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Convenzione tra

Regione dell’Umbria e
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano

Microzonazione sismica
NARNI 1 + NARNI 2
(Comune di Narni)

Vincenzo Petrini
Floriana Pergalani
Massimo Compagnoni

Milano, settembre 2001

1
1. PREMESSA

La presente relazione costituisce la sintesi del lavoro svolto nell’ambito


della convezione tra la Regione dell’Umbria e il Dipartimento di Ingegneria
Strutturale del Politecnico di Milano.
Il programma consiste in studi e ricerche per la definizione di procedure
semplificate atte a delineare la risposta sismica del terreno ed i livelli di amplifi-
cazione locale ai fini della pianificazione territoriale, organizzazione di dati, pre-
disposizione di manuali per lo standard di lavoro, produzione di cartografie te-
matiche, di supporti informatici, con attività di consulenza tecnico-scientifica e
formazione del personale.
Scopo della valutazione della Microzonazione Sismica è quello di valutare
ed individuare, all’interno di ambiti territoriali a scala subcomunale (frazioni e
centri), aree a comportamento omogeneo sotto il profilo della risposta sismica
locale in corrispondenza di un terremoto atteso, definendo così i possibili effetti
sui principali centri urbani. A tale scopo vengono esaminate in dettaglio le con-
dizioni geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e stratigrafiche locali in
grado di produrre fenomeni di amplificazione della risposta sismica locale
rispetto alle condizioni geologiche di riferimento (bedrock in free-field) e/o di in-
nescare fenomeni di instabilità indotta (frane, liquefazioni, cedimenti, etc.).
Gli obiettivi sono individuati in:
• fornire all’Amministrazione Regionale la metodologia di valutazione degli ef-
fetti locali in sede di formazione degli strumenti urbanistici;
• fornire all’Amministrazione Regionale gli strumenti operativi per
l’individuazione, in via quantitativa, dei parametri progettuali previsti dalla vi-
gente normativa (D.M. LL.PP. 16.01.96) per tenere conto della modificazione
delle azioni sismiche di progetto ad opera delle condizioni locali;
• fornire all’Amministrazione Regionale gli strumenti per redigere normative da
adottare in sede di pianificazione urbanistica.
Il programma complessivo delle attività è articolato nelle seguenti fasi di
attività:

1. Modellazione del moto di input: analisi atte a definire il moto di input a


fronte del quale effettuare la modellazione della risposta sismica. Tale input
è ricavato dai dati esistenti attraverso analisi di pericolosità e sono forniti sia
spettri che accelerogrammi che rappresentano la pericolosità sismica
dell’area.

2. Modellazione della risposta sismica locale: modellazione degli effetti at-


tesi in termini di amplificazioni a fronte del moto sismico di input delle località
campione rilevate, al fine di determinare i fattori di amplificazione per tutte le
condizioni morfostratigrafiche investigate. Per ogni situazione tipo (creste,
scarpate, valli, presenza di coperture, presenza di depositi alluvionali, zone
pedemontane) vengono forniti gli spettri di risposta elastici e i rispettivi coef-
ficienti di amplificazioni. I codici di calcolo utilizzati sono sia monodimensio-
nali sia bidimensionali, in relazione alla complessità geologica del sito in e-
same.

2
2. MOTO DI INPUT

Al fine di effettuare la modellazione numerica per la valutazione degli effet-


ti locali, è necessario avere accelerogrammi e spettri di risposta, da utilizzare
come input sismici nella modellazione stessa.
A tal fine è stato seguito un percorso che ha portato alla individuazione di
tali accelerogrammi e spettri di risposta. In particolare si è partiti da un’analisi di
pericolosità dell’area effettuata stimando i parametri di scuotimento del terreno
attesi, su sito rigido, aventi probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni (periodo
di ritorno equivalente = 475 anni). Il periodo di ritorno utilizzato rappresenta un
valore convenzionale adottato in molte normative internazionali (tra cui anche
l’Eurocodice 8, ENV 1998-1-1, 1994), a fini di classificazione sismica. I risultati
di dette analisi consistono in spettri a pericolosità uniforme in pseudoaccelera-
zione al 5% dello smorzamento critico. La scelta degli spettri a pericolosità uni-
forme anziché di quello deterministico con pari periodo di ritorno, è stata dettata
dalla impossibilità di separare all’interno della zona sismogenetica il contributo
di ciascuna singola struttura, e pertanto si è ritenuto più corretto utilizzare il con-
tributo cumulato, su base probabilistica, della scuotibilità derivante da tutte le
potenziali sorgenti esistenti nell’area.
In particolare utilizzando il catalogo dei terremoti (Gruppo di Lavoro CPTI,
1999), le zone sismogenetiche (Scandone, 1999) e leggi di attenuazione (Sa-
betta e Pugliese, 1996), si sono ottenuti per il centro oggetto di indagine i valori
attesi di picco di accelerazione (Pga), picco di velocità (Pgv), Arias n I tensity
(Ai), durata dell’evento (d), ordinate spettrali per i vari periodi, in termini di pseu-
dovelocità (Psv) al 5% dello smorzamento critico.
A partire dagli spettri ottenuti sono stati generati accelerogrammi sintetici
(Sabetta e Pugliese, 1996), fissata la magnitudo e distanza compatibile con la
Pga ottenuta dall’analisi precedente.
In particolare si è ottenuto uno spettro in pseudoaccelerazione e un relati-
vo accelerogramma per il sito, considerando un evento con magnitudo 5.5 e di-
stanza epicentrale 7.0 km.
In Figura 1 è rappresentato l’accelerogramma ed in Figura 2 il relativo
spettro in accelerazione.
In Tabella 1 sono riportate le principali caratteristiche dell’accelerogramma
utilizzato nell’analisi.

Pga (g) Si .1 - .5 (m) Si .1 – 2.5 (m)


0.12907 0.05855 0.40428

Tabella 1 – Tabella dei valori del picco di accelerazione (Pga), dell’Intensità


spettrale calcolata tra .1 - .5 s ( Si 0.1-0.5) e dell’intensità spettrale calcolata tra
0.1 – 2.5 s (Si 0.1-2.5)

3
NARNI (Comune di Narni)
0.20
Accelerazioni (g)

0.00

-0.20
0 5 10 15 20 25 30
Tempo (s)

Figura 1 – Accelerogramma utilizzato per il sito di Narni.

Spettro di risposta NARNI (Comune di Narni)


0.5

0.4

0.3
Psa (g)

0.2

0.1

0
0 0.5 1 1.5 2 2.5
Periodo (s)

Figura 2 – Spettro utilizzato per il sito di Narni.

4
3. VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI LOCALI

3.1. Geologia

Al fine di effettuare la modellazione per la valutazione degli effetti locali


sono state reperite le informazioni utili e necessarie dalla carta geologica, da ri-
lievi geologici di superficie e dalle sezioni geologiche (Relazione geologica Dott.
Emiliano Troiani e Carta Geologica Foglio 138 TERNI a scala 1:100000).

3.2. Parametri geotecnici

Il substrato roccioso è rappresentato dalle Formazioni giurassico-cretacee


della successione umbra, che affiorano estesamente nell’area di studio (Dorsa-
le Narnese).
Ai fini dell’analisi si sono utilizzati i dati geofisici, tratti dalla bibliografia
classica ed eventualmente corretti sulla base delle conoscenze di esperti del
territorio; si riportano tali dati in Tabella 2:

Litotipo γ Vs Vp ξ
(kN/m3) (m/s) (m/s)
Scaglia Rossa - Scaglia Bianca

Maiolica 22.0 1400 2500 0.005

Calcare Massiccio

Tabella 2 – Tabella dei parametri per il substrato roccioso.

3.3. Modelli utilizzati

Le sezioni analizzate sono due (Figure 3 e 8), di cui possiamo ipotizzare le


seguenti orientazioni (manca una carta geologica in cui si riportano le relative
tracce):
- A-B: orientata NW-SE e passante per l’abitato di Narni;
- C-D: orientata SW-NE e passante per la frazione di La Rocca.
La morfologia generale della zona è rappresentata da una serie di rilievi
morfologici costituenti la Dorsale Narnese; entrambi gli abitati interessati
dall’analisi sorgono in zona di cresta.
Il substrato roccioso affiora con regolarità e si presenta disturbato da alcu-
ni lineamenti tettonici di entità regionale.
Lungo la sezione A-B i litotipi calcarei subcristallini del Calcare Massiccio
giurassico costituiscono la zona sommitale del rilievo; essi sovrascorrono al di
sopra di litotipi più recenti rappresentati dalla Scaglia, dalle Marne a Fucoidi e
dalla Maiolica. Verso E la Scaglia Rossa affiora estesamente, prima in succes-
sione rovesciata poi più volte ripetuta grazie alla presenza di faglie normali su-
bverticali.
Il rilievo presente lungo la sezione C-D è rappresentato dalla successione
giurassico-cretacea rovesciata, in cui nella parte sommitale affiorano i calcari

5
diasprigni giurassici, mentre verso E affiorano i litotipi cretacei (Maiolica e Sca-
glia).
L’analisi numerica è stata eseguita, utilizzando modelli con elementi al
contorno (ELCO, Callerio et al, 2000) e calcolando la risposta in determinati
punti, considerati significativi e ben rappresentativi delle caratteristiche morfolo-
giche presenti lungo ciascuna sezione.
Il programma lavora esclusivamente in campo elastico e permette di mo-
dellare situazioni tipo creste e di considerare diversi angoli di incidenza delle
onde provenienti dal bedrock; inoltre possono essere applicate entrambe le
componenti verticali ed orizzontali dell’accelerogramma.
Nell’analisi sono stati considerate le risposte sismiche in 12 punti lungo un
tratto esteso 765 m della sezione A-B e in 8 punti lungo un tratto di 600 m della
sezione C-D; i tratti individuati includono i soli rilievi morfologici, mentre i settori
pianeggianti terminali sono stati trascurati.
Per quanto riguarda il bedrock si è considerato un unico litotipo, i cui pa-
rametri geofisici (riportati in Tabella 2) sono stati ipotizzati mediando le caratte-
ristiche dei litotipi presenti e dando maggior peso ai litotipi presenti nella parte
sommitale.

3.4. Risultati

I risultati delle analisi sono riassunti in una serie di spettri elastici in pseu-
doaccelerazione calcolati in diversi punti delle sezioni. Per ogni spettro elastico
è stata calcolata l’intensità spettrale (SI) nell’intervallo 0.1-0.5 s, assunto come
rappresentativo del periodo proprio delle tipologie di edifici presenti nell’area e
nell’intervallo 0.1-2.5 s come definito da Housner (1952). L’intensità spettrale è
stata calcolata sugli spettri in pseudovelocità (PSV) al 5% dello smorzamento
critico ξ:


0 .5
SI (PSV)= PSV(T,ξ )dT
0.1

Sono stati quindi calcolati i rapporti tra l’intensità spettrale calcolata nei va-
ri nodi di ciascuna sezione o colonna stratigrafica e l’intensità spettrale degli
spettri di input. Questo rapporto (Fa) definisce il fattore di amplificazione legato
agli effetti di sito.

In Figura 3 è rappresentata il tratto di sezione A-B analizzato, dove sono


riportati i punti nei quali è stata calcolata la risposta sismica.

6
PROFILO SCHEMATICO di NARNI 1 con i punti di superficie analizzati

8
3 5

6 7
4 9
2
10 11
12
1

Dislivello massimo: 200 m


altezza/larghezza: 0.260

Figura 3 – Rappresentazione schematica del tratto di sezione A-B analizzato

Nelle Figure 4, 5, 6 e 7 sono rappresentati i risultati, in termini rispettiva-


mente di spettri elastici in pseudoaccelerazione e valori dei rapporti di intensità
spettrale, effettuando le analisi descritte precedentemente.

Spettri di Risposta
Punto 1 Punto 2 Punto 3 Punto 4 Punto 5 Punto 6 Input
NARNI 1
0.7

0.6

0.5

0.4
Psa (g)

0.3

0.2

0.1

0
0 0.5 1 Periodo (s) 1.5 2 2.5

Figura 4 – Spettri di risposta in pseudoaccelerazione ottenute effettuando


l'analisi (per i primi 6 punti di analisi)
7
Spettri di Risposta
Punto 7 Punto 8 Punto 9 Punto 10 Punto 11 Punto 12 Input
NARNI 1
0.7

0.6

0.5

0.4
Psa (g)

0.3

0.2

0.1

0
0 0.5 1 Periodo (s) 1.5 2 2.5

Figura 5 – Spettri di risposta in pseudoaccelerazione ottenute effettuando


l'analisi (per gli altri 6 punti di analisi)

Punto Input 0.1-2.5 Input 0.1-0.5 Output 0.1-2.5 Output 0.1-0.5 Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5
1 0.40428 0.05855 0.45977 0.05073 1.14 0.87
2 0.40428 0.05855 0.53714 0.05223 1.33 0.89
3 0.40428 0.05855 0.56105 0.05209 1.39 0.89
4 0.40428 0.05855 0.58975 0.05565 1.46 0.95
5 0.40428 0.05855 0.60371 0.06131 1.49 1.05
6 0.40428 0.05855 0.62003 0.06524 1.53 1.11

Fattori di amplificazione Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5


Narni 1
1.80
1.53
1.60 1.49
1.46
1.39
1.40 1.33

1.14 1.11
1.20 1.05
0.87 0.95
1.00 0.89 0.89
Fa

0.80

0.60

0.40

0.20

0.00
1 2 3 4 5 6
Punti analizzati

Figura 6 – Valori del coefficiente di amplificazione (Fa) calcolato conside-


rando l’intervallo .1-2.5 e l'intervallo .1-.5 (per i primi 6 punti).

8
Punto Input 0.1-2.5 Input 0.1-0.5 Output 0.1-2.5 Output 0.1-0.5 Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5
7 0.40428 0.05855 0.61674 0.06404 1.53 1.09
8 0.40428 0.05855 0.59501 0.05897 1.47 1.01
9 0.40428 0.05855 0.55971 0.05086 1.38 0.87
10 0.40428 0.05855 0.49996 0.04399 1.24 0.75
11 0.40428 0.05855 0.49222 0.05422 1.22 0.93
12 0.40428 0.05855 0.43796 0.06112 1.08 1.04

Fattori di amplificazione Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5


Narni 1
1.80

1.60 1.53
1.47
1.38
1.40
1.24 1.22
1.09
1.20 1.08 1.04
1.01
1.00 0.93
0.87
Fa

0.75
0.80

0.60

0.40

0.20

0.00
7 8 9 10 11 12
Punti analizzati

Figura 7 – Valori del coefficiente di amplificazione (Fa) calcolato conside-


rando l’intervallo .1-2.5 e l'intervallo .1-.5 (per gli altri 6 punti).

In Figura 8 è rappresentata il tratto di sezione C-D analizzato, dove sono


riportati i punti nei quali è stata calcolata la risposta sismica.

PROFILO SCHEMATICO di NARNI 2 con i punti di superficie analizzati

3 5

4
2 6
1
7
8

Dislivello massimo: 155 m


altezza/larghezza: 0.258

Figura 8 – Rappresentazione schematica del tratto di sezione C-D analizzato

9
Nelle Figure 9 e 10 sono rappresentati i risultati, in termini rispettivamente
di spettri elastici in pseudoaccelerazione e valori dei rapporti di intensità spettra-
le, effettuando le analisi descritte precedentemente.

Spettri di Risposta Punto 1 Punto 2 Punto 3 Punto 4 Punto 5


NARNI 2 Punto 6 Punto 7 Punto 8 Input
0.7

0.6

0.5

0.4
Psa (g)

0.3

0.2

0.1

0
0 0.5 1 Periodo (s) 1.5 2 2.5

Figura 9 – Spettri di risposta in pseudoaccelerazione ottenute effettuando


l'analisi
Punto Input 0.1-2.5 Input 0.1-0.5 Output 0.1-2.5 Output 0.1-0.5 Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5
1 0.40428 0.05855 0.48391 0.05100 1.20 0.87
2 0.40428 0.05855 0.55165 0.06954 1.36 1.19
3 0.40428 0.05855 0.55927 0.07206 1.38 1.23
4 0.40428 0.05855 0.56889 0.07475 1.41 1.28
5 0.40428 0.05855 0.56000 0.07038 1.39 1.20
6 0.40428 0.05855 0.54302 0.06399 1.34 1.09
7 0.40428 0.05855 0.45836 0.04807 1.13 0.82
8 0.40428 0.05855 0.43503 0.05263 1.08 0.90

Fattori di amplificazione Fa 0.1-2.5 Fa 0.1-0.5


Narni 2
1.60

1.38 1.41 1.39


1.36 1.34
1.40 1.28
1.23
1.20 1.19 1.20
1.13
1.20 1.09
1.08

1.00 0.87
0.90
0.82
Fa

0.80

0.60

0.40

0.20

0.00
1 2 3 4 5 6 7 8
Punti analizzati

Figura 10 – Valori del coefficiente di amplificazione (Fa) calcolato conside-


rando l’intervallo .1-2.5 e l'intervallo .1-.5.
10
4. CONCLUSIONI

L’area in cui si colloca l’abitato di Narni è rappresentata dalla parte sommi-


tale di un rilievo asimmetrico, il cui dislivello massimo è di circa 200 m; essa si
estende per circa 250 m con una pendenza media di 10°.
L’analisi eseguita ha fornito dei valori di Fa per periodi da 0.1-0.5 s piutto-
sto bassi, con valori massimi intorno ad 1.1 nella zona di cresta (punti 5, 6 e 7),
mentre lungo i versanti non esistono fenomeni di amplificazione.
Interessanti risultano i valori di Fa per periodi tra 0.1-2.5 s: per tutta la zo-
na sommitale, ove sorge l’abitato, i valori ottenuti sono compresi tra 1.3 e 1.6,
mentre nelle parti più basse dei versanti i valori sono compresi tra 1.1-1.3.
La costruzione di nuovi edifici nella zona sommitale dovrà, pertanto,
escludere strutture a sviluppo verticale superiore ai 5 piani; per le struttu-
re più basse bisognerà tener conto di possibili piccole amplificazioni
comprese tra 1.0-1.1.
L’area in cui sorge la frazione di La Rocca è rappresentata dalla parte
sommitale di un rilievo piuttosto simmetrico, il cui dislivello massimo risulta di
155 m.
L’analisi eseguita ha fornito per periodi da 0.1-0.5 s valori di Fa compresi
tra 1.2-1.3 per la zona sommitale e tra 1.1-1.2 per la parti superiore dei versanti;
le parti più basse di questi non presentano fenomeni di amplificazione.
Per periodi da 0.1-2.5 s i valori di Fa risultano maggiori con valori massimi
in cresta compresi tra 1.3-1.4 e valori compresi tra 1.1-1.3 sui versanti.
La costruzione di nuovi edifici in zona sommitale dovrà, anche in
questo caso, evitare strutture alte più di 5 piani; per le strutture più basse
si dovranno prendere in considerazione amplificazioni comprese tra 1.2-
1.3.
Da evidenziare la presenza in cresta di una coltre di deposito antropico
dello spessore superiore ai 10 m che potrebbe accentuare, in modo non trascu-
rabile, il fenomeno di amplificazione sismica già riscontrato e dovuto alla sola
morfologia.
Sarebbe pertanto consigliabile l’edificazione di edifici a sviluppo ver-
ticale inferiore ai 5 piani lungo i versanti, dato che presentano una medio-
cre acclività (circa 20° di pendenza).

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BIBLIOGRAFIA

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