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é ARRIVATA

LA CONTROAGENDA!!!
Da quest’anno, dopo 8 anni la controguida dell’UdU, la guida fatta dagli
studenti, per gli studenti, cambia. La controguida diventa una controa-
genda. Un’agenda da portare con te si aggiunge da quest’anno agli utili
contenuti: da come fare domanda di una borsa di studio, a cosa succede
con la nuova riforma, passando per l’affitto di una casa e cosa succede nel
tuo corso di laurea.
I testi di questa guida-agenda li trovi anche sul nostro sito internet www.
udubari.it
Tutti gli Atenei, tra depliant, manifesti e messaggi radiofonici, d’estate sem-
brano paradisi terrestri: parchi naturali all’interno, chilometri di biblioteche
a disposizione, laboratori avveniristici, docenti personalizzati con lezioni in
camera, mense che vi faranno dimenticare il vecchio focolare (a questa
bufala pare non ci caschi più nessuno), studenti felici e contenti di studiare
e nessuno che riesce più a ricordarsi cosa cercava, quale corso di studi, per
quale passione, per quale sogno da coltivare, per quale futuro da costruire.
In questo mondo di réclame, un po’ di racconti da studenti a studenti, con il
solo obiettivo di darsi una mano: questa è la Controguida, lo strumento che
l’Unione degli Universitari ha progettato e realizzato per dare una mano
a tutti voi. Sperando di essere utili anche in questo nuovo anno accademico
che sta cominciando.

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Ancora una volta l’amministrazione comunale di Bari aderisce e sostiene il
progetto della Controguida divenuto ormai una esperienza consolidata e
un valido strumento per tutti gli studenti che scelgono di iscriversi all’Univer-
sità degli Studi di Bari o al Politecnico di Bari. Tale adesione dimostra, anche
per l’anno accademico 2008/2009, una rinnovata attenzione che il Comune
di Bari vuole avere nei confronti del mondo universitario e,soprattutto,nei
confronti dei principali protagonisti dell’università:gli studenti.
Ospitare nella nostra città una comunità cosi vasta di studenti pendolari,
fuorisede ed erasmus è un elemento di ricchezza ed occasione di confron-
to. Le politiche di sostegno alla casa e il miglioramento della qualità dei
trasporti,la creazione di welfare cittadino,l’ampliamento dell’offerta cultura-
le per i giovani, le agevolazioni ad accedervi,e la valorizzazione delle espe-
rienze artistiche locali rappresentano un investimento a lungo termine che
l’attuale governo della città intende promuovere.
Non conoscere un diritto equivale a non averlo. Non di rado,infatti
studentesse e studenti non sono a conoscenza -delle normative che re-
golano il proprio iter di studio/lavoro,non conoscono i criteri d’accesso alle
borse di studio,i termini di presentazione delle domande,le opportunità
di accesso a finanziamenti pubblici o privati che transitano per gli uffici o
nelle sovraffollate bacheche universitarie. A ciò possiamo aggiungere che
troppo spesso le intelligenze più brillanti,che si formano nei poli universi-
tari di Bari,trovano opportunità e riconoscimento in altre città;occorre in-
traprendere delle politiche per fermare la fuga di cervelli creando forme di
sostegno alla formazione e possibilità di lavoro sul territorio barese. Di fronte
ai cambiamenti del mondo del lavoro,che coinvolgono in misura sempre
più estesa i giovani,è necessario promuovere iniziative,progetti,sevizi,al
fine di realizzare un intervento diretto in grado di aiutare concretamente
la popolazione giovanile ad orientarsi ed inserirsi nel mondo del lavoro. Di
conseguenza la formazione,insieme all’estensione dei diritti,diventa fonda-
mentale per non consegnare alle ragazze e ragazzi un futuro incerto e di
marginalità. La partecipazione di molti giovani alle attività politiche e cultu-
rali degli ultimi anni ha dimostrato il rinnovato spirito di partecipazione delle
nuove generazioni. Questa opportunità va colta valorizzando le esperienze
aggregative che sorgono nel territorio barese provando a costruire nuove
forme partecipate di governo.

Pasquale Martino
Assessore alla pubblica istruzione ed alle politiche giovanili del Comune di Bari.
CHI SIAMO...
Le nostre università sono luoghi nei quali le violazioni dei diritti di noi stu-
denti sono all’ordine del giorno, con strutture spesso fatiscenti o comunque
inadeguate, in cui le borse di studio troppo spesso non vengono erogate,
luoghi in cui la qualità della didattica diminuisce di anno in anno. Noi sia-
mo quelli che credono che un’altra università sia possibile, che quotidia-
namente, non solo si impegnano per aiutare gli studenti nel superare le
difficoltà di ogni giorno con servizi e assistenza, ma che ogni giorno lottano
per far si che queste difficoltà non ci siano più.
Siamo diversi dalle altra associazioni perchè non ci limitiamo a gestire
l’esistente, proviamo a cambiarlo. Siamo convinti, per fare un esempio,
che compito delle rappresentanze studentesche non sia sostituirsi alle
segreterie distribuendo statini e programmi, ma battersi per far si che le
segreterie funzionino e che vengano distribuiti in maniera efficiente.

L’UdU è una confederazione di associazioni studentesche, presenti nei


maggiori atenei italiani ed alla quale aderiscono ogni anno circa 10000
ragazze/i per farsi portatori e creatori di un cambiamento reale della si-
tuazione studentesca italiana. Il sindacalismo studentesco, inedito in Italia,
rappresenta lo strumento per fare una battaglia apartitica, ma non apolitica
di intervento concreto per il miglioramento delle condizioni di vita degli
studenti. Da anni l’UdU si batte per conquistare ed ampliare i diritti degli
studenti. Crediamo in un sistema universitario pubblico che
garantisca la partecipazione e la pari dignità di
tutti e che promuova lo sviluppo e la
ricerca.

L’UNIONE DEGLI UNI-


VERSITARI – BARI da or-
mai dodici anni rappresenta
una garanzia per gli studenti
universitari baresi in un si-
stema che li vede sempre più
clienti di un servizio invece che
fruitori di conoscenze e saperi.
La tutela dei diritti fondamentali,

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sempre più necessario in una sorta di università-azienda, diventa così im-
prescindibile e centrale per la nostra associazione che promuove in tutta
Italia battaglie per l’approvazione di uno “Statuto degli Studenti Universi-
tari”. Nel richiedere il rispetto dei vecchi diritti e dei nuovi crediamo non
bisogni dimenticare l’importanza del rispetto dei doveri.

L’UdU Bari è impegnata inoltre in una tematica annosa, quale è quella del
diritto allo studio, nella richiesta di maggiori fondi e posti alloggio/con-
trasto caro affitti per gli studenti fuori-sede, agevolazioni per i pendolari ed
un contrasto all’incessante aumento della tasse universitarie.
Crediamo che un altro mondo è possibile e che lo si possa costruire sin
da subito, promuovendo nuovi saperi per un progres-
so sostenibile, un economia equa,
un’altra globa-
lizzazione
rispettosa
dei più de-
boli. Credia-
mo che per
fare ciò sia
necessario
l’apporto di
tutti per co-
struire insieme
un nuovo futu-
ro, migliore.
COME CONTATTARCI...
Sede:
Centro Servizi Zona Franka,
via Marchese di Montrone 80
tel. 080/5219770
chiamarci!
non aspettare a
Se hai bisogno,
Aulette:
Politecnico: Auletta udu
Politecnico, atrio coperto, tel.
080/5963232
Lingue: Auletta udu, secon-
do piano (di fronte aula 12) tel.
080/5717536
Medicina: Polifunzionale – Policlinico di Bari, piano terra
Palazzo Ateneo: UDU Scienze della Formazione, terzo piano
corridoio Socrates-Erasmus tel. 080/5714901
Scienze MM FF NN Auletta udu, palazzo delle aule della Fa-
coltà di Scienze 080/5442667
Giurisprudenza: 339/1297974
Scienze Politiche: 328/0345261

E-mail: udubari@gmail.com
Il nostro sito è www.udubari.it

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a Bari c’è una
ZONA FRANKA
Zona Franka è uno spazio sociale, un luogo di aggregazione e socialità,
un centro servizi per studenti, un laboratorio politico, a pochi isolati dal
Palazzo Ateneo.
La nostra città è purtroppo caratterizzata dall’assenza di adeguati spazi e
luoghi di libera espressione per i giovani,e anche sul fronte dell’efficienza
dei servizi per gli studenti non siamo messi particolarmente bene.
La Mutua Studentesca è un associazione culturale nata a Bari nel 2001
per iniziativa di un gruppo di ragazze e ragazzi desiderosi di creare in cit-
tà un luogo di aggregazione giovanile fondato su principi di solidarietà e
mutualismo, e nello spirito di un confronto sempre aperto con la comunità
cittadina. Perciò si è deciso di avviare questa esperienza associativa par-
tendo dalla speranza di poter migliorare le nostre condizioni di studio e di
vita e nella consapevolezza che l’azione collettiva sia a volte più efficace
di quella individuale per incidere sulle scelte politiche di amministratori
locali,università e scuole;crediamo inoltre che proporre soluzioni nuove ed
originali a problemi ormai vecchi sia un importante strumento per riven-
dicare i propri diritti (diritto allo studio,agli spazi,ad una vita migliore)con
maggiore forza e credibilità.

La Mutua studen-
tesca propone al di-
versi servizi, erogati
in stretta collabora-
zione con l’Unione
degli Studenti di
Bari e l’UDU, come
il Mercatino dei
Libri usati sia per
le scuole superio-
ri che per i testi
universitari o la
possibilità di na-
vigare in internet
mediante con-
nessione wireless, inoltre proponiamo anche corsi di fotografia, clownte-
rapia, teatro, musica. Abbiamo attivato anche alcuni sportelli informativi:
uno relativo all’attività di orientamento universitario per gli studenti degli
ultimi anni delle scuole superiori, un altro sportello di prima assistenza per
gli studenti che riscontrano problemi con il proprio padrone di casa.
Alle attività della Mutua Studentesca si affianca da diversi anni oramai,il
Circolo Arci Zona Franka,che nasce dall’esperienza associativa e dal
lavoro di giovani studenti e lavoratori impegnati nella promozione di varie
attività culturali e politiche nella nostra città. Il circolo è un’associazione no
profit, facente capo all’ARCI territoriale di Bari e costituita per offrire attività
culturali e ricreative e per promuovere il confronto,la crescita culturale e
la socializzazione dei giovani baresi. Tra il 2007 ed il 2008 abbiamo orga-
nizzato diverse attività in tal senso,tra le quali la creazione di un collettivo
fotografico, aperto a tutti, che prende il nome di “Fotosintesi”, dove diver-
si giovani appassionati di fotografia hanno potuto realizzare interessanti
lavori ed esporli (per informazioni collettivofotografico@gmail.com); oltre
ad avere organizzato un concorso fotografico “Essere studenti”sulla con-
dizione studentesca nella città di Bari. Organizziamo spesso anche attività
di aggregazione e ricreative presso il nostro circolo come ad esempio Dj
set e concerti di gruppi emergenti, mostre pittoriche e fotografiche (e ne
organizzeremo altre,chiunque sia interessato si faccia avanti!!), cineforum
e attività culturali di vario genere.
Il nostro è uno spazio dinamico che si propone come una fucina di cre-
atività e aggregazione,decisa ad organizzare eventi e promuovere temi e
dibattiti e soprattutto sempre pronta ad accogliere idee ed iniziative da
chiunque abbia voglia di accostarsi alla nostra realtà.

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VECCHISSIMO,VECCHIO,NUOVO,NUOVISSIMO,NUOVISSIMISSIMO...
ALTRA RIFORMA,
ALTRO ORDINAMENTO
Il decreto ministeriale 270/04 e i rispettivi decreti attuativi, sono alcuni dei
documenti principali che qualsiasi persona interessata al mondo univer-
sitario deve conoscere per capire prima e voler incidere poi sul sistema
universitario italiano; tali decreti vanno a sostituire i precedenti, 509/99 e
rispettivi decreti attuativi, riguardanti gli ordinamenti didattici universitari
e determinano la tipologia dei titoli di studio che rilasciano le università.
Alle università è demandato di fissare gli obiettivi e i contenuti dei curri-
cula didattici (nel rispetto delle caratteristiche minime comuni: le Classi
di Laurea); e per questo istituiscono un’articolazione dei corsi in due cicli,
uno di tre anni (Laurea) e l’altro di due (Laurea Magistrale). Gli unici corsi
che rimangono con un unico percorso formativo sono le Lauree Magistrali
a Ciclo Unico.
Il DM 509/99 ha introdotto il sistema del credito formativo universitario
che, doveva misurare la quantità di lavoro richiesto allo studente per l’ap-
prendimento, e allo stesso tempo doveva essere lo strumento per assicu-
rare la mobilità degli studenti tra i diversi percorsi formativi, all’interno del
sistema universitario italiano ed europeo. Questo purtroppo ad oggi non
si è verificato , anzi, una regolamentazione così generica ed aleatoria ha
evidenziato tutti i suoi limiti sia in ambito europeo ( molto spesso i crediti
acquisiti all’estero tramite programmi di scambio come l’Erasmus, non
vengono poi riconosciuti al rientro nella propria università) sia in ambito
accademico, assegnando crediti ad un insegnamento non per il merito o
il demerito del professore ma principalmente per il peso che quel docente
possiede all’interno della cerchia accademica.
E’ perciò positivo il riconoscimento del 50% dei cfu acquisiti se si cambia
facoltà o corso di laurea ma si rimane entro la stessa classe di apparte-
nenza.
Il DM 270/04 poi cerca di fissare anche un tetto agli esami durante il per-
corso sia triennale che magistrale, individua infatti al soglia massima di 20
esami o valutazioni finali di profitto per quanto riguarda le lauree triennali
e 12 esami o valutazioni finali di profitto per le lauree magistrali, entro i
quali i corsi di laurea devono mantenersi per vedersi riconosciuta la propria
offerta formativa.

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Nei decreti attuativi delle classi di laurea troviamo poi un ulteriore novità
rispetto alle vecchie classi, infatti il ministero con i nuovi decreti, fissa a li-
vello nazionale crediti formativi solo alle discipline di base e caratterizzanti,
non inserendo più ne le affini e integrative, ne la prova finale, ne la lingua
straniera, ne quelle previste dall’art. 10 comma 1 lettera f. si limita a dire
che i crediti a scelta dello studente sono 12 (due esami in tre anni) e che
alle attività affini ed integrative vanno assegnati non meno di 18 crediti (i
numeri ovviamente sono minori per le lauree magistrali, rispettivamente
8 e 12).
Crediamo che sempre più spesso parte dei crediti formativi debbano esse-
re acquisiti con attività didattiche autogestite riconosciute e finanziate dalle
università. Crediamo che la possibilità data agli studenti di scegliere parte
dei contenuti da acquisire, sia elemento qualificante il nostro percorso di
studio e l’Università stessa, come luogo d’elaborazione di un sapere nuovo
ed originale. Autogestire un’attività formativa significa sperimentare as-
sieme ai docenti formule di didattica “alternativa” anche nei metodi d’ap-
prendimento e rielaborazione; significa invertire i canoni della trasmissione
delle conoscenze mettendo a valore l’interattività, l’approfondimento, la
personalizzazione.
Cosa sta cambiando nelle facoltà?
In questi mesi, stiamo assistendo da parte delle università ad una rincorsa
senza freni volta a modificare ulteriormente l’offerta formativa in base ai
decreti attuativi che Mussi ha emanato durante la permanenza nel suo
dicastero; tali decreti non obbligano tassativamente le università a modifi-
care per questo anno accademico tutta l’offerta formativa; ma individuano
altresì l’anno accademico 2009/2010 come l’ultimo utile per completare il
processo di riforma e quindi, ultimare le modifiche per l’offerta formativa.
Molte università hanno dato il via al processo di modifica degli ordinamenti
didattici, sicure che in questo modo di risultare più appetibili sul mercato.

Con questa nuova riforma, si da attuazione a quel percorso ad Y che vede


nella diversificazione, dopo il primo anno dei percorsi di studio, il punto
principale della riforma: sarà infatti demandato all’autonomia delle singole
facoltà, divaricare i percorsi di studio tra chi deve acquisire la nozionistica
formazione professionale e chi è destinato ad una “solida preparazione
metodologica”, come recita il DM 270/04, utile per le alte professionalità.
Per quanto riguarda l’accesso alla laurea Magistrale, anche qui sarà lasciato
alla completa autonomia delle singole facoltà prevedere, o meno, selezioni,

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limitando ulteriormente quel principio sancito dalla nostra costituzione che
prevede per tutti il raggiungimento ai più alti gradi dell’Istruzione.

L’Unione degli Universitari è convinta che questo modello di università non


aiuti a migliorare in nessun modo l’attuale sistema universitario e non aiuti
a superare i limiti che la cattiva applicazione della riforma del DM 509/99
ha evidenziato. Al contrario, non fa che peggiorare la situazione, gettando
nel caos studenti e università, modificando strutturalmente un sistema che
non ha avuto il tempo di essere valutato e migliorato.
Come rappresentanti degli studenti siamo attualmente impegnati in tutti i
luoghi in cui si deciderà come riformare gli ordinamenti didattici (dai Senati
Accademici ai Consigli di Facoltà, dalle Commissioni paritetiche ai Consigli
di Corso di Laurea), pronti a batterci per migliorare l’offerta formativa delle
nostre facoltà e per impedire che ancora una volta a prevalere siano le
logiche baronali di spartizione delle cattedre, a discapito della qualità della
didattica e della formazione.
1° TAPPA La Laurea Triennale
La prima tappa del nostro percorso formativo è quindi il Corso di Laurea:
questo dovrebbe avere:
“l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi
e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui sia orientato all’acqui-
sizione di specifiche conoscenze professionali.”
Come abbiamo potuto costatare in questi anni, purtroppo l’autonomia degli
atenei, ha incrementato a dismisura sia il numero dei corsi di laurea, sia
gli insegnamenti; questa proliferazione ha accentuato non solo gli errori
e le storture del DM 509/99 ma non ha neanche permesso una seria ed
adeguata valutazione del sistema formativo nel suo complesso.
I decreti attuativi targati Mussi, pur ridisegnando il quadro complessivo
delle classi di laurea, sono passate da 42 a 43 ( fondamentali per il ricono-
scimento legale di titolo di studi), e introducendo il tetto minimo di esami
o valutazioni finali di profitto ( 20 per le lauree triennali e 12 per le lauree
magistrali), non va ad incidere in maniera sostanziale sul miglioramento
complessivo del sistema.
Il valore legale del titolo di studio, è garantito dalle tabelle ministeriali delle
classi di laurea, invitiamo quindi tutti gli studenti a non lasciarsi ingannare
da corsi di laurea dai nomi fantascientifici e a far riferimento esclusivamen-
te alla classe di laurea, agli sbocchi a essa connessi, agli obbiettivi formativi

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del corso e agli insegnamenti.
Sappiate, infatti, che i corsi molto professionalizzanti spesso non sono
garanzia dell’immediata occupabilità, ma di scarse conoscenze culturali
e quindi scarse capacità di analisi. Come ad esempio i corsi storici, im-
modificati e poco specifici, sono spesso una riproposizione delle vecchie
lauree con il rischio che i contenuti siano eccessivamente pesanti e sia
impossibile ottenere la laurea nei tempi previsti.
Si consegue la laurea con 180 cfu acquisiti. Il Titolo di Studio che possiede
chi termina il percorso triennale di studio è quello di Dottore.
2° TAPPA La laurea Magistrale
Una volta conseguita la Laurea, per chi volesse continuare gli studi, la tappa
successiva ma non obbligatoria è la laurea magistrale; questa come os-
serva il decreto dovrebbe: “fornire allo studente una formazione di livel-
lo avanzato per l’esercizio di attività di elevata qualificazione in ambiti
specifici.”
La durata legale dei corsi della laurea magistrale, è di due anni, e si rag-
giunge con l’acquisizione di ulteriori 120 crediti; l’autonomia didattica da
un lato e le norme ministeriali dall’altro, consentono alle facoltà di adottare
metodi selettivi per l’ingresso a tali corsi di laurea,
Le lauree magistrali, infatti, in alcuni Atenei si sono trasformate in lauree
d’élite, attraverso l’introduzione di tasse ancora più elevate, blocchi all’ac-
cesso, frequenza obbligatoria. Attenzione a non farvi ingannare dalla con-
fusionaria offerta formativa: attenetevi sempre alle classi e alle facoltà di
riferimento che sono garanzia del tipo di sbocchi professionali a cui potrete
aspirare e dei contenuti che realmente vi saranno proposti.
Anche in questo caso il valore legale del titolo di studi è dato dall’apparte-
nenza alla classe di laurea di riferimento (sono 94)
Un caso a parte è quello delle Lauree Magistrali a Ciclo Unico, alle quali si
accede direttamente con il diploma di scuola superiore: Medicina e Chirur-
gia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, Architettura e Ingegneria Edile- Archi-
tettura, Farmacia e CTF.
Il Titolo di studio per chi esce dal percorso formativo della Laurea Magistra-
le è quello di Dottore Magistrale.

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E dopo la laurea… Diploma di Specializzazione
Il diploma di specializzazione si consegue successivamente alla Laurea
Magistrale, al termine di un corso di studi generalmente volto alla forma-
zione di specialisti nei vari rami dell’esercizio professionale. Alla fine del
corso, si assume la qualifica di “specialista”. L’ammissione alle scuole di
specializzazione che si ottiene a seguito di un concorso per titoli ed esami.
Le scuole di specializzazione hanno la durata dai due ai cinque anni, si
articolano con lo svolgimento di corsi, generalmente a frequenza obbli-
gatoria. Sono attivate presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, le facoltà
di Farmacia, le facoltà di Scienze politiche e Giurisprudenza. Gli articoli
di legge più significativi che disciplinano il funzionamento delle scuole di
specializzazione le trovate anche nel sito dell’UDU.
Master
I Master hanno durata di uno o due anni. Nell’attuale sistema universitario
esistono due tipi di master disciplinati dal decreto 509: il master di primo
livello (accessibile dopo la Laurea) e il master di secondo livello (accessi-
bile dopo la Laurea Magistrale). Nonostante oggi siano parte integrante
dell’offerta formativa d’ateneo, permane la retta annua strabiliante che va
dai 1000 euro nel migliore dei casi a 6000 euro nei casi più gravi. Il master
è spesso organizzato in collaborazione con aziende o istituti privati (se non
organizzato direttamente da istituti privati) e prevede molte ore di stage e
tirocinio.
Noi studenti sentiamo ancora più fortemente l’esigenza di regolare i master
come gli altri corsi di studio, introducendo una riduzione delle tasse, le
borse di studio, la rappresentanza studentesca, un maggior controllo da
parte degli organi di governo d’ateneo e di facoltà.
Dottorato di ricerca
Il terzo livello di istruzione universitaria è il dottorato di ricerca, che fornisce
una specifica ed avanzata formazione. Il dottorato di ricerca prevede un
percorso di studi e di ricerca non inferiore ai tre anni, finalizzato all’appro-
fondimento dell’indagine scientifica e della metodologia di ricerca nel pro-
prio settore di competenza. L’ammissione è subordinata al superamento
di un apposito concorso pubblico annuale, che consiste nel sostenere una
prova scritta ed un colloquio, rivolti ad accertare l’attitudine alla ricerca
scientifica.
Gli ammessi al dottorato hanno diritto ad una borsa di studio purché non
abbiano di un reddito personale complessivo superiore a quello stabilito

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con decreto del Ministero. Il titolo che si consegue è quello di Dottore di
Ricerca.
Attenzione: è prevista anche una modalità di svolgimento del Dottorato di
Ricerca detta “senza borsa” che non comprende l’assegno relativo!
Per maggiori informazioni: Associazione dottorandi italiani
www.dottorato.it
La SSIS: origini, finalità, prospettive....
La SSIS (Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) é una
scuola di specializzazione post-laurea della durata di due anni che permette di
ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole medie inferiori e superiori.
E’ presente in tutte le regioni d’Italia con diverse sedi e vari indirizzi, che con-
sentono di abilitarsi in differenti discipline a seconda della classe di concorso
prescelta (ogni laurea permette l’accesso solo a specifiche classi di concorso,
in base a quanto regolato da appositi decreti ministeriali che si possono fa-
cilmente reperire sui siti web delle SSIS o sui bandi di selezione alle stesse).
Attualmente il titolo di accesso alla SSIS è costituito dalla laurea specialistica/
magistrale o quadriennale; è consentito l’accesso anche ai diplomati presso
i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati. Oltre a possedere un
titolo d’accesso idoneo, per iscriversi alla SSIS è necessario anche superare un
concorso che si tiene a Settembre di ogni anno. I posti disponibili in ciascuna
sede e per ciascun indirizzo vengono stabiliti dal MIUR attraverso un decreto,
emanato nel periodo di maggio-giugno, a cui seguono i bandi di selezione
delle singole università; il numero di posti in linea di principio dovrebbe essere
proporzionale al fabbisogno territoriale di insegnanti, anche se in pratica, come
si vedrà più avanti, ciò non avviene.
Ed eccoci al punto fondamentale: perché é stata istituita la SSIS? La SSIS
(Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario) viene istituita in
Italia nel 1990 per adeguarsi a quanto previsto dagli accordi di Lisbona dell’89
in merito alla formazione degli insegnanti in Europa. Se in alcuni paesi europei
come la Francia l’istituzione di scuole di specializzazione a numero chiuso
consente di legare la formazione degli insegnanti al reclutamento (formando
un numero di insegnanti proporzionale al fabbisogno territoriale e superando
così il problema del precariato) in Italia la SSIS parte solo dopo 9 anni, nel
1999, e manca questo obiettivo a causa della contemporanea indizione di nuo-
vi concorsi e dell’organizzazione di corsi abilitanti riservati che incrementano
ulteriormente il precariato. Ancora oggi in Italia le immissioni in ruolo vengono
effettuate utilizzando un doppio canale: un 50% di posti è riservato agli idonei
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dei concorsi ordinari (Graduatorie di Merito) e l’altro 50% a tutti gli abilita-
ti, compresi gli abilitati SSIS (Graduatorie Permanenti, oggi ad esaurimento).
Questo sistema di reclutamento fa sì che solo una bassissima percentuale
di docenti specializzati SSIS venga immessa in ruolo e che ad oggi la mag-
gior parte degli 80.000 abilitati SSIS siano ancora precari. Ma la situazione,
già abbastanza confusa, è stata di recente ulteriormente complicata: se fino
all’anno accademico 2006/2007 il superamento dell’ esame di stato conclu-
sivo dei due anni di specializzazione garantiva l’inserimento nelle graduatorie
permanenti (che, come abbiamo visto, sono uno dei canali che consentono
l’accesso al ruolo), a partire dall’anno 2007/2008 ciò non è più valido. Infatti
con la finanziaria del 2007 le Graduatorie Permanenti sono state chiuse e
trasformate in Graduatorie ad Esaurimento, impedendo cioè nuovi inserimenti.
Nonostante ciò il MIUR ha fatto partire per l’a.a. 2007/2008 un nuovo ciclo SSIS
(il IX ciclo) escludendo però i futuri docenti specializzati dalle graduatorie e non
predisponendo per loro alcun canale di accesso al ruolo.
Il vuoto legislativo così creatosi è all’origine della cosiddetta “questione IX ci-
clo”, in base alla quale gli specializzandi, pur frequentando un corso di studi
che non si differenzia affatto da quelli precedenti per quanto riguarda la sele-
zione iniziale, la durata e la struttura del percorso formativo, l’entità delle tasse
universitarie e l’esame di Stato conclusivo, non si vedono riconosciuti gli stessi
diritti dei colleghi che gli hanno preceduti. Questa disparità di trattamento ha
determinato in tutte le SSIS d’Italia una mobilitazione spontanea che è stata
appoggiata anche dall’ANIEF, un’associazione fondata da docenti specializzati
SSIS. In questi mesi sono state intraprese molte iniziative (audizioni parla-
mentari, presentazione di emendamenti, raccolte firme, assemblee) ed ora si
pensa ad una manifestazione nazionale e ad un eventuale ricorso al T.A.R. del
Lazio, se il nuovo governo non intenderà risolvere il problema del IX ciclo.
Inoltre, la situazione di precarietà vissuta dagli specializzandi del IX ciclo ha
messo in evidenza un ulteriore problema e cioè la mancanza di una rappre-
sentanza ufficiale degli specializzandi SSIS, che si faccia portavoce delle loro
esigenze sia all’interno, nei confronti degli organi di governo della SSIS, che
all’esterno, nei confronti del mondo politico.
La costituzione di una rappresentanza ufficiale, oltre all’inserimento nelle gra-
duatorie ad esaurimento, sono i prossimi principali obiettivi per gli studenti del
IX e del X ciclo. Infatti, è ormai certo che partirà anche un decimo ciclo SSIS (il
MIUR ha emanato il relativo decreto nel mese di Maggio 2008), pur nella totale
incertezza della situazione del nono ciclo.

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COSA DEVI SAPERE PER ACCEDERE ALL’UNIVERSITA’
CARTE, FILE, TASSE, SPORTELLI...
La prima cosa che conoscerete dell’Università è la sua struttura amministrativa,
le sue code interminabili, i mille ‘non so’ alle vostre domande. Come inizio non
c’è male. Benvenuti all’Università, con la sua cabala amministrativa. Con l’intro-
duzione dell’Autonomia didattica in effetti ogni Ateneo ha allargato lo spazio delle
proprie decisioni e al contempo, all’interno dello stesso Ateneo, ogni singola strut-
tura didattica ha assunto maggiori spazi di autonomia. Chiederete al vostro prof e
tutto sembrerà possibile, andrete in segreteria e nulla sembrerà possibile. Unica
soluzione? Informarvi, tanto, ed essere petulanti, tanto. Non lasciateli fare, se ne
dimenticano, dovrete tallonare la segreteria e i prof continuamente, finché, con
le scatole piene di voi, non troveranno la soluzione. Proviamo ora a comprendere
alcuni passaggi, i più delicati e più frequenti.
ISCRIZIONE
Per prima cosa bisogna essere ovviamente in possesso di un titolo di scuola
media superiore, cioè il comunissimo diploma. La pre-iscrizione che avete fatto
a scuola non è valida a livello amministrativo. Per iscriversi è necessario recarsi
personalmente alla segreteria degli studenti della facoltà prescelta. Le iscrizioni
cominciano generalmente ai primi di agosto e terminano all’inizio di ottobre, sal-
vo eventuali proroghe. È assolutamente vietato iscriversi contemporaneamente
a due corsi di laurea e anche nel caso in cui venisse scoperta successivamente
l’iscrizione verrebbe invalidata assieme a tutti gli esami svolti.
L’iscrizione effettiva generalmente viene fatta compilando dei moduli che si pos-
sono ritirare in segreteria studenti o negli uffici per le Immatricolazioni. Con i mo-
duli per l’iscrizione vi saranno consegnati anche i moduli per l’autocertificazione
della condizione economica in base alla quale verrà determinata l’entità delle
tasse da pagare nell’arco dell’anno accademico.
Nel caso di gravi e documentati motivi viene di solito concessa allo studente la
possibilità di immatricolarsi con un certo ritardo con il pagamento di una sovrat-
tassa. Entro la data di scadenza bisogna riconsegnare il tutto in segre-
teria e allegare insieme il diploma della scuola superiore o il
certificato sostitutivo e le ricevute di pagamento della
prima rata delle tasse e della tassa edisu.
Se siete interessati a qualche fa-
coltà a numero chiuso è bene
documentarsi fin dal mese
di Luglio circa le modalità e

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i tempi d’iscrizione poiché generalmente bisogna sottoporsi prima ad un test
d’ammissione, superato il quale si può procedere all’iscrizione vera e propria.
Tenete presente che i test per i corsi di laurea “programmati a livello nazionale”
si svolgono nello stesso giorno nei vari Atenei, non ci si può iscrivere a più test
per lo stesso corso in Atenei diversi.
In molti Atenei vengono organizzati precorsi sia per le facoltà a numero chiuso
che per quelle senza prove all’accesso che servono esclusivamente allo studen-
te per aiutarlo o nella scelta dell’iscrizione o nella preparazione del test d’ammis-
sione. Di solito i precorsi si svolgono tra l’ultima settimana d’agosto e le prime
di settembre. Da tempo l’UdU chiede che ad organizzare i corsi di preparazione
siano le Università e non i privati e le associazioni studentesche.
Per gli altri corsi il numero programmato è possibile solo attraverso la cosiddetta
programmazione locale, giustificabile per tirocini o strutture. La data in questi
casi è decisa dall’Ateneo. Se qualche settimana dopo troverete il vostro nome
nell’elenco degli eletti che hanno superato il test non vi rimane che passare in se-
greteria per definire la posizione amministrativa e ritirare il numero di matricola.
ATTENZIONE: per chi invece non ha superato il test potrebbe accadere che, se
all’atto della scadenza dell’iscrizione confermativa alcuni “vincitori” ci ripensano,
scattino gli slittamenti che potrebbero farvi rientrare.
DECADENZA DAGLI STUDI
Non tutte le carriere universitarie sono perfettamente lineari, può succedere che
uno studente, pur senza rinunciare agli studi, si trovi nella condizione di interrom-
pere il proprio percorso universitario.
Ma cosa si deve fare se si decide di riprendere l’università? Al momento della
nuova iscrizione, per vedersi riconosciuta la carriera pregressa (esami e crediti),
bisogna pagare una tassa di circa 200 E moltiplicata per ogni anno d’inattività.
Risolte le questioni economiche bisogna porre l’attenzione sulle questioni di-
dattiche e controllare che vengano riconosciuti gli esami, e quindi i crediti, che
vi spettano! Soprattutto se all’atto della nuova iscrizione passate ad un ordina-
mento didattico diverso da quello con cui vi siete immatricolati. Solitamente sono
disponibili delle tabelle di conversione che assegnano ad esami del vecchio
ordinamento i corrispondenti crediti per chi passa al nuovo.
Gli esami sostenuti però non valgono in “eterno”, esistono dei tempi oltre i quali
lo studente è “decaduto”. Attualmente ogni ateneo decide, in autonomia, quanti
sono gli anni massimi d’inattività di uno studente prima che “decada” , cioè
prima che le sue conoscenze vengano ritenute obsolete e quindi non più rico-
noscibili ai fini della laurea. Per sapere qual è questo limite bisogna controllare il
regolamento didattico di ateneo e del proprio corso di laurea.

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RINUNCIA AGLI STUDI
Capita anche che si decida di interrompere definitivamente la propria esperienza
universitaria senza attendere la “decadenza”, in questi casi si fa la “rinuncia agli
studi”.
Nella domanda, che dovrete presentare in segreteria, bisogna:
- esprimere, in modo inequivocabile, la volontà di rinuncia;
- dichiarare di essere a conoscenza dell’irreversibilità della rinuncia e dell’estin-
zione totale della propria carriera universitaria.
Solitamente in segreteria potete trovare un modulo da riempire per fare doman-
da di rinuncia.
Nel caso in cui dopo la rinuncia si decide di riprendere gli studi non si dovranno
pagare tasse per gli anni in cui non si è stati iscritti. Come ultima cosa lo studente
rinunciatario è libero di immatricolarsi ex-novo in qualsiasi facoltà.
SECONDA LAUREA
C’è chi smette e chi decide di iniziare una nuova carriera universitaria dopo aver
già conseguito una laurea. Come si può immaginare l’essere già laureati dà
diritto all’iscrizione in qualsiasi altra facoltà, chiaramente secondo le modalità
fissate dalla facoltà scelta.
Per chi ha già una laurea, il nuovo percorso di studi potrebbe essere più breve. In
parole povere potrebbero esservi riconosciuti dei crediti per le competenze già
acquisite durante il primo percorso di studi.
Chi decide quanti e quali crediti riconoscere? Ci sono due possibilità: il consiglio
di corso di laurea o le commissioni didattiche.
Ricordatevi che chi decide di iscriversi per conseguire la seconda laurea non può
usufruire dei benefici del sistema del diritto allo studio e che non si può essere
iscritti a due corsi di laurea contemporaneamente.
TRASFERIMENTI
C’è chi smette, rinuncia o comincia di nuovo a studiare, e c’è chi vuole cambiare!
In altre parole, chi vuole trasferirsi in un’altra facoltà, in un altro ateneo o in un’altra
nazione per concludere i suoi studi.
La possibilità per fare questo è vincolata ai regolamenti interni di ogni università
in materia di trasferimenti. In generale le condizioni necessarie sono:
1. che il regolamento della vostra università sia accettato dall’università rice-
vente;
2. che l’università ricevente accetti il vostro trasferimento.
3. Naturalmente il rifiuto deve essere accompagnato da una motivazione ben
precisa; questa motivazione è valida solo se la facoltà in questione è a nu-
mero chiuso. E’ possibile,inoltre, che l’università “ricevente” vi imponga un

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test di selezione per accettare il vostro trasferimento: sappiate che questa
è una pratica ingiustificata, ogni studente ha diritto a trasferirsi senza dover
passare una nuova selezione.
4. Per trasferirsi, prima di tutto bisogna fare la domanda di trasferimento, se si
sceglie di cambiare ateneo i passaggi sono due: accertarsi della possibilità
di trasferirsi nell’ateneo scelto, quindi recarsi alla segreteria studenti per
richiedere i moduli necessari alla domanda di trasferimento;
5. andare in segreteria studenti della propria università e comunicare la vo-
lontà di trasferirsi.; questo vuol dire che tutte le pratiche inerenti la vostra
carriera accademica andranno spedite alla segreteria dell’università rice-
vente. Se invece ci si trasferisce in un altro corso di laurea all’interno della
stessa università bisogna:
6. fare la richiesta come nel caso di trasferimento in un altro ateneo;
7. inoltre c’è da riempire un modulo per il riconoscimento degli esami che va
consegnato nella segreteria del corso di laurea prescelto; questa a sua volta
passerà il vostro modulo ad una commissione apposita che valuterà il caso
e deciderà sul riconoscimento dei crediti.
Quali sono i problemi in cui s’incorre più di frequente?
Il primo problema è che la comunicazione dei vostri dati dall’università di “origi-
ne” alla nuova abbia dei tempi biblici. Mentre aspettate che i documenti mettano
le ali e spicchino il volo verso nuovi lidi, purtroppo non potrete sostenere nessun
esame. E’ come se per qualche mese non esisteste né nell’una né nell’altra
università.
La situazione è un po’ più complicata se provenite da una università privata.
Molte università hanno, nel loro regolamento didattico, norme che impediscono il
riconoscimento degli esami sostenuti in atenei privati obbligando, di fatto, lo stu-
dente richiedente il trasferimento a superare un test per poter essere ammesso
nella nuova università. Purtroppo in questi casi non si può contestare il test.
Il sistema dei crediti avrebbe dovuto facilitare la mobilità nazionale e internazio-
nale ma così non è stato. I crediti non sono assegnati seguendo gli stessi criteri
spesso neanche all’interno dello stesso ateneo. Quindi quando ci si trasferisce
può succedere che i crediti vi vengano riconosciuti nella loro totalità, che perdiate
parte dei crediti già acquisiti o che vi venga richiesto di integrare le conoscenze
in qualche disciplina.
Tutti i trasferimenti devono essere fatti entro il 31 dicembre di ogni anno

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RAPPRESENTANZA E GOVERNO DELL’UNI-
VERSITA’
CHI HA DECISO CHE... ?
Tra poco si voterà per il rinnovo delle rappresentanze studentesche, molto
spesso il voto viene espresso con poca consapevolezza, o con la con-
vinzione che le elezioni universitarie siano meno importanti o addirittura
inutili. In realtà la rappresentanza degli studenti negli organi è decisiva per
il miglioramento concreto delle nostre condizioni di vita e di studio. Per una
maggior consapevolezza di ciò che accade attorno a te quello
che segue è una sintetica descrizione
degli organi di governo dell’università.

I rappresentanti degli studenti sono


persone come te, e da sole non pos-
sono però cambiare tutto, è importante
informarsi, partecipare, sostenere e an-
che criticare per far si che la voce di noi
studenti non resti inascoltata.

Il Rettore è il massimo rappresentante della comunità universitaria ed


è sicuramente l’organo monocratico più influente dell’università. Presiede
i due organi di governo delle università (Senato Accademico e Consiglio
di Amministrazione) e di fatto ne indirizza le politiche, sebbene il suo voto
valga quanto quello degli altri componenti. Il Rettore è l’uomo che tiene
insieme le varie lobby accademiche. L’elezione del Rettore è sempre un
momento di forti tensioni e scontri per il potere.

Il Senato Accademico è l’organo politicamente più importante dell’Ate-


neo poiché determina la politica dell’università, esercitando compiti di
programmazione e di governo. Può modificare lo Statuto e i regolamenti
d’ateneo. E’ il massimo organismo che decide sulla didattica e determi-
na l’organizzazione di servizi centrali quali l’orientamento e il tutorato e
dovrebbe, assieme al Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, valutare i corsi di
studi e l’offerta didattica dell’università nel suo complesso. È il luogo dove
si approvano eventuali convenzioni per i tirocini, si distribuiscono i fondi

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per il miglioramento della didattica e si approvano progetti di vario tipo. Su
tutti questi temi il senato accademico ha l’ultima parola. E’ l’organo dove i
vari presidi di facoltà determinano le scelte fondamentali: purtroppo proprio
per la sua importanza questo è in assoluto l’organo dove gli studenti hanno
meno voce.

Il Consiglio d’Amministrazione è l’organo di gestione amministra-


tiva, finanziaria, economica e patrimoniale dell’Ateneo. Approva il bilan-
cio dell’Ateneo, cura la gestione del personale tecnico ed amministrativo,
definisce il piano edilizio d’Ateneo. Esprime parere, per gli aspetti di sua
competenza, sulle decisioni del Senato Accademico. Decide infatti la co-
pertura finanziaria di tutte le attività più importanti dell’Ateneo. È il luogo
in cui vengono finanziate tutte le varie forme di diritto allo studio proprie
dell’università: Erasmus, Part time, borse di studio di vario tipo, provvi-
denze, post laurea. Stabilisce gli importi delle tasse pagate dagli studenti.
Spesso fanno parte del CDA anche i Sindaci delle città sede di Ateneo, e
talvolta, le nomine politiche fanno sentire il loro peso nella definizione degli
“equilibri interni”. Vi sono poi alcune Università i cui rapporti con gli Enti Lo-
cali sono scarsi. In tutti gli Atenei vi sono in questo organo i rappresentanti
degli studenti, che, manco a dirlo, costituiscono comunque una minoranza
esigua rispetto al totale.

I Nuclei di Valutazione d’Ateneo sono organi istituiti nel 1999 insieme


con la riforma del 3 + 2. Sono organi che dovrebbero valutare e monitorare
tutti gli aspetti relativi alla didattica e alla ricerca sviluppate nel singolo
ateneo. Sulla base dei dati forniti da questi organi si dovrebbero prendere
provvedimenti tesi al miglioramento del sistema universitario.
Nell’Università degli Studi di Bari non è prevista – assurdo vero?- la pre-
senza di studenti all’interno di questo organo.

Il Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Univer-


sitario è l’organo di gestione amministrativa, contabile e politica dell’Azienda
che eroga i servizi del Diritto allo studio universitario. Il presidente e parte del
CDA sono di nomina regionale, il resto del consiglio è composto da rappresen-
tanti di docenti e studenti. I più importanti servizi che l’azienda regionale eroga
sono: borse di studio, prestito d’onore, servizio abitativo (case dello studente),
ristorazione (mense universitarie), servizio editoriale universitario. Il numero
dei rappresentanti degli studenti cambia da ateneo ad ateneo.

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I Consigli di Facoltà programmano e definiscono l’utilizzazione delle
risorse umane e materiali a disposizione delle Facoltà. Deliberano i rego-
lamenti di facoltà ed approvano i regolamenti e gli ordinamenti didattici
predisposti dai vari consigli dei corsi di studio afferenti alla facoltà. Pro-
cedono annualmente alla programmazione didattica. Propongono al Se-
nato Accademico l’attivazione di nuove lauree triennali e specialistiche e
l’eventuale introduzione di numeri programmati. Insieme ai Corsi di Laurea
afferenti decidono come spendere i fondi per la didattica e a chi assegna-
re gli insegnamenti. Anche per questi organi il numero dei rappresentanti
degli studenti cambia a seconda degli atenei anche se una legge del 1994
stabilisce che il loro numero debba essere non inferiore al 15% del totale
dei membri dell’organo.

Il Consiglio di Corso di Studio hanno importanti funzioni d’indirizzo,


organizzazione e coordinamento dell’attività didattica in tutti i suoi aspetti
di ogni singolo corso di laurea (piani di studio, servizi e regolamenti di-
dattici, laboratori, ecc...). Definiscono le date degli appelli e delle lauree e
assegnano gli insegnamenti che poi verranno approvati in facoltà. Possono
proporre numeri chiusi e l’istituzione di corsi specialistici.

Il Consiglio degli Studenti è un vero e proprio parlamentino degli


studenti. Non ha normalmente poteri reali, ma esprime solo pareri con-
sultivi sulle materie di “interesse studentesco” (come se solo un pezzo
del mondo dell’Università fosse d’interesse degli studenti). A volte, soprat-
tutto quando la maggioranza è insensibile ai veri problemi degli studenti,
sembra più una palestra politica che un organo davvero utile per tutelare i
diritti degli studenti e migliorarne le condizioni. Esso in realtà, se dotato di
pareri vincolanti, potrebbe essere un valido luogo di comunicazione tra le
legittime istanze della popolazione studentesca e gli organi centrali di go-
verno dell’università. Bisogna dire che ha un peso senza dubbio maggiore
al Politecnico piuttosto che all’Università.

I Comitati e Commissioni Paritetiche sono nati per esprimere pareri


sulla didattica e sulla valutazione ai fini della relazione per il Nucleo di Va-
lutazione; le commissioni paritetiche assumono un ruolo davvero decisivo
con il decreto 509/99 sull’autonomia didattica. Infatti il decreto in questione
(e poi il 270/04) obbliga le strutture didattiche a sentire il parere delle com-
missioni paritetiche sulla “coerenza tra crediti e obiettivi formativi”. Dunque

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qualora questo parere non fosse positivo la struttura didattica competente
non potrebbe approvare le proposte sugli ordinamenti didattici e la decisio-
ne spetterebbe al Senato Accademico (dove però la presenza degli studenti
scarseggia). L’UDU sin dalla sua nascita si è battuta affinché tali com-
missioni fossero attivate dagli atenei e fossero dotate di poteri reali. Oggi,
pur nella limitatezza dei poteri, la legge obbliga gli Atenei all’istituzione di
queste commissioni, anche se troppo spesso le baronie al comando delle
Facoltà tendono a ridimensionarne il ruolo. Mentre, per quanto riguarda la
didattica, l’organizzazione dell’ateneo si struttura per Facoltà, per quanto
attiene l’attività di ricerca questa è strutturata per Dipartimenti. Questi im-
postano l’attività di ricerca e hanno autonomia finanziaria. Ai Dipartimenti
fanno riferimento tutti i docenti di una determinata area disciplinare e i dot-
torandi. Sono organizzati per Consigli di Dipartimento, di cui dovrebbero far
parte anche dei rappresentanti degli studenti (anche se questo si verifica
in pochissimi atenei), coordinati da un Direttore del Dipartimento eletto dai
membri dello stesso.

Il Consiglio nazionale degli studenti universitari è organo consultivo di


rappresentanza degli studenti. Esso formula pareri e proposte al MIUR in
merito ai progetti di riordino del sistema universitario; ai decreti ministeriali
riguardanti gli ordinamenti didattici, l’orientamento e la mobilità studente-
sca; ai criteri per l’utilizzazione di alcuni finanziamenti ministeriali. Il CNSU
è composto da ventotto studenti universitari, da uno specializzando e da
un dottorando di ricerca.
Gli organi di governo delle Università
Ogni Università è regolata oltre che dalla legislazione nazionale dal suo
“Statuto dell’Autonomia”, e, dal punto di vista del funzionamento da un in-
sieme di regolamenti di vario tipo. Il Regolamento principale per gli studenti
universitari è sicuramente il Regolamento Didattico di Ateneo, che detta le
regole circa l’attività didattica.

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istruzioni per non essere ADISUguali...
IL DIRITTO ALLO STUDIO
«I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere
i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con
borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere
attribuite per concorso».
(Art.34 della Costituzione della Repubblica Italiana)

Le borse di studio regionali


Il sistema del diritto allo studio in Italia è regolato da una legge nazionale, la
390/91, dalle leggi regionali e da un Decreto della Presidente del Consiglio
dei Ministri “sull’Uniformità di trattamento” che viene presentato ogni 3
anni. Il DPCM in vigore è quello del 2001, che, in scadenza tre anni fa, è
stato prorogato ed è in vigore anche per questo anno accademico.
In base all’attuale legislazione ogni Regione costituisce delle Aziende per
il Diritto allo Studio (o Enti), corrispondenti alle Università nel territorio.
Queste hanno il compito di rendere operativi gli indirizzi fissati sia a livello
nazionale dal DPCM in vigore, sia dalle Regioni. In particolare le Aziende
per il Diritto allo Studio provvedono ai bandi per le borse di studio e ge-
stiscono direttamente o attraverso appalti esterni le mense e le residenze
universitarie.
Quando, dove e come si presenta la domanda per la
borsa regionale…
Generalmente il bando per le borse di studio e per i servizi abitativi viene
presentato a fine luglio e scade tra Agosto e Settembre, così da permettere
il rispetto della normativa che obbliga le Aziende a rendere pubbliche le
graduatorie entro l’inizio dei corsi.
Le richieste vanno presentate agli Enti stessi e devono essere corredate
dal modulo attestante la Situazione Economica (ISEE) che va riempito dai
Centri di Assistenza Fiscale (CAAF).
L’ISEE, Indicatore di Situazione Economica Equivalente, è uno strumento
che permette di misurare la condizione economica delle famiglie. È un
indicatore che tiene conto di reddito, patrimonio (mobiliare - immobiliare) e
delle caratteristiche di un nucleo familiare (per numerosità e tipologia).

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Per evitare file inutili ricordate che al momento della domanda dovete pre-
sentare:

• Autocertificazione per il reddito


• Documentazione per gli studenti portatori di handicap
• Fotocopia versamento tassa regionale, della tassa di iscrizione (se
siete al primo anno) e del libretto universitario
• Fotocopia del documento di identità
• Se volete chiedere di usufruire del servizio mensa dovete inoltre ag-
giungere
• Due fototessere
• Versamento di 3 Euro sul c.c.p. dell’ENTE

La nuova sede dell’Ente per il Diritto allo studio a Bari è in via Giustino
Fortunato, n. 4/G. L’EDISU Politecnico ha uno sportello informativo in Via
Amendola, 165 a Bari aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 08.30 alle ore
13.00 e martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.00 A Taranto è nel
Borgo della città di Taranto, e precisamente alla via De Cesare 100
ATTENZIONE !!! E’ fondamentale indicare la propria condizione di studente
(fuori sede, in sede, pendolare), perché in base ad essa cambia l’ammon-
tare e la tipologia di borsa.
La Tipologia di studente secondo la legge

• Studente in sede: Residente nel comune o nell’area circostante la


sede del corso di studio frequentato.
• Studente pendolare: Residente in luogo che obbliga al trasferimen-
to quotidiano presso la sede del corso di studi frequentato. Possono
essere considerati studenti pendolari anche coloro che risiedono nel
Comune dove si tiene il corso di studi ma per ragioni di distanza o di
percorrenza con il trasporto pubblico.
• Studente fuori sede Residente in un luogo distante dalla sede del
corso frequentato e che per tale motivo prende alloggio a titolo onero-
so nei pressi di tale sede, utilizzando le strutture residenziali pubbliche
o altri alloggi di privati o enti per un periodo non inferiore a dieci mesi.
Qualora lo studente residente in luogo distante dalla sede del corso
prenda alloggio nei pressi di tale sede a titolo non oneroso è conside-
rato studente pendolare.

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Per risultare studente fuori sede, che come vedrete gode dei maggiori be-
nefici, bisogna avere un contratto regolare nella casa in affitto (sarete così
fortunati?). I contratti “a titolo non oneroso” vi faranno declassare imme-
diatamente alla categoria di pendolare. Ricapitolando: se vivete in affitto
“in nero”, come la stragrande maggioranza degli studenti fuorisede italiani,
oltre che il danno di non avere nessuna tutela nei confronti del “padrone
di casa” avrete la beffa di ricevere una borsa di studio “più leggera” di un
migliaio di Euro. Per ottenere la borsa di studio ovviamente bisogna avere
dei requisiti di merito e di reddito.

come non perdere e come confermare la borsa di studio


In base al DPCM in vigore possono usufruire della borsa di studio tutti gli
studenti iscritti ai corsi di laurea, di laurea magistrale a ciclo unico, di laurea
magistrale, di specializzazione, di dottorato, che ovviamente che rispettino i
requisiti di merito (valutati annualmente ed ex post) e di reddito.
Per gli iscritti alle scuole di specializzazione e di dottorato, i criteri di asse-
gnazione sono esclusivamente meritocratici.
Per accedere alla borsa il primo anno basta possedere i requisiti di reddito,
e poi il principale compito è quello di confermarla attraverso l’ottenimento
dei requisiti di merito richiesti.
La borsa di studio è confermabile:
- per “sette semestri”, per gli studenti iscritti alla laurea triennale;
- per “cinque semestri”, per gli iscritti alla laurea magistrale;
- per un anno in più rispetto alla durata legale del corso di studi, per gli
iscritti alla laurea magistrale a ciclo unico;
- per la durata legale del corso, per dottorati e specializzazioni.

ATTENZIONE: limitatamente ai servizi abitativi le regioni possono decidere


per un ulteriore semestre in più di beneficio (ulteriore anno per la magi-
strale a ciclo unico).
Ovviamente se mutano le condizioni economiche o il nucleo familiare, ov-
vero se muta il proprio ISEE, è bene ripresentare anche l’autocertificazione
per i criteri di reddito per non rischiare di cadere nel falso e nella illegalità.

Criteri di reddito per ottenere i benefici…


I criteri di reddito riguardano la condizione economica del nucleo familia-
re. Il calcolo avviene secondo l’indicatore ISEE (Indicatore della Situazione
Economica Equivalente) che tiene conto sia del reddito dei componenti il

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nucleo familiare che del patrimonio e della composizione stessa del nu-
cleo.
Per risultare “nucleo a parte” il DPCM stabilisce i seguenti requisiti, en-
trambi da rispettare:
- residenza esterna all’unità abitativa della famiglia di origine, da almeno
due anni rispetto alla data di presentazione della domanda per la prima vol-
ta a ciascun corso di studi, in alloggio non di proprietà di un suo membro;
- redditi da lavoro dipendente o assimilati fiscalmente dichiarati, da almeno
due anni, non inferiori a 6.500 euro con riferimento ad un nucleo familiare
di una persona.

ATTENZIONE:
• nel caso di iscrizioni di dottorandi non conta il reddito dei genitori;
• nel caso di separazione o divorzio il nucleo dello studente è integrato
con quello del genitore che percepisce gli eventuali assegni di mante-
nimento dello studente stesso;
• il reddito dei fratelli facente parte del nucleo familiare è considerato
al 50%;
• Per il calcolo dell’ISEE dovrete rivolgervi ai Centri di Assistenza Fiscale.
L’UdU collabora con i CAAF CGIL per il computo ISEE e la compilazione
dei moduli. A Bari lo trovate in Via Vincenzo Calace 3, e il numero di
telefono è 080 5277529

I parametri di ISEE e ISPE per accedere ai benefici del diritto allo


studio
• Indicatore della Situazione Economica Equivalente: 17.000,00 Euro
(tetto massimo definito dalla Regione Puglia sulla base del DM 20
gennaio 2008)
• Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente: 31.000,00 Euro
(tetto massimo definito dalla Regione Puglia sulla base del DM 20
gennaio 2008)

La raccomandazione principale è però quella di non mettervi a fare voi i


conti su due piedi, anche perché, nonostante la facoltà di autocertificazione
che potete utilizzare per dichiarare la propria condizione economica e di
merito, le Università e gli enti per il diritto allo studio compiono ogni anno
indagini su un alto campione di richieste per verificare la veridicità dei dati
presentati.

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L’indicatore ISEE non equivale al reddito, ma tiene conto di altri fattori. Per
maggiori informazioni potete consultare il DPCM 2001 e il decreto legisla-
tivo 109/98 che trovate sul nostro sito www.udubari.it

Criteri di merito per ottenere i benefici…


Per le matricole non esiste un requisito di merito legato al diploma.

ATTENZIONE:
Esistono criteri da rispettare durante l’andamento dell’anno, i cosiddetti
ex-post, senza i quali addio borsa e restituzione del denaro in vista.
Il primo limite che fissano le regioni è da rispettarsi entro il 10 agosto e con-
siste nell’aver conseguito un numero di crediti minimo fissato dalle regioni
che può variare fino ad un massimo di 20 crediti per i corsi modularizzati
e 10 crediti per gli altri.
Se non si raggiunge…addio seconda rata della borsa!
La borsa è completamente revocata invece agli studenti iscritti al primo
anno dei corsi di laurea e di laurea specialistica i quali, entro il 30 novembre
dell’anno solare successivo all’iscrizione, non abbiano conseguito almeno
20 crediti.
Le regioni possono differire di ben 3 mesi questo limite, perciò informatevi
localmente se siete in difficoltà.
ATTENZIONE:: in caso di revoca della borsa, le somme riscosse e l’importo
corrispondente al valore dei servizi effettivamente goduti, equivalenti al
valore la borsa in denaro, devono essere restituiti (è possibile farlo anche
a rate).

I requisiti di merito per confermare i benefici negli anni successivi al primo


che è necessario aver conseguito entro il 10 agosto dell’anno di presenta-
zione della domanda:

Per i corsi di laurea triennale:


• secondo anno 25 crediti
• terzo anno 80 crediti

Per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico:


• secondo anno 25 crediti
• terzo anno 80 crediti
• quarto anno 135 crediti

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• quinto anno 190 crediti
• sesto anno, ove previsto 245 crediti
• ultimo semestre 135 crediti
• Per l’ulteriore semestre 55 crediti in più rispetto al numero previ-
sto per l’ultimo anno di corso

Per la specialistica:
Per prendere la borsa all’iscrizione alla laurea magistrale, come requisito di
merito, basta avere 150 dei 300 richiesti (acquisiti nella triennale).
• Per il secondo anno 30 crediti*
• Per l’ultimo semestre 80 crediti*
* Tali limiti sono incrementati di un numero di crediti pari a quelli in ecces-
so rispetto ai 180, eventualmente riconosciuti allo studente al momento
dell’iscrizione.

Per il conseguimento dei requisiti di merito, lo studente può utilizzare, in


aggiunta ai crediti effettivamente conseguiti, un “bonus”, maturato sulla
base dell’anno di corso frequentato con le seguenti modalità:
• 5 crediti, se utilizzato per la prima volta per il conseguimento dei be-
nefici per il secondo anno accademico;
• 12 crediti, se utilizzato per la prima volta per il conseguimento dei
benefici per il terzo anno accademico;
• 15 crediti, se utilizzato per la prima volta per il conseguimento dei
benefici per gli anni accademici successivi.
• La quota del “bonus” non utilizzata nell’anno accademico di riferimen-
to può essere utilizzata in quelli successivi.

Per il conseguimento dei requisiti di merito alla laurea magistrale, lo stu-


dente può utilizzare il bonus maturato e non fruito nel corso di laurea.
ATTENZIONE:: tale disposizione non si applica agli iscritti ai corsi di laurea
magistrale provenienti dai vecchi ordinamenti.
Per le borse delle specializzazioni e dei dottorati bisogna invece fare riferi-
mento ai requisiti di merito presenti negli ordinamenti didattici.

Entità della borsa e modalità di erogazione…


La legislazione nazionale definisce le cifre minime che devono essere cor-
risposte agli studenti borsisti, cifre che le regioni possono aumentare se
le ritengono insufficienti rispetto al tenore di vita della città sede degli studi.

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Queste le cifre fissate:
- studenti fuori sede: 4.523,78;
- studenti pendolari Euro 2.493,88;
- studenti in sede: 1.705,11
Qualora le Aziende siano in grado di assicurare il servizio abitativo e di risto-
razione gratuitamente, l’importo minimo delle borse è:
- per gli studenti fuori sede: 1.500 euro (in relazione ai mesi di effettiva ero-
gazione del servizio abitativo);
- per gli studenti pendolari: 600 euro (per un pasto giornaliero su base an-
nua).

ATTENZIONE:
Tale metodo può essere applicato dalle regioni e dalle province autonome
per un ulteriore pasto giornaliero (per gli studenti fuori sede) e per un pasto
giornaliero (per gli studenti pendolari).

Se durante l’anno la condizione economica peggiora si può presentare ido-


nea documentazione per ottenere un aumento dell’importo a partire dalla
rata semestrale immediatamente successiva
La prima rata semestrale delle borse di studio (in servizi ed in denaro) e dei
prestiti d’onore è erogata agli studenti beneficiari entro due mesi dalla pubbli-
cazione delle graduatorie, e comunque entro e non oltre il 31 dicembre.
Per gli studenti iscritti ad anni successivi al primo dei corsi di laurea e di laurea
specialistica, la seconda rata semestrale della borsa è erogata entro e non
oltre il 30 giugno dell’anno successivo.
Per le matricole bisogna aspettare la conferma dei crediti da acquisire entro
il 10 Agosto di cui abbiamo parlato sopra.

a chi hai detto “idoneo non beneficiario” ?


Nel nostro Paese purtroppo non si investe sufficientemente nel diritto allo
studio, può dunque accadere che un ente pubblico non sia in grado di rispet-
tare una legge dello Stato: questo avviene perché le Regioni non stanziano
fondi sufficienti per la copertura totale degli idonei e lo Stato, da parte sua,
non vigila sull’operato delle Regioni e degli Enti. Insomma tutto questo per
dire che tanti studenti pur avendo i criteri richiesti, dunque pur risultando
idonei, non beneficeranno della borsa di studio per mancanza di soldi!!!. Se
sei tra questi, l’unica consolazione è che non pagherai comunque le tasse
all’Università (come tutti gli idonei). Potrebbe succedere che a Gennaio, dopo

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l’approvazione dei bilanci degli Enti, se avanza qualche soldino, potresti es-
sere tra gli studenti in “scorrimento” e dunque recuperare la tua borsa o
almeno parte di essa.
La Puglia infatti negli ultimi due anni ha notevolmente aumentato la pro-
pria copertura di borse di studio, passando dal 47,5% alla media dell87%
con punte del 100%. Per quanto positivo crediamo sia ancora una vergogna
contro la quale ci batteremo indipendentemente dal colore del Governo o dal
suo disinteresse.

Altre borse & altre agevolazioni


Le Borse di Studio regionali non sono le uniche esistenti, anche se sono le più
conosciute e le più ambite. Altre borse di studio sono previste normalmente
dalle Università, andiamo a vederne alcune, le più comuni:

Le Borse di Incentivazione: sono Borse di Studio che le Università istituiscono


per incentivare le iscrizioni ad un determinato corso di laurea, sono borse
molto alte e normalmente scadono verso Luglio.
I Sussidi Stra-
ordinari e i
rimborsi per
le spese di
laurea: molti
Atenei isti-
tuiscono dei
sussidi stra-
ordinari per
gli studenti
che si siano
trovati du-
rante l’anno
in condizioni
difficili, a cau-
sa di una forte
e improvvisa modifica della propria condizione familiare ed economica. Tan-
tissimi sono anche gli Atenei che istituiscono fondi per i rimborsi delle spese
effettuate per la realizzazione delle tesi di laurea, in particolare quando gli
studi e i lavori per la tesi siano effettuati fuori dalla sede universitaria.

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IL PART-TIME ALL’UNIVERSITA’
L’Università degli Studi di Bari offre agli studenti un’opportunità di colla-
borazione part-time. Gli aventi diritto dovranno prestare servizio, per l’am-
montare di 150 ore presso le strutture universitarie indicate dal bando di
concorso; il compenso prevede la retribuzione di 6,20 euro/ora per un
totale di 930 euro.
Vi possono partecipare tutti gli studenti regolarmente iscritti dal 2° anno in
corso fino al 1° fuori corso.
Il bando di concorso ha data di pubblicazione molto varia (solitamente esce
verso marzo) e scade 30 giorni dopo, pertanto informatevi presso l’ufficio
collaborazioni studentesche o presso le nostre aulette, o visitate il nostro
sito www.udubari.it, nella sezione diritto allo studio.
Il modulo richiede l’autocertificazione in merito a:

• per gli studenti iscritti ai corsi del vecchio ordinamento, gli esami su-
perati con l’indicazione del voto e della data, e gli esami previsti dal
piano di studi prescelto negli anni precedenti quello dell’iscrizione;
• per gli studenti iscritti a corsi del nuovo ordinamento (lauree triennali
e iscritti al secondo anno delle lauree specialistiche), il numero dei
crediti complessivi acquisiti e il numero dei crediti previsti dal piano
di studi prescelto negli anni precedenti quello dell’iscrizione;
• per gli studenti iscritti al primo anno delle lauree specialistiche, il voto
di laurea di I° livello conseguito e la media curriculare.
• Dichiarazione dei redditi

Il numero di esami richiesto è 2/5 o, se iscritti a corsi del nuovo ordinamen-


to, che abbiano acquisito almeno i 2/5 dei crediti previsti dal piano di studi,
con riferimento agli anni precedenti.
La richiesta va spedita per mezzo di raccomandata A/R al seguente in-
dirizzo: Università degli Studi di Bari – Area Diritto allo Studio – Settore III
Collaborazioni Studentesche, Piazza Umberto I n.1 – 70100 Bari. Farà fede
il timbro con data dell’Ufficio postale di partenza.
Nel periodo di marzo-aprile, vengono pubblicate le graduatorie per gli ido-
nei non vincitori di borsa di studio della Regione che hanno fatto anche
richiesta di lavoro part-time, A maggio-giugno quelle per i partecipanti al
solo concorso part-time. Se il bando però esce in ritardo, anche queste

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date slittano.
Poiché gli idonei non vinci-
tori hanno la precedenza per
l’assegnazione di queste col-
laborazioni, vi consigliamo di
partecipare al concorso per
borsa di studio regionale
barrando la voce part-time,
se pensate di poter risultare
idonei.
Le 150 ore previste vanno
completate entro il 31/03
dell’anno successivo alla
data di pubblicazione delle
graduatorie, eccetto even-
tuali proroghe.
È possibile svolgere l’attività
presso le strutture indicate
(biblioteche, isole didattiche,
segreterie…) in qualunque
facoltà. Ovviamente i primi a
svolgere il part-time avranno
più possibilità di scelta fra le
strutture esigenti di colla-
borazioni con un’unica limi-
tazione: non si può lavorare
nella segreteria degli stu-
denti della propria facoltà.
Inoltre dall’anno scorso è
attivo un apposito part-time
per il Progetto Mentore,di cui
troverete la spiegazione tra
qualche pagina.
L’ufficio Collaborazioni Stu-
dentesche è sito nel Palazzo
Ateneo di Bari, area Diritto
allo Studio, settore III - 1°
piano.

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IL PART-TIME AL POLITECNICO
Anche al Politecnico, così come all’Università, esiste la possibilità per gli
studenti di lavorare per un certo numero di ore presso le strutture univer-
sitarie, con la cosiddetta “collaborazione part-time”. Le regole sono più o
meno quelle indicate sopra con riferimento all’Università, ciò che cambia
è che purtroppo al Politecnico il bando non esce tutti gli anni, per carenza
di fondi. Nel caso del Politecnico, le ore di lavoro da svolgere sono solo 80,
ma sono meglio pagate che all’Università: 7,75 euro/ora, per un totale di
620 euro.
Per informazioni sul bando, rivolgetevi al Centro Orientamento o all’auletta
dell’UDU, o visitate il nostro sito www.udubari.it.

NOVITA’ PER GLI STUDENTI LAVORATORI


In Italia,dall’introduzione dell’autonomia universitaria degli atenei, le tasse
universitarie sono lievitate,spesso moltiplicate e chi frequenta le aule acca-
demiche si trova spesso a conciliare lezioni ed esami con lavoretti impegnati-
vi di vario tipo che vanno dal tradizionale,ma ancora utilizzato,volantinaggio
pubblicitario o alla consegna delle pizze a domicilio,a forme più “moderne”di
impiego: baby-sitter,lezioni private, call center, stage in uffcio, pub e piz-
zerie ecc…
Certo,qualcuno lavora soprattutto per acquisire esperienze prima di entrare
in pieno nel mondo delle professioni,consapevole che la modalità prevalen-
te dei ragazzi europei è quella di “anticipare i tempi”,e quindi lo studente
cerca di imitare i colleghi di tutta Europa per reggerne la concorrenza futura
sul terreno del curriculum.
Le ragioni dell’impiego “precoce” degli studenti possono essere tante,ma
la principale non lascia dubbi:il costo della vita dello studente,che sia alli-
nea al trend dell’aumento del costo della vita in generale al quale stiamo
inesorabilmente assistendo negli ultimi anni.
L’esercito dei fuorisede è quello più tartassato: sono questi ultimi infatti che,
più di tutti, devono ricorrere al lavoro per far quadrare i conti a fine mese.
Le attività svolte sono perlopiù precarie,a termine e volentieri in
nero,soprattutto qui da noi al Sud.
Insomma molte studentesse e studenti sembrano non poter più svolgere la
professione esclusiva di studente,e per questo chiediamo che le università
affrontino il problema cercando di venire incontro alle esigenze della nuova

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categoria di studente lavoratore. Una richiesta cui viene incontro,almeno in
parte la nuova figura di studente part-time prevista dai decreti ministeriali
di quest’ultimi anni (numero 509 del 1999 e n.270 del 2004) Che cosa
prevede?Che un immatricolato possa decidere di laurearsi in un numero
di anni doppio rispetto a quelli previsti dal suo corso(sei per la triennale
e quattro per la specialistica) a patto di sostenere un numero minimo di
esami e crediti per anno,in cambio di uno “sconto” sulle tasse universi-
tarie. Sconto che può andare in genere dal 10 per cento sino alla metà
dell’importo dei contributi;tassa regionale per il diritto allo studio e tassa di
iscrizione,vengono in genere richieste in toto.
L’Università degli Studi di Bari ha approvato, come da tempo auspicavamo,
il regolamento per gli studenti a tempo parziale, che entrerà in vigore a
partire l’anno accademico 2008/2009, vincolando tutte le Facoltà a deter-
minare il percorso didattico specifico per studenti non impegnati a tempo
pieno con una riduzione delle tasse in cambio di un piano di studi spalmato
su più anni.
Nella prima fase sperimentale dello status di studente a tempo parziale
potrà essere ottenuto all’atto dell’immatricolazione;non potrà essere ap-
plicato agli studenti iscritti ad un corso di Laurea a numero programmato
e non sarà consentito il passaggio dallo status di studente TP allo studente
a tempo pieno prima che siano trascorsi due anni di carriera a tempo par-
ziale. Per quanto riguarda il pagamento delle tasse,la cifra sarà calcolata
partendo dall’importo massimo di tasse e contributi, tale importo sarà di-
viso per due,se dimezzati i CFU conseguibili per ciascun anno di corso e
raddoppiato il numero degli anni di corso. Non sarà necessario presentare
documentazione, contratti o attestati.

Per i Corsi di Laurea relativi al Politecnico di Bari,lo status di studente a


tempo parziale è già prevista ma poco utilizzata;basta fare richiesta in al
CUC di riferimento attestando la propria condizione.

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Verso uno Statuto dei diritti
delle studentesse e degli studenti
Quotidianamente noi studenti siamo vittime di soprusi, piccole e grandi
illegalità, discriminazioni, inefficienze che si perpetrano nelle facoltà o nelle
aule, agli sportelli di segreteria o nelle stanze dei dipartimenti, a lezione o
durante l’esame.
Il diritto allo studio soffre ancora molti ritardi e inefficienze; le tasse sono
sempre più elevate e inaccessibili, le biblioteche poche, gli spazi e i labo-
ratori inadeguati.
A fronte dello strapotere dei docenti, gli studenti universitari non hanno mai
potuto godere di diritti. Per questo vogliamo uno statuto dei diritti, come
strumento di tutela di tutte le studentesse e di tutti gli studenti: un corpo di
norme poste a fondamento del vivere democratico all’interno della comu-
nità universitaria, che riconosca allo studente un ruolo centrale.

Pensiamo che gli studenti siano portatori di diritti inviolabili, che l’istruzione
sia un diritto inalienabile, di tutti, senza distinzione di sesso, razza religio-
ne, condizione sociale; che l’università debba essere pubblica e di libero
accesso.
Già in alcune università italiane sono state adottate misure di tutela dei
nostri diritti. L’Università degli Studi di Bari, per rispondere ai numerosi
scandali che l’hanno investita sta predisponendo un Codice Etico, che per
quanto positivo costituisce una risposta insufficiente.
All’interno del codice etico è contenuto un richiamo ad un testo di sta-
tuto dei diritti inviato dall’ex ministro Mussi agli atenei italiani perché lo
sperimentassero. Tale richiamo non è però sufficiente, né vincolante per
il rispetto dei nostri diritti, nonostante ci sia chi, tra i rappresentanti degli
studenti e dei docenti affermi che sia sufficiente.

Di seguito trovate alcuni articoli del testo che l’UdU Bari ha predisposto per
lo Statuto dei Diritti degli Studenti. Il testo integrale lo trovate sul nostro sito
internet www.udubari.it o sul blog http://statediritti.splinder.com. Ci
attendiamo, da tutte le studentesse e gli studenti, un contributo per miglio-
rare il testo e a lottare per la sua approvazione.
Lo Statuto dei Diritti deve nascere con il contributo di tutte le studentesse
e di tutti gli studenti. Costruiamolo insieme!

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PROPOSTA DI STATUTO DEI DIRITTI DELLE
STUDENTESSE E DEGLI STUDENTI
In attuazione dell’art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che
sancisce il diritto per tutti i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di
raggiungere i gradi più alti degli studi, sono garantiti alle studentesse e agli
studenti i seguenti diritti:
Titolo I - Principi e Tutele
1. Gli studenti sono portatori di diritti riconosciuti e inalienabili, in quanto
cittadini della comunità universitaria senza distinzione di sesso, etnia, opi-
nione religiosa o politica, condizione sociale e orientamento sessuale.
4. La piena cittadinanza universitaria degli studenti si estrinseca nei principi
di autonomia, autogestione, partecipazione, libera espressione ed azione.
5. Gli studenti, che rientrino nei parametri di reddito e di merito stabiliti per
legge, hanno diritto a percepire la borsa di studio, ad usufruire del servizio
mensa e del posto alloggio gratuiti o a ricevere un contributo per pagare
le spese di affitto.
Titolo II - La Comunità Universitaria
art.8. Gli studenti hanno il diritto di partecipare attivamente e pienamente
alla vita della comunità universitaria., di partecipare, negli organi compe-
tenti, alla valutazione del sistema formativo e alle decisioni riguardanti l’or-
ganizzazione della didattica.
10. Gli studenti hanno il diritto a riunirsi in assemblea nei luoghi dell’Uni-
versità, ad associarsi ed organizzarsi collettivamente, a manifestare pub-
blicamente.
13. Nella definizione delle linee di indirizzo e nell’attuazione delle scelte
sulle materie della didattica gli Atenei, le Facoltà e i corsi di studio devono
istituire commissioni paritetiche tra docenti e studenti.
16. Gli studenti disabili hanno il diritto ad avere un tutor individuale, con
adeguate competenze, che li segua per tutto il percorso di studi.
17. Gli studenti stranieri iscritti hanno il diritto a partecipare attivamente e
pienamente a tutte le fasi della vita universitaria. L’Università deve istituire
un ufficio per l’accoglienza ed il supporto linguistico a tutti gli studenti stra-
nieri iscritti e deve inoltre garantire loro un tutor che favorisca la rimozione
di possibili ostacoli nel percorso di studi.

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Titolo III - Esami

20. Gli studenti hanno diritto ad essere esaminati da una commissione


composta da almeno 3 componenti presieduta da un docente. Hanno al-
tresì diritto ad essere esaminati dal docente titolare del corso.
21. Gli studenti hanno diritto ad almeno otto appelli ordinari l’anno, per
insegnamento, distanziati l’uno dall’altro da almeno quindici giorni- fatto
salvo il caso in cui gli appelli sino più di tre nelle sessioni ordinarie e più di
due nelle sessioni straordinarie-, e con la garanzia della non sovrapposizio-
ne degli appelli di esami relativi allo stesso periodo didattico e allo stesso
anno di corso.
22. Le Commissioni Paritetiche competenti in materia di didattica garan-
tiscono la proporzionalità diretta tra numero di esami da sostenere e nu-
mero di appelli previsti, tenuto conto delle limitazioni di cui al precedente
comma.
23. Il calendario annuale degli appelli, articolato e scandito temporalmente
al fine di evitare concentrazioni delle prove d’esame e sovrapposizioni degli
esami obbligatori, deve essere reso noto entro il mese di ottobre, per ogni
anno accademico. Non è consentito anticipare alcuna data delle prove, sia-
no esse in forma orale o scritta. Previo consenso degli studenti è consentito
posticipare la data delle prove; qualora la comunicazione dello spostamen-
to dell’esame non pervenga a tutti gli interessati, nelle date originariamente
fissate per gli esami, la Facoltà, tramite opportuno accordo di reperibilità
tra più docenti, si
impegna a ga-
rantire lo svol-
gimento delle
prove agli stu-
denti eventual-
mente presenti
che ne facciano
richiesta.
24. Gli studenti
hanno diritto
a sostenere la
prova d’esame
in ogni sessio-
ne ed in tutti gli

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appelli.
25. [...] Gli studenti che entro i termini indicati non consegnano lo statino di
prenotazione dell’esame possono egualmente sostenere la prova d’esame
nell’appello cui si presentano.
26. [...] La prova d’esame deve vertere sul programma del corso, opportu-
namente divulgato: il programma dettagliato del corso e i relativi contenuti
devono essere interamente presenti nel materiale didattico indicato dal
docente e pubblicato nella Guida dello studente. Gli studenti hanno diritto
a visionare, senza oneri economici, il materiale didattico, le esercitazioni e,
qualora la prova sia scritta, le precedenti prove d’esame.
28. Gli studenti hanno il diritto di conoscere in modo esplicito gli elementi di
giudizio che hanno portato all’esito della prova d’esame, nonché a prende-
re visione della propria prova, qualora scritta, e ad apprendere le modalità
di correzione.
30. La valutazione del profitto dello studente non deve essere in alcun
modo effettuata sul rendimento di precedenti esami. A tal fine è fatto di-
vieto alla commissione d’esame di richiedere il libretto universitario dello
studente prima della valutazione finale. E’ fatto divieto alla commissione di
verificare il materiale didattico dello studente al momento dell’esame, nel
rispetto della volontà dello studente.
31. Se lo studente non ritiene accettabile l’esito dell’esame ha diritto a
ritirarsi senza conseguenze nel suo curriculum accademico: l’esame in tal
caso può essere annotato come “non concluso” soltanto per fini statisti-
ci, garantendo l’anonimato dello studente. E’ fatto divieto di verbalizzare
eventuali bocciature sui registri o sul libretto dello studente, è inoltre fatto
divieto di non ammettere all’appello successivo studenti bocciati in pre-
cedenza.
34. L’orario delle lezioni, relativo all’intero anno, deve essere pubblicato
prima dell’inizio delle lezioni.
37. L’Università deve garantire agli studenti che tutti i testi adottati dai corsi
di studio siano presenti per la libera consultazione, secondo le esigenze
degli studenti, nelle Biblioteche di Ateneo.
42. Al momento dell’iscrizione deve essere assegnato ad ogni studente un
docente di riferimento che lo segua per tutto il percorso di studio.
Titolo V - Tassazione 48. Gli studenti hanno diritto ad una tassazione equa
e fondata su criteri di forte progressività. [...] Gli studenti hanno diritto a
conoscere in anticipo la scadenza per il pagamento di ogni singola rata.

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Titolo VII - Diritti elettorali
53. Tutti gli studenti godono dell’elettorato attivo e passivo. L’esercizio
dell’elettorato passivo è regolato da norme che garantiscano il ricambio
nella rappresenta studentesca.

Titolo VIII - Studenti a tempo parziale o lavoratori


59. Gli studenti non impegnati a tempo pieno negli studi universitari e che
siano impossibilitati a frequentare possono chiedere, con istanza scritta e
motivata indirizzata alla segreteria studenti, che venga loro riconosciuta la
condizione di studenti a tempo parziale senza incorrere in forme di discri-
minazione. Le Università sono tenute ad istituire un regolamento di Ateneo
che definisca la figura dello studente a tempo parziale.

Titolo XII - Commissione di Garanzia


91. La Commissione di Garanzia è composta da tre studenti e tre docenti
esterni al CDA ed al Senato Accademico e da un presidente esterno all’Uni-
versità (che svolge funzioni di difensore Civico), quest’ultimo nominato dal
Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione in seduta congiunta
con maggioranza dei tre quarti dei votanti.
95. Ogni studente ha diritto a rivolgersi con istanza scritta alla Commissione
e a ricevere una risposta scritta motivata entro trenta giorni.

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STUDIARE E VIVERE IN UN ALTRO PAESE….
L’ERASMUS
Il Progetto SOCRATES/ERASMUS è stato creato nel 1987 dalla Comunità
Europea al fine di creare, attraverso la mobilità degli studenti all’interno
della Comunità, un sentimento condiviso di cittadinanza europea. Da allora,
più di un milione di studenti vi hanno preso parte, passando un periodo di
studio compreso fra i 3 mesi ed un anno in un paese dell’Unione Europea.
Il progetto prevede la costituzione di accordi tra Università dei vari Stati UE
più Norvegia, Islanda e Liechtenstein per permettere ai rispettivi studenti
di frequentare per quel periodo un’Università straniera.
Ma, al di là di quella che è la definizione formale, ti starai chiedendo: “ma che
cos’è l’Erasmus?” L’Erasmus è un’esperienza straordinaria che vi prende
come uno studente stufo della vita universitaria italiana e vi catapulta in un
mondo diverso (ma non troppo) ed inizialmente incomprensibile...sarà in
questo nuovo mondo che vi imbatterete in quelle che probabilmente ricor-
derete come le esperienze più strane, assurde, devastanti, che vi faranno
arrabbiare, imprecare, divertire, ma soprattutto in quelle che definirete
esperienze indimenticabili. Appena arrivati, passerete inevitabilmente per
la fase “noncapiscoASSOLUTAMENTEnulla...” insomma, una sorta di fase
nazionalistica che vi farà pensare: “perché diavolo mi è venuto in mente di
fare l’erasmus?”. Ma NON TEMETE! La fase “NONvogliopiùANDARVIA” è
in agguato. In men che non si dica sarete perfettamente integrati nel folle
mondo erasmus, parlerete una lingua che non è la vostra, mangerete cibo
che non è il vostro, bacerete...ops...insomma vi sentirete a casa in un
mondo fatto però di
tante novità.

Vi è venuta vo-
glia di partire?
Che aspetta-
te?

Ecco come fare.


Innanzi tutto, verso
Febbraio dovete

96
iniziare a stare attenti alle bacheche della vostra Università. E’ questo, in-
fatti, il periodo in cui le Università pubblicano i bandi con le borse erasmus
disponibili per il successivo anno accademico. In alcuni casi, viene pub-
blicato un ulteriore bando (verso Settembre) per le borse eventualmente
non assegnate nel primo (quindi, date un’ occhio alle bacheche anche in
questo periodo).
Dal punto di vista pratico è consigliabile, prima della partenza cercare di
migliorare la conoscenza della lingua, magari frequentando i corsi organiz-
zati durante l’estate dal Centro Linguistico del vostro Ateneo. Inoltre, dovete
sapere che, per le lingue meno conosciute, esistono dei corsi ILPC (Inten-
sive Language Preparation Courses) organizzati direttamente nel paese
ospitante e che si svolgono qualche settimana prima dell’inizio delle lezioni.
Questi corsi (anche se diretti ad un numero esiguo di studenti) sono gratuiti
e l’Unione Europea fornisce anche un contributo alla frequenza compreso
tra i 75 ed i 125 euro a settimana. La durata è compresa tra le 4 e le 8
settimane. Per informazioni a riguardo consultate il sito: www.socrates.
murst.it
Infine, prima di partire è assolutamente indispensabile richiedere il modello
per l’assistenza sanitaria all’estero, mod. E111.
Ma, chi può partecipare?

Gli studenti iscritti a Corsi di Laurea (ma non si può partire al I anno), Corsi
di Laurea Magistrale o Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo unico, Scuole di-
rette a fini speciali, Accademie delle Belle Arti, ISIA e SSIT, oltre che laureati
iscritti a Scuole di Specializzazione o Dottorati di Ricerca.
Comunque, in ogni Ateneo esiste un ufficio ad hoc che potrà darti tutte le
informazioni necessarie, generalmente si tratta dell’Ufficio Relazioni Inter-
nazionali o dell’ Ufficio Mobilità Studentesca. In genere i posti banditi si
riferiscono a specifici corsi di laurea ma in alcuni (rari e ben motivati) casi è
possibile accedere a borse che non siano della Facoltà di provenienza dello
studente richiedente. Spesso, per ottenere la borsa bisogna passare una
selezione che verifica le motivazioni didattiche e curricolari, nonché, per
alcuni paesi, la conoscenza della lingua. Alla domanda di partecipazione
si allega il cosiddetto “Learning Agreement” che consiste nel programma
di studi o di ricerca per la tesi che si intende svolgere all’estero. Nel caso
di accettazione della domanda, questo programma sarà controfirmato dai
docenti corrispondenti alle materie che intendi frequentare all’estero e ciò

97
ti garantirà la convalida praticamente quasi automatica dei relativi esa-
mi al tuo ritorno. Naturalmente, questo programma non è immodificabile.
Spesso, infatti, arrivati all’estero ci si accorge che un determinato corso
non è stato attivato o che i crediti sono troppi o troppo pochi rispetto a
quelli previsti dal tuo corso di studi. A quel punto, è necessario che entro 30
giorni dal tuo arrivo nell’università ospitante, tu invii l’apposito modulo per
le modifiche alla tua università, in modo che anche i cambiamenti vengano
approvati e ti sia garantita la convalida al ritorno.
Si, ma i fondi?
I partecipanti al programma Erasmus hanno una borsa comunitaria dell’am-
montare (irrisorio) di 150 euro al mese, che è però generalmente integrata
dalle Università di provenienza con contributi di entità molto variabile (tra i
100 ed i 400 euro mensili). Essi vengono talvolta subordinati, in toto od in
parte, alla presenza di un reddito basso o riservati agli studenti in partenza
verso paesi con costo della vita più elevato. Esiste poi un’ulteriore borsa
che integra quella a valere sui fondi comunitari fino a raggiungere la cifra
totale di 500 euro mensili e viene erogata dagli Enti per il Diritto allo Studio
(EDISU,ISU,ERSU,...). A questa borsa hanno diritto gli studenti idonei alla
borsa di studio.
(ATTENZIONE: è spesso subordinata all’aver richiesto contestualmente
alla presentazione della domanda di Borsa di Studio l’integrazione della
borsa per mobilità internazionale.)
Un problema finanziario abbastanza comune potrebbe essere che le borse
non vengono liquidate in toto al momento della partenza.

Infine, una volta tornati in Italia, dopo aver passato qualche giorno di “de-
pressione post-erasmus”, dovrete affrontare la burocrazia per riuscire ad
ottenere il fatidico riconoscimento degli esami svolti. La prima cosa da
fare è presentare i moduli che attestano lo svolgimento dell’esame con il
numero di ore dei corsi seguiti ed il voto riportato all’Ufficio Relazioni Inter-
nazionali o Mobilità Studentesca. La conversione del voto avverrà tramite
apposite tabelle di conversione.

Ultimissimo consiglio, prima di partire cercate di mettervi in contatto con


i ragazzi che sono stati in Erasmus nella stessa Università in cui vi reche-
rete voi (chiedete all’Ufficio Mobilità come contattarli) e fate tesoro dei loro
consigli e provate a conoscere anche gli altri studenti del vostro Ateneo in

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partenza per la vostra sede (soprattutto nelle prime settimane di adatta-
mento sarà di grande aiuto non essere soli).
Partire come free mover
I Free movers sono gli studenti che si muovono senza le sovvenzioni pre-
viste dal programma ERASMUS, ai fini del riconoscimento degli esami so-
stenuti all’estero devono:
- contattare l’Università ospitante e ottenere da questa una lettera d’ac-
cettazione;
- far firmare ai docenti italiani delle materie in cui si intende sostenere
l’esame all’estero il modulo per la convalida preventiva degli esami;
Tale documentazione va presentata all’ufficio Erasmus, previa compilazio-
ne del modulo di accettazione di partenza come free mover. Tutta la docu-
mentazione deve passare al vaglio del Consiglio di facoltà, il quale dovrà
deliberare il preventivo riconoscimento degli esami che verranno sostenuti
all’estero. Infine, entro 20 gg. dalla fine del soggiorno presentare all’Ufficio
Erasmus la certificazione ottenuta dall’istituzione ospitante per ogni esame
sostenuto, per ottenere la conversione degli esami.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
AGENZIA NAZIONALE SOCRATES/ERASMUS –
ITALIA C/O MURST
P.ZZA KENNEDY, 20; 00144 ROMA
TEL. +39-06-5991.2229/3069.3070
FAX. +39.06.5991.2967
E – MAIL. socrates.erasmus@murst.it
WEB. http://www.socrates.murst.it oppure http://
europa.eu.int/comm/education/info/html

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La difficile condizione dei fuorisede
STAI DI FUORI?
LE CASE DELLO STUDENTE
A Bari la situazione delle case dello studente è migliorata, ma sempre molto
precaria. I Collegi attualmente in funzione, seppur con mille problemi sono:
il Renato dell’Andro, vicino Economia, il C.U.M. In via Amendola, il Fresa e il
Petrone vicino al Campus e lo Starace, ex Caldarola a Japigia.
E’ in corso la gara di appalto per il recupero della struttura di largo Frac-
cacreta che diventerebbe una grande struttura da 600 posti circa in pieno
centro. Molti sono però i problemi di queste strutture, dall’assenza o caren-
za di servizi interni, di mancata manutenzione delle strutture, così come per
la mobilità, specialmente notturna, resa impossibile dall’assenza di mezzi
pubblici dai collegi ai luoghi di ritrovo serali più comuni.

L’UdU si impegna costantemente per risolvere piccoli e grandi pro-


blemi di voi studenti nelle case dello studente.

AFFITTI, CASE CONTRATTI:


manuale di sopravvivenza
Bari,come gran parte delle città sedi di Università,vede migliaia di studenti
e studentesse arrovellarsi nella ricerca di un posto letto,possibilmente a
buon prezzo. Nella realtà dei fatti però si viene a conoscenza a Bari come
in altri parti del paese di una “tradizionale usanza”:il mercato degli affitti
fuorilegge. Infatti la legge 431/98 sostitutiva della vecchia legge sull’equo-
canone e dei patti in deroga,è risultata un totale fallimento. La stipulazione
dei contratti- tipo per studenti universitari,previsti dalla legge per ogni città
sede di università, e tesi a disciplinare l’affitto di immobili per studenti,aveva
come obiettivo la modifica in senso migliorativo,delle condizioni contrat-
tuali e dei prezzi di affitto. Nonostante in quasi tutte le sedi universitarie
siano stati in previsti incentivi ai privati che rispettassero tali accordi,oltre a
quelli già previsti dalla legge,questi non sono mai stati rispettati. L’affitto di
un immobile,quindi,è subordinato al totale disinteresse alle leggi e molto
spesso alle più elementari norme di igiene e sicurezza. Insomma un quadro
davvero desolante. La situazione non è nuova,da anni si parla degli abusi
subiti dai giovani costretti a studiare lontani da casa e che non riescono

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a trovare posto negli alloggi universitari,nei pensionati o nei campus delle
università. Statistiche ufficiali sul fenomeno non esistono purtroppo,solo
qualche operatore immobiliare ha provato a realizzare dei monitoraggi,che
sono rimasti lettera morta per tutti. Il problema è che difficilmente uno stu-
dente può accedere ad un contratto di locazione “vero”:i proprietari dispo-
sti a regolarizzare i rapporti chiedono la formula classica di 4 anni più 4 e
sei mesi di preavviso(e di pagamento del canone) per il recesso anticipato.
Una situazione difficilmente sostenibile per molti studenti,considerando la
altissima frequenza di abbandoni o cambi di facoltà. Cosi molto più spesso
le proposte delle agenzie finiscono con l’approdare a famiglie o lavoratori
in trasferta. Per gli studenti ci sono perciò solo gli altri annunci,quelli delle
bacheche e dei foglietti volanti sui pali della luce. E cosi si resta facilmente
in balia del proprietario che applica il modulo del “tutto in nero prendere o
lasciare”,il quale continuerà rimpinzare le proprie tasche e conti in banca
sulla pelle di squattrinati universitari.

L’ Unione degli Universitari è da sempre impegnata a rivendicare il diritto


degli studenti ad avere un numero adeguato di alloggi pubblici e controlli
per garantire la regolarità dei contratti ed il rispetto della legge.
Riteniamo che il diritto allo studio vada garantito anche attraverso la pos-
sibilità di risiedere nella città dove si studia: poter seguire le lezioni, vivere
la dimensione universitaria frequentando i luoghi collettivi degli studenti,
ottenere agevolazioni
pubbliche, riafferman-
do il diritto all’indipen-
denza economica dello
studente dalla propria
famiglia.
Comunque sia, ecco
qua un elenco di “luoghi
comuni”da smontare
per aiutare comprende-
re meglio il fenomeno,e
di conseguenze per aiu-
tare nell’ acquisizione di
maggiore consapevolez-
za sui propri diritti:

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I LUOGHI COMUNI DA SFATARE:

IL MERCATO NERO E’ VANTAGGIOSO: FALSO

Ma per chi?
Per il proprietario di casa perché non paga le tasse allo Stato?
Analizziamo meglio la situazione: in questo modo il nostro avvoltoio sottrae soldi
allo Stato e quindi a tutti i cittadini e contemporaneamente priva gli affittuari dei
loro diritti. Ma se gli inquilini riescono a dimostrare di aver corrisposto un affitto in
nero il proprietario incorre in sanzioni gravissime (vedere quali sono). Il proprieta-
rio si pone quindi in una situazione di permanente ricattabilità nei confronti degli
inquilini, che potrebbero denunciarlo in qualsiasi momento.

Per gli studenti?


L’assenza di contratto non permette di avere un prezzo fisso da pagare per tutta
la durata dell’affitto o non da il diritto legale di pretendere l’ammodernamento o la
riparazione delle strutture della casa o non permette l’accesso alla borse di studio
E.D.I.S.U. nonché ai bandi della Regione Puglia. o se lo studente non riesce a di-
mostrare di aver abitato in quella casa potrebbe essere cacciato senza preavviso
e senza motivo la conclusione è che il mercato nero non è vantaggioso
né per il proprietario, né per lo studente e danneggia tutti i cittadini!!

SE DENUNCIO IL PROPRIETARIO IN NERO SONO ANCH’IO COLPEVOLE: FALSO

Se questo fosse vero allora un rapinato andrebbe in galera col rapinatore. Chi
corrisponde un affitto in nero è vittima di un abuso ai suoi danni. Davanti alla
legge il colpevole è solo il locatore. Attenzione, però: se il contratto esiste ma non
è in regola l’affittuario potrebbe subire delle sanzioni. Per saperne di più leggete
il capitolo Forme Sconsigliate.

LE SPESE DI REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO SONO A CARICO DELL’INQUI-


LINO: FALSO

Un altro mito a favore del mercato nero. Le spese di registrazione del contratto
vanno ripartite tra locatore e locatario.

L’AFFITTO PUO’ AUMENTARE OGNI ANNO: FALSO

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La cifra da pagare al proprietario è solo ed esclusivamente quella stabilita nel
contratto! Se avete corrisposto una somma superiore a quella stabilita siete di
nuovo vittime di una truffa: davanti al giudice il proprietario sarà obbligato a rim-
borsare tutte le somme corrisposte non pattuite

LE SPESE DI GESTIONE DEI SERVIZI INTERNI ALLA CASA SONO A CARICO DEGLI
INQUILINI: FALSO

Gli studenti si trovano spesso a vivere in case vecchie o in cui l’arredo e i servizi
presenti nelle abitazioni sono fatiscenti. Non spettano a voi le spese di manuten-
zione! Lo scaldabagno rotto, gli infissi rovinati, gli elettrodomestici malfunzionanti
devono essere riparati dal proprietario di casa e la spesa è interamente a suo
carico.
Per maggiori informazioni potete visitare il nostro sito www.udubari.it oppure con-
tattarci presso il Centro Servizi Zonafranka via Marchese di Montone 80 num.tel.
0805219770 o scrivere a udubari@gmail.com

Finanziaria 2008: altre agevolazioni


Nella prima Finanziaria del Governo Prodi è stata inserita una norma che permet-
terà agli studenti fuorisede di risparmiare qualcosa per l’affitto di una camera.
Infatti gli studenti distanti almeno 100
km dalla propria residenza, potranno
detrarre dall’Irpef una parte del canone
d’affitto, il 19% sul totale annuo, fino a
un massimo di 2633e euro. Per usufru-
ire del beneficio bisognerà presentare il
contratto d’affitto quando si compila la
dichiarazione dei redditi. Come potete
vedere solo coloro che hanno firmato
un contratto regolare potranno sfruttare
questa occasione! Purtroppo anche que-
sta norma presenta delle eccezioni as-
surde (infatti non ne potranno fare uso gli
studenti residenti nella stessa provincia
della sede dell’università) ma comunque
resta molto positiva anche perché non
dovrà essere rinnovata di Finanziaria in
Finanziaria, si spera...

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L’ASSISTENZA SANITARIA
Questa parte della controagenda leggetela facendo gli scongiuri...
L’assistenza sanitaria nelle università italiane è ancora oggi una chimera, no-
nostante sia stata prevista dalla Legge 390 del ‘91. In questa legge si dava
facoltà agli Enti del Diritto allo Studio di stipulare delle convenzioni con le Azien-
de Sanitarie Locali, per garantire agli studenti fuori sede e a quelli stranieri il
diritto all’assistenza sanitaria senza l’obbligo di cambiare il proprio “medico
di famiglia”.
Praticamente questa parte della legge è ad oggi non utilizzata, noi crediamo si
possano pensare una sorta di “presidi medici ambulatori” nelle città universi-
tarie, sull’esempio di quelli attivi d’estate nelle località turistiche.
In generale occorre sapere che gli studenti italiani che vanno a studiare in
un’altra città possono utilizzare la tessera sanitaria rilasciata dall’ASL dalla pro-
pria Regione di residenza. Le prestazioni mediche ricevute in questo caso non
sono gratuite, ma vengono rimborsate allo studente nella dichiarazione dei
redditi dietro presentazione delle ricevute che attestano la spesa sostenuta.
Gli studenti stranieri o provenienti da Paesi non appartenenti alla Comunità
Europea, possono ottenere la tessera sanitaria ed i relativi servizi gratuiti pre-
sentando domanda presso le aziende sanitarie.
Come si cambia il proprio medico di base?
I cittadini italiani che hanno domicilio (cioè vivono) in una città diversa da quella
di residenza hanno diritto all’assistenza sanitaria di base se la permanenza è
superiore ai 3 mesi e se è dovuta a motivi di studio.
Per poter cambiare il proprio medico di base bisogna consegnare alla ASL
più vicina:
• UNA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE (è un foglio che
sostituisce quello rilasciato dall’ASL)
• UNA DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’, per la di-
chiarazione del domicilio e dei motivi di permanenza (studio) al comune
• Il tesserino della vecchia ASL di appartenenza;
• Un certificato di iscrizione all’Università (libretto o ricevuta di pagamento
tasse)
Potrai infine scegliere il medico di riferimento dall’elenco che ti forniranno
quando richiederai l’assistenza.
In caso di Emergenza ricordati del Pronto Soccorso…
Tutti gli studenti, anche fuori sede, hanno diritto ad usufruire delle prestazioni

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del Pronto Soccorso, ma per alcune prestazioni devono pagare il ticket. In casi
di emergenza si può ricorrere alla guardia medica che garantisce l’assistenza
medica di base a domicilio, per situazioni che rivestono carattere d’urgenza e
che si verificano dalle ore 20 alle 8 di tutti i giorni feriali; dalle ore 14 del sabato
o di un altro prefestivo alle 8 di lunedì o del giorno successivo al festivo.

Assicurazione contro gli infortuni


Tutti gli studenti iscritti all’Università sono assicurati, quando attendono
ad “esperienze tecnico-scientifiche o ad esercitazioni pratiche o svolgo-
no esercitazioni di lavoro”, nonché durante visite a laboratori, stabilimenti
industriali,ecc…
Le prestazioni “coperte” in caso di infortunio sono:
- cure mediche e chirurgiche, compresi gli accertamenti clinici;
- fornitura di apparecchi di protesi;
- assegno per l’assistenza personale continuativa;
- rendita per l’inabilità permanente;
- rendita e assegno agli eredi in caso di morte.
Se vuoi ottenere le prestazioni garantite dall’assicurazione, devi presentarti agli
Uffici dell’INAIL, mentre per le Cure assistenziali, il riferimento sono i Servizi
dell’ASL.
Tutti gli studenti universitari sono inoltre assicurati contro ogni genere di infor-
tunio (anche quello “in itinere”) subito nei locali dell’Università, dell’Azienda per
il Diritto allo Studio ed in ogni ambiente dove gli studenti svolgono “un’attività
di studio e di ricerca autorizzata dall’Università”.

E per chi va via dall’Italia…


In caso di soggiorno temporaneo per turismo o studio, nei Paesi dell’UE o nei
seguenti Paesi convenzionati: Guadalupe, Martinica, Riunion, Principato di Mo-
naco, Repubblica di San Marino, Croazia, Slovenia, Brasile,Australia,Argentina,
è possibile beneficiare di cure mediche urgenti ed eventualmente del ricovero
ospedaliero.
Occorre presentarsi col tesserino sanitario presso le ASL e chiedere il Modello
E111 per i Paesi CE e per l’Austria, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia e Lie-
chtenstein; la procedura è similare per gli altri Paesi convenzionati. Il Mod. E111
va presentato alla locale Cassa Mutua o all’ospedale, in caso di ricovero.

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No al numero chiuso
L’Unione degli Universitari fin dalla sua nascita ha sempre lottato per ri-
badire il diritto costituzionale del libero accesso alla formazione. Questo
diritto purtroppo viene eluso in diverse formule. Alcuni corsi universitari
prevedono un numero limitato di posti (numero programmato) definito a
livello nazionale.
Il Parlamento, il 2 agosto 1999, ha promulgato la legge n. 264/99, che da un
lato elenca i corsi (i corsi di laurea in medicina e chirurgia, in medicina ve-
terinaria, in odontoiatria e protesi dentaria,
in architettura, in scienza della formazione
primaria) per i quali l’accesso viene pro-
grammato a livello nazionale e, dall’altro,
fissa dei parametri per la costituzione, da
parte delle Università, di ulteriori corsi ad
accesso limitato. Purtroppo, però, la gene-
ricità del testo legislativo presta il fianco
ad interpretazioni estensive da parte dei
singoli atenei.
In seguito all’approvazione del DM 15/05
sui requisiti minimi, che prevedere riduzio-
ne di finanziamenti per tutti quei corsi con
strutture e docenti insufficienti rispetto al
numero degli iscritti, molti atenei, preoc-
cupati di perdere i finanziamenti, hanno
interpretato la normativa in modo ancora
più estensivo prevedendo la programmazione degli accessi per moltissimi
corsi di laurea, in alcuni casi per intere facoltà.
Negli ultimi cinque anni i corsi che prevedono una test selettivo prima
dell’iscrizione sono cresciuti del 320%, passando dai 242 del 2001 ai 1060
del 2006. Su un totale di 3100 corsi di laurea in tutte le università italiane,
quelli a numero programmato hanno toccato quota 1060. Di questi ben
578 riguardano corsi di laurea di primo livello. In sostanza, nel solo biennio,
che va dal 2004 al 2006 i corsi di laurea triennali a numero programmato
a livello locale sarebbero passati da 352 a 578 con un aumento rispetto a
due anni prima del 64%.
I test di ammissione stanno diventando la consuetudine per accedere alla

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formazione universitaria, compromettendo il futuro di molti giovani che,
loro malgrado, restano fuori dalle graduatorie.
L’Unione degli Universitari lancia una campagna di mobilitazione contro
il numero chiuso ed invita tutte le studentesse e gli studenti, le liste, le
associazioni e le organizzazioni presenti negli atenei italiani ad aderirvi ed
a sostenere il ricorso collettivo nazionale per garantire il diritto e la libertà
per tutte e per tutti di raggiungere i più alti gradi della formazione. Tutte le
informazioni tecniche su come partecipare ai ricorsi sono sul nostro sito
www.udubari.it

Lo scorso anno accademico è iniziato nel segno del numero chiuso, carat-
terizzato nel test di medicina da domande sbagliate e soprattutto da orga-
nizzazioni criminali che consentivano da tempo il passaggio della prova a
studenti sotto lauto compenso. A farne le spese migliaia di studenti onesti
che avevano passato la prova o che erano rimasti esclusi dalla facoltà dei
propri sogni. In quell’occasione ci siamo battuti con fermezza per l’annul-
lamento della prova, convinti che l’unico modo per tutelare tutti gli studenti
onesti fosse difendere la legalità.
I Requisiti Minimi:
ovvero cosa succede se ho pochi docenti ed aule?

Per tentare di controllare la proliferazione selvaggia dell’offerta formativa,


accanto al DM 270/04 il ministro a emanato il DM 544/07, decreto che
contiene i requisiti necessari e qualificanti per l’istituzione e l’attivazione
dei nuovi corsi di studio (ovvero sia quelli che verranno attivati ai sensi del
DM 270/04), di ordine quantitativo, per l’attivazione dei corsi; ovvero si
programma l’Offerta Formativa sulla base di un numero minimo di strut-
ture e di docenti, rapportate al numero di studenti iscritti. Questo provve-
dimento, data la mancanza dei fondi necessari per adeguare le strutture
e il corpo docente, comporterà sicuramente una spregiudicata riduzione
dell’offerta formativa attuata attraverso soppressione di quei corsi privi dei
requisiti minimi o alternativamente all’accorpamento scriteriato dei corsi
ed ha legittimerà l’introduzione del numero chiuso, limitando il numero
degli studenti là dove non c’erano i fondi per sdoppiare i corsi. Tutto ciò
getterà nel caos le università ma soprattutto gli studenti che si potrebbero
veder spegnere il loro corso magistrale di riferimento in quanto sprovvisto
dei requisiti minimi, ledendo, come al solito, i diritti degli studenti.

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Inoltre il DM del 27 gennaio 2005, n. 15 ha introdotto penalità non solo eco-
nomiche per i corsi di laurea non in possesso dei requisiti minimi. Infatti non
solo gli Atenei, con corsi di laurea privi di requisiti minimi, subiscono una
penalizzazione del 5% del finanziamento, ma hanno l’obbligo sostanziale
di spegnere gli insegnamenti senza requisiti minimi, pena la perdita del
valore legale del titolo di studio. Questo provvedimento rischia di gettare
nel panico centinaia di migliaia di studenti.
L’UDU ha chiesto da subito il ritiro di tale provvedimento e nei vari atenei è
riuscita a sventare una serie di chiusure di lauree magistrali facendo pressioni
sugli organi accademici che si sono in questo modo adoperati per trova-
re quegli escamotage
tecnici permessi dalle
innumerevoli circolari
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DM sui requisiti mini-
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L’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI
FACOLTÀ DI AGRARIA
“Quid facias laetas segestes, quo sidere terram vertere, Mecenas, ulmisque
adiungere vites convenias, quae cura boum, qui cultus habendo sit pecori,
apibus quanta experentia parcis, hinc canere inicpiam.”

“Di qui inizierò a cantare che cosa renda fertili i campi, con quali cieli con-
venga arare e congiungere olmi e viti, o Mecenate, quale cura de’buoi, quale
saggezza occorra nel condurre il bestiame, quanta perizia sia necessaria per
le sobrie operaie”. (Virgilio)

Cari i nostri georgici, innanzi tutto un consiglio: non date troppo peso a ciò
che vi dicono o vi diranno studenti più anziani di voi. La Facoltà sta subendo
cambiamenti importanti nella sua organizzazione e quindi la vostra espe-
rienza potrebbe essere ben diversa da quella di chi vi ha preceduto.
Ad oggi i corsi di studio di primo livello sono quattro: “Tecnologia delle
Trasformazioni e Qualità dei Prodotti Agro-alimentari”, “Scienze e Tecno-
logie Agrarie”, “Scienze e Tecnologie Fitosanitarie”, “Scienze Forestali ed
Ambientali”. Passati i tre anni di corso, se sarete in regola con gli esami,
avrete finito, ed allora potrete scegliere se cercare lavoro o proseguire gli
studi con una laurea di secondo livello.
La laurea di secondo livello, però, non è l’unica soluzione: potreste anche
optare per un master, della durata di un anno, per specializzarvi anco-
ra un po’ in un settore specifico e questo spesso, a sentire chi ha più
esperienza, rende più facile trovare un buon lavoro. Per quanto riguarda,
quindi, l’offerta di lauree di secondo livello, sono state approvate le se-
guenti lauree specialistiche: “Scienze, Tecnologie e Gestione del Sistema
Agroalimentare” (successiva a “Trasformazioni e Qualità dei Prodotti Agro-
alimentari”), “Scienze dell’Ingegneria Agraria” e “Agricoltura Sostenibile e
Sviluppo Rurale”, (successive a “Scienze e Tecnologie Agrarie”), “Medicina
delle Piante” (successiva a “Scienze e Tecnologie Fitosanitarie”) e “Scienze
dell’Ambiente” (successiva a “Scienze Forestali ed Ambientali”); e se non
c’è quello che vi interessa, non disperate, con il passar degli anni sarà ga-
rantita l’introduzione di nuovi indirizzi; passaggi trasversali sono possibili,
ma potrebbero richiedere esami integrativi.
Per quanto riguarda i masters sono tanti ma non tutti ancora attivi: “Certi-

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ficazione fitosanitaria delle produzioni vivaistiche e sementiere”; “Esperto
dei processi di approvvigionamento e distribuzione dei prodotti agroalimen-
tari”; “Gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi”; “Sistemi di
qualità nell’industria dei prodotti lievitati da forno”; “Progettazione del pa-
esaggio”; “Fertilizzazione del suolo e nutrizione delle piante”; “Olivicoltura
ed Elaiotecnica”; “Produzioni viticole di qualità”; “Produzioni zootecniche
ecocompatibili”; “Tecnici ed esperti in ingegneria naturalistica e recupero
ambientale”, “Diagnostica fitopatologica”, questi ultimi soltanto istituiti.
Se dovete ancora iscrivervi sappiate che in questa Facoltà, qualsiasi corso
scegliate, dovrete studiare e seguire assiduamente, e per quanto riguarda
i periti agrari, cercate di entrare nella concezione che si, siete avvantaggiati
rispetto agli altri ma… l’università non ha niente a che vedere con la scuo-
la. Gli studi non sono facili, ma neanche impossibili, certo al primo anno vi
sentirete disorientati (chi non lo è?), si rischia di rimanere delusi perché le
materie non sono ancora interessanti, di non riuscire a sostenere tutti gli
esami dei due semestri, perché vi sono concentrate le discipline più ardue,
ma non mollate, basta avere tenacia e seguire alcuni consigli. Il primo
consiglio è di seguire sempre le lezioni perché: 1) è più facile studiare 2)
non sarete degli sconosciuti 3) la Facoltà vi sarà più familiare 4) i professori
vi verranno incontro 5)forse non vi sarà subito d’aiuto ma se siete in regola
incominciate già dal secondo anno a chiedere del tirocinio…l’attesa sarà
lunga ma alla fine verrà premiata. Altro consiglio è di affrontare subito la
chimica che tornerà spesso utile e necessaria. Sappiate che si affrontano
discipline molto diverse tra loro, alcune specifiche, alcune degne di attra-
zione: dall’entomologia all’economia, dalla genetica alla meccanica, dalla
zoologia alla microbiologia; gli attuali corsi, inoltre, tendono ad essere più
specializzanti dei precedenti e quindi a restringere gli ambiti disciplinari,
cosicché già dal secondo anno potrete applicare le vostre conoscenze.
Vi suggeriamo, inoltre, di seguire tutte le esercitazioni: spesso potrebbero
essere intese come inutili pomeriggi sottratti alo studio, ma è cosa grave
se si pensa che (ahimé) è l’unico momento di fusione tra teoria e pratica,
e questo, lo imparerete, non è mai abbastanza in un posto come que-
sto. Infine non mancate nell’affrontare gli esoneri, (nella speranza che non
vengano aboliti), unico mezzo tramite il quale i “comprensivi professori” vi
facilitano la vita.
Ad ogni buon conto è previsto in tutti i piani di studi un periodo di tirocinio
obbligatorio, anche presso alcune aziende, consigliate dalla facoltà, ma
che sarete voi stessi a scegliere, così come un esame di inglese ed un

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laboratorio di informatica.
Ogni attività da voi già svolta o che svolgerete, (viaggi studio, corsi di lingua,
corsi di informatica, partecipazioni a seminari e convegni, ecc.) vi sarà
riconosciuta sotto forma di crediti formativi per un totale di 8 crediti; altri
15 crediti sono riservati agli esami a libera scelta da parte dello studente
in qualsiasi Facoltà o Ateneo (e non sono affatto pochi!).
Una descrizione dei corsi e dei piani di studio sarebbe troppo lunga, e
quindi non possiamo aiutarvi a scegliere, piuttosto procuratevi subito la
guida della Facoltà presso la Segreteria. Il primo anno è comunque simile
al 90% per tutti i quattro corsi e quindi un successivo ripensamento non
sarebbe drammatico.
Potrete studiare nelle varie biblioteche disseminate in tutti i Dipartimenti,
in particolare quella Centrale ampia e silenziosa. Usate tutto ciò che la
Facoltà mette a disposizione: polo informatico, polo linguistico, servizio di
tutoraggio, esercitazioni pratiche.
E per concludere non dimentichiamoci la responsabilità che noi agronomi
avremo: quella di salvare la natura dalle intemperie dell’uomo.

FACOLTÀ DI BIOTECNOLOGIE
Già da qualche anno a Bari è attiva la facoltà di Scienze Biotecnologiche,
che si articola in 3 corsi di laurea: Biotecnologie sanitarie e farmaceutiche,
Biotecnologie per le innovazioni dei processi e dei prodotti e Biotecnologie
per le produzioni agricole ed alimentari.La facoltà di Scienze Biotecnolo-
giche è una facoltà a numero chiuso (150 posti totali distribuiti in 50 per
corso) e per tanto prevede, per accedere ad uno dei tre corsi di laurea,il
superamento di un test d’ammissione,che è possibile trovare in formato
prova sul sito www.biotec.uniba.it. Contrariamente a molte realtà presenti
nell’ateneo barese,la facoltà di Biotecnologie si presenta attrezzata con ogni
forma di sistema tecnologico e non in grado di ridurre di molto la distan-
za tra studenti,professori e organi di segreteria,contribuendo ad un miglior
ambiente per lo svolgimento degli studi universitari. Nonostante però un si-
stema di laboratori all’avanguardia,una sala informatica e una equipe di pro-
fessori valenti e disponibili esiste da tempo il problema delle aule di studio e
delle aule dove svolgere le lezioni dato che la maggior parte della struttura
di facoltà è occupata dai laboratori,per tanto gli studenti sono costretti ad

164
essere ospitati presso aule di altre facoltà nella fattispecie Chimica,Biologia
ed Agraria. Altro aspetto da sottolineare è il recente cambiamento dei piani
di studi messo in atto dal nuovo preside di facoltà che interessa sia i futuri
studenti iscritti alla laurea di primo livello,sia gli studenti prossimi ad iscri-
versi alla laurea di secondo livello,il piano non è ancora stato definitivamente
stabilito,ma confidiamo che questa riorganizzazione venga fatta con criterio
cambiando magari alcune successioni di esami che fino ad oggi hanno
presentato alcune difficoltà e incongruenze. Per quanto concerne i corsi di
studi: al 1° anno i tre corsi di laurea frequentano insieme dato che le materie
del 1° anno sono basilari per entrambi,la differenziazione parte dal 2° anno.
Nonostante la differenza tra i corsi di laurea esiste un comune denomina-
tore: l’impegno (data la frequenza obbligatoria essenziale soprattutto per i
laboratori) e l’esperienza che questa facoltà offre, la possibilità di toccare
con mano le più moderne tecniche molecolari e genetiche.

FACOLTÀ DI ECONOMIA E COMMERCIO


La Facoltà di Economia e Commercio si compone di quattro corsi di laurea.
Il primo è il Corso di Laurea in Economia e Commercio. Questo dà una pre-
parazione di carattere più economico e giuridico, ciò vuol dire che vengono
predilette materie come economia politica, matematica e diritto commercia-
le a materie come marketing o ragioneria. A proposito di ragioneria, sappiate
che questo esame non c’è nella triennale, e questo è un grosso problema
perché se volete andare a fare la laurea specialistica da qualche altra parte
sarà sicuramente un debito da recuperare. C’è da sempre un grosso polve-
rone su matematica, è un esame difficile, ma non ascoltate chi dice che è
impossibile, se lo seguite con attenzione e lo studiate bene lo potete passare
tutti. Con questa laurea potete aspirare a lavorare in molti contesti: banche,
ricerca, enti pubblici, consulenza,organizzazioni internazionali, organismi di
intermediazione finanziaria. Al termine dei due anni si sceglie, poi, il curricu-
lum che maggiormente vi interessa. La scelta è fra i seguenti:
• Generale
• Economia ambientale
• Economia, Finanza e Informatica
• Economia dell’Integrazione internazionale
• Economia e Legislazione delle Amministrazioni pubbliche e
delle Istituzioni internazionali
• Economia del Turismo e dei Beni culturali

165
In generale questi curriculum sono abbastanza ben fatti e hanno un gran
pregio: consentono di seguire in classi con un numero molto piccolo di
studenti, questo rende le lezioni più interessanti e maggiormente interat-
tive rispetto al biennio, dove al contrario lo studente seguendo in aule con
300 persone tende a scomparire nell’anonimato. Il Corso di Laurea in
Economia Aziendale è consigliabile a chi pensa già dall’inizio che la realtà
in cui gli piacerebbe maggiormente operare è quella aziendale. Questo
corso di Laurea ha lo scopo di fornire le conoscenze necessarie in materia
di strutture e di dinamiche della realtà aziendale nei suoi differenti aspetti:
economici, aziendali, giuridici e quantitativi. I primi due anni sono molto
simili a quelli del Corso di Laurea in Economia e Commercio a parte delle
differenze nella distribuzione dei crediti e qualche esame ( ad esempio ,
qui è prevista ragioneria!).

I Curriculum previsti per il terzo anno sono:


• Commercio Estero
• Consulente Giuridico di Impresa
• Consulente del Lavoro
• Diritto ed Economia dell’Intermediazione e dell’Amministrazione
Immobiliare
• Economia e Amministrazione delle Aziende e delle Istituzioni
pubbliche e delle Organizzazioni non profit
• Economia degli Intermediari finanziari
• Gestione aziendale organizzata
• Libera professione

Il terzo corso di laurea previsto è quello di Marketing e Comunicazione. La


struttura del primo anno è identica a quella prevista per economia azien-
dale. Nel secondo anno si approfondiscono esami di carattere quantitativo (
come economia industriale, tecniche di campionamento, analisi e contabi-
lità dei costi). Il terzo anno è caratterizzato da esami relativi al marketing. Gli
sbocchi lavorativi offerti da questo corso sono per lo più legati a ruoli nelle
funzioni di marketing, comunicazione, relazioni pubbliche, vendite, acqui-
sti e logistica delle imprese, delle istituzioni e delle società di consulenza.
Accade che gli studenti che si laureano egregiamente in questo corso rice-
vano tempestivamente delle opportunità di lavoro dalle imprese locali.
L’ultimo corso di laurea previsto è quello di Scienze Statistiche ed Econo-
miche. Esso fornisce una buona conoscenza delle metodologie statistiche

166
per le applicazioni in vari ambiti (economici, sociali, demografici ) . Queste
competenze sono particolarmente utili in amministrazioni pubbliche, istituti
creditizi, enti di ricerca. Teoricamente sono previsti diversi curriculum, ma
al momento è attivato solo quello generale. Nonostante possa contare su
un buon dipartimento questo corso è così poco frequentato che per chi
s’iscrive c’è l’esonero dalle tasse universitarie.

Attualmente le lauree specialistiche attive sono solo quattro:


-Consulenza professionale per le aziende
-Economia e Management
-Marketing
-Statistica per le decisioni socio-econo-
miche e finanziarie.

Il giudizio su queste lauree è tendenzial-


mente negativo, in quanto si risolvono
per lo più in una ripetizione delle materie
già affrontate nella triennale. Enunciati i
corsi di questa università , vediamo brevemente quali sono i suoi problemi
ed i suoi punti di forza. Partendo dai secondi, l’università di economia può
contare su di una buona struttura, ha un website molto efficiente su cui
si prenotano gli esami e può contare su associazioni studentesche che
offrono degli eccellenti servizi di segreteria agli studenti. Da un punto di
vista didattico, poi, ci sono degli ottimi dipartimenti come quello di scienze
economiche formato da professori di grandissima competenza.
I maggiori problemi di questa facoltà sono riconducibili ad un cattivo co-
stume molto diffuso: quello del nepotismo e delle raccomandazioni che ha
portato ad un sistema di corruzione e di compravendita di esami vergo-
gnoso, scoperto dalla magistratura e notevolmente amplificato dai giornali.
Questi atteggiamenti da un lato sono disincentivanti per lo studio e dall’altro
essendo finiti alla ribalta grazie alla stampa, finiscono per sminuire il valore
del titolo di laurea conseguito. Ci batteremo, però, affinchè dopo i grossi
scandali del 2008 la situazione migliori e non venga tutto nuovamente
insabbiato e non ci si scordi che solo una università con comportamenti
moralmente adeguati può definirsi come un luogo di formazione.

167
FACOLTA’ DI FARMACIA
La Facoltà di Farmacia si trova nel Campus Universitario di Bari ed è sede di
ben quattro corsi di laurea, due dei quali sono laurea specialistiche a ciclo
unico ( rimasti tali anche dopo la riforma per normativa europea) ovvero “
Farmacia” e “ Chimica e tecnologie farmaceutiche” ( CTF) e le altre due,
“Informazione scientifica del farmaco” (ISF) e “Tecniche erboristiche”, sono
corsi di laurea triennale. Tecniche Erboristiche e ISF sono a numero chiuso
da anni e l’anno scorso lo erano diventate anche Farmacia e CTF. Tale
decisione fu presa “a buon cuore” dalla quasi totalità
della componente studentesca di rappresentanza nel Consiglio di Facoltà
e di intesa con gli altri componenti di quest’organo.
La rappresentanza studentesca, composta da esponenti di altre liste
(Azione Universitaria, New Team, Studenti per l’università e nessuno del
Network-udu), giustificava l’adozione di tale restrizione per fronteggiare
il problema dei “ troppi iscritti” a Farmacia, scorgendo nel provvedimento
anche un modo per rilanciare l’ intera Facoltà che per molti studenti
rappresenta da anni un crocevia nell’attesa di accedere ad altri corsi già
“blindati” dell’area medico-sanitaria,
primi tra tutti Medicina e Chirurgia,
Odontoiatria e Professioni Sanitarie.
Fortunatamente dopo l’esperienza
passataci si è resi conto che non
c’era una reale esigenza di blindare
l’accesso anche di questi corsi di
laurea, che dunque sono tornati ad
essere liberi da test d’ingresso.
Noi d’altronde siamo sempre stati
contrari al numero chiuso, ritenendolo
un inutile ostacolo, antidemocratico, per l’accesso ai saperi che limita i di-
ritti e le libertà degli studenti. Purtroppo però, non avendo mai avuto alcuna
rappresentanza studentesca nel Consiglio di Facoltà di Farmacia, non
abbiamo mai avuto una grossa capacità di incidere su alcune scelte. Que-
sto non ci esime però da una lotta, che è di tutti e per tutti, contro i cosiddetti
numeri programmati e da una severa critica nei confronti di chi, pur essen-
do studente, vota provvedimenti del genere. Se volete collaborare con noi
per far nascere e crescere l’UDU anche a Farmacia scrivi a udubari@gmail.
com o vienici a trovare nelle nostre aulette nel Campus Universitario.

168
corso di laurea in chimica e tecnologie farmaceutiche
Il corso di laurea specialistica in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche è
a ciclo unico e dunque quinquennale. Ben pochi sono però gli iscritti, e
ancora meno quelli che riescono a laurearsi in tempo, poiché gli esami
sono numerosi (24, per la precisione,più del corso di laurea in Farmacia),
lunghi e complicati.
Gli esami del primo anno sono nel primo semestre Fisica, “Chimica ge-
nerale ed inorganica” e Matematica; nel secondo semestre “Anatomia
umana, patologia generale e terminologia medica”, “Chimica Analitica e
Complementi di chimica” e “Biologia animale e Microbiologia”. Sostenere
tutti gli esami del primo semestre è molto difficile. L’esame di fisica ha un
programma vasto ed è strutturato in uno scritto impegnativo seguito da un’
interrogazione orale; consigliabile è prendere bene gli appunti a lezione e
seguire le esercitazioni perchè possono essere di notevole aiuto per lo svol-
gimento dei problemi, oltre che studiare su un buon libro come l’Halliday.
Lo stesso discorso vale per l’esame di Matematica, tenuto da un docente
molto bravo e allo stesso tempo parecchio esigente. L’esame di Chimica
generale, da molti sottovalutato, richiede uno studio
incentrato sulla comprensione approfondita di concetti base ma soprattut-
to su una grande esercitazione nello svolgimento di esercizi che poi sono
esattamente quelli da svolgere nell’esame, che è scritto; si consiglia l’uso o
per lo meno la consultazione, soprattutto per alcuni argomenti, dell’ Oxtoby
(la biblioteca della facoltà dispone di alcune copie di questo libro) più che
del libro di testo consigliato dal professore, tra l’altro da lui stesso
realizzato. Bisogna comunque ricordare che proprio da quest’ultimo con-
viene però esercitarsi per la preparazione dell’esame. Per la preparazione
agli esami del secondo semestre è altrettanto importante seguire le lezioni:
l’esame di Anatomia e patologia si incentra soprattutto su uno studio ap-
profondito delle patologie dell’ organismo umano, mentre lo studio delle
strutture anatomiche è più che altro di supporto al primo, per cui fonda-
mentale è la guida del docente nella segnalazione degli argomenti su cui
applicare un’analisi più approfondita. L’esame di Chimica analitica è arti-
colato in una prova scritta e una orale. Può risultare utile seguire le lezioni
di questo corso, anche se non si è passato l’esame di Chimica generale,
poiché analizza rendendo più chiari alcuni concetti di
base. L’esame di Biologia animale comprende un vasto programma di mi-
crobiologia oltre che argomenti di micologia e virologia; i libri di testo con-
sigliati sono il Poli e il Solomon. La difficoltà dell’esame sta nella vastità del

169
programma ed è comunque bene seguire le lezioni prendendo appunti.
Anche per gli anni successivi conviene sempre seguire le lezioni sia
perché la frequenza è obbligatoria, i professori prendono le firme (gior-
nalmente, settimanalmente, dipende dal prof) e alcuni fanno addirittura
l’appello!Inoltre seguire le lezioni torna sempre molto utile nella prepara-
zioni dell’esame perché, trattandosi di argomenti molto vasti, il prof in aula
dà indicazioni su come procedere nello studio e generalmente all’esame
chiederà ciò che ha spiegato.
A partire dal secondo anno, ci sono dei corsi che consistono in lezioni
frontali (in aula con il prof) e lezioni in laboratorio che spesso risultano
importanti per comprendere pienamente ciò che si è studiato in teoria.
Durante il quinto anno si seguono corsi a scelta, ma è necessario svolgere
sei mesi di tirocinio in Farmacia e sei mesi in un laboratorio all’interno della
Facoltà per la preparazione della tesi che è sperimentale (cioè frutto di un
lavoro che lo studente ha portato avanti in laboratorio)
Durante i cinque anni è necessario sostenere anche l’idoneità di informati-
ca e quella di inglese, ma la facoltà riconosce ed accetta certificati esterni
che attestino una certa competenza in queste discipline.
Sebbene questo corso di laurea non sia stato interessato dalla riforma tre
più due, è stata introdotta la propedeuticità,cioè per poter sostenere gli
esami del terzo e del quarto anno è necessario aver sostenuto (e supe-
rato!) gli esami rispettivamente del primo e del secondo anno. A fronte di
questo è assolutamente consigliabile sostenere subito gli esami di Fisica
ma soprattutto Matematica perché molto spesso finiscono per diventare
un ostacolo per il proseguimento degli studi.

FACOLTÀ DI GIURISPRUDENZA
Corso di Laurea Magistrale giurisprudenza
Ormai riformato in 1+4 il corso di laurea magistrale in giurisprudenza cam-
bia aspetto ma non risolve i suoi ormai cronici problemi...
L’applicazione della riforma in vigore da ormai due anni, è stata una man-
cata occasione per risolvere i tantissimi problemi inerenti la didattica della
nostra facoltà. Si è semplicemente provveduto a replicare i vecchi esami,
con gli stessi docenti dentro le nuove tabelle ministeriali,senza interrogar-
si sulle esigenze degli studenti,o sulle necessità formative dei giuristi del
futuro. Cambiano i numeri (3+2,4,1+4,1+2......) ma i programmi,i metodi

170
di insegnamento obsoleti ,e l’incompetenza diffusa di parte del personale
didattico e tecnico restano immutati....a prescindere da sigle e numeri.......
Intanto sopportiamo quotidianamente il sovraffollamento delle aule specie
per i primi mesi dell’anno che scoraggia chi per la prima volta frequenta le
lezioni e che rischia di seguirle in piedi o seduto per terra. Tutto ciò però non
deve portare lo studente a rinunciare alla frequentazione delle lezioni che
risulta utile, in quanto comporta agevolazioni da parte dei professori ine-
renti soprattutto alla riduzione dei programmi. Di grande efficacia possono
essere i colloqui con gli assistenti dei professori, i quali settimanalmente
sono obbligati a dedicare alcune ore al tutorato per gli studenti,dove potrete
chiedere chiarimenti su parti di programma o valutare la vostra preparazio-
ne tramite interrogazioni su parti di programma concordate.
Nonostante tutto ciò non scoraggiatevi, lo studio della giurisprudenza per
quanto ,soprattutto i primi anni, possa risultare a volte ostico è sicuramen-
te molto stimolante, se non altro perché ci permette di comprendere un
mondo a molti ignoto e può aprire la strada a profonde riflessioni sul ruolo
e la funzione del diritto nella società moderna, sui comportamenti , sulle
relazioni umane e i loro orizzonti e limiti. Un buon giurista deve essere an-
che un filosofo, un sociologo ,un antropologo....prima di ogni diritto infondo
c’è un desiderio, un aspirazione, una paura, un sogno, lo studio dell’uomo,
della società e delle sue esigenze.
Il piano di studi prevede una formazione su vari ambiti: storico/filosofico
,privatistico ,pubblicistico ,processualistico ,penalistico ,internazionalistico
,economico ,comparatistico e comunitario. Per quanto riguarda l’organiz-
zazione delle lezioni invece, queste sono divise in due semestri: il primo
va da metà settembre a metà dicembre; il secondo da fine febbraio a
fine maggio. Al termine di ogni semestre vengono programmati una serie
di appelli: uno a dicembre, uno a gennaio, uno a febbraio, uno ad aprile;
alla fine del secondo semestre vi sono invece due appelli a giugno, uno a
luglio e uno a settembre; l’unico appello straordinario è ad ottobre ma le
matricole non possono usufruirne. Inoltre sono possibili cambi di corso che
permettono allo studente di scegliere gli orari,i programmi e i professori a
lui più congeniali, anche se, non essendo adeguatamente regolamentato,
non tutti i docenti sono disponibili ad accettare un cambio di corso per tutti
e si riservano l’inaccettabile “diritto di selezione all’ingresso”, in casi del
genere contattateci, non è assolutamente legale.

171
Corso di Laurea Magistrale in giurisprudenza d’impresa
La laurea magistrale in giurisprudenza d’impresa è uno degli ultimi corsi
introdotti e molto spesso ingiustificatamente sottostimato . Certo, la chia-
rezza non è ai limiti massimi, ma avere un’alternativa alle pessime triennali
in voga negli ultimi anni è già qualcosa. La distribuzione dei crediti appare
più equa, la divisione in due moduli di esami storicamente pesanti, quali le
procedure o amministrativo, è un toccasana per non morire di vecchiaia su
una stessa materia. La particolarità dei giuristi d’impresa sta sempre nella
commistione tra materie giuridiche, economiche e sociologiche (anche se
sono poche).Dopo la riforma si può optare per una laurea quinquennale o
una triennale.
La preparazione è piuttosto varia, non ci si può lamentare, e come corso
di studi afferma sempre più la propria validità a differenza di quanto si
credeva in passato. Il numero limitato di iscritti, vuoi per la particolarità del
corso, o per la scarsa pubblicizzazione riguardo a questa valida alternativa
al corso standard, rimane un punto a favore, tanto che le classiche folle
oceaniche ,a lezione tipiche di giurisprudenza ,sono un’immagine che non
ci appartengono. La frequenza, specie per gli esami annuali (altra novità
dell’1+4) o quelli a doppio modulo è utile per non perdere il filo che unisce
le varie parti dell’esame. Va da sé che per i liceali che si avvicinano a mate-
rie economiche (ancor più che per le giuridiche) o che per i diplomati in isti-
tuiti tecnici alle prese con materie tipo filosofia del diritto, la frequenza delle
lezioni diventa assolutamente indispensabile. Svantaggio dell’essere pochi
è che il professore titolare di cattedra è per noi unico, con la conseguenza
che in caso di non particolare feeling siamo costretti a tenercelo! Non c’è
possibilità di effettuare cambi di corso (metodo frequentemente utilizzato
dai giurisprudenti standard per evitare di finire nelle grinfie di docenti “par-
ticolari”), e quindi in alcuni casi bisogna stringere i denti e resistere a com-
missioni d’esame a volte tostissime o a lezioni ai limiti dell’incomprensibile.
Questi rappresentano degli effetti collaterali delle piccole comunità come la
nostra. Tanto vale farsi coraggio a vicenda, incontrandosi, confrontandosi,
visto che alla fine lì da noi giuristi d’impresa ci si conosce tutti.Alla faccia di
chi dice che giurisprudenza è per gli eterni indecisi. Per scegliere giurispru-
denza d’impresa tanto vale pensarci cinque minuti in più…

172
II Facoltà di Giurisprudenza di Taranto
La II Facoltà di Giurisprudenza dell’UNIBA o più comunemente (quasi un
auspicio), Facoltà di Giurisprudenza di Taranto ha sede nella città ionica
nell’ex scuola materna di via Acton ed è forse questa sua condizione logi-
stica a determinarne, per ricaduta psicologica, le tare amministrative. Infatti
i tratti rilevanti della Facoltà sono l’assenza di beni materiali e di servizi atti
a catalogarla come tale: dai bagni privi di detergenti e carta ai laboratori
informatici inaccessibili, dalla infantile e quasi-sempre-chiusa biblioteca
alla rinuncia da parte del personale amministrativo di svolgere proprie fun-
zioni (spesso sostituti in questo dai rappresentanti o dalle associazione
degli Studenti), fino all’arbitrio di molti docenti e assistenti nel posticipare,
rinviare o annullare le date degli appelli o farne dipendere l’esito dall’umore
giornaliero, dall’orario corrente o unicamente dalla loro capacità di valu-
tazione (superiore per prassi anche al contenuto esplicito di prestigiosi,
voluminosi e sempre più costosi manuali da loro consigliati).
Tuttavia, in quel grande androne grigio in cui si risolve la Facoltà, è da evi-
denziare la serietà dei programmi (relativamente alla parte manualistica),
e la rigorosa professionalità e la cortese disponibilità di molta (altra), parte
del corpo docente. Un equilibrio invidiabile, quindi, tra serietà e malaffare,
tra gentilezza e cattivo gusto che fanno della schizofrenica Facoltà di Giuri-
sprudenza di Taranto il fiore all’occhiello del Polo Universitario Ionico.

173
FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA
L’elaborazione dei nuovi piani di studio ha permesso di risolvere alcuni
problemi presenti nel nostro corso di laurea in lettere che prevede quattro
percorsi: moderno e contemporaneo, editoria e giornalismo, lettere classi-
che e cultura teatrale.
E’ stato ottenuto l’inserimento obbligatorio di stage presso case editrici,
testate giornalistiche e compagnie teatrali per rendere più specifici quei
percorsi come editoria e giornalismo e cultura teatrale che a discapito del
loro nome hanno pochi esami e laboratori che trattano di editoria, giorna-
lismo e teatro.
La laurea( 3+2) in lettere permette l’accesso non diretto a quelle classi della
SSIS che abilitano lo studente a insegnare materie letterarie nelle scuole
medie e medie superiori.
L’elaborazione dei nuovi piani di studio ha migliorato anche le specialistiche,
che con il vecchio decreto avevano dei piani di studio con discipline simili a
quelle già impartite nella triennale. Quindi lo studente sosteneva di nuovo
esami già sostenuti nella triennale. La riduzione degli esami ha risolto in
parte questo problema tentando di rendere le specialistiche degno di que-
sto nome. Le specialistiche sono filologia mo-
derna, filologia classica,
scienze dello spettacolo e
produzione multimediale
e “informazioni e sistemi
editoriali: uffici stampa e
comunicazione” corso di
laurea in interfacoltà tra
lettere e scienze della for-
mazione che non permette
l’accesso alla SSIS ed è a
numero programmato.
Corso di laurea in lettere.
Questo corso si divide in quattro diversi curriculum: Editoria e giornali-
smo, cultura teatrale lettere comparate, lettere moderne lettere classiche.
Purtroppo fino ad ora le differenze tra questi corsi sono state ben esigue,
in termini di quantità e qualità di esami, di approfondimenti e caratterizza-
zione del corso di studio. Solo dall’anno accademico 2008/09 saranno in

174
vigore i nuovi piani di studio, che hanno apportato un vago miglioramento
alla didattica e alla specificità dei corsi.
L’elaborazione dei nuovi piani di studio ha permesso di risolvere alcuni
problemi presenti nel nostro corso di laurea, che prevede quattro percorsi:
moderno e contemporaneo, editoria e giornalismo, lettere classiche e cul-
tura teatrale.
E’ stato ottenuto l’inserimento obbligatorio di stage presso case editrici,
testate giornalistiche e compagnie teatrali per rendere più specifici quei
percorsi come editoria e giornalismo e cultura teatrale che a discapito del
loro nome hanno pochi esami e laboratori che trattano di editoria, giorna-
lismo e teatro. Rispetto ai laboratori, l’altra innovazione è la necessità di
conseguire l’idoneità, per poter sostenere il rispettivo esame (per esempio,
Lingua Latina)
La laurea (3+2) in lettere permette l’accesso indiretto a quelle classi della
SSIS che abilitano a insegnare materie umanistiche nelle scuole medie
inferiori e superiori.
I nuovi piani di studio hanno migliorato anche le specialistiche, che nel
vecchio ordinamento, prevedevano degli insegnamenti molto simili, se non
uguali al corso triennale. Lo studente quindi si ritrovava a sostenere esami
già studiati l’anno precedente, senza particolari approfondimenti né teorici,
né pratici. La risoluzione di questo annoso problema, è stata data anche
dalla riduzione degli esami nella specialistica, che da 20, sono scesi a 12.
I corsi di laurea specialistica disponibili sono: Filologia moderna, Filologia
classica, Scienze dello spettacolo e produzione multimediale e, infine, Infor-
mazioni e sistemi editoriali: uffici stampa e comunicazione. Non poteva però
mancare qualcosa di negativo: quest’ultimo corso di laurea inter-facoltà tra
Lettere e Scienze della Formazione, rappresenta una grave anomalia nella
storia della Facoltà di Lettere e Filosofia, in quanto, oltre a non permettere
l’accesso alla SSIS, è il primo corso all’interno della facoltà, ad essere sot-
toposto a numero programmato.
Corso di Laurea in Scienze dei Beni Culturali
Ok. Hai spulciato ben benino i piani di studio, hai fatto un po’ di ricer-
che sugli sbocchi professionali, hai valutato le numerose specialistiche,
e sei deciso ad iscriverti al Corso di laurea in scienze dei Beni culturali, al
curriculum storico-artistico, archeologico, o archivistico (per la triennale la
differenza non è poi così grande)
La guida dello studente ti convince che quella è la scelta giusta (e questo

175
ci può stare) e che è anche meno complicata del previsto (e questo non ci
può stare!). Abbiamo i tre anni della laurea triennale e i due della Speciali-
stica, 3+2 (dopo la Moratti se non sai le tabelline, è meglio se all’Università
rinunci in partenza!). Anni che, come puoi leggere sulla Guida, sono costel-
lati di esami interessantissimi: Archeologia e Storia dell’arte, Mineralogia
e Restauro, tutte cose che ti convincono di quanto possa essere completo
questo corso. E poi mille laboratori (quanta pratica!). Nomi altisonanti come
Architettura d’interni e allestimenti, Storia e Tecnica del restauro… E già ti
immagini al Ministero dei Beni culturali… Sì. Ma torniamo per un attimo
nel mondo reale.
Varcata la soglia del secondo piano (che ti sembrerà un covo di matti, ma
è la parte migliore dell’Ateneo…), sarai catapultato con una certa violenza,
in una vera e propria giungla.
Segui le prime lezioni in preda all’eccitazione, e ciò ti porta ad essere sem-
pre in anticipo sugli orari e attento alle lezioni come mai in vita tua prima.
Poi scatta inesorabile, sulle teste di noi poveri studenti, l’orologio biologico
dei professori…ritardi, lezioni che vengono spostate all’ultimo minuto, se-
parazioni di cattedre per curricula differenti, là dove non erano previste…
In pratica puoi sperare che la cosa migliore che ti succeda sia aver fatto
(per i pendolari) un viaggio a vuoto. Diventi subito bacheca-dipendente. Ed
è un bene che sia così.
Ascolta le voci che corrono per i corridoi, ma impara a verificarle. Fai do-
mande a quanta più gente possibile, tallona i rappresentanti e staziona
giorno e notte (non letteralmente, ma quasi…) davanti ai dipartimenti e
alle “stanze” dei docenti (cosa importantissima specialmente per chi, in
periodo estivo, vuole fare un po’ di pratica nei vari cantieri archeologici, dei
quali si sa sempre poco e all’ultimo minuto)!!.
Qui imparerai che essere sempre informati è come avere l’acqua nel de-
serto.
Riuscirai con tanti “affanni” a seguire le lezioni per via degli orari che si so-
vrappongono, ma dovrai rinunciare a frequentarne qualcuna, per ritagliarti
un po’ di tempo per lo studio, comunque ti adatterai in fretta (letteralmen-
te…) alle corse e agli scambi di appunti con gli altri studenti del tuo corso
e non sarà poi così tragica.
Ma passiamo alla pratica: ai laboratori,(con frequenza obbligatoria a diffe-
renza delle lezioni), i quali sarebbero veramente interessanti (eccetto quelli
da un credito, del tutto inutili o quasi) se l’elevato numero degli studenti e
i la mancanza di fondi non li limitassero a nient’altro che lezioni normali

176
in cui si sviluppa il
modulo monografico
del programma, dove
esperienza sul campo,
che almeno nella nostra im-
maginazione dovrebbe esserci
in gran quantità, è ridotta quasi a
zero.
A essere onesti qualcosina c’è…visite
guidate (due, se fai il bravo tre) nel centro
storico di Bari e alla Cattedrale, per pochi elet-
ti c’è però la possibilità di fare viaggi d’istruzione anche
fuori Bari.
Detto questo non pensare di trovarti solo ad affrontare questa giun-
gla…
Guardati intorno e scoprirai che ci sono un sacco di anime perse come te.
Ricorda solo che l’unione fa la forza.
Potrai appurare che ti si drizzeranno i capelli (no dai…però certe bestem-
mie che si beccano!), ma riuscirai ad arrivare al terzo ed ultimo (per qual-
cuno, ma non per tutti) anno, e se provieni dal liceo classico sarà più facile
per te laurearti in tempo, dato che certe materie risultano molto accessibili
per chi detiene la maturità classica.
Corso di Laurea in Scienze storiche e sociali Triennale
Il corso di scienze storiche è suddiviso in due curriculum: Geo-storico e So-
ciale e Storico Classico. Il primo è caratterizzato da una serie di esami spe-
cifici nell’ambito socio-culturale (sociologia, etnologia, nozioni giuridiche,
etc.), portando comunque avanti un approfondito studio delle fasi storiche
(da storia greca e romana, fino a storia contemporanea), ed un interessante
analisi di campi più specifici (relazioni internazionali, storia della filosofia,
storia della scienza, storia economica e sociale, etc...).
Unica pecca, è un certo disordine nella disposizione degli esami duran-
te i tre anni; le varie “storie” infatti, vengono sciorinate in maniera forse
troppo caotica (ad esempio, 1° anno: medievale e relazioni internazionali;
2° anno: greca e moderna; 3° anno: romana e contemporanea), che può
rendere lo studio di queste poco lineare, e più confuso. D’altra parte, già i
primi insegnamenti mettono in evidenza come lo studio della storia non sia
un semplice susseguirsi di eventi, fornendo agli studenti, utili strumenti e

177
metodi di studio della materia. Sono previsti diversi laboratori sia di lingue
straniere, che di latino o informatica, tutti ovviamente con frequenza obbli-
gatoria (max 3 assenze). Tutti questi hanno una impostazione didattica tale
da permettere anche al più novizio di acquisire le nozioni necessarie.
Il curriculum Classico, è incentrato molto di più sullo studio della storia in
sé per sé; conseguentemente gli insegnamenti hanno un vasto approfon-
dimento dal punto di vista puramente storico, ed ignorando completamente
lo studio socio-culturale. Per il resto, questo curriculum non possiede diffe-
renze didattiche così imponenti dall’altro, così come accade per molti altri
corsi di laurea della facoltà di lettere e filosofia.
Una delle “comodità” che si riscontrano in questo corso, almeno per ora,
è la scarsa affluenza di iscritti. Questa esigua popolazione studentesca,
permette un rapporto più diretto con i docenti, e conseguentemente di
essere seguiti in maniera più diretta durante il corso degli studi. Parados-
salmente a causa di questo alcune lezioni si tengono all’interno degli uffici
dei docenti.
Dal punto di vista degli sbocchi lavorativi, questo corso di laurea fornisce
competenze base utili per l’insegnamento, per gestione di archivi o di mu-
sei; ovviamente le competenze acquisite con la laurea triennale devono
essere integrate o da una laurea specialistica o da master. Non è (come
tutti i corsi di lettere) una qualifica che permette di accedere immediata-
mente al lavoro (non fosse già abbastanza difficile di per sé) e necessita di
specializzazioni di vario tipo.
Corso di Laurea in Filosofia
Il corso triennale mediamente presenta 10 esami all’anno distribuiti su due
semestri: questo si traduce in una sostanziale impossibilità di approfondi-
mento delle varie discipline (di cui anche gli stessi professori si lamentano)
e in una forsennata corsa per completare gli esami entro i semestri e non
trovare arretrati (impresa comunque molto ardua). Dall’anno 2008/09 il ca-
rico di esami però è stato ridotto a 20, come da normativa nazionale. Quindi
molti problemi di tempi verranno ad esaurirsi, a fronte di un ampliamento
dei contenuti per i vari insegnamenti.
Una grave carenza riguarda alcuni esami a nostro parere molto importanti
(alcuni dei quali impartiti in altre facoltà che non sono quella di filosofia): Lo-
gica (formalmente presente ma effettivamente non più da quest’anno ap-
pena trascorso), Filosofia del linguaggio e Filosofia del diritto…senza con-
tare l’impossibilità del raggiungimento dei crediti di storia per la SISS(per

178
il raggiungimento andrebbero utilizzati i crediti a scelta dello studente , lo
studente che in pratica perde la propria facoltà di scelta).
Un altro problema sulla didattica, abbastanza grave, è l’assenza di un
ordine cronologico per gli esami di Storia della Filosofia. Infatti ci si trova a
studiare prima filosofia moderna, poi filosofia antica, poi contemporanea e
medievale…e non si sa perché!!! Un dramma comune anche ad altri corsi
di laurea in lettere.
Nonostante tutto questo Gli insegnamenti sono di buon livello e ci sono
professori veramente validi (alcuni insegnano o hanno insegnato anche in
università straniere), il che permette al corso di laurea di avere un livello
qualitativo accettabile, se non in alcuni casi, abbastanza alto .
Il nostro consiglio è comunque quello di frequentare più corsi possibili e
vivere l’università impegnandovi voi stessi (singolarmente, o con seminari
tra colleghi di corso) e supplire alle mancanze che ci sono!! Solo così ap-
prenderete ciò che leggerete e studierete.

179
FACOLTÀ DI LINGUE E LETTERATURE
STRANIERE
Dall’anno accademico 2008/2009 nuovi piani di studio per la laurea trien-
nale anche nella facoltà di lingue. Coerentemente a quanto decretato
dall’ex ministro Mussi, gli esami si sono ridotti a 20, sebbene idoneità,
attività formative e tirocinio portino il numero effettivo a 23. Le classi di
laurea diventano due: classe 11 (Culture delle lingue moderne e del turi-
smo) e classe 12 (Comunicazione linguistica e interculturale). Entrambe si
dividono in due curricula: per la classe 11 “Lingue e culture moderne” e
“Lingue e culture per il turismo”; per la classe 12 “Mediazione intercultu-
rale” e “Italiano per stranieri”.
Non cambia granché rispetto al vecchio ordinamento se escludiamo l’abo-
lizione della terza lingua per i curricula più “letterari” e una ripartizione dei
crediti. Ci auguriamo che quest’ultima non si limiti esclusivamente ad un
incremento o una diminuzione del numero di pagine da studiare ma sia
un’occasione per cambiare in meglio la qualità dell’insegnamento. Non ci
sono grandi cambiamenti per quel che
riguarda altri aspetti dell’ordinamento
didattico: per le altre informazioni vi ri-
mandiamo quindi all’apposita sezione
della nostra facoltà nella guida dell’uni-
versità di Bari o al sito www.uniba.it/
ateneo/facolta/lingue. Compito di que-
sta controguida è infatti quello di offrire
un quadro differente rispetto a quello
ufficiale. Per quanto ci sforzeremo di
non essere faziosi, premettiamo che emergerà essenzialmente il punto
di vista degli studenti. Studenti, però, di un’associazione che ha tra i suoi
obiettivi cardine il miglioramento della qualità della didattica e l’incremento
della partecipazione studentesca alle attività dell’università.

Iniziamo con quel che non va.


Si potrebbe scrivere molto su questo tema ma ci limiteremo alle cose più
evidenti. L’anno appena concluso ha visto un’ennesima agitazione da parte
dei lettori ed esperti linguistici nella nostra facoltà. Per tutto l’intero secondo
semestre essi non hanno svolto più lezione frontale, vale a dire il modo più
classico di fare lezione, limitandosi a sbrigare assistenza individuale allo

180
studente. L’UDU ha appoggiato le rivendicazioni dei lettori perché ritiene che
il loro compito all’interno della nostra facoltà rientri appieno in quella che si
può definire didattica e come tale dev’essere riconosciuto. Non sappiamo
come andrà a finire la questione: ci auguriamo soltanto che, a differenza
di quanto promesso a vuoto in diversi contesti durante lo scorso semestre,
quest’anno gli organi di facoltà sappiano fornire una risposta concreta e
definitiva a tutta la comunità universitaria. Nel nuovo ordinamento della
triennale il tirocinio diventa obbligatorio. Ben venga, considerato che si
tratta di un’esperienza formativa che introduce lo studente in un ambito
più pratico, in una sorta di possibile anteprima lavorativa. Tuttavia la facoltà
di lingue non pare essere dotata di un elenco di enti convenzionati con i
quali svolgere questo tirocinio. Fino allo scorso anno chi voleva svolgere il
tirocinio doveva provvedere autonomamente alla ricerca dei giusti indirizzi,
cosa che ha portato molti ragazzi a optare per l’alternativa (all’epoca l’ido-
neità di informatica). Ci auguriamo che la facoltà abbia quindi stipulato le
necessarie convenzioni prima di aver reso il tirocinio obbligatorio.
Per quel che riguarda gli appelli, continuiamo a sostenere che sei sono po-
chi e che portino lo studente a preparare troppi esami contemporaneamen-
te. Da ciò deriva una preparazione superficiale, in un’inutile corsa contro
il tempo che svuota la carriera universitaria del suo senso più importante,
una formazione di qualità, in favore di una logica fordista e quantitativa
della cultura. Per correttezza, in conclusione, inseriamo in questa parte ne-
gativa sulla facoltà anche il comportamento generale degli studenti. Manca
quasi del tutto quell’aggregazione, quella mentalità creativa che spinge una
persona a partecipare e ad interessarsi tanto delle cose positive (come con-
ferenze, mostre, attività delle varie rappresentanze studentesche, iniziative
dell’università) quanto degli aspetti negativi. Non c’è coesione e questo
rende più difficile il nostro compito di sindacato studentesco, che invece
richiederebbe un fronte compatto, consapevole e attivo, che ci sforziamo
di far maturare attraverso il dialogo, la condivisione, l’esperienza della ri-
vendicazione comune. E’ necessario un cambiamento di tendenza perché
anche gli studenti devono mettersi in gioco e offrire il proprio contributo.

Finiamo con quello che va.


Finalmente la facoltà di lingue si è dotata di un sito internet che può essere
considerato tale. Tranne qualche caso di aggiornamento tardivo o assente,
che va assolutamente evitato, riscontriamo però una grafica e una struttu-
ra molto chiare che rendono facile la navigazione. Sul sito sono reperibili

181
programmi, orari, appelli senza dover quindi fare il giro dei dipartimenti e
delle copisterie per trovarli.
La facoltà si è dotata di uno sportello per l’orientamento e il tutorato molto
funzionale allo scopo. È ubicato al piano terra, una volta entrati, sulla de-
stra.
E’ possibile connettersi ad internet all’interno della nostra struttura grazie
alla copertura wireless. Se avete un portatile, basta iscriversi nell’apposi-
ta sezione sul sito www.uniba.it per ottenere la password. Sarebbe stato
probabilmente più bello se fosse stato più semplice, ma tutto sommato
non è impossibile.
Come contrariamente diffuso nell’immaginario giovanile barese, la facoltà
di lingue non è affatto semplice. Quello con cui ci confrontiamo quotidia-
namente costituisce probabilmente il futuro (non remoto) del mercato del
lavoro (come dimostrano ad esempio le crescenti richieste di mediatori o
interpreti) e probabilmente si tratta della ricetta per la giusta integrazione
sociale. Conoscere l’altro è fondamentale. La cultura e il linguaggio sono gli
strumenti più adatti per raggiungere tale obiettivo. E poiché oltre alle lingue
straniere, vengono impartiti (organizzati diversamente tra i curricula) inse-
gnamenti di italiano, linguistica, storia, arte, sociologia, diritto, possiamo
vantare un’ottima preparazione, almeno dal punto di vista teorico. Basilare
diventa allora il modo in cui ci si approccia a questi insegnamenti: impegno,
interesse, curiosità.
Dove ci troviamo
La nostra auletta si trova al secondo piano, di fronte all’aula 12. Potete visitare
il nostro blog all’indirizzo http://udulingue.splinder.com o inviarci una mail a
udulingue@yahoo.it. Siamo inoltre dotati di un contatto msn udulingue@
hotmail.it tramite il quale vi forniamo risposte dalla facoltà. Potete chiederci
tutte le informazioni che per diversi motivi non abbiamo potuto fornirvi in
questa controguida. Abbiamo bisogno di voi, del vostro supporto e della
vostra partecipazione per dare alla nostra facoltà quel prestigio necessario
al suo rilancio.

182
FACOLTA’ DI MEDICINA
corso di laurea in medicina e chirurgia
Cominciamo dalle informazioni tecniche. Il corso di laurea specialistica in
medicina e chirurgia ha una durata di 6 anni, e prevede il superamento di
32 esami; è di certo uno dei percorsi di studio più lunghi e, lasciatemelo
dire, impegnativi, se si pensa che a questi bisogna aggiungere, nel caso in
cui ci si voglia specializzare, cosa caldamente consigliata, da 4 a 6 anni, a
seconda della branca scelta. Quindi un cammino non facile, ma che alla
fine può risultare davvero affascinante se siete motivati. Ormai da più di 10
anni, l’accesso al corso di laurea è subordinato al superamento di una
prova di ammissione, che si articola in quesiti a risposta multipla riguar-
danti matematica e fisica, biologia, chimica, logica e cultura generale; i
posti a disposizione sono 324, più 9 per gli extracomunitari, solo un quarto
o addirittura un quinto degli studenti che tentano questa selezione: la con-
correnza è forte, agguerrita e spesso anche sleale, come hanno dimostra-
to le recenti vicende giudiziarie, quindi, soprattutto se non avete “aiutini”,
conviene prepararsi al meglio per non rimanere delusi! Una volta entrati è
importante sapere che la frequenza delle lezioni è obbligatoria, ma è giusto
dire che è anche estremamente utile, se non indispensabile, per preparare
più agevolmente la maggior parte degli esami. Dunque non fatevi scorag-
giare dal calendario piuttosto fitto, fatto di lezioni plenarie mattutine, e la-
boratori pomeridiani in piccoli gruppi, comunque vi torneranno utili; anche
perché per poter sostenere gli esami, dovrete raccogliere tutte le attesta-
zioni (o firme) di frequenza, all’interno del famigerato “libretto rosso”, ap-
positamente istituito perché gli studenti vaghino per il policlinico, alla ricer-
ca di introvabili ed occupatissimi professori, da infastidire mendicando una
firma. Per quanto riguarda il programma di studi, si può dire che soprattut-
to nei primi 2 anni, gli esami numericamente sono pochi, 4 nel primo e 4
nel secondo, tuttavia bisogna tener presente che sono strutturati come dei
corsi integrati, cioè ognuno di questi accorpa una serie di materie, anche
differenti fra loro, che vengono valutate in prove distinte, per poi essere
convogliate in un’unica valutazione sul libretto. Nel primo semestre del
primo anno, l’impatto con la facoltà è piuttosto scolastico, ci si trova di
fronte, infatti, il tandem chimica/fisica, materie che non sono propriamente
esclusive dell’ambito sanitario; la situazione cambia radicalmente nel se-
condo semestre con l’esame di istologia, embriologia e genetica umana,
uno dei più temuti, e ancor di più al secondo anno, quando sono previste le

183
2 anatomie e le 2 biochimiche, discipline molto interessanti, ma altrettanto
impegnative. Dal terzo anno in poi, si entra nella vera e propria fase clinica
degli studi, dove accanto ad altri esamoni di base, come fisiologia ed ana-
tomia patologica, sono previste finalmente un po’ di attività pratiche e le
materie cliniche, per intenderci cardiologia, neurologia, clinica oculistica,
ecc. Attenzione alle cosiddette “prove in itinere”, in pratica il corrispettivo
di quelli che in altre facoltà vengono definiti esoneri: alcune di queste è
importante svolgerle e superarle, per evitare di portare poi programmi im-
mensi agli esami, per fare degli esempi citologia, genetica generale ed
anatomia 1 al primo anno, o patologia 1 al terzo anno. Ma non fatevi fuor-
viare..ce ne sono altre pressoché completamente inutili, che si svolgono
alla fine di alcuni mini-corsi di poche ore di lezione, atti a dare ai ragazzi
dei primi anni, “un’infarinatura”delle materie propriamente mediche degli
ultimi anni: che dire, se da una parte sono interessanti, non conviene sot-
trarre troppo tempo allo studio delle materie di base per questi corsi, poiché
c’è il rischio di di-
sperdere le forze, in
quanto spesso non
si hanno neanche le
conoscenze neces-
sarie, per compren-
dere a fondo ciò che
viene detto. Stesso
discorso vale per fi-
siologia 1 e 2, eso-
neri troppo facili per
essere veri: non vi
illudete, all’esame
di fisiologia 3, probabilmente il più importante di tutto il corso di laurea, si
porta comunque il programma di tutte le parti insieme. Un cenno ora su 2
aspetti controversi di questa facoltà: il tutor e le attività didattiche elettive.
Il primo consiste in un professore, al quale lo studente può rivolgersi in
qualsiasi momento, per chiedere consigli,o semplicemente per esporre i
suoi progetti: l’idea di base non è male, la realizzazione è invece spesso
disastrosa, perché i professori non sono tutti uguali; se alcuni hanno dispo-
nibilità e pazienza per ascoltare, altri, che sono magari medici o chirurghi
affermati, non hanno obiettivamente il tempo, tra i loro 1000 impegni,di
svolgere anche questo compito, perciò dipende da chi vi capita!!! Le attivi-

184
tà didattiche elettive invece, consistono in crediti che lo studente deve
conseguire ogni anno, partecipando a convegni o seminari a sua scelta,
comunque di interesse medico sanitario; queste, se svolte con interesse,
possono essere di certo un punto di forza per gli studenti che vogliono ar-
ricchire il proprio bagaglio di conoscenze, e sono un ottimo strumento
messo a disposizione dall’università. Parlando delle strutture della facoltà
di medicina e chirurgia, possiamo dire che dal punto di vista degli spazi di
studio offerti agli iscritti, c’è una situazione migliore che in altre facoltà: c’è
una sala lettura che ha un orario di apertura abbastanza ampio, ha riaper-
to dopo ben 10 anni di lavori di ristrutturazione la biblioteca centrale, uno
spazio attrezzato e confortevole per studiare (non sono stati veloci, ma al-
meno il lavoro l’hanno fatto bene), infine ci sono molte biblioteche disperse
nei vari reparti, queste però, aperte incomprensibilmente solo di mattina.
Le aule sono sufficienti per garantire una partecipazione umana alle
lezioni,non ci si può lamentare, soprattutto in previsione del fatto che dal
prossimo anno gli studenti saranno divisi in 4 corsi da 80 persone circa
(sulla base delle iniziali del cognome), cosa che dovrebbe rendere molto più
agevole e proficua la frequenza; i laboratori di informatica andrebbero po-
tenziati, ma alla fine sono stati aperti da poco, per cui si può dire che
qualche sforzo è stato fatto. Per concludere, se avete deciso di iscrivervi,
ecco qualche consiglio. Sfruttate tra quarto e quinto anno la possibilità di
fare l’erasmus, soprattutto in Spagna: gli esami sono più facili in molte sedi
all’estero, e se avrete perso terreno, questo vi aiuterà per recuperarne
qualcuno di minor interesse, senza contare che avrete di diritto un punto in
più sulla media valida per il computo del voto di laurea. Poi se volete fare
esperienza, soprattutto chirurgica, andate spontaneamente nei reparti e
chiedete di fare pratica, perché in realtà a lezione non avrete grandi possi-
bilità in questo senso, si tende a privilegiare ingiustificatamente la teoria,
lasciando le capacità manuali all’iniziativa personale: per farvi un
esempio,molti studenti al quarto o quinto anno del corso di laurea, non
sanno ancora mettere punti di sutura o fare iniezioni, fondamentalmente
perché a nessuno importa davvero insegnarglielo, dunque deve essere una
vostra preoccupazione quella di imparare. Ancora non fidatevi dei CFU as-
segnati ad ogni disciplina, non corrispondono alla reale mole di lavoro che
comporta l’esame! Ad es. le 2 anatomie patologiche insieme dispongono
di un totale di 4,5 CFU, una miseria, rispetto all’importanza e al peso che
queste materie hanno all’interno del corso di studi, soprattutto se si fa il
confronto con altre discipline, come statistica o igiene, che di crediti ne

185
hanno il doppio, ma che con tutto il rispetto, non possono essere parago-
nate alle materie di base. Infine vi avviso, il livello di organizzazione non è
proprio il fiore all’occhiello della facoltà di medicina e chirurgia a Bari, do-
vrete orientarvi in una facoltà che spesso è una giungla: per farvi un esem-
pio, in pratica non esiste, tranne qualche solitaria eccezione, la prenotazio-
ne on line degli esami! Siamo ancora legati allo statino cartaceo, spesso
impossibile da reperire anche in segreteria, visto che non hanno l’inchiostro
per fare le fotocopie, oppure sicuramente vi capiterà di esser costretti a
saltare un laboratorio pomeridiano, perché nessuno sa, compresi i profes-
sori, in quale aula si svolga…e potrei andare avanti a lungo con esempi di
questo tipo,che a volte sfiorano il comico o il grottesco. Spero che i miei
consigli possano risultarvi utili per decidere se affrontare questo percorso
universitario, fatto di luci ed ombre, ma che riserva grandi soddisfazioni per
chi ha volontà di sacrificio, e soprattutto di aiutare gli altri…per qualunque
ulteriore richiesta o chiarimento, potete venirci a trovare o chiamare nell’au-
letta udu di medicina, nel complesso polifunzionale del policlinico, o a zona
franka. In bocca al lupo a tutti!!!

Corso di Laurea in Fisioterapia


Il corso di laurea di fisioterapia appartiene a quelle classi di lauree triennali
delle professioni sanitarie il cui accesso è regolato da un test di ingresso.
Questo test solitamente si sostiene agli inizi di settembre. Già a questo
punto la volontà di chi vuole frequentare la facoltà di Fisioterapia viene
messa a dura prova. Dopo aver sostenuto gli esami di maturità è difficile
(ma non impossibile) concentrarsi e studiare ancora. Le materie del test
sono Matematica e Fisica, Biologia e Chimica, cultura generale e Logica.
Una buona dose di ripetizione dei programmi per l’ultimo anno di liceo
potrebbe bastare anche se non sarebbe esauriente. Comunque una volta
resi noti i risultati del test (nella peggiore delle ipotesi dopo due
mesi) si sceglie la sede. Poi iniziano le lezioni. Il primo anno si seguono mol-
te lezioni al policlinico, indipendentemente dalla sede di appartenenza.
La didattica è organizzata in blocchi suddivisi in moduli. Ci sono sei blocchi
per ogni anno. La verbalizzazione di un blocco avviene quando si sosten-
gono tutti i moduli. Tutti gli esami hanno pari dignità solo che alcuni fanno
dormire un po’ meno di altri. Tra quelli meno soporiferi ci
sono Fisica (Stefanelli è molto preparato ma molto esigente) Anatomia
(per la vastità del programma e per la serietà del prof. Ambrosi) Fisiologia
(Minervini è Minervini) e dulcis (ma non tanto dulcis) in fundo Anatomia

186
e Fisiologia del sistema nervoso. Questo è l’ESAME. Durante le lezioni si
capisce ben poco mentre durante lo studio ancora meno. È un esame molto
complesso, intere generazioni di fisioterapisti (di Policlinico e Di Venere)
sanno di cosa parlo e presto anche voi saprete, ma come dicevano i latini
AB ASPERA AD ASTRA. Al secondo anno ci sono materie di ordine specifico
che riguardano l’apparato locomotore, le sue patologie e in generale ci
sono le medicine interne (Cardiologia, Gastroenterologia ecc ecc) oltre che
a diversi esami neurologici Al terzo anno ci sono insegnamenti di riabili-
tazione in diversi campi e insegnamenti di diritto e gestione di impresa.
Particolare interesse lo riveste il tirocinio che assorbe molte energie in
termini di tempo e denaro per gli spostamenti che non vengono remu-
nerati. Per gli studenti di Policlinico e Maugeri il tirocinio si tiene nelle sedi
di appartenenza mentre per quelli del Di Venere ci sono diverse strutture
ospedaliere che accolgono i tirocinanti. Queste sono l’ospedale Di Venere,
il centro di Riabilitazione a Rutigliano e il centro di riabilitazione neurologica
a Japigia. La prima struttura non è formidabile per via dei pochi mezzi a
disposizione, a Rutigliano invece è possibile lavorare sia in ambulatorio
(pazienti che vengono dall’esterno) che in reparto (dove ci sono i degenti)
con una ricchezza di personale e attrezzature non indifferente. A Japigia si
trattano più che altro ambulatoriamente pazienti neurologici e sopratutto
bambini. Il coordinamento
di tirocinio e lezioni viene effettuato dal coordinatore di ogni sede. Da sotto-
lineare soprattutto la grande energia che ogni studente deve impiegare per
poter conciliare studio, tirocinio, lezioni e problemi burocratici.
Questi ultimi rappresentano la vera piaga della facoltà. Bisogna sbattersi
abbastanza per rintracciare documenti, contattare professori che essendo
ospedalieri spesso operano nelle cliniche, raccogliere informazioni certe
ecc.. Ci vuole una grande pazienza e calma per non sbottare diciamo al-
meno una
volta al giorno. Importante per gli studenti è farsi rappresentare decente-
mente non da un capo classe ma da qualcuno che abbia la tenacia per far
andare bene le cose. La facoltà infatti è recente quindi deve ancora
trovare un suo corso naturale. Non vi spaventate se delle tre lezioni in
programma una alle nove e le altre due nel pomeriggio, saltano senza pre-
avviso. E non vi spaventate se l’esame viene fissato una settima prima.
Non è normale ma avviene costantemente. E se poi a questo aggiungiamo
perdita di documenti, tasse che non arrivano, dipendenti che non ci sono
allora state davvero calmi perchè il viaggio è lungo.

187
Corso di laurea in Odontoiatria
Il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria è a ciclo unico, della du-
rata di 5 anni. Ci sono 30 corsi integrati e una idoneità di inglese scientifico,
obbligo di frequenza di almeno il 75% delle lezioni per tutte le materie. Qua-
si ogni insegnamento consta di una parte teorica e di una parte pratica.
Adesso, la verità.
La peculiarità di questo corso è una gestione selvaggia e incomprensibile
di TUTTO, dall’assegnazione degli insegnamenti ai vari docenti (alcuni dei
quali decisi nel corso dell’anno accademico, tipo marzo-aprile, e tutt’ora
non con certezza noti agli studenti,altri che cambiano durante l’anno),
all’orario delle lezioni che si accavallano con corsi di perfezionamento o
altre materie di anni diversi, tanto per citare due esempi.

Bisogna però spezzare una lancia a favore di quasi


tutte quelle materie al di fuori della nostra clinica che
invece sono caratterizzate da una insolita, per noi
studenti veterani di Odontoiatria, correttezza da parte
dei docenti nell’avvisare di una eventuale lezione ri-
mandata, puntualità nel consegnare al segretario del
corso di laurea le date e gli orari degli esami e rispetto
di queste, cosa che dovrebbe essere ovvia da regola-
mento, ma che quotidianamente viene ignorata dalla
maggior parte dei professori interni.
Per quanto concerne gli ambienti dedicati alla didat-
tica, siamo forniti di una sola aula all’interno della
clinica, ecco spiegato il perfetto incastro delle lezioni,
e di una splendida “aula manichini” con sole 5 o 6 postazioni funzionanti
in media nel corso dell’anno. Questo vuol dire che una certa tipologia di
esercitazioni, assolutamente necessarie per acquisire gli odiati cfu pratici,
quelle appunto da svolgere nell’aula manichini, vengono fatte in condizioni
pessime, facendoci abbondanti docce con strumenti pseudo rotanti e svuo-
tando di tanto in tanto teste gommate piene d’acqua nei tombini antistanti
l’aula(…e non è fantascienza!).
L’acquisizione di cfu pratici avviene anche con la frequenza giornaliera
degli ambulatori relativi alle materie frequentate, attivi la mattina. Ma come
si fa, vi chiederete voi, ad essere presenti a lezione e contemporaneamente
frequentare i vari reparti? Semplicissimo: il professore della lezione mat-

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tutina si assenta (nel 70% dei casi) o ritarda (minimo ½ ora- max 2 ore
dopo la fine prevista dall’orario), oppure acquisirete anche voi come tutti gli
studenti più scaltri a partire dal secondo anno il dono dell’UBIQUITA’, grande
mistero dell’odontoiatria, capacità indispensabile per laurearsi in tempi
decenti. Il nostro amico CFU PRATICO si compone di 8 firme di frequenza(8”
mattine”, secondo gli ultimi verbali aggiornati al 2006 e messi on-line)
del valore di 3 ore l’una. Ma il fatto è, in pratica, assolutamente a discre-
zione del singolo professore, che può pretenderne anche di più(MAI DI
MENO)come accade per esempio per tutte le chirurgie. Il tutto è custodito
gelosamente(capirete quindi il perché) in un libretto rosso, unico per tutti
gli anni, da consegnare alla segreteria di facoltà insieme alla domanda di
laurea alla fine del corso di studi.
Una volta raccolte tutte le firme( di frequenza e delle esercitazioni) di tutte le
materie di un corso integrato, in teoria potreste sostenere l’esame. Dico in
teoria perché prima c’è quasi sempre un altro esame da sostenere… La
consegna dello statino al segretario(che imparerete ad identificare come il
vostro nemico n°1)!! Già… è lui che controlla i vostri libretti rossi, e sempre
lui che con fantasia inesauribile inventa losche storie per far risultare i vostri
cfu pratici insufficienti per sostenere l’esame, ad ogni appello con nuove
ed emozionanti richieste! Arrivati alla fine però, imparerete a destreggiarvi
anche con lui. L’arma segreta è non dargli troppa importanza ed attenersi
alle poche informazioni trapelate dai verbali dei consigli che a questo punto,
ne siamo ormai certi, lui non legge neanche per sbaglio.
Se sarete riusciti a farvi accettare lo statino, allora il 50% dell’esame sarà
fatto! Del restante 50%, un misero 20 sarà a discrezione della vostra pre-
parazione ed il rimanente 30 sarà lasciato diciamo al… destino.
Arrivati infine al giorno fatidico dell’esame(in media 4 materie da sostenere
in un solo giorno), questo verrà con ogni probabilità rimandato, ed il povero
studente di odontoiatria subirà ulteriore stress, la frustrazione di far parte
di un sistema fondamentalmente caotico ed immutabile salirà alle stelle e
la concentrazione cederà il posto alla depressione.
Il ruolo didattico di un professore lascia con troppa intensità spazio al ruolo
di medico che lo stesso ha; i fugaci colloqui, chiarimenti o informazioni
si alternano a visite ambulatoriali e non, spesso con imbarazzo da parte
dello studente che, nel voler parlare di università col prof. e raffrontando le
proprie esigenze a quelle di un qualsiasi paziente in attesa, si sente a volte
inopportuno e preferisce districarsi da solo o in un altro momento dagli
infiniti cavilli burocratici.

189
Tutto questo, con l’aggiunta di un organo rappresentativo studentesco
pressoché nullo in quanto a validità, contribuisce a creare una dilagante
insoddisfazione tra i ragazzi. Anche i professori più sensibili alle nostre
richieste e disponibili a venirci incontro, che fortunatamente ci sono, ri-
escono con difficoltà ad essere “insegnanti”nel senso pieno del termine,
e la preparazione alla fine del corso di studi è più che altro teorica e non
sufficiente ad immettere il neolaureato nella realtà lavorativa. Sarà quindi
indispensabile iscriversi a corsi di perfezionamento o frequentare uno stu-
dio già avviato o tentare l’ingresso nelle scuole di specializzazione, attive
però solo in altri atenei.
Per arrivare alla fine c’è bisogno di una dose infinita di pazienza, di tenacia,
troppo spesso capita di dover chiudere gli occhi per non vedere ingiustizie
sconcertanti, non potendo dal nostro punto di vista far altro che accettare
tutto ciò; qualsiasi tentativo di cambiamento è presto soppresso con l’in-
differenza, nella migliore delle ipotesi.
Se ci siete già dentro, tenete duro… La vostra speranza diventerà chiudere
tutto al più presto e vedrete che prima o poi, onestamente o no, sarete
accontentati.
FACOLTA DI MEDICINA VETERINARIA
La Facoltà di Medicina Veterinaria è costituita da un corso di Laurea Ma-
gistrale in Medicina Veterinaria quinquennale a ciclo unico e una serie di
corsi triennali dal taglio molto pratico e specialistico molto interessanti:
Scienze Zootecniche e sanità degli alimenti di origine animale; Scienze
dell’allevamento Igiene e Benessere del Cane e del Gatto e infine Scienze
della Maricoltura e dei prodotti ittici con sede a Taranto.
Di recente apertura è il Corso di Laurea Specialistica in Igiene e Qualità
degli alimenti di Origine animale.
Per il Corso Magistrale, una volta superato il concorso, il primo anno di studi
prevede materie interessanti che bisogna studiare assiduamente .Even-
tualmente per alcuni esami come per l’esame di Anatomia è bene fare gli
esoneri per agevolare il lavoro dei docenti e soprattutto il nostro nella prova
orale e pratica finali.
E’ meglio cercare di fare tutti gli esami del primo anno, partire col “pie-
de giusto” insomma, perché poi è davvero difficile rimanere in regola…
inoltre bisogna state attenti alle propedeuticità che potrebbero bloccare il
proseguo negli studi!
C’è l’obbligo di frequenza per la Laurea magistrale, ma è bello seguire le

190
lezioni tenute da Professori molto preparati e disponibili (la maggior parte)
a chiarire qualsiasi dubbio. È anche importante per capire realmente i fini
dell’esame stesso e per fare amicizia con i colleghi di corso con i quali
si instaurano sempre rapporti di fiducia e di mutuo-aiuto per appunti o
informazioni di ogni genere.
Per raggiungere la Facoltà, ubicata nelle campagne fra Valenzano e Ca-
samassima, ci sono pullman gestiti da una ditta che effettua anche il ser-
vizio per il Centro Commerciale Auchan di Casamassima.Il problema di
ogni anno è che le tratte hanno degli orari assurdi, spesso la mattina sono
sovraffollate e il pomeriggio passano pochi autobus…negli ultimi tempi
però, grazie all’intervento dell’ex Preside di Facoltà, il numero delle corse è
aumentato e gli orari spesso conciliano con la fine dell’orario delle lezioni
o delle esercitazioni pomeridiane.
Alcuni problemi poi si pongono anche per l’acquisto di alcuni libri di testo
eccessivamente costosi. Talvolta per dei corsi (al primo anno nello specifico
la Chimica e la Biochimica) per sostenere l’esame bisogna studiare solo ed
esclusivamente dagli appunti presi a lezione o da dispense (state attenti
ad alcune dispense circolanti in Facoltà che spesso hanno delle formule
sbagliate).
Manca al momento una mensa universitaria nella Facoltà, che dovreb-
be essere allestita a breve ma non si riesce a capire quando e come…e
considerando la quantità di tempo che si trascorre nell’università sarebbe
molto comoda.
Esiste all’interno dell’Università un ospedale veterinario, nel quale sono
curati anche in degenza diverse specie animali, e nel quale sarà possibile
fare diverse esperienze pratiche.
Le aule sono tutte molto attrezzate di strutture, la biblioteca c’è ma ha
degli orari un po’ discontinui, però il personale è sempre molto disponi-
bile. Manca, vergognosamente, un centro stampa e sono le associazioni
studentesche presenti nell’auletta a distribuire dispense, sostituendosi a
quello che dovrebbe essere un preciso onere della Facoltà.
Esiste un sito di Facoltà che è abbastanza aggiornato comprendente anche
alcune dispense e per quanto riguarda lo studio delle malattie parassitarie
c’è il sito www.bariparasitology.it dal quale è possibile accedere alla pre-
notazione on-line dell’esame, è completo di dispense, informazioni sulle
attività didattiche, meravigliose foto, ultimissime ricerche effettuate nel
campo.
Esiste in tutta la Facoltà una sola auletta dei rappresentanti degli studen-

191
ti dove sono concentrate le scrivanie di tutte le associazioni presenti a
Veterinaria…nonostante non disponiamo di un’auletta non fate mancare
all’Unione Degli Universitari le vostre perplessità attraverso il sito www.
udubari.it
In bocca al lupo…e speriamo che questa volta crepi il cacciatore.

FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FORMA-


ZIONE
Corso di Laurea in Formazione Primaria
Il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria è a numero chiuso
in tutta Italia per via della legge 264/99 che ne limita l’accesso. E’ consen-
tito l’accesso a un numero a pari a 225 persone . Ad ogni modo in passato
era uno dei pochi corsi ad essere rimasto invariato dopo la riforma del 3+2,
essendo infatti composto da 4 anni suddivisi in due curricula, ad oggi dopo
l’applicazione della 270 ai piani di studi è entrato anche esso a far parte
di uno dei prodotti del 3+2.È inoltre possibile conseguire l’abilitazione al
sostegno. Il corso è a numero chiuso, per un totale di 240 posti; tuttavia gli
insegnanti con contratto a tempo indeterminato a partire dal 1999 possono
iscriversi in soprannumero senza sostenere il test d’ingresso.
Al primo semestre troverete gli esami di Pedagogia generale, Storia mo-
derna e storia della pedagogia tutti abbastanza semplici.
Al secondo semestre del secondo anno dovrete intraprendere l’attività di
tirocinio attraverso la quale imparare moltissime cose che nei libri di testo
è difficile scoprire.
Tra gli esami più interessanti segnaliamo Letteratura per l’Infanzia con il
prof. Giancane, simpatico ed in gamba; Educazione Ambientale che pre-
senta un programma molto interessante e la prof.ssa Danisi è molto incline
ad accettare proposte ed elaborati degli studenti. Uno studio più attento
merita Psicologia dello Sviluppo con la prof.ssa Calefato, docente tanto
preparata quanto precisa e puntigliosa. Attenti alle sue domande e all’in-
terrogazione in gruppo che svolge in sede d’esame.
Storia della Pedagogia col prof. Caporale è senz’altro, invece, tra gli esami
più fattibili.
Per ogni altra informazione, data l’endemica disorganizzazione della Facol-
tà di Scienze della Formazione, rivolgetevi direttamente al prof. Giovanni

192
Massaro, presidente del corso di laurea o a Vittoriano Caporale.
Inoltre potete venirci a trovare su Internet a www.udubari.it e al relativo
forum, uno strumento molto utile di comunicazione con i rappresentanti
degli studenti e con gli altri studenti, www.forum.udubari.it .
Corso di Laurea in “Scienze e Tecniche Psicologiche”
Il corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche è un corso a numero
programmato: 240 posti a cui è possibile accedere affrontando un test di
ammissione. Se vi classificherete, potrete iniziare a frequentare il primo
anno, che è in comune ai due curricula: “tecniche per i servizi alle persone
alle comunità” e “tecniche psicologiche per i contesti sociali , organizzativi
e di lavoro”.
vi consigliamo di seguire, durante il primo anno, Psicologia Generale, Me-
todologia della Ricerca Psicologica, Introduzione alla Statistica applicata
alle scienze Psicologiche e Sociali poiché è utile per superare le prove
finali degli esami. Altro consiglio, se i professori prevedono la possibilità di
fare degli esoneri durante il semestre di insegnamento non pensateci due
volte: vi risulterà più facile organizzarsi e conciliare i molteplici esami del
primo anno.
All’ inizio del secondo anno dovrete scegliere tra i due curricula: per la scel-
ta vi raccomandiamo di fare affidamento sulle vostre attitudini ed interessi,
tenendo conto del fatto che il curriculum di “tecniche psicologiche per i
contesti sociali , organizzativi e di lavoro ” è meno frequentato e di conse-
guenza si è più seguiti dai professori, inoltre offre una maggiore garanzia
di accedere alla successiva Laurea Magistrale, che comunque è a numero
programmato per entrambi i curricula; mentre il curriculum di “tecniche
per i servizi alle persone alle comunità ” spesso eccede di iscritti tanto che
non tutti poi riescono ad iscriversi alla successiva Laurea Magistrale.
Entrambi gli indirizzi prevedono laboratori con frequenza obbligatoria e, per
il terzo anno, il tirocinio che permette di mettere in pratica le conoscenze
acquisite.
Sono previste due possibili specialistiche: “Laurea magistrale in Psicologia
clinica dello sviluppo e delle relazioni” e “Laurea Magistrale in Psicologia
dell’organizzazione e della comunicazione” entrambe a numero chiuso con
un massimo di posti pari a 120. I criteri di accesso per entrambe le facoltà
sono: debito formativo, voto finale della triennale, media dei voti degli esami
di psicologia, età. Come dicevamo prima, la Laurea magistrale in “Psicolo-
gia clinica dello sviluppo e delle relazioni” implica una selezione maggiore

193
proprio a causa del numero elevato di iscritti, tuttavia non demordete se
non riuscite ad entrare nei 120 perché c’è la possibilità di accedere, recu-
perando qualche esame, alla “Laurea Magistrale in Psicologia dell’organiz-
zazione e della comunicazione”.
Per entrambe le specialistiche è consigliata la frequenza che sarà di aiuto
nella preparazione degli esami, molti dei quali potranno essere svolti con
la modalità degli esoneri.
Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione degli Adul-
ti e della Formazione Continua.
Il corso di laurea è un corso a numero chiuso(97 posti): per sperare di acce-
dervi vi conviene fare un bel ripassino durante l’estate. Si tratta di un corso
nato quattro anni fa e si propone di creare una nuova figura professionale.
Dopo la triennale avrete la qualifica di educatori specializzati nel campo del
disagio minorile, della devianza e della marginalità, si lavora quindi in rete
con psicologi e assistenti sociali. Il corso prevede oltre materie strettamente
teoriche anche momenti di confronto con il mondo del lavoro; sono inoltre
previsti sin dal primo anno laboratori, tirocini e seminari (naturalmente con
frequenza obbligatoria) che consentono un primo approccio ai temi del so-
ciale. I programmi degli esami sono tra loro propedeutici e spesso arricchiti
da seminari interni che consentono di approfondire le tematiche affrontate.
Le lezioni sono inoltre articolate in modo da non accavallarsi e consentire la
frequenza peraltro anche consigliata; è utile anche servirvi di esoneri ove
previsto perché agevolano il lavoro. Naturalmente non è da tralasciare la
carenza dell’organizzazione data anche la giovane età del corso, tuttavia i
docenti sono sufficientemente disponibili in modo da compensare queste
insufficienze. Non esiste una specialistica specifica per questo corso di
laurea,tuttavia si può scegliere tra le specialistiche di scienze della forma-
zione, portandosi però, solo per alcune, un debito formativo.

Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della


Formazione
Il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione, da non
confondere con Scienze della Formazione primaria (l’unico corso abilitante
per l’insegnamento! anche se in via di revisione), non indirizza solo all’in-
segnamento! Educazione e Formazione infatti è un corso molto ampio e
con tanti sbocchi, presenta un primo anno in comune e poi dal secondo
194
anno 3 differenti curricula.
Da quest’anno anche questo corso è a numero chiuso, e con tale intro-
duzione tutta la Facoltà di Scienze della Formazione, con nostra grande
contrarietà, diventa a numero chiuso.
Al primo anno, nel primo semestre, troverete tre esami basilari per iniziare
questo corso di laurea e verrete subito divisi in tre canali, con docenti diffe-
renti, per seguire le lezioni. Dovrete subito sostenere Storia della Pedagogia
(se vi capita Bosna, non agitatevi troppo, nonostante la sua fama di prof.
ostico e impenetrabile, riuscirete a superarlo tranquillamente e studiando);
Pedagogia Generale (Gallo risveglierà la vostra fantasia) e Letteratura Ita-
liana (se vi capita Catalano non lasciatevi intimorire dal suo atteggiamento).
Nel secondo semestre seguiranno dei laboratori con frequenza obbligatoria
al termine dei quali dovrete presentare una breve relazione; un esame di
lingua a scelta tra Inglese (il prof. Cazzato è davvero bravo oltre che molto
comprensivo), Francese con la De Feo (allenatevi nella pronuncia visto che
le lezioni sono affiancate da una lettrice madrelingua), Spagnolo con la
Petrella (di cui conviene seguire le lezioni perché molto utili). Infine ci sono
4 crediti tra seminari e convegni da seguire durante tutto l’anno, dovrete
tenervi sempre aggiornati guardando la bacheca del 3° piano e spulciando
i vari seminari che attribuiscono crediti ai quali dovrete essere presenti,
firmare e ritirare il relativo attestato di partecipazione, non limitatevi ad
una frequenza passiva intervenite e domandate quanto più potete, loro
sono pagati per questo.
Dal secondo anno dovrete scegliere tra tre diversi curricula: “Esperto in
Scienze dell’Educazione”, “Esperto nei processi di Formazione e Valuta-
zione” ed “Educatore nei servizi Socio-culturali ed interculturali”. Fatevi
aiutare nella scelta dai vostri interessi e dal prof. Elia (presidente del corso
di laurea, di solito ad inizio anno svolge un incontro con gli studenti per
illustrare i 3 curricula) e guardate soprattutto le relative lauree magistrali
(ovvero specialistiche) relative ai 3 curricula: ricordate che ad ogni curricu-
lum corrisponde un solo successivo biennio specialistico e se vorrete cam-
biare indirizzo nel biennio dovrete recuperare dei debiti e non è consigliato
essendo invece le magistrali a numero chiuso (max 100 posti!).
Informatevi sulle nuove modalità dell’inutilissimo laboratorio di comu-
nicazione :al momento non ci hanno ancora comunicato le modalità di
svolgimento.
Consiglio vivamente di seguire le lezioni del professor Pedro Miguel di
sociologia delle relazioni etniche, pedagogia speciale con Elia e psicopeda-

195
gogia con la Rossini. Con alcuni docenti è preferibile non mostrare le foto-
copie dei libri soprattutto se li hanno scritti loro .Da segnalare una ordinaria
disorganizzazione, una difficoltà nel reperire notizie, appelli, programmi.
Consultate spesso il sito della facoltà www.fasf.uniba.it o il nostro sito
www.udubari.it . Molto utile può essere scrivere sul forum e confrontarvi
con gli altri www.forum.udubari.it .
Per info dai rappresentanti udubari@gmail.com venite al gabbiotto Net-
work-UDU 3° piano corridoio Socrates-Erasmus 080 5714901

Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione


Il concetto di “comunicazione” in questo corso di laurea è inteso in sen-
so decisamente ampio; il piano di piano di studi in passato prevedeva la
compresenza di materie più disparate (storia, economia, letteratura, lingue,
psicologia…), spesso non attinenti tra loro né con il corso di laurea ad oggi
il piano di studi è stato modificato prevedendo sostituzioni importanti per
un piano di studi più coerente anche se se ne perde in termini di cultura
generale che in un corso di laurea come il nostro è fondamentale.
Il primo anno prevede lo studio, oltre che di Letteratura Italiana, di due
materie importanti(presenti già in passato) e, per fortuna, interessanti:
Psicologia della Comunicazione e Storia del Giornalismo. Seguirà, nel se-
condo semestre, lo studio di materie quali filosofia del linguaggio, lingua
italiana(da seguire perché la prof. è esilarante!), e demografia storica e
sociale in precedenza materia del secondo anno andando a essere un in-
congruenza con l’anno in corso e gli esami in compresenza.
Sempre al secondo semestre vi è la presenza di una lingua a scelta tra
Francese e Spagnolo. Un consiglio: non scegliete la lingua più “facile” ma
quella che vi piace di più, sia per semplicità di studio, sia perché esiste la
possibilità (per quanto remota) di fare un viaggio studio nel relativo paese.
Per questo primo anno sono inoltre previsti un ciclo di seminari e 2 labo-
ratori (Laboratorio di analisi e comparazione testi e Laboratorio di tecniche
marketing) che, a dispetto del nome, non hanno nulla di pratico, anche
perché le discutibili modalità di svolgimento non lo consentirebbero.
Arrivato al secondo anno il neocomunicatore dovrebbe aver fatto il callo alle
incongruenze del corso: non si stupirà quindi di trovare nel piano di studi
la presenza della Lingua Inglese (la prof. è esigente ma basta studiare…),
fanno seguito Letteratura teatrale, lo studio di una letteratura straniera a
scelta (di cui anglo-americana rimane forse la più stimolante per l’origina-
lità dei contenuti e della proposta) e Storia delle dottrine politiche, di cui è

196
consigliabile la frequenza sia perché molto interessante sia perché utile ai
fini dell’esame (prendete appunti!) Anche quest’anno sono previsti 2 labo-
ratori di dubbia utilità (Laboratorio di tecniche relazionali e Laboratorio di
tecniche pubblicitarie )
Il piano di studi contempla infine la possibilità di fare un tirocinio presso
un’azienda esterna; sebbene negli ultimi anni le convenzioni da parte di
aziende siano state scarse e con pochi posti disponibili, quest’anno sembra
che qualcosa stia cambiando…in meglio finalmente! Anche se la soluzione
migliore continua ad essere quella di trovare privatamente delle conven-
zioni…
Arrivato al terzo anno le speranze del neocomunicatore di imparare qualco-
sa sulla comunicazione verranno nuovamente disattese. Fatta eccezione
per alcune discipline come Semiologia del cinema e degli audiovisivi, e
Semiotica (di cui si consiglia la frequenza se si spera di capire qualcosa
della materia)le altre discipline non sembrano aver trovato la loro più con-
sona collocazione in questo corso come Etica. Quanto all’organizzazione
del corso, anche questa lascia a desiderare…non c’è “comunicazione”
all’interno del corso! Specialmente nei confronti degli studenti! Mettetevi
l’anima in pace dunque e rassegnatevi a darvi molto da fare per carpire
un’informazione. Pertanto conoscete e fatevi conoscere, vi aiuterà a sen-
tirvi meno soli e meno pazzi.

FACOLTA’ DI SCIENZE MM FF NN
Corso di Laurea in Informatica
Il Corso di Laurea in Informatica ha durata triennale e l’organizzazione dei
corsi è strutturata in due semestri. La Laurea offre molti sbocchi professio-
nali e la figura dell’informatico è ricercata nella progettazione, produzione e
distribuzione di prodotti e servizi informatici, nello sviluppo di reti di elabo-
ratori, sistemi distribuiti e sistemi telematici, nella consulenza ad imprese
ed enti pubblici, etc. etc.
Non è richiesto l’obbligo di frequenza per i corsi, ma è fortemente consiglia-
ta da quasi tutti i docenti. Dal precedente Anno Accademico la commissio-
ne didattica ha applicato una modifica al Manifesto degli Studi (senza l’ap-
provazione dei nostri Rappresentanti nel Corso di Laurea, contro la quale
ci siamo battuti aspramente) che prevede: “Per il primo e il secondo anno,
il periodo di tempo intercorrente tra il I e il II semestre (gennaio e febbraio)

197
potrà essere utilizzato dagli studenti per sostenere gli esami degli insegna-
menti erogati al I semestre, mentre il periodo di tempo relativo ai mesi di
giugno e luglio sarà riservato solo agli esami degli insegnamenti erogati al
II semestre. Nei rimanenti periodi, gli studenti possono sostenere tutti gli
esami. Per il terzo anno, non si applicherà il vincolo sugli appelli dei mesi di
gennaio, febbraio, giugno e luglio.” [Manifesto degli Studi 2007-2008].
Per la prenotazione agli esami da sostenere è obbligatorio servirsi di un si-
stema di prenotazione su Web, dotato di accesso con username e password.
Attenti alle “false” prenotazioni: evitate di non presentarvi all’esame a cui
vi siete prenotati, nel caso in cui non doveste presentarvi per un motivo o
per un altro, è possibile disdire la prenotazione entro le ore 14.00 del giorno
precedente. Dopo due “false prenotazioni” nella stessa sessione di esame
dovrete aspettare la sessione successiva per prenotarvi nuovamente.
Gli esami del primo anno che presentano maggiore difficoltà per gli studenti
sono Matematica Discreta, Analisi e Linguaggi di Programmazione. Questi
tre esami rappresentano ancora un blocco per le matricole nonostante la
loro difficoltà sia diminuita nel corso degli anni. Vi consiglio quindi di impe-
gnarvi da subito in modo da non accumulare gli esami. Nel secondo anno
gli esami più impegnativi risultano essere Algoritmi e Strutture Dati e Meto-
di Avanzati di Programmazione. Pur essendo impegnativi, sono comunque
fondamentali per la costruzione di un solido background informatico e dav-
vero formativi. Il terzo anno è caratterizzato per lo più da esami a progetto
che prevedono la formazione di gruppi di studio che danno allo studente la
capacità di lavorare in team e lo prepara al mondo del lavoro.
Vi suggeriamo di seguire assiduamente e di approfittare degli esoneri, spe-
cialmente per le materie notoriamente impegnative e quelle dell’area di
Matematica.
Durante questi anni noi rappresentanti udu, grazie alle numerose lotte, alla
nostra costante presenza nei Consigli di Corso di Laurea e al dialogo con i
Professori, abbiamo ottenuto negli anni precedenti vari risultati come l’au-
mento delle date di appello per l’anno 2006/2007, anno storico durante il
quale il quale abbiamo strappato 10 appelli (di cui uno limitato ai soli fuo-
ricorso). Altro risultato importate è stata la concessione di una nuova sala
lettura situata al piano meno uno del dipartimento.
Non ci rimane che augurarvi “buono studio!” Il nostro sito: www.udubari.
it Informazioni sui corsi e programmi si possono trovare nel sito del diparti-
mento: www.di.uniba.it.
Per aiuti, dispense e tanto altro si può visitare il sito degli studenti di informa-

198
tica: www.laureateci.it. Noi rappresentanti siamo reperibili in auletta “udu-
scienze” nel palazzo delle aule (di fronte al dipartimento di informatica).

Corso di Laurea in Matematica


Se per caso avete intenzione di iscrivervi al corso di laurea in matematica, o
lo avete appena fatto, vi sarà utile sapere che la vostra scelta, sebbene sia
stata insolita e forse difficile da prendere, sarà ampiamente ricompensata!
Infatti, proprio per il numero limitato di iscritti a questo corso di laurea, sarete
sempre molto seguiti e noterete immediatamente una disponibilità quasi
totale da parte dei docenti. Ovviamente questo, se da un certo punto di
vista è un vantaggio, dall’altro vi “obbliga” ad un impegno non indifferente.
Lo studio sarà forse una delle attività che vi impegnerà maggiormente nei
prossimi anni!
Non allarmatevi troppo però, poiché l’organizzazione delle attività didattiche
vi aiuterà a districarvi tra i numerosi esami da sostenere. I corsi sono tutti
semestrali, e sono distribuiti in modo equilibrato in due periodi: da fine set-
tembre a dicembre, e da fine febbraio a maggio; quindi successivamente
avrete un periodo piuttosto lungo per poter preparare gli esami.
A tal proposito, generalmente vi basteranno gli appunti presi a lezione, e
nel caso abbiate bisogno di ulteriori chiarimenti i docenti sono a disposi-
zione praticamente tutto il giorno (a parte alcune eccezioni, nelle quali la
disponibilità è ristretta all’orario di ricevimento). Riguardo la frequenza dei
corsi, essa non è obbligatoria, ma si rivela assolutamente necessaria per il
superamento degli esami.
Vediamo brevemente quali materie caratterizzano il corso di laurea trienna-
le. Nei primi due anni acquisirete le conoscenze di base in tutte le discipline
che successivamente approfondirete nel terzo anno e, eventualmente, nella
laurea specialistica. Sosterrete quindi numerosi esami di Analisi matemati-
ca, Geometria, Algebra e Fisica, ovviamente tutti obbligatori e consistenti in
una prova scritta seguita da un colloquio orale. Le idoneità sono distribuite
nell’arco dei due anni, e aiutano a riequilibrare il carico di studio nei vari
semestri. In questa prima fase non avrete molta libertà di scelta, ma durante
il terzo anno potrete sostenere due o tre esami a scelta (14 CFU) e quindi
personalizzare il vostro percorso formativo.
Se per caso il piano di studi ufficiale non vi soddisfa pienamente, avete co-
munque un’alternativa: potrete apportare delle modifiche ad esso con molta
facilità. Il corpo docente è infatti tendenzialmente favorevole ad accogliere

199
tali richieste, a condizione che le materie fondamentali siano salvaguardate
(ovvero: cambiamenti sì, ma non stravolgimenti!).
Parliamo ora dei servizi offerti dal dipartimento. La biblioteca è ben fornita e il
centro stampa assicura la gratuita distribuzione delle dispense preparate dai
docenti. Inoltre, esiste la possibilità di avere, con una semplice richiesta, una
tessera che permette di fare un certo numero di fotocopie gratuitamente. A
tal proposito, però, bisogna sottolineare che il servizio non è molto efficiente,
dato che la macchina è quasi sempre rotta!

Per quanto riguarda la Laurea Specialistica, essa si presenta come un natu-


rale proseguimento della laurea triennale. Quindi sostanzialmente le carat-
teristiche fondamentali rimangono invariate, compresi i pro e contro, cioè
efficienza e difficoltà.
In questo caso, però, vi sono tre orientamenti: Educazionale (per coloro che
intendono insegnare nella scuola), Generale (per coloro che aspirano alla
ricerca) e Applicativo (per coloro che sono interessati alla matematica appli-
cata, in particolare in ambito economico e finanziario). La scelta dell’indirizzo
è molto importante. Non sottovalutatela, dato che la differenza tra i vari
orientamenti è notevole e quindi la vostra preparazione cambierà molto in
relazione alla scelta fatta.
A tal proposito è bene sottolineare che l’indirizzo applicativo è in realtà
ben poco “pratico”. La maggioranza dei corsi privilegiano l’aspetto teorico
e danno poco spazio alle esperienze in laboratorio. Questa caratteristica,
che in realtà appartiene a tutto il corso di laurea in Matematica (sia essa
triennale o specialistica), può essere un limite per un indirizzo che dovrebbe
preparare al mondo del lavoro. A riguardo bisogna sottolineare che negli
ultimi anni sono stati istituiti dei nuovi corsi proprio per cercare di superare
tale problema, ma è ancora presto per capire se gli effetti sono sufficienti.
Staremo a vedere!

200
Corso di laurea in Scienze Ambientali
(sede di Taranto)
La città di Taranto, divenuta ormai da tempo uno dei più importanti centri
industriali, offre agli studenti la possibilità di capire l’impatto che la presen-
za umana ha provocato sull’ambiente, alla fauna ed alla flora del nostro
pianeta. La questione presa in esame in questo corso, alquanto delicata
direi, calza proprio a pennello in una zona come quella jonica, oramai da
anni in fase di degrado dal punto di vista biologico, della biodiversità e
del paesaggio. Questo corso offre a noi giovani la possibilità di intervenire
e cercare di salvare molte di quelle bellezze naturali (oltre che la nostra
salute) che “molti”, durante il corso degli ultimi decenni, hanno e stanno
sottovalutando (per motivi soprattutto economici). La sede del nostro corso
è situata nel quartiere Paolo VI, in via A. De Gasperi, ed appare differente
dal tipico modo di concepire l’università. Benché assomigli, infatti, più che
altro ad un edificio scolastico, offre, agli studenti presenti, molti comfort
assenti in altre sedi. Per questo dobbiamo ringraziare i nostri rappresentanti
UDU, sempre in prima linea nel difendere i diritti degli studenti e che, anno
dopo anno, stanno cambiando quella che all’inizio era una struttura poco
adatta allo scopo preposto. Le lezioni teoriche vengono accompagnate da
escursioni interessantissime che permettono allo studente di capire pra-
ticamente i problemi studiati. La non esagerata affluenza di iscritti, reca
agli allievi moltissimi vantaggi sotto vari aspetti: su tutti quello che “meno
si è” e meglio si riesce ad apprendere dai professori, direi sempre molto
disponibili. La durata del corso è di 3 anni; nei primi anni vengono fornite
conoscenze di base: Matematica, Statistica e probabilità, Fisica, Chimica
generale ed inorganica, Chimica organica, Chimica analitica, Geografia
fisica , Botanica, Zoologia. In seguito il corso comprende le discipline ca-
ratterizzanti: Fisiologia vegetale, Biochimica, Biologia molecolare Fisiologia,
Zoologia, Ecologia, Ecologia applicata, Geologia e rilevamento geologico,
Sedimentologia Geofisica applicata, Fisica terrestre, Fisica della terra fluida;
Legislazione ambientale. Essendo, Taranto, una città su due mari, il corso
presta una particolare attenzione alle problematiche marine e costiere,
grazie alla presenza di docenti esperti in materia e che hanno fatto del
mare la loro attività di ricerca. Il grado di difficoltà non è certo basso e,
testimone di questo, è il fatto che molti studenti che si iscrivono da noi, in
attesa dell’uscita di nuovi test per entrare in altre facoltà, si ritirano quasi
sempre prima della fine dell’anno accademico, sprecando in questo modo
soldi e tempo. Sono presenti nella struttura, inoltre, laboratori di Chimica,

201
Microscopia, Scienze della terra, Geofisica, Biologia (che saranno a breve
al centro di lavori di aggiornamento) nei quali vengono realizzate attività
dimostrative inerenti gli argomenti teorici.
Confidiamo nella crescita del nostro corso con il passare degli anni poiché,
di gente qualificata, in questo settore, il nostro territorio ne ha veramente
bisogno.
Informatica e Comunicazione Digitale di Taranto
L’organizzazione del corso di laurea prevede un test d’ingresso teso a selezionare
meritoriamente un numero prestabilito (60 attualmente) di studenti aventi diritto
all’iscrizione; a tal proposito uno degli obiettivi principali dell’UDU è di eliminare o
quantomeno innalzare il limite massimo di posti disponibili. La durata del corso
è di tre anni e durante il corso gli studenti acquisiscono i principi fondanti dell’in-
formatica assieme alla conoscenza di elementi matematici e della lingua Inglese
di base.Vengono approfondite le conoscenze relative alle discipline informatiche,
attraverso lo studio dei paradigmi più recenti di programmazione. Infine si foca-
lizza l’attenzione sui metodi e le tecniche per la comunicazione con conoscenze
afferenti a settori disciplinari non prettamente informatici ma di fondamentale
importanza per gli aspetti comunicativi. Insomma una preparazione a 360 gradi
che favorisce l’inserimento in molti ambiti lavorativi, tra i quali: applicazioni Inter-
net/World Wide Web, servizi telematici, e-learning, strumenti di comunicazione
in rete, editoria elettronica, progettazione e produzione di ambienti multimediali
e di comunità virtuali. A disposizione degli studenti c’è una biblioteca, un’isola
didattica con connessione ad internet, un laboratorio d’informatica di base e
un laboratorio multimediale per lo svolgimento di attività avanzate (consiste in
computer portatili, forniti dal Dipartimento d’Informatica. Proprio grazie al lavoro
dell’UDU nei consigli di facoltà si sono ottenuti numerosi risultati: abbassamento
della propedeuticità (per sostenere gli esami del terzo anno, era necessario ac-
quisire 60 crediti del primo anno, ora solo 54). rete wi-fi, rete lan, ampliamento
testi in biblioteca, lavori di intervento sulla struttura.Tutto ciò è stato possibile gra-
zie ai numerosi incontri con le istituzioni locali e provinciali. Attualmente i rappre-
sentanti UDU sono impegnati nella promozione di progetti come il bar, la mensa,
assegnazione di ulteriori spazi dedicati agli studenti per un migliore svolgimento
dell’attività di studio. L’auletta dell’UDU è presente al primo piano della II facoltà
di Scienze MM.FF.NN. Per informazioni è possibile contattare i rappresentanti
tramite l’email/msn uduta@email.it , il blog ( http://udutaranto.netsons.org ) e
telefonicamente al 3284177758 (Claudio) e 3935782458 (Andrea).

202
FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE:
Nelle tenebre del piano terra dell’ormai famoso “edificio di Giurisprudenza”
sorge la Facoltà di Scienze Politiche. Un nome che dovrebbe suscitare un
senso di maestosità e serietà… ma la realtà è ben diversa…
Uno sguardo attonito e interrogativo campeggia quasi sempre sui visi del-
le matricole che non avessero ancora avuto modo di supervisionare la
Facoltà.
Racchiusi nella bellezza di ben 4, e dico 4, aule (5 se la situazione è vera-
mente tragica) gli studenti di Scienze Politiche, sebbene non moltissimi e in
costante calo, devono adeguarsi ad una scarsità di spazi a dir poco dram-
matica. Per poter studiare accanto ai propri colleghi di corso e scambiare
idee, intuizioni o scherzare con qualche professore un po’ più goliardico
di altri, lo studente è costretto ad accamparsi in una manciata di banchi
distribuiti quasi in mezzo al corridoio, quindi non certo i luoghi più conci-
lianti per qualche ora di studio intensivo. D’altronde se si volesse una vera
e propria biblioteca si dovrebbe raggiungere il Seminario Giuridico al primo
piano, direttamente dipendente dalla facoltà di Giurisprudenza.
Se vi state chiedendo se non c’è una biblioteca relativa alla vostra facoltà
la risposta è “si”…purtroppo si.
Solo con un po’ di esplorazione dell’edificio è possibile, però, trovare una
serie di sale lettura distribuiti un po’ a casaccio nei restanti 4 piani; ma
chiaramente fate in modo di arrivare la mattina presto altrimenti trovare
una sedia sarà impresa ardua…
Il senso di dispersione e di confusione è evidentemente molto alto, aggrava-
to dall’inefficienza e la scarsa reattività delle segreterie, soprattutto quando
c’è da comunicare modifiche alle date d’appello, manchevoli nell’informare
su programmi didattici e nel fornire i giusti mezzi di orientamento, sebbe-
ne il nuovo sito di Facoltà abbia nell’ultimo anno parzialmente facilitato il
lavoro dello studente, soprattutto grazie alla preziosissima possibilità di
prenotare l’esame on line.
Anche per quanto riguarda i servizi multimediali l’impegno profuso sembra
un po’ fiacco: una mini isola didattica che dovrebbe coprire le necessità
di migliaia di studenti, oltre ad un servizio di wireless che evidentemen-
te privilegia chi un computer portatile ce l’ha e può rischiare di portarlo
all’Università.
Gli orari delle lezioni permettono la maggior parte delle volte una agevole
frequentazione, salvo casi non propriamente rari di fastidiose sovrapposi-

203
zioni. Frequenza che è consigliata caldamente per quelle discipline, come
Politica Economica e Inglese, ma non solo, i cui esami sono scorporabili in
un certo numero di esoneri che, ricalcando gli argomenti trattati durante le
lezioni, ti permettono di superare l’esame complessivo più agevolmente,
con maggior profitto (si spera…) e in minor tempo, oltre al fatto di poter
preparare più materie alla volta.
Discutibile potrebbe essere la scelta di accorpare quasi tutte le lezioni nei
primi tre giorni della settimana, dando tuttavia, l’oggettiva possibilità di
studiare il fine settimana.
La quantità delle date di appello in rapporto al numero degli esami è ade-
guata, anche se tale pregio viene totalmente sprecato a causa di una loro
distribuzione assurda: in alcuni casi distanti pochi giorni l’una dall’altra, in
altri distanti più di 2 mesi.
Agli evidenti buchi neri nell’organizzazione e nei servizi fa da contrappeso
un’ alta qualità del corpo docente, tranne casi di irresponsabilità e abuso di
potere non di certo tollerabili anche se fisiologici.
Il Corso in Relazioni Internazionali e Studi Europei è il più comprensivo dei
4 corsi di laurea triennale, con un piano di studi che spazia dall’economia
al diritto, passando per le lingue e la scienza politica. Da quest’anno il corso
di laurea in Scienze politiche e sociali, che preparava laureati destinati a
svolgere attività professionali di carattere prevalentemente socioecono-
mico, verrà integrato al corso di SPRISE, con l’introduzione di discipline
quali Economia politica, Filosofia politica, Sociologia dei processi culturali
e comunicativi e Storia dell’Europa orientale. Finalizzato, in teoria, alla
formazione di laureati in grado di svolgere attività professionali in diversi
ambiti, quali enti, imprese e organizzazioni nazionali e multinazionali, or-
ganizzazioni sovrannazionali e internazionali, non governative e del terzo
settore. In realtà non ha nulla a che vedere con i corsi di laurea in scienze
diplomatiche di alcune università italiane ma offre una preparazione pres-
soché completa.
Il Corso in operatori delle amministrazioni pubbliche e private è finalizzato
alla formazione di figure professionali destinate ad assumere funzioni di-
rigenziali e non. L’approccio che si evince da quanto presente nella guida
dello studente afferente i possibili profili occupazionali , è in parte discor-
dante dall’impianto fortemente umanistico della facoltà, fatti salvo alcuni
esami più tecnici. Il corpo docente, come del resto in tutta l’intera facoltà,
è altamente qualificato e garantisce la possibilità di effettuare esoneri su
parti di programma. Nel corso del primo anno tutti gli esami presenti, ad

204
eccezione della tanto temuta Statistica e di Filosofia Politica, prevedono la
possibilità, per i frequentati, di effettuare esoneri su parti di programma.
Il Corso in operatori dei servizi sociali è finalizzato all’acquisizione di co-
noscenze fondamentali nel campo della sociologia, della psicologia, del
diritto e dell’economia, per la formazione di laureati in grado di svolgere
attività professionali in strutture, pubbliche e private, di servizio alla per-
sona e nei servizi sociali. Nota particolare è la presenza di insegnamenti
come Discipline demo-etno-antropologiche, o Psicologia dello Sviluppo e
dell’Educazione, assenti negli altri corsi di laurea.

205
IL POLITECNICO DI BARI
Il Politecnico di Bari è nato nel 1990 staccandosi, da punto di vista amministra-
tivo, dall’Università degli Studi di Bari; fino ad allora i corsi di laurea in ingegneria
esistenti dipendevano dall’Università. Attualmente il Politecnico è costituito dalla
facoltà di Architettura e dalle due facoltà di Ingegneria (la prima ha sede a Bari,
con alcuni corsi distaccati a Foggia e la seconda ha sede a Taranto) ed
è situato nel Campus. Ad oggi il
Politecnico nel complesso
conta più di 10000 iscritti.
Poco tempo dopo la prima
riforma universitaria è sta-
ta proposta una seconda
nuova riforma riconosciuta
col nome di D.M.270/04.
Appena iniziavamo a capire
come migliorare, per quanto
possibile, il famoso 3+2, gia
ci ritroviamo a dover fare i
conti (è il caso di dirlo) con
questa nuova idea di universi-
tà. La 270 prevede 3 percorsi diversi per le
triennali:1 percorso metodologico o culturale, 1 professionalizzante e un percorso
a Y con un anno in comune di base e una successiva divisione a scelta tra metodo-
logico e professionalizzante. Prevede, inoltre, un minor numero di esami e stesso
numero di CFU, oltre che modularizzazione degli esami stessi, e quindi una sempli-
ficazione solo apparente del lavoro a scapito, peraltro, della qualità degli studi. C’è
da dire che al Politecnico di Bari, sebbene le triennali restano non condivise, trovano
attualmente sbocchi lavorativi, sebbene di minore importanza rispetto a un laure-
ato, per cosi dire, completo. Il primo anno deve essere adesso necessariamente
uguale a tutti i corsi di ingegneria, in quanto la preparazione di base è comunque
la stessa. Discorso diverso si deve fare per architettura: con questa riforma si spera
di ottenere, dopo i tre anni, figure non semplicemente professionalizzanti e deboli,
bensì persone aventi una base di cultura forte, in modo da avere una formazione
che permetta di muoversi in modo dinamico nel mondo del lavoro. Concretamente
i piani di studio delle triennali devono fornire una professionalità in funzione di un
futuro lavorativo e di adattamento ai cambiamenti scientifici, tecnologici e socio-

206
culturali. Per quanto riguarda la specialistica al Politecnico è prevista una sorta
di “perdita di tempo” dopo un triennio strutturato in modo tale da fornire nozioni
fondamentali per la forma mentis di un ingegnere, sebbene differenziando i vari
rami. Un grande difetto del biennio al Politecnico è, infatti, lo stacco totale di un
percorso di studi. Spesso al primo anno di specialistica sono previste materie di
base gia studiate nel primo anno della triennale, che a poco serve riprendere a
metà percorso. Noi rappresentanti dell’UdU abbiamo richiesto che questo aspetto
negativo fosse eliminato e speriamo ci diano ascolto.. Attualmente al Politecnico
le specialistiche sono palesemente prive di una logica al cui centro di interesse
c’è la formazione di professionisti, sono invece un misto di esami e argomenti
motivati ufficialmente dalla frase:”l’ingegnere deve sapere tutto”. La situazione del
Politecnico non è omogenea, ma cambia a seconda del CUC a cui ci riferiamo. Per
il CUC di civile, ad esempio, i programmi di studio sono rimasti pressoché invariati,
dato che presentavano un adattamento facile alla 270 sia per il numero di esami
sia per i programmi. Per ing.Edile si riscontrano invece parecchi problemi, al punto
che c’è il dubbio che possa andare avanti, poiché è ancorata ad architettura, e
l’adeguamento alla 270 è molto indietro, al punto che si rischia di chiudere il corso.
Se qust’anno è rimasto aperto tale corso è grazie alla nostra mobilitazione.
Per il CUC dell’informazione invece non è ancora definito nulla, si prevede tuttavia
di unificare gli esami di fisica, di analisi e istituire dei corsi comuni per tutti i corsi di
laurea del CUC (a d es. fondamenti di elettronica e fondamenti di comunicazioni).
Purtroppo, nel nostro Politecnico, si ha una strana idea dell’attuazione della riforma.
I docenti, infatti, non accettano queste novità e fanno fatica a pretendere “il giusto”
da parte degli studenti, che si ritrovano cosi sballottati da una parte all’altra, tra
esami che come mole di lavoro valgono molto di piu del valore che viene poi
riconosciuto, tra professore che non hanno la minima idea di come valutare, e ci
si ritrova con l’acqua alla gola affogati da molti esami ma piccoli o pochi esami
che prevedono però un tempo di preparazione decisamente maggiore di quello
previsto sulla carta.. intanto il tempo passa... le tasse rischiano di aumentare... e i
piani di studio, però, restano, tirando le somme, sempre gli stessi..
Cerchiamo di migliorare la situazione...poi quando un giorno verrete nella nostra
auletta UdU Politecnico sotto l’atrio coperto...chissà...magari ci facciamo anche
una chiacchierata!!
L’UDU Bari è nata al Politecnico e, nonostante sia ormai presente in gran parte
delle facoltà anche nell’Università, continua ad avere un suo punto di forza nel
Politecnico. In ogni caso, per conoscere meglio l’UDU e per incontrare i rap-
presentanti, venite a trovarci nell’auletta nell’atrio coperto, il nostro numero
di telefono è 080/5963232

207
FACOLTA’ DI ARCHITETTURA
corsi di laurea in architettura
La Facoltà di Architettura di Bari, come quelle di Milano e Torino, appartie-
ne ad un Politecnico e quindi nel bene e nel male subisce l’influenza dei
vicini Ingegneri. Infatti, al contrario di quanto avviene nelle altre facoltà di
Architettura d’Italia, da Noi le discipline tecniche e scientifiche sono molte e
i relativi programmi corposi; ma non è detto che questo sia un male, anche
perché affiancata a questa corposità delle materie scientifiche, c’è anche
una maggior attenzione al dato pratico del “saper fare”, sviluppato tramite
l’istituzione di molti laboratori per le principali discipline. La preparazione
che si ottiene al termine del corso di studi è adeguata e completa anche
se, forse, è un po’ più faticoso che altrove raggiungere l’obiettivo finale nei
tempi prefissati: di problemi veri ve ne sono, ma di sicuro riguardano altri
aspetti del corso di studi…
Molto valida è anche la preparazione nelle attività di progettazione, restau-
ro ed urbanistica, quella nel campo delle tecniche di rappresentazione,
nonché quella storica con la presenza di molti professori dall’interessante
profilo professionale e provenienti da vari ambienti italiani.
Ancora, come poche in Italia, la Nostra Facoltà non prevede il 3+2, ma il
corso di studi è quinquennale, strutturato in 3 cicli didattici assicurando una
preparazione a 360°; allo stesso tempo, però, non permette allo studente
la libera scelta per approfondire la propria preparazione verso indirizzi par-
ticolari diversi da quello prettamente progettuale. Per chi, comunque, desi-
dera un corso di studi più breve, è interessante il corso di Laurea di primo
livello in Disegno Industriale, istituito presso la Facoltà di Architettura.
La riforma di qualche anno fa ha comunque introdotto la nuova scansione
della didattica in crediti; questi ultimi, implicitamente prevedono la fre-
quenza obbligatoria, anche se formalmente eliminata ormai da qualche
anno. Chi si iscrive deve quindi prendere in considerazione che i corsi sono
da seguirsi tutti, senza sconto alcuno. Ciò rappresenterà sicuramente una
doccia fredda una volta presa visione degli orari delle lezioni, in quanto que-
ste ultime occupano la maggior parte della giornata; l’investimento soprat-
tutto in termini di tempo è alto. Ovviamente dal conto è escluso l’ulteriore
tempo sottratto dai Laboratori vari a causa delle revisioni che si svolgono,
a volte, con orari molto “flessibili”e in posti poco consueti…ma del resto
questo fa parte del tipico “folklore” delle facoltà di architettura!
Il tempo che resta potrete quindi dedicarlo… allo studio! E’ facile intuire

208
quante nottate in bianco saranno necessarie per prepararsi in tempo per
gli esami, ma ciò fa parte del gioco.
La flessibilità è la caratteristica richiesta a tutti coloro che vogliano iscriversi
ad Architettura, soprattutto qui a Bari.
Il cronico problema di spazi dovuto alla sistemazione temporanea degli
anni passati dovrebbe invece dal prossimo anno accademico arrivare ad
una soluzione definitiva con l’inaugurazione della nuova sede (sempre
all’interno del complesso del Politecnico) la quale dovrebbe essere dedi-
cata principalmente alla didattica (si vedrà!?!) con la presenza anche di un
numero congruo di “aulette” per i laboratori di Laurea. Inoltre la Biblioteca
di Facoltà, al contrario degli anni passati, sembra abbia ripreso a funzionare
a regime con, oltretutto, buone premesse per il futuro; vi è una nuova piat-
taforma virtuale (e-learning system) affiancato alla didattica tradizionale
fornendo un ulteriore supporto agli studenti che risulterebbe di enorme
aiuto per gli studenti se sfruttato realmente al pieno delle sue possibilità,
tenuto conto anche del recente cablaggio della facoltà alla rete internet in
maniera gratuita per gli studenti ad opera del programma Astro (anche se
il segnale è molto basso).
Di contro i problemi emergono altrove: vi sono pochi appelli in rapporto ad
un numero abbastanza alto di esami, non esiste un’aula CAD (è comunque
utilizzabile quella presso la Facoltà di Ingegneria) e le spese per le stampe
sono tutte a carico degli studenti!!! vi è inoltre carenza di spazi per lo studio
individuale e di aule, problema acuito dalla politica della facoltà di chiudere
la maggior parte delle aule durante gli orari in cui non sono previste lezioni
(aspetto la maggior parte delle volte incomprensibile ed inumano quando
si tratta di far aspettare gli studenti al freddo e sotto la pioggia d’invero
aspettando l’arrivo del professore ritardatario di turno)
Inoltre, il rapporto tra il numero dei docenti e quello degli studenti non è
tra i migliori…
In compenso, grazie al numero chiuso i pochi studenti che annualmente
possono iscriversi (considerando anche tutto il tempo che si trascorre insie-
me!), fanno in fretta a fare amicizia ed a volte consola l’ambiente “familia-
re” che spesso si crea soprattutto tra studenti e talvolta anche con gli stessi
docenti. Infatti, una delle peculiarità uniche della facoltà di architettura è
proprio questa atmosfera da “uniti nella disgrazia” che rende le giornate
più leggere. Inoltre, lo stretto legame che questa situazione crea torna ad
essere molto utile, se non necessario, tenuto conto che molti dei lavori di
laboratorio vengono prodotti in gruppi. Unica nota negativa in questa atmo-

209
sfera interpersonale idilliaca è la presenza di alcuni professori non molto
rispettosi della “dignità umana” degli studenti e l’attitudine delle cariche
più alte alla “tirannide” per fini che hanno l’arroganza di essere gabellai
come “a favore” degli studenti. A conti fatti, la facoltà di Architettura di Bari
si presenta come un ente molto serio nel panorama nazionale (a fronte an-
che della recente partecipazione alla Biennale dell’Architettura di Venezia
con il padiglione “Città di Pietra”) ed anche se di recente formazione riesce
ad unire insegnamenti tradizionale ed organizzazione moderna anche se
molto lavoro è ancora da fare. Una raccomandazione per gli studenti che
supereranno la prova di ammissione: è importantissimo confermare la pro-
pria iscrizione entro una settimana dalla pubblicazione degli elenchi degli
studenti ammessi, pena la decadenza dal diritto ad iscriversi!
Corso di Laurea in Disegno Industriale
Sicuramente la laurea che permette di più a risvegliare la creatività, il corso
di disegno industriale presso la facoltà di architettura del Politecnico di Bari
in una durata di tre anni cerca di istruire gli studenti a poter percepire ed
analizzare i problemi, materiali e non, ricorrenti della vita quotidiana e di
poter creare soluzioni oggettistiche e artistiche per lo scopo di migliorare la
comunicazione tra l’uomo e l’ambiente in cui vive. Anche se il Politecnico
indica i laureati come “tecnici progettisti”...
Dopo aver superato la prova di accesso si inizia una carriera universitaria
che permetterà agli studenti di poter realizzare, scomporre e decomporre
oggetti in realtà virtuale e fisica, rappresentare i propri lavori efficacemente,
analizzare il mercato e di gestire tutti i processi nel realizzare il prodotto
industriale. Dati gli esami dei primi due anni lo studente deve scegliere uno
tra i tre indirizzi (disegno industriale, progettazione grafica, arredamento)
presentati dalla Facoltà di Architettura di Bari, una gamma molto povero
rispetto molte altre università italiane. Oltre, la mancanza di un corso spe-
cialistico e di un appoggio attivo dalla parte del Politecnico allo studente
sono altri grossi problemi presenti. Ciò nonostante l’ambito studentesco
del corso di design è fra uno dei più intimi. La presenza dei studenti stra-
nieri, la possibilità di un contatto diretto con i professori, il costante scam-
bio di cultura (forse grazie anche un po alla mancanza di spazio) e tante
altre piccole cose rendono il corso un po più lontano dal solito concetto di
università. Tutto ciò, ovviamente, se riuscite a diventare uno dei prescelti.
L’e-learning system adottato qualche anno fa è la piattaforma ufficiale di
comunicazione di chi segue e presenta i corsi. Da questo sito si possono

210
avere notizie riguardo le lezioni, partecipare alle discussioni e presentare
i progetti in formato digitale. Al contrario dei vasti spazi offerti nella rete,
di spazio fisico, finché le nuove aule non si inaugureranno, si soffre un
pochino. Al momento per il disegno industriale non esiste un laboratorio
ma tranquilli, nella nuova sede, nei limiti di fattibilità, hanno previsto quasi
tutto. Per maggiori informazioni ed incontri con gli studenti immatricolati
precedentemente si possono visitare il sito http://archinauti.poliba.it/
disegnoindustriale oppure la nostra super-auletta nell’atrio coperto.
Detto ciò, ora possiamo tornare a progettare cose utili e belle. Buona for-
tuna a tutti!

Corso di laurea in ingegneria ambientale e del territorio


Se scegliete di intraprendere il corso di studi di ing ambientale e del terri-
torio allora avrete sicuramente a cuore i problemi di tutela ambientale e di
utilizzo nonché riutilizzo di risorse naturali e sostenibili di cui oggi avrete
tanto sentito parlare. Purtroppo, per iniziare a studiare materie inerenti a
questi ambiti, dovrete aspettare almeno il secondo anno. Infatti il primo
anno ha esami simili o anche uguali per tutti o quasi i corsi di ingegneria.
Analisi matematica e fisica generale sono due esami da 12 CFU che vi
consiglio caldamente di dare appena vi è possibile. Vi serviranno, infatti, per
tutti gli esami seguenti. In genere negli altri corsi di studio ad ingegneria
questi esami sono divisi in due parti: analisi I e II e fisica I e II. Per entrambi
questi esami c’è la possibilità di fare i cosiddetti esoneri, ossia delle prove
“intermedie” che vi consentono di dividere il carico di lavoro durante il
semestre. Analisi matematica comprende ciò che generalmente si studia
al liceo, quindi studio di funzioni, derivate, flessi, integrali, e cosi via, seguita
da integrali doppi e di volume, equazioni differenziali, e altre bestie nere
che non starò qua ad elencare perchè mi fa paura anche solo ricordarle!!
Prima di fare questo esame è previsto un numero minimo di incubi pari a
due, dove immaginerete che le funzioni e gli integrali abbiano vita propria.
Per quanto riguarda l’esame di fisica, questo è diviso fondamentalmente
in tre parti: meccanica, termodinamica ed elettromagnetismo. Gli altri esa-
mi del primo anno sono da 6 CFU : geometria, fondamenti di informatica,
meccanica razionale, disegno e chimica. Vi consiglio anche per chimica di
“mettervi sotto” e cercare di farlo con gli esoneri, altrimenti rischierete di
trovarvi l’ultimo anno a un passo dalla laurea con questo esame che pare
essere decisamente ostico per noi ingegneri. In media ogni studente di in-

211
gegneria deve farlo minimo 7 volte, volta piu volta meno. Quindi se riuscite
a superarlo con gli esoneri, concedetevi almeno 1 festa in vostro onore!
L’esame di disegno ,invece, prevede una grande fantasia. Per superarlo
,infatti, non basterà avere “un buon segno” ma dovrete anche avere gusto
per quanto riguarda l’abbinamento dei colori nonché dell’utilizzo dei vari tipi
di linee.. inoltre per noi di ing. Ambientale l’esame è accompagnato da una
sorta di tema d’anno. A questo proposito vi consigliamo di saper utilizzare
Autocad (la nostra associazione sta preparando un corso di utilizzo base di
Cad) e fornirvi di carte IGM. L’esame di meccanica razionale invece vi sarà
molto utile per avere le basi per il corso di scienza delle costruzioni del
secondo anno. Altri due esami che restano al primo anno sono l’idoneità di
inglese ed elementi di teoria dei sistemi. Sono esami da tre CFU, e quello
di inglese non è un vero e proprio esame, ma è un’idoneità. I due protago-
nisti del secondo anno entrambi ancora da 12 CFU, saranno scienza delle
costruzioni e idraulica ambientale, fondamentali questi due esami per poter
fare gli esami del terzo anno. Idraulica ambientale, vi incuriosirà con por-
tate, impianti di sollevamento e condotte, e probabilmente non mancherà
una visita al laboratorio di idraulica a Valenzano, di cui il professor Petrillo è
responsabile. Ciò nonostante resta un esame da 12 crediti, quindi consiglio
di seguirlo e cercare di darlo il prima possibile, anche perché è propedeu-
tico a molti esami successivi.
Scienza delle costruzioni invece è affidato ad uno staff di professori che
faranno di tutto per mettervi in difficoltà….purtroppo è propedeutico per
tutti gli esami del terzo anno. Consiste nello studio dei telai, portali isostatici
e iperstatici, analisi delle strutture insomma! È un esame che c’è in quasi
tutti i corsi di laurea, con la differenza che per noi e per i civili è da 12 crediti,
mentre per gli altri corsi è da 6. Un tempo si diceva che superato questo
esame “potevi essere chiamato ingegnere”. Sarà... forse è più il fumo che
intorno a questo esame che l’effettivo arrosto. Restano esami quali tecno-
logia dei materiali e chimica applicata, per cui dovrete aver sostenuto l’esa-
me di chimica, elettrotecnica, geologia applicata alla difesa ambientale,
cartografia numerica ed ingegneria del territorio. Per quest’ultimo esame
in genere è previsto un tema d’anno, ma non preoccupatevi, sarà forse uno
degli esami più interessanti del corso. C’è poi un cosiddetto esame a scelta
da 6 CFU, che appunto potrete scegliere voi..anche se in genere ci sono
degli esami “caldamente consigliati” ..Il terzo anno ci saranno non più due,
ma tre esami da 12 crediti: geotecnica,e infrastrutture idrauliche al primo
semestre e tecnica delle costruzioni al secondo. Il corso di geotecnica per

212
noi di ing. ambientale è tenuto dalla prof.ssa Cotecchia . Gli argomenti del
corso sono molto interessanti , tuttavia anche questa volta poco improntati
allo studio del territorio in se; infatti nonostante il corso sia separato da
quello dei civili, il programma è analogo. Non mancheranno “esercitazioni”
durante le lezioni e forse anche una visita al laboratorio per vedere con i
vostri occhi le prove sui provini. Infrastrutture idrauliche a breve vedrà un
cambio prof.. e mi permetto di dire per fortuna. In generale vi consiglio
di seguire il corso, gli argomenti sono molto interessanti, ma come per
geotecnica il programma è vasto ed è bene quindi sapere a cosa punta il
prof.. Tecnica delle costruzioni invece è un vero e proprio esame volto alla
progettazione; infatti il corso oltre all’ordinario esame orale , si conclude
con il progetto di un edificio. Tranquilli, sarà un lavoro di gruppo!! Altri esami
del terzo sono infrastrutture viarie e tecnica ed economia dei trasporti, da
6 CFU. Resta l’esame a scelta da 3CFU. Solitamente è consigliato l’esame
da 3 crediti di sicurezza dei cantieri idraulici che è analogo ad un esame
di giurisprudenza: stampate le leggi che sono elencate sul programma e
studiatele!! il tirocinio, sarà a vostra scelta. E potrete scegliere un docente
che dovrebbe consigliarvi un lavoro da fare su una tematica da voi propo-
sta. Per concludere in bellezza c’è la prova finale. Obiettivamente questo
corso di laurea almeno per come è strutturato al Politecnico di Bari, ha poco
di ambientale e molto di civile, e non vi nego che la strada per cambiare
i piani di studio, o almeno adeguare i programmi al corso effettivamente
scelto da uno studente, pare sia lunga e tortuosa… noi stiamo provando a
fare qualcosa approfittando anche della riforma 270.. purtroppo i giochi di
potere non cessano mai di esistere, ed è difficile far sentire la propria voce
se solo pochi vogliono ascoltarla. Noi ci proviamo.. anche perché.. non es-
sere ascoltati non è una buona ragione per tacere!!... se volete partecipare
insieme a noi e per il nostro futuro , siete i benvenuti!!
Corso di Laurea in Ingegneria Civile
Il corso di ingegneria civile è un percorso lungo e tortuoso, ma risulterà
facilitato con piccoli accorgimenti che vi permetteranno di arrivare fino
in fondo senza perdere la lucidità mentale, basta avere organizzazione e
spirito di sacrificio. Il primo semestre del primo anno prevede già esami
abbastanza duri: ad esempio Analisi, da ben 12 cfu, propedeutico a molti
esami successivi, il cui programma risulta molto ampio e di non facile
comprensione. Per fortuna l’esame non prevede una prova orale, o alme-
no non obbligatoriamente, ed è divisibile in esoneri (2). Inoltre il compito

213
è facilitato dalle numerose esercitazioni e seminari che, se seguiti assi-
duamente, vi prepareranno adeguatamente alla prova. A fare compagnia
alle derivate del professor Solimini, ci saranno gli esami di informatica,
non particolarmente difficile che, comunque, vi permetterà di portare a
casa utili crediti con poco sforzo; e Geometria, dove il professor Terrusi
vi spiegherà matrici e sistemi, che torneranno utili in futuro. Un consiglio
per questo esame: è importante seguire poiché i riferimenti a testi sono
pochi, e in sede di esame verrà chiesto quello che è stato detto a lezione.
Altra prova del primo semestre è l’ostico esame di Chimica, di cui tutti i
ragazzi degli anni successivi si ricordano, per il quale serve uno studio
costante ed è importantissimo seguire i seminari, dato che la preparazione
da autodidatta risulta molto più complessa di quanto sembri. Non è strano
che quest’esame sia uno degli ultimi sul libretto, ed è anche fortemente
consigliato l’utilizzo della prova in itinere.
Il secondo semestre sarà dominato da Fisica (12 cfu) per il quale ci sono
numerose prove in itinere per contenere tutto il programma, molto vasto.
Per fortuna la prof.ssa Favuzzi non farà niente per mettervi in difficoltà e,
con seminari e una buona disposizione agli studenti, non sarà troppo dif-
ficile passare un esame che, come analisi, serve perché propedeutico agli
esami successivi. Nello stesso periodo vi troverete a studiare Meccanica
Razionale, che farà da introduzione a Scienza delle Costruzioni del II anno
(là sarà dura), senza però portare troppi problemi di studio, e Disegno, i
cui lavori conviene farli volta per volta, in maniera da non risultare troppo
pesanti se fatti tutti a luglio. In più ci saranno l’idoneità di inglese, che per
civile è sempre stata un problema (anche se non si capisce perché) ed
Economia Aziendale, che rompe un po’ dalla monotonia di forze, vettori e
momenti d’inerzia, entrambi da 3 cfu.
Il secondo anno parte subito con materie più ingegneristiche quali Tecno-
logia dei Materiali del prof. Boghetich, l’unico motivo per il quale serve fare
Chimica, Geomatica, con cui conoscerete i metodi di rilevamento, GPS e
compagnia bella; Elettrotecnica, i cui motivi per cui è stata inserita nel piano
di studi di un ingegnere civile sono ancora misteriosi e il più pesante, per
mole e cfu; Idraulica, in cui i proff. Ranieri, Amoruso e Chiaia vi dimostre-
ranno che una cosa semplice come l’acqua può complicarvi la vita come
mai avreste creduto. Se non sapete cosa siano l’arpa di Nikuradse, le pie-
zometriche e gli alvei a debole o forte pendenza, , li conoscerete in questo
corso. Non sono previste prove in itinere, fatta eccezione per Elettrotecnica
(dove è fortemente consigliato farle, perlomeno per non dover sostenere la

214
prova orale), e gli esami sono unicamente orali, per cui, preparatevi bene e
con un certo anticipo, senza lasciarvi andare anche se la data dell’esame
è fissata dopo molto tempo.
Al secondo semestre farete la conoscenza del temibile Scienza delle Co-
struzioni, l’esame probabilmente più da ingegneri che troverete, dove do-
vrete perdere le giornate a studiare, a fare esercizi e a seguire le lezioni
degli innumerevoli professori che si alternano. Se riuscite a conservare la
freschezza mentale nonostante Scienza, dovreste affrontare Architettura
Tecnica, che comunque risulta interessante e non particolarmente diffi-
coltoso, Geologia, anch’esso non di particolare difficoltà ed un esame a
scelta, dove sta a voi decidere se puntare sulla facilità dell’esame (ci sono
da assegnare ben 6 cfu) o sulla vostra scelta per il percorso di studi.
Il terzo anno prevede ben 4 esami da 12 cfu, dove dovrete concentrare
le forze e affrontarli seriamente, poiché, data la consistenza, non posso-
no essere presi sottogamba. Questi esami sono: Geotecnica e Costruzioni
Idrauliche nel I semestre, accompagnati da un esame a scelta da 3 crediti
ed un tirocinio, per il quale farete avanti e dietro dal professore con cui
avrete scelto di lavorare, e Tecnica delle Costruzioni, per il quale verserete
lacrime amare (lo so che dico sempre così, ma sono difficili veramente)
e Costruzione di Strade, Ferrovie e Aeroporti che vi condurranno alla tesi
finale e alla sospirata laurea.
Finire in 3 anni è una missione praticamente impossibile, e se vi capiterà di
andare un tantino fuori corso, non vi preoccupate, è più che normale. Non
è strano vedere studenti grandicelli affannarsi ancora con questi esami.
Quindi non perdetevi d’animo e con un po’ di buona volontà e spirito di
sacrificio anche voi sarete ingegneri civili.
Per qualunque informazione in più, contattate l’auletta UdU ingegneria
nell’atrio coperto e i nostri rappresentanti del CUC, oppure andate sul sito
www.udubari.it.
Corso di Laurea in Ingegneria dell’Automazione
Il corso di laurea in Ingegneria dell’Automazione presso il Politecnico di Bari
si articola in 3 anni più 2 di specializzazione e prevede 32 esami da soste-
nere nel triennio prima della discussione della tesi di laurea. Il primo anno
è del tutto identico al Corso di laurea di Ingegneria Informatica e ,difatti, è
previsto l’accorpamento con il corso B. Il primo pregio di questo corso di
laurea è sicuramente il numero esiguo di iscritti, circa una trentina all’an-
no, che riduce negli anni successivi l’affollamento delle aule che si trova

215
specialmente il primo semestre. Così come per Ingegneria Informatica, bi-
sogna entrare nell’ottica di iniziare da subito a prepararsi per gli esami, per
non giungere alla prima pausa appelli con degli arretrati. E’ estremamente
consigliabile cercare di dare esami nel minor tempo possibile, prestando
maggiore attenzione alle propedeuticità verticali, ovvero quegli esami che
ti permettono di sbloccarne altri. Il primo anno, è probabilmente il più com-
plicato, poichè innanzitutto la capacità di adattamento allo studio di ogni
studente è diversa e questo Corso di Laurea, necessità un certo numero di
sacrifici. E’ di vitale importanza dare gli esami di “Analisi I” “Analisi II” “Fi-
sica I” e “Fisica II” senza i quali verrebbe vietata la possibilità di sostenere
altri esami molto importanti come “Elettronica I & II” al secondo anno. Al-
trettanta attenzione è da prestare agli esami di “Fondamenti di Informatica
I & II”. Ogni anno ,come in tutti i corsi di laurea ,sono previste pause esoneri
verso fine ottobre/inizio novembre e fine aprile/inizio maggio, e pause per
appelli, della durata di un mese, a febbraio, luglio e settembre. Riguardo
gli esami,: sono quasi tutti da 6 crediti, il che significa che prevedono una
media di 60 ore di studio per un programma che nonostante la riforma
non è stato completamente ridotto. Con ciò preparatevi ad incontrare vari
problemi come l’accavallamento degli esami e poca repiribilità di alcu-
ni professori, la difficoltà (in certi casi ovviamente) di entrare nell’ottica
del “sacrificio quotidiano” per apprendere argomenti che necessitano di
concentrazione, sforzo, e sopratutto tempo. Ciononostante, il Corso di Au-
tomazione può risultare molto affascinante per chi nutre dei progetti nel
campo della Robotica.
Per i vostri dubbi o le vostre curiosità comunque ci siamo noi, nella nostra
auletta nell’atrio coperto, oppure su internet, www.udubari.it
Corso di Laurea in ingegneria delle Telecomunicazioni
Il corso di laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni, attivato nell’anno
accademico 2001/2002, ha progredito annualmente e consta di un consi-
stente numero di immatricolati annui. Come per quasi tutte le “ingegnerie”
è previsto un triennio di lezioni, la discussione di una prima prova finale, un
eventuale biennio di specializzazione – consigliato a tutti! - e, infine, l’ultima
tesi di laurea specialistica. Un problema comune a questo e a tutti gli altri
corsi di laurea è, senza dubbio, il pochissimo tempo a disposizione per dare
molti esami; mi spiego meglio: l’anno accademico è diviso in semestri, ogni
semestre – ovviamente – in due trimestri. A fine semestre c’è una “pausa
esami” di un mese, a fine “semisemestre”, invece, una o due settimane di

216
“pausa esoneri”. Spesso e volentieri accade che le date degli scritti o degli
orali siano molto ravvicinate, quindi alla fine si ha poco tempo per sostenere
i molti esami che siamo chiamati a dare nell’arco degli anni di studio. Il
consiglio principale è quello di seguire sempre tutte le lezioni nonostante
non ci sia l’obbligo di frequenza e cercare di dare gli esami nel minor
tempo possibile, anche se molti potrebbero sentirsi quasi “demoralizzati”
dall’accettare un diciotto. Tra un anno e l’altro esistono delle propedeuticità
(degli “sbarramenti”) in quanto si è obbligati legalmente a superare degli
esami prima di poterne sostenere altri ed è consigliabile quindi leggere
il regolamento didattico - reperibile anche sul sito - per conoscerle nel
dettaglio. Ogni esame vale un tot. di CFU (Crediti Formativi Universitari) e
per l’accesso ad un anno successivo è obbligatorio racimolarne almeno 30,
questo vuol dire che su un totale di 60 crediti annui si è chiamati a dare e
superare almeno metà degli esami totali. Per quel che riguarda gli esami,
nel corso del triennio, è possibile sostenere uno o due esami a scelta al
fine di racimolare 9 crediti in totale; al termine del terzo anno, inoltre, prima
della discussione della tesi, è previsto un periodo di tirocinio.
Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica
Il Corso di laurea in Ingegneria Elettrica consente ai suoi laureati di svolgere
attività professionali in diversi ambiti quali la progettazione assistita, la pro-
duzione, la gestione, l’organizzazione e l’assistenza delle strutture tecnico-
commerciali, sia nella libera professione sia nelle imprese manifatturiere
o di servizi nelle amministrazioni pubbliche. Stando a questa descrizione
“ufficiale”, il futuro professionale pare abbastanza certo.
Ecco cosa vi aspetta per raggiungere questa situazione idilliaca.
L’anno accademico è suddiviso in due semestri della durata di sette setti-
mane ciascuno all’interno dei quali sono previste due settimane di pausa
che permettono lo svolgimento delle prove scritte, esonero o appelli.
Il primo anno prevede lo studio di discipline di base molto importanti come
Fisica sperimentale I e II, per cui è richiesto l’obbligo di frequenza, per
quanto sia un caso isolato ed anomalo; Analisi matematica I e II, che sono
due mostri sacri per cui...vanno maneggiati con cura; Meccanica applicata,
le cui lezioni richiedono molta concentrazione; e dulcis in fundo Chimica, un
vero e proprio osso duro che richiede costanza e determinazione.
Le materie del secondo anno, invece, cominciano a dare una connotazione
al corso di studi molto più specifico. Vi troverete ad affrontare lo studio di
discipline come Impianti Elettrici, Elettrotecnica II, Controlli automatici, ma-

217
teria conviene affrontare tramite esoneri piuttosto che con la prova orale, ed
infine Macchine Elettriche, materia fondamentale in quest’anno.
Al terzo anno allo studente sarà chiesto di scegliere tra 4 curricula che, in
realtà, si differenziano tra loro per poche materie. I mostri sacri da affron-
tare quest’anno saranno Distribuzione ed utilizzazione dell’energia elettrica
che, per via del programma, dovrebbe essere collocato al secondo anno,
prima di Impianti elettrici; Elettronica di potenza ed Energetica applicata;
Sistemi elettrici per l’energia (che potete immaginare avere un alto quo-
ziente di difficoltà dato che dà il nome al curriculum...!) del quale va detto
che lo svolgimento del corso non viene distribuito equamente in tutto il pe-
riodo previsto ed il carico di studio risulta fortemente sbilanciato…E’ infine
previsto lo svolgimento di un tirocinio interno o esterno all’università che
costituisce l’unica occasione di mettere in pratica quanto appreso in questi
tre anni; l’unica pecca del corso infatti è proprio la mancanza di esperienze
pratiche a fronte di una forte base teorica.
Tenete presente le seguenti regole, ed esigete il loro rispetto dai docenti,
fatevi aiutare in questo dai vostri rappresentanti di corso o rivolgetevi al
Presidente del corso di Laurea, che ricordiamo è il prof. Vacca. All’inizio di
ciascun corso avete diritto ad un PROGRAMMA, per quanto provvisorio, in
caso di rimostranze chiedete quello dell’anno precedente. Il docente deve
fissare un orario di RICEVIMENTO per gli studenti.
Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Elettronica
L’ingegnere elettronico è una figura professionale molto richiesta e varie-
gata. Si tratta di un professionista che conosce profondamente gli aspetti
della tecnica realizzativa e progettuale di diverse tipologie di dispositivi
elettronici, sia analogici sia digitali, ed è anche in grado di utilizzare con
competenza ambienti di sviluppo ampiamente utilizzati, in fase di proget-
to, dalle aziende. Raggiungere questi obiettivi è possibile, però, solamente
dopo aver affrontato un percorso di studi che si comporrà necessariamente
anche di un curriculum di laurea specialistica. Come nella maggior parte
dei corsi di laurea in ingegneria, neanche per questo è prevista la presenza
obbligatoria alle lezioni. Esso, nella laurea triennale, alla quale è pressoché
indispensabile farne seguire una di specializzazione, prevede il supera-
mento di 30 esami (esami a scelta esclusi, ma di quelli parleremo dopo) per
i quali né i corsi né i laboratori hanno obbligo di frequenza, tranne in alcuni
casi, ma sono previste delle propedeuticità, unico vero grande ostacolo al
percorso di laurea. Il meccanismo delle propedeuticità è stato introdotto per

218
formalizzare la consequenzialità concettuale tra quegli esami del piano di
studio che sono ritenuti consequenziali. Attraverso uno sbarramento, che
funziona impedendo che un esame venga verbalizzato se non si è superato
uno ritenuto ad esso propedeutico, il percorso all’interno del piano di studi
viene tenuto “sotto controllo” e si garantisce, in questo modo, che assimi-
lare i concetti nel giusto ordine contribuisca davvero a formare l’ingegnere
di domani. Non c’è che dire, una gran bella vetrina...
Il meccanismo delle propedeuticità effettivamente funziona così, ed è vero
che non si possono sostenere esami senza aver sostenuto quelli che sono
indicati come propedeutici. Questo meccanismo prevede anche che non vi
siano esami propedeutici ad altri all’interno dello stesso anno di corso (la
cosiddetta propedeuticità orizzontale)...con la solita eccezione alla regola
(Elettronica 1 e Dispositivi Elettronici 1). Il primo anno di corso è il vero gran-
de ostacolo da superare per via di alcuni esami che sono fondamentali e
propedeutici praticamente a tutto ciò che verrà, e sono: Analisi 1 & 2, Fisica
Generale 1 & 2, Elettrotecnica e Fondamenti di Informatica 1, per un totale
di 36 crediti (che più in là vedremo cosa sono).
Il 2° anno è molto impegnativo; vi porterà all’asocialità più completa ma,
in compenso, gli esami cominciano a farsi molto più interessanti e il tutto
inizia ad assumere i veri connotati dell’indirizzo che avete masochistica-
mente scelto. Tra i tanti, quelli che conviene superare per primi sono: Campi
Elettromagnetici, Modellistica dei Sistemi Dinamici Elementari, Elettronica
dei Sistemi Digitali 1, Dispositivi Elettronici 1 ed Elettronica 1. Per ciò che
riguarda il 3° anno, invece, non ci sono esami che conviene fare prima o
dopo, tanto più che se ci siete arrivati non avete più problemi di propedeuti-
cità da rispettare, ma solo esami. Sono tanti e tutti importanti. Elettronica 2,
ad esempio, è una materia difficile, così come Progettazione automatica di
circuiti e Opto-elettronica, ma si tratta di materie dal forte contenuto tecnico
e la teoria, che a noi ingegneri non basta mai, è addirittura affascinante. Per
ciò che riguarda gli esami di inglese, 1 e 2, chi abbia già sostenuto esami
come il PET o il First Certificate of English non incontrerà difficoltà alcuna
e, almeno per inglese 1, dovrebbe poter verbalizzare l’esame all’inizio del
corso. Per quanto riguarda gli esami a scelta, è possibile sostenere esami
per un totale di 9 crediti. La scelta deve ricadere tra gli esami disponibili nel
paniere del C.U.C. dell’Informazione di cui Ingegneria Elettronica fa parte.
Ed ora, parliamo dei crediti: ogni esame, al suo superamento, vi conferirà
un numero di crediti che vi serviranno per l’iscrizione agli anni successivi. 1
credito corrisponde a 8 ore di lezione frontale o 17 ore di studio individuale.

219
Entro i 3 anni si raggiungerà un totale di 180 crediti. Ed ora, l’unico vero
consiglio sempre valido: studiate giorno per giorno! È banale, ve lo dicevano
tutti già dalle elementari e ve lo diranno in tanti, tra i professori, ma non per
questo non lo leggerete su queste pagine. L’importanza di questo consi-
glio vi sarà chiara quando avrete imparato il metodo e capito se studiare
da soli o meno... In fondo, chi meglio di uno studente vi può consigliare?
Per qualsiasi dubbio, o se avete bisogno di qualsiasi informazione, potete
passare per l’auletta dell’UdU, presso l’atrio coperto del Politecnico, o sul
sito www.udubari.it.
Corsi di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica
Il corso di Laurea Specialistica in Ingegneria Elettronica prevede la possibi-
lità di scegliere tra 3 curricula: il S.E.I. (Sistemi Elettronici Integrati), il S.O.
(Sistemi Optoelettronici) ed il S.E.M.A (Sistemi Elettronici per la Medicina e
l’ambiente. Ovviamente la scelta del curriculum non cambierà nulla sulla
natura del vostro titolo di studi che sarà sempre quello di Ingegnere Elet-
tronico. Così come nella laurea triennale esistevano esami ritenuti di base
per la formazione di un ingegnere (chimica, fisica ed analisi) così si ritrova,
all’interno dei curricula, la classificazione delle attività didattiche in base al
fatto che esse vengano riconosciute come di base o inerenti all’ingegne-
ria elettronica. Alle prime verrà riconosciuto un valore globale di 15 CFU
mentre alle seconde (tecnologie, criteri di progettazione..ulteriori nozioni
dispositivistiche…) verrà riconosciuto un valore totale di 54 CFU. Al fine di
raggiungere questa laurea di secondo livello sarà, inoltre necessario che
voi “collezioniate” ulteriori 30 CFU da acquisire tramite attività formative in
settori disciplinari affini all’indirizzo da voi scelto e altri 6 CFU che sono a
scelta, così come lo erano quelli della laurea triennale, all’interno dei panieri
di esami previsti come “candidati” per essere scelti. I panieri vengono, ov-
viamente, definiti all’interno di ogni curriculum. A questi esami, comunque
obbligatori, vanno aggiunti ulteriori prove a seconda del peso che avete
deciso di assegnare alla tesi, o prova finale, che, come valore di base, vale
9 CFU. Facendo due conti, insomma, per terminare la specialistica dovrete
aver collezionato un numero minimo di crediti pari a 120. Il carico di studio,
come sempre, è stato distribuito con criterio e attenzione alle esigenze del-
lo studente in modo da rendere il suo processo di apprendimento graduale,
piacevole ed indolore... ahahahah, scherzavo ovviamente Nell’ambito del
primo anno 33 sono i CFU che dovreste acquisire nell’ambito del primo
periodo, mentre sono 30 nel secondo. E, ovviamente, il secondo anno le

220
cose non migliorano: nel primo semestre vi attendono altri 30 CFU, mentre
nel secondo semiperiodo di base sono 15 CFU ma possono, per vostra
somma gioia, diventare 27 a seconda del peso della tesi, che può variare
tra 9 e 21 CFU. Nel caso caso in cui doveste decidere di sostenere l’esame
a scelta e l’esame di Tecniche di Visione Artificiale, il vostro lavoro di tesi
potrà valere al minimo 9 CFU. Se, invece, decideste di sostenere solo uno
tra i due, il minimo valore di CFU attribuibile al lavoro di tesi sarà pari a 15.
Resta intenso che se decideste di non sostenere nessuno tra i due…la tesi
dovrà valere 21 CFU!
Ed ora un avvertimento: vi imbatterete presto nella realtà per la quale un
lavoro di tesi da 9 crediti risulta essere insoddisfacente e saranno gli stessi
professori a sconsigliarvelo. Se decideste di svolgere la vostra prova finale
in azienda, tenete presente che il periodo di tempo che vi passerete sarà
diretta conseguenza del peso, in crediti, che deciderete che il vostro lavoro
di tesi dovrà avere e quello associato ai 9 crediti risulta essere troppo
breve perché questo laboratorio sia fruttuoso, e le stesse aziende non sono
allettate da questa ipotesi, per via della difficoltà che incontrano nel formare
sul know-how. Ovviamente, però, anche un laboratorio di tesi relativo ad
un peso di 21 crediti formativi ha il suo bel contro: infatti, optando per per
questa strada rischiate di imbarcarvi in un’impresa molto lunga e comples-
sa, mentre tutto ciò che in realtà desidererete sarà lasciarvi alle spalle i libri
ed iniziare a lavorare...
Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale
Per tutti coloro a cui piace gestire la propria vita, o meglio ancora quella
degli altri, questa è la facoltà adatta a voi! I laureati in Ingegneria Gestionale
possono svolgere attività professionali quali progettazione, controllo e as-
sistenza delle strutture commerciali, tecniche e produttive. In altri termini,
ci si occupa di project management e marketing industriale. Per quanto
riguarda il corso di studio, i primi due anni del triennio sono gli stessi di
meccanica perciò, senza stare a ripetere le stesse cose, leggetevi la do-
cumentazione inerente alla più antica delle ingegnerie. Con il terzo invece,
le materie sono di natura economica mantenendo sempre una matrice
scientifica. Se però si vuole concludere al meglio questo corso di laurea, la
prima cosa che bisogna saper gestire bene è il proprio tempo, ma ancor
di più i propri impegni universitari. Il nuovo ordinamento infatti prevede 31
esami in totale, di cui 10 ogni anno (a parte il primo con 11) e 5 a semestre
(a parte il primo con 6). Il tempo di preparazione ad un appello varia da

201
un giorno ad una settimana, mentre per quanto riguarda il superamento
dell’anno accademico è sufficiente raggiungere 30 crediti per iscriversi
al secondo, e 60 per iscriversi al terzo. Gli esami del primo semestre da
matricola sono quattro: Analisi I, Fondamenti d’Informatica, Geometria e
Algebra; a parte, le idoneità d’Inglese e Tecniche della Comunicazione. Oltre
alla frequentazione normale di queste materie, vi sono seminari dedicati
esclusivamente agli esercizi per la preparazione agli appelli, o come ore di
laboratorio come nel caso d’informatica. Nel secondo semestre invece le
discipline da seguire sono: Fisica, Meccanica Razionale, Analisi II, Disegno
Tecnico Industriale (DTI) e Disegno Assistito da Calcolatore (DAC). Il numero
di crediti cambia da materia a materia anche se nella maggior parte dei
casi ne hanno 6. In questo corso l’impegno non è tutto. Vogliamo persone
che abbiano forza di volontà ma soprattutto che ci mettano passione in
quello che fanno. Un consiglio: procedete pian piano, esame per esame e
siate costanti nello studio!
Corso di Laurea Triennale in Ingegneria Informatica
Il corso di laurea presenta un elevato numero di esami da sostenere distri-
buiti secondo il classico schema delle facoltà ingegneristiche.
Il primo anno introduttivo, è fondamentale per il prosieguo degli studi, sia
dal punto di vista propedeutico sia formativo. Analisi 1 e 2, Fisica 1 e 2 ed
Elettrotecnica costituiscono un notevole scoglio iniziale poichè da affron-
tare in un lasso di tempo ristretto e perchè propedeutici a qualsiasi esame
degli anni successivi.
Il secondo anno, di raccordo tra il 1° e il 3°, costituisce la parte più impe-
gnativa del corso di studio. Sistemi Operativi è il primo esame in cui si ap-
profondisce in maniera sufficientemente avanzata l’informatica ponendo
la dovuta attenzione ai sistemi Unix-like. In questo senso una personale
conoscenza di Linux, magari per passione, agevola sicuramente lo studio
di questa materia specialmente durante le esercitazioni pratiche in aula.
Elettronica 1 e 2 chiudono il ciclo di studio dei componenti elettronici ana-
logici e digitali. Comunicazioni 1 e 2 approfondiscono lo studio teorico della
trasmissione dei dati. Automatica 1 e 2 e Modellistica dei Sistemi Dinamici,
seguiti da Controlli automatici 1 e 2 del terzo anno, rappresentano il percor-
so di studio del settore automatico, forse eccessivamente approfondito.
Il terzo anno, più specialistico, conclude la formazione della figura profes-
sionale dell’ingegnere informatico attraverso esami come Telematica 1 e
2, Sistemi Informativi e Calcolatori Elettronici.

222
Il carico di studio per ogni esame non è solitamente proporzionato al nu-
mero di crediti che lo caratterizza. In particolare in questo corso di laurea
la maggior parte degli esami fornisce 6 CFU. In questo modo accade che
materie con carichi di studio evidentemente differenti possano essere pa-
ragonate in termini di crediti formativi. E’ quello che accade per esempio
tra Economia e Organizzazione Aziendale e l’esame di Elettronica Analogica
(Elettronica 1) entrambi da 6 CFU. Quest’ultimo esame è forse uno dei più
impegnativi del corso di laurea e non sono pochi gli aspiranti ingegneri
che pianificano di lasciarlo come ultimo esame. Allo stesso modo però,
non bisogna lasciarsi spaventare dai 9 CFU di Elettrotecnica, un esame
sicuramente importante ma non insormontabile.
I ritmi di studio richiesti sono decisamente alti e impegnativi e non permet-
tono cali di rendimento. La distribuzione delle sessioni di esame nell’anno
accademico non aiuta lo studente a recuperare eventuali ritardi accumulati
e a questo vanno aggiunti alcuni “capricci” di alcuni professori che ,magari,
non permettono di sostenere due appelli consecutivi se il primo non è stato
superato. La frequenza ai corsi non è obbligatoria ma risulta essenziale per
la quasi totalità delle materie poichè spesso l’esame verte essenzialmente
su quanto detto a lezione. Stranamente l’informatica non ha la dovuta ri-
levanza se rapportata al numero di esami dedicati al settore automazione/
elettronica sia come numero di crediti dedicato alle materie informatiche
che come effettivo numero di esami.
Per i vostri dubbi o le vostre curiosità comunque ci siamo noi, nella nostra
auletta nell’atrio coperto, oppure su internet, www.udubari.it , o iscrivetevi a
udupoliba@yahoo.it .

Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica


Cercheremo, in questo breve spazio, di fornire una panoramica del Corso di
Laurea triennale in Ingegneria Meccanica offerto dal Politecnico di Bari.
Partiamo anzitutto dalla definizione (fonte wikipedia) : “L’ingegneria mec-
canica è una branca dell’ingegneria che fornisce metodi e strumenti per lo
studio, la progettazione e la realizzazione pratica di attrezzature e macchi-
ne per i più vari impieghi civili e industriali.”. Per tutti coloro che pensino
di fare un corso di formazione da meccanico, hanno sbagliato e di grosso.
Spero siate coscienti di questo: meglio cambiare facoltà o indirizzo subito
che non dopo. Dopo questa brevissima introduzione, passiamo a vedere
come vengono suddivisi i tre anni del corso.

223
Il primo semestre del primo anno è quello più importante, non per difficoltà
delle materie trattate, quanto invece per l’impatto del nuovo metodo di
studio. Non importa da quale scuola si provenga, l’importante è cominciare
da subito a studiare. Potrebbe spaventare subito Analisi I oppure Chimica.
Vi accorgerete che c’è di peggio. Stringere nuove amicizie per studiare
insieme può risultare un utile metodo per apprendere e ripassare più ve-
locemente. Chi comincia bene è a metà dell’opera. Non preoccupatevi se,
per questo semestre, non riuscite a passare Fondamenti di informatica e
Chimica, perché non sono propedeutici a niente. Appena possibile, però,
cercate di toglierli di mezzo, perché arrivare al terzo anno ed avere ancora
materie del primo…non è umano. (Vedere più avanti sulle propedeuticità).
Il nostro corso di studi, è forse l’unico ad avere un corso di Fisica diviso in
3 crediti al primo e 9 al secondo semestre. Assurdo è dir poco. Ma proprio
per la semplicità iniziale, questi 3 crediti sono da fare subito. Piccola an-
notazione: ad esclusione di Chimica, tutte queste materie prevedono dif-
ferenti docenti per i due corsi nei quali è suddivisa ingegneria meccanica.
Naturalmente ci sono i pro ed i contro: un personale suggerimento è quello
di rimanere nel proprio corso. Se all’inizio potrebbe sembrare più difficile,
in seguito ci si accorgerà di essere meglio preparati di altri.Nel secondo
semestre, le materie da affrontare subito sono: Analisi II, Fisica (9 CFU),
Meccanica Razionale. Con una preparazione decente del primo semestre,
questo lo si affronta con più spensieratezza. Se avete ancora qualche fan-
tasma (esame) che vi perseguita, toglietelo quanto prima! Con minor im-
pegno sia mentale che fisico, ci si trova a fronteggiare l’esame di Disegno.
Da ricordare che ai fini della media dei voti, un 18 preso in una materia da
9 influisce molto di più che in uno preso ad un materia da 3. A questo punto
abbiamo finito il primo anno, chi bene…e chi meno bene.
Eccoci ora al secondo: niente da dire su Fisica tecnica, Elettrotecnica (prin-
cipi di), Economia, Tecnologia dei materiali. Basta seguire e non si trovano
difficoltà nel superare le prove. Sono le prime materie che ci fanno entrare
nell’ottica dell’ingegneria meccanica, per cui bisogna cominciare a studiare
con una particolare attenzione. Un appunto sulla scelta tra Meccanica dei
fluidi e Fluidodinamica. Non si capisce bene il perché si dovrebbe scegliere
l’una o l’altra. I professori sono entrambi altamente competenti: la prima
parte dei corsi è identica, varia nella seconda. Dal momento che in altre
materie poi vengono richiesti concetti di fluidodinamica, meglio allora sce-
gliere questa. La scelta però, è chiaramente personale: leggete sulla guida
i programmi e decidete bene. Eccoci nel semestre più ostico. Studiate bene

224
Sistemi Energetici con tutto ciò che è scritto su libro e dispense: a memo-
ria, vi verrà chiesto di tutto di più. Un consiglio: non fate solo gli esercizi
contenuti nel libro, ma procuratevi tracce già svolte (che non siano quelle
poche presenti su internet) ed il gioco è fatto. Scienza delle Costruzioni:
seguite tutte le lezioni, andate al ricevimento e fate tanti esercizi. Alla fine vi
accorgerete che è anche bella come materia. Tutto regolare per Tecnologia
meccanica e Meccanica applicata. Per quanto riguarda l’esame a scelta,
cercate di sceglierne uno della specialistica in Ingegneria Meccanica e di
quelli non di curriculum.
Terzo anno, ci avviciniamo alla fine. Anche qui esame a scelta guidata (da
scegliere dalla nostra specialistica). Macchine a fluido: stesso discorso
che per sistemi. Meccanica dei materiali e Progettazione meccanica: fate
attenzione al corso, potrebbe riservarvi sorprese. Sono materie tanto inte-
ressanti quanto lunghe. Se fatte bene, potranno soddisfarvi nel prosieguo
dei vostri studi. Sicurezza degli Impianti Industriali vi permette di ottenere
un attestato utilissimo per il mondo del lavoro. Nel secondo semestre, oltre
le tre materie previste, vengono attivati un certo numero di tirocini utili ai
fini dell’apprendimento, essenzialmente, di programmi commerciali per lo
sviluppo di progetti e studi. Segue la prova finale, cioè la tesi. Naturalmente
se si decide di sviluppare una tesi in una materia in cui non è previsto il
tirocinio, non ci sono problemi. Come non ci sono decidendo di seguire un
tirocinio e di sviluppare una tesi differente. Valutate bene.

Piccola nota sulle propedeuticità (p.): attualmente non ci sono p. vincolanti,


nel senso che possiamo aver fatto tutti gli esami senza ancora non aver
sostenuto Analisi I. Il concetto secondo il quale “se si riesce a dare un
esame del secondo si è in grado di poter sostenere un esame dell’anno
precedente”, è completamente errato. Molti esami possono anche esser
superati copiando, oppure non sapendo ciò di cui si parla. Alla fine si rimane
con un pugno di mosche in mano. Ci si trova a non poter fronteggiare le
situazioni perché non si ha la giusta cultura di base. Ecco perché è impor-
tante superare gli esami gradualmente, in ordine di anno e di semestre.

Ultima annotazione: ogni anno il politecnico, per assicurare la compatibilità


degli orari, indica dei corsi per le materie scelta libera e guidata. Ciò non
toglie che possiate scegliere altre materie. Per chi non è in regola con gli
esami, ed ha questi fantasmi ancora da superare, consiglio vivamente di
scegliere materie comuni ai curriculum della specialistica come: Scienza

225
II, Meccanica Applicata II, Macchine a fluido II etc. La sua preparazione
sarà più completa, anche in previsione di una interruzione degli studi alla
triennale.
Studiare bene, soprattutto per chi vuol fermarsi alla triennale, è fonda-
mentale in quanto ancora oggi non sono chiari i posti che gli ingegneri
junior occupano all’interno della società. Oltretutto la preparazione è così
generale che potenzialmente potremmo far tutto, ma in conclusione ben
poco. L’università ci fornisce comunque il metodo per poter apprendere e
camminare da soli.

Quando avete bisogno di qualche informazione, non limitatevi a chiederle


a poche persone: chiedete a tutti, perché ognuno darà un proprio indirizzo
soggettivo. Non abbiate paura di osare!Buono studio.

226
Edito da: Mutua Studentesca Bari

Realizzato con il patrocinio di:


Comune di Bari
Regione Puglia

Responsabile del progetto: Claudio Riccio


Progetto Grafico: Filippo Riniolo e Daniele Dimitri

Ringraziamo: tutte le compagne e i compagni che in 12 anni hanno


lottato con noi, nell’udu, nell’uds e nella mutua studentesca, i compagni
della CGIL, dell’arci, del collettivo di lettere e filosofia, la Regione Puglia e
il Comune di Bari.

Hanno collaborato alla realizzazione di questa Controguida:


Ilaria Antelmi, Caterina Arciprete, Paolo Baldassarre, Davide Bisceglie,
Piero Boccadoro, Antonella Calbo, Giuseppe Campanelli, Davide Corrado,
Francesco De Siante, Francesco De Maglie, Gresy De Marco , Alessandro
Diaferia, Michele Diana, Agnese Dinardi, Angelo Lamorgese,  Carmen Lo-
corriere, Luca Lo Muzio, Francesco Lorusso, Valerio Macchia, Leonardo
Madio , Antonio Marzano,  Nicola Minichelli, Federica Moggia, Giuseppe
Mongelli, Delia Panaro, Fabrizio Panzarini, Elisa Perrino, Serena Ravera,
Claudio Riccio,  Silvia Romano, Gianvito Rutigliano, Giovanni Sardelli, Clau-
dio Siciliano, Arial Zaffir, Marco Zito, i ragazzi di filosofia di bari , i ragazzi di
giurisprudenza di taranto.

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