Sei sulla pagina 1di 5

vittorio sgarbi, o della dromomania dei libri

Affetto da una dromomania nevrotico-ossessiva che lo rende incapace di rimanere fermo in una citt per pi di qualche giorno, se non appena qualche ora, Vittorio Sgarbi ha assegnato alle sue collezioni lo stesso destino che ha inflitto a se stesso. Quello della mobilit e della dispersione. Permanenti. I libri e le opere darte di Vittorio Sgarbi sono disseminati in molti, troppi, diversi luoghi: lantica casa dei suoi genitori, il piano nobile di Palazzo Massimo a Roma dove vive con leterna fidanzata Sabrina Colle, gli appartamenti di rappresentanza nei paesi di cui (o sar) sindaco, gli uffici in cui di volta in volta ricopre la carica di sottosegretario, assessore o sovrintendente, i loft delle sue amanti temporanee, come le mostre Il nucleo principale, per - almeno per ora - accatastato nel feudo avito di Ro Ferrarese, un massiccio edificio di struttura seicentesca, con annessa la farmacia di famiglia in stile Art Nouveau, che Vittorio Sgarbi ha trasformato in una gigantesca, caotica e straordinaria libreria-quadreria sparpagliata in una decina di stanze, da cui si salva, parzialmente sgombra,

147

148

solo la grande cucina. Per il resto casa Sgarbi una indescrivibile biblioteca-pinacoteca la cui visita - come sanno tutti coloro che sono stati trascinati in un tour guidato, con lezione di storia dellarte compresa non dura meno di tre-quattro ore. Spesso, secondo le abitudini del padrone-professore, nottetempo. Il percorso di casa Sgarbi in realt un labirinto, dentro e fuori sale traboccanti quadri, statue, fotografie, incisioni e tutto quanto arte: piccole opere e grandi capolavori, dal primo Rinascimento ai giorni nostri, sovrapposte e affastellate sopra, sotto, davanti e dietro pareti e mobili depoca a loro volta zeppi di saggi, romanzi, cataloghi, cinquecentine, atlanti, dizionari... Un dipinto di epoca manierista accanto a un ritratto di Bernardo Strozzi sovrastanti uno scaffale di volumi di architettura lungo una parete tappezzata di polaroid e ritratti dautore di Sgarbi stesso che conduce a una sala da pranzo trasformata in gipsoteca accanto a una camera da letto affollata di artisti di scuola emiliana come Alessandro Tiarini, o genovese come Giocacchino Assereto dove troneggia una antica piantana a muro riservata alla poesia francese nascosta dal Ritratto di Francesco Righetti del Guercino appeso sopra un mobiletto stipato di saggi di critica letteraria mentre il corridoio occupato dai classici del Novecento italiano e lungo le scale, sotto uno splendido Mattia Preti, sono impilati i volumi dello storico Dizionario della pittura e dei pittori dellEinaudi e, prospiciente il letto matrimoniale di mamma e pap Sgarbi, un pezzo unico come il busto di San Domenico del quattrocentesco Niccol dellArca dietro il quale infilata una rarissima monografia

dellartista E si potrebbe continuare, enumerando quasi quattromila opere e qualche decina di migliaia di libri... Ma come si fa, quando si cerca un libro, a orientarsi in questo caos? I libri che ho, me li ricordo tutti, ma non riesco mai a trovarli. Nella casa di Ro ne ho circa 100mila, pi altri 20mila in giro. A Roma, a Palazzo Massimo, ho unaltra piccola biblioteca, pi rapsodica: cataloghi, romanzi ma anche bozze, manoscritti. Tutto, per, inaccessibile.. S, i libri sono coperti dai quadri, ammucchiati davanti agli scaffali. So esattamente che titoli ci sono dietro le tele, ma non posso prenderli, dovrei spostare mezza quadreria. E poi, davanti ai dipinti e alle statue, adesso si sono accumulati altri libri. Un ordine in fondo c, ma sovrastato dalla quantit di volumi che si accumulano per questo che nel giardino della casa di Ro ho fatto costruire una grande dependance nello stesso stile architettonico rurale della casa e che diventer unordinatissima biblioteca. Prima o poi. Prima o poi Vittorio Sgarbi riuscir a mettere ordine tra i suoi libri, anche se difficile tanto quanto imporre delle regole alla sua vita, caoticamente creativa come la sua intelligenza e eccitata come la sua vis polemica. Indifferente per carattere e per egotismo al successo e alle ricchezze altrui, Sgarbi non ha mai invidiato nulla ad alcuno, se non - appunto - le opere darte e i libri. Le cronache, non a caso, ricordano unaccesa discussione in cui sosteneva che la propria collezione fosse pi bella di quella di Federico Zeri Forse Zeri aveva pi libri, ma la mia pi importante. Possiedo la quasi totalit delle fonti di arte antica, un nucleo di 2800-2900 libri rari, fondamentali per lo studio della

149

150

storia dellarte, dal De Sculptura di Pomponio Gaurico del 1504 fino a Larte a Citt di Castello di Giovanni Magherini Graziani del 1897. Anni fa il direttore della National Library di Washington mi offr un milione di dollari solo per questa sezione della mia collezione. Unofferta irrinunciabile. Per nulla. Ci ho pensato un po, ho calcolato che con quei soldi azzeravo tutte le querele che ho sulle spalle, e me ne sarebbero rimasti ancora parecchi. E, dopo tutto avrei sempre potuto ricomprarmi le anastatiche, per... Per Per poi mi sono detto: Le anastatiche? No, troppo tristi. E cos lasciai perdere. Abituato per privilegio genetico a vincere sempre, Sgarbi ha sempre cercato il meglio in fatto di libri. Di solito trovandolo. Di libri preziosi ne ho tanti. Il pi prezioso? Forse lIdea d Pittori, Scultori et Architetti di Federico Zuccari stampato a Torino nel 1607. Anche perch dietro c la storia di un acquisto fortunoso. Ma questa storia gliela risparmio Piuttosto, le regalo un consiglio: mai lasciarsi scappare loccasione davanti a un libro. Questa invece gliela racconto: una volta, dopo anni di ricerche, riuscii a trovare unopera bellissima, Ascoli in prospettiva colle sue pi singolari Pitture, Sculture e Architetture di Tullio Lazzari, un interessantissimo poligrafo settecentesco. Un volume da sogno, rarissimo, che non avevo mai avuto in mano in vita mia. Vengo a sapere che lo battono allasta, e io ci vado di corsa. Arrivo e trovo l, in sala, una ragazza bellissima, Melania. Insomma, mi distraggo, e quando battono il libro del Lazzari non me ne accorgo Perso, per sempre. Forse valeva pi la ragazza Ma cosa dice? Valeva molto di pi il Lazzari. Peccato.

Portato a commettere, per i libri e per i quadri, i peggiori peccati davanti ai quali un uomo pu cedere, Sgarbi continua a indebitarsi e fare follie per acquistarne di nuovi. Ha solo smesso di frequentare le aste di libri. Da quando mi sono accorto che costano pi dei quadri. Orgoglioso del suo titolo di professore e del suo status di critico, Sgarbi per non si definisce un bibliofilo. Con il libro in fondo ho un rapporto molto rarefatto: sono strumenti di lavoro prima di tutto, e ne accumulo moltissimi perch ogni libro pu avere qualcosa di utile, un brano, una poesia, una citazione, o anche solo una fotografia I libri sono un po come le donne. Se guardi bene, in tutte c qualcosa di bello. Un particolare e un aspetto, fisico o emotivo, dal quale puoi essere attratto. O del quale ti puoi affezionare. Non le chiedo fra le sue donne, ma fra i suoi libri, quello cui pi affezionato, qual ? Anche se non sono rari, i libretti tascabili della collana grigia della Bur, sulla quale si basa la mia formazione letteraria: tutti i classici li ho letti l. E poi ho amato molto, per la curiosit e la praticit, i libretti darte in sedicesimo di Scheiwiller. Raffinati e anticonformisti. Come i gusti di Sgarbi.

151