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FM 98.2 ­ 98.7 ­ 103.8 www.ilsecoloxix.it VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 GENOVA ¤ 1,20 FONDATO NEL
FM 98.2 ­ 98.7 ­ 103.8 www.ilsecoloxix.it VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 GENOVA ¤ 1,20 FONDATO NEL
VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 GENOVA ¤ 1,20 FONDATO NEL 1886 ­ ANNO CXXIII ­ NUMERO
VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009
GENOVA
¤ 1,20
FONDATO NEL 1886 ­ ANNO CXXIII ­ NUMERO 227,COMMA 20/B. Spedizione abb. post.­ GR. 50
con TELESECOLO
in Liguria, AL e AT
€ 1,20 in altre zone
SAMPDORIA
IL GENOA
FERMA
LA JUVE
PALOMBO:
«I MIEI
PRIMI
28 ANNI»
BASSO a pagina 43
VOLVO OCEAN RACE
SOLDINI:
«PARTOPER
Spettacolare 2­2 con
pareggio finale di Trezeguet.
A segno Mesto e Crespo
L’EVEREST
DELMARE»
CASACCIA e MANGINI alle pagine 40, 41 e 42
CIMBRICO a pagina 45
Giandomenico Mesto, autore del bellissimo gol dell’1­1, festeggiato da un’ammucchiata di compagni di squadra

EDITORIALE

PASSILOSCUDO,

MAILVIALIBERA

ALRICICLAGGIO

VABOCCIATO

VICTOR UCKMAR

L argo dibattito, anche sui quotidiani, è dedicato alla evasionefiscaleedinque­ sti giorni allo “scudo”.

Prescindo dalle mie posizioni ide­ ologiche: anche per l’origine au­ stroungarica della mia famiglia sono sempre per l’osservanza della legge, anche in materia tributaria, e quindi sono fermamente critico contro l’evasione e i condoni (60 in 100 anni, come oggi denuncia la rivista Tax Notes International). Eppure tutti, nessuno escluso,

concorriamo all’evasione: chi non ha accettato di pagare senza la fattura –

e quindi con evasione dell’Iva e delle

imposte dirette a carico dell’emit­ tente ­ dell’artigiano o del professio­ nista? L’evasione, purtroppo, è un vizio congenito del popolo italiano, ma non sono da meno, sia pure in minor misura, altri popoli: e così anche quelli solitamente presi ad esempio, come l’americano: basti considerare

i52.000contisegretitenutipressola

Ubs. L’evasionenelnostroPaeseèstata sempre ricorrente per molti motivi. A volte patriottici: ricordo che nell’autunno 1943, appena conse­ guita la licenza liceale al Doria di

Novi Ligure, fui incaricato, dai parti­ giani, di fare la “posta” all’ingresso dell’Esattoria per indurre i conta­ dini a non versare le imposte che sa­ rebbero finite nelle tasche dei re­ pubblichini o dei tedeschi, nostri oc­ cupanti:maiassolsicontantafacilità

il compito che mi era stato affidato; e

poi la ragione fu l’eccessiva pres­ sione fiscale e tuttora la sperequa­ zione: 12,50% (secca) sui redditi di capitali e oltre il 50% per i redditi di lavoro, solo il 30% per quanti li pos­ sono inscatolare in una società di co­ modo; e poi spesso l’evadere le impo­ ste appare una “furbizia”, uno dei peggiori vizi nostrani.

SEGUE >> 21 LUGARO >> 2

vizi nostrani. SEGUE >> 21 LUGARO >> 2 FM 98.2 - 98.7 - 103.8 www.ilsecoloxix.it IL

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>> 2 FM 98.2 - 98.7 - 103.8 www.ilsecoloxix.it IL VERTICE Vince la lineaObama stopallearminucleari
>> 2 FM 98.2 - 98.7 - 103.8 www.ilsecoloxix.it IL VERTICE Vince la lineaObama stopallearminucleari

IL VERTICE

Vince la lineaObama stopallearminucleari

Risoluzione dellOnu. Scontri alG20 di Pittsburgh

Risoluzione dellOnu. Scontri alG20 di Pittsburgh NEW YORK. Il sogno di Barack Obama, un mondo senza

NEW YORK. Il sogno di Barack Obama, un mondo senza armi nucle­ ari, è più vicino. La risoluzione votata all’unanimità dal Consiglio di sicu­ rezza guidato per la prima volta dal presidente Usa impone la non prolife­ razione degli arsenali atomici. La risoluzione suona come un mo­ nito rivolto principalmente all’Iran, il cui presidente Ahmadinejad ha attac­ cato ieri Israele. Durante il suo inter­ vento molti rappresentanti occiden­ tali hanno lasciato la sala. Al vertice G20 di Pittsburgh, prima ancoradell’iniziodei lavori, seri scon­ tri tra polizia e manifestanti

CRESCI, LUGARO e un’analisi di DELLA SALA >> 2 e 3

INTERVISTA AL SINDACO DI GENOVA

Vincenzi: il buco c’è sarà sanato in 10 anni

I debiti delle società del Comune erano nel 2007

pari a 84 milioni, ora a 70. «Non siamo a rischio crac»

GENOVA. «Noi riduciamo il de­ bito del 10% circa all’anno: questo è l’obiettivo e questo trend speriamo di mantenere». Marta Vincenzi, sin­ daco di Genova, in un’intervista al “Secolo XIX” spiega il suo piano per ripianare in dieci anni la mole dei de­ biti delle società partecipate del Co­ mune (da Ami a Sportingenova, più

altre. Al 2007 ­ anno di passaggio fra il sindaco Giuseppe Pericu e la stessa Vincenzi ­ il passivo era di 84 milioni di euro, ora ridotti a 70. Su alcune vi­ cende sono in corso anche inchieste giudiziarie e contabili. «Ma Genova non è a rischio crac ­ sostiene il sin­ daco ­ Di cose ne abbiamo fatte e sem­ pre finalizzate all’alleggerimento. Certo non è facile tagliare il debito cercando di mantenere la qualità dei servizi. Ma ci riusciremo». Di questo passo, al 10 per cento all’anno, ci vor­ ranno dieci anni.

INDICE >> 25

PARLA L’EX MINISTRO MARTINO

anni. INDICE >> 25 PARLA L’EX MINISTRO MARTINO Due alpini di pattuglia in via San Lorenzo

Due alpini di pattuglia in via San Lorenzo a Genova

«InAfghanistan

mandiamoloro»

Antonio Martino, ex ministro della Difesa, al Secolo XIX: «A Kabul servono più militari, usiamo quelli di ronda nelle città» LOMBARDI >> 3

IN THAILANDIA

Aids, trovato ilvaccino cheriduce ilrischio

Onu e Oms comunicano i risultati della più grande sperimentazionemai effettuata. La probabilità di contagio scende del 31%

WASHINGTON. Ci sono nuove concrete speranze di sviluppare un vaccino efficace contro l’Aids. La no­ tizia ­ avvalorata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’agenzia Onu per l’Hiv ­ viene da Bangkok, in Thailandia, dove su iniziativa ameri­ cana è stata condotta la più grande sperimentazione clinica mai intra­ presa per un vaccino. Lo studio dimostra che la combina­ zione di due vaccini già esistenti è in grado di ridurre il rischio di infezione del 31,2%. Percentuale modesta ma ritenuta un passo significativo nella ricerca di un vaccino.

SERVIZIO >> 6

«Senza donne questaGiunta non s’ha da fare»

Il Tar ordina al presidente della Provincia di Taranto di rifare la sua squadra con una quota rosa

SCHIANCHI >> 4

INDICE

in primo piano

2 commenti lettere e rubriche meteo genova lettere e città album

4

5

6

8

10

cinema & teatri

11

televisione

13

sport 17 genova sport

21

politica

22

dal mondo

23

25

cronache

32

società

33

liguria

35

economia

36

marittimo

40

cultura

47

LA SCOPERTA

SORPRESA, IL SISTEMA SOLARE SI È MESSO A FARE ACQUA

CLAUDIO PAGLIERI

S ulla Terra i ghiacciai si sciolgono?

Niente paura, chi già sente nostalgia

degli igloo e delle corse con le slitte

potrà un giorno trasferirsi su Marte,

dove la Nasa ha scoperto la presenza di ghiaccio

in misura più abbondante del previsto: non solo

ai Poli, come confermò la sonda Phoenix lo scorso anno, ma anche a latitudini intermedie. E l’atmosferadel PianetaRossosarebbepiùumida

di quanto si pensava.

Le sorprese non finiscono qui: si è scoperto in­ fatti che anche sulla Luna ci sono tracce di acqua. Non ghiaccio, ma minuscole molecole di idros­ sile (un atomo di idrogeno legato con uno di ossi­ geno). L’acqua della Luna sarebbe inparte giunta dall’esterno, trasportata dal vento solare; ma ce ne sarebbe anche di primigenia, e in questo caso

ma ce ne sarebbe anche di primigenia, e in questo caso Dopo le tracce sulla Luna,

Dopo le tracce sulla Luna, da Marte viene la conferma che il ghiaccio non è soltanto ai Poli. E non finisce qui

la Luna non andrebbe più considerata una co­

stola staccatasi dalla Terra come Eva da Adamo. È strano, e darà forse un nuovo argomento ai complottisti, pensare che nei tanti campioni di

roccialunareriportatidallevariemissioniApollo non si sia mai trovata traccia di acqua. Che è stata individuata invece dalla sonda indiana Chandra­ yan­1. Quella che gli astronauti americani defini­ rono«magnificadesolazione»èdunquepiùvitale

di quanto credevamo e ci costringe a rivedere

molte delle nostre conoscenze (o pregiudizi) sull’universo. «Ormai ci aspettiamo di trovare acqua in tutto il Sistema Solare», dice l’astrofisico Piero Benvenuti. E se non è sufficiente a far svi­ luppare forme di vita, servirà a placare, almeno per un po’, la nostra sete di conoscenza.

paglieri@ilsecoloix.it

svi­ luppare forme di vita, servirà a placare, almeno per un po’, la nostra sete di
2
2

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

in primo piano

2 VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 in primo piano LE SFIDE Clima,altraliteBerlusconi­Ue

LE SFIDE

LE SFIDE

Clima,altraliteBerlusconi­Ue

IlpremierchiededirivedereitettisulCo2.ReplicadaBruxelles:«Nonsicambia»

ROMA. Da New York ha scritto al presidente Barack Obama, in occa­ sione dell’apertura del G20 di Pitt­ sburgh: «L’uscitadallacrisinoncideve far dimenticare il tema cruciale di una

intesa globale sul clima». Ma prima di partire per gli Usa, da Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi aveva inviato una se­ condamissiva, questavoltaindirizzata a Josè Barroso, presidente della Com­

missioneeuropea,perchiedereunam­

morbidimento del tetto di emissione

di Co2 previsto per l’Italia. A svelare l’esistenza di questa mis­

siva è stata, ieri mattina, da Bruxelles,

la portavoce del Commissario Euro­

peo all’Ambiente, Stravos Dimas: «I tetti alle emissioni dei singoli paesi della Comunità sono stati definiti e adottati attraverso un processo basato sulla attuale legislazione europea – ha spiegato Barbara Hellfrich – E, di con­ seguenza, non sono rinegoziabili». È venuto così alla luce l’ennesimo brac­ cio di ferro tra Roma e Bruxelles. Dagli Stati Uniti, il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, ha subito negato che l’Italia abbia avanzato la richiesta di negoziare l’intesa: «È stato montato un caso – ha spiegato – Il governo ita­ liano ha solo inviato una lettera al pre­ sidente Barroso per segnalare le gravi difficoltà cui andranno incontro le aziende italiane per rispettare quei li­ miti. Abbiamo semplicemente solle­ vato il problema, chiedendo un suo

personaleinteressamentoperarrivare a una soluzione condivisa. Noi ci sen­ tiamo impegnati in difesa dell’am­ biente, ma è anche chiaro che la que­ stione è di vitale importanza per man­ tenere la concorrenza tra le industrie all’interno della Ue». Parole che, rim­ balzate a Roma, hanno attizzato altre tensioni. Maggioranzaeopposizionelehanno interpretate entrambe come con­ ferma della esistenza di questa richie­

sta. «Berlusconi fa benissimo a chie­ dere di rinegoziare le quote di emis­ sione di Co2, e fa male la Ue a conside­

rare le proprie decisioni come dogmi immodificabili. Le politiche in tema di ambientesonovelleitarieedirragione­ voli. Si rischia di fornire a temibili con­ correntieconomici,comeCinae India, un ulteriore vantaggio» spiega Lucio Malan, Pdl, segretario di presidenza del Senato. Dario Franceschini, segre­

L’ATTACCO

Il Pd: «Mettono

in ridicolo il Paese

davanti alle

comunità

internazionali»

in ridicolo il Paese davanti alle comunità internazionali» tario del Pd, la vede in maniera diame­

tario del Pd, la vede in maniera diame­ tralmente opposta: «Stannomettendo

in ridicolo il Paese davanti alla comu­

nità internazionali: proprio mentre la difesa dell’ambiente sembra una delle

chiavi per l’uscita dalla crisi, Berlu­ sconi chiede alla comunità uno sconto nell’impegno italiano. Ma, del resto, non era statolui a dire chel’attenzione perl’ambiente,in unmomento di tem­ peste economiche, era come andarsi a fare una permanente quando si ha la polmonite?».«Forse–ironizzaSandro Gozi, capogruppo dei Democratici nella commissione per le Politiche co­ munitarie – Berlusconi se la prenderà nuovamente con la “portavoce”». In realtà, l’Italia non ha proprio ti­ tolo per chiedere una revisione delle quote assegnate. Il “piano europeo per

le emissioni di gas ad effetto serra” è

stato approvato nel maggio 2007; c’erano solo due mesi di tempo per

presentare ricorso, ei termini, per noi, sono ampiamente scaduti. Proprio ieri, il Tribunale di primo grado della Ue, ha dato, per esempio, ragione a Po­ lonia ed Estonia che avevano conte­ statole quote assegnateloro e che ave­ vano fatto opposizione nei termini. «Una sentenza che ci ha sorpreso e anche deluso:ingenereigiudici comu­ nitari prendono in considerazione lo spirito della legislazione comunitaria

di attuazione del protocollo di Kyoto –

ha spiegato ancora la Hellferich – In

questocasononl’hanno fatto:siamo fi­ duciosi,però,divincereinappello».Ad

attendere questa seconda sentenza sono altri quattro paesi (Ungheria, Li­ tuania, Slovacchia e Gran Bretagna) che hanno fatto ricorso. La quota di emissione di anidride carbonica, nel periodo 2008­2012, fis­ sataperl’Italiaèdi195,8milionidi ton­ nellate,il6,5%inmenodiquantone ri­ lasciavamo nel 1990. Il governo aveva chiesto di poterinnalzareil tetto fino a 209 milioni di tonnellate di Co2. Chi dovesse sforare i tetti prefissati an­ drebbe incontro a pesantissime san­ zioni. Un calcolo ufficioso è stato già fatto: perl’Italialamulta sarebbe di 2,5 miliardi di euro per ogni anno del peri­ odo; se dovessimo superare il tetto fis­ sato per tutto il quinquennio il conto,

alla fine, sarebbe di 12,5. Quattro volte la Finanziaria di quest’anno. L’affondo del governo nei confronti della Comunità europea, però, se­ condo gli ambientalisti non rappre­ senta affatto una sorpresa, ma una scelta: «La decisione di cancellare il bonus fiscale del 55% a favore di chi utilizza l’energia solare o si impegna per l’efficienza energetica rappresen­ tano un pericoloso passo indietro» spiega Legambiente. Nella finanziaria, infatti, non v’è traccia della reitera­ zione di questi benefici.

ANGELO BOCCONETTI bocconetti@ilsecoloxix.it

IL VERTICE DEL G20

BOCCONETTI bocconetti@ilsecoloxix.it IL VERTICE DEL G20 Un momento degli scontri tra i manifestanti e la polizia

Un momento degli scontri tra i manifestanti e la polizia a Pittsburgh, sede del meeting mondiale del G20

Pittsburgh, proteste, lacrimogeni e arresti

La polizia spara proiettili

di gomma contro

i manifestanti che cercano

di raggiungere la zona

rossa del vertice

PITTSBURGH. Il summit del G20 deve ancora aprire ufficial­ mente i battenti, ma la città di Pitt­ sburgh ha già registrato i primi scon­ tri fra la polizia e gruppi di manife­ stanti, con lancio di lacrimogeni, ar­ resti di alcuni dimostranti ein serata anche colpi di arma da fuoco da parte delle forze dell’ordine. Secondo quanto riportanoalcuni testimoni,la polizia ha sparato pallottole di gomma per controimanifestanti per disperderli. Proprio mentre i protagonisti del vertice arrivavano da New York, re­

duci dall’Assemblea generale dell’Onu, la polizia cercava di disper­ dere prima con una carica e poi conil lancio di candelotti lacrimogeni al­ cune centinaia di dimostranti che si

eranoradunatinelcentrodellacittàe

si dirigevano verso la zona rossa del

summit.

Secondo la stampa locale i manife­ stanti sarebbero stati circa 500,

ancheselestimedialcunimediaarri­

vano a valutarne fino a 2.000. Si tratta, come avviene solitamente in occasione di questi vertici mondiali, sopratutto di anarchici e no­global,

molti dei quali provenienti dalla lo­ cale Università di Oakland, dov’era stata organizzata una prima marcia

di protesta pacifica contro il vertice,

ma anche dall’estero. La marcia sul campus si è quindi

ben presto trasformata in una mani­ festazione non autorizzata e i dimo­ stranti sono riusciti a penetrare nell’isola che ospita il centro di Pitt­ sburgh, a pochi metri dalla blindatis­ sima zona rossa, in cui sono in pro­ gramma i lavori dei leader mondiali del G20. All’inizio il corteo era formato da una quarantina di persone soltanto, la maggior parte delle quali vestite di nero,mailloronumeroèandatopro­ gressivamente crescendo all’avvici­ narsi della marcia al centro della città. «Mentre fateacquisti,le bombe

>> IL SUMMIT

cadono», «Controla cupidigia del ca­ pitalismo», sono soltanto alcuni dei tanti slogan scanditi dai manife­ stanti, che puntavano ad avvicinarsi

il più possibile alla zona rossa, at­

torno al “David Lawrence Conven­ tion Center”, dove si svolgeil vertice. Tra i manifestanti spiccava un gio­ vanevestitodacucciolodi focainsan­ guinato, mentre un signore anziano dai basettoni brizzolati aveva con sé un cartello che recitava: «Il partito democraticoimponeunoStatodipo­ liziaaPittsburgh».Presentialtri stri­ scioni di protesta contro la globaliz­

I GRANDI CONTRO LA DISOCCUPAZIONE «TUTTI INSIEME FUORI DALLA CRISI»

••• LA CRISI non è ancora supe­ rata. Il peggio è però alle spalle: i segnali di ripresa ci sono e si

stanno consolidando. Ma è pre­

sto per parlare di exity strategy. Soprattutto a Pittsburgh dove si confrontano i Grandi della Terra. L’obiettivo del nuovo G20 è quello di concentrarsi e fare qua­ drato per cavalcare la crescita, scongiurando i rischi che ancora si trascina lo tsunami finanziario. Primo tra tutti quello della disoc­ cupazione. Ma anche per scrivere una nuova pagina di regole e di misure ­ da quelle per la finanza,

al sostegno ai più poveri, pas­ sando per la lotta alle specula­

zioni ­ per scongiurare nuove crisi. Ma se la lotta alla disoccu­ pazione ­ con i nuovi dati allar­ manti da una parte all’altra dell’oceano ­ sembra destinata a trovare un posto da protagonista al G20 di Pittsburgh, come con­ fermano fonti diplomatiche ita­ liane, il nodo da sciogliere ancora una volta resta quello delle re­ gole per una finanza più traspa­ rente ed etica. Regolamenta­ zione quindi dei derivati e dei prodotti “over the counter”, tra le proposte sul tavolo. Ma soprat­ tutto lotta alle speculazioni. A cominciare da quelle sulle mate­ rie prime.

zazione. La protesta, non autorizzata, è ri­ conducibile alla “Mass March”, un’iniziativa a sua volta riconduci­

bilealla “ResistanceProject”echeha come obiettivo quello di esprimere il disappunto nei confronti dell’inerzia dei Grandi della Terra nella lotta contro la pavoertà e la fame nel mondo. La marcia ha costretto alla chiu­ suradiparecchie stradeedalladevia­ zione di alcuni dei percorsi che por­

tanoallasededelsummitdelG20,di­

stante circa due chilometri dalla piazza da cui è partito il corteo, al cui interno sono presenti molti giovani, il volto coperto, con bandiere rosse e nere e inneggianti al commercio equo. A Pittsburgh, lo spiegamento di forze dell’ordine è molto ingente e il centro della città è completamente transennato.Anche perigiornalistie fotografi èmolto difficile transitare a causa di percorsi obbligati.Ela situa­ zione è peggiorata, naturalmente, quando sono iniziati gli scontri. Quellastudentescaanarchicaeno­ global non è stata l’unica manifesta­ zione di ieri. In precedenza c’era stato anche un corteo a favore del Tibetlibero (a Pittsburgh c’è ancheil leader cinese Ho Jintuao), e una ma­ nifestazione di profughi etiopi. In mattinata, infine, alcuni mili­ tanti di Greenpeace, la multinazio­ nale “verde”, sono riusciti a calare un gigantesco striscione controil riscal­ damento globale da un ponte che at­ traversa il fiume Ohio. La polizia ha arrestato una quindicina di manife­ stanti.

I TETTI EUROPEI

GRAFICI IL SECOLO XIX /

I TETTI EUROPEI GRAFICI IL SECOLO XIX /

Le quote di emissioni di anidride carbonica per il periodo 2008-2012 proposte dai Pa esi e quelle st abilite dalla UE (d at i in milioni di to nnellate)

PROPOST E

APPROVAT E
APPROVAT E
(d at i in milioni di to nnella te) PROPOST E APPROVAT E Germania 48 2,0

Germania

482,0

 

453,1

-6,0

Re gno Unito

24

6, 2

 

24

6, 2

0,0

Po lonia

284

,6

 

208,5

-26,7

ITALIA

209,0

 

195,8

-6, 3

Spagna

152,7

 

152,3

-0,3

Francia

132, 8

 

132, 8

0,0

Re p. ce ca

101, 9

 

86,8

-1 4, 8

Pa esi Ba ss i

90,4

 

85,8

-5,1

Grecia

75

,5

 

69,1

-8,5

Belgio

63,3

 

58,5

-7,6

Slova cc hia

41

,3

 

30,9

-25, 2

Au st ria

32

,8

 

30,7

-6,4

Ungheria

30,7

 

26,9

-1 2, 4

Svez ia

25, 2

 

22

,8

-9,5

Irlanda

22

,6

 

21

,1 5

-6,4

Esto nia

24

,3 8

 

12

,72

-47,8

Lituania

16,6

 

8,8

-47,0

Slove nia

8, 3

 

8, 3

0,0

Lettonia

 

7,7

 

3, 3

-57,1

Lussemburgo

3,95

 

2,7

-3 1, 6

Malta

2, 96

 

2,1

-29,1

TOTALE

2.054

,92

1.

859, 27

-9,5

NUOVO SCONTRO

Pd: «Lo Scudo fiscale aiuta anche terroristi e riciclatori»

Una norma farebbe cadere gli obblighi di segnalazione. Il governo non esclude di porre la questione di fiducia

ROMA. LecommissioniBilancio

e

Finanze della Camera hanno dato

il

primo via libera allo scudo fiscale

“allargato”,senzaalcunamodificaal testo approvato dal Senato; piazza Affari esulta immaginando che buona parte dei capitali di rientro dall’estero possano essere investiti sul mercato finanziario; e Confin­ dustria sposa la linea dell’esecutivo osservando che il provvedimento non «sarà bello» dal punto di vista etico, ma «è utile al Paese». InattesacheilQuirinaleesaminii contenuti del decreto che contiene la maxi­sanatoria per i capitali na­ scosti nei paradisi fiscali, nelle com­ missioni sono stati presentati 116 emendamenti, praticamente tutti dell’opposizione,prontaascatenare battaglia in Aula: «Ci opporremo in ognimodo», assicurala capogruppo del Pd a Montecitorio, Marina Se­ reni. E un’altra deputata democra­ tica, Simonetta Rubinato, alza il tiro, sostenendo che lo “scudo” aiu­ terà anchei terroristi, dal momento

che «una modifica stabilisce per gli intermediari il venir meno dell’ob­ bligo di segnalazione oggi previsto, non solo per le operazioni di rici­ claggiomaancheperquelledi finan­ ziamento del terrorismo. Chissà se

il ministro Maroni se n’è accorto». Se lunedì in Aula la discussione dovesse prendere una brutta piega, ilgoverno hagià prontal’ormai con­ solidata contromossa: il voto di fi­ ducia. Sul punto non si sbilancia il sottosegretario all’Economia, Al­ berto Giorgetti, limitandosi a ri­ spondere che il tema «al momento non è in agenda». L’opzione, tutta­ via, resta sul tavolo, anche perché il provvedimento scade il prossimo 3 ottobre. Eil governo vorrebbe chiu­ dere la partita entro mercoledì. Il Pd avverte: «Sarebbe l’enne­ sima conferma di un comporta­ mento antiparlamentare che il go­ verno sta portando avanti». Go­ verno che, secondo l’udc Roberto Occhiuto, capogruppo in commis­ sione Finanze, usa il Parlamento per il “lavoro sporco”, «per inserire unanorma»cheTremontie l’esecu­ tivo «non hanno il coraggio di fir­ mare, come quella che ha trasfor­ mato lo scudo fiscale in una vera e propria amnistia». «Ogni volta che la destra torna a guidare il paese promette che non farà più condoni e puntualmente ri­ cominciadacapo­attaccailsegreta­ rio del Pd, DarioFranceschini ­Non

LE MISURE CHIAVE

IMPOSTA STRAORDINARIA AL 5%

il 50% del presunto rendimento

del capitale del 2% negli ultimi 5 anni

DAL 2009 TASSE

CON MODALITÀ ORDINARIE

L'imposta straordinaria del 5% vale

solo fino alla fine del 2008

TEMPI PIÙ STRETTI

5% vale solo fino alla fine del 2008 TEMPI PIÙ ST RETTI chiuderà il prossimo 15

chiuderà il prossimo 15 dicembre

REATI, SANATO IL FALSO IN BILANCIO

Protetti, fra gli altri, anche i reati

false comunicazioni sociali e

dichiarazioni fraudolente

ESCLUSI I PROCEDIMENTI IN CORSO

Niente ombrello fiscale

per chi ha

I PROCEDIMENTI IN CO RS O Niente ombrello fiscale per chi ha REGOLARIZZAZIONE Rientrano nella possibilità

REGOLARIZZAZIONE

Rientrano nella possibilità

di regolarizzazione anche Paesi

fuori dall'area Ue «qualora sia

rispettata la condizione che vi si

rispe ttata la co ndizione che vi si un eff ettivo scambio di informazioni».
un eff ettivo scambio di informazioni».

un effettivo scambio di informazioni».

GRAFICI IL SECOLO XIX

so cosa possa pensare chi paga one­ stamentele tasseerispettalalegge». Il capogruppo dell’Idv in commis­ sione Bilancio, Antonio Borghesi, sottolinea che «il testo sullo scudo fiscale, così com’è uscito dal Senato, è incostituzionale» e si augura che «il presidente della Repubblica ga­ rantisca il rispetto della Costitu­ zione, non firmando questa legge vergogna». Mail governo tira dritto. «Il prov­ vedimento, dopo l’esame del Se­ nato, è complessivamente miglio­ rato», sostiene il Tesoro che assi­ cura: «Noi non modifichiamo nulla». Le opposizioni intanto però non mollano e insistono nel chiedere che le norme inserite nel corso dell’iteraPalazzoMadamavengano cancellate. L’Italia dei Valori prefi­ gura una bocciatura da parte dell’Unione europea: «È una norma ­ commenta Antonio Di Pietro ­ criminogena».

BRUNO LUGARO

lugaro@ilsecoloxix.it

in primo piano VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 3 LE SFIDE GLI ARSENALI NUCLEARI NEL MONDO

in primo piano

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

3
3

LE SFIDE

LE SFIDE
GLI ARSENALI NUCLEARI NEL MONDO (numero di testate atomiche) RUSSIA 2.787 test: 715 primo: 1949
GLI ARSENALI
NUCLEARI NEL MONDO
(numero di testate atomiche)
RUSSIA
2.787
test: 715
primo: 1949
REGNO UNITO
RUSSIA
ultimo: 1990
STATI UNITI
2.126
CINA
100/2 00
test: 1.032
test: 45
primo: 1945
ISRAELE
FRANCIA
ultimo: 1992
75/200
primo: 1964
STATI UNITI
ultimo: 1995
COREA DEL NORD
REGNO UNITO
Sebbene Israele
non lo abbia mai
co nfermato,
si suppone che
disponga di un proprio
arsenale nucleare
CINA
ISRAELE
160
IRAN
INDIA
più di 100
test: 45
Pa esi ufficialmente in possesso
INDIA
test: 2
primo: 1952
ultimo: 1991
di armi nucleari e che si riconoscono
nel Trattato di non Proliferazione
PAKISTAN
primo: 1974
ultimo: 1998
FRANCIA
Pa esi che non hanno aderito
PAKISTAN
35 0
al Trattato di non Proliferazione
pur essendo in possesso di armi nucleari
70/8 0
test: 210
test: 3
primo: 1960
Pa esi dove esisto no ev idenze
ultimo: 1996
che co mprovano il te nt at ivo
di acquisire o co st ruire armi nucleari
primo: 1998
ultimo: 1998

Onu,stopagliarsenalinucleari

IlCongresso approvalapropostadiObama:«Èquestala nostra nuova sfida»

NEW YORK. La «nuova sfida» di Barack Obama è l’annientamento delle risorse nucleari. Un sogno, quello di un pianeta senza armi nu­ cleari, che in molti vedono già come l’utopia del nuovo millennio, ma che rappresenta comunque un altro punto a favore del presidente ameri­ cano agli occhi del mondo. Mai, dal 1946, anno della costituzione, un ver­ tice del Consiglio di sicurezza è stato guidato da un presidente degli Stati Uniti. Ma, soprattutto, quello stesso organismo clamorosamente scaval­ catodalpresidenteGeorgeW.Bushal tempo dell’invasione dell’Iraq, torva oggi grazie a Obama una nuova forza. Tanto che, per celebrare il momento, non sono mancati vari vip: e così,

nella sala deilavori, si sono visti gli ex segretari di Stato, Henry Kissinger e George Shulz, il fondatore della Cnn Ted Turner e l’attore Michael Dou­ glas, la regina Noor di Giordania. I delegati presenti sono stati tutti d’accordo nell’approvare il docu­ mento di cinque pagine, mirato ad aumentare le deterrenze contro l’ab­ bandono del Trattato di Non Prolife­ razione Nucleare (Tnp) e diminuire i rischi cheimpianti atomici a scopi ci­ vili possano essere trasformati a fini bellici. «È la nostra sfida», i prossimi mesi saranno «cruciali» per preve­ nire un «incubo nucleare» in stile Guerra Fredda, ha dettoil presidente americano, mentre il segretario ge­ nerale dell’Onu, Ban Ki­moon parla

di apertura «di un nuovo capitolo»,

non solo per la risoluzione, ma anche peril nuovo atteggiamento dell’Ame­ rica. Che, però, fa i conti con un grande assente, il leader libico Muammar Gheddafi, il cui paese oc­ cupa fino a dicembre un seggio non

il cui paese oc­ cupa fino a dicembre un seggio non ATTACCO A ISRAELE, L’OCCIDENTE CONTRO

ATTACCO A ISRAELE, L’OCCIDENTE CONTRO AHMADINEJAD

MAHMUD Ahmadinejad, presidente dell’Iran, ha attaccato Israele all’Onu provocando la protesta di varie

delegazioni occidentali: diplomatici

di più paesi ­ tra gli europei esclusi

Finlandia, Portogallo, Spagna e Svezia ­ hanno lasciato l’aula (nella foto) dopo che il presidente ha parlato di «politiche inumane contro

i palestinesi» da parte di Israele. I delegati israeliani avevano già deciso

di boicottare il discorso.

permanenteechel’altroieridalpodio

dell’Assemblea aveva inveito contro l’istituzionea 15,accusata di «terrori­ smo» e di «feudalesimo politico» dei

grandichecontrollanoipiccoli:alsuo

posto ha votato a favore della risolu­ zione e parlato in Consiglio l’amba­ sciatore Abdurrahman Mohamed Shalham. Più che Gheddafi, il cui paese nel 2003 ha rinunciato all’ato­

mica, il vero convitato di pietra della riunione è stato il leader iraniano Mahmoud Ahmadinejad, contro cui proprio ieri il premier britannico Gordon Brown ha chiesto nuove «e

molto più dure» sanzioni. Quelladiierierasololaquintavolta dalla sua istituzione che il Consiglio

di Sicurezza si riuniva a livello di capi

distatoedigoverno.ConTeherannel mirino, e senza farsi troppe illusioni, Obamahadettoche «laleggeinterna­

zionale non è una promessa vuota», mentre il collega francese Nicolas Sarkozy, che aveva dato al gruppo 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio più la Germania) tempo fino a dicembre per strappare con­ cessioni, ha detto al Consiglio che il dialogo deve produrre risultati, e «di risultati finora non se ne sono visti». La Casa Bianca si era detta forte­ menteincoraggiatadaiprogressi fatti negli ultimi giorni con la Russia: nel primo facciaa facciaconObamadopo la decisione di Washington sullo scudo anti­missile, il presidente russo Dmitri Medvedev si era mo­ strato più disponibile chein passatoa reagire con sanzioni a un eventuale

fallimento dei colloqui di ottobre con l’Iran. «Crediamo di dover aiutare l’Iran a prenderela giusta decisione», ha detto Medvedev dopo l’incontro

aggiungendo che, secondo la Russia, «lesanzioniraramenteproduconori­ sultati ma in alcuni casi le sanzioni sono inevitabili». Convincere la Cina non sarà così facile: un portavoce del governo ci­ nese ha ribadito la posizione di Pe­ chino contro l’inasprimento delle sanzioni all’Iran.Comemembro per­ manente del Consiglio la Cina ha di­ ritto di veto, ma i cinesi hanno fatto alcune rare eccezioni in passato, ac­ cettando da ultimo in giugno un pac­ chetto di restrizioni finanziarie e commerciali contro la Corea del Nord. Anche Pyongyang del resto è stata nel mirino: i nordcoreani hanno ab­ bandonato il Tnp e in aula sia Brown sia Sarkozy hanno definito illegale il loro programma nucleare.

L. CRE.

L’ANALISI

DECISION I STORICHE MA ANCHE TANTE DISILLUSIONI

LARISOLUZIONE 1887 delConsiglio di SicurezzaOnu sipresta

n a due letture opposte, una enfatica e l’altra disincantata. La let­

tura enfatica fa pensare a una decisione storica in grado di dise­

gnare nuovi equilibri, dopo Yalta. Anche oggi i principali interlocutori sono RussiaeUsa,chehannoappenaposto fineaunbracciodi ferrosuimissiliAbm

in Polonia e Cekia. Ora Mosca bloccherà la vendita dei suoi sistemi antiaerei

S­300 all’Iran, e Obama dice che siamo di fronte a «un’era priva di bombe nu­ cleari» mentre Ban Ki­moon parla di un «nuovo» futuro. Ma è tutto latte e miele, anche se Obama è riuscito a creare un fronte comune contro il ribelli­ smo neoguevarista ejihadista. Questi due soggetti opposti all’Impero ­ anche aquellomultipolare ­non sonopocacosa:quasi tuttal’Americalatinadifende

il nucleare di Ahmadinejad, incluso il moderato Lula, e Chavez attuerà il suo

piano nucleare con l’Iran. Dall’altro lato il terrorismo jihadista e sciita non è residuale ela possibilità chele 100 testate nucleari pakistane cadanoinmano

di Al Qaida spiega la presenza di truppe internazionali in Afganistan.

Non siamo però alla vigilia di un Trattato diWestfalia, la pace che nel 1648 pose fine alla Guerra dei Trent’anni e a quella degli Ottant’anni. Non siamo nemmeno di fronte all’auspicata Onu delle democrazie, se pensiamo che la stessa Cina ­membro permanente del CdS ­ non è una democrazia. Come di­ menticareimilioni di cinesi rinchiusi neilaogai (lager di cui non si parla), ela repressionedi tibetanieuighuri?Tuttaviaèpossibilecheilmondogiripagina. Veniamo ora al disincanto, senza dimenticare che assisteremo ad altreim­ portanti decisioninel summitG20 diPittsburgh. Ineffettila risoluzione 1887 prevede quanto già previsto dal Trattato di Non­proliferazione (Tnp) e dagli accordi Start, ma ora la riduzione è ripartita concordemente, e questa mossa lascia isolato Ahmadinejad. Siamo di fronte ad altro, però. Dobbiamo partire dalla constatazione che Russia e Usa possono condurre guerre tecnologiche facendo a meno dell’atomo, ormai fuori dal tempo. Meglio procedere verso un futuro gover­ nato da bombe magnetiche e altre sottigliezze del genere. Intanto Russia e

StatiUnitiridurrannodel30%learmistrategiche,Ahmadinejadèsemprepiù

isolato e gli stadi iraniani esplodono in cori contro di lui. Se non otterremo la pace, potremmo accontentarci di un quadro internazionale più omogeneo.

PAOLO DELLA SALA

L’EX MINISTRO DELLA DIFESA

MARTINO: «A KABUL I SOLDATI CHE PATTUGLIANO LE NOSTRE CITTÀ»

«Bisogna rimanere

in Afghanistan, ma con

più militari e altre regole

di ingaggio. Inutile

il contingente in Libano»

ROMA. L’ex ministro della Di­

fesa, AntonioMartino, non ha dubbi:

di

andare via dall’Afghanistan non se

ne

parla, anzi bisognerebbe aumen­

tare il numero dei militari italiani. Come far quadrare i conti delle mis­ sioni internazionali? «Riduciamo il contingente in Libano». Ma ci sono anche i soldati che presidiano le strade cittadine: «Che ci stanno fare

in giro i parà se non possono interve­

nire?». Onorevole Martino, si può pen­ sare ragionevolmente a un’exit strategy dall’Afghanistan? «Non direi. Inostrimilitari devono

rimanere perché, se andassero di nuovo al potere i talebani, l’Afghani­ stan tornerebbe ad essere una base del terrorismo di Al Qaida. Anzi, ri­ tengo che il loro numero vada au­ mentato. Personalmente, sono con­ vinto che la presenza attuale po­ trebbe essere non adeguata, perché

c’è una dimensione minima del con­

tingenteal di sotto della qualela sicu­

rezza diventa incerta. Potremmo ri­

della qualela sicu­ rezza diventa incerta. Potremmo ri­ L’ex ministro della Difesa, An­ tonio Martino; a
della qualela sicu­ rezza diventa incerta. Potremmo ri­ L’ex ministro della Difesa, An­ tonio Martino; a

L’ex ministro della Difesa, An­ tonio Martino; a fianco un’im­ magine dell’at­ tentato di Kabul costato la vita a sei militari

schiare di andare sotto questo livello

di guardia».

Lei dice: aumentare la nostra presenza in Afghanistan.Ma que­ sto potrebbe creare seri problemi politici al governo, considerando la posizione della Lega. «Se dovessimo andare dietro a

tutte le uscite della Lega, ci sarebbe

da impazzire. Per fortuna, poi hanno

sempre votato il rifinanziamento delle missioni e credo che continue­ ranno a farlo. Il loro comportamento

è sempre stato impeccabile». LaLegaha sollevato il problema di una ridistribuzione deimilitari italiani impegnati nelle missioni internazionali. «Sonosemprestatoassolutamente

a favore di una ridistribuzione delle

forze in campo. Ero e resto contrario allamissioneUnifilinLibano,perché le regole di ingaggio non le consen­ tono di dare attuazione alle direttive dell’Onu, che prevedono di disar­ mare di Hezbollah e fermare l’af­

flusso di armi dalla Siria. E allora non sicapiscechecosacistiamoa farecon oltre 2 mila uomini. Potremmo ri­ durreil contingente dellametàe spo­ stare i militari in Afghanistan, dove anchemillesoldatiinpiù fannoladif­

ferenza». A parte il Libano? «Pensoaimilitariingiroperl’Italia per motivi di ordine pubblico». Meglio in Afghanistan che a piazza di Spagna? «Sonosemprestatoe restoscettico

su questo utilizzo dei soldati, che non

sono ufficiali di polizia giudiziaria. Che ci stanno a fare in giro i paraca­ dutisti se non possono intervenire?

In più, non dimentichiamo mai che l’Italiaèl’unico paesealmondoin cui

le forze di polizia sono più del doppio

delle forze armate. Il rapporto è di 400 mila contro 190 mila».

Tocchiamo la nota dolente delle regole d’ingaggio.

«Non è compatibile con la dignità

di

un Paese accettare una situazione

in

cui gli americani possono combat­

tere e noi invece no». In Italia c’è qualche problema con la Costituzione. «Vede, non è pensabile che i padri costituenti volessero impedire all’Italiadipartecipareconisuoialle­ ati ad azioni militari per garantirsi contro il terrorismo. Oggi siamo pas­ sati dal problema della difesaa quello della sicurezza. I padri costituenti non potevano prevedere le missioni internazionali di pace». La Nato potrebbe chiederci di lasciare a Kabul la metà dei sol­ dati inviati per le elezioni. Bossi però li vuole riportare tutti a casa entro Natale. «Non penso chelaLega ne farà una questione di principio. Loro in realtà sono contrari agli sprechi che si sono verificati in passato. È un’obiezione fondata. Un accordo si può trovare: si possono utilizzare al meglio le scarse risorse disponibili senza farsi pren­ dere dalla tentazione di fuggire dall’Afghanistan».

MICHELE LOMBARDI

lombardi@ilsecoloxix.it

>> HERAT

ATTENTATO A PARÀ DUE MILITARI LIEVEMENTE FERITI

••• HERAT. Due parà italiani sono rimasti leggermente feriti in uno scontro a fuoco avvenuto ieri nella regione occidentale dell’Afghani­ stan. I due, feriti alla mano e al collo, erano impegnati in un’attività umanitaria, quando sono stati informati dalla popolazione locale che era imminente un attacco a sorpresa dei miliziani tale­ bani. Grazie a questa colla­ borazione, hanno spiegato le fonti «è stato sventato l’effetto sorpresa». La circo­ stanza «dimostra che la po­ polazione civile afgana ap­ prezza l’operato dei nostri uomini e comincia ad essere dalla nostra parte», hanno indicato le fonti. Per il presi­ dente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla luce dei re­ centi attentati ai militari ita­ liani «non cambia nulla, l’Italia va avanti natural­ mente: noi siamo lì in ma­ niera assolutamente deter­ minata con un voto del par­ lamento e assieme ai nostri alleati».

4
4

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

politica

4 VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 politica IL PROVVEDIMENTO Bocciata la giunta di soli uomini Provincia di

IL PROVVEDIMENTO

Bocciata la giunta di soli uomini

Provincia di Taranto, nessuna poltrona alle donne: il Tar annulla le nomine degli assessori

ROMA. Dieci assessori, tutti uo­ mini. Per questo, il Tar di Lecce ha di­ chiarato illegittima la Giunta provin­ ciale di centrosinistra di Taranto: non rispetta le quote rosa disposte dal re­ golamento dell’ente. A presentare ricorso, l’avvocato Ni­ cola Russo, coordinatore del Comi­ tato cittadino “Città Futura”. Ora, il presidente della Provincia, Gianni Florido, eletto a giugno per il secondo mandato, ha 30 giorni per adempiere alla sentenza, ovvero «procedere alla modificazione della Giunta in modo tale da assicurare la presenza di en­ trambi i sessi». «Non sono maschili­ sta», si difende lui, ricordando di aver avuto due donne in Giunta nello

scorso mandato. «Avevo sempre pen­ sato alle quote rosa, ma dai partiti non sono arrivate proposte di assessori donna». E, garantisce, avrebbe prov­ veduto nei prossimi mesi: «Stavo solo aspettando che gli equilibri interni di alcuni partiti si componessero». La decisione scatena però il mondo politico,compattonelplausoallasen­ tenza. «Un buon amministratore, un politico attento, dovrebbe mostrare sensibilitàneiconfrontidelledonne», dichiara il ministro delle Pari Oppor­ tunità, Mara Carfagna. «Se questa sensibilità viene a mancare, ben venga un intervento del Tar a rimet­ tere le cose a posto». Tutti d’accordo nel Pd: «Una sentenza giusta» che «è

anche un monito per la politica per­ ché non ci dovrebbe essere bisogno di sentenze», commenta il segretario Dario Franceschini. Una vicenda che «dimostra quanto ancora ci sia da la­ vorare per garantire nella politica, ma non solo, le pari opportunità», am­ mette la capogruppo dei senatori de­ mocratici, Anna Finocchiaro. Dal centrodestra, arriva anche qualche stoccata velenosa: non erano loro quelli attenti al ruolo e all’imma­ gine femminile? Secondo Beatrice Lorenzin, Pdl, è dimostrato come «la cultura ostile alle donne sia dura a morireenonrisparminessuno,nean­ che quel centro sinistra tanto prodigo di belle lezioni». Barbara Saltamar­

tini, responsabile Pari Opportunità del Pdl: «La giunta “incriminata” è di centrosinistra. Quello stesso centro­ sinistra che da mesi grida al maschili­ smo imperante in politica. Salvo poi escludere le donne illegittimamente e senza nessuna remora». E dal centrosinistra arriva in effetti l’autocritica: «Una situazione tanto più grave perché a guidare la provin­ cia è un’amministrazione di centrosi­ nistra», confessa Vittoria Franco, «Il Pd ha nel suo dna il principio della pari rappresentanza, dunque non possono essere proprio i nostri am­ ministratori a contravvenire a tale principio». «Ma non eravamo quelli che lottavano per i diritti civili? Per le

pari opportunità?», si chiede la depu­ tata Paola Concia. Ma la radicale Emma Bonino ri­ corda: «È solo la punta dell’iceberg». La presenza delle donne in Italia nelle amministrazioni locali è in effetti an­ cora ampiamente minoritaria: se­ condo uno studio fatto da Cittalia, una fondazione dell’Associazione dei comuni italiani, dei 148mila ammini­ stratori comunali le donne sono solo il 17,6%. Tra i sindaci, solo il 10,3% è signora. La capitale non ha mai avuto un primo cittadino donna, e nei 12 co­ muni con più di 250mila abitanti, solo tre sono in rosa: Milano, Napoli e Ge­ nova.

F. SCH.

>> RU486

LA TEODEM BIANCHI «NON È IL PD CHE IMMAGINAVO»

••• ROMA. «Questo non è un fatto di coscienza, quindi se il Pd dice che non bisogna conoscere, mi adeguo, ma non è il Pd che mi immagi­ navo». Lo afferma Dorina Bianchi, la parlamentare cat­ tolica, vicina ai Teodem, che ha rinunciato all’incarico di relatrice sulla pillola abor­ tiva, dopo le polemiche esplose all’interno del suo partito per il “sì” pronun­ ciata dalla stessa a un’inda­ gine conoscitiva sulla Ru486. «Che male c’è a conoscere? Perché non dovremmo ac­ quisire più conoscenza in una materia così delicata?» si chiede la Bianchi.

ALESSANDRA MUSSOLINI (PDL)

«SCHIAFFO SALUTARE ALLA POLITICA ORA SI CAMBI MARCIA»

ROMA. «Bene ha fatto il Tar! Una sentenza che vale da monito, che resta a futura memoria», esulta la de­ putata del Pdl Alessandra Mussolini. Onorevole Mussolini, possibile che nel 2009 sia necessaria una sentenza perché siano previste donne in una Giunta? «Mi dispiace, ma la politica deve prendere schiaffi, se no non si va avanti. Purtroppo a livello apicale è

come se le donne non ci fossero:

quindi io dico bene ha fatto il Tar! Ed è un problema che colpisce tutti, cen­ trodestra e centrosinistra». Qualcuno fanotare che è lasini­ stra ad aver spesso rimproverato a Berlusconi di non avere rispetto per le donne.Ma la Giunta tutta al maschileèdiunpresidentedicen­ trosinistra «A me non interessa chi è troppo

galante, chi non lo è per niente

quanto riguarda il dato politico, dico:

Per

escludere completamente una parte attiva della società dalla Giunta». Quindi servirebbero quote rosa ovunque? I detrattori sostengono che significa trattare le donne come panda, come una specie in via d’estinzione «Loro fanno gli orsi da una vita, ci

facessero fare i panda a noi per un po’!

Il

fatto è che c’è azzurro dappertutto.

E

ce ne sono di donne valide, ma hai

voglia a combattere, a gridare

uomini mettono gli uomini, è un cir­ colo vizioso». E allora perché non vi impe­ gnate e fate una legge sulle quote rosa? «Non passerebbe mai! Poi vede,

Gli

legge sulle quote rosa? «Non passerebbe mai! Poi vede, Gli Alessandra Mussolini benechearrivaquestasentenza. Per­ ché

Alessandra Mussolini

benechearrivaquestasentenza. Per­ ché dall’interno è difficilissimo cam­ biare le cose, per cui se cominciano a

non c’è una protesta collettiva, e in più adesso le quote non sono più di moda,guaiaparlarne:tidicono“mica

fioccare le sentenze forse la politica

si

può fare del vittimismo”. Vede che

comincerà a cambiare».

si

è arenata anche la legge per attribu­

Il presidente della Provincia di Taranto si difende: «Non sono maschilista». «Che lui sia rammaricato non im­

ire ai figli il cognome della madre? E questo lo trovo un punto d’onore. Non c’è verso: è una battaglia conti­ nua. Siamo ancora indietro».

porta: non si può fare, non si può

FRANCESCA SCHIANCHI

BARBARA POLLASTRINI (PD)

«C’È ANCORA TROPPA CHIUSURA, FINALMENTE SI È FATTA GIUSTIZIA»

ROMA. «Si è fatta giustizia». Non ha dubbi la deputata del Pd ed ex mini­ stro delle Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. Com’è possibile che ci voglia un giudice per fare entrare donne in Giunta? «In Italia le élite dell’informazione, della cultura, dell’economia sono se­ gnate dall’incapacità di investire le ri­ sorse più fresche, di cui sono un sim­ bolo le donne. Uno dei mali della sele­ zione di queste élite è che avviene in termini cooptativi, familistici. La poli­ tica dovrebbe essere un passo avanti, soprattutto quella progressista, con uno sguardo liberale di sinistra, e in­ vece talvolta è segnata da una chiu­ sura. Per questo dico: si è fatta giusti­ zia». C’èchicommentache ilcentrosi­ nistrasiritienepiùattentoalruolo delle donne. Ma la Giunta taran­ tina è del centrosinistra.

donne. Ma la Giunta taran­ tina è del centrosinistra. Barbara Pollastrini «In Italia la sinistra progressista,

Barbara Pollastrini

«In Italia la sinistra progressista, li­ berale,laicadevefaredipiù?Assoluta­ mente sì: non intendo accontentarmi e ignorare gli errori, quando sono nel mio campo. Ma le proposte che atten­ gono alla libertà, alla dignità e al ri­ spetto delle donne di norma vengono quasi sempre dal campo progressista:

ad esempio sul rispetto dell’immagine femminile o le proposte che questa Fi­

nanziaria non contiene per dare più possibilità alle donne». Parladimaggioreattenzionealle donne. Ma anche il centrosinistra poi scorda di mettere qualche donna in Giunta. «Iostoaprincipieproposte.Alcune parole d’ordine lanciate da alcune componenti della destra hanno ali­ mentato un clima di mancanza di ri­ spetto, di odio contro chi è visto come nemico. Tutti dobbiamo farci carico di un Paese più civile, ed è centrale recu­ perare da parte della politica un’ottica più rispettosa, riconoscente e ripara­ trice verso le donne. Noi democratici abbiamo una storia per cui abbiamo qualcosa da dare. Ma anche noi dob­ biamo fare di più». Le quote rosa, ad esempio nella legge elettorale? «Penso che alcune regole transito­ rie per sbloccare questa chiusura pos­ sano essere utili. La legge elettorale grida vendetta: va riformata, magari prevedendo una preferenza alternata uomo­donna».

F. SCH.

utili. La legge elettorale grida vendetta: va riformata, magari prevedendo una preferenza alternata uomo­donna». F. SCH.
dal mondo VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 5 GRAN BRETAGNA MESSICO Terry Herbert, 55 anni, mostra

dal mondo

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

5
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GRAN BRETAGNA

MESSICO

MESSICO

dal mondo VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 5 GRAN BRETAGNA MESSICO Terry Herbert, 55 anni, mostra alcuni

Terry Herbert, 55 anni, mostra alcuni dei tesori ritrovati grazie al metal detector

mostra alcuni dei tesori ritrovati grazie al metal detector La croce d’oro è uno dei pezzi

La croce d’oro è uno dei pezzi più belli tra i 1.345 ritrovati nel campo del South Saffordshire

Commando di narcos uccide giornalista

CITTÀ DEL MESSICO. Il gior­

nalista messicano Norberto Mi­ randa Madrid è stato ucciso a colpi di pistola nella redazione in cui lavorava da un «commando

di almeno cinque uomini»: lo ri­

feriscono le autorità di Casas Grandes (180 km da Ciudad Jua­ rez) precisando che con ogni

probabilità si tratta di un gruppo

di sicari inviati dai narcos della

zona. Miranda Madrid era re­ sponsabile della pagina web di Radio Vision e scriveva su alcuni giornali locali, affermano i media locali, precisando che nelle ul­ time settimane si era occupato dell'insicurezza legata al traffico della droga nello stato di Chihuahua, dove lavorava, la zona con il maggior numero di omicidi del Messico.

E il disoccupato trovò un tesoro

Girando nei campi col metal detector scopre oltre 1.300 pezzi d’oro degli Anglosassoni

HONDURAS

HONDURAS

scopre oltre 1.300 pezzi d’oro degli Anglosassoni HONDURAS Zelaya: i mercenari vogliono avvelenarmi TEGUCIGALPA. Il

Zelaya: i mercenari vogliono avvelenarmi

TEGUCIGALPA. Il deposto

presidente dell'Honduras, Ma­ nuel Zelaya, ha denunciato di es­ sere costretto a respirare gas tossici e che «mercenari israe­

liani» assoldati per assassinarlo

lo stanno torturando con radia­

zioni ad alta frequenza. A quasi tre mesi dal golpe del 28 giugno con cui fu defenestrato, Zelaya è rintanato nell'ambasciata brasi­ liana a Tegucigalpa insieme alla moglie, Ximiora Castro, numerosi

familiari a un manipolo di fedelis­ simi. «Siamo minacciati di morte», ha detto in un'intervista

al Miami Herald, tornato in Hon­

«SE IN QUESTI CAMPI c’è una moneta d’oro, di sicuro la troverai tu». A queste parole degli amici, in­ terpretabili come un buon augurio o come una presa per i fondelli, TerryHerbert sorridevaappena, fa­ cendo un cenno di assenso col capo, quindi riabbassava lo sguardo sul metal detector e ricominciava a se­ tacciare i campi del South Staffor­ dhshire, contea collinare nel centro dell’Inghilterra. Il metal detector glielo avevano regalato per il 18° compleanno, e per tutta la vita, al sabato e alla domenica, con la piog­ gia e con il sole, era stato compagno inseparabile delle sue passeggiate nei dintorni di Burntwood, citta­ dina di 26milaabitanti dove tuttigli auguravano buona fortuna per poi darsi di gomito quando estraeva dal terreno tappi di birra e lattine ar­ rugginite. Terry non se la prendeva. A 55 anni, solo e senza lavoro, usciva dal piccolo appartamento ottenuto grazie al sussidio e con la tenacia e il coraggio di uno Staffordshire Bull Terrier dedicava ancora più tempo alla sua passione.

In una calda giornata del luglio scorso, nell’aria il profumo della fra­ gole, delle more e dell’uva spina, Terry ha cominciato a setacciare il campo di proprietà di un amico. E dopo 37 anni in cui aveva trovato al massimo un pezzo di briglia medie­ vale,hacapitodiesserearrivatoal suo appuntamento col Destino. I primi due pezzi spuntavano addi­ rittura dal terreno, arato in profon­ dità proprio l’anno prima. Il resto del tesoroeralìsotto.Oltremilletrecento reperti d’oro e d’argento, tutti legati all’usobellicoe risalential settimo se­ colo, con 84 pomi e 71 foderi di spade decorati con maestria, elmi, granate incastonate nell'oro, pietre preziose, una fascia sempre d’oro con inciso in latino un verso della Bibbia: «Sorgi, o Signore, e siano dispersi i tuoi nemici e fuggano da te coloro che ti odiano». Solo il peso, circa 5 chili d'oro e 2,5 d’argento, ne farebbe un ritrova­ mento notevole. Ma la bellezza arti­ stica e le implicazioni storiche lo ren­ dono inestimabile. Il magistrato che si occupa del caso lo ha già dichiarato tesoro di impor­ tanza nazionale, e ha dato incarico

tesoro di impor­ tanza nazionale, e ha dato incarico ‘ L’EMOZIONE E LA PAURA È stato

L’EMOZIONE E LA PAURA

È stato meglio che vincere alla lotteria. Mi fa paura pensare a cosa diranno i miei amici

TERRY HERBERT

scopritore del tesoro

mai sembrati così luminosi e belli». «La quantità d'oro è impressio­ nante ma, più importante, la lavora­ zione degli oggettiè perfetta ­ ha spie­ gato Kevin Leahy, altro esperto del

settore ­ erail non plus ultra di quello cheglianglo­sassoni sapevano fareed erano bravi. Questi oggetti apparte­ nevano sicuramente all'alta aristo­ crazia o alle famiglie reali». Secondo

bre, quindi saranno trasferiti al Bri­ tish Museum per la valutazione, prima di essere messi in vendita. L’auspicio degli archeologi è che ad acquistare la collezione provveda un museo, magari vicino alla zona della scoperta dove un tempo sorgeva il Regno di Mercia. Un regno di cui non si sa molto, se non che era perenne­ mentein guerra con quelli confinanti

e che conobbe la sua massima espan­

sione frailVIIeilIXsecolo.Laqualità

e quantità del tesoro fa pensare che

appartenesseaunRevissutotrail650 perta per permettere agli archeologi

di setacciare tutto il campo con me­

eil 750 dopo Cristo, forse Aethelbald,

le cose si stavano mettendo male per

essere poi recuperato in unsecondo

gnore della guerra durante una lunga carriera militare, e seppellito quando

un tesoro messo insieme da un si­

le prime ipotesi potrebbe trattarsi di

agli esperti di valutarlo. La ricom­ pensa per Terry, e per il proprietario del campo, arriverà di conseguenza ma di sicuro non sarà inferiore al mi­ lione di sterline a testa, anzi forse molto maggiore. Al momento tutti i reperti sono esposti al Museo di Arte di Birmin­ gham, dove resteranno finoal 13 otto­

tempo.Ad avvviso di Leahy, gli storici ne dibatteranno per decadi ma già adesso questa scoperta cambia la vi­

sione di un’epoca, come fecela tomba del faraone Tutankhamon in Egitto. Dopo avere tenuto segreta la sco­

o

comunque a un principe assai ricco. DebKlemperer,espertodeiSassoni

todi da Csi, Terry Herbert ha potuto finalmente gridare vittoria. E offrire

CLAUDIO PAGLIERI

duras con un rocambolesco e for­ tunoso viaggio dopo tre mesi di

delloStaffordshire,nonsivergognaad

da bere agli amici, che gufando gli

esilio in Costa Rica. «Ma preferi­

ammettere di avere pianto vedendo per la prima volta il tesoro: «I secoli

hanno portato fortuna.

sco marciare sui miei piedi piut­ tosto che vivere in ginocchio

bui dello Staffordshire non mi sono

paglieri@ilsecoloxix.it

sotto una dittatura militare».

& BAR FERRARI SONO LIETI DI FESTEGGIARE CON VOI LA RIAPERTURA DEL LOCALE COMPLETAMENTE RINNOVATO

& BAR FERRARI

SONO LIETI DI FESTEGGIARE CON VOI LA RIAPERTURA DEL LOCALE COMPLETAMENTE RINNOVATO

Sabato 26 Settembre, in Via Lauro Bosis n.3, Genova

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VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

cronache

6 VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 cronache LA NUOVA SPERANZA Aids, scoperto un vaccino che riduce il

LA NUOVA SPERANZA

Aids, scoperto un vaccino che riduce il rischio del 31%

Il risultato dopo la più grande sperimentazione clinica mai intrapresa

WASHINGTON. Per la prima volta la ricerca scientifica ha dimo­ strato che sviluppare un vaccino effi­ cace contro l’Aids «è possibile». La «nuova speranza» ­ comel’hanno de­ finita l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’agenzia Onu per l’Hiv ­ viene da Bangkok, in Thailandia, dove su iniziativa americana è stata condotta la più grande sperimenta­ zione clinica mai intrapresa per un vaccino contro l’Aids. Lo studio, finanziato dall’Esercito americano e dall’Istituto statuni­ tense diAllergologiaeMalattieinfet­ tive, ha mostrato che la combina­ zione di due vaccini già esistenti è in grado di ridurreil rischio diinfezione del 31,2%. «Una percentuale mode­ sta ­ ha dichiarato Jerome Kim,il co­ lonnellodell’U.S.Armychegestisceil programma dell’esercito per l’Hiv ­ ma che rappresenta un passo signifi­ cativo nella ricerca di un vaccino da molti ritenuto impossibile». Iduevacciniutilizzati sonol’Alvac, prodotto dalla Sanofi Pasteur (divi­ sione della casa farmaceutica fran­ cese Sanofi­Aventis), el’Aidsvax, svi­ luppato dalla società americanaVax­ gen e ora di proprietà dell’associa­ zione no­profit Global Solutions for Infectious Diseases.

zione no­profit Global Solutions for Infectious Diseases. Primi risultati dalla sperimentazione di un vaccino contro

Primi risultati dalla sperimentazione di un vaccino contro l’Aids

Testate separatamente, entrambe le formuleavevano dato risultati sco­ raggianti, al punto che l’idea di un nuovo studio per combinare le due sostanze aveva ricevuto numerose critiche. Invece, i risultati sono arri­ vati: il mix di Alvac e Aidsvax ha dato «risultati modesti ma importanti», aprendo un nuovo capitolo nella

lottaalvirus dell’Hiv, che ognigiorno infetta nel mondo circa 7.500 per­ sone. La sperimentazione, condotta in collaborazione tra il Ministero thai­

landese per la Salute Pubblica e i ri­ cercatori americani, si è svolta su oltre 16.395 volontari thailandesi ed

è durata più di cinque anni, raggiun­

gendoun tassodiefficienzadel31,2% nel prevenire l’infezione . «Tanta strada rimane ancora da fare ­ ha commentato Kim ­ ma si tratta di un risultato sorprendente, un vero spartiacque». Anthony Fauci, direttore dell’Istituto statuni­ tense diAllergologiaeMalattieinfet­ tive, si è detto «cautamente ottimista sulla possibilità di migliorare i risul­ tati».Kimhasottolineatochelacom­ binazione di vaccini è stata testata in Thailandia ed è specifica per i ceppi attualmente in circolazione in quel paese. Rimane da verificare la sua ef­ ficacia su gruppi più a rischio, come maschi omosessuali e persone che fanno uso di droghe per via endove­ nosa. Ulteriori dettagli sulla sperimen­ tazione verranno diffusi nel mese di ottobre, in occasione della confe­ renza sui vaccini per l’Aids che si terrà a Parigi.

>> NEL MONDO

I SIEROPOSITIVI SONO 33 MILIONI

••• SONO circa 33 milioni i sie­ ropositivi nel mondo, in Italia sono più di 60.500; la sommini­ strazione degli antiretrovirali, unica arma farmacologicica ora

a disposizione in attesa del vac­

cino, ha tuttavia ridotto drasti­ camente i casi di malattia con­

clamata. Nel mondo le persone sieropo­

sitive sono 33,2 milioni, di cui 2,1 milioni hanno meno di 15 anni; solo nel 2007 il 40% delle nuove infezioni ha riguardato i giovani tra i 15 e i 24 anni: sono 420 mila i bambini che hanno contratto l’Hiv e 290 mila i decessi. La maggior parte dei bambini con­ trae il virus dalla madre durante la gravidanza, il parto o con l’al­ lattamento al seno. Nell’Africa subsahariana arriva al 50% la percentuale di morte tra i bam­ bini sotto i 2 anni che prendono

il virus alla nascita.

L’INTERVISTA

«Da persona malata, devo dire che sono abbastanza scettico»

Marco Bussadori, presidente del Coordinamento Ligure Persone Sieropositive, convive col virus dal 1987

GENOVA. «Da anni, periodica­ mente, vengono fuori notizie di que­ sto genere. Da persona malata devo dire che sono abbastanza scettico». A parlarecosìèMarcoBussadori, presi­ dentedelCoordinamentoLigurePer­ sone Sieropositive, che commenta conmolta cautelala scoperta thailan­ dese. «Ho 49 anni ­ racconta ­ e ho

scoperto di aver contratto il virus nel 1987, quando ne avevo 27. Da allora convivo con questa malattia, che gra­ zieallemedicinedisponibilioggi,è te­ nuta sotto controllo, con una carica vivirale zero. Questo non vuol dire che il virus non c’è, ma è bloccato e questo ti consente di condurre una vita normale, anche se con le dovute cautele. Io sono sposato e teorica­ mente potrei avere rapporti anche non protetti,ma naturalmente prefe­ risco usare tutte le cautele». Il nuovo vaccino. Bussadori prima di commentare, vuol saperne di più. «Certo, bisogna capiremeglioilgrado

di efficienza. Comunque posso dire che la situazione riguardo l’Aids è cambiata negli ultimi anni. Oggi ci sonomolto più sieropositivi perchéla mortalità, cheanni faera del 90%, ora

è del 6­7%». «In Liguria ­ riferisce il professor Giancarlo Icardi, del dipartimento di Scienza della Salute dell’Università di Genova ­ si stima che ci siano oggi 4­5 mila sieropositivi e che almeno un altro migliaio non sappia di avere il virus». Il professor Icardi raccoglie i dati da tuttala regione. «Ogni annoin Liguria ­afferma ­ci sono da 120a 150 persone che scoprono di essere siero­

porsitive. E di queste, un 20% ha già l’Aids». Il professor Icardi ha accolto con più ottimismo la notizia di questo nuovo vaccino. «I risultati ­ dice ­

sono promettenti nel senso che perla prima volta c’è una speranza che que­ sta malattia si possa prevenire e non solocurare.Diciamocheèunabasesu cui andare avanti per sviluppare nuove ricerche. Di sicuro il 31% di ef­ ficacia raggiunto oggi non basta. Ma avere la possibilità di una preven­ zione primaria è di per sé un fatto po­ sitivo».

GIUSEPPE GIANNOTTI

GENOVA

Truffa da 80 miliardi con falsi bond filippini

Un uomo si è presentato alla Banca d’Italia sperando di riuscire a cambiarli. Ma sono scattate le manette

GENOVA. Tutto merito del cash dog. È stato il super addestrato segu­ gio della Guardia di Finanza a sco­ vare a Malpensa il (falso) tesoro spe­ ditodalleFilippine,condestinazione finale Genova. La sede Fedex di Ge­ nova, per l’esattezza. Che avrebbe dovuto ricevere ­ dalla Fedex di Ma­ nila, dopo il passaggio nel deposito dello scalo lombardo ­ un anonimo plico con dentrola bellezza di 113mi­ liardiemezzodidollariinbond.Poco

meno di 80 miliardi di euro. Tanto sarebbe dovuto essere ­ ammesso di trovare un compratore­pollo ­ il va­ lore dei “Federal reserve bond” che un filippino di 31 anni, Benjamin Mones Jocson, avrebbe tentato di piazzare. Dove? «Certo non in Italia, dove nessuno avrebbe comprato un bond del valore di 500milioni di dol­ lari» afferma il colonnello Antonello Urgeghe, comandante del nucleo di polizia tributaria di Varese, che ha avviato le indagini facendo arrestare il filippino, tuttora in carcere a Ma­ rassi, e la sorella, rimessa in libertà dopo un periodo di arresti domici­ liari.

Il maldestro truffatore ­ accusato di falsificazione di mezzi di paga­

mento e tentata truffa e difeso da Massimo Boggio e Gianluca Sacco ­ sperava che i falsi bond del 1934 po­ tessero essere piazzati in Italia. L’uomo, munito di fotocopia, aveva tentato di capire se davvero poteva dare una svolta alla sua vita presen­ tandosi alla sede genovese della Banca d’Italia in via Dante. Di fronte alla cassiera,alquanto perplessa,il fi­ lippino aveva mostrato la fotocopia del bond (falso) chiedendo se la banca fosse interessata. «Trovare una banca che sborsa 500 milioni di dollari per un solo bond, almenoin Italia èimpossibile» sorrideilcolonnelloUrgeghe.Maper evitare preoccupazioni, una volta uscito il filippino dalla banca erano entrati gli uomini delle Fiamme Gialle, rassicurando il personale. E chiarendo che c’era un’inchiesta in corso, con un sospettato pedinato giorno e notte. L’iniziale preoccupa­ zione della Finanza, trovandosi di fronteun tesoro­sebbene fasullo­da

Finanza, trovandosi di fronteun tesoro­sebbene fasullo­da Il falso da 500 milioni di dollari 113 milioni di

Il falso da 500 milioni di dollari

113 milioni di dollari, era il terrori­ smo. Una volta venduti i bond, il de­ naro poteva essere usato per acqui­

stare armi o finanziare attività terro­ ristiche.Capito che,invece, di banale (per quanto ambiziosa) truffa si trat­ tava, dopo tre giorni di indagini a tempo pieno gli uomini della Fi­ nanza ­ in accordo con la procura di Varese ­ hanno deciso di arrestare il filippino, dopo averlo pedinato. Lemanette sono scattate quando ­ dopo una serie di intercettazioni te­ lefoniche ­ il filippino stava per la­ sciarel’ItaliadirettonegliStatiUniti.

A quel punto sono stati bloccati sia

lui, sia la sorella, che a Genova vive e lavora onestamente da anni. E che dopo qualche giorno è stata scarce­ rata. La donna è ancora accusata degli stessi reatidel fratellomaèpos­ sibile che la sua posizione venga de­ rubricata in favoreggiamento. Di fatto è stato accertato che aveva aiu­ tato il fratello per semplice affetto, non per trarne profitto.Anche grazie

a lei, le Fiamme Gialle hanno dipa­

nato le fila della truffa partita dalle Filippine, dove sono state allertatele autorità. E dove, forse, prima o poi verranno sgominati i falsari che ten­ tavano di spacciare i bond fasulli da 113 miliardi di dollari. Sorride il co­ mandante della tributaria di Varese:

«Questi bloccati a Malpensa non erano neppure fatti malissimo. Erano molto peggio quelli di un paio

di giapponesi arrestati a Chiasso in

primavera. Avevano addirittura la scritta facsimile Ma anche i bond

». filippini hanno fatto poca strada.

FRANCESCA FORLEO

forleo@ilsecoloxix.it

È mancata all'affetto dei suoi cari

Paola Capurro

ved. Aliberti

Ne danno il triste annuncio Pier Franco, Maria Rosa, Pier Luigi ed i parenti tutti.

I funerali avranno luogo sabato 26

settembre alle ore 10 nella chiesa di N.S. del Rimedio in piazza

Alimonda.

Il Rosario viene recitato oggi

venerdi 25 settembre alle ore 18.30 nelle Camere Ardenti dell'Ospedale Galliera.

La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 24 settembre 2009 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41

I cugini Roberto Ricchini, Costanzo

Bosio e Marina Narizzano si uniscono al dolore di Pierfranco Aliberti e famiglia per la perdita della mamma

Paola

Chiavari, 24 Settembre 2009.

Carla, Enrico, Daria, Federico e la piccola Margherita sono vicini a Franco e Maria Rosa per la perdita della cara

nonna Paola

Maria Luisa, Anna, Jole, Renata, Corrado, Renato, Franco si stringono con affetto all'amico Pierfranco e famiglia per la perdita della cara mamma

Paola Capurro

ved. Aliberti

=

È mancato all'affetto dei suoi cari

Santo Casagrande (detto Santin)

Partigiano

Ne danno il triste annuncio la moglie Adriana, i figli Graziano con Marina e Gabriella con Pippo, i nipoti Lorenza con Matteo, Fabrizio

e Federico, i parenti tutti.

I funerali hanno luogo oggi venerdì

25 settembre alle ore 10 nella chiesa

di S. Fede in corso Sardegna, indi

per il cimitero di Bargagli. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 23 settembre 2009. La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41

Adalinda Romero rivolge un commosso pensiero ed una

preghiera per il carissimo

INGEGNERE

Enzo Garufi

e partecipa affettuosamente al

dolore dei suoi figli Alessandra e

Roberto, sua nuora Anna e i nipoti.

=

Serenamente è mancata all' affetto dei suoi cari

Anna Mangini

ved. Garaventa

(Nini)

di anni 97

Ne danno il triste annuncio, la figlia Franca con Lucio, il figlio Gigi con Carla e gli amati nipoti.

Il funerale avrà luogo sabato 26 alle

ore 10.30 presso la Chiesa Parrocchiale di Torriglia.

La presente vale da partecipazione

e

Luigi Oberti Onoranze Funebri Torriglia ­ Tel. 010.943.217.

ringraziamento.

Davide e Alessia con i piccoli Giacomo e Nicolò ricorderanno sempre con grande affetto la cara nonna Nini

Ivo, Lucia con Marcello ed il piccolo Lorenzo porteranno sempre nel cuore il ricordo della cara nonna

Nini

Non sei stato solo il nostro dottore, bensì un prezioso amico che ha condiviso le vicende liete e tristi della nostra famiglia. Ciao

Lucio

ci uniamo alle preghiere dei tuoi

cari.

Giorgio, Agnese, Renato, Livia e Roberta Marcucci.

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=

È improvvisamente mancato

all'Ospedale De La Conception di Marsiglia l'

INGEGNERE NUCLEARE

Giorgio Panichi

nato a Genova

di anni 62

Lo annunciano con profondo dolore

la moglie Catherine con i figli Alice,

Leonard, Ugo ed il fratello Sergio con la moglie Corinne ed i nipoti Laura e Nicolas. Il funerale sarà celebrato lunedì 28 corrente mese alle ore 14.30 presso la Cattedrale del Santo Salvatore in Aix­en­Provence (Francia). La presente vale anche come ringraziamento verso tutti coloro che partecipano al nostro grande dolore.

A.Se.F. del Comune di Genova

Tel. 010.291.55.01

=

Improvvisamente è mancato

all'affetto dei suoi cari in Sanremo il

MAGISTRATO

Francesco Pescetto

di anni 45

Ne danno il triste annuncio il papà Carlo, la sorella Maria Grazia, la nipote Barbara e i parenti tutti. La cara salma giungerà venerdì 25 settembre alle ore 15 presso piazza S. Gaggero in Voltri per un ultimo saluto.

Un particolare e doveroso ringraziamento alla sezione Ligure dell'Associazione Magistrati. La presente serve da partecipazione e ringraziamento. Genova, 22 settembre 2009. La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41.

Improvvisamente è mancato in

Pietra Ligure

Francesco Puppo (Franco)

Lo annunciano la moglie Doina, la figlia Emanuela, i parenti, gli amici ed i compagni. Si terrà una commemorazione nel cimitero di Genova Staglieno in data ancora da stabilire. Pietra Ligure, 24 settembre 2009.

Franco

uomo buono e generoso, ci ha lasciati. Lo ricorderanno sempre con tanto amore la moglie Doina con la figlia Emanuela, i fratelli Carla con Matteo, Stefano con Paola ed i nipoti Chiara, Paolo, Pietro, Giovanni, Alice, Lorenzo, Margherita e Federico.

=

È improvvisamente mancato

all'affetto dei suoi cari

Bassomaria Ronzitti

di anni 61

Ne danno il triste annuncio la moglie Gina, i figli Igor, Ivano e

Jacopo, i fratelli Mino, Nicoletta e Anna.

I funerali avranno luogo sabato 26

settembre 2009 alle ore 10 presso

la

Chiesa dell'Ospedale San Martino.

La

presente quale partecipazione e

ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.29.15.119

Il Presidente Claudio Burlando e gli

Assessori della Giunta Regionale della Liguria, si uniscono al dolore del Presidente del Consiglio Giacomo Ronzitti e alla sua famiglia per l'improvvisa e immatura scomparsa del fratello

Bassomaria Ronzitti

e partecipano con profondo

cordoglio e fraterna amicizia al grave lutto che li ha colpiti.

Wartsila Italia Spa e tutti i suoi dipendenti si uniscono al dolore della famiglia Ronzitti per l'improvvisa perdita del caro

Bassomaria

=

Giovanna, Alfredo con Carlo ed

Alessandra, Esther con Enrica ed Elena e tutti i nipoti annunciano con immenso dolore che la

DOTTORESSA

Maria Ludovica Susan Cravera (la carissima Marilù)

dopo tante sofferenze , ci ha lasciato ed ha raggiunto il suo amatissimo Franco.

Ci mancherà l'azzurro dei suoi

occhi, la luminosità del suo sorriso,

il

Agli amici, ai colleghi, alle persone che curò con amore e competenza esemplari il ricordo di una donna straordinaria, di una professionista sensibile, di una persona per bene. Un sincero grazie al Professor Giovanni Regesta per le cure amorevolmente prestate ed alla cara Barlin per esserle stata sempre vicina.

I funerali avranno luogo oggi 25

settembre 2009 alle ore 11,45 nella Parrocchia di San Pietro in Quinto. O.F. Mariarosa Barletta Tel. 349.09.71.420

suo grande affetto.

Ciao

zia Marilù

sei sempre stata e sempre sarai nei nostri cuori come una stupenda seconda mamma. Carlo e Alessandra.

Alessandra con Maria e Giovanni sono vicini a Giovanna per la scomparsa dell'adorata

Marilù

Cocca, Gianni, Marco Blondet con le loro famiglie si stringono con tanto affetto a Giovanna e famiglia e

partecipano con tutto il cuore al suo

immenso dolore per la scomparsa

di

Marilù

Cocca e Marina profondamente

commosse abbracciano affettuosamente Giovanna ed i suoi familiari per la scomparsa della carissima amica

DOTTORESSA

Marilù Susan

Mario e Mery Boero sono vicini nel dolore a Giovanna ed Alfredo per la scomparsa della cara

Marilù

Pasquale e Lolli Tonani si uniscono al dolore di Giovanna e di tutta la famiglia Biondi per la perdita della

cara Marilù Susan ved. Cravera

Massimo e Francesca sono vicini a Giovanna ed Alfredo per la scomparsa della carissima

Marilù

già nostro valente ed umano medico di famiglia negli anni passati.

Ti ricorderemo sempre con tanto e

sincero affetto.

Carlo e Lucilla partecipano di cuore al dolore di Giovanna per la scomparsa della carissima sorella

Marilù

che ricordano con tanto affetto come amica ed apprezzato medico.

Gli amici di Portobello, profondamente commossi, sono

vicini con tanto affetto a Giovanna in questo momento di grande dolore per la perdita della cara

sorella

Marilù

La Farmacia Amoretti prende parte

al grande dolore di Giovanna e della

sua famiglia per la scomparsa della

sorella

DOTTORESSA

Maria Ludovica Susan

Ciao Marilù.

Lucy.

Mirella e Alberto Biondi coi figli Maurizio e Andrea sono affettuosamente vicini alla cara Giovanna per la scomparsa dell'amata

Marilù Susan

e partecipano commossi al dolore

della famiglia.

Nel ricordo della cara

zia Marilù

Felice e Cicci sono affettuosamente vicini a Giovanna ed Alfredo nel loro dolore.

Roberta e Fabio Ientile fiori, tutta l'équipe del "ristorante Cicchetti

1860" sono vicini alla famiglia Susan per la scomparsa della cara

DOTTORESSA

Marilù

Grazie

Marilù

per tutto quello che hai fatto per noi. Famiglia Flaùti.

Gianfranco e Marco Rovani con le rispettive famiglie sono vicini ai famigliari per la perdita della

DOTTORESSA

Marilù Susan

Giorgio e Carla Carbone sono vicini con affetto all'amica Giovanna Biondi per la perdita della cara sorella

Marilù Susan

Gustavo e Armando Gamalero sono affettuosamente vicini a Giovanna ed Alfredo Biondi per la dolorosa perdita della cara

Marilù

Siamo vicini nel dolore alla cara Giovanna per la scomparsa della signora

Marilù Susan

Franco e Gianna Polidori.

=

È mancato all'affetto dei suoi cari

Giuseppe Vitello

di anni 79

Ne danno il triste annuncio la moglie Filippa, le figlie Grazia, Paola, Tiziana, i generi e gli adorati nipoti.

I funerali hanno luogo oggi 25

settembre alle ore 11.45 nella parrocchia di San Bartolomeo di Certosa. La presente valga da partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01

Anna Zaccone

ved. Benzi

I Condomini e l'Amministatore di

Via Capolungo 25 partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa della propria congiunta.

=

È mancato all'affetto dei suoi cari il

GRANDE UFFICIALE

RAGIONIERE

Filippo Maria

Zavatteri

di anni 95

Ne danno il triste annuncio: i figli Ignazio, Angela e Fabio con le famiglie, i parenti tutti.

I funerali avranno luogo oggi

venerdì 25 corr. nella Chiesa Arcipresbiterale di Certenoli alle ore 15,30. Valga la presente da partecipazione e ringraziamento. Non fiori, ma opere di bene. Calvari, 25 Settembre 2009. Onoranze Funebri Arata Bruno Cicagna ­ Tel. 0185.97.10.35.

Nell'impossibilità di farlo

singolarmente, la famiglia De Bellis

ringrazia di cuore tutti coloro che, con la loro partecipazione, hanno condiviso il suo immenso dolore per

la prematura perdita di

Pasquale

La Messa di suffragio nel trigesimo verrà celebrata nella chiesa di Santa

Zita sabato 26 settembre alle ore 18,30.

La famiglia Silvestrini ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno partecipato al suo dolore per la scomparsa di

Franco

2000 25 settembre 2009

Tina Canepa Orsi

un amaro rimpianto per un ricordo dolce ed affettuoso. Il marito Athos e familiari.

2005 25 settembre 2009

Nita Ugolini

vivi sempre nei miei pensieri. Tuo Gino.

ed affettuoso. Il marito Athos e familiari. 2005 25 settembre 2009 Nita Ugolini vivi sempre nei
ed affettuoso. Il marito Athos e familiari. 2005 25 settembre 2009 Nita Ugolini vivi sempre nei
ed affettuoso. Il marito Athos e familiari. 2005 25 settembre 2009 Nita Ugolini vivi sempre nei
ed affettuoso. Il marito Athos e familiari. 2005 25 settembre 2009 Nita Ugolini vivi sempre nei
ed affettuoso. Il marito Athos e familiari. 2005 25 settembre 2009 Nita Ugolini vivi sempre nei
cronache VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 7 TRAGEDIA A BOLOGNA Madre uccide i due figli e

cronache

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

7
7

TRAGEDIA A BOLOGNA

Madre uccide i due figli e si suicida

Dilaniata dalla depressione la donna scrive in un biglietto: «Vivere è insopportabile»

BOLOGNA. Chissà cosaèscattato nella testa di Erika Mingotti, la mamma trentaseienne che nel cuore della notte si è accanita sui corpi delle sue creature, Alessio di sei anni e Arianna di cinque. Li ha uccisi e poi si è suicidata buttandosi dalla terrazza al secondo piano di una palazzina di via Mazzini, nel centro del comune bolognese di Castenaso. Quando chi dàlavita decide di darelamorte, tutto sempreinspiegabileeildoloreèintol­ lerabile. Era appena trascorsa una giornata ordinaria, normale: l’allenamento di minibasket per il figlio Alessio con la mamma premurosa in tribuna a se­ guirlo. Due battute con la presidente dellasocietàsportivaVirtus,suinuovi orari dei corsi del figlio dicendo che si sarebbe organizzata per accompa­ gnarlo. Il ritorno a casa, la cena, il bacio della buonanotte. Poiil buio. La violenza, la morte. A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito il tonfo del corpo caduto in strada. I carabinieri della compagnia di Medicina e del Reparto operativo hanno poi trovato i corpi dei due piccoliin pigiamo sul lettone , erano bagnati, la mamma avrebbe cercato di affogarli. L’inchiesta è co­ ordinata dal sostituto procuratore di turno, Marco Imparato. Non vi sono parole solo silenzio quellocheècalato quando la furia disumana è termi­ nata. Tre cadaveri, tre corpi senza vita, due esistenze spente senza un perché. All’origine del raptus della donna si ipotizza ci sia stata una forte depressione che l’aveva colpito dopo la separazione dal marito, di 41 anni, avvenuta un anno fa. Ma questo non bastaa dare una rispostaalla brutalità con la quale la vita dei due bambini è stata interrotta: prima il sonnifero e poi l’accanimento sui corpi con un coltello. Gli inquirenti stanno valutando la lettera che Erika Mingotti, che ha anche cercato di tagliarsi le vene, prima di lanciarsi nel vuoto, ha la­ sciato. Parole da cui, a quanto si è ap­ preso, traspaiono solitudinee depres­ sione di cui si sentiva vittima. Pro­ blemi «familiari e personali», non di natura economica. Una conoscente ha raccontato di avere consigliato a Erika di ricorrere ad un aiuto psicolo­ gico. Ilmaritoavevainvecechiestoin­ formazioni al Comune sulle proce­ dure per ottenere una casa popolare

al Comune sulle proce­ dure per ottenere una casa popolare I rilievi dei carabinieri nell’appartamento teatro

I rilievi dei carabinieri nell’appartamento teatro della tragedia familiare

GLI INFANTICIDI IN ITALIA

10

in media, gli infanticidi ogni anno

INFANTICIDI IN ITALIA 10 in media, gli infanticidi ogni anno i casi in cui l'omicida è

i casi in cui l'omicida è la madre

ogni anno i casi in cui l'omicida è la madre 378 Nord 48,9% i bambini uccisi
378 Nord 48,9% i bambini uccisi tra il 1970 al 2008 Isole Sud Centro 12%
378
Nord
48,9%
i bambini uccisi
tra il 1970
al 2008
Isole
Sud
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12%
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24 ,3 %

fe mmine

56, 3% maschi
56, 3%
maschi

43,7%

80%

i casi in cui i minori sono uccisi in via preterintenzionale a causa delle fo rti perco ss e ricev ute dai genitori

Fo nte: Ami (associazione matrimonialisti italiani)

GRAFICI IL SECOLO XIX / CENTIMETRI

poiché il giudice aveva assegnato la casa a moglie e figli. Ultimamente, ha spiegatounvicino «nonavevanoavvi­ saglie di problemi di depressione, Erika era solo dimagrita». Portava ogni giorno i figlia a scuola e, ha ag­ giunto, «sicuramente non era sem­ plice per una donna con due bimbi piccoligestirela famigliaeandareala­ vorare, era una che sgobbava». Un’amica, Mariangela, la ricorda «dolce,tranquilla, mai trasandata. Anche dopo la separazione era sem­ pre una donna curata».Curavai bam­ bini.Un’amicaraccontadelpragmati­ smo e forza d’animo, peculiari in una donna da poco uscita da una separa­ zione. Questa la cronaca di una trage­ diachevaadaggiungersinellaviacru­ cis senza fine dei dati, agghiacciante:

378 infanticidi dal 1970 al 2008. E l’aumento di queste tragedie familiari èin costante ascesa. Unmese fa, a Ge­ nova, una madre aveva ucciso il pro­ prio bimbo di 3 settimane, strango­ landolonellettinoconilcavettodiali­ mentazione del cellulare. Poi si era suicidata. Ma tutto scorre e il fatto sparisce dalla cronaca e dalla memo­ ria , mentre resta il silenzio di morte.

LUCA ROLANDI

GLI PSICHIATRI

ALLARME DEPRESSIONE «INVESTIRE DI PIÙ SULLA SALUTE MENTALE»

MILANO. Non è stato un gestoim­ provviso, un raptus, quello della donna che nel bolognese ha uccisoi due figli e poi si è suicidata è questal’analisi dello psichiatra Tonino Cantelmi, della Gregoriana: «È stato l’ultimo atto di una catena di eventi dettati dalla de­ pressione e che nessuno ha inter­ rotto». Quello di Erika Montesi è «un caso estremo, ma la depressione è un problema destinatoa diffondersinote­ volmente in futuro, tanto che si pre­ vede che entro dieci anni diventerà la prima causa al mondo di invalidità. È miope non prevedere investimenti nella salute mentale». Cerca di appro­ fondire in modo più analitico il prof. Sergio Astori, psicoterapeuta, docente di psicologia della salute all’Università cattolica di Milano.

La tragedia di Castenaso ripro­ pone un tema sommerso, l’infanti­ cidio e il suicidio dei genitori? «Ogni gesto di suicidio rappresenta un’insanabile ferita nella coscienza collettiva abituata a rimuovere l’esi­ stenza di disagi connessi ad una soffe­ renza mentale. Per di più, quando il suicidio è messo in atto da un mino­ renne o si associa al sacrificio di uno o più figli, si generano sconcerto ed or­ rore. Eppure le manifestazioni estreme dei disagi psichiatrici sono frequenti e dovrebbero destare co­ stante preoccupazione in coloro che hanno a cuore il benessere collettivo. Le sofferenze mentali possono aggra­ vare disagi fisici e sociali e, allo stesso tempo, patimenti fisici, sociali e rela­ zionali non riconosciuti e curati pos­ sono sfociare in malesseri profondi».

Desolazione, disperazione, man­ canza di speranza nel futuro, cosa scatta? «Il malessere che può investire la fi­ gura femminile è da rintracciare in egual misura nella vulnerabilità biolo­ gica (si pensi alle manifestazioni di di­ sagio connesse alle variazioni ormo­ nali in fase post­gravidica o peri­me­ nopausale) e nel laborioso confronto con un’immagine a suo modo insana, che promette “successo” se sei gio­ vane, carina e sorridente». La prevenzione. E’ solo un pro­ blema di salute mentale o c’è qual­ cosa di più profondo da sanare. «Ripensareilmodostessodierogare le cura nei paesi tecnologicamente avanzati. Se molti passi in avanti sono stati fatti negli ultimi decenni per ga­ rantire le prestazioni acute, la sfida maggiore da raccogliere è quella di abi­ tuarsi a fornire adeguata risposta ai molti altri casi di effettivo bisogno».

LU. ROL.

MAGNITUDO 4.1

MAGNITUDO 4.1

Terremoto all’Aquila la gente nelle strade

L’AQUILA. Le finestre che tre­ mano, gli oggetti che si muo­ vono. È tornato il panico all’Aquila ieri pomeriggio, a quasi sei mesi dal sisma di aprile, quando una scossa di magnitudo 4.1, alle 18.15, ha in­ teressato il distretto sismico del Gran Sasso. Secondo quanto ri­

levato dall’Ingv, l’Istituto nazio­ nale di geofisica e vulcanologia,

la scossa ha avuto epicentro nei

Comuni di Pizzoli, Barete e Ca­

pitignano, Cagnano Amiterno e

la stessa L’Aquila. Ed è stata av­

vertita distintamente anche in alcune zone delle Marche. Erano

alcune settimane che le scosse,

di lieve intensità, venivano per­

cepite quasi solo dai sismografi. Invece, oggi sono stati in molti, nel capoluogo e nei paesi limi­

trofi, a scappare da casa. Spa­ vento anche in zone distanti dall’epicentro, nella frazione aquilana di Onna e a Castel­ nuovo, frazione di San Pio delle Camere. In massa sono usciti anche da centri commerciali, lo­ cali pubblici, chiese, dove le funzioni religiose sono state in­ terrotte per essere riprese poco dopo.

LUTTO

LUTTO

La scomparsa di Laudi giudice coraggioso

TORINO. È morto ieri a Torino il procuratore capo di Asti Mau­ rizio Laudi. È stato colto da un infarto nella sua abitazione. Laudi ricopriva anche l’incarico segretario di Magistratura indi­ pendente. Nel capoluogo pie­ montese, da cui si era allonta­ nato solo quando era stato

eletto componente del Csm, aveva tra l’altro diretto la Dire­ zione distrettuale antimafia e aveva coordinato il gruppo che

si occupa dei reati di terrorismo

ed eversione. Davanti al Csm, Laudi è stato il “difensore” del gip di Milano Clementina Forleo nella procedura di trasferimento d’ufficio che le era stata aperta dalla Prima Commissione. Per molti anni aveva ricoperto il ruolo di giudice sportivo della Federcalcio. Cordoglio biparti­ san da parte del mondo politico. Il Csm ha osservato un minuto di silenzio in segno di lutto. Per l’Anm scompare un uomo che «ha dedicato l’intera vita pro­ fessionale alla giustizia e alla le­ galità».

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Belen Rodriguez per un look passionale di poncho e pepli

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Capsule per 50 anni di moda:

Reinventati jacquard e block

Capsule per 50 anni di moda: Reinventati jacquard e block Giorgio Armani, una femminilità Bauhaus La

Giorgio Armani, una femminilità Bauhaus

La moda? Ora è gioia di vivere

Prada e Armani soffiano via la crisi esaltando il corpo. E la donna torna a essere seducente

RENATO TORTAROLO

BUONE notizie. Dopo aver tanto sbuffato per la recessione ed essersi mortificate, le donne tornano alla

gioia di vivere. Non chein questimesi

abbianorinunciatoaessereseducenti

mail glamour era proprio sparito. Più

che comprensibile, vista la piega che aveva preso anche la moda nella bu­ feradellacrisi.Maa tutto,primaopoi, c’è una fine. Quindi, ci si sta prepa­ rando, o almeno così si spera, a tempi meno grami. Ovviamente, per le trepide attese femminilièuna festagrande.Miuccia Prada, che non si fa mai influenzare

da rialzi o ribassi, è la sua natura, è convinta che la moda sia «mistero e divertimento, una forte ironia, natu­ ralmente, e nel mio caso anche un ri­ mandoalmondo fiabesco,qualcosadi simile a Cenerentola». Quindi quel

mix di allegria e pensierosità che fa

bene all’umore femminile si traduce

in abiti corti, shorts audaci, gonnel­

line che sono un soffio, un curioso

mini dress a trapezio che evoca un altro elemento di suggestione popo­

lare: la spiaggia. «Sì, sono posti un po’

dimenticati» spiega la stilista, inten­ dendola dimensione fatale, un po’ so­ spesa nel tempo, dove i corpi sbuca­ vano da tagli indovinati di tessuto. E, ancora, la sua intuizione corre verso « la nostalgia per una bellezza europeachenonc’èpiù,maancheper ilsensodel farsibelle,diessereammi­ rate». Quasi impercettibilmente, si fa strada l’immagine di un lampadario, sfavillante e alto più di qualsiasi altra cosa: e sul corpo delle modelle si ma­ terializza una stampa che ricorda proprio il telo di una lampada, così come sui fianchi snelli e nervosi di queste ragazzealgideeirraggiungibili si muovono pannelli come ali. «Am­

mettocheèunacollezionesospesa fra

realtà e fantasia» dice ancora la stili­

almondo dell’arte e dellaletteratura,

sta, che stringe i corpi in linee affuso­

si

traduceinveceinun’innocenza che

late, mentre i passi sono scattanti su

si

fa rapidamente sensualità. Più che

tacchi alti o morbidi quando sfiorano terra.Non sarà glamour,main questa femminilità c’è molto di positivo. Un tocco leggero che Giorgio Ar­ mani risolvein pochi tratti essenziali. Un po’ sono la soluzione esistenziale allamalattia,un’epatite fastidiosaper

“Pretty Baby” di Louis Malle, Marras deveaverpresoaispirazionele foto di E. J. Bellocq, che ritraeva boudoir ma esaltandosemprela fragilitàunpo’ir­ responsabile delle suemodelle. Perlo stilista sardo, qui in una delle sue provemigliori,giacchein tweede reg­

cui tutti gli chiedono quando venderà la sua azienda, piuttosto insolito per un uomo di 75 anni che non ha la mi­ nima intenzione di confondere il piano personale con quello d’affari. Ma la vera architrave del pensiero armaniano, che è rigore assoluto, è l’intuizione del corpo femminile come chiave di volta di unamoda che, altrimenti, rischierebbe di avvitarsi su se stessa. In un’intervista a WWD,

giseno, lunghe fila di perle, diventano un pretesto per «trasparenze inno­ centi che svelano un intimo color carneinunadonna fortementedeter­ minata. Ovviamente nessuna allu­ sione alle escort delle cronache». Ci mancherebbe. La realtà invece è più che evidente nella collezione di D&G, che ogni volta dovrebbe essere proposta ai sociologi, omeglio a chi di mestiere prevederei costumi eimodi

lo stilista osserva che «ci sarà un’on­

di

domani. Dolce e Gabbana non per­

data di modelli semplici, minimalisti e senza tempo. Poi, come sempre ac­

dono occasione, quando disegnano la loro linea giovane, per intercettare i

cade nella moda, il pendolo oscillerà

gustidiunpubblicoveloceevorticoso

probabilmente nell’altra direzione, così quando l’economia inizierà a muoversi, assisteremo a un ritorno del glamour». Attesa che ad Armani interessa poco, visto che sta già pla­

comeunacoloniadi formiche rosse.E la sexy cow girl metropolitana, in denimepizzi,pelle traforataestampe Mickey Mouse o Minnie, stivaloni di cuoio e gessati maschili, è molto più

smando tutti questi passaggiinsieme. Farà piacere, alle signore devote alla filosofiaarmaniana, sapere chele gambe si scopriranno,che tutto si fer­ merà sopra il ginocchio, con le gonne dalla magica scansione geometrica perassicurarealcorpounsensodiap­ passionata freschezza. O meglio, di

naturale, perché riflette le strade del mondo, della proiezione fantastica. Belen Rodriguez sfila per Les Co­ pains, ma bisogna dire che l’abilità di fondere maglieria, impronta nomade e tailleurs di Albino D’Amato è molto più accattivante. Stefanel festeggia i suoi 50 anni con una collezione “cap­

purezza che lo stesso Armani ricon­

sule”ispirataajacquardstoricidaDo­

duceaunascuoladifficiledainterpre­

rothee Hagemann e Annalisa Dunn

tare, come la Bauhaus. Ma ci riesce perfettamentenella scelta deicolori,i

diplomate alla Saint Martin’s School. Ma la palma della novità spetta a

blu soprattutto, e nella fusione con la

EnnioCapasacheierihapresentatoil

body art che finisce per rendere più

suo universo rock, tradotto in t­shirt

contemporanee donne che arrivano da un altro pianeta. Questo sul piano

oversize, spencer ben delineati e abiti fluidiperlalineaC’N’C,inun belnero

del vivere l’oggi, ma nel caso di Anto­

di

china e tanto spirito ecologista.

nioMarras, uno degli stilisti piùlegati

tortarolo@ilsecoloxix.it

uno degli stilisti piùlegati tortarolo@ilsecoloxix.it Prada, atmosfera da fiaba e sensualità chic BRUXELLES Un

Prada, atmosfera da fiaba e sensualità chic

BRUXELLES

Un Magritte rubato dal museo in pieno giorno

Due banditi hanno fatto irruzione nella casa­studio dove visse il pittore e minacciando il custode hanno sottratto l’Olympia

BRUXELLES. Pochi minuti, il tempo di farsi aprire la porta del museo e minacciare le persone pre­ senti, e l'Olympia di René Magritte ­ valore di stima finoa 3milioni dieuro

­ si è volatilizzata insieme ai suoi due rapinatori. Il colpo è stato messo a segno ieri mattina alle dieci quando due uo­ mini, uno armato di pistola, si sono fattiaprirelaportadallacustodedella piccola casa museo nel quartiere di Jette alla periferia di Bruxelles, dove il pittore surrealista ha vissuto con la moglie Georgette dal 1930 fino al

1954.

Il piccolo museo, che da giugno è stato affiancato dal grande spazio espositivo dedicato a Magritte nel centro di Bruxelles, apre solo su ri­ chiestaealmomentodell'irruzionevi

apre solo su ri­ chiestaealmomentodell'irruzionevi Una cartolina che ritrae il dipinto “Olympia” di

Una cartolina che ritrae il dipinto “Olympia” di Magritte, rubato ieri

si trovavano alcuni addetti e una cop­ piadi turisti.Ilcuratoredelmuseonel quale il grande artista belga ha di­ pinto quasi la metà della sua produ­ zione ha raccontato che due uomini, dei quali uno di aspetto asiatico, sono entrati a volto scoperto e senza spa­ rare hanno costretto le persone pre­ senti ad andare nel cortile interno, prima di concentrarsi sul quadro a

olio del 1948. La tela raffigura la moglie di Ma­ gritte, nuda su uno sfondo marino e con una grossa conchiglia sul ventre, e si ispira al quadro omonimo di Edouard Manet, che fece scandalo quando venne esposto pubblica­ mente nel 1865. Il dipinto, di 60 per 80 centimetri, ha un valore stimato fino a tre milioni di euro (nelle aste

degli ultimi anni capolavori come l'Oiseau duCiel e Le prêtremarié sono stati battuti rispettivamente a 3,4 e 5,2 milioni di euro) ed è stato portato via dai due rapinatori che si sono al­ lontanati a piedi e poi su una vettura che li aspettava, prima che arrivasse la polizia. Nella casetta di mattoni rossi di Rue Essenghem 135, dove si rifugiò per sfuggire alla mondanità parigina, Magritte dipinse alcuni dei suoi più celebri capolavori eilmodesto salone dellacasadivenneilquartiergenerale del movimento surrealista in Belgio. Difficilmente piazzabile sul mer­ cato, l'Olympia si aggiunge alla schiera di capolavori rubatimagari su commissione o per chiedere un ri­ scatto. In un furto rimasto celebre, due tele, l'Urlo e la Madonna di Edvard Munch, vennero trafugate in pieno giorno dal museo di Oslo dedi­ cato all'espressionista norvegese nell'agosto 2004. Entrambe sono statepoiritrovateincircostanzepoco chiare tre anni fa e gli autori del furto sono stati presi e condannati.

MILANO

MILANO

Imbrattò il Duomo tremila euro di multa

MILANO. Mille euro di multa e risarcimento al comune di due­ mila euro più le spese proces­ suali (1.348 euro) per il ventenne che il 21 ottobre 2008 aveva im­ brattato un muro laterale del Duomo di Milano. Si è concluso così il secondo procedimento penale in cui il Comune si era presentato come parte offesa, dopo che lo scorso 13 luglio altri due writer avevano ripagato il danno ripulendo i muri di una

scuola di via Baravalle. «Imbrat­ tare un simbolo come il Duomo di Milano è un atto inqualificabile

MESSICO

MESSICO

«Due libri su Frida Kahlo sono pieni di falsi»

CITTÀ DEL MESSICO. Azione

legale contro la pubblicazione di due libri che riproducono dipinti e scritti dell'artista messicana Frida Kahlo (1907­1954), che gli specia­ listi della sua opera considerano però nella maggior parte «false attribuzioni». Una denuncia pe­ nale è stata depositata presso la Procura generale del tribunale di Città del Messico e un'altra sta per partire alla volta del tribunale di New York contro la diffusione dei volumi “Alla ricerca di Frida Kahlo” e “Il labirinto di Frida Kahlo, morte, dolore e ambiva­

­

ha dichiarato ieri il vicesindaco

lenza. Lettere illustrate, disegni e

e

assessore alla Sicurezza Ric­

note intime”. Secondo la perizia

cardo De Corato ­ e il danno all’immagine è inestimabile. Ma va bene così». Con l’entrata in vi­ gore, l’8 agosto, del ddl sicu­ rezza, imbrattare un monumento storico­artistico viene ora san­ zionato anche più duramente:

condotta da un comitato di esperti internazionali conterrebbero com­ plessivamente un migliaio di falsi.L'avvio dell'azione giudizia­ ria è stata annunciata da José Luis Perez Arredondo, funzionario della Banca centrale del Messico,

giudizio davanti al Tribunale (in­ vece del Giudice di pace), reclu­ sione fino a un anno e multa fino

l'esecutore dei diritti d'autore della Kahlo, la cui opera nel 1984 è stata dichiarata «monumento arti­

a tremila euro.

stico» ed è protetta dalla legge.

VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 9

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VENERDÌ 10 liguria 25 SETTEMBRE 2009 BORSINO DEI TRENI IN LIGURIA ieri, 24 settembre treni
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BORSINO DEI TRENI IN LIGURIA ieri, 24 settembre
treni in ritardo
Treni soppressi segnalati dai lettori
ritardo
medio
data
segnalato da
treni
24/09
REG 11254
La Spezia - Ge Brignole
Giulia Palmieri
puntuali
23%
6’
24/09
REG 21106
Ge Brignole - Busalla
Giulia Palmieri
4%
disagi
24/09
REG 21025
Ge Voltri - Ge Brignole
Giulia Palmieri
grav i
24/09
REG 21107
Busalla - Ge Brignole
Giulia Palmieri
FRA 0’ E 5’
FRA 5’ E 15’
OLTRE 15’
Segnalate i treni soppressi a web@ilsecoloxix.it
15’ Segnalate i treni soppressi a web@ilsecoloxix.it LO SCONTRO DOPO LA DENUNCIA DI DUE DOCENTI UNIVERSITARI

LO SCONTRO DOPO LA DENUNCIA DI DUE DOCENTI UNIVERSITARI

Burlando: «Progetti scelti da esperti»

il presidente della Regione: «La politica non c’entra. Finanziamenti decisi da una commissione tecnica»

GENOVA. Dopo la bordata, la ri­ sposta.ClaudioBurlando,presidente della Regione, destinatario della let­ tera inviata da due specialisti dell’Università, Massimo Tabaton e Patrizio Odetti, con accuse molto violente sul concorso per i finanzia­ menti del Progetto di ricerca sanita­ ria regionale, replica. Risponde alle affermazioni secondo cui i criteri di scelta «sono oscuri e non scientifici» e influenzati «evidentemente da una strategia lobbistica». Cosa afferma Burlando? «La let­

tera di questi professori è arrivata sul mio tavolo 48 ore dopo che loro ave­ vano deciso di parlare con la stampa.

comunque è una scelta legittima

ma il presidente della Regione con le scelte che fa la commissione tecnica non c’entra assolutamente nulla. Nel senso che i progetti vengono valutati dal punto di vista esclusivamente tecnico dalla commissione tecnica». Insomma: se i mittenti sono certi, l’indirizzoè stato sbagliato.Burlando ribadisce:i criteri sono stati determi­ nati soltanto dalle commissioni di esperti che hanno valutato gli elabo­ rati.Lapolitica(el’amministrazione) non hanno interferito. MassimoTabatonePatrizioOdetti hanno contestato l’esclusione del loroprogettosullamalattiadiAlzhei­ mer, avvenuto non nell’ultima sele­ zione, ma già in fase preliminare, nella prima scrematura che ha por­ tato le proposte in gara da 34 a 17. Hanno contestato duramente «il curriculum irrilevante» di alcuni tra

È

gli specialisti che hanno, invece, su­ perato la prima selezione. E hanno messo sotto accusa l’intero sistema

di valutazione. Una fibrillazione che

potrebbe esser scatenata anche

dall’imminenzadiappuntamentiim­

portanti all’ospedale San Martino.

Come la battaglia per la successione

di Giovanni Regesta, lo storico pri­

mario di neurologia andato in pen­ sione. La novità è che la commissione, quella che ha valutato gli elaborati che hanno superato il primo scree­ ning, ha concluso il suo lavoro. E, se­ condo la tabella di marcia, già questa mattina i documenti dovrebbero ap­

prodare sul tavolo della giunta per il vialibero definitivo ai finanziamenti. Già ieri, in via informale, sono giunte mail di complimenti ai 13 specialisti (ogruppi)chehannopassatoilvaglio. Ma dopolalettera­denuncia di Ta­ batoneOdetti siè scatenatal’opposi­ zione dicentrodestra.GianniPlinioe Matteo Rosso, consiglieri regionali del Pdl, chiedono una commissione

d’inchiesta sui finanziamenti regio­ nali per la sanità. Plinio e Rosso sfi­ dano il presidente della Regione e l’assessore alla Sanità: «Se Burlando e Montaldo non hanno nulla da na­ scondere, riteniamo che non ci do­ vranno essere difficoltà ad accogliere

la

Montaldo spiega poi i criteri di va­ lutazione utilizzati perl’attribuzione dei finanziamenti in una lunga let­ tera firmata insieme a Gabriella Paoli, dirigente del settore comuni­

nostra richiesta».

Paoli, dirigente del settore comuni­ nostra richiesta». Il governatore Claudio Burlando cazione, ricerca e sistema

Il governatore Claudio Burlando

cazione, ricerca e sistema informa­

tivo sanitario regionale.Che parte da

un presupposto: «Il bando regionale

è relativo alla ricerca applicata,

quella che più specificamente do­ vrebbe produrre tecnologia, innova­ zione, ricchezza;inparticolareè sulla ricerca sanitaria e biomedica trasla­ zionale, cioè finalizzata alla produ­

zione di informazioni utili per le scelte cliniche, assistenziali ed orga­ nizzative del Servizio Sanitario e la valutazione che l’effetto di tali scelte hanno sui processi organizzativi,sui costiesullaqualitàdell’assistenzain­

FERROVIE SENZA PACE

Treni soppressi e prenotazioni bis una giornata di ordinaria rabbia

I pendolari della Liguria hanno scritto al ministro Sacconi per le scarse condizioni igieniche: «Ed è in arrivo l’influenza A»

SE IL BUONGIORNO si vede dal

mattino,ierii pendolariliguri devono averpensato“forseeramegliorestare

a casa”. Quattro treni soppressi in

poco più di due ore, doppie prenota­ zioni suunintercityperRoma, ritardi fino a 25 minuti sparsi un po’ su tutte

le tratte locali che transitano per la

stazione di Genova Brignole. La prima sorpresa l’ha avuta Carla Misso, impiegata di Santa Marghe­ rita, che ha visto cancellato il regio­ nale che parte dalla Spezia e che ogni giorno la porta al lavoro. Il succes­ sivo? «Alle 7.26, così arrivo mezz’ora dopoedescomezz’ora dopo», osserva rassegnata. Recuperare ciò che Tre­ nitalia fa perdere non è cosa straordi­ naria. È toccato anche a chi doveva spostarsi tra le 7.58 e le 8.18 da po­ nente a levante o da Genova città all’entroterra, in valle Scrivia. Sop­ pressi tre treni: manutenzione, mo­ tivi tecnici e un guasto, hanno spie­ gato dall’azienda. Giornata da dimenticare anche per chi pendolare non è, e alle nove era a Brignole per l’intercity 515 che da Ventimiglia lo avrebbe portato a Roma. Qualcuno, salito a bordo, ha trovato il suo posto già occupato. Da altri con regolare biglietto. Sì, rego­ lare, ma doppio. Un problema alle bi­ glietterie di due stazioni ha fatto pre­ notare sedili già riservati. Può capi­ tare, ha spiegato il capotreno, ma «sono bastati alcuni minuti, un po’ di pazienza e la collaborazione dei pas­ seggeri per sistemare la situazione». Ma non sono solo i ritardi, escla­ mano dai binari di Brignole. Pro­ blema intollerabile, dicono i passeg­ geri intervistati, è l’igiene. Pratica­ mente assente, o quasi. Per questo i comitatideipendolaridi Liguria,Pie­

o quasi. Per questo i comitatideipendolaridi Liguria,Pie­ Sporcizia accumulata sotto il sedile di un treno regionale

Sporcizia accumulata sotto il sedile di un treno regionale

Sporcizia accumulata sotto il sedile di un treno regionale SFOGO IN STAZIONE «Bagni non utilizzabili eigiene

SFOGO IN

STAZIONE

«Bagni non

utilizzabili

eigiene

pessima»

DANIELA

MACCARIO

studentessa

monte, Emilia Romagna, Lombardia ma anche della Sicilia, hanno firmato unalettera apertaindirizzata almini­

strodellaSaluteMaurizioSacconiper

chiedere che si affronti una volta per tutte il nodo della pulizia a bordo, ancor più in vista di una possibile dif­ fusione del virus della “suina”, l’in­

fluenzaA/H1N1.Affollamento,scarsa

igiene, impianti di aria condizionata guasti creano «un ambiente ideale per la trasmissione di infezioni», hanno scritto. E fosse solo la “suina” il problema, rifletteDanielaMacario,studentessa. «Basterebbero una mascherina e un po’ di disinfettante da borsetta! Il dramma restano i bagni, inavvicina­

da borsetta! Il dramma restano i bagni, inavvicina­ DISAGI SUI VAGONI «Troppo freddo, influenza assicurata»

DISAGI SUI

VAGONI

«Troppo

freddo,

influenza

assicurata»

ANNALISA

CANESSA

impiegata

bili, e le condizioni di pulizia, schi­ fose». È d’accordo un gruppetto di

colleghe, tutt’e tre impiegate: «La suina è il meno, sempre meglio che la scabbia, o le pulci!» e scappano al bi­ nario 6. «Con l’aria condizionata im­ pazzita,alle7emezzodimattina faun freddo tremendo, l’influenza la prendi comunque», sorride Annalisa Canessa mentre aspetta sulla pan­ china il suo regionale. Per non par­ lare delle corse per scendere, quando leporte sono rotte,dei finestrinibloc­ cati, l’odore nauseabondo e le mac­ chie di sporco in vagoni interi. Parola

di Carmen Prudenti, impiegata alla

Asl. C’è da fidarsi.

GIULIA PALMIERI

dividuale e della collettività». Poi la spiegazione dei criteri adottati. Con una premessa: «Per prima cosa, ab­ biamo cercato di copiare. Quanto più possibile, da chi avesse più espe­ rienza, dalle cose buone fatte da altre Regioni, contestualizzando alla re­ altà ligure. Il bando è rivolto esclusi­ vamente alle aziende sanitarie liguri. I soldi liguri andranno solo ai nostri ricercatori». Montaldo e Paoli spiegano passo passo come sono state composte le commissioni esaminatrici (una “in­ terna” per la preselezione, una “esterna” di 27 esaminatori di fuori regione di chiara fama), e come ogni passo sia stato reso pubblico sul por­ tale www.liguriainformasalute.it. «Iltentativo ­scrivonoancora­èdi investire sulla cultura scientifica e di portare finanziatori in Liguria. L’in­ formazione è potere, la cultura è po­ tere, la scienza è potere. Informa­ zione, cultura e scienza vanno quindi distribuiteil più chiaramente e capil­ larmente possibile, vanno rese patri­

monio del più ampio numero possi­

bile di persone. Con onestà intellet­ tuale, senza sensazionalismi, possi­ bilmente nel modo meno strumentalepossibile.Forseèquesto il criterio oscuro?».

MARCO MENDUNI

menduni@ilsecoloxix.it

[+] www.ilsecoloxix.it

Sul sito tutti i documenti della vicenda, le lettere, il bando e l’elenco dei progetti selezionati

IL BOTTA E RISPOSTA SU RADIO 19

MONTALDO: «POLEMICA VERGOGNOSA». TABATON:

«VOGLIO AVERE RISPOSTE»

GENOVA. Questo il botta e rispo­ sta tra il professor Tabaton e l’asses­ sore Montaldo andato in onda ieri nella trasmissione ”Due ore del Se­ colo” in onda su Radio 19. Montaldo: «Questo progetto di fi­ nanziamento della ricerca perla prima volta si realizza nella nostra regione e la Regione ci mette dei soldi. Abbiamo impegnatole singole aziende a presen­ tare progetti scientifici fino a un nu­ mero massimo di sei e San Martino ha inviatoseiprogetti tracuinoneracom­ presoquellodiTabaton.Èstataunava­ lutazione fatta nell’ambito dell’ azienda sulla maggiore pertinenza dei processi e non su un demerito ». Tabaton: «Ma guardi assessore che non è così perché l’azienda ha inviato alla Regione il mio progetto». Montaldo: «Naturalmente, però ». Tabaton: «E allora bisogna essere precisi». Montaldo:«Leista facendounaver­ gognosa polemica!». Tabaton: «Io voglio delle risposte precise! È vergognoso l’atteggiamento della Regione! Lei deve rispondere chiaramente». Montaldo: «Saranno scelte alla fine

dalla commissione, con la partecipa­ zione di referees (esaminatori, ndr) di carattere nazionale e internazionale che hanno apprezzato i progetti che verranno finanziati ». Tabaton: «Ma noi parliamo di un progetto scientifico, non di un’orga­ nizzazione sanitaria, questo era ben chiaro nel bando del concorso». Montaldo: «Noi siamo stati, parlo della parte politica, del tutto estranei alla scelta dei progetti e le accuse del professor Tabaton sono infondate nel meritoe sonoingeneroseneiconfronti dei colleghi che hannoinvece ottenuto dei risultati. I punteggi sono stati attri­ buiri da una commissione tecnica,i re­ ferees li abbiamo recuperati sul piano nazionaleeanche di più, sono tutti tec­ nici e hanno fatto una valutazione. Na­ turalmente sono stati ammessi alla va­ lutazione i progetti che le aziende ci hanno presentato». Tabaton: «Questa commissione scientifica non ha visto il mio progetto perché è stato bloccato prima. Dico io:

probabilmente per impedire che ve­ nisse giudicato» Montaldo: «Mi sembra difficile che sia andata così».

Dico io: probabilmente per impedire che ve­ nisse giudicato» Montaldo : «Mi sembra difficile che sia

economia

FTSE All­Share

FTSE MIB

FTSE Italia Star

FTSE Mid Cap

Euro/Dollaro

Euro/Sterlina

Petrolio

   

­1,11%

­1,23%

­0,47%

­0,42%

1,4768

0,91065

­4,40%

VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009

VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009

11

 

23.440

 

22.953

 

11.269

 

25.325

         

65,91$

DOPO LA CRISI

L’Europa rialza la testa:

fuori dal tunnel già nel 2009

Il Fmi rivede le stime. Ordini in crescita, bene il dato tedesco sulla fiducia

ROMA. Seppur lentamente, e con messaggi comunque flebili, incomin­ ciano ad intravedersi in Eurolandia i primi segnali di una ripresa econo­ mica che possa cancellare due anni di crisi profonda. In Germania l’indice Ifo ­ quello che misura il clima di fi­ ducia fra le imprese tedesche ­ a set­ tembre ha toccato i massimi da un anno a questa parte salendo a 91,3 punti da 90,5 del mese precedente. Un solo dato per comprendere l’im­ portanza di questo top: a marzo l’in­ dice era sprofondato a 82,2 punti, se­ gnando in questo modo il livello più

basso negli ultimi ventisei anni. Il rialzo di settembre è il sesto consecu­ tivo ed indica, spiegano gli analisti, che la locomotiva del Vecchio Conti­ nente ha ripreso la propria corsa, dopo essere uscita dal tunnel della sua peggiore recessione dai tempi della Seconda Guerra mondiale lo scorso trimestre con una crescita del Pil dello 0,3%. L’inversione di tendenza per l’eco­ nomia di Eurolandia viene anticipata anche dal Fondo Monetario interna­ zionale che rivedrà al rialzo le stime

di

crescita nell’Eurozona per l’anno

in

corso: la crescita nella zona della

moneta unica potrebbe essere «un po’ migliore del previsto» nel 2009, anche se comunque resterà «nega­ tiva», ha annunciato ieri il direttore generale del Fmi, Dominique Strauss­Kahn, aggiungendo che, tut­ tavia, «una ripresa dovrebbe concre­ tizzarsi» nella zona euro già a partire dal 2010. Nelle sue nuove previsioni sulla crescita globale il Fondo Monetario Internazionale migliorerà anche le stime relative alla crescita di Italia e Stati Uniti. «Gli economisti del Fmi più o meno convalideranno le stime del governo», ha spiegato il direttore esecutivo del Fmi, Arrigo Sadun, con particolare riferimento alle prospet­ tive di crescita per l’Italia. Per avere queste nuove indicazioni si dovrà at­ tendere ancora qualche giorno: l’ap­ puntamento con le nuove stime è in calendario per il primo ottobre pros­ simo.

A RINSALDARE la convinzione che

il vento sia cambiato per l’economia

la convinzione che il vento sia cambiato per l’economia Lavoratori impegnati nella costruzione di stand per

Lavoratori impegnati nella costruzione di stand per una fiera in Slovenia

spetto al mese precedente, quando

gliordinieranobalzatidel4percento

dopo un lungo periodo di contra­ zione. Anche nell’intera Unione europea gli ordini a luglio sono aumentati, fa­ cendo segnare un +1,6 per cento, dopo il ­0,6 per cento del mese prece­ dente. A trainare il rialzo proprio l’Italia con un +3,6 per cento, seguita, tra le principali economie europee, da Germania con un +2,5 per cento e Francia con un +2 per cento. L’aumento degli ordini a luglio ha abbracciato diversi settori quali i beni di consumo durevoli, come i computer, gli elettrodomestici o au­ tomobili, che hanno segnato un rialzo del 5,6 per cento nella zona euro, i beni di investimento, come macchine e attrezzature, che hanno visto un aumento del 2,9 per cento e i beni intermedi, ossia quelli utilizzati per produrre altri prodotti, che hanno registrato un incremento del 2,8 per cento.

R. E.

VERSO LA RICAPITALIZZAZIONE

UNICREDIT, PROFUMO APRE ALLE FONDAZIONI:

«ESIGENZE LEGITTIME»

TRIESTE . Unicredit è consape­ vole che le fondazioni socie devono veder remunerato il loro investi­ mento, ma in modo sostenibile nel tempo. Per quanto riguarda poi la po­ litica vera, non quella dei dividendi, c’è pieno rispetto per il suo ruolo nel tracciare le linee per l’uscita dalla crisi, ma poi una banca fa le sue scelte. È un doppio messaggio quello che Alessandro Profumo lancia da Trie­ ste. Parlando in un contesto locale, durante un incontro organizzato dai comitati territoriali del gruppo, l’am­ ministratore delegato di Unicredit ri­ sponde in realtà, più in generale, da un lato alle sollecitazioni degli enti azionisti, pronti a fare la loro parte in un aumento di capitale da 4 miliardi

a fare la loro parte in un aumento di capitale da 4 miliardi Alessandro Profumo Tremonti

Alessandro Profumo

Tremonti in vista dell’attesa rinun­ cia, che dovrebbe essere sancita dal Cda del 29 settembre, ai bond del Te­ soro. «Quando chiediamo quattrini alle

tare se è più conveniente dare i quat­ trini al territorio o alla banca, devono avere un ritorno sostenibile nel tempo». «Abbiamo un grandissimo rispetto per la politica, poi ognuno fa la sua parte», ha quindi ripreso. Per l’uscitadallacrisi«ilprimatodellapo­ litica è fondamentale, serve una dire­ zione d’orchestra, poi ognuno ­ ha sottolineato ­ ha il suo strumento». Un concetto, quest’ultimo, condiviso dai maggiori soci del gruppo, convinti che alla fine la banca debba fare il pro­ prio interesse e quello degli azionisti. Da questo punto di vista ­ viene indi­ cato ­ la scelta della ricapitalizzazione per innalzare l’indice Core Tier 1 di solidità patrimoniale all’8% (livello che tra un anno potrebbe diventare la soglia minima con la revisione delle regole di Basilea II) si ridurrebbe a una questione tecnica. La scelta av­ verrà infatti in base a considerazioni legateaminoricostidell’operazionee alla possibilità di un ritorno a un divi­

dendo cash, rispetto al ricorso ai più onerosi aiuti di Stato.

G. GR.

di

Eurolandia ancora un altro fattore:

di euro, in cambio di un ritorno al di­

fondazioni per il nostro capitale, ogni

la

crescita degli ordinativi industriali

videndo in contante quest’anno per le

fondazione deve fare il proprio ruolo

segnata nel mese di luglio. In base ai

loro erogazioni sul territorio. D’altro

in

modo attento, rispondendo alla co­

dati Eurostat, infatti, a luglio si è regi­ strato un rialzo del 2,6 per cento ri­

canto il banchiere sembra voler repli­ care al ministro dell’Economia Giulio

munità», ha detto Profumo. «Le fon­ dazioni ­ ha aggiunto ­ devono valu­

L’INTERVISTA

GIULIANI (AZIMUT):

«BUFERA SUPERATA, MA RISCHI ANCORA ALTI»

FRANCESCO FERRARI

RECESSIONEallespalle?Nondeltutto,secondoPietroGiuliani,

n presidente e amministratore delegato di Azimut, società attiva

nella gestione e distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi. Presidente, possiamo davvero dire che la crisi è finita? «Diciamo che la crisi finanziaria si è lasciata alle spalle il momento peggiore, coinciso con lo scorso 9 marzo: lì il mercato azionario ha realmente toccato il

fondo. Oggi tutti dicono che la bufera è passata, e in linea di massima l’afferma­ zione è corretta. Io aggiungo che è verosimile che le Borse nel breve periodo perdano ancora qualcosa, nell’ordine del 10%: una scossa quasi irrilevante, considerata la violenza della recessione. Però, con grande onestà, se parliamo di effettiva fine della crisi dobbiamo fare alcune considerazioni». Quali? «Anzitutto dobbiamo dire che la crisi finanziaria è una cosa, e l’economia delle famiglie un’altra. Non dimentichiamo che molte aziende hanno messo i conti a posto a danno dell’occupazione: hanno risolto la loro crisi licenziando. In secondo luogo non va sottovalutato il peso della bolla immobiliare, che in America è esplosa e in casa nostra non ancora. Oggi in Italia i prezzi degli im­ mobili sono sopravvalutati del 35­40%. Serviranno quindici, vent’anni per tornare alla normalità. E, intendiamoci, quella im­ mobiliare è solo una delle tante bolle esi­ stenti nel mondo». La situazione, quindi, è tutt’altro che tranquilla. Come stanno reagendo i ri­ sparmiatori? «Sono spaventati, si muovono con gran­ dissima prudenza. Cercano i prodotti che ritengono più sicuri, come le obbligazioni bancarie. Ma c’è un problema. Al di là di certi comportamenti isterici di un anno fa, come il ritiro di tutto il contante per timore del fallimento della banca, le scelte che oggi possono sembrare più caute rischiano di ri­

che oggi possono sembrare più caute rischiano di ri­ IMMOBILIAREFLOP «Guai apensare che“il mattone

IMMOBILIAREFLOP

«Guai apensare

che“il mattone

pagasempre”. I

prezzi sonoancora sopravvalutati»

mattone pagasempre”. I prezzi sonoancora sopravvalutati» percuotersi sulle tasche degli stessi rispar­ miatori fra

percuotersi sulle tasche degli stessi rispar­ miatori fra dodici, ventiquattro o quaran­ totto mesi». Quali sono le scelte da evitare? «L’errorepiùgraveèpensareche“ilmat­ tonepagasempre”. Unasciocchezzapazze­ sca. Comprare oggi significa pagare un im­ mobile almeno il 35% in più del suo valore reale. Il secondo passo da evitare è affidarsi

alle obbligazioni a tasso fisso: se non hai un piano serio, seguito da un professionista competente, rischi di farti parecchio male. Dei titoli di Stato non parlo neppure: hanno un rendimento talmente basso che, calcolando le spese, si va addirittura in passivo». Ma lo spazio per guadagnare qualcosa c’è ancora? «Guardi, come sempre sono i numeri a parlare. Il titolo Azimut ha quasi tri­ plicato il valore in tre mesi, e la stessa cosa è successa ad altri. Significa che qualcosa di buono c’è, in giro. Non a caso, chi si è affidato al nostro gruppo ha guadagnato il 7% da inizio anno. Come sempre è questione di serietà, prepara­ zione e trasparenza. Pensi che la Bank of America e Merryll Lynch hanno ci­ tato Azimut e Man Group come le migliori società di gestione. Anche l’Italia, nel suo piccolo, può fare parlare bene di sé…». In questi giorni si parla tanto di nuove regole della finanza. La appas­ siona questo dibattito? «Il mio pensiero è noto. Quando le Authority smetteranno di pensare alla burocrazia e si concentreranno sulla sostanza, sarà un bene per tutti: per chi fa onestamente questo lavoro e per i risparmiatori. È inutile parlare di moduli­ stica quando, come è successo negli Stati Uniti, si permette al settore immobi­ liare di sopravvalutarsi di oltre il 50%. Se vogliamo parlare di etica, è da qui che dobbiamo partire, dalle cose concrete».

francesco.ferrari@ilsecoloxix.it

PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI A GENOVA

Confindustria sospende chi ha difeso il direttore

Il vertice interviene contro chi ha solidarizzato con l’uscente Paolo Corradi:

da tre ore fino a un giorno di sospensione dal lavoro

GENOVA. Una decina di provvedi­ menti disciplinari presi a carico di una parte di quei dipendenti dell’associa­ zione che, l’estate scorsa, sottoscris­ sero una lettera con la quale si espri­ mevano preoccupazione e parole di so­ lidarietà verso Paolo Corradi, il diret­ tore che poco dopo i vertici di Confindustria Genova avrebbero de­

ciso di sostituire dopo oltre dieci anni

di servizio.

L’iniziativa è a dir poco inconsueta. Mai si era visto un’associazione degli industriali intervenire nei confronti deipropridipendenti.AllaTerritoriale

di Genova è accaduto. Una decina di

persone ­ impiegati e quadri ­ sono stati sospesi dal lavoro con provvedi­ menti di diversa severità: si va dalle tre ore al giorno intero di sospensione. Il provvedimento disciplinare giunge in risposta di una lettera che, l’estate scorsa, una quindicina di dipendenti avevano sottoscritto in difesa

dell’uscente Paolo Corradi, il direttore portatodall’allorapresidenteRiccardo Garrone che è rimasto in carica dal 1998 a oggi durante i mandati di Ste­ fano Zara e di Marco Bisagno, prede­ cessore dell’attuale presidente, Gio­ vanni Calvini.

tava quella lettera ­ ci risulta difficil­ mente comprensibile e non motivata una tale improvvisa decisione». La de­ cisione che in quei giorni il presidente Calvini e la sua squadra stavano matu­ rando consisteva nel sostituire Cor­ radi con un uomo di fiducia (probabile

Allo scandalo si affiancano sfuma­ ture surreali, poiché, secondo indi­ screzioni, alcuni dei lavoratori colpiti dalla sospensione si sarebbero rivolti ai sindacati. In particolare avrebbero bussato alla porta di Cgil e Cisl: se così fosse, sarebbe la prima volta che un

Confindustria Genova conta cin­

sia

Mario Orlandi, in arrivo da Ansaldo

gruppo di persone alle dipendenze

quanta dipendenti. La lettera di solida­ rietà a Corradi è stata sottoscritta da

Sts) del nuovo presidente. Decisione che fu presa poche settimane dopo,

dell’associazione che raccoglie gli im­ prenditori (cioè i datori di lavoro) si ri­

una sola parte di lavoratori, quelli che

quando il vertice stabilì che l’incarico

volge al sindacato, l’organizzazione

adesso sono accusati di avere, in qual­

di

Paolo Corradi sarebbe terminato il

che rappresenta invece i lavoratori.

che modo, danneggiato l’immagine

31 dicembre 2009. In quell’occasione

All’interno di Confindustria la ten­

dell’associazione, spaccandola.

Calvini ha assicurato che il quasi ex di­

sione resta insomma alta. Anche per­

La lettera, sottoscritta lo scorso 10

rettore«continueràacollaborare»con

ché è possibile che, adesso, alcuni dei

luglio, era indirizzata «al presidente di

la

struttura, commentando con parole

dipendenti colpiti da sospensione va­

Confindustria Genova e, per cono­

di

circostanza: «Anche a nome del con­

lutino l’opportunità di impugnare il

scenza, ai componenti del consiglio esecutivo e della giunta». Un docu­ mento dai toni forti, in cui si difendeva l’operato del direttore Corradi e si muovevano critiche piuttosto pesanti

all’attuale gestione, presieduta ap­ punto da Calvini, l’uomo che nella corsa al vertice ha battuto lo sfidante Vittorio Malacalza ottenendo l’appog­ gio di parte del mondo portuale, banca­ rio e del gruppo Finmeccanica. «Nel contesto di estrema difficoltà

siglioesecutivoedellagiuntaringrazio

il dottor Corradi per l’impegno e l’altis­ sima professionalità profusi in questo delicato compito». In realtà il mal di pancia all’interno della Territoriale hanno tenuto banco l’intera estate scorsa e non si sono mai sopiti. I provvedimenti disciplinari presi a carico di gran parte dei quindici firmatari della lettera di solidarietà ne sono l’esempio concreto. Un fatto del genere non ha precedenti a Genova, né

provvedimento disciplinare a loro ca­ rico, con l’obiettivo di difendersi. E la reazione piuttosto severa dell’attuale presidenza verso le persone che hanno espresso stima al direttore uscente po­ trebbe­percontro­scatenareulteriori contrattacchi da parte della fronda av­ versaria.Certoècheall’internodell’as­ sociazione degli industriali genovesi le turbolenze sono tutt’altro che supe­ rate. Nonostante ci si sforzi ­ in pub­ blico ­ di tenere bassi i toni.

che sta attualmente attraversando il

in

Liguria (e si fatica a trovare casi ana­

GILDA FERRARI

nostro sistema imprenditoriale ­ reci­

loghi anche in Italia).

gilda.ferrari@ilsecoloxix.it

PAOLO CORRADI L’USCENTE

Corradi diven­ tò direttore di Confindustria Genova nel 1998, quando la struttura era presieduta da

Corradi diven­ tò direttore di Confindustria Genova nel 1998, quando la struttura era presieduta da Riccardo Gar­ rone. Rimase con Stefano Zara e con Marco Bisagno. L’asso­ ciazione ha deciso di rimuoverlo dall’incarico dal 31 dicembre 2009

GIOVANNI CALVINI IL NUOVO ARRIVATO

Calvini ha pre­ so il posto dell’uscente Marco Bisa­ gno, alla presi­ denza di Con­

Calvini ha pre­ so il posto dell’uscente Marco Bisa­ gno, alla presi­ denza di Con­ findustria Ge­ nova, vin­ cendo contro l’industriale Vittorio Malacalza. Ha avuto il sostegno di ambienti portuali, bancari e legati a Finmeccanica

PROCLAMATO DALLA CGIL

PROCLAMATO DALLA CGIL

Istat, sciopero contro lavoro affidato a Ipsos

ROMA. Oggi va in scena lo sciopero proclamato da Flc­Cgil dei lavoratori dell’Istat che con­ testano che a partire da ottobre la raccolta dei dati per l’inda­ gine sulle Forze lavoro non sarà più effettuata da 317 collabora­ tori dell’Istituto il cui contratto scadrà a dicembre ma da Ipsos.

San Bartolomeo s.r.l.

Vi a di Fr ancia 1 - Genova - www.sanbartolomeo.ne t

ESTRATTO DI AVVISO DI GARA

Si rende noto che il giorno 2 dicembre 2009 alle ore 10,00 presso la San Bartolomeo s.r.l., Via di Francia 1 in Genova avrà luogo la procedura aperta per l’acquisizione del finanziamento sotto forma di mutuo edilizio fondiario di euro 20.000.000,00 nonchè per l’acquisizone di un plafond fidejussioni per l’importo di euro 18.000.000,00 a garanzia dei futuri acquirenti del complesso immobiliare (ex l. 210/2004) con garanzia ipotecaria sul complesso medesimo, il tutto finalizzato alla realizzazione ed alla lottizzazione dell’intervento di risanamento conservativo e ristrutturazione dell’ex convento dei Santi Giacomo e Filippo in Genova. Le offerte complete della documentazione richiesta dal bando di gara, dovranno pervenire entro il 27 novembre 2009 alle ore 12.00. Il bando integrale è scaricabile dai siti inter net www.sanbartolomeo.net, www.appaltiliguria.it e www.serviziocontrattipubblici.it ed è stato inviato alla G.U.C.E.E. il 14/09/2009, è in corso di pubblicazione sulla G.U.R.I. ed è ritirabile presso la San Bartolomeo s.r.l. - Via di Francia, n. 1 - Tel. 010/5573181 - Fax

010/6424051.

L’ Amministrator e Delegato (Rag. Luciano Buson)

12
12

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

economia

12 VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 economia ABBIGLIAMENTO NAUTICO Tomasoni vira sulla crisi e investe suimercati esteri

ABBIGLIAMENTO NAUTICO

Tomasoni vira sulla crisi e investe suimercati esteri

Il presidente Poppi: Germania, Francia e Olanda le destinazioni­chiave

GENOVA. «Abbiamo cominciato

con cinque dipendenti e un fatturato

di 60 milioni di lire, oggi i dipendenti

sono 200 e i ricavi si aggirano sugli 80 milioni di euro». Leopoldo Poppi,

presidente di “Tomasoni Topsail Spa”, si definisce «un milanese che da 35 anni ha una prima casa bis a Ra­ pallo» e che ha cercato di fondere il buono dei liguri, «la concretezza», con quello dei lombardi, «lo spirito imprenditoriale». I risultati non sono male, visto che l’azienda, nata come fornitore di at­ trezzature per barche a vela (ramo che oggi rappresenta il 4% del fattu­ rato) è riuscita a virare sulla crisi, viaggiando con il vento in poppa. «Trattiamo roba di mare, ma ab­

biamo seguito la filosofia del passo del montanaro, tutti gli anni allargare un po’ il business, e se nel triennio 2006­

2008 i conti sono rimasti stabili, nel

2009 miglioreranno e nel 2010 To­

masoni raggiungerà risultati record», annuncia Poppi. Un traguardo che si taglierà grazie a

strategie inaugurate tre anni fa «inse­ rendo il turbo in fatto di marketing e comunicazione, investendo il 10 per cento del fatturato, l’obiettivo era e resta quello di sviluppare i marchi, i risultati arrivano», ma anche pun­ tando a raddoppiare il fatturato estero, passando dal 15 al 30%. Dal magazzino supertecnologico di Moconesi, nel Chiavarese, i prodotti Tomasoni, quello di punta è North Sails, seguono Henry Lloid e Outrage, partono per tutto il mondo, e lo sforzo sarà quello di puntare su quelli che Poppi definisce in Europa «i Paesi chiave», ovvero Germania, Spagna, Francia e Olanda, con un occhio di ri­ guardo al Giappone. Dalla sede di Rapallo, 4.500 metri quadrati di uffici, il management di quarantenni che Poppi, ex dirigente

uffici, il management di quarantenni che Poppi, ex dirigente Leopoldo Poppi per rimpolpare la quota del

Leopoldo Poppi

per rimpolpare la quota del milione e 600 mila pezzi all’anno di abbiglia­ mento sportivo venduti attualmente.

L’approdosonoi1.100clientiinIta­

lia e i 400 all’estero, «gente che fa un mestiere difficilissimo, quello del commerciante, ma sanno che con noi non hanno mai perso un euro, non li abbiamo mai forzati in fatto di ordini neppure nei momenti migliori del mercato», sottolinea il presidente di Tomasoni Topsail, «e poi offriamo prodotti buoni, marchi conosciuti e un servizio considerato tra i migliori in Italia». Del resto la crisi c’è e chi deve ven­ dere la sente. «Ci siamo in mezzo, ne conosciamo i dettagli, ma proprio per

dono», chiosa Poppi, «col vento in

poppa la chiglia è un freno, ma se vai

di bolina senza chiglia non sai dove

vai, e la nostra grossa chiglia è la credi­ bilità». Un discorso che si collega alla

stretta creditizia alle imprese:

«Scherzando dico che Tomasoni è una banca che vende magliette, la componente finanziaria è sempre stata alla nostra base, su questo ver­ sante non abbiamo mai avuto pro­

blemi». Ventitrè negozi in Italia, show room a Milano e Rapallo, agenti in tutte le regioni, fatti i conti, Poppi cal­ cola che «oltre ai 200 dipendenti di­ retti diamo lavoro come indotto ad altre 300 persone, è una bella soddi­ sfazione». Ricorda spesso, il manager, che Tomasoni «è un’azienda ligure» e che «i marchi dell’abbigliamento sono coerenti con il concetto di nau­ tica, perchè quando si parla di vele si parla di Tomasoni, anche se ora il set­ tore è in flessione, ma è così per tutti». La concorrenza ovviamente si sente, «ci dobbiamo confrontare con il mondo», e la produzione è affidata a filiere estere per esempio in Turchia, Portogallo, Thailandia, Corea, ma il prodotto finito passa sotto accurati controlli nel magazzino di Moconesi, da cui si gestisce la logistica in pro­ prio. L’azienda nata nel ‘72 a Rapallo e che aprì il suo primo negozio in piazza della Vittoria a Genova, rilevata da Poppi nel ‘78, di strada insomma ne

ha fatta e, dice convinto il titolare, è

destinata a farne ancora. «Viviamo momenti di crescita», racconta orgoglioso il milanese «che arrivando in Liguria ha assorbito e dato», preparandosi a lanciare nuove sfide a mercati non facili innovando, ma tenendo ben ferma la filosofia aziendale, «il passo del montanaro», ovviamente.

di

una finanziaria, ha allevato e di cui

il nostro passo del montanaro stiamo

EUGENIO AGOSTI

va fiero («sono bravissimi») “rema”

raccogliendo mentre gli altri per­

agosti@ilsecoloxix.it

>> NEL TIGULLIO

CHIUSE 7 AZIENDE, PERSI OLTRE 180 POSTI DI LAVORO

••• CHIAVARI (GENOVA). Sono

oltre 180 i posti di lavoro persi

a causa della crisi e della chiu­

sura nel Tigullio e suo entro­ terra di 7 aziende. I lavoratori messi in cassa integrazione a

rotazione sono centinaia. È il quadro presentato ieri dalle

istituzioni locali, Confindustria

e sindacati. Dietro le cifre, la

realtà di decine di pmi che sol­ tanto tre anni fa vantavano commesse per milioni di euro mentre oggi non riescono a eli­ minare le scorte di magazzino. Ultimo caso emblematico

quello dei Cantieri Navali Liguri

di Riva Trigoso e di Lavagna,

dove 31 dipendenti sono senza stipendio da tre mesi nono­

stante gli yacht Admiral da 30 a 50 metri prodotti abbiano una buona valutazione sul mercato internazionale. «La situazione

è pesante ­ denunciano i sinda­

cati ­ anche se per fortuna re­ stano fuori Fincantieri, con i mille dipendenti, e Arinox dove

in controtendenza sono stati

assunti 40 nuovi lavoratori. Ora ­ aggiungono ­ si tratta di monitorare la situazione e va­ lutare perché l’estensione re­ gionale degli ammortizzatori sociali sia stata poco sfruttata. Forse non tutti i datori di la­ voro sanno che è possibile ri­ correre alla cassa integrazione anche con parco occupati infe­ riore alle sedici unità».

IN VISITA UFFICIALE A GENOVA

riore alle sedici unità». IN VISITA UFFICIALE A GENOVA L’assessore ligure Renzo Guccinelli e l’ambasciatore

L’assessore ligure Renzo Guccinelli e l’ambasciatore d’Indonesia Oemar

«Indonesia­Liguria, più scambi in futuro»

Mohamad Oemar auspica un potenziamento dei rapporti tra i due territori. Ansaldo e Fincantieri sono già attive in Asia

GENOVA. «È un Paese stabile politicamente, il cui Pil cresce nono­ stante la crisi economica internazio­

nale, con il quale la nostra regione ha già avviato importanti forme di col­ laborazione che possono, e devono, essere ampliate». La visita a Genova

di Mohamad Oemar, ambasciatore

dell’Indonesia in Italia, non coglie impreparate le istituzioni locali, che ieri lo hanno accolto auspicando un potenziamento degli scambi indu­

striali e commerciali tra i due Paesi. A fare gli onori di casa, Renzo Gucci­ nelli, assessore allo Sviluppo econo­

mico della Regione Liguria. Al suo fianco il direttore del World trade center di Genova Pietro Costa. LiguriaeIndonesiasonogiàlegate

da alcune forme di collaborazione, a

cominciare dallo scambio di materie prime e merci. Dalla Liguria il Paese asiatico importa componenti per centrali elettriche geotermiche da Ansaldo, apparecchiature e consu­ lenze militari da Fincantieri e, più in generale, apparecchiature e stru­ mentazioni portuali e navali. Lo stesso Rina, il Registro navale ita­ liano, ha aperto una filiale laggiù. Il 60% dell’export Italia verso l’Indo­ nesia passa attraverso il porto di Ge­

nova. La centralità del sistema por­ tuale ligure non sfugge a Guccinelli, che davanti all’ambasciatore com­ menta: «Forse non possiamo com­ petere con i grandi porti del Nord Europa, ma anche lo scalo genovese gioca un ruolo importante per gli scambi con l’Indonesia». «Siamo un Paese in crescita de­ mografica ­ sottolinea Mohamad Oemar ­ moderato in termini fiscali, politicamente stabile e in forte cre­ scita sull’arena internazionale. Le potenzialità di business sono ele­

vate». Dall’Indonesia la Liguria im­ porta carbone (che sbarca a Savona Vado), caffè, metalli come lo stagno, mobili e legnami. Il 70% dell’import italiano ­ carbone escluso ­ passa at­ traverso il porto di Genova. Secondo l’ambasciatore Moha­ madOemarimarginiperpotenziare questo legame già esistente ci sono. «L’Italia è il terzo partner commer­ ciale dell’Indonesia tra i Paesi dell’Unione europea ­ ricorda il di­ plomatico ­ con un valore commer­ ciale pari a 2,9 miliardi di dollari nel 2008 e un incremento del 41,6 per cento rispetto all’anno precedente». Le importazioni italiane dall’Indo­ nesia hanno raggiunto quota 1,9 mi­ liardi di dollari l’anno scorso, in cre­ scita del 37% sul 2007, mentre le esportazioni nostrane nel Paese asiatico si sono attestate a un mi­ liardo di dollari (+49% sul 2007).

GILDA FERRARI gilda.ferrari@ilsecoloxix.it

inascolto@liguriainforma.it
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In
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a sostegno
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Le domande per i contributi per l’iscrizione, la frequenza scolastica e le attività
integrative devono essere consegnate entro il 15 ottobre 2009; quella per i libri
di testo entr o il
30 ottobr e 2009, tutte pr esso la scuola fr equentata dallo
studente per l’anno scolastico 2009-2010. [L.R. n. 15 dell’8/6/2006]
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20 mi

delle le sp es e

Dal 2005 siamo impegnati a fare crescere la Liguria. Ci siamo messi all’ascolto

dei bisogni reali, per dare risposte ai cittadini. Per garantire a tutte le famiglie liguri il diritto allo studio e all’istruzione, ogni anno vengono assegnate oltre 25.000 borse di studio. Per il prossimo anno scolastico è possibile

richiedere un contributo,

spese sostenute e documentate, per l’iscrizione alle scuole statali e paritarie (elementari, medie e superiori), le attività integrative, le spese di trasporto e di mensa scolastica e i libri di testo di ciascun figlio. E il nostro impegno continua, perché i Liguri ci hanno chiesto di cambiare.

numero verde 848

da lunedì a venerdì con orario 8.30-14.00.

Regione Liguria. Resta in ascolto.

marittimo www . shipping online . it VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 13   mail.: shipping@ilsecoloxix.it

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VENERDÌ

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ALLEANZE IL PORTO DI VENEZIA CORTEGGIA VICENZA

ALLEANZE IL PORTO DI VENEZIA CORTEGGIA VICENZA LA DENUNCIA DELLA CGIL «LE NAVI TOSSICHE UN PERICOLO

LA DENUNCIA DELLA CGIL «LE NAVI TOSSICHE UN PERICOLO PER TUTTI»

COMMERCIO ESPORTAZIONI ITALIANE PRONTE A RIPARTIRE

••• IL PRESIDENTE del porto di Venezia Paolo Costa ha rice­ vuto il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato e il consiglio direttivo dell’Associazione. Durante l’incontro si è discusso delle prospettive di collaborazione tra le due realtà

direttivo dell’Associazione. Durante l’incontro si è discusso delle prospettive di collaborazione tra le due realtà

••• «QUANTO sta emergendo sulla probabilità che questo scempio criminale riguardi non solo la Calabria ma una parte molto più estesa dei nostri mari è di straordinaria gravità». È quanto affermano le segreterie confederali della Cgil

molto più estesa dei nostri mari è di straordinaria gravità». È quanto affermano le segreterie confederali

••• LE ESPORTAZIONI italiane, da sempre locomotiva dell’eco­ nomia del Belpaese, sembrano pronte a ripartire. O almeno è questo che lasciano presagire i dati diffusi ieri dall’Istat:

l’export a luglio ha registrato un +3,1%

l’export a luglio ha registrato un +3,1%
   

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LA SVOLTA

Cantieri navali, la Cina abbraccia la “linea verde”

Barche di lusso con certificazione Rina. «Partiremo fra trenta mesi»

dal nostro inviato ROBERTO SCARCELLA

MONTECARLO . La chiamano globalizzazione verde, e pare fun­ zioni. Accade, ad esempio, quando il proprietario di un cantiere navale ci­ nese, stanco di vivere in uno dei Paesi più inquinati del pianeta, decide di

costruire, con l’aiuto di un registro di classificazione italiano (il Rina), dei modelli di yacht superecologici da vendere poi a tedeschi e americani, che loro sì, pare, ci tengono a fare le vacanze in mare senza sporcare troppo. Per di più, il cinese, che di nome fa Roger, tutto questo te lo viene a raccontare al Monaco Yacht Showinsiemeauningegneredinome Horacio che parla un italiano quasi perfetto, ma con l’accento spagnolo. Magari al Bossi di turno, che ama un altro tipo di verde, tutto questo melting pot non piacerà. Ma se capiti

da queste parti, fai una passeggiata

traglistandmonegaschidellanautica extralusso e stai ben attento alla

gente che passa e alle loro idee, quel che vedi è il futuro. Un futuro magari lontano per chi si augura di vedere una nautica a emissioni zero, tutta pannelli fotovoltaici e celle a idro­ geno. Non lontanissimo per chi, per ora, fa del proprio meglio con quel chec’è. Enonèpoco. Cinesi, sorpren­ dentemente: che pare si siano accorti

di vivere da appestati solo dopo le

Olimpiadi di Pechino. Ma anche ita­ liani, convinti che se non proprio una rivoluzione, un cambiamento è pos­ sibile. Una grossa mano in questo senso la

sta dando proprio il Rina, che spinge i

produttori a non accontentarsi dei li­ mitiimpostidallenormativeinterna­ zionali: per questo è nato il Green Star Plus Yacht, una vera e propria patente da ambientalisti da esporre sulle proprie barche come un trofeo:

e come tutti i trofei conquistarlo non

come un trofeo: e come tutti i trofei conquistarlo non Lo stabilimento navale di Jangsu Yangziji.

Lo stabilimento navale di Jangsu Yangziji. Anche la Cina punta sul “green”

è semplice. Dei dodici criteri ecolo­

gici studiati dal Rina (che vanno dalle emissioni di Co2 al trattamento delle acque nere), bisogna soddisfarne al­

meno otto. Per chi fa di più ­ e per ora,

ci sono riusciti in pochi ­ ci sono suf­

fissi come Gold e Platinum, che suo­

neranno pure un po’ inflazionati come suffissi da carta di credito, ma ­ a dirla tutta ­ una mano al pianeta la danno. Chi inquina poco ha i suoi vantaggi, anche economici con l’andar del tempo. Ma se proprio non

si è soddisfatti del proprio impegno

ecologico si può fare di più: tradurre

le emissioni del proprio yacht in cre­

diti. Una sorta di autotassazione be­ nefica che funziona pressappoco così: io inquino più di quanto vorrei e allora contribuisco a progetti am­

bientalisti certificati dal Rina in ac­ cordo con gli standard del protocollo

di Kyoto, quello che gli Usa (respon­

sabili del 36% del totale delle emis­

sioni), nonhannomaivolutofirmare.

In realtà, i ricchi americani che com­

prano yacht sembrano avere più a cuore il destino del pianeta di chi li

comanda: sono loro a cercare i can­ tieri più ecologici in giro del mondo

per le loro barche. Lo conferma anche Roger il cinese, quello stufo di vivere in mezzo a fumo e rifiuti, che si affida alla componentistica italiana per sfornare yacht di lusso con il nome poco orientale e molto aristobritish “Kingship”. «Il cantiere è vicino a Hong Kong, sul delta del Fiume delle Perle ­ dice orgoglioso Roger, che di cognome fa Liang ­. Siamo i primi ci­ nesi a proporre un prodotto di lusso ecologico che sarà pronto entro trenta mesi». Sono miliardi, là in Cina, e Liang è particolarmente sod­ disfatto di essere il primo ad avere avuto l’idea nel suo settore: «Ma è tutto il movimento ambientalista che si sta muovendo. La Cina è il primo produttore di batterie ricaricabili, si studiano motori a basso consumo e sono già affermati i pannelli fotovol­ taici». Insomma, la lezione arriva da Oriente, ma non per tutti. C’è anche un’Italia attenta a coniugare design, lusso ed ecologia, come Viareggio Super Yachts, un’azienda che sforna veri e propri colossi del mare da 62 metri, tutti rigorosamente certificati Rina Green Plus. «Siamo un produt­ tore di nicchia che vuol rimanere tale, dialogando con una clientela che senta la nostra stessa esigenza in am­ bito ecologico», ha spiegato ieri il di­ rettore generale Federico Ben­

newitz, pronto a spiegare anche veri prodigi della tecnologia, come una serie di particolari sensori in grado di guidare la nave a impatto zero in luo­ ghi particolarmente delicati, come la barriera corallina o i fiodi norvegesi. Essere così verdi ha un costo aggiun­

tivo rispetto a un normale supe­ yacht? A quanto pare sì, ma i costrut­ tori assicurano che la differenza è mi­ nima. Roba comunque da milionari. Perchè la globalizzazione dei super­ yacht sarà anche verde, ma non an­ cora per tutte le tasche.

scarcella@ilsecoloxix.it

L’INTERVISTA

D’Amato: «Dall’Asia arrivano buoni segnali»

L’armatore napoletano ottimista. «Ma c’è da augurarsi che in due anni anche il credito navale riprenda a funzionare»

NAPOLI. La settimana scorsa, l’ul­ timo varo per la “Fratelli D’Amato” presso i cantieri giapponesi Tsuneishi. A scendere in mare la “FD Isabella”, una bulk carrier da 82mila tonnellate che porta il nome della nipotina di nemmeno due anni. Per il cavalier Luigi D’Amato è stata una nuova emo­ zione, ma anche un tuffo nel mondo asiatico, tra il Giappone, la Corea e la Cina, per avere il polso dello shipping mondiale, per capire quanto ci vorrà ancoraperusciredallacrisi.Secondola convinzionediD’Amato,laripresanon partirà prima di un anno e mezzo, due. «Ho accertato due fenomeni inte­ ressanti – spiega – che ci danno un’idea di quello che, in prospettiva, potrebbe essere il futuro dello ship­ ping. In primis, molte delle numerose navi cancellate recentemente dagli ar­ matori occidentali per mancanza di fi­ nanziamenti (circa un centinaio) sa­ ranno comunque costruite. I cantieri che hanno già incassato il 30/40% del costo stanno, infatti, rivendendo agli armatori asiatici le stesse navi con for­ tissimi sconti». E allora? «Questo significa che l’enorme order book ­ uno dei fattori principali della crisi attuale ­ non sarà per nulla ridotto.InAsialastrettacreditiziaègià superata e, sia i cantieri che gli arma­

superata e, sia i cantieri che gli arma­ Per l’armatore D’Amato «in Asia la stretta creditizia

Per l’armatore D’Amato «in Asia la stretta creditizia è già stata superata»

tori possono beneficiare del supporto governativo. C’è poi da considerare la

over capacity dei cantieri asiatici che, quand’anche domanda ed offerta si do­ vessero equilibrare in favore degli ar­ matori, riporterebbe le flotte, nel giro

di due/tre anni, ai livelli attuali. Ovvia­

mente, questo non vale per tutte le ti­ pologie di navi. Nel settore delle grandi petroliere (vlcc), per esempio, i can­ tieri in grado di costruirle sono pochi ed hanno un output produttivo limi­ tato. Inoltre, nei prossimi tre/quattro anni, le importazioni di greggio dal Su­ damerica (Venezuela e Brasile) verso i paesi asiatici verrannodecuplicate per effetto di accordi commerciali già sti­ pulati. Nel frattempo la flotta cinese si

sta sempre più espandendo e questo potrebbe nascondere un mal celato de­ siderio di protezionismo. In pratica, fra qualche anno, alcune commodities (minerali, carboni e granaglie) acqui­ state dai cinesi saranno trasportate

dalle loro navi: un fenomeno che diffi­ cilmente potrà essere contrastato». È tutto? «No. Gli armatori occidentali de­ vono rispettare regole sempre più co­ strittive in termini di sicurezza, ri­ spettoambientaleeccetera.Tuttoque­ stoper i cinesi è pressoché inesistente. Ovviochelacompetizionesaràsempre più a loro favore». Conseguenze? «Qualcuno dotato di spirito nomade

potrebbe anche abbandonare l’Italia e trasferirsi in Cina dove tutto costa la decima parte a cominciare dagli equi­ paggi». La Fratelli D’Amato come vive la crisi? «Al pari delle altre società di naviga­ zione la stiamo affrontando con le pre­ occupazioni che derivano soprattutto dal mondo finanziario. Fortunata­ mente, nel periodo di boom, abbiamo venduto sette bulk carriers che ora, grazie ai profitti arretrati, ci fanno stare in una posizione di relativa sere­ nità. La flotta, che oggi conta 42 navi incluse quelle a noleggio e della Dol­ phin Tanker (detenuta al 50% con la Scerni), è, per la stragrande maggio­ ranza, garantita da solidi contratti di noleggiochenondovrebberodarepre­ occupazioni anche se nel mondo eco­ nomico mondiale sono crollate tutte le certezze». Previsioni per la ripresa? «Segnali, anche se cauti, proven­ gono soprattutto dal mondo asiatico. C’è da augurarsi che, nel giro di 1/2 anni, anche il credito navale possa ri­ prendere a funzionare come nel re­ cente passato. Questo significherebbe per gli armatori italiani la ripresa dello sviluppo». A quando la consegna alla Dol­ phin delle vlcc da 320mila tonnel­ late? «Le tre unità, i cui contratti sono at­ tualmente in fase di arrangiamento con i cantieri navali coreani, arrive­ ranno presumibilmente tra il 2013 ed il

2014».

BIANCA D’ANTONIO

LA CURIOSITÀ

tra il 2013 ed il 2014». BIANCA D’ANTONIO LA CURIOSITÀ Lo yacht “Ocean Emerald”, 41 metri,

Lo yacht “Ocean Emerald”, 41 metri, realizzato dai cantieri Rodriquez

FUNZIONA LO YACHT IN MULTIPROPRIETÀ, MA GRAZIE AGLI STRANIERI

dal nostro inviato

MONTECARLO. Il superyacht in multiproprietà funziona. Ma solo grazie agli stranieri. Statunitensi so­ prattutto, ma anche messicani, olan­ desi arabi. Gli italiani, scottati dalle tante esperienze tutt’altro che posi­ tivedellemultiproprietàimmobiliari, per ora non si fanno avanti. Eppure il progetto, lasciato nelle mani del su­ perpremiato architetto britannico NormanFoster,èquasituttoitaliano, pur portando un nome inglese come Yacht Plus. I cantieri che hanno co­ struito questo gioiello in alluminio di 41 metri, di nome Ocean Emerald, sonogli italianissimi Rodriquez, eita­ liana è anche la certificazione Rina Green Plus. Il ceo della compagnia, poi, è Niccolò Arnaldi, accento to­ scano e battuta pronta. Spiega cose

dell’altromondo,comeilprezzo,1mi­

lione e 850 mila euro per essere pro­ prietari di un ottavo dello yacht. Pare che si faccia così per risparmiare: tra ricchi, forse. Perchè uno yacht per un anno non serve a nessuno, «tranne forse a noi italiani ­ spiega Arnaldi ­ che ci teniamo ad avere la barca tutta nostra e siamo legati al suo uso nei weekend». Qui la storia è più com­ plessa: si è proprietari di un ottavo, e solo per un ottavo del tempo la si può usare,nelMediterraneocomeneiCa­ raibi,asecondadeiperiodi.Dentroc’è ogni ben di dio, compreso uno chef che prepara i piatti secondo i gusti del cliente e un equipaggio che, pur vi­ vendo sulla stessa barca, si può addi­ rittura scegliere di non vederlo

ESPO

ESPO

barca, si può addi­ rittura scegliere di non vederlo ESPO Anche il Port Center correrà per

Anche il Port Center correrà per gli Awards

BRUXELLES . C’è anche il pro­ getto genovese del Port Center, che vede la Provincia come capo­ fila e tra i partner promotori l’Au­ torità portuale, la Capitaneria di porto, la Porto antico e l’Univer­ sità, fra le sette nomination (su 30 progetti) dell’Espo in vista degli Awards che saranno assegnati il 4 novembre, a Bruxelles. Intanto, a proposito di enti locali, ieri l’assessore regionale ligure ai Trasporti, Enrico Vesco, è inter­ venuto sul caso della linea Geno­ va­Porto Torres, sollevato dai la­ voratori della Tirrenia. «La Re­ gione si schiera a fianco dei lavo­ ratori della Tirrenia per difendere i collegamenti marittimi Genova­ Porto Torres e Genova­Olbia. Siamo preoccupati ­ ha detto Vesco ­ per i ventilati sposta­ menti tra i traghetti che attual­ mente coprono questi tragitti perché pare che, in definitiva, una di queste due linee che collegano Genova e la Sardegna rimarrebbe momentaneamente scoperta»

(quasi) mai. Le camere, poi, sono per­ sonalizzate,e cambiano insieme al proprietario che sale. Unafilosofia,quelladellamultipro­ prietà, che anche per lo stesso Arnaldi «è molto più anglosassone. Ma può essere declinata in vari modi». I pros­ simi a entrare in questo business come clienti dovrebbero essere i russi, «un popolo con esigenze parti­ colari. E che non potrebbe mai condi­ videre la proprietà con nazionalità di­ verse. Per questo potrebbe nascere una gemella della Ocean Emerald tutta per loro». Pare però non sia il momento, perchè molti ricchi russi non sono più così ricchi. Ma torne­ ranno. Per il resto è un bagno nel lusso, dentro a uno yacht diverso da tutti gli altri, per il design ma anche per que­ sta formula che prende spunto dagli aerei in multiproprietà della Netjets, società che ha mosso i primi passi nel 1986 e ora è una realtà solida. «Quel che funziona in cielo, può funzionare anche in mare», spiega un sorridente Arnaldi dopo il primo «periodo di prova» dell’estate 2008, giudicato più che positivo. Per gli aggiustamenti in corsa c’è tempo, compresi i salti mor­ tali di chi deve far combaciare le va­ canze degli otto proprietari. Per ora c’è un ufficio che riesce a occuparsi di tutto: quando le navi, il prossimo anno, diventeranno tre, chissà In at­ tesa di capire meglio cosa vuole la clientela, compresa quella italiana che per ora resta alla finestra.

R. SC.

LOGISTICA

LOGISTICA

italiana che per ora resta alla finestra. R. SC. LOGISTICA Merci, in Toscana il 78% viaggia

Merci, in Toscana il 78% viaggia su gomma

PRATO. Nel 2008 sono transitate dalla Toscana 166 milioni di ton­ nellate di merci: di queste, il 20% sono state trasportate per mare, il 2% su rotaia e il 78% in strada. Cifre che spiegano bene, come ha ricordato l’assessore regionale ai trasporti e infrastrutture Riccardo Conti, la necessità di implemen­ tare la logistica e stimolare l’uti­ lizzo della rete ferroviaria anche per le merci, senza perdere mai di vista la sicurezza e l’ambiente. “Il trasporto delle merci su ferro:

condizioni e opportunità per lo sviluppo dell’economia toscana” era il titolo di uno degli incontri organizzati nella prima giornata del Forum Economia al cubo, or­ ganizzata dalla Regione a Prato. Conti ha voluto ricordare che ac­ canto a quella che viene definita la «logistica economica» oggi c’è la possibilità di avere «una logi­ stica creativa, innovativa. Davanti a tutto questo condizione neces­ saria, ma non sufficiente, sono le infrastrutture».

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VENERDÌ

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economia VENERDÌ 25 SETTEMBRE 2009 15 AZIONARIO >> IL COMMENTO MILANO PERDE SCAMBI RECORD •••

economia

VENERDÌ

25 SETTEMBRE

2009

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AZIONARIO

>> IL COMMENTO

MILANO PERDE SCAMBI RECORD

••• MILANO. La Borsa

chiude in netto calo una seduta altalenante e for­ temente influenzata da quanto accadeva sui mercati internazionali. Il bilancio finale è in calo dell’1,23% per l’indice Ftse Mib con scambi molto sostenuti, oltre 5,54 miliardi di contro­ valore. Al primo posto per volumi trattati i titoli Eni, con scambi per oltre 2 miliardi, seguiti da Uni­ credit (1,3 miliardi).

Azioni

Euro Pr.Uff.

Diff.

Var.%

A

A.S. Roma

0,941

0,021

2,34

A2A

1,360

­0,012

­0,90

Acea

9,062

­0,064

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Acegas­Aps

4,468

­0,117

­2,55

Acotel Group

58,817

­0,289

­0,49

Acque Potabili

1,493

­0,007

­0,46

Acsm­Agam

1,284

­0,001

­0,06

Actelios

3,514

­0,054

­1,51

AdF­Aerop.Firenze

14,648

­0,003

­0,02

Aedes

0,261