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<< Amy , mi stai ascoltando?

>>

Ero troppo impegnata a cercare un modo per resistere a quella tentazione per rispondere alla mia migliore
amica. Succedeva così tutte le volte che qualche ragazzo imbranato si lasciava perforare la pelle. Perchè non
potevo stare in pace nemmeno a scuola? Il dolore che provavo era acuto e lancinante, come quando da piccolo
ti estraevano un dente ostinato a rimanere al proprio posto. I miei canini si allungavano ,la mia bocca si
riempiva di acido e il mio istinto vampiresco si risvegliava. Ero ipnotizzata dalla goccia di sangue che usciva dal
dito del secchione della classe, Xavier Johnson, che si era tagliato col compasso. Era davvero troppo, qualche
altro minuto e i miei compagni e la prof di tecnica avrebbero assistito ad una scena raccapricciante.

<< Amy,ti senti bene?>> La faccia preoccupata di Lizzie mi riportò per un momento sulla terra, ma questo bastò
per farmi riprendere lucidità. I canini iniziarono a ritirarsi e io ripresi il pieno controllo del mio corpo.

<< Si, non ti preoccupare ho solo avuto un piccolo mancamento, niente di che>> risposi a Lizzie con un sorriso
molto convincente. Succedeva così tante volte che ormai mi ero abituata a mentire agli altri. La mia migliore
amica era molto preoccupata a vedersi, ma dopo un attimo di esitazione si rilassò e riprese il discorso fingendo
di interessarsi alla spiegazione della professoressa Church.

<< Stavo dicendo che non mi sembra giusto che Mike l'abbia chiesto a Christina, promettendo che lo avrebbe
chiesto a te. Dopotutto tu sei molto più carina di quella finta bionda>> disse Lizzie indicando Mike e Christina
che parlavano sottovoce emettendo piccoli risolini. Non me l'ero poi presa molto, il ballo di fine anno non mi
interessava poi così tanto ma la curiosità mi spingeva a pensare perchè Mike non avesse scelto me. Con i miei
capelli nero corvino, il corpo formoso e le mie labbra piene ero considerata una bellezza anche tra i vampiri.
Forse erano stati i miei occhi a spaventarlo a tal punto da non invitarmi al ballo. Certo, il colore rosso cremisi dei
miei occhi non era molto accattivante, ma molte ragazze dicevano che mi rendeva più sexy. Se avessi potuto
cambiarne il colore sarei stata molto più felice, alcune volte i miei occhi inquietavano anche me. Peccato, ma
senza sangue non sarei potuta sopravvivere per diciassette anni. Feci spallucce a Lizzie, facendole capire il mio
disinteresse e spostai il mio sguardo all' orologio appeso al muro sopra la porta. Mancavano pochi minuti alla
fine delle lezioni e io avrei potuto placare la mia sete con il contenitore di sangue nel mio armadietto. Ero così
ipnotizzata dallo scorrere del tempo che non faci caso alla professoressa che urlava il mio nome.

<< Amanda, sai dare una risposta alla mia domanda?>> mi chiese, col classico sorrisetto di una che ha beccato
un impreparato. Mi dava così fastidio che per un attimo il desiderio di placare la mia sete in quel momento mi
aveva allettato molto, ma mi sforzai di resistere alla provocazione e iniziai a cercare una scusa per la mia solita
mancanza di studio.

<< Ehm...>> iniziai a balbettare proprio quando suonò la campanella. Mi alzai di fretta dalla sedia e uscì dalla
classe quasi alla metà della mia velocità da vampiro, lasciandomi alle spalle una seccata professoressa di
tecnologia per aver perso l' occasione di ridicolizzarmi davanti all' intera classe. Il liceo era davvero un inferno.
Arrivata al mio armadietto presi il mio contenitore e tracannai tutto il sangue a disposizione, maledicendo Sam
per non averlo riempito di più. Sam era la mia tutrice. I miei genitori mi avevano abbandonata a lei dopo la mia
nascita e da quel giorno in poi viviamo in una piccola casa nello stato del Canada. Lo so cosa state pensando,
come può un vampiro svilupparsi e crescere se è un non-morto? Bè, onestamente non lo so neanch' io. Ogni
volta che lo chiedevo a Sam lei mi rispondeva che ero una vampira speciale, e dato che ricevevo sempre la
stessa risposta alla fine smisi di chiederglielo e mi lasciai il mistero alle spalle. Dopo essermi saziata, si fa per
dire, posai il mio contenitore nell' armadietto e mi diressi in mensa per il pranzo. Lì trovai Lizzie occupare un
tavolo solo per noi due. Era la mie migliore amica da quando io e Sam ci siamo trasferite in Canada. Sam e la
madre di Lizzie hanno da subito legato e fu lo stesso per noi piccole bambine di tre anni. Lei non è la classica
ragazza del tipo sei-strana-e-mi-piaci-per-questo-sarò-tua-amica, lei mi voleva bene davvero nonostante tutte le
balle che le inventavo ogni giorno per mascherare la mia natura. Raggiunsi Lizzie e mi accomodai vicino a lei. Da
come stava maltrattando il suo pollo con la forchetta notai da subito che qualcosa la disturbava.

<< Che succede Lizzie? Hai perso il tuo mascara preferito?>> le chiesi prendendola in giro. Lizzie era una
fanatica del trucco, non ricordo un solo giorno in cui si sia fatta vedere senza trucco. Una volta aveva provato a
farmi bella per la festa di halloween, anche se sarei stata molto convincente anche senza trucco, e mi aveva
trasformata in una specie di vampira dark. La mattina dopo non riuscivo a togliermi nemmeno uno strato di
trucco... da quel momento in poi soffrii di trucco-fobia.

Lizzie mi guardò divertita e mi fece una linguaccia, per poi tornare a torturare il pollo un pò meno
energicamente.<< Abbiamo un nuovo arrivato qui a scuola e pare che abbia fatto il cascamorto con quasi ogni
ragazza della scuola! Odio quando un ragazzo si comporta così!>>. A quel punto si accorse di come aveva ridotto
il pollo e posò la sua forchetta-omicida sul tavolo un pò imbarazzata.

<< Lizzie ha ragione, quel ragazzo è davvero un gran rimorchiatore>> disse Tayler Woods, che si era appena
avvicinato al nostro tavolo. Tayler era un ragazzo alto, muscoloso e capitano della squadra di scherma della
scuola. Era il mio allenatore e davvero un ottimo amico. Prima che Tayler si avvicinasse del tutto al nostro tavolo
Lizzie iniziò a sistemarsi i capelli e ha controllare che non gli fossero rimasti pezzi di pollo tra i denti
specchiandosi nella forchetta-killer. Tutti a scuola sapevano della sua cotta segreta per Tayler, ma la fortuna
volle che lui non ne fosse a conoscenza. Tayler fece un largo sorriso a tutte e due e si accomodò nella sedia
vicino alla mia. Vidi Lizzie reprimere una smorfia di gelosia.

<< Si chiama Kendall Pike ed è appena arrivato dalla Francia. Pare che la sua fama abbia fatto il giro della scuola:
ex modello, lottatore professionista e grande schermitore. Credo che si voglia iscrivere al nostro corso
mattutino di scherma. Avreste dovuto vedere Christina appena l' ha visto, gli si è precipitata addosso come un
avvoltoio.>> disse con un moto di stizza nei confronti di Christina. Lei non piace quasi a nessuno escludendo il
suo gruppetto di oche. Devo ammettere che mi faceva un pò pena. Ero stupita dal nuovo ragazzo, non avevamo
mai avuto un vero leader tra le classi, ma credevo che questo ragazzo potesse mettere ai suoi piedi l' intera
scuola se lo volesse. Comunque non avevo tutta questa voglia di conoscere Kendall Pike, ero molto timida
anche per essere un vampiro. In quel momento mi venne in mente la conclusione che se anche fosse
veramente un grande lottatore non avrebbe retto neanche un momento con me. Questo pensiero mi fece
sorridere. I vampiri si dividevano in due categorie: quelli speciali, con superpoteri, e quelli normali, come me. Io
non avevo nessun talento naturale come i vampiri di Twilight, non leggevo nel pensiero e non vedevo il futuro,
ma ero una schermitrice fantastica e di questo mi vantavo molto.

<< Sarà, ma io non adoro i lottatori, preferisco gli schermitori...>> disse Lizzie facendo un sorriso malizioso a
Tayler, che ricambiò con un pò di imbarazzo.

<< Ok ragazzi. Iniziamo>>


Finalmente un luogo in cui potevo liberare la mia natura felina. Un luogo in cui potevo esprimere tutta la mia
tristezza nel fingere una persona che non ero. Un luogo in cui potevo essere me stessa: il campo di scherma.
Avevo sempre adorato l' arte della scherma, fin da quando ero piccola e Sam mi portava a vedere i piccoli
combattimenti di scherma. Da piccola ero troppo timida per frequentare anche solo un piccolo club, figuriamoci
il club di scherma. Mi ricordo di tutte le volte che io e Sam abbiamo litigato perchè lei voleva iscrivermi a
scherma e io insistevo a negarmi questa felicità. Poi crescendo mi sono accorta di quanto fossi stata stupida e
mi iscrissi alle lezioni di scherma della scuola. Sul campo ero una furia, non esisteva niente in grado di battermi
neanche il campione di scherma del mondo. L'avrei battuto in un nano secondo. La scherma mi permetteva di
esprimere la mia natura vampiresca, potevo liberare tutta la furia da vampiro che c' era in me. Mi sentivo libera,
come se la scherma fosse il mio paradiso personale. E lo era.

Mi misi la maschera e iniziai a duellare con il mio primo avversario. Dopo neanche dieci menuti lo misi al
tappeto e così fu con gli altri miei sfortunati avversari. Sembravo un angelo vendicatore quando tenevo quella
spada in mano,nessuno mi batteva e io battevo tutti. Che sensazione magnifica la vittoria...

Alla fine della lezione di scherma tornai a casa a piedi. Casa mia non era molto lontana dalla scuola, infatti ogni
mattina andavo a scuola a piedi. La mia casa non era poi molto diversa dalle case dei miei compagni: aveva due
piani, una cucina, due camere da letto e due bagni. Era la casetta mia e di Sam. Quando entrai in casa trovai
Sam impegnata a correggere i compiti di pigri alunni delle medie. Lei faceva l' insegnante e ogni volta che
tornavo a casa la sentivo ringhiare e imprecare per la mancanza di studio da parte dei suoi alunni. Era davvero
spaventosa quando si arrabbiava, per questo ero molto mansueta in casa. Era la non-mamma migliore del
mondo.

<< Ciao>> dissi a Sam entrando in cucina. << Ciao, Amy. Come è andata oggi a scuola?>> mi chiese guardandomi
da sopra la montagna di compiti.

<< Tutto bene. Ho saputo che abbiamo un nuovo compagno di scuola. Si chiama Kendall Pike. Un ragazzo fico si
dice, non l' ho ancora conosciuto.>> dissi cercando di girare intorno all' argomento che stavo per esporle e che l'
avrebbe fatta molto arrabbiare.

<< Mmmm...>> disse lei, dando molta più attenzione a quello che dicevo. Mi sembrava molto strano.

<< Senti Sam.. oggi a scuola ho avuto un pò di sete..>> iniziai io cautamente. Sam spalancò gli occhi
preoccupata.<< Hai fatto del male a qualcuno?>>

<< No, fortunatamente.. Ma vorrei che mi fosse aumentata la razione di sangue del contenitore>> .Ecco fatto.
Sam chiuse gli occhi e sospirò cercando di non perdere il controllo.

<< Amanda, lo sai che non posso ne abbiamo discusso un migliaio di volte. Non posso rubare altro sangue, è
ingiusto e se poi mi beccassero farei una brutta fine. Ti bastano come scuse?>> chiese guardandomi dritta in
faccia. Non sopportava che io la spingessi a rubare, ma dopotutto lei era un' umana e non sapeva cosa voleva
dire avere sete. Sospirai rumorosamente e andai a letto.