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interrogative indirette

tivo (54), il condizionale di cortesia (55), i verbi potere o volere (6) Licia, ti chiedo dove sei stata in vacanza
seguiti dall’infinito (56-57), l’espressione ti (vi) va («gradisci», (7) Licia, ti chiediamo dove sei stata in vacanza
«hai desiderio di», «gradite», «avete desiderio di»: 58): tutti (8) il padre sta chiedendo a Licia dov’è stata in vacanza
mezzi attraverso i quali chi parla attenua l’intensità della ri- (9) il padre e la madre stanno chiedendo a Licia dov’è stata
chiesta. in vacanza
Giuseppe Patota (10) il padre si sta chiedendo dove sia stata in vacanza Licia
(11) il padre ha chiesto a Licia dov’è stata in vacanza
Studi
Benincà, Paola (1993), Sintassi, in Sobrero 1993, vol. 1º, pp. 247-290. Come risulta dagli esempi, le frasi interrogative indirette
D’Achille, Paolo (2001), Che ce lo dici a fare? Un costrutto di matrice non hanno né il punto interrogativo né l’intonazione ascen-
dialettale nell’italiano parlato contemporaneo, in Id. & Giovanardi, dente caratteristica delle interrogative dirette; il verbo, l’ag-
Claudio, Dal Belli ar Cipolla. Conservazione e innovazione nel ro-
manesco contemporaneo, Roma, Carocci, pp. 67-83.
gettivo o il nome da cui dipendono fanno parte di una frase so-
Fava, Elisabetta (1984), Atti di domanda e strutture grammaticali in vraordinata (Serianni 1988: cap. XIV, § 85). Generalmente essi
italiano, Verona, Libreria Universitaria Editrice. precedono l’interrogativa indiretta, ma possono anche se-
Fava, Elisabetta (20012), Il tipo interrogativo, in Renzi, Salvi & Car- guirla, il che avviene in tutti i casi in cui chi parla o scrive vo-
dinaletti 20012, vol. 3º (Tipi di frase, deissi, formazione delle pa- glia mettere in evidenza l’interrogativa dislocandola a sinistra
role), pp. 70-126. rispetto all’elemento reggente, come in (12), (13) e (14), ed
Garzonio, Jacopo (2004), Le frasi interrogative non standard in fioren- eventualmente riprendendola mediante un pronome atono a lei
tino, «Rivista italiana di dialettologia» 28, pp. 225-235. riferito (13; nel caso specifico, il pronome atono che riprende
Giannelli, Luciano (1988), Italienisch: Areallinguistik VI Toskana, in l’interrogativa è lo):
Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), hrsg. von G. Hol-
tus, M. Metzeltin & C. Schmitt, Tübingen, Niemayer, 8 voll., (12) come abbia fatto a scappare, non si sa
vol. 4º (Italienisch, Korsisch, Sardisch), pp. 594-606. (13) come abbia fatto a scappare, non lo so
Palermo, Massimo (1997), L’espressione del pronome personale soggetto (14) come abbia fatto a scappare, è un mistero.
nella storia dell’italiano, Roma, Bulzoni.
Patota, Giuseppe (1990), Sintassi e storia della lingua italiana: tipolo-
gia delle frasi interrogative, Roma, Bulzoni.
Renzi, Lorenzo & Salvi, Giampaolo & Cardinaletti, Anna (a cura di) 2. Tipi
(20012), Grande grammatica italiana di consultazione, Bologna, il
Mulino, 3 voll. (1a ed. 1988-1995, 3 voll.). Anche le interrogative indirette, come le interrogative dirette,
Salvi, Giampaolo & Vanelli, Laura (2004), Nuova grammatica ita-
liana, Bologna, il Mulino. possono essere distinte in due diverse categorie:
Serianni, Luca (1988), Grammatica italiana. Italiano comune e lingua (a) interrogative indirette canoniche o non marcate e inter-
letteraria, Suoni, forme, costrutti, con la collaborazione di A. Ca- rogative indirette non canoniche o marcate;
stelvecchi, Torino, UTET. (b) interrogative indirette totali, interrogative indirette
Sobrero, Alberto A. (a cura di) (1993) Introduzione all’italiano con- parziali e interrogative indirette disgiuntive o alternative.
temporaneo, Roma - Bari, Laterza, 2 voll. (vol. 1º Le strutture; vol.
2° La variazione e gli usi). 2.1 Interrogative indirette canoniche e non canoniche
Tekavčić, Pavao (1980), Grammatica storica dell’italiano, Bologna, il Le interrogative indirette canoniche sono il resoconto di do-
Mulino, 3 voll. (vol. 1º Fonematica; vol. 2º Morfosintassi; vol. 3º
Lessico). mande la cui ragion d’essere è quella di ottenere una risposta (15):
Telmon, Tullio (1993), Varietà regionali, in Sobrero 1993, vol. 2°, pp. (15) il professore chiese ai ragazzi che cosa avessero fatto
93-149. mentre lui non c’era
Le interrogative indirette non canoniche sono il resoconto
di domande la cui ragion d’essere non è quella di ottenere una
interrogative indirette risposta. Diversamente che per le interrogative dirette, l’intera
classe delle interrogative indirette non canoniche è coperta
dalle interrogative indirette retoriche, che sono il resoconto di
1. Definizione domande alle quali non è previsto che si dia una risposta, per-
ché il loro formulatore già la conosce o già se la è data (16-17):
Le interrogative indirette sono frasi subordinate che hanno la
forma di una domanda che non è autonoma, come quella vei- (16) l’oratore, rivolgendosi al pubblico, chiese se la pace non
colata dalle ➔ interrogative dirette (1), ma dipende da un sarebbe stata un vantaggio per tutti
(17) Gianni sta chiedendo a tutti noi se sia giusto tradire un
verbo (2-3), un aggettivo (4) o un nome (5), e può essere ri-
amico.
portata in un luogo e in un tempo diversi da quelli in cui è (o
è stata) formulata (Fava 20012: 698 e 714-715):
2.2 Interrogative indirette totali, parziali e disgiuntive
(1) quanti anni hai?
Le interrogative indirette totali sono il resoconto di una do-
(2) le ho chiesto quanti anni aveva
manda (18) lasciata aperta a due possibili valori, uno afferma-
(3) le è stato chiesto quanti anni avesse
tivo e uno negativo (19) (Fava 20012: 677):
(4) ero incerto su quanti anni avesse
(5) alla mia domanda su quanti anni avesse non rispose (18) gli aveva chiesto se aveva [o avesse] voglia di mangiare
(19) aveva voglia di mangiare ~ non aveva voglia di
Generalmente l’interrogativa indiretta non corrisponde
mangiare
a un atto di domanda, ma ne è piuttosto il resoconto. Essa
corrisponde a un atto di domanda solo quando dipende da un Come nell’es. precedente, le interrogative indirette totali
verbo del tipo chiedere, domandare, ecc., riportato alla prima sono sempre introdotte dalla congiunzione interrogativa se.
persona singolare (Fava 20012: 677) o alla prima persona plu- Le interrogative indirette parziali sono il resoconto di una
rale del presente indicativo nella forma affermativa, come in domanda lasciata aperta a un’infinita possibilità di valori, e cioè
(6) e in (7) (➔ completive, frasi; ➔ oggettive, frasi). Ne- a tutti quelli attribuibili alle parole interrogative che le aprono,
gli altri casi, l’interrogativa indiretta è il resoconto di una do- che sono le stesse che introducono le interrogative dirette par-
manda che facciamo, ci facciamo, abbiamo fatto o ci siamo ziali, e precisamente:
fatti noi stessi, come in (2), (4) e (5), o che fanno, si fanno, (a) avverbi interrogativi che funzionano da congiunzioni
hanno fatto o si sono fatti altri che non necessariamente (come, dove, quando, quanto, perché; Serianni 1988: cap. XIV,
partecipano alla conversazione o all’atto comunicativo, come § 83):
in (8), in (9), in (10) e in (11). All’interrogativa diretta: Li-
cia, dove sei stata in vacanza?, corrispondono le seguenti frasi (20) mi ha chiesto come mi chiamavo, dove stessi andando,
interrogative indirette: quando ero arrivato e quanto mi sarei trattenuto

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interrogative indirette

(21) non so perché Mario si sia comportato così (b) verbi che rinviano al significato di «dubitare», come du-
bitare, esitare, mettere in dubbio, e nomi e aggettivi corrispon-
(b) aggettivi e pronomi interrogativi (chi, che cosa, cosa, che, denti come dubbio, insicurezza, dubbioso, incerto, insicuro:
quale, quanto), anche preceduti da preposizioni:
(40) dubito se accettare l’invito o no
(22) non so chi verrà a cena (41) ho il dubbio se accettare l’invito o no
(23) Vincenzo si chiede quale corso scegliere (42) sono incerto se accettare l’invito o no
(24) dimmi con chi stai parlando (c) verbi che rinviano al significato di «dire», come dire, in-
(25) non sapevo con che cosa aprire la porta dicare, informare, raccontare, mostrare, e nomi corrispondenti
Se il contesto lo consente, l’interrogativa indiretta parziale come informazione, indicazione, racconto:
ammette l’ellissi di tutti i suoi costituenti a eccezione della pa-
rola interrogativa, come in (26) e in (27) (Serianni 1988: cap. (43) mi raccontò perché lo aveva fatto
XIV, § 85; Fava 20012: 718): (44) abbiamo raccolto molte informazioni su come operino i
servizi segreti
(26) devo andarmene, ma non so dove [sottinteso: devo
(d) verbi di percezione, come vedere, guardare, osservare:
andarmene]
(27) aveva capito che Marco sarebbe partito, ma non sapeva (45) hai visto quanto si è fatto grande Carletto?
quando [sottinteso: sarebbe partito] (e) verbi che rinviano al significato di «conoscere» e «non co-
L’introduttore, sia esso il se o la parola interrogativa (even- noscere», come sapere, ricordare, sentire, essere a conoscenza,
tualmente preceduta da preposizione), è sempre in posizione rendersi conto, accorgersi, scoprire, notare, trovare, imparare,
iniziale dell’interrogativa indiretta, tranne che nei casi in cui ignorare, dimenticare; e nomi e aggettivi corrispondenti, come
sia preceduto da un costituente della frase messo in evidenza consapevolezza, ricordo, scoperta, ignoranza, conscio, consape-
attraverso la dislocazione (➔ dislocazioni) alla sinistra del- vole, ignaro, ecc.:
l’elemento interrogativo, come in (28) e in (29) (Fava 20012:
676 e 713): (46) ricordava bene quanto lo avesse amato
(47) il ricordo di quanto lo avesse amato era forte
(28) non so, i ragazzi, se li aiuta qualcuno (48) scoprì all’improvviso quanto lo avesse amato
(29) non so, i ragazzi, chi li aiuta (49) la scoperta improvvisa di quanto lo avesse amato la
Nelle interrogative indirette totali il soggetto, se espresso, sconvolse
(50) aveva dimenticato quanto lo avesse amato
generalmente precede il verbo, come in (30); tuttavia, in
forza di alcune variabili, è anche possibile una sua diversa col- (f) verbi che rinviano al significato di «decidere», come de-
locazione. Se, per es., la richiesta d’informazione si concen- cidere, determinare, specificare, controllare, essere d’accordo; e
tra sul soggetto piuttosto che sull’intera frase, il soggetto nomi e aggettivi corrispondenti come decisione, determina-
può seguire il verbo, come in (31), oppure può essere estratto zione, specificazione, deciso, risoluto, ecc.:
dall’interrogativa indiretta e dislocato a sinistra del verbo reg-
(51) il governo non ha ancora deciso quali misure adottare
gente, come in (32). Nelle interrogative indirette parziali, in-
contro la crisi
vece, il soggetto, se espresso, generalmente segue il verbo,
(52) la decisione su quali misure adottare contro la crisi non
come in (33), fermo restando il fatto che, se lo si vuole met-
è stata ancora presa
tere in evidenza, lo si può collocare a sinistra del suo predi-
(53) il governo non è deciso su quali misure adottare contro
cato, come in (34), o lo si può anche estrarre dall’interroga-
la crisi
tiva indiretta e dislocarlo a sinistra del verbo reggente, come
in (35): (g) verbi che esprimono ipotesi, come ipotizzare, indovi-
nare:
(30) non so se Marco è [o sia] arrivato
(31) non so se è [o sia] arrivato Marco (54) indovina chi è venuto a trovarci
(32) Marco, non so se è [o sia] arrivato
(h) verbi che indicano rilevanza, come importare, curarsi,
(33) non so quando è [o sia] arrivato Marco
essere rilevante, ecc.:
(34) non so quando Marco è [o sia] arrivato
(35) Marco, non so quando è [o sia] arrivato (55) non mi importa chi sia lui
(56) non è rilevante chi sia lui
Le interrogative indirette disgiuntive sono il resoconto di
una domanda lasciata aperta a due alternative, che vengono A margine, mette conto notare che:
sempre esplicitate. La prima alternativa è sempre introdotta da (a) tutti i verbi fin qui elencati possono reggere, oltre che
se, la seconda è introdotta da o o oppure: le interrogative indirette, anche frasi subordinate di altro tipo
(Fava 20012: 712), e in particolare le oggettive e le soggettive
(36) non so se rifiutare o accettare (➔ completive, frasi; ➔ oggettive, frasi; ➔ soggettive,
(37) è difficile stabilire se si tratti di un quadro autentico
frasi), che hanno molte affinità con le interrogative indirette
oppure di un falso.
(Serianni 1988: cap. XIV, § 83), al punto che alcuni studiosi
considerano queste ultime un loro sottotipo (Prandi 2006:
155);
3. Reggenza dell’interrogativa indiretta (b) quando l’interrogativa indiretta parziale dipende da un
verbo, un nome o un aggettivo che abbiano una determinata
Non tutti i verbi, gli aggettivi e i nomi possono reggere un’in- ➔ reggenza preposizionale, come in (57) a., (58) a., (59) a., (60)
terrogativa indiretta, ma soltanto alcuni che appartengono a a. e (61) a., la parola interrogativa è preceduta dalla preposizione
determinate aree di significato. La lista che segue, che li pre- richiesta dalla reggenza, come in (57) b., (58) b., (59) b., (60) b.
senta in dettaglio, è ricavata da Fava (20012: 700-702; ➔ com- e (61) b.:
pletive, frasi):
(a) verbi che rinviano al significato di «domandare» (57) a. dubito sul nome del bambino
come domandare (domandarsi), chiedere (chiedersi), interro- b. dubito su che nome dare al bambino
gare (interrogarsi), indagare, cercare di sapere, informarsi, (58) a. ho una domanda sulla crisi
esaminare; e nomi corrispondenti come domanda, richiesta, b. ho una domanda su quanto durerà la crisi
ecc.: (59) a. il governo è incerto sulle misure anticrisi
(38) Marco chiede [si domanda, cerca di sapere, ecc.] se b. il governo è incerto su quali misure anticrisi
vogliamo andare al mare assumere
(39) alla domanda di Marco se volessimo andare al mare (60) a. il racconto delle sue sofferenze ci commosse
rispondemmo di no b. il racconto di quanto avesse sofferto ci commosse

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interrogative indirette

(61) a. sono informato dell’andamento delle cose (come in 68: se fossi stato al mio posto) o non espressa (come in
b. sono informato di come siano andate le cose 67 e in 69: la condizione implicita può essere, per es., se glielo
chiedessi, se la invitassi, ecc.) (Serianni 1988: cap. XIV, § 89).
Le interrogative indirette possono avere il verbo all’indi- Inoltre, come si vedrà più avanti, il condizionale passato è la
cativo, come in (62), (63) e (64); al congiuntivo, come in (65) forma verbale canonica per riportare una domanda che si col-
e (66); al condizionale, come in (67), (68) e (69); all’infinito pre- loca in un momento futuro rispetto a un verbo reggente col-
sente, come in (70), (71) e (72): locato nel passato.
Come si segnala in Fava (20012: 719-720), l’infinito pre-
(62) mi domando che cosa ho fatto di male
sente aggiunge alla domanda riportata un’idea di necessità o di
(63) spiegami chi è il tuo amico
possibilità, come in (82) e in (83):
(64) ditemi se verrete a cena
(65) nessuno sa dove sia (82) Gianni non sapeva se partire [= se doveva, poteva
(66) ignoro che cosa stia combinando partire]
(67) non so se verrebbe volentieri (83) Gianni non sapeva quando partire [= quando doveva,
(68) mi chiedo che cosa avresti fatto se fossi stato al mio poteva partire]
posto In linea di massima, la presenza dell’infinito è possibile solo
(69) domanda a Sandra se uscirebbe con me
se il soggetto dell’interrogativa indiretta, mai esplicitabile, coin-
(70) non so a chi rivolgermi cide con il soggetto del verbo reggente, come è negli esempi im-
(71) si chiede dove andare
mediatamente precedenti; tuttavia è anche possibile che il sog-
(72) è in dubbio se restare
getto dell’interrogativa non coincida con il soggetto sintattico
Sui meccanismi che determinerebbero l’uso dell’indicativo della reggente, ma con un altro elemento che di fatto controlla
e del congiuntivo non solo nelle interrogative indirette, ma an- l’interrogativa dall’interno della frase reggente (Fava 20012: 720)
che in frasi subordinate a queste affini, così in italiano come in come è in (84) e in (85), in cui l’elemento che controlla l’inter-
altre lingue, si è scritto molto (Schneider 1999: 26-34; Renzi, rogativa indiretta (Gianni) non è il soggetto della frase reggente:
Salvi & Cardinaletti 20012: vol. 2°, 890-895). Per quel che ri-
(84) il dubbio di Gianni su quando partire era molto forte
guarda l’italiano in particolare, la ricerca della regola che dia
conto del vario distribuirsi di questi due modi verbali in que- (85) Carlo spiegò a Gianni quando partire
ste frasi è ancora in atto. L’opinione più corretta è che la Inoltre, come si segnala in Serianni (1988: cap. XIV, § 90),
scelta di indicativo e congiuntivo nelle frasi interrogative in- sia la frase reggente sia la frase interrogativa possono avere un
dirette e in altre frasi subordinate consimili, come le soggettive soggetto generico e indeterminato, come in (86) e in (87):
e le oggettive, non obbedisca a una sola regola, ma si adatti a
(86) non si sa se partire
un ventaglio di possibilità (Prandi 2002: 32-33) collegate, in
(87) non si sa quando partire
molti casi, a una libera scelta del parlante, svincolata da ragioni
di ordine grammaticale, contestuale e perfino di registro. Veniamo all’uso dei tempi, illustrato dettagliatamente in
In linea generale, un’interrogativa indiretta dipendente Vanelli (20012). La prospettiva dominante è quella che guarda
da uno dei verbi, nomi o aggettivi che rientrano nei gruppi al tempo della frase reggente.
elencati in precedenza ammette sia l’indicativo sia il congiun- Se il tempo della reggente è al presente o al futuro, nel-
tivo, con le seguenti precisazioni (ricavate in larga parte da l’interrogativa indiretta avremo:
Wandruszka 20012: 467-472): (a) per la simultaneità con la reggente, l’indicativo presente,
(a) se è retta dal presente indicativo del verbo sapere nella come in (88) e in (90), o il congiuntivo presente, come in (89)
forma affermativa, l’interrogativa indiretta ha il verbo all’in- e in (91):
dicativo:
(88) mi domando che cosa fa Claudio in questo momento
(73) so quanto le vuoi bene (89) mi domando che cosa faccia Claudio in questo
(74) so quanto le hai voluto bene momento
(90) gli chiederò che cosa desidera mangiare domani
(b) se il presente di sapere è alla forma negativa, come in (75),
(91) gli chiederò che cosa desideri mangiare domani
se sapere è al passato, come in (76), se l’interrogativa indiretta
precede la frase reggente per ragioni di messa in evidenza, come (b) per l’anteriorità rispetto alla reggente, l’indicativo pas-
in (77), possono aversi sia l’indicativo sia il congiuntivo: sato prossimo (e, in misura progressivamente meno frequente,
l’indicativo imperfetto, passato remoto, trapassato prossimo),
(75) a. non so quanto le vuoi bene come in (92) e in (94), o il congiuntivo passato (e, in misura
b. non so quanto tu le voglia bene progressivamente meno frequente, il congiuntivo imperfetto e
(76) a. sapevo quanto le volevi bene trapassato), come in (93) e in (95):
b. sapevo quanto le volessi bene
(77) a. quanto le vuoi bene, lo sappiamo tutti (92) mi domando che cosa ha fatto [oppure: faceva, fece,
b. quanto tu le voglia bene, lo sappiamo tutti aveva fatto] Claudio in quel momento
(93) mi domando che cosa abbia fatto [oppure: facesse,
(c) se è retta da una forma del verbo dire, l’interrogativa in-
avesse fatto] Claudio in quel momento
diretta ha sempre l’indicativo, come in (78), a meno che non
(94) gli domanderò che cosa ha fatto [oppure: faceva, fece,
sia anteposta alla reggente per ragioni di messa in evidenza
aveva fatto] in quel momento
come in (79), nel qual caso può avere anche il congiuntivo:
(95) gli domanderò che cosa abbia fatto [oppure: facesse,
(78) dimmi con chi vai e ti dirò chi sei avesse fatto] in quel momento
(79) a. chi è stato, non te lo dico
(c) per la posteriorità rispetto alla reggente, l’indicativo fu-
b. chi sia stato, non te lo dico
turo semplice, come in (96) e in (99), l’indicativo o il con-
(d) se è retta da un verbo di percezione in forma afferma- giuntivo presente usato in luogo del futuro, come in (97) e in
tiva, l’interrogativa indiretta ha sempre l’indicativo, come in (100), e l’indicativo futuro anteriore, come in (98):
(80), a meno che essa non sia anteposta alla reggente per ragioni
di messa in evidenza come in (81), nel qual caso può avere an- (96) mi domando che cosa farà Claudio quest’estate
che il congiuntivo: (97) non so dove va [vada] in vacanza Claudio quest’estate
(98) mi domando che cosa avrà fatto Claudio entro la fine
(80) ho visto come si è ridotto dell’estate
(81) a. come si è ridotto, l’ho visto (99) domani gli domanderò dove andrà in vacanza l’estate
b. come si sia ridotto, l’ho visto prossima
Il verbo al condizionale può aversi quando l’interrogativa (100) domani gli domanderò dove va [vada] in vacanza
si presenti come conseguenza di una condizione, espressa l’estate prossima

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interrogative retoriche

Se il tempo della reggente è al passato, nell’interrogativa zione, ordine delle parole, presenza di parole o particelle in-
indiretta avremo: terrogative). In alcune lingue hanno un’intonazione specifica,
(a) per la simultaneità con la reggente, l’indicativo imper- che le distingue dalle frasi dichiarative e dalle interrogative
fetto, come in (101), o il congiuntivo imperfetto, come in vere e proprie. Secondo Sadock & Zwicky (1985), poche lin-
(102): gue hanno una forma specifica per le interrogative retoriche;
una di queste è il groenlandese:
(101) gli ho chiesto [oppure: chiedevo, avevo chiesto, chiesi]
che cosa faceva in quel preciso momento (1) naalanngilatit «tu non obbedisci» (frase dichiarativa)
(102) gli ho chiesto [oppure: chiedevo, avevo chiesto, chiesi] (2) naalanngilit? «tu non obbedisci?» (frase interrogativa)
che cosa facesse in quel preciso momento (3) naalanngippit? «non obbedisci?» [= «dovresti obbedire»]
(frase interrogativa retorica)
(b) per l’anteriorità rispetto alla reggente, l’indicativo pas-
sato prossimo, come in (103), e trapassato prossimo, come in La natura delle interrogative retoriche trova illustrazione
(104), oppure il congiuntivo trapassato, come in (105): alla luce della teoria degli atti linguistici (➔ illocutivi, tipi;
➔ pragmatica), che distingue tre aspetti nell’uso di una frase:
(103) Carlo mi ha chiesto [oppure: chiese, chiedeva] che (a) l’atto locutivo, legato al significato proprio dell’enun-
cosa ho fatto ciato;
(104) Carlo mi ha chiesto [oppure: chiese, chiedeva, aveva
(b) l’atto illocutivo, costituito da quel che l’enunciato vuole
chiesto] che cosa avevo fatto effettivamente dire;
(105) Carlo mi ha chiesto [oppure: chiese, chiedeva, aveva
(c) l’atto perlocutivo, costituito dagli effetti concreti otte-
chiesto] che cosa avessi fatto
nuti attraverso l’enunciato.
(c) per la posteriorità rispetto alla reggente, il condizionale La frase interrogativa è espressione dell’atto linguistico di
passato (106), normale nell’italiano di tono formale d’oggi (in domanda, la frase dichiarativa esprime l’affermazione e l’im-
passato si adoperava il condizionale presente), si alterna con perativa l’istruzione. Tuttavia, tra tipo di frase e atto lingui-
l’indicativo ➔ imperfetto (107), del tutto normale nell’italiano stico non c’è una relazione uno-a-uno: a ogni tipo di frase non
di tono medio o informale (➔ colloquiale, lingua): corrisponde rigidamente un atto linguistico. Secondo Taylor
(1989) i tipi di frase maggiori non rappresentano categorie net-
(106) non sapevo se sarebbe venuto
tamente individuate: l’emissione di un enunciato formalmente
(107) non sapevo se veniva
interrogativo può avere forza pragmatica di domanda, ma an-
A margine, occorre precisare che una frase interrogativa, che di proposta o di asserzione.
pur dipendendo da un passato, può indicare un’azione o una Quest’ultimo è spesso il caso delle interrogative retoriche.
situazione che persiste nel presente. In questo caso l’imperfetto Le interrogative retoriche sono l’esempio tipico di ciò che in
(indicativo o congiuntivo) si alterna liberamente col presente pragmatica si chiama atto linguistico indiretto. Secondo Searle
(indicativo o congiuntivo), come in (108): (1969) negli atti linguistici indiretti un atto illocutivo è eseguito
indirettamente, cioè eseguendo un altro atto linguistico: in
(108) le ho chiesto se Carlo abita [oppure: abiti, abitava,
questi casi, la forza pragmatica dell’enunciato non dipende dal
abitasse] ancora qui.
valore letterale della frase (come nell’atto linguistico diretto) ma
Giuseppe Patota dal contesto comunicativo in cui quell’enunciato viene pro-
dotto.
Studi Spesso chi enuncia una interrogativa retorica, dato che
Fava, Elisabetta (20012), Le frasi interrogative indirette, in Renzi, Salvi non si attende una risposta, continua il discorso senza lasciare
& Cardinaletti 20012, vol. 2º, pp. 675-720. spazio all’interlocutore; altre volte è il parlante stesso che si dà
Mortara Garavelli, Bice (20012), Il discorso riportato, in Renzi, Salvi un’auto-risposta. Occorre sottolineare che le interrogative re-
& Cardinaletti 20012, vol. 3º, pp. 429-470.
Prandi, Michele (2002), C’è un valore per il congiuntivo?, in Intorno al
toriche non sono le uniche frasi interrogative a non richiedere
congiuntivo, a cura di L. Schena, M. Prandi & M. Mazzoleni, Bo- risposta: del gruppo fanno parte anche le interrogative cosid-
logna, CLUEB, pp. 29-44. dette diffratte (che equivalgono a una richiesta, come la clas-
Prandi, Michele (2006), Le regole e le scelte. Introduzione alla gram- sica mi passi il sale?) e le interrogative narrative (il tipo cammina
matica italiana, Torino, UTET Università. cammina, chi incontrò il nostro eroe? Un orco).
Renzi, Lorenzo, Salvi, Giampaolo & Cardinaletti, Anna (a cura di) Poiché le interrogative retoriche, come già sottolineato, non
(20012), Grande grammatica italiana di consultazione, nuova ed., richiedono risposta, se l’interlocutore ricorre a questa adotta un
Bologna, il Mulino, 3 voll. (vol. 1° La frase. I sintagmi nominale e comportamento incongruo. Come in tutti gli atti linguistici in-
preposizionale; vol. 2º I sintagmi verbale, aggettivale, avverbiale. diretti, perché la comunicazione funzioni occorre che ci sia coo-
La subordinazione; vol. 3º Tipi di frase, deissi, formazione delle pa-
role) (1a ed. 1988-1995, 3 voll.). perazione tra emittente e destinatario: se alla domanda puoi
Schneider, Stefan (1999), Il congiuntivo tra modalità e subordinazione. passarmi il sale? il destinatario risponde di sì, ma non compie
Uno studio sull’italiano parlato, Roma, Carocci. concretamente l’atto, la comunicazione non ha funzionato.
Serianni, Luca (1988), Grammatica italiana. Italiano comune e lingua
letteraria. Suoni, forme, costrutti, con la collaborazione di A. Ca-
stelvecchi, Torino, UTET. 2. Funzioni
Vanelli, Laura (20012), La concordanza dei tempi, in Renzi, Salvi &
Cardinaletti 20012, vol. 3º, pp. 611-632. Spesso il parlante fa uso di un’interrogativa retorica per ri-
Wandruszka, Ulrich (20012), Frasi subordinate al congiuntivo, in
Renzi, Salvi & Cardinaletti 20012, vol. 2º, pp. 415-481.
volgere una critica al proprio interlocutore; può essere:
(a) la critica di un comportamento:
(4) Ignobile plebaia! Così ricompensate i sacrifici fatti per
voi? (Ettore Petrolini, dal Nerone)
interrogative retoriche (b) la critica per non aver creduto alle parole del parlante:

1. Definizione (5) A: Mi sento già meglio, ho le idee più chiare


B: Eh? Cosa le dicevo? (Eugene Ionesco, Il rinoceronte)
Per definizione, le interrogative retoriche sono frasi che pre- (c) un enunciato di tipo pragma-linguistico:
sentano caratteristiche formali tipiche delle frasi interrogative
(➔ interrogative dirette; ➔ interrogative indirette), ma (6) A: se il professore …
che non hanno lo stesso valore funzionale, poiché non sono B: quale professore? Quale? Per vostra norma è un
enunciate per ottenere una risposta. asino bollato e patentato (Alfio Berretta, Commedie)
In realtà, le interrogative retoriche non hanno sempre le ca- (7) e me lo dici solo adesso?! Non me lo potevi dire
ratteristiche formali delle interrogative (vale a dire intona- prima?!

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