Sei sulla pagina 1di 11

Universit Goce Delcev di Stip Dipartimento di Filologia Moderna

Cattedra di Letteratura Italiana La poesia crepuscolare di Sergio Corazzini

Una tesina Tema: La poesia di Sergio Corazzini

Prof. Jovana Karanikik

Preparato da: Gordana Grosheva 16471

Stip, genario 2011

Sommario

1. 2. 3. 4. 5.

Inizio Crepuscolarismo Desolazione di un poeta sentimentale- analisi La conclusione Bibliografia

Inizio

Nella questa tesina ci vediamo il significato della poesia crepuscolare , poesia di Sergio Corazzini e anche vediamo una analisa dalle sue opere.

Il termine ,, crepuscolare,, fu usato per la prima volta dal critico Giuseppe Antonio Borgese, il quale nella recensione delle poesie di Marino Moretti, Fausto Maria Martini e Carlo Chiaves, volendo dare ad essi una collocazione storica,dopo aver rilevato gli elementi cha avevano in comune ,coma la modestia dei temi tratti dallumile realt quotidiana e il tono sommesso e prosastico della lingua e dello stile,li defin ,, poeti crepuscolari,, . Essi infatti, gli apparevano lestremo momento, il ,,crepuscolo,, della poesia moderna italiana , la quale iniziata nel 700 col Parini e protrattasi nel 800 prima con la triade Foscolo, Manzoni e Leopardi e poi con la triade Carducci, Pascoli e DAnnunzio,nei primi anni del 900 sembrava spegnersi ,, in un mite e lunghissimo crepuscolo,, .

La poesia crepuscolare : caratteri generali

La poesia crepuscolare una delle manifestazioni in Italia del Decandentismo.

Questo sorge sulla crisi della civilt ottocentesca, romantica e positivistica, quando, verso la fine dell800 e i primi del 900 tramondano tanto gli ingenui ideali romantici (la patria,la libert,leroismo, la gloria, ecc.) quando le concrete certezze del Positivismo , soprattuto il mito di una palingenesi universale per effetto del progresso scientifico, che avrebbe assicurato la felicit, il benessere, la fratellanza e la pace. La crisi di tutti i grandi ideali ottocenteschi e lincapacit di sostituirli con altri per il diffuso scetticismo, generarono un senso di aridit spirituale ,di sfiducia, di stanchezza e di angoscia esistenziale. questo il motivo di fondo del Decadentismo e lo ritroviamo vissuto in modo diverso nei crepuscolari , nei futuristi e negli altri movimenti di avanguardiadel nuovo secolo . Mentre i poeti crepuscolari cercano di superare langoscia esistenziale con lattaccamentoalle piccole cose, perch sono le sole che danno loro il senso della concretezza e col vagheggiamento di una vita modesta , semplice, provinciale, lontana dal frastuono della modernit, i futuristi reagiscono con lattivismo vitalistico,lamore del pericolo, il culto della forza e dellaudacia. UNA POESIA SENZA IDEALITA CIVILE. La poetica dei crepuscolari esprime, dunque , la crisi della civilt romantica e positivistica, che determin labbandono della pesia civile ,patriotica e morale e, conseguentemente, la fine del poeta-artiere, e del poeta vate, e del poeta-eroe, impresonato rispettivamente dal Carducci , dal Pascolidei Poemi del Risorgimento e di Odi ed Inni e dal DAnnunzio . si puanche dire che la poesia cessa, ancora una volta , di essere di tipo dantesco, ossia uno strumento di educazione come era diventata durante l800, e torna ad essere di tipo petrarchesco, un mozzo di confessione e di analisi del proprio mondo interiore.

I poeta crepuscolare arriva anche a vergognarsi di

essere poeta

e cos canta

sommessamente Sergio Corazzini in Desolazione del povero poeta sentimentale: perch tu mi dici poeta? Io non sono un poeta. Io non sono un piccolo fanciullo che piange. Il poeta crepuscolare ha un senso della vita cos stanco e sfiduciato, che non ha ideali da proporre n miti da celebrare, perch non ha pi fede in nulla, perci rinuncia ad ogni impegno civile, politico e sociale.

Dal Piccolo libro inutile

Desolazione di un poeta sentimentale

Perch tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio. Perch tu mi dici: poeta?

Le mie tristezze sono povere tristezze comuni. Le mie gioie furono semplici, semplici cos, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.

Oggi io penso a morire.

Io voglio morire, solamente, perch sono stanco; solamente perch i grandi angioli su le vetrate delle cattedrali mi fanno tremare d'amore e di angoscia; solamente perch, io sono, oramai, rassegnato come uno specchio, come un povero specchio melanconico. Vedi che io non sono un poeta:

sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.

Oh, non maravigliarti della mia tristezza! E non domandarmi; io non saprei dirti che parole cos vane, Dio mio, cos vane, che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire. Le mie lagrime avrebbero l'aria di sgranare un rosario di tristezza davanti alla mia anima sette volte dolente, ma io non sarei un poeta; sarei, semplicemente, un dolce e pensoso fanciullo cui avvenisse di pregare, cos, come canta e come dorme.

Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Ges. E i sacerdoti del silenzio sono i romori, poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il Dio.

Questa notte ho dormito con le mani in croce.

Mi sembr di essere un piccolo e dolce fanciullo dimenticato da tutti gli umani, povera tenera preda del primo venuto; e desiderai di essere venduto, di essere battuto di essere costretto a digiunare per potermi mettere a piangere tutto solo, disperatamente triste, in un angolo oscuro.

Io amo la vita semplice delle cose. Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco, per ogni cosa che se ne andava! Ma tu non mi comprendi e sorridi. E pensi che io sia malato.

Oh, io sono, veramente malato! E muoio, un poco, ogni giorno. Vedi: come le cose. Non sono, dunque, un poeta: io so che per esser detto: poeta, conviene viver ben altra vita! Io non so, Dio mio, che morire.

Amen.

Il titolo riassume il tono generale di tristezza della poesia crepuscolare, intesa come espressione di sentimenti semplici e comuni, vissuti in uno stato danimo di angoscia esistenziale. Questo stato danimo, nella poesia del Corazzini , si articola nelle diverse strofe, riflettendosi ed assumendo qua e l sfumature particolari.

Nella prima strofa il poeta si rivolge a un lettore immaginarlo, al quale dice, con tono dimesso, di non chiamarlo poeta, perch egli non che un piccolo fanciullo che piange e che non ha che da offrire lacrime al Silenzio. Laffermazione di ,, non essere poeta,, non rifiuto della poesia in genere, ma una precisa scelta di campo, cio rifiuto della poesia tradizionale solenne ed altisonante, impresonata da poeti,, vati,, , come Carducci e DAnnunzio e gusto di una poesia nuova, fatta di sentimenti semplicie comuni, espressi con parole delluso quotidiano.

Nella seconda strofa il poeta dice che le sue tristezze sono quelle comuni a tutti; le sue gioie sono cos semplici che si vergognerebbe a confessarle ed arrossirebbe, se lo facesse. Ci vuol dire che egli non ha ormai nessun interesse di continuare a vivere al punto di desiderare la morte Il poeta, che ha terminato la seconda strofa dicendo di pensare a morire, allinizio della terza dice di voler senzaltro morire, perch stanco (di soffrire) e perch gli angeli dipinti nelle vetrate delle cattedrali (suggerendogli lidea dellaltro mondo) gli ucutono sentimenti damore e di paura. Non pu essere quindi chiamato poeta uno che vuole unicamente morire. Nella quarta strofa troviamo una ripresa dei motvi iniziali. Rivolgendosi ancora al lettore immaginario , il poeta lo esorta a non meravigliarsi della sua tristezza e a non chiedere spiegazoni, perch egli non gli direbbe che parole vane, tanto che ogni tentativo di spiegarle si risolverbbe in pianto, come se fosse per morire. Le lacrime sono per lui una specie di preghiera , simili ai grandi di un rosario davanti alla sua anima sette volte dolente, lui sarebbe solo un fanciullo qualunque che nella vita prega , canta e dorme. Nella quinta strofa il poeta dice che egli ogni giorno si nutre di silenzio, come il cristiano si nutre di Ges. E i rumori della vita quotidiana sono i sacerdoti dei silenzio perch essi lo inducono a chiudersi in se stesso e a trovare Dio. Nella sestra strofa il poeta dice di aver dormito la notte con le mani in croce (pensando alla figura di Cristo)e che nel sonno gli sembro di essereun piccolo fanciullino abbandonato da tutti gli uomini e desider di essere venduto, battuto costretto a digiunare per poter piangere tutto solo, triste.

Nella settima strofa con un procedimento caro ai poeti crepuscolari. Il poeta dice di amare la solitudine e di aver desiderato di piangere tutto solo in un angolo abbandonato, ora dice di amare la vita semplice delle cose, ma siccome le cose egli ha visto a poco a poco cadere le sue passioni per ogni cosa che sfioriva . il lettore non pu comprendere ci e sorride pensa che il poeta sia malato. Nell ottava strofa il poeta dice di essere veramente malato e di morire ogni giorno un poco come muoiono tutte le cose. Ecco perch egli non un poeta . per essere un vero poeta necessario vivere una vita diversa(essere sani) mentre egli veramente malato e non sa che morire.

La conclusione

Di questa poesia si pu dire quello che si dice in genere della poesia contemporanea. Si tratta di una poesia semplice, a volte persino prosaica ma soffusa di una certa grazia, nonostante il rischiosempre incombente di essere ripetitiva, nei suoi motivi essenziali, ed un certo eccessivo compiacimento del poeta nel crogiolarsi nella propria tristezza e nel proprio dolore. La poesia crepuscolare comunque importante dal punto di vista storico, perch segna il trapasso della poesia civile e sociale dellOttocento, legata alle forme metriche tradizionale ed estranea agli interessi politici e sociali.

10

Bibliografia

www.bibliolab.it www.it-it.abctribe.com Bonacci editore, Roma 1995

11