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Cavalli di luna e di vulcani

Isole che ho abitato

verdi su mari immobili.

D'alghe arse, di fossili marini

le spiagge ove corrono in amore

cavalli di luna e di vulcani.

Nel tempo delle frane

le foglie, le gru assalgono l'aria:

in lume d'alluvione splendono

cieli densi aperti agli stellati;

le colombe volano

dalle spalle nude dei fanciulli.

Qui finita è la terra:

con fatica e con sangue

mi faccio una prigione.

Per te dovrò gettarmi

ai piedi dei potenti,

addolcire il mio cuore di predone.


Ma cacciato dagli uomini,

nel fulmine di luce ancora giaccio

infante a mani aperte,

a rive d'alberi e fiumi:

ivi la latomia d'arancio greco

feconda per gli imenei dei numi.