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RISUONATORE FABRY-PEROT: PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO, CRITERI

DI PROGETTO ED APPLICAZIONI

Confronto fra risuonatori ottici e a microonde


La differenza sostanziale fra i risuonatori ottici e quelli a microonde che le
dimensioni di questi ultimi sono in genere dello stesso ordine di grandezza della
lunghezza d'onda di funzionamento, il che implica la presenza di una o poche
frequenze di risonanza (o modi di risonanza). A frequenze ottiche invece, essendo in
genere le dimensioni del risuonatore molto grandi rispetto alla lunghezza d'onda,
grande il numero delle possibili frequenze nell'intorno della frequenza prescelta.
Per chiarire questo concetto si supponga un'onda elettromagnetica viaggiante
avanti e indietro fra due piani paralleli perfettamente riflettenti posti a distanza d. E'
noto che affinch si abbia risonanza necessario che la distanza d sia un multiplo di
/2, o, in termini di frequenza: d=mc/(2), con m=1,2,3,... e c la velocit della luce.
Pertanto le frequenze di risonanza sono date da: m=mc/(2d) e la "distanza" fra due
frequenze adiacenti:
c
m+1 m =
2d
La "distanza" relativa alla frequenza centrale risulta:
m +1 m c
= =
2d 2d
Se <<d il rapporto (m+1-m)/ molto piccolo e quindi possono risuonare un
numero grande di onde la cui frequenza prossima a quella prescelta e nell'intorno
della quale si presume che si abbia amplificazione.
Alle lunghezze d'onda ottiche inoltre, per diminuire il numero dei modi, o come si
dice anche, per diminuire il fattore di merito di alcuni modi, il risuonatore aperto:
costituito da due superfici riflettenti affacciate ed abbastanza grandi da contenere un
fascio gaussiano; il fattore di merito alto soltanto nella direzione normale alle
superfici riflettenti.

Il risuonatore Fabry-Perot.
Un risuonatore con specchi piani (quindi al limite della stabilit) chiamato
risuonatore, o interferometro, Fabry-Perot. Il suo studio utile sia per le
innumerevoli applicazioni sia perch il comportamento dei risuonatori con specchi
non piani pu essere ricondotto a questo.
Il risuonatore Fabry-Perot schematicamente costituito da due superfici piane
infinite affacciate tra loro e distanziate d. Queste superfici sono semiriflettenti, tali da
presentare un coefficiente di riflessione pari a || e-j ed un coefficiente di
trasmissione pari a ||e-j. Poich queste superfici possono assorbire parte della
radiazione luminosa, generalmente non si verifica che: ||2 + ||2 =1.

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Principio di funzionamento del risuonatore Fabry-Perot.
Si supponga che un'onda piana Ei, di estensione infinita, incida con un angolo
sulla superficie A (figura 1). Parte dell'onda viene riflessa (Er) e parte trasmessa (E1)
con un angolo . Quella trasmessa viene a sua volta in parte riflessa (E'1) ed in parte
trasmessa (Eu1). Quella riflessa subisce ulteriori trasmissioni e riflessioni un numero
infinito di volte. E' intuibile che, in certe condizioni, possibile ottenere la somma,
in fase, delle onde generate per riflessioni multiple.

Fig.1

Avendo definito |A| e-J , |B| e-JB , |A| e-JA , |B| e-JB i coefficienti di trasmissione e
A

di riflessione del campo elettrico sui due specchi A e B ed essendo Ei il campo


elettrico dell'onda incidente sullo specchio A, E1 il campo elettrico dell'onda sullo
specchio B risultante dalla trasmissione di Ei in A dopo aver percorso lo spazio d, ed
Eu1 il campo elettrico dell'onda a destra dello specchio B risultante dalla trasmissione
di E1, si ha:
E u1 = E i A e j A e jkd / cos B e j B
dove kd/cos il ritardo di fase dell'onda dovuto al percorso fra i piani A e B.
Analogamente per Eu2:
E u 2 = E i A e j A e jkd / cos B e j B A e j A e j2 kd cos B e j B
dove 2kd cos il ritardo di fase dell'onda dovuto al maggiore percorso rispetto a
quello di Eu1. Infatti, osservando la figura 1, il maggior percorso :
d
+
cos cos
d
cos 2 =
d
cos
(
(1 + cos 2) = d 1 + cos2 sin 2 = 2d cos
cos
)
Ponendo:
2 k d cos + + =
E u 2 = E i A e j A e jkd / cos A B B e j B e j = E u1 A B e j
Analogamente, per E u3:
E u 3 = E u1 A B e j2
2 2

In uscita il campo complessivo la somma di questi campi:

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(
E u = E u1 + E u 2 + E u 3 + ... = E u1 1 + A B e j + A B e j2 + ...
2 2
)
La serie, convergente poich la ragione ||+|| minore di 1, pari a:
1
1 A B e j
Pertanto:
E u1 E i A e j A e jkd / cos B e j B
Eu = =
1 A B e j 1 A B e j
Il modulo del rapporto Eu/Ei risulta:
Eu A B
=
E i 1 A B e j
e ponendo |A|2 = TA, |B|2 = TB, |A|2 = RA, |B|2 = RB:

Eu TA TB
=
E i 1 R A R B e j
Se i due specchi hanno uguali caratteristiche:
|A| e-JA = |B| e-JB = || e-J e |A| e-JA = |B| e-JB = || e-J
e di conseguenza:
2 (k d cos + ) = (1)
Eu T
= (2)
E i 1 Re j
Quanto esposto sopra equivale ad una somma vettoriale dei singoli vettori; alla
risonanza si ha una somma algebrica.
Si osservi che quando = 2 o un multiplo di questa quantit si ha che |Eu/Ei| =
T/(1-R); nel caso particolare in cui le perdite sugli specchi sono trascurabili, ossia
T+R=1, | Eu/Ei| = 1; si dice che il Fabry-Perot trasparente. La trasparenza non si
verifica quando gli specchi presentano caratteristiche differenti. Infatti in questo
caso, in assenza di perdite:

Eu TA TB (1 R A ) (1 R B )
= =
Ei max
1 RA RB 1 RA RB
Questo il motivo per cui opportuno utilizzare specchi con uguali
caratteristiche.
Si osservi che:
Eu T Eu T
= e =
E i max 1 R E i min 1 + R

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Il rapporto | Eu/Ei| varia molto rispetto al massimo quando R prossimo all'unit,
poco quando non lo . Questo evidente confrontando i due diagrammi riportati in
figura 2, ottenuti per due diversi valori di R ed in assenza di perdite.

Fig.2

Trasmissione.
Si definisce trasmissione del Fabry-Perot la quantit:
TF = |Eu/Ei|2
Questo perch in genere si interessati alla potenza delle onde (proporzionali ai
campi elettrici al quadrato, per il teorema di Poynting).
Pertanto:
2
E T2
TF = u = (3)
Ei j 2
1 Re
Per la (1), la trasmissione del filtro risulta dipendente dalla lunghezza d'onda, dalla
distanza d e dall'angolo .
In assenza di perdite la trasmissione massima del filtro 1, quella minima :
(1 R)2 /(1 + R)2
La trasmissione massima non sarebbe unitaria qualora gli specchi avessero
caratteristiche differenti.

Campo spettrale libero


Si definisce campo spettrale libero (in inglese "free spectral range") di un Fabry-
Perot il campo, in lunghezze d'onda o in frequenza, fra due ordini successivi di
risonanza.

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Si visto che la trasmissione raggiunge un massimo quando:
= 2kd cos + 2 = 2m
essendo m l'ordine di interferenza del Fabry-Perot.
Poich k=2/ la precedente pu essere scritta:

2d cos + = m

Poich pu assumere al massimo valore , la quantit / pu essere trascurata
rispetto a 2 d cos e la precedente si semplifica:
2d cos = m (4)
che esplicitata rispetto a :
2d cos
m = (5)
m
indica tutte le possibili lunghezze d'onda che possono essere trasmesse dal filtro. La
"distanza" fra due lunghezze d'onda contigue, o campo spettrale libero, :
1 1 2d cos
m m +1 = 2d cos (6)
m m + 1 m2
essendo l'approssimazione valida quando m>>1.
Poich = c/, per la (5), si ha:
cm
m = (7)
2d cos
e la "distanza" fra due frequenze contigue, o campo spettrale libero, :
c
m+1 m = (8)
2d cos
Dalle (6) e (7) si vede che le frequenze sono equispaziate, le lunghezze d'onda no;
la spaziatura di queste ultime dipende dall'ordine m della risonanza.

Banda passante.
Convenzionalmente la banda passante l'intervallo (2 di ) nel quale i campi si
riducono al massimo di 2, o le potenze si dimezzano.
Il Fabry-Perot trasmette quando:
=2 m (9)
Sviluppando la (3):
T2 T2
TF = =
( )(
1 Re j 1 Re j
*
)
(1 R cos + jR sin )(1 R cos jR sin )
T2
TF =
1 + R 2 2R cos
Mediante la relazione trigonometrica cos x = 1 - 2 sin2 (x/2), e supponendo
trascurabili le perdite sugli specchi (T = 1 - R), si ottiene:

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1
TF = (10)
4R 2
1+ sin
(1 R )2 2
Poich i limiti della banda passante sono dati dai punti in cui TF si dimezza
necessario, ricordando la (9), che:
4R
sin 2 = 1
(1 R )2
2
dalla quale:
1 R
sin =
2 2 R
Un buon Fabry-Perot ha R prossimo ad 1; quindi sin (/2) molto piccolo. In
questo caso il seno si confonde con l'arco:
1 R
(11)
R

"Finesse".
Per un Fabry-Perot si definisce "finesse" la distanza fra due ordini successivi di
risonanza divisa la banda passante:
2
F= (12)
2
La "finesse" un fattore di bont ed indica l'aspetto della curva TF = TF().
Per le (11) e (12):
R
F= (13)
1 R
Quindi la selettivit del filtro migliora quando R si avvicina ad 1.

"Finesse" di Fabry-Perot posti in serie.


In presenza di pi Fabry-Perot posti in serie la trasmissione complessiva il
prodotto della trasmissione dei singoli Fabry-Perot. Nel caso in cui n Fabry-Perot
sono caratterizzati dalla stessa trasmissione TF, e quindi dalla stessa finesse F, la
trasmissione complessiva , per la (10):
1
TF tot = n
4R
1 + 2

(1 R )2 sin 2

e per la definizione di banda passante deve aversi che:
n
4R 2
1 + sin = 2
(1 R )2 2

dalla quale si ottiene:

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1 R n
2 1
R
e quindi dalla definizione di finesse:
R 1 F
F tot = = (14)
1 R n 2 1 n
2 1

"Finesse" in funzione del campo spettrale libero.


La "finesse" stata definita con riferimento al diagramma della trasmissione in
funzione di , tuttavia pu anche essere definita in funzione della frequenza o della
lunghezza d'onda; il valore non cambia:
2 m m +1 m +1 m
F= = = (15)
2
dove e rappresentano il campo della frequenze o delle lunghezze d'onda per
il quale la trasmissione del filtro non scende al di sotto del 50%.
La prima delle identit della (15) pu essere dimostrata noto che per le (6) e (4):

m m+1 =
m
Inoltre dalla condizione di risonanza al limite della banda passante:
2
2d cos + 2 = 2m -

1 +
2
1
noto che: 1 , se << 1 e per la (4), si ottiene:
2 2
1+
2

=
m
Quindi:
m m +1 2
= =
2
In modo del tutto analogo pu essere dimostrata la seconda delle identit della
(15).

Potere risolvente.
La quantit / definita potere risolvente o risoluzione cromatica del Fabry
Perot e la si ricava sostituendo nella (15) a m-m+1 la (6) con la posizione (4):
1
=
mF
Si confronti questo risultato con l'analogo (/=1/mN) che si ottiene nella
trattazione dei reticoli di diffrazione.

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Fattore di merito e relazione con la "finesse".
Al fine di determinare il fattore di merito di un risuonatore, definito come:
U
Q=
WL
necessario valutare l'energia immagazzinata (U), e la potenza dissipata in un ciclo
(WL); la pulsazione dell'onda risonante.
Si consideri un risuonatore la cui distanza fra gli specchi sia d e la riflettivit di
ciascuno di essi R.
A causa della risonanza, all'interno presente un'onda stazionaria il cui campo
elettrico :
E = Ex sin kz cos t
essendo Ex il campo elettrico massimo (nella direzione x o y), z la direzione
normale ai piani riflettenti ed la pulsazione di risonanza.
Poich l'energia totale subisce continuamente una trasformazione da energia
elettrica in magnetica e viceversa, possibile trovare l'energia complessiva
immagazzinata calcolando l'energia elettrica immagazzinata nell'istante in cui questa
massima; in questo istante l'energia magnetica nulla:
V 2
U = (U E )max = E dV
2
2d 2
U / unit _ sup erficie = E x sin kz dz
2 0
Applicando la relazione:
x sin x cos x
sin x dx = +C
2
2
e tenendo presente che alla risonanza d pari ad un numero intero di mezze
lunghezze d'onda e quindi il seno si annulla:
d
U / unit _ sup erficie = E 2x
2 2
La potenza perduta sull'unit di superficie pari a quella parte (1-R) di potenza
incidente che non viene riflessa:
1 E 2+
1
WL = (1 R )
2 2
dove E+ il campo elettrico dell'onda diretta verso la superficie.
Per le onde stazionarie E+ = Ex/2; sostituendo U e WL nell'espressione del fattore
di merito:
2
Exd
Q= 2 4
Ex
(1 R )
4

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Poich:
c 2
= 2 = 2 =


=

e per la (4) si ottiene:
R
Q=m m = mF
1 R 1 R
poich in un buon Fabry-Perot R prossimo all'unit.
Quindi il fattore di merito di un Fabry-Perot pari a circa m volte il valore della
sua "finesse".

Significato fisico della "finesse".


Si visto che il campo in uscita da un Fabry-Perot dato dalla somma vettoriale di
infiniti campi il cui contributo via via decrescente (per effetto del termine ||2n o
|A|n|B|n).
Si considerino soltanto N vettori campo, di modulo uguale, la cui somma pari al
campo complessivo; in questo caso il modulo del singolo vettore : Eu/N.
Alla risonanza i vettori sono allineati. Ai limiti della banda i vettori formano
invece una poligonale il cui angolo fra i lati contigui , come rappresentato in
figura 3. Se N grande la poligonale pu essere assimilata ad un arco di
circonferenza il cui raggio r. La corda a di questo arco :
N
2r sin
2

Fig.3

Ma la corda rappresenta l'ampiezza del campo elettrico uscente dal risuonatore


quando si ai limiti della banda di risonanza, quindi uguale all'arco (ampiezza
quando si al centro della risonanza) diviso 2:
2 Nr Nr
sin
2 2 2
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Eguagliando alla precedente si ottiene:
N N 1
sin =
2 2 2
Questa un'equazione trascendente in N/2 che pu essere risolta graficamente
come intersezione della sinusoide y = sin(N/2) con la retta y = (N/2)/2, oppure
numericamente per approssimazioni successive. Come risultato si ottiene che: N/2
1.39. Sostituendo nell'espressione (12) della "finesse" il valore di ricavato dalla
precedente si ottiene: N 0,886 F.
Pertanto come se un fascio di luce viaggiasse avanti ed indietro in un Fabry-
Perot un numero di volte pari a circa il valore della "finesse".

Caratteristiche del fascio da immettere nel Fabry-Perot.


La trattazione sviluppata sul Fabry-Perot valida finch l'onda all'interno del
risuonatore piana. Da quanto appena visto l'onda viaggia all'interno del risuonatore
compiendo un percorso pari a circa F volte il doppio della distanza fra gli specchi;
pertanto necessario che si mantenga piana nel compiere questo percorso.
Adoperando fasci gaussiani, questo significa che la vita del fascio deve stare
all'interno del risuonatore e che:
2 Z0 >> 2 d F
ed essendo:
W02
z0 =

deve aversi che:
dF
W02 >> (16)

Si osservi che la sezione minima del fascio cresce con la radice quadrata di F.
Quindi una buona "finesse" richiede che venga interessata una superficie grande del
Fabry-Perot.
Inoltre, per essere garantita la sovrapposizione fra i fasci generati dalle riflessioni
multiple sugli specchi, necessario lavorare ad incidenza normale, ossia =0.

Planarit degli specchi in relazione alla "finesse".


Fisicamente non esistono superfici perfettamente piane. Un Fabry-Perot reale, con
distanze differenti fra punti corrispondenti diversi degli specchi, pu pensarsi
equivalente al risuonatore ideale rappresentato in figura 4a, essendo la massima
variazione di distanza fra punti corrispondenti diversi degli specchi.
Si trover il massimo valore che pu assumere per un assegnato valore della
"finesse".

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I diagrammi di trasmissione nelle due zone sono riportati nelle figure 4b e 4c. La
traslazione di 'm verso destra dovuta al fatto che essendo aumentato d deve
aumentare anche affinch continui ad essere un multiplo di 2.

Fig.4

Fig.5

Se in una zona 0, che la lunghezza d'onda che si desidera che passi, al centro
della banda passante, in un'altra zona pu non esserlo pi.
La variazione di distanza fra gli specchi deve essere tale che 0 rimanga in
entrambe le bande passanti. Questo significa che le due curve devono essere
distanziate al massimo in modo tale che si verifichi la situazione indicata in figura 5,
ossia:
'm m
Per la (4), con = 0, si ottiene:

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d+ d
' m m = 2 2 =2
m m m
Inoltre dalla (6), sempre per = 0:
2d
m m +1 = 2
m
Dividendo per e mediante la (15):
2d
=
Fm 2
Pertanto la condizione 'm - m , ricordando anche che d/m= /2, diventa:

(17)
2F
Quindi la lavorazione delle superfici degli specchi deve essere tanto migliore
quanto minore la lunghezza d'onda di lavoro e quanto pi alta la "finesse"
richiesta.
Un alto valore della "finesse" richiede che venga interessata una superficie grande
del risuonatore, come si visto nel paragrafo precedente; poich la difficolt di
ottenere una buona planarit cresce con l'aumentare della superficie, necessario
trovare un compromesso fra le due esigenze.

Fabry-Perot con perdite nel mezzo.


Quando l'onda non si propaga nel vuoto, come sino ad ora supposto, ma in un
mezzo di indice n e la cui costante di attenuazione /2, il fattore di propagazione :

d
jkd 2
e e
Di conseguenza la (2), nel caso di incidenza normale ( = 0), viene modificata in:

d
Eu Te 2
=
E i 1 Re d e j
Da questa espressione si vede che se <0 pu verificarsi che il denominatore sia
pari a zero e di conseguenza il rapporto |Eu/Ei| infinito, ossia possibile che si
inneschino delle oscillazioni.

Fabry-Perot a scansione.
I mezzi attivi degli oscillatori laser sono caratterizzati da una banda di frequenza
nella quale sono in grado di amplificare. Ad esempio, per un laser ad He-Ne questa
banda di circa 1500 MHz (centrata attorno ai 474 THz). L'emissione della
radiazione laser ricade quindi in questa banda. Anche gli specchi di un laser
costituiscono un Fabry-Perot pertanto la distanza fra due frequenze, o righe, di
oscillazione adiacenti data dalla (8), con =0. Se ad esempio la distanza fra gli
specchi di 30 cm, la distanza fra due frequenze adiacenti risulta pari a 500 MHz,

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quindi nella banda di emissione ricadono tre righe. In altre parole il laser pu
oscillare a tre lunghezze d'onda contemporaneamente molto vicine tra loro (questo
vale per i mezzi nei quali prevale l'allargamento inomogeneo, come si vedr in
seguito). Lo strumento in grado di rilevare queste righe il Fabry-Perot a scansione.
In questo dispositivo uno specchio in grado di spostarsi periodicamente avanti ed
indietro e quindi consentire la risonanza delle singole righe a seconda della
posizione. Il fascio luminoso del laser da esaminare, dopo aver attraversato il Fabry-
Perot, raggiunge un fotorivelatore che genera una corrente proporzionale all'intensit
della radiazione incidente.
Lo spostamento dello specchio pu essere reso sincrono al dente di sega di un
oscilloscopio mentre all'asse y di questo inviato il segnale del fotorivelatore. In
questo modo si ottiene sull'oscilloscopio lo spettro di frequenza di emissione del
laser. Una tipica disposizione ottica di un Fabry-Perot a scansione rappresentata in
figura 6.
Il movimento fra gli specchi effettuato mediante trasduttori piezoelettrici.
L'isolatore ottico evita che, dovendo il Fabry-Perot trovarsi in asse con il fascio
per consentire una elevata "finesse," si vengano a formare cavit oscillanti fra uno
specchio del Fabry-Perot e la cavit laser.

Fig.6

L'isolatore ottico pu essere costituito da un polarizzatore seguito da una lamina a


"/4", ossia un dispositivo che trasforma la polarizzazione da lineare a circolare. La
radiazione luminosa, polarizzata circolarmente e riflessa dal Fabry-Perot,
riattraversando la lamina a "/4" nuovamente polarizzata linearmente ma
ortogonale rispetto a quella di partenza e quindi bloccata dal polarizzatore.
La taratura dello strumento molto semplice se possibile conoscere la distanza d
fra gli specchi del risuonatore. Infatti dalla (8) per = 0 si ricava la distanza in
frequenza m+1-m fra due massimi contigui di trasmissione che devono essere
visualizzati contemporaneamente sullo schermo dell'oscilloscopio. Le altre distanze
visualizzabili devono essere rapportate a questa quantit.

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Criteri per il progetto di un Fabry-Perot a scansione in grado di discriminare le
righe di emissione di un laser.
a) La distanza fra gli specchi deve potersi variare almeno di /2: potendo passare
da un ordine di risonanza al successivo si sicuri di potere "centrare" la lunghezza
d'onda desiderata.
b) La "distanza" fra due ordini successivi di frequenza del Fabry-Perot deve essere
maggiore della banda di amplificazione del laser (D) per evitare che si possa avere
trasmissione del filtro contemporaneamente con due ordini adiacenti di risonanza:
m+1 - m > D
ossia per la (8) con =0:
c
> D
2d
dalla quale si ricava la distanza massima fra gli specchi del Fabry-Perot:
c
d<
2 D
c) La larghezza di banda FP del Fabry-Perot deve essere minore della "distanza"
fra due righe adiacenti del laser, affinch queste possano essere risolte:
FP < ( m+1 m )laser =
c
2D
dove D la distanza fra gli specchi del laser.
Per le (15) e (8) con =0:
( m )FP c
FP = m+1 =
F 2dF
dove d la distanza fra gli specchi del Fabry-Perot determinata al punto b).
Pertanto possibile ottenere il valore minimo della "finesse":
F>D/d
d) Dalla (13) si ricava il valore della riflettivit R, dalla (17) il grado di planarit
degli specchi e dalla (16) il raggio trasversale minimo da immettere nel risuonatore.

Fabry-Perot a specchi fissi ed angolo variabile: "Etalon".


Un Fabry-Perot pu anche essere accordato sulla lunghezza d'onda desiderata
variando l'angolo di incidenza della radiazione sugli specchi. In questo caso il Fabry-
Perot prende il nome di etalon. Il campo angolare in cui si lavora deve essere tale che
sia trascurabile la porzione di fascio che non contribuisce all'interferenza a causa
dello slittamento dovuto alle riflessioni multiple.

Altre applicazioni del Fabry-Perot.


Basato sul Fabry-Perot il filtro interferenziale, dispositivo che consente il
passaggio di una banda molto stretta di lunghezze d'onda. Fra i due specchi

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interposto uno strato dielettrico poco spesso. In questo modo, oltre ad ottenere una
struttura molto compatta, si ha un campo spettrale libero molto grande.
Il Fabry-Perot a volte posto nell'interno di una cavit laser per fare s che si
abbiano oscillazioni ad una ben determinata lunghezza d'onda per la quale il
guadagno non molto elevato. Infatti gli oscillatori laser, come del resto tutti gli
oscillatori, tendono ad oscillare nelle lunghezze d'onda a pi alto guadagno. Con il
Fabry-Perot all'interno della cavit si abbassa il fattore di merito di tutte le lunghezze
d'onda tranne di quella prescelta. Quando il Fabry-Perot posto nell'interno di una
cavit laser necessario minimizzare le riflessioni indesiderate dovute alla superficie
del substrato sulla quale non si trova lo specchio. Questo pu essere fatto o
depositando uno strato antiriflettente oppure ponendo il Fabry-Perot all'angolo di
Brewster per quanto riguarda il substrato. In questo ultimo caso si devono tenere
presenti le considerazioni sulla sovrapposizione dei fasci e il fatto che il Fabry-Perot,
essendo attraversato pi volte dalla radiazione, mostra una finesse notevolmente
superiore a quella prevista, come dimostrato e quantificato dalla (14).
Con il Fabry-Perot possibile misurare spostamenti dell'ordine di frazioni della
lunghezza d'onda: uno specchio tenuto fisso e l'altro segue lo spostamento.
Un'altra applicazione la misura con estrema precisione dell'indice di rifrazione
dei gas. Infatti la condizione di risonanza dipende anche dall'indice di rifrazione n;
dalla variazione della risonanza per effetto dell'immissione di un gas fra gli specchi
del Fabry-Perot possibile risalire all'indice di rifrazione del gas.

Frequenze di risonanza in presenza di fasci gaussiani.


In presenza di un fascio gaussiano nel quale i fronti d'onda non possono essere
considerati piani necessario che gli specchi abbiano la stessa curvatura del fronte
d'onda che vi giunge sopra, pertanto il risuonatore non pu pi essere realizzato con
specchi piani. I concetti visti in precedenza sono sempre applicabili ed in particolare
in ritardo di fase che subisce il fascio in un giro completo deve essere uguale ad un
multiplo di 2.
Per un modo gaussiano di ordine m,n il ritardo di fase al variare di z, procedendo
sull'asse del fascio (x=y=0), dato da:
e j(m + n +1) tan (z / z0 )e jkz
1

Pertanto, nell'ipotesi che lo specchio di raggio di curvatura R(z1) si trovi in z1 e


che quello di raggio di curvatura R(z2) si trovi in z2 (ossia d= | z2 - z1|), la condizione
di risonanza :
z z1
= 2 k z 2 z1 (m + n + 1) tan 1 2 = 2q (18)
z0
dove q un intero positivo.
Da: R(z1)= z1 [1 + (z0/z1)2] e R(z2)= z2 [1 + (z0/ z2) 2] si ottiene:

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z0 z0
z1 = e z2 =
R (z1 ) R (z 2 )
1 1
z1 z2
Pertanto dalla (18) e dalla conoscenza che k=2/=2/c si determina l'espressione
delle possibili frequenze di risonanza.
c m + n + 1 1 z2 z1
m , n ,q = q + tan (19)
2 z 2 z1 R (z 2 ) z 2 R (z1 ) z1

Si osservi che i modi longitudinali di pari ordine trasversale sono ancora
distanziati di c/2d. Questo invece non si verifica se i modi trasversali sono di ordine
diverso. Pu anche verificarsi che due modi di differenti valori di m, n e q abbiano la
stessa frequenza di risonanza. In questo caso si parla di frequenze degeneri.
Come esempio si consideri un risuonatore costituito da uno specchio piano e da
uno sferico il cui raggio di curvatura pari a due volte la distanza fra gli specchi. In
questo caso la (19) diventa:
c m + n + 1
m , n ,q = q +
2d 4
Si osservi che all'aumentare di m o n di una unit la frequenza cambia di 1/4
rispetto alla spaziatura fra due modi longitudinali successivi dello stesso ordine
trasversale.

Problemi.
1 - Determinare la trasmissione massima di un Fabry-Perot i cui specchi, privi di
perdite, sono caratterizzati da RA=0,9 e RB=0,92.

2 - Determinare il campo spettrale libero (sia in lunghezza d'onda che in frequenza)


di un Fabry-Perot, i cui specchi siano distanziati di 10mm, alla lunghezza d'onda di
632,8 nm, nell'ipotesi di incidenza normale.

3 - Determinare la "finesse" di un sistema composto da 100 Fabry-Perot identici di


finesse pari 5.

4 - Dimostrare la terza delle identit riportate nella (15).

5 - Determinare il diametro minimo di un fascio generato da un laser ad He-Ne


(632,8 nm) che deve essere immesso in un Fabry-Perot di "finesse" pari a 100 ed i
cui specchi siano distanziati di 1 cm.

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6 - Determinare la tolleranza di planarit degli specchi da adoperare per la
costruzione di un Fabry-Perot funzionante alla lunghezza d'onda di 600 nm. La
riflettivit richiesta per gli specchi sia del 98%.

7 - Progettare un Fabry-Perot a scansione in grado di discriminare le righe di


emissione di un laser ad He-Ne la cui distanza fra gli specchi 60 cm e noto che in
questo tipo di laser la larghezza di banda della curva di guadagno di 1.500 MHz.

8 - Un Fabry-Perot a scansione, la cui distanza fra gli specchi 4 cm, utilizzato per
analizzare lo spettro di emissione di un laser. Dallo schermo dell'oscilloscopio si
rileva che la distanza fra due massimi di trasmissione contigui 66 mm e la distanza
fra due modi longitudinali del laser 10 mm. Determinare la distanza in frequenza
fra i modi longitudinali del laser e la distanza fra gli specchi del laser.

Bibliografia
- A. Nussbaum, R.A. Phillips: "Contemporary Optics for Scientists and Engineers" -
Prentice Hall (1976).
- J. T. Verdeyen, "Laser Electronics" (Prentice-Hall, Inc.).

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