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UNIVERSITA’ POLITECNICA DELLE MARCHE

FACOLTA’ DI INGEGNERIA - ANCONA

GEOTECNICA SISMICA

Ing. Paolo Ruggeri

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TERREMOTO
Movimento vibratorio del terreno determinato dalla propagazione di
onde elastiche (onde sismiche) prodotte per rottura dell’equilibrio
di tensioni meccaniche agenti nel sottosuolo

Cause

Terremoti Terremoti Terremoti Terremoti


tettonici vulcanici di crollo artificiali

90 % 7% 3%

GEOTECNICA SISMICA: Il terremoto Le opere geotecniche

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TERREMOTI TETTONICI
Struttura interna della Da questa teoria Wagener (1912) ha
Terra elaborato la teoria della deriva dei continenti

I terremoti di nostro interesse sono quindi generati dai


movimenti relativi delle zolle crostali

GEOTECNICA SISMICA: Il terremoto Le opere geotecniche

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TERREMOTI TETTONICI
La teoria di Wegener è oggi inglobata nella Teoria della
“Tettonica a placche”, un modello geodinamico della Terra

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Movimenti relativi tra le placche tettoniche

Margini convergenti,
divergenti, di scorrimento

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Si originano dunque degli stati di tensione nella crosta terrestre che
portano fino alla frattura di imponenti masse rocciose (FAGLIE) con
liberazione repentina dell’energia potenziale accumulata sotto forma di
CALORE, ENERGIA CINETICA e ONDE ELASTICHE.

Faglia di Kobe (Giappone)


Terremoto hyogo-Ken Nambu 17 Gen.1995
7.3 Richter

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Le onde sismiche
Onde di volume
Onde primae o di Onde secundae o
compressione (P) trasversali (S)

Onde di superficie
Onde di Rayleigh Onde di Love

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La ‘grandezza’ dei terremoti
Si usano due differenti modi: INTENSITA’ e MAGNITUDO

Misura dell’ INTENSITA’ Misura della MAGNITUDO


scala Mercalli-Cancani-Sieberg Richter (1935)

Amm (∆)
magnitudo = log
As (∆)
∆= Distanza epicentro-stazione misura

Amm (∆) = Ampiezza registrata su sismografo

As (∆) = Ampiezza scossa standard di


riferimento a distanza delta
Intervallo : 1 - 9
Intervallo : 1 - 12
La magnitudo è legata
La scala Mercalli misura gli all’ENERGIA rilasciata dal sisma
EFFETTI del terremoto sull’uomo e Tra un grado e l’altro della scala
l’energia cresce di 32 volte
sull’ambiente

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Ingegneria sismica
Il terremoto è un’azione ricorrente e non prevedibile.
Ai fini della progettazione abbiamo bisogno di una sua
caratterizzazione ‘quantitativa’, che possiamo fare tramite
delle grandezze significative attese introducendo il concetto di
RISCHIO
Grandezze significative fondamentali :

Picco di accelerazione
E’ legato agli effetti inerziali del terremoto
sulle strutture
0,70

0,60

accelerazione (g)
Spettro di risposta
0,50

0,40

0,30

E’ legato al contenuto energetico del 0,20

terremoto
0,10

0,00
0 0,5 1 1,5 2 2,5 3

periodo (s)

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Ingegneria sismica
Spettro di risposta
Lo spettro di risposta rappresenta la massima risposta (in termini di
accelerazione, velocità o spostamento) di un sistema ad 1 grado di
libertà in funzione del periodo fondamentale (T) del sistema stesso

Spettro di risposta 0,70

0,60

accelerazione (g)
0,50

0,40

0,30

0,20

0,10

0,00
0 0,5 1 1,5 2 2,5 3

periodo (s)

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La progettazione delle opere di sostegno in
condizioni sismiche

Meccanismi di collasso

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Metodi di analisi
Analisi semplificate
Valutazione delle spinte
- Metodo di Mononobe e Okabe (1929)
- Metodo di Steedman e Zeng (1990)
- Spinta dinamica e pressione dell’acqua di suoli sommersi

Valutazione degli spostamenti


- Richards-Elms (1979)
- Metodo di Newmark
- Whitman-Liao (1985)
Analisi complete
- Analisi dinamiche agli elementi finiti

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Metodo di Mononobe e Okabe
E’ un metodo pseudo-statico derivato direttamente
dall’estensione del metodo di Coulomb

-Spostamenti sufficienti a garantire il raggiungimento delle


condizioni limite (attive o passive)

- Terreno granulare con criterio di rottura alla Mohr-Coulomb

- Assenza di falda

- Piano campagna regolare (orizzontale o inclinato)

- Assenza di fenomeni di liquefazione

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Metodo di Mononobe e Okabe
Spinta attiva

Dove:

Kh=ah/g Kv=av/g

per

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Metodo di Mononobe e Okabe
Inclinazione piano di scorrimento

Condizioni statiche:

Condizioni dinamiche:

Il cuneo di spinta in
condizioni dinamiche è
più grande che in
condizioni statiche!!

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Metodo di Mononobe e Okabe
Resistenza passiva

Dove: Kh=ah/g Kv=av/g

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Metodo di Mononobe e Okabe
Punto di applicazione della risultante
Secondo metodo originale:

hPAE = H/3 H

Secondo Seed and Whitman


(1970):
PAE = PA + ∆PAE
Dove:
PA = Spinta statica 2/3 H
∆PAE = Spinta dinamica
PAE = Spinta totale di M-O

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Confronto vari autori: punto di applicazione incremento
dinamico

Seed e Whitman (1970)

Wood (1975)
Prakash (1981)

Mononobe e Okabe (1929)

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Metodo di Mononobe e Okabe
Limitazioni:

- Sovrastima di KPE dovuto alle limitazioni


dell’impostazione di Coulomb per la resistenza passiva

- Non considera l’amplificazione e lo sfasamento dell’onda


sismica nel viaggiare verso la superficie (importante per
strutture alte)

- Non funziona per opere RIGIDE (dove non raggiungo le


condizioni di equilibrio limite, attivo o passivo)

- Difficoltà nella scelta del valore più opportuno per Kh (Pari


al valore di picco dell’accelerogramma?, pari ad una
frazione di questo valore?)

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Metodo di Steedman e Zeng
E’ un metodo pseudo-dinamico che tiene conto della
deformabilità del terreno (con amplificazione e cambio di fase
dell’onda sismica)

Qh = azione sismica di input Test in centrifuga: variazione della fase


variabile con la profondità dell’onda di input con la propagazione
in superficie

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Metodo di Steedman e Zeng
Confronto con Mononobe Okabe per H/TVs = 0,3

La posizione dell’incremento dinamico


è funzione del rapporto H/TVs

T = periodo dominante del sisma (Italia


0,2-0,5 secondi)
Vs = (G/ρ)0,5 velocità di propagazione delle
onde di taglio (50-1000m/s)

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Spinta dinamica e Pressione dell’acqua per suoli sommersi
Acqua libera
Incremento dinamico
(Westergaard 1933)

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q(z) = ± k h γ w H ⋅ z
8 Ewd z H q(z)

0,4H

La spinta va considerata sia in un verso che nell’altro (una volta va


sommata e l’altra sottratta alla pressione idrostatica).

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Spinta dinamica e Pressione dell’acqua per suoli sommersi
Terreni sommersi
Terreno asciutto Terreno sommerso Terreno sommerso
alta permeabilità bassa permeabilità

γ Peso di volume saturo


γs Peso specifico grani
γw Peso specifico acqua
θ Angolo sismico γs kh γ kh
tanϑ ' = tanϑ ' ' =
γ s - γ w 1± kv γ − γw 1± kv
Fh kh
tanϑ = = tanθ’ ≈ 1,65 tanθ tanθ’’ ≈ 2 tanθ’
Fv 1 ± k v
Aggiungere spinta statica Aggiungere spinta
e dinamica acqua statica acqua

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Applicazione
(secondo Eurocodice 8-5)

Ews = spinta statica acqua ; K = coefficiente di Mononobe-Okabe


Ewd = spinta dinamica acqua (Westergaard)

Alta permeabilità (k > 5 x 10-4m/s) Bassa permeabilità (k < 5 x 10-4m/s)

Ewd=7/12 kh γw H2 Ewd= 0

γ* = γ - γw γ* = γ - γw
γs
d kh γ kh
tgϑ = tgϑ =
γ s − γ w 1 m kv γ − γ w 1 m kv
γs = peso specifico dei grani γ = peso di volume terreno naturale

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Metodi di stima degli spostamenti
Metodo di Newmark

ay è l’accelerazione
limite di incipiente
movimento

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Metodi di stima degli spostamenti
Metodo di Richards ed Elms (1979)
Accelerazione limite:

δ = angolo attrito paramento muro- terreno


ϑ = pendenza paramento monte muro
rispetto verticale
φb = angolo attrito base muro-terreno
PAE = spinta valutata con Mononobe e Okabe
Spostamento atteso:
amax = accelerazione di picco accelerogramma
vmax = velocità di picco sisma

Il calcolo della spinta PAE richiede la conoscenza di ay, quindi occorre un


procedimento iterativo

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Metodi di stima degli spostamenti
Metodo di Whitman e Liao (1985)
Miglioramento di Richards e Elms per
tener conto di:
- risposta dinamica terrapieno
- accelerazione verticale
-rotazione muro

Il grafico mostra un’analisi statistica


degli spostamenti indotti da sisma su
casi reali e sintetici confrontati con i
risultati dei metodi esposti.

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Analisi dinamiche complete
Metodo agli elementi finiti (FEM)

Può considerare:
-modelli avanzati per il terreno
- interazione suolo struttura
- amplificazione locale e
sfasamento dell’input sismico

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Progettazione per azioni sismiche
Opere e Sistemi geotecnici (§7.11)

Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV): a seguito del terremoto la costruzione
subisce rotture e crolli dei componenti non strutturali ed impiantistici e significativi danni
dei componenti strutturali cui si associa una perdita significativa di rigidezza nei
confronti delle azioni orizzontali; la costruzione conserva invece una parte della
resistenza e rigidezza per azioni verticali e un margine di sicurezza nei confronti del
collasso per azioni sismiche orizzontali.
Stato Limite di Danno (SLD): a seguito del terremoto la costruzione nel suo
complesso, includendo gli elementi strutturali, quelli non strutturali, le apparecchiature
rilevanti alla sua funzione, subisce danni tali da non mettere a rischio gli utenti e da non
compromettere significativamente la capacità di resistenza e di rigidezza nei confronti
delle azioni verticali ed orizzontali, mantenendosi immediatamente utilizzabile pur
nell’interruzione d’uso di parte delle apparecchiature.

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Progettazione per azioni sismiche
Opere e Sistemi geotecnici (§7.11)

E’ necessario definire:
- Azione sismica
- Caratteristiche geotecniche dei terreni
- Risposta sismica e stabilità del sito:
-Amplificazione stratigrafica
- Amplificazione topografica
- Stabilità nei confronti della liquefazione
- Metodi di analisi

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Progettazione per azioni sismiche
Azione Sismica

I parametri di base sono definiti dalle coordinate geografiche del sito.

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Progettazione per azioni sismiche
Azione Sismica

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Progettazione per azioni sismiche
Azione Sismica

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Caratterizzazione geotecnica dei terreni
Categorie di sottosuolo

La classificazione si effettua in base ai valori della velocità equivalente Vs,30 di propagazione


delle onde di taglio entro i primi 30m di profondità

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Risposta sismica e stabilità del sito
Amplificazione stratigrafica (SS)

Amplificazione topografica (ST)

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AZIONE di PROGETTO

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In sintesi: esempio
Vita nominale, VN : >100 anni (§2.4.1, NTC2008)
Classe d’uso: 3 → coefficiente d’uso CU= 1,5. (§2.4.2, NTC2008)

Periodo di riferimento: VR = VN ⋅ CU = 100 ⋅ 1,5 = 150 anni

Sulla base dello stato limite considerato si hanno quindi le probabilità di superamento nel
periodo di riferimento, PVR, pari a:

Stato Limite di Danno: PVR = 63%


Stato Limite di Salvaguardia della Vita: PVR = 10%

L’azione sismica da considerare nelle verifiche nei diversi Stati Limite va riferita al Tempo di
Ritorno determinato nel modo seguente: VR
TR = −
ln(1 − PVR )
Si ottengono quindi i seguenti Tempi di Ritorno:
SLD: TR = 151anni
SLV: TR = 1424 anni TR ag F0 TC*
(anni) (g) - (s)
SLD 151 0,075 2,454 0,257
SLV 1424 0,176 2,454 0,277

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Sulla base delle numerose prove in sito (CPT, NSPT, o geofisiche) è possibile
individuare:
Categoria di sottosuolo D:
Coefficiente di amplificazione stratigrafica:
SS = 1,80 (per SLD)
SS = 1,75 (per SLV)

Il piano campagna del sito è orizzontale


Categoria topografica T1:
Coefficiente di amplificazione topografica
ST = 1

Con questi parametri l’accelerazione massima attesa in superficie è riportata nella


tabella seguente:
amax = S S ST a g

ag SS ST amax
(g) - - (g)
SLD 0,075 1,80 1 0,135
SLV 0,175 1,75 1 0,306

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Progettazione per azioni sismiche
Opere e Sistemi geotecnici (§7.11)

Metodi di analisi:
Semplificati (pseudo-statici)
Avanzati (analisi dinamiche complete)

Per le opere di sostegno la normativa descrive solamente


l’utilizzo di un metodo semplificato pseudo-statico, ma non
esclude la possibilità di eseguire analisi avanzate.

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Verifica di paratie in condizioni sismiche:
Metodo pseudo-statico
Se la valutazione degli effetti del sisma sulla struttura viene fatta tramite metodi pseudo-statici, è
necessario definire un’ accelerazione equivalente costante nello spazio e nel tempo.

Le NTC 2008 (par 7.11.6.3) definiscono le modalità di determinazione dell’accelerazione equivalente da


utilizzare per la valutazione della spinta delle terre in condizioni sismiche.

In mancanza di studi specifici l’accelerazione equivalente orizzontale (ah) può essere determinata come:

ah = k h ⋅ g = α ⋅ β ⋅ amax
Dove:
α≤1 coefficiente che tiene conto della deformabilità dei terreni interagenti con l’opera
β≤1 coefficiente funzione della capacità dell’opera di subire spostamenti senza cadute di resistenza.

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Verifica di muri di sostegno in condizioni sismiche:
Metodo pseudo-statico
Se la valutazione degli effetti del sisma sulla struttura viene fatta tramite metodi pseudo-statici, è
necessario definire un’ accelerazione equivalente costante nello spazio e nel tempo.

Le NTC 2008 (par 7.11.6.2) definiscono le modalità di determinazione dell’accelerazione equivalente da


utilizzare per la valutazione della spinta delle terre in condizioni sismiche.

In mancanza di studi specifici l’accelerazione equivalente orizzontale (ah) può essere determinata come:

ah = k h ⋅ g = β m ⋅ amax
Dove:
βm≤1 coefficiente riduttivo dell’accelerazione massima.

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Verifica di paratie in condizioni sismiche: Esempio
Metodo pseudo-statico

9,50m
Unità litologica γ (kN/m3) ϕ’ (°) E’ (MPa)

A
A (Sabbie lim.) 20 34 15

21,00m
B B (Limo argill.) 18 25 6-10

C (Sabbie) 19 35 25

5,00m
D (Argille) 19 27 20
C
D
ag SS ST amax
(g) - - (g)

Vita nominale: 50 anni SLD 0,082 1,80 1,00 0,148

Classe d’uso : 2 SLV 0,211 1,61 1,00 0,339

Vita utile: 100anni amax α β ah


Sottosuolo: D (g) - - (g)
SLD 0,148 0,5 0,4 0,030
SLV 0,339 0,5 0,4 0,068

OPERE SOSTEGNO: Statica Esempio Fondamenti Sismica Esempio

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Verifiche
Azioni SLE SLU SLU SLD SLV
DA1.1 DA1.2
(A1) (A2) (A1) (A1)

Carico permanente (G) γg 1 γg 1.3 γg 1 γg 1 γg 1

Carico Variabile (Q) γq 1 γq 1.5 γq 1.3 γq 1 γq 1

ψ21 0.6 ψ21 0.6

Parametri Coeff. SLE SLU SLU SLD SLV


Geotecnici parz. DA1.1 DA1.2
(Materiali) γM (M1) (M2) (M1) (M2)

Resistenza a γφ' 1 1 1.25 1 1.25


taglio (sulla tg φ′)
Coesione γc’ 1 1 1.25 1 1.25
efficace
Peso dell’unità di γγ 1 1 1 1 1
volume

I coefficienti parziali applicati alle Resistenze sono stati presi sempre: γR =1

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Verifiche allo Stato Limite Ultimo (SLU – SLV)

SLV DA1.1 DA1.2

Momento
(kNm/m) 3052 3172 3460
z
da +1,5m su
l.m.m. (m) 12,50 11,50 12,50
(kN) 426 542 560
Taglio z
da +1,5m su
l.m.m. (m) 1,00 1,00 1,00
Tiro - (kN) 908 1093 1133
Spost. z (cm) 26 - (38)
max
da +1,5m su
l.m.m. (m) 13,00 - 12,50

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Verifica delle prestazioni (SLE – SLD)

SLE SLD

Momento
(kNm/m) 2370 2474
z
da +1,5m su
l.m.m. (m) 11,50 12,56
(kN) 407 338
Taglio z
da +1,5m su
l.m.m. (m) 1,00 1,00
Tiro - (kN) 820 716
Spost. z (cm) 19,4 21
max
da +1,5m su
l.m.m. (m) 13,00 13,60

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