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PROPOSTA DI SOLUZIONE PER SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019

TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Esempio Tipologia B - Analisi e produzione di un testo

argomentativo, Claudio Pavone, Prima lezione di storia contemporanea, Laterza,

Roma-Bari 2007, pp. 3-4.

Comprensione e analisi

1.Riassumi il testo mettendo in evidenza la tesi principale e gli argomenti addotti.

2. Su quali fondamenti si sviluppa il lavoro dello storico secondo Arnaldo Momigliano (1908-
1987) e Marc Bloch (1886-1944), studiosi rispettivamente del mondo antico e del medioevo?

3. Quale funzione svolgono nell’economia generale del discorso le due citazioni da Ovidio e
Tacito?

4. Quale ruolo viene riconosciuto alle memorie familiari nello sviluppo dell’atteggiamento dei
giovani verso la storia?

5. Nell’ultimo capoverso la congiunzione conclusiva “dunque” annuncia la sintesi del messaggio:


riassumilo, evidenziando gli aspetti per te maggiormente interessanti.

Risposte

1. Arnoldo Momigliano, storico dell’antichità, afferma che per uno storico sia importante
“l’interesse generale per le cose del passato e il piacere di scoprire in esso fatti nuovi riguardanti
l’umanità”. Si tende a prendere in considerazione come sia importante un legame indissolubile
tra il passato e il presente. Nel passato andiamo a cercare ciò che siamo oggi.

2. Per Momigliano lo storico prova interesse per le cose del passato e il piacere di scoprire in
quest’ultimo nuovi fatti relativi all’umanità. Marc Bloch, nella sua Apologia della storia, aveva
sottolineato come il primo collegamento tra passato e presente si crea all’interno del contesto
familiare; i membri più anziani della famiglia tendono a tramandare la propria vita e le
proprie memorie ai giovani, cercando di dare una certa continuità alla loro esistenza. Questo
atteggiamento però genera delle conseguenze: da un lato, quando ci si rifa al passato in modo
troppo insistente, si richia di rimanere quasi immuni e nauseati dal continuo richiamo al
passato, facendoci quindi volgere in avanti. Dall’altro lato si osserva il presente e si guarda alle
aspettative per il futuro comprendendo la nostra storia.

Gaia Del Riccio


3. Ovidio afferma che bisogna guardare al passato, sapendo però muoverci nei nostri tempi,
vivendo quindi nella nostra epoca. Invece Tacito afferma che bisogna guardare al futuro, però
vivendo nella nostra epoca.

4. Le vecchie generazioni fanno prevalere pur sempre la nostalgia verso il tempo della loro
giovinezza, rimembrandola. Questi cercano di orientare i giovani nel memorizzare il passato
cercano di tramandare ai giovani loro posteri la propria vita e le proprie esperienze di vita
personali, dando una sorta di continuità alla loro esistenza. Questo atteggiamento però può essere
controproducente.

5. L’espressione “dunque” ci insegna quindi come la storia contemporanea crei una sorta di cesura
tra passato, presente e futuro. In prima istanza esiste il passato che volge tra un atteggiamento di
visione verso ciò che è stato, poi vi sono il presente ed il futuro che ci hanno portato ad essere
quello che siamo attraverso le nostre esperienze, seppur tra tutte le difficoltà, gli ostacoli, gli
sviamenti ed i successi che la vita ci riserva.

Produzione

A partire dall’affermazione che si legge in conclusione del passo, «Al passato ci si può volgere, in
prima istanza, sotto una duplice spinta: disseppellire i morti e togliere la rena e l’erba che
coprono corti e palagi; ricostruire [...] il percorso a ciò che oggi siamo, illustrandone le difficoltà,
gli ostacoli, gli sviamenti, ma anche i successi», rifletti su cosa significhi per te studiare la storia
in generale e quella contemporanea in particolare. Argomenta i tuoi giudizi con riferimenti
espliciti alla tua esperienza e alle tue conoscenze e scrivi un testo in cui tesi e argomenti siano
organizzati in un discorso coerente e coeso che puoi - se lo ritieni utile - suddividere in paragrafi.

Arnoldo Momigliano, storico dell’antichità, riteneva fondamentale per uno storico “l’interesse
generale per le cose del passato e il piacere di scoprire in esso fatti nuovi riguardanti l’umanità”.
Si sottolinea così un legame imprescindibile tra passato e presente. Cerchiamo nel passato ciò
che siamo oggi. Ma perché lo facciamo? Nel brano preso in esame, estrapolato da “Prima lezione
di storia contemporanea” l’archivista e docente di storia contemporanea Claudio Pavone indaga
le motivazioni che spingono gli studiosi ad interessarsi alla Storia, cioè al passato.
Marc Bloch, nella sua Apologia della storia, aveva già evidenziato che il primo collegamento tra
passato e presente avviene proprio all’interno della famiglia; i membri più anziani desiderano
tramandare la propria vita e le esperienze ai più giovani, dando così un senso di continuità alla
loro esistenza. Si è notato come tale atteggiamento porti però a due conclusioni opposte; da una
parte, quando il rimando al passato è eccessivamente insistente, si rischia di rimanerne immuni,
quasi nauseati dal continuo richiamo al guardarci indietro, e questo ci fa volgere lo sguardo solo
in avanti. L’altra strada invece contempla l’osservazione del presente e delle aspettative future
tramite la comprensione della nostra storia.
Lo storico quindi, soprattutto quello contemporaneo, è colui che tende a “Ricostruire […] il
percorso che ci ha condotto a ciò che oggi siamo” e la storia è la congiunzione tra passato,

Gaia Del Riccio


presente e futuro. Ricostruire il passato, analizzare il presente, e cercare di prevenire gli errori
per il nostro futuro. Non meno importante, la storia contemporanea, più vicina alla nostra
memoria e ai nostri cuori, ci porta ad empatizzare con ciò che credevamo diverso e lontano, ma
di cui invece riusciamo a scorgere le affinità.
Leggendo la frase sopracitata mi viene da chiedere se in fondo non nasciamo tutti storici, dato
che già dall’infanzia siamo spinti da un bisogno primordiale di conoscere da dove veniamo. Chi
non ha mai chiesto ai propri genitori “ma cos’è successo prima che io nascessi?”. Reclamiamo
un posto all’interno della nostra famiglia, domandando se assomigliamo a qualcuno che oggi
non c’è più, o se al contrario siamo unici. Ci chiediamo se c’è stato qualche evento del passato
che ha segnato il nostro futuro.
Non è anche questa storia? Tendiamo invece ad associare lo studio della storia ai libri pieni di
date, agli appunti e schemi che ci sommergono; un lavoro mnemonico inutile e noioso. La storia
dei libri ci sembra così lontana, che dimentichiamo che quelle parole su carta sono state
impresse grazie a scelte fatte o non fatte da persone come noi.
Quante volte ci fermiamo a pensare che se nostro padre o nostro nonno avessero preso
un’altra decisione la nostra vita sarebbe diversa? A me capita, e mi ritrovo a chiedermi quanto
le mie azioni influenzeranno gli eventi futuri. E allora perché non guardare alle scelte che
uomini e donne hanno fatto nel passato e che hanno segnato la mia di vita. La nostra vita.
L’uomo che solo 80 anni fa stava al potere ha segnato l’Italia di oggi. La donna che per prima
50 anni fa disse di NO ad una pratica in uso da secoli, quella del matrimonio riparatore, fu
colei che diede vita alle leggi a tutela della donna. 50 anni fa. Appena una generazione fa.
La storia è viva, come il corso d’acqua che si adatta agli ostacoli del suo cammino, che fluisce e
mai si arresta. La storia è nostra, e non solo quella della nostra famiglia, ma la Storia con la S
maiuscola, è un bene che va tutelato, rispettato e tramandato. Se una persona non sa chi è,
presto o tardi si perderà, e la sua stessa vita andrà alla deriva. Se una persona non sa qual è la
sua storia, allora perderà la bussola di ciò che è giusto e sbagliato. Non siamo fiori che vivono
dall’attimo in cui sbocciamo al momento in cui appassiamo. Siamo piante con radici, più o meno
profonde, che hanno bisogno di sentirsi ancorate a qualcosa di più antico.
Credo che comprendere i fatti e le persone che ci hanno preceduto sia un modo per tentare di
comprendere noi stessi. L’uomo, con le sue fragilità e i suoi “forse”, è uguale a sé stesso da
milioni di anni. Perciò mi chiedo, se spendiamo tempo e risorse per farci analizzare, perché non
provare a comprendere chi come noi è stato mosso da dubbi e paure, chi come noi ha avuto un
moto di coraggio, facendo qualcosa di impensabile. Perché non provare ad aprire uno di quei
libri pieni di date e scoprire che quell’uomo o quella donna era simile a noi.

Gaia Del Riccio

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