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Caro Michele

Natalia Ginzburg

Riassunto
Romanzo epistolare pubblicato per Mondadori nel 1973, ambientato nella Roma degli anni della contestazione
studentesca, in un arco cronologico compreso fra il dicembre 1970 e lestate seguente. Il romanzo racconta le vicende
di una famiglia borghese dispersa e divisa da incomprensioni e mancanza damore, dentro la cui dolorosa lacerazione
si consuma il dramma umano di Michele. Questi vive in clandestinit per motivi connessi alla lotta politica, in un rifugio
inglese, ma gli manca una precisa volont dazione e una salda coerenza morale. un balordo chiuso nella sua
solitudine, intento alla ricerca di un alibi interiore che lo scagioni da quella sostanziale indifferenza verso le cose di cui
pure cosciente (ognuno di noi sbandato e balordo in una zona di s e qualche volta fortemente attratto dal
vagabondare e dal respirare niente altro che la propria solitudine). A Leeds, dove lo ha portato la sua irrequieta
smania di girovagare, si sposa con Eileen, unamericana alcolizzata madre di due bambini; ma il matrimonio finisce
dopo una settimana. Costretto a lasciare lInghilterra, per debiti, Michele va a Bruges, dove, dopo qualche tempo,
trova la morte, accoltellato da un gruppo di fascisti nel corso di una manifestazione studentesca. La sua una storia
di disagio esistenziale e di disappartenenza, che riflette la decadenza e linettitudine della sua stessa famiglia,
immobilizzata nel limitato orizzonte del rimpianto e corrosa da ansie e fallimenti. Lintera fisionomia della vicenda
emerge dallo scambio epistolare che coinvolge tutti i personaggi del libro, che attraverso le lettere si confessano e
scoprono il loro rapporto con il protagonista. Ne deriva una trama di gelose intimit e di lenti svelamenti che formano
latmosfera di un interno familiare lacerato e confuso, nel quale si stagliano le figure della madre, in cui la memoria si
fa strada a diradare il senso di una vita angosciosa e dolente e di Mara, che vive nellinconsistenza di una sensualit
torbida e fatua.

Analisi
La Ginzburg una scrittrice dellultimo 900, e come Michele Prisco e Domenico Rea una figura molto importante per
Napoli. Ebrea,nasce nel 1961,sposa il figlio di Baldini e muore nel 1991.Nella complessa realt contemporanea con i
suoi miti e le sue illusioni,ella si ritaglia un modo tutto suo,con una sua particolare suggestione di linguaggio
apparentemente monotonale. Ovvero,preferisce cogliere il reale nelle situazioni che sembrano comuni e banali
stabilendo cos una sofferta dialettica del quotidiano.Molla di questoperazione rivelatrice della banalit delle cose,ma
in cui brilla una luce di verit, la memoria che emerge spesso sotto i toni di conversazione-ricordo.Il ricordare(forma
tipica della letteratura contemporanea -Leopardi-) la linea portante di sviluppo e di ispirazione della sua opera.Infatti
per la scrittrice,nel ricordare,c il bisogno di recuperare la realt delle cose in cui si nasconde il vero:la tela della vita
riaffiora alla luce appunto nella dimensione del ricordo.
Caro Michele un romanzo epistolare che parla di un individuo fittizio che il perno intorno a cui si muovono tutti gli
altri personaggi.Infatti lui assente fisicamente,ma rivive nellansia della madre e nel pensiero degli altri che si
scrivono fra di loro .Michele viene ucciso senza motivo,dalla coltellata anonima di un fascista durante una rivolta di
contestazione giovanile,e ci si chiede il perch di questinutile conclusione,il motivo di una morte cos stupida. E forse
ci lo si pu trovare solo nel ricordo,in quanto porta alla luce Michele come un personaggio deluso dentro,capace di
certezze e di combattere per i suoi ideali e che alla fine muore proprio per essi.
Da notare il sentimento dangoscia e di solitudine amara e desolata che domina tutta lopera e che per anche
sentito dalla stessa scrittrice che partecipa al dolore nellapparente nudit del suo linguaggio .I personaggi parlano
scrivendo lettere cercando un punto di comunicazione in unumanit cos sradicata da ogni ragione di vita,non si
incontrano mai,dunque,sono traumatici,distaccati e non si parlano mai direttamente.Il rapporto epistolare,per,non si
esaurisce tra due interlocutori,ma coinvolge tutti i personaggi del libro,che nello scambio di lettere si confessano di
volta in volta e sono loggetto di commento altrui:e queste verit confessate in prima persona o rivelate dagli altri
formano a poco a poco il tessuto del romanzo.
Quella della Ginzburg una narrativa di situazioni e di comportamenti presentati come nuda cronaca che talvolta
diventa tragedia in quanto lamore delle piccole cose ,che la scrittrice dimostra raggiungibile, diventa deludente nel
momento in cui si scontra con la brutale realt;ma si tratta di lirismo contenuto perch non presente il bisogno di
piangere o di compiangersi.Raramente ella ricorre allironia,che poi presente nelle cose stesse e si opera attraverso
il linguaggio semplice e paratattico .Nudit dellespressione,parole scarne con cui rispecchia la coscienza dei
personaggi e esprime la crudele realt.
E Natalia alla fine finisce per identificarsi con i suoi personaggi,svuotati del senso di vita,eppure interpreti delle sue
favole di vita,cio di quei momenti crudeli dellesistenza che lei indaga ed esprime con un realismo che anche
sofferta partecipazione.Si parla di favola,per indicare l illusoriet della vita stessa che favola e realt insieme.Del
resto larte finisce sempre per esprimere la favola della vita e dellessere,che poi ci che da senso alla nostra
esistenza e ai nostri comportamenti.
Michele simboleggia latteggiamento dei giovani doggi,che non vogliono affrontare la realt,ed in fuga da se
stesso,tenta inutilmente di trovare una ragione di vita,magari in un qualsiasi contatto umano:sposa cos Leeds,ma il

matrimonio dura soli otto giorni.In realt anche questultimo una fuga,come tutta la propria vita,senza una meta,con
avvertito sentimento del niente(mancanza di fiducia,di ideali).Per la Ginzburg,infatti,gli altri sono visti come un
fastidio,con indifferenza al contrario degli altri scrittori.
Anche la sorella Angelica,partecipando alla sua angoscia scrive:Continuo a non essere niente,fingendo di sorridere
sulla scappata del fratello ma sentendo di avere il cuore strettoper il suo inutile errare.Una fuga,quella di Michele,o
un errare vagabondo senza meta,con senso di esilio della vita stessa.Ed Angelica sola anche lei cerca di consolare la
povera Mara,destinata e rassegnata alla solitudine.Sono tutti personaggi sbanditi dalla realt come ognuno di noi,che
ha una strada da raggiungere,ma non sa come.
Questassenza di comunicazione che troviamo in Caro Michele non invece presente in Lessico Famigliare,opera
senzaltro pi positiva in cui ritroviamo il recupero degli affetti tramite lo studio attento delle parole che vengono
solitamente usate allinterno del nucleo famigliare.
Tra i vari personaggi del romanzo,per,il pi disperato senzaltro quello della madre,Adriana,vera protagonista,che
cerca un aggancio alla vita,un motivo di relazione con il figlio Michele.Ella appare chiusa nella solitudine del suo
silenzio che non trova le parole da scrivere,come dice nella sua prima lettera in cui lo informa del padre,ammalato
anche lui. E cos morir anche il povero Filippo,abbandonato da tutti.La rievocazione che ne fa la figlia Angelica a
Michele tra le pagine pi commosse e nude,raccontata anchessa nella chiave del ricordo .E rammenta un incontro
desolato con il padre,lincapacit della madre di sopportare la solitudine, questo proprio nel giorno della morte del
padre stesso. Anche se Michele comunica con la sorella non riesce mai a raggiungere un vero rapporto .Adriana da
parte sua rassegnata,anche se sillude di chiedersi il perch della fuga del figlio che del resto non gli era stato mai
vicino .E triste,senza speranza ed ironia come spesso accade nei personaggi della Ginzburg:restano tutti delusi e
disperati nella loro desolazione .E si scrivono cose che sembrano di nessuna importanza perch la loro vita stessa a
non avere importanza,cos danno la sensazione di parlare allo stesso modo,di assomigliarsi tutti;le parole come si
sa,non si dicono,ma si danno,ed invece costoro sono incapaci di partecipazione.Ma anche se tali personaggi non
riescono a comunicare tra di loro sono comunque veri,autentici. Michele pu essere il simbolo di una societ
difficile,che ha perso fiducia in quei valori a cui lumanit stata legata per secoli,e la scrittrice in tutto il romanzo si
regola in tal modo.
Adriana il personaggio pi vivo e problematico in quanto soffre di pi,ma anche il pi riuscito ,tra gli altri,per il
senso di solitudine che esprime.Ella in fondo riesce a capire ben poco dei figli,che vivono una vita vuota in quanto
responsabili e vittime dello sfacelo della societ.La madre,che come tutti per comunicare scrive lettere,vive in se
stessa il dramma degli figli e si rammarica del fatto che tra loro non c un rapporto.Scrivendo a Michele,si lamenta del
fatto che la figlia sempre molto chiusa con lei:Credo che sia chiusa con me per debolezza daffetto,ella avverte dei
sentimenti materni,ma non riesce a comunicarli. Cos la sua anima si prosciuga ed il su cuore si inaridisce,e muore
nel ricordo e nellangoscia. Adriana colei che cerca di ricomporre le note interne dun lessico
famigliareinterrotto,incapace di parole perch senza pi veri ricordi e legami.Cerca,ma non riesce nel suo intento
proprio perch manca una vera unit famigliare ein virt di ci,vengono meno anche le parole.Alla fine,sebbene
ognuno dei personaggi abbia piet dellaltro,non c vera comunicazione. Il solo motivo che li spinge a scrivere il
desiderio di trovare un legame pi che la volont di crearlo.Ma finiscono solo per passare la vita a farsi pena gli uni
con gli altri,come scrive Mara,la quale ammette che non avrebbe mai sposato Michele perch impossibile entrare
nella vita altrui.Come il pellicano,che sa di non poter condividere la sua vita con nessuno(=Michele),e scrive cos a
Mara:Probabilmente io non posso vivere con nessuno.Il mio errore stato di illudermi,e di illuderti,che fosse possibile
un rapporto.La sua persuasione calma anche se crudele,tanto alla fine comunque si arriva ad un punto in cui
non ci si parla pi e quindi alla separazione,proprio come accade ad Osvaldo che riesce a separarsi tranquillamente
dalla moglie.
In fondo questi personaggi si sforzano di essere per lo meno autentici,non si camuffano,non nascondono i loro limiti,le
loro rabbie.Resta comunque la possibilit di ritornare a credere o ad illudersi per il desiderio di riscoprire il senso delle
cose.Da qui la possibilit di un recupero,che si opera attraverso il ricordo,per ridare cos senso alla vita,nella speranza
non di ricostruire il passato che non pi,ma nel desiderio che esso valga nel dare una spiegazione al
presente.Perch listante muore mentre lo viviamo,mentre il ricordo pu riportarlo di nuovo alla vita.Ed questo che
Osvaldo afferma alla fine del libro pur costatando che nella nostra vita presente non c nulla che valga i luoghi e gli
attimi incontrati lungo il percorso.Quindi pur affermando che non vi nulla da fare,resta la speranza,la possibilit di
incontro.Di qui il ricorso alla memoria nella scrittrice,nella sua fedelt al continuo rimando memoriale:levocazione.
La realt triste,ma bisogna illuminarla.Questo il motivo ispiratrice della Ginzburg,confessato gi nella prefazione ai
Cinque romanzi brevi,in cui la scrittrice spazia e passa dalla prima persona alla terza,dallo stile epico a quello
epistolare,dal dialogo al ricorso alla memoria . Ma manca lamaro umorismo presente invece in Caro Michele.
In fondo a tutto,comunque,c il bisogno di capire ed esprimere la sofferenza esistenziale,che rivela lamore della
scrittrice per le piccole cose in spazi narrativi solo apparentemente limitati.Nei fatti quotidiani di un piccolo mondo,c il
bisogno di esprimere la vasta problematica della realt di oggi con la solitudine ed il silenzio che proprio lincapacit
di comunicare veramente.Infatti la Ginzburg afferma in Mai devi domandarmi che non ha mai cessato di stupirsi
davanti alle cose:di questo stuporesi alimentano le sue opere,stupore che proviene dalle cose e dal loro
ricordo.Come suggerisce,infine,la chiusura del romanzo:Cos aspettiamo in assoluto silenzio di trovare per le cose
che amiamo parole nuove e vere (trovare sentimenti nuovi per continuare i rapporti)