
gionevole critica arricchì d'annotazioni Autonio Scella fu senatore di Roma, de-
e commenti, e scrisse lodevolmente sulle gno di Nicolò suo padre, altro dotto giu-
cose spoletine alcune Memorie, egli E- risperito. Antonio Leoncilli interprete di-
logi de' santi spolettai. Severo Minervio ligenlissiino del diritto civile, e vescovo
autore De rebus s p ole ti ni s sino al 1027, di Teramo. Marc'Aurclio de Domo, cri-
il 1 ."che ordinatamente scrisse gli annali ni ina lista scrittore. Nell'eloquenza del pul-
patriijCon dotte e utili investigazioni; suo pito di sua età, fiorì il già detto b. Che-
padre Ermodoro godè il favore di Leone rubino Capo Ferro, i cui sermoni e al-
X, cui fu accetto perchè nelle lettere lati- tre opere stampate lo qualificarono scrit-

ne peri fissi ino. Ber nardi uoCam pel lo com- tore valentissimo. Giovanni da Spoleli
pose 4° hbri di patrie istorie, de' quali fumaestro di s. Bernardino da Siena; e
solo 20 furono pubblicati, e fu tenuto u- Gregorio Elladio fu maestro dell'italico
uo de'migliori scrittori del suo tempo : il Omero l'Ariosto. Vuilkiuio di Spoleti fu
eultissimo conte Pompeo di Campello, e- storico la lino. Muzio de A ngelis glossò qua-
rede della sua dottrina e nome, possiede si tutta la filosofia d'Aristotile, la Som-
mss. preziosi di lui. Gabriele Garofalo ma di s.Tommaso, e l'epistole di s. Paolo.
già ricordato,moderatore piissimo del suo Nevio Fcliciano descrisse le cose di Spel-
ordineagoslinianouella Marca Trevigia- lo, e compose latini carmi. Illustrarono
na, vescovo di Nocera, fu dal Zeno chia- con vari generi di letterarie produzioni
mato magni norninis sacrisauc literis e- la patria loro, Oiheducejo Ancajaui, A-

nulitissirnuinj autore facondo di più o- lessandro de Angelis gesuita, Mattia An-


pere polemiche, e di trattati contro gli gelo Amici, Gio. Battista Lauceo dome-
eveiicifraticelli. Paruccio Zampolino,au- nicano, Ottavio Castelli, Nicolò Emilio
InieAc^lidnualctciviliiti'iSpoletiìiiTom- Toni, Giulio e Solone Campello, cav. Lo-
muso Mariani oratole a Eugenio IV, fu- reto Vittori poeta e istitutore benefico ilei
S PO SPO Cu
collegio Lauretano, poi ridotto nlle pen- e profana erudizione, Bufare di scritti di
sioni Loi ttane,i\t\\e quali parlerò verso ragione canonica e archeologica j e cav.

il fine; Domenico Martinelli autore d'un Pietro Fontana, come precedentedottoil

trattato sugli orologi; i fratelli Campani) indie patrie memorie, scrittore applau-

celebri meccanici del secolo XVII, ad ti- dito d'opera elementare e d'agraria e di
no de'quali si attribuisce il trovato della quanto di sopra notai (cessò di vivere ai
Lanterna Magica, ed altri. Né alla bel- 3i maggio i854 presidente dell'accade-
1'
aite, die per l'incanto de'colori desta mia spoletina degli Ottusi o Pontaniana,
ne'seusi l'immagini del vero, venne me- come apprendo dal n.° 129 del Giorna-
no o fu ritroso il genio di Spoleti, e val- le di Roma j ed il prof. avv. Carlo Guzzo*

gano por tutti il rammentare Giovanni ni degli A oca ra ni ne scrisse la Necrologia,


Spagna, e Bernardino Campilli. Il i.° si subito stampata a Spoleti); ed io aggiun-
tiene in conto di spoletino o del contado, gerò il profondo scienziato p. Gio. bat-
comechèascrittoalla cittadinanza di Spo- tista de' conti Pianciani gesuita, autore
leti ebe fu campo di sua gloria, ed ove d'opere egregie. Nella città di Spoleti vi

sposò una Capo Ferro. Il 2. fu coetaneo sono molti e grandiosi palazzi, quali i sic-

di Pietro Perugino, di cui nel dipingere come posti fra le scoscese vie non han-
tenne molto nello stile, grazia e avvenen- no corrispondente appariscenza esterna.
za. Ambedue formarono quasi una scuo- Quello governativo, residenza del delega-
la patria. 11 Marchesi e il lìamurrini mol- to apostolico e degli uffizi ilei governo ,
ti illustri spolelini celebrarono, massime di buona architettura, era de'baroni An-
quelli uscitida nobili famiglie. Innume- cajani, famiglia che novera diversi illu-
revoli poi sono quelii ebe fiorirono in di- stri, e da ultimo Mariofu vescovodi Gub-
gnità ecclesiastiche, per vescovati e per bio e poi arcivescovo della patria, eCarla
prelature, ebe in tanti luoghi riportai, castellano del Castel s. Angelo di Roma.
anzi ora mi rammento, che nel voi. XXI II, Il palazzo comunale, non che da più pre-
r
p. 82, registrai mg. Giuseppe Fra tra- ziose lapidie antichi frammenti, è magni-
nelli segretario de'memoriali d'Innocen- ficamente arricchito da splendida pittu-
zo X, seguendo Novaes, ma poi trovato ra a fresco dello Spagna, che perle cure
che il suo cognome era Frenfanelli, mi del benemerito cav. Fontana vi fu tra-

corressi nel voi. XLIV, p.i8g, registran- sferita dalla rocca, lidi pi nto in ligure natu-
do altre rilevanti sue cariche. Scrissi le rali rappresenta il dottore s. Girolamo,
biografie de'cardinali vescovi di Spoleti, s. Antonio di Pado va, s. Caterina verginee
come pure degli spolelini elevati alla por- martire, e s. Brizio con in mezzo la B.

pora, i quali sono : Giuseppe Accoram- Vergine che tiene sulle ginocchia il Bam-
bonij ina nato in Preci, Virgilio Rosario, bino, ed in altri dipinti simbolici e or-
e Carlo Collicola. Degli uni e degli altri nativi. Erroneamente dice il Castellano,
riparlai ne'luoghi che li riguardano. Al che ilr.° deve a quel-
posto tra'palazzi si

presente Spoleti vanta i seguenti prelati: lo degli antichi che oggi


duchi di Spoleti,
r
n>g. Francesco Gentilini arcivescovo di spetta alla nobile famiglia Aironi, im-
Tiana che lodai nel voi. LV1I, p. 3oi; perocché se in alcuni luoghi non lontani
mg.r Raffaele Bacchettoni che dali85o dal duomo si vedono avanzi di antiche
è 3.° vescovo di Norcia; e mg. r Andrea magnificenze, come archi e colonne, que-
de'conti Pila chierico di camera, già pre- ste non sono certo nello spazio occupato
side di varie provincie, come notai altro- dal palazzo Aironi checertamente è bello.
ve. Il cardinal Cadolini molte lodi rese ai Questo palazzo fu dagli Arroni eredita-
contemporanei can. d. Francesco Bon- to dalla famiglia Vari, è un edifizio tutto
cristiani versato in ogni genere di sagra di uno stile del secolo pili bello del ri-
2

6* SPO S P O
sorgimentodelle arti del disegno,ossia del gobardi e imperatori franchi. Descrive ti ne
sccoloXVI. Equando si costruire si crede monele che gli pervennero tra le mani,
aglistemmiintagliatiinlegnodorato, che in una si vede la Croce e all'intorno De

si vedevano sotto la magnifica grondaia, Spoleto j nel rovescio l'epigrafe: S. Pon-


oggi demolita, apparteneva alla fainglia tianus P., cioè prolectoropatronus. Nel-
spoletioa del Bacano. Il Fa tteschi parlò l'altra moneta comparisce un vescovo col
del palazzo ducale a p. i61e seg.; però piviale, colle lettere Johes... A... C...\ nel

bisogna tener presenti le avvertenze ri- rovescio Spolettimi*. Con mitra e pallio,
inarcate dal cardinal Cadolini, il quale aggiunge il cardinal Cadolini, e spiega la
osserva che tale n'era l'ampiezza, sino leggenda: Johannes Archiepiscopus et ci-

ad occupare nel piano superiore della cit- vis. Dichiara Reposali, Della zeccarli
tà più d'un vasto quartiere verso la cine Gubbio p. 17, che sotto i re longobardi
sa di s. Maria, esistendone alcune vestigia si aprirono varie zecche, e specialmente
nelle case Cimarelli, Carosi, e sotto la ca- in quelle città dov'essi risiedevano, e nelle
sa Marchetti. Quanto al palazzo degli Ar- più cospicue,come Pavia, Bene veri to,Spo-
roni, il cardinale loda la nohilissima fac- leti, Milano e altre. Abbiamo di Gaspa-
ciata, e le sue pitture monocrone egre- re Luigi Oderico, Lettera sopranna pre-
giaotiente condotte sopra disegni di Giù- i tesamoneta di Ariulfo duca di Spoleti,
ho Romano. Aggiunge, che non manca- Bologna 1786. Fu estratta dal Zannetti,
no palazzi di buona architettura moder- Nuova raccolta delle, monele e zecche
na;e vannoricordati quelli de'conti Pian- d' Italia t. 4- I rùderi che si osservano
ciani, de'CollicoIa o Colligola, e di Cam- qua e là di templi, d'anfiteatri e di ter-
Vie un mediocre teatro sulla pinz-
pello. me, e di altro che già ricordai, non che
za delduomo. Ora se ne sta costruendo l'iscrizioni che si sono trovate, mostrano
uno nuovo in piti comoda situazione nel- che .Spoleti sotto la dominazione roma-
l'ex convento di s. Andrea, sui ruderi del na fu città fìorentissima e di grande Ira-
presunto tempio di Giove, diretto dal va- portanza. A volerne far parola seguirò e
lente ingegiierelreneo Aleandri che lodai preferisco per più sicurezza il cardinale
a Macerata ed a s. Severino sua patria. Cadolini, la cui orazione accademica è
Nel 18 16, anno onde procac-
di carestia, ricca di tanta dovizia storica, erudita e
eiare lavoro agli artisti, da una società critica, da bastar per se sola a dare una
si edificò il piccolo teatro della Filodram- giusta idea de'pregi della metropoli dèl-
matica del Gitunno, nella piazza dell' A - l'Umbria. All'edace ingiuria dei tempi
bete. Spoleti da tempo antichissimo ha vennero per buona ventura sottratte al-
un cardinale per protettore, e di presen- quante preziose vestigia de' monumenti
te lo è il cardinal Giovanni Serafini, es- spoletini dell'epoca romana. Delle mura
sendolo pure di Monte Falco e d' Otri- ciclopee, e di più recente romana costru-
coli. Lo stemma della città si forma di zionecoll'ampliarsi o restaurarsi delleal-
una croce rossa in campo d'argento, e di tre, si ammirano nobilissimi ruderi prin*
nnguerrieroarmaloeconsciidoacnvallo, ripalmente nel giardino della casa Fal-
sorreggente una bandiera ov'è pure il sa •
coni, negli orti di s. Domenico e di casa
lutifero segno e in campo rosso. Spoleti Colligola, e ne'sotlerranei della Trinità,
ebbe la sua zecca, ed il Muratori, Disseti, ed a fianco di Porta Fuga, nella casa Be-
topra l antichità italiane,àÌ6Sert. 1?.' eve- nedetti, negli orti Staterà e Bdli, e in più
de verosimileche questa illustrecittàche altri luoghi. Nella rocca si è creduto che
per più secoli fu capo d'ampio ducalo, rsislesse antico anfiteatro; allri all'oppo-
godesse il pregio della zecca e il diritto sto pensano che con molte pietre di quel-
di battere moneta anche sotto i re lon- lo in realtà giacente nel fondo della città
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siasi sovvenuto alla costruzione della roc- die esercitò In tribunizia podestà e chiu-
ca, se pure mura ciclopee, come appare, se al pari del fratello col veleno i suoi
non sonoalquaoti massi dell'esteriore mu- giorni, fu per sentenza del senato innal-

ro ond'essa è ricinta. Un tempio d'Apollo zato un bell'arco, serbato da' secoli con
vuoisi piuttosto che ivi sorgesse, e diesa- iscrizione a Germanico. Al destro fianco
grò a quel nume pur l'osse il circostan- verso la Montani è l' iscrizione di
casa
te bosco, Liicus Sacer, oggi detto Munte Druso. Poco distante, nel declinare e vol-
Luco; su di che sipuò osservare il giu- ger della via Montatone, trovasi l'aulica
dizioso parere del cav. Fontana nelle sue porta di Spoleti, anch'essa d'egregia for-
Annotazioni al Carme dei Giusto!*). Del* ma e di belle pietre; ma l'arco e la por-

l'anfiteatro splendidi avanzi sono ne'mo- ta pel sollevarsi die sopra i ruderi e ma-
nasteri della Stella e del Palazzo: Pro- celie della primitiva città fece la novel-
copio narra che ivi stanziò il presidio, cui la, rimangono nella miglior parte sotter-
essendone duce Costantino, lasciò Beli- ra. Il tempio di Giove sorgeva ove è la

sario a custodia di Spoleti nella guerra diiesa di s. Andrea, e ve ne sono prege-


gotica. E di questo anfiteatro fa onore- voli avanzi: altro a tal nume fu eretto al-

vole menzione il Mad'ei, nell' opera de- laStradetta, dove poi fu edificata la chiesa
gli Anfiteatri. La basilica non può bene di s. Donato non più esistente. Le iscri-

distinguersi, poiché gli ampli ruderi che zioni attestano del culto die gli spolelini
di essa si additavano nella casa Lunarini, rendevano a Marte, aGiove.ed aPortun-
sembrano piuttosto reliquie di paganode- no,altro nume patrio non dissimile dal
lubro; pure non molto di-costo esser do- Clitunno. Anchela Concordia ebbe tem-

vea, come l'appalesano altri ruderi e la pio, e forse ad esso appartennero le colon-
lapide discoperta di Volusio, che una ba- ne di finissimo marmo di che è adorna la
silica del proprio aveva eretta. Un tem- chiesa del Crocefisso, da'fedeli innalzata a
pio aMarte sorgeva ove trovasi la chiesa s.Concordio martire, di cui ivi si venera-
di Ansano: di questo celebra tissi mo
s. no gli avanzi, appena Costantino rido- I

tempio rimangono splendide vestigia nei nò la pace al cristianesimo, probabilmen-


sotterranei dell'annessa casa de'liguorini, te servendosi delle slesse mura. L'altro

e sono uno de' più preziosi monumenti patrio nume fu quello del fiume Clitun-
dellaromana grandezza. Ivi a Marte, Au- no, il quale s'ebbe splendido culto e ri-

gusto può dirsi che suo principato in- il nomato delubro; e pare che vi si adorasse
augurasse nell'agosto del 711 di Pioina, anche un Giove Clitunno. Plinio altamen-
col sacrifizio di 6 vittime, delle quali es- te ne lodò l'amenità, e la copia delle e nn-
sendosi raddoppiate le viscere, gli fu va- dide e fresche acque, che in vasto fiume
ticinato che dentro l'anno avrebbe du- rapidamente dilatavansi con velocissima
plicato impero. Presso quel tem|>io e
1* corrente. Le amene sponde ove il tem-
al sinistro fianco della chiesa di s. Ansa- pio sorgeva, erano rivestite di frassini e
no, sembrano le nuove sorti del roma- ili pioppi, coronalo da numerose edicole

no impero congiungersi allo sventurato e sacelli aventi ognuna il suo Dio. Era vi
virtuoso Germanico, figlio adottivo del pure un sagro bosco visitato dall'impera-
suouccisoreTiberio,da cui comechè bre- tore Caligola, indegno figlio dell'encomia-
vemente s'ebbe per l'oriente l'imperiai v to Germanico, cheindarno vi licerci) i <x\l\

dignità, non die a Druso figlio dello stesso ammutoliti oracoli;ed ancora vi sono ba-
Tiberio e di Vipsnnia (veramente con al- gni e ville deliziose. Uno spaventoso terre-
tri nomi chiamai le sue mogli a Roma, moto, regnando Teodosio, innarid'i il fon-
se pure Vipsania non sia un aggiunto di te, ed a quasi tenue ruscello restrinse il fiu-
quelli ivi ricordati), il quale in un col pa- me. Tanto fu elegantissimo il tempio, ove
6 i
S P O S P O
Clitunno pronunziava mentiti oracoli,i da Francesco d'Asisi, e successivamen-
s.

che Palladio lo die a esempio ili eccellen- te dal b. Paolo Trinci riformatore del-
te architettura, e sussiste colla detta chie- l'osservanza neh 373 assoggettati, da s.
sa del ss. Salvatore, meno le poche co- Bernardino da Siena che vi dimorò e ne
se aggiuntevi pel culto cristiano, e le mol- partì neli444 accresc u to,edal ven. Leo-
'

te toltevi da'lempi, o dall'incuria e bar- poldo a più rigida austerità ridotti, eser-
barie degli nomini. iVella chiesa già nel citandosi in tutte le opere di pietà e di
principio del i ^oo eravi eretto un bene- cari'.à. Questo ritiro di Monte Luco ven-
fìcio semplice di libera collazionedella da- ne edificato dallo stesso s. Francesco, di
taria apostolica :
1'
odierno rettore mg. r squallide e disadorne mura, modello ili

Luigi de'conti Pila avvocato rotale, ca- penitente edificazione; possiede le ossa e
nonico Liberiano e cameriere segreto so- le ceneri di diversi servi di Dio, fia'quali
prannumero del Papa, all'amore delle il Francesco da Pavia, che si olTri vit-
b.
lettere e delle memorie patrie, di cui è tima accettevole al Signore per liberar
diligente raccoglitore, iinisc quello del- colla sua morte, come fece, Spoleti dalla
l'arti belle, per cui con ogni studio cu- peste che nel secolo XV faceva strazio dei
Btodice questo prezioso monumento del cittadini ; ed il ricordato ven. Leopoldo
tempio di Clitunno. Sulle giogaie del vi- ultimo riformatore del san tori tiro, il qua-
cino monte di Somma, pochi ruderi ap- le fu visitato in ogni tempo da personaggi e
pariscono del tempio che credesi di Gio- da uomini di santa vita. Di questo con-
ve Summano, cioè Platone sovrano dei vento de' francescani riformati tratta il

Mani. Bellissime vestigia di terme vaste p.Antonio da Orvieto, Cronologia della


e magnifiche, che ricevevano l'acqua dal- provincia Serafica riformata dell'Um-
l'acquedotto, sono nel monastero di s. bria: Del con vento di S.Francesco di Mon-
Agata e nella circostante casa Crociani, te Luco. Per la venerazione somma de-
ove sono pure ne'solterranei musaici di gli umbri per s. Francesco, la chiesa è
non ordinaria bellezza: due iscrizioni con- tenuta per santuario e frequentata, vi-
validano le terme eh' ebbe Spoleti che , sitandosi pure le grotte ove soleva orare,
per la loro importanza riprodusse il car- e le celle da lui costrutte. Il basso popolo
dinale,chiamate Torasianeo Cure/siane, vi si reca non meno per divozione, che
siccome erette dall'augure spolelino Caio per onesto sollievo, e prendendovi cibo.
Torasio, il quale pare che presso il tem- Scendendo dall'alto luogo, incontro al
pio di Clitunno inoltre edificasse i bagni magnifico acquedotto e alla rocca, qua e
per que'di Spello; indi terme furono le là disseminati fra l'opaco bosco sonovi
riedificate da Costanzo e da Giuliano im- più eremi, il maggiore de' quali di No-
peratori. Molti egrandiosi monumenti fu- stra Signora delle Grazie fu eretto dal ve-
rono distrutti da'goti, dopo la morte del scovo di Spoleti Sanvitale, e in principio
loro re Teodorico, che in Spoletosoggior- del secolo trascorso dal cardinal Cibo ven-
nò a lungo, facendovi costruire un ma- ne abbellito e ampliato; il tempietto è leg-
gnifico palazzo. Presso alla sponda op- giadro, con iscuiture e dipinti non ispi e-
posta del Tesino è la principesca villaLoc- gievoli, coinechè riedificato dalla magni-
catelli, ora de'conti della Genga-Sermat- ficenza del cardinale. A destra e a pie dei
tei,che ne sono gli odierni possessori. Sul colli nella gran Valle Umbra, vi è il pic-
ciglio del colle che verso levante sorge colo clivo di Si ncletaconsagrato dalle spo-
a lato della città, di elei e silvestri pian- gliedis.PonzianOjCuiil 1 .°s. Isacco martire
te ombreggiato, già bosco sagro a bu- co'suoi invitti compagni abitò, e dopo il

giardo nume, un pietoso asilo e ritiro di martirio a tutti die Sincleta onorata tom-
pace esiste con solitari religiosi istituiti ba, quindi fu affidato a religiose. A fronte
S P o S P O 6 1

Monto Luco, poco r


del lungi dalla rocca, ri 8. Isacco a' 1 3 aprile >">0, e ne furono
più oltre di s. Simone e ivi stesso, era il discepoli i bb. Giovanni, Cecco, Aodreoc
Ct lcl)i monastero di s. Marco,seniiiiario
e ciò, Guglielmo, Varinocelo e altri, quali i

ili santi, di dove a eminente santità sa- olirei 3 eremi vivente il loro maestro, ne
lirono bh. Eluterio e il fratello Giovan-
i costruii ono ancora degli altri dopo la sua
ni, Benedetto, Orso, Stefano, Antonio, morte. Nefuronoabbati ancos. Marziale,
Merulo e Maiolo. Di quasi tutti meno , s. Egidio, s. Lorenzo, discepoli anch'essi
Maiolo posteriore, parla ne' suoi Dialo- di s. Isacco. Papa s. Gregorio I narra le

ghi s. Gregorio I, il quale si crede che vi prodigiose gesta del fondatore di si av-
dimorasse alcun tempo. Ormai debbo far venturosa schiera di sì santi eremiti, con-
parola propriamente dell' origine degli tinuamente assorti nella contemplazione
antichissimi eremi del Monte Luco,oItre dellecose celesti, e nell'esercizio della pre-
i teslè ricordati e l'accennato di sopra, e ghiera e di aspre penitenze, cibandosi di
quanto dissi col p. Bonanni, e generica- erbe selvatiche. Così un monte popolalo
mente col cardinal Cadolini, nell'artico- da' poeti antichi di favoleggianti numi,
lo Eremiti di Monte Luco; ritraendo il dal cristianesimo lo venne di penitenti.
cenno che vado a darne, e lenendo pre- Ne'seguenti secoli vi fiorirono i bb. An-
sente il posteriore asserto dal cardinale, timo, Manno, BettonOjStichillino, Lava-
dalla Descrizione del MonteLucodi Spo- lino, Baiano o Balanino e molti altri so-
leto, Carme di Pier Francesco Giusto- litari,! quali lasciarono dopo la loro morte
Io, recato in. rime italiane dall'ai?. Pa- fama di santità, e sepolti nella chiesa di s.

con erudite no-


cifico Granieri, illustralo Giuliano. L'abbazia di s. Giuliano divenu-
te dal cav. Pietro Fontana e corredato ta ricchissima, massime per donazioni dei
di analogo prospetto topografico, Foli- duchi di Spoleti,fu soppressa da Innocen-
gno 1829. Il Monte Luco s'innalza a le- zo Vili, il quale la diede alchiericoErmo-
vante da Spoleti,ed una vallestretta, pro- doro Capo Ferro Spoletino; e quindi per
fonda e fiancheggiata da altissime e inac- rinunzia che questi nefece.da Alessandro
cessibili rupi lo separa dal gran masso di VI ad inchiesta della città fu conceduta ai
carbonato calca re,sulla cui sommità gran- canonici Lateraneusi, che neh 552, ab-
deggia la rocca; intorno a questo masso, bandonato affatto il monte, ottennero la
parte nel piano e parte nell'erto, dispo- chiesa di s. Ansano in città, vi trasferi-
sta in semicircolo giace la città, la quale rono il corpo di s. Isacco, e vi stabilirono
si riunisce al monte col mezzo del descrit- la loro sede. Colla partenza di questi dal
to ponte, che serve al doppio oggetto di monte rimasero gli eremiti indipendenti.
comodo passaggio a'viandanti, e di con- Perciò il vescovo Vigile die loro nuove
durre l'acque. Il 1 .°cbe si ritirò nel monte e rigorose regole, e dalla visita della dio-
e die le austere regole per vivere agli e- cesi diSpoleti ordinata da s. Pio V a Pietro
remiti, fu s. Isacco siro abbate e coetaneo vescovo di Gaeta, fra le altre cose rile-

di s. Benedetto fondatore de'monaci, le vasi : che gli eremiti si doveano congre-


quali regolelodatedalcardinalBona sono gare in ogni venerdì e fine di mese; che
inserite nella Bibliolheca Patrum. L'ere- alcuni eremi spettavano a'parlieolari,del-
mo di s. Giuliano martire fu il 1 .°eretto a la proprietà comunaledel monte, dell'ob-
cura di detto santo nel 528; ridotto poi bligo a'monaci d'eleggere un vicario per-
a monastero di benedettini, assunsero que- petuo con residenza in s. Giuliano chiesa
sti la direzioue degli eremi, che dopo la parrocchiale.il vescovoSanvitale nel 090
morte dell'istitutore adottarono la regola fece edificar nuovi eremi, fra'quali il sud-
di s. Benedetto, ed ebbe
monastero ab- il detto delle Grazie, di cui fu munifico il

bati santissimi. In questo monastero mo- cardinal Camillo Cibo. Ad esempio di tali

VOL. L\IX. 5
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personaggi, molti concorsero ad erigere goti. Che i canonici regolari e i minori
nuovi cremi o ad ampliar gli antichi, in osservanti riformati vi si stabilirono col
origine semplicissimi. 1 posteriorinon so- consenso de'solitari.Che il cardinal Cibo,
lo non mancano di lutti comodi neces-
i amantissimo della solitudine, vi dimorò
sari, ma in alcuni vi si osserva una certa qualche tempo nell'eremo di s. Maria delle
magnificenza. Attualmente 6 sono quel- 1 Grazie, di cui fu benefico anche di sagre
li clic esistono sparsi in lutto il monte, reliquie, e consagrò solennemente la chie-
olire il convento di s. Francesco de'fran- sa comune a'solitari a'28 maggio 1728,
cescani riformati sulla sommità, lungi un assegnandone l'anniversario a'a 8 settem-
miglio dal quale è la chiesa di s. Giulia- bre. Antichissime leggi municipali, tut-
no, monumento interessantissimo d'ar- tora vigenti, non solo vietano di tagliare
chitettura del secolo X e per le molte pe- qualunque albero del Monte Luco, ma
rite pitture, ma fu distrutto il mio mo- ancora di portarvi a pascere animali. Tra
nastero. Alle indici vi è il convento di s. le moltissime sue elei di gran mole, quella
Antonio, già dei minori osservanti, sop- vieinoal convento di s. Antonio, nel 82 1
i

presso nel i
7f)9-
Sparsi nel monte si os- era alla metri 37 e 71», e ne B*ea fidi cir- 1

servano gli avanzi di altri 24 e,enH c ie


' conferenza dalla base. In Spoleti, oltre i

lo popolavano. Quegli indicati nel pro- settimanali copiosi mercati, vi si tiene u-

spetto topografico sono seguenti:s. Fran- i na fiera a'i3 giugno. Vi si fa traffico di

cesco di Paola, Paolo .'eremila, s. Mi-


s. i cereali, bestiame, frutta ed allro, e spe-
chele arcangelo, ss. Annunziata, s. Bo- cialmente de' rinomati marroni e di car-
a
ni fi zio, s. ]\I. Maddalena, s. M. 3 Egiziaca, ni porcine. Ila talune concie di cuoi, fab-
n
s. M. delle Grazie, s. Gio. F»at lista, s. Gi- briche di cappelli, di tessuti di lana e di
rolamo, Grotte di s. Isacco, s. Croce, s. altre manifatture. Tra gliopificii di pan-
Caterina, s.Pietro Parenzi, ed appartiene ni di lana vi fioriva quello di proprietà

alla nobile famiglia omonima. Olire no- i del conte Pianciani, come poi dirò, ma
minati eremi, i quali fiorirono ne'primi da qualche tempo una parte fu trasferito
tempi in cui venne ahitato, vi hanno pur a Terni, cioèle macchine che servivano di

vissuto in diverse epoche altri personag- motore, restandovi però la tintoria, l'ap-
gi rispettabili per santità e per nascita, parecchio e il deposito de'tessnti. Ricco è
o celebri per le vicende alle quali sono il suo territorio e in parte assai piano, e
stati soggetti; dirò solo, olirei memorali, fertile per olivi, e vini eccellenti che furo-
il b. Argento de' conti Campello, Onoiio no decantati da'versi di Marziale, epara-
I IJ, ed a'nostri giorni il principe Broglio, gonati a quelli di Falerno.
il general Tartagna,
il conte Potoski. De- L'origine di Spoleti, come tutte le cit-

glieremi del Monte Luco ne parla an- tà assai antiche, è soggetta a varie opi-

cora Sperandio nella Sabina sagra e pro- nioni che si perdono nella buia caligine

fana a p. Lorenzo siro


2o4, dicendo di s. de'tempi. Gli umbri per lungo volger di
vesco vo di Spoleto, indi di Foronovo, fon- secoli emuli de'toscani o etruschi, que-
datore e i. "abbate del monastero di Fa r/rt', sta regione
ci
tennero che dal seno Adriati-
venerato in Spoleto col titolo di s. Illu- co distendevasi fra il Po, il Piceno e Im-

minatore. Lo dice fratello di s. Susanna, penninosi no a'sabini, come si ha da Stra-


e compegno di s. Giovanni edis. Isac- tone lib. 5, e da Plinio lib. 3, cap. i5.
co istitutore degli eremi di Monte Luco, Floro li chiamò, anliquissimum Jtaliae
il quale a lui fu donato nel V secolo dalla pnpnlum, e vuole Plinio che si denomi-
b. Gregoria vergine spoletina; ritenendo nassero umhr\,ab imbre^aW acqua, qua-
contro Ughelli che tutti dalla Siria ven- si all'onde sottratti, ovvero derivassero,

nero ìd Italia prima che fosse desolala dai giusta il credere di Solino, dalli Guidai»,

S PO SPO G7
o d'altronde, o piuttosto originari fosse- me Ortona e Veio. Il Fabrelti dimostrò
ro dello stesso suolo italiano; non è a du- con molti esempi, che talvolta ristesse co-
bitare che occupassero (lappi ima l'Etra- lonie furono detti municipii. Spoleti eri
ria, di dove cacciati da'pelasgi, a questo colonia Ialina sino dal Ti 6 di Roma, in
luogo si recarono ove dominatrice sedeva cuiebbero principio giuochi flore, ili i ;

l'antica Spoleti, cos'i forse con umbra vo- poco dopo egual colonia fu dedotta a Va-
ce appellata, che tanto suona quanto a- lenza, e quando stava Annibale per ca-
silo di esuli, o meglio grecamente Polis lare in Italia, a Cremona e a Piacenza.
significante ciltìi, e presso gravi autori ap- Marchesi anticipa la deduzione della co
pellata antiquistima Umbrorum Metro- Ionia al 5i2, ne'consolali di C. Consone
polis ,ed anche, Spolettimi antiqui^simuni e M. Sempronio T'uditami; ed aggiungi;
Umbrorum Caput. Dichiara Marchesi, che fu Spoleti per le delizie di sua va-
che l'antichissima e regia città di Spo- ga valle tenuto in tanto pregio dilla no-
leti fu dagli umbri fabbricala sopra di biltà latina, che nell'estiva stagione con-
un monte, separato dagli altri, quasi in- correva in gran numero, come in luogo di
quantun-
accessibile per la sua asprezza, piacere, a soggiornarvi. Cicerone chiamò
que verso l'occaso meri disastroso, che nell'orazione per Balbo, populus spole-
appianandosi a poco a poco, fra l'orto e tinus , comechè annoverato ira le città
il settentrione, va finalmente a terminare federate, trovandosi Spoleti nella condi
in fertilissima e lieta valle. Crede die da- zione di quelle città libere federate che
gli edificatori fosse chiamata col nome di si reggevano colle proprie leggi. SilFatta
Fola, che in lingua loro significava luogo forma di reggimento si avea per una specie
(Vetolio pellegrini, e nelle successive età diefligiee simulacro dell'ampiezza e mae-
da'posteri con mutazione analoga di vo- stà del popolo romano. Da colonia Spo-
cabolo fu nominata Spoleto. Calindri ri- leti diventò municipio, e Floro l'anno-

porta l'opinione,cheSpoleti sia stata edifi- verò fra gli splendidissimi municipii d'I-
cata per l'auguriodeU'uccelloiSJr?ofo, don- talia, ciòchesi comprova colle lapidi spo-
de ne derivò il nome.Negli articoli Umbri a, letine, ecolle testimonianze degli storici
Piceno, Sabina, Italia, Rimiri, ed altri Si deve credere che fosse polente e (ìo-

relativi, parlo delle origini degli umbri. rentissimo, perchè non solo come fedele
Tralasciando le dubbie epoche di trop- ausiliario di Roma pugnarono valorosa
po remote, di cui difetta la storia di si- mente gli spoleti ni con tro Annibale e car- i

cure notizie, meglio è ragionare di quel- taginesi, in più scontri alla Trebbia e al

le che dierono a Spoleti un posto impor- Trasimeno; ma opposero tanta resisten-


tantissimo nella storia, riguardanti i ro- do quando quel duce voleva assoggetta-
mani, i longobardi, i Papi. Sotto i primi re Spoleti, che respingendolo lo costrin-
gli umbri soflrirono nel V secolo di Ro- sero a calar nel Piceno e di là in Puglia,
ma una piena rotta nella pianura di Be- onde il senato romano rese grazie ed en-
vagna,ove trionfò Q.Fabio Massimo Rul- comi solenni a'spoletini, e pareche decre-
lo, soggiacendo perciò allaromana re- tasse un monumento a serbare la memo-
pubblica. Riunita Spoleti come tante al- ria di loro prodezze. Perlai-esistenza forte
tre città alla dominazione de'romani, di- fatta dagli spoletini ad Annibale,che vin-
venne allora colonia latina, ed ebbe an- ci tore al Trasimeno, al tra versa n do l'Um-
co il titolo di municipio, retto da proprie bria,movea alla volta di Roma, nella cer-
leggi liberamente. Non deve recar mera tezza di farsene padrone, fu in vece co-
viglia se la città di Spoleti si trova in- stretto a cambiar cammino, con gloria
sieme nominata colonia e municipio, poi- degli spoletini che opposero un baluardo
ché altrettanto avvenne a non poche, co- alle sue mire. Quest' ardita opposizione
68 STO S P o
sorprese Annibale, e Roma potè riaversi colonia a P. Ceionio Giuliane correttore
dalle sue perdite, e fu salva. Ci dice Ti- della Toscana e dell'Umbria, pei -
le co-
to Livio, che il senato romano decreti) se fatte nel suo governo, argomenta che
solenni grazie a Spoleti e alle altre fedeli in Narni essere potesse la residenza del
colonie, perchè per la virtù loro: Impe- consolare correttore delle due provincie.
rlimi pppiili romani stetil. Gli spolelini Ma il cardinal Cadoliui che con critica
si distinsero pure nelleSpagne, militando erudizionee prove riporta leprincipalico-
sotto Scipione, venendo denominata la se di Spoleti, chiari tale ipotesi con pub-
loro falange Spolitium. Pel valore addi- blicar la simile iscrizione, dal municipio
mostrato nella guerra sostenuta da'roma- spoletino eretta ad onore di L.Turcio A-
ni contro i cimbri, a'spoletini che si distin- proniano correttore della Toscana e del-
sero fu conceduta la cittadinanza roma- l'Umbria. Osserva poi che sin dapprima
na. Ma insorta la civile e tremenda guer- che Adriano reggesse l'impero, l'Umbria
ra fra Siila e Minio, gli spoletini aderenti e la Toscana una sola provincia forma-
al 2 ."furono segno alle aspre vendette e vano, dall'istesso correttore o prende am-
distruzione dell'altro, che abbandonò la ministrata, econtinuò quest'ordinamento
città in babà de' soldati, cui ne concesse oltre tempi dell'imperatore Teodosio.
i

il bottino. Abbellita Spoleti da templi, ba- Quindi dimostra la giusta prevalenza di


siliche, da magnifiche terme, da anfitea- Spoleti su Narni. Ed appunto per essere
tro e da altri monumenti nobilissimi, e Spoleti sede del preside della provincia,
di sopra narrali, provano la possanza a ivi fu frequente il novero de'maitiri, the

cui era pervenuta al declinar della repub- tratti vi erano ad esservi spietatamente
blica e al principio dell'impero, alle cui per la loro fede giudicali e morti, come
glorie partecipò. Laonde i romani sotto ne fanno fede le molte migliaia superior-
ilreggimento d'un solo moderatore con- mente rilevate. Verso la metà del V se-
giungendo l'Umbria e la Tuscia o To- colo l'Italia era già da più tempo divisa
scana, stabilirono Spoleti sede del pre- in due vicariati, di Roma e d' Italia. Sot-
fetto o correttore delle due provincie, co- to il vicario di Roma erano o provincie: i

me risulta per autentici monumenti, e Ca m pan ia,Toscana, Piceno Su bui bica rio
dalla legge Spolettimi inserita nel codice e Sicilia, rette ognuna da un consolare;
Teodosiano; donde Gottofredo argomen- Apulia e Calabria rette da correttori ;
tò essere stata Spoleti metropoli di sua Sannio, Sardegna, Corsica e Valeria da
provincia, perchè tali costituzioni veni- presidi. Metropoli anche in quella divi-
vano dirette alle sole metropoli e da es- sionedelP/ceHoSuburbicario rimaseSpo-
se acceplae, ricevute. La legge è dell'im- leti. E di vero, se metropoli non era di
peratore Giuliano, e nel titolo De Me- cospicua provincia, non l'avrebbero poi
dici^ et Professoribus, apertissimamente i longobardi sì agevolmente a sede tra-

viene fatto palese, essere stata Spoleti me- scelta di ragguardevole novella signoiia.
tropoli di sua provincia, e quindi stanza Dopo il trasferimento della sede imperia-
del correttore. Già altra era stata data a le in Costantinopoli, e dopo la divisione
Spoleti nel 326 da Costantino 1 il Gran- dell'impero iu orientale e in occidentale,
deve] partir da Italia perCostantinopoIi, il i. "con sede in detta bizantina metropoli,
colla legge De Haerelicis, il che avvalo- il 2. "in Ravenna, il suo decadimento fu
ra vieppiù l'esistenza della civile metro- progressivo per l' invasione de' barbari,
poli ove l'imperatore a dettar leggi si fer- massime de' Goli(P\). Anche Spoleti sog-
mava. Questa legge riguarda le chiese ed giacque al loro dominio, e patì distruzio-
i cimiteri de'novaziani. Il Fontanioi da ni. Vi soggiornò a lungo re Teodorico,
il

una lapide di Narni dedicata da quella vi fece costruire un grandioso palazzo per
S P o S P O 69
tua (limoni, e del quale noti si hanno ve- no loro re; fattisi prima signori della Ve-
Itigia; vi governò con senno, e coti leggi nezia dell' insubria e della Liguria, si
,

clic Dulia avevano eli barbaro. Uusticio recarono poscia in loro potere la Tosca-
Elpidio diacono della chiesa di Lione, e na e l'Umbria, erigendo in ducato Spo-
f'iinoso medico alla coite di quel principe, leti, cui venne preposto a duca Faroaìdo

ti piacque molto ili abitarvi, e vi lece par- 1 nel 5,70, capitano longobardo, che dal
ticolari abbellimenti. L'imperatore gre- re ne ricevè l'investitura. Questa nuova
co Giustiniano I, intento a ricuperare l'I- ducea, non che I' Umbria propriamente
talia, vi spedì Belisario, il (piale cacciala detta e la Sabina, il Piceno eziandio dal
i goti ne impadronì
anche da Spoleti se Miseo o Musone all' A terno o Pescara }
nel 537. Ma Totila re de' goti volendo comprendeva i pretuzi oaprulini,i mar-
riconquistare il perduto, con poderosa rucini, i pe!igni,i marsi, gli equi o equi-
armala, dopo ch'ebbe presi Fermo e A- coli malamente denominati cicoli e ci-
scoli, si volse contro Spoleti e Asisi. Ne colani, tutti popoli all'istesso reggimento
era governatore imperiale Erodiano, che assoggettati, e de'quali parlai nelle prin-
nemico a Belisario, dopo aver pattuito cipali loro città, ad Umbria, PicENO,eSA-
con Totila 3o giorni d'armistizio per at- BIBA. Avverte Fatteschi che molti erra-
tendere aiuti, rol pretesto di non averli rono sull'estensione del ducato di Spole-
ricevuti, vilmente nel 545 cede ai goti ti, sia in diminuirlo, sia in ampliarlo trop-

Spoleti, i quali ne abbatterono vari e- po come fece Carapello che vi comprese


dilìzi e la smantellarono, non giudican- una parte dell'Esarcato, Todi, Amelia,
do opportuno l'assottigliare le loro forze Narni ealtre città, occupate bensì da'pre-
per lasciarvi presidii. Altri dicono, che potenti longobardi, ma sempre restituite
la città Cu quindi a più riprese disputata al ducato romano cui appai tenevano, il

da'greci e da'goti, con suo grave detri- quale ducato descrissi a Roma, ed a So-
mento. Succeduto a Belisario l'eunuco vranità" de'Pontefici. Il Marangoni, Me-
Narsete, questi valorosamente vinti i go- morie di Chùtanoi-a, con gravi autori as-
ti, ricuperata Spoleti la riedificò nelle seriscechc il Piceno fosse quella parte del

parti diroccate e vi pose a custodia buo- ducato spolelino, ch'è situata tra l'Apen-
na mano de'suoi. Nel narrare gli storici nino e l'Adriatico. Anche il Muratori di-
l'entrata di Narsete uell' Umbria verso il latò il ducato di Spoleti, per altro am-
552, chiamano fortissime le città ili Spo- plissimo e potente. Quando poi fudoualo
leti e di Perugia da lui espugnate, donde alla chiesa romana, soffrì in varie epo-

passò in Roma vittorioso. Né per la de- che notabili accorciamenti per usurpa-
cadenza del romano impero diminuì il zioni de'confiuanti, vale a due nel secolo
potere di Spoleti, che anzi salì all' api- X essendo duca Pandolfo Ca-
di Spoleti

ce di sua celebrità e rinomanza. Impe- po di Ferro, il quale coll'appoggio im-


rocché i Longobardi (f-), chiamati dal periale unì al suo antico ducato di Bene-
disgustato Narsete a conquistare 1' Ita- vento (del quale meglio parlai a Sicilia)
lia, tra le condizioni convenute, la prin- qualche provincia del ducato di Spoleti,
r
cipale fu che tutto 1' Esarcato (/ .) do- e nel secolo XI nella occupazione che a
vesse rimanere a lui in nome dell' im- viva forza feceronormanni di varie pro-
i

pero, acciò fosse il suo tradimento co- vince dell'odierno regno di Napoli, pur
perto da un apparente avauzo d'impero di ragione della s. Sede, si appropriaro-
a
in Italia, e per continuar egli nella signo- no altresì quasi la 3. parte del medesi-
ria dell' Esarcato. Quindi i longobardi, mo ducalo di Spoleti, restando così gra-
che aveano aiutato Narsete a distrugge- vemente defraudati diritti sovrani della i

re il regno de'goti, capitanati da Alboi- chiesa romana, al modo clic dettagliata-


7o S P O S P O
meo te narra Fatteschi. Questi riporta pu- so loro in Italia si fermassero in qualche
le i Castaldati o Gastalilali, detti anche parte di essa, ed afforzandovisi si facesse-
Ministeri e Masse, in cui dividevasi il du- ro più o meno duca Fa-
indipendenti. Il

cato di Spoleli, governati da castaidi o roaldo I per 6e solo , comechè prode e


gaslaldi, e ne spiega l'uffizio, le onorifi- possente, fece assai più imprese che non
cenze, l'autorità, sollevati talvolta all'o- insieme tutti gli altri duchi longobardi,
nore di Conti. De'Gastaldatie de'Gaslal- dilatando i confini del suo stato co'con-
di, io ne parlai a Rieti, dicendo del suo quistt fatti da lui sopra i greci. Non solo
gastaldalo e gastaldo, ed altrove. Di più, marciò contro Ravenna sede dell'esarca,
dichiara Fatteschi, che Camerino (f"'.) fu ma nel 58o gli tolse Classe ch'era il suo
considerala da' longobardi qual 2. a me- porto, lasciandovi buon presidio che per
tropoli del ducato di Spoleti, metropoli molti anni, a malgrado delle vicine armi
secondaria, e talvolta vi fece residenza uu greche, vi si tenne nelle difese. Inoltre
duca, governando tutto il Piceno, qualo- sembra che Faroaldo già avesse nel 577 I

ra avveniva che in due diversi soggetti in campale giornata disfatto Baduario ge-

fosse diviso l'onor del ducato; però il du- nero dell'imperatore Giustino 11, che as-
ca di Spoleti era pure marchese di Ca- sediasse dipoi Napoli nel 58 1 , e che in
merino. Muratori traila delducatodiSpo- quell'anno occupasse ancora Benevento,
leti nelle Dissert. sopra le antichità ita- il (piale fu ritenuto alquanto tempo dal
a
liane , disseti. 5. De' duchi e principi
: conquistatore. Dice Fatteschi , che Fa-
antichi d' Italia. Quello di Spoleti lo chia- roaldo I estese per ogni parte il suo do-
ma unode'duehi maggiori de 'tempi lon- minio, massi tue le città deboli e confinali li
gobardici, ed i più antichi furono quelli con l'Umbria, buona porzione della Sa-
di Beueveutoe di Spoleti; poi fu istituito bina coli' esterminio del celebre mona-
quello del Friuli, con minore autorità, stero di Farfa (del quale e di sua poten-
e tulli sottoposti a're longobardi che so- za abbaziale riparlai a Sabina e Presida-
levano conferirli a'Ioro parenti. Che nel ti), dappertutto commettendo crudeltà,
secolo IX duchi
i di Spoleti, sommamente essendo longobardi barbari e seguaci del-
i

ragguardevoli nel regno d'Italia, erano l'ariana eresia; tutta volta non pare che
chiamati co'titoli magnifici di gloriosus i cattolici in generale fossero da loro vio-
et summus dux gentis Longobardorum lentati nella credenza religiosa. L'Ana-
in Spoletis.Racconta il cardinal Cado- stasio famenzione dell'assedio posto dal
liui,che Longino Esarca (/'.) e indegno duca a Roma, quando morto ai 3o lu-
successore di Narsete, riordinando stol- glio 578 Papa Benedetto I, tra Ita vasi l'e-
tamente lo stato (piando già il nemico e- lezione del successore Pelagio II, che se-
i avi penetrato e lo signoreggia va, distrus- guì a'3o novembre appunto perchè i lon-
se l'ordinamento de'consolari, correttori gobardi stringevano d'assedio la città,
e presidi, instituendo in loro vece i du- altrimenti si sarebbe protratta. S'ignora
(In governatori civili e militari, dividen- il vero tempo della morte di Faroaldo I;

do l'Italia in ducati, disposizioni che al- a Fatteschi sembra probabile il 5q 1 , i

tri attribuiscono a Narsete. Siffatta isti- cronisti e 1'


'Arte di verificare le date as-
tuzione de'ducati era precisamente con- segnano ul più tardi il 601, il che non
forme alla natura e costumi de' lon-
ai pare, ed è meglio ritenere al più tardi
gobardi, anzi di qualunque popolo ger- il 5y 1. Ariolfo milite di ventura efamoso
manico; e però Alboino sì per la natura per parecchie imprese, divenne duca, ed
del suo popolo, sì per aver trovato quel- alleatosi con Arigiso I duca di Benevento,
l'istituzione de'ducati greci, couseutì che nel 592 minacciòNapoli,ed estese a dauno
i suoi ottimali o principi, sino dall'i ngres- de'greci la sua dominazione nel Piceno,
6

S 1' O S P O 7 1

ne'Peligai, ne'Vestini, ampliando il lin- al G 73. Fattesela rìfertaechea suo tempo


ealo di Spoleli con molli e importanti il e l'esorbitanze de'du-
dispotico potere
conquisti. Papa s. Gregorio I a raffretta* chi longobardi irono uu gran crollo,
solfi

re le usurpazioni e le ferocie de' longo- per l'operato da re Agilulfo. Divenne du-


bardi s'interpose per la pace co'roinani ca Aitone, detto anche Azzone, Tolone
eco'greci, ed a trallallà il re Agilulfo in- e Zotone, correggendo Fa t teschi il Cam •

vio Ariolfo e Arigiso I. Vuole il cardi- pello per diversa successione. Niuna me-
nal Cadulini, ad onta dell'asserto da Fat- moria, egli dice, ci conservò la storia di

tesela,che Ariolfo abbracciasse negli ul- sue azioni, e solo che visse sino al 662,

timi di sua vita la fede cattolica, anche mentre la Cronaca di Far fa gli accorda
pel prodigioavveautogli dis. Sabino. Poi- di vita un anno e 5 mesi Muratori e al- :

thè marciando egli a campo co'greci nel tri lo fanno vivo sino al 665. In questo

60 la Camerino, riportò una vittoria im- o meglio prima fu duca Trasmondo o


portante contro l'esarca Callinico, per Trasimondo duca di Capua, eletto da
I

cui aggiunse al suo ducato la Bassa Um- re Grimoaldo, per rimeritarlo de'scrvigi
bria come si esprime Castellano, della
, che gli avea resi, quando duca di Bene-
(piale era capoluogo Camerino; avverte vento usurpò la corona longobardica. Ri-
quello scrittore che di sovente duchi di i pugua Falteschi, che Trasmondo 1 si cre-
Spoleli si confusero con que'di Toscana da essersi reso odioso ai popoli, per cui
(/"".), dacché l'Umbria in quel tempo si fu costretto associarsi Valchilapo, e do-
reputava parte integrante di tal regione. po di questo il proprio figlio che gli suc-
Dopo la vittoria chiedendo Ariolfo chi fos- cesse, secondo Cam pello; solo concede che
se colui che avea visto combattere valo- Valchilapo fu preso a compagno nel po-
1 osamente, gli fu risposto da'suoi non es- tere, e contro altri sostiene pure, che Mi-
sersi veduta persona che meglio del du- tolabravoguerrieroegenerodi Grimoal-
ca avesse pugnalo. Questi aggiunse, che do, da questi uon ebbe il ducato di Spo-
certamente era slato più di lui prode, poi- leti , ma la contea di Capua vacata per
ché ogni volla ch'era investito da'nemici l'elevazione di Trasmondo I, il quale cir-

sempre lo aveva coperto col suo scudo. ca 4o ani >i resse il ducato spoletiuo. Mor-
Tornando il duca a Spoleti e passando to nel 703, gli successe il figlio Faroal-
innanzi alla basilica dis. Sabiuo martire, do II, per pietà e valore celebratissimo,
domandò di chi fosse quell'edilizio. Gli che generosamente ristorò l'insigne ab-
fu detto, esservi sepolto s. Sabino che i bazia di Farfa, e l'arricchì di donazioni,
cattolici nelle battaglie invocavano a pa- indi fondò quella di Ferentillo. Nel 7 1

trono. Meravigliato duca che un morto il s'impadronì del poi lodi Classe, che greci i

potesse aiutar vivi, scese da cavallo ed


i aveano ritolto al padre, e che pe'reclami
entrò iu chiesa: mirando l'immagine di- dell'esarca restituì poi d'ordine di reLuit-
pinta del santo, lo riconobbe pel suo di- prando, il quale in seguito occupò Ra-
fensore nella battaglia. Nel 602 dopo la venna. Suo figlio Trasmondo II, impa-

morte d' Ariolfo, disputarono la suc-


si ziente di dominare, si ribellò contro di lui
cessione i figli Faroaldo I dei quali
di , nel 724, e nel maggio colle armi lo co-
vinse iu battaglia il primogenito Teode- strinse a deporsi dalla ducale dignità, ad
lapio e fu duca, restando ucciso il fratello: entrare uel chiericato, e prese la cocolla
primo esempio di guerra per la successio nel mouaslero di s. Pietro di Fereutillo,
ne de'ducati, e auuvo argomento di loro ove santamente morì nel 728. Diversi sto-
iudipeudeuza. Nou si ha certezza del tem- rici patrii, contrariati da Fattesela, cre-
po in cui iaorìTeodelapio,e comunemente dono che spontanea fosse l'abdicazione di
sicrede nel 65o, altri lo ritardano siuu Faroaldo II, onde ritirarsi iu detta ab-
7a SP O S P O
balia a menar vita monastica ; i popoli delle quali in falli (ino ad Umana e Osi-
ne venerarono la memoria. Trasmomlo mo si rese padrone. Dalle ai ini del duca
]| egualmente indocile col re longobardo fu presaceli ni, e dopoqualche teinpoSulr's
Luitpraodo, questi bellicoso e geloso di e Gallese, tutte del ducato romano, e s.
sua autorità, non potè tollerare I' indi- Gregorio li per ricuperare l'ultima do-
pendenza de'duchi di Spoleti e di Bene- vè sborsare pecuniam non parvam. ro- I

vento, die secondo le consuetudini della mani, uniti a'Iongobardi di Spoleti edel-
nazione era loro propria. Frattanto di- la Toscana, difesero s. Gregorio 11 dal-
chiarando Leone III VIsaurico impera- l'insidie del perfido Leone 111 e suoi mi-
tore guerra crudele alle s. Immagini, pel nistri eretici iconoclasti. Pensò dunque

narrato a Sovranità de'Pontefici e re- l'astuto imperatore di farsi amico Luit-


lativi articoli, tutta 1' Italia si sollevò, e prando, e siccome questo di spirito al-
Papa s. scomunicò dopo
Gregorio li lo tieroera pieno di maltalento versoi duchi
il 726; per cui il ducato romano con di Spoleti eBene vento, o perchè non fosse-
7
città della Campania, sottraendosi al do- ro a lui abbastanza ossequiosi, o perchè
minio greco, definitivamente per ispon- ambisse disfarsene e collocar nei ducati
tanca dedizione si assoggettarono allaso- i propri nipoti, si formò lega tra il re e

vranilà temporale della santa Sede, e cos'i l'esarca Eulichio, che a vea l'ordine in qua-
fu consolidato il principio della sovrani- lunque maniera di far uccidere il fortis-
tà de'Papi. Il citato Marangoni dichiara simo difensore dell'ortodossia s. Grego-
che i popoli dell'Emilia, della Pentacoli rio II, contro di questi e de'due duchi.
e del Piceno giustamente scossero il gio- Trasmondo II vedendosi impotente alla
go imperiale e de'IongobaruM, come prin- resislenza, si rimise totalmente al dispo-
cipi eretici, e si posero sotto la protezio- sto del re, nel 729 gli giurò fedeltà e die
ne e difesa del Papa, anche nel dominio ostaggi, cosi conservando il ducato. Por-
temporale. E che per tale volontaria de- tatosi l'esarca e il re a' danni di Roma,
dizione acquistò la s. Sede il dominio tem- riuscì a s. Gregorio 11 di placare Luit-
poi ale di dette proviucie, e specialmente prandoediriavere Sull'i, Oper ribellione
del ducato di Spoleti e della Marca, co- al re, duca di guerreg-
o per ricusarsi il

me già riportai a Piceno. Certo è, che già giare il ducato romano, Luitprando con
sino dal V secolo nel ducato di Spoleti poderoso esercito s'avviò alla voi la di Spo-
esistevano Patrimoni della chiesa roma- leti per sorpendere Trasmondo lì, e so-

na {f.), come in Sabina, Norcia, Car- stituirgli il proprio nipote Agebrando o


seoli e altri luoghi. Riferisce il cardinal Ansprando. Il duca per salvarsi, in fretta
Cadolini, che Trasmondo II die prove ili fuggì in Roma, dove avendo amici, fu
sua divozione alla chiesa romana, quan- ben ricevuto e accolto, sotto s. Gregorio
do l'empio Leone III perseguitava ma- il Ili e non s. Gregorio II come vuole Fat-

gnanimo s. Gregorio 11; poiché il duca teschi. Egli stesso confessa, che Luitpran-
accorse a Ponte Salario, nelle vicinanze do a' 16 giugno 789 era in Spoleti, e s.

di Roma, e fugò l'esercito greco che mar- Gregorio II era morto nel 73i,echeiu
ciava a danno del Papa. Leggo invece nel questa occasione occupò il ducalo spo-
Fatteschi, che Luitprando volendo trai' gliandone Trasmondo II, e conferendolo
profitto dalle italiane commozioni con- nello stesso auuo, dicendo i cronisti nel
tro i con potente esercito nel-
greci, entri) 74o, a Ilderico suo fedele o nipote. Sde-
1' Esarcato, ordinando a Trasmondo II gnato il re col Papa e co'romani pero-
di fare altrettanto dalla parte del ducato Ter dato asilo al duca e ricusato di con-
1 ornano, onde ne potessero aver soccorso segnarlo, furibondo si portò all' assedi»)

le città dell' Esarcato e della Pentapoli, di Roma, e spogliò di tutto il preziose


S P O • S P O 73

la basilica Vaticana, allora non compre- nìanze che produce. Querelandosi A 11-
sa nelle ninni della città; indi occupi' \ •prando che Ratchii lo uvea soppiantato

atta del ducato romano, cioè Amelia, i )r- nel trono longobardo, fu colto dilla mor-
te, Polimarzio e Bieda, tornando a Fa- 746, C fu eletto successore, forse dai
te nel

via (F .) sededeVe longobardi nell'ago* memorati dal cardinale, Lupoo Lupone.


sto 739. Angustiato s. Gregorio III da A suo tempo, per quanto riporta Gatte-
sì strane prepotenze, si rivolse al patro- schi, Astolfo re de'longobardi, più dispo-

cinio di Francia (F.) ed a Carlo Mar- tico di Luitprantlo, contro l'aulica con-
tello maestro del regio palazzo, anche a suetudine, per tutto iltempo che regnò,
difesa de'duchi di Spoleti e di Beneven- il solo suo nome, e giammai quello del
to. Intanto Trasmoudo 11 assistito dal- duca, si legge nelle note cronache de'mo-
le armale romane e di Godescalco duca aumenti scritti del ducato di Spoleti; an-
di Benevento, invase il ducato spoletino zi asserì l'Assemanni che tolse il ducalo a
e uccise llderico nel gennaio y4o; ma si Lupo e lo governò per mezzo de'soli ca-
mostrò ingrato e impolitico col Papa e staidi, se pure noi rinunziò di sua volon-
co'romaui che l'nveano salvalo, ritenen- tà. Alcuni pretendono Aunalfo nel 7 53
dosi le delle 4 città contro le promesse successore di Lupo, il quale da altri si fa
latte. Luilprando doppiamente irritato morto 757. In questo certamente lo
nel
col duca e co'romaui, preparò contro di fu Alboino, il quale si dice eletto dalla

essi un'esemplare vendetta. 1 romani per dieta del ducato di Spoleti, e che forse il
consiglio di Papa s. Zaccaria, temendo Papa ebbe mano nell'elezione. Su questo
l' esterminio di Roma e del ducato, ab- proposito rammenterò, che avendo ricor-
bandonando il fedifrago esconoscente du- so Stefano II detto III a Pipino re di Fran-
ca, si accouciarouo col re, il quale promi- cia, contro le usurpazioni de'domiuii del-
se al Papa soddisfazione, domata che a- la Chiesa fatte da Astolfo, questo venne
\esse l'alterigia del duca. I longobardi u- obbligato dal re franco a restituire l'oc-

niti a'romaui piombarono su Trasmon- cupato; e nella pace che concluse co'lou-
do li, e fu costretto rimettersi alla regia gobardi, indusse gli stati a ricevere nuo-
discrezione nello stesso 74°j e d abbrac- vi duchi per le mani della Chiesa. Scrisse
ciar l'abito di monaco o di chierico. In Stefano II a re Pipino : » Nam et Spole-
suo luogo ducato al suo ni-
il re conferì il tanis Ducatus generalitns per manus b.
pote A aspra ndo oAgebrando,restituendo Petri,et tuum fortissimura brachium con-
al Papa l'occupate città nel 742 in Terni. stituerunt sibi Ducem, et tam ipsi Spo-
L'Amiani nelle Memorie di Fano atte- letani, quam etiani Beneventani omnes
sta all'anno 744. c lie g'à la chiesa roma- se commendare per nos a Deo servatae
na possedeva l'Esarcato, la Pentapoii, il Excelleutiae tuae cupiunt, et immineut,
Piceno e l'Umbria, oltre Roma e suo du- anelante* in hoc deprecando bonitatem
cato ; non compresi ducati i di Spole- tuain."Fatteschi osservando i torbidi del-
ti e di Benevento che aveano il proprio la nazione longobarda, suscitati a cagio-
duca, ma erano bensì sotto la protezione ne dell'elezione pel successore del defun-
della s. Sede, perchè ad essa eziandio ap- to re Astolfo, rileva che non è del lutto
partenevano quegli stali. Il cardinal Ca- improbabile, che in tali confusioni i ma-
dolini ritiene, die in questi tempi gli spo- gnati spolctini al principio del 757 sce-
letiui continuassero a rimanere alla ro- gliessero Alboino per loro duca; e che ri-
mana sede ligi e devoli, e che I univer- cordando come il re de'fi anchi seppe pie-
sità e i grandi, ed il popolo di Spoleti, gare il superbo Astolfo alla restituzione
eleggessero il duca, non facendosi meu- delle città che quegli avea tolte all'im-
ziuue di couferma regia, dalle lesinilo- pero greco e alla santa Sedi-, alla quale
74
s P o SPO
tulle donò e restituì; è credibile clie Al- leti Benevento, coi rotti da re Desi-
e di

boino unito a Lui tprando duca di Bene- deriojdie sperava colla loro amicizia con-
vento, per tali ridessi si alienassero dalla seguire il dominio di Roma, non avendo
dipendenza della conturbata nazione, e forze sufficienti per resistere alle confe-
si assoggettassero liberamente a s. Pietro derate delongobardi, e perebè fossero i
ed a Papa Stefano II, implorando insie- duebi obbligati come per ('addietro» pre-
me agli arditi loro passi la formidabile stargli ubbidienza. Nell'estate del 75qDe-
proiezione di Pipino difensore de'dirilti siderio mentre trova vasi nella Campagna
della romana chiesa. Comprova la risolu- di Roma per assediar questa, ne fu im-
zione de'ducbi, brano di lettera di Ste-
il pedito per la rivolta degli spoletini e be-
fano Il a Pipino, cbe bo riportalo. Que- neventani, insorti per ritornare sotto la
sto Papa inviò nell'Umbria Stefano du- protezione e ubbidienza della cbiesa ro-
ca con una parte dell'esercito romano, mana, siccome mossi dalle ammonizioni
per avvalorare quella mediazione,con cui di Pipino. Desiderio pieno di vendetta si

conseguì Desiderio il regno de'longobar- recò ad assediar Benevento, trattò cru-


di il quale avea promesso
, al Pontefice delmente il paese, devastò territorii e i

ed a Pipino mari e monti per salire al aggravò le città di contribuzioni. Nel no-
trono, ovvero ciò fece quando assunto al vembre passò nel!' Umbria, maltrattò Pe-
regno per consolidarsi gliene die parte; rugia, Asisi, Foligno, saccheggiò il resto
come Stefano 11 scrisse a Pipino la segui- due ito di Spoleto recò poi
degli stati del
ta elezione di Desiderio per opera sua. Le maggior spavento al Papa, essere il re a-
promesse di Desiderio andarono a vuoto, iutalo dall'imperatore greco, per spogliar
continuando longobardi a ritenere mol-
i la s. Sede de'suoi domimi. Il nuovo duca
te città cbe avea dovuto restituire Astol- di Spoleti fu Gisulfo, contrastandosi l'e-

fo pel concordato con Pipino. Gli spole- poca tra il 7^9 quale
e il 760, contro il

ttiti e beneventani, co'rispettivi loro du- inveì Campelio per aver ne'suoi diplomi
a
cili, come imparo da Fattescbi, dovettero inserito per la 1 . volta il nome de're De-
pagar ben cara la risoluzione cbe aveano siderio e Adelgiso dal padre associato al
effettuata di soggettarsi al romano Ponte- trono, e l'aver tollerato, cbe tutti i mo-
fice, e di raccomandarsi alla protezione numenti del suo ducalo fossero seguati
di re Pipino. Nel declinar del 7^7 o nel co' nomi Convieue Fattescbi, cbe
loro.
pi incipiodel 758 entrò Desideriocon po- fino a quest'epoca il solo nome del duca

deroso esercito ne' due ducati, saccheg- leggesi nelle note temporariedi tutti mo- i

giando e derubando fieramente, egli riu- numenti rogali nel ducato di Spoleti, e
hà d'imprigionare Alboino e Luilprau- cbe quello de're longobardi si trovi sol
do, vinti in battaglia, e d'ambedue co- tanto ue'diplomi da'medesimi comparli
me felloni prese aspra vendetta. Tanto ri- li a'Ioro bene affetti ed a'iuogbi pii. Bi

sulta dalla lettera cbe il nuovo Papa s. sogna ricordarsi, cbe già il prepotente A
Paolo 1 scrisse a Pipino : riuscì a Luil- stollo ne avea dato l'esempio, senza ave
prando di fuggire, ma il suo ducato di re riguardo all'inveterata consuetudine
Benevento l'adirato Desiderio conferì ad La pratica introdolta dall'ambizioso De
Ai igiso II, restando Alboino duca di Spo- siderio con Gisulfo, fu costantemente os
leti ferito, e in compagnia de' principali servata da'sovrani ch'ebbero dipendeut
spolettai in Pavia chiuso in un castello, i duciti spoletini. Nel 763 fu duca Teo
e il ducato vacò due anni. Da lutto que- dorico o Teodico per morte del prede
sto non pare veridico quauto serisse A- cessole, e fu coronato coll'insegoe di sua
iniani, cbe s. Paolo 1 era ricorso a Fran- dignità, secondo il p. di Meo, confutalo
a
cia, per la sollevazione de'ducbi di Spo- da Muratori nella Disserl. 67. ,cheesclu-
S P o S PO 7 j

«le le coronazioni a'duchi longobardi. Se- Adii. ino I spedì a Pavia oratori per in-
guendo io Fatteschi, come quello che scri- tercedere pace dal re, ma egli gonfio e
vendo dopo gli altri, e con l'autorità dei superbo de suoi successi, in vece partì per
monumenti di Farla, potè essere più cri- compierli. Fu allora che il Papa invocò
tico, mi astengo dal ribullere*laute erro- le armi di Carlo Magno re de'fianchi; e

nee asserzioni duchi e sul ducato di


sui mentre Desiderio giunto a Terni designa-
Spoleti, che si pouno leggere
nel medesi- va l'eccidio di Roma, seppe che Carlo Ma-
mo. Anche dalle lettere scritte da s. Pao- gno disceso in Italia si ili rigo va ad assediar
lo I a re Pipino, per obbligar Desiderio Pavia, per cui fu costretto retrocedere in
a restituire alla s. Sede i patrimoni usur- Lombardia, già in parte occupata. Ap-
pali, sono nominati tra essi i ducali di prendo da Palleschi, che al i.° rumore
Benevento e di Spoleti. Questo Papa mo- della calata de'fianchi, buona parte dei
ri nel 767, ed insorse l'antipapa Costan- longobardi di Spoleti, di Temi e di Rie-
tino, onde il clero romauo e magnati di i ti, si portarono in Roma, se stessi e le lo-
Roma spedirono a Desiderio il primice- ro facoltà commisero al Papa, prestaro-
rio Cvislofavo e suo figlio Sergio sacctl- no il giuramento di fedeltà a s. Pietro e
lario, per invocar la sua assistenza a ri- ad Adriano J, ed ivi furono tousurati e
muovere dalla Chiesa tanto scandalo, ed ridotti uelle loro barbe e capellature al-
ottennero d'essere scortati dal duca Teo- la foggia romana. Molti eransi astenuti

dorico; quindi cogli aiuti de'toscani espo- da tale risoluzione, temendo lo sdegno re-
leti ni poterono deporre il falso Papa, seb- gio, ma udendo che alle Chiuse fran- i

bene fratello del duca di Nrpi e canoni- }


chi avevano sbaragliato longobardi, e i

camente fu eletto Stefano III detto IV, cui vedendo tornare al proprio paese le mi-
successe Adriano 1 nel 772. A questi De- lizie spoletiue, corsero subito in folla al
siderio inviò Teodorico e il duca di To- Papa per essere ricevuti al servizio di s.

scana,per congratulazioni, per offrire aiu- Pietro e della chiesa romana, prestando
ti e per seco lui collegarsi; ma l'avve- giuramento di fedeltà, e faceudosi ton-
duto Papa senza lasciarsi sorprendere dal- surare nelle barbe e ne'capelli alla roma-
le loro arti,animosameutesi gravò dell'in- na. Adriano \t eonstiluiteis ducem, quem
fedeltà del re, che ancora uon avea resti- ipsi propria volitatale sili elegerunt, sci-

tuito alla Chiesa il promesso sul corpo di licei Hildebranduni nobilissunutii , aiti

s. Pietro cou giuramento. Final mente, tut- prius ami reliquia ad apostolicam sedetti
ti i disturbi che i longobardi solevano ap- confugium fecerat. Altri scrissero che Il-
portare alla s. Sede, furono ridotti con- debrando fu eletto duca nel terminare del
tro Roma, al dominio aspiravano pu-
cui 773, da' longobardi spoletiui e reatini,
re i greci, inuno alle antiche loro pio- altri dalla dieta generale de'longobardi,
vincie; onde Adriano I, d'animo grau- altri dalle milizie del ducato di Spoleti:
de, ordinò a tutte le città confinanti coi ma sipuò conciliare con aggiungere, che
longobardi di munirsi a difesa. Queste il Papa accordò Ildebrando per duca agli
giuste precauzioni furono prese da De- spoletini,comechè da essi desiderato. Teo-
Mcleiio per diffidenza, e con questo pre- dorico morì in quel tempo, o fu dagli spo-
testo nou curando la pace io cui era col letiui deposto, quindi sostituito l'altro,
Papa,radunòuu esercito formidabile, oc- ed alcuni dicono da Carlo Magno e con-
cupò molte terre dell'Esarcato e d'altre fermato dal Papa, pel potere che già e-

provincie, fece saccheggi e devastazioni, selcila va sul ducato. Ed in latti Ildebran-


ed eccitò longobardi di Toscana Spoleti
i t do al principio di sua esaltazione icunob- 1

a prender le armi contro la Chiesa, e l'in- be per suo sovrauo il Papa, e ue'mouu-
vasione giunse sino a Eieda e a Otricoli. mcnli trovasi il nome d'Adriano I Ulnari-
7 G SP O S P O
zi b quello ti' Ildebrando gloriosi flitcis nali ecclesiastici, anno 773, n.° gè ro,
ducatus Spolettila. Gli abitanti de'duca- nel riportare la dedizione degli spoletiui
ti di Fermo, Osimo, Ancona, Città di Ca- e reatini al Papa, osserva che ciò era se-
stello, e di Cintisi, anch'essi si avviarono gno di ribellarsi a'Iongobardi, e di sot-
a Roma, e giurarono al Papa fedeltà: il soggezione; mentre por-
trarsi alla loro

Sigouio e alti i scrittori asseriscono che gli tando capelli lunghi, seguivano il loro
i

spolettai ed i reatini furono i pi imi, che costume, e che a grandi istanze ottenne-
recise lebarbe e capelli, che all'uso lon- i ro d'Adriano d'esser tosati all'uso ro- 1

gobardo porta vano,prestarono ubbidien- mano; che il Papa ricondusse in s. Pietro,


za in Roma
Papa; né mancano quelli
al giurando tutti a lui e successori fedeltà,

che aggiungono, di avere deposte in se- quindi destinò per duca Ildebrando. Co-
dilo di soggezione le chiavi delle lorocit- sì il Papa sottopose senz'armi alla sua ub-
tii sul sepolcro di s. Pietro. Tutto indicai bidienza e soggezione di s. Chiesa il du-
a Rieti, anche coli' Angeloui storico di cato di Spoleti, e quegli altri già nomina-
Terni. CarloMagno a vendo occupato mol- li. Altrettanto trovo asserto iu Marango-
ti stali a'Iougobardi, nello slesso 773 iu- ni. Il Borgia nelle Memorie eli Beneven-
vilatodal Papa erasi portato in Roma a to ci diede copiose e telali ve notizie, spie-

celebrare la Pasqua , ricevuto con ogni gando di aver Carlo Magno donalo ad A-
onorificenza. Allesta Amiani, che il con- driano l'alto e supremo dominio de'du-
1

quistatore Carlo Magno, sulla tomba di cati Toscano de'loogobardi, di Spoleti,


s. Pietro confermò il possesso con giura- di Benevento; e che primi due fece tri- i

mento, le oblazioni, le donazioni e resti- butari della chiesa romana, con aver poi
tuzioni di Pipino suo patire, fatte alla nel 781 dismembrato dal territorio del
chiesa romana, aggiungendovi di più il ducato di Spoleti la Sabina, antico pa-
ducato di Spoleti, la Corsica, la Sicilia, trimonio della Chiesa, ed a questa cedu-
laSardegna, la Sabina, \a Toscana lon- tala in piena sovranità. Tratta dell'esten-
gobarda e poi pontificia, e altri stati, e- sione del ducato di Spoleti, dice che fu
numerati dal famoso diploma di Lodo- il più celebre d'Italia dopo il Beneventa-
vico 1 suo figlio. Ma di questi stati, ed al- no; che i duchi per aver fatto Fermo capo
tri, come della Sicilia, del ducato di Be- del ducato di III dall' Apennino, ivi poi
nevento } della Paglia, della Calabria, s'introdusse l'altro Marca, det- nome di
del ducato di Perugia, se in parte già pos- ta promiscuamente di Ferino o di Came-
seduti dalla chiesa romana, e se in altri rino, perchè duchi che n'erano mar- i i

tempi furono aggregati al principato tem- chesi risiedevano o tenevano la loro curia
porale de'Papi, meglio ne ragionai a'Ioro ora in questa, ora in quella città, e quin-
articoli, Sovranità de' Pontefici.
ed a di s'intende il titolo di Dttx et Marchio
JNel 774 Carlo Magno espugnò Pavia t usato sino dal secolo IXda'duchi di Spo-
imprigionò Desiderio,e lo mandò inFran- ed in un monumento si legge ambos
leti,

cia, terminando in Italia il regno de'lon- Spolelanus Ducatus. In detto secolo il


gobardi , tranne alcuni ducati. Questo ducato spolelino si dilatò nel ducato ro-
grande avvenimento gl'istoi ici ed i cro- mano, nella Pentapoli, e nelle Toscane
nisti lo riportano al 773 e al 774 : s' longobarda e reale; poscia il Bolgia ri-
ponno concordare, con ritenere che Car- porta quando la s. Sede conseguì l'intero
lo Magno nel i.° fece sui longobardi mol- possesso del ducato di Spoleti, che già
te conquiste, nel 2.°le compì. A schiari- toccai in principio a Cesi parlando delle
mento poi della sovranità temporale della Terre Arnolfe, permute falle nel uelle
s. Sede sul ducato di Spoleti, qui pio- 1014 dall'imperatore s. Enrico II, con
durròallre testimonianze. 11 Riualdi, /i/i- Papa Benedetto Vili che gli cede Barn-
SPO SPO 77
Verga e Fulda. La Civiltà cattolica, sp- che i ducato di Spo-
successori tennero il

rie 2.", t. ?.,p. 3^6, riporta un sunto ilei- leti costantemente unito al regno d'Ita-
la dissertazione sull'esame d'un ist lomen- lia , ne disposero liberamente conferen-
to del Regestum Farfcnsr, esistente nella dolo a chi loro piacque, e Carlo Magno
biblioteca Vaticana e in gran parte ine- medesimo nel suo testamento lo Inscio in
dito, fatto dal eh. prof. Paolo Mazio, e ri- favore de'propri figli. Riflette però il I at-

guardante anche ducato di Spoleti; ar-


il teselo, che se ben si considera l'indoledel-
roge il riprodurre questo brano. » Con la donazione che fece il re Carlo Magno
una serie ben connessa di prove storiche, alla chiesa romana del ducalo di Spoleti,
giuridiche, diplomatiche addimostrava riscontrasi agevolmente, che la donazione
che la Magno,
insigne donazione di Carlo fu verissima per quanto sussistano le ap-
la quale comprendeva CUìlCtum Duca- parenti contraddizioni, e le disposizioni
tuvi Spolctiiuini, per lunga pezza e gene- che ne fece re Carlo. Si è perduto l'au-
ra 1,M ente parla odo non ebbe effetto, quan- tografo di tal donazione fatta ad Adria-
to all'esercizio della pubblica podestà e no sussistono però celebri diplomi di
! : i

al dominio di fatto, ma solo quanto al- Lodovico I, Ottoue I, e di s. Enrico II,


l'alto ed eminente dominio; che duchi i ne'quali confermandosi le donazioni tut-
spoletaui d'origine e istituzione longobar- te fatte allaromana chiesa da're Pipino
da conservarono per un buon secolo il lo- e Carlo Maqno, scorsesi la differenza che
ro territorio, più o meno lato, più o me- passa tra le donazioni stesse, poiché non
no disgiunto, per la interposizione di al- concesse già re Carlo ad Adriano I il du-
tre giurisdizioni; che nell'ambito del du- cato ih Spoleti con tuttala sovranità, con-
cato e però anche nella Sabina furono ar- forme avea fatto il suo genitore nel do-
bitri e legislatori supremi, ligiora del Pa- nare l'Esarcato e la Pentapoli, col domi-
pa, ora dell'imperatore, secondochè pre- nio sovrano e utile senz'alcuna riserva;
valevano in Italia le influenze del sacer- ma donò soltanto le pensioni, il censo e
dozio o dell'impero; e per ultimo, che il l'annua risposta che dal ducato pagavasi
princi pio del domi nio effettivo del la Chie- precedentemente al palazzo de're longo-
sa nelle terre umbre e sabinesi può sta- bardi, ritenendo però a suo reale van-
tuirsi nel secondo ventenne del secolo X. taggio la sovranità, e il polerdisporreasuo
Quanto modo
con cui potè maturarsi
al piacimento del medesimo ducato. Tanto
simile avvenimento, nell'oscurità che in- rilevasi da' rammentati celebri diplomi.
volge le cose italiche de' secoli IX e X, Ed ecco come viene a sincerarsi la verità
congetturava il disserente che la congiun- della donazione, ed a giustificarsi insieme
zione del ducato spoletano, nella dignità la condotta diCarloMagno. Fecero la sles-

senatoria e dell'amministrazioneciviledi sa riserva Ottone I e s. Enrico II, conce-


Roma nella persona d'Alberico giuniore, dendo però alla chiesa romana il pieno
pio e divoto alla Chiesa, facilitasse nelle dominio assoluto e utile sopra 7 città del
contrade umbre e sabine lo iniziamento medesimo ducato. Che poi tutto il duca-
dell' influenze papali, e poi con l'andar to di Spoleti fosse rilasciato con piena so-
de'tempi lo stabilimento del governo ec- vranità alla chiesa romana dagl'impera-
clesiastico". tori s. Enrico li a Benedetto V II l,ed En-
Ad onta prove sì luminose pe' di-
di rico Illa s. Leone IX nel 1 o53, in con-
ritti dellaSaie sul ducato di Spoleti,
s. seguenza delle permute tra essi seguile,
non mancano scrittori quali abusando i lo attesta Ermanno Coutralto e altri au-
troppo della critica, o negano ilei tutto la tori [neisoUCeiuu, Monumenta clornina-
donazione di Carlo Magno, o che se la fe- tionis Ponlifìciae, sive Coclex Carolinus,
ce uou la oiauleuue, perchè tanto egli Tardò tuttavia la chiesa romana ad en-
S P SI'O
trarr definitivamente nel pacifico posse*- buon na-
vescovi, da parie del clero e da
no di questi slati, per le violenze e prepo- mero onorevolmente lo
di cittadini, e poi
lenze degl'imperatori, che riportai altro- fece ricondurre in Roma; dove portatosi
Tee in seguito ripeterò. Adriano Iccrisseal Carlo Magno nelì'8oo,il Papa lo proda-
re Carlo poco vantaggiosamente del duca mò e coronò imperatore, rinnovando co-
litici)! andò, come complice della oongiu sì l'impero d'occidente. Vinigiso nell'802
in tramata da Rodagauso duca del Fi in- d'ordine dell'imperatore econ Pipino suo
li, con ArigisoIldi)cadiBenevento,econ figlio re d'Italia, per la fiducia e repu-
Rnginalclo duca di Chiusi, a favore del re tazione che godeva, marciò contro Gri-
Adelgiso figlio di Desiderio, per ricupera- moaldo III duca di Benevento, che aspi-
re il suo regno. Carlo Magno piombò su rava all'indipendenza e non eseguiva le
Rodagauso 776, che perì nella hot-
nel imposte condizioni pel governo del (In-
taglia ohi decapitato. Fattesdu vuolepro- culo, che fu assedialo io Lucerà o Noce-
vare che Ildebrando non perde la grazia ra. Ma dopo essersi impadronito della cit-
di Carlo, e non sussistere che il re lo con- là, caduto malato durante l'assedio che
fìnasse nel ducato di Camerino e gli sur- vi dovette sostenere, nell'espugnazione
rogasse lldeperlo, o questi facesse duca fu preso da Grimoaldol II, il quale lo trat-
ti Camerino. Nel 7-9 Ildebrando si pie- tb generosamente e Io restituì a libertà
sento al re nella villa di Varciniaco con nell' 8o3. Vinigiso dimostrò il suo zelo
buoni regali, e fu accolto con somma he- per s. Leone III, in altre pericolose perse-
in gn ila. Questo duca ai ulòGri moaldo III e 117 ioni eccitate contro di lui dopo la mor-
sica di Renevcnto, assalito da'greci coi te di Carlo Magno da alcuni prepotenti
quali era re Adelgiso, ed i greci furono romani, e lo difese con valore e pruden-
sbaragiiatida'franchi e longobardi. Dopo za insieme al duca Geroldo o Geraldo,
il 7880 il 789 non si trova piùrammen- che Campello dice suo figlio, associato al
tatolldehrando,dopoil quale terminando governo di Spoleto, dopo l'altro figlio Ro-
ron lui duchi longobardi in Spoleti, co
i
mano; ma ambedue in parte sotio ripu-
lii incia la serie de'franchi e tedeschi. Fat- diati da Fa teschi con buone ragioni. Pili t-
t

tcsrhi non conviene con Campello e al- tosto trova plausibile l'opinione di Mu-
IrijCheprelendono chene'grandi di Spo- ratori, che Romano fosse solo uno de'du-
leti sia sempre la facoltà d'eleg-
restata chi che dal Papa si spedivano ad ammi-
gersi duca a loro beneplacito; tutto al
il nislrar la giustizia a'propri sudditi nelle
più lo concede ne'primi tempi longohar- città delducato romano, nel quale giam-
di, accordando influenza a'primari della mai si eslese quello di Spoleti. Quanto a
nobiltà, benché poi furono sollevali citi- i Geraldo sembra annuire che fosse duca
chi da' re longobardi; ma quanto ai re ili Camerino e del Piceno, e fu uno di quei

Carolini e loro successori lo nega affatto, duchi del ducato di Spoleti che talvolta
issi eleggendoli, e pel 1

Carlo Magno presiedevano due soggetti diversi, ambo
scelseVinigisooGuinigiso francese,ilqua- chiamati duchi e non marchesi. Pare che
le sentendo gli orribili oltraggi fatti a s. Guinigiso o Vinigiso abbia avuto un fi-

/>(*o«f 7//,accorsei 11 Roma col suo esercì- glio del suo nome, ovvero una figlia; nel-
lo, tolseda ogni pericolo il Papa nel Ì'822 rinunziato ducato, abbracciò la
799,6 il

lo condusse in Spoleti, ove tosto conven- vita monastica. Gli successeSupponelcon-


ne un'eletta di vescovi e di ottimali a te di Crescia, eletto da Lodovico I ini-
far corona al liberato Pontefice. Il duca peralore, al quale fece conoscere la rihel-

1 agguagliò il re dell'atroce allentalo, il I one di Bernardo re d'Italia. Morì neh


qiialeinvitò s.Leone 111 a recarsi da lui in l'823 o 824 e gli fu sostituito dall'ini-
Padri-bona, e vi andò accompagnalo da petetore Adalardo conte di palazzo, sia-
S P o S P O :<,

bililo in Italia per amministrare la giu- Non si sottoscrive a'pareri, che diviso il

stizia, e dopo 5 mesi di prefettura passò ducato Berengario si ebbe Camerino, e


neH'8.>4 all'altro mondo. Ne fu succes- Guido I o Guidone neh' 838 quello di
sore Mauringo conte di Brescia e com- Spoleti, e quanto riguarda questi lo chia-
mi sai io in Italia: sembra che sia morto ma intricatissimo, così de'suoi discenden-
poclii giorni dopo aver inteso la sua ele- ti. Guido I francese nel gran Cartario di
zione. Di questi 3 ultimi duchi non è fatta Farfa s'incontra il suo nome appena nel-
menzione ne'monumenti Fai fensi, e nei l'84 5. Altri pretendono che fosse origi-
cataloghi della stessa badìa ; né altri si nario di Germania e d'Italia, eletto da
legge sino oH',836, nel quale trovasi Be- Lodovico I o da Lotario I, e che di que-
rengario duca. Osserva Fatleschi, che il sti sposasse la figlia in Worms dopo la

Can. Pratillo nella serie de'duchi di Spo- battaglia di Fontenai. Nell'843 veden-
leti, copiata dal p. Berretti, volendo riem- dosi Radalgiso I duca di Benevento as-
pire questa lacuna d'una dozzina d'anni, sediato da Siconolfo principe di Salerno
introduce nella serie Sicone nobile spo- e cognato di Guido I, chiamò questi iti

etino fin dall' 832, il quale avendo in- soccorso, il quale senza impegnarsi in bat-

corsa l'indignazione di Lodovico I, o di taglia ottenne il ritiro di Siconolfo, e ri-


Lotario I imperatore suo figlio, dovette cevè in premio da Radalgiso I 70,000
Benevento sotto la protezione
ritirarsi a scudi. Guido 1 ebbe due figli, Lamberto
diGrimoaldo IV, dal quale duca, in ri- I che associò al ducato, e Guido II che
compensa de'suoi meriti e valore, verso costituì duca di Camerino, poi re d'Ita-
l'8 i 7 era stato fatto conte o castaido di lia eimperatore. Fatteschi esclude traslo-
Acerenza, e gli successe nella ducea Be- chi di Camerino e Spoleti il conte Tue-
-

neventana. Alle dubbiezze di Fatteseli !, baldo. Nelì'865 Lamberto I reduce a Ba-


aggiungerò le lodi che di Sicoue fa il car- ri col ricco bottino fallo sui saraceni nel
dinal Cadolini, che vede rumili ne'prin- territorio di Napoli, fu battuto da'medesi-
cipispoletini i due più possenti principati mi con immensa carnifìcina di sue trup-
d'Italia. Egli però dà per motivo al suo pe. Neil' 866 accompagnò l'imperatore
rifugio in Benevento, lo sdegno di l'i pino Lodovico li all' assedio di Capua, i cui
re d'Italia, e che per cruda vendetta uc- abitanti per infedeltà aveano provocato
ciso da Dauferio il duca Grimoaldo IV, il risentimento del monarca obbligati ad :

morto questi senza prole e odialo da'suoi, arrendersi a discrezione, furono trattati
gli fu surrogato il valoroso e ragguarde- con estremo rigore. In tal anno morì Gui-

vole Sicone; né ascoude avere Erchein- do I, e gli successe Lamberto I, qualificato


perlo scritto, che Grimoaldo IV volendo bellicoso, altiero e prepotente. La i/di
spogliar d' Acerenza Sicone, questi con sue scandalose procedui e fu quella di en-
prodezzesi difese,e gli attribuisce con Ra- trare manoarmalainRoma,appena eletto
delchi conte di Conza l'affrettata morte Adriano II,e mentre si consagrava nel di-
del duca. Anche il p. di Meo volle riem- cembre 867, e di commettervi moltissi-
pir il vuoto della serie ducale di Spoleti, me infamità, senza averne motivo, e senza
dicendo nel suo Diurno cronologico, che rispettare le chiese e i monasteri saccheg- :

a M aringo fu sostituito Lupo II; lo cre- giò la città, lesagre vergini furonoludibrio
de equivoco Fatleschi, come quello che de'solilali, ed i grandi con grosse somme
attinse le sue notizie da pure sorgenti, seb- riscattarono le loro abitazioni. Ramma-
bene alquanto parziale e severo critico, ricalo il Papa co'romani per sì stravagan-
e solo ricorda Acchideo, e Gerardo di- ti nefandezze, reclamarono contro l'em-
verso dal sunnominalo,qiali duchi diCa- pio duca aLodovico II,che indispettito da
merino o couti, oltre il conte Crescenzio. sì riprovevoli violenze voleva deporlo, e
e

80 S P O SP O
per allora si contentò della soddisfazione lascomunica, e col fratello Guido II, per
ricevutane. Ma Adriano li allorché si vi- commissione di Carlo II, I' aiutarono e
lle libero della tirannia di Lamberto I, accompagnarono a Napoli. Questo viag-
punì enormi oltraggi col privarlo del-
gli gio il Papa l'intraprese per distaccare i

la comunione ecclesiastica insieme co'suoi principi di quelle contrade dall'amicizia


complici. Questo duca e il fratello Gui- de'saraceni, che già infestavano non solo
do Il ili Camerino, altro capriccioso so- Roma col suo ducato, ma anche il duca-

verch iatore, danneggiarono l'abbazia di to di Spoleti, e molto più la Sabina. Qua li-
Farfa. Lamberto vieppiù irritò l'indi-I do Lamberto I ricuperò il ducato, si riti-

gnazione dell'imperatore quando si unì rò in quello di Camerino, lasciando a suo


con Ildeberto conte de' Marsi, e con A- fratello Guido lo spolelino nello stesso
1 1

dalgiso duca di Benevento, ricusandosi 876 non più tardi altri ciò pongono
e :

«li truppe imperiali che mar-


riunirsi alle in dubbio. Giovanni Vili serisse coti ri-
ciavano su Benevento; laonde Lodovico sentimento a Lamberto
perchè riparas- I

11 neti'87 I lo privò del ducato, insieme se a'danni cagionati non meno a'romani
a lldeperto, ed ambedue si ritirarono da sudditi di s. Pietro, che a'dipendenti dal
Adalgiso. Saviamente Fattescbi nota che fratello Guido li, sebbene anco contro di
nitri chiamarono lldeperto erroneamen- questi avea ricorso. Trovo poi nell'arte
te Lamberto, come Campetto moltiplicò di verificare le date (che non sem pre cor-
i Guidi. Il i.° ministro dell'imperatore, risponde a^ suo titolo), che Lamberto I in-
Suppone II, fu il prescelto a reggere ildu- grato verso il benefattore Carlo II, passò
catodi Spoleti, non peròcomecrede qual- ben presto al partito di Carlomanno che
che cronista nell'876, essendo già morto gli contendeva l'impero, piuttosto pro-
Lodovico II, ma nello stesso 871. Que- curò di trar profitto dalla controversia per
sto Suppone li si vuole nipote di Sup- dilatacela propria dono inazione. Con que-
pone e figlio di Mauringo la sua figlia
I : sto intendimento egli con Adalberto mar-
Berlila sposò Berengario poi re d'Italia chese di Toscana o Alberico conte Tu-
e imperatore, tolta dal mondo per le sue sculauo, dimenticando l'amicizia col Pa-
infedeltà col veleno. Suppone lì dev'es- pa, nell'877 s'impadronì di Roma, e vi
sere stato duca di Spoleti e Camerino, commise estreme violenze,col pretesto di
e perciò del Piceno, dell' intero ducato obbligare i romani a riconoscere Carlo-
di qua e di là degli A pennini, poiché è manno, e li costrinse al giuramento. Pa-
credibile che l'imperatore deponesse an- pa Giovanni Vili, ebeavea coronato Car-
che Guido II duca di Camerino, fratello lo e si ricusò di fare il simile con Car-
1 1

di Lamberto I. Questi nell'876 per morte lomanno, scomunicò Lamberto e suoi I i

di Lodovico II fu reintegrato del ducato complici, condannandoli quali predatori


dall'imperatore Carlo 11 il CrtA-o, nell'as- delle terre papali; per un mese la basilica
semblea generale d'Italia, ove per lai.' Vaticana restò senza lumi e ufficiatura,
volta fu coronato un duca, che fu Bosone l'altare nudo e coperto di edizio. Lam-
cognato dell'augusto, dal quale ottenne berto Inon permise al Papa che fosse vi-
grazia per Lamberto I, e questi potè an- sitato neppure da'domestici; ed impedì
che assicurare la successione al figlio Gui- a colpi di bastone che gli fossero recali i

do 111, e perciò coronato con Berengario viveri, che processionalmente forse por-
del Friuli. Narra Falteschi che Suppone tavano alcuni vescovi, sacerdoti e mona-
II lasciò il Mi-
ducato, ed ebbe quello di ci. Partito da Roma il duca, il Papa indi
lano, l'avia e Parma. Per qualche tem- fig^ì di una specie di prigione in cui l'a-

po Lamberto godè la grazia di Papa Gio-


I vea tenuto, o sub custodia assediato in
vanni Vili, per cui sarà stato assolto dal- s. Pietro; e passò in Francia a invocar
S P o S P O 8 r

conilo il duca In potenza ili Carlo II, che nell'883 calò in Italia, pressato già dal
gli il bando dall impero; ed il conci-
die defunto Giovanni Vili e dal successore
lio diTroyes presieduto dal Papa, nel- Martino II, e per correggere l'arbitrario
1*878 ne confermò la scomunica; poscia duca stabilì un congresso in Nonantola,
ritornò in Uoma accompagnato da Roso- ove fu accusato reo di lesa maestà, e con-
ne. Il Papa prima di passare in Francia, dannato al bando dell'impero. Però con
vedendosi impotente di resistere a'Sara- tali arti seppe Guido II cautelarsi, or mo-
enti, come altri principi si sottomise a strando di doversi collegare co'saraceni
quel tributo che notai a tale articolo, ac- e co 'greci, or protestando e giurando non
ciò nella sua assenza i propri stati non esser veri che gli erano imputa-
i delitti

fossero da loro assaliti; ma tornato di ti; laonde e sebbene l'imperatore lo per-

Francia, senza aver potuto conseguire seguitasse anche con ispedir truppe nel
gli aiuti che ragionevolmente sperava ducato di Spoleti per arrestarlo, che l'a-
da Carlo II, come divenuto impotente, vrebbero conquistatosela pestilenza non
armò un naviglio e con questo battè i si sviluppava tra loro; ciò nonostante nel-
saraceni, e redense dal tributo. Lam-
si 1*88 \ l'accortissimo duca trovò la manie-
berto I morì verso l'anno 870), pare che ra di placarlo.e nell'885 di riacquistarne
secondo alcuni il figlio Guido HI gli fos- la grazia. Qui conviene, per intelligenza
se premorto, e gli succedesse il fratello di quanto vado a indicare, d'accennare
Guido II; che in vece Fatteschi ricono- ciò che notai a'ioro luoghi. Il regno d'I-
sce per successore Guido III figlio di talia, che dopo la distruzione de'longo-

Lamberto I, dichiarando essere incerto bardi era successi vamentecontinuato nel-


se come
il padre signoreggiasse in Spole- la stirpe di Carlo Magno, tornò ad allet-

ti o Camerino. A me sembra che le


in tare principi italiani, massime Berenga-
i

contraddizioni sieno avvenute dall'essere rio duca del Friuli, e Guido II duca di
I

stato Guido lì successore di Guido IH, Spoleti, che vedendo popoli malconten- i

ed il numero inverso produsse confusio- ti, pel continuo soggiorno di Carlo III al

ne. Adunque, in tanta oscurità e discre- di là de'monti, presa occasione dall'esser


panza d'opinioni, sembra meglio stabili- quegli privo di successione mascolina, ot-
re, che Guido III figlio di Lamberto I tennero primieramente da Papa Adriano
pocoa lui sopravvisse,come morto intor- III dell'884 un decreto. Conquesto di-
no all'883,e gli successe lo zio Guido IL spose, che venendo a morire Carlo III
Questi che riunì sotto il suo dominio am- senza figli, gli si dovesse sostituire un prin-
bedue ducati spoletini di qua e di là da-
i cipe italiano, che possedesse uniti nella
gli A pennini, già si è veduto infesto alla sua persona il regno d'Italia e l'impero.
s. Sede, e dalle lettere di Giovanni Vili Ciò fatto, i principi italiani procurarono,
scritte nell'882 si manifesta la sua ingor- benché viveule Carlo III, che tal decre-
danno della
digia e l'insolente rapacità a to si effettuasse in uno dei contendenti,

chiesa romana, per cui il Papa lo qua- cioè in Berengario I, che in detto anno
lifica col soprannome di Guido Rabbia Adriano ili creò red'Italia.Standodun-
e invasore, nel reclamare a Carlo III il que per estinguersi la discendenza diCarlo
Grosso j il quale delegando Adalardo ve- Magno, e derivando Guido II forse per
scovo di Voghera (deve essere errato il sua madre da quella stirpe, rese palesi le
vero titolo) per ricevere dal duca quanto sue pretensioni e si procacciò aderenti 3

di ragione dovea restituire alla s. Sede, fra'quali Folco arcivescovo di R.eims, che
non solo si ricusò, ma non volle neppur scrivendo a Papa Stefano V detto VI si
comparire al luogo concertato di Fano. dichiarò congiunto di sangue col duca,
Adontato per questo disprezzo, Carlo III al quale per allora andò fallito il colpo,
VOL. LX1X. 6
8a S P S P O
non riuscendo la sua impresa in Lorena. andarono in iscompiglio, Berengario! fece
Mentre era in viaggio per acquistare il re- di lutto per profittarne con l'aiuto d'Ar-
gno d'Italia, ducalo fu saccheggiato mi-
il nolfo re di Germania, che assediata Pa-
seramente in uno a Spoleti da*saracent,e via avea fatto retrocedere il defunto. Mo-
morto nell'888 Carlo III, prelati e ba- i strandosi la fazione di Lamberto 11 con-
roni francesi preferirono a lui nel trono traria a Papa Formoso, questi per repri-
de'fianchi re Ludo. Senza perdersi di co- merla chiamò in Roma Arnolfo e lo co-

laggio, Guido II seppe guadagnarsi la be- ronò imperatore Già nel pre- nell'8f)^.
nevolenza di detto Papa, che per averlo cedente anno Guido IV duca di Spoleti,
aiutato contro sai aceni,ne ricevè in
i com- lo era pur divenuto di Benevento, quan-

penso principati di Capua edi Benevento


i dounito a Gunimario principedi Salerno
(non pare che si effettuasse); l'adottò per e suo cognato, e altri dinasti di que'con-
figlio, e disegnò imperatore. Divisa l'Ita- torni, liberò Benevento dai greci che se
lia in due fazioni, prevalse quella di Gui- n'erano impadroniti, e lo ritenne sino al*
do II, poiché nello stesso 888, persegui- I 8q6. Palleschi opina, cheGoido IV s'ini

tando aspramente Berengario duca del I possessòdel ducatodiBenevenlo nell'8()5,


Friuli e già coronato re d'Italia, dopo di- conquistalo co'suoi talenti militari, e vi

verse battaglie eli riuscì colla vittoria di comandò per 20 me»i, indi l'imperatrice
Piacenza e di Verona di fugarlo dall'Ita- Agellrude suo fratello Ra-
lo restituì a

lia e fai vene coronare re, nel luglio in Pa- dalgiso II non prima come
nell* 897, e
via da una dieta di vescovi. Ritenne il du- prelese Muratori L'imperatore Lamber-
.

cato di Spoleti, e si ricusò affidarlo al fi- to li fu ucciso nell'898 da Ugo conte, in


glioLamberlo II, che giovinetto di 2 anni i vendetta della morte data dall' augusto
avrebbero comandato ministri. Profit- i a suo padre Magnifredo duca di Milano,
tando il e dell'inclinazione per lui di Ste-
1 come parziale d'Arnolfo. Allora l'impe-
fano VI, tanto si adoperò chea'20 feb- ratrice Agellrude rimase duchessa di Spo-
braio 89 1 fu coi onato in Roma imperato- leti per qualche tempo, ed al riferire di

re, con sommo cordoglio di Berengario I. alcuni per convenzione con Berengario I.

In lai guisa dopo tante vicende tornò ne- Campello protrae morte di Lamberto
la

gl'italiani l'impero d'Italia. Per gratitu- al 910, col quale anno terminano le sue
dine, («nido 11 confermò alla chiesa ro- storie edile, e di lui fa molti elogi. Dopo
mana lutti i suoi dominii, e le donazioni Agellrude pone per duca un anonimo,
si

«li Pipino e de' predecessori. Di più nel che si vuole ucciso da Alberico duca di
febbraio 802 ottenne che Pupa Formoso Camerino. Il p. Berretti fu di parere che
innalzasse al grado imperiale ancheLam- il ducato restasse vacante sino al 922, e
berlo II suo figlio con solenne coronazio- che frattanto governassero popoligli ot- i

ne, e questi fu più. del padre favorito da- timali a tenore delle leggi. Ma Fatteschi
gl'italiani. Venne dal padre associato al narrando I' impresa di Papa Giovanni X
1 egno e all'impero, il quale conferì il du- al Garigliano per scacciare i saraceni, fra'
cato di Spoleti all'altro figlio Guido IV principi che l'accompagnarono visi trovò

nelP8o,4> ancor egli nato dall'imperatri- il duca Alberico, quale era duca da qual-
il

ce Ag< llrude,al diredi Falleschi, sebbe- che anno di Spoleti pertanto coll'aiulo
:

ne confessi che se non era figlio degli au- de'gieci, napoletani, beneventani, spole
gusti, almeno n'era stretto parente. L'ini tiniecamerinesi, nel 9 6 1 li snidò. In que-
peratore Guido li mori d'apoplesia sul- st'anno già il Papa aseva coronato im-
le rive del Taro, ov'erasi fortificato, a' 2 1 peratore Berengario I. Se i cataloghi di
dicembre 8g4, e Lamberto II da lui as Farfu non fecero menzione d' Alberico,
vaiato gli successe. Le cose d'Italia perciò vi sono monumenti da'quali si raccoglie
SV Q SPO 83
i he sino daìl'897 eia iluc;> di Spoleli «• rito di sua nipote, die subito invocato in

di Camerino, riportati dn Palleschi, ciò aiuto da Landolfo I duca di Benevento,


che vieppiù serve a imbarazzare la serie con buon nerbo di spoletini, riportò gin

cronologica e le date de duchi di Spoleli riosa vittoria sui greci clic l'aveano ri-

in (piesli tempi, veri laberinli ««loi ici.Que dotto a mal partito. Lasciò scritto Luit<
sto Alberico fu il marito della famosa ,
piando, che rese eunuchi lutti greci che i

potente e avvenente Marozia, dama lo- caddero nelle sue mani, e nel rilasciarli
ntana, della quale parlai a Roma e in altri gli ordinò dire al proprio generale: » Che
articoli; fu conte Ttisculano, console ro- uomini di tal condizione essendo tenuti
mano e tiranno di Roma. Da essi nacque in grande stima nella corte de'loro im-

Giovanni XI Papa dcli)3 Alberico pre- 1 . peratori, egli non procurava che di sod-
polente, ebbe controversie con Giovanni disfo e al loro gusto, e che di sovente a
A, fu obbligalo usciie da Roma,e pieno di vrebbe fatto simili regali " Verso <)38 il

sdegno chiamò nella Toscana pontificia re Ugo avendo soggezione d' A scario fra-
gli ungheri, quali saccheggiarono e spo-
i tello di Berengario II, duca e marchese

gliaronoquella provincia;percib romani i d'Ivrea e poi re d'Italia, capitalo il modo


per vendetta l'uccisero in Olle nel 924 d'allontanarselo nella vacanza del ducato
OQ? 5. Fatteschi ribalte l'opinione del p. <li Spoleti per morte di Teobaldo, imme-
ci 1 Meo, che vuole successo nel ducato d diatamente glielo conferì. Non essendo
figlio Alberico II, il «piale fu più polente quieto Ugo di questo principe turbolen-
del padre in Roma e la signoreggiò. Ma- to, inviò a Spoleli per disfarsene Sarlio-
rozia sposò Guido marchese di Toscana, ne, facinoroso borgognone e conte di pa-
e restata pur vedova di questi, impalmò lazzo, il quale dopo vari combattimenti
U«ro re d'Italia. Siccome Alberico II fu gli riuscì di torgli la vila nel q4°> cun -

benefico coli' abbazia regia di Far fa, si immenso gaudio del re. Con procedure
sospetta che questa sia l'epoca del dislacco sì abbominevoli Sarlione acquistò il du-
della Sabina, dal resto del ducato di Spo- cato. Essendo poi caduto in sospetto di
leli, e sua riunione al ducato romano, a- Ugo, questi mosse contro di lui, lo asse-
Vendola già Carlo Magno dislaccata da diò in una piazza di Toscana; il duca si
Spoleli quando la donò alla s. Sede. A difese, ma vedendosi vicino a soccombe-
Sabina narrai ch'ebbe quindi i suoi ret- re, indossò un abito monastico, e con li-
tori propri per l'amministrazione della na corda al collo si gitlò ai piedi del re,
giustiziale riportai la serie,non che quel- che ne senlì compassione, gli perdonò e
la de'prelali presidi, con Fattesela e Spe- gli concesse in commenda l'abbazia di
1 anello. Ci assicura la storia, che nel 922 Farfa. Allora Ugo fece duca il suo tìglio
da Rodolfo re d'Italia e di Borgogna, cui spurio Uberto o Oberto detto il Salico
nel 926 successe il ricordato Ugo, fu con- per la legge che professava, e conte di pa-
ferito il ducato di Spoleli a Bonifacio 1 lazzo; indi rimovendo dal ducato di To-
marito di «uà sorella Valdrada, in ricom- scana il proprio fratello Bosone, lo attri-

pensa del suo valore per la segnalata vit- buì a Uberto,, che sposando la suddetta
toria riportata su Berengario I. Da que- Guilla fu padre del pur memoratoUgo il

sti coniugi nacque Guilla celebre duches- Grande. Qui trovo anacronismo nel Fat-
sa diToscana, sposata a Gedaldo o Tu tesela, perchè prima dissecheGuilla spo-
daldo o Uberto, da' quali provenne Ugo sò Gedaldo. e nell'errato corrige chiamò
il Grande duca di Toscana, e nel decli- Tudaldo; poi la dice maritata a Uberto:
nare anche di Spoleli e di
di quel secolo per concordare di sopra posi ancora il suo
Camerino. JN'el 929 fu duca di Spoleli nome. Inimicatosi Uberto col re Beren-
Teobaldo uomiuato dal reUgo,come ma- gario 11, perché non voleva lasciar l'ami-
84 SP o S PO
oi7Ìn di re Lotario figlio d'Ugo, vagò per te conseguì il ducato di Spoleti e Came-
I'Ungheria e tornò in Italia dopo die
, rino nel q8q Ugo o Ugone I il Grande
Ottone 1 nel qfia fu coronato imperato- duca di Toscana, che di nuovo Fatteschi
re da Giovanni XII, e gli furono resti- conferma figlio d'Oberto o Uberto spu-
tuiti tutti beni, e quanto gli appartene-
i rio di re Ugo, uno de'principi più rino-
va. Non fu duca di Spoleti, e poco visse. mati d'Italia. Rinunciò questo ducato nel
Già notai di sopra a Cesi, come Ottone I f
iqq e cessò di vita nel oo Fatteschi e- i i .

donò alias. Sede 7 città delducatodi Spo- sclude per successore Giovanni figlio del
leti, parte nell'Umbria e parte nell' A- famosoCrescenzioNomentano prepotente
bruzzo, cioè Rieti, Aniiterno, Furconio, in Roma, a fronte di Muratori e altri so-

Norcia, Balva, Marsi e Terni. Così il Pa- stenitori; piuttosto fu un duca spedito da

pa trasferì dagl'italiani ne'tedescbi la co- Roma a reggere la Sabina. Egualmente


rona imperiale, ed Ottone I con ampio rigetta per duca di Spoleti e marchese di
diplomaconfermòalla chiesa romana tut- Camerino Teobaldo o Tedaldo avo della
te lesue sovranità temporali. Dopo la de- gran contessa Matilde. Prova in vece che
posizione d'Uberto fu assunto nel q45 al nel 9qq era duca e marchese Ademaro,
«lucalo di Spoleti e Camerino Bonifazio che poi fu pure principe di Capua, scelto
."
li e il Teobaldo; morendo il
suo figlio i da Ottone III imperatore. Nehoo3 tro-
nel q53 o nel seguente, il figlio continuò vasi duca e marchese Romano o Raima-

nel governo del ducato. Sotto di lui Gio- ro. Nel io io lo era Ranieri I, poi duca

vanni XII assoldò le sue truppe, e alla di Toscana nelioi4 per disposizione eli

loro testa marciò contro Pandolfo prin- s. Enrico II imperatore, che gli sostituì

cipe di Capua Testa di ferro, e restò di- Raimaroo meglio Ranieri duca di Spo-
II

sfatto. q6o fu duca Trasmondo III;


Nel leti e marchese di Camerino, cioè dopo
nel qf>7dopo che Giovanni XIII fece la che in Roma in tale anno a' 1 4 febbraio
coronazione d'Ottone 1 (e non di Ottone 1 era stato coronato con s. Cunegonda, da

1 come pare intenda Fatteschi), il suo pa- Papa Beuedelto Vili,, che gli regalò lo
dre Ottone I elesse duca
mar- di Spoleti e scettro e il globo d' oro gemmato e so-
chese di Camerino il ricordato Pandolfo vrastato dalla croce. L' imperatore con
Capo di ferro principe di Benevento e di solenne diploma confermò poi alla chiesa
Capua, benemerito di detto Papa Giovan- romana tutti i suoi possedimenti, co'di-
ni XIII, che peno mesi magnificamen- ritti e doni di Carlo Magno, Lodovico [,
teospitò in Capua, e per avere riconosciu- Ottone 1 e Ottone II, donando alla me-
ta la sovranità imperiale in Benevento e desima porzione o sia il rimanente del du-
Capua, ritirandosi così dall'amicizia gre- cato di Spoleti, in cambio con altri beni
ca. Come altri duchi, è probabile che Pan- dellastessadi là àà monù: concedimus et ,

dolfo affidasse le milizie del ducatoalcon- confirmamus oninem Ulani lerr ani, quia
te Sicone,frequenti essendo conti subor-
i inler Narniam, Interamnen, vel Spole-
dinati ai duchi nelducato spoletino,quali tum,cx regni nostri parte liabuimus. Ve-
governatori nel civile, nel politico, nel mi- dasi il Borgia, Difesa del dominio tem-
litare, nelle città loro assegnate, come i porale della Sede apostolica p. 79; Bre-
castaidi. Morì nel q8 i e subentrò il figlio ve istoria del dominio temporale della
Landolfo, come altri duchi da alcuni cro- Sede apostolica j Memorie istoriche di
non conoscinto,anzi fu associato dal
nisti Benevento. Contelori dice che le Terre
padre al governo del ducato verso il q73: Arnolfe, poste fra Terni e Spoleti, essen-
Landolfo fu ucciso nel q8?. Gli successe . do state usurpate da alcuni imperatori,
Trasmondo IV nel q83 duca di Spoleti volle Benedetto Vili che s. Enrico II le

emarchesediCamerino.Dopolasuamor- restituisse alla s. Sede, e dichiarasse spet-


SPO SPO 85
lare alla medesima. Aggiunge che alcuni altri per possanza, per cui difficilmente.
imperatori avendo ritenuto l'ulto domi- i re d'Italia e gl'imperatori gliene con-
nio del ducato di Spoleti, vi mandarono trastavano il possesso. Non solo ne'mo-

i loro messi o duchi, che prevalendo col- numentiGofircdo vieue detto duca e mar-
la fórca alia ragione, esercitarono giuris- chese di Spoleti e Camerino, ma ancora
dizione nel ducato, non tanto per man- Matilde è denominata duchessa di Spo-
tenere le ragioni dell'impero, quanto per leti e di Camerino, e che per essa com-

intimorirei Papi,co'qnali erano disgusta- petevano al mav'ilo fare uxorio, ftire prl'
ti. Nel 02
i i Ugo o Ugone 11 era duca di terno 3 \'el avito ,pev'£ei\ià\(]o suo avo e Bo-
Spoleti e marchese di Carnei ino , e nel nifazio suo padre; rna a quanto rimarcai
1027 ottenne anche il ducato di Faenza vi contraddice Fatteschi, il quale per con-
da Corrado II; rifiutando Fatteseli! il pre- validare la signoria di Goffredo, l'attri-

teso duca Trasmondo V, ancorché voluto buisce alle benemerenze con Enrico IV,
dal Turchi. Papa s. Leone IX, pel con- che I' aiutò nelle guerre di Sassonia, e
venuto coll'imperatore Enrico III, entrò probabilmente lo confermò nel ducato di

in possesso del ducato di Benevento, e ri- Spoleti e nella Marca di Camerino, o che
cevè la conferma degli altri dominii della per lo meno ne dissimulò l'usurpazione.

s. Sale. L'immediato successore Vittore Il Muratori riporta l'opinione di Fioren-


11, eletto nel io5:>, ebbe dallo stesso im- tini biografo della gran contessa, ilquale
peratore rimanente del pacifico posses-
il giudicò che la medesima signoreggiasse
so del ducato di Spoleti e della Marca di ilducato di Spoleti e la Marca di Fermo
Fermo nel luglio io56, trovandosi mo- e d'Ancoua. Apparisce però dalla bolla
numenti da'qualiapparisce,reg///2/'«e^«c- d'Onorio Illedal suo registro come Cen-
cessila, 'Marcarti Fi rrnanani, et Ducalum cio Camerario, che Matilde possedè Spo-
Spoleiiiiuni.Ya\.le%c\\\ poueVittorell nel- leti, Narni, Todi, Terni, Foligno, Peru-
la serie de'duchi di Spoleto nelio56, e gia, Asisi,Nocera, e altri luoghi della con-
riferisce colMuratori,che portatosi inGer- trada e della Marca d'Ancona. Ma Gof-
mania per desiderio d'Enrico III, questi fredo venuto in sospetto del gran s. Gre-
gli commise il governo forse di tutta l'I- gorio VII, come partigiano del perfido
talia, o almeno del ducato di Spoleto e Eurico IV, a mezzo della suocera e della
della Marca Ferma na, e lo conferma con moglie,divotissime della Chiesa, l'indusse
monumenti. Indi nel io 57 fu duca e mar- a lasciar l'Italia, e ritiratosi al suo duca-
chese di Spoleti e di Camerino Goffredo to di Lorena vi restò ucciso da un sica-
il Barbalo duca di Lorena, e marchese rio. Beatrice mori nel 1076, e Matilde di-
diToscana per aver sposato Beatrice ve- venuta assoluta signora degli amplissimi
dova del duca Bonifazio, genitori della suoi stati ne fecedouazione alla chiesa ro-
gran contessa Matilde, la quale fu fidan- mana, onde tornai a celebrarne l'eroiche
zata al suo figlio Gottifredo o Goffredo il e magnanime Sovranità de'Pon-
gesta a
Gobbo. Matrimonio che Enrico III vide Morì nel 1 1 5 dopo avere costan-
tefici. 1

di mal occhio, per essere Beatrice sua pa- temente difeso Papi nelle famose dissen-
i

rente stretta, e tenutoGoffredo per aperto sioni tra il sacerdozio e l'impero. Nuo-
nemico. Goffredo aiutò colle sue squadre vamente protestando Fatteschi non
di
Papa Alessandro II contro gli scismatici riconoscere per duchi di Spoleto e Ca-
sostenitori dell'antipapa Onorio II. Mori merino Gollredo e la virtuosa Matilde,
nel 1070 e gli successe il figlio Goffredo dichiara essere terminati i veri duchi le-
il Gobbo colla moglie gran contessa Ma- gittimi di Spoleti, e che i seguenti che si

tilde, devotae ftliac s. Pelri, uon per di- dissero duchi e marchesi, uon furono che
ri Ilo di successione ereditaria, ma come un brauco d' usurpatori sostenuti dalle
a e

B6 SPO S P O
violenze dei re e imperatori tedeschi, fu per questo Guarnieri duca di Spoleli
danno della romana chiesa, legittima so- e di Camerino, ma isuoi (ìglie nipoti che
vrana in questo ducato anche prima della ne portarono il some, ottennero dalla
nascita ili Matilde che fu il i 046. Viven- violenza de're tedeschi il ducato di Spo-
do ella slessa, propugnati ice della Chiesa, leli, col marchesato di Camerino. Tale

le usurpazioni già erano cominciate. fu Guarnieri figlio del marchese Guar-


l

Nel 10 82 duca di Spoleti e marchese nieri d'Ancona e della Pentapoli, e ma-


di Carnei ino era Ranieri III, s'ignora da rito della contessaAldruda nel 101)4. Fu
chi fu nominato, se dal prepotente En- questi quel Guarnieri I tutto intento a
rico IV implacabile nemico della s. Se- promuovere l'elezione di nuovi antipapi,
de. ovverodaRober'oGuiscardo che dal- dopo la multe del pseudo e iniquo Cle-
le terre di Sicilia avea dilatato i suoi con- mente III. Sono dubbi Federico del Z.\ 1 1

quisti nella Marca di Fermo sino ad A- e Guarnieri 11 del 1 43, secondo Fatte-
1

per cui s. Gregorio VII nel 1078


scoli, seli), ad onta de'monunienti che li desi-

uvea scomunicalo normanni, » qui in- i gnano duchi di Spoleti e marchesi di Ca-
vadere terra ni s. Pelli lahoraut, videi i- merino. Nel 1 1
4*2 si nomina un Guar-
cet Marchiani Firmanam, Duca tura Spo- nieri 111 e Guai niei i IV. Ed eccoci al i.°
letanum". Nel 080 vuole lo stesso Papa,
1 tremendo eccidio di Spoleti, al suo vero
che »siquisnoiim.inuorum terras s. Pe- distruggimento, operato dall'ini peratoi

lli, videlicel illam pa rtem Firma naeMar- Federico I nel 55, che qual altro Siila,
1 1

chiae, quae nondum pervasa est, et Du- dicesiaver vantato di non aver lascialo
cntum Spoletanum.... alqueSabinum.... della nobilissima e magnifica città pie-
in\adere,veldepraedari praesumpserit... tra sopra pietra. Portatosi l'imperatore
gratia s. Petri, et iutroituui Ecclesiae ei bruscamente a Roma, irritato perchè il
usque ad satisfactionem inlerdicimus". Papa avea riconosciuto il re di Sicilia,
Guiscardo umiliato ricevè l'assoluzione, per esservi coronato da Adriano IV, que-
aia uou restituì il territorio usurpato nel- sti esigette prima solenue giuramento di

la Marca Fermana e porzioni dell'antico fedeltà, e poi lo corouò a' 8 giugno. Tro- 1

Piceno. Cornei normanni si acconciarono vo in Amiani, che all'esercito imperiale


coi Papi, quali investiture riceverono, a si unì il marchese Guarnieri condottiero

Sicilia lo narrai. Enrico IV frequeutò il de'fanesi e anconitani, e che Federico l


ducato di Spoleli, e tenue de Piacili
vi ricevè in Roma il tributo della provin-
(A'.). A indicar gli occupatoli del ducato ciad'Ancona, e di molle altre città del-
di Spoleti, assistiti e protetti da'sovrani l'Umbria; e perchè il ducato spoletino
tedeschi, bisogna cominciar daGuarnieri, gli fece resistenza pei- dello tributo, la
di cui ragionai in tanti luoghi,poichèpro- città fu quasi del tutto distrutta dagl'im-
babilmeute fu il ."marchese che die il
1 periali, lauto più adirato l' imperatole
suo nome alla Marca oggi delta d'Ali- contro di essa, perchè aveano fatto quei
fOrt<z.Nelio53 egli fu condottiero di quei cittadini alcune ostilità a Guido Guerra
facinorosi,cheaudidi bottino, furono da suo ambasciatore che se ne tornava nella
Eurico 111 dati per ausiliari de'uormau- Puglia: nel settembre 55 Federico I 1 1

ni, nella guerra coulro s. Leone IX. ludi da Spoleli passò con l'esercito nella Mar-
Guarnieri s'impossessòd'Ancoua, ed ap- ca, fermando il suo quartiere inFano. M'i-
poggiato da Enrico IV estese le sue u- struisce l'annalista Rinaldi, au. 1 1 55,n.°

surpazioui : alle sue suggestioni ribellati 18 eseg.,che iu Roma dopo la corona-


alla s. Sede gli anconitani, nel 1060 fu- zione insorse sanguinosa zuQà co' roma ni
ronosconiunicati. Così Ancona Peu-
e la e gl'imperiali, ilPapa interponendosi per-
lupoli divenue Marca di Guarnieri. Non chè Federico 1 non si vendicasse, e ci 11
S P o S P 87
lui porli perla Sabina, Farfa e Ponte Lu- tè permettere la rimembranza dell'ecci-
cano, ove celebrarono la festa eli s. Pie- dio funesto. Il cardinal Cadolini pure rac-
tro. Iin li [>assò l'imperatore ail assalire conta, come l'acerbo e spietato Federi-
Spoleti, e dopo l'espugnazione scrisse al co I reduce da Roma, sconoscente al Pa-
suo parente Ottone vescovo di Frisinga: pa, trascorso in pretensioni dannose al
» Indi noi venimmo a Spoleto, e impe- medesimo, volleesercitaresulledi lui cit-
rocché era ribelle, e teneva iu cattività il tà un ingiustodominio; ed allora fu chela

conte Guido Guerraegli altri nostri am- misera Spoleti, per sua fedele sudditanza
basciatori, DOÌ l'assali mino. Giudizio di ad Adriano IV, dall'imperatore tenuta
3
Dio meraviglioso e impenetrabile. Da 3. per ribelle, non avendo esitato a malgra-
sino a g. 1
prendemmo quella fortissima do la di troppogagliarda e numerosa oste
città, la (piale avea da oo i torri, con fuo- imperiale di resistere a Federico I e di
co e colle spade nostre, e pigliando spo- ritener prigione conteGuido,venne do- il

glie infinite, e molte avvampandone, la po fiero assalto ed aspra tenzone, presa,


recammo in desolazione, abbattendo in* arsa e quasi adeguala al suolo. Il mise-
sino a'fondamenti. Poi andammo in An- randocaso che trasse al fondodellosqual-
cona". Leggo nella citata Relazione citi- lore la sciagurata Spoleti, fu tramanda-
la ss. Icone, che Federico I, di troppa fu- to in una lapide già esistente a pie delle
nesta memoria, per non avere gli spoleti- scale del palazzo pubblico,e nel 1 8 '7o tras -

ni accordate alcune sue pretensioni, ven- portata iu una delle sue sale, ed immes-
uè sotto la città iu un sinistro fatto d'ar- sa nellaparete ove si ammira la Madon-
mi, la prese e saccheggiò, pouendu il tut- na dello Spagna... Post parlum Firgi-
to a ferro e fuoco,e partì carico di preda, nis anno 1 1 55,lres novìes soles Julius lune
conducendo seco in ostaggio 28 giovani mensis habebat.Dopo tante e sì certe te-
nobili, come u'è fama. Ma ricevute poi stimonianze, vanno corretti Fatteschi e
ancor egli in vari luoghi molle sconfitte, Castellano, i quali attribuirono il disa-
moderato alquanto il suo genio troppo stro, per essere stati gli spoletini fedeli e
violento, volle riconciliarsi colla città; di -
aver sostenuto Alessandro III, che fu e-
chiarato perciò duca della medesimaCor letto nel
1 5g; aggiungendo il .° che fu
1 1

rado di Svevia principe del suo sangue, pure incendiato il ricco archivio che do-
se ne venne a Spoleti, e non mancò da vea trovarvisi, certamente con immenso
parte sua di conciliarsi gli animi de'cit- dauno Noterò col Contelori,
della storia.
tadini. Perciò donate alcune possessioni che Federico I guerreggiando contro la
al monastero di s. Pietro di Monte Mar- s. Sede neh
177 (cioè prima della pace
tano, che poi furono attribuite cogli al- di Venezia), teneva occupala parte del-
tri beni del monastero al capitolo della l'Umbria, la rocca di Cesi, la rocca di
cattedrale, donò Federico I a interces- Gualdo e quella d'Asisi. Seguitando col
sione del duca nel 85 cioè 3o anni
1 1
, Fatteschi a dire di quelli che furono ap-
dopo la barbara desolazione della città, duchi e mai diesi di Spoleti e Ca-
pellati
alla medesima chiesa molte reliquie di merino, d'Ancona e Fermo, ricordasi nel
gran pregio, efra quelle una delle ss. Spi- 1 1 58 Guelfo VI Estedi Baviera zio di
ne della corona del Redentore, un pezzo Federico I, quel successore di Guaruieri
assai notabile della sua ss. Croce, e la ss. I, the Muratori registrò nel 153 ma- 1

Icone. Riceverono i cittadini, ch'erano gnificandolo, e vuole che neh 160 riuun-
tornati a risarcire i miseri avanzi dell'at- ziasse tutti i suoi stali a Federico I, me-
terrata lor patria, questi sagri tesori, per diante lo sborso di certa quantità di de-
pegni della pace seguila coll'imperatore, naro. Indi trovasi confusione tra' duchi
cou quel giubiloe allegrezza che loro pò e marchesi, ne* quali il loro titolo non
8S S P O SPO
coi risponde all'antica limitazione giuris- lieo VI;ed in fatti dice che questi nel 1 1
q3
dizionale del ducato di Spoleti, dal roar« gli aflìdò il suo Federico 11 in tutela, co-
diesato d'Ancona. Si vuolecheFederico I me abile e formidabile suo primario ge-
dupo la rinunzia dell'Estense, conferisse nerale. Alla morte però d'Enrico Vl,clie
il ducato di Spoleti al proprio fìglioGnel- segui a'28 settembre trasparirono ben
1

Jo, e neh 1G8 si legge pure


duca Ri- il presto anche questi duchi, marchesi e con-
delulfo o Bidelulfo, il quale con Giovan- ti co'fastosi loro titoli de'governi confe-
ni prefetto di Roma e Corrado Svevo , ritili dalla prepotenza degl'imperatori te-
furono lasciati in Italia da Federico I a deschi nemici della chiesa romana, ed u-
disposizione del suo arcicancelliere im- stirpatoli ingrati de'suoi domimi. Euri-
periale Cristiano arcivescovo di IMagon- co VI ordinò nel testamento, come ri-
za, per accrescere partigiani nelle conte- portai pureaSiciLUjChela Marca d'An-
se scandalose, che fomentava tra l'anti- cona e il ducato di Spoleti si dovessero
papa Vittore IV o V,eil legittimo Ales- restituire alla s. Sede, cogli altri suoi do-
sandro III, nella clamorosa questione, mimi. Narrai dettagliatamente nella bio-
se l'impero avesse diritto di sovranità o grafia d' Innocenzo III, della famiglia
solo di patrocinio sulla Chiesa, grave ar- Conti discendente da'Trasmondi duchi
gomento che propugnai con innumera- diSpoletiecoulide'Marsi(uel6o//j/>t«(r/io
hili e valide prove anche all'articolo So- storico-genealogico della patrizia fami'
vrani. Il famoso arcivescovo, violento e glia Trasmondo ,d\ cui riparlai allrove,vi
crudele cogli amici e co'nemici, nel i 7 4 i sono erudite notizie della discendenza dei
entrò furioso nel ducato di Spoleti e nel- Trasraondo duchi di Spoleti e poi conti
la Marca d'Ancona, ove depopolò molti di Mara, e si prova, come lo riconobbe
castelli, e sottomise al suo dominio Asisi lo splendido in unici pio diSpoleli, che il vi-

e Spoleti. Dunque Bedilulfo sarà stalo vente barone di MirabelloCamilloTras-


duca di nome, o poco godè la signoria. mondo, dal medesimo ascritto al suo pa-
Noterò con Amiani, che neh 1 73,quau- triziato, deriva dalla stessa stirpe diesi
do si tolse da Cristiano l'assedio d'Anco- diramò inSulmona eRoma),che nel 1 i<)8
na, restò Fano libero dalle truppe im- sollevatoal sublime pontificato con l'im-
periali, marciandoesse nelducato di Spo- mutabile proponimento di vendicare le
leti,per obbligar questa città e tutta la ragioni e domimi della chiesa romana, a
provincia a tenersi all' ubbidienza del- sostegno del gigantesco edilizio reso sal-
l'imperatore; e perchè Terni conserva- do dalla sagaci là e vasta mente del for-
vasi fedele ad Alessandro III, Cristiano tissimo s. Gregorio VII, con abbassare
l'assali con ini peto, la sotlomisee ne atter- l'eccessivo ingrandimento degli Huhen-
rò mura. Corrado Io Svevo suddetto,
le slaufen rappresentati da Federico II, ili

dicognomeLuzelinhar e di soprannome cui tuttavolla fu benefico balio e valido


lo Stravagante e Mosca in cervello, per- protettore. Stabilita prima solidamente
chè la sua impetuosità e ferocia somiglia- la sua temporale autorità in Roma, eles-
va alla marchese d'Ancona e prin-
follia, se il Prefetto, e poi il iSettAtore, altre usur-
cipe di Ravenna nel 1 168 per Federico pazioni imperiali e de'romani;subito vol-
I, in un diploma di questi del 1 1 85 a'cit- le rientrare ili possesso degl'intieri stali
tadini di Spoleti, Corrado è chiamato della s. Sede, compresi Spoleti e il do-
(lux Spoleti, e similmente in altro del miniodellaMarca,senzache le offerte del
1 j 85 a'milanesi, ed in altro deli ig5a marchese Marcualdo, aucoducadi Ro-
Berardo arcidiacono d'Ascoli, però non magna e Ravenna, potessero indurlo a
«li Federico come vuole Fattesela, per-
I lasciarglieli. Nell'islessa guisa si rese so-
che morto nel 90, ma del ìuo figlio En-
1 1 vrano e padrone diretto del duca tu diSpo-
S P o S P O 89
leti, cacciandone Corrado lo Svevo, con- del patrimonio della s.Sede. giuramen- Il

te pure d'Alisi e duca di Soia. Pertanto, to solenne prestato da Corrado in Numi,


racconta Amiani, il Papa die la legazio- lo descrissi in quell'articolo. Sembrarono
ne della Marea a 3 cardinali, per ricupe- ottime al Papa tali condizioni, ma veden-

rale la provincia alla chiesa romana. Fu do gl'italiani abbominar tedeschi, sot- i

necessaria questa legazione, perchè trat- to il cui giogo aveano lungamente gemu-
tavasi d'unire un esercito di sudditi del- to, le rifiutò. Perciò Corrado si die sen-

ia Chiesa, perchè Marcualdo era formi- za alcun patto al Papa, e liberò i popoli
dabile, e Corrado un tiranno assai po- dalla fede a lui giurata, cedendo alcune
tente, il quale per timore della scomu- rocche, cioè quelle di Gualdo, Cesi e A-
nica restituì roccupato,ovvero gli fu tol- sisi, la quale ultima fu subito rovinata
to, ambedue essendo negli stati infeudati da'cittailini d'Asisi. Adunque la chiesa ro-
da Federico 1 e da E urico VI. Anche Re- mana, continua Rinaldi, riacquistò la du-

posali all'ernia, che Innocenzo 111 ricu- cea di Spoleti, contea d'Asisi, cioèSpo-
la

però da Corrado duca di Spoleti e conte leti, Asisi, Rieti, Foligno e Nocera, e nel-
d'Asisi quelle contrade usurpate, cioè il le rocche pose valorosi difensori. Ma per-
ducato di Spoleti che comprendeva la chè la dimora di Corrado era molto so-
città di Spoleti sua capitale, Rieti, A- spetta, tornò in Germania d'ordine del
Foligno e Nocera; e poco dopo tor-
sisi, Papa (dopo essere passato in Sicilia, o-
narono in suo potere Perugia, Gubbio, v'era andato Marcualdo, a'quali Costan-
Todi e Città di Castello. Dichiara Ri- za madre diFederico II intimò partirue);
naldi all'anno i
1 98, n.° 4 e 1 seg., che In- il quale ricuperò ancora Perugia, Gub-
nocenzo 1 1 1 mandò legati nella Marca te- bio, Todi, Città di Castello co'loro con-
nula da Marcualdo tiranno,! quali aven- tadi, giurandogli fede i baroni e cittadi-
do cominciato a ridurre popoli all'ub- i ni. Innocenzo III fece diroccare il castel-
bidienza di s. Chiesa con giuramento, l'a- lo del Monte s. Maria, nel quale in
tem-
stuto marchese per ritener la preda man- po del predecessore, Corrado avea tenu-
dò ambasciatori al Papa e promise sog- to prigione il cardinal Conti vescovo d'O-
gezione. Ricusata, apparve la frode del stia, reduce dalla legazione di Francia e

inalvagioMarcuaIdo,che incrudelì su'po- Normandia, acciò riuscisce di sempiter-


poliche non poteva più leuere in servi- na memoria. Innocenzo III nello stesso
tù, efieramente pose a ferro e fuoco ogni 1 198 visitò personalmente il ducato di
cosa: venne scomunicato, e la Chiesa ri- Spoleti e la Toscana pontificia ; e durò
dusse a fedeltà tuttaMarca, Ascoli, An- la cjuesto viaggio dalla festa di s. Pietro a
cona, Fermo, Osiiuo, Camerino, Fano, quella d'Ognissanti,il che rilevo da Fer-
Jesi, Sinigaglia e Pesaro, co'loro territo- Ione, De' viaggi de' Pontefici. Visi recò
ri!. Corrado duca di Spoleti e conte d'A- il Papa con decoroso corteggio, accolto
sisi, vedendo che popoli aspiravano alla i dalle acclamazioni de'popoli come un li-
pace che sotto l'impero della Chiesa si go- beratore; consagrò chiese e al tari, e donò
deva, spaventato del trattamento diMar- ad esse vasi e utensili sagri, e fece quanto
cualdo, e temendo di perdere la bella e altro notai nella sua biografia. Certamen-
vasta signoria ottenuta ingiustamente, si te Innocenzo III si trovava inSpoleti a*2 5
studiò di guadagnar l'amore d'Innocen- agosto, reduce da Rieti, dichiarandogli
zo 111; gli promise, dando per statichi i spoletini, tamquam speciale*filli aposio-
figli, di restituire alla chiesa romana tutte Uccie SediSj promettendo loro valida di-
le fortezze da guarnirsi di soldati a sue fesa e aiuto contro chiunque, confortan-
spese, e di pagarle il censo, non che di doli da'patiti atroci infortuni!; indi passò
mantenere la gente occorrente a difesa a Perugia. Fu in somma questa la me-
,

9° S PO S PC)
morabile epoca, piena di libertà perla ro- lebre cardinale Raniero Capocci per O-
mana chiesa, che questa rientrò in pos- norio III ; e che al suo tempo passò in
sesso de'suoi sovrani dominii, non meno Spoleli Andrea Parenti, il quale autore-
di tutta Umbria, Sabina, Marca, che
I' vole in Roma col fratello Parenzo sena-
Benevento. Nel 1207
dell 'l'Isa rea lo e di tore (forse quel medesimo che fu pode-
Innocen?o infeudò la Marca d'Ancona
1 1 1 stà di Lucca nel 228), venuti in questio-
1

ad Azzod'Este marchese di Ferrara,òt\- ne col Papa furono cacciati e poi assolti.


la quale nobilissima stirpe parlai purea La famiglia nobile e antica de' Parenti
Modena e Reggio: e ricevè il giuramen- cos'i si stabilì in Spoleli, come nolai nei
to di ubbidienza e fedeltà da'prelati, si» voi. XXXV, p. p 211, di-
273, XLIX,
gnorì e magistrali del ducalo di Spoleli. cendo del martirio patito in Orvieto da
Leggo nell'Ughelli, che Innocenzo III di- s. Pietro di Parenzo, della stessa illustre
chiarò rettore del ducalo diSpoIeli il car- stirpe, sotto Innocenzo III. A Pioma, nel
dinal Giovanni Colonna, cioè il giunio- riportare col Vitale e PompiliOlivieri
re, e lo governò per 3 anni. Nondimeno, la serie de'senatori di Peonia, registrai di-
osserva Palleschi, sul principio non fu del versi di que'Parenzi che furono insigniti

lutto pacificosi(Iattodominio,perchè non di tale dignità senatoria. Un altro Andrea


mancarono anche poi imperatori pre- Parenzi di Spoleto nel 267 1 lo trovo nel
potenti; tale si fu l'ingratissimo e sper- Lilj, l'Ustoria di Camerino, rettore pon-
giuro Ottone IV, elevato all'impero da tificio di questa citlà. I Parenzi continua-
Innocenzo III ecoronato nel 1209.il qua- rono e tuttora fioriscono in Spoleti, ed il
le usurpò non poche terre della Chiesa, commendatore Giovanni è benemerito
per cui fu scomunicato; e registrai nel voi. della patria per l'esercitate magistratu-
XXVIII, p. 264> che l'imperatore fece re, con zelo e intelligente operosità. Dice
duca di Spoleli e conte d'Accra Leopol- Caidella, nelle Memorie de cardinali,
do Dragoni. Racconta il cronista Riccar- che il cardinal Capocci difese il ducato di
do da s. Germano, che Otho IV ss Ca- : Spoleti dalla violenza de' nemici, e per
pila conferi, ubi receptis a Diopoldo certis questa cagione non lievi insulti da
solili

munitionibus, ducerti Spoleli efficit illuni. Bertoldo duca Corrudo,con-


figlio del già

Prosegue a dire lescelleraggini diDiopol- tra di cui il Papa fulminò sentenza di sco-
do teutonico, per le quali fu fallo repli- munica. Arrotato buon nerbo di milizie,
catamele carcerare da Federico II, tut- il cardinale si apparecchiò a vendicar la

toché le suppliche de'suoi tedeschi ne im- 6ua temeraria oltracotanzn, il che sapu-
petrassero la libertà. Credoche queslodu- toci daPederico Il acremente ripreseBer-

ca sia quel medesimo conte Diopoldo,e toldo, e vedendolo pentito gli ottenne ge-
contemporaneo, del quale feci menzione neroso perdono dal Papa. Il cardinal Ca-
a Sicilia, e altrove. Soggiunge Riccardo pocci, grato all'aiuto e fedeltà di Spoleti,
nella Cronaca, che a Diopoldo fu sosli- dipoi gli concesse le Terre Arnolfe con
luilo Ranieri per duca di Spoleti, uomo pontificia sanzione, ciò che fu inseguito
malvagio ne' vizi e nelle scelleralezze,non motivo di gravi vertenze, che riportaCon-
inferiori a Diopoldo. Volendo però Ra- telori,onde gli spoletini dovettero cessa-
nieri inoltrarsi colle usurpazioni sulla s. re dal dominarle. Ma Federico II, che tan-
Sede, e segnatamente nella Marca, fu to dovea romana, divenne pre-
alla chiesa
faltu imprigionare dallo stesso Federico sto suo acerrimo nemico, ed a Germania
11. Lo stesso Riccardo da s. Germano e nelle biografie de' Papi Onorio III
narra che nel i223era rettore o legato Gregorio IX e Innocenzo IF , a Sicilia
della Marca d' Ancona e del ducato di e m tanti articoli, enumerai le sue ini-
Spoleli, e residente in questa cillà,il ce- quità, scomuniche e deposizione. Ribelle
S P O S P ( )
91
Federico II ad Onorio Il I, nel 1 226 fece h facevano emendare, ricorse alle armi
leve ci a soldati nel ducuto di Spolette gli temporali, e liberò le terre ecclesiasti-
spolettai si ricusarono senza il permes- che dalle loro usurpazioni, colle milizie
so pontificio; delle quali pretese trovati- comandate dal cardinal Colonna, e ca-
si altre testimonianze in Colucci, Tre/ti pitanate da Giovanni di Brieune già re
oggi Montccchio p. 77: molte città gli si di Gerusalemme. Opportunamente dun-
opposero, e De avanzarono querele al Pa- que (pii ripeterò con Fatteschi, gloria a
pa, che fece all'imperatore alti rimpro- Innocenzo III ed a Gregorio IX, il i.°
veri, che rimarcai nel 258. voi. XXXI I.p. perchè incominciò la grande opera, il 2."
In detto anno Bertoldo s'intitolava du- che la compì, il quale senza temere l'ira
ca di Spoleti, per avergliene conferito il di Federico II, e il procedere indegno di
dominio Federico II per avversione allu- Ranieri o Rinaldo, colle armi spirituali
pa, ad onta che per 4 anni fosse stalo suo e temporali seppe finire di rivendicare
aio. E fu verso quel tempo the Tanciedi alla Chiesa il ducato di Spoleti, sebbene
di Campello, uno de'suoi principali fau- già diminuito d'estensione, e le Marche
tori, accompagnato da nurueiusa solda- di Camerino, d'Ancona e di Fermo, e fe-
tesca di BertoldOjSerrò le strade che con- licemente vi riuscì, per testimonianze di
ducevano a Roma, e le tenne infeste iti Riccardo da s. Germano, e del cardinal
modo che non restò libero il passo per an- Roselli d'Aragona scrittore delle vile dei
darvi, se non a suo beneplacito; impedì il Papi. Protesta per ultimo Fatteschi, es-
commercio cou Roma, e imprigionò fa- i sere alFutlo inutile il proseguirla seriedei
migliari del Papa, togliendo loro le lettere duchi di Spoleti, poiché quanti ne furo-
apostoliche, come
Ouorio III allo
scrisse no eletti dipoi, o fu per violenza impe-
stesso connivente Federico li. Per queste riale e nou furono pacifici dominatori, o
prepotenze, taluni impropriamente e co- ne fu dato loro il titolo per onorificenza
me già notai, crederono Tancredi ultimo o quali governatori per autorità de'Pa-
duca diSpoleli. L'ultimo duca verodiSpo- pi, e questi nou ebbero che una limita-
leli fu Corrado; talvolta ne assunsero di- tissima giurisdizione nelle pocheeittàdel-
poi il titolo qualche capo di fazione ghi- l'ormai ristretto ducato. Quasi in egual
bellina, egli spolettili per abitudine tra- modo esprimesi il cardinal Cadolini, di-
dizionale chiamarono duchi i rettori pon- cendo che Inuocenzo 1 e meglio poiGi e- 1 1

tifìcii del ducato. Inoltre avrà probabil- gorio IX, mal contrastati diritti riven-
i

mente favorito l'imperatore il suddetto dicarono; la spolelina dizione passò al go-

duca Ranieri, forse quello stesso che fra- verno papale, e dal dolce scettro del le sa li-
tello di Bertoldo e col nome di Rinaldo, te chiavisoltantoebbero inappresso piut-

dissi duca di Spoleti nel voi. XXXI l,p. tosto uome che vera autorità di princi-
2DC),nel riferire cheGregoi io IX nel 22S 1 pato, quanti sino al declinar circa del se-
si ritirò a Perugia, dopo scomunicato Fe- colo XV furouo rivestiti della dignità
derico II, il quale partendo per la sagra ducale. Da questo tempo in poi Papi i

guerra di Siria, lasciò il governo di Sici- governarono ducuto di Spoleti per un


il

lia, che teneva per investitura della s. Se- rettore, il quale delegava il governo del-
de, allo svevo Rinaldo duca di Spoleti, le città e luoghi a' suoi luogotenenti. Il

usurpatore d'un tale titolo, che vessò coi cardinale encomia gli spoletini per la co-
siciliani e saraceni la Marca d'Ancona ed stante fedeltà a s. Pietro, dappoiché (ma-
il ducato di Spoleti, e pose I' assedio ad si fumauti ancora le rovine cagionale al-
Asisi; facendo altrettanto il liatello Ber- la loro patria da Federico I, resìstettero
toldo dalla parte di Norcia. Gregorio IX al nipote Federico II con invitto ardile,
vedendo che i fulmini della Chiesa non e perciò Gregorio IX con elogi uè minor- i
9i SPO S P O
talò il conlegno. >» Gaudeamus Domi- in di all'anno 1234, n -°^7, Fellone e Calili-
no quoti vos in tlevolione Eccle->iae ma- dri. Pertanto si radunarono in Spoleti
tris vestrae firmos sicut columna immo- l'imperatore e il suo secondogenito Cor-
bili* persistente*, nulla persecutio, nulla rado IV, i patriarchi latini di Costanti-
adversitas, ab ingius fulelitate, et obse- nopoli, Antiochia eGerusalemme, con la

quio potuit separare". Questo Papa proi- più parte degli arcivescovi, vescovi ed al-
bì l'alienazione d'alcuni luoghi dell'Um- tri prelati. La crociata contro gl'infedeli
bria, fra'quali le rocche di Gualdo e di per liberare i santi luoghi della Siria,
Cesi; e per 3 anni concesse governo del- il dopo matura deliberazione fu proclama-
la Marca d'Ancona e del ducato di Spo- ta solennemente da Gregorio IX nella
leti a Milone vescovo di Beauvais, per piazza maggiore di Spoleti, alla presenza
(jue'motivi che indicai nel voi. XXXII, d'una sterminata moltitudine; e fu tanta
p. 260. Perseguitato Gregorio IX d;d- l'unzione e l'ellicacia di sue eloquenti e
1 imperatole e suoi (autori, non creden- fervorose parole, che molti Ingranando
dosi sicuro in Roma, si portò nel 1 228 e teneramente commossi, corsero a' piedi
1 282 a Rieti, a Spoleti, a Perugia. Tro- delPapa, per ricevere dalle sue mani la
vandosi neli232 in Spoleti, mosso dal- croce de' Crocesignati, per partire alla di-
le preci del vescovo di Padova, a'3o mag- fesa e conquista del s. Sepolcro. E da Spo-
gio, festa di Pentecoste, solennemente ca- leti furono tosto per lo stesso motivo spe-
nonizzò il francescano s. Antonio, colla dite lettere a tulli i principi cattolici, e
costituzione Cum Dominus, presso
dìcat a tutti i vescovi, e lettere ancora a tutti
il Guerra, Epit. Bull. Rom. Li, p. 52, i fedeli del cristianesimo; e così la voce
emanata poi in Spoleti neh. "giugno e del supremo Gerarca ebbe un eco d'en-
indirizzata alla città di Padova, mentre tusiasmo ieligiuso,cheri>uouù in ogni an-
quella diretta a tutti i fedeli, Cum dicat golo del mondo catlolico,anche pe'bandi-
Dominus, de'3 giugno, trovasi nel Bull. tori spedili dal Papa a predicarla. Fu pu-
Rom. t. 3, par. p. 271, e fu pure da-
1 ,
re destinato un legato per accompagna-
tata da Spoleti. All' articolo Canonizza- re i crocesignati, e si fecero avvisati i so-
zione, nel riportare l'elenco delle solenni riani della loro vicina liberazione dal gio-
e dove furono celebrate, con autorevole go maomettano. Ma per quanto accennai
opera pubblicata in Roma, riportai s. E- u detta Crociata, e perchè Federico 11
lisabetta regina d'Ungheria canonizzata tornò a imperversare contro la Chiesa,
in Spoleti nel 1235, in vece lo fu a Pe- ebbe poco successo. Il Papa passò in Pe-
rugia, ove la notai, e qui uè fo avverten- rugia, donde poi fece ritorno iu Roma,
za per amor del vero. Tornò bensì Gre- richiamato da'romaui che si pacificaro-
gorio IX in Spoleti nel i234> e vi tenne no. L'Amiani raccouta le successive in-
un'assemblea o concilio per la Crociata, vasioni delle città della Marca dagl'im-
al quale articolo ne feci parola, ed alcuni perialinuovamente scomunicati da Gre-
scrittori chiamarono l'adunanza concilio, gorio X,essendoue legalo il cardinal Fie-
I

come si può vedere nelle storie de'cou- schi poi Innocenzo IV. Le devastazioni
cilii, R.eg. t. 28, Labbé 1. 1 1, Arduino t. aumentarono nel 1240, si estesero nel-
7. Conviene premettere, che già Fede- l'Umbria e occuparono il ducato di Spo-
rico II erasi portato a Gerusalemme^.), leti, ma Asisi
fece resistenza: Marni fu as-
ma avendo tradito gl'iuteressi de'eatto- da quello che l'imperatore a vea fat-
salita

liei, per riparare il mal fatto e riguada- to duca di Spoleti. Il Papa lodò la co-
gnare il favore del Papa, convenne nella stanza e fedeltà degli asisani, perugini, to-
crociata, ed a tale elfetto si recò in Spo- dini e spoletini. Eletto Innocenzo IV, e
leti, come alferiuauo pure 1 citati Riual- uou iusceudo"li a
1 riconciliare collaChie-
S P O S P <j3

là Federico li, per fuggirne le insìdie il lini col potente conte d'UrbinoFederico (

ritirò in Francia, ove celebrò il concilio di Monte Feltre, uniti agli altri dell'Um-
generale di Lione
I, icomunicaudo e de- bria e dilla Marca, irruppero sui guelfi,
ponendo dall'impero e dal regno di Si- li fugarono, ed in notabilenumero lite
cilia Federico II. Dopo la sua morteli l'a- 10 prigioni, quindi inumanamente bru-
pa tornò in Italia, e per l'Umbria e Asi- ciarono. 1 ternani delle due fazioni si fe-

si si restituì in Roma. Alessandro V che I cero vicendevoli danni, guerreggiarono


nel ^4 gì' successe, nominò rettole del
i
•?. i popoli vicini, e superarono gli spoletini.

ducato di Spcleti Bonifacio Fogliarli di Nel 3 1 17 era rettore del ducato di Spo-
Reggio, die ricuperò Foligno e altri luo- leti Rinaldo di s. Artemia. Nel i3if) si
ghi dell'Umbria dagl'imperiali. Frattan- ribellò Piecanati e Osimo contro Amelio
to le fazioni de Guelfi e Ghibellini (J.) marchese orettore deIlaMarca,chiaman«
dilaniarono anche rUmbriaeSpoleti,ed do a loro difesa e governo Federico con- I

il paese seguì i destini degli altri luoghi te d'Urbino capoparte ghibellino, come

della Chiesa. GregorioX uel i l'jZ si por- fautore imperiale. Tale esempio mosse t
tò in Perugia, ordinando a'perugini che ghibellini di Spoleti, favoriti dal conte,
restiluisseroa!duca diSpoleti per laChie- a prender nel novembre l'armi contro i
sa, Guhhio, Nocera e Gualdo. Trovo nel- guelfi concittadini epropugnatori del Pa-
l'Ughelli, che il Papa fece ii suo nipote pa. Entrato di notte in città il conte di
rettore del ducalo di Spoleti: forse è lo Urbino, ne cacciò 200 in prigione e fu-
stesso duca. Giovanni XXI del i 276 fece gò il resto. Non tardarono molto guelfi i

ordinare da Uguccione duca e rettore di spoletini a trovar il modo di vendicarsi,

Spoleti e cappellano pontifìcio, alla co- e fecero perciò ricorso a'guelfi perugini.
munità e consoli diSpoleti di non turbale Questi tosto si recarono in Spoleti, e vi

il castellano di Cesi fr. Giovanni cavaliere posero l'assedio. Ma l'accorto Federico 1,


gerosolimitano. Con altri nel 1
279 disse il per liberarsi datai assedio, procurò di-

Castellano,FilippodiNapoli cappellano di viderne le forze con indurre Asisi a ri-

Nicolò III, rettore di Perugia e del duca- bellarsi contro di essi, e gli riuscì; perciò
to di Spoleti. Casio 1 d'Angiò re di Sicilia i perugini furono necessitati a levar l'as-

fu rettore del ducato di Spoleti sottoMar- sedio da Spoleti, e nel 1 Zio a portarsi a
lino IV. Fatalmente nel 1 3o5 eletto nel ricuperar Asisi. L'assedio di questa città
conclave di Perugia l'assente Clemente V, fu lunghissimo, e solo a'2 aprile) 3ii a
questi chiamò in Francia cardinali e
i sta- palli l'occuparono,ma la saccheggiarono
bilì la sua $eòein Avignone^.)jcon grave e barbaramente uccisero più di 100 cit-
danno dell'Italia e de'dominii della Chie- tadini,smantellando le mura e la fortez-
sa, lacerati e divisi dalle furiose fazioni e za contro gli accordi, perciò riprovati da
che insorsero a dominarne la
da'tii annetti Reposali. Il Pellini,/7/>v/o//# diPerugia,
maggior parte. L'Angeloni neU'Hisloria rettifica tali a vvenimenti,imperocchè di-

di Terni, descrive neli3i3 le commo- slingue i ghibellini perugini dalla città


zioni gravissime seguite nell'Umbria tra ch'era di parte guelfa, ed amava mollo
i guelfi e ghibellini, questi ultimi esalta- Spoleti come divota della s. Sede; e per-
ti a fanatismo dalla venuta in Italia del- ciò fece combatterei ghibellini reduci dal
l'imperatore Enrico VII (dice Contelori loro nefando operato, e inviò ambascia-
che Eurico VII con diploma dato in s. tori agli spoletini per procurare la quie-
Sabina di Roma a'G luglio 3 2, confer- 1 1 te della città, allora signoreggiala da M.
mò a Clemente V il contado di Sabina, Brìi namon te da Chiavano castello diSpo-
Terni e sua fortezza, Cesi e le Terre r- A leti. Nel i3a4 ghibellini perugini al-

nolfe, ec); per cui gli spoletini ghibel- l'improvviso assalii onouuovamcnteSpo*
SPO
leti, e l'abbruciarono in parte- Ad istan- gaio e con esercito il celebre cardinal Al-
7n degli oppressi guelfi spoletini,i perugi- bornoz, a cui unirono subilo gli spole-
si

ni per domare l'ardire de'ghihellini spo- tini e gli prestarono validi aiuti. Grato il
Jelini che facevano guerra al Papa, mar- porporato alla loro fedeltà e soccorsi, di-
narono sulla città, che si rese a patii. Fu morò alcun tetnpo in Spoleti e la gover-
(alla una convenzione per la quale Spo- nò, facendo a suo vantaggio e per difesa
leti si pose nella proiezione di Perugia, del principato quanto già raccontai; e per
cacciando ghibellini e rimettendo in
i cit- lui anco le mura furono restaurate e for-
tà guelfi; e che nel giorno di s. Erco-
i tificate. Di più rimise i fuorusciti ghibel-
lanoavrebbe mandatoa'perugini un pal- lini in ponendola sotto l'im-
Spoleti, e
lio di seta sopra un cavallo coperto di mediato governo del Papa, tolse a Perù»
scarlatto. Perchè questo pallio nel 327 1 gin la destinazione del podestà, conventi •

non fu presentato dagli spolelini nel mo- la nel suddetto accordo. Adunque gli spo-
do solilo e pattuito, ma per un sindaco Ictini ricuperarono la loro intiera indi-
e notaio, i perugini l'imprigionarono, e- pendenza, e si elessero il nuovo podestà
spulserodalteri itorio gli spoletini che vi a forma delloro statuto, che nell'assu-
dimoravano; onde Spoleti riconosciuto il merne l'esercizio giurò alla presenza del
torto vi ri parò, e lo riferisce Pellini. Nel- popolo nella piazza Maggiore, di conser-
le gravi differenze insorte tra lo scisma- vare la libertà, l'onore e la giurisdizione
tico imperatore Lodovico V il Bavaro,z della città. Il cardinal Alhornoz, tornato
Papa Giovanni XXI l,i ghibellini nuova- a Spoleti nel 1 Sfi^atniullò le capitolazio-
inente sfrenarono i loro odii, fomentati ni fatte nel r 324 co'perngini, levò al co-
dallo slesso Lodovico V; ed a' 4 ghigno mune di Perugia la parte che avea usur-
1 328 partendo da Todi 5oo fanti e /Joo 1 pata, licenziò tutte le genti che i perugi-
cavalli imperiali per prendere il castello ni tenevano ancora a Spoleti, fece abbat-
di s Gemini, presso Terni fu dagli spoleli- tere la rocca oCastellina fabbricata da lo

ni fatta imboscala con 200 cavalli di Pe- 10, ordinò la ricostruzione della rocca di
rugia^ dopo gran battaglia sostenti ta con s. Elia, e vi furono messe le sue armi e
valore da'tedeschi, questi restarono scon- quelle d'Urbano V. Gregorio XI, che gli

fitti e morti, ed in gran parte presi bri- successe, fece legalo del ducato di Spoleti
gioni. Però narra no al tri storici ,chei guel- ilcard.FrancescoTebaldeschi.ScrisseBal-
fi spoletini si avvidero con indignazione datami nelle Memorie di Jesi, che questa
dell'oppressione de' perugini sotto manto città,conTerni,Narni,AsisieSpoleli si die-
• I' amicizia e protezione, laonde dichia- lonoagliOrsinijCon altri luoghi nel 375,
1

rarono nel i326 di non volere più rice- dando il bando agli ollizia li del Papa. Que-
vere il podestà da' perugini; ma questi sta generale rivolta pare che fosse pro-
per tenere a freno la città, eressero una mossa dalle arti de'fiorentini, nemici di
rocca o cassero presso l'antica porla Fu- Gregorio XI; Perugia proclamò la liber-
ga o d'Annibale, che fino a oggi, benché tà, Città di Castello acclamò per signore

distrutta, dicesi la Castellina. Restarono Pietro Roscagni tesoriere del ducalo di


tempra malcontenti gli spoletini di tal Spoleti. Finalmente il Papa si determi-
procedere de'perugini, onde poi ricupe- nò di restituirti in Roma, e vi giunse nel
rarono la loro indipendenza. Nel i352 1377. Morì nel seguente anno,e fu eletto
Spoleti soggiacque al disastro di fidissi- Urbano VI, contro quale insorse il gran il

mo terremoto. Intanto Papa Innocenzo Scisma (/\) d'occidente, sostenuto dal-


VI, a reprimere le fazioni e gli audaci u- l'antipapa Clemente VII che stabilì in A-
sui patori delle città e luoghi della chiesa \ignoue una cattedra di pestilenza. Es-
romana, neh 3 53 spedi in Italia per le- -Hudosi recato Urbano VI nel regno di
4

S P o S P O 95
Napoli, nel i 3S7 passò in Perugia {!'), schiere furono respinte con perdita,e do-
ove scomunicò Rinaldo Orsini invasore vè parti re e sgombrare il territorio spole -

di Spoleti, ed agli 8 agosto 388 ne [tarli 1 tino. Nondimeno pub leggersi il detto nel
per Narni, e siccome poi fu anche a Fe- vol.X L VI, p. 17C). Col celebre sinodo diCo-
rentino, alcuno credè che fosse andato in stanza e l'elezione di Martino V ebbe ter-
Ferentillo. Nel voi. Ili, p. 217, facendo mine lo scisma lagi imevole e deplorabile,
la biografia di Pietro de'conti di Piata, a cuiG uid' A 11 Ionio conte d'Ui bino gli rese
anticardinale del fahoCleniente Vll,dis- ubbidienza per i suoi ambasciatori, fra i

si che lo inviò in Italia per legato, ove quali vi fu il p. Gabriele di Spoleti dome-
ridusse alla sua scismatica ubbidienza nicano. Nel 1 4 8 1 il contecon nobile e scel-
Naini, Spoleti e altre città e luoghi, col- ta comitiva si portò da Martino Va Man-
legandosi conRinaldoOrsini principe del- to va, accolto con molto onore e creato du •

l'Aquila e occupatole di Spoleti e altre ca di Spoleti, di che m'istruisce Reposati.


terre, contro Urbano VI. 11 successore di Narra Novaes, che il Papa recandosi nel
questi Bonifacio IX ricuperò il dominio 1 4^o in Roma, Cuna presso Siena fu
in

di Spoleti, poiché dopo avere tenuto la alloggiato dal cav. Giacomo Pecci che ,

rocca gli eredi di Rinaldo Orsini, era sla- gli prestò 2 5,ooo fiorini d'oro, e per gua-
ta quindi occupata da messer Guglielmo rentigia gli die in pegno la rocca di Spo-
d'Alili per l'antipapa Clemente VII. In- leti. In vece il contemporaneo Paruccio
di Bonifacio IX per sedare le guerre ci- spnlelino riferisce che la rocca fu data a
vili, nel i3g2 si portò a Perugia, essen- Bindo de' Tolomei per 1000 fiorini. In
do passato per Narni, Terni, Spoleto, Fo- questi tempi la città col territorio fu spes-
ligno e Asisi: era partito da Roma a'2 ot- se volte soggetta alla peste, massime nel
tobre, ed a' 17 arrivò in Perugia, ove di- 1 4 1
e ne ' ' 436con islrage degli abitanti.
morò sino a'3o luglio i3g3. Recatosi in L'abba te cassi nese PirroTomacelli,come
Asisi, a'4 settembre si diresse a Foligno, dichiarai nel citato vol.X L VI, p. 7q,eb- 1

indi a Spoleto ed a Narni, ed a' 1 5 rien- bedaEugeniolV la prefettura del ducato,


trò in Roma. L'Ughelli riporta la bolla ma esercì tòquindi inSpoleti tirannica po-
Duni praecelsa meri toi uni in sigillatala destà, e dalla rocca signoreggiava con 0-
in Spoleti a'7 settembre da Bonifacio IX, gni genere di asprezze la misera città, più
colla quale concesse l'indulgenza e remis- voltedallesue genti stiaziata,comeCorra-
sione de'peccati, a chi avesse visitalo in do Trinci faceva con Foligno. Dell'abba-
perpetuo la ss. Icone nel dì dell'Assunta, te di Monte Cassino Pirro tratta pure Pel-

previa la Questo Papa fece


confessione. lini ne\V Historia di Perugia, e delle sue
suo Andrea Tomacelli marchese
fratello compagnie di fanti che molestavano il

della Marca, e l'altro fratello Giovanni contadodi Spoleti. Pirro era stato 4 «inni
duca di Spoleti e d'Orvieto, vicario ge- governatore della città per Eugenio V,e 1

nerale delle Terre Arnolfe e castellano s'inimicò prima per parteggiare pel re Al-
della rocca di Cesi. Dopo la sua morte, fonso V, poi per domandare esoibitanli
Ladislao re di Sicilia subito ingratamen- paghe, laonde fortificatosi nella rocca e
te loro ritolse i feudi di cui gli avea inve- vessando il popolo, questo fece ogni sfor-
Questo re ambizioso che aspirava
stiti. zo per impadronirsene. Riferisce Amia-
al dominio temporale della Chiesa, ed a- ni, che nel i438 Francesco Piccinini, al
vea occupato anchèRoma,neI i4>4 * en " soldo del duca di Milano nemico d'Eu-
tò d'espugnare Spoleti che seguiva Gio- genio IV ,
per sorpresa occupò Spoleti,
vanni XX 111, mentre pur vivea Grego- mentre il suo padre Nicolò entrò vitto-
rio XII e l'antipapa Benedetto XIII. Do- rioso in Bologna. Pellini ne dichiara il mo-
po vari sforzi per impadronirsene, le sue tivo, narrando che fu l'abbate di Monte
96 S P O S P
Cassino che l' invitò nel aiutarlo contro leti, ch'egli rese a' io gennaio i44°> e nJ
Spoleti, la cui città gli avrebbe abbando- mandato in Castel s. Angelo, ove morì.

nata i ri preda. Piccinino unito co'norcia- Quindi Eugenio IV dichiarò rei ture del
niefolignati,corsefino alle portelli Spo« ducato di Spoleti Amasotlo Condulmieri
leti, ad onta die i perugini procurarono suo parente. Quel Cecchino Cam pel lo, no*
distorlo dall'impresa, dichiarando cbe gli minato in principio e fatto da Eugenio IV
spoletini erano stati sempre amici loro. senatore diRoma, inimicatosi dipoi col-
Ma la bellicosa popolazione sostenne ga- la patria, come partigiano di Pirro To-
gliardamente l'impeto de'nemici. Il Papa macelli, cogli aiuti de'vicini popoli e di
che vedeva di mal occhio quella guerra vi- una frizione ili cui era capo, tentò nel i44Ì
cino a Roma, per allora si accomodò col- di occupare il dominiodi Spoleti, ma re-
)'ahbatePirro,che senza danni econ lutto spinto e bandito in perpetuo, ricoverossi
ilsuo potesse liberamente ritirarsi, e sa- nuovamente inRooiaperclemenzadi Eu-
rebbe stato reintegrato di tutti dispendi. i genio IV.
Intanto Italiano del Friuli, poderoso capi- Nicolò V fu benemerito dell'Umbria
tano cbe comandava una squadra d'av- cbe procurò pacificare, e quando la pe-
venturieri, astutamente con segreto trat- stilenza neli44o assalì Roma, vi si recò
tato fatto con Corrado Trinci, norciani i e colla corte, ed in giugno si trovò a Spo-
altri popoli avversi agli spoletini, d'accor- leti, dalla qual città pubblicò più bolle,
do con Francesco Piccinini, la notte de'G come a'q contro i saraceni di Spagna; ivi

maggio forzato passo della montagna


il in concistoro ricevè a'18 giugno la famo-
entrarono in Spoleti, lo saccheggiarono e sa rinunzia dell'antiponlificato di Felice
r
derubarono, facendo prigioni circa iooo V di Savoia (/ .),ed emanò le 3 celebri e
cittadini, e gli obbligarono a confessare relative bolle, dichiarando l'ex antipapa
ove a veano nascoste le loro cose preziose. cardinal vescovo di Sabina , decano del
Immenso fu il bottino portato a Foligno, sagro collegio, con alcune insegne ponti-
in uno a Ile catene e alle campane in segno ficie: indi passò a Tolentino, Loreto e s.

di trionfo. Trevi e altre terre intimori- Se veri no. Nel l'a nno san toi 4^0 Nicolò Vai
te, si dierono al Piccinini. Perugia restò 1 2 febbraio approvò gli statuti della città

addolorata del funesto avvenimento, e di Spoleti; ed a'26 aprileconfermò la tre-

proibì sotto pena della forca di acquistar gua tra gli spoletini e norciani, commet-
le cose tolte agli spoletini, interponendo- tendone l'osservanza a Nicola de Cesari
si per questi col Piccinino, come amicis- vescovo di Tivoli, come quello che avea
simi de'perugini. A riparare taute enor- frenato Spoleti. Indi ridestatasi in R.oma
mità, gli spoletini nel 1439 inviarono ir» la peste, nelgiugno ritornò nell'Umbria,
Firenze ad Eugenio IV ilconcittadinoo- ed pure in novembre,
in Spoleti, ov'era
latore Tommaso Martani; la sua amba- a' 3 datò la bolla in favore delle cose nau-
1

sceriaebbe pronto risultato, imperocché fragate. Fu in questa circostanza, che An-


circa due mesi dopo il Papa affidò l'im- dreola madre del Papa, essendosi recata
presa di por fine in Spoleti alla tirannica in Roma per lucrare l'indulgenza del giu-
dominazione del Pirro, che quale ribelle bileo, passò poi in Spoleti, ne abitò la roc-
a vea deposto e scomunicatogli Trinci edi ca, e morta a' 1 8 agosto 45 1 1
, fu sepolta
altri, alfamoso cardinal Vitelleschi,alle nella cattedrale con la pide. Rilevo dal Ma-
cui milizie prontamente si associarono le rini, Archiatri pontifìcii, t. 1 , p. i46,, che
spoleline: occupata Revagna, indi Noce- Nicolò V ebbe a sorella germana Cate-
ra e Foligno, per sempre fu spento il po- rinaCalandrìni (cioè uterina, essendo egli
tere de'Tiinci, venendo altresì vinto l'ab- nato da Parentucellii. "marito d'Andreo-
bate Pirro e caccialo dalla rocca di Spo- la, che pur fu madre del celebre cardi-
S P O S P O 97
rial Filippo Calandri!)*!, e perciò fintello t?i di Castello; indi nella biografia di An-
Uterino del Papa), e moglie di Cesare da eli cola l'osi madre di Nicolò V, t. 2, p. 107
Lucca governa loie di Spoleti; e da'Calan- e seg., dichiaratile essendo il figlio Filip-

drilli di .Sarzana pur discendeva Filippo po cardinal legato Marca (nel 4i^ della r

arcidiacono di Lucca, notaio apostolico, n'era governatore quando fu creato car-


governatore egli [iure, luogotenente e ca- dinale, nel 449 a 4^ 7 legato» e lo atte-
1 ' ' -

stellano di Spoleti , ed in fine cardinale sta Leopardi, Serics Reclorum Anconi-


creato a'20 dicembre 44^> fratello ger- i tanae lìJarchiae), si recasse presso di lui
mano del Papa, com'è chiamato in una e morì in Spoleti; da dove il di lei corpo
bolla di Fio I l(gli avrà dichiarati suoi ger- fu trasportato dal cardinale in s. Maria
mani Nicolò V: essi sono uterini). Morì di Sarzana nella cappella Calandrimi, e
Andreola in Spoleti, dove stava co' figli, seppellita onoratamente tuttora la sovra-
ma fu subito trasferita in Sanane. La gra- sta l'iscrizione che riporta, eguale alla da
ve assertiva del rispettabile "Marini, con- me riprodotta, tranne il cognome,chescri-
tro le asserzioni degli storici patriidiSpo- ve Calandrinis, e altro inconcludente e
leti, che descrivendo la cattedrale dissi vo- di lieve variazione. Di tuttociò avendone
lersi da loro tumulata in deposito
in essa proposto il dubbio a mi fu gen-Spoleti,
marmoreo con iscrizione, che tengo sotto tilmente risposto, che Campello ne'suoiil

gli occhi; n.a in certo modo, se realmente mss. lib. 3^,5 38, affermo. » Questo (se-
non vi esistono le spoglie mortali d'An- polcro d'AndreoIa) fu aperto pochi anni
dreola, sembrerebbe che a questo si do- sono (scriveva circa il 1672) con l'occa-
vesse piuttosto il titolo di cenot.ifìo, ov- sione della nuova fabbrica della chiesa.
vero è quell' iscrizione che le fu eretta E perchè la generosità del cardinal Lu-
finché vi restò sepolta. Convalidavano i dovisi (Albergati morto
687), dalla nel 1

miei forti dubbi l'iscrizione sepolcrale e- cui nobil casa degli Albergati cominciò
sistenle nella catledraledi Sarzana, e che la fortuna di Nicolò V. per comprovare

leggo riportata dall'Oldoino, nel t. 2, p. alla madre di lui l'antica memoria, ebbe
q(> 1 delle Vitae Pontifìcum et Cardino- per bene che si riconoscesse e custodisse
lium di Ciaccolilo, nella quale è detto: in sicuro deposito il corpo della medesi-
Andreolie de. Calderinis quae Nicolaum ma; levato il marmo e aperta una sem-
V P. M. seden, et Philippum card. Bo- plice cassa di cipresso , che era sotto di
nonien. majorem poenitenliarium ex se quello, apparvero l'ossa nude e le ceneri
natos Romae materno affectu salulavìt, involte in un'orrida massa fra i laceri a-

Spoleti moriens eiusdem card, pietate in vanzi, che dopo 200 anni a gran fatica
patriam delata umili hoc tumulo felix potevano riconoscersi, de' putridi vesti-
tanta prole quici>it. Vixit annos 80, o- menti". Certamente che Nicolò V ampliò
biitannot^.5 .L'Oldoinoquindi afferma
1 e abbellì la rocca di Spoleti con vasto ,

che la madre di Nicolò V giace nella cat- atrio e cortile, camere e fortificazioni, con
tedrale di Sarzana, e sul sepolcro è scol- molta spesa. Il conte Everso dell'Anguil-
pito tale epitaffio. L'accurato ab. Gerini, lara, signore valoroso e prepotented'al-
iìe\U\3J cruori a della Lunigiana 1. 1 , p. 53 cuni castelli nell'Umbria, si fece condot-
eseg.,celebrandoS»irzaua,Nicolò V, il car- tiero de'faziosi norciani,spoletini e cascia-
dinal Calandrini o Caldei-ini, Andreola e ni, per assalir Norcia; ma Nicolò V ener-
altri loro parenti, non che la cattedrale gicamente vi si oppose colle milizie della
decorata dal cardinale al modo detto a Chiesa nel 1 453,e nel seguente inviò nel-
Sarzaxa e concappellagenlilizia, ivi nul- l'Umbria il vescovo di Recanati e di Ma-
la dice di tultociò; bensì nota, che Nicolò cerataNicolò delleAste governatoredi Pe-
V guarnì di bastile Narni, Spoleti e Cit- rugia, a stabilire la pace tra i perugini e
vol. 1 XIX. 7
«>* S P O S P o
le città circonvicine, Calisto III ilei i^H5 fesa delle persone saccheggiarono la cit-

per eccessivo amore verso i parenti fece tà. Dicesi però, che Braccio salvò molte
iluca ili Spoleti il nipote cardinal Borgia cased'amici e monasteri, e che que'di Cer-
poi Alessandro VI, e dichiarò l'indegno reto abusando delle circostanze, facesse-
suo altro nipote Pietro Luigi Borgia spa- ro gravi danni al territorio, e così Spo-
glinolo governatore, e non duca di Spo- leti fu ricuperata al Papa; il cardinal del-
leti come vuole Novaes, adonta delle vi- la Rovere, assestato il governo di Spole-
ve rimostranze in nome della chiesa ro- ti, nel giugno partì per Città di Castel-
mana, del celebre cardinal DomenicoCa- lo per cacciar i Vitelli che la dominava-
pranica, già legato di Perugia e del du- no, edi tutto m'istruisce Pellini. Sisto IV
cato di Spoleti; anzi lo fece pure genera- dipoi fece legato dell'Umbria e di Peru-
le delle milizie pontificie, prefetto di Ro- gia l'altro nipote cardinal Raffaele Ria-
ma, e castellano di Castel s. Angelo. Di- rio. Afflitta Roma dalla peste nel 1476,
gnità e onori, che finirono nel 1 4 58 col- ne partì a'io giugno seguito dai 2 car-
la morte Papa, dovendo salvarsi con
del dinali, erecossi io diversi luoghi dell'Um-
pronta fuga. Il successore Pio II nel me- bria, dormendo a Spoleti agli 8 ottobre.
desimo anno prese le Terre Arnolfe sot- Il successore Innocenzo Vili nominò go-
to la speciale protezione della Sede apo- vernatore di Spoleti, d' Foligno e
Asisi,

stolica. Volendo Pio 1 1 porsi alla testa del- loro pertinenze, il fratello Maurizio Cibo;
la crociata navalecontroi turchi, a' 19 lu- e die al proprio figlio Franceschetto Ci-
glio 1 464 arrivò in Ancona, dopo aver o- bo in contea Ferentillo. Sotto Innocen-
norato colla sua presenza Narni, Spoleti zo VIII insorsero gravi contese tra Cesi
e Asisj, epoco dopo morì. Paolo li che e Terni, che Papa terminò con suo bre-
il

gli mollo si adoperò per la pa-


successe, ve, stabilendo confini. Nondimeno ter-
i i

ce dell'Umhria, raffrenandone le fazioni nani nel 1


494 a l' a venuta de'francesi con
che accanitamente si guerreggiavano. !Vel Carlo Vili, assalirono Cesi, la saccheg-
i474 Todi e Spoleti insorsero tumultua- giarono, e demolirono in parte la rocca,
riamente. Il cardinal dellaRovere poiGiu obbligando gli abitanti ad esulare. Que-
lio II e legato dello zio Sisto IV, vi de- sti invocarono l'aiuto di Spoleti e si sot-

stinò celercm ente per sedarle a leu ne com- toposero al loro governo nel 149^, laonde
pagnie di cavalli e di fanti, capitanate dal co'soccorsi degli spoletini poterono ripa-
signore di Camerino e da Braccio Baglio- triare, e risarcire gl'immensi danni fatti

ni. Il cardinale fatta ritornar Todi all'ut)- da'ternani; i quali irritati per la dedizio-
bidienza,confinuando le dissensioni degli ne di Cesi, mossero di nuovo contro di es-
spoletini per levarsi dalla soggezionedi s. so e vi fecero de'prigionieri, e non bastò
Chiesa 3 colle medesime genti circa 3ooo per quietarli l'autorità del cardinal Gio-
soldati si recò nello spoletino e si accam- vanni Borgia legato dell'Umbria e di Pe-
pò poco lungi dalla città. Vi si trattenne rugia, per cui si accese guerra tra Spole-
soltanto alcuni giorni, perchè Braccio a- ti e Terni. Indi nella primavera 1496 gli
mico degli spoletini essendo più volte en- spoletini posero a sacco il territorio di
trato nella città e venuto a ragionamen- Terni, facendovi de'prigionieri, che poi
ti con quelli chela governavano, inutil- cambiarono con que'di Cesi fatti prima
mente tentò di comporli col cardinale. da'ternani. Inoltre Terni fu assediata da
Laonde li persuase a trasportar via le lo- 10,000 spoletini, quali da Alessandro i

ro robe, e ad uscire dalla città. Si vuole, VI furono obbligati di ritirarsi, e prov-


che appena sortiti gran parte de'contrari vide perchè non si rinnovassero sì disa-
e de'più sospetti, apertesi le porte vi fecero strose discordie. Indi e come dissi nel voi.
l'ingresso le milizie pontifìcie, e senza of- XXIV,p. 1 15, fece governatrice diSpo-
,

S P S P ()
99
leti In figlia Lucrezia Borgia. Raccontai galus fuissel, liane civitatem oh privata*
n StNic.AGUA e in molti aldi articoli, che factioneSjUndea Pontifico deficerc rospi»
in virtù delconvenuto tra Alessandro VI, ca battìi-, militibus, quos plurimo* secum
ed redi Spagna e di Francia, si dovea
i tunc habebat , diripiendam concessit
dare al suo figlio famoso Cesare Borgia, proni direpta fuit; et licct non dubitave-

le provineie dell'Umbria, della Marca, di rit de aliqua ultione, tamen sccurius ar-
Romagna, da possedersi da lui in nome bitratus est in arce hospitari, quam in e-
della s. Sede; pel pretesto che alcuni vi- piscopio commodius". Spoleti nuove pro-
cariati temporali fossero devoluti alla ca- ve di fedeltà e affezione alla s. Sede die-
mera apostolica, altri indebitamente pos- de a Leone X, contro Francesco M.'I du-
seduti da'signorotti. Laonde Cesare si re- ca d'Urbino, per cui ilPapa nel 5 7 scris- i 1

cò n conquistarli con indicibili prepoten- se agli spoletini con effusione di grato a-


ze e crudeltà, che descrissi ne'speciali ar- nimo; altrettanto fece Clemente VII nel
ticoli, passando con l'esercito per l'Um- 1 5i6 ei527, quando fu travagliato dal-
bria e Spoleti. in tal modo si vide l'in- le armi imperiali di Carlo V ede'suoi cru-
fausto fenomenodella vasta ambizione di Papa gli spole-
deli fautori. In favore del

Borgia , che lasciata la porpora di cardi- tinimarciarono sopra Subiaco, e rovina-


nale, e cinta la spada da tiranno per u- rono a'Colonnesi suoi nemici la rocca. Nei
surparsi lo scettro di notabile parte d'I- Diaria caeremonialia del p. Gattico, a
talia, oltre l'essere duca del Valentinois, p. 58, si legge come Clemente VII nel
1

rapì città e stati a'Ioro possessori, e molli 1 532, recandosi a Bologna, a'20 novem-
ne uccise. Nel i5o3 proseguendo Cesare bre fu ricevuto magnificamente in Narni
lesue conquiste nell'Umbria, mori Ales- dal cardinal Cesi,a'2 1 fece il suo ingres-
sandro VI,e la sua potenza scomparve co- so solenne in Terni, ed a'22 fece altret-
me un lampo. Alessandro VI mosso dai tanto in Spoleti, nel dì seguente passan-
molti danni che aveano ricevuto con la do ad Asisi, ed a'24 a Perugia, portan-
rocca di Cesi leTerre Arnolfe, per le di- dosi ad alloggiare nel monastero di s. Pie-
scordie fra Spoleti e Terni, le avea sot- tro. Nello statuto di Spoleti, stampato in

toposte nel5o2 al governo de'chierici di


i Venezia nel 1 54°, è prescritto agli spole-

camera; ma neli5o3 Giulio II rivocò il tini il giuramento di fedeltà alla s. Sede,


decretato, e volle che Cesi colla sua roc- e di doverla tutelare e difendere ne'biso-
ca fossero immediatamente dipendenti gni. Nel 1 552 la comunità di Cesi nuova-

dal Papa, eda'cardinali in sede vacante. mente si sottopose a Spoleti, il quale si ob-
In seguito le Terre Arnolfe tornarono a bligò difendere la terra contro chiunque
governarsi dal vicario de'chierici di ca- volesse offenderla, con istromento stipu-
mera. Ne' Diaria cacremonialia, raccol- lato da Bartolomeo Luparini sindaco di

ti dal p. Gattico, sono descritti luoghi i Spoleti, poi confermato con breve di Giu-
dell'Umbria visitati da Giulio II ne'suoi Mas. Pio V nel 568, considerai
lio III. 1

viaggi,per ricuperarci domimi dellaChie- docheCesi capodelle Terre Arno lfé, dai
sa e guerreggiare.Neh 5i da Foligno ai 1 Papi tenute come patrimoniali e specia-
i 8 giugno pervenne a Spoleti. » Et indo- li dellachiesa romana, avea molto soffer-

muncula moenibus contigua stolam ec- to ne' tempi precedenti dalle pretensio-
cepii, et sub umbraculo ad ecclesiam ca- ni degli spoletini e ternani, e che era sta-

thedralem delatus est pompa praecedente to governato dal legato dell'Umbria e del-
ridilli. linni hilari, et inde in arcem ascen- la città diSpoleti,dismembrò Cesi da qua-
dit, ubi hoc triduo substitil: et recorda- lunque superiorità, e di nuovo la sotto-
tusest Pontifex,quod hac dieiSjunii re- pose al governo de'chierici di camera, or-
\0lutis37 annis sub Sisto IV cuni ipsele- dinando loro che vi facessero risiedere il
ioo SPO SPO
vicario che solevano mandare ogni anno patito delle detrazioni, non che diminuiti
a governare le Terre Arnolfe, come per nella riduzione de'Lunghi di monti, cessò
l'antico si praticava. Gregorio XHIa van- il collegio di esistere. Quantunque il ma-
taggio della camera apostolica nel 1577 gistrato municipale ottenesse da Pio V II

feceun appalto delie miniere di ferro ,


di riunire alle superstiti rendite quelle di
nuovamente ritrovate nel territorio del altro pio legato, nondimenoesse sono ap-
ducato di Spoleti; ed egualmente alla me- pena sufficienti per pensioni che in me-
desima ricuperò vari luoghi dell'Umbria, moria dell'istillilo si dicono Pensioni Lo-
comeSpello, Cai vi, Piediluco, ed alti luo- i retane, le quali si conferiscono a 3 gio-
ghi. Quando Clemente Vili ncli5rj8 si vani che non più collegialmente, ma o-
portò a prendere possesso del ducalo di gnuno clasedimorauoin Roma perallen-
Ferrara, passò per l'Umbria, e per Nar- dere a studi diversi. Pochi anni dopo del-
ui, Terni eCollescipoli giunse a Spoleti ai l'istituzione del cav. Vittori, Gio. Carlo
1 6 aprile, preceduto dalla ss. Eucaristia, Lassi di Spello, parimenti in Roma a van-
e ricevuto co'maggiori onori. Di più non taggio degli umbri, fondò il Collegio Um-
posso dire, perchè il p. Gallico non con- bro {!'.), che Pio VI unì al Collegio Fttc-
tinuò la puhblicazione de' Diaria itine- cioli (f.), ivi istituito precedentemente
ribns Romanorum Ponti/icum . lascian- da mg. r Gio. Antonio Fuccioli di Città di

do interrotta la narrativa di Spoleti. Ur- Castello. Dell'uso di loro rendite parlai a


bano Vili, già suo vescovo, in più guise quegli articoli. Pio VI pel terremoto che
si mostrò benefico conSpoletijChe qualche flagellò l'Umbria nel 1 78 1 ,con generosa
anno dopo nel 667 solili non pochi dan
1

sollecitudine accorse al suo sollievo. Nel
ni dal terremoto. Nel 6q8 il Piazza pub-1 1782 recandosi a Vienna, fu in diversi
blicò I' Eusevologio Romano , dove nel luoghi dell'Umbria, e lo rimarcai a' re-

trat. 5,cap.42 discorre: Del collegio Lati- lativi articoli, e per Spoleti vi fu di pas.

retano o Spoletino alla piazza de' ss. A- saggio a'28 febbraio, fermandosi alquan-
postoli di Roma. Ne celebra fondatore lo to nel palazzo Loccalelli, festeggiato dagli
spoletino cav. Lorenzo Vittori, e lo dice spoletini. Nel ritorno da Vienna come ,

istituito di recente, a vantaggio della pa- apprendodal Diario del viaggio, da Foli-
tria gioventù nell'educazione letteraria, gno giunse in Spoleti I' giuguo, incon- 1 1

e per apprendervi le virtù e il s. timor di trato dalgovernatore mg.r Serra, dal ba-
Dio, al quale effetto con testamento la- rone Ancajani e dal conte Pianciani de-
sciò 100 Luoghi di monti , una casa po- putati del pubblico. Smontò al grandioso
sta nel rione Parione, ed i suoi mobili. palazzo Collicola, ricevutodalsuo nipote
1 1
Attribuì la nomina de'giovani idonei,cioè mg. Braschi maggiordomOjda mg. Doria
6 spoletini, al magistrato civico pro-tem- maestrodi camera,dal marchese Gio. Bat-
pore di Spoleti, dovendosi preferire quei tista Collicola foriere maggiore, da mg. t

di sua casa Vittori, e che restassero nel Loccatelli vescovo della città, dal magi-
8 anni. L'amministrazione e re-
collegio strato, clero e molta nobiltà. Giunto nel
golamento l'affidò all' Arciconfraternita nobile appartamento, addobbato decoro-
de' ss. Apostoli di Pioma (della quale me- samente, subito nella gransala scelti pro-
glio parlai a Speziale, perchè gratuita- fessori in elegante divisa e su graziosa or-
mente dispensava le medicine e faceva cu- chestra suonarono melodiose sinfonie. Il

rare gl'i nfermi),ed al Collegio Piceno(V.). marchese gli presentò poi la sua consorte
Si ammettevano pure nel collegio de'con- marchesa d. Marianna Caffarelli, figli e i

vittori non spoletini, col pagamento di le figlie, indi baciarono il piede le dame,

mensili scudi 6, per cui fu chiamalo an- la nobiltà, gli ecclesiastici, il p. inquisito-

che Dozzina Laurelana. Avendo i fondi re del s. oflizio (che tuttora esiste in Spo-
SPO S P O 101
leti), colp. priore de'domeoicani. Fu ser- H!,istituì la delegazione apostolica diSpo-
vito un copiosu o delicato rinfresco, ed il leti, e ne'primi di luglio di dello anno la
Papada una finestra nobilmente ornata fijrmòdi parte dell'Umbria e dsllaSabina,
comparti ni popolo 1' apostolica benedi- come riporta il 11. ° 54 del Diario dilloma
Itone. Verso le ore 8 Pio VI partì da Spo-
1 de 5 luglio 800; diverse
1 città ebbero un
ltri per Terni. Nel 1783 si videro ese- prelato governatore.allre un secolare dot-
guiti 1 lavori idraulici, già stabiliti nel tore in legge: i.°delegato apostolico d iSpo-
*
1 780 tra le coi ti ili Roma e Toscana. Col- le ti e sue dipendenze, Pio Vllnotni nò mg. 1

la direzione del cau. Fautoni venne pro- BaidassareCaracciolo Sa utobono napole-


sciugata la vasta pianura checircondaCit- tano Neil 8o5reduceil Papa daParigi, per
là della Pieve, essendosi data nuova di- avervi coronato imperatore Napoleone I,

rezione alle acque del fiume Tresa, e di per Perugia, Asisi e Foligno, a'i3 mag-
diversi torrenti. Lo stesso fu fatto ue'ter- giòs'avviò per Spoleti, tra le acclamazio-
ritorii di Perugia, Spoleti e Trevi; onde ni del popolo, il suouo delle campane e
si ottenne ampio spazio di terreno frutti- della banda militare, trovandosi schiera-
fero, che prima rendeva l'aria infetta, e ta la truppa provinciale. Descrive il n.°4o
non produceva che eibe palustri. Nel 785 1 del Diario di Roma, die a ore -23 giunse
varie scosse di terremoto largo campo of- ul casino Loccatelli, ricevuto dal vescovo
frirono a Pio VI di somministrare consi- cardinal Loccalelli, e dal magistrato che
derevoli soccorsi a diverse città dell'Um- ammise al bacio del piede, in uno a va-
bria, come a Terni, JVarni, Spoleti, e alla rie dame e signore. Dopo un lauto rinfre-
Sabina per le patite rovine. Proseguen- sco, il Papa si portò alla chiesa del mo-
doSpolelie sua provincia, non che l'Um- nastero della Stella, ove ricevè la bene-
bria, a seguire i destini dello stato ponti- dizione col Santissimo, e quindi si trasfe-
ficio, che descrissi nelle biografìe cle'Pa- rì all'episcopio, ove restò a dormire con
pi, a Sovranità', a Roma, e pe'seguenti porzione del corteggio, tratta lo con isplen-
tempi anche a Francia, nel finire del de- didezza dal cardinale. Immenso fu il con-
corso secolo avendo i repubblicani fran- corso in Spoleti per venerare il capo del-
cesi invaso e democratizzato i dominii del- la Chiesa, grande il tripudio degli abitan-
la Chiesa, soggiacque a tale infelice con- ti. Nuovamente Pio VII accolse il magi-
dizione anche Spoleti e l'Umbria, essen- strato, oltre il clero e la nobiltà. Nella se-
do allora prelato governatore di Spole- guente mattina il Papa si portò alla cat-
r
ti mg. Pio Puccetli di Cingoli, e venen- tedrale col vescovo, e cogli altri due car-
do dichiarata la città centrale dei diparti- dinali del suo seguito, a celebrar la mes-
mento del Clituuno. Pio VI fu detroniz- sa, dopo la quale sali sopra una loggia,
zato, ed a'20 febbraio 798 prigioniero 1 su cui erasi eretto un magnifico trono,
portato via da Roma, morendo io Fran- ed impartì la pontificale benedizione al-
cia. Nel 1800 eletto Pio VII in Venezia, l'innumerabile popolo ch'eravi accorso,
potè ricuperare parte de'doniinii della s. non ostante il cattivo tempo, tra il suo-
Sede, compresa l'Umbria. Recandosi in no dellecampane e della banda militare,
Roma, da Tolentino a'3o giugno perven- e lo sparo de'mortari. La cattedrale era
ne a Spoleti, fu ricevuto con soleuni di- stata superbamente parata, ed il s. sagri-
mostrazioni di venerazione e di gioia, e vi fiziofu di coutiuno accompagnato da mu-
pernottò. Nel suo breve soggiorno, nella sica vocale e istromentale. Ritornalo il

cattedrale coronò la miracolosa immagi- Papa all'episcopio, ricevè al bacio del pie-
ne della ss. Icone con pubblica letizia reli- de di verse dame e altre persone della cit-
giosa. Dipoi prosegui il viaggio per Narni tà; ecirca le ore 18 si pose in viaggio per
a Ruma, Quindi, cume notaiaDEiEGAZio- Terni, tra gli evviva di tutto il popolo.
102 SPO SP O
Nella biografia del cardinal Loccaklli ri - perchè sembrando a diversi capi fazio-
cordai come Pio VII pose in nuovo reli- si essere allora occasione propizia di su-
quiario la tesla di s. Ponziano. Per le in- scitare turbolenze, comechè credevano
ammissibili pretensioni di Napoleone 1, che ancora fosse vacante la sede ponti-
i francesi nel i 808 di nuovo occuparono ficia, insorsero furiosamente. Propenso
lo slato pontificio, e mentre a rng. r Ma- lo spirito del secolo alla libertà, l'insur-

cedonio era succeduto nella delegazione rezione fece rapidi progressi. Il Papa in-
apostolica diSpoleti mg.'Gazzoli ora car- nocente e incolpabile del deplorando av-
dinale, nel 1 809 l'imperatore dichiarò la venuto, prontamente con imperturbabi-
città capoluogo del dipartimento del Tra- le fermezza applicò tulio il suo intrepi-
simeno, ed a tì luglio fece trasportar Pio do animo grande a vincerla, e vi riuscì
VII prigione a Savona. La diviua prov- egregiamente, restituendo allostato l'or-

videnza neh 8 4 avendo disfatto l'impe-


1 dine e la prosperila. Era allora delegato
ro di Napoleone!, ricuperati ilPapa isuoi apostolico di Spoleti e Rieti mg.r Meli
stati, a modo di trionfo tornò in Roma, Lupi Soragna, che pieno di coraggio fre-
e leggo nel Giornale Romano n.°6 1
, che nò finché potè la rivoluzione, ricusando
sabato 21 maggio arrivò in Spoleti. La l'armamento della guardia civica che si
città a vea invialo varie deputazioni alPa- vollearmare sulle false voci sparse a bella
pa per supplicarlo a volerla onorare di posta da'faziosi, che inoltre propalarono
sua veneranda presenza,e consolare la pò- la darsena non essere sicura eabbisogna-
polazionecol fermai visi almeno una not- re di maggior vigilanza. In que'momeu-
te, anco in riguardo d'esser capo di pro- tisupremi,iucuida'rivoltosisi volle cam-
vincia, e per dimostrazione paterna ver- biare il governo, il prelatodelegatosi mo-

so gli spoletini. Pio VII annui alle repli- strò fermo ed energico. Il cardinal Ben-
cate domande, e fu accolto col massimo venuti legato a lalere, seguita la capito-
entusiasmo di amore e di riverenza, con lazione d'Ancona, incaricò provvisoria-
magnificile dimostrazioni della pubblica mente di farle veci del delegato aposto-
egeuerale letizia, venendo alloggiato uel lico parti toperTerni, l'arci vescovo diSpo-
palazzo del conte Alessandro Piauciaui. leti mg. 1
Mastai Ferretti, ora Papa che
Corrispose il Papa con gradimento e co- regna, il quale trovandosi a Leonessa per
pia di benedizioni; e nel dì seguente prò- l'esercizio del suo ministero, apparteneu-
seguì per Terni. Nello stesso 18 i4 mg.* do in parte all'arcidiocesi, tornò la sera
Gazzoli ritornò al governo della delega- de'2gmarzoa Spoleti, perciò accolto da-
zione, cuisuccesse tng.rde Simone poi an- gli con vivissime acclamazioni.
spoletini
ch'esso cardinale. Nel 18 16 Pio VII pub- Imperocché tutti gli animi erano trepi-
blicò la classificazione delle provincie tut- danti per la presenza di circa 5ooo ribel-
te dello stato pontificio ricuperate, e di- li, compresi i distaccamenti nazionali di
chiarate delegazioni apostolicheseparate, Macerata e Ancona, lutti comandati dal
Spoleti eRieti,eleggeudo delegato della 1." geueral Sercoguani. Ma venendo essi io-
mg.iDomeuicoLolli,poi mg.'Emmanue- calzati dalle milizie pontificie, capitana-
le Valguarnera, indi mg/ Spinola, a cui te dalgeneral Resta, e sentendo che l'a-
successe mg. r Fieschi, ora ambidue car- vanguardia degli austriaci era già a To-
dinali. Dipoi Leone XII riunì la delega- lentino, a'3 marzo in mano del prefato
zione di Rieti a quella di Spoleti nel 827, 1 arcivescovo deposero le armi. Seguì il di-
e tornò a separarle nel 83 Gregorio 1 1 sarmo de'bolognesi nella rocca,quello dei
XVI. Questi, per quanto narrai a Roma, romagnoli e marchigiani nel palazzo de-
fu elevato alla cattedra di s. Pietro in un legatizio, e quello di pochi altri nel cor-
tempo che scoppiò settaria rivoluzione, tile dell'episcopio; dipoi tulle le armi fu-
e

S P o S 1» O 10$
reno inviate a Roma. Indi l'arcivescovo congregazione governativa, i magistrali
prontamente trovò il modo per provve- del tribuno ledi i.*istanza,e quelli del mu-
dere che miseri sedotti potessero tornare
i non che la milizia col generale
nicipio,
in seno alle loro famiglie, senza abban- Zamboni comandante la ."divisione mi- 1

donarsi alla disperazione, evitando con litare, gli ufficiali superiori di diversi cor-

siffatta precauzione indicibili mali. Reca- pi e due bande monturate. Agli omaggi
tosi in Roma, a molti traviati per irrifles- di sudditanza e rispello presentati a no-
sione ottenne dalla clemenza del Papa il me della città dal gonfaloniere cav. Gin.
perdono. Tornato l'arcivescovo al suo Paren2Ì,colI'ofEsrta delle chiavi della me-
gregge, questo l'accolse con entusiasmo desima, cui facevano eco quelli della ma-
varie miglia lungi dalla città, ove d suo gistratura civica, la Santità sua arrise con
ingresso fu una specie di trionfo, non a- ogni modo di gentile e affettuoso gradi
vendo potuto impedire die una moltitu- mento; e permettendo, per far cosa piace-
dine di giovani traessero a braccia la sua vole,ad un'eletta di giovani il tirare a ma-
cai rozza, per non dir altre festose dimo- no la sua carrozza, prese la via che condii •

strazioni.Gregorio XVI in tutto il suo ce alla chiesa di S.Filippo, riccamente or-


pontificato fu amorevole con l'Umbria, uata a festa e illuminata. L'arcivescovo
e lo rimarcai nel suo articolo, e descri- di Spoleti mg.r Sabbioni, il capitolo del-
vendone le città vescovili e altri luoghi; la metropolitana, ed i filippini ricevero-
oltre quanto si mostrò generoso ne'ter-
#
no il Papa, che in chiesa ebbe la bene-
remoti che cagionarono tante rovine
le dizione del ss.Sagramento da mg. rlìrasca
nel 83 enei 832, massime col santua-
1 i 1 Cartocci vescovo d'Amelia. Passò quindi
rio della Porzìuncola e con Foligno. Nel insagreslia,ed ammise al bacio del piede
1 84 Gregorio XVI visitando santua-
1 i inominati presentati dall'arci vescovo.ln-
ri dell'Umbria e della Marca, le clamo- di incedendo sotto baldacchino sostenuto

rose dimostrazioui festive e di fedeltà che da'detli canonici, si recò alla vicina abi-
ne ricevette, le descrisse il cav. Sa ha lucci, tazione preparala nel palazzo apostolico
uella Narrazione citi viaggio, dal quale e delegatizio, chedalla provincia era sta-
e ommettendo le iscrizioni ricaverò quan- lo decorosamente preparato per allog-
to riguarda Spoleti,che si distinse nobil- giarlo, ricevuto dal cardinal Mattei, se-
mente, ed io ne fui felice ammira tore.co- gretario per gli affari distato interni,
medi tutto il resto dell'Umbria e dell'in- dalla cui principale loggia nobilmente ad-
tiero trionfante viaggio, non senza tenera dobbata compartì l'apostolica benedizio-
edificazione e commozione, per cui mi ne al copioso popolo esultante. Verso le
permetterò qualche parola di aggiunta. ore 5 pomeridiane il santo Padre col suo
Da Terni giovedì 2 settembre, circa il corteggio si portò a piedi alla metropo-
mezzodì, Gregorio XVI giunse prospe- litana, sulla fronte dell'atrio salutato da
rosamente aSpoleto, tra le plaudenti di- bella iscrizione,oltrè 8 allusivi motti spar-

vote popolazioni accorrenti, le salve delle si per 1' atrio stesso. Eutralo in chiesa
artiglierie e suono delle campane. La
il splendidamente ornata e illuminata, vi
porta di s. Luca della città era stata ab- ricevè la benedizione del ss.Sagramento;
bellita con pitture e con due iscrizioni, u- orò poi innanzi alla ss. Icone, ed canonici i

na delle quali incominciava colle parole: quindi glieue presentarono copia in seta
Spoletum Umbriac Caput. Il delegato ein carta, ne'cui lati eranvistateiinpresse
r
mg. Salvatore Paccinelli d'Arezzo, che appropriate iscrizioni. Ascese in seguito
sul confine della provincia e prima d'O- la loggia soprastanteal vestibolo del tem-
tricoli erasi portato a ossequiare il Papa, pio, e dal magnifico trono ivi eretto, dopi «

l'avca poi preceduto, ed ivi si trovò colla le consuete preci, beuedì il popolo che in
io SPO s V o
gran numero era accorso. Osservando il nobile monastero delle rocchelline dette
Papa la moltitudine die occupava la va- deno-
della Stella, e l'altro delle Clarisse
sta sia declive verso la chiesa, non che le minato ilei Palazzo, facendo baciar il pie-
finestre, le loggie,i tetti delle circostanti de alle buone religiose, che fece liete con
case, e notando il religioso entusiasmo, fu parole di consolazione, non meno che al-
com preso di vivissima meraviglia, e coiu- l'educande. Per dimostrare poi in quau-
niosso a tenerezza, dichiarò che il coni- to pregio eonore riputasse l'imlnslna iu-
plessodi quel caro speltacoloavrebbe me- terna delle manifatture ed i promotori
ritatoche un valente pennello ne tramali- della medesima, il Papa si portò a visi-

dasse a' posteri la memoria, ad onore di tare la cospicua fabbrica di panni del con-
Spoleti, e fu eseguito. Per invito dell'arci- teVincenzoPianciaui, accompagnalo dal
se>covo,Gregorio XVI passò poi nell'epi- cardinal Mattei e dalla corte, dall'arci-
scopioconvenieuteineiiteornato.Dopoun vescovo e dal delegato, in uno alla ma-
nobile rinfresco e grazioso trallenimen- gistratura municipale, incontrato nelle vi-
to, con tutto il corteggio mosse il Papa cinanze dello stabiliineutodal conte Lui-
per rendersi alla sua residenza, passando gi figlio dell'encomiato e direttore di es-
uli tratto del 3.° tronco della nuova gira- so. Da quel punto ove Gregorio XVI di-
da nazionale interna, portata a fine in pò- scese dalla carrozza, sino a tutto l'iuler-
chi giorni a diligenza della magistratura uo dell'opificio erano io terra tappeti, e
comunale. L'arco detto di Germanico e guernite le pareti con panni in quel bio-
di Druso, esistente nell'interno della città, go operati. A Ila porta d'ingresso si present-
erà stato a cura de'redentorisli messo in lo genuflessala contessa d. Amalia Pian-
ricco arnese e fregiato di riverente iscri- ciani, nata principessa Ruspoli e moglie
zione. Nella sera vi fu illuminazione iti del conte Vincenzo, co' nobili suoi figli,

tutta Spoleti, distinguendosi l'episcopio Con al fianco il conte Luigi, il Papa s'av-
colla sua corte, il palazzo apostolico illu- viò ad osservare i diversi strumenti, inno-
minato a cera, quello comunale, e vari chine e meccanismi. Giunto algrande cor-
palazzi particolari, fra i (piali quello del lile dello stabilimento, entrò in una tenda
conte Piauciani collesue finestre tutte or- o padiglionecon bel gusto formatodi pan-
nate di pitture trasparenti, che figurava- ni rosso e bianco, e sormontato da un'i-
no vetri dipinti e con torcieri analoghi, scrizione celebrante lauto giorno, e nel
e candelabri sulla strada, in mezzo alla quale il Papa prese riposo. In questo tem-
quale e circondata di fiaccole trionfava pò egli si dilfuse in discorsi relativi al fio-
l'arma del Papa. Di più, sulla piazza a- rido stato della fabbrica, e come quello
vanti la pontificia dimora, si alternalo- che nel suo pontificato beneficò l'arte del-
no concerti musicali da due scelti cori di la lana, e sempre procurò che non man-

suonatori; e circale ore 8 il Papa da una casse di lavoro manuali, incoraggi con
i

finestra vide i vaghissimi fuochi d'aitili- Iodi quell'industria nazionale e i suoi pro-
zio incendiati sulla piazza prossima alla motori conti Viucenzo e Luigi Piancia-
puLblica passeggiata, d'ordinedella mu- ni, gli eccitò ad aumentarla e vieppiù per-

nicipalità e per segno di esultauza pub- Sezionarla. Prima di partire dal lanificio,
blica.Nel venerdì Gregorio XVI, dopo la si prestò Papa amorevolmeuteairislan-
il

privata celebrazione della messa, sidegnò za de'capi delle diverse lavorazioni, dau-
ammetleie colla consueta affabilità alla do loro a baciare il piede, e racconian-
sua presenza il clero, i magistrati, gl'ini- dandogli l'assiduità al lavoro, la modera-
piegati governativi, varie deputazioni del- zione e il rispetto a'superiori. Partì dal-
leciltà e luoghi vicini, e chiunque ne mo- l'opificio in mezzoa'viva di circa 3oo la-

stiò desiderio. Si recò poscia a visitare il voranli schierati in due ale e accompagna-
SPO S P O io5
to alla carrozza dal conte Lui^i. Da sì giubilo degli abitanti edi quelli del con-
grunde entusiasmo furono compresi gli tado, con interessanti particolarità. Fra
animi de'lavoranti, per le affettuose pa- queste meritano qui ricordarsi vari trai»
iole loro dirette, che taluni ili essi, vinta ti di pontificia clemenza e munificenza,

la riverenza per impelo del cuore, si spia* che dappertutto accompagnarono il me-
sero a baciare la sagra mano del l'unte- morabde viaggio. La cessazione del con-
fice, il quale non solo non permise che tributo temporaneo a carico degl'inopia-
si allontanassero, ma padre comune la- gali, lu diminuzione di G mesi di pene;»
sciò che tutti la coprissero di baci e ha- tutti i condannali a.tempo,compresi quel*
guassero di tenere lagrime. Nuova leti- li della curia vescovile, la commutazione
zia si aggiunsea'lavorauti, quando il car- di pena a un condannato a morte, l'eie-
diual Mattei annunziò loro, che il Rapa mosinadi scudi 3oo lasciati a'poveri,scu-
gli concede va abbonda ute largizione. Nel- di i oo a'ia votanti del lani(icio,co ione be-
la sera benignamente Gregorio XVI ri- nedetle e medaglie a molti, la croce e ti-

cevè omaggi de'capitoli della metro-


gli tolo di commendatore di s. Gregorio al
politane e delle due collegiate, de'parro- gonfaloniere cav. Parenzi, ed altro. Piat-
eli! del distretto spoletino, delle corpora- tristata dipoi Spoleti nel i 846 dalla mor-
zioui religiose, di varie deputazioni, da- te di Gregorio XVI, il fausto annunzio
me e altre persone. Sabato 4 settembre, dell'esaltazione del regnante Papa Pio
Gregorio XVI, dopo celebrato nella cap- IX,giàsuo arcivescovo, le fu segnale del-
pella privata ils. sagridzio, si recò almo- la più lieta esultanza, che dimostrò con

nasiera di s. Agata, coufortaudo le ino- quanto si legge nel supplemento del n.°
nache con acconcie soavi parole. Resti- 54 del Diario di Roma di tale anno, per
tintosi poscia al palazzodelegatizio,accol- l'amore e venerazione che conservava al
se le proteste di venerazione e suddilan- suo benigno pastore e patrizio. Il muni-
zadelleautoritàecclesiastiche,civiliemi- cipio eseguì diversesolenni dimostrazio-
litari, tutte riconoscenti all'onore recato ni, l'arcivescovo mg. rSabbioni cantò &o-
a Spoleti; ed il Papa dichiarando a tutti lentie messa e Te Deum, con l'interven-
e alla città l'aumento di sua benevolen- to di tutte le autorità, nella metropoli-
za, e ilgradimentodi tante pubbliche di- tana sontuosamente parata, con alla testa
mosti-azioni, rinnovòsopra ognuno lesue il delegato mg.r Francesco Vici: l'arci ve-

benedizioni ed ancora tenuto al conte


, scovo con dotta e commovente orazione
Luigi Piauciani, per avergli rassegnato rammentò le molte esimie virtù e lo ze-

copia dell'iscriziouecheaudavaa farscol- loveramente apostolico dell'illustre e ve-


pire e collocare nel lanificio, per impe- nerando predecessore. Per 3 sere conse-
ritura memoria della visita latta, ed e- cutive vi fu generale illuminazione, ral-
gualmenle riportata dal cav. Sabatucci. legrata dalla banda musicale. Oltre l'ac-
Tra le acclamazioni partì Gregurio XVI cennato superiormente, il Papa Pio IX,
per Trevi, s. Eraclio e Foligno, trapas- poco dopo la sua esaltazione al pontifl-
Sando due archi di trionfo eretti sulla cato, donò circa 3, 000 scudi pel restau-
uuova strada postale interna e denotili- ro del campanile della cattedrale, rovi-
nata in suo onore Gregoriana, dopo es- nato uotabilmente da un fulmine la sera
sersi fermato monastero dello Spirito
al de' 18 marzo 1846- Nell'articolo Pio IX,
santo. Inoltre dal Diario di /lauta e da in breve raccontai quanto precede, ac-
uti bellissimo e dettagliato articolo, pub- compagno e seguì l'insurrezione e anar-
blicato nel t. 8, p. 2 5o dell' Album di chia di tulio lo slato pontifìcio verso il fl-

Uo/iuiydi celebrato il soggiorno fatto da nedel 1848, la promulgala repubblica ro-


GiTgonoXYl iuSpoldijl'iudescrivibile muua a'r)febbraioi849;dissi puredell'a-
io6 Sl'O SP o
iulo invocato dal Papa ili potenze stranie- lisi le monache. I vescovi, i municipii, la
re per reprimere la ribellione, e come la carità pubblica, il Papa e i romani, ac-
regina di Spagna M." Isabella II fece oc- corsero ad aiutare i danneggiati. Bastia e
cupare dalle sue truppe gran parte del- altri luoghi furono nuovamentecosterua-
l'Umbria, Spoleti, Rieti, la Sabinae Vel- ti con nuove scosse nella metà di maggie.
letri.A'28 luglio) 849 mg.r D'Andrea, o- La fede cristiana fu predicata in Spo-
ra cardinale, qua! commissario pontificio leti da s. Brizio apostolo dell'Umbria e
dell'Umbria e del Patrimonio, vi ripristi- nativodi Gerusalemme o Antiochia, dal-
nò il governo pontificio, ed altrettanto l'apostolo s. Pietro inviato nella regione
fece in Rieti e Sabina mg.r Tancredi Bel- a bandire l'evangelo, ed a reggere in Spo-
la delegato apostolico, venendo dichiara- leti la nascente cristianità, onde ne fu il

to prodelegato di Spoleti il commendato- 1. "vescovo. Nelle altre chiese in cui egli


re Giovanni Parenzi, i.° consigliere go- estese leapostoliche fatiche, come iu Fo-

vernalivo,clie la regina di Spagna Isabel- ligno , non mancai di parlarne. Questa


la II decorò poi della commenda dell'or- chiesa di Spoleti, come rileva il già suo
dine d'Isabella la Cattolica; in Perugia pastore cardinal Cadolini,presto fiorì per
fissò la sua dimora mg.rD'Andrea, in R.ie- frequenza di fedeli, per invitta costanza,
ti mg.r Bella, donde meritò d'esser pro- per copia di santi vescovi, e di cristiani
mosso a questa di Spoleti,dopo essere sta- eroi ingrandissimo numero. I martiri che
to auch'egli decorato dalla stessa regina sino dalla 1 /età del cristianesimo sigilla-

del diploma di commendatore dell' or- rono sangue in Spoleti la lo-


col proprio
dine di Carlo III ossia della ss. Concezio- ro fede e rammentali iu priucipio, sono
ne: ed il Papa Pio IX, in testimonianza i primi gloriosi testimoni dell'antichità
di piena soddisfazione, insignì il prodele- dellachiesa spoleliua, la cui costante tra-
gato commendalor Parenzi della croce di dizione che s. Brizio ne fu il 1 ."vescovo, è
cavalieredi 2 /classe del suo ordine Pia- comprovata da'patrii storici, dall'Ughel-
no neh85o. La municipalità di Spoleti li, dal Wadingo, De Episcopis lotius or-

dichiarò la sua riconoscenza al generale bisi da Ja cobi i, ZZ/sf. ss. U/nbriaej da


1 1

incapo della spedizione spagnuolad. Fer- Gialli, FJist. Per usiaej da Piergili, Deo-
nando deCordova, ed ascrisse al suo pa- rigin. Eccles. Spolel.; per tacer di altri,

triziato il general Lersundi comandante che impugnarono la critica intemperante


la guarnigione. Nel febbraio 18 54 repli- quasi nemica delle buone tradizioni delle
catescossedi terremoto allarmarono una chiese, che senza conveniente sobrietà ri-
parte dell'Umbria nella delegazione di getta e tutto sconvolge. Gli storici spo-
Perugia, nella cui città ed in Foligno fu letini e altri riportano una lapide che tut-
assai sensibile.Molte case soffrirono gra- tora esiste nella chiesa di s. Maria in Ma-
vi lesioni, segnatamente nelle campagne. riano, ora luogo di villeggiatura della no-
Il convento di s. Francesco nella via po- bile famiglia Pila e distante un miglio e
stale che da Foligno mette a Perugia crol- mezzo da Spoleti, nella quale si legge che
lò, tranne porzione de'muri principali: la s. Brizio arcivescovo di Spoleti edificò e
chiesa pure cadde, ecettuata la porzione dedicò nell'anno 58 di nostra era la det-

verso la porta maggiore, ove sorge il di- ta chiesa alla B. Vergiue Maria. In essa
volo tempio di s. Francesco. 11 magnifi- vi eresse il fonte battesimale, e consagrò

co santuario della Porziuncola eziandio que' vescovi che dirò. Siccome tale chie-
soffrì, e maggior danno ebbe il gran con- sa è lai. "che fu eretta in Spoleti, anzi si

vento annesso. Bastia fu orribilmente ro- vuole pure che fu la 1 /costruita nell'Um-
vinata, così il monastero di s. Caterina, bria, ed essendo costante tradizione che
per cui il vescovo trasportino altro d'A- vi fossero sepolti i primi cristiani,così gode
S P o SPO 107
l'indulgenza plenaria nelle feste della D. Spoleti attribuiscono la metropolitica giu-
\ ergine. La facciata, minacciando rovina risdizione spirituale. Le antiche pitture
per sua antichità, nel 1840 fu restau-
la onde i primi vescovi(per anacronismo co-
rata dal conte Antonio Pila, padre dei me accade delle mitre) vengono effigia-
due viventi e sullodali prelati, ed accor- ti col pallio ; il titolo di arcivescovo da-
ciandola di qualche metro, v'innalzò l'at- to ad alcuni di essi nella sagra liturgia;
tuale prospetto esterno. Nella demolizio- le monete spoletine già ricordate coll'im-
ne dell'antica trovaronsi sotto il pavimen- pronta di s. Giovanni fregiato di pallio

to molte ossa di morti, con4 teschi interi e enominatoarcivescovo,ed in fine i codici


uno piccolo di bamhino,oltre diversi cra- spoletini sono favorevoli indizi e titoli a
ni infranti e uno scheletro intero; le qua- tale onoranza. La sede vescovilediSpoleti
li ossa collocate in due casse, furono tra- fu sempre immediatamente soggetta alla
sportate nella chiesa di s. Filippo Neri a s. Sede,e successivamente furono riuniti
Spoleti, nella quale la famiglia Pila ha al suo vescovato que'di Spello, Bevagrut,
ilsepolcro gentilizio. Nell'altare evvi una Norcia ( V.), il quale ultimo a'uostri gior-
nicchia ove stava un'autichissima statua ni da Pio VII tu nuovamente smembrato

in legno e assai rozza della 13. Vergine, e ristabilito, e prima di esso lo fu Spello
la quale fu posta in un lato alla metà del- da Clemente XIV ed imito aFoligno. Ta-
la chiesa questa nicchia ha pitture dei
: le si era l'ampiezza della diocesi, che co-
tempi di mezzo. Esiste nella chiesa un munque estesissima tuttora rimanga, pu-
cappello vescovile, che indica esservi se- re nondimeno furono disgiunti vasti e po-
polto un vescovo,ma ignorasi il sito. Resse polosi contadi e più, città, per ingrandi-
un tempo questa chiesa il celebre cardi- re le diocesi di Camerino e di Foligno,
nal Gaspare Carpegna, che in Ilo ma ac- ed a formarne la novella di Norcia da Pio
quistò il Palazzo Carpegna , laonde si VII colla bolla Ad tuendam semel, de-
suppone che il vescovo sepolto ne fosse gli8 gennaio 1 82 Bull. Roni. coni. 1. 5,
1 , 1

1
rettore. La 2.' chiesa eretta da s. Brizio p. 356, dichiarandola immediatamente
fu nel luogo denominato Sallustiano, pa- soggetta alla s. Sede. Per alcun tempo
rimenti da lui dedicata alla D. Vergine, i vescovi di Spoleti ressero le chiese ve-
e perchè vi fu poi sepolto venne ed è chia- scovili di Rieti e di Terni. All'estensione
mata s. Brizio. La 3." chiesa di Spoleti della giurisdizione episcopale era corri-
fu s. Pietro in Vincoli vicino alla città, spondente l'ampiezza delle rendite, no-
dedicata als. Apostolodopoladi lui mor- tando Ughelli, censushujus mensae olim
te, ampliata poscia da s. Giovanni 1° ve- dilissimus; e quindi per lo più a questa
scovo di Spoleti, che vi trasportò il corpo sede furono deputati vescovi e cardinali
del suo predecessore e fratello s. Brizio. cospicui (de'secondi come di tutti i cardi-
Dice inoltre il cardinal Cadolini, che qui- nali feci biografie), e furono trasferiti al-
vi un apostolato non interrotto per lun- le più nobili d'Italia. Molti, come dissi,
ga età largamente si distese in guisa, che furono i vescovi santi, o almeno morti in
ad ogni altra chiesa delle provincie umbre buon odore di santità, sebbene per tali
per ampiezza soprastava, cui pure sem- non sembra tutti li dichiari Ughelli, ma
brò congiungersi la metropolitica giuris- sono nominati dal loro successore il cardi-
dizione, della quale è senza meno ulte- nalCadolini.Di sopra noverai luoghi dcl- i

riore probabile argomento la civile me- l'arcidiocesi di Spoleti, e nel voi. XLV1I,
tropoli di Spoleti. L'Ughelli, col quale e p. i85, nel riportare gli ordinari dello sta-
co'suoi annotatori procederò nella serie to pontificio che esercitano giurisdizione
de'vescovi,/ta^Vz.$tfcrrt t.i,p. i25o,sem- nel regno di Napoli, vi compresi quelli di
bra aderire all' opinione di quelli che a Spoleti e di Poeti, i quali tuttora l'hau-
e

io8 S P O SP o
no su Leonessa rinomata per s. Giusep- HrtoggiBettona,di cui parlai nel voi. LIT,
pe da Leonessa (/'), città dell'Abruzzo p. 1 34, s. Vincenzo di Bevagna, ed il pro-
Ulteriore 2.°, capoluogo di cantone po- prio fratello s.Giovanui per coadiutore a
poloso. 11 Marchesi chiamò celebre il ve- Spoleti, stabilendoti egli, come pretende
scovato diSpoleti, vasta la diocesi, aggiun- Ughelii,a/lfa/7tf(r.),MartanaoMortula-
gendo che torse in Italia non se ne trovava na,città diruta traTodi eAcquasparta, nel
altra simile per estensione, descrivendola luogo detto s. Maria di Pantano. J)i questa
composta di molte grosse terre colle lo- 6ede «ìeirUghelli si tratta nel 1. 1 o,p.i2g,
racollegiale,di più di 4oo castelli e 2000 Episcopatus Alartanus, tra Todi e Car-
parrocchie. Che godeva il di lei consiglio sula luogo già celebre dell'Umbria, Fa-
nubile o municipio, dominio tempora-
il llimi Marti ;, Alartìs Vicunl. Ma gli sto-
1

le delle terre di Monte Santo e di Grano rici spoletiui negano che s. Brizio I fosse

(cioè Giano), de'castelli di Montecchioe vescovo di Martana oMartula,in vece so-


di s. Giovanni, oltre i terrilorii di liuti- stenendo che lo fu s. Brizio li antioche-
luccio, Pesano e Milice(cioè Melace), luo- no, che dal 3o4 al 3 19 fu amministra-
ghi atterrati sui contini del regno. L'U- tore della chiesa spoletiua; altri lo dico-
ghelli dunque principia la serie de'vesco- no morto nel 3i(5, e lo credono sepolto
vi di Spoleti con s. Brizio siro d'Antio- nella chiesa di s. Brizio, prima detta s. Ma-
chia, che venuto iu Roma nel 4^ di no- ria in Sallustiano. Certo e indubitato è,
stra era, ivi fu posto in carcere per invei- che la chiesa di Spoleti vanta per suo fon-
re contro il falso culto de' geutili, don- datore,a'c) settembre ne celebra la festa,

de incolume usci 7 giorni dopo, quindi novera per i.°vescovos. Brizio I,cui sur-
il principe degli apostuli lo creò nel 5o rogò il fratello s. Giovanni 1 nella sede
ovvero meglio nel DyarcivescovodiSpo-
e spoletina, e per 2° s. Felice martire, la
leti e di tutta l'Umbria, della quale ne cui festa si celebra a' 18 maggio. Non vi
divenne l'apostolo; e quanto al titolo ar- sono altre notizie della sede di Mattana,
civescovile che gli dà Ughelli, aggiunge: e come sito della diocesi di Spoleti, a que-
ita ul posteci, qui in eam digiiitatcm suc- sta sarà stata unita. Morì s. Inizio a'o
cessero, archiepiscopalus titillo insigne- settembre del g5 circa, e fu tumulato nel-
renlur, qui deincle ex obliviosa vetusta- lachiesadis. Pietro da lui fondala. Il car-
te consentili. Rileva il suo annotatore, che dinal Cadolini parla della chiesa sotter-
alcuni alfermano che in origine Spoleti