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LEGGI DELLA TERMODINAMICA Per termodinamica sintende quella parte della fisica che studia le trasformazioni dellenergia in lavoro

e viceversa. Il principio zero dice che se due corpi sono in equilibrio termico con un terzo allora saranno in equilibrio tra di loro. Il primo principio si rif al principio di conservazione dellenergia secondo cui essa non si crea non si distrugge ma si trasforma: in ogni trasformazione la somma del lavoro prodotto e della variazione di energia interna del sistema equivalente allenergia fornita(Clausius); inoltre, come asser Kelvin: impossibile che lunico risultato di una trasformazione sia quello di convertire in lavoro il calore sottratto ad una sola sorgente termica. Il secondo principio, invece, dice che possibile trasformare tutta lenergia in calore ma non possibile trasformarla tutta in lavoro utile, impossibile, dunque, provare a recuperare il calore ceduto a causa dellattrito poich il calore passa spontaneamente solo da un corpo a temperatura pi alta ad uno pi bassa, e la temp di Q2 sempre inferiore a Q1. (parte andr necessariamente persa sottoforma di calore). Inoltre a partire dal secondo principio facile intuire come lenergia sottoforma di lavoro passa indifferentemente da un sistema allaltro, ma quando questa viene trasferita sottoforma di calore passa solo dal sistema a temperatura pi calda a quello a temperatura pi fredda. Dunque il passaggio di lavoro un fenomeno reversibile, mentre quello di calore irreversibile. Il rendimento di una macchina, infatti, (eta), pari al rapporto tra energia trasformata ed energia assorbita dal sistema sempre minore di uno dal momento che la prima necessariamente inferiore a quella assorbita. Il terzo principio della termodinamica afferma che non esiste alcun sistema in cui sia possibile realizzare una serie successiva di processi termodinamici tali da condurre il sistema allo zero assoluto, (Nerst), (t2 nella macch di Carnot, ad es, non pu essere uguale a zero!! In quel caso il rendimento sarebbe uguale ad uno). ENTROPIA Secondo il 2 princ della termodinamica il calore fluisce spontaneamente solo da un corpo a temp pi calda ad uno a temp pi fredda. Ma come si spiegherebbe allora il funzionamento ciclico delle macchine frigorifere? In esse corpi caldi vengono raffreddati secondo processi non spontanei, tuttavia a questi stessi processi devono necessariamente seguire processi spontanei tant vero che anche la macchina frigorifera lavora cedendo calore allesterno. Ritornando alla macchina di Carnot, abbiamo visto che per far si che questa funzioni bisogna ripristinare le condizioni di partenza e, dunque, se nella prima fase viene trasmesso calore alla macchina per dilatare il gas e produrre lavoro, nella terza fase occorre che il gas ceda il calore e si comprima fino a tornare allae condizioni iniziali. Ci significa che, dopo aver raggiunto un determinato livello di disordine delle particelle sotto lazione del calore che le fa muovere caoticamente, le stesse particelle devono raggiungere nuovamente un livello di ordine. Dunque lentropia, (definita come il livello di disordine raggiunto da un sistema), nel caso dei sistemi reversibili come quello della macchina di Carnot risulterebbe nulla poich: Q2/T2=-Q1/T1 e quindi Q2/T2+Q1/T1=0 Per i cicli reversibile, dunque, la sommatoria di Qi/Ti=0. nel caso degli irreversibili, invece, questa sempre <0. la disuguaglianza di Clausius unendo le due formule dice che in un ciclo termodinamico in cui il fluido scambia le quantit di calore Q1, Q2Qn con sorgenti rispettivamente a temperatura T1, T2Tn si ha: sommatoria di Qi/Ti<=0. Il fatti che un sistema reversibile dopo una serie di traformazioni ritorni allo stato iniziale significa che la sua energia interna (DU) non cambiata ma sempre =0. infatti DUtot=DU1+DU2+ DUn=0, ovvero, la sommatoria totale di DUi=0, essa dunque una funzione di stato poich dipende dallo stato iniziale e finale del sistema. Altra funzione di stato lentropia (DS) poich le variazioni di Q/T verificatesi nel ciclo alla fine si compensano. Per convenzione si assunto che il valore di entropia sia nullo allo zero assoluto e che questa definta solo per T costante,

(trasformazioni isoterme). Dunque nelle trasformazioni cicliche reversibili la variazione di entropia totale nulla, dunque, la sommatoria di DS per i cha va da 1 ad n=0. lentropia una funz di stato. CORRENTE ELETTRICA Venne studiata gi alla fine del XIII e, per analogia con il flusso dellacqua la quale si sposta dal contenitore ove ce n di pi a quello dove ce n di meno, venne assunto come verso convenzionale quello che va dal polo positivo al polo negativo. Tale verso rimase nonostante la successiva scoperta degli elettroni, (sono questi in realt che si muovono dal polo negativo a quello positivo). Cos analogamente con quanto accade per lacqua per la quale possiamo definire una portata, data dal rapporto tra DV/Dt o Dm/Dt, nel caso della corrente elettrica possiamo definire lintensit di corrente I=q/Dt. Essa si misura in Ampere, (unit fondamentale dellelettrologia), ed uno scalare. Una corrente, dunque, ha lintensit di un Ampere quando ogni secondo passa attraverso la sezione la carica di 1 Coulomb. Si parla di corrente costante quando, in intervalli di tempo regolari passa una stessa quantit di cariche da uno stesso condotto, si dice anche continua quando oltre ad essere costante mantiene sempre lo stesso verso. LEGGI DI OHM Si dicono conduttori ohmici tutti quei conduttori ove il rapporto tra la differenza di potenziale e lintensit di corrente, (e viceversa), si mantiene costante. stato provato sperimentalmente, infatti, che le due grandezze sono direttamente proporzionali, (la retta del grafico che le definisce parte dallorigine). In particolare il rapporto I/DV indica la conduttanza, ovvero la facilit con la quale le cariche attraversano un conduttore. Viceversa il rapporto DV/I (1 legge di Ohm), indica la resistenza che oppongono i conduttori al passaggio di cariche. Essa si misura in (volt/ampere). Dunque, un conduttore ha la resistenza di un Ohm se, applicato ad esso la differenza di potenziale di un volt vi circola lintensit di corrente di un ampere. La seconda legge di Ohm, invece, indica la resistenza del conduttore come R= l/s. ove la costante di proporzionalit ro sta per resistivit ed tipica del mezzo di conduzione. Questa si pu facilmente ricavare dalla formula inversa come =Rs/l e si misura, quindi, in m. Il valore della resistivit, inoltre, varia al variare della temperatura, pu considerarsi costante solo un determinato intervallo di questa. Ad es a 20 ro va da 10 alla-8 a 10 alla-4 per i conduttori, da 10 alla-4 a 10 alla5 per i semiconduttori e da 10 alla5 a 10 alla 17 per gli isolanti. DIFFERENZE CAMPO MAGNETICO/ELETTRICO Si definisce campo quella regione di spazio perturbata dalla presenza di una carica, massa o altro, che provoca forze gravitazionali, elettriche o di altro tipo su eventuali altre masse, cariche o altro. Il campo elettrico ed il campo magnetico sono generati rispettivamente da una o pi cariche e da uno o pi magneti. Il primo evidenziato da una carica di prova mentre il secondo da un magnete di prova. Questi sono rispettivamente definiti dai vettori E ed H, che hanno per direzione il verso/direzione nei quali si muove/dispone una carica/ago. Per entrambi cariche o poli di segno opposto si attraggono, viceversa si respingono. Un corpo si pu elettrizzare o magnetizzare sia per contatto che per induzione che per strofinio. Inoltre entrambi possono generare campi uniformi: nel primo caso ad es tra due piastre caricate elettricamente, nel secondo tra i due poli di una calamita ad U, ma solo il campo elettrico pu essere di tipo radiale, (nel magnetico non esistono poli singoli). Differenze: le cariche possono separarsi i poli no; linee di campo per il magnetico, di forza per lelettrico; aperte nellelettrico, chiuse nel magnetico. Nel magnetico non pu definirsi un potenziale perch questo non un campo di tipo conservativo.