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Particella Pronominale Ci

CI una particella che ha la funzione di pronome. Pu avere diversi usi:

Sostituisce il pronome personale diretto noi (anche nei verbi riflessivi)

Luca ha visto Maria e me al cinema ieri > Luca ci ha visto al cinema ieri
noi

Ci vediamo domani!
(Verbo riflessivo: io vedo te, tu vedi me = ci vediamo)

Sostituisce il pronome personale indiretto a noi

Carla ha regalato dei libri a me e Anna > Carla ci ha regalato dei libri
a noi

Sostituisce un luogo (avverbi e complementi): qui, qua, l, l, in quel luogo


e altri complementi che indicano luogo.

Nella borsa c un panino.

Sul tavolo ci sono i libri.

Vieni domani al cinema? Grazie, ma ci vado stasera con degli amici


al cinema

Sei mai stato a Roma? Ci vado proprio domani!


A Roma

Sostituisce diversi complementi indiretti: a qualcuno/qualcosa, con


qualcuno/qualcosa, su qualcuno/qualcosa. Ha il valore di particella
pronominale.

Con i miei colleghi lavoro molto bene > Ci lavoro molto bene

Hai montato la nuova libreria? S, ci sono riuscita!


ci = a montare la nuova libreria

Come fai a non bere il caff la mattina? Ci sono abituata, bevo solo una
spremuta d'arancia.
ci = a non bere caff

Ho letto la notizia sul giornale: non ci credo!


ci = alle cose che ho letto
Particella Pronominale Ne
NE una particella che ha la funzione di pronome e pu avere diversi usi.

Pu essere usato come:

Pronome personale indiretto: di lui, di lei, di loro, da lui, da lei, da loro.

da tanto tempo che non vedo Enrica e Gianni: non ne so niente.


di loro

Non ho visto il film, ma ne ho sentito parlare bene.


del film

Da questa situazione hai avuto solo svantaggi. > ne hai avuto solo
vantaggi.
da questa situazione

Hai guadagnato molto dal lavoro che hai fatto? Ne ho guadagnato


pochissimo.
dal lavoro

Pronome partitivo: indica una parte della quantit di qualcosa, o nessuna


parte di qualcosa: di questo-a, di questi e

Vuoi bere una birra? No, grazie. Non ne bevo mai.


= di birra

Quanti libri hai comprato?Ne ho comprati tre


= di libri

Vuoi del pane? S, grazie, ne vorrei un chilo.


= di pane
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Il mio ristorante preferito si chiama "Da Serafina" e vado ogni venerd sera. Non proprio

un ristorante, ma piuttosto una deliziosa piccola trattoria tradizionale. Si trova nel centro storico, in

una di quelle viuzze strette piene di storia e di storie...sapeste quante me hanno

raccontate, quando ero bambino, su quella via! La trattoria abbastanza distante da casa mia, ma

quando ho tempo vado a piedi per godermi le suggestioni di Castello. Ad accogliere i clienti

Serafina in persona, la memoria storica di Castello, con i suoi settant'anni suonati e il suo

arsenale di aneddoti su Cagliari, ed io amo parlar e, soprattutto, stare ad ascoltar le

storie. Ma il fascino della trattoria "Da Serafina" non si limita solo alla compagnia della proprietaria;

il locale situato proprio nel cuore di Castello e ha una meravigliosa terrazza dalla quale

se domina il panorama. E che dire delle pietanze proposte? Alla trattoria di Serafina non

esiste un menu cartaceo: Serafina stessa, con il suo proverbiale " penso io" a comporre e

a dirigere un indimenticabile valzer di sapori! "Lorighittas al sugo di lepre", "Malloreddus alla

campidanese", "Muggini a scabeccio", tra i suoi cavalli di battaglia, e, naturalmente, la "Burrida"


cagliaritana, piatto forte di Serafina...vorrei descriverve il gusto, ma supera ogni possibilit

di espressione! Oltre che anfitrione e cuoca, Serafina anche arbitro dei pasti dei suoi

clienti: decide lei quantit e successione. "Ottimo questo muggine, Serafina. Me

porteresti un altro?" - le dico. " No, dottore, non glie porto un altro, se no non mangia il

resto: ci sono ancora due portate."- mi risponde. E alla fine ha sempre ragione lei! E' da quando ero

bambino che conosco le gioie e gli stupori della cucina di Serafina ed, ogni volta che vado via da l,

non vedo l'ora di tornar .