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IL BALLO DELLE INGRATE (in genere rapresentativo)

Musica di Claudio Monteverdi


Testo di Ottavio Rinuccini

Stampato nel Ottavo libro dei Madrigali, Venezia, 1638

Interlocutori
Amore (soprano) Venere (soprano) e Plutone (basso)
Quattro Ombre d'Inferno
Otto Anime Ingrate che ballano (una ingrata = soprano)

Strumenti
Cinque Viole da brazzo
Clavicembalo e Chitarrone,
li quali istrumenti si radoppiano secondo
il bisogno della grandezza del loco
in cui devisi rapresentare.

ll ballo delle ingrate (SV 167) un balletto semi-drammatico.


Venne rappresentato per la prima volta a Mantova il 4 Giugno 1608 all'interno delle feste per le
nozze di Francesco Gonzaga (figlio del protettore di Monteverdi Vincenzo duca di Mantova) e
Margherita di Savoia.
Per l'occasione Monteverdi compose anche l'opera L'Arianna (sempre su libretto di Rinuccini) e la
musica per il prologo della commedia L'Idropica di Battista Guarini.

Il ballo delle Ingrate stato pubblicato come parte dell'ottavo libro dei madrigali di Monteverdi
(Madrigali guerrieri, et amorosi) nel 1638. Questa versione stampata contiene probabilmente
delle revisioni fatte dall'autore per una rappresentazione eseguita a Vienna. I virtuosismi del basso
scritti per Plutone sono pi vicini, nello stile, alle opere pi tarde di Monteverdi piuttosto che a
quelle giovanili come L'Orfeo (1607). Il musicologo Paolo Fabbri ritiene che queste modifiche
vennero apportate per l'incoronazione di Ferdinando III, imperatore del Sacro Romano Impero, nel
1636. L'improvvisa morte del precedente imperatore costrinse Monteverdi a dover scrivere
un'opera in un tempo molto breve. Rielabor dunque Il ballo delle ingrate, togliendo i riferimenti
al matrimonio mantovano.

Trama
Sulla scena si vede la bocca dell'Ade. Venere e Cupido visitano Plutone, re dell'oltretomba, e si
lamentano del fatto che le frecce dell'arco di Cupido non abbiano alcun effetto sulle giovani
ragazze di Mantova, che disprezzano i loro amanti. Cupido chiede a Plutone di far uscire dal suo
regno le ragazze che hanno rifiutato l'amore per far vedere quale destino attenda loro dopo la
morte. Plutone accetta e gli spiriti delle "ingrate" entrano e danzano "a due a due... a passi gravi"
mentre Plutone rivolge un monito alla donne del pubblico. Nel momento in cui le ingrate ritornano
nell'oltretomba, una di esse intona un lamento, rimpiangendo di dover lasciare "l'aer sereno e
puro".
IL COMBATTIMENTO DI TANCREDI ET CLORINDA

Musica di Claudio Monteverdi


Testo di Torquato Tasso (Gerusalemme Liberata)

Personaggi
Clorinda : soprano
Tancredi : tenore
Narratore : tenore

Composta nel 1624, commissionata da Girolamo Mocenigo in occasione del carnevale, fa parte
dell'Ottavo libro di madrigali guerrieri et amorosi pubblicato nel 1638.

Il dramma riprende le vicende narrate nel canto XII della Gerusalemme liberata, in cui il cavaliere
cristiano Tancredi, innamorato di Clorinda, guerriera musulmana, viene costretto dalla sorte a
battersi in duello proprio con lei e ad ucciderla. In punto di morte Clorinda si converte e,
battezzata, affronta con serenit il trapasso: S'apre il cielo; io vado in pace.

In quest'opera, che costituisce una pietra miliare nella storia della musica drammatica del XVII
secolo, Monteverdi sperimenta soluzioni musicali nuove, con l'orchestra che imita musicalmente
alcuni effetti sonori descritti nel testo, come il galoppo di un cavallo o il clangore delle armature
durante lo scontro.

Ci che fa spiccare questa composizione sulle altre, il primo utilizzo del tremolo (una veloce
ripetizione dello stesso suono) e del pizzicato per ottenere effetti speciali nelle scene
drammatiche.

Nel 1932 avviene la prima in tempi moderni, presso il Teatro stabile del Veneto Carlo Goldoni di
Venezia nella revisione di Gian Francesco Malipiero.
ORFEO

Musica di Claudio Monteverdi


Libretto di Alessandro Striggio

Prima 24 febbraio 1607

Prologo (Prosopopea della musica) e cinque atti.

Personaggi
La Musica (soprano)
Pastore I (soprano)
Pastore II (tenore)
Una Ninfa (soprano)
Orfeo (tenore)
Euridice (soprano)
Silvia, (la Messaggera): (soprano)
La Speranza (Soprano)
Caronte (Basso profondo)
Proserpina (soprano)
Plutone (basso)
Tre spiriti infernali (tenore, tenore, basso)
Eco (tenore)

L'Orfeo (SV 318), detto a volte L'Orfeo, favola in musica , un'opera di Claudio Monteverdi (la
prima in ordine di tempo).
ascrivibile al tardo Rinascimento o all'inizio del Barocco musicale, ed considerata il primo vero
capolavoro della storia del melodramma, poich impiega tutte le risorse fino ad allora concepite
nell'arte musicale (con un uso particolarmente audace della polifonia).
Basata sul mito greco di Orfeo, parla della sua discesa all'Ade, e del suo tentativo infruttuoso di
riportare la sua defunta sposa Euridice alla vita terrena. Composta nel 1607 per essere eseguita
alla corte di Mantova nel periodo carnevalesco, L'Orfeo uno dei pi antichi Drammi per musica
ad essere tuttora rappresentati regolarmente.
Dopo l'anteprima, avvenuta all'Accademia degli Invaghiti di Mantova il 22 febbraio 1607 (con il
tenore Francesco Rasi nel ruolo del titolo), la prima stata il 24 febbraio al Palazzo Ducale
(Mantova). In seguito il lavoro fu eseguito nuovamente, anche in altre citt italiane, negli anni
immediatamente successivi. Lo spartito venne pubblicato da Monteverdi nel 1609 e, nuovamente,
nel 1615.
In seguito alla morte del compositore (1643), dopo la prima del 1647 al Palazzo del Louvre di Parigi
il lavoro non venne pi interpretato, e cadde nell'oblio.
Si ebbe un revival nel tardo 1800, dovuto ad alcune edizioni e rappresentazioni moderne. All'inizio
si trattava di esecuzioni in forma di concerto, senza parte scenica, organizzate da istituti e societ
musicali. Nel 1904 viene seguito in concerto nel Conservatoire de Paris diretto da Vincent d'Indy
nella versione francese e nel 1909 in concerto nel Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano) nella
revisione di Giacomo Orefice. Ma a partire dalle prime messa in scena (la prima al Teatro La Fenice
di Venezia nel 1910 diretta da Guido Carlo Visconti di Modrone con Giuseppe Kaschmann portata
anche al Teatro Comunale di Bologna, la prima al Grand Thtre de Monte Carlo con Elvira de
Hidalgo, a Parigi nel 1911, la premire negli Stati Uniti al Metropolitan Opera House di New York
del 1912 e la prima al Teatro San Carlo di Napoli del 1920), il lavoro inizi a trovare posto nei teatri
d'opera.
Dopo la Seconda guerra mondiale, le nuove versioni dell'opera iniziarono a presentare l'uso di
strumenti d'epoca, per perseguire l'obiettivo di una maggiore autenticit. Vennero quindi
pubblicate molte nuove registrazioni e L'Orfeo divenne via via sempre pi popolare. Nel 2007 il
quadricentenario della prima venne celebrato con numerose rappresentazioni in tutto il mondo.
Nel 2009 va in scena alla Scala diretta da Rinaldo Alessandrini con Roberta Invernizzi, Sara
Mingardo e Robert Wilson di cui esiste un video trasmesso da Rai 5.
Nella partitura pubblicata Monteverdi elenca circa 41 strumenti da impiegare nell'esecuzione. Lo
spartito include (oltre a monodie a una, due o tre voci con basso non cifrato, cori a cinque voci con
basso non cifrato, etc...) pezzi per cinque, sette o otto parti, nelle quali gli strumenti da utilizzare
sono a volte citati (ad esempio: Questo ritornello fu suonato di dentro da un clavicembalo, duoi
chitarroni e duoi violini piccoli alla francese).
Tuttavia, nonostante le indicazioni sulla partitura, ai musicisti dell'epoca era concessa una
notevole libert di improvvisare (questa permissivit non si riscontra nei lavori pi maturi di
Monteverdi). Pertanto ogni rappresentazione dell'Orfeo differente dalle altre, oltre che unica e
irripetibile.