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«Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla»

George Santayana
(1863-1952)

IL BOOM ECONOMICO ITALIANO NEGLI ANNI CINQUANTA

Candidato Classi di Concorso


prof. Paolo Orsili A012 Discipline linguistico-letterarie negli ist. di istruz. sec. di II grado
A022 Italiano, Storia, Geografia nella scuola secondaria di I grado

DISCIPLINA DATA
STORIA 17.VIII.2016
PRESENTAZIONE DELLA CLASSE DI RIFERIMENTO

La classe, cui la presente Unità di Apprendimento si rivolge, è un quinto anno di un Istituto


Tecnico Economico – Indirizzo Turistico (ITE). Il gruppo-classe in questione consta di 20 alunni di
cui 2 con certificazione da DISTURBI SPECIFICI dell’APPRENDIMENTO (ex lege 170/2010 e DM n.
5669 del 12 luglio 2011 contenenti le relative disposizioni attuative). I due discenti interessati da
DSA sono muniti di apposite misure dispensative e delle relative strumentazioni compensative
(personal computer con correttore ortografico e sintesi vocale dati in dotazione dal locale C.T.S.).
SITUAZIONE DIDATTICO-DISCIPLINARE DELLA CLASSE
La classe, nel suo complesso, presenta un rendimento scolastico molto positivo con diverse
eccellenze (se ne annoverano 5); soltanto 3 alunni sono al di sotto della sufficienza (tra il 4 e 5)
mentre il resto del gruppo-classe, eccettuata qualche sufficienza, supera abbondantemente il 6.

I problemi che i docenti riscontrano pertanto non sono di certo legati ai livelli di
apprendimento ma all’esuberanza e all’accentuata mancanza di disciplina del gruppo-classe. I
discenti infatti si dimostrano irrequieti e poco coesi. Gli stessi palesano talora significativi
problemi di attenzione.
Che fare?
Data la delicata situazione della classe per quanto concerne l’ambito relazionale,
si cercherà, in primo luogo, di fare in modo che i discenti abbiano l’occasione e
l’opportunità di interagire tra di loro, che possano collaborare e cooperare al fine
di poter superare gli attriti attraverso una reale e sincera attività di mutuo
sostegno ed aiuto reciproco.

Il docente pertanto cercherà di dar vita ad un clima massimamente interattivo


in cui i singoli discenti possano sentirsi davvero delle membra vive ed attive di un
medesimo corpo, il quale è rappresentato dal gruppo-classe.
 «Metodo» significa, etimologicamente, «via», «percorso», «strada» da imboccare;
 Ritengo che non esista un metodo che possa definirsi inequivocabilmente valido ed
universalmente condiviso;
 I metodi sono molteplici e la loro scelta dipende essenzialmente da tre fattori (variabili): la
tipologia di classe cui le lezioni sono dirette, l’argomento preso in esame e l’indice di
inclusività richiesto dal gruppo-classe (quanti sono i D.S.A. ed i B.E.S. presenti?);
 Plurime sono le lezioni possibili: la lezione frontale, la lezione interattiva, la lezione
partecipata, la lezione laboratoriale, la flipped classroom, gli EAS (Episodi di Apprendimento
Situato), il peer tutoring ed il cooperative learning (apprendimento cooperativo);
 Dati gli attriti presenti in classe – come si vedrà tra un po’ – si è deciso di optare per il
cooperative learning al fine di incrementare il livello di collaboratività tra gli alunni.
PREREQUISITI

• Essere in grado di leggere e comprendere un testo di matrice storica;


• Saper discernere, allorché si approccia un testo storiografico, le informazioni essenziali da
quelle secondarie ed accessorie;
• Essere in grado di riassumere oralmente i contenuti di un testo storiografico;
• Essere in grado di lavorare con le fonti cercando di distinguere il materiale attendibile da quello
tendenzioso o, ancora, superfluo;
• Essere in grado di effettuare dei collegamenti tra diversi argomenti della medesima disciplina o
interdisciplinari;
• Saper riconoscere l’importanza della Storia per comprendere il presente e le sue dinamiche.
COMPETENZE CHIAVE DA ATTIVARE

Le competenze chiave per l’apprendimento permanente da attivare, attraverso le


lezioni che seguiranno, in conformità con la Raccomandazione del Parlamento e
del Consiglio europeo del 18 dicembre 2006 sono nello specifico:

 Comunicazione nella lingua madre


 Competenze digitali
 Imparare ad imparare
 Competenze sociali e civiche
 Spirito di iniziativa ed imprenditorialità
 Consapevolezza ed espressione culturali
Obiettivi formativi trasversali

Saper collaborare all’interno del gruppo-classe rispettando le opinioni altrui;


 Saper esprimere il proprio punto di vista in modo sicuro e consapevole ma senza alcuna
volontà impositiva (stile assertivo);
 Sviluppare atteggiamenti responsabili e tolleranti;
Affrontare con autonomia e senso di responsabilità le situazioni di apprendimento,
apportandovi il proprio contributo;
 Saper credere nelle proprie opinioni anche qualora queste ultime non siano condivise dal
gruppo-classe;
 Imparare ad apprezzare il contesto-classe come luogo autentico di mutuo rispetto, di franco
dibattito, di libertà di espressione e di opinione.
STORIA – TECNICI QUINTO ANNO
CONOSCENZE ABILITÀ COMPETENZE
Riconoscere nella storia del Novecento e nel mondo attuale le radici storiche
Conoscere le principali persistenze e processi di trasformazione tra del passato, cogliendo gli elementi di continuità e discontinuità.
la fine del secolo XIX e il secolo XXI, in Italia, in Europa e nel mondo. Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali
Analizzare problematiche significative del periodo considerato. dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni
con le strutture demografiche, economiche, sociali,
Conoscere gli aspetti caratterizzanti la storia del Novecento ed il Riconoscere la varietà e lo sviluppo storico dei sistemi economici e politici e
culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del
mondo attuale (industrializzazione e società post-industriale; limiti individuarne i nessi con i contesti internazionali ed alcune variabili ambientali,
tempo.
dello sviluppo; violazioni e conquiste dei diritti fondamentali; nuovi demografiche, sociali e culturali.
soggetti e movimenti; Stato sociale e sua crisi; globalizzazione).
Conoscere i vari modelli culturali a confronto: conflitti, scambi e Effettuare confronti tra diversi modelli/tradizioni culturali in un’ottica
dialogo interculturale. interculturale
Conoscere le innovazioni scientifiche e tecnologiche ed il relativo Riconoscere le relazioni fra evoluzione scientifica e tecnologica (con
impatto su modelli e mezzi di comunicazione, condizioni socio- particolare riferimento ai settori produttivi ed agli indirizzi di studio) e contesti
economiche e assetti politico-istituzionali. ambientali, demografici, socioeconomici, politici e culturali. Correlare la conoscenza storica generale agli sviluppi
delle scienze, delle tecnologie e delle tecniche negli
Individuare i rapporti fra cultura umanistica e scientifico-tecnologica con
specifici campi professionali di riferimento.
Conoscere le problematiche sociali ed etiche caratterizzanti riferimento agli ambiti professionali.
l’evoluzione dei settori produttivi e del mondo del lavoro.
Analizzare storicamente campi e profili professionali, anche in funzione
dell’orientamento.
Inquadrare i beni ambientali, culturali ed artistici nel periodo storico di
Conoscere il territorio come fonte storica: tessuto socio-economico riferimento.
e patrimonio ambientale, culturale ed artistico.
Applicare categorie, strumenti e metodi delle scienze storico-sociali per
comprendere mutamenti socio-economici, aspetti demografici e processi di
trasformazione. Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali
dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni
Utilizzare fonti storiche di diversa tipologia per ricerche su specifiche
con le strutture demografiche, economiche, sociali,
tematiche, anche pluri/interdisciplinari.
culturali e le trasformazioni intervenute nel corso del
Conoscere le categorie, il lessico, gli strumenti ed i metodi della Interpretare e confrontare testi di diverso orientamento storiografico. tempo.
ricerca storica (es. critica delle fonti).
Utilizzare ed applicare categorie, metodi e strumenti della ricerca storica in
contesti laboratoriali per affrontare, in un’ottica storico-interdisciplinare,
situazioni e problemi, anche in relazione agli indirizzi di studio ed ai campi
professionali di riferimento.
STORIA – TECNICI QUINTO ANNO
CONOSCENZE ABILITÀ COMPETENZE
Conoscere le radici storiche della Costituzione italiana ed il
dibattito sulla Costituzione europea. Analizzare criticamente le radici storiche e l’evoluzione delle Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici, territoriali
principali carte costituzionali e delle istituzioni internazionali, dell’ambiente naturale ed antropico, le connessioni con le
Conoscere le carte internazionali dei diritti. Conoscere altresì europee e nazionali. strutture demografiche, economiche, sociali, culturali e le
le principali istituzioni internazionali, europee e nazionali. trasformazioni intervenute nel corso del tempo.
CONOSCENZE / ABILITÀ / COMPETENZE INERENTI ALLA PRESENTE UNITÀ DI APPRENDIMENTO

CONOSCENZE ABILITÀ COMPETENZE


Riconoscere nella storia del Novecento e nel mondo attuale
Conoscere le principali persistenze e processi di le radici storiche del passato, cogliendo gli elementi di
trasformazione tra la fine del secolo XIX e il secolo continuità e discontinuità.
XXI, in Italia, in Europa e nel mondo.
Analizzare problematiche significative del periodo Riconoscere gli aspetti geografici, ecologici,
considerato. territoriali dell’ambiente naturale ed
Conoscere gli aspetti caratterizzanti la storia del Riconoscere la varietà e lo sviluppo storico dei sistemi antropico, le connessioni con le strutture
Novecento ed il mondo attuale (industrializzazione e economici e politici e individuarne i nessi con i contesti demografiche, economiche, sociali, culturali e
società post-industriale; limiti dello sviluppo; internazionali ed alcune variabili ambientali, demografiche, le trasformazioni intervenute nel corso del
violazioni e conquiste dei diritti fondamentali; nuovi sociali e culturali. tempo.
soggetti e movimenti; Stato sociale e sua crisi;
globalizzazione).

Conoscere i vari modelli culturali a confronto: Effettuare confronti tra diversi modelli/tradizioni culturali in
conflitti, scambi e dialogo interculturale. un’ottica interculturale
Conoscere le innovazioni scientifiche e tecnologiche Riconoscere le relazioni fra evoluzione scientifica e
ed il relativo impatto su modelli e mezzi di tecnologica (con particolare riferimento ai settori produttivi
comunicazione, condizioni socio-economiche e ed agli indirizzi di studio) e contesti ambientali, demografici, Correlare la conoscenza storica generale agli
assetti politico-istituzionali. socioeconomici, politici e culturali. sviluppi delle scienze, delle tecnologie e delle
tecniche negli specifici campi professionali di
Conoscere le problematiche sociali ed etiche Individuare i rapporti fra cultura umanistica e scientifico- riferimento.
caratterizzanti l’evoluzione dei settori produttivi e tecnologica con riferimento agli ambiti professionali.
del mondo del lavoro.
Analizzare storicamente campi e profili professionali, anche
in funzione dell’orientamento.
STRUMENTI UTILIZZATI
Gli strumenti, dei quali si avvarrà il gruppo-classe, sono i seguenti:
 il libro di testo Guida alla Storia 3 Dal Novecento ad oggi, Laterza Edizioni Scolastiche 2009, a cura di A.Giardina,
G.Sabbatucci, V.Vidotto

 nel corso delle attività inerenti al cooperative learning saranno utilizzati i P.C. presenti a scuola (per ricercare
delle ulteriori e maggiormente dettagliate informazioni)

 i 2 discenti con D.S.A. si avvarranno, come di consueto, degli audiolibri forniti, all’inizio dell’anno scolastico, dal
locale Centro Territoriale di Supporto (C.T.S.)
STRUMENTI UTILIZZATI
 per i 2 discenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (D.S.A.), secondo quanto previsto
dalla 170/2010 e dal Piano Didattico Personalizzato (PDP), saranno approntate dal docente
delle mappe concettuali con la sintesi degli argomenti da acquisire

 durante le singole lezioni i discenti potranno fruire del dizionario Zingarelli 2017 per chiarire
eventuali dubbi di natura lessicale e semantica e dell’Atlante Storico De Agostini
STRUMENTI UTILIZZATI
Nel corso delle lezioni oltre che della lavagna tradizionale

si potrà fruire della L.I.M. (Lavagna Interattiva Multimediale)


L’insegnante inoltre, per un qualsiasi dubbio o perplessità da parte degli studenti e per dar loro
una qualsiasi informazione, metterà a disposizione e si avvarrà del proprio indirizzo di posta

elettronica
LETTURE CRITICHE SUPPLEMENTARI
Il docente altresì consiglierà e fornirà ai discenti, nel corso delle lezioni, delle letture critiche le
quali rappresenteranno un ulteriore approfondimento rispetto a quanto svolto in classe. Di
seguito i testi:
1 Il miracolo economico italiano di Antonio Cardini
Il mulino 2006

2. L’Italia del miracolo economico di Valerio Castronovo


Edizioni Laterza 2010

3. Il sogno di una cosa di Pier Paolo Pasolini


Garzanti 1962
SCANSIONE DELL’U.d.A.
 In virtù del buon livello d’apprendimento e degli ottimi risultati conseguiti previamente dal gruppo-classe, ho
creduto bene di avvalermi, per introdurre l’argomento, di un metodo che implica un buon tasso di autonomia,
responsabilità e consapevolezza da parte della classe: detto metodo risponde al nome di FLIPPED CLASSROOM
(classe capovolta);

 Affrontato e condotto a casa lo studio del nuovo argomento, il docente, durante la prima ora di lezione, farà un
riscontro ed un ponderato resoconto di quanto appreso dai discenti, per mezzo del BRAINSTORMING (1 ora);

 Successivamente, divisa la classe in 5 GRUPPI e assegnato ad ognuno di essi il materiale didattico, si procederà
con il COOPERATIVE LEARNING (3 ore e 30 minuti complessivi);

 In ultimo, a conclusione dell’U.d.A., il docente verificherà il grado di comprensione della classe per mezzo di un
QUESTIONARIO (prova semistrutturata) della durata di 2 ore.
La flipped classroom (classe capovolta) è una metodologia che si basa su di una intuizione molto semplice: far
entrare gli alunni in classe già a conoscenza dell’argomento di cui si tratterà a lezione. I discenti, nell’ambito della
flipped classroom, possono studiare a casa video, file word, riassunti, dispense, letture, compendi et similia
realizzati o suggeriti dal proprio docente; successivamente, avranno la possibilità di esercitarsi in classe, in piccoli
gruppi e con l’assistenza degli insegnanti. Attraverso tale metodologia, si capovolgono i luoghi in cui avvengono
tradizionalmente alcune azioni alla base dell’insegnamento-apprendimento:

 il luogo dove si apprende la lezione non è più la scuola ma la propria casa;

 Il luogo in cui si fanno i compiti o si mette alla prova quanto previamente acquisito non è più la propria abitazione
ma la classe
Framework dei contenuti e dei concetti portanti in merito al boom economico
Dagli strumenti e dai materiali che il docente metterà a disposizione per la flipped classroom, dovranno esser
presenti e quindi emergere i seguenti imprescindibili contenuti:
• Gli anni ‘50 e ‘60 del ‘900 furono denominati l’età dell’oro del capitalismo industriale (periodo di sviluppo senza precedenti
per i paesi industrializzati);
• Il boom economico cominciò subito dopo la guerra negli Stati Uniti. A partire dall’inizio degli anni ‘50 la ripresa economica si
estese anche ai paesi dell’Europa occidentale e al Giappone;
• Lo sviluppo degli anni ‘50 e ‘60 riguardò in primo luogo l’industria sia nel settore legato all’uso delle tecnologie sia in quello
dei beni di consumo durevoli (automobili, elettrodomestici, televisori);
• Il boom economico fu cagionato anche dall’esplosione demografica che significò allargamento della domanda di beni di
consumo, di abitazioni, di strutture sociali (scuole, ospedali) e, sui tempi lunghi, l’immissione nei processi produttivi di nuova
forza-lavoro;
• Tra il ’50 ed il ’70, nelle zone più sviluppate, la vita media dell’uomo salì da 65 ad oltre 70 anni;
• Il petrolio prese il posto del carbone come principale fonte energetica;
• Liberalizzazione degli scambi commerciali. Fra il 1950 e il 1970 il volume complessivo del commercio mondiale aumentò di
ben cinque volte;
• Nel giro di pochi anni il mondo sviluppato fu sommerso da un’ondata di nuovi materiali, di nuove macchine, di prodotti
d’ogni genere in gran parte sconosciuti alla generazione precedente (e spesso destinati ad apparire superati a quella
successiva);
Framework dei contenuti e dei concetti portanti in merito al boom economico
• Alla fine degli anni ‘50 cominciò la produzione delle penicilline sintetiche, degli psicofarmaci e degli anticoncezionali;
• Boom della motorizzazione privata. In Europa occidentale il rapporto tra vetture circolanti ed abitanti era di 1 a 50 prima della
guerra, nel 1970 passò a 1 a 5;
• Vi fu l’affermazione dell’aereo sui lunghi percorsi e dell’auto su quelli medio-brevi a scapito del treno e della nave-passeggeri
che erano stati protagonisti fino a quel momento;
• Alla fine degli anni ‘50 la radio conobbe un vero e proprio boom;
• Benché le prime trasmissioni sperimentali di immagini fossero state effettuate dagli Inglesi già negli anni ‘30, è soltanto nel
corso degli anni ‘50 che la televisione si impose anche in Europa occidentale;
• Tra il ‘50 ed il ’70, nell’Europa occidentale, il reddito pro-capite, più che triplicato, si tradusse in una fortissima espansione dei
consumi privati;
• In Italia dal ‘51 al ‘58 il PIL era cresciuto ad un tasso medio annuo del 5,3%, dal 1958 al 1963 si arrivò al 6,5% (miracolo
economico);
• In Italia, nel ’51 il reddito pro-capite era di 296.000 lire, nel ‘63 aumentò fino a 536.000 lire;
• In Italia l’industria manifatturiera, nel corso degli anni ‘50, triplicò la sua produzione rispetto al periodo prebellico;
• In Italia, nel corso degli anni ‘50, l’occupazione subì tali mutazioni: settore primario dal 45 al 30%, settore secondario dal 29 al
37%, settore terziario dal 27 al 32%;
• In Italia, i lavoratori, con una serie di lotte sindacali, ottennero notevoli miglioramenti salariali: tra il ‘58 ed il ‘63 il costo del
lavoro nell’industria aumentò di circa il 60%.
COME CAMBIA LA SOCIETÀ ITALIANA
Con il fenomeno del boom economico degli anni Cinquanta non mutò soltanto l’economia, il reddito pro-capite ed i
salari degli Italiani ma cambiò radicalmente anche la società che da agricola e rurale divenne pienamente
industrializzata. Nello specifico si ingenerarono i seguenti fenomeni:
 le migrazioni interne = Fra il ‘51 ed il ‘61 circa 2 milioni di persone abbandonarono il Mezzogiorno per dirigersi
verso il Nord o il Centro-nord Italia. La popolazione di Milano crebbe del 22%, quella di Roma del 27% e quella di
Torino (sede della FIAT) del 40%. A ciò si accompagnò un fortissimo incremento dell’occupazione nei settori del
commercio (+100%) e dell’edilizia (+84%);

 la diffusione della televisione = I primi apparecchi televisivi comparvero alla metà degli anni ’50 con l’inizio di
regolari trasmissioni da parte della RAI ma il boom della televisione coincise con l’avvio del miracolo economico:
nel 1955 c’erano 4 TV ogni 1000 abitanti, nel 1960 43 TV ogni 1000 abitanti, nel 1965 117 TV ogni 1000 abitanti.
COME CAMBIA LA SOCIETÀ ITALIANA
La TV non diviene soltanto l’elemento aggregante della vita familiare ma è anche il veicolo attraverso cui passano
una lingua comune (la lingua nazionale a scapito dei dialetti) e nuovi modelli culturali di massa;

 La diffusione dell’automobile = Anche il boom della motorizzazione privata cominciò alla fine degli anni ‘50 e
coincise col successo delle utilitarie prodotte dalla FIAT: la 600 e la 500. Dalle 18 automobili ogni 1000 abitanti
del 1955 si passò alle 105 ogni 1000 abitanti del 1965.
I materiali che il docente si premurerà di fornire per lo studio previo dei discenti sono:

 I primi 12 articoli della Costituzione italiana

(PRINCIPI FONDAMENTALI)

le pagine, relative al boom economico italiano, tratte da Guida alla Storia 3 Dal Novecento ad
oggi, Laterza Edizioni Scolastiche 2009, a cura di A.Giardina, G.Sabbatucci, V.Vidotto
Passi scelti tratti da Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini (1959)

l’articolo di denuncia di Pier Paolo Paolini, pubblicato sul Corriere della sera del 9 dicembre
1973, sugli effetti totalizzanti della società edonistico-consumistica;

 Filmati d’epoca sul boom economico italiano per mezzo di Youtube


Dal Corriere della Sera del 9 dicembre 1973

«Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo
proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari
(contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la
repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal
Centro è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque
affermare che la «tolleranza» della ideologia edonistica, voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni
della storia umana… Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così
storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni
autenticità e concretezza. Ha imposto cioè — come dicevo — i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova
industrializzazione, la quale non si accontenta più di un «uomo che consuma» ma pretende che non siano
concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neolaico, ciecamente dimentico di ogni valore
umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane».
Quali sono le condizioni per potersi avvalere della flipped classroom?
 La classe deve palesare un livello cospicuo di maturità, autonomia e responsabilità;
 La classe deve possedere un metodo di studio consolidato;
 La classe deve mostrarsi generalmente curiosa qualora il docente proponga un argomento nuovo;
 La classe deve dimostrarsi diligente e collaborativa nell’eseguire i compiti e le esercitazioni proposte dal
docente;
 L’argomento oggetto di studio deve prestarsi, nel senso che non deve implicare un grado di difficoltà troppo
elevato;
 La classe deve possedere una buona capacità di autoregolazione (capacità metacognitiva);
 La classe deve possedere un atteggiamento costruttivo;
 La classe deve godere di uno spirito d’iniziativa notevole;
 La classe deve saper e voler sperimentare e mettersi in gioco.
Quali sono i vantaggi della flipped classroom?
 È un metodo che responsabilizza ed incentiva l’autonomia del discente;
 abitua il discente ad un approccio allo studio di tipo universitario;
 incentiva lo studente a farsi, sin da subito, una propria idea in relazione all’argomento preso in esame;
 aiuta a creare un nesso diretto discente-testo storiografico senza la mediazione del docente;
 incentiva lo spontaneo costituirsi della concettualizzazione e dei processi cognitivi;
 incentiva lo spirito d’iniziativa;
 incentiva il problem solving;
 se il discente ha già assimilato i concetti chiave, diminuisce notevolmente il tempo
che il docente dedica alla spiegazione.
Nel corso della prima ora, il docente lancerà la parola-stimolo boom economico italiano
ascoltando e trascrivendo alla lavagna tutto ciò che verrà in mente ai discenti sulla base di
quanto previamente studiato a casa. Sarà riportata qualsiasi proposta, anche se erronea.
Trascorsi 30/35 minuti, il docente cerchierà alla lavagna le
affermazioni, le parole e le risposte esatte eliminando, dopo averne
spiegato il motivo, quelle erronee. In questo modo, avendo
accantonato i concetti fuorvianti, il gruppo-classe potrà procedere
alla fase successiva.
Il brainstorming, presenta degli indiscussi vantaggi quali:
 permette la più ampia libertà di espressione;
 favorisce la libera associazione di idee;
 incoraggia l’intervento degli alunni senza alcun tipo di censura;
 consente al docente di verificare la corretta acquisizione dei concetti previamente proposti per mezzo della
flipped classroom;
 è ad elevato indice di costruttività (costruttivismo);
 incentiva la coesione del gruppo-classe nel comune intento di individuare le parole e le definizioni corrette;
 stimola ed incoraggia la riflessione;
 consente al discente di riflettere concedendo a quest’ultimo un tempo più che adeguato.
Cooperative Learning (3 ore e 30 min)
La classe che, come detto, consta complessivamente di 20 membri, viene suddivisa in 5 gruppi da
4 componenti ciascuno.
Il docente affiderà ad ogni gruppo una tematica specifica:
 GRUPPO I: Gli elementi essenziali caratterizzanti il boom economico

 GRUPPO II: Il ruolo della politica in Italia negli anni del boom economico

 GRUPPO III: L’importanza del Piano Marshall (1947)

 GRUPPO IV: L’incidenza positiva di una comune identità: la fondazione della C.E.E. (1957)

 GRUPPO V: Una critica alla società dei consumi: Pier Paolo Pasolini
Cooperative Learning
L’apprendimento cooperativo è un metodo che
coniuga la finalità di far passare dei contenuti didattici
con quella di creare un gruppo collaborativo e che si
aiuti vicendevolmente. Come detto in incipit, dato
l’alto grado di conflittualità della classe, si è cercato,
per mezzo del cooperative learning, di dar vita ad un
clima di scambio e di coadiuvazione reciproca.
Cooperative Learning
Quali sono i vantaggi del cooperative learning?

E’ ad alto indice di inclusività;


 Favorisce la collaborazione all’interno del gruppo-classe;
 E’ un metodo che fa giocare un ruolo di prim’ordine ai discenti;
 Permette al docente di essere il vero regista della situazione;
 Durante il lavoro dei ragazzi il docente interagisce, consiglia, risponde a domande, a dubbi e
a perplessità di vario tipo;
 Gli studenti possono sperimentare e mettere alla prova gli apprendimenti acquisiti;
 Tale metodo inoltre consente al docente di variare rispetto alla consueta lezione frontale.
Cooperative Learning
Si è stabilito di suddividere le 3 ore e 30 minuti dedicati al lavoro di gruppo in tre fasi di 30
minuti ciascuna cui si aggiungeranno 2 ore per ascoltare e valutare le relazioni dei 5 gruppi.
 1° FASE (30 min.): ogni singolo gruppo lavora sulla consegna data dal docente. In questa fase,
ciascun alunno opera generalmente da solo consultando gli altri membri del gruppo soltanto
per avere delle delucidazioni o delle spiegazioni in merito al compito assegnatogli (peer
collaboration);

 2° FASE (30 min.): ogni discente relaziona al gruppo di appartenenza i risultati del proprio
lavoro e della propria ricerca. Mentre un alunno, quand’è il suo turno, parla, gli altri 4 ascoltano
prendendo appunti (l’alunno con DSA utilizza il proprio PC). Tutti i membri del gruppo
debbono essere al corrente su tutto.
Cooperative Learning
 3° FASE (30 min.): Questa è la fase nella quale si rileva maggiormente la presenza
dell’insegnante. Quest’ultimo passa tra i gruppi chiedendo informazioni su quanto svolto dagli
stessi e – qualora ve ne siano il bisogno e la necessità – dà delle delucidazioni e chiarimenti su
eventuali dubbi e perplessità. Il docente dev’essere bravo ed attento a calibrare ed a scandire
i tempi per poter essere d’ausilio ad ogni gruppo;

 4° FASE (2 h): L’ultima fase è quella della relazione di ciascun gruppo dinnanzi alla classe
riunita. Considerando che i discenti, nel loro complesso, sono 20 e che tutti debbono poter
parlare, si è calcolato un tempo complessivo di 2 h, ripartito mediamente in 6 min. per ogni
alunno.
PRIMO GRUPPO: Gli elementi del boom economico

I dati sulla crescita economica a partire dal 1950 L’enorme diffusione dei
con un peculiare riferimento al culmine (1958-1963) beni di consumo
(1° ALUNNO) (3° ALUNNO)

Gli elementi
caratterizzanti il boom
economico

Da una società agricola ad una


3 Gennaio 1954: nasce la RAI. Il ruolo della televisione ieri ed oggi industrializzata: l’immigrazione interna
(2° ALUNNO - DSA) (4° ALUNNO)
SECONDO GRUPPO: Il ruolo della politica in Italia negli anni del boom economico
La Costituzione come necessario Il ruolo dei partiti politici
ed imprescindibile punto di partenza di massa (DC, PCI, PSI)
(1° ALUNNO) (3° ALUNNO)

Il ruolo della politica in


Italia negli anni del
boom economico

De Gasperi e Togliatti: Oltre il benessere economico:


due figure a confronto verso il ‘68
(2° ALUNNO) (4° ALUNNO)
TERZO GRUPPO: L’importanza del Piano Marshall (1947)
Il ruolo degli Stati Uniti La cooperazione economica:
nella II guerra mondiale: la resistenza al nazifascismo il Piano Marshall (1947)
(1° ALUNNO) (3° ALUNNO)

L’importanza del Piano


Marshall (1947)

La collaborazione politico-militare: La nascita e l’evoluzione della Guerra fredda


la fondazione della NATO (1949) (1947-1991). La competizione per la conquista dello spazio
(2° ALUNNO) (4° ALUNNO)
QUARTO GRUPPO: La fondazione della Comunità Economica Europea (1957)
La firma dei Trattati di Roma Entrata in vigore del Trattato di
(25 marzo 1957) Maastricht (1993) ed il sogno della moneta unica (2002)
(1° ALUNNO) (3° ALUNNO)

La fondazione della
Comunità Economica
Europea (1957)

Dall’Europa a 6 all’Europa a 28 La Brexit ed i problemi attuali dell’U.E.


(2° ALUNNO) (4° ALUNNO)
QUINTO GRUPPO: Una critica alla società dei consumi: Pier Paolo Pasolini
Panoramica sulla vita La critica pasoliniana:
e le opere di Pier Paolo Paolini il consumismo come nuovo fascismo
(1° ALUNNO) (3° ALUNNO)

Una critica alla società


dei consumi: Pier Paolo
Pasolini

Il sottoproletariato e le borgate romane in Pasolini: Focus su Ragazzi di vita (1955)


una resistenza al consumismo? e Una vita violenta (1959)
(2° ALUNNO) (4° ALUNNO)
Relazione orale dei cinque gruppi (2 h)

La relazione finale ha una duplice funzione: da un lato consente al docente di fare degli
appunti e delle considerazioni di carattere metodologico e/o contenutistico su quanto prodotto
dai singoli gruppi, dall’altro permette al gruppo-classe, nella sua interezza, di integrare le proprie
conoscenze con quelle del singolo gruppo.
I 5 gruppi, nel loro complesso, avranno a disposizione 2 ore per comunicare i contenuti alla
classe.
Il docente, per la valutazione della relazione orale di ogni singolo alunno, si avvarrà della
GRIGLIA seguente. Ritengo importante che la valutazione sia sempre e comunque individuale e
non destinata al gruppo.
Livelli Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4
Ottimo Buono Sufficiente Insufficiente
Dimensioni Punti 3 Punti 2 Punti 1 Punti 0
1. Esposizione L’alunno espone i contenuti con L’alunno espone i contenuti con L’alunno espone i contenuti in L’esposizione non è chiara e
chiarezza e proprietà di linguaggio, chiarezza e proprietà di modo abbastanza chiaro, non l’alunno usa un linguaggio
sottolinea con il tono di voce e la linguaggio, sottolinea con il tono sempre utilizza un linguaggio approssimativo. Non
gestualità i passaggi più importanti. di voce e la gestualità i passaggi appropriato; il tono di voce è sottolinea i passaggi più
Durante l’esposizione osserva i più importanti. monotono e non sempre la importanti con il tono di voce
compagni e coglie le loro gestualità sottolinea i passaggi e con la gestualità.
sollecitazioni. più importanti.

2. Conoscenza L’alunno rielabora in modo L’alunno rielabora in modo L’alunno ripete i contenuti L’alunno ripete alcuni
personale i contenuti, fa esempi e personale i contenuti, fa esempi riportati sull’elaborato; palesa contenuti ma ha spesso
dei contenuti collegamenti con altri argomenti. e risponde con una certa delle difficoltà nel rispondere bisogno di guardare gli
Risponde con sicurezza alle sicurezza alle domande. alle domande. appunti. Non riesce a
domande. rispondere alle domande
poste.

3.Organizzazione L’alunno espone i contenuti L’alunno espone correttamente e L’alunno espone i contenuti in L’alunno espone i contenuti in
secondo una logica predefinita adeguatamente i contenuti; maniera sufficientemente modo disomogeneo e senza
nelle modalità di presentando i concetti in maniera rispetta i propri tempi di organica; rispetta abbastanza i alcuna organicità; non
presentazione chiara e lineare; rispetta altresì i esposizione. propri tempi di esposizione. rispetta i tempi di
propri tempi di esposizione. esposizione.

4. Capacità di Il discente è capace di sintetizzare Il discente, benché notevolmente Il discente si dimostra La capacità di sintetizzare
avvalendosi, nel corso in grado di sintetizzare, indugia sufficientemente capace di dell’alunno è carente poiché
sintesi dell’esposizione, dei contenuti che talvolta su nozioni accessorie o sintetizzare, quantunque quest’ultimo non discrimina
risultano inequivocabilmente ed secondarie. trascuri, in qualche occasione, quanto è fondamentale da
irrefutabilmente essenziali. dei contenuti significativi a quanto è meramente
vantaggio di altri che accessorio.
potrebbero essere omessi.
Prova scritta (2 h)
Oltre alle relazioni orali, il docente predisporrà un compito scritto (prova semistrutturata) nel quale saranno poste ai
discenti quattro domande a risposta aperta. Queste ultime non potranno non legarsi contenutisticamente alle attività del
cooperative learning:

1. Descrivi le caratteristiche del boom economico italiano negli anni Cinquanta (max 15 righe)

2. Quale importante ruolo giocarono gli Stati Uniti per la realizzazione del benessere economico italiano ed europeo?
(max 10 righe)
3. La fondazione della CECA prima e della CEE poi perché ed in che modo giovarono al benessere economico italiano?
(max 12 righe)
4. In cosa consistette la critica pasoliniana alla società dei consumi? Perché l’autore avvicinò il consumismo al fascismo?
(max 15 righe)
GRIGLIA VALUTATIVA (prova scritta)
Livelli Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4
Ottimo Buono Sufficiente Insufficiente
Dimensioni Punti 3 Punti 2 Punti 1 Punti 0
1. Pertinenza Il discente ha risposto Il discente ha risposto Il discente ha risposto in Il discente non si è attenuto
esaustivamente ed in modo esaustivamente ed in modo modo sufficientemente né ai quesiti posti né ai
con quanto completo ai quesiti posti. Si è completo ai quesiti posti. Si è esaustivo ai quesiti posti. Solo contenuti richiesti. Le quattro
richiesto attenuto perfettamente ai attenuto parzialmente ai a tratti si è attenuto ai domande sono state
contenuti richiesti. contenuti richiesti. contenuti richiesti. complessivamente aggirate.

2. Coesione I testi delle quattro risposte sono I testi delle quattro risposte sono, I testi delle quattro risposte Il testo non presenta un
unitari, organici e coesi. Le in genere, organici e coesi. sono sufficientemente unitari, livello sufficiente di coesione
argomentazioni e le deduzioni Talvolta alcune digressioni organici e coesi, nonostante le interna.
riportate sono rigorose e intaccano la coesione testuale. molteplici divagazioni
stringenti. presenti.

3. Coerenza I quattro testi sono, a livello I quattro testi sono generalmente I quattro testi sono I testi, in più punti, cadono in
contenutistico, perfettamente coerenti. sufficientemente coerenti. aperta contraddizione e
coerenti. pertanto la coerenza risulta
insufficiente.
4. Correttezza I contenuti delle quattro risposte I contenuti delle quattro risposte I contenuti delle quattro I contenuti delle quattro
mostrano un’inappuntabile sono generalmente corretti a risposte sono risposte presentano una
morfosintattica correttezza morfo-sintattica. livello morfo-sintattico, sufficientemente corretti a generale e diffusa mancanza
nonostante qualche lieve errore livello morfo-sintattico. di correttezza a livello sia
poco significativo. morfologico che sintattico.
Abbinamento punteggio conseguito-voto finale

PUNTEGGIO VOTO
24 10/9
23/22 8
21 7
20 – 15 6
14 – 8 5
7–4 4
3 3
2 2
1/0 1
GRIGLIA VALUTATIVA per i DSA (ESPOSIZIONE ORALE)

Livelli Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4


Ottimo Buono Sufficiente Insufficiente
Dimensioni Punti 3 Punti 2 Punti 1 Punti 0
1. Esposizione L’alunno espone i contenuti L’alunno espone i contenuti L’alunno espone i contenuti L’esposizione non è chiara
con chiarezza e proprietà di con chiarezza e proprietà di in modo abbastanza chiaro, e l’alunno usa un
linguaggio, sottolinea con il linguaggio, sottolinea con il non sempre utilizza un linguaggio
tono di voce e la gestualità i tono di voce e la gestualità i linguaggio appropriato; il approssimativo. Non
passaggi più importanti. passaggi più importanti. tono di voce è monotono e sottolinea i passaggi più
Durante l’esposizione osserva i non sempre la gestualità importanti con il tono di
compagni e coglie le loro sottolinea i passaggi più voce e con la gestualità.
sollecitazioni. importanti.
2. Conoscenza L’alunno rielabora in modo L’alunno rielabora in modo L’alunno ripete i contenuti L’alunno ripete alcuni
dei contenuti personale i contenuti, fa personale i contenuti, fa riportati sull’elaborato; contenuti ma ha spesso
esempi e collegamenti con altri esempi e risponde con una palesa delle difficoltà nel bisogno di guardare gli
argomenti. Risponde con certa sicurezza alle rispondere alle domande. appunti. Non riesce a
sicurezza alle domande. domande. rispondere alle domande
poste.
GRIGLIA VALUTATIVA per i DSA (PROVA SCRITTA)

Livelli Livello 1 Livello 2 Livello 3 Livello 4


Ottimo Buono Sufficiente Insufficiente
Dimensioni Punti 3 Punti 2 Punti 1 Punti 0

1. Pertinenza con Il discente ha risposto Il discente ha risposto Il discente ha risposto in Il discente non si è
quanto richiesto esaustivamente ed in modo esaustivamente ed in modo modo sufficientemente attenuto né ai quesiti
completo ai quesiti posti. Si è completo ai quesiti posti. Si è esaustivo ai quesiti posti. posti né ai contenuti
attenuto perfettamente ai attenuto parzialmente ai Solo a tratti si è attenuto ai richiesti. Le quattro
contenuti richiesti. contenuti richiesti. contenuti richiesti. domande sono state
complessivamente
aggirate.

2. Coerenza I quattro testi sono, a livello I quattro testi sono I quattro testi sono I testi, in più punti, cadono
contenutistico, generalmente coerenti. sufficientemente coerenti. in aperta contraddizione e
perfettamente coerenti. pertanto la coerenza
risulta insufficiente.
Abbinamento punteggio conseguito-voto finale per i DSA

PUNTEGGIO VOTO
12 10/9
11 – 9 8
8–7 7
6 6
5–4 5
3 4
2 3
1 2
1–0 1
ACCORGIMENTI DOCIMOLOGICI

Tra i tanti compiti complessi, cui il docente è chiamato, la valutazione è forse l’atto più arduo ed insidioso: come si
può verificare, o meglio, valutare la preparazione di un alunno? Come si può fare in modo che il voto, qualsiasi esso
sia, riporti e riproduca le qualità effettive di uno studente? Di seguito ho posto in rilievo alcuni accorgimenti:
 il docente valuta quotidianamente i propri discenti attraverso un’attenta osservazione;
 una valutazione attenta dovrebbe tener conto del percorso del discente;
 una valutazione attenta dovrebbe esser sempre formativa cioè educativamente valida e motivata;
 valutare è un atto complesso cioè presenta un cospicuo numero di variabili;
 render sempre ragione di una data valutazione, positiva o negativa che sia;
 la valutazione non sia punitiva ma uno sprone a far di più e meglio nel prosieguo.
ACCORGIMENTI DOCIMOLOGICI

In merito alla valutazione quelli che seguono sono gli errori più facilmente e comunemente riscontrabili:
 Effetto di successione (sovrastima o sottostima rispetto alle prove precedenti);
 Effetto contrasto (il valutatore amplifica la caratteristica del discente opposta alla propria);
 Effetto contagio (il giudizio espresso è influenzato dalle valutazioni già date da altri colleghi);
 Effetto alone (un singola caratteristica del discente viene percepita dal docente come dominante rispetto a tutto il resto);
 Effetto stereotipia (la tendenza a dare sempre il medesimo voto a prescindere dai miglioramenti o peggioramenti occorsi);
 Effetto «curva di Gauss» (20% di risultati ottimi – 60% di risultati sufficienti – 20% di risultati insufficienti);
 Effetto Pigmalione (profezia autoavverantesi);
 Effetto di tendenza centrale (non si usa tutta la scala dei voti ma soltanto il range centrale: es. da 4 ad 8).
ATTIVITÀ DI RECUPERO
Le attività di recupero sono sempre difficilmente pronosticabili e prevedibili poiché variano
a seconda della tipologia di lacuna. Il discente può non aver studiato o, invece, può avere delle
difficoltà di ordine mnemonico oppure può aver studiato, anche con un certo rigore, ma non
riusce a fare i collegamenti opportuni ed a gestire con profitto i concetti appresi.
In ogni modo, quale che sia la genesi delle difficoltà apprenditive, mi premurerò, in primo
luogo, di predisporre delle attività di peer tutoring (tutor tra pari) per lo stesso motivo per il
quale si è optato per il cooperative learning, cioè affinché sia incrementato ed irrobustito il
livello di scambio e di positiva interazione nel gruppo-classe. In questo caso si costituiranno
delle coppie di lavoro all’interno delle quali vi sarà da un lato il mentore (tutor) e dall’altro il
discente che abbisogna di aiuto.
ATTIVITÀ DI RECUPERO
Oltre alle attività di peer tutoring delle quali si è detto, il docente, qualora lo ritenga opportuno, predisporrà delle

ulteriori attività di recupero sotto forma di lezioni frontali interattive. Queste ultime si contraddistingueranno per
una spiccata tendenza a coinvolgere i discenti, favorendone le capacità metacognitive cioè di attiva e funzionale
consapevolezza sia degli errori commessi che delle lacune presenti.

Una volta circoscritte ed evidenziate tali lacune, il docente potrà aiutare l’alunno non solo a scuola ma sarà in
grado altresì di dare dei consigli efficaci anche per un fruttuoso e redditizio studio pomeridiano.
«Non ho mai insegnato
nulla ai miei studenti; ho
solo cercato di metterli
nelle condizioni migliori
per imparare»

A. Einstein