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PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019

TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio Tipologia B - Analisi e produzione di un testo

argomentativo, Antonio CASSESE, I diritti umani oggi, Economica Laterza, Bari 2009

(prima ed. 2005), pp, 230-231.

Comprensione e analisi

1. Riassumi il testo mettendo in evidenza la tesi principale e gli argomenti

addotti.

2. Nello svolgimento del discorso viene introdotta una contro-tesi: individuala.

3. Sul piano argomentativo quale valore assume la citazione del biologo

francese, Jean Hamburger?

4. Spiega l’analogia proposta, nell’ultimo capoverso, fra la tutela internazionale

dei diritti umani e i fenomeni naturali impercettibili.

5. La citazione in chiusura da Nelson Mandela quale messaggio vuole comunicare

al lettore?

Risposte

1. Il brano, tratto dall’opera di Antonio Cassese dal titolo “I diritti umani oggi”, vuole spiegare in
una manciata di righe la deontologia dei diritti umani affermando, con l’aiuto di un termine di
paragone antitetico, quanto ancora oggi l’affermazione dei diritti umani sia una scalata continua
verso una timida realizzazione, spesso taciuta in favore dell’oppressione più grande di
totalitarismi, autoritarismi, predominio razziale e ideologico degli stessi uomini.
Egli sostiene come tesi principale che i diritti umani siano un punto di arrivo dell’uomo sociale,
contrapponendo ad egli gli istinti animaleschi dell’uomo biologico. Come afferma anche lo stesso
biologo Jean Hamburger, i diritti umani rappresentano la vittoria dell’io sociale sull’io biologico, i
cui sentimenti più nobili e docili sono tesi solamente verso la protezione e la creazione di una
cerchia ristretta che cerca con il tempo di crearsi. In questo brano si sovverte anche l’idea che i
diritti umani siano connaturati nell’uomo grazie alle leggi naturali; si afferma anzi che essi siano

Eleonora Gilardengo
una ribellione contro le stesse, che siano una conquista alla quale lavorare senza sosta, giorno
dopo giorno, unendo le forze di Stati, Organizzazioni, persone, studiosi, pensatori, scalando
“collina dopo collina”, poiché il percorso verso il loro pieno raggiungimento sarà ricco di ostacoli
sempre nuovi, da sorpassare e vincere in ogni momento storico.

2. La contro-tesi è da individuarsi nella testimonianza del biologo francese Jean Hamburger, che
contrappone all’uomo sociale l’uomo biologico, spiegando che appunto i diritti umani non siano
un diritto naturale, qualcosa che sia stato affidato all’uomo grazie alla sua nascita e al suo essere
in quanto tale. Egli afferma che in realtà l’uomo biologico abbia sentimenti interiori di aggressività
e ribalta che l’uomo sociale, sempre all’erta, deve cercare di contenere ribellandosi alle leggi della
natura, scevre dal senso di disciplina affermato dall’avvento della società civilizzata.

3. Dal punto di vista argomentativo la riflessione del biologo francese è importante perché si pone
in contrasto con l’idea generale e spesso presa come un assunto dato che i diritti umani non
spettino all’uomo per natura ma che egli stesso, lottando e contrapponendosi ai suoi istinti in
favore di regole cui la civiltà ha dato corpo. Egli apre un nuovo campo di riflessione che ha lo scopo
di dirottare il pensiero iniziale del lettore, o valutando comunque una sfumatura di una tesi
assodata nei secoli, un’idea sulla quale forse non si aveva posto la giusta importanza.

4. Questa analogia tra “tutela internazionale dei diritti umani” e “fenomeni naturali impercettibili”
viene posta per spiegare che i primi hanno una lentezza di affermazione secolare, i cui risultati ed
effetti prodotti si possono misurare solo con il tempo. Come il livello di gravità di una catastrofe
naturale che avviene impercettibilmente alla sensibilità umana mostra la sua distruzione in poco
tempo, ma ne si ha piena coscienza dopo mesi, anni forse, nel momento in cui si deve ricostruire e
riportare agli albori originali ciò che si realizza esser andato perso definitivamente, lo stesso
accade per l’affermazione dei diritti umani. Quando si crede di aver raggiunto dopo secoli di
battaglia una tutela concreta, basta un evento eclatante della durata di pochi minuti come un atto
terroristico a sovvertire gli schemi e insieme a distruggere anni di strenua battaglia per affermare
il diritto alla vita, facendo perdere le speranze.

5) La citazione in chiusura, attuale in modo quasi pragmatico, portando agli occhi del lettore
l’esempio di un grande pacifista che ha fatto della sua vita una strenua lotta per la tutela degli
uomini, vuole comunicare di non fermarsi, di continuare a perorare le proprie cause e portare
avanti le proprie battaglie senza mai perdere la speranza, poiché l’affermazione dei diritti umani
non è altro che una strada di cui, ancora oggi, si fa fatica a scorgere la fine, intervallata da colline
da scalare e oltrepassare per raggiungere piccoli traguardi ostacolati da pericoli e problemi sempre
nuovi pronti a dissuaderci dal nostro obbiettivo.

Produzione

Esprimi il tuo giudizio in merito all’attualità della violazione dei diritti umani, recentemente
ribadita da gravissimi fatti di cronaca. Scrivi un testo argomentativo in cui tesi e argomenti siano
organizzati in un discorso coerente e coeso, che puoi, se lo ritieni utile, suddividere in paragrafi.

Eleonora Gilardengo
La discussione sui diritti umani, su cosa siano, su fatti di cronaca che sempre più spesso, quasi
quotidianamente, ne affermano la loro efferata violazione popola fedelmente, come dimostrano i
corsi e ricorsi storici, la pagina di cronaca sociale. Ne parlano tutti, senza riserva e con una
padronanza critica spesso troppo spigliata, ma è davvero ognuno di noi consapevole di cosa siano
veramente i “diritti umani”, cosa si celi sotto questa perifrasi lessicalmente semplice, ma dal
contenuto così ramificato e celato da ideologie scontatamente populiste?
Un po’ di storia può aiutarci, il passato è accaduto per insegnarci, e per darci la possibilità di non
perpetrare negli stessi errori: per diritti umani si intendono quei diritti riconosciuti all’uomo
semplicemente in base alla sua appartenenza al genere umano. Questa idea risale a tempi antichi,
ma la formalizzazione moderna e concreta di questo concetto è emersa soltanto dopo la Seconda
Guerra Mondiale con la promulgazione della “Dichiarazione universale dei diritti umani” nel 1948
da parte delle Nazioni Unite. Dopo una delle più eclatanti violazioni dei diritti mondiali che hanno
macchiato di rosso la storia, dopo l’aver mietuto circa 50 milioni di vittime innocenti, colpevoli di
rimando solo di essere nate sotto il “marchio ebraico”, dopo lo sterminio di un’intera civiltà a
sangue freddo, si è resa necessaria la creazione di uno strumento in grado di salvaguardare i diritti
fondamentali e la dignità di ciascun individuo senza distinzione «di razza, di colore, di sesso, di
lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di
ricchezza, di nascita o di altra condizione», come recita l’articolo 1 di suddetto Documento.
Purtroppo questa, come del resto l’opera strenua di tutte le associazioni che si battono contro la
violazione dei diritti umani e che con ogni mezzano cercano di tutelare noi esseri viventi su questa
terra (pensiamo all’ONU e ad Amnesty International per citare le più note), non sono organi
effettivi di governo con un proprio potere esecutivo, pertanto possono solo suggerire delle linee
guida di governo, che nessuno però è obbligato a seguire, o ancor prima, a tenere in
considerazione.
Sebbene gli strumenti a tutela dei diritti umani esistano in gran numero, le violazioni restano
numerose, non solo da parte di regimi autoritari e dittature, ma anche da parte degli Stati
cosiddetti “democratici”, poiché con il tempo la stessa idea giusnaturalistica di diritti umani è
mutata nettamente, adeguandosi all’affermarsi delle società capitalistiche, dei bisogni e degli
interessi dei vertici del potere, dell’avvento della tecnologia, per citare alcuni tra i fattori
protagonisti di questa svolta ideologica.
Alla luce dei recenti fatti di cronaca è noto che la violazione di questi diritti fondamentali non sia
poi solo un fatto delle popolazioni ritenute più arretrate dall’aspetto sociale, dell’istruzione o
civile, anche in Occidente molti sono i casi eclatanti in cui dell’Uomo si è dimenticata la dignità
datagli in nascita. Pensiamo a fatti nettamente recenti, l’argomento più gettonato è sicuramente
la questione “migranti”, navi in balia delle onde, pesci che si nutrono di cadaveri senza un nome,
scelta di accogliere solo i generi più deboli sulla terra ferma separando quelle che sono famiglie,
nel vero senso del termine; o ancora la sete di guadagni sulla pelle delle persone, come accadde
nelle Terre dei fuochi campane, nello stabilimento Eternit di Casale Monferrato, o all’Ilva di
Taranto, dove sentenze hanno, dopo decenni di indagini e battaglie, affermato la loro
colpevolezza. Certo, purtroppo, seppur agli atti “giustizia è stata fatta”, la vita a quelle persone
non si può restituire, la sofferenza che hanno passato non si può più curare, i loro sogni stroncati
sul più belli non potranno più essere realizzati.
Siamo ormai nel 2019, ma nulla ci dimostra che i pilastri sanciti dalle Costituzioni possano valere a
qualcosa: alcuni esseri, biologicamente uguali a qualsiasi altro individuo che vanta i suoi diritti, per

Eleonora Gilardengo
qualche ragione ancor oggi inspiegabile si accordano il permesso e sentono la libertà di violare i
diritti altrui. Se così non fosse, non ci sarebbero più donne stuprate, uccise da mani sporche,
bambini sfruttati, maltrattati, privati della loro infanzia e dei loro diritti inviolabili, della serenità
che la loro età necessità per poter crescere uomini e donne dai sani principi nel loro libero
sviluppo naturale, operai che per vivere ogni mattina, pomeriggio, notte, si recano sul posto di
lavoro e non fanno più ritorno a causa di mancate manutenzioni o controlli per cui la loro vita,
giudicata inutile, vola in alto.
Il nuovo millennio, grande epoca di cambiamento, conserva ancora le sue ombre e difficoltà,
anche se grandi passi in avanti sono stati compiuti; come dice un noto detto “l’unione fa la forza”,
e speriamo che sia un percorso in continua ascesa e in quella direzione, rispettando le diversità del
prossimo ma senza marcare confini, ascoltando le idee altrui ma senza prevaricarle o mancando di
rispetto, mantenendo sempre un clima pacifico e nel rispetto dei diritti umani, come si fa in una
grande famiglia.
Al fine di avere come obbiettivo una convivenza serena ogni civiltà dovrebbe avere la
consapevolezza dentro di sé che usi, costumi, etnie, religioni, lingue a parte, siamo tutti “uomini”,
e come tali ci dovremmo trattare, con gli stessi diritti ma anche doveri, con lo stesso rispetto e
fratellanza, non cercando di eliminare l’altro perché diverso, non provando a volerlo dominare e
sottomettere perché siamo superiori, ma rispettando ognuno i suoi spazi al fine di integrarci e
coesistere pacificamente: nel mondo, con buone intenzioni e sani principi, c’è spazio e un sorriso
per tutti.
Ricordiamo che la nostra libertà finisce nel punto in cui inizia quella degli altri (Martin Luther King).
E, alla fine di tutto, “gli altri”, siamo sempre noi.

Eleonora Gilardengo