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Sia Ciaula che Rosso Malpelo, sono dei vinti: nella lotta per la sopravvivenza sono destinati a

soccombere.

Mentre Ciaula ha il suo lieto fine (infatti raggiunge la felicità e sconfigge le sue paure quando scopre la
luna) Rosso Malpelo muore in una galleria inesplorata della miniera di rena rossa.

Sia Verga che Pirandello presentano, secondo i canoni del verismo, l’ambiente, gretto e meschino
oggettivamente.

Pirandello presenta sì, come Verga, la società con i suoi pregiudizi e ipocrisie, ma il suo principale scopo è
quello di osservare la psicologia dell’uomo, senza soffermarsi all’apparenza, ma indagando più
interiormente.

Sia Ciaula che Malpelo sono sfruttati in delle miniere, dove devono lavorare in condizioni disumane.
Malpelo è violento e crudele a causa delle ingiustizie e dello sfruttamento che ha subito: riserva agli altri
lo stesso trattamento. Ciaula invece, non si vendica, subisce passivamente le ingiustizie altrui, anche
perché a differenza di Malpelo è un ritardato mentale.

Entrambi i protagonisti sono vittime di pregiudizi, vengono derisi e presi in giro a causa del loro aspetto e
delle loro stranezze.

Ciaula nasce sfortunato, ma si riscatta dalla sua infelicità, immergendosi nella natura, estraniandosi per
un attimo da quelli che erano i suoi doveri. Per il Verga, invece, quando una persona nasce sfortunata, è
inevitabile che muoia senza che cambi la propria situazione, infatti Malpelo nasce disgraziato e muore
come tale.