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45 richiami di termodinamica

Trasformazione spontanea: irreversibile perchè non è sequenza di infiniti stati di


equilibrio, ma, per definizione,di disquilibrio, e l'equilibrio lo raggiungono
dopo.

Espansione quasi statica: che cosa succede? Vado da uno stati di equilibrio ad un
altro passando attraverso infiniti stati di equilibrio. Ma noi dicemmo che p, la
pressione del gas, può in uno stato di equilibrio essere concentrato in maniera
disuniforme.
Ergo p*dv significa che è il lavoro per una trasformazione quasi statica.

Keywords: equilibrio, ho equilibrio meccanico, chimico e termico, che potrebbe


significare anche che in questa condizione è disforme il profilo di pressione (ma
non di temperatura). Lo stato di non equilibrio può pensarsi come uno stazionario
garantito da un vincolo o insieme di vincoli.
Quello non stazionario, una volta rimossi i vincoli, e lo vedremo col primo
principio della termodinamica, tende spontaneamente all'equilibrio.
Ergo non equilibrio-->(spontanea=irreversibile)->equilibrio
All'equilibrio succede che le proprietà intensive sono uguali ovuqnue? No, pens a
ai profili di pressione, ad esempio, ma se sono uguali ovunque allora ok, anzichè
l'integrale fai il prodotto.
Attenzione! Trasformazione quasi statica: indica successione di stati di
equilibrio, ergo rappresentabili. Reversibile vuol dire che io attraverso la stessa
sequenza posso riportare il sistema alle proprietà iniziali garantendo che i
dispositivi riacquistino le energie che in forma calore e lavoro che hanno perduto.
Ma attenzione, possono esistere irreversibili quasi statiche.

Ok

Entriamo nel dettaglio

Il concetto è forse questo: lascia il sistema isolato, dopo un transiente in


generale irreversibile, perchè spontaneo, esso perviene ad un equilibrio
termodinamico, ci siamo? Quindi equilibrio anche come in scienza delle costruzioni,
e l'unico modo per ottenerlo sarebbe fare le cose lente, aspettare il transiente ed
arrivare ad uno stato di equilibrio

Noi vediamo in che condizioni le cose vadano oltre un transiente?


Quindi due modi per definire irreversibilità: dissipatività, pur a fronte di stati
di non equilibrio, oppure non stati di equilibrio successivi

Ergo attenzione, pensa attentamente al concetto di equilibrio_scienza e pensa al


modo in cui pensare di ottenerlo.
Altra cosa importante: nella spontena non ho equilibrio, perchè mi ci voglio
portare, non posso pensare a stati di equilibrio comunicanti
Ci sta dunque concetto invisibile legato alla velocità in cui avviene la
trasformazione, per parlare di trasf. quasi statica.

Immagina che io vincoli, no?


Trasformazione spontanea se c'è un vincolo non può avvenire. Abbiamo detto che un
sistema semplice cioè uno descrivibile per mezzo di f(P,T,V)=0 è un sistema che ha
due soli gradi di libertà, e se è bifasico, se dai le due info sbagliate sei fritto
perchè la info equivalente è una sola. Ed abbiamo pure detto che un sistema
semplice ha anche la definizione alternativa per cui non agisce gravitazionalmente,
magneticamente o elettricamente, per cui l'unico modo di scambio che ha qual è?
Attraverso qualcos che coinvolge P,T e V, credo. Scusate allora, se il sistema è
vincolato a non potersi espandere nè comprimere si instaura questo tipo di legame
tra P e T, immagino. E seguirà questo tipo di trasformazione.
Sapere questo legame è sufficiente? Dipende dal sistema voglio immaginare.

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Quindi il I principio comporta che io passi da uno stato di equilibrio ad un altro


senza preoccuparmi di come ci arrivo, amico mio. Basta siano due stati di
equilibrio. Qualunque trasformazione ciclica dunque è governata dal cazz.
Attenzione quand'è che esiste il differenziale di una funzione (lavoro ad esempio)?
Funzione differenziabile se è derivabile totalmente, vabbuò comunque è evidente che
dao_L significa posso scambiare a basse velocità, quasi nulle, calore e lavoro.

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Lavoro di variazione di volume per sistemi chiusi, essendo ivi le trasformazioni


lente non come i sistemi aperti allora può essere solo lavoro di questo tipo
Però questa cosa mi convince solo in minima parte, perchè sembra negare effetti di
lavoro di tipo

(Che arriva all') equilibrio termodinamico

Quindi il valore dell'energia lo vedo a stato isolato, m è evidente modifica di caz


interne possibile
Ovviamente per definirla io devo sempre aspettare il consumarsi del transiente

Se tu definisci l'equilibrio termodinamico, allora ammetti che il sistema, sia esso


semplice e comprimibile o meno, possa arrivarci, e questo è un punto di partenza
importante. Attenzione poi, che tra le tre forme possibili di lavoro per un
sistema semplice (concetto non banale, scambierà solo energia meccanica, non di
altro tipo) esiste solo la possbilità di lavoro di variazione di volume, e quindi
non anche di scambi dissipativi, da cui la scelta di Renno di dare sistema pistone-
cilindro con trasformazioni endoreversibili. Ricordiamo che è tutto legato, e cioè
il numero di proprietà necessarie col tipo di sistema coll'equilibrio
termodinamico. In assenza di equilibrio termodinamico non individui proprietà.
Abbiamo anche detto che lavoro di variazione di volume non è l'unica forma di
scambio per sistema chiuso ma sicuramente è l'unica forma di scambio
endoreversibile, perchè è l'unica quasistatica. La quasistaticità è astrazione per
trasf. reali. È condizione zero per reversibilità, ed è chiaro che se la
trasformazione non è quasistatica allora i punti di equilibrio sono solo gli
estremi della trasformazione, mentre se lo è hai una successione di quasistaticità.

La questione inerente al primo principio è quella per cui in condizioni di


equilibrio puoi determinare energia, il cui valore, essendo proprietà di stato, non
dipende da come ci sono arrivato, infatti ciò è alla base del calcolo della
variaizone di eneergia interna qualora trasformazione irreversibile non
quasistatica, come in alcuni esercizi. Si è discusso anche su misurabilità e
controllabilità
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Qui segue quadro riepilogativo