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ESERCIZIO 1.

A Natale bisogna sempre tornare nei luoghi che ti hanno reso felice. Preferibilmente, non le persone che ti hanno
reso felice. Non serve avere un programma o una lista di cose da fare, basta passeggiare per le strade di quel
luogo sapendo che ogni angolo sa di casa e, anche se ti eri ripromessa di non cedere, il più delle volte di gelato
alla nocciola. Se solo il vento non ci facesse finire i capelli dentro...

CONSEGNA ESERCIZIO 2.
Trascrivere lo stesso tema sotto forma drammaturgica in un contesto in cui una ragazza, tornata a casa per le
vacanze e desiderosa di prendere un gelato dal suo gelataio preferito, scopre che il gelataio è morto e di
conseguenza riflette sulla caducità delle cose che un tempo trovava perfette e immutabili.

ESERCIZIO 2.
Una gelateria. Entra una ragazza; è visibilmente emozionata, non vede l'ora di ricevere il suo gelato preferito
dal suo gelataio di fiducia. Si blocca, confusa, davanti al bancone appena si accorge di avere davanti uno
sconosciuto.
Gelataio: Buonasera, signorina! Cosa le do?
Ragazza: Buonasera... Mi scuso, mi aspettavo di trovare Gianni...
Gelataio: Mi dispiace... Ha avuto un malore improvviso qualche mese fa, se n'è andato abbastanza in fretta...
( pausa)
Ragazza: Oddio... Non so cosa dire, la notizia mi lascia sconvolta...
Gelataio: Lo conoscevi bene?
Ragazza: Conoscevo solo il suo nome ma era come se lo conoscessi da sempre. Quando torno a casa per le
vacanze vengo sempre qui a mangiare un gelato alla nocciola, il mio preferito, e puntualmente c'è lui dietro al
bancone... Almeno fino ad oggi.
Gelataio: Oh... ( leggermente a disagio) So che non è lo stesso, ma oggi posso preparartelo io, il cono, se ti va.
Ragazza: Certo, mi scusi, non volevo essere scortese.
Il gelataio le prepara il cono gelato.
Gelataio: Ecco qui! ( nel mentre, la ragazza gli porge i soldi) No, no, tesoro, questo lo offro io.
La ragazza sorride riconoscente, ma è un sorriso triste.
La scena si sposta. La ragazza mangia il suo gelato su una panchina fuori dalla gelateria. Riflette sulla notizia
appena ricevuta.
Ragazza: ( assaggia il gelato) È sempre lo stesso... è il mio gelato preferito. Il sapore è diverso, però, è come se
mancasse qualcosa. (pausa) È strano... Davo per scontato che tutto sarebbe rimasto uguale qui, eppure è bastato
un singolo cambiamento per sconvolgere l'equilibrio del mio luogo perfetto. Ora capisco che niente è perfetto o
totalmente compiuto. ( pausa) Mi guardo attorno e mi rendo conto di piccole cose, diverse e nuove, che prima
non avevo notato: i muri prima rossi e ora blu della casa di fronte, la forma squadrata delle piante del parco...
Anch'io mi sono tagliata i capelli il mese scorso. Mi piacciono anche così, sebbene siano più corti. (riprende a
mangiare il gelato, ora sorride leggermente) Alla tua, Gianni.