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Selezione dell’input sismico per la determinazione della vulnerabili-

tà su base meccanica di edifici in c.a.

A. Masi, M. Vona, M. Mucciarelli

Dipartimento di Strutture, Geotecnica, Geologia applicata all’ingegneria, Università degli studi della Basilicata,
Potenza, Italia

Tutti gli studi di bibliografia evidenziano la grande importanza dell’input sismico nella valutazione
della risposta sismica delle strutture. La scelta del tipo di input da adoperare nelle analisi dipende
fortemente dall’obiettivo: se nella progettazione va adoperato un input “convenzionale”, nella
predisposizione di scenari è richiesto un input “realistico”.
In questo secondo caso le caratteristiche dell’input sismico (SI) da adottare dipendono dal modello di
vulnerabilità e di stima del danno (DEM) che verrà utilizzato (Tab. 1).

Tab 1. Input sismico richiesto per diversi modelli di stima del danno.

DEM SI Riferimenti
Matrici di probabilità di danno, DPM Intensità macrosismica (IMCS, IEMS) Irpinia ’80, EMS-98
Curve di Fragilità, FC Intensità spettrale (Sd, Sv, Sa) HAZUS, RISK-UE
Curve di danno, DC Intensità strumentale (PGA, IA, IH, ..) Studi Cosenza et al., Elna-
shai et al., Masi et al., …

Per analisi di scenario a scala territoriale l’input sismico è definito usualmente in termini di intensità
macrosismica (ad es. adoperando le DPM) o più recentemente in termini di spettri di risposta
(spostamento o accelerazione, procedure HAZUS e RISK-UE). Per la determinazione della
vulnerabilità degli edifici su base meccanica, anche a scala territoriale, può essere utile disporre di
accelerogrammi realistici per analisi dinamiche non lineari. Tale approccio può consentire da un lato
una evoluzione rispetto alle formulazioni di vulnerabilità in termini di danno osservato e intensità
macrosismica. Inoltre risulta necessario per ottenere curve intensità – danno per tipologie strutturali (o
anche solo per alcuni valori di intensità) per le quali non sono disponibili dati post-sisma, come
accade in particolare per gli edifici in cemento armato (Workshop INGV-ReLUIS 2006).

In questo lavoro viene applicato un metodo meccanico (Masi et al. 2001, Masi 2003) per
l’ottenimento di curve intensità-danno di alcune tipologie strutturali in c. a. tipiche del patrimonio
edilizio italiano ed europeo.
Il metodo è costituito essenzialmente dai seguenti passi:
1. Selezione di alcune tipologie di edifici in c.a., effettuata esaminando le caratteristiche strutturali
più tipiche di edifici non antisismici italiani.
2. Progetto simulato degli elementi strutturali considerando l’azione dei soli carichi verticali, con ri-
ferimento alle norme ed alla manualistica dell’epoca ed adottando criteri analoghi a quelli desunti
dall’esame di progetti tipici.
3. Valutazione della capacità resistente mediante analisi dinamiche non lineari, utilizzando un classi-
co codice agli elementi finiti e considerando sia accelerogrammi naturali che artificiali.
4. Costruzione di curve intensità-danno valutando alcuni parametri di risposta collegabili al danno
strutturale o non strutturale (richieste di duttilità nelle travi e nei pilastri, drift) al variare dell'in-
tensità sismica.

Nella scelta delle strutture da analizzare, relative ad edifici progettati a soli carichi verticali, si è
considerato il ruolo molto importante delle tamponature, esaminando telai “nudi” (BF),
completamente tamponati (IF) e con piano porticato (PF).
La risposta sismica ed i conseguenti livelli di danno delle strutture in esame sono valutati e
confrontati in funzione dei seguenti parametri sismici:
t
π
• Intensità di Arias IA  I A= ⋅∫ a 2  t  dt
2g 0
• Fattore di Saragoni PD  PD = IA / (υ0)2
2. 5
• Intensità di Housner IH  I H =∫0. 1 S v  T , ξ =0 .05  dT

dove: a (t) è l’accelerogramma, υ0 è il numero di passaggi per lo zero di a(t), Sv è lo spettro delle
pseudovelocità, T il periodo di vibrazione, ξ il coefficiente di smorzamento viscoso equivalente.

Nelle simulazioni numeriche sono stati utilizzati accelerogrammi naturali (estratti dalla Banca dati
Europea), artificiali (ottenuti con il codice SIMQKE) e simulati (ottenuti con il codice BELFAGOR).
L’input sismico naturale è costituito da 30 registrazioni con valori di PGA compresi tra 0.04 e 0.36g
(Tab. 2).
Gli accelerogrammi artificiali e simulati sono stati costruiti in modo da risultare coerenti con lo
spettro di risposta elastico previsto dall’EC8 per suolo tipo B. Gli accelerogrammi SIMQKE sono
stati generati sulla base di un inviluppo trapezoidale con durate dipendenti dal relativo valore di PGA,
considerando 7 valori nel range 0.06-0.42g (Tab. 2). Gli accelerogrammi simulati sono stati ottenuti
adoperando il codice BELFAGOR ricavato da un vecchio codice (Physimqe, Mucciarelli et al. 1997)
basato sul lavoro teorico di Sabetta e Pugliese (1996) considerando 7 valori nel range 0.06-0.42g
(Tab. 2). Le analisi dinamiche non lineari sono state eseguite considerando 8 accelerogrammi per ogni
intensità e, nel caso dell’input SIMQKE, i valori dei parametri di risposta sono calcolati come valori
medi dei risultati delle 8 analisi step-by-step.

Tab 2. Valori di alcuni parametri sismici dei tre set di accelerogrammi adoperati nelle analisi dinamiche non lineari.

Input PGA (g) IA (m/s) IH (m)


min max min max min max
Naturale 0.04 0.36 0.03 2.88 0.09 2.80
SIMQKE 0.06 0.42 0.08 7.50 0.28 1.95
BELFAGOR 0.06 0.42 0.05 3.34 0.23 1.78

A titolo esemplificativo nel diagramma in Fig. 1 sono mostrati i valori di intensità di Arias al variare
dei rispettivi valori di PGA per i tre set di accelerogrammi. Emerge la forte dispersione per gli
accelerogrammi naturali e come questi abbiano valori di IA molto più bassi dei corrispondenti
accelerogrammi SIMQKE a parità di PGA. Differenze molto più limitate emergono nel confronto con
gli accelerogrammi BELFAGOR.

Il danno è stato classificato in accordo con la Scala Macrosismica Europea del 1998 (EMS 1998)
considerando sei livelli di danno Ld, da Ld = 0 (assenza di danno) a Ld = 5 (collasso totale). I livelli di
danno vengono assegnati sulla base dei valori massimi di drift ottenuti dalle simulazioni numeriche.

Alcuni risultati delle analisi dinamiche non lineari sono mostrati nelle Figg. 2 e 3. In particolare sono
riportati i valori di drift, e conseguentemente dei livelli di danno Ld, al crescere dell’intensità sismica
espressa in termini di PGA, IA, PD e IH, per telai in cemento armato privi di tamponatura (telai BF, Fig.
2) e completamente tamponati (telai IF, Fig. 3).
Fig. 1. Confronto tra i valori di PGA e di IA per i tre set di accelerogrammi.

Fig. 2. Curve di danno in funzione dei parametri sismici PGA, IA, PD e IH, per telai privi di tamponatura (telai BF).
I risultati mostrano chiaramente il forte condizionamento esercitato dall'input sismico.
Gli accelerogrammi artificiali ricavati con il codice SIMQKE in modo da risultare coerenti con gli
spettri di normativa appaiono troppo onerosi racchiudendo elevati potenziali di danno, testimoniati
dai valori ben più grandi dell’indice di Arias rispetto a quelli relativi ad accelerogrammi naturali, a
parità di PGA. Se i risultati ottenuti con accelerogrammi naturali ed artificiali vengono confrontati a
parità di intensità di Housner, emerge una consistente analogia, con livelli di danno mediamente
confrontabili per i tre set di accelerogrammi. Si conferma, pertanto, l'importanza della scelta dell'input
e del parametro sismico che si assume per caratterizzarne il potenziale distruttivo, evidenziando come
l'intensità di Housner possa costituire un parametro ben più efficace del PGA per la valutazione del
danno. A tale riguardo, va ricordato che l’intensità di Housner fu utilizzata nella mappa prodotta nel
1998 dal Gruppo di lavoro istituito dalla Commissione grandi rischi del Dipartimento per la
protezione civile (Gruppo di lavoro 1999) come parametro rappresentativo per la pericolosità sismica
per l’inserimento dei comuni italiani nelle diverse zone sismiche, mappa poi adottata nel 2003 per la
riclassificazione del territorio italiano (OPCM 3274, 2003).

Confrontando il comportamento sismico delle diverse tipologie emerge una ridotta vulnerabilità per
gli edifici con tamponature efficienti e disposte con regolarità (telai IF, Fig. 2), la cui possibilità di
crollo è da ritenere poco probabile anche in presenza di terremoti violenti. Al contrario un’elevata
vulnerabilità emerge per gli edifici con piano porticato (telai PF). Comportamenti intermedi
presentano gli edifici non tamponati o con tamponature inefficienti (telai BF, Fig. 3).

In conclusione l’analisi dei risultati ha mostrato che:


• gli accelerogrammi generati con il codice SIMQKE portano al calcolo di livelli di danno non
realistici, per cui essi appaiono troppo onerosi rispetto agli accelerogrammi reali, se confrontati a
parità di PGA;
• gli accelerogrammi SIMQKE appaiono non adeguati per la costruzione di curve di danno da
adoperare nella preparazione di scenari di danno;
• risultati più vicini al comportamento mostrato in occasione di passati terremoti da edifici in c.a.
non progettati con criteri antisismici vengono ottenuti adoperando accelerogrammi naturali, ma i
risultati mostrano una elevata dispersione;
• a parità di valori di PGA, valori della risposta sismica e dei livelli di danno mediamente intermedi
si ottengono utilizzando accelerogrammi simulati ricavati con il codice BELFAGOR;
• confrontando i risultati ottenuti con i tre tipi di input sismico, valori della risposta sismica
piuttosto vicini vengono ottenuti a parità di intensità di Housner, evidenziando come tale
parametro sismico possa rappresentare efficacemente il potenziale distruttivo di un
accelerogramma.

Bibliografia

ESC Working Group Macroseismic Scales; 1998: European Macroseismic Scale 1998. GeoForschun-gsZentrum, Potsdam,
Germany, 1998.
Gruppo di lavoro; 1999: Proposta di riclassificazione sismica del territorio nazionale, Ingegneria sismica, XVI, 1, 5-14.
Masi A., Dolce M., Goretti A., Telesca F., Vona M.; 2001: Resistenza sismica di telai in c.a. relativi ad edifici esistenti con e
senza tamponature, Atti del 10° Convegno Nazionale L'Ingegneria Sismica in Italia, Potenza, settembre 2001.
Masi A.; 2003: Seismic vulnerability assessment of gravity load designed R/C frames, Bulletin of Earthquake Engineering,
Vol. 1, N. 3, pp. 371-395, 2003.
Mucciarelli M., F. Pacor, M. Vanini, F. Bettinali; 1997: Definition of seismic input for base isolation applications: methodo-
logies assessment, statistical analysis and tools developed, Proc. of Post-SMIRT conference on Seismic Isolation,
Taormina, 1997.
OPCM 3274; 2003: Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 “Primi elementi in mate-
ria di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni
in zona sismica”.
Sabetta, F., A. Pugliese; 1996: Estimation of response spectra and simulation of nonstationary earthquake ground motions,
Bull. Seis. Soc. Am., 86, n. 2, 337-352, 1996.
Workshop INGV-ReLUIS; 2006: Input Sismico – Sintesi degli aspetti ingegneristici, Anacapri, giugno 2006.
Fig. 3. Curve di danno in funzione dei parametri sismici PGA, IA, PD e IH, per telai tamponati (telai IF).