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ALLE FRONDE DEI SALICI

PARAFRASI.E come potevamo noi, poeti, continuare a scrivere poesie durante


l'oppressione tedesca, con i morti sparsi sui prati gelati nelle piazze, con il pianto
innocente dei fanciulli, con l'urlo disperato delle madri che cercavano i figli uccisi e
impiccati al palo del telegrafo?
Per un voto di silenzio le nostre cetre erano appese ai rami dei salici, oscillavano inerti
al triste vento della guerra.

commento=la poesia "alle fronde dei salici" è stata scritta da salvatore quasimodo. in
questa poesia il poeta rievoca l'orrore dell'occupazione nazista e dell'oppressione della
libertà in cui i poeti non riuscivano a scrivere. la poesia è composta da una strofa che
si divide in due parti: la prima evidenzia le regole dell'ermetismo; la seconda, invece,
non ha caratteristiche ermetiche. la strofa è formata da 11 versi endecasillabi privi di
rima. nella prima parte il poeta inizia con un segno di continuità (E) e fa una
domanda, cioè chiede come i poeti potevano scrivere in quel periodo di guerra. cioè
quando i tedeschi occuparono l'Italia. In questa prima parte troviamo una metafora
(con il piede straniero sopra il cuore); c'è una sinestesia (urlo nero); e c'è un'altra
metafora che indica il pianto dei bambini paragonato al lamento di un agnello che è il
simbolo della pace e dell'innocenza. nella seconda parte il poeta risponde alla
domanda e dice che come hanno fatto gli ebrei che non potevano cantare le proprie
preghiere quando erano schivi, così hanno fatto i poeti appendendo le cetre ai salici.

riassunto=quasimodo parla dell'occupazione nazista che fa stragi e morti anche


semplicemente nei vari paesi e città italiane. Dice che loro poeti non potevano più
cantare le loro odi, probabilmente riferendosi anche al fatto che molti letterati
dovettero piegarsi di fronte al nuovo potere nazista che semplicemente si levava dai
piedi tutti coloro che non andavano a genio ai nuovi capi. Usa poi la parola cantare,
che potrebbe benissimo riferirsi anche solo alle poesie allegre, "come possiamo noi
parlare di cose allegre" quindi. Beh, come potevano fare tutto ciò mentre i nazisti
occupavano l'Italia e uccidevano la nostra gente?morti abbandonati ovunque, quindi
nemmeno nascosti, come normalmente è, una vera e propria strage finalizzata più che
ad eliminare gli elementi di disturbo, proprio a terrorizzare la popolazione mentre
uccidevano i nostri figli e dicendo grida d'agnello fa pensare a delle vittime sacrificali, i
famosi morti per educarne cento anche (forse).morti poi lasciati davanti alle madri,
dice crocifissi, nuovo riferimento alla religione, al palo del telegrafo, elemento che può
benissimo divenire il simbolo della scienza, del progresso, perchè effettivamente in
quel periodo la scienza si evolvette parecchio, spesso anche sulla pelle di quella gente
deportata nei lager.e infine la conclusione che si riaggancia ai primi versi chiudendo
così una specie di "cerchio" tematico e dove dice che per voto loro, poeti,
appenderanno alle fronde dei salici le loro cetre. Particolare la scelta dell'albero, il
salice "piangente", che già nel nome porta simbolo di lutto e dolore..
ED è SUBITO SERA

COMMENTO :I temi della solitudine e della morte sono evidenti in questa poesia di

Salvatore Quasimodo. Nella vita, secondo il poeta, ogni tanto arriva un raggio di sole

a illuminare i nostri giorni, ma è un sollievo effimero e per nulla duraturo. Nessuno

può sottrarsi alla solitudine e all'inevitabile destino di morte che ci attende. Trovare

l'amore, essere felici con una famiglia, migliorano la vita dell'uomo, ma non lo

allontanano mai dalla solitudine a cui è destinato. Il pessimismo di Salvatore

Quasimodo, sfocia nell'ultimo verso, dove la morte è metaforicamente

raffigurata dalla sera, che giunge subito.

PARAFRASI: Ognuno sta solo al centro del suo territorio o al centro della sua città,
allorché è colpito dalla illusione della felicità, dal raggio del sole che subito tramonta, e
arriva la morte che porta via la vita e cancella ogni cosa. È il tema della solitudine
insita in ogni uomo. Ognuno è solo con se stesso, anche se vicino agli altri. La
solitudine si affievolisce, ma non scompare quando l’uomo trova l’amore di una donna
e l’amore dei figli. Ma anche nelle migliori condizioni possibili egli è sempre solo: se si
ammala è lui a soffrire e se muore è lui a morire. Gli altri possono fare molto, possono
lenire le sofferenze ma non debellarla e non possono salvarle dalla malattia o dalla
morte. Ogni uomo è solo con se stesso mentre si illude di poter capire la vita e si
inganna di afferrare la felicità. Subito arriva la morte che rapina ogni illusione e ogni
felicità.

QUASIMODO :ED E’ SUBITO SERA

Ognuno sta solo sul cuor della terra


trafitto da un raggio di Sole:
ed è subito sera. »