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CAPITOLO 1

Temi desame risolti

19 novembre 2003

EAMAG 19 novembre 2003

Nome Cognome Firma

Sezione AES Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. Linsieme A = {(x, y) R2 : x2 + y 2 < 1} \ {(0, 0)} e: a un intorno sferico


dellorigine, b illimitato, c chiuso, z aperto.
 127
1i
Esercizio 2. = a 1, z i, c i, d 1.
i+1

Esercizio 3. (i 3 1)1/4 = z 21/4 (cos /6 + i sin /6), 21/4 (cos 2/3 + i sin 2/3),

b 4 2 (cos(/6 +2k)+i sin(/6+2k)), con k Z, c 2(cos(/6+k/2)+i sin(/6+k/2)
con k Z, d 21/4 (cos(/3 + k/2) + i sin(/3 + k/2) con k = 0, 1, 2, 3.

Esercizio 4. lim f (x) = significa a K > 0 R > 0 : x < R allora f (x) <
x
K, b K > 0 R < 0 : x < R allora |f (x)| < K, z K < 0 M > 0 : x < M
allora f (x) < K, d K > 0 M > 0 : x < M allora f (x) < K.

Esercizio 5. Lequazione z 2 z 2 = 5|z| a ha infinite soluzioni in C, b non ha soluzione


in C, c ha due soluzioni in C, z ha una soluzione in C.

Esercizio 6. Il coseno dellangolo


compreso
tra la diagonale e il lato di un cubo di volume
3 e: a 1/3 , z 3 1/2 , c 2/2, d 2.

Esercizio 7. Tre uomini e tre donne devono alternarsi a sedere attorno ad un tavolo rotondo.
In quanti modi possono farlo? a 9 b 6 z 12 d 8

5
6 c Federico M.G. Vegni


xy+z =0
Esercizio 8. Lequazione del piano di R3 contenente la retta e perpen-
2x z = 1
dicolare al piano x + y + z + 1 = 0 e a x + 2y 3z + 2 = 0, z x + y 2z 1 = 0, c
x 2y + z = 0, d 2x y z + 1 = 0.

Esercizio 9. Sia f : R3 R3 una trasformazione lineare iniettiva e A la matrice che de-


scrive la trasformazione. Allora a A e diagonalizzabile, b lequazione Ax = 0 ha soluzioni
non banali, c ogni autovalore e regolare, z dim(Im(f )) = 3.

Esercizio 10. Siano dati tre numeri complessi


z = (cos + i sin )
z1 = 1 (cos 1 + i sin 1 )
z2 = 2 (cos 2 + i sin 2 )

tali che z = 5 z1 z2 . Quale tra le seguenti affermazioni e falsa a arg(z 1 ) = 1 2 , b


= 51 2 , z Re(z) = 5Re(z1 )Re(z2 ), d arg(z 2 ) = 2(1 + 2 ).

Parte B

Esercizio 1.
(a) Discutere, al variare del parametro k in R, la resolubilita del sistema lineare

(1 2k)x + y + z = 2
xy+z = 1
3x + y kz = 1 k.

(b) Per ogni valore di k per cui il sistema e resolubile, scrivere esplicitamente le soluzioni.
(c) Interpretare geometricamente i risultati trovati, specificando quale e la forma del luogo
geometrico di R3 descritto dalle soluzioni per i diversi valori di k.

Soluzione. Il sistema puo essere scritto sinteticamente Ax = b dove



1 2k 1 1 x 2
A= 1 1 1 x= y b = 1 .
3 1 1 z 1k
Si ricava con semplici calcoli che
det(A) = 2k2 + 4k + 6.
Quindi, det(A) 6= 0 se e solo se k 6= 1, 3.
(a) Discussione della resolubilita del sistema lineare.
k 6= 1, 3 Il determinante di A e non nullo, ovvero A e non singolare. Ne segue che il rango di
A e 3, e rango massimo, quindi anche il rango di A|b e 3, ed il sistema e resolubile.
Inoltre, A e invertibile. Moltiplicando a sinistra lequazione Ax = b per A1 si
ottiene
x = A1 b
che e lunica soluzione del sistema.
c Federico M.G. Vegni
7

k = 1 Si ha

3 1 1 3 1 1 2
A = 1 1 1 A|b = 1 1 1 1
3 1 1 3 1 1 2
ed essendo in entrambe le matrici lultima riga multiplo della prima e le prime
due linearmente indipendenti, ricaviamo che il rango di A e 2 e coincide con il
rango di A|b. Il sistema e resolubile ed ammette infinite soluzioni dipendenti da
un parametro, secondo il teorema di Rouche Capelli.
k = 3 Si ha

5 1 1 5 1 1 2
A = 1 1 1 A|b = 1 1 1 3
3 1 3 3 1 3 2
ri ricava facilmente che il rango di A e 2. Considerando la sottomatrice di A|b cos
ottenuta
1 1 2
1 1 1
1 3 2
che ha determinante pari a -12, ricaviamo che il rango di A|b e 3. Il sistema risulta
quindi incompatibile, e non ammette soluzione.
(b) Soluzioni del sistema lineare, nei casi di complatibilita.
k 6= 1, 3 Applicando la regola di Cramer si ottene

2 1 1
det 1 1 1
1k 1 k
x= 2
2k + 4k + 6

1 2k 2 1
det 1 1 1
3 1 k k
y= 2
2k + 4k + 6
1 2k 1 2
det 1 1 1
3 1 1k
z= 2
.
2k + 4k + 6
Svolgendo i conti si ottiene
1 3(1 k) k2 3k + 4
x= y= z= .
2(3 k) 2(k + 1)(3 k) (k + 1)(k 3)
k = 1 Poiche le prime due righe del sistema sono linearmente indipendenti, mentre la
terza dipende linearmente dalle prime due, possiamo limitarci a considerare il
sistema 
3x + y + z = 2
xy+z = 1
le cui soluzioni dipendono da un parametro. Portando la variabile z a secondo
membro e cambiandole nome, si ottiene il sistema equivalente

3x + y = 2 t
x y = 1 t.
8 c Federico M.G. Vegni

Il determinante della matrice dei coefficienti di questo sistema e 4. Utilizzando


la regola di Cramer per risolvere questo sistema (2,2), si ha
   
1 2t 1 1 3 2t
x = det y = det .
4 1 t 1 4 1 1t
Svolgendo i conti, e scrivendo la soluzione nelle tre variabili del sistema originario,
si ottiene
3 1 1 1
x= t y= + t z = t.
4 4 4 2
(c) Interpretazione geometrica dei risultati.
k 6= 1, 3 La soluzione trovata al punto precedente rappresenta un punto in R3 per ogni
valore di k.
k = 1 Le infinite soluzioni del sistema trovate al punto precedente rappresentano una
retta in R3 .

Esercizio 2.
Sia data lapplicazione f
f : R3 R3
x (k 1)x + ky + kz
y 7 y kz .
z 2ky + 2z
(a) Determinare per quali valori di k lapplicazione e lineare.
(b) Determinare per quali valori di k lapplicazione e una biiezione.
(c) Determinare per ogni valore di k la dimensione ed una base dellimmagine e del nucleo
di f .

Soluzione. Introducendo

k1 k k x
A= 0 1 k x= y
0 2k 2 z
lapplicazione f puo essere scritta come
f : R3 R3
x 7 Ax.
(a) Lapplicazione f e lineare per ogni valore di k, essendo assegnata come prodotto di A
per un vettore. Risulta infatti A(x1 + x2 ) = Ax1 + Ax2 .
(b) Lapplicazione f e una biiezione se la matrice A e invertibile. Perche A sia invertibile,
occorre che det A 6= 0. Essendo
det A = (k 1)(2 + 2k2 ) = 2(k 1)2 (k + 1)
lapplicazione e invertibile se k 6= 1.
(c) Dimensione e base del nucleo e dellimmagine di f .
k 6= 1 Lapplicazione e una biiezione, quindi il nucleo coincide con il solo vettore nullo,
e limmagine e tutto R3 . Come base di R3 puo essere scelta la base canonica
{e1 , e2 , e3 }.
c Federico M.G. Vegni
9

k = 1 In questo caso la matrice A diventa



0 1 1
A = 0 1 1
0 2 2
che ha rango 1. Il nucleo si trova, per definizione, risolvendo il sistema Ax = 0, che
essendo r(A) = 1 e equivalente a risolvere la sola prima riga del sistema, ovverosia
y + z = 0.
La soluzione di tale problema e il sottospazio vettoriale di R3 generato dalle
combinazioni lineari dei vettori linearmente indipendenti

1 0
0 1
0 1
che sono quindi una base del nucleo.
Limmagine dellapplicazione e data dai vettori

b1
b = b2
b3
raggiunti da f . Occorre quindi che il sistema Ax = b sia compatibile ovvero che
la matrice orlata
0 1 1 b1
A = 0 1 1 b2
0 2 2 b3
abbia rango 1. Ricaviamo le condizioni b1 + b2 = 0 = b3 2b1 . Limmagine di f
1
ha dimensione 1 ed una sua base e data dal vettore 1 .
2
k = 1 In questo caso la matrice A diventa

2 1 1
A = 0 1 1
0 2 2
dove solo le prime due righe sono linearmente indipendenti. A ha rango 2. Il
nucleo si trova, per definizione, risolvendo il sistema Ax = 0, che e equivalente a
risolvere il sistema

2x y z = 0
y + z = 0
ed ha soluzione dipendente da un parametro. Scegliendo z come parametro, si
ricava immediatamente che

2x y = z
y = z.
3
e il sottospazio vettoriale di dimensione 1 di R
La soluzione di tale problema
1
generato dal vettore 1 , che e quindi una base del nucleo.
1
10 c Federico M.G. Vegni

Di nuovo, per trovare limmagine di f occorre che il sistema Ax = b sia compatibile


ovvero che la matrice orlata

1 1 1 b1
A = 0 1 1 b2
0 2 2 b3
abbia rango 2. Ricaviamo la condizione 2b2 = b3 . Limmagine di f ha dimensione
2 ed una sua base e data dai vettori

0 1
1 0 .
2 0

Esercizio 3.
(a) Definizione di autovettore
di una matrice
A (n, n).
2 0 0
(b) Data la matrice A = 1 1 k , trovare i suoi autovalori, al variare di k R.
k 0 1
(c) Trovare lautospazio associato a ciascun autovalore, al variare di k R.
(d) Discutere la regolarita degli autovalori, al variare di k R.
(e) Definizione di matrice diagonalizzabile.
(f) Per quali valori di k la matrice A risulta diagonalizzabile? Scrivere una matrice P che
realizza tale diagonalizzazione.

Soluzione.
(a) Sia A la matrice che rappresenta la trasformazione lineare f di Rn in se stesso, un
autovettore di A e un qualunque vettore di Rn che viene eventualmente dilatato, ma
non ruotato da A. Un autovettore x quindi risolve in modo non banale il problema
Ax = x.
(b) La matrice A e triangolare inferiore
 a blocchi. Un autovalore e 2, gli altri coincidono con
1 k
gli autovalori del blocco e possono essere letti sulla diagonale. Gli autovalori
0 1
di A sono dunque 1 = 1 autovalore doppio e 2 = 2 e non dipendono da k.
(c) Troviamo lautospazio associato a 1 = 1 risolvendo il sistema Ax = x, con x = (x, y, z).
Risolvendo facili calcoli, il sistema puo essere riscritto come

x=0
kz = 0.
Si distinguono quindi i casi seguenti.
k = 0 Il sistema e equivalente alla sola equazione x=0; una base dellautospazio e dunque
data dai vettori

0 0
1 0 .
0 1
Lautospazio di 1 ha allora dimensione 2.
c Federico M.G. Vegni
11

k 6= 0 Il sistema e equivalente alla coppia di equazioni x = 0 = z; una base dellautospazio


associato allautovalore 1 e il vettore

0
1
0
e lautospazio ha dimensione 1.
Troviamo lautospazio associato a 2 = 2 risolvendo il sistema Ax = 2x; il sistema
risultante e quindi

x y + kz = 0
kx z = 0
le cui soluzioni sono
y = (1 + k2 )x

z = kx.
Lautospazio associato allautovalore 2 ha dimensione 1 ed una sua base e data dal
vettore
1
1 + k2 .
k
(d) La dimensione geometrica dellautovalore 1 e pari alla dimensione algebrica solo se
k = 0; quindi 1 e regolare solo nel caso k = 0. Lautovalore 2 e regolare.
(e) Una matrice quadrata B e diagonalizzabile se e simile ad una matrice diagonale, ovvero
se esiste una matrice non singolare P tale che P 1 BP e una matrice diagonale.
(f) A e diagonalizzabile solo de k = 0; infatti in questo caso esistono 3 autovettori linear-
mente indipendenti, due appartenenti allautospazio associato a 1 ed uno allautospazio
di 2 . Accostandoli si ottiene una matrice P che diagonalizza A:

0 0 1
P = 1 0 1 .
0 1 0

E facile verificare che


1 0 0
P 1 AP = 0 1 0 .
0 0 2

Esercizio 4.
(a) Definizione di insieme numerabile.
(b) Dimostrare la non numerabilita dellinsieme dei numeri reali.

Soluzione.
(a) Un insieme e numerabile se puo essere messo in corrispondenza biunivoca con linsieme
dei numeri naturali.
(b) Dimostriamo la non numerabilita dei numeri reali compresi nellintervallo [0, 1]. Per
semplicita rappresentiamo tali numeri con il sistema binario.
Supponiamo per assurdo che i numeri reali tra 0 ed 1 siano numerabili: esiste una
corrispondenza biunivoca tra N e tale insieme, che quindi puo essere ordinato in una
12 c Federico M.G. Vegni

successione. Supponiamo che la successione che realizza la corrispondenza biunivoca


con N inizi con i numeri che seguono
0, 10111000100111011
0, 100111110110110
0, 1101110110000100
0, 00001001000000
0, 10010010010010010

E possibile mostrare che la lista e incompleta. Infatti non contiene il numero reale
compreso tra 0 ed 1 che ha la prima cifra diversa dal primo numero della lista, la seconda
cifra diversa dalla seconda cifra del secondo numero della lista, la terza cifra diversa
dalla terza cifra del terzo numero della lista e cos via. Considerando la successione
riportata sopra a titolo di esempio si costruisce con il metodo indicato il numero che
comincia con
0, 01111
tale numero non puo comparire nella successione in nessuna posizione perche differisce
dal k-esimo elemento della successione per la k-esima cifra, almeno. Laffermazione
risulta quindi dimostrata.
c Federico M.G. Vegni
13

4 febbraio 2004

EAMAG 4 febbraio 2004

Nome Cognome Firma

Sezione AES Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. Larea della parte limitata di piano compresa tra la circonferenza di raggio 2
centrata nellorigine e la retta y = 1 e tutta contenuta nel semipiano y > 0 e z /2 1, b

/2, c , d 2.

Esercizio 2. Un possibile sviluppo di Mac-Laurin associato alla funzione disegnata in Figura


1 e a T3 (x) = x + x3 , z T3 (x) = x x3 , c T4 (x) = x x4 , d T4 (x) = x + x4 .

en cos n
Esercizio 3. lim z e 0, b e 1, c e +, d non esiste.
n sin(1/n)

e1/x

x<0
Esercizio 4. La funzione e a continua e non derivabile, z
2 x sin x x0
continua e derivabile con derivata prima 0 in 0, c continua e derivabile con derivata prima 1
in 0, d non e continua.

Esercizio 5. Quale delle seguenti scritture e vera a per x 0, x3 = o(x4 ), b per


x 3, x 3 = o((x 3)2 ), c per x +, x3 = o(x2 ), z per x 0, x3 = o(sin(x)).

n
Esercizio 6. lim inf n (1)n + sin a non esiste, b e , z e 2, d e 0.
2

Esercizio 7. Data f (x) = x3 arctan x sullinsieme X = (0, +) e g la sua inversa. Allora


z g (/4) = 4/(2 + 3), b f non e invertibile, c g (/4) = /4, d f e invertibile, ma
g (/4) non esiste.

Esercizio 8. Sia f (x) = sin(x2 ) cos(x), allora a f (8) (0) = 0 e f (9) (0) = 1/9! z
f (8) (0) = 8!/3!2 e f (9) (0) = 0 c f (8) (0) = 0 e f (9) (0) = 9! d f (8) (0) = 8!/5 e f (9) (0) = 9/7

ex cos ex
Esercizio 9. La derivata della funzione f (x) = arctan sin ex e z , b
1 + sin2 ex
cos ex cos ex ex cos x
, c , d .
1+ sin2 ex 1+ x2 1 + x2
14 c Federico M.G. Vegni

1.5

0.5

0.5

1.5

2
2 1.5 1 0.5 0 0.5 1 1.5 2

Figura 1

Esercizio 10. La funzione f : [0, +) R che ad x associa f (x) = n per n x < n + 1


con n N a e continua b e strettamente monotona z e monotona, ma non strettamente
d e limitata.

Parte B

Esercizio 1.
(a) Discutere, al variare di k in R, la resolubilita del sistema lineare


x+y =0
2x + ky = 0


kx + 2y = 0
(k 1)x + y = k(k 2)(k 3).

(b) Per ogni valore di k per cui il sistema e resolubile, scrivere esplicitamente
le soluzioni.
(c) Per ogni valore di k per cui il sistema e resolubile, interpretare geome-
tricamente i risultati trovati: specificando a quale spazio euclideo ap-
partengono le soluzioni e quale e la forma del luogo geometrico da loro
descritto.

Siano
1 1 1 1 0
2 k 2 k 0
A= k
A|b =
2 k 2 0
k1 1 k 1 1 k(k 2)(k 3)
la matrice dei coefficienti del sistema e la matrice orlata. Osservando le prime due righe di A,
si ricava che r(A) = 2 se k 6= 2. Osservando le prime due righe e lultima di A|b si deduce che
r(A|b) = 2 se k = 0, 2, 3.

(a) Discussione della compatibilita, ovvero della resolubilita, con il Teorema di Rouche
Capelli.
Se k 6= 0, 2, 3 risulta r(A) = 2 e r(A|b) = 3. Ne segue che il sistema e impossibile.
c Federico M.G. Vegni
15

Se k = 0, 3 allora r(A) = 2 = r(A|b). Il sistema e resolubile e la soluzione dipende


da 0 parametri (e unica).
Se k = 2 r(A) = 1, r(A|b) = 1: il sistema e resolubile e la soluzione dipende da 1
parametro.

(b) Soluzioni del sistema, nei casi di resolubilita:


Se k = 0, 3 si e detto che il sistema e compatibile e r(A) = r(A|b) = 2. Il sistema
equivale al sistema

x+y =0
2x + ky = 0
dove la matrice dei coefficienti e invertibile poiche k 6= 2. Il sistema e omogeneo,
lunica soluzione e quella nulla.
Se k = 2, r(A) = r(A|b) = 1, e il sistema (compatibile) e equivalente a

x+y =0
 
1
la cui soluzione e costituita da tutti i vettori multipli di .
1

(c) Le soluzioni sono ambientate in R2 perche 2 sono le incognite del sistema, inoltre:
Se k = 0, 3 la soluzione coincide con lorigine;
Se k = 2 le infinite soluzioni possono essere rappresentate con vettori che hanno
un estremo nellorigine e laltro estremo sui punti della retta y = x.

Esercizio 2.
Studiare la funzione f : R R definita da
f (x) = |x2 3| arctan(x)
senza calcolare la derivata seconda. Nel risolvere lesercizio, attenersi alla
traccia che segue.
(a) Determinare il dominio di f e il sottoinsieme del dominio che ha immagine
positiva (non nulla).
(b) Esistono asintoti?
(c) Determinare il comportamento di f nellintorno degli zeri, trovando la
tangente ad f in quei punti.
(d) Disegnare un grafico probabile di f , partendo dai grafici di funzioni ele-
mentari e coerentemente coi risultati fin qui trovati. Si supponga il
numero minore di cambi di concavita.
(e) Si puo prevedere lesistenza di massimi e minimi locali e globali? In quali
intervalli?
(f) Calcolare lespressione analitica della derivata prima.
(g) Studiare graficamente il segno della derivata prima di f negli intervalli in
cui si prevede lesistenza di un massimo o di un minimo e confermare il
grafico disegnato al punto d.
(h) f C 1 (R)?
16 c Federico M.G. Vegni

5 5
|x23| y=log(1+x2)
arctan(x) y=log(4)
4
|x23|arctan(x)
4
3

2
3

0 2

1
2

3
0
sqrt(3) sqrt(3)
4

5 1
4 3 2 1 0 1 2 3 4 4 3 2 1 0 1 2 3 4

Figura 2

(a) Dominio X = R. Inoltre sex = 0, 3 allora f (x) = 0; se x (, 3) ( 3, 0)
allora f (x) < 0; se x (0, 3) ( 3, +) allora f (x) > 0. La funzione ha simmetria
dispari: nello studio successivo ci limiteremo a studiarne il comportamento per x > 0.
(b) Si osserva che
lim f (x) = +.
x+
2
Non esistono asintoti, infatti per x +, f x .
2
(c) Per x 0
f (x) = |x2 3| arctan(x) 3x.
La tangente ad
f in 0 e y = 3x.
Per x 3,

f (x) = |x 3||x + 3| arctan(x) 2 3|x 3| .
3
+
La tangente ad f e y = 2 3(x 3) per x 3 . Invece e y = 2 3(x 3)
3 3
per x 3 .
(d) In Figura 2 sono riportati i grafici qualitativi delle funzioni y = |x2 3|, y = arctan(x),
y = |x2 3| arctan(x). La
concavita e rivolta verso lalto per x +, come previsto
al punto b, per 0 < x < 3 deve essere rivolta verso il basso poiche in 0 e 3 f assume
la stessa quota.
(e) Deve esistere
un massimolocale (non globale poiche f + per x +) per
0 < x < 3 infatti in 0 e 3 f assume la stessa quota.
|x2 3|
(f) f (x) = Sign(x2 3)2x arctan(x) + .
1 + x2
(g) Tenendo conto della simmetria
dispari, e dellandamento qualitativo di f previsto in e,
2
studiamo f per 0 < x < 3, laddove Sign(x 3) = 1. f e strettamente crescente
nei punti x che soddisfano la disuguaglianza
3 x2
2x arctan(x) + >0
1 + x2
c Federico M.G. Vegni
17

con la restrizione 0 < x < 3. Siano
3 x2
g(x) = h(x) = 2x arctan(x)
1 + x2
si tratta di trovare quei valori x per i quali g(x) > h(x). Si osservi che

g(0) = 3 g( 3) = 0 inoltre g e strettamente decrescente in (0, 3)

h(0) = 0 h( 3) = 2 3 inoltre f e strettamente crescente in (0, 3)
3

Se ne deduce che i grafici di h e g hanno una unica intersezione (0, 3), e che per
0 < x < risulta g > h. Il punto x = e allora massimo locale per f .

(h) f 6 C 1 (R) perche i punti
x = 3 sono angolosi. E corretto invece scrivere f C 0 (R)
1
e anche f C (R \ { 3, 3}).

Esercizio 3.
Data la funzione f (x) = log(1 + x2 ),
(a) disegnare accuratamente il grafico di f nellintervallo [ 3, 3],
(b) trovare larea della campana compresa tra il grafico della funzione f e la
retta y = log 4.

Larea della quale e richiesto il calcolo viene rappresentata in Figura 2.

(a) La funzione f (x) = log(1 + x2 ) ha simmetria pari (si snellisce lo studio limitandosi a
considerare il caso x > 0) ed e asintotica a y = x2 nellintorno dellorigine, che quindi
e un minimo per f . Si osserva che
2x
f (x) =
1 + x2
e positiva per x > 0; inoltre
2(1 x2 )
f (x) =
(1 + x2 )2
ha il segno di 1 x2 : positivo per 1 < x < 1 e negativo per x < 1 e x > 1. Si deduce
che i punti x = 1 sono punti di flesso. Il grafico e in Figura 2.
(b) Data la simmetria della regione di piano della quale e richiesta larea A
Z 3
A = 2 3 log 4 2 log(1 + x2 ) dx.
0
Calcoliamo prima lintegrale indefinito
2x2
Z Z
2 2
log(1 + x ) dx = x log(1 + x ) dx
1 + x2
2x2 + 2 2
Z
= x log(1 + x2 ) dx
1 + x2
Z  
2 2
= x log(1 + x ) 2 dx
1 + x2
= x log(1 + x2 ) 2x + 2 arctan(x) + C
18 c Federico M.G. Vegni

il primo passaggio e unintegrazione per parti, gli altri sono integrazioni elementari.
Z 3
3
log(1 + x2 ) dx = x log(1 + x2 ) 2x + 2 arctan(x) 0

0
2
= 3 log 4 2 3 +
3

da cui si ottiene A = 4( 3 /3).
Esercizio 4.
Sia data 2
ex 1 sin2 x x4
f (x) =
|x|
con e parametri reali.
(a) Trovare, al variare di , la parte principale dellinfinitesimo a numeratore
per x 0.
(b) Discutere, al variare di e il risultato di
lim f (x).
x0

(a) Dagli sviluppi di MacLaurin delle funzioni elementari ricaviamo:


2 x4
ex 1 = x2 + + o(x4 )
2
2
x3 2x4

2
sin (x) = x + o(x ) = x2
4
+ o(x5 ).
3! 3!
Se ne deduce facilmente che in numeratore e asintotico a (5/6 )x4 + o(x4 ). Quindi
se 6= 5/6 la parte principale del numeratore e (5/6 )x4 . Per = 5/6 occorre
sviluppare con piu dettaglio le funzioni coinvolte
2 x4 x6
ex 1 = x2 + + + o(x6 )
2 3!
2
x3 x5 x6 2x4 2x6

2
sin (x) = x + + o(x ) = x2 +
6
+ + o(x7 )
3! 5! (3!)2 3! 5!
e la parte principale del numeratore e ((3!)1 (3!)2 2(5!)1 )x6 =.
(b) Dal punto (a) risulta
2
ex 1 sin2 x x4 (5/6 )x4 + 11/90x6 + o(x6 )
f (x) = =
|x| |x |
per x 0.
Nel calcolo del limite per x 0, si distinguono i seguenti casi:
se 6= 5/6 allora f (5/6 )|x|4 , dunque
se 4 > 0, f 0
se 4 = 0,f (5/6 )
se 4 < 0, f Sign(5/6 )
se = 5/6 allora f 11/90|x|6 ,
se 6 > 0, f 0
c Federico M.G. Vegni
19

se 6 = 0,f 11/90
se 6 < 0, f +.
Esercizio 5.
A
(a) Definizione di continuita in un punto ed in un intervallo.
(b) Fare un esempio di funzione continua nellorigine, ma che non sia continua
in nessun intervallo aperto che contiene lorigine.
B
(a) Enunciare il Teorema di unicita del limite.
(b) Dimostrare il Teorema di unicita del limite.
20 c Federico M.G. Vegni

19 febbraio 2004

EAMAG 19 febbraio 2004

Nome Cognome Firma

Sezione AES Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. Larea descritta dallinsieme di punti A = {(x, y) R2 : 4 x < y < 4 x2 }


e z 1/6, b 1/4, c 1, d 2.

Esercizio 2. Il grafico in Figura 3 rappresenta a y = |x2 1| 1, b y = x2 + 2|x|,


z y = x2 2|x|, d y = |x|2 2x.

Esercizio 3. Quanti sono gli anagrammi della parola esame? a 4!, b 5!, z 60, d
10.

Esercizio 4. Linsieme A = {(x, y) R2 : x2 + y 2 1} {(x, y) R2 : x + y > 0} e a


aperto, b chiuso, c finito, z limitato.

Esercizio 5. La funzione y = Sign(x2 8) a e continua, b e strettamente monotona,


c e iniettiva, z ha un numero finito di discontinuita.

Esercizio 6. La derivata dellinversa della funzione f (x) = ex sin(x) valutata nellimmagine


dellorigine a non esiste, z e 1, c e 0, d e 1.

Esercizio 7. Larea di un lobo della funzione y = sin(x) e a 0, b 1, z 2, d .

x22 abs(x)

25

20

15

10

6 4 2 0 2 4 6
x

Figura 3
c Federico M.G. Vegni
21

Esercizio 8. Sia A una matrice che descrive la trasformazione lineare f : R3 R3 tale


che ker(f ) = 0. a almeno un autovalore di A e 0, b tutti gli autovalori di A sono 0, z
le righe di A sono linearmente indipendenti, d r(A) = 2.

Esercizio 9. Lequazione del piano di R3 passante per il punto P0 = (1, 1, 1) e con diret-
trice v = (1, 1, 1) e a x + y z 3 = 0, b x + y + z = 3, c x y z = 3, z
x y + z 3 = 0.

n2
Esercizio 10. lim (1)n (e1/n e1/n ) arctan = a +, z 0, c 1, d non
n 1n
esiste.

Parte B
Esercizio 1. Sia data lapplicazione lineare f
f : R3 R3
x 7 Ax

1 1 0
descritta dalla matrice A = 0 1 1 .
k 0 1
(a) Determinare per quali valori di k R lapplicazione e iniettiva.
(b) In corrispondenza di tali valori di k scrivere linversa di A ed eseguire il prodotto AA1 .
(c) In corrispondenza di tali valori trovare la dimensione ed una base del nucleo e dellim-
magine di f .
(d) In corrispondenza dei valori di k per cui f non e iniettiva, trovare la dimensione ed una
base del nucleo e dellimmagine di f .

Soluzione.
(a) Si ricava det A = k + 1. Lapplicazione f e iniettiva se e solo se A e invertibile, quindi
per k 6= 1.
1 1 1 1 0 0
1
(b) A1 = k 1 1 A A1 = 0 1 0 .
k + 1 k k 1 0 0 1
(c) Si ricava: dim(ker(f )) = 0, dim(im(f )) = 3. Una base dellimmagine di f e la base
canonica e1 , e2 , e3 .
(d) Siamo nel caso k = 1. I vettori del nucleo risolvono il sistema

x+y =0
y+z =0
x + z = 0

dove la matrice dei coefficienti ha rango 2 (le prime due righe sono linearmente indi-
pendenti). Le soluzioni dipendono da un parametro arbitrario t e soddisfano

x+y =0
y = t.
Il nucleo ha dimensione 1, ed una sua base e costituita dal vettore (1, 1, 1) .
22 c Federico M.G. Vegni

Dalla nota relazione dim(ker(f )) + dim(im(f )) = 3, si ricava dim(im(f )) = 2. I


vettori (b1 , b2 , b3 ) dellimmagine risolvono il sistema

x + y = b1
y + z = b2
x + z = b3

da cui si ricava la condizione di compatibilita b3 = b1 + b2 . Una base del nucleo e


data da:
1 0
{ 0 , 1 }.
1 1

Esercizio 2. Sia data lequazione


(z 2 + 1)(|z| 3)(z 3 + ) = 0.
(a) Lequazione e algebrica?
(b) Trovare le tre radici complesse del numero .
(c) Disegnare sul piano di Gauss tutte le soluzioni dellequazione.

Soluzione.
(a) Lequazione non e algebrica. Le equazioni algebriche hanno forma polinomiale: a0 z n +
a1 z n1 + a2 z n2 + + an1 z + an = 0 i coefficienti possono essere numeri complessi,
e la variabile compare solo come potenza (e mai in modulo).
(b) Ricordando la formula di elevamento a potenza cubica, se (cos + i sin ) e la radice
che cerchiamo, deve essere
3 (cos 3 + i sin 3) = (cos() + i sin())
ovvero
=
3
(
+ 2k
=
3
con k Z. Le soluzioni sono

3

z1 = (cos+ i sin )
3 3
z2 = 3 (cos + i sin )
5 5
z3 = 3 (cos + i sin ).
3 3
(c) La Figura 4 rappresenta le soluzioni dellequazione (z 2 + 1)(|z| 3)(z 3 + ) = 0.

Esercizio 3. Studiare il grafico della funzione


f (x) = xex|x|
deducendo analiticamente il maggior numero di informazioni possibile sul suo andamento.

Soluzione.
Dominio. Il dominio di f e R; inoltre f (x) > 0 se x > 0; f (x) = 0 solo se x = 0. La funzione
non presenta simmetrie.
c Federico M.G. Vegni
23

parte immaginaria
0

4 3 2 1 0 1 2 3 4
parte reale

Figura 4. In blu, soluzioni complesse dellequazione z 3 + = 0; in rosso, soluzio-


ni complesse dellequazione z 2 +1 = 0; in ciano, le infinite soluzioni dellequazione
|z| = 3.

4 4
grafico di g(x)=1+2|x|x 15 grafico di y=4x3 grafico di f(x)=xex|x|
grafico di y=1 grafico di y=6|x|

3 3

10

2 2

5
1 1

0 0 0

1 1
5

2 2

10

3 3
2 0 2 2 0 2 2 0 2

Figura 5. Soluzione dellEsercizio 3.

Andamento asintotico. Nei punti allinfinito risulta:


2
lim f (x) = lim xex = 0 , quindi lasse x e asintoto orizzontale per f .
x x
2
lim f (x) = lim xex = +; f non ha asintoto in +.
x+ x
Nellintorno dello zero:
f (x) x(1 + x|x|) per x 0, da cui si deduce che la bisettrice del primo e terzo
quadrante e tangente al grafico di f nellorigine.
Derivata prima. Si prevede lesistenza di (almeno) un minimo di f nel semiasse negativo.

f (x) = e|x|x + xe|x|x (Sign(x)x + |x|) = e|x|x (1 + 2x|x|)


si osservi che la funzione derivata prima non e definita per x = 0, non essendo definita la funzione
segno. Pur tuttavia lim f (x) = 1, quindi la discontinuita di f nellorigine e di tipo eliminabile.
x0
24 c Federico M.G. Vegni

La funzione f e positiva se (1 + 2x|x|) > 0, ovvero se 2x|x| > 1. Disegnando i due membri
1 1 1
della disuguaglianza, si ricava che la soluzione e x > . Il punto P = ( , ) e quindi
2 2 2e
minimo assoluto di f .
Derivata seconda. Risulta
f (x) = ex|x| (4x3 + 6|x|).
Studiare 3
r il segno della derivata seconda equivale a calcolare 4x 6|x|, la cui soluzione e
3
x (cf. Figura 5).
2

Esercizio 4. Sia f (x) = sin2 (x) cos(x).


(a) Trovare il polinomio di Mac Laurin T2 (x) di secondo ordine associato ad f .
(b) f soddisfa le ipotesi per poter scrivere lerrore secondo la forma di Lagrange? Scrivere
quindi lerrore commesso approssimando f con T2 nellintervallo [0, x].
1
(c) In quale intervallo lerrore commesso e inferiore a ?
100

Soluzione.
(a) Osserviamo che f C 2 (R), quindi e possibile associarle il polinomio di Taylor in ogni
punto. Calcoliamo
f (x) = 2 sin(x) cos2 (x) sin3 (x) f (0) = 0
f (x) = 2 cos3 (x) 7 sin2 (x) cos(x) f (0) = 2

si deduce T2 (x) = 2x2 .


(b) Poiche f C 3 (R) e possibile scrivere il resto secondo Lagrange. Inoltre

f (x) = 20 sin(x) cos2 (x) + 7 sin3 (x)

Lerrore commesso e allora


20 sin() cos2 () + 7 sin3 () 3
E(x) = x
3!
dove e un punto tale che 0 < < x.
(c) Tenendo conto che ragioniamo per x positive, si ha
20 sin() cos2 () + 7 sin3 () 3

|E(x)| x
3!
20| sin()| cos2 () + 7| sin3 ()| 3
x
3!
27 3
x
3!
quindi, se si vuole che lerrore commesso sia in valore assoluto piu piccolo di un
centesimo, basta che
r
27 3 1 3 3!
x < ovvero x < .
3! 100 2700
c Federico M.G. Vegni
25

Esercizio 5.
(a) Enunciare il Teorema degli zeri.
(b) Applicare il Teorema degli zeri per dimostrare che la funzione
1
f (x) = x arctan x
1 + x2
ha almeno uno zero strettamente positivo.
(c) Dimostrare con rigore che la funzione ha un unico zero positivo.
Soluzione.
(a) Sia f C 0 ([a, b]): f (a) f (b) < 0, (almeno) , con a < < b: f () = 0.
(b) Risulta f (0) = 1; inoltre limx+ f (x) = , quindi e chiaro che f assume va-
lori negativi per x sufficientemente grande. Il teorema puo dunque essere applicato
sullintervallo [0, b], con b sufficientemente grande.
(c) Lo zero e unico, infatti
f (x) = 2x(1 + x2 )2 arctan x x(1 + x2 )1
per valori positivi della variabile x, f e strettamente negativa, ovvero f strettamente
decrescente; da qui deduciamo che non puo intersecare lasse x piu di una volta.
26 c Federico M.G. Vegni

13 luglio 2004

EAMAG 13 luglio 2004

Nome Cognome Firma

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c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
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Parte A

Esercizio 1. lim (log x)2 arctan ex z e 0+ ; b e +; c e ; d non esiste.


x+

2
1 1
Z
Esercizio 2. dx = a ; b ; c 0; z .
0 4 + x2 2 2 8

2 0 0
Esercizio 3. Data A = 1 2 0 , lautospazio associato allautovalore 2 z ha
0 0 1
dimensione 1; b ha dimensione 2; c ha dimensione 0; d ha dimensione 3.

Esercizio 4. Il sistema
x + y + 2z = 0
2x y + z = 3
x + 2y + z = 3

a ha infinite soluzioni dipendenti da un parametro; b ha una ed una sola soluzione; c e


impossibile; d ha infinite soluzioni dipendenti da due parametri.

sin ex cos ex log x x1 sin ex ex cos ex sin ex


Esercizio 5. La derivata di e a ; z ;
log x log2 x log x x log2 x
ex sin ex log x sin ex ex cos ex x1 sin ex
c ; d .
x log2 x log2 x

Esercizio 6. Quale delle seguenti affermazioni e corretta: a gli anagrammi di abaco sono
di piu degli anagrammi di zaini; b gli anagrammi di abaco sono di meno degli anagrammi di
zaini; c gli anagrammi di zaini sono di piu degli anagrammi di zazzera; z gli anagrammi
di zaini sono tanti quanti gli anagrammi di abaco.

n
Esercizio 7. lim inf (1)n + sin a non esiste; b e ; c e 2; z e 1
n 8
3
sin .
8
c Federico M.G. Vegni
27

Esercizio 8. Quale delle seguenti scritture e vera a per x 0, x = o(sin x); b per
3
x 0, sin x = o(x); c per x +, x = o(log x); z per x 1, x 1 log x.

Esercizio 9. Lequazione |z i| = |z + 1| ha a una sola soluzione in C; b infinite


soluzioni in C ma nessuna in R; z una sola soluzione in R; d nessuna soluzione in C.

Esercizio 10. Disegnare correttamente, e scegliendo una scala opportuna, il grafico di una
delle seguenti funzioni, segnando la lettera corrispondente alla scelta effettuata a f (x) =

x x5 ; b f (x) = |x|Sign(x); c f (x) = |x|; d f (x) = 1 2x2 .
p

Parte B

Esercizio 1. Sia data la seguente applicazione lineare


f: R3 R3

x 2y + (k + 1)z
y 7 kx y + 4z .
z (4 k)y + 2z

(a) Per quali valori di k lapplicazione e biunivoca?


(b) Dare la definizione di nucleo e la definizione di immagine dellapplicazione f .
(c) Nel caso k = 0 e nel caso k = 1, determinare la dimensione e una base del nucleo e
dellimmagine di f .

Soluzione.
(a) Risulta det A = k(3kk2 ). Lapplicazione e biunivoca quando la matrice che la descrive
puo essere invertita, quindi per k 6= 0, 3.
(b) Data lapplicazione lineare f : V W tra gli spazi vettoriali V e W , diciamo nucleo
di f , o ker(f ) linsieme dei vettori v V tali che f (v) = 0 W ; diciamo immagine di
f , o Im(f ), linsieme dei vettori w W tali che esiste v V e f (v) = w.
(c) Il caso k = 1 e uno dei casi per i quali lapplicazione f e biunivoca; ne segue che
limmagine e tutto R3 e il nucleo si riduce al solo elemento nullo (f e sia iniettiva sia
suriettiva).
Se invece k = 0, lapplicazione diventa
f: R3 R3

x 2y + z
y 7 y + 4z
z 4y + 2z
appare subito che limmagine e il sottoinsieme di R3 dei vettori in cui lultima compo-
nente e doppio della prima; tale sottospazio ha dimensione 2 ed una sua base e data dai
28 c Federico M.G. Vegni


1 0
vettori w1 = 0 e w2 = 1 . Il nucleo e costituito dai vettori di R3 che risolvono
2 0
il sistema
2y + z = 0
y + 4z = 0
4y + 2z = 0

il rango della matrice dei coefficienti e 2, quindi il sistema ha 1 soluzioni. Il nucleo


ha dimensione 1 e si ricava
facilmente risolvendo il sistema che una base del nucleo e
1
data dal vettore 0 .
0

Esercizio 2. Studiare la funzione f : R R definita da


x1
f (x) =
x| log x|
senza calcolare la derivata seconda. Nel risolvere lesercizio, attenersi alla traccia che segue.
(a) Determinare il dominio di f e il sottoinsieme del dominio che ha immagine positiva
(non nulla).
(b) Esistono asintoti?
(c) Esistono punti di discontinuita?
(d) Studiare il segno della derivata prima, se necessario ricorrendo ad uno studio grafico.
(e) Disegnare il grafico della funzione y = f (x), supponendo il minor numero di cambi di
concavita compatibile con i risultati trovati fin qui.
(f) Studiare i limiti della derivata prima nellintorno dei punti di discontinuita.

Soluzione.
(a) Il dominio e dato dallinsieme A = (0, 1) (1, +). Se x A, il segno del rapporto
che definisce la funzione da studiare dipende solo dal termine x 1, per cui
f >0 se x>1
f <0 se 0 < x < 1.
(b) Per capire se la retta x = 0 e asintoto verticale, studio lim f (x):
x0+
x1 1
per x 0+
x log(x) x log x
ricordando il limite notevole x log x 0 . Deduciamo che x = 0 effettivamente e
asintoto verticale.
Per capire se la retta x = 1 e asintoto verticale, studio lim f (x) e lim f (x):
x1 x1+
x1 1x 1x
per x 1 = 1
x log(x) log x x1
sfruttando lo sviluppo di Taylor del logaritmo nellintorno del suo zero. Analogamente,
x1 x1 x1
per x 1+ = 1.
x log(x) log x x1
c Federico M.G. Vegni
29

2
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 4.5 5

3
y=|log(x)|
2.5 y=|x1|
2

1.5

0.5

0.5
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 4.5 5

x1
Figura 6. In alto, grafico della funzione y = ; in basso, studio grafico
x| log x|
della sua derivata prima.

Rispondendo direttamente al quesito (c)concludiamo che il punto x = 1 e un punto di


salto, ovvero un punto di disontinuita di prima specie.
Per capire se esistono asimtoti per x +, studio lim f (x):
x+
x1 x 1
per x + = 0+ .
x log x x log x log x
Lasse x e asintoto orizzontale.
(d) Risulta
| log x| + Sign(log x) x Sign(log x)
y =
x2 log2 x
da cui ricavo che y 0 se
| log x| x Sign(log x) Sign(log x) = (x 1) Sign(x 1) = |x 1|.
Osservando il grafico in basso in Figura 6, ricavo che | log(x)| e piu grande di |x 1| per
0 < x < 1, da cui deduciamo che la funzione f e crescente per 0 < x < 1, e decrescente
per x > 1.
x1
(e) Il grafico della funzione y = e rappresentato in alto nella Figura 6.
x| log x|
(f) Utilizzando lo sviluppo di Taylor arrestato al secondo ordine della funzione logaritmo
(x 1)2
per x 1 log x = (x 1) + o((x 1)2 )
2!
risulta
log x + x 1 log x + x 1 1/2(x 1)2 + o((x 1)2 ) 1
per x 1 2 2 2
=
x2 log x log x (x 1) 2
30 c Federico M.G. Vegni

log x + 1 x log x + 1 x 1/2(x 1)2 + o((x 1)2 ) 1


per x 1+ 2 2 2 2
= .
x log x log x (x 1) 2

Esercizio 3. Nel seguito descriviamo la superficie terrestre con il piano z = 0. Un aeroplano


deve decollare dal punto (1, 2, 0) seguendo una rotta rettilinea che sia ortogonale ad entrambe
le direzioni u = (1, 2, 1) e v = (1, 1, 0).
(a) Descrivere utilizzando il parametro t, al quale diamo il significato di tempo, la traiet-
toria dellaereo.
Dopo 20 minuti di volo, la torre di controllo impone allaereo di atterrare nellareoporto che si
trova nel punto (2, 3, 0).
(b) Quale e la rotta che laereo dovra seguire?

Soluzione.
(a) Sia w = (a, b, c) la direzione incognita. Affinche sia ortogonale a u e v deve essere nullo
il loro prodotto scalare, ovverosia

a + 2b c = 0
a b = 0
da cui ricaviamo w = (1, 1, 1). Laereo deve dunque percorrere la traiettoria rettilinea
descritta dalle equazioni
x=1t
y =2+t
z = t.

(b) Supponendo di misurare t in minuti, dopo 20 minuti di volo laereo occupera la posizione
(19, 22, 20). Rientrando in linea retta allaeroporto indicato dalla torre di controllo,
laereo deve allora seguire la direzione (19 2, 22 3, 20) e dunque orientarsi sulla
rotta
x = 19 + 17t
y = 22 25t
z = 20 20t.

Esercizio 4. Risolvere nel piano di Gauss lequazione (z 3 1)(z 4 + i) = 0.

Soluzione. Il prodotto si annulla quando si annulla uno dei fattori. Risolviamo dunque per
prima lequazione z 4 = i, che equivale a torvare le quattro radici complesse di
i = cos(/2) + i sin(/2).
scrivendo in forma trigonometrica lincognita z = (cos + i sin ), riscriviamo lequazione
4 (cos 4 + i sin 4) = cos(/2) + i sin(/2)
ed affinche sia verificata luguaglianza, ricordando la periodicita delle funzioni trigonometriche,
deve essere ( 4
=1

4 = + 2k
2
con k Z. Si trovano quattro valori distinti di , pari a 1 = /8, 2 = /8 + /2, 3 = /8 + ,
4 = /8 + 3/2.
c Federico M.G. Vegni
31

Per risolvere lequazione z 3 = 1, sostituiamo w = z e risolviamo w3 = 1. In modo analogo a


quanto fatto sopra, si trova che le coordinate trigonometriche delle tre soluzioni w = (cos +
i sin ) sono = 1, 1 = 0, 2 = 2/3, 3 = 4/3. Lasciamo allo studente la rappresentazione di
C delle soluzioni.

Esercizio 5.
(a) Definizione di continuita in un punto ed in un intervallo.
(b) Definizione di autovalore e di autovettore di una matrice quadrata A.
(c) Definizione di punto interno ad un insieme A di Rn ; definizione di insieme aperto in
Rn .
32 c Federico M.G. Vegni

7 settembre 2004

EAMAG 7 settembre 2004

Nome Cognome Firma

Sezione AES Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

x3 x3
Esercizio 1. Per x 0 a sin x = x ; b sin x = x + o(x6 ); z sin x =
3! 3!
x3
x + o(x3 ); d sin x = x.
3!

1 0 0
Esercizio 2. Sia data la matrice A = 0 k 0 dipendente dal parametro k R. a
0 0 1
A non e mai diagonalizzalizzabile; b A e diagonalizzabile se k 6= 0; c A e diagonalizzabile
se k 6= 1; z det A = k.


2x + y
 
x
Esercizio 3. Lapplicazione 7 3x y che trasforma R2 in R3 e z iniettiva;
y
xy
b suriettiva; c iniettiva e suriettiva; d ne iniettiva ne suriettiva.

x
Esercizio 4. lim log |x| = z 0+ ; b 0 ; c +; d .
x0 x2 +3

Esercizio 5. z Gli anagrammi di Madrid sono tanti quanti gli anagrammi di Parigi; b
gli anagrammi di Madrid sono meno degli anagrammi di Parigi; c gli anagrammi di Madrid
sono piu degli anagrammi di Parigi.

Esercizio 6. Liperpiano appartenente allo spazio R4 descritto dalle coordinate (x, y, z, t)


e passante per lorigine con retta direttrice avente la direzione v = (0, 0, 1, 0) ha equazione a
x = 0; b y = 0; c z = 0; d x + y + t = 0.

Esercizio 7. Larea della regione di piano delimitata dalle linee y = x 1 e y = log x e dalle
3 3 1 3
rette x = 1 e x = 2 misura a 2 log 3; z 2 log 2; c 2 log 2; d log 2.
2 2 2 2
c Federico M.G. Vegni
33

  
1 2
Esercizio 8. I vettori v1 = e v2 = sono a linearmente dipendenti per ogni
1 k
valore di k; b linearmente dipendenti per ogni valore di k; c linearmente dipendenti se
k 6= 2; z linearmente indipendenti se k 6= 2.

Esercizio 9. Disegnare in un opportuno


sistema di riferimento una delle seguenti curve,
segnando quella che e stata scelta a y = 1 x2 ; b y 2 x2 = 0 c x2 + y 2 = 0 d
y = x x5 .

Esercizio 10. Nel piano C i punti equidistanti dalle radici dellequazione z 3 = 1 sono a
infiniti; b nessuno; z uno soltanto; d due.

Parte B

Esercizio 1. Discutere, al variare del parametro k R, le soluzioni del sistema



2x + y kz = 3
xy =k
x + y = 2.

Soluzione. Il sistema in oggetto e governato dalla matrice A e dal vettore dei termini noti
b dove
2 1 k 3
A = 1 1
0 b = k .

1 1 0 2
Se det A 6= 0, la matrice dei coefficienti e invertibile e la soluzione del sistema e unica e cor-
risponde a A1 b. Quindi se k 6= 0, la soluzione, trovata utilizzando il metodo di Cramer
e

3 1 k
k 1 0
det A1 2 1 0 k+2
x = = =
det A 2k 2

2 3 k
1 k 0
det A2 1 2 0 2k
y = = =
det A 2k 2

2 1 3
1 1 k
det A3 1 1 2 1
z = = = .
det A 2k 2
Se invece k = 0 occorre risolvere il sistema

2x + y = 3
xy =0
x + y = 2.

34 c Federico M.G. Vegni

La matrice dei coefficienti A ha quindi rango pari a 2. Si verifica facilmente che e 2 anche il rango
della matrice orlata. Il sistema e dunque possibile, e le soluzioni dipendono da un parametro
(secondo il teorema di Rouche Capelli). Essendo le ultime due righe del sistema linearmente
indipendenti, questo e equivalente a 
xy =0
x + y = 2.
e per sostituzione si ricava facilissimamente che la soluzione e

x=1
y=1
z = t.

dove t e un parametro reale. La soluzione rappresenta una retta di R3 non passante per lorigine.

Esercizio 2. Sia data la funzione y = f (x) cos definita


y = |x2 x|ex1 .
(a) Disegnare, rispettivamente, i grafici delle funzioni y = |x2 x| e y = ex1 . Dedurre il
dominio di f .
(b) Osservazioni qualitative.
(i) Determinare in quale sottoinsieme del dominio f risulta continua.
(ii) Determinare in quale sottoinsieme del dominio f risulta derivabile.
(iii) Determinare in quali intervalli chiusi e limitati f risulta integrabile.
(c) Studiare i limiti di f agli estremi del dominio. Esistono asintoti?
(d) Studiare landamento asintotico di f nellintorno degli zeri.
(e) E possibile prevedere lesistenza di massimi e minimi? In quali intervalli?
(f) Studiare il segno della derivata prima e confermare le ipotesi fatte al passo precedente.

Soluzione.
(a) I grafici delle funzioni y = |x2 x| e y = ex1 sono rappresentati in Figura 7 e sono
grafici di funzioni elementari definite su tutta la retta reale. Anche il loro prodotto e
definito su R..
(b) La funzione f risultera continua su tutto R, ma non derivabile nei punti x = 0, 1, che
sono angolosi per la funzione y = |x2 x|. La funzione f , essendo continua, e integrabile
su ogni insieme chiuso e limitato di R.
(c) lim = |x2 x|ex1 = 0+
x
lim = |x2 x|ex1 = +
x+
Deduciamo inoltre che lasse x e asintoto orizzontale in e che non esistono asintoto
per x +.
(d) La funzione f si annulla dove si annulla la funzione y = |x2 x|. Per x 0 ricaviamo
che f |x|; invece per x 1, f |x 1|.
(e) Siccome la funzione f e sempre positiva e si annulla nei punti 0, 1, sapendo che deve
essere continua, ricaviamo che deve esistere un massimo relativo nellintervallo (, 0)
ed uno nellintervallo (0, 1).
(f) Risulta f = sign (x2 x)(x2 + x1
x 1)e , da cui confermiamo che la funzione ha due
1 5
massimi relativi in x = . Il grafico della funzione e rappresentato in Figura 7.
2
c Federico M.G. Vegni
35

3.5
2
3 y=|x x|
y=exp(x1)
2.5
2
1.5
1
0.5
0
0.5
3 2 1 0 1 2 3 4

3.5
3 y=|x2x|exp(x1)

2.5
2
1.5
1
0.5
0
0.5
3 2 1 0 1 2 3 4

Figura 7

Esercizio 3. Si considera la parte della sfera x2 + y 2 + z 2 = 1 contenuta nel primo ottante


(vedi Figura 8). Trovare lequazione del piano tangente alla sfera nel punto in cui incontra la
bisettrice del primo ottante ovvero la retta che unisce lorigine con lo spigolo opposto nel cubo
in Figura 8).

Soluzione. La retta che unisce lorigine con il punto (1, 1, 1) ha equazione parametrica

x=t
y=t
z=t

1
ed interseca la sfera nei punti t = . Di questi, solo quello con segno positivo e contenuto
3
nel primo
ottante. Il piano tangente richiesto ha quindi equazione (x 1/ 3) + (y 1/ 3) +
(z 1/ 3) = 0.

Esercizio 4. Discutere, al variare del parametro R il risultato del limite seguente:


sin2 x x2
lim .
x0 cos x2 1

Soluzione. Risulta
sin2 x x2 (1 )x2 1/3x4

cos x2 1 x4 /2
quindi se 1 6= 0 il limite tende ad infinito con il segno di 1; se viceversa = 1, il limite
tende a 2/3.
36 c Federico M.G. Vegni

0.9

0.8

0.7

0.6

0.5

0.4

0.3

0.2

0.1

0
0

0.5
1
0.8
0.6
0.4
1 0.2
0

Figura 8

Esercizio 5. E data lequazione nel piano complesso


z 5 + 27z 2 = 0.
(a) E possibile prevedere il numero delle sue soluzioni? Perche?
(b) Trovare analiticamente le soluzioni dellequazione e disegnarle nel piano di Gauss.
(c) Trovare la distanza tra i punti del piano complesso che rappresentano le soluzioni
dellequazione.

Soluzione.
(a) Lequazione e algebrica. Per il Teorema Fondamentale dellAlgebra, ha soluzioni pari
al suo grado, in questo caso, le soluzioni sono 5, purche ciascuna sia contata con la
dovuta molteplicita.
(b) Lequazione ha banalmente due volte la soluzione nulla, e le soluzioni dellequazione
z 3 + 27 = 0. Risolviamo z 3 = 27 = 33 (cos + i sin ). Con le formule di De Moivre
le soluzioni sono z1 = 3(cos /3 + i sin /3), z2 = 3(cos + i sin ), z1 = 3(cos /3
i sin /3). Lasciamo allo studente la rappresentazioni nel piano di Gauss.
(c) I punti che rappresentano le soluzioni si trovano ai vertici di un triangolo equilatero
(le tre radici cubiche di 27) e nel suo baricentro (lorigine, soluzione doppia). La
distanza tra lorigine ed uno dei vertici del triangolo e 3, dome si deduce chiaramente
dalla forma trigonometrica di una delle tre soluzioni. Inoltre osservando ad esempio il
valore della componente verticale della soluzione z1 = 3(cos /3 + i sin /3), deduciamo
che il triangolo equilatero ha lato che misura 2 sin /3.
c Federico M.G. Vegni
37

17 novembre 2004

EAMAG 17 novembre 2004

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

3 2i
Esercizio 1. Siano A = {z C : > 3} e B = {z C : Re(z)Im(z) 0}. Allora,
z
secondo la topologia di R2 , A B e: a illimitato, b finito, c aperto, z ne chiuso ne
aperto.
 
8 2 4 8
Esercizio 2. Nello sviluppo di (3 y + x) , il coefficiente del termine y x e a 33 ,
3
     
8 8 8
z 34 , c 35 , d 36 .
4 5 6

Esercizio 3. Quante sono le schedine del totocalcio (con 14 partite) che contengono esat-
14! 14! 14!
tamente 3 pareggi e 2 vittorie per la squadra di casa? a , z , c , d
4! 8! 2 9! 12 10! 4
14!
.
11! 2
Esercizio 4. lim f (x) = l significa a > 0, K > 0 tale che x > K allora
x+
vale |f (x)| < l + , b K > 0, > 0 tale che x > K allora vale |f (x) l| < , c
K > 0, > 0 tale che x > K allora vale |f (x) l| < , z K > 0, > 0 tale che
x > allora vale |f (x) l| < K.

Esercizio 5. La Figura 9 rappresenta il grafico di a y = |x2 + 3x + 2|, b y = |x2 1|,


c y = x2 3|x|, d y = |x2 3x + 2|.
 2x
3
Esercizio 6. lim 1+ = a e3 , b e2 z e6 , d e.
x+ x

Esercizio 7. Lapplicazione
f : N \ {0} N \ {0}
n
n 7 n 2 cos
2
a non e iniettiva ne suriettiva, b e iniettiva ma non suriettiva, c e suriettiva ma non
iniettiva, z e suriettiva ed iniettiva.
38 c Federico M.G. Vegni

10 2
y=x 3|x|
y=|x2+3x+2|
2
y=|x 3x+2|
8 2
y=|x 1|

4
6 4 2 0 2 4 6

Figura 9

Esercizio 8. In una famiglia, 4 fratelli hanno, in tutto, 9 figli. Sia X linsieme di tali cugini.
Dico che due cugini x ed y hanno la proprieta , e scrivo x y, se hanno gli stessi genitori.
La proprieta appena introdotta sullinsieme X z e una relazione di equivalenza, b e una
relazione dordine, c e una relazione dordine ed anche una relazione di equivalenza, d non
e una relazione.

Esercizio 9. Sia A = an = sin n + n1 R, n N \ {0} . Solo una delle seguenti affer-


 

mazioni e vera. Quale? a A e chiuso, b linsieme -limite della successione an e aperto,


z inf nN A = sin 1, d an ha segno costante.

314
Esercizio 10. (ei/2 ) = a 1, b i, z 1, d i.

Parte B

Esercizio 1.

(a) Determinare per quali valori del parametro R esiste (finito o infinito) il limite
x2 + 1
 
1 1
lim + sin arctan .
x0+ x x x

(b) Calcolare il limite in corrispondenza di quei valori del parametro per i quali esiste.
c Federico M.G. Vegni
39

Soluzione. Possiamo innanzitutto osservare che


1
lim = +
x0 x 
+

1
lim + sin per qualunque valore di R
x0+ x
x2 + 1
lim arctan =
x0 + x 2
Il fattore che pregiudica lesistenza del limite e ( + sin 1/x), che e una funzione oscillante
che assume tutti i valori compresi tra i valori 1 ed + 1 (si tratta dunque di una funzione
limitata). Per inciso, osserviamo che essendo x 0+ , largomento della funzione seno non
tende a 0 (bens ad infinito) ed e percio un errore grave dire che sin 1/x 1/x.
Affinche esista il limite del prodotto di questi fattori occorre dare ad dei valori tali da
rendere costante il segno della funzione ( + sin 1/x). Quindi
o abbiamo > 1, da cui risulta ( + sin 1/x) > 0 per ogni valore di x e

x2 + 1
 
1 1
lim + sin arctan = +,
x0+ x x x

o abbiamo < 1, da cui risulta ( + sin 1/x) < 0 per ogni valore di x e

x2 + 1
 
1 1
lim + sin arctan = .
x0+ x x x

Esercizio 2.

(a) Determinare linsieme A C delle soluzioni dellequazione z 5 = z, fissando il para-


metro R in modo che ci sia almeno una soluzione con modulo 2.

(b) Disegnare A nel piano di Gauss.

(c) Risolvere lequazione w2 w(1 + i) + i = 0.

(d) Disegnare nel piano di Gauss linsieme B C dei numeri complessi che risolvono il
sistema
 2
w w(1 + i) + i = 0
|w + 3| < |w + 3i|.

(e) Definire sup ed inf di un insieme di R.

(f) Calcolare
sup |z w| e inf |w z|.
zA,wB zA,wB
40 c Federico M.G. Vegni

4
z
w

4
4 3 2 1 0 1 2 3 4

Figura 10

Soluzione.

(a) Risolviamo lequazione z 5 = z utilizzando la forma trigonomerica dei numeri com-


plessi. Sara z = (cos + i sin ) e, per definizione z = (cos i sin ). Siccome
il seno e una funzione dispari ed il coseno una funzione pari, possiamo anche scrive-
re z = (cos() + i sin()). Utilizzando le formule di De Moivre, lequazione che
intendiamo risolvere e allora
5 (cos 5 + i sin 5) = (cos() + i sin()).
Perche luguaglianza sia verificata, occorre che
 5
=
5 = + 2k k Z
dalla prima ricaviamo = 0 e 4 = . Perchela soluzione abbia modulo 2 occorre dare
al il valore 32. Dalla seconda ricaviamo 6 = 2k, da cui i valori ammissibili per
langolo sono i multipli di /3.
(b) Le soluzioni sono rappresentate con MatLab in Figura 10.
(c) Utilizzando la notissima formula
p
1 + i + (1 + i)2 4i 1 + i + 2i
w1,2 = = .
2 2
Occorre estrarre la la radice quadrata di 2i, ossia risolvere lequazione y 2 = 2i dove
y e lincognita complessa. E noto che per lestrazione di radice n-esima e opportuno
utilizzare la forma trigonometrica dei numeri complessi. Scriviamo percio y = (cos +
i sin ) e 2i = 2(cos 3/2 + i sin 3/2); con le formule di De Moivre ricaviamo
2 (cos 2 + i sin 2) = 2(cos 3/2 + i sin 3/2)
c Federico M.G. Vegni
41

da cui
= 2, 1 = 3/4, 2 = /4.
In definitiva

2(cos(3/4) + i sin(3/4)) = 1 + i

2i =

2(cos(3/4) + i sin(3/4)) = 1 i.
Le soluzioni dellequazione in w sono pertanto
1+i1+i
=i
2

w1,2 =

1+i+1i
= 1.
2
(d) Le soluzioni dellequazione sono note dal punto precedente. La risoluzione della dise-
quazione richiede di calcolare i punti del piano complesso che hanno distanza da 3
inferiore alla distanza dal punto 3i. Si riconosce facilmente che si tratta dei punti che
si trovano sopra la bisettrice del primo e terzo quadrante. Lunico valore complesso che
risolve il sistema e percio i.
(f) Risulta innanzitutto |z w| = |w z|. Calcolare le distanze tra i punti dellinsieme A e
lunico punto dellinsieme B significa valutare le lunghezze dei segmenti rappresentati
in Figura 10. Ne ricaviamo immediatamente che

q
sup |z w| = |i (1 i 3)| = 5 + 2 3 e inf |w z| = 1.
zA,wB zA,wB

Esercizio 3. Sia data la funzione


f : R R
x 7 |||x + 1| 2| 3| .

(a) Quale e il dominio di f ?


(b) Disegnare il grafico di f . Quali valori di x risolvono la disuguaglianza f (x) > 0? Quali
valori di x risolvono la disuguaglianza f (x) 2?
(c) Dedurre dal grafico di f il dominio ed il grafico della funzione g, cos definita:
1
y=
|||x + 1| 2| 3|
studiando in particolare i limiti per x che tende a quei valori che non appartengono al
dominio.
(d) Dedurre qualitativamente dal grafico di f il dominio D ed il grafico di h, cos definita:
y = log |||x + 1| 2| 3| .

(e) Determinare linsieme A = {x D tali che h(x) = 0}.


(f) Determinare a quale retta e asintotica la funzione h per x 1+ , e per x 1 e
dimostrare laffermazione utilizzando i limiti notevoli.
42 c Federico M.G. Vegni

5
y=|||x+1|2|3|
y=1/|||x+1|2|3|
y=log|||x+1|2|3|

2
8 6 4 2 0 2 4 6 8

Figura 11

Soluzione.

(a) La funzione f e una spezzata rettilinea; il suo dominio e R.


(b) E semplice disegnare il grafico di f attraverso traslazioni e ribaltamenti a partire da
quello di y = |x + 1|. La Figura 11 riporta il grafico richiesto La funzione f e sempre
positiva tranne che nei punti x = 6, +4; inoltre, f (x) 2 per x (, 8)
(4, 2) (0, 2) (6, +).
(c) Il dominio di g coincide con linsieme di punti che non annullano f ovvero R \ {6, 4}.
Essendo g sempre positiva, se x 6 possiamo dedurre che g + (e lo stesso vale
nellintorno del punto 4). Le rette verticali x = 6 e x = 4 sono allora asintoti. Un
grafico probabile per g e rappresentato in Figura 11; si osservi che dove f vale 1 anche
g vale 1, e che dove f assume valori compresi tra 0 ed 1, g assume valori maggiori di 1.
(d) Il dominio di h coincide con quello di g. Dove f assume valori compresi tra 0 ed 1, h e
negativa. Un grafico probabile per h e riportato in Figura 11.
(e) Linsieme dei valori x per i quali h(x) = 0 coincide con linsieme per cui f (x) = 1,
ovvero {7, 5, 1, 3, 5}.
(f) Per x 1+ la funzione h coincide definitivamente con la funzione y = log(x + 2).
Poniamo dunque t = x+1, da cui t 0+ . Dai limiti notevoli, sappiamo che log(1+t)
t per t 0, quindi log(2 + x) x + 1 per x 1+ .
Per x 1 , la funzione h coincide definitivamente con la funzione y = log(x).
Con ragionamenti analoghi, si prova che y = log(x) x 1.


Esercizio 4. Dimostrare che 3 non puo essere razionale.
c Federico M.G. Vegni
43

Soluzione. Procediamo per assurdo supponendo che esistano p, q Z tali che


p
= 3
q
e possiamo certamente scegliere p e q primi tra loro. Dunque p e q non possono contenere
entrambi il fattore 3. Risulta
p2 = 3q 2 .
Lultima uguaglianza e assurda: infatti, il fattore 3 a sinistra del simbolo di uguale compare
con esponente pari (se compare), mentre a destra del simbolo di uguale compare con esponente
dispari.
44 c Federico M.G. Vegni

2 febbraio 2005

EAMAG 2 febbraio 2005

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. Sia n = 2005. Allora, (1 + 1/n)n e z razionale b maggiore di c


intero d minore di e

Esercizio 2. Sia f una funzione continua su R tale che f = o(x2 ) per x 0. Allora z
f (0) = 0 b f (0) > 0 c f (0) < 0 d f (0) non necessariamente esiste

Esercizio 3. Larea sottesa dalla curva y = sin2 x nellintervallo [0, ] e a z /2


c /4 d /3

Esercizio 4. lim f (x) = l significa a > 0, K > 0 tale che x > K allora vale
x+
|f (x)| < l+ b K > 0, > 0 tale che x > K allora vale |f (x)l| < c K > 0, > 0
tale che x > K allora vale |f (x) l| < z K > 0, > 0 tale che x > allora vale
|f (x) l| < K

Esercizio 5. Rappresentare il grafico locale nellintorno dellorigine di una delle seguenti


funzioni, a scelta del candidato. a y = (sinh x)3/5 b y = | sin x|5/4 c y = | arctan x|3/5
d y = (ex 1)5/3

x2 2 x2 2 x2 + 2
Esercizio 6. La derivata della funzione y = 2 x e z y = 2 x loge 2 b
x2
x2 2 x2 +2 x2 2 x2+2 x2 2 x2 +2
y = 2 x c y = 2 x log2 e d y = 2 x
x2 loge2 x2 x log2 e

Esercizio 7. La funzione y = sign(x) cos(x3 ) e a pari z dispari c derivabile su R


d continua su R

| log |x||
Esercizio 8. lim a 0+ b 0 z + d
x1+ (x + 1)2

Esercizio 9. Solo una delle seguenti affermazioni evera. Quale? a per x +,


2
x3/2 1/2 + x x
= o(x ) b per x 0 , e = x + o(x) z per x 0 , e 1 = o(x) d per
x +, ex = o(x)
c Federico M.G. Vegni
45

Esercizio 10. Sia {an , n N} una successione di numeri reali monotona strettamente de-
crescente e limitata. Solo una delle seguenti affermazioni evera. Quale? a sup an epunto
di accumulazione b la successione non ha punti di accumulazione z inf an epunto di
accumulazione d inf an non epunto di accumulazione

Parte B

Esercizio 1. Studiare il grafico della funzione cos definita


( 1

f (x) = e x2 1 1 < x < 1


0 x 1 e x 1
seguendo lo schema proposto.
a. Si valuti la continuita di f in R.
b. Si studi la derivabilita di f nei punti di raccordo x = 1 e scrivere lequazione delle
tangenti, se esistono, al grafico di f nei punti x = 1.
c. Studiare il segno della derivata prima di f nellintervallo 1 < x < 1.
d. La derivata prima di f e una funzione continua su R?
e. Studiare il segno della derivata seconda di f nellintervallo 1 < x < 1 ed i limiti per
x 1+ e x 1 .
f. Disegnare il grafico di f .

Soluzione.
a. f e continua nei punti dellinsieme R \ {1}? S
lim f (x) = 0+
x1+
lim f (x) = 0+
x1
f e continua in R? S
b. Il limite del rapporto incrementale destro di f nel punto x = 1 e
1 1 1
e (1+h)2 1 0 e h2 2h e 2h t
lim = lim = lim = lim t/2 = 0+ .
h0 + h h0 + h h0 + h t+ e

Il limite del rapporto incrementale sinistro di f nel punto x = 1 e


1 1 1
e (1h)2 1 0 e h2 2h e 2h t
lim = lim = lim = lim t/2 = 0 .
h0 + h h0 + h h0 + h t+ e
La tangente al grafico di f nel punto x = 1 e y = 0.
La tangente al grafico di f nel punto x = 1 e lasse x.
2x 1
c. Per 1 < x < 1, f (x) = 2 2
e x2 1
(x 1)
Il segno della derivata f e positivo per 1 < x < 0 e negativo per 0 < x < 1; la derivata
prima si annulla in tutti gli altri punti del dominio della funzione.
Esistono punti di massimo e di minimo nellintervallo [1, 1]? Quali? I punti (1, 0) sono
dei punti di minimo. Il punto (1, e1 ) e massimo assoluto per la funzione.
d. La f e una funzione continua su R? S
46 c Federico M.G. Vegni

2
y=e1/(x 1)
0.5

0.4

0.3

0.2
asse y

0.1

0.1

0.2
2 1.5 1 0.5 0 0.5 1 1.5 2
asse x

1
Figura 12. La gaussiana y = e x2 1 con 1 < x < 1.

1
8x2 4x2 2(3x4 1) e x2 1
 
2 1
e. Per 1 < x < 1, = f (x) + e x 2 1
=
(x2 1)3 (x2 1)2 (x2 1)4 (x2 1)4
Il segno della derivata f dipende dal segno del trinomio (3x4 1) ed, in particolare, e
1 1
negativo per 4
<x< 4
.
3 3
1
Esistono punti di flesso nellintervallo [1, 1]? Quali? I punti di ascissa x = 1, 4
3
sono punti di flesso.
f. Il grafico di f e rappresentato in Figura 12.

Esercizio 2. Calcolare il valore dellarea A sottesa dalla funzione


y = sin(log(x) + | log(x)|)
1
con x e.
2
1
Soluzione. La funzione per la quale e richiesto il calcolo dellarea e nulla per < x < 1.
2
1
Il valore dellarea e (e sin 2 2 e cos 2 + 2), trovato avendo impostato lintegrale lintegrale
5
Z e
sin(2 log x) dx.
1
x 2x
La primitiva di sin(2 log(x)) e sin(2 log x) cos(2 log x).
5 5
Il metodo di integrazione utilizzato e quello di una doppia integrazione per parti che permette
di riottenere lintegrale di partenza.
c Federico M.G. Vegni
47

Esercizio 3. Sia
2 n
f (x) = x2 + 1 ex +x .
a. Disegnare il grafico locale di f (x) nellintorno dellorigine al variare del parametro n
N \ {0}, che si ottiene valutando la parte principale dello sviluppo di f per x 0.
b. Calcolare
f (x)
lim 3
x0 x
al variare del parametro n N, ed evidenziando i casi in cui il limite destro non coincide con il
limite sinistro.

Soluzione.
a. Sia n = 1.
Lo sviluppo di f per x 0 arrestato al primo ordine e
f (x) = x2 + 1 (1 + x + x2 + o(x)) x.

Sia n = 2.
Lo sviluppo di f per x 0 arrestato al secondo ordine e
f (x) = x2 + 1 (1 + 2x2 + o(x2 )) x2 .

Sia n = 3.
Lo sviluppo di f per x 0 arrestato al quarto ordine e
1 1
f (x) = x2 + 1 (1 + x3 + x2 + (x2 + x3 )2 + o(x4 )) = x3 x4 + o(x4 ) x3 .
2 2
Sia n = 4.
Lo sviluppo di f per x 0 arrestato al quarto ordine e
1 1 3
f (x) = x2 + 1 (1 + x2 + x4 + (x2 + x4 )2 + o(x4 )) = x4 x4 + o(x4 ) x4 .
2 2 2
Sia n > 4.
Lo sviluppo di f per x 0 arrestato al quarto ordine e
1 1 1
f (x) = x2 + 1 (1 + x2 + xn + (x2 + xn )2 + o(x4 )) = x4 xn xn+2 + o(x4 ) x4 .
2 2 2
I grafici sono in Figura 13.

b. Dagli sviluppi asintotici trovati al punto a, si deducono i limiti seguenti.


f (x) f (x)
Sia n = 1. lim 3
= lim =
x0 x x0+ x3
f (x) f (x)
Sia n = 2. lim 3
= + lim =
x0 x x0 + x3
f (x) f (x)
Sia n = 3. lim = 1 lim = 1
x0 x3 x0+ x3
f (x) f (x)
Sia n 4. lim 3
= 0+ lim = 0
x0 x x0+ x3

Esercizio 4. Dopo aver ricordato la definizione di derivata, dimostrare, in base a tale


1
definizione, che la derivata della funzione y = log x e la funzione y = .
x
48 c Federico M.G. Vegni

n=1 n=2
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

n=3 n>=4
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

2 +xn
Figura 13. Grafici locali della funzione y = 1 + x2 ex al variare del
parametro n N \ {0}.

16 febbraio 2005

EAMAG 16 febbraio 2005

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

7 257
Esercizio 1. Il coefficiente del termine a5 b7 dello sviluppo di 2 a b + 3ab e a
3
357
b irrazionale z intero d
2

x2
Esercizio 2. La funzione y = x ha con la funzione y = log(1+ x) in x0 = 0 un contatto
2
a di ordine 1 z di ordine 2 c di ordine 3 d di ordine 0

Esercizio 3. Larea sottesa dalla curva y = cos2 x nellintervallo [3/2, /2] e a


z /2 c /4 d /3
c Federico M.G. Vegni
49

Esercizio 4. lim f (x) = l significa a > 0, K > 0 tale che x < K allora
x
vale |f (x)| < l + b K > 0, > 0 tale che x < K allora vale |f (x) l| < c
K > 0, > 0 tale che x < K allora vale |f (x) l| < z K > 0, > 0 tale che
x < allora vale |f (x) l| < K

Esercizio 5. Riconoscere il grafico locale nellintorno dellorigine delle seguenti funzioni a


2
y = (sinh x)1/5 b y = | sin x3 |3 c y = | arctan x2 |1/3 d y = (ex 1)3/2

Esercizio 6. Dati gli insiemi nel piano di Gauss A = {z C : Im(z) = Re(z) + 1} e


B = {z C : z 4 1 = 0}, linsieme A B e a costituito da un solo punto b vuoto c
infinito z costituito solo da punti isolati

Esercizio 7. Per x /2, cos |x| a (x /2) z (/2 x) c (x + /2) d


|x /2|

|(1 + x3 )1/2 1 x5 |
Esercizio 8. lim a +6 b 6 c 3 z +3
x0 sin x x

Esercizio 9. Essendo w = 1 + 3i e z = (cos + i sin ), determinare quale tra le seguenti
affermazioni efalsa. z arg(w z) = + /3 b una delle radici dellequazione z 2 = w ha
argomento pari a /6 c arg(z/w) = /3 + d lequazione w2 = z ha una sola soluzione

Esercizio 10. Solo una delle seguenti affermazioni evera. Quale? a una successione che
assuma valutazioni alternativamente di segno opposto necessariamente eindeterminata b un
sottoinsieme della retta reale infinito e non limitato ha necessariamente un punto di accumula-
zione z linf di un insieme di R epunto di accumulazione per quellinsieme d un insieme
aperto e non vuoto puonon avere punti di accumulazione

Parte B

Esercizio 1.
a. Enunciare il Teorema Fondamentale dellAlgebra, fornendo un esempio cui applicare il
teorema.
b. Trovare la forma esponenziale dellunita immaginaria i.
c. Sia A linsieme dei numeri complessi cos descritto: A = {z C : Rez = 12 Imz}.
Disegnare A nel piano di Gauss. Disegnare nel piano di Gauss linsieme B = {w C : w =
iz, z A}.
d. Risolvere in C lequazione: i225 z 3 = z.

Soluzione.
a. Teorema Fondamentale dellAlgebra: unequazione polinomiale di grado n nel
campo complesso ammette esattamente n radici complesse, contate con la dovuta molteplicita.
Ovvero, essendo z C lincognita, le soluzioni dellequazione a0 z n + a1 z n1 + a2 z n2 + +
an1 z + an = 0, con ai C, ha n soluzioni. Per esemplificare, lequazione z 2 = 1, che non ha
soluzioni nel campo reale, ha due soluzioni distinte (i e i) nel campo complesso.
50 c Federico M.G. Vegni

b. Essendo per definizione ei = cos + i sin , risulta i = ei/2 .


c. Scrivendo il numero complesso z in coordinate cartesiane z = x + iy, grafici di A e di B
corrispondono rispettivamente alle rette y = 2x e y = x/2. Infatti, moltiplicando per lunita

immaginaria un insieme A di numeri complessi, di ottiene un insieme B che e ruotato di +
2
rispetto ad A.
d. Osserviamo innanzitutto che
i0 = 1
i1 = i
i2 = 1
i3 = i
i4 = 1
i5 = i
e cos via, secondo i multipli di 4. Ne deduciamo che i225 = i224 i = 1 i = i.
Scrivendo z in forma trigonometrica, z = (cos +i sin ), e ricordando le formule per elevare
al cubo i numeri complessi, lequazione diventa:
i3 (cos 3 + i sin 3) = (cos i sin ).

Scriviamo i in forma trigonometrica i = cos + i sin e ricordiamo che nel prodotto di numeri
2 2
complessi in forma trigonometrica gli argomenti si sommano, percio lequazione diventa
    
3 cos 3 + + i sin 3 + = (cos i sin );
2 2
infine, essendo il coseno una funzione pari ed il seno funzione dispari, possiamo scrivere:
    
3 cos 3 + + i sin 3 + = (cos() + i sin()).
2 2
Lequazione e dunque soddisfatta quando sono verificate le seguenti uguaglianze:
( 3
=

3 + = + 2k
2
con k Z. Dalla prima ricaviamo che = 0 oppure = 1; dalla seconda si deducono 4

valori distinti per e precisamente = + k . Lequazione assegnata ha percio 5 soluzioni
8 2
complesse: ovvero, in forma trigonometrica,
z1 = 0
   
z2 = cos + i sin
8 8
3 3
z3 = cos + i sin
8 8
7 7
z4 = cos + i sin
8 8
11 11
z5 = cos + i sin .
8 8

Esercizio 2. Data la funzione


1
(
x2 cos x 6= 0
f (x) = x
0 x=0
dimostrare che
c Federico M.G. Vegni
51

a. e continua in R \ {0},
b. e continua nellorigine,
c. derivabile nellorigine,
d. che la derivata prima e discontinua nellorigine.

Soluzione.
a. Nei punti diversi dallorigine la funzione f e prodotto di funzioni continue, dunque e
continua.

b. Osserviamo che f (0) = 0. Inoltre il limite per x 0 di f (x) e nullo, in quanto f e


prodotto di una funzione infinitesima e di una funzione limitata. Poiche il limite della funzione
per x 0 uguaglia la valutazione della funzione nellorigine, limx0 f (x) = f (0), la funzione
e continua nellorigine.

c. Applichiamo la definizione di derivata in un punto:

f (0 + h) f (0) h2 cos 1/h


lim = lim = lim h cos 1/h = 0
h0 h h0 h h0

(tale valutazione, di nuovo, e zero in quanto prodotto di una funzione infinitesima per una
funzione limitata).
Ne ricaviamo che la funzione derivata della funzione f e la seguente:
1 1
(
2x cos + sin x 6= 0
f (x) = x x
0 x=0

d. E immediato constatare che lim f (x), infatti nei punti diversi dallorigine la funzione
x0
f e somma di due funzioni: la prima ha limite zero, la seconda non ha limite. La funzione
derivata non e dunque continua nellorigine.

Esercizio 3. Risolvere il limite che segue:


2
cosh x cos x + ex 1 log(1 + x3 ) e1/x
lim .
x0+ sin 3x sinh 3x

Soluzione. Ricordiamo gli sviluppi delle funzioni elementari che servono nella risoluzione
di questo esercizio. Sviluppiamo tutto fino al terzo ordine che e la potenza piu alta che compare
52 c Federico M.G. Vegni

nellesercizio:
x2
cosh x = 1 + + o(x3 )
22
x
cos x = 1 + o(x3 )
2
log(1 + t) = t + o(t) quindi log(1 + x3 ) = x3 + o(x3 )
t2 2 x4
et 1 = t + + o(t2 ) quindi ex 1 = x2 + + o(x4 ) = x2 + o(x3 )
2 2
t3 9x3
sin t = t + o(t3 ) quindi sin 3x = 3x + o(x3 )
3! 2
t3 9x3
sinh t = t + + o(t3 ) quindi sinh 3x = 3x + + o(x3 ).
3! 2
Osserviamo, inoltre, che e1/x = o(xp ) per x 0+ , qualsiasi intero sia p: infatti
e1/x p t tp
lim = lim t e = lim = 0.
x0+ xp t+ t+ et

Utilizziamo questo risultato con p = 3 per concludere che la funzione e1/x e trascurabile rispetto
alla potenza cubica di x per x 0+ .
Quindi, per x 0+ :
2
cosh x cos x + ex 1 log(1 + x3 ) e1/x
lim
x0+ sin 3x sinh 3x
x2 x2
1+ 1+ x2 x3 + o(x3 )
= lim 2 2
x0+ 9x3 9x3
3x 3x + o(x3 )
2 2
x3 + o(x3 ) 1
= lim 3 3 =
x0 9x + o(x )
+ 9

Esercizio 4. Studiare la funzione



f (x) = 5
x(ex1 1)
tralasciando lo studio della derivata seconda, ma determinando, in particolare,
a. il dominio,
b. il segno,
c. i limiti agli estremi del dominio,
d. landamento asintotico nellintorno degli zeri,
e. la derivata prima,
f. il segno della derivata prima,
g. un grafico probabile, che sia compatibile con le informazioni fin qui raccolte.

Soluzione.
a,b. La funzione f (x) e definita su R ed e positiva per x < 0 e x > 1. Si annulla in x = 0 ed
in x = 1.
c Federico M.G. Vegni
53

andamento asintotico vicino agli zeri


2

2
5 4 3 2 1 0 1 2
x1 x
risoluzione grafica della disequazione e 1>5xe
2
h(x)
g(x)
1

1
5 4 3 2 1 0 1 2
1/5 x1
Grafico della funzione y=x (e 1)
2

1
5 4 3 2 1 0 1 2

Figura 14. Grafici relativi allo studio di funzione richiesto nellEsercizio 4

c.
lim f (x) = + lim f (x) = +
x x+

e non ci sono asintoti.


 
1
d. Per x 0, f (x) 1 x1/5 . Si osservi che il coefficiente e1 1 e negativo. Per
e
x 1, f (x) x 1 (utilizzando una sostituzione negli sviluppi delle funzioni elementari). Il
grafico locale nellintorno degli zeri di f (x) e rappresentato in Figura 14
e. Derivando f (x) otteniamo

1 ex1 1 + 5x ex1
f (x) = x4/5 (ex1 1) + 5 x ex1 = .
5 5x4/5

f. La derivata prima e positiva, e quindi la funzione f (x) e crescente se

ex1 1 + 5x ex1 > 0 quindi se ex1 1 > 5x ex1 .

Risolviamo graficamente questultima disuguaglianza disegnando le funzioni h(x) = ex1 1 e


g(x) = 5x ex1 . Il grafico qualitativo di tali funzioni e in Figura 14. Sia quindi lintersezione
tra le due curve (ovviamente risulta 0 < < 1); la derivata f (x) risulta allora positiva se x > 0.
Ne deduciamo che il punto x = e un minio della funzione f (x).
g. Il grafico della funzione f (x) e rappresentato in Figura 14.
54 c Federico M.G. Vegni

Esercizio 5. Calcolare il seguente integrale


Z log3 6 x
9 + 3x
x x
dx.
log3 2 3 + 3

Soluzione. Lintegrale da calcolare puo essere scritto nel modo seguente:


Z log3 6 x 2
(3 ) + 3x
x x
dx.
log3 2 3 + 3
Utilizziamo la sostituzione 3x = t; tenendo presente la formula di cambiamento di base dei
logaritmi, ricaviamo le relazioni che seguono
loge t
3x = t x = log3 t =
loge 3
1 dt
e, differenziando, dx = .
t loge 3
Percio,
Z log3 6 x 2 Z 6 2
(3 ) + 3x 1 t + t dt
x + 3x
dx =
log3 2 3 log e 3 2 t + t1 t
Z 6 2 Z 6 2
1 t +t 1 t +11+t
= 2
dt = dt
loge 3 2 t + 1 loge 3 2 t2 + 1
Z 6
1 6 2t dt
Z 6 
1 dt
Z
= dt +
loge 3 2 2 2 t2 + 1 2
2 t +1
 6
1 1
= t + loge (t2 + 1) arctan t
loge 3 2 2
 
1 1 37
= 4 + loge + arctan 2 arctan 6 .
loge 3 2 5
c Federico M.G. Vegni
55

21 luglio 2005

Analisi Matematica I 21 luglio 2005

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A
(1 + i)2 ei/4
Esercizio 1. La parte reale del numero complesso e z 1; b 1; c
2
2
2 ; d 2.

Esercizio 2. Sia f una funzione continua su R tale che f = o(x2 ) per x 0. Allora a
f (x) > 0 per ogni x 6= 0; b f (0) < 0; c f (0) non necessariamente esiste; z f (0) = 0.

Esercizio 3. Larea sottesa dalla curva y = cos2 x nellintervallo [0, 2] e z ; b /2;


c 2; d /3.

Esercizio 4. lim f (x) = l significa a > 0, K > 0 tale che x > K allora
x+
vale |f (x)| < l + ; b K > 0, > 0 tale che x > K allora vale |f (x) l| < ; c
K > 0, > 0 tale che x > K allora vale |f (x) l| < ; z K > 0, > 0 tale che
x > allora vale |f (x) l| < K.

Esercizio 5. La Figura rappresenta il grafico nellintorno dellorigine della funzione a


y = (x)1/5 b y = |x|9/4 c y = |x|3/7 d y = x7/3

/9
1
Z
1 1 .
Esercizio 6. 2 dx = a
3 3
; b 3; c 3 3; z 3
0 cos (3x)

Esercizio 7. La funzione y = sign(x) cos(x3 ) e a pari; z dispari; c derivabile su R;


d continua su R.
n
n2 n

Esercizio 8. lim a 0+ ; b 0 ; c e2 ; z e2 .
n+ n2 + n + 2

Esercizio 9. f = o(g) per x 0 significa che z f = h g con h 0 per x 0; b


g = h f con h 1 per x 0; c f = h g con h 1 per x 0; d g = h f con h 0 per
x 0.
56 c Federico M.G. Vegni

|z 2|
Esercizio 10. Linsieme dei punti (x, y) R2 descritto da {z = x + i y C : < 1}
|z|
a non ha punti di accumulazione; z e aperto; c e chiuso; d e limitato.

Parte B

Esercizio 1. Sia B linsieme cos descritto:


B = {z C : z 4 = 4i}.

a. Rappresentare B nel piano di Gauss.


b. Rappresentare nel piano di Gauss linsieme
A = {w C : w = ei4 z + i, z B}.
c. Determinare supwA |w|.

Soluzione.
a. Risolviamo lequazione z 4 = 4i. Sia z = (cos + i sin ), allora lequazione diventa

4 (cos 4 + i sin 4) = 4(cos + i sin )
2 2
affinche luguaglianza sia verificata occorre che
( 4
=4

4 = + 2k
2
con k Z. Quindi

4

= 4= 2
(
k
= +
8 2
Le soluzioni sono rappresentate in blu nella Figura 15.
b. Siccome la moltiplicazione per e2 i equivale ad una rotazione di 2 in senso orario, lin-
sieme {w C : w = ei4 z, z B} coincide con linsieme {w C : w = z, z B}, che e
rappresentato in rosso in Figura 15. Linsieme A e rappresentato
  in viola3nella 
Figura 15.
3
c. Ricaviamo dalla Figura 15 che supwA |w| = | 2 cos 8 + i sin 8 + 1 |.

Esercizio 2. Calcolare il seguente integrale


Z
cos x sin x dx
2
.
/2 cos x 2 cos x + 1
c Federico M.G. Vegni
57

8 8 8

7 7 7

6 6 6

5 5 5

4 4 4

3 3 3

2 2 2

1 1 1

0 0 0

1 1 1

2 2 2
2 0 2 2 0 2 2 0 2

Figura 15. Rappresentazione nel piano di Gauss delle soluzioni dellEsercizio 1

Soluzione. Lintegrale si risolve per sostituzione cos x = t (la funzione coseno e infatti
invertibile nellintervallo [/2, ].
Z Z 1 Z 0
cos x sin x dx t dt t dt
2
= 2
= 2
/2 cos x 2 cos x + 1 0 t 2t + 1 1 t 2t + 1
Z 0
1 2t 2 + 2 dt
=
2 1 t2 2t + 1
1 0 2t 2 dt
Z 0
dt
Z
= 2
+ 2
2 1 t 2t + 1 1 (t 1)
 0
1 1 1
= log(t2 2t + 1) = log 2
2 t 1 1 2

Esercizio 3.
a. Scrivere lo sviluppo di Taylor arrestato al secondo ordine della funzione y = 3x .
b. Scrivere lo sviluppo di Taylor arrestato al terzo ordine della funzione y = arctan x.
c. Risolvere il limite che segue:
x2 (1 3x + x 9x )
lim .
x0+ arctan x x

Soluzione.
58 c Federico M.G. Vegni

a.
x x2 log2e 3
3x = eloge 3 = ex loge 3 = 1 + x loge 3 + + o(x2 ).
2

b.
x3
arctan x = x + o(x3 ).
3

c.
x2 (1 3x + x 32x ) x2 (1 (1 + x loge 3 + o(x)) + x(1 + 2x loge 3 + o(x))
= x3
arctan x x x + o(x3 ) x
3
= 3 log 3 3.

Esercizio 4. Studiare la funzione


f (x) = (x log |x| x)3 .
Determinare, in particolare,
a. il dominio;
b. il segno, ed eventuali simmetrie;
c. i limiti agli estremi del dominio;
d. la derivata prima, ed il suo segno;
e. la derivata seconda, ed il suo segno;
f. un grafico probabile, che sia compatibile con le informazioni fin qui raccolte.

6
6 4 2 0 2 4 6

Figura 16. Grafico della funzione y = (x log |x| x)3 .


c Federico M.G. Vegni
59

Soluzione. Il grafico della soluzione e riportato in Figura 16.

Esercizio 5. Dimostrare che larea A dellellisse di semiassi a e b misura A = a b.


60 c Federico M.G. Vegni

16 settembre 2005

Analisi Matematica I 16 settembre 2005

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
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Parte A
h i
Esercizio 1. La parte immaginaria del numero complesso 3(1 i)2 /4 + 1 ei3/2 e a

3/2; b 1; c 0; z 1.

Esercizio 2. lim x log x2 z = 0+ ; b = +; c = 0 ; d non esiste.


x0

Esercizio 3. Larea sottesa dalla curva y = log x nellintervallo [1/2, 2] e z log 2 21/2;

b log 4 2 3/2; c log 4 1/2; d log 2 3/2.

Esercizio 4. lim f (x) = l significa a > 0, M > 0 tale che x > M allora
x+
vale |f (x)| < l + ; b M > 0, > 0 tale che x > M allora vale |f (x) l| < ; c
M > 0, > 0 tale che x > M allora vale |f (x) l| < ; z M > 0, > 0 tale che
x > allora vale |f (x) l| < M .

Esercizio 5. La Figura 17 rappresenta il grafico nellintorno dellorigine della funzione: a


y = (x)1/5 ; b y = |x|9/4 ; c y = |x|3/7 ; d y = x7/3 .

Esercizio 6. Larea sottesa dalla curva y = 1 nellintervallo [0, /9] e a 1 ;



cos2 (3x) 3 3

b 3; c 3 3 ; z 1 .
3

Esercizio 7. Sia k Z. La funzione y = (1)k x + (1)(k+1) (2k + 1) per 2k x <


2(k + 1) e a ne pari ne dispari; b dispari; c derivabile su R; z continua su R.
 n
Esercizio 8. La successione an = (1)n n2 n a converge a zero; z ha
n2 + n + 2
insieme -limite formato da due punti distinti; c converge a e2 ; d converge a e2 .

Esercizio 9. f g per x 0 significa che a f = h g con h 0 per x 0; b


lim f = lim g per x 0; z f = h g con h 1 per x 0; d g = h f con h 0 per x 0.

Esercizio 10. Linsieme dei punti (x, y) R2 descritto da {z = x + i y C : |z 2i|


|z + 4| < 0} a non ha punti di accumulazione; z e aperto; c e chiuso; d e limitato.
c Federico M.G. Vegni
61

Parte B

Esercizio 1. Trovare tutte le soluzioni dellequazione di variabile complessa



(z 3 z)(z 2 + 2i z 3 i) = 0
e rappresentarle nel piano di Gauss.

Soluzione. Per annullare lequazione assegnata occorre che sia nullo uno dei due membri
del prodotto, almeno. Percio risolviamo le equazioni z 3 z = 0 e z 2 + 2i z 3 i = 0.
Nella prima, sia z = (cos + i sin ), allora
3 (cos 3 + i sin 3) = (cos() + i sin())
da cui si ricava = 0, 1 e 3 = + 2k, dove k Z, ovvero = k/2.
Nella seconda, utilizzando la nota formula ridotta per la risoluzione delle equazioni di secondo
grado,

q
z1,2 = i + 1 + 3 i
dove la radice va interpretata
in senso complesso. Occorre
allora estrarre
le due radici quadrate
del numero complesso 3 i 1, che risultano essere 2(1/2 + 3/2 i). Le soluzioni cercate
sono allora
z1,2 = i 2(1/2 + 3/2 i).
Lasciamo al Lettore la rappresentazione nel piano di Gauss.

Esercizio 2.
a. Scrivere gli sviluppi di Taylor delle funzioni y = ex e y = sin x.

1/5 9/4
y=(x) y=|x|
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

3/7 7/3
y=|x| y=x
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

Figura 17. A seconda della versione del Tema dEsame erano presentati tutti i
grafici delle quattro funzioni suggerite nellEsercizio 5.
62 c Federico M.G. Vegni

b. Calcolare
2e3t 12t 9t2 + 2 sin 3t 2
lim .
t0 t4

Soluzione.
x2 x3 x4 x3
a. ex = 1 + x + + + + o(x4 ); sin x = x + o(x4 ).
2 3! 4! 3!
b. Per t 0 risulta
9t2 9t3 27t4 27t4
 
3t
2e = 2 1 + 3t + + + + o(t4 ) = 2 + 6t + 9t2 + 9t3 + + o(t4 )
2 2 8 4
9t3
 
2 sin 3t = 2 3t + o(t4 ) = 6t 9t3 + o(t4 )
2
da cui
2e3t 12t 9t2 + 2 sin 3t 2 27
lim 4
= .
t0 t 4

Esercizio 3. Trovare linsieme di tutte le primitive della funzione y = (1 + tan x)2 .

Soluzione. Occorre risolvere Z


(1 + tan x)2 dx.
Procediamo con la sostituzione tan x = t, laddove la funzione y = tan x puo essere invertita,

percio per < x < ; abbiamo che (1 + tan2 x) dx = dt, e
2 2
dt
dx = .
1 + t2

(1 + t)2 dt
Z Z
2
(1 + tan x) dx =
1 + t2
1 + t2 + 2t
Z
= dt
1 + t2
Z  
2t
= 1+ dt
1 + t2
= t + log(1 + t2 ) + C
= tan x + log(1 + tan2 x) + C

Esercizio 4. Studiare la funzione


1 + | log x|
f (x) = .
1 + |x|
Determinare, in particolare,
a. il dominio;
b. il segno, ed eventuali simmetrie;
c. i limiti agli estremi del dominio;
d. la derivata prima.
c Federico M.G. Vegni
63

e. Studiare graficamente il segno della derivata prima, precisando se la funzione f presenta


punti angolosi e massimi e minimi assoluti.
f. Determinare quindi un grafico probabile, che sia compatibile con le informazioni fin qui
raccolte.

Soluzione. Il grafico della funzione y = f (x) e rappresentato nella Figura 18.

1.5

0.5

0.5
0 1 2 3 4 5 6 7 8

1 + | log x|
Figura 18. Grafico della funzione f (x) = , assegnata nellEsercizio 4.
1 + |x|
64 c Federico M.G. Vegni

30 gennaio 2006

Analisi Matematica I 30 gennaio 2006

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. Il polinomio di Mac Laurin associato alla funzione y = arctan x e:


n n n
X x2k+1 X x2k+1 X xk
z T2n+1 (x) = (1)k , b T2n+1 (x) = , c Tn (x) = (1)k ,
2k + 1 2k + 1 2k + 1
k=0 k=0 k=0

y=x2log(x)
0.25

0.2

0.15

0.1

0.05

0.05

0.1

0.15

0.2

0.25
0.5 0 0.5 1 1.5

1/5 9/4
y=sinh (x) y=|sin(x)|
2 2

1.5 1.5
1
1
0.5
0.5
0
0
0.5

1 0.5

1.5 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

3/7
|x| 7/3
y=e 1 y=arctan (x)
2 2

1.5 1.5

1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1
1 0.5 0 0.5 1 1 0.5 0 0.5 1

Figura 19. In basso, i grafici di tutte e quattro le funzioni, a seconda della


versione, presentati nellEsercizio 5; in alto, larea da calcolare nellEsercizio 10.
c Federico M.G. Vegni
65

n
X x2k
d T2n (x) = (1)k .
2k
k=0

Esercizio 2. lim x3 (x sinh x) z = 1/6, b = 0 , c = 1/3, d +.


x0

Esercizio 3. Larea sottesa dalla curva y = cos2 (x 1) quando 0 x e pari a a 2,


b /4, c , z /2.

Esercizio 4. lim f (x) = 5 significa a > 0, > 0 tale che x > allora vale
x+
|f (x)| < 5+, b > 0, > 0 tale che x > allora vale |f (x)5| < , c > 0, > 0
tale che x > allora vale |f (x) 5| < , z > 0, > 0 tale che x > allora vale
0 5 f (x) < .

Esercizio 5. La Figura 19 rappresenta il grafico nellintorno dellorigine della funzione a


3/7
y = (sinh x)1/5 , b y = | sin x|9/4 , c y = e|x| 1, d y = arctan(x7/3 ).

Esercizio 6. Siano a, b R e f una funzione X = [a, b] Y . Tra le seguenti, trovare


laffermazione vera: a se f C (X) e un polinomio, b se f C 1 (X) non ha ne massimo
ne minimo assoluti, c se f (a)f (b) < 0, allora f ha almeno uno zero, z se f C 0 (X) ha
massimo e minimo assoluti.

Esercizio 7. f : R R strettamente crescente, allora necessariamente a f e continua,


b f e f > 0 x R, c f e f 0 x R, z f e invertibile.
2
Esercizio 8. Sia f (x) = 1 + sin(x2 ) ex ; il Polinomio di Mac Laurin di grado 3 associato
x3
ad f e: a T3 (x) = 2x2 , b T3 (x) = x2 , z T3 (x) = 0, d T3 (x) = 1 x3 .
3!
Esercizio 9. La derivata della funzione
1 x
 
y = 1+
x
x 
1 x
    
1 1 1 


1
log 1 + x1 + 1+x

z e y = 1 + log 1 + , b e y = 1 + , c
x   x 1+x  x  
 1 1  1 1
e y = ex log(1/x) log 1 + + , d e y = e(1+1/x) log 1 +
x 1+x x 1+x
Esercizio 10. Larea della regione piana rappresentata in Figura 19 e delimitata dallasse
x e dalla linea di equazione y = x2 log x misura z 1/9, b 1/2, c 1/3, d 1/6.

Parte B

Esercizio 1. Studiare il grafico della funzione f : R R definita dalla legge:


q
f (x) = log2 |x| |2 log |x| 1|
rispondendo in particolare alle seguenti domande.
a. La funzione f presenta particolari simmetrie? Quale e il suo segno?
b. Quale il dominio proprio della funzione?
66 c Federico M.G. Vegni

10
y=t2
y=|2t1|
9
(1+21/2,32*21/2)
1/2 1/2
(12 ,3+2*2 )
8 (1,1)

1
4 3 2 1 0 1 2 3

Figura 20. Risoluzione grafica della disequazione t2 |2t 1|

c. Quali sono gli zeri di f ?


d. Determinare i limiti agli estremi del dominio.
e. Determinare il comportamento asintotico nellintorno del piu grande degli zeri (non e
richiesto lo studio nellintorno degli altri zeri).
f. Determinare la derivata prima.
g. Studiare il segno della derivata prima.
h. Determinare il limite della derivata prima nellintorno degli zeri trovati al punto c.
i. Determinare il grafico della funzione prevedendo il minor numero di flessi, compatibilmente
con le informazioni fin qui trovate.

Soluzione.
a. La funzione f e pari. Possiamo studiarne il grafico per le sole x positive; il grafico richiesto
si trovera quindi per riflessione dal grafico della funzione
q
g(x) = log2 x |2 log x 1|

che studieremo da qui in avanti.


La funzione g, inoltre, laddove esiste, e non negativa.
b. Per trovare il domino proprio occorre porre x 6= 0. Inoltre, occorre studiare il segno del
radicando. Posto t = log x, studiamo
t2 |2t 1| 0.
Risolvendo graficamente la disequazione
t2 |2t 1|

(vedi Figura 20), troviamo i valori t 1 2 e t 1 + 2; il valore t = 1 annulla il
radicando. Tornando alla variabile x, il dominio della funzione g risulta quindi:

D = (0, e1 2
] [e1+ 2
, +).
c. Gli zeri di g sono, rispettivamente in ordine crescente, i punti

z1 = e1 2
, z2 = e1+ 2
, z3 = e.
c Federico M.G. Vegni
67

d. Risultano:
lim g(x) = +;
x0+
lim g(x) = 0
x(e1 2 )

lim g(x) = 0
x(e1+ 2 )+

lim g(x) = +.
x+

e. Per x e, poiche definitivamente 2 log x 1 > 0, si ha:


1
q q
g(x) = log2 (x) |2 log(x) 1| = log2 (x) 2 log(x) + 1 = | log x 1| |x e|.
e
Osserviamo, per inciso, che il grafico della funzione
g coincide con quello di y = | log x 1|
per tutti i valori 2 log x 1 > 0, ovvero per x > e. Il risultato di questa deduzione e in Figura
21, in alto.
f. Ci limitiamo a studiare

la derivata

prima per i valori x < e intersecati con il dominio D,
cioe per x A = (0, e1p 2 ][e1+ 2 , e), laddove il grafico di g non e ancora noto. Deriviamo
dunque la funzione y = log2 x + 2 log x 1. Si ha
 
1 2
1/2 1 1 2(log x + 1)
y = log x + 2 log x 1 2 log x + 2 = p .
2 x x x log2 x + 2 log x 1
g. La derivata prima, che abbiamo calcolato nellinsieme A, ha segno che dipende dal termine
1 2 1+ 2
log x + 1, e percio decresce nel tratto (0, e ) e cresce nel tratto (e , e).
h. Risultano:

lim y (x) =
x(e1 2 )

lim y (x) = +.
x(e1+ 2 )+

i. Il grafico di f , con i risultati trovati, e rappresentato


in Figura 21. Si puo prevedere
lesistenza di almeno un flesso nel tratto (0, e 1 2 ).

Esercizio 2.
a. Utilizzare la formula di Taylor per calcolare lo sviluppo centrato nellorigine di f (x) =
(1 + x) fino al terzo ordine.
b. Scrivere lerrore commesso utilizzando il polinomio di Taylor al secondo ordine per
approssimare y = (1 + x) nellintorno dellorigine, con la forma del resto secondo Lagrange.

c. Determinare il valore approssimato di 3 7 con uno sviluppo di Taylor al secondo ordine.
d. Determinare una maggiorazione dellerrore commesso precisando se il valore dellappros-
simazione e per eccesso o per difetto.

Soluzione.
68 c Federico M.G. Vegni

a. Data f C n ((a, b)) il polinomio di Taylor di grado n associato ad f in x0 (a, b), come
e noto, e
n
X f (k) (x0 )
Tn (x) = (x x0 )k .
k!
k=0

Nel caso in esame e richiesto il polinomio di quarto ordine con x0 = 0, quindi esplicitando la
sommatoria,
f (0) 2 f (0) 3
T4 (x) = f (0) + f (0)x + x + x ;
2 3!
calcoliamo quindi le prime tre derivate della funzione f (x) = (1 + x) e valutiamole nellorigine:

f (x) = (1 + x) f (0) = 1
f (x) = (1 + x)1 f (0) =

f (x) = ( 1)(1 + x)2 f (0) = ( 1)


f (x) = ( 1)( 2)(1 + x)3 f (0) = ( 1)( 2)

La formula di Taylor richiesta e


( 1) 2 ( 1)( 2) 3
T3 (x) = 1 + x + x + x .
2 3!

b. Rispetto alla funzione f (x) = (1 + x) , risulta per x 0

( 1)( 2)(1 + )3 3
f (x) T2 (x) = x
3!
con compreso tra 0 e x.

3
1/2
y=|log(x)1|,x>e
2.5

1.5

0.5

4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6

2.5

1.5

0.5

4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6

Figura 21. In basso, grafico della


funzione f proposta nellEsercizio 1; in alto
grafico della funzione g per x > e.
c Federico M.G. Vegni
69

c. Osserviamo che risulta



r r
3
3 1 3 1
7= 381= 8(1 ) = 2 1 .
8 8
Utilizziamo lo sviluppo scritto nel punto b per determinare lespressione approssimata richiesta,
nel caso della funzione f (x) = (1 + x)1/3 :
1 2 1 1
T2 (x) = 1 + x + x2 = 1 + x x2
3 332 3 9
1
scelto quindi x = , si ha
8
 2
26 32 23 3 1
   
1 1 1 1 1
T2 =1+ = 0.9566.
8 3 8 9 8 26 32
1
< < 0:
d. Dalla formula dellerrore secondo Lagrange risulta per
8
 3
1/3(2/3)(5/3)(1 + )8/3
   
1 1 1
E=f T2 = .
8 8 3! 8
Lerrore ha segno negativo e dunque lapprossimazione calcolata e per eccesso.
E possibile dare una maggiorazione dellerrore che stima lerrore indipendentemente dal
1
valore di . Essendo < < 0, si ha che
8
7 1
=1 <1+ <1
8 8
da cui, elevando alla 8/3,
 8/3
7
< (1 + )8/3 < 1
8
 8/3  8/3
8/3 7 8
1 < (1 + ) < = .
8 7
Possiamo stimare 8/7 < 8/6 = 4/3, e maggiorando anche lesponente 8/3 < 3, si ha
 3
8/3 4
(1 + ) < .
3
Quindi, abbiamo:
 3
2 5 43 1 5
|E| < 3 3 = 6 0.0069.
3 3 8 3

1
Esercizio 3. Sia f (x) = arctan
3
.
x
a. Disegnare qualitativamente il grafico della curva y = f (x).
b. Calcolare Z
f (x) dx.
70 c Federico M.G. Vegni

1.5

0.5

0.5

1.5

2
2 1.5 1 0.5 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3

1
Figura 22. Rappresentazione della funzione y = arctan e dellarea della
3
x
quale e richiesto il calcolo nellEsercizio 3.

c. La funzione f non e definita nellorigine, ma e certamente possibile calcolare larea A


sottesa dalla curva tra 0 < x 1. Calcolare, quindi, A come
Z 1
A = lim f (x), dx.
0+

Soluzione.
a. Il grafico della funzione f e in Figura 22.
1
b. Calcoliamo lintegrale indefinito di y = arctan . Utilizzando la sostituzione 3 x = t
3
x
1 1
(funzione invertibile) si ricava dx = dt ricaviamo
3 x2/3
1 1
Z Z
arctan 3
dx = 3t2 arctan dt.
x t
Integrando per parti
 
1 1 1 1
Z Z
3t2 arctan dt = t3 arctan 3
t 2 dt
t t 1 + (1/t)2 t
1
Z
t 3
= t3 arctan + dt
t 1 + t2
 
1 t
Z
= t3 arctan + t dt
t 1 + t2
1 t2 1
= t3 arctan + log(1 + t2 ) + C.
t 2 2
c Federico M.G. Vegni
71


Sfruttando linvertibilita della funzione t = 3 x, con una sostituzione, ricaviamo infine:
1 1 x2/3 1
Z
arctan dx = x arctan + log(1 + x2/3 ) + C
3
x 3
x 2 2
c. Valutiamo lintegrale definito tra ed 1:
Z 1 " #1
1 1 x2/3 1
arctan dx = x arctan + log(1 + x2/3 )

3
x 3
x 2 2

1 1 1 2/3 1
= 1 arctan 1 + log 2 arctan + log(1 + 2/3 ).
2 2 3
2 2
Quindi per 0+
1
1 1 1 2/3 2/3
Z
arctan dx + log 2 +

3
x 4 2 2 2 2 2
1 1
+ log 2.
4 2 2
72 c Federico M.G. Vegni

23 febbraio 2006

Analisi Matematica I 23 febbraio 2006

Nome Cognome Firma

Sezione INF Prof. Vegni Matricola

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a
fini commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

Esercizio 1. La derivata della funzione inversa di f (x) = esinh 2x nel punto immagine
attraverso f di x = 0 vale z 1/2, b 1, c 2, d 1/2.
Z 1
Esercizio 2. arctan x dx = a /4 log 4, b log 4, z /4 log 2, d
0
/4 1/2.

Esercizio 3. Un sistema genera una password composta da 6 cifre, ciascuna scelta casual-
mente 6 3
  ternari 0,1 e 2. Quante sono le possibili password? z 3 , b 6 , c
  tra i simboli
6 6
, d .
2 3

Esercizio 4. limx0+ f (x) = 0 significa a p > 0 q > 0 tale che x (q, 0) allora
0 f (x) < p, z p > 0 q > 0 tale che x (0, q) allora p < f (x) 0, c q > 0
p > 0 tale che x (0, q) allora p < f (x) 0, d p > 0 q > 0 tale che x (0, q) allora
p < f (x) < p.

y=x1/3log(x+1) y=|x|1/2log(x+1)
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1

1.5 1.5

2 2
2 1 0 1 2 2 1 0 1 2

y=|x|1/2log(x+1) y=x1/3log(x+1)
1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1

1.5 1.5

2 2
2 1 0 1 2 2 1 0 1 2

Figura 23. Grafici proposti nellEsercizio 5.


c Federico M.G. Vegni
73

Esercizio 5. La Figura 23 rappresenta il grafico nellintorno dellorigine della funzione a


y = x1/3 log(x + 1) , b y = |x|1/2 log(x + 1) , c y = |x|1/2 log(x + 1) d y = x1/3
log(x + 1) .

(x, y) R2 : (x2 y 2 )ex = 0 e a limitato in R2 ,



Esercizio 6. Linsieme A = b
finito, c aperto, z chiuso.

Esercizio 7. Siano A = {z C : |z i| = 1} e B = {z C : |z 1| = 1}; allora linsieme


A B e formato a da un punto, z da due punti, c da uninfinita numerabile di punti,
d da uninfinita non numerabile di punti.

9 n
  
Esercizio 8. La successione 1 cos e a indeterminata, b convergente a
10
2, c convergente a 0, z divergente a +.

Esercizio 9. Per approssimare e1 con un errore minore di 102 occorre un polinomio di


Mac-Laurin di grado minimo z n = 4, b n = 7, c n = 2, d n = 3.

1
Esercizio 10. Sia f (x) = , con x > 0. Allora solo una delle seguenti affermazioni e
x + x2
vera. Quale? a f (x) x1/2 per x +, b f (x) x2 per x +, z f (x) x1/2
per x 0+ , d f (x) x2 per x 0+ .

Parte B

Esercizio 1. Sia
 
f (x) = 3
x ex/3 1 .
a. Determinare il dominio, gli zeri ed il segno di f .
b. Studiare il comportamento di f agli estremi del dominio, precisandone i limiti ed il
comportamento asintotico.
c. Studiare il comportamento asintotico di f nellintorno degli zeri.
d. Calcolare la derivata prima di f , precisando il suo dominio.
e. Studiare il segno della f .
f. Studiare il limite della f nellintorno degli zeri di f .
g. Disegnare il grafico di f con il numero minimo di flessi compatibile con le informazioni
fin qui trovate.

Soluzione.
a. La funzione f e definita su R. Inoltre, la funzione si annulla in x = 0. Quando non si
annulla, la funzione ha segno
negativo infatti la parte di funzione y = ex/3 1 ha il segno
3
discorde da quello di y = x.
b. Risulta.
per x f ex/3 , quindi limx f (x) = ;
per x + f 3 x, quindi limx f (x) = .
74 c Federico M.G. Vegni

c. Utilizzando lo sviluppo asintotico della funzione esponenziale, troviamo che per x 0,


x
3
x4/3
f x=
3 3
il cui andamento e dato da una funzione con tangente orizzontale nellorigine e concavita verso
il basso.
d. Utilizzando le regole di derivazione si ha
ex/3 1 xex/3
f (x) = .
3x2/3
La derivata prima di f , quindi, non e definita nellorigine.
e. Il segno di f dipende dal suo numeratore ovvero e positiva se e positiva la quantita:
ex/3 1 xex/3 0
ex/3 (1 x) 1
1 x ex/3
lultima disequazione puo essere facilmente studiata graficamente e la soluzione e riportata nella
Figura 24. Ne ricaviamo che la derivata e positiva per x < 0 e negativa per x > 0.
f. Avendo studiato il comportamento asintotico di f nellintorno dello zero possiamo aspet-
tarci che sia nullo il risultato del limite che ci apprestiamo a calcolare. Infatti per x
0:
ex/3 1 xex/3 x/3 x(1 x/3) x/3 x 4
2/3
2/3
2/3
x1/3 0.
3x 3x 3x 9
g. Il grafico di f e rappresentato in Figura 24. La funzione f deve possedere almeno un
flesso perche in e asintotica a y = ex/3 ed ha quindi la concavita verso il basso; mentre
in + la funzione f essendo asintotica a y = x1/3 ha la concavita rivolta verso lalto. Il flesso,
inoltre dovra trovarsi a destra dellorigine, in quanto lorigine e punto di massimo assoluto, in
corrispondenza del quale la concavita e ancora certamente rivolta verso il basso.

Esercizio 2.
a. Determinare lo sviluppo di Mac-Laurin della funzione y = tanh x al terzo ordine.
b. Determinare lo sviluppo di Mac-Laurin della funzione y = esin x ex al terzo ordine.

4
y=1x
x/3
y=e

2
4 3 2 1 0 1 2 3 4

1
1/3 x/3
y=x (e 1)

0.5

0.5

1.5

2.5

3
4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6

Figura 24. In alto, risoluzione


grafica della disequazione 1 x ex/3 ; in basso,
3
grafico della funzione y = x(e x/3 1) assegnata nellEsercizio 1.
c Federico M.G. Vegni
75

c. Studiare
x + tanh(x)
lim .
x0 esin x ex

Soluzione.
1
a. Risulta, con la definizione, tanh x = x x3 + o(x3 ),
3
b. e, analogamente, possiamo calcolare
y(x) = esin x quindi y(0) = 1
y (x) = esin x cos x quindi y (0) = 1
y (x) = esin x (cos2 x sin x) quindi y (0) = 1
y (x) = esin x (cos3 x 3 sin x cos x cos x) quindi y (0) = 0
x2
dunque esin x = 1 + x + + o(x3 ). Infine, conoscendo lo sviluppo dellesponenziale, esin x ex =
2
x3
+ o(x3 ).
6
c. Studiare
x + tanh(x) 1/3x3
lim = lim = 2.
x0 esin x ex x0 x3 /6

Esercizio 3.
a. Trovare tutte le soluzioni dellequazione
27 2
z5 = z
i
e sia detto A linsieme di tali valori.
b. Rappresentare A nel piano C.
c. Trovare linsieme di numeri reali cos definito:
B = {d R : d = |z (1 + i)|, dove z A}.

Soluzione.
a. Lequazione assegnata e equivalente a z 5 = 27i z 2 , che e polinomiale di grado 5. Per
il Teorema fondamentale dellAlgebra ha 5 soluzione, contate con la loro molteplicita. In par-
ticolare ha due volte la soluzione nullae le soluzioni dellequazione
 z 3 = 27i, che risolviamo
3 3
passando in coordinate polari: z 3 = 27 cos + i sin .
2 2
Sia z = (cos + i sin ); allora
 
3 3 3
(cos 3 + i sin 3) = 27 cos + i sin
2 2
da cui
=3
(
3
3 = + 2k con k Z.
2
76 c Federico M.G. Vegni

Oltre alla soluzione nulla doppia, le altre soluzioni dellequazione sono allora

=3
(
2
= + con k = 0, 1, 2.
2 3

b. Linsieme A e rappresentato nella Figura 25.


c. Linsieme B e costituito dalle distanze degli elementi di A dal punto 1 + i. Quindi

B = {d R : d = |z (1 + i)|, dove z A}

d = |i + 1|
1



d2 = |1 + i 3(cos /2 + i sin /2)|

=

d3 = |1 + i 3(cos 7/6 + i sin 7/6)

d4 = |1 + i 3(cos 7/6 + i sin 7/6)|


q q
= { 2, 5, 14 + 3 3, 14 3 3}.

Esercizio 4.
x2 + 1
a. Disegnare il grafico della funzione f (x) = .
x3 x
b. Calcolare larea della regione di piano delimitata tra lasse x, e la linea di equazione
y = f (x) e compresa tra la retta verticale x = 2 e la retta x = 3.

Soluzione.
x2 + 1
a. Il grafico della funzione f (x) = e rappresentato in Figura 26.
x3 x
b. Osserviamo innanzitutto che larea della quale e richiesto il calcolo corrisponde ad una
porzione di piano con con ordinate negative. Occorre quindi apportare un cambiamento di segno
allintegrale.

3
4 3 2 1 0 1 2 3 4

Figura 25. Soluzione dellEsercizio 3: con lasterisco rosso sono rappresentati


gli elementi dellinsieme A, mentre con un segmento nero sono visualizzate le
distanze da trovare per identificare linsieme B.
c Federico M.G. Vegni
77

Essendo
x2 + 1 A B C
= + +
x3 x x x1 x+1
A(x2 1) + B(x2 + x) + C(x2 x)
=
x3 x
x2 (A + B + C) + x(B C) A
=
x3 x
ricaviamo facilmente le condizioni

A+B+C = 1
BC =0
A = 1

da cui A = 1, B = C = 1. Quindi, possiamo riscrivere lintegrale da calcolare come:


Z 2
x +1 dx dx dx
Z Z Z
dx = + +
x3 x x x1 x+1
= log |x| + log |x 1| + log |x + 1|
da cui
2
x2 + 1
Z
3
dx = [ log |x| + log |x 1| + log |x + 1|]2
3 = 2 log 3 4 log 2.
3 x x
16
Larea richiesta misura quindi A = 4 log 2 2 log 3 = log .
9

10

10
4 3 2 1 0 1 2 3 4

x2 + 1
Figura 26. Grafico della funzione f (x) = e rappresentazione dellarea
x3 x
della quale e richiesto il calcolo nellEsercizio 3.
Analisi Matematica 1 Compito I 15 novembre 2010

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di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

E. 1. La parte immaginaria del numero complesso e6i e: a e6 , b 1, z 0, d e6 .

E. 2. lim x log x2 z = 0+ , b = +, c = 0 , d non esiste.


x0

E. 3. Una gelateriaespone
 12 gusti
 di  gelato. Quanti coni da 3 palline di gusti diversi e possibile ordinare in
12 3 12!
quella gelateria? z , b , c , d 12!.
3 12 3!
E. 4. lim f (x) = 1 significa a > 0, M > 0 tale che x > M allora vale |f (x)| < 1 + , b
x+
M > 0, > 0 tale che x > M allora vale |f (x) 1| < , c M > 0, > 0 tale che x > M allora vale
|f (x) 1| < , z M > 0, > 0 tale che x > allora vale 0 1 f (x) < M .

E. 5. La Figura rappresenta il grafico nellintorno dellorigine della funzione a y = (x)1/5 , b y = |x|9/4 ,


c y = |x|3/7 , d y = x7/3 .

E. 6. Siano X, Y R e f una funzione X Y . Tra le seguenti, trovare laffermazione vera: z se f e pari


non e mai iniettiva, b se f e dispari non e mai iniettiva, c se f e dispari non e mai suriettiva, d se f e pari
non e mai suriettiva.
E. 7. Sia A = {z C : |z 9| > |z 9i|} e B = {z C : arg(z) = /4}. Allora A B e un insieme a chiuso
in R2 , b aperto in R2 , z ne chiuso ne aperto in R2 , d numerabile.

E. 8. La successione an = cos(n)e1/n a converge a zero, z ha insieme -limite formato da due punti


distinti, c converge a 1, d e monotona.
7
E. 9. maxxR a e +, b e 0, c non esiste, z e 1.
7 + x2
E. 10. i777 = a 1, b 1, z i, d i.

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

0.8

0.6

0.4

0.2

0.2

0.4

0.6

0.8

1
1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1

1
Analisi Matematica 1 Compito 1 16 febbraio 2011

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Parte B
Esercizio

E assegnato il numero complesso w = 18+18 3i. Sia z una delle sue radici quadrate (scelta a piacere).
a. Calcolare la parte reale e la parte immaginaria di z.

b. Calcolare la parte reale e la parte immaginaria del numero complesso u cos definito: u = z 2 e 2 i


Re z = 3 Im z = 3 3


Re u = 18 3 Im u = 18

Esercizio
E assegnata la funzione
2
f (x) = ex cos( 2x)
a. Calcolare lordine di infinitesimo di f , per x 0
b. Calcolare la parte principale di f , per x 0
c. Calcolare il limite per x

Ordine di infinitesimo: 4

1 4
Parte principale: 3x

lim f (x) = non esiste


x

Esercizio
Studiare al variare dei parametri in R

log2 (1 + x) log(1 + x2 ) + x3
lim
x0 |x|
1
2

Soluzione


17/4 se =1 e =4
+ se =1 e >4


= 0 se =1 e <4
se 6= 1 e 3




0 se 6= 1 e <3

Esercizio
Dopo averla disegnata, calcolare
larea della regione piana compresa fra lasse x, la retta x = 1, ed il
grafico della funzione f (x) = x ln1/3 (1 + x) (0 x 1)
Risposta
Z 1
A = x ln 1 (1 + x) dx
3
0
Si ha:

Z
x ln1/3 (1 + x) dx =

Z
(sostituendo x = t, x = t2 , dx = 2t dt) = 2 t2 log1/3 (1 + t2 ) dt

t3 t4 dt
 Z 
2
(per parti) = 2 log1/3 (1 + t2 ) +
3 3 loge 3(1 + t2 )
t3
 Z 4 
2 2 t 1+1
= 2 log1/3 (1 + t ) + dt
3 3 log e 3 1 + t2
t3
 Z   
2 1
= 2 log1/3 (1 + t2 ) + t2 1 + dt
3 3 log e 3 1 + t2
t3
  3 
2 t
= 2 log1/3 (1 + t2 ) + t + arctan t +C
3 3 log e 3 3
2t3 4t3 4t 4 arctan t
= log1/3 (1 + t2 ) + + +C
3 9 loge 3 3 loge 3 3 loge 3

2x3/2 4x3/2 4 x 4 arctan x
= log1/3 (1 + x) + + + C.
3 9 log e 3 3 loge 3 3 loge 3


2x3/2 4x3/2 4 x 4 arctan x
Sia F (x) log1/3 (1 + x) + + ,
3 9 log e 3 3 loge 3 3 loge 3
allora A = F (1).

Esercizio
E assegnata la funzione 
2 x + 3 3 x se x 0
f (x) =
0 se x > 0
a. Studiare il segno di f , determinando, in particolare, le sue intersezioni con lasse x.
Risposta
T R
36
f =0 x0ex= x0
26
f >0 x < x0 .
Nel seguito, studieremo la funzione f solo per x < 0.

b. Studiare il comportamento asintotico di f , per x 0 e, in particolare, calcolare il limite


Risposta

x 0 f 3
x 0
ESERCIZIO 3

c. Studiare il comportamento asintotico di f , per x e, in particolare, calcolare il limite


Risposta

x f 2 x + senza asintoti

d. Determinare linsieme di continuita di f . Scrivere la derivata e determinare linsieme di derivabilita di f .


Risposta
f C 0 (R)
T T \ {0}
Infatti,
1 1
f (x) = +
3
.
x x2
1
Inoltre per x 0 si ha f
3
+.
x2

e. Studiare la crescenza di f determinando, in particolare, tutti i suoi punti di massimo e minimo relativo.
Risposta
f = 0 x4 + x3 = 0 ovvero x = 1

f >0 1 < x < 0 quindi x = 1 e minimo assoluto

f. Determinare linsieme immagine Im f , precisando se esso e aperto, chiuso, limitato. Inoltre determinare,
se esistono, lestremo superiore, lestremo inferiore, il massimo assoluto, il minimo assoluto di f .
Risposta
Im f = [1, +) non limitato, chiuso
sup Im f = +
inf Im f = min Im f = 1

g. Dopo aver calcolato f (x), studiare la concavita di f determinando, in particolare, tutti i suoi punti di
flesso.
Risposta
!
1 3 4
f = +
6
p 3
(x)3 x5
quindi
T T
212
f = 0 x= xf
36
f > 0 x > xf

h. Tracciare il grafico di f .
Risposta
Il grafico di f e rappresentato in figura 1.
4

4
x
0
x
m
3 x
f

2
60 50 40 30 20 10 0

Figura 1
Analisi Matematica 1 compito 1 1 settembre 2011

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Parte A
1i

E. 1. arg e = a 1; z 1; c /4; d /4.

E. 2. Larea sottesa dalla curva y = cos2 x nellintervallo [0, 2] e a 2; z ; c /2; d 2/3.


Z b
Rb
E. 3. Applicando due volte la regola di integrazione per parti a f (x)g(x) dx si ha: a a f (x)g (x) dx;
Rb aR
b
z a f (x)g (x) dx + f (b)g(b) f (a)g(a) f (b)g (b) + f (a)g (a); c a f (x)g (x) dx + f (b)g(b) f (a)g(a); d
Rb
a
f (x)g (x) dx + f (b)g(b) f (a)g(a) + f (b)g (b) f (a)g (a).

E. 4. Il dominio della funzione y = sign(x) arcsin x e: a (, 0)(0, +); z [1, 0)(0, 1]; c [/2, 0)
(0, /2]; d [/2, /2].
E. 5. Data la successione {q n , n N} dipendente dal parametro q R. Solo una delle seguenti affermazioni e
vera. Quale? a per ogni valore di q la successione e limitata; b per ogni valore di q la successione converge;
z per q > 0 la successione e (non necessariamente strettamente) monotona; d per q < 0 la successione e (non
necessariamente strettamente) monotona.
 2
1+i
E. 6. Nel piano di Gauss, il numero complesso si trova: a nel primo quadrante; b nel secondo
1 2i
quadrante; z nel terzo quadrante; d nel quarto quadrante.

E. 7. lim+ f (x) = L significa: z M > 0 N < 0 tale che x (0, N ) allora |f (x) L| < M ; b M > 0
x0
N > 0 tale che x (N, 0) allora |f (x) L| < M ; c M > 0 N > 0 tale che x (0, M ) allora |f (x) L| < N ;
d M > 0 N > 0 tale che x (0, N ) allora (f (x) L) < M .
1
E. 8. lim e 1t = z 0+ ; b 0 ; c +; d .
t1+

E. 9. Solo una delle seguenti affermazioni e vera. Quale? a per x +, x3/2 = o(x1/2 ); b per x 1,
2
log(1 + x) = x + o(x); z per x 0 , ex 1 = o(x); d per x +, ex = o(x).

E. 10. Sia f = sin(x2 ); allora lo sviluppo di Taylor di f per x 0 e z uno sviluppo in sole potenze pari;
b uno sviluppo in sole potenze dispari; c uno sviluppo con soli termini di segno positivo; d uno sviluppo con
soli termini di segno negativo.

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
Analisi Matematica 1 terzo appello 1 settembre 2011

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Parte B

Esercizio.
a. Enunciare il teorema fondamentale dellAlgebra.
b. Sia z C. Data lequazione (z 3 3|z|)(z 2 2zi + 1) = 0 e possible prevedere il numero delle sue
soluzioni?
c. Trovare tutte le soluzioni dellequazione assegnata e rappresentarle nel piano di Gauss.1

Soluzione.
a. Il teorema fondamentale dellAlgebra afferma che ogni equazione polinomiale di grado n

Pn (z) = a0 z n + a1 z n1 + a2 z n2 + + an1 z + an = 0

con a0,1,2, ,n C, nella variabile complessa z ha esattamente n soluzioni -contate con la dovuta molteplicita-
in C.
b. Lequazione assegnata e composta dal prodotto di due fattori, il primo z 3 3|z| non e di tipo polino-
miale e dunque non e possibile prevedere, in base al teorema fondamentale dellAlgebra, quale sia il numero
delle soluzioni dellequazione z 3 3|z| = 0; il secondo fattore z 2 2zi + 1 e di tipo polinomiale, e, in base
al teorema, lequazione z 2 2zi + 1 = 0 ha due soluzioni.

1Cercando di fare attenzione alla scala del grafico.

2.5

1.5

0.5

0.5

1.5

2
3 2 1 0 1 2 3

Figura 1. Soluzioni dellequazione


(z 3 3|z|)(z 2 2zi + 1) = 0; in magenta e rappresentata
la circonferenza di raggio 3; in blu troviamo sono riportate le soluzioni dellequazione
z 2 2zi + 1 = 0, in rosso quelle dellequazione z 3 3|z| = 0.
1
2

c. Risolviamo z 3 3|z| = 0 ponendo


z = (cos + i sin ).
Risulta
z 3 = 3|z|
((cos + i sin ))3 = 3|(cos + i sin )|
3 (cos 3 + i sin 3) = 3
3 (cos 3 + i sin 3) = 3(cos 0 + i sin 0),
da cui, uguagliando membro a membro la parte relativa al modulo e la parte relativa allargomento,
ricaviamo:  3
= 3
3 = 2k

con k Z. Le soluzioni -accettabili- per 0 sono = 0, 3, le soluzioni -distinte- per sono =
0, 2/3, 4/3. Le soluzioni dellequazione sono rappresentate in rosso nella Figura 1.
Risolviamo z 2 2zi + 1 = 0 con la formula ridotta:
p
z1,2 = i + i2 1

z1,2 = i + 2

z1,2 = i + 2 1

z1,2 = i i 2

z1,2 = (1 2)i
che sono rappresentate in blu in Figura 1.
PARTE B 3

Esercizio.
a. Scrivere lo sviluppo di Taylor della funzione y = log(1 + x) centrato nellorigine al quarto ordine
(specificando lo-piccolo).
b. Riguardo lo sviluppo appena calcolato per la funzione y = log(1 + x), specificare questa volta il resto
secondo Lagrange.
c. Utilizzare lo sviluppo al quarto ordine per approssimare il valore di log 2.
d. Trovare una maggiorazione dellerrore commesso, e precisare se lapprossimazione trovata e per eccesso
o per difetto.

Soluzione.
a. E noto che
x2 x3 x4
log(1 + x) = x + + o(x4 ).
2 3 4

b. E altrettanto noto che il resto secondo Lagrange dello sviluppo ln-esimo ordine di una funzione
derivabile fino allordine n + 1-esimo nellintorno dellorigine e
f (n+1) () n+1
x
(n + 1)!
dove 0 < < x. Nel nostro caso, quindi, abbiamo
x2 x3 x4 x5
log(1 + x) = x + + .
2 3 4 5(1 + )5

c. Avremo
1 1 1 7
log 2 1 + = .
2 3 4 12

d. Utilizzando lespressione del resto secondo Lagrange lerrore commesso e


1
E() =
5(1 + )5
che ha segno positivo (essendo 0 < < 1); quindi lapprossimazione e per difetto. Per trovare una semplice
maggiorazione dellerrore, che non dipenda da possiamo procedere come segue:
0 < < 1 da cui 1 < 1 + < 2
1 1
passando ai reciproci < <1
2 1+
1 1
ed elevando a potenza 5 < <1
2 (1 + )5
1 1
quindi 5
< ; lerrore commesso e inferiore ad un quinto.
5(1 + ) 5
4

Esercizio.
a. Trovare tutte le primitive della funzione
2x 1
y= .
x2 +x+1

b. Calcolare
1
(2x 1) dx
Z
.
0 x2 + x + 1
Soluzione.
a. Calcoliamo
(2x 1) dx (2x + 1 2) dx
Z Z
=
x2 + x + 1 x2 + x + 1
(2x + 1) dx dx
Z Z
= 2
2 2
x +x+1 x +x+1
dx
Z
= log(x2 + x + 1) 2 2
x +x+1
dove si e evitato di scrivere |x2 + x + 1| poiche largomento del logaritmo, essendo un polinomio di secondo
ordine con il < 0 e sempre positivo giacche e positivo il termine di grado massimo. Proseguendo nella
risoluzione del secondo integrale,
(2x 1) dx dx
Z Z
2
= log(x + x + 1) 2
x2 + x + 1 x2 + x + 1
dx
Z
2
= log(x + x + 1) 2
(x + 1/2)2 + 3/4
8 dx
Z
= log(x2 + x + 1)
3 1 + 4/3(x + 1/2)2
 
2 4 2 1
= log(x + x + 1) arctan x+ + C.
3 3 2

b.
1   1
(2x 1) dx 4 2 1
Z
2
= log(x + x + 1) arctan x+
0 x2 + x + 1 3 3 2 0
2
= log 3 .
3 3
PARTE B 5

Esercizio. Studiare la funzione


1 + | log x|
f (x) = .
x
Determinare, in particolare,
a. il dominio ed il suo segno;
b. i limiti agli estremi del dominio;
c. la derivata prima ed il suo segno.
d. Calcolare il limx1 f (x) da destra e da sinistra.
e. Disegnare un grafico probabile della funzione compatibile con le informazioni fin qui raccolte; non e
richiesto lo studio esplicito della derivata seconda, tuttavia si chiede di prevedere il numero minimo di flessi
compatibile con le informazioni fin qui raccolte.

Soluzione.
a. La funzione f e definita per x (0, +) ed e sempre positiva, anzi si pu osservare che e sempre pi
grande della funzione y = 1/x, infatti
1 + | log x| 1
>
x x
per ogni x > 0. In particolare osserviamo anche che la funzione non ha zeri.
1 + | log x| 1 + | log x|
b. Risulta, per via elementare, che lim = + e che lim = 0+ .
x0+ x x+ x
c. Calcoliamo la derivata prima con le regole di derivazione, ricordando che
d
|g(x)| = Sign(g(x))g (x)
dx
risulta
df (x) Sign(log x) | log x| 1
f (x) = = .
dx x2
Osserviamo che il dominio della funzione f coincide con il dominio di Sign(log x), ovvero, f e definita per
0 < x < 1 e per x > 1. Il segno della derivata prima e determinato dal solo numeratore, perci spezzando,
ci chiediamo quando il numeratore di f e positivo o nullo; otteniamo

x>1 log x 0 mai in x > 1
0 < x < 1 log x > 2 per x > e2 ovvero mai in 0 < x < 1
In definitiva la funzione f risulta decrescente su tutto il suo dominio.
log x log x 2
d. Abbiamo lim f (x) = lim 2
= 0 e lim f (x) = lim = 2. Quindi il punto
x1+ x1+ x x1+ x1+ x2
x = 1, in cui la funzione f e continua, risulta essere un punto angoloso.
e. Il grafico probabile della funzione f e rappresentato in figura 2. Perche ci sia compatibilita con le
informazioni raccolte, il punto x = 1 deve presentare un cambiamento di concavita, ed un altro flesso dovra
trovarsi nella semiretta x > 1.

y=(1+|log x|)/x
3

2.5

1.5

0.5

0.5
0.5 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4 4.5 5

1+| log x|
Figura 2. Grafico probabile della funzione f (x) = x , dedotto nellEsercizio 4.
6

Esercizio 5 Facoltativo. Enunciare e dimostrare la regola di derivazione delle funzioni composte.


Analisi Matematica 1 Compito I 25 gennaio 2010

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Parte A

E. 1. Il valor medio che la funzione f (x) = (9x 10)ex assume nellintervallo [3, 5] e:
a 9e5 10e3 b 4e5 13e3 z 13e5 4e3 d nessuna delle altre
Z x
E. 2. Sia F (x) = ln (t 5) dt, allora il limite per x + di F (x)
6
a non esiste z e + c e d nessuna delle precedenti
Z +
5
E. 3. dx =
5 3(x + 1)2
a 1/2 b 1/3 c + z nessuna delle precedenti
E. 4. Sia f C 3 (R) una funzione tale che f (x) = 5 3x 2x2 + x3 + o(x3 ) per x 0. Allora necessariamente:
a f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 1 z f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 6 c f (0) = 3, f (0) = 2,
f (0) = 1 d nessuna delle precedenti
E. 5. La funzione f (x)= x2 5x ln |x|e convessanellintervallo
 1 1 1
a , 2 b , c , z (0, +)
2 2 2
Z +
2 x
E. 6. Lintegrale generalizzato dx
1 x2 + 2
a converge a 0 b diverge a + z converge a L > 0 d non esiste
t cos(t 2)
Z x
E. 7. Lequazione della retta tangente al grafico di F (x) = dt nel punto di ascissa 2 e a y = x2
2 (t 1)3
b y = x 4 z y = 2x 4 d nessuna delle precedenti
E. 8. Sia g(x) la primitiva di f (x) = ex cos(x 1) tale che g(1) = 0. Allora g(0) =
z 21 cos 1 12 sin 1 + 2e
1
b 12 cos 1 12 sin 1 c 12 cos 1 + 12 sin 1 + 2e
1
d nessuno dei precedenti
P
E. 9. La serie n=1 sin n sin n1 tan n1
z converge a l 6= 0 b diverge a + c converge a 0 d nessuna delle precedenti

E. 10. lim+ f (x) = 1 significa a > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| b 0 > 0 : > 0 : x
x0
(0, ) = f (x) 1 + 0 z 0 > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| 0 d 0 > 0 : > 0x (, ) =
|f (x) 1| 0

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
Analisi Matematica 1 Compito I 25 gennaio 2010

Cognome Nome Firma

Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali o
di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

E. 1. La parte immaginaria del numero complesso e6i e: a e6 , b 1, z 0, d e6 .



E. 2. Linsieme E = z C tale che z 4 = 3 i 1 a e aperto in R2 b e parte della circonferenza di raggio

1 c e parte della retta y = x/ 3 z contiene il punto 4 2(cos /6 + i sin /6)
Z x
E. 3. Sia f una funzione integrabile nellintervallo [4, 9] e F (x) = f (t) dt. Quale delle seguenti affermazioni e
4
certamente vera?
a f e continua nellintervallo [4, 9] b f e derivabile nellintervallo [4, 9] c F e derivabile nellintervallo
[4, 9] z F e continua nellintervallo [4, 9]

E. 4. Quale delle seguenti scritture e vera a per x 0, x3 = o(x4 ) b per x 3, x 3 = o((x 3)2 ) c
per x +, x3 = o(x2 ) z per x 0, x3 = o(sin(x))
 1/x
e x<0
E. 5. La funzione in un intorno dellorigine a e continua e non derivabile z e
2 x sin x x0
continua e derivabile con derivata prima 0 in 0 c e continua e derivabile con derivata prima 1 in 0 d non e
continua
Z x 3
t2
E. 6. In un intorno del punto x = 4 la funzione F (x) = 2 + 12
dt a e crescente b e illimitata z e
3 t
decrescente d nessuna delle precedenti
E. 7. Il polinomio di Taylor di II grado della funzione f (x) = e4x e6x con centro in x0 = 0 e:
z 10x2 10x b 20x2 10x c 30x2 10x d 40x2 10x
E. 8. Data f (x) = x3 arctan x sullinsieme X = (0, +) e g la sua inversa. Allora
z g (/4) = 4/(2 + 3) b f non e invertibile c g (/4) = /4 d g (/4) = 4/3
E. 9. lim f (x) = 5 significa
x3
a p > 0 q > 0 tale che x (3 q, 3) (3, 3 + q) allora |f (x) 5| > p z p < 0 q > 0 tale che
x (3 q, 3) (3, 3 + q) allora |f (x) 5| < p c p > 0 q > 0 tale che x (3 q, 3) (3, 3 + q) allora
|f (x) 5| < p d p > 0 q > 0 tale che x (3 p, 3) (3, 3 + p) allora |f (x) 5| < q
n
E. 10. lim inf n (1)n + sin a non esiste b e z e 2 d e 0
2

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
Analisi Matematica 1 Compito 15 febbraio 2010

Cognome Nome Firma

Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali
o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte B

Esercizio
Risolvere i seguenti esercizi sulle serie giustificando adeguatamente tutti i passaggi logici.
+
X 5
a. Verificare la convergenza e calcolare la somma della serie .
n=3
2n

X
b. Determinare la convergenza semplice ed assoluta per la serie (1)k ( n e 1).
k=4

Soluzione
a. Si tratta di una serie geometrica con ragione q = 12 < 1, che e quindi convergente. Ne calcoliamo la
somma:

5 X 1 n

X 5 5 1 5
= = = .
2n 22 n=0 2 22 1 1/ 2 2 2
n=2
b. La condizione necessaria alla convergenza e verificata infatti
lim (e1/n 1) = 0.
n+

Inoltre, la funzione f (x) = e1/x e decrescente. Allora la serie, per il criterio di Leibnitz, converge
semplicemente. La serie non converge assolutamente, infatti per gli sviluppi delle funzioni elementari
 
1/n 1 1 1
e 1 =1+ +o 1
n n n
dunque la serie dei valori assoluti e asintotica ad una serie armonica divergente.

Esercizio
E assegnata la funzione

2 x + 3 3 x se x 0
f (x) =
0 se x > 0
a. Studiare il segno di f , determinando, in particolare, le sue intersezioni con lasse x.
b. Studiare il comportamento asintotico di f , per x 0
c. Studiare il comportamento asintotico di f , per x
d. Determinare linsieme di continuita e linsieme di derivabilita di f .
e. Studiare la crescenza di f determinando, in particolare, tutti i suoi punti di massimo e minimo relativo.
f. Determinare linsieme immagine Im f , precisando se esso e aperto, chiuso, limitato. Inoltre determinare,
se esistono, lestremo superiore, lestremo inferiore, il massimo assoluto, il minimo assoluto di f .
g. Dopo aver calcolato f (x), studiare la concavita di f determinando, in particolare, tutti i suoi punti di
flesso.
h. Tracciare il grafico di f .
1
2

Soluzione
a. Il dominio della funzione e R. Ne studiamo il segno:
36
f =0 x0ex= x0
26
f > 0 x < x0 .
Nel seguito, analizziamo
la funzione f solo per x < 0.
b. x 0 f 3 x 0 .
c. x f 2 x + senza asintoti.
d. f C 0 (R). Studiamo il dominio T della derivata prima T = T \ {0}. Infatti,
1 1
f (x) = + 3
.
x x2
1
Inoltre per x 0 si ha f 3
+.
x2
e. Studiamo gli zeri ed il segno della derivata prima:
f = 0 x4 + x3 = 0 ovvero x = 1
f > 0 1 < x < 0 quindi x = 1 e minimo assoluto
f. Valuto limmagine della funzione:
Im f = [1, +) non limitato, chiuso
sup Im f = +
inf Im f = min Im f = 1
g. Calcoliamo la derivata seconda
!
1 3 4
f = p + .
6 (x)3 3
x5
Quindi il dominio della derivata seconda coincide con il dominio della derivata prima T T , inoltre
212
f = 0 x = xf
36
f > 0 x > xf
h. Il grafico di f e rappresentato in figura.

4
x
0
x
m
3 x
f

2
60 50 40 30 20 10 0
SOLUZIONE 3

Esercizio
Data la funzione f (x) = log(1 + x2 ),

a. disegnare accuratamente il grafico di f nellintervallo [ 3, 3],
b. trovare larea della campana compresa tra il grafico della funzione f e la retta y = log 4.

Soluzione
a. La funzione f (x) = log(1 + x2 ) ha simmetria pari (si snellisce lo studio limitandosi a considerare il caso
x > 0) ed e asintotica a y = x2 nellintorno dellorigine, che quindi e un minimo per f . Si osserva che
2x
f (x) =
1 + x2
e positiva per x > 0; inoltre
2(1 x2 )
f (x) =
(1 + x2 )2
ha il segno di 1 x2 : positivo per 1 < x < 1 e negativo per x < 1 e x > 1. Si deduce che i punti
x = 1 sono punti di flesso. Il grafico e in figura.
b. Larea della quale richiesto il calcolo viene rappresentata in figura. Data la simmetria della regione di
piano della quale richiesta larea A
Z 3
A = 2 3 log 4 2 log(1 + x2 ) dx.
0

Calcoliamo prima lintegrale indefinito


2x2
Z Z
2 2
log(1 + x ) dx = x log(1 + x ) dx
1 + x2
2x2 + 2 2
Z
= x log(1 + x2 ) dx
1 + x2
Z  
2 2
= x log(1 + x ) 2 dx
1 + x2
= x log(1 + x2 ) 2x + 2 arctan(x) + C

5
y=log(1+x2)
y=log(4)

0
sqrt(3) sqrt(3)

1
4 3 2 1 0 1 2 3 4
4

il primo passaggio e unintegrazione per parti, gli altri sono integrazioni elementari.
Z 3
 3
log(1 + x2 ) dx = x log(1 + x2 ) 2x + 2 arctan(x) 0

0
2
= 3 log 4 2 3 +
3

da cui si ottiene A = 4( 3 /3).

Esercizio
Enunciare e dimostrare la formula di Taylor con resto secondo Lagrange.

Soluzione
Analisi Matematica 1 Compito 10 crediti 15 febbraio 2010

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Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali o
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Parte A

E. 1. Il valor medio che la funzione f (x) = (9x 10)ex assume nellintervallo [3, 5] e:
a 9e5 10e3 b 4e5 13e3 z 13e5 4e3 d nessuna delle altre
Z x
E. 2. Sia F (x) = ln (t 5) dt, allora il limite per x + di F (x)
6
a non esiste z e + c e d nessuna delle precedenti
Z +
5
E. 3. dx =
5 3(x + 1)2
a 1/2 z 1/3 c + d nessuna delle precedenti
E. 4. Sia f C 3 (R) una funzione tale che f (x) = 5 3x 2x2 + x3 + o(x3 ) per x 0. Allora necessariamente:
a f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 1 z f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 6 c f (0) = 3, f (0) = 2,

f (0) = 1 d nessuna delle precedenti
E. 5. La funzione f (x)= x2 5x ln |x|e convessanellintervallo
 1 1 1
a , 2 b , c , z (0, +)
2 2 2
Z +
2 x
E. 6. Lintegrale generalizzato 2+2
dx
1 x
a converge a 0 b diverge a + z converge a L > 0 d non esiste
Z x
t cos(t 2)
E. 7. Lequazione della retta tangente al grafico di F (x) = dt nel punto di ascissa 2 e a y = x2
2 (t 1)3
b y = x 4 z y = 2x 4 d nessuna delle precedenti
E. 8. Sia g(x) la primitiva di f (x) = ex cos(x 1) tale che g(1) = 0. Allora g(0) =
z 21 cos 1 21 sin 1 + 2e
1
b 12 cos 1 21 sin 1 c 12 cos 1 + 21 sin 1 + 2e
1
d nessuno dei precedenti
P
E. 9. La serie n=1 sin n sin n1 tan n1
z converge a l 6= 0 b diverge a + c converge a 0 d nessuna delle precedenti

E. 10. lim+ f (x) = 1 significa a > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| b 0 > 0 : > 0 : x
x0
(0, ) = f (x) 1 + 0 z 0 > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| 0 d 0 > 0 : > 0x (, ) =
|f (x) 1| 0

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
Analisi Matematica 1 Compito 15 luglio 2010

Cognome Nome Firma

Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali
o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte B

Esercizio.
a. Siano X ed Y due insiemi. Dare la definizione di funzione da X in Y .
b. Precisare quale il piu grande insieme aperto in cui sono definite le funzioni
f : R R
x 7 f (x) = sign (x + 1)| log |x 1||;
g : R R
x 7 g(x) = |x + 1| log |x + 1|.
c. A partire dai grafici delle funzioni elementari, disegnare il grafico di y = f (x).
d. Trovare il grafico probabile della funzione y = g(x), studiando in particolare il comportamento
asintotico nellintorno degli zeri e il segno della derivata prima.

Soluzione.
a. Una funzione da X (dominio) in Y (codominio) e una applicazione che fa corrispondere ad alcuni
elementi di X un solo elemento di Y . In formule, scriveremo:
f : X Y
x 7 y = f (x).
Il sottoinsieme di X sul quale e definita lapplicazione e detto dominio proprio di f ; il sottoinsieme di Y dei
punti raggiunti dallapplicazione f e detto immagine della funzione.
b. Il piu grande insieme aperto dove e definita f e D = R\{1} = (, 1)(1, 1)( +). Possiamo
quindi dire che il dominio proprio di f e linsieme D.
Il piu grande insieme aperto dove e definita g invece e E = R \ {1} = (, 1) (1, +).
c. Il grafico di y = f (x) e rappresentato in Figura ??.
d. Il grafico di y = g(x) e rappresentato in Figura ??.

3 4
2

0 3

2
2
3
10 8 6 4 2 0 2 4 6 8 10
90 2
120 60
1

150 1 30

0
180 0

1
210 330

240 300
2
270 5 4 3 2 1 0 1 2 3

Figura 1. I grafici delle funzioni f e g e la rappresentazione delle soluzioni dellesercizio sui


numeri complessi.
1
2

Esercizio.
sin 2x 1 + ex
a. Determinare i valori dei parametri , R per cui lim vale 1.
x0+ x
b. Esistono dei valori dei parametri per cui il limite e ? Quali?

Soluzione.
a. Utilizzando gli sviluppi asintotici delle funzioni elementari y = sin t e y = et per t 0, abbiamo per
x 0+ :
sin 2x 1 + ex 2x + o(x) 1 + 1 + x + o(x) 3x + o(x) 3

=
=
x1
x x x
ed affinche valga 1 la scelta corretta e = 3 e = 1.

b. Il limite vale se < 0 e 1 < 0.


PARTE B 3

Esercizio.
a. Prevedere, se possibile, il numero di soluzioni dellequazione di variabile complessa
 
1
z3 (iz 2 + 2z 2i) = 0.
i

b. Trovare tutte le soluzioni {zk } dellequazione.


c. Rappresentare nel piano di Gauss i numeri complessi ei/4 zk .

Soluzione.
a. Lequazione e di tipo polinomiale. Possiamo allora applicare il teorema fondamentale dellAlgebra pre-
vedendo che le soluzioni saranno tante quanto e il grado dellequazione: 5 in questo caso, 3 dallannullamento
1
3
del termine z i e 2 dallannullamento del termine (iz 2 + 2z 2i).


1
b. Razionalizzando il denominatore, lequazione z 3 = 0 e equivalente a z 3 = i. Sia z = (cos +
i
i sin ); lequazione diventa
3 3
3 (cos 3 + i sin 3) = cos + i sin
2 2

da cui ricaviamo le tre soluzioni che hanno modulo unitario ed argomento pari a cui sommo i multipli di
    3
2 2 2
ottenendo z1,2,3 = cos +k + i sin +k , con k = 0, 1, 2.
3 2 3 2 3
Per risolvere lequazione iz 2 + 2z 2i = 0 usiamo la nota formula ridotta:

1 + 1 2 1 i
z4,5 = = = i 1.
i i

c. Si tratta di rappresentare le soluzioni trovate in (b) e ruotate di un angolo positivo e pari a . Il
4
risultato della rotazione in Figura ??.
4

Esercizio. Sia x 3. E siano f e g due funzioni R R che abbiano 3 come punto di accumulazione
del dominio.
a. Definizione di f g. Fare un esempio di due funzioni asintotiche per x 3.
b. Definizione di f = o(g). Fare un esempio di una funzione che sia o piccolo di unaltra per x 3.
c. Dimostrare le due implicazioni del teorema:
f g f = g + o(g).

Soluzione.
a. Per x 3, f g se f = gh con h 1 per x 3. Ad esempio, f = sin(x 3) e g = (x 3) sono
asintotiche per x 3.
b. Per x 3, f = o(g) se f = gh con h 0 per x 3. Ad esempio, f = o(g) per x 3 con la scelta
f = (x 3)2 e g = (x 3).
c. f g f = g + o(g) Infatti scrivo lipotesi come f = gh con h 1, quindi f g = g(h 1) = gH,
con H = h 1 0.
. f g f = g + o(g) Infatti scrivo lipotesi come f g = gh con h 0, quindi f = g + gh =
g(h + 1) = gH, con H = h + 1 1.
Analisi Matematica 1 Compito I 24 gennaio 2011

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c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali o
di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte A

E. 1. Il valor medio che la funzione f (x) = (9x 10)ex assume nellintervallo [3, 5] e:
a 9e5 10e3 b 4e5 13e3 z 13e5 4e3 d nessuna delle altre
Z x
E. 2. Sia F (x) = ln (t 5) dt, allora il limite per x + di F (x)
6
a non esiste z e + c e d nessuna delle precedenti
Z +
5
E. 3. dx =
5 3(x + 1)2
a 1/2 b 1/3 c + z nessuna delle precedenti
E. 4. Sia f C 3 (R) una funzione tale che f (x) = 5 3x 2x2 + x3 + o(x3 ) per x 0. Allora necessariamente:
a f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 1 z f (0) = 3, f (0) = 4, f (0) = 6 c f (0) = 3, f (0) = 2,

f (0) = 1 d nessuna delle precedenti
E. 5. La funzione f (x)= x2 5x ln |x|e convessanellintervallo
 1 1 1
a , + 2 b , c , z (0, +)
2 2 2
Z +
2 x
E. 6. Lintegrale generalizzato 2+2
dx
1 x
a converge a 0 b diverge a + z converge a L > 0 d non esiste
Z x
t cos(t 2)
E. 7. Lequazione della retta tangente al grafico di F (x) = dt nel punto di ascissa 2 e a y = x2
2 (t 1)3
b y = x 4 z y = 2x 4 d nessuna delle precedenti
E. 8. Sia g(x) la primitiva di f (x) = ex cos(x 1) tale che g(1) = 0. Allora g(0) =
z 21 cos 1 21 sin 1 + 2e
1
b 12 cos 1 21 sin 1 c 12 cos 1 + 21 sin 1 + 2e
1
d nessuno dei precedenti
P
E. 9. La serie n=1 sin n sin n1 tan n1
z converge a l 6= 0 b diverge a + c converge a 0 d nessuna delle precedenti

E. 10. lim+ f (x) = 1 significa a > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| b 0 > 0 : > 0 : x
x0
(0, ) = f (x) 1 + 0 z 0 > 0 > 0 : x (0, ) = |f (x) 1| 0 d 0 > 0 : > 0x (, ) =
|f (x) 1| 0

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
Analisi Matematica 1 Compito 1 24 gennaio 2011

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c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali
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Parte B

Esercizio
exp f (x) (sin x + cos x)
Sia f C 2 (R), tale che f (x) = x + 2x2 + o(x2 ) per x 0. Calcolare lim .
x0+ (sin x + f (x))2
Soluzione
Siccome della funzione f non e assegnata esplicitamente, ma tramite il suo sviluppo con polinomio di
Taylor al secondo ordine nellintorno dellorigine, procediamo sviluppando numeratore e denominatore fino
al secondo ordine, mantenendo un errore che sia trascurabile rispetto a termini di ordine 2 ovvero o(x2 ).
Utilizzando lo sviluppo elementare della funzione esponenziale et = 1 + t + t2 + o(t2 ), con t 0, abbiamo
che
1
exp f (x) = 1 + (x + 2x2 + o(x2 )) + (x + 2x2 + o(x2 ))2 + o(x2 )
2
x 2
= 1 + x + 2x2 + o(x2 ) + .
2
Sviluppando al secondo ordine le funzioni seno e coseno (sempre nellintorno dellorigine) abbiamo:
x2
sin x + cos x = x + o(x2 ) + 1
2
(sin x + f (x))2 = (x + o(x2 ) + x + 2x2 + o(x2 ))2
= 4x2 + o(x2 ).
Ne deduciamo la parte principale del numeratore e del denominatore, ovvero che per x 0
exp f (x) (sin x + cos x) 3x2 3
2
2
= .
(sin x + f (x)) 4x 4

1
2

Esercizio
Giustificando ogni passaggio eseguito, stabilire il carattere delle seguenti serie, analizzandone la conver-
genza semplice ed assoluta:
+ !
X n2 + 2
a. 1 ,
n
n=1
+
X sin n + 1
b. (1)n ,
n3 + 2
n=0
+
X n log 5n + 1
c. .
n=1
n3 2n

Soluzione

a. Si tratta di una serie a termini positivi poiche n2 + 2 > n. Per le serie a termini positivi la convergenza
coincide con la convergenza assoluta. Utilizziamo i criteri delle serie a termini positivi. Abbiamo che:

n2 + 2 n2 + 2 n n2 + 2 n n2 + 2 + n 2 1
1= = = 2.
n n n n2 + 2 + n n( n2 + 2 + n) n
Applicando il criterio del confronto asintotico, deduciamo che la serie converge perche e asintotica ad una
serie armonica generalizzata con coefficiente = 2.
b. Il termine generale ha segno alternato. Analizziamo la convergenza assoluta della serie:

(1)n sin n + 1 = sin n + 1 2

3
n +2 n3 + 2 n3
maggiorando il numeratore e minorando il denominatore. Per il criterio del confronto (maggiorata con
una serie armonica generalizzata con coefficiente = 3), deduciamo la serie converge assolutamente,
quindi anche semplicemente.
c. E una serie a termini positivi; studiamo la parte principale del numeratore e del denominatore: per
n + abbiamo che
n log 5n + 1 n2 log 5 log 5
3 n
3
= .
n 2 n n
La serie diverge (semplicemente ed assolutamente), per il criterio di confronto asintotico, poiche e
asintotica ad una serie armonica (divergente).
SOLUZIONE 3

Esercizio
Si consideri r
x+1
f (x) = ex 3
.
x1
a. Determinarne il dominio ed il segno.
b. Studiare il comportamento asintotico nellintorno dello/gli zero/i.
c. Determinare il comportamento asintotico agli estremi del dominio.
d. Calcolare la derivata e studiarne il segno.
e. Disegnare il grafico probabile compatibile con le informazioni fin qui raccolte (non e necessario il calcolo
della derivata seconda).
f. Prevedere il numero minimo di flessi compatibile con le informazioni fin qui raccolte.

Soluzione
a. La funzione f e definita su R \ {1}, e positiva per x < 1 e per x > 1, negativa per 1 < x < 1 e si
annulla per x = 1.
b. Lo zero e dovuto allannullamento del numeratore della radice. Per x 1, abbiamo che f 21/3 e(x+
1)1/3 ; localmente la funzione ha un flesso a tangente verticale, il cui comportamento e rappresentato nella
figura sottostante.
2.5

1.5

0.5

0.5

1.5

2.5

3.5 3 2.5 2 1.5 1 0.5 0

c. Per x , f + esponenzialmente. Per x +, f 0+ ; la retta y = 0 e asintoto orizzontale.


Per x 1 , f ; per x 1+ , f +. La retta x = 1 e asintoto verticale.
d. Abbiamo che
x + 1 2/3 2
r  
x 3 x + 1 x 1
f (x) = e +e
x1 3 x1 (x 1)2
 2/3  
x x + 1 x+1 2 1
= e + .
x1 x 1 3 (x 1)2
h i
Da cui ricaviamo che il segno di f (x) equivale al segno di x+1 x1 + 2 1
3 (x1) 2 < 0 che equivale al segno
2

di x + 1/3. La funzione
assegnata dunque decresce per x < 1/ 3 e per x > 1/ 3;f e crescente
per 1/ 3 < x < 1/ 3. Il punto x = 1/ 3 e punto di minimo locale; mentre x = 1/ 3 e punto di
massimo locale.
e. Il grafico probabile della funzione y = f (x) e disegnato nella figura.
flesso probabile

1.5 1 0.5 0 0.5 1 1.5 2

f. La funzione assegnata presenta 5 cambi di concavita, quindi i flessi dovranno essere almeno 4 (vedi la
figura).
4

Esercizio
Calcolare larea della parte di piano compresa tra la parabola di equazione y = x2 e la retta di equazione
y = 3x + 2.

Soluzione
Larea richiesta e rappresentata in figura.
1

5
1 0.5 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3

La retta e la parabola si incontrano nei punti di ascissa x = 1 ed x = 2. Larea richiesta e percio calcolabile
come
Z 2 Z 2
A = (x2 )dx (3x + 2)dx
1 1
Z 2
= (x2 + 3x 2)dx
1
2
x3 3x2

1
= + 2x =
3 2 1 6
Analisi Matematica 1 Compito 15 novembre 2010

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c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali
o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

Parte B

Esercizio.
a. Prevedere, se possibile, il numero di soluzioni dellequazione di variabile complessa
 
3 1
z (iz 2 + 2z 2i) = 0.
i

b. Trovare tutte le soluzioni {zk } dellequazione.


c. Rappresentare nel piano di Gauss i numeri complessi ei/4 zk .

Soluzione.
a. Lequazione e di tipo polinomiale. Possiamo allora applicare il teorema fondamentale dellAlgebra pre-
vedendo che le soluzioni saranno tante quanto e il grado dellequazione: 5 in questo caso, 3 dallannullamento
del termine z 3 1i e 2 dallannullamento del termine (iz 2 + 2z 2i).


1
b. Razionalizzando il denominatore, lequazione z 3 = 0 e equivalente a z 3 = i. Sia z = (cos +
i
i sin ); lequazione diventa
3 3
3 (cos 3 + i sin 3) = cos
+ i sin
2 2

da cui ricaviamo le tre soluzioni che hanno modulo unitario ed argomento pari a cui sommo i multipli di
    3
2 2 2
ottenendo z1,2,3 = cos +k + i sin +k , con k = 0, 1, 2.
3 2 3 2 3
Per risolvere lequazione iz 2 + 2z 2i = 0 usiamo la nota formula ridotta:

1 + 1 2 1 i
z4,5 = = = i 1.
i i

c. Si tratta di rappresentare le soluzioni trovate in (b) e ruotate di un angolo positivo e pari a . (Lascio
4
la rappresentazione agli studenti).

1
2

Esercizio. Data la funzione , R per cui la funzione


x2 + |x| < 1

f (x) = 2 2
|x|
e |x| 1
a. determinare i valori dei parametri , R per cui f e continua su R.
b. Determinare i valori dei parametri per cui f e derivabile su R.

Soluzione.
a. Essendo composizione di funzioni continue, lei e continua in tutto R \ {1}, dove ce il raccordo.
La funzione e pari. La studio solo sul semiasse positivo, e mi basta dunque studiare la continuita in
x = 1. Dobbiamo verificare che
lim f (x) = f (1) = lim f (x).
x1 x1+
In particolare, abbiamo che f (1) =
e , quindi
2
lim x + = e = lim e|x| .
x1 2 2 x1+
Il limite da destra e verificato; il limite da sinistra richiede che, per avere continuita, debba essere
= e .
b. Calcolando le derivate prime, laddove possibile, con le regole di derivazione, abbiamo
(
x |x| < 1
f (x) = |x|
e sign (x) |x| > 1.
Nel punto di raccordo studiamo a parte la derivata. Tenendo conto della condizione per la continuita
(necessaria) = e , abbiamo: Nel punto x = 1 risulta
f (1 + h) f (1) e(1+h) e e (eh 1)
per h 0+ = = e
h h h
f (1 + h) f (1) /2(1 + h)2 + /2 e h + /2h2
per h 0 = =
h h h

da cui si ricava che e = e , ovvero
=1 = e.
Nei punti diversi dai punti di raccordo osserviamo che la funzione e derivabile con derivata continua
poiche composizione di funzioni elementarmente derivabili.
PARTE B 3

Esercizio. Sia p
f (x) = arctan |x2 1|.
a. Determinare il suo dominio, il segno, gli zeri ed eventuali simmetrie.
b. La funzione e continua sul suo dominio? perche?
c. Calcolare i limiti agli estremi del dominio.
d. Calcolare landamento asintotico nellintorno degli zeri e dedurre landamento qualitativo del grafico
di f nellintorno di tali punti.
e. Calcolare la derivata prima e determinare dominio della funzione derivata. Studiarne quindi il segno.
f. Disegnare il grafico probabile di f , compatibilmente con le informazioni fin qui raccolte, ipotizzando
il minor numero possibile di cambi di concavita. Esiste il massimo assoluto della funzione? Esiste lestremo
superiore della funzione? La funzione e limitata?

Soluzione.
a. Il dominio e R. Gli zeri sono x1,2 = 1; la funzione e sempre positiva, quando non e zero ed ha
simmetria pari.
b. La funzione e continua su R in quanto composta di funzioni continue.
c.

lim f (x) = .
x 2
d. Siccome la funzione e pari posso limitarmi a studiarne landamento asintotico nellintorno di x2 = 1.
Risulta, per x 1:
|x2 1| = |x 1||x + 1| 2|x 1|

|x2 1|1/2 2|x 1|1/2

|x2 1|1/2 = 2|x 1|1/2 + o(|x 1|1/2 )
 
arctan |x2 1|1/2 = arctan 2|x 1|1/2 + o(|x 1|1/2 ) 2|x 1|1/2

Landamento qualitativo del grafico di f nellintorno di tali punti e dunque quello della funzione y = |x|1/2
traslato a destra di 1 unita (e poi a sinistra nel caso del punto x1 = 1.

2.5

1.5

0.5

0.5

1.5
3 2 1 0 1 2 3

I due punti x1,2 corrispondono ai punti di minimo assoluto della funzione (che altrove e positiva).
e. Abbiamo
x sign (x2 1)
f (x) = p .
(|x2 1| + 1) |x2 1|
Il dominio della funzione derivata e R \ {1}, dove non e derivabile (inutile controllare con la deifinizione,
dato landamento asintotico trovato al punto precedente). Il segno della funzione derivata dipende dal
numeratore di f :
f cresce quando f > 0 x sign (x2 1) > 0 x (1, 0) (1, +)
f decresce quando f < 0 x sign (x2 1) < 0 x (, 1) (0, 1).
4

f. Il grafico probabile e nella figura qui sotto. La funzione e limitata, ha minimo assoluto ma non ha
massimo assoluto. Lestremo superiore e /2. Lorigine e punto di massimo locale (dove la funzione assume
il valore f (0) = arctan 1 = /4.

2.5

1.5

0.5

0.5

1.5
5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5

Esercizio. Calcolare    1/5 !


1 x+1
lim cos x.
x+ x x

Soluzione. Per x + abbiamo, tenendo conto degli sviluppi delle funzioni elementri:
 
1 1 1

cos x
=1 2x +o x
x+1 1/5 11 1/5
+ o x1
  
x = 1+ x = 1 + 5x
  1/5
cos 1x x+1 7 1 1

x = 10 x +o x
   1/5 
cos 1x x+1
x
7
x = 10 + o(1) 107
.

Esercizio. Enunciare e dimostrare la formula che da il valore della somma della progressione geometrica.

Soluzione. La formula e
N
X 1 q N +1
qk =
1q
k=0
e vale per ogni q 6= 1. La dimostrazione sul libro di testo.
Analisi Matematica 1 Compito I 16 febbraio 2011

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Parte A
+
X 5 5
E. 1. La somma della seguente serie e: a 5/ 2 b nessuno degli altri valori c 5/2 z
n=3
2n 2( 2 1)

X  
E. 2. La serie (1)k e1/ k 1 a soddisfa la condizione necessaria alla convergenza, ma non converge
k=5
semplicemente; b non soddisfa la condizione necessaria alla convergenza; z converge semplicemente ma non
converge assolutamente; d converge assolutamente e quindi anche semplicemente.
2
x3
E. 3. f (x) = 1 + sin(x2 ) ex ; il Polinomio di Mac Laurin di grado 3 associato ad f e a 2x2 b 3! x2
z 0 d 1 x3
2
E. 4. Si consideri la funzione f (x) = ekx , x R, k R. Allora a f e strettamente crescente k R b per
qualche k R f e strettamente crescente z k R f non e invertibile d k 6= 0 f ha come immagine R
   
5 2 7 7 5 2 7
E. 5. Quale e il coefficiente di c nello sviluppo del binomio (a c + b) ? a a b b a2 b 5 z
  3 5
7
21a10 b2 d a10 b2
3
 
7i
E. 6. A = z C : < 3 e z la parte esterna di un cerchio b un insieme limitato c un
z 3i
semipiano d un insieme chiuso.

E. 7. Sia E R. La scrittura inf E = 4 significa a x E, 4 x e x E, > 0 : 4 < x < 4 b


x E, x 4 z x E, 4 x e > 0, x E : 4 x < 4+ d x E, 4 x e > 0, x E : 4 < x 4.

E. 8. Sia X = {an = sin n + n1 R, n N \ {0}}, allora a X e chiuso b linsieme -limite e costituito




da due elementi z min X = sin 1 d an ha segno costante


E. 9. Un sistema genera una password composta da 6 cifre, 
ciascuna
 scelta
 casualmente
 tra i simboli ternari 0, 1
6 3 6 6
e 2. Quante sono le possibili password? z 3 , b 6 , c d .
2 3
E. 10. Il polinomio di Taylor della funzione integrale
Z x
arctan ln t
F (x) = dt
1 t2 + 1
di grado 2 centrato in x0 =1 e z (x 1)2 /4 b (x 1)2 /4 c x 1 + (x 1)2 /2 d nessuno dei precedenti

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
AM1 13 novembre 2012

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Parte A
( ) ( )
7 7
E. 1. Quanti sono i possibili anagrammi della parola analisi? a z 1260 c 7! d
4 2

E. 2. Si consideri la funzione f (x) = ekx , x R, k R. Allora a f e strettamente crescente k R b


2

per qualche k R f e strettamente crescente z k R f non e invertibile d k = 0 f ha come immagine R

E. 3. lim x log x2 z = 0+ , b = +, c = 0 , d non esiste.


x0

E. 4. lim f (x) = 1 significa a > 0, M > 0 tale che x > M allora vale |f (x)| < 1 + , b
x+
M > 0, > 0 tale che x > M allora vale |f (x) 1| < , c M > 0, > 0 tale che x > M allora vale
|f (x) 1| < , z M > 0, > 0 tale che x > allora vale 0 1 f (x) < M .

E. 5. Linsieme E = {z C : z z = 2} e a privo di punti di accumulazione, z chiuso, e limitato, c


aperto, d numerabile.

( )affermazioni e falsa: per x 0 z


+
E. 6. Quale tra le seguenti a ln x = o(1/x), ln(x) = o(x), c
1 1
x = o(e1/x ), d =o .
ln x x3
E. 7. Sia > 0 un parametro positivo. Si studi il carattere della serie a termini positivi
( )n
n + 1

n=3
n2 1

al variare di . Risulta z convergente per 0 < < 1, e divergente altrimenti; b convergente per 0 < 1, e
divergente altrimenti; c convergente per > 1, e divergente altrimenti; d convergente per 1, e divergente
altrimenti.
E. 8. Quale delle seguenti implicazioni e falsa? a Se f = o(x) per x + allora f puo essere infinitesima;
z se f = o(x) per x + allora f e infinitesima; c se f e infinitesima per x + allora f = o(x) per
x +; d se f e infinita per x + allora non puo essere f = o(x1 ) per x +.
( )
E. 9. Sia X = {an = sin n + n1 R, n N \ {0}}, allora a X e chiuso b linsieme -limite e costituito
da due elementi z min X = sin 1 d an ha segno costante
E. 10. Linsieme {(x, y, z) R3 : 1 < x2 + 2y 2 + 4z 2 < 4} e a chiuso, non numerabile; b chiuso e limitato;
z aperto e limitato; d un intorno dellorigine.

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
2

Parte B

E. 1. (i) Dare la definizione di continuita in un punto x0 per una funzione di una variabile.
(ii) La funzione seguente e continua nellorigine? Perche?
( )
1 + 2x + 5x2
f (x) = sin(x x2 ) cos(x) ln
3
.
1 + 6x
(iii) Dare una stima asintotica del comportamento di f nellintorno dellorigine e disegnare il grafico corrispon-
dente.
Soluzione
(i) (Cfr. Bramanti-Pagani-Salsa. La funzione f e continua nel punto x0 (di accumulazione) se
lim f (x) = f (x0 ).
xx0

(ii) La funzione assegnata e continua nellorigine essendo composizione e prodotto di funzioni elementari continue
(nellorigine).
(iii) Per x 0, valgono
le seguenti
considerazioni,
dedotte
dai limiti
delle funzioni elementari nellorigine:
sin(x x2 ) = (x x2 ) + o(x x2 ) = x2 + o( x2 )
3 3 3 3 3

2 x2
cos(x) = 1 + o(x2 )
( 2) ( ) ( )
1 + 2x + 5x2 1 + 2x + 4x 4x + 5x2 1 + 6x 4x + 5x2
ln = ln = ln + =
( 1 + 6x ) 1(+ 6x ) 1 + 6x 1 + 6x
4x+5x2 4x+5x2 4x+5x2
= ln 1 + 1+6x = 1+6x +o 1+6x = 4x + o(x).

Si deduce che per x 0 f 4 x5 .
3

0.8

0.6

0.4

0.2

0.2

0.4

0.6

0.8

1 0.5 0 0.5 1

Figura 1. Andamento qualitativo della funzione assegnata dallesercizio nellintorno dellorigine.

E. 2. (i) Enunciare e dimostrare il criterio della radice.


(ii) Discutere la convergenza semplice ed assoluta della serie

k
(1)k+1
k + 2k 2
k=3
al variare del parametro R.

Soluzione.
(i) (Cfr. Bramanti-Pagani-Salsa)
1
(ii) Sia 2; il valore assoluto del termine generale della serie e asintotico a ak = percio la serie non
2k
converge assolutamente; converge pero semplicemente grazie ad il criterio di Leibnitz.
1
Sia > 2, il valore assoluto del termine generale della serie e asintotico a ak = 1 , che e larmonica
k
generalizzata, convergente. La serie assegnata converge quindi assolutamente e semplicemente.
PARTE B 3

E. 3. Consideriamo lequazione nel piano complesso


z 6 + 3z 4 = 0.
(i) Possiamo prevedere il numero delle sue soluzioni? Perche?
(ii) Trovare analiticamente le soluzioni dellequazione e disegnarle nel piano di Gauss.

Soluzione.
(i) No, poiche lequazione non e polinomiale, dunque non e possibile utilizzare il teorema fondamentale dellal-
gebra.
(ii) Scrivo lequazione in forma trigonometrica, con lincognita z = (cos + i sin )
6 (cos 6 + i sin 6) = 34 [cos( 4) + i sin( 4)] .

Ne ricavo che 6 = 34 da cui = 0, 3. Inoltre 6 = 4 + 2k ovvero
2
= +k .
10 10

Oltre alla soluzione nulla, il problema ha 10 soluzioni sulla circonferenza di raggio 3 equispazioate di un decimo di
angolo giro, con argomento fondamentale /10. Il disegno e lasciato agli studenti.

E. 4. (i) Dimostrare che R ed R3 hanno la stessa cardinalita.


(ii) Enunciare la formula che esprime la cardinalita dellinsieme della parti di un insieme finito.
(iii) Dimostrare la formula enunciata
Soluzione
Vedi appunti e libro di testo.
AM1 28 gennaio 2013

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Parte A

E. 1. lim f (x) = l significa a  > 0, K > 0 tale che x > K allora vale |f (x)| < l +  b
x+
K > 0,  > 0 tale che x > K allora vale |f (x) l| <  c K > 0,  > 0 tale che x > K allora
vale |f (x) l| <  z K > 0,  > 0 tale che x >  allora vale |f (x) l| < K
E. 2. Data la funzione f = x2x2 +3, il punto che soddisfa la tesi del teorema di Lagrange nellintervallo
[1, 3] e a il punto 3/2 b il punto 5/2 z il punto 2 d nessuno dei precedenti.
x
x2 x

E. 3. lim a 0+ b 0 c e2 z e2
x+ x2 + x + 2

E. 4. Sia f C 3 (R) una funzione tale che f (x) = 5 3x 2x2 + x3 + o(x3 ) per x 0. Allora
necessariamente:
a f 0 (0) = 3, f 00 (0) = 4, f 000 (0) = 1 z f 0 (0) = 3, f 00 (0) = 4, f 000 (0) = 6 c f 0 (0) = 3,
f 00 (0) = 2, f 000 (0) = 1 d nessuna delle precedenti
E. 5. Sia f una funzione continua su R tale che f = o(x2 ) per x 0. Allora z f 0 (0) = 0; b
f (x) > 0 per ogni x 6= 0; c f 00 (0) < 0; d f 0 (0) non necessariamente esiste.
E. 6. La funzione y = sin |x /2| a e pari; b e periodica di periodo 2; c e infinitesima per
x +; z nessuna delle precedenti
E. 7. Larea sottesa dalla curva sin2 x nellintervallo [0, 2] e z b /2 c 2 d /3
Z x
E. 8. Sia F (x) = sin2 (1/t) dt, allora il limite per x + di F (x)
6
a non esiste b e + c e z nessuna delle precedenti
E. 9. Il polinomio di Taylor di ordine 6 della funzione y = x2 sin x2 centrato nellorigine e a T6 =
x3 + x6 , z T6 = x4 , c T6 = x6 , d T6 = x4 + x6 .
2
E. 10. f (x) = 1 + sin(x2 ) ex ; il Polinomio di Mac Laurin di grado 3 associato ad f e a 2x2 b
x3
3! x2 z 0 d 1 x3

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
2

Parte B

E. 1. Calcolare lintegrale
Z /2
sin 2x
dx.
0 (cos x + 3)(cos2 x + 1)

Soluzione
Z /2 Z /2
sin 2x 2 sin x cos x
dx = dx
0 (cos x + 3)(cos2 x + 1) 0 (cos x + 3)(cos2 x + 1)
Z 0
t
= 2 dt
1 (t + 3)(t2 + 1)
Z 1 
A Bt + C
= 2 + 2 dt.
0 (t + 3) (t + 1)
Risolvendo lidentita tra funzioni troviamo A = 3/10, B = 3/10 e C = 1/10.
Z 1 Z 1 Z 1
6 1 3 2t 1 1
= dt + 2
dt + 2
dt
10 0 (t + 3) 10 0 t + 1 10 0 t + 1
6 4 3
= ln + ln 2 +
10 3 10 20

E. 2. Studiare la funzione
1
f (x) = (x + 1)e x1 .
Determinare, in particolare,
(i) il dominio;
(ii) il segno, ed eventuali simmetrie;
(iii) i limiti ed il comportamento asintotico agli estremi del dominio, precisando circa lesistenza di
asintoti orizzontali od obliqui;
(iv) il comportamento asintotico nellintorno degli zeri;
(v) la derivata prima, ed il suo segno;
(vi) la derivata seconda, ed il suo segno;
(vii) un grafico probabile, che sia compatibile con le informazioni fin qui raccolte.

Soluzione
(i) Il dominio e tutto lasse reale privato del punto di ascissa 1. Scriviamo D = R \ {1}. Inoltre, si
puo prevedere che in tale insieme la funzione e C (D).
(ii) La funzione non e simmetrica ed ha il segno del termine (x + 1), e cioe positiva per x > 1 si
annulla in x = 1 ed e negativa per x < 1.
(iii) Per x abbiamo che f x. Quindi limx+ f (x) = + e limx f (x) = . La
funzione potrebbe avere un asintoto. Risolviamo il limite
 
n  1  1
o x
lim f (x) x = lim x e x1 1 +e x1 = lim + 1 = 2;
x x x x 1

percio la retta y = x + 2 e asintoto obliquo della funzione.


Inoltre
lim f (x) = 0+ lim f (x) = +.
x1 x1+

(iv) Per x 1 abbiamo che f (x) 1 (x + 1).


e
PARTE B 3

(v) La derivata prima e


1
0 x(x 3)e x1
f (x) = ;
(x 1)2
il segno della derivata prima dipende dunque dal segno del prodotto x(x 3). La funzione cresce
per x < 0 e per x > 3 ed ha due punti stazionari in 0 ed in 3.
(vi) La derivata seconda e
1
00 (5x 3)e x1
f (x) = ;
(x 1)4
percio il punto x = 3/5 e un punto di cambio di concavita, che passa da concavita verso il basso
a concavita verso lalto.
(vii) Il grafico e rappresentato nella figura.

6
6 4 2 0 2 4 6 8

Figura 1. Grafico della funzione assegnata nellEsercizio 2

E. 3. (i) Cosa significa che due funzioni hanno un contatto di ordine 4 nel punto x0 ? Fornire un
esempio.
(ii) Enunciare il teorema del resto secondo Lagrange.
(iii) Dimostrare il teorema.
AM1 22 febbraio 2013

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Parte A
E. 1. Con 3 mattoni di lego rossi, 2 blu ed 1 giallo quante torri diverse di 6 mattoni un bambino puo
costruire? a 24 b 120 z 60 d nessuna delle precedenti.
E. 2. lim f (x) = 1 significa a  > 0, M > 0 tale che x > M allora vale |f (x)| < 1 + , b
x+
M > 0,  > 0 tale che x > M allora vale |f (x) 1| < , c M > 0,  > 0 tale che x > M allora
vale |f (x) 1| < , z M > 0,  > 0 tale che x >  allora vale 0 1 f (x) < M .
 2
x cos(1/x) per x > 0
E. 3. La derivata della funzione f (x) = a in x0 = 0 non esiste b e
0 per x 0
una funzione continua z in x0 = 0 vale 0 d nessuna delle precedenti.
E. 4. Sia f C 3 (R) una funzione tale che f (x) = 5 3x 2x2 + x3 + o(x3 ) per x 0. Allora
necessariamente: a f 0 (0) = 3, f 00 (0) = 4, f 000 (0) = 1 z f 0 (0) = 3, f 00 (0) = 4, f 000 (0) = 6 c
f 0 (0) = 3, f 00 (0) = 2, f 000 (0) = 1 d nessuna delle precedenti
E. 5. A = {z C : |7i/(z 3i)| < 3} e z la parte esterna di un cerchio b un insieme limitato
c un semipiano d un insieme chiuso.
E. 6. Quale delle seguenti implicazioni e falsa? a Se f = o(x) per x + allora f puo essere
infinitesima; z se f = o(x) per x + allora f e infinitesima; c se f e infinitesima per x +
allora f = o(x) per x +; d se f e infinita per x + allora non puo essere f = o(x1 ) per
x +.

X  
E. 7. La serie (1)k e1/ k 1 a soddisfa la condizione necessaria alla convergenza, ma non
k=5
converge semplicemente; b non soddisfa la condizione necessaria alla convergenza; z converge
semplicemente ma non converge assolutamente; d converge assolutamente e quindi anche semplicemente.
E. 8. Sia X = {an = sin n + n1 R, n N \ {0}}, allora a X e chiuso b linsieme -limite e


costituito da due elementi z min X = sin 1 d an ha segno costante


2
E. 9. f (x) = 1 + sin(x2 ) ex ; il Polinomio di Mac Laurin di grado 3 associato ad f e a 2x2 b
x3
3! x2 z 0 d 1 x3
E. 10. Linsieme E = {z C : z z = 2} e a privo di punti di accumulazione, z chiuso, e limitato,
c aperto, d numerabile.

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta

1
2

Parte B

E. 1. Calcolare il seguente integrale


Z
cos x sin x dx
.
/2 cos2 x 2 cos x + 1

Soluzione h i
Usiamo la sostituzione t = cos x, che e invertibile nellintervallo , , da cui dt = sin x dx. Nella
2

nuova variabile, gli estremi di integrazione e diventano, rispettivamente 1 e 0. Abbiamo che
2
Z Z 1
cos x sin x dx t
2
= 2
dt
/2 cos x 2 cos x + 1 0 t 2t + 1
1 0
Z
2t
= 2
dt
2 1 t 2t + 1
1 0 2t 2 + 2
Z
= dt
2 1 t2 2t + 1
1 0
Z  
2t 2 2
= + dt
2 1 t2 2t + 1 (t 1)2
2 0
 
1 2
= ln(t 2t + 1)
2 t 1 1
1
= [1 ln 4] .
2

E. 2. Sia data la funzione y = ln(ex x).


(i) Studiarne il dominio, il segno e trovare gli zeri.
(ii) Dedurre i limiti agli estremi del dominio, eventuali asintoti.
(iii) Studiarne il comportamento asintotico nellintorno degli zeri.
(iv) Studiare la derivata prima ed il suo segno.
(v) Studiare la derivata seconda ed il suo segno.
(vi) Disegnare un grafico qualitativo della funzione assegnata.
Soluzione
(i) Come si evince facilmente da un confronto grafico ex > x per ogni x R. La funzione assegnata
ha dunque dominio R. Inoltre, la funzione e positiva se ex x > 1 ovvero (dal confronto grafico
tra y1 = x + 1 e y2 = ex ) per ogni x diverso da 0. In x = 0 la funzione ha lunico zero.
(ii) Per x 0 abbiamo che
ln(ex x) = ln[ex + o(ex )] = ln[ex (1 + o(1))] = ln ex + ln(1 + o(1))
= x + ln(1 + o(1)) = x + o(1)
x.
La funzione ha dunque la retta y = x come asintoto (per definizione di asintoto, non ce bisogno
di verificare che q = 0).
Per x abbiamo che
ln(ex x) = ln(x + o(x)) = ln[x(1 + o(1)]
= ln(x) + ln(1 + o(1)) = ln(x) + o(1)
ln(x).
La funzione tende dunque q + senza asintoto.
SOLUZIONE 3

(iii) Per x 0 abbiamo che


x2 x2
ln(ex x) = ln(1 + x + + o(x2 ) x) = ln(1 + + o(x2 ))
2 2
x2
= + o(x2 )
2
x2
.
2
(iv) La derivata prima e
ex 1
f 0 (x) =
ex x
che e positiva quando e positivo il numeratore ovvero per x > 0. Lorigine e un punto stazionario
per la funzione (risultato gia noto dal punto precedente).
(v) La derivata seconda e
2ex xex 1
f 00 (x) =
(ex x)2
il cui segno coincide col segno del numeratore. Studiamo graficamente la disuguaglianza
2ex 1 xex .
Introduciamo y1 = 2ex 1 (in rosso nella figura) e y2 = xex (in blu in figura).

30

25

20

15

10

8 6 4 2 0 2 4

Figura 1. default
Le due curve hanno due intersezioni x = < 0 e > 0. La derivata seconda e positiva per x < e x > .

(vi) Il grafico della funzione e rappresentato nella figura sottostante.

E. 3. (i) Trovare una maggiorazione dellerrore dellapprossimazione del valore sin 1 con il razio-
nale 1 1/3! + 1/5! 1/7!.
(ii) Enunciare il teorema del resto secondo Lagrange.
(iii) Dimostrare il teorema

Soluzione
(i) Siccome sin x C (R), per il teorema del resto di Lagrange possiamo scrivere
x3 x5 x7 sin(9) ()x9
sin x = 1 x + + +
3! 5! 7! 9!
4

8 6 4 2 0 2 4 6 8

Figura 2. default

avendo scelto come centro dello sviluppo x0 = 0 ed essendo


x3 x5 x7
T8 (x) = 1 x + +
3! 5! 7!
il polinomio di Taylor di grado 8 associato alla funzione seno e (0, x). Una valutazione nel
punto x = 1 ci porta ad approssimare il valore sin 1 con il razionale assegnato, commettendo un
errore
sin(9) ()
9!
che possiamo maggiorare con (9!)1 .
(ii) Vedi libro di testo.
(iii) Vedi libro di testo.
1.1 Parte A 1

AM1 5 luglio 2013

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Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini commerciali o
di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

1.1 Parte A

Exercise 1. Quante sono le cinquine di numeri interi che risolvono lequazione x1 + x2 + x3 + x4 + x5 = 8? a 622
b 1 320 z 495 d nessuna delle precedenti
x
x2 x

Exercise 2. lim a 0+ b 0 c e2 z e2
x+ x2 + x + 2

2
Exercise 3. Si consideri la funzione f (x) = ekx , x R, k R. Allora a f e strettamente crescente k R b
per qualche k R f e strettamente crescente z k R f non e invertibile d k 6= 0 f ha come immagine R

Exercise 4. Quali tra le seguenti funzioni e convessa? a y = (x)1/5 b y = |x|9/4 z y = |x|3/7 d


y = x7/3

Exercise 5. La parte immaginaria del numero complesso e6i e: a e6 , b 1, z 0, d e6 .

Exercise 6. f = o(g) per x 0 significa che a g = h f con h 1 per x 0 z f = h g con h 0 per x 0


c f = h g con h 1 per x 0 d g = h f con h 0 per x 0
+
X 5 5 5 5 5
Exercise 7. La somma della seguente serie e: a b z d
n=3
2n 2 21 2 5 2 22 2 2

Exercise 8. Sia X = {an = sin n + n1 R, n N\{0}}, allora a X e chiuso



b linsieme -limite e costituito
da due elementi z min X = sin 1 d an ha segno costante
Exercise 9. Il polinomio di Taylor della funzione integrale
Z x
arctan ln t
F (x) = dt
1 t2 + 1

di grado 2 centrato in x0 =1 e z (x 1)2 /4 b (x 1)2 /4 c x 1 + (x 1)2 /2 d nessuno dei precedenti

Exercise 10. Linsieme dei punti (x, y) R2 descritto da {z = x + i y C : |z 2||z|1 < 1} a non ha punti di
accumulazione z e aperto c e chiuso d e limitato

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta
2

1.2 Parte B

1.1. i. Enunciare e dimostrare il primo teorema fondamentale del calcolo integrale.


ii. Dimostrare che larea A dellellisse di semiassi a e b misura A = a b.
1.1
i. Vedi libro di testo.
ii. Lequazione dellellisse di semiassi a e b e
x2 y2
2
+ 2 = 1.
a b
r
x2
Esplicitando la calotta superiore rispetto a y abbiamo y = b 1 . Larea A che si deve calcolare e allora
a2
r
a
x2
Z
A=4 b 1 dx
0 a2
x
con la sostituzione = sin t otteniamo
a
Z 2 p Z
2
A = 4ab 1 sin2 t cos t dt = 4 a b cos2 t dt = a b.
0 0

1.2. Studiare la funzione


3
f (x) = (x ln |x| x) .
Determinare, in particolare,
i. il dominio;
ii. il segno, ed eventuali simmetrie;
iii. i limiti agli estremi del dominio;
iv. la derivata prima, ed il suo segno;
v. la derivata seconda, ed il suo segno;
vi. un grafico probabile, che sia compatibile con le informazioni fin qui raccolte.
1.2
i. La funzione e definita su R \ {0}.
ii. La funzione puo essere riscritta come f (x) = x3 (ln |x| 1)3 . E il prodotto di una funzione dispari x3 per una
funzione pari (ln |x| 1)3 , quindi si tratta di una funzione dispari, che studieremo dora innanzi per le sole x
positive, riportando poi i risultati anche per le x negative. Studiamo dunque g(x) = x3 (ln x 1)3 . Il segno di g e
positivo per x > e e negativo tra 0 ed e.
iii.
lim (x ln x x)3 = 0
x0+

essendo potenza di una differenza di infinitesimi. Il limite limx0+ x ln x = 0 e fondamentale. Inoltre

lim (x ln x x)3 = +.
x+

iv.
2
g 0 (x) = 3 ln x (x ln x x)
la derivata prima ha dunque il segno di ln x, cioe negativo per 0 < x < 1 e positivo per x > 1. Il punto x = 1 e
punto di minimo locale della funzione (a quota 1).
v. La derivata seconda e
g 00 (x) = 3x(ln x 1)(2 ln2 x + ln x 1).
Il segno della derivata seconda dipende dal segno dei fattori (ln x 1) (che e positivo per x > e e negativo per
0 < x < e) e (2 ln2 x + ln x 1) (che e positivo per 0 < x < e1 e per x > e1/2 e negativo per e1 < x < e1/2 ). La
concavita della funzione e dunque rivolta verso il basso per 0 < x < e1 , verso lalto per e1 < x < e1/2 , verso il
basso per e1/2 < x < e e verso lalto per x > e.
1.2 Parte B 3

4
4 3 2 1 0 1 2 3 4

Figura 1.1. Grafico dellEsercizio 1.2.

vi. Il grafico qualitativo della funzione g e riportato in rosso nella Figura 1.1, dove e rappresentata in blu anche la
parte simmetrica della funzione f assegnata nel testo dellesercizio.

1.3. i. Scrivere lo sviluppo di MacLaurin arrestato al secondo ordine della funzione y = 3x .


ii. Scrivere lo sviluppo di Taylor arrestato al terzo ordine della funzione y = arctan x.
iii. Risolvere il limite che segue:
x2 (1 3x + x 9x )
lim+ .
x0 arctan x x
1.3
i. Abbiamo che y = 3x = ex ln 3 , quindi dallo sviluppo

t2
et = 1 + t + + o(t2 )
2
ricaviamo, per sostituzione
x2 ln2 3
3x = ex ln 3 = 1 + x ln 3 + + o(x2 ).
2
ii. Sappiamo che
x3
arctan x = x + o(x3 ).
3
iii. Dal passaggio precedente ricaviamo anche

9x = 32x = e2x ln 3 = 1 + 2x ln 3 + 2x2 ln2 3 + o(x2 ).

x9x = x + 2x2 ln 3 + o(x2 ).


Ricaviamo allora che
x2 ln2 3
(1 3x + x 9x ) = 1 (1 + x ln 3 + + o(x2 )) + x + 2x2 ln 3 + o(x2 )
2
(1 3x + x 9x ) = x(1 ln 3) + o(x).
Da cui
x2 (1 3x + x 9x )
lim = 3 ln 3 3.
x0+ arctan x x
1.1 Parte A 1

AM1 27 settembre 2013

Cognome Nome Firma

Prof. Vegni Matricola Sezione ELN

c I seguenti quesiti e il relativo svolgimento sono coperti da diritto dautore; pertanto essi non possono essere sfruttati a fini
commerciali o di pubblicazione editoriale. Ogni abuso sara perseguito a termini di legge dal titolare del diritto

1.1 Parte A

Esercizio 1. Una permutazione (semplice) Pn di un insieme di n oggetti e una presentazione ordinata, cioe una
sequenza, dei suoi elementi,
 nella
 quale ogni oggetto viene presentato una ed una sola volta. Abbiamo che Pn =
n
a nn b n2 c z n!.
n1
Esercizio 2. Sia E R. La scrittura inf E = 4 significa a x E, 4 x e x E,  > 0 : 4 < x < 4 
b x E, x 4 z x E, 4 x e  > 0, x E : 4 x < 4 +  d x E, 4 x e
 > 0, x E : 4  < x 4.
 2
x cos(1/x) per x > 0
Esercizio 3. La derivata della funzione f (x) = a in x0 = 0 non esiste b e una
0 per x 0
funzione continua z in x0 = 0 vale 0 d nessuna delle precedenti.
1
Esercizio 4. max arctan , a e /2; b e 0; z non esiste; d e +.
xR |x|

Esercizio 5. =(e6i ) = z 0 b 6 c 1 d 6.

Esercizio 6. f = o(g) per x 0 significa che a g = h f con h 1 per x 0 z f = h g con h 0


per x 0 c f = h g con h 1 per x 0 d g = h f con h 0 per x 0
Z x
Esercizio 7. Sia F (x) = ln (t 5) dt, allora il limite per x + di F (x) a non esiste z e +
6
c e d nessuna delle precedenti
Z /9
1 1
Esercizio 8. 2 dx = a b 3 c 3 3 z 1
0 cos (3x) 3 3 3
Esercizio 9. Il polinomio di Taylor di ordine 6 della funzione y = x2 sin x2 centrato nellorigine e a T6 =
x3 + x6 , z T6 = x4 , c T6 = x6 , d T6 = x4 + x6 .
 
3z 1
Esercizio 10. A = z C : <
e z la parte interna di un cerchio b la parte esterna di
4 i 3 3
un cerchio c una circonferenza d un semipiano aperto.

Esercizio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Risposta
2

1.2 Parte B

E. 1.1. Data la funzione , R per cui la funzione

x2 +

se |x| < 1
f (x) = 2 2
|x|
e se |x| 1

i. determinare i valori dei parametri , R per cui f e continua su R.


ii. Determinare i valori dei parametri per cui f e derivabile su R.

S. 1.1
i. Essendo composizione di funzioni continue, la funzione assegnata e continua in tutto R \ {1}; occorre
verificare la continuita nei punti dove ce il raccordo.
La funzione e pari. La studio solo sul semiasse positivo; basta dunque studiare la continuita in x = 1.
Dobbiamo verificare che
lim f (x) = f (1) = lim f (x).
x1 x1+

In particolare, abbiamo che f (1) = e , quindi

2
lim x + = e = lim+ e|x| .
x1 2 2 x1

Il limite da destra e verificato; il limite da sinistra richiede che, per avere continuita, debba essere

= e .

ii. Calcolando le derivate prime, laddove possibile, con le regole di derivazione, abbiamo
(
x se |x| < 1
0
f (x) =
|x|
e sign (x) se |x| > 1.

Nel punto di raccordo studiamo a parte la derivata. Tenendo conto della condizione per la continuita
(necessaria) = e , abbiamo: Nel punto x = 1 risulta

f (1 + h) f (1) e(1+h) e e (eh 1)


per h 0+ = = e
h h h
f (1 + h) f (1) /2(1 + h)2 + /2 e h + /2h2
per h 0 = =
h h h
da cui si ricava che e = e , ovvero
=1 = e.
Nei punti diversi dai punti di raccordo osserviamo che la funzione e derivabile con derivata continua poiche
composizione di funzioni elementarmente derivabili.
1.2 Parte B 3

E. 1.2. Sia p
f (x) = arctan |x2 1|.
i. Determinare il suo dominio, il segno, gli zeri ed eventuali simmetrie.
ii. La funzione e continua sul suo dominio? perche?
iii. Calcolare i limiti agli estremi del dominio.
iv. Calcolare landamento asintotico nellintorno degli zeri e dedurre landamento qualitativo del grafico di f
nellintorno di tali punti.
v. Calcolare la derivata prima e determinare dominio della funzione derivata. Studiarne quindi il segno.
vi. Disegnare il grafico probabile di f , compatibilmente con le informazioni fin qui raccolte, ipotizzando il minor
numero possibile di cambi di concavita. Esiste il massimo assoluto della funzione? Esiste lestremo superiore
della funzione? La funzione e limitata?
S. 1.2
i. Il dominio e R. La funzione e pari. Gli zeri sono x1,2 = 1; altrove la funzione e positiva.
ii. La funzione e continua su R in quanto composizione di funzioni continue.
iii.

lim f (x) = .
x 2
iv. Siccome la funzione e pari posso limitarmi a studiarne landamento asintotico nellintorno di x2 = 1. Risulta,
per x 1:
|x2 1| = |x 1||x + 1| 2|x 1|

|x2 1|1/2 2|x 1|1/2

|x2 1|1/2 = 2|x 1|1/2 + o(|x 1|1/2 )
 
arctan |x2 1|1/2 = arctan 2|x 1|1/2 + o(|x 1|1/2 ) 2|x 1|1/2

Landamento qualitativo del grafico di f nellintorno di tali punti e dunque quello della funzione y = |x|1/2
traslato a destra di 1 unita (ovvero a sinistra nel caso del secondo zero in x1 = 1). I due punti x1,2
corrispondono ai punti di minimo assoluto della funzione (che altrove e positiva). Il grafico locale e in fondo
alla pagina, a sinistra
v. Abbiamo
x sign (x2 1)
f 0 (x) = p .
(|x2 1| + 1) |x2 1|
Il dominio della funzione derivata e R\{1}, dove non e derivabile (inutile controllare con la definizione, dato
landamento asintotico trovato al punto precedente). Il segno della funzione derivata dipende dal numeratore
di f 0 :
f cresce quando f 0 > 0 x sign (x2 1) > 0 x (1, 0) (1, +)
f decresce quando f 0 < 0 x sign (x2 1) < 0 x (, 1) (0, 1).
vi. Il grafico probabile e nella figura qui sotto, a destra. La funzione e limitata, ha minimo assoluto ma non ha
massimo assoluto. Lestremo superiore e /2. Lorigine e punto di massimo locale (dove la funzione assume
il valore f (0) = arctan 1 = /4).

3 3

2.5 2.5

2 2

1.5 1.5

1 1

0.5 0.5

0 0

0.5 0.5

1 1

1.5 1.5
3 2 1 0 1 2 3 5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5
4

E. 1.3. Dopo averla disegnata, calcolare larea della regione piana compresa fra lasse x, la retta x = 1, ed il
grafico della funzione f (x) = x ln1/3 (1 + x) (0 x 1).

S. 1.3 Larea della quale e chiesto il calcolo e rappresentata nella figura sottostante. Si tratta di una funzione

0.8

0.6

0.4

0.2

0.2

0.4

0.6

0.8

1
0.5 0 0.5 1 1.5

negativa poiche il logaritmo ha base compresa tra 0 ed 1. Nel calcolo dellarea richiesta, occorre cambiare il
segno al risultato dellintegrale definito. Percio dobbiamo calcolare
Z 1

A= x ln 13 (1 + x) dx.
0

Occorre utilizzare la formula per il cambiamento di base dei logaritmi:


logc b
loga b = .
logc a

Lintegrale si risolve con una sostituzione e per parti:



Z
x ln1/3 (1 + x) dx =

Z
(sostituendo x = t, x = t2 , dx = 2t dt) = 2 t2 log1/3 (1 + t2 ) dt
 3
t4 dt
Z 
t 2
(per parti) = 2 log1/3 (1 + t2 ) +
3 3 loge 3(1 + t2 )
 3 Z 4 
t 2 t 1+1
=2 log1/3 (1 + t2 ) + dt
3 3 loge 3 1 + t2
 3 Z   
t 2 1
=2 log1/3 (1 + t2 ) + t2 1 + dt
3 3 loge 3 1 + t2
 3  3 
t 2 t
=2 log1/3 (1 + t2 ) + t + arctan t +C
3 3 loge 3 3
2t3 4t3 4t 4 arctan t
= log1/3 (1 + t2 ) + + +C
3 9 loge 3 3 loge 3 3 loge 3

2x3/2 4x3/2 4 x 4 arctan x
= log1/3 (1 + x) + + + C.
3 9 loge 3 3 loge 3 3 loge 3

2x3/2 4x3/2 4 x 4 arctan x
Sia F (x) = log1/3 (1 + x) + + allora larea richiesta e A = F (1).
3 9 loge 3 3 loge 3 3 loge 3
1.2 Parte B 5

E. 1.4. i. Dare la definizione di spazio vettoriale e fare un esempio di spazio vettoriale a dimensione infinita.
ii. Dare, in termini di intorni, la definizione di limxx0 f (x) = l.
iii. Enunciare il teorema del resto secondo Peano.
iv. Dimostrare il teorema del resto secondo Peano.

S. 1.4
i. Uno spazio vettoriale e un insieme chiuso rispetto alle combinazioni lineari. Uno spazio vettoriale a
dimensione infinita e, ad esempio, linsieme dei polinomi in una variabile.
ii. Indicando con Br (P ) lintorno sferico di raggio r del punto P , la definizione di limxx0 f (x) = l e:
per ogni intorno di raggio r del valore l esiste corrispondentemente un intorno di x0 di raggio tale che
qualsiasi valutazione della funzione in quellintorno (escludendo al piu la valutazione in x0 stesso) appartiene
allintorno di raggio r di l; sinteticamente
Br (l) B (x0 ) t. c. x B (x0 ) \ {x0 } allora f (x) Br (l).
iii. (vedi libro di testo).
iv. (vedi libro di testo).